“Cercò di metterci una pietra sopra, …

pietrasopra-tuttacronaca… ma quella si rifiutava di far da coperchio al passato”

-Alice Munro- (Nemico, amico, amante… 2001)

Lo spot per le malattie reumatiche: attenzione ai bambini

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Lo spot per le malattie reumatiche punta a sensibilizzare un problema che da sempre si ritiene, erroneamente che possa toccare solo persone in età adulta, mentre bisogna fare attenzione ai soggetti in età pediatrica. In Italia ogni anno sono almeno 10.000 bambini colpiti da una forma reumatologica. Lo spot vuole sottolineare come serva maggiore attenzione a quei segnali che spesso da genitori e insegnanti sono scambiati per capricci.

La Repubblica scrive:

Eppure basterebbe “Semplicemente guardarli”: questo è il monito della campagna di sensibilizzazione lanciata nei giorni scorsi da Apmar, l’Associazione persone con malattie reumatiche, che insieme alla Società italiana di pediatria (Sip), alla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) ed al Sindacato medici pediatri di famiglia (SiMPeF), rivolge un appello a genitori, insegnanti e medici affinché superino i pregiudizi e guardino con attenzione i bambini, a casa come a scuola.

25mila euro per essere candidati con il PD?

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Le parole di Roberto Fico, parlamentare del M5s e Presidente della Commissione Vigilanza Rai, sono rimaste nel silenzio dopo essere uscite qualche settimana fa. Roberto Fico aveva affermato:

«In Italia penso nessuno sappia che per candidarsi nel Pd bisogna versare al partito tra i 25mila e i 30mila. Questa è una notizia che non ho mai vista in prima pagina sui giornali. Per candidarsi nel Pd bisogna versare 30mila. Non accetto morale da questi che versano 30mila per candidarsi e poi li devono riprendere».

Linkiesta.it scrive:

…Una notizia arriva in un momento della legislatura in cui si discute del disegno di legge sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. Una notizia sulla quale i democrat preferiscono tacere, e che per un certo verso li imbarazza. Infatti la prima reazione è la smentita. Un “giovane” turco (non di primo pelo) sbotta con Linkiesta: «È una pa**a!». Anzi no, raddrizza: «È una pa**a che compriamo il seggio. Al sottoscritto il partito gli consente di rateizzarla».

L’imbarazzo è alle stelle quando si parla di stipendi, finanziamenti ai partiti, candidature. È sempre qualcosa che i partiti, e su tutti i parlamentari, preferiscono celare. E ciò tocca anche la galassia del primo cittadino di Firenze, Matteo Renzi, paladino della meritocrazia, della lotta agli sprechi, e della riduzione del finanziamento ai partiti e degli stipendi dei parlamentari. E anche una deputata del suo inner circle non sa che pesci prendere quando le viene chiesto della quota da 25mila euro: «C’è stato chiesto un contributo per le spese elettorali. Il discorso è un po’ più articolato: è vero la cifra è di 25mila euro a candidato, ma chi non ce li aveva non li ha dovuti versare. A me non li hanno chiesti». Sarà vero?

In realtà, spiega Nico Stumpo, che è stato responsabile dell’organizzazione dei democratici ai tempi della segretaria di Pier Luigi Bersani, «non c’è nessun pizzo, ma il regolamento per le candidature prevede che i candidati alle elezioni politiche si impegnino a contribuire alle spese che il partito sostiene per la campagna elettorale». Tutti, nessuno escluso. Non ci sono eccezioni, come invece sosteneva la parlamentare di rito renziano. Ciò si trova scritto all’art.10 del «regolamento» per le candidature. Tuttavia la cifra non è affatto specificata.
Stando al regolamento che si può consultare all’interno del sito dei democratici, la cifra viene concordata tra la tesoreria nazionale e quella regionale perché si «dovrà tenere conto della posizione del singolo candidato nella lista». In sostanza,  essendo il Porcellum un sistema elettorale con le liste bloccate, la quota di partecipazione, chiamiamola eufemisticamente così, è direttamente proporzionale alla posizione in lista. Mentre chi risulta candidato in «fascia insicura» pagherà successivamente, a spoglio ultimato.
Semplicemente, dice ancora Stumpo, «se sei in posizione eleggibile versi la quota, altrimenti non versi nulla». Del resto, spiega un insider del Nazareno, «le liste bloccate non impongono spese per manifesti, etc… In questo modo la campagna elettorale risulta essere centralizzata. Ovvero tutti contribuiscono alle spese nazionali». Sarà.

Il candidato alla segreteria Pippo Civati è stato il primo e l’unico ad uscire allo scoperto: «Ogni deputato e senatore del Pd ha versato al partito 30mila euro al momento della candidatura». C’è chi lo ha fatto cash, come dice a Linkiesta lo stesso Civati. O chi, come la maggior parte, mensilmente dovrebbe versare al partito 520 euro, che con un semplice calcolo corrispondono a circa 25mila euro in cinque anni. E se la legislatura dovesse finire anticipatamente cosa succederebbe? Chi ha versato 25mila euro cash avrebbe riconsegnata parte della quota? «Non si sa come andrebbe a finire», spiegano dal Nazareno, «non ci siamo ancora preoccupati di questo scenario». In realtà, racconta un ex parlamentare dell’Ulivo, «una cosa simile successe al sottoscritto nel 2006. Io mi candidai in quota proporzionale con l’Ulivo. Versai circa 40mila euro, la legislatura si concluse anticipatamente, ma non mi venne restituito alcunché. Avrebbero dovuto restituirmi almeno metà di 40mila euro».

Oggi questo i parlamentari lo sanno. Ecco perché la maggior parte di essi non versa più la quota anticipatamente, ma preferisce, si fa per dire, rateizzare il contributo per la campagna elettorale. Addirittura, fonti accreditate a Largo del Nazareno, assicurano che la maggioranza non darebbe più «un bel niente». Del resto, spiegano, «mentre per il contribuito da riservare al gruppo parlamentare, pari a 1.500 euro, si viene chiamati dalla segreteria e si firmano dei bonifici pre-datati; per la quota di contribuzione legata all’appuntamento elettorale non viene chiesto alcunché, semmai ogni singolo parlamentare dovrebbe versare mensilmente, o come preferisce, la rata». Ma i parlamentari democrat fanno orecchie da mercante.
La maggior parte se ne infischia del regolamento. «Semplicemente», si intasca il denaro dei contribuenti. E fa gli scongiuri affinché il ddl sull’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti resti nascosto nei meandri di Palazzo Madama, o di Montecitorio. Semplice.

Il politico che si mette “in castigo” al Congresso

ERREKONDO-crocefisso-tuttacronacaAbituati come siamo ai (rumorosi) flash-mob dei nostri politici, fa certo effetto una scena accaduta durante una seduta del Congresso in Spagna. Qui Mikel Errekondo, portavoce dell’Amaiur, coalizione politica basca della sinistra abertzale, ha allargato le braccia sorreggendo due libri ed è rimasto in silenzio dopo aver detto: “Questa è la vostra educazione: obbedire e tacere. E non si fa così, punito, così come si fa a scuola”. E’ stata questa la sua reazione dopo esser stato richiamato all’ordine dal Presidente del Congresso, Jesus Posada, durante il dibattito sulla cosiddetta Legge Wert, sulla riforma scolastica. Il portavoce era stato richiamato all’ordine perchè non si esprimeva in castigliano ma in lingua basca. Dopo qualche attimo in questa posizione, Errekondo è stato nuovamente richiamato dal Presidente che gli ha ricordato che restavano solo altri 12 secondi per il suo intervento. A quel punto il politico ha lasciato la tribuna lanciando un avvertimento all’Esecutivo: “Che il Governo si ricordi che non permetteremo mai che questa legge venga imposta nei Paesi Baschi e nelle nostre scuole”. Ed è tornato al suo posto, con le braccia allargate a sorreggere i due libri. Come fosse uno studente in punizione.

A Roma arriva il “superpoliziotto” al comando dei vigili urbani

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Ignazio Marino continua la sua guerra alla municipale di Roma e dopo il “pasticciaccio” di Liporace ora punta ancora una volta a un esterno al Corpo: e arriva Raffaele Clemente.

Chi è?

Un superpoliziotto dell’anticrimine della polizia e un ex dirigente della sala operativa di Roma.

«Abbiamo la delibera di giunta di 30 minuti fa che indica il contratto per 3 anni»

“L’Italia cade a pezzi”: così Franco Gabrielli

gabrielli_tuttacronacaE’ intervenuto questa mattina al Festival dell’acqua, a L’Aquila, Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile. Nel capoluogo abruzzese messo in ginocchio dal terremoto del 9 aprile 2009, ha esordito ricordando quel tragico evento e la situazione che la città sta vivendo, con il centro storico ancora “zona rossa”, lo stato d’emergenza permanente e l’attenzione sempre distolta dal capitolo ricostruzione: “Per me tornare a L’Aquila è una soddisfazione da un lato ma di anche di dolore per l’altro finché questa città non sarà tornata non dico all’antico splendore ma almeno alla lucentezza che le spetta. Per me è sempre una ferita aperta: questo territorio deve necessariamente ripartire.” Ma dell'”emergenza nazionale” che rappresenta la città abruzzese ha parlato anche il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D’Angelis, che ha annunciato lo stanziamento nella prossima legge di stabilità di incentivi per aziende e territorio. Ma un’altra emergenza da affrontare, come ricordano anche i recenti accadimenti in Puglia, dove il maltempo ha provocato danni, stando alla conta provvisoria, di 50 milioni di euro per la sola Ginosa. Gabrielli ha infatti parlato anche del dissesto idrologico: “L’Italia cade a pezzi”. E proprio per questo nessuno, sia tra la Protezione civile che tra i cittadini, deve abbassare la guardia. “Io continuo a sostenere che un maturo sistema di protezione civile è un sistema nel quale i cittadini sono i principali attori. Non possono essere i cittadini sempre gli utilizzatori finali di un’attività messa in capo ad altri. I cittadini sono i beneficiari ma gli attori primi di un sistema di protezione civile. Quindi l’ informazione, la formazione, la consapevolezza sono alla base di un sistema nel quale non vi è un consumatore di sicurezza ma tutti noi siamo operatori di sicurezza.” L’Italia è un territorio che deve ripartire, ma non trova l’indispensabile sostegno dello Stato, troppo impegnato a occuparsi dell’economia di mercato per guardare a rischi ambientali che provocano morti umane. Come la tragedia del Vajont ha insegnato.

Renzi e le condizioni per la “stabilità”: mirino sulle pensioni oltre i 2000 euro

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Renzi e le sue proposte per la legge di stabilità. Le detta a Epifani ed è pronto a far guerra in parlamento. Le condizioni che ha posto sembrerebbero essere due:

  • la manovra non strozzi le amministrazioni locali, già affrante dal patto di stabilità europeo, che vengano assicurati investimenti per favorire la ripresa.
  • il reddito di cittadinanza: da finanziare con prelievi alle cosiddette ‘pensioni d’oro’.

Sulla questione il ragionamento dei renziani è noto da tempo. E il sindaco lo ha spiegato al segretario del Pd. Le cose stanno così: “2 milioni di pensionati con una pensione di oltre 2mila euro al mese costano allo Stato esattamente quanto costano gli 11 milioni che prendono nemmeno mille euro al mese. Questo non è accettabile. Il 57 per cento della spesa sociale in Italia se ne va per pagare le pensioni: noi siamo anche per toccare i diritti acquisiti di chi ha maturato la pensione con il sistema retributivo e non con il contributivo”. Che significa: “Chiedere di mollare sul passato per investire sul futuro: quei soldi andrebbero alle politiche per l’occupazione”.

Quindi torna prepotentemente la voglia di andare a intaccare i diritti acquisiti, quei diritti su cui la Corte Costituzionale già si espressa ampiamente e ha riconosciuto intoccabili.

Ruba per fame al cimitero, viene graziata

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Ha rubato dal portafoglio di un un’anziana al cimitero dell’Arcella, in provincia di Padova, ma è stata perdonata. La protagonista è una madre di famiglia con gravi problemi economici. Tutto si è svolto nel giro di pochi istanti, mentre l’anziana stava mettendo in ordine la tomba di un congiunto e improvvisamente ha notato che la borsa poggiata qualche metro più in là era stata frugata da una donna. L’anziana ha reagito subito e ha bloccato la “ladra” che è scoppiata in lacrime: «Mi dispiace, ma sono disperata. Non ho nemmeno i soldi per fare la spesa e a casa ho due figli che mi aspettano – ha scandito la donna con la voce rotta dal pianto – . Ho veramente toccato il fondo e pur di dar da mangiare ai miei figli sono costretta a fare anche questo, mi vergogno profondamente». La donna ha restituito il portafogli all’anziana che ha deciso di non denunciarla. I custodi che sono intervenuti avendo sentito le voci hanno comunque riferito l’accaduto al settore Servizi Cimiteriali:

«Questo episodio – spiega l’assessore competente Silvia Clai – dimostra quanta umanità ci sia tra chi frequenta i nostri cimiteri. Proprio per questo, abbiamo il dovere di tutelare queste persone dai balordi che sempre più spesso approfittano di questa gente per rubare e, nei casi più gravi, compiere vere e proprie aggressioni». «Come rappresentante dell’amministrazione sento il dovere morale di tutelare chi frequenta i nostri camposanti – aggiunge l’esponente dell’Italia dei valori – in questo senso vanno iniziative come quella dei vigilantes durante gli orari notturni, il restringimento dell’orario di apertura del cimitero dell’Arcella e, perché no, anche la chiusura delle fontanelle al camposanto di Granze di Camin».

 

Parma in rosa per i diritti delle bambine e delle ragazze

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Un anno fa il sindaco Stefania Bonaldi accese una candela a forma di rosa e la mise sulla finestra del proprio ufficio. Fu i suo modo di aderire alla Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze. I più recenti studi, come il dossier realizzato da Terre des Hommes riferiscono dati allarmanti circa abusi e maltrattamenti subiti anche in Italia da bambine e ragazze, per non parlare delle troppe discriminazioni di natura sociale in ogni ambito di vita e di attività ancora presenti e di tutti gli episodi di violenza anche psicologica in Italia e nel mondo.

“Il rischio di dedicare una specifica Giornata ad un tema – osserva il sindaco – è che dopo l’enfasi che viene data in quel giorno, ci si dimentichi rapidamente. In questo caso non è possibile perché chiunque abbia a che fare con una bambina od una ragazza, come mamma o per altri motivi affettivi o professionali, non può che condividere lo stimolo ‘prendiamoci cura delle bambine e penseranno loro a fare il resto”.

Da domani e per tutto il weekend i portici del Palazzo Comunale saranno illuminati di luce rosa per tenere viva la luce dei diritti delle bambine e delle ragazze di tutto il mondo.

 

Tevez ne ha per tutti… di lodi! Anche per Papa Francesco

tevez-ciudadoculta-tuttacronacaIntervista fiume di Carlitos Tevez a Tuttosport, dove dispensa complimenti a tutti. A partire dalla Juve, che “Mi ha ridato la voglia di giocare a calcio. La cosa migliore per un giocatore è tornare a essere felice”. Merito anche del mister Conte: “Mi ha sopreso molto, per lui ogni partita è una finale, vuole sempre vincere, non si accontenta mai. E’ un maniaco del lavoro, ma poi i risultati si vedono in campo. Dal primo giorno mi ha fatto subito vedere e capire come gioca la Juve, ha un quaderno di tattica in cui appunta ogni minimo dettaglio”. Ed esclude che l’allenatore se ne possa andare, ci penserebbe lui a fermarlo: “Va via? Se ci prova lo blocco io”. Ma anche con i compagni è generoso di lodi, chi l’ha colpito è “Quagliarella per come tocca la palla. E Pogba: non lo conoscevo, è un vero campione, ha i numeri e la personalità”. Una parentesi anche per il Milan, squadra al quale si era avvicinato: “Dopo il grande duello di mercato tra i due club per avermi, non ho mai più sentito Galliani”, spiega Carlitos, che poi passa a parlare di Balotelli, suo compagno al City: “Ho trascorso due anni con Mario, è pazzerello, di lui ho molti ricordi belli e tanti aneddoti particolari. Ma non posso raccontarli. Non sapeva neanche fare un pacchetto regalo…” Ma l’Apache è anche il giocatore che, per esultare, ha mostrato una maglia con la scritta Ciudad Occulta. Non dimentica la sua terra, l’Argentina, così come pensa a un altro argentino di cui si parla molto, Papa Francesco. Sarebbe felice di ricevere una sua telefonata: “Mi piacerebbe parlare col Pontefice, sarebbe un onore. Spero di riuscire a farlo con la mia famiglia, per parlare dei quartieri difficili di Buenos Aires, di solidarietà, delle iniziative che io stesso sto portando avanti. Quello che è successo lì, lui lo sa bene. E magari lo inviteremo a una partita della Juve, non importa se tifa per il San Lorenzo; anche se tenesse per il River, non sarebbe un problema”.

Bomba d’acqua sul Lago Maggiore, salvate madre e figlia

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Borgomanero ha subito una vera e propria “bomba d’acqua”. Per circa mezz’ora sul Comune della provincia di Novara, a circa 10 km dal Lago Maggiore. Pioggia, grandine e strade allagate, sottopassi inagibili e le forze dell’ordine che chiudono le vie del centro. Soccorse una donna e la figlia di pochi anni che stavano viaggiando sull’auto, pochi momenti dopo la vettura è stata sommersa dall’acqua.

Terremoto in Abruzzo, sui monti della Laga

terremoto-abruzzo-tuttacronacaL’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato una scossa di terremoto di magnitudo 2 nel distretto sismico dei Monti della Laga, in Abruzzo, alle ore 19:06. L’evento si è verificato a una profondità di 9 km mentre l’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Campotosto, in provincia de L’Aquila, e Cortino, Crognaleto e Fano Adriano, in provincia di Teramo.

L’Italia secondo Renzi, ecco le sue linee guida

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Partito liquido? No forse ora Renzi si sposta sull’idea di un partito agile, ma radicato sul territorio in cui molto spazio devono occuparlo i sindaci e gli amministratori locali e dove gli organismi centrali devono solo pensare al coordinamento. Un partito che abbia idee e lanci grandi campagne dal basso. Un partito che sia partecipativo. Nel documento i protagonisti sarebbero la scuola, l’economia, il fisco, la riforma della burocrazia e l’Europa. Un ruolo fondamentale poi sarebbe stato dedicato alla riattivazione del credito alle imprese per la ripresa della pmi. A redigere il testo hanno collaborato Dario Parrini, Enrico Morando e Giorgio Tonini.

 

Incidente fatale in bicicletta: muore ragazzino di 13 anni

bimbo-morto-bici-tuttacronacaSi trovava in sella alla sua bicicletta un ragazzino di 13 anni che, mentre pedalava, ha perso l’equilibrio cadendo a terra e sbattendo la testa al suolo. Questo stando alle testimonianze rilasciate ai carabinieri da parte di alcuni amici del giovane. I sanitari del 118, giunti sul luogo, a Rondissone, in provincia di Torino, hanno invano tentato di rianimarlo ma per lui non c’è stato nulla da fare. Sul luogo sono giunti anche i familiari del 13enne e i carabinieri della stazione di Verolengo.

Chi salverà Alitalia?

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Forse si risolverà la questione Alitalia con una cordata di società pubbliche che dovrebbero ricapitalizzare il vettore aereo. Nel gruppo dei “salvatori” farebbero parte  Poste, Ferrovie, Fintecna, ma anche altri soggetti. L’accordo ci sarebbe ora è questione di dettagli. Chi salverà l’Alitalia? Forse ancora una volta gli italiani. 

I repubblicani aprono la porta ad Obama: gli Usa di nuovo in marcia?

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Corsa contro il tempo per gli Usa di evitare la “bomba atomica del default”. Secondo il Tesoro, infatti, il 17 ottobre gli Usa raggiungeranno il tetto imposto per legge all’indebitamento (16.700 miliardi di dollari) e non saranno più in grado di rispettare i propri impegni finanziari. I Repubblicani hanno però formalizzato a Barack Obama la richiesta di innalzare il tetto del debito in modo temporaneo, per sei settimane. In tal caso, la data fatidica slitterebbe al 22 novembre.

E’ solo una soluzione tampone, che non risolverebbe certo i problemi del Tesoro, ma rimanderebbe il problema.

Brividi di paura durante Juve-Pavia: giocatore a terra senza sensi

degeri-juve-pavia-tuttacronacaE’ stato Luca Stefanini, medico della Juve, a ricostruire l’episodio che ha causato attimi di paura oggi allo Juventus Center, dove si giocava un’amichevole tra i bianconeri e la squadra di Lega Pro di prima divisione del Pavia. “Il giocatore, in una mischia, ha preso una involontaria ginocchiata in testa da Padoin ed è svenuto. Era incosciente, anche se non ha mai smesso di respirare. Gli abbiamo comunque messo il defibrillatore, ma per monitorarlo, non c’è stata alcuna scarica. Quando s’è ripreso non era lucido, poi sull’ambulanza ha cominciato a rispondere alle domande”. A terra il centrocampista 23enne del Pavia Lorenzo Degeri. Al momento dello scontro sono stati i giocatori a urlare di chiamare l’ambulanza. In seguito il giocatore è stato caricato sull’ambulanza e portato per controlli all’ospedale di Moncalieri.

Gli Usa e i siti con le foto segnaletiche: l’ultimo business?

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Sembra proprio che in tempo di crisi ci sia chi ha invece inventato un business redditizio celandosi anche dietro il presunto senso civico e il diritto di informazione. Alcuni siti americani hanno infatti iniziato a pubblicare foto segnaletiche (mugshots) e dati personali che individuano le persone che sono state arrestate nei diversi stati americani. secondo gli amministratori del sito questo dovrebbe mettere in guardia da vicini molesti, da colleghi criminali, da soci insolventi, da compagni di classe con problemi di droga. In realtà poi il tutto si riduce a mero business e con una somma che va da 30 a 500 dollari le foto vengono rimosse e non è più possibile ricercare il profilo un presunto criminale. Le richieste di denaro per la rimozione della foto sono state anche paragonate a un atto di estorsione ma nonostante questo continuavano a fare bella mostra sul web. In realtà poi, la foto segnaletica dimostra solo l’arresto ma non è indice della condanna. Spesso le persone segnalate in rete poi non sono state riconosciute colpevoli e le accuse verso di loro sono state comunque ritirate.

Se poi invece la condanna è avvenuta e la pena è tata pagata è ancora più grave che ne resti la traccia indelebile ( se non si rimuove a suon di dollari).

La vicenda del giovane Maxwell Birnbaum, riportata dal New York Times, che si è visto rifiutare la domanda per uno stage da una società a causa del ritrovamento online di una sua foto segnaletica, scattata in occasione del suo coinvolgimento in una storia di droga, è indicativa in proposito.

Bisogna però aggiungere che i siti sono perfettamente legali e attivi da diverso tempo, sostenendosi finanziariamente con le stesse modalità di altre attività sul web. Il fenomeno ha iniziato a svilupparsi nel 2010 con la creazione di Florida.arrests.org, ad opera di Craig Robert Wiggen, diffondendosi progressivamente fino a raggiungere dimensioni rilevanti.

I siti mugshots proliferano su Internet e se ne contano ormai a decine. Per attrarre traffico i gestori, spesso difficilmente rintracciabili, utilizzano come esca le foto di personaggi famosi. Per le altre immagini pescano a man bassa dai siti dei funzionari di polizia locali o da altre fonti ufficiali. JustMugshots, fondato nel 2012 da Arthur D’Antonio, dispone di milioni di foto e cinque dipendenti ma rimane sconosciuto il giro di affari e i particolari del business messo in piedi dal proprietario.

Diversi Stati stanno cercando di porre un freno a questa tendenza. Nell’Oregon un progetto di legge prevede la possibilità di ottenere la rimozione gratuita sul web delle foto di tutti quelli che sono in grado di dimostrare la non colpevolezza. Anche nello Stato della Georgia nel mese maggio è stata approvata una norma che va nella stessa direzione mentre nello Utah è stato proibito alle forze di polizia di concedere foto segnaletiche a siti che chiedono soldi in cambio della loro eliminazione.

Contemporaneamente, nel campo privato, oltre a Google, i dirigenti di MasterCard, PayPal e American Express una volta che il problema è stato portato alla loro attenzione hanno avviato indagini interne predisponendosi ad interrompere eventuali rapporti commerciali in corso relativi a conti aperti o a servizi di pagamento.

Contro le pratiche e la presenza dei siti mugshot vengono inoltre promosse cause legali e class action da parte di singoli e associazioni.

Di diverso segno invece la posizione della stampa statunitense schierata a difesa della pubblicazione online di foto segnaletiche di arrestati. I giornalisti hanno sollevato obiezioni all’azione di limitazione legislativa delle autorità statali sostenendo che i documenti pubblici devono restare tali anche quando si tratta di immagini che riguardano individui implicati in fatti giudiziari. Il Reporters Committee for Freedom of the Press, in particolare, si oppone ad ogni restrizione appellandosi al Primo emendamento e al diritto delle redazioni di stabilire quali notizie pubblicare per informare i lettori.

Corte di Strasburgo: sono i gestori dei siti web i responsabili dei commenti

commenti-internet-tuttacronacaLa Corte europea dei diritti umani, in una sentenza con cui ha assolto l’Estonia per aver multato uno dei maggiori siti d’informazione del Paese, ha stabilito che multare un sito d’informazione per non aver censurato i commenti offensivi anonimi postati dai lettori è “giustificato e non viola la libertà d’espressione”. La Corte, nella sentenza, ha sottolineato che la responsabilità dei commenti pubblicati è dei gestori del sito, in quanto sono gli unici a poter impedire o cancellare i commenti, azione impossibile per gli utenti o per la parte offesa. Per quel che riguarda il sito, affermano ancora i giudici, sono stati gli stessi gestori ad aver fissato le regole per pubblicare i commenti: considerato che permettono agli utenti di rimanere anonimi, si sono di fatto assunti la responsabilità dei contenuti. Il caso è nato dopo che il portale aveva pubblicato un articolo riguardante le controverse scelte operate da una compagnia di navigazione. Gli utenti hanno poi postato commenti che sono stati ritenuti estremamente offensivi e diffamatori, arrivando anche a minacciare i proprietari della compagnia di navigazione.

Bondi processato a Milano per l’indagine Telecom

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Enrico Bondi, commissario straordinario per la Montedison e amministratore straordinario  della Parmalat, è indagato nell’inchiesta dei presunti dossier illeciti nati all’ombra di Telecom.

Come riporta La Stampa:

L’accusa mossa al manager fa riferimento alle dichiarazioni rese in relazione ad una presunta “cimice” trovata nell’auto di Bondi all’epoca in cui rivestiva l’incarico di amministratore delegato di Telecom. La vicenda al centro del procedimento riguarda la finta “cimice” trovata il 20 agosto del 2001 nell’auto noleggiata un paio di settimane prima a Fiumicino da Bondi, che era stato da poco nominato ad di Telecom. Bondi, convocato dagli inquirenti il 12 novembre 2010, aveva escluso che l’episodio della falsa microspia avesse determinato l’allontanamento dell’allora segretario generale del gruppo Vittorio Nola il quale poi, tramite l’avvocato Irma Conti, aveva presentato denuncia. In quella testimonianza, secondo i magistrati milanesi, Bondi non avrebbe detto la verità. Stando all’imputazione Bondi avrebbe omesso «di comunicare quanto a sua conoscenza in merito alle ragioni dell’avvenuto allontanamento dalla Telecom di Nola, escludendo che tale ultimo accadimento fosse da collegare con l’evento della cimice “famosa”».

Il procedimento inizierà l’11 novembre davanti alla quarta sezione del Tribunale di Milano. Lo ha deciso in mattinata il gup di Milano Andrea Salemme.

PUBBLICITA’ SHOCK: inneggia allo stupro!

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Davvero di cattivo gusto e allucinante la pubblicità con la quale una società inglese organizzatrice di eventi, Tequila Uk, è rimasta travolta dalle polemiche per uno spot che inneggiava allo stupro di gryppo. Con tanto di video promozionale lanciato su YouTube, ora rimosso, uno studente parlava di “stupro delle matricole”. Rispondendo a un rappresentante di Tequila enunciava quale fosse il corretto comportamento in quella particolare situazione.

nel video poi veniva anche intervistata una ragazza e le si chiedeva «Come farai a sopravvivere allo stupro stasera?». Gli stessi studenti che avrebbero dovuto partecipare all’evento si sono detti indignati e hanno bollato l’iniziativa come «vergognosa» e «disgustosa»

Il Mezz Club, luogo dove si sarebbe dovuta tenere la festa a Leeds, denominata Freshers violation, ovvero  ‘stupro delle matricole’, si è detto estraneo e ha riversato le colpe sull’organizzazione.

Medaglia per il primo anno di Pontificato di Papa Francesco ritirata: c’è un errore!

medaglia_commemorativa_primo_anno_pontificato_francesco_sbagliata-tuttacronacaE’ stata messa in vendita ieri, dall’Istituto Poligrafico e dalla Zecca dello Stato, una medaglia commemorativa in onore del primo anno di pontificato di Papa Francesco. Ma il Vaticano l’ha già ritirata dal commercio. La scelta è stata obbligata visto che presenta errore grossolano. Spiega il certificato di garanzia che la medaglia dovrebbe riportare incisa la scritta: VIDIT ERGO JESUS PUBLICANUM ET QUIA MISERANDO ATQUE ELIGENDO VIDIT, AIT ILLI SEQUERE ME (Gesù guardò il pubblicano e avendone pietà gli disse Seguimi). Peccato, però, che al posto della “J” di Jesus sia stata incisa la lettera “L”. La frase, tratta dalle Omelie di san Beda il Venerabile e incisa intorno alla raffigurazione della chiamata di Matteo, segnò il giovane Jorge Mario Bergoglio quando nel 1953, ancora 17enne, fece esperienza della presenza di Dio nella sua vita in occasione della festa di san Matteo. In seguito ad una confessione, si sentì toccare il cuore e avvertì la discesa in esso della misericordia di Dio che lo chiamava alla vita religiosa, sull’esempio di sant’Ignazio di Loyola. La medaglia, opera di Mariangela Crisciotti, è stata coniata in oro, argento e bronzo, e ha un diametro di 44 mm. In tutto ne sono stati venduti 4 esemplari, destinati a veder moltiplicato il loro valore originario.
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Chernobyl dopo 27: le tute dei pompieri sono radiattive

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Sono passati 27 anni ma, come la scienza già ci aveva avvertito, le radiazioni di Chernobyl non passano. Lo testimoniano gli abiti che indossarono i pompieri che per primi intervenirono per provare a domare l’incendio. Gli abiti ritrovati nel seminterrato dell’ospedale 126 di Chernobyl sono stati analizzati e sono risultati altamente radioattivi.  I pompieri eroi che vestirono quegli abiti sono morti poco dopo l’esplosione del reattore a causa della contaminazione da radiazioni. Nel video viene ampiamente mostrato quanto forti sono ancora le emissioni radioattive.

Nel video viene ampiamente mostrato quanto forti sono ancora le emissioni radioattive.

 

Delitto di Cogne: la Franzoni ammessa al lavoro esterno

franzoni-lavoro-tuttacronacaIl piccolo Samuele Lorenzi fu ucciso la mattina del 30 gennaio 2002 a Cogne, in Valle D’Aosta. Per la morte del bimbo era stata arrestata la madre, Anna Maria Franzoni, il 14 marzo dello stesso anno, salvo poi essere scarcerata alla fine del mese su decisione del Tribunale del riesamente. Nell’ottobre dello stesso sanno, il Tribunale cambiò parere dichiarando di nuovo valido l’ordine di cassazione, ma il gip di Aosta, Fabrizio Gandini, lo aveva ritirato per la “cessazione delle esigenze cautelari”. Nel 2007 venne condannata in appello a 16 anni di reclusione. La donna, che si trova in carcere dal 22 maggio 2008, subito dopo la conferma della sentenza d’Appello da parte della Corte di Cassasione, ora è stata ammessa al lavoro esterno dal carcere di Bologna. La Franzoni può dunque uscire la mattina per recarsi a lavorare presso una cooperativa del bolognese, salvo poi rientrare la sera nella struttura della Dozza. Ha iniziato a lavorare lo scorso lunedì.

Il commercialista romano e Berlusconi: escort e banda della Magliana

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Sul numero di domani dell’Espresso verranno svelati due nuovi filoni dell’inchiesta a Roma che vedrebbero sfiorare (e non solo) la figura di Silvio Berlusconi. Bisogna andare indietro nel tempo e tornare a quel Berlusconi proprietario di un impero televisivo. L’espresso scrive :

«c’è il suo nome dietro la società di Sabina Began – colei conosciuta anche con il nome di “Ape regina” nell’indagine sulle escort pugliesi inviate ad Arcore – che ha ricevuto un milione e mezzo di euro da Silvio Berlusconi tra il 2011 e il 2012».

Ancora secondo l’Espresso:  

«lo studio Muci custodisce alcuni segreti sull’origine dell’impero Fininvest. Nel lontano 1978 appare nella fondazione della Produzioni associate televisive – in sigla Pat – il gruppo che ha fornito centinaia di ore di programmi alla nascente Canale 5, quando ancora si chiamava Tele Milano 58».

L’Espresso aggiunge che  «dai documenti si scopre che il vero dominus della Pat era un ex bagnino del Kursaal di Ostia, Vittorio Balini, morto nel 1999. Una figura mitica, considerato una sorta di Paperon de’ Paperoni del litorale romano. Oggi i suoi tesori sono gestiti dal nipote Mauro Balini, attivissimo nelle iniziative immobiliari sulla costa laziale. E al suo fianco c’è Muci, che compare in molte delle sue società».

Il commercialista Italo Arturo Muci «è finito in una segnalazione dell’Antifrode assieme a Balini per una serie di operazioni tra il 2009 e il 2011: un giro di bonifici ritenuti sospetti. Balini è soprattutto il presidente del Porto di Roma: una struttura che ha lanciato un piano per costruire 611 nuovi posti barca con un investimento di 100 milioni di euro. Il progetto – scrive L’Espresso – è stato segnato da minacce e avvertimenti di stampo mafioso, che lo stesso Balini ha denunciato al commissariato di Ostia. Dalla sua segnalazione è nata l’inchiesta più importante sulle infiltrazioni delle cosche sul litorale di Ostia, scaturita in 57 arresti». Nel mirino degli investigatori sono finite pure «le frequentazioni di Balini junior come ad esempio i contatti con Nicoletti, soggetto a suo tempo vicino alla cosiddetta Banda della Magliana».

Il maltempo svela la discarica abusiva: radioattivi?

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Piove e con il maltempo emergono i rifiuti. Questo l’atroce spettacolo che si è verificato nel metapontino dove le precipitazioni dei giorni scorsi hanno fatto venire alla luce quei rifiuti seppelliti a pochi centimetri da terra. Basilicata24 ha subito lanciato la notizia specificando che la discarica emersa si troverebbe nei pressi di Fosso Lavandaio, tra i comuni di Pisticci e Marconia, in provincia di Matera.

L’acqua qui infatti ha creato come una piccola frattura nel terreno che ha messo a nudo uno strato di rifiuti che era nascosto sotto la terra.

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Il problema lo si conosceva da tempo. Alcuni anni fa un pentito infatti avrebbe rivelato che in quell’area erano stati seppelliti diversi fusti pieni di scorie radioattive che erano poi state nascoste nell’entroterra lucano su richiesta della ‘ndrangheta. Ora si sta cercando di individuare la natura e la provenienza di quei rifiuti. Soprattutto ci si interroga se tali sostanze possano essere altamente nocive per la popolazione che vive in queste zone e coltiva i terreni.

Un fatto simile accadde già nel 2011 quando una piccola frana in  Val d’Agri (Potenza) fece venire alla luce un’altra discarica, quasi certamente abusiva. A documentarlo c’è un video:

“Pensioni no, clandestini sì?” La Lega protesta al Senato

lega-protesta-tuttacronacaSe questa mattina è stata sospesa la seduta alla Camera durante l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, non è andata meglio al Senato dove a protestare sono stati i senatori della Lega, presieduti da Massimo Bitonci. I leghisti si sono scagliati contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. Sui cartelli che hanno fatto la loro apparizione nell’Aula si leggeva ‘Pensioni no, clandestini sì’, ma anche ‘Sicurezza no, clandestini a casa loro’. Per tutta risposta gli esponenti del Pd sono scesi nell’emiciclo per contestare il Carroccio. La vicepresidente di turno, la democratica Valeria Fedeli, ha ripetutamente tentato di riportare l’ordine in aula invitando i commessi a togliere i cartelli, con i senatori leghisti che li tenevano ben saldi. A causa però anche della controprotesta del Partito Democratico il caos generatosi ha costretto la Fedeli a sospendere la seduta, riconvocata per le 16.

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Scii o bikini? Italia spaccata in due… dalle previsioni meteo!

meteo-italia-tuttacronacaNevicate al nord e caldo che sfiorerà i 30 gradi al sud. E’ questo il quadro di un meteo che, il prossimo week-end, spezzerà in due la notra penisola. A spiegarlo, il sito 3bmeteo che parla di “un nucleo di aria artica invaderà le Alpi nelle prossime ore. Le regioni più penalizzate da due impulsi instabili, che fino a domenica transiteranno sull’Italia, saranno il Nord, le Tirreniche e l’Ovest Sicilia, dove si avranno rovesci e temporali”. Gli esperti spiegano che la situazione rimarrà “compromessa fino a domenica, quando è previsto poi un miglioramento”. Pronti per la prima neve sulle Alpi, dove i fiocchi faranno la loro apparizione “sotto i 1500m, fin verso i 1000m sulle Alpi occidentali”. Ma già in queste ore è in arrivo “una massa d’aria artica dalla Groenlandia che si addosserà alle Alpi provocando non solo ampie nevicate a quote piuttosto basse (tra gli 800 e i 1000 metri sulle Alpi Centrali) ma – spiegano dal centro Epson meteo – anche un brusco abbassamento delle temperature, specie al Nordovest, dove risulteranno molto al di sotto delle medie stagionali”. E mentre al nord sarà meglio coprirsi, al sud c’è ancora tempo per maniche corte e bagni al mare: “una risalita di aria sub-tropicale il clima avrà un sapore quasi estivo, con temperature vicine ai 30 gradi su Sicilia, Calabria e Puglia”.

Cosa frulla nel cervello dei calciatori?

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Un sondaggio della Gazzetta dello Sport a cui hanno deciso di rispondere 50 giocatori di serie A su temi come il razzismo, l’omosessualità e la depressione. Un viaggio nelle teste dei campioni e di come oggi vivono le contraddizioni del mondo, ma anche un giudizio sui colleghi. Il sondaggio ha un precedente, poiché a febbraio scorso un magazine inglese,  FourFourTwo, aveva fatto più o meno le stesse domande, aggiungendo anche la droga e le partite truccate.

Il 78% aveva dichiarato che la depressione è un problema, molti hanno confermato che uno spogliatoio può esonerare un allenatore e qualcuno ha raccontato di un presidente che comprava cocaina per i giocatori.

Buffon e Vieri hanno spiegato che si può essere in crisi con i milioni e una velina che dorme tra i tuoi cuscini. Petit, il biondo di Francia ’98, ha descritto i suoi incubi in un libro. Tra i nostri 50, 29 hanno detto che la depressione è un problema, 12 hanno messo la croce sul “sì” alla domanda: “Ti è successo di vivere la depressione?”.

Il 36% ha sentito un commento razzista da un collega in A, percentuale troppo alta per essere casuale e non preoccupante. Solo due su 50, invece, ritengono che un nero faccia carriera più difficilmente.

Se si parla di omosessualità, cambia tutto. Le risposte in qualche modo gli danno ragione: il 34% dei “sondaggiati” pensa che un calciatore gay sarebbe trattato diversamente, e la sua carriera compromessa. L’ultima risposta, quantomeno, porta ossigeno al fuoco degli ottimisti. Tre calciatori su 50 hanno dichiarato di aver giocato con un compagno dichiaratamente gay.

Un giocatore su tre vorrebbe essere allenato da Conte, anche se la sua preparazione è da marine e il suo senso della gerarchia sviluppato. Montella sarà contento dei 9 voti, Zeman quasi commosso per la singola preferenza. Balotelli, clamoroso capolista tra i più sopravvalutati assieme a Icardi e a Schelotto, che in estate è stato ridimensionato anche dai suoi dirigenti.

Acqua ed elettricità gratis, l’edicola la “prendeva” dal Policlinico

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E’ stata fatta chiudere oggi l’edicola accanto al Policlinico Umberto I, a Roma dopo che si è scoperto che si era attaccata alla linea idrica ed elettrica dell’ospedale. A rischio sigilli anche il bar interno che si sarebbe anch’esso abusivamente allacciato alle forniture ospedaliere.

Il Corriere della Sera scrive:

“In pratica, secondo la denuncia presentata dalla direzione generale dell’ospedale universitario, a pagare le bollette era il Policlinico alla cui rete idrica e elettrica erano abusivamente collegati bar ed edicola. Nonostante i 25 mila potenziali clienti al giorno, non pagavano un euro all’amministrazione”.

La scoperta degli allacci abusivi è arrivata lo scorso mese di agosto da parte dei tecnici del Policlinico durante lavori di manutenzione e dopo la denuncia sono arrivati i sigilli:

“Fatti i primi accertamenti, intorno alle 11 di giovedì, la magistratura ha fatto scattare i sigilli all’edicola tra lo stupore e la meraviglia di molti medici, infermieri e pazienti che quotidianamente acquistavano giornali e riviste. Colazioni e pause caffé ancora tranquille, invece, nei due bar interni, uno dei quali sarebbe oggetto di un’inchiesta della Procura e potrebbe subire presto un analogo provvedimento di sequestro”.

“Francesca Pascale è lesbica”: il lungo post di Michelle Bonev

francesca_pascale_michelle_bonev-tuttacronacaMichelle Bonev, attrice russa apparse in “La passione di Cristo” e nota anche per aver fatto la co-conduttrice con Pippo Baudo nel dopo Festival di Sanremo 2003, ha pubblicato oggi nel suo blog un post destinato a far discutere. Tra le sue dichiarazioni si legge anche: “Francesca Pascale è lesbica”. L’attrice esordisce spiegando che “Non è stato facile per me scrivere queste righe, ma è stato ancora più difficile guardare dentro di me con onestà ed ammettere che i compromessi che ho accettato nella mia vita mi abbiano divorato a tal punto da non riconoscere più cosa sia giusto e cosa sbagliato.” spiegando che il mondo in cui ha vissuto negli ultimi 10 anni le ha “preso tutto: i sogni, gli ideali, la dignità. Il sistema corrotto del danaro e del potere mi ha marchiato a vita. Ho sbagliato a scegliere la strada che pensavo fosse la più facile e che si è rivelata, invece, per me devastante: mi sono illusa di essere felice.” Quello che ha deciso di fare ora, quindi, è raccontare la sua storia. “Siamo talmente convinti che il fine giustifichi i mezzi che abbiamo perso la nostra identità”, spiega. Lei, per lavorare, ha capito che serviva avere delle raccomandazioni dei potenti, di quelli che aiutano a creare un divario tra chi sguazza tra la ricchezza e chi non trova il modo per far mangiare i propri figli.  Ma i primi si prendono gioco “di milioni di lettori dalle copertine dei settimanali con storie di fidanzamenti inverosimili.” E qui, il colpo di scena: “Come la ‘storia d’amore’ tra Francesca Pascale e Silvio Berlusconi. Una grande messinscena, perché Francesca è lesbica, ed io sono stata molto più che una sua amica. Silvio ha deciso di annunciare il fidanzamento pubblico con Francesca soltanto per continuare a divertirsi con lei e con le sue ‘amiche’, e non essere giudicato male dalla società. Pensava di aver fatto bene i conti, ma si è ritrovato con una “fidanzata” autoritaria e senza scrupoli. Più volte mi ha chiesto, infatti, di portarla via da Arcore perché diceva che era una cattiva persona e lo ricattava.” Il lungo post si conclude con: “Sono consapevole che le mie rivelazioni saranno scomode a qualcuno; che cercheranno di fermarmi, screditarmi, forse di uccidermi… Ma voglio che tutti sappiano che non mi è rimasto altro che la verità, ed è solo questa che voglio condividere con voi nei prossimi giorni. La verità ci renderà liberi.”

Aggiornamento ore 17:30

Francesca Pascale ha reso noto, tramite una nota del suo avvocato, di essere pronta ad adire le vie legali. Paola Rubini, avvocato della First Lady di Palazzo Grazioli, fa sapere: “In relazione alle dichiarazioni apparse sul blog di Michelle Bonev, la signora Francesca Pascale agirà in tutte le sedi giudiziarie per vedere riconosciuta la totale infondatezza e la diffamatorietà delle stesse”

La nipote di Berlusconi, Alessia vittima dei Mangano?

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Sembra che nell’ordinanza che ha portato in carcere la figlia e il genero di Vittorio Mangano, compaia anche il nome della nipote di Berlusconi, Alessia.

Come spiega il settimanale l’Espresso:

Alessia Berlusconi è la primogenita di Paolo, l’editore del «Giornale», e nipote di Silvio, il leader di Forza Italia. La manager lombarda, che ha un ruolo di vertice nelle società del padre, non è indagata, anzi è collocata dalla polizia sul lato opposto della barricata giudiziaria: è citata nel documento come partner d’affari di un imprenditore che sarebbe stato ricattato e taglieggiato dai nuovi rappresentanti di Cosa Nostra a Milano, con pretese tanto pesanti da mandare in fallimento anche l’impresa editoriale che aveva gestito proprio insieme ad Alessia Berlusconi.

 I magistrati – spiega il settimanale – tra le estorsioni contestate alla gang che sarebbe stata creata da Guido Porto, Cinzia Mangano e suo cognato Enrico Di Grusa, elencano quella nei confronti del titolare del gruppo Sofimel, Mario Viale, che controllava una decina di società nel settore dell’editoria, marketing e gadget. Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 l’imprenditore si è trovato indebitato con le cooperative dei presunti mafiosi. E in pochi mesi è stato costretto, personalmente da Guido Porto, a svendere la sua casa, in via Turati 3 (nel palazzo dove ha sede anche il Milan), e poi liquidare tutte le sue aziende. Tra le società mandate in rovina da questa «mafia economica», secondo l’Espresso, la squadra mobile evidenzia anche la «International Media srl», che pubblicava riviste per ragazzi: Alessia Berlusconi è indicata tra i consiglieri d’amministrazione rimasti in carica, insieme a Viale, fino all’agosto 2008.

Soda caustica nel pane a Milano, 4 ricoveri

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nella nota catena di ristorazione milanese Princi oggi, intorno alle ore 12, si è verificata un’intossicazione a causa della soda caustica che per errore deve essersi mescolata all’impasto di un particolare pane tedesco, il cosiddetto Pretzel o Brezel.

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Il pane è molto popolare in Germania e per conferire quel particolare aspetto lucido, tipico di questo pane è necessario immergere per  qualche secondo il Pretzel in una soluzione bollente di acqua e soda caustica, prima della cottura. Oggi però nella panificazione del prodotto qualcosa non è andato a buon fine e la soda  caustica per errore è finita all’interno dell’impasto.

Il fatto riguarda le due sedi di via Speronari e di via Ponte Vetero. La Asl Città di Milano, per precauzione, ha diramato un avviso per tutti coloro che avessero comprato pane giovedì mattina nei negozi Princi, perché non venga consumato. Il prodotto «incriminato» comunque è già stato ritirato da tutti i punti vendita.

Alcuni clienti che avevano acquistato e subito assaggiato il pane tedesco sono tornati alla panetteria lamentando bruciore alla bocca e alla gola, e sono stati accompagnati all’ospedale Fatebenefratelli.

La polizia è intervenuta assieme al personale del 118 , che ha soccorso i tre intossicati. Altri due clienti sono stati portati al Policlinico. Poi sono scattati i controlli dei Nas in via Ponte Vetero e della Asl in via Speronari. Gli operatori della Asl hanno svolto controlli anche negli altri punti vendita di Princi a Milano.

Le vittime – una donna, di 48 anni, e il suo bambino, di 2, e un turista greco, di 50 anni, e il figlio, di 3 – hanno cominciato a lamentare forti dolori alla bocca mentre mangiavano. L’Asl, dopo attente analisi, ha trovato soda caustica nell’impasto del pane.

Secondo i russi: droga a bordo di Greenpeace

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Secondo gli inquirenti russi sarebbero state trovate sostanze stupefacenti a bordo dell’Arctic Sunrise, rompighiaccio di Greenpeace sequestrato dalle autorità di Mosca. Forse potrebbe trattarsi dell’ennesimo elemento che la Russia vuole mettere in risalto verso l’opinione pubblica per screditare l’operato dell’associazione ambientalista.

“Sostanze, presumibilmente oppio e morfina, sono state sequestrate durante la perquisizione del battello. L’origine delle sostanze e il loro scopo devono essere determinati”, ha detto il capo del Comitato investigativo russo Vladimir Markin. Markin ha anche affermato che alcuni membri dell’equipaggio verranno accusati anche di altri reati.

Intanto il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha chiesto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, per discutere del caso dei 28 attivisti e di due fotografi: “Caro presidente Putin …. chiedo un incontro urgente con voi”, ha scritto Naidoo nella lettera consegnata oggi all’Ambasciata russa all’Aia e riportata nel comunicato diffuso da Greenpeace.

Il numero uno di Greenpeace ha quindi espresso la propria disponibilità a trasferirsi in Russia “per la durata di questa vicenda” e a offrirsi come “garante della buona condotta degli attivisti di Greenpeace, qualora venissero rilasciati dietro cauzione”. La settimana scorsa i 30 membri dell’equipaggio, 26 dei quali sono stranieri, sono stati incriminati per “pirateria di gruppo organizzata”, reato per il quale si rischia fino a 15 anni di detenzione.

“Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo – ha aggiunto Naidoo nella missiva a Putin – ecco perché vi invito a chiedere, come presidente della Russia, che le accuse eccessive di pirateria vengano fatte cadere … e che i due fotografi freelance, che non sono membri di Greenpeace, siano rilasciati subito. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa”.

1000 euro di bonus per il pediatra che accetterà il posto in Valcanale

pediatra-bonus-tuttacronacaNella Valcanale, solco vallivo delle Alpi Orientali nella provincia di Udine, sono ormai 8 anni che gli abitanti attendono un pediatra che visiti, in pianta stabile, i piccoli della zona. Era infatti il 2005 quando il posto restò vuoto e da allora nessun medico ha voluto coprire quel ruolo in quella zona “ai confini dell’impero”, forse forse a cause della posizione, il clima o le offerte economiche che vengono considerate non adeguate. Ora è l’ASS 3 “Alto Friuli” che fa un nuovo tentativo per colmare la lacuna: ha infatti dichiarato i comuni di Tarvisio, Malborghetto-Valbruna, Dogna e Pontebba zona disagiatissima e ha deciso d’incentivare la copertura e la permanenza di un pediatra di libera scelta mettendo gratuitamente a disposizione per due anni un ambulatorio (non a uso esclusivo) e offrendo al pediatra che prenderà il posto un compenso mensile aggiuntivo lordo fino a circa mille euro.

Il boss di 16 anni, tunisino spietato con i connazionali

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Boss a 16 anni. Esperto nella fuga, coperta dalla rete di connivenze, in grado di prendere a bottigliate i suoi connazionali e a ridurli in obbedienza. Due tunisini molto più grandi del “piccolo grande” boss e con alle spalle una fedina penale tutt’altro che immacolata, ma il 16enne ha saputo metterli alle sue dipendenze e conquistare lo spaccio in una delle zone più appetibili della città di Perugia.

Attraverso intercettazioni telefoniche, appostamenti e sequestri ai clienti, gli investigatori hanno ricostruito un «impressionante volume d’affari» che si estrinseca in decine di dosi di eroina e cocaina ogni giorno cedute ai clienti in fila, tanto perugini che di fuori città. Un appartamento in via Jacopone da Todi condiviso con gli altri due connazionali ridotti, con violenza e scaltrezza, a subalterni e anche tanti affari in proprio.

Perchè quando si rende conto che i poliziotti gli stanno addosso, il sedicenne decine di cambiare aria per far calmare le acque e si rifugia dalle parti di Mugnano nascondendosi in un casolare messo a disposizione dal cliente-schiavo della droga di turno. Lì lo hanno arrestato i poliziotti.

STOP A STAMINA: si temono rischi per i pazienti, così il Ministero

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Stop a Stamina. Si ferma la sperimentazione del controverso metodo trattamento terapeutico a base di cellule staminali mesenchimali, ovvero del midollo osseo, inventato da Davide Vannoni.

La spiegazione del ministero:

«Dopo il parere del comitato scientifico – ha spiegato la Lorenzin in una conferenza stampa – e vista la delicatezza della materia, non abbiamo voluto farci tirare la giacca da nessuno ed è stato chiesto un parere all’Avvocatura dello Stato». Secondo questo parere, ha aggiunto «la sperimentazione non può proseguire» perché «il metodo non è sicuro» e ci sarebbe pericolo «per la salute dei pazienti». Il ministro si augura «che ci sia da parte di tutti rispetto per il rigore e la serietà con cui tante persone, senza pregiudizio, senza preconcetto, hanno lavorato sulla possibilità della sperimentazione».

La reazione di Vannoni il fondatore di Stamina:

«Il ministro Lorenzin e il suo comitato scientifico sono pericolosi per la salute degli italiani – ha commentato Vannoni alla notizia dello stop definitivo alla sperimentazione -. Le ragioni della bocciatura sono insignificanti».

Cosa si conosce della tecnica Stamina?

Questa tecnica prevede la conversione di cellule staminali mesenchimali, cellule solitamente destinate alla generazione di tessuti ossei e adiposi, in neuroni, dopo una breve esposizione ad acido retinoico diluito in etanolo. In pratica, la terapia consiste nel prelievo di cellule dal midollo osseo dei pazienti, la loro manipolazione in vitro (incubazione delle cellule staminali per 2 ore in una soluzione 18 micromolare di acido retinoico), e infine la loro infusione nei pazienti stessi.

Al momento non si hanno quindi maggiori dettagli circa la metodologia e il funzionamento del trattamento Stamina e, grazie all’accordo di segretezza voluto fortemente da Vannoni, il ministero della Salute non potra’ rivelare il protocollo del metodo presentato dallo stesso Vannoni al Comitato di esperti qualche settimana fa.

Manifestazione davanti a Palazzo Chigi

Il buco milionario al caveau della Nes: parla il braccio destro di Compiano

nes_schiavon-tuttacronacaIeri la Guardia di Finanza di Treviso aveva portato a termine il maxi sequestro preventivo dei beni di Luigi Compiano, il presidente della North East Service, indagato assieme al contabile della società nell’ambito dell’inchiesta su un buco da 39 mnl di euro spariti dal caveau della Nes. Al termine delle operazioni sono stati posti i sigilli a 10 capannoni, sequestrate 400 auto di lusso e d’epoca, 100 moto, 70 motoscafi da gara. Il valore complessivo ruota attorno ad alcune decine di milioni di euro. Ma come si è creato il buco milionario nei caveau della Nes? A spiegarlo è stato lo stesso Massimo Schiavon, responsabile delle sale conta della società interrogato lo scorso venerdì in presenza del magistrato. L’uomo ha spiegato che la richiesta di prelievo partiva dalla direzione, dopo di che lui si recava al caveau, contabilizzava in uscita la transazione interna, metteva i soldi in una busta e li consegnava a Compiano il quale, come ricevuta di consegna, firmava un assegno che veniva riportato nel caveau e fungeva da ricognizione di debito. La sua versione dei fatti ora attende conferma dalle parole di Luigi Compiano. I legali del braccio destro del presidente hanno sottolineato che i prelievi venivano “fatti alla luce del sole e tutti rendicontati”. Gli avvocati hanno anche ribadito che Schiavon non avrebbe mai preso un solo euro dalla Nes se non quelli dello stipendio. Una condotta, essendo un dipendente della società, che per gli avvocati Jacobi e Guarnieri non sarebbe penalmente sanzionabile.

La battuta della ginnasta italiana fa scoppiare la polemica razzista

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Il colore è un tabù e fin quando davvero non cadrà il muro solo parlarne può far rischiare uno scivolone sui toni del razzismo. Stavolta  cadere nella trappola è stata la ginnasta italiana Carlotta Ferlito arrivata quinta dietro la compagna  Vanessa Ferrari, nella prova individuale alla trave ai Mondiali di Anversa, precedute proprio da una afroamericana, Simone Biles, che le ha sapute mettere alle spalle e vincere l’oro. Durante una dichiarazione subito dopo la gara la Ferlito ha voluto fare una battuta che si è trasformata immediatamente in un boomerang:  “Ho detto a Vanessa che la prossima volta ci dipingeremo la nostra pelle di nero così da poter vincere anche noi”. Immediatamente è scattata l’indignazione da parte della Federazione Usa che ha chiesto spiegazioni.

Sono così arrivate le scuse della Ferlito, che su Twitter ha scritto: “Voglio scusarmi con le ragazze americane. Non volevo sembrare offensiva o razzista. Amo Simone e sono un grande fan delle ginnaste americane”. L’atleta italiana ha poi aggiunto: “Ho commesso un errore, non sono perfetta… Non ho pensato a quello che stavo dicendo. Sono un essere umano. Mi dispiace tanto”.

Nel tentativo di spiegare le osservazioni della Ferlito, un portavoce della Federazione ha però ulteriormente infiammato la questione. In un post sulla pagina Facebook della “Federazione Ginnastica d’Italia”, vengono attribuite abilità differenti agli atleti in base alla razza. Il portavoce della Federazione David Ciaralli ha rivelato al Chicago Tribune di aver scritto personalmente quel post: “Forse ho commesso un errore e mi dispiace. Quello che ho detto è però solo il mio pensiero, non quello ufficiale della Federazione”, ha chiarito.

Il presidente della Federazione Usa di ginnastica, Steve Penny ha chiesto formali spiegazioni in un comunicato. “Siamo molto delusi per i recenti commenti fatti da Carlotta Ferlito e a quanto sembra dalla Federazione Ginnastica d’Italia. La ginnastica è uno sport globale e solidale con gli atleti di talento e non c’è posto per l’insensibilità razziale. Stiamo contattando la Federazione italiana per avere dei chiarimenti”.

Striscia la Notizia cambia i volti: da stasera Gerry Scotti

gerry-scotti-striscialanotizia-tuttacronacaMichelle Hunziker è diventata mamma per la seconda volta e ora serve qualcuno alla guida del tg satirico Striscia la Notizia. Il nome è già stato fatto: si tratta di Gerry Scotti, in onda già da stasera e vecchia conoscenza di Antonio Ricci, con il quale collabora per Paperissima.  già nel 1997 aveva condotto la trasmissione a fianco di Franco Oppini per poi tornare due anni dopo, questa volta in coppia con Gene Gnocchi. Infine, nel 2007 ha affiancato Ezio Greggi. Nel 2005, e per una sola puntata, Gerry si era seduto dietro il famoso bancone insieme a Mike Bongiorno. Per quel che riguarda la showgirl svizzera, dovrebbe tornare al suo posto già il prossimo lunedì. Con lei però non ci sarà più Virginia Raffaele ma Piero Chiambretti. Bisognerà attendere il 18 ottobre perchè Michelle torni a far coppia con Ezio Greggio, con il quale lancerà le notizie fino alla fine dell’anno.

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2047 l’anno del non ritorno! Allerta clima

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Secondo i ricercatori dell’Università delle Hawaii ora possiamo avere una data per il “punto di non ritorno” ovvero un cambiamento climatico irreversibile: l’anno sarebbe il 2047. Lo studio pubblicato su Nature dopo tale data avremmo come norma anni decisamente molto caldi come quelli che si sono registrati negli ultimi 150 anni e che non rappresenterebbero più un’eccezione ma una norma. Sempre secondo i ricercatori la causa di questo surriscaldamento sarebbe dovuta al “global warming“, il progressivo riscaldamento del Pianeta. Le temperature quindi nel 2047 non potranno più tornare alla media che si era mantenuta nell’ultimo secolo e mezzo.

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Ora i ricercatori stanno cercando di richiamare l’attenzione sulle emissioni di gas che se non verranno ridotte drasticamente porteranno appunto a un “punto di non ritorno”. L’Ue si era impegnata a ridurle del 20% entro il 2020, ma chissà se l’impegno assunto verrà mantenuto, anche perché bisogna riconvertire molte fabbriche e linee di produzione e in tempo di crisi non si hanno le risorse per investire nella tutela ambientale. Se si riuscisse a livello globale a ridurre le emissioni in modo efficace il punto di non ritorno sarebbe fissato entro il 2069. Quindi qualora anche si effettuassero misure restrittive per le emissioni, il cambiamento climatico avverrebbe in ogni caso. Anche molti meteorologi affermano che il fenomeno non può essere evitato ma e unicamente frenato.

Sotto attacco saranno in particolare le aree tropicali, dove il clima è più variabile: A Lagos (Nigeria) e Jakarta (Indonesia) il cambiamento avverrà già nel 2029, a Pechino (Cina) nel 2046, a New York (Stati Uniti) nel 2047 e a Londra (Gran Bretagna) nel 2056. L’Italia, secondo le previsioni, dovrà dire addio al suo clima consueto già nel 2044.

Ad Alice Munro il Nobel per la Letteratura 2013

Alice-Munro-nobel-tuttacronacaL’Accademia di Svezia ha annunciato il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2013. Si tratta della scrittrice canadese Alice Munro, che diventa così la dodicesima donna a ricevere il riconoscimento dal 1901. Ed essere stati nominati per il premio erano stati 195 di cui, ha reso noto la Fondazione, 48 per la prima volta. La rosa è stata ridotta a cinque nomi nel mese di maggio. L’Accademia ha motivato la decisione parlando dell’autrice come di una “Maestra del racconto breve contemporaneo”. L’82enne è nota in Italia per le sue numerose raccolte di racconti, tra cui “Chi ti credi di essere”, “Segreti svelati”, “In fuga”. Considerata uno dei maggiori scrittori di racconti vivente, Alice Murno, tre volte vincitrice del più importante premio canadese, il Governor General’s Award, è nota e apprezzata in tutto il mondo. Le sue storie, per la maggior parte ambientate nel Southwestern Ontario, indagano le relazioni umane che l’autrice analizza attraverso la lente della vita quotidiana.

alice munro

Bagarre alla Camera. M5S contro tutti: “Continueremo a chiamarvi ladri”

bagarre-aula-tuttacronacaSi stava svolgendo l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti oggi nell’Aula della Camera quando la seduta è stata sospesa a causa di una bagarre scaturita tra i banchi. Riccardo Fraccaro, del Movimento 5 Stelle, presa la parola ha dichiarato “continueremo a chiamarvi ladri” scatenando la reazione del Pd, con molti deputati che hanno abbandonato l’Aula. Inutili i tentativi della vicepresidente Marina Sereni che ha tentato di riportare l’ordine richiamando Fraccaro a “non usare un linguaggio offensivo per il Parlamento ed i deputati”.  Ma il Pd ha continuato a rumoreggiare, chiedendo interventi della presidenza sul deputato e facendo partire un coro di “Fuori, Fuori”. La Sereni è quindi tornata a rivolgeris al pentastatellato: “Se pronuncia di nuovo quella parola….”. La frase non è mai terminata: i deputati 5 Stelle hanno infatti iniziato a urlare. A quel punto la vicepresidente ha sospeso la seduta sottolineando che “l’Aula aon è nè un ring nè uno stadio”. Nel frattempo decine di deputati del Pd avevano abbandonato  platealmente i loro posti.

Corsa del terrore agli Universal Studios: si ferma il treno delle montagne russe

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Circa 12 persone sarebbero rimaste bloccate per più di due ore sulle  montagne russe a Universal Studios in Florida, a Orlando.

Il treno avrebbe avuto un guasto nel primo giro di Hollywood Rip intorno alle 7.00 di sera e i passeggeri sarebbero rimasti appesi fino alle 9.30, quando ormai era calata la notte sugli impianti.

A causare il blocco potrebbe essere stato un problema tecnico ai computer che controllano le attrazioni che ha mandato le montagne russe in modalità di sicurezza, arrestandone la corsa.

Il treno si è fermato in posizione verticale a più di 45 metri d’altezza. Altri treni erano sul circuito quando la corsa si è fermata, ma lo staff del parco ha aiutato tutti a uscire fuori dai treni nel minor tempo possibile. Il problema si è creato solo per quel treno che si è bloccato verticalmente a molti metri da terra. Come hanno spiegato i funzionari, hanno preferito fare le cose con calma per assicurare la massima sicurezza ai loro passeggeri così il salvataggio ha richiesto più di due ore nelle quali lo staff da terra ha rassicurato costantemente le persone che erano rimaste intrappolate nel treno.

Sono intervenuti anche i Vigili del Fuoco per riposizionare in orizzontale il treno e poi far uscire i passeggeri che sono potuti scendere grazie anche a un ascensore.

Non ci sono stati feriti, se non una donna che ha accusato mal di collo ed è stata accompagnata in ospedale per precauzione.

I funzionari del parco ora stanno indagando su cosa ha provocato il blocco e l’attrazione non verrà riaperta fin quando non sarà chiaro il motivo, in modo da eliminare il problema, così che non si possa ripetere l’incidente. L’attrazione era già stata chiusa ad agosto quando le montagne russe si erano bloccate. In quell’occasione una donna rimase lievemente ferita.

Gli zombies di Letta secondo l’Herald Tribune: Alitalia e Telecom

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Telecom e Alitalia diventano “Saga” e Letta si trova a dover affrontare gli zombies delle compagnie italiane.

“Queste vicende – scrive il quotidiano- “offrono una chance a Letta per dimostrare che può prendere decisioni dure o che è felice con la situazione attuale”. Il Governo, sottolinea il quotidiano, dovrà affrontare le riforme nel mercato del lavoro e del settore pubblico che potrebbero essere impopolari nel suo stesso partito. “Sfide più dure di Telecom Italia eAlitalia sono di fronte, conclude l’articolo, se non può fare il lavoro semplice nessuno crederà che possa misurarsi con il lavoro difficile”

I dispersi della Concordia: le spoglie trovate potrebbero essere della Trecarichi

costa-concordia-resti-tuttacronacaSi pensava fossero dell’indiano Russel Rebello le spoglie rinvenute due giorni fa sul ponte 3 della Costa Concordia, ma ora la certezza è venuta a mancare. Da un primo esame effettuato dalla polizia scientifica sui resti, infatti, si è appreso che il cadavere non indossava scarpe da jogging, come si pensava in un primo momento, ma calzature femminili, una misura 38, deformate dalla lunga permanenza in acqua. Non solo. E’ stata evidenziata la presenza di una collana di metallo con ciondolo e il cadavere presentava parti di reggiseno. Potrebbe quindi trattarsi del corpo dell’altro disperso del terribile naufragio, Maria Grazia Trecarichi. Il Tribunale ha nel frattempo chiesto un’integrazione al perito e verrà effettuata l’autopsia nel tentativo di accertare anche epoca, modalità e cause del decesso.

Il talk show che diventa turpiloquio: Radio Belva

Giuseppe Cruciani e David Parenzo-radio belva-vittorio sgarbi-tuttacronaca

Giuseppe Cruciani e David Parenzo dalla trasmissione radiofonica sbarcano in tv, ma lo stile non cambia. Quello che era nato come l’anti-talk show, un programma che aveva come obiettivo l’attualità e non solo la politica e che si proponeva uno stile schietto e beffardo, naufraga miseramente in una serie di parolacce e toni violenti di cui ormai gli spettatori sono davvero saturi.

Vittorio Sgarbi, nel programma di Retequattro, diventa furibondo, contro tutti. Cruciani lo incalza, lo aizza,  lo fomenta e alla fine Sgarbi esplode:

“Tu dici cose diffamatorie. Faccia di m***a. Non devi dirlo. Documentalo, ti denuncio. Ti pi**io in testa, faccia di m***a. Guarda se devo sentire un cretino. (…) È un’offesa, da voi non verrò più. Mi avete rotto il ca**o. Non sono qua a farmi offendere da due spiantati. Cruciani, tu volevi farti candidare da An, Fini mi ha detto che tu gli leccavi il c**o. E tu, Parenzo, con la Lega da Bossi. Leccac**i, vi ho visti io”.

Poi Sgarbi, abbandonato e rientrato in studio, aggiunge: “Non sono venuto a farmi prendere per il c**o da due facce di m***a che non valgono un ca**o”

I pentastellati fanno disperare Grillo? “Stop a clandestinità, non è nel programma”

beppe-grillo-reatoimmigrazione-tuttacronacaIeri i senatori del Movimento 5 Stelle Buccarella e Cioffi hanno presentato un emendamento contro l’abolizione del reato d’immigrazione clandestina, che poi è stato approvato dalla commissione giustizia al Senato. Oggi i leader del movimento, Grillo e Casaleggio, hanno pubblicato un post a doppia firma sul blog, sconfessando i due pentastellati, ricordando che il “M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in parlamento senza controllo”. Scrivono il semplice portavoce e il guru: “Ieri è passato l’emendamento di due portavoce senatori del MoVimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. La loro posizione espressa in Commissione Giustizia è del tutto personale. Non è stata discussa in assemblea con gli altri senatori del M5S, non faceva parte del Programma votato da otto milioni e mezzo di elettori, non è mai stata sottoposta ad alcuna verifica formale all’interno. Non siamo d’accordo sia nel metodo che nel merito. Nel metodo perché un portavoce non può arrogarsi una decisione così importante su un problema molto sentito a livello sociale senza consultarsi con nessuno. Il M5S non è nato per creare dei dottor Stranamore in Parlamento senza controllo. Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico. Sostituirsi all’opinione pubblica, alla volontà popolare è la pratica comune dei partiti che vogliono “educare” i cittadini, ma non è la nostra. Il M5S e i cittadini che ne fanno parte e che lo hanno votato sono un’unica entità. Nel merito questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia. Il messaggio che riceveranno sarà da loro interpretato nel modo più semplice “La clandestinità non è più un reato“. Lampedusa è al collasso e l’Italia non sta tanto bene. Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?”. Non sono mancate le prime reazioni. A partire dal Pdl con Maurizio Gasparri, vicepresidente a Palazzo Madama, che ha commentato il post su Twitter:
gasparri-clandestinitiàAnche la Lega, attraverso il senatore Massimo Bitonci, è entrata nel merito. Riguardo alle parole di Grillo e Casaleggio, vengono bollate come una “dichiarazione molto in ritardo. In commissione è successo un fatto estremamente grave perché i proponenti dell’emendamento sono del M5S. Ora chiediamo a Grillo e a Casaleggio e agli esponenti del M5S di firmare loro il nostro emendamento che ripristina il reato di immigrazione clandestinà”.

Le strane ossessioni di Lorenzo B e il caso Yara

Yara-Gambirasio-tuttacronaca-lorenzo B.

La nuova pista che si apre su Yara Gambirasio viene riportata dal quotidiano Giallo che in un’intervista alla madre di una coetanea di Yara, racconta che la figlia è stata molestata attraverso internet da un pedofilo 50enne, un certo Lorenzo B.

L’uomo attualmente si trova in carcere in Francia, ma ci sono varie coincidenze che vengono riportate anche dal TgCom, oltre che dallo stesso settimanale:

  • Prima coincidenza: Lorenzo B. è appassionato di ginnastica ritmica, praticata durante l’adolescenza a Chiasso
  • Seconda coincidenza: nell’inverno del 2010, riferisce il settimanale di cronaca nera, il 50enne “cercava a tutti i costi di mettere le mani su qualche bambina di Bergamo”.
  • Terza coincidenza: l’ossessione per Yara Gambirasio. Nel 2012 Lorenzo B. ha clonato il profilo Facebook di Laura e ”scriveva frasi d’amore, diceva di conoscere Yara, di sapere chi è il suo assassino”.
  • Quarta coincidenza, una poesia scritta da Lorenzo B., “Incubo”: “Anche stanotte sei tornata… Ti ho vista… Ti ho sentita. Quel freddo tutto attorno… E c’eri tu. E poi le grida, il tuo pianto. L’orrore. E poi.. Buio… Solo buio freddo… E silenzio. Ormai ogni notte è così. Ho paura di dormire, ho paura di sognare. Di rivedere, di rivivere, di sentire ancora tutto questo. Cosa posso fare… Cosa devo fare per farti trovare la pace, per cancellare tutta la sofferenza che hai dovuto subire… Per far tacere tutto questo gelido silenzio… Sto male…”
  • Quinta coincidenza: dall’esame del Dna “risulta che l’assassino di Yara Gambirasio sia il figlio illegittimo del signor Giuseppe Guerinoni, deceduto nel 1999. Un uomo sulla cinquantina adottato. Così come adottato sarebbe Lorenzo”.
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