Salvare l’italia? Stop alle costruzioni per 10 anni e pensare alla messa in sicurezza

emergenza-maltempo-franco-gabrielli-tuttacronacaFranco Gabrielli, capo della Protezione Civile, torna dall’ennesimo sopralluogo effettuato nelle zone colpite da calamità e torna a puntare i piedi su un serio programma di messa in sicurezza del territorio: l’unico modo per far sì che l’Italia non crolli. “Io sono come un medico, mandato al fronte ad una guerra che non ho fatto io e al quale chiedono di curare gambe amputate, braccia ustionate e mani dilaniate con grandi paccate di aspirina. Ed invece servirebbero farmaci e strumenti ben più potenti”. Come ripete da anni: “Altrimenti  continueremo a raccattare e contare morti in giro”. Il prefetto ha anche le idee chiare su come sia possibile farlo: stop alle nuove costruzioni per 10 anni, in modo da “investire tutto quello che c’è sulla messa in sicurezza del territorio”. “Se il paese scegliesse di non fare nuove cose, ma di mettere in sicurezza quelle che ci sono, salvaguarderebbe quel patrimonio unico al mondo che sono il nostro territorio, le nostre comunità, i nostri abitanti e che, invece, in questa condizione di generale abbandono è messo in pericolo”. E alla domanda se reputa che un simile intervento sia possibile: “Credo sia molto difficile riuscire in un paese diviso come il nostro, dove ognuno guarda al proprio particolare, ma dobbiamo provarci. Anche perché – risponde – abbiamo un grosso problema: abbiamo fatto in passato un uso smisurato del suolo e ora ne paghiamo le conseguenze. Si è costruito laddove non si doveva costruire e lo Stato, in molte occasioni, per far cassa ha condonato”. Sono decenni che si parla di messa in sicurezza, ma poi al dunque si fa poco e nulla. “Il problema dei problemi è proprio questo: noi parliamo e ci parliamo addosso. Queste cose le ho dette decine di volte e dunque o sono ripetitivo fino alla noia, oppure alle cose non si è dato seguito”. Gabrielli sottolinea, del resto, che “il professor Casagli del centro funzionale di Firenze, ricordava che lo studio dell’Ispra secondo il quale occorrerebbero 40 miliardi in 15 anni per la messa in sicurezza, rivaluta il ‘piano Marchi’, fatto 40 anni fa. È evidente che non è cambiato nulla, con l’aggravante che si tratta di cifre in difetto”. Ma il problema è anche che mentre aumentano gli insediamenti non si pensa a  infrastrutture e servizi adeguati. “Ci dimentichiamo spesso – dice ancora il capo della Protezione Civile – che siamo un paese a fortissimo rischio sismico. Bene, l’ordine degli ingegneri ha stimato che servirebbero 93 miliardi per la sola messa in sicurezza dei comuni nelle zone 1 e 2, le più a rischio. Significa 3.500 comuni su oltre ottomila”. E come ricorda anche l’Huffington Post, in Italia si spendono ogni anno 2,6 miliardi per riparare i danni provocati dalle catastrofi. Dunque più di quello che servirebbe per interventi di messa in sicurezza. “Farlo sarebbe un assoluto vantaggio – sottolinea Gabrielli – perché tutte le risorse che vengono investite per la prevenzione, non vengono rispese per i danni. E la prova è che dove gli interventi sono stati fatti, dal Friuli alla Toscana e anche in Liguria, le opere hanno retto”. Ma andrebbe toccato anche il tema dell’assicurazione obbligatoria contro le calamità naturali. “Le calamità aumentano, la frequenza dei danni aumenta e la possibilità d’intervento dello Stato diminuisce. Questi sono dati di fatto. Se non vogliamo continuare a trovarci di fronte ad alluvioni o terremoti di serie A, B e C, che è quel che accade oggi, l’unica soluzione è quella, magari prevedendo delle forme di defiscalizzazione per i cittadini. Meccanismi che non facciano arricchire le assicurazioni e garantiscano i cittadini. Altrimenti – conclude – si acuirà la tensione sociale”.

Costa Concordia: lo smantellamento e le lotte campaniliste al governo

Costa-Concordia-Rotazione-tuttacronacaDiscussioni in corso per quel che riguarda la scelta del porto dove la Costa Concordia verrà smantellata, con i politici che litigano e portano avanti ragioni campanilistiche. A volersi aggiudicare il remunerativo smantellamento sono una dozzina di porti, tra cui quattro scali italiani: Genova, Piombino, Civitavecchia e Palermo. Fuori dai confini nazionali, le possibili destinazioni spaziano dalla Turchia alla Francia, passando per il Regno Unito e la Norvegia. Per arrivare fino in Cina.”Confermiamo che la tempistica per la rimozione della nave sarà quella del mese di giugno” aveva detto in conferenza stampa il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli, spiegando che la decisione sul porto in cui la Costa Concordia sarà smantellata arriverà nel mese di marzo. Il democratico Erasmo D’Angelis, sottosegretario alle Infrastrutture e toscano, spinge per Piombino. “Piombino adesso non ha più alibi e l’Autorità portuale dopo il sì del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, che ha approvato ieri il progetto di adeguamento del porto, può lavorare con i ritmi dell’Expo per recuperare velocità nella realizzazione delle infrastrutture portuali ed essere pronta e perfettamente in grado di gestire in piena sicurezza lo smaltimento e la rottamazione della Concordia e di altre grandi navi a fine vita”. Secondo D’Angelis, “non hanno alcun senso oggi né il toto-porti né immaginare conflitti tra porti italiani. Non c’è un problema di concorrenza con altri porti e, se occorre, sono possibili anche sinergie. Per noi – ha spiegato D’Angelis – il punto di partenza resta l’applicazione della direttiva europea che prevede lo smaltimento dei relitti di quella stazza nel porto più vicino fra quelli adeguati a farlo. Il Governo questa volta non ha perso nemmeno un minuto ed abbiamo lavorato per accelerare al massimo l’adeguamento del porto con la realizzazione della piattaforma di smaltimento a norme Ue, avendo anche l’unica opportunità al mondo di poter disporre degli impianti della siderurgia con rottamazione a chilometro zero. E’ anche difficile immaginare di poter autorizzare il relitto della Costa Concordia a percorrere lunghe ‘crociere’ nel Mediterraneo o in altri mari verso scali molto più distanti e fuori dall’Italia, correndo elevati rischi ambientali e con l’armatore che deve alla Toscana anche il riconoscimento di una straordinaria solidarietà nei soccorsi e una gestione successiva eccellente”. La pensa in modo diverso la siciliana Simona Vicari, Ncd, sottosegretario allo Sviluppo Economico che sostiene la candidatura di Palermo e afferma che “D’Angelis persevera nell’errore e se da un lato dice che non ha senso un toto-porti, dall’altro pretende di scegliere, secondo parametri molto discutibili, dove debba essere smaltita e rottamata la nave Costa Concordia”. Secondo Vicari, invece, “Piombino non e’ al momento in grado di ospitare il relitto. Queste gravi carenze strutturali impongono adeguamenti e ampliamenti infrastrutturali valutabili in circa tre anni di lavori, oltre a una spesa di 300 milioni. Invece il sito di Palermo, ha i requisiti tecnico-strutturali-professionali idonei per ricevere la Concordia.Viene quindi da chiedersi, secondo quali parametri De Angelis consideri Piombino l’unico porto idoneo. Anche per quanto riguarda la distanza – aggiunge Vicari vorrei ricordare che il trasferimento del relitto avverrà attraverso la nave sommergibile Vanguard, che caricherà e trasporterà in tutta sicurezza, sia per i cittadini e sia per l’ambiente, la Costa Concordia. Alla luce di tutto cio’, e’ ovvio che Palermo non solo comporta un notevole risparmio di denaro pubblico, ma anche tempi immediati per liberare l’isola del Giglio dal relitto”.

Viaggio all’interno della Costa Concordia: le foto delle cabine

concordia-cabine-tuttacronacaL’ingegner Francesco Porcellacchia, custode della Costa Concordia, ha consegnato alla cancelleria del Tribunale le foto che ritraggono l’interno delle cabine della nave naufragata il 13 gennaio 2013. Scatti che sono poi stati pubblicati da Il Tirreno. Quello che appare è l’interno di ogni cabina con una mappa che permette di localizzarlo. Tra gli altri interni anche la cabina del Comandante Schettino, la 8502, ponte 8, che non è stata raggiunta dall’acqua, perché sul fianco sinistro della nave. Si trovano invece sul fianco destro le camere devastate.

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Costa Concordia: il secondo anniversario del disastro

Costa-Concordia-naufragio_tuttacronacaRicorre il secondo anniversario del naufragio della Costa Concordia e oggi sul luogo della tragedia, all’Isola del Giglio, è in programma una cerimonia in memoria delle 32 vittime. Verrà deposta una corona di fiori in mare e, alle 11, nella Chiesa dei Santi Lorenzo e Mamiliano, la stessa dove in quella tragica notte trovarono rifugio molti naufraghi, sarà celebrata una Santa Messa di suffragio dal vescovo Guglielmo Borghetti. Nel pomeriggio, concerto nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Giglio Castello. Alle 21.30 infine, processione con fiaccolata partirà dalla chiesa di Giglio Porto per arrivare al “molo rosso” dove alle ore 21:45, orario dell’impatto, il suono delle campane e delle sirene delle imbarcazioni nel porto accompagnerà una preghiera per le vittime e la benedizione di una lapide apposta in loro memoria.  Nel frattempo, a Grosseto, nell’aula che ospita la nuova udienza del processo a Francesco Schettino, è previsto un sit-in promosso dagli avvocati di parte civile riuniti nel pool “Giustizia per la Concordia” e che vedrà protagonisti i naufragi del 13 gennaio 2012. Il senso di questa iniziativa è commemorare le vittime ma non solo. Si vuole anche evidenziare le presunte responsabilità di Costa Crociere nel naufragio. “Oltre che un anniversario e una doverosa forma di rispetto per le 32 vittime ed i loro familiari, è un invito ad una mobilitazione generale per quei passeggeri ancora indignati e decisi a non far passare sotto indifferenza tutte le vere responsabilità del naufragio”. Schettino, che oggi non sarà presente all’udienza, ha voluto ricordare a sua volta quella drammatica notte: “Esprimo il mio più profondo cordoglio e rinnovo la mia vicinanza ai famigliari delle vittime. Mi associo al silenzio commemorativo in aula che rinnova un dolore indelebile per tutto noi”.

I periti salgono sulla Concordia

costa-concordia-tuttacronacaIl tribunale di Grosseto ha deciso che il 23 gennaio periti e consulenti saliranno a bordo della Costa Concordia per effettuare una nuova perizia sugli apparati dell’imbarcazione. Si tratta della prima volta che gli esperti delle parti saliranno sulla nave dall’inizio dell’inchiesta per il naufragio del 13 gennaio 2012 al Giglio. La decisione è stata presa in un’udienza tecnica, aperta stamani dal giudice Mezzaluna: il 23 gennaio saranno ispezionati la plancia di comando e gli ascensori. In una data successiva, probabilmente il 27 febbraio, invece sarà esaminato il generatore di emergenza. A bordo saliranno i periti del tribunale e i consulenti di accusa, difesa di Schettino e delle parti civili.

405 cassaforti strappate al mare: recuperate dalla Concordia

costa-concordia-cassaforte-tuttacronacaFranco Porcellacchia, responsabile del progetto di rimozione di Costa Crociere, in un incontro con i cittadini dell’Isola del Giglio ha riferito: “A bordo della Concordia abbiamo recuperato le casseforti nelresponsabile del progetto di rimozione di Costa Crocierela cabine poste sul lato emerso. Ne abbiamo prelevate 405, in accordo con le autorità competenti”. Ha quindi aggiunto: “Adesso verranno aperte, inventariate e il loro contenuto restituito ai legittimi proprietari”.

Chi l’ha visto il fax?

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Chi ha visto il fax? Eppure quel fax era arrivato, ma quando i municipi erano chiusi. Il 17 novembre infatti era domenica e nessuno si trovava all’interno degli uffici del Comune e non vi era nessun’altra possibilità che quel messaggio di allerta potesse essere divulgato agli organi preposti poi per la diffusione del messaggio ai cittadini. A rendere noto che il fax era arrivato a destinazione e che non era però stato divulgato a causa della festività è stato il sito internet del Corriere della Sera. Il comunicato di allerta con il massimo della gravità era quindi arrivato dodici ore prima del disastro, ma non aveva trovato nessuno a riceverlo. Il lunedì mattina, ormai, era tardi. Ed è polemica. I cittadini esasperati dalle istituzioni  e dai presunti errori che in questa occasione possono essere stati compiuti accusano:  “Ora si danno da fare per sistemare la situazione ma prima approvano programmi edilizi e urbanistici che sfasciano il territorio”, dice il leader dei Verdi Angelo Bonelli. E parte immediato il botta e risposta con il governatore della regione Ugo Cappellacci: “Basta giocare bluff da biscazziere da strapazzo”. Interviene anche il capo della Protezione Civile, Franco Gabrieli, che difende le previsioni metereologiche: “Sicuro che se i sindaci sapessero quali sono le loro responsabilità sulla protezione civile avremmo una crisi vocazionale – spiega – Si lamentano per i soldi che non hanno e perché si sentono soli ma chi vuole sa come organizzarsi, anche nei Comuni piccolissimi”.

Gabrielli si difende: “Dato allarme”

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“Il sistema di allertamento nazionale ha fatto il suo dovere”. Lo ha detto ad Olbia il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli e poi ha aggiunto “Chi ha lanciato false accuse ne risponderà”, ha aggiunto. “Il sindaco di un paese vicino Olbia ha dato l’ordine di lasciare il territorio ma molti cittadini non si sono voluti allontanare dalle loro case, salvo poi richiedere l’aiuto di elicotteri a tarda notte”. Per il capo della Protezione civile “finché non ci sarà la consapevolezza di tutti i soccorsi in situazioni come queste diventano difficili. Come al solito, troppi parlano di cose che non conoscono”. Gabrielli ha risposto a chi ha criticato la macchina dei soccorsi. “Ma chi doveva intervenire nel territorio se non il territorio? Chi doveva esserci la cavalleria?” chiede Gabrielli sottolineando che “la prevenzione senza la pianificazione è poca cosa”. Ed inoltre aggiunge, è fondamentale “l’atteggiamento dei cittadini, che sono i primi attori di protezione civile”. “Questa è una calamita naturale. In 24 ore è sceso un quantitativo di pioggia pari alle precipitazioni di sei mesi, con punte di 450 millimetri nella zona di Orgosolo in 12 ore”, ha aggiunto Gabrielli. Tutta la zona orientale, da Villagrande sino ad Arzachena ha registrato, secondo la Protezione civile, valori fra 250-400 millimetri. “Con questi quantitativi – ha aggiunto Gabrielli – non ci sono territori a riparo”.

Il capo della Protezione Civile è arrivato in Sardegna e ha dichiarato “Siamo solo all’inizio dei soccorsi, ho trovato grande volontà, un pò meno organizzazione”, ha detto dalla centrale di Coordinamento dei soccorsi allestita a Olbia. “Stiamo cercando di organizzarci bene”, ha aggiunto.

La Concordia “galleggerà via”: la rimozione avverrà su una piattaforma

concordia-rimozione-tuttacronacaSarà Il Vanguard Dockwise, una piattaforma galleggiante, a “liberare” l’Isola del Giglio dal relitto della Costa Concordia e trasportare il relitto nel luogo dove verrà demolita. L’operazione, condotta dalla Boskalis, è prevista per la metà del 2014. Valore del contratto: circa 30 milioni di dollari. Il Vanguard Dockwise, che ha una poppa aperta e piatta e misura 275 metri per 70 metri, è la più grande nave semi-sommergibile al mondo in grado di sollevare e trasportare carichi estremamente pesanti in modo asciutto e sicuro.

“L’Italia cade a pezzi”: così Franco Gabrielli

gabrielli_tuttacronacaE’ intervenuto questa mattina al Festival dell’acqua, a L’Aquila, Franco Gabrielli, capo della Protezione Civile. Nel capoluogo abruzzese messo in ginocchio dal terremoto del 9 aprile 2009, ha esordito ricordando quel tragico evento e la situazione che la città sta vivendo, con il centro storico ancora “zona rossa”, lo stato d’emergenza permanente e l’attenzione sempre distolta dal capitolo ricostruzione: “Per me tornare a L’Aquila è una soddisfazione da un lato ma di anche di dolore per l’altro finché questa città non sarà tornata non dico all’antico splendore ma almeno alla lucentezza che le spetta. Per me è sempre una ferita aperta: questo territorio deve necessariamente ripartire.” Ma dell'”emergenza nazionale” che rappresenta la città abruzzese ha parlato anche il sottosegretario alle Infrastrutture Erasmo D’Angelis, che ha annunciato lo stanziamento nella prossima legge di stabilità di incentivi per aziende e territorio. Ma un’altra emergenza da affrontare, come ricordano anche i recenti accadimenti in Puglia, dove il maltempo ha provocato danni, stando alla conta provvisoria, di 50 milioni di euro per la sola Ginosa. Gabrielli ha infatti parlato anche del dissesto idrologico: “L’Italia cade a pezzi”. E proprio per questo nessuno, sia tra la Protezione civile che tra i cittadini, deve abbassare la guardia. “Io continuo a sostenere che un maturo sistema di protezione civile è un sistema nel quale i cittadini sono i principali attori. Non possono essere i cittadini sempre gli utilizzatori finali di un’attività messa in capo ad altri. I cittadini sono i beneficiari ma gli attori primi di un sistema di protezione civile. Quindi l’ informazione, la formazione, la consapevolezza sono alla base di un sistema nel quale non vi è un consumatore di sicurezza ma tutti noi siamo operatori di sicurezza.” L’Italia è un territorio che deve ripartire, ma non trova l’indispensabile sostegno dello Stato, troppo impegnato a occuparsi dell’economia di mercato per guardare a rischi ambientali che provocano morti umane. Come la tragedia del Vajont ha insegnato.

Altri resti recuperati sotto il fondale della Concordia

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Ci si va cauti stavolta, dopo che i resti trovati la prima volta sono poi risultati essere ossa di animali. Ora il ritrovamento di altre ossa che dovranno essere analizzate fa sorgere di nuovo la speranza fra le famiglie dei dispersi ma è il capo della Protezione civile Franco Gabrielli a smorzare gli entusiasmi, parlando al margine del Festival della protezione civile provinciale in corso a Montignoso (Massa Carrara) : “Al di là delle facili anticipazioni dobbiamo aspettare i risultati che ci daranno conferma o meno dell’appartenenza dei resti ai dispersi”. Il capo della protezione civile, poi ha aggiunto “Nei prossimi giorni termineremo l’ispezione dei fondali e inizieremo quella degli interni. Sono luoghi complicati”.

Concordia, smentite le voci di resti umani.

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Resti sono stati rivenuti, ma non sarebbero umani e quindi non apparterebbero ai due dispersi del naufragio della Costa Concordia: Maria Grazia Trecarichi e Russel Rebello. Questo sarebbe stato il responso sui reperti ossei che invece avrebbero rivelato che i resti sono quelli di un animale. Le ricerche dei corpi dei diseprsi continuano.

Ritrovati i dispersi della Costa Concordia? Si attende l’esito degli esami

costaconcordia-resti-tuttacronacaSi sono immersi alle 10 di questa mattina i sub nella speranza di ritrovare i due dispersi della Costa Concordia, Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi. Erano le 12 quando sono riemersi, dopo aver individuato alcuni resti, la cui natura sarà però definita solo attraverso il test del Dna. Il ritrovamento è avvenuto, come ha reso noto la Protezione civile, in corrispondenza della zona centrale della nave. Dove si stavano conduendo le ricerche. Una volta individuati i resti, è stata immediatamente informata la procura che ha disposto il recupero e l’assegnazione ai Ris per gli esami.

Squarcio nel cuore dei parenti: domani si cercano i dispersi della Concordia

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Da domani via libera per le ricerche dei corpi di Russel Rebello e Maria Grazia Trecarichi, le 2 vittime del naufragio della Concordia che non sono ancora state ritrovare. I tecnici del consorzio Titan-Micoperi hanno infatti dichiarato ‘zona sicura’ lo specchio di mare intorno al relitto.

I nostri 7 giorni: le foglie autunnali cadono e le notizie piovono

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Le prime foglie autunnali sono già cadute e finalmente si è raddrizzata anche la Concordia. Tra lacrime, applausi e abbracci,è saltato fuori anche un graffito. Tanta commozione per quella che sembrava un’impresa impossibile e che invece, con sudore e determinazione, è stata portata a termine. La dura lotta contro lo scheletro di una nave ferita a morte ad averla vinta, per ora è stata l’intelligenza e la capacità umana. Una vittoria, un traguardo che alcuni hanno paragonato al rinascita dell’Italia… ma è stato immediatamente bacchettato. C’è chi invece la sua lotta la sta combattendo in un letto d’ospedale dopo un tragico incidente e, così, la sua compagna coraggiosamente lancia un messaggio in rete per continuare a sperare che un domani ci possa ancora essere anche per Fabio. Si appella a Ligabue, alla sua musica, alla sua voce affinché possa lanciare un appello per fare uscire dal tunnel quel poliziotto sfortunato che si è trovato al momento sbagliato nel posto sbagliato. E sono molti i politici che al loro posto non vogliono starci, Saccomanni oggi ha posto le sue regole, mentre scriveva già le sue dimissioni. C’è anche chi invece a quella poltrona ci è affezionato da 20 anni e di lasciarla non ha proprio voglia, eppure stavolta sembra che non riesca a salvarlo né l’esercito, né un miracolo. Ma d’altra parte sembra che la crisi ci sia anche per i  fenomeni soprannaturali tanto che c’è chi ha deciso di piombare dal cielo sulla papamobile per cercare di essere assunto come stuntman e trovare un impiego.

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Tutti coloro che pensavano che Francesco Totti potesse essere poi sul viale del tramonto, si sono dovuti ricredere. Il capitano ha firmato il contratto che lo lega alla Roma per altri due anni… i laziali si devono mettere quindi l’anima in pace. In lacrime dopo il derby, si sono solo potuti consolare con chi dopo aver perso una partita importante, si è trovato anche deriso sul web. I biancocelesti almeno hanno perso a testa alta. Niente però è andato come il pronostico sexy aveva auspicato, forse ha ragione chi festeggia solo dopo il gol… prima è sempre rischioso mettersi a nudo! Ma è pericoloso anche chiamare per nome un giocatore… si finisce espulsi, per colpa di un ortaggio. Il pericolo è ovunque dalla chiesa in Pakistan al centro commerciale in Kenya, così come le ombre che si estendono dalla Sapienza fino al “Concorsone”.  Come diceva Nietsche “Se guardi dentro il buio per troppo tempo, il buio ti guarda dentro”  è necessario quindi illuminare il tunnel anche quando l’uscita non è vicina, senza farsi ingoiare dall’inquinamento o dalle radiazioni che sembrano prospettare un futuro tragico, quasi la realizzazione di quella “fine del mondo” che i Maya avevano previsto. Cosa c’è di meglio di un pensiero positivo che ci possa traghettare fuori dalle nebbie che ogni giorno tentano di tarparci le ali?

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

I parenti dei dispersi della Concordia gettano fiori vicino al relitto

concordia-dispersi-tuttacronacaRussel Rebello e Maria Grazia Tricarichi. Un membro dell’equipaggio e una passeggera siciliana che festeggiava il suo 50° compleanno con una crociera. Sono loro i due dispersi che il mare non ha ancora restituito dopo il terribile naufragio della Concordia. Ora che il relitto è stato riportato in asse, sul luogo nel naufragio sono arrivati Kevin Rebello, fratello del primo, e Elio e Stefania Vincenzi, marito e figlia della seconda. I familiari sono saliti su un’imbarcazione della Capitaneria di porto per avvicinarsi al relitto portando dei fiori bianchi per gettarli in mare. Kevin ha commentato: “In questi giorni avremo una risposta”. Al loro ritorno in porto sia lui che Elio stringevano in mano dei pezzi delle cime della Concordia.  “Questi – ha detto Elio – hanno salvato tante persone. Abbiamo chiesto che ce li dessero e ci hanno risposto di sì”. I tre familiari dei dispersi sono stati fatti salire su un gommone che li ha portati a pochissima distanza dalla parte riemersa, di fronte alla zona dove si ipotizza possano trovarsi i resti dei loro cari. A quel punto, Kevin ha gettato dei fiori bianchi all’interno del relitto e Stefania un’orchidea. Non si sa ancora quando inizieranno le ricerche, spiega Kevin, “forse dopodomani. I sommozzatori sono pronti già da ieri. Tutti aspettiamo e speriamo”.

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La Concordia è riemersa: ora si cercherà il tesoro che custodisce

concordia-asse-tuttacronacaIl mare ha tenuto celato per 18 mesi quello che si trova all’interno della Concordia ma, ora che il colosso è riemerso, si potrà tornare a camminare tra i suoi corridoi e riportare alla luce i tesori nascosti. La priorità resta, comunque, quella di trovare e recuperare i corpi degli ultimi due dispersi. Al Corriere della Sera l’ingegner Sergio Girotto, di Micoperi, ha spiegato che un passo da compiere è il recupero delle 150 cassette di sicurezza in altrettante cabine. Saranno “smontate una ad una, catalogate, fotografate con a fianco il numero della cabina in modo che il contenuto possa essere resitutito ai legittimi proprietari”. Un’operazione relativamente semplice, la questione si complicherà per gli oggetti e i preziosi che sono rimasti sui ponti o nelle cabine: maree e sciacalli potrebbero averli portati via per sempre. Dalla Costa Crociere spiegano che tutti gli oggetti recuperati verranno messi a disposizione dei passeggeri. Ma non si tratta solo di effetti personali: a bordo della Concordia si trova anche un patrimonio artistico stimato in tre milioni di euro. Poco meno di 6.500 opere d’arte, tra originali e multipli, che potrebbero essere recuperate. Per alcuni vasi in cercamica d’inizio ‘800 e le cristallerie posizionate nei bar sono invece poche le speranze di ritrovamento. Ma “tesoro” è anche la nave stessa, con il materiale destinato alla demolizione che potrà venire venduto. Sul mercato un relitto ha un costo di 350 dollari a tonnellata, il colosso riemerso ne pesa 50mila.

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Lo show è finito… La Concordia resta al Giglio fino a primavera.

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Lo show è finito e la Concordia resta al Giglio fino a primavera. Ora la nave sarà messa in sicurezza, poi sarà riportata sulla linea di galleggiamento (dato che ora i due terzi della nave sono ancora sotto l’acqua) e poi nei mesi primaverili sarà trainata nel porto scelto per lo smantellamento.

Un risultato eccezionale». Sloane non trattiene l’entusiasmo nel giorno del successo. Ammette di aver «vissuto gli ultimi giorni con una grande tensione: è stato come alle montagne russe». Orgoglioso nel poter dire che «non è stato commesso nessun errore», l’ingegnere esalta il «lavoro di team» e si dice «onorato di aver fatto parte di questa squadra» con le sue «26 nazionalità diverse». PoiL’ingegnere che ha «inventato» il progetto di recupero, ha confermato le previsioni dei tecnici sui tempi di permanenza del relitto  «Fino a quando non esaminiamo i danni e non abbiamo fatto tutti i calcoli di resistenza della struttura non posso dire quando la Concordia sarà rimossa. Ma secondo me, ciò non avverrà prima della prossima primavera».   

Si ritiene anche indispensabile l’irrobustimento dello scafo della nave mediante cavi di acciaio con i quali sarà anche assicurata con maggior sicurezza alla piattaforma. Un’operazione necessaria per prevenire qualunque rischio relativo alle condizioni meteomarine, visto che la Concordia dovrà rimanere ancora davanti all’isola del Giglio presumibilmente fino alla prossima estate.

«Cosa penso di Schettino? Non vorrei essere nei suoi panni». Così Sloane ha risposto alle inevitabili domande dei  cronisti che gli chiedevano un commento sul comandante della Concordia. Certo, ha aggiunto Sloane, «se sei un capitano, quel che è capitato è la cosa peggiore che ti possa accadere. Ma è un fatto che riguarda solo lui e di cui solo lui deve occuparsi».

 Ancora non è chiaro il porto in cui la nave sarà smantellata. In pole position c’è Piombino che ha anche iniziato i lavori infrastrutturali per accogliere il relitto. Piombino inoltre presenterebbe il vantaggio della filiera più corta per lo smaltimento dei rifiuti ferrosi. Ma in lizza ci sono anche Civitavecchia e Palermo, dove vengono costruite navi come la Concordia, e dove vi è una delle sedi di Fincantieri, che tra l’altro ha costruito i cassoni utilizzati per il raddrizzamento. Non si esclude neppure Napoli che ha avanzato la sua proposta.

La gara che rappresenta in realtà un business da centinaia di milioni di euro: assicurarsi lo smantellamento della Costa Concordia vorrebbe dire dare lavoro a centinaia di operai per un lungo periodo di tempo. Intanto cinque lance della Concordia dovrebbero partire a bordo di portacontainer per essere smantellate in un porto della Turchia.

Perché far smantellare le lance in Turchia? Non c’è un porto italiano per smantellarle?

   

E’ IN ASSE! La Concordia tra applausi e lacrime è in posizione

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E’ arrivato alle 3,58 del mattino l’annuncio di Franco Gabrielli  capo della Protezione civile,  a conclusione di quella che sembrava un’operazione impossibile. Sotto i riflettori del mondo finalmente la nave ha raggiunto l’asse. «È fatta – ha detto Gabrielli – la Concordia ormai è allineata». Abbracci e applausi tra tecnici, ingegneri, uomini della Protezione civile che hanno lavorato ininterrottamente dalla mattina di lunedì fino alle prime ore di martedì 17 settembre. Il sindaco dell’Isola si è commosso fino alle lacrime mentre suonavano in segno di festa le sirene del porto.

«Si tratta di un primo step importantissimo – ci tengono a sottolineare i tecnici -ma c’è ancora tanto lavoro» dato che il relitto va spostato. Insomma, il primo progetto si è concluso con successo, meglio di così non poteva andare, concordano gli esperti. «Ora mi vado a fare una birra e poi a dormire» ha detto Nick Sloan, il direttore delle operazioni di rotazione della Concordia, tornando sulla terra ferma dopo aver lasciato la control room in mare.

Concordia verso “The End”!

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Lo annuncia il capo della Protezione Civile Franco Gabrielli poco dopo la mezzanotte, quando ormai sono stati raggiunti i 24 gradi, che permette quindi l’apertura dei cassoni per far entrare l’acqua, una procedura che permetterà il ritorno in asse: “Ci avviciniamo all’ora di conclusione delle operazioni – ha poi aggiunto Gabrielli – le tempistiche sono da ricondurre alle mani sapienti di chi sta operando”. Sempre che le incognite, impossibili da prevedere fino in fondo in un’operazione mai realizzata, siano finite. “Andremo avanti ad oltranza per tutta la notte – aveva confermato in serata Gabrielli -. Abbiamo una tempistica dilatata e probabilmente termineremo all’alba”.

“Inevitabile lo sversamento di liquami”, marea nera al Giglio?

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Franco Gabrielli ammette che ci sarà un “inevitabile sversamento di liquidi” nel tentativo di rimozione della Costa Concordia. Gli effetti “ci saranno in base a come avverrà l’operazione e ai suoi tempi. La modellistica ci dice come dovrebbe avvenire lo sversamento dei liquami e in che concentrazione”. Per ridurre al minimo i rischi, ha spiegato Maria Sargentini, presidente dell’Osservatorio per il monitoraggio della rimozione della Concordia, “sono stati predisposti interventi preventivi: il cantiere sarà circondato da una doppia distesa di panni assorbenti come prima tutela. In porto, poi, sono pronti a intervenire immediatamente dei mezzi per agire sugli sversamenti e ridurre al minimo i tempi di contaminazione”. Il rischio maggiore? “La tenuta delle strutture” che porteranno la nave in assetto verticale.

Di sicuro come aveva già sottolineato nei mesi scorsi il capo della Protezione Civile Gabrielli, l’operazione che partirà, condizioni meteo permettendo, lunedì alle ore 18, è “un’impresa mai tentata prima”.

“Non c’è un piano B”. L’unico piano accessorio riguarda “la gestione delle criticità. Il rischio che la nave possa aprirsi e spezzarsi è davvero remoto, però c’è il rischio che la nave possa non ruotare. Ma siamo al 76% del progetto e finora tutto è andato secondo i nostri piani”, ha precisato Gabrielli. La ricerca dei due corpi che non sono mai stati trovati – ha sottolineato il numero uno della Protezione – “è per noi prioritaria”, ma le operazioni di ricerca potranno iniziare “solo dopo che la nave sarà stabilizzata”.

Ma come è stata data la notizia all’estero? Per esempio l’AFP ha messo su Youtube un video che simula l’intervento:

Primi sgomberi in Lunigiana dopo il terremoto di venerdì

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Sono state firmate, dal sindaco di Fivizzano Paolo Grassi, le prime ordinanze di sgombero delle abitazioni lesionate dalla scossa di terremoto di magnitudo 5.2 di venerdì 21 giugno. Secondo quanto appreso, tra Casola e Fivizzano sono otto le famiglie fatte evacuare dalle proprie abitazioni a seguito dei primi controlli dei vigili del fuoco. Ha spiegato Grassi: “Ma i controlli dei nostri tecnici inizieranno solo stamani e proseguiranno”.

L’Italia che trema: terremoto in Lunigiana e in Umbria

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Continua a tremare la Lunigiana, epicentro due giorni fa di un forte sisma di magnitudo 5.2. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato una lieve scossa di magnitudo 2 con epicentro in prossimità dei comuni massesi di Casola in Lunigiana e Fivizzano e di quelli lucchesi di Giuncugnano e Minucciano. Ieri sera nella zona erano state registrate altre tre scosse, tra le quali, tra le 23 e la mezzanotte, una di 2.2 e un’altra di 2.7 gradi sulla scala Richter.
In Umbria, teatro di uno sciame sismico dal 20 aprile scorso, è stata invece rilevata una scossa di terremoto di magnitudo 3.1 con ipocentro a 7,9 km di profondità ed epicentro in prossimita’ dei comuni di Gubbio e Pietralunga. Raggiungono così quota 77 le scosse di terremoto di magnitudo uguale o superiore a 2 registrate nella zona dall’inizio dello sciame sismico. L’ultima era stata registrata due giorni fa, con magnitudo 2.2.

Terremoto in Lunigiana: 10 scosse nella notte

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10 scosse de terremoto sono state registrate nella notte nella zona della Lunigiana, in Toscana. L’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), ha rilevato la scossa più intensa, di magnitudo 3.4, alle 3:56 mentre le altre nove non hanno avuto magnitudo non superiore a 2.6. Proprio la paura per nuovi, forti eventi, ha spinto molti abitanti dei comuni di Fivizzano e Casola a trascorrere la notte lontano dalle proprie abitazioni, chi presentandosi nelle scuole aperte dal comune dove sono arrivate le brandine inviate dalla Protezione civile della Regione Toscana, chi dormendo nella propria auto.  Franco Gabrielli, Capo dipartimento della Protezione civile, arriverà in zona in mattinata, insieme al sottosegretario ai Lavori Pubblici, Erasmo D’Angelis. Dopo un sopralluogo, incontrerà i sindaci e i responsabili della Protezione civile per mettere a punto il piano degli interventi necessari soprattutto per assicurare a quanti hanno avuto le case lesionate verifiche veloci.

Alessandro Pansa è capo della polizia!

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Chi è e da dove viene?

Un curriculum importante quello di Alessandro Pansa, nato a Eboli il 1951 (da non confondere con il direttore generale e finanziario del Gruppo Finmeccanica Alessandro Pansa figlio del noto giornalista Giampaolo Pansa), il nuovo capo della polizia, sostenuto e voluto da Angelino Alfano. Laureatosi all’università di Napoli nel 1975 entra in polizia e opera inizialmente in Calabria contro la criminalità organizzata e il terrorismo. Dal 1982 viene trasferito a Roma e svolge attività investigative contro il traffico di stupefacenti e si specializza anche nella criminalità economica internazionale e nazionale. Tra le attività investigative svolte ci sono numerose operazioni contro le organizzazioni mafiose e la cattura di latitanti pericolosi.E’ nominato poi prefetto nel 2000 e assume l’incarico di direttore centrale della polizia stradale, ferroviaria, postale, di frontiera. Dal 6 luglio al 31 dicembre 2007 ricopre anche l’incarico di Commissario di governo per l’emergenza rifiuti nella Regione Campania e dal 31 maggio 2008 anche di Commissario delegato per l’emergenza degli insediamenti di comunità nomadi nel territorio della regione Campania.

La decisione arriva dopo mesi di scontri tra Pd e Pdl. Il Pd che voleva Franco Gabrielli attuale capo della Protezione Civile e il Pdl che premeva per  il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro. Alla fine s’era creato l’impasse che ha lasciato la sede vacante per oltre due mesi. Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano era intervenuto per cercare di sollecitare una decisione condivisa, che alla fine è arrivata su un nome proposto da Angelino Alfano e che ha trovato il Pd non contrario alla nomina.

Fiocchi sempre più fiocchi nel fiorentino… allerta meteo!

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Mezzi spalaneve in azione nella provincia di Firenze per nevicate in serata oltre quota 200 metri. Colpiti il Mugello, i passi appenninici, ma anche Chianti, Val di Pesa, Valdarno. La sala della protezione civile della Provincia di Firenze sta coordinando gli interventi. A causa dell’allerta meteo, per favorire il voto la Regione Toscana chiede di mettere in campo il volontariato se necessario; la Protezione civile regionale ha scritto al prefetto Franco Gabrielli.

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