Gli Usa e i siti con le foto segnaletiche: l’ultimo business?

mugshots-tuttacronaca

Sembra proprio che in tempo di crisi ci sia chi ha invece inventato un business redditizio celandosi anche dietro il presunto senso civico e il diritto di informazione. Alcuni siti americani hanno infatti iniziato a pubblicare foto segnaletiche (mugshots) e dati personali che individuano le persone che sono state arrestate nei diversi stati americani. secondo gli amministratori del sito questo dovrebbe mettere in guardia da vicini molesti, da colleghi criminali, da soci insolventi, da compagni di classe con problemi di droga. In realtà poi il tutto si riduce a mero business e con una somma che va da 30 a 500 dollari le foto vengono rimosse e non è più possibile ricercare il profilo un presunto criminale. Le richieste di denaro per la rimozione della foto sono state anche paragonate a un atto di estorsione ma nonostante questo continuavano a fare bella mostra sul web. In realtà poi, la foto segnaletica dimostra solo l’arresto ma non è indice della condanna. Spesso le persone segnalate in rete poi non sono state riconosciute colpevoli e le accuse verso di loro sono state comunque ritirate.

Se poi invece la condanna è avvenuta e la pena è tata pagata è ancora più grave che ne resti la traccia indelebile ( se non si rimuove a suon di dollari).

La vicenda del giovane Maxwell Birnbaum, riportata dal New York Times, che si è visto rifiutare la domanda per uno stage da una società a causa del ritrovamento online di una sua foto segnaletica, scattata in occasione del suo coinvolgimento in una storia di droga, è indicativa in proposito.

Bisogna però aggiungere che i siti sono perfettamente legali e attivi da diverso tempo, sostenendosi finanziariamente con le stesse modalità di altre attività sul web. Il fenomeno ha iniziato a svilupparsi nel 2010 con la creazione di Florida.arrests.org, ad opera di Craig Robert Wiggen, diffondendosi progressivamente fino a raggiungere dimensioni rilevanti.

I siti mugshots proliferano su Internet e se ne contano ormai a decine. Per attrarre traffico i gestori, spesso difficilmente rintracciabili, utilizzano come esca le foto di personaggi famosi. Per le altre immagini pescano a man bassa dai siti dei funzionari di polizia locali o da altre fonti ufficiali. JustMugshots, fondato nel 2012 da Arthur D’Antonio, dispone di milioni di foto e cinque dipendenti ma rimane sconosciuto il giro di affari e i particolari del business messo in piedi dal proprietario.

Diversi Stati stanno cercando di porre un freno a questa tendenza. Nell’Oregon un progetto di legge prevede la possibilità di ottenere la rimozione gratuita sul web delle foto di tutti quelli che sono in grado di dimostrare la non colpevolezza. Anche nello Stato della Georgia nel mese maggio è stata approvata una norma che va nella stessa direzione mentre nello Utah è stato proibito alle forze di polizia di concedere foto segnaletiche a siti che chiedono soldi in cambio della loro eliminazione.

Contemporaneamente, nel campo privato, oltre a Google, i dirigenti di MasterCard, PayPal e American Express una volta che il problema è stato portato alla loro attenzione hanno avviato indagini interne predisponendosi ad interrompere eventuali rapporti commerciali in corso relativi a conti aperti o a servizi di pagamento.

Contro le pratiche e la presenza dei siti mugshot vengono inoltre promosse cause legali e class action da parte di singoli e associazioni.

Di diverso segno invece la posizione della stampa statunitense schierata a difesa della pubblicazione online di foto segnaletiche di arrestati. I giornalisti hanno sollevato obiezioni all’azione di limitazione legislativa delle autorità statali sostenendo che i documenti pubblici devono restare tali anche quando si tratta di immagini che riguardano individui implicati in fatti giudiziari. Il Reporters Committee for Freedom of the Press, in particolare, si oppone ad ogni restrizione appellandosi al Primo emendamento e al diritto delle redazioni di stabilire quali notizie pubblicare per informare i lettori.

Addio foto segnaletiche ormai c’è Facebook!

hajdari_gennaro_tuttacronaca

Gennaro Hajdari, 30 anni, di Lecce, è stato arrestato dopo che le vittime che aveva derubato lo avevano riconosciuto grazie alle foto che l’uomo aveva su Facebook. Hajdari secondo le accuse sarebbe stato a capo di una banda specializzata in furti in casa, ma sarebbe stato l’ultimo colpo, messo a segno i un appartamento di Trepuzzi, a condannare l’uomo che si era imbattuto nei proprietari.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: