Quando arriverà la legge per i reati ambientali in Italia?

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Forse i tempi sono maturi e finalmente i reati ambientali avranno un articolo nel nostro codice penale. Fino a oggi infatti, nonostante gli scempi e i disastri ambientali che hanno riempito le pagine dei giornali, i reati legati all’ambiente non hanno trovato posto nel nostro ordinamento. Ora si è vicino alla risoluzione del problema? C’è chi lo spera, anche se davvero sembra essere tardi, con un’Italia ferita a morte nel suo patrimonio naturalistico e culturale che avrebbe da solo potuto, in tempo di crisi, traghettare il nostro Paese alla ripresa e che invece è rimasto schiacciato sotto la scarsità di fondi e  incapacità gestionale. Le pene per chi oggi commette un reato contro il nostro patrimonio ambientale sono blande, quasi inesistenti e sostanzialmente si fermano a una sanzione di tipo economico, senza intaccare la fedina penale di chi commette il reato.

Come spiega La Stampa:

A tentare di spostare in avanti le lancette della storia è il testo unificato approvato all’unanimità dalla Commissione Giustizia di Montecitorio, in prossimità delle vacanze natalizie, che accorpa ben tre disegni di leggi presentati in questa legislatura (a firma di Ermete Realacci, Salvatore Micillo e Tommaso Pellegrino). Al testo unificato ha lavorato anche una Commissione di studio ad hoc nominata dal ministro dell’ambiente e presieduta dal gip Raffaele Piccirillo. Ma come è accaduto al vecchio pescatore di Hemingway, a furia di passaggi di mano e compromessi al ribasso della strana maggioranza, dell’enorme pesce all’amo è rimasto poco più che la lisca. Alla fine, vedono la luce solo due nuovi delitti: inquinamento e disastro ambientale. E se il primo è una novità assoluta, il secondo in realtà ha fatto da tempo la sua comparsa nei tribunali grazie all’interpretazione estensiva dell’art.434 del codice penale, il disastro innominato, che ha compreso anche quello ambientale.

Ciò che più conta è che per la prima volta nel campo ambientale si cambia paradigma giuridico: si passa da una impostazione penalistica che punisce situazioni di “pericolo astratto” a una in cui si sanziona il “danno effettivo”. Nel primo caso si puniscono mere inadempienza di prescrizioni normative, nel secondo i danni effettivamente arrecati. Anche se è un’arma a doppio taglio: se fino a oggi un’azienda che scarica illegalmente in un fiume viene punita (poco e male) solo perché non ha alcuna autorizzazione oppure perché ne ha travalicato i limiti, con la riforma per contestare uno dei due nuovi delitti occorrerà dimostrare e quantificare il danno causato. Salto di qualità pericoloso, ma necessario.

 Sicuramente positivi sono le circostanza aggravanti per i reati ambientali previste dal testo, sia nei casi dell’associazione a delinquere che, soprattutto, nel caso del coinvolgimento di pubblici funzionari o incaricati di pubblico servizio; visti i livelli di corruzione in materia ambientale una aggravante più che benvenuta.

Riforma ridotta all’osso, si diceva. Se da un parte non fa cenno alcuno ai reati nel ciclo del cemento (si pensi all’abusivismo edilizio, anche in aree a rischio), dall’altra ha rimesso nel cassetto altri delitti, invece presenti nei disegni di legge originari, come il “Danno ambientale, l’”Alterazione del patrimonio naturale, della flora o della fauna selvatica o delle bellezze naturali”, la “Frode ambientale” e l’”Impedimento al controllo”. Meglio di niente, certo. Ma si può fare di più?.

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La polizia picchia furiosamente le donne che protestano contro una legge

polizia-picchia-manifestanti-tuttacronacaVenerdì, il governo conservatore di Mariano Rajoy ha approvato un progetto di legge sull’aborto più restrittivo delle norme in vigore dal 1985, modificate nel 2010 dalla maggioranza progressista di José Luis Rodriguez Zapatero, che pose la legislazione spagnola all’avanguardia in Europa. Se il progetto verrà approvato, com’è più che probabile sia, l’aborto sarà un reato, anche se solo per i medici e non per la donna, e potrà essere consentito solo in pochi casi e ben specificati. Il Pp aveva fatto di questa riforma uno dei punti salienti del programma elettorale con cui vinse le elezioni nel 2011. L’approvazione del progetto di legge viene però contestato dalle femministe e dal Partito socialista (Psoe) che lo definisce “cinico e ingiusto”. L’opposizione annuncia battaglia per cancellare una legge che colpisce “l’autonomia delle donne per esercitare liberamente la loro maternità”. Chiede il voto segreto e si appella alle 76 deputate del Pp per modificare il testo. Ma le possibilità che ciò avvenga sono molto scarse. La decisione non poteva non suscitare polemiche e proteste e la scorsa notte sono state tre le persone fermate, stando a quanto le fonti della polizia a EFE, con l’accusa di resistenza, disobbedienza e aggressione a tutori dell’ordine. Periodismo Humano ha pubblicato un video che mostra come la polizia abbia identificato e picchiato delle manifestanti. In seguito, il gruppo Nosotras decidimos ha convocato una nuova protesta per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón.

8 ore di aria e il lavoro, questa la rivoluzione carceraria

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“Da aprile i detenuti italiani avranno otto ore da poter trascorrere fuori dalla cella invece delle attuali due”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Annamaria Cancellieri. “Stiamo lavorando sul regime di detenzione”, ha spiegato. “Prima il detenuto aveva solo due ore di libertà, indipendentemente dal tipo di reato. E’ invece importante che escano, perché il punto forte è il lavoro”.

Per chi non è detenuto il lavoro non c’è?

Usa shock: si possono molestare gli stagisti? Per il giudice non è reato

molestie-lavoro-tuttacronacaUna sentenza del Tribunale distrettuale di New York è destinata a far discutere: afferma infatti che molestare gli stagisti non è reato. Già nel 1994 Bridget O’Connor, stagista infermiera, soprannominata “Miss Molestie Sessuali”, denunciò uno dei medici per cui lavorava per chiamarla in questo modo. La giovane si era appellata al capitolo VII del “Civil Right Act”, la legge sui diritti civili. Il giudice respinse la richiesta – e l’appello confermò tale decisione – con la motivazione che “non è una salariata”. A questa sentenza ha fatto ora riferimento il giudice responsabile del caso di Lihua Wang, che ha denunciato un manager della Phoenix Satellite Tv. La Wang, studentessa della Syracuse University venne presa come stagista nel 2009 dalla sede di New York della compagnia, appartenente al Phoenix Media Group di Hong Kong. Qui il capo della redazione di Washington, Zhengzhu Liu, l’avrebbe molestata attirandola con un pretesto in una camera di hotel. Secondo quanto racconta la ragazza, una volta soli l’uomo prima le parlò dell’ipotesi di un impiego fisso e poi le mise le braccia attorno al corpo, tentando di baciarla e “stringendole una natica con la mano sinistra”, secondo il testo della denuncia. La 22enne rifiutò le avances e lasciò l’albergo. Dopo pochi giorni Liu decise di non rinnovarle lo stage. Ora il giudice di New York, esaminati documenti e testimonianze, è giunto alla conclusione che la giovane non può avanzare alcuna richiesta di danni nei confronti del capo della redazione di Washington “perché non aveva lo status di impiegata a pieno titolo”. Si legge infatti nella sentenza: “Non c’è alcun dubbio su fatto che Wang non fosse remunerata per i suoi servizi lavorativi e dunque le leggi sui diritti umani che a New York proteggono i dipendenti non possono essere applicate a sua protezione”.

“Pensioni no, clandestini sì?” La Lega protesta al Senato

lega-protesta-tuttacronacaSe questa mattina è stata sospesa la seduta alla Camera durante l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, non è andata meglio al Senato dove a protestare sono stati i senatori della Lega, presieduti da Massimo Bitonci. I leghisti si sono scagliati contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. Sui cartelli che hanno fatto la loro apparizione nell’Aula si leggeva ‘Pensioni no, clandestini sì’, ma anche ‘Sicurezza no, clandestini a casa loro’. Per tutta risposta gli esponenti del Pd sono scesi nell’emiciclo per contestare il Carroccio. La vicepresidente di turno, la democratica Valeria Fedeli, ha ripetutamente tentato di riportare l’ordine in aula invitando i commessi a togliere i cartelli, con i senatori leghisti che li tenevano ben saldi. A causa però anche della controprotesta del Partito Democratico il caos generatosi ha costretto la Fedeli a sospendere la seduta, riconvocata per le 16.

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Marocchino accoltella la moglie, tentato omicidio.

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Un femminicidio sventato, un’altra donna vittima del marito, un tentato omicidio che ha portato una donna a essere ricoverata in prognosi riservata in ospedale dove rischia anche di perdere un rene. Lui è un marocchino di 46 anni residente a Zane nel Vicentino. Lei è una 45enne italiana che prima di entrare in sala operatoria ha avuto la prontezza di riuscire a indicare il marito quale autore del gesto. L’ennesima violenza sulle donne, l’ennesimo crimine perpetrato tra le mura domestiche. Esiste ancora il concetto di famiglia, come rifugio, come punto fermo, come entità nella quale ritrovare il calore e l’affetto dei cari?

Arrestato per stalking scappa e stupra una donna.

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Stupra una donna introducendosi in un abitazione dopo esser fuggito dagli arresti domiciliari ai quali era stato costretto per stalking. I carabinieri hanno arrestato il 32enne, Gaetano Vescera, di Vieste autore del gesto con le accuse di violenza sessuale, violazione di domicilio ed evasione. Secondo quanto riportato da un quotidiano locale l’uomo avrebbe fatto irruzione  nell’abitazione della donna, che era a letto, e l’ha palpeggiata nelle parti intime, con l’aggravante – secondo quanto appurato dai Carabinieri – “di aver posto in essere la condotta delittuosa di notte, approfittando, tra l’altro, dello stato di torpore della donna, dovuto al sonno”.

La Corte d’Appello condanna un uomo per vilipendio alla nazione

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«Italia, paese di m…», l’espressione è stata sanzionata con una multa da mille euro a un uomo 71enne che ha pronunciato la frase dopo essere stato fermato dalle forze dell’ordine perché alla guida di un veicolo con un faro spento. La Corte d’appello di Campobasso lo aveva condannato a pagare una multa di mille euro, pena interamente coperta da indulto, sentenza poi confermata dai giudici della prima sezione penale della Cassazione. Perché non si far pagare i 1000 euro, può esistere un indulto anche sul vilipendio alla nazione? Quindi è una condanna senza pena?

 

Carcere per il writer? No, basta una multa

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Un writer di Massa, che imbrattava cartelli stradali, ha presentato ricorso dopo esser stato condannato a sei mesi di reclusione. La Cassazione ha deciso per una linea morbida, infatti il suo non sarebbe stato un reato ma un illecito amministrativo e, in quanto tale, punibile con una multa. La Seconda Sezione Penale della Suprema Corte gli ha quindi imposto il pagamento di seimila euro per il danneggiamento. Ribaltata, quindi, la decisione presa dalla Corte d’appello di Genova che, nel luglio 2011, aveva optato per la linea dura nei confronti del ragazzo, evidenziando  come “la vernice aveva reso inutilizzabili i cartelli tanto da determinarne la sostituzione”. All’epoca, aveva pesanto anche la “personalità negativa” del writer desunta dal certificato penale, che escludeva la sussistenza di riconoscimento di uno sconto di pena. Nel ricorso in Cassazione, la corte ha dato ragione al writer, annullando la ”sentenza impugnata perchè il fatto non è previsto come reato”, ma ”costituisce illecito amministrativo” in base al codice della strada.

Fa sesso con l’allievo dislessico, indagata per reato a sfondo sessuale!

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Un’insegnante della Scuola cattolica di Dumfries, in Scozia,  ha ammesso di aver fatto sesso con un alunno dislessico di diciassette anni.

Eppie Sprung Dawson, l’insegnante, 26 anni, sposata, aveva accettato di far qualche ‘lezione extra’ per aiutare il giovane alunno. Dawson ha ammesso che lo scorso 21 dicembre , dopo aver ‘caricato’ in macchina l’alunno, si è appartata in campagna in una piazzola di sosta.

Freno a mano tirato insegnante e alunno hanno iniziato a fare sesso fino a che, alle 17.20 circa, la polizia ha notato la vettura, bussato ai finestrini e scoperto la coppia. Eppie Sprung Dawson adesso è indagata “per reato a sfondo sessuale”. Un portavoce della scuola cattolica ha annunciato che Eppie Sprung Dawson non riprenderà più servizio.

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