Carmine, ucciso da sua madre: il bimbo aveva provato a difendersi

carmine-de-sanctis-tuttacronacaSi tinge di orrore la morte del piccolo Carmine De Santis, ucciso dalla madre Daniela Falcone. In mattinata è stata effettuata l’autopsia sul corpo del bimbo di 11 anni ed è emerso che la donna, di 43 anni, ha usato due armi: un coltello da cucina per sferrare un colpo mortale al torace del figlio, perforandogli un polmone, e delle forbici, con le quali l’ha colpito alla gola, probabilmente per accelerare il decesso. L’omicidio risale alla tarda mattinata di sabato: Carmine è morto dopo alcune ore, per dissanguamento. La donna ha ucciso il bambino dopo averlo prelevato dalla scuola di Rovito e portato, a bordo della sua automobile, in una zona di campagna tra Cosenza e Paola.  Nello stomaco del bambino sono stati trovati i resti del panino che aveva mangiato poco prima a scuola e questo conferma che il decesso è avvenuto prima dell’avvio della fase digestiva. Le risultanze dell’autopsia confermano, secondo quanto si è appreso, la ricostruzione fatta dagli investigatori.  Gli elementi ora in possesso degli inquirenti porteranno ad una contestazione di una serie di aggravanti nei confronti di Daniela Falcone. Sotto le unghie del bambino sono state trovate tracce di sangue e di pelle che apparterrebbero alla madre. Il bambino non è riuscito a sfuggire alla furia della madre perchè indossava la cintura di sicurezza.  Lo scenario che emerge dall’ autopsia, sostengono gli inquirenti, è raccapricciante sia per “l’efferatezza del delitto, sia perchè il bambino è morto tra la sofferenza delle ferite”. Dalla ricostruzione fatta dagli investigatori, solamente quando il bambino è morto, la donna ha tentato il suicidio. Prima ha cercato di impiccarsi con una cintura e poi ha estratto le forbici dal corpo del figlio e si è inferta alcune ferite al collo e all’addome. La donna al momento è  ricoverata e piantonata nell’ospedale di Cosenza con la formale accusa di omicidio. Daniela Falcone, nel frattempo, sta ripetendo frasi senza senso nel reparto di rianimazione. Le sue condizioni sono migliorate ed è completamente fuori pericolo, tanto che i medici pensano di dimetterla tra 2-3 giorni. Investigatori e medici hanno tentato di parlarle, ma lei continua a ripetere la parola ‘bambino’, alla quale aggiunge la frase ‘il lenzuolo bianco per il bambino’.

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Madre e figlio uccisi a Milano: l’assassino è un amico di famiglia

duplice-omicidio-milano-tuttacronacaVictor Hugo Menjivar, 37 anni, ha confessato: è stato lui a uccidere ieri, a Milano, Libanny Mejia e il figlioletto di tre anni e mezzo. L’uomo, un salvadoregno amico di famiglia, è crollato durante un lungo interrogatorio condotto davanti al procuratore aggiunto Alberto Nobili e al pm Gianluca Prisco. Il 37enne, con un altro figlio in arrivo e la cui moglie era amica della vittima, si era recato a cena a casa di Libanny Mejia lunedì sera e aveva portato con sè anche il figlio, compagno di giochi del bimbo della domenicana. L’uomo, mentre i piccoli si trovavano in un’altra stanza, ha tentato un approccio sessuale con lei venendo però respinto. All’ennesimo rifiuto ha preso un coltello da cucina. A quel punto la donna, sperando di salvarsi, si è offerta a lui ma Menjivar, che come ha detto agli inquirenti aveva perso la testa ed era molto ubriaco, a quel punto l’ha sgozzata. I bimbi avevano sentito le urla e lui ha cercato di nascondere il corpo dietro al divano perchè non lo vedessero. Solo in seguito ha deciso di sgozzare anche il figlio della vittima. Dopo il duplice omicidio è uscito dalla casa e ha gettato il coltello in via Primaticcio e, dopo la confessione, l’ha fatto ritrovare agli investigatori.

Si sente offesa dal quadro di un nudo di donna: studentessa ruba l’opera

Lime-quadro-donna-nuda-tuttacronacaIl bar Lime di via Zamboni, la strada universitaria all’ombra della torre degli Asinelli a Bologna, si trova il bar Lime. Proprio qui nella giornata di martedì 4 marzo è entrata una studentessa spagnola di 24 anni. La giovane, visto il quadro di una donna nuda, esposto per beneficenza, si è sentita offesa e, assieme a un amico, l’ha preso e l’ha portato via con sè, senza nemmeno pagare la consumazione. La ragazza è stata vista dal titolare del locale, che l’ha denunciata. Non è passato molto prima che la studentessa venisse rintracciata nelle vicinanze ancora in possesso dell’opera. La giovane si è giustificata dicendo che quella foto offendeva la dignità delle donne e, quindi, non doveva essere esposta in un locale pubblico. Non è chiaro se si sia trattato di una scusa, ma per per lei è scattata una denuncia per furto aggravato. Il quadro, recuperato e restituito al barista, era in vendita insieme ad altri nell’ambito di una iniziativa di beneficenza a favore di un’associazione che organizza raccolte fondi per la lotta al cancro femminile.

Duplice omicidio a Milano: uccisi una madre e il figlio di 4 anni

omicidio-milano-tuttacronacaSono stati rinvenuti in un’abitazione in via Segneri 4, alla periferia sud-ovest di Milano, i cadaveri di una donna 29enne di origine dominicana e del figlio, un bambino di soli quattro anni. I corpi, trovati in zona Lorenteggio, presentano entrambi evidenti ferite di arma da taglio. Al momento non sono noti altri particolari ma la polizia sta indagando. L’allarme è stato lanciato dai vicini che hanno provveduto ad allertare il 118.

Sacerdote ucciso a sprangate: arrestato il presunto assassino

omicidio-parroco-spranga-tuttacronacaEra stato trovato nella mattinata di lunedì, da una fedele che si stava recando in chiesa, il corpo senza vita di don Lazzaro Longobardi, ucciso con un colpo di spranga a Cassano allo Ionio. Ora i carabinieri hanno arrestato un giovane romeno, presunto assassino del religioso. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe commesso il delitto domenica sera, colpendo il sacerdote con una spranga di ferro alla testa. I militari erano a conoscenza delle preoccupazioni espresse dal sacerdote negli ultimi tempi per richieste sempre più pressanti di denaro da parte di un suo conoscente visto che ne aveva parlato anche con i carabinieri pur senza formalizzare una denuncia. Per questo motivo, scoperto il delitto, hanno portato in caserma, per interrogarli, il giovane, che sarebbe stato l’autore delle richieste di denaro, ed un suo amico e connazionale. Interrogatorio che è andato avanti per ore, sino a quando, nel corso della notte, è stato emesso il provvedimento restrittivo.

Omicidio in strada a Reggio Calabria: ucciso un 43enne

omicidio-reggio-tuttacronacaI carabinieri di Reggio Calabria stanno indagando sulla morte di un 43enne ucciso ieri sera nella città calabrese. La vittima, Franco Fabio Quirino, è stata raggiunta da numerosi colpi d’arma da fuoco mentre era per strada nel rione Modena, in una zona periferica della città. Soccorso da alcuni passanti, Quirino, che aveva dei precedenti, è morto poco dopo il ricovero in ospedale. I militari dell’arma stanno tentando di accertare se si sia trattato di un agguato.

Corpo carbonizzato trovato in un’auto nel Napoletano: quinto caso in un mese

corpo-auto-carbonizzata-tuttacronacaSi trovava a Casandrino, nel Napoletano, l’auto rinvenuta con all’interno un cadavere carbonizzato di un uomo la cui l’identita non è ancora nota. La Fiat Punto era ancora fumante quando sul luogo sono giunti i carabinieri. Il corpo si trovava sul sedile posteriore, con la faccia rivolta verso il basso. Si tratta del quinto episodio del genere in meno di un mese tra i comuni napoletani di Giugliano in Campania, Caivano, Grumo Nevano e Casandrino. Il primo caso risale al 6 febbraio, con un’auto rinvenuta a Giugliano, dove fu trovato un corpo nel bagagliaio di una Renault Megane. Il 17 dello stesso mese sono stati invece trovati due cadaveri in un’auto divorata dalle fiamme a Caivano. La quarta vittima invece è stata trovata a Grumo Nevano il 21 febbraio all’interno di una Fiat Multipla.

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Ritrovata la donna scomparsa con il figlio: ha ucciso il bimbo

carabinieri-auto-tuttacronacaEra sabato quando il marito ha lanciato l’allarme: la 43enne Daniela Falcone, di Rovito, in provincia di Cosenza, si era recata a prendere il figlio 11enne Carmine De Santis a scuola per poi scomparire senza lasciar traccia. La donna è stata trovata oggi e tratta in salvo: dopo aver ucciso il figlio con delle forbici, infatti, ha tentato il suicidio. E’ stata la polizia a fermarla in tempo. Ora si trova in ospedale. Lo scorso sabato il marito si era recato all’istituto scolastico del paese alla fine delle lezioni, si era sentito rispondere dal personale che il bambino era andato via insieme alla madre che era passata a metà mattinata. L’uomo si era subito allarmato ed aveva denunciato la scomparsa della moglie e del figlio ai carabinieri. Stando a una prima ricostruzione, madre e figlio si sarebbero diretti, dopo aver fatto rifornimento in una stazione di servizio, verso Camigliatello Silano. Successivamente sarebbe arrivata ai familiari una segnalazione che dava i due nella zona di Magaro, sull’altopiano silano, nelle vicinanze di Camigliatello. A nulla sono valse, però, le continue telefonate sul cellulare della donna, che continuava a risultare irraggiungibile. Daniela Falcone è descritta, da quanti la conoscono, come una persona equilibrata, tanto che parenti e conoscenti della donna non sanno darsi una ragione di quanto è accaduto.

Delitto di Mozzate: l’ex fidanzato confessa

omicidio-mozzate-tuttacronacaSarebbe la gelosia il movente dell’assassino di Lidia Nusdorfi, uccisa a coltellate a Mozzate, in provincia di Como. Nella notte ha infatti confessato il 29enne Dritan Demiraj, posto in stato di fermo dai carabinieri di Rimini. L’albanese, ex convivente della donna e padre dei suoi due figli, è stato sottoposto a un interrogatorio durato ore. Arrestato per favoreggiamento il datore di lavoro, titolare del forno riminese, che avrebbe, forse solo per solidarietà senza la piena consapevolezza dell’accaduto, fornito un alibi all’albanese. Alla base del delitto ci sarebbe la gelosia: la vittima aveva infatti una relazione con il cugino 20enne del convivente, motivo che forse l’ha spinta a laciare Rimini e trasferirsi da parenti a Mozzate. Demiraj è stato sentito, prima di essere fermato, più volte dai carabinieri ma dal suo racconto sono emerse incongruenze che hanno accentrato su di lui i sospetti. La donna, secondo gli investigatori, si trovava nella stazione ferroviaria lo scorso sabato perchè qualcuno le aveva dato un appuntamento. Poche ore prima della confessione, Dritan Demiraj chiedeva ai cronisti cosa fosse accaduto. “Lidia se n’è andata ad agosto. Non abbiamo più rapporti, ci sentiamo raramente. Perché, cosa è successo?”, si interrogava sulla porta di casa di fronte ai giornalisti. Poi alcune frasi utili a ricostruire il movente dell’assassinio: “Mi dispiace molto per quello che è accaduto a Linda. Mi tradiva con mio cugino poco più che ventenne, che per me era come un fratello, e poi se n’era andata. Ha abbandonato non solo me ma anche i figli, uno avuto con me e uno frutto di una precedente relazione. Voleva rifarsi una vita e invece ha trovato la morte. Quando si fa del male a chi ti ama, non sai mai con chi vai a finire. Chissà chi avrà incontrato sulla sua strada per fare una fine come quella”, aveva aggiunto.

Sacerdote ucciso a colpi di spranga: giallo in provincia di Cosenza

carabinieri-tuttacronacaSarebbe da collegare a fatti di natura privata l’omicidio di Lazzaro Longobardi, sacerdote 69enne nella frazione Sibari di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza. L’uomo, il cui cadavere è stato trovato da una fedele nel cortiletto attiguo alla chiesa di San Giovanni, è stato colpito con un colpo di spranga alla testa. L’arma del delitto è stata trovata sotto il cadavere. Non si esclude  che l’aggressore conoscesse le abitudini del sacerdote e lo abbia atteso al suo arrivo in canonica. La zona è stata recintata dai carabinieri in attesa che vengano effettuati i rilievi scientifici. Sull’omicidio indagano i carabinieri del Comando provinciale di Cosenza. La donna che ha trovato il corpo si stava recando in chiesa. La morte del sacerdote, secondo i primi accertamenti, risalirebbe ad alcune ore prima.

Omicidio nel sottopassaggio di Mozzate: l’assassino appare nei video

omicidio-como-tuttacronacaLa 38enne Lidia Nusdorfi è stata uccisa ieri nel sottopassaggio della stazione di Mozzate, nel Comasco. In cerca del suo assassino, i carabinieri hanno esaminato le riprese delle telecamere della stazione, del municipio e di altre zone del paese e ora si cerca un uomo, abbastanza giovane, che ha atteso la donna nel sottopassaggio per poi aggredirla alle spalle, colpendola con almeno due fendenti risultati fatali lontano dagli sguardi di possibili testimoni. Due giovani egiziani, tuttavia, hanno udito un urlo mentre attendevano il treno. Mentre si dirigevano verso il sottopassaggio, uno di loro ha notato un uomo, giovane, all’apparenza italiano, che si stava allontanando dalla stazione sotto la pioggia, con l’ombrello aperto. NEl frattempo il ragazzo che era con lui ha notato la vittima ed ha chiamato i soccorsi. Ma Lidia Nusdorfi ha riportato ferite talmente gravi da morire praticaemnte dissanguata. La vittima era nata a Garbagnate Milanese, in provincia di Milano e si era in seguito trasferita a Rimini. Disoccupata, era tornata da qualche mese in Lombardia a Mozzate, dove era ospite di parenti. Ieri sera stava tornando verso casa: era scesa dal treno e si stava dirigendo verso il parcheggio dietro la stazione quando è stata aggredita, s’ipotizza per motivi personali.

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18enne ucciso ad Ercolano: morto per difendere il nipote del boss

omicidio-ercolano-tuttacronacaGaetano Lavini è morto a causa di una coltellata inflittagli ieri pomeriggio in traversa Mercato ad Ercolano. Da quanto emerge dalle indagini che i carabinieri stanno conducendo, il 18enne ha perso la vita per difendere il nipote del boss Giovanni Birra dalla spedizione punitiva partita dalla zona di influenza del clan Ascione. Nel frattempo è stato identificato anche il suo assassino, allo stato irreperibile, un maggiorenne ma giovanissimo come la sua vittima.  Stando a quanto ricostruito dai militari, Lavini ha tentato di difendere il diciassettenne rimasto lievemente ferito dalla spedizione punitiva e in quel frangente ha rimediato il fendente mortale. A quanto pare il nipote del boss Birra nelle settimane scorse aveva avuto un diverbio con coetanei legati al clan avversario a quello della sua famiglia e ieri pomeriggio la gang lo ha affrontato sotto casa allo scopo di fargliela pagare: Lavini ha cercato di difenderlo ed ha avuto la peggio.

Rissa ad Ercolano: perde la vita un 18enne

omicidio-ercolano-tuttacronacaE’ costata la vita a un 18enne una rissa scoppiata nella serata di sabato 1 marzo a Ercolano. Il giovane, Gaetano Lavini, ha riportato gravi ferite di arma da taglio ed è morto poco dopo essere stato portato all’ospedale Maresca di Torre del Greco. Nella rissa anche un 17enne è rimasto ferito e proprio su di lui si concentrano le attenzioni degli investigatori che stanno al momento indagando per cercare d’identificare i responsabili. Al momento non è stata ancora trovata l’arma. Non viene escluso che la rissa sia stata una sorta di regolamento di conti, una vendetta maturata per una lite scoppiata una settimana fa al confine con Torre del Greco. Don Marco Ricci, il parroco della chiesa di Santa Maria della Consolazione particolarmente impegnato nel sociale, ha riferito che “il giovane sarebbe diventato presto papà. Il diffondersi di armi da taglio, facili da procurarsi e da occultare, ricorda il sacerdote, “ha spinto qualche anno fa il cardinale Crescenzio Sepe a formulare l’appello ai giovani ‘deponete i coltelli'”.

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Omicidio passionale? Donna muore dissanguata nel Comasco

rose-blood-tuttacronacaE’ morta dopo essere stata aggredita in un sottopassaggio nei pressi delle Ferrovie Nord a Mozzate, nel Comasco, una 35enne originaria di Rimini ma trasferitasi da tempo nel comune lombardo. La vittima, stando alle prime ricostruzioni, è stata aggredita nel sottopassaggio che consente di attraversare i binari ed è stata colpita più volte con un oggetto appuntito. La donna si stava recando al parcheggio quando un uomo, pare un ragazzo giovane, italiano, l’ha accoltellata alle spalle. I soccorsi sono stati immediati, ma quando l’automedica e l’ambulanza sono giunte a Mozzate non c’era più nulla da fare: la donna è morta dissanguata. I carabinieri di Cantù indagano sulla vicenda. Al momento la pista più accreditata è quella passionale.

“Odio gli avvocati”… e ne uccide due! Ordinaria follia in Germania

omicidio-germania-tuttacronacaDue donne morte e cinque feriti, due dei quali in condizioni gravi. E’ questo il bilancio dei momenti di follia di un 48enne che ha impugnato una pistola. Stando alla ricostruizione degli inquirenti, il killer, spinto da una contesa legale in cui era implicato, ha fatto irruzione in uno studio legale di Düsseldorf, in Germania, sparando contro una donna, rimasta uccisa, e contro due uomini, uno ferito in maniera grave e l’altro solo lievemente. Ha quindi fatto perdere le sue tracce beffando la polizia, accorsa sul posto con una squadra speciale. Trascorse appena poche ore, dalla vicina città di Erkrath sono giunte notizie di un episodio simile. Talmente tanto che i due eventi sono stati subito collegati. Anche nel secondo caso, infatti, è avvenuto un blitz analogo, con un’altra donna uccisa e una terza persona ferita.  La polizia ha collegato i due episodi, mentre la tensione è salita tra i cittadini della zona, dove si è diffuso l’allarme. Ma dopo qualche ora il fuggitivo è stato intercettato e fermato nella pizzeria di un conoscente nel piccolo centro di Goch, a un’ora d’auto di distanza da Erkrath. Prima che riuscissero a bloccarlo, pero, l’uomo, che portava con sè diversi coltelli e due pistole, è riuscito a ferire altre due donne.

Il 19enne che uccide il padre per difendere la madre

patricidio-tuttacronacaIl 55enne Cosimo Motolese ha trovato la morte nella serata di giovedì 27 gennaio a Taranto, davanti alla sua abitazione, colpito da quattro proiettili calibro 45 al capo e alla spalla. Ricoverato in ospedale, è morto circa un’ora più tardi. Il caso di omicidio è già stato risolto: il figlio 19enne, Eneo, ha infatti confessato al termine di un lungo interrogatorio condotto nella sede del comando provinciale dei carabinieri di Taranto. In un primo momento la sua testionianza era risultata poco convincente ma è crollato di fronte al ritrovamento di quattro bossoli, di alcuni abiti del giovane macchiati di sangue e dell’arma presumibilmente utilizzata per l’omicidio, una pistola semiautomatica marca Colt con matricola cancellata, occultata dal giovane in un terreno incolto del quartiere Paolo VI, poco distante dall’abitazione della vittima e prossimo alla facoltà di Ingegneria. Il giovane ha allora spiegato ai militari di aver difeso sua madre e se stesso dalle continue aggressioni del padre, che dopo la scarcerazione aveva iniziato a drogarsi e chiedeva denaro agli altri familiari con atteggiamenti molto violenti.

La “memoria offesa” di Sarah Scazzi: sotto accusa Nonciclopedia

sarah-scazzi-tuttacronacaLa famiglia di Sarah Scazzi, la giovane di Avetrana uccisa e il cui cadavere venne abbandonato in un pozzo il 26 agosto 2010, ha scritto una nota con la quale rende noto che chiederà, passando per via giudiziaria, la rimozione di una pagina web: “La nostra famiglia, ancora una volta, è costretta a subire ingiustificate offese alla memoria di Sarah da parte del sito web denominato ‘Nonciclopedia‘”. E prosegue: “Dobbiamo sopportare l’ennesimo attacco da parte di chi utilizza internet con la pretesa e l’arroganza di presentare come satira quel che è, e rimane, solo ed esclusivamente un insulto gratuito, fatto di espressioni ingiuriose ed immagini deplorevoli. Espressioni ed immagini che, si ripete, non possono certamente ritenersi manifestazione del diritto di satira”. Ancora nella nota si legge: “Episodi del genere, intollerabili, specie se ripetuti e continuati nel tempo non fanno che rinnovare un dolore mai sopito ed infangare ulteriormente il ricordo di Sarah”. E conclude: “Abbiamo deciso, a questo punto di intraprendere tutte le necessarie ed opportune iniziative giudiziarie interessando le competenti Autorità finalizzate a porre fine a questa ennesima e gratuita mortificazione del nostro dramma, anche attraverso la rimozione della pagina incriminata”.

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Resta senza colpevoli il delitto di via Poma: Raniero Busco assolto

delitto-di-via-poma-tuttacronacaLa Cassazione ha confermato la sentenza in Appello: Raniero Busco non ha ucciso l’ex fidanzata Simonetta Cesaroni 24 anni fa. Il delitto di via Poma, a Roma, resta così senza colpevoli. Busco, alla lettura della sentenza, è scoppiato in lacrime, sostenuto dai suoi familiari e dagli amici che hanno sempre creduto nella sua innocenza. Parole di delusione invece da parte della famiglia di Simonetta, uccisa negli uffici dell’Associazione Alberghi della gioventù a Roma in via Poma il 7 agosto del 1990: l’assassino infierì sul corpo della giovane segretaria con 29 coltellate. Fu la sorella Paola, assieme al datore di lavoro della vittima, a trovare il cadavere della giovane. In primo grado Busco era stato condannato a 24 anni di reclusione, salvo poi essere assolto in appello “per non aver commesso il fatto”. Quest’ultima sentenza era stata impugnata dalla Procura Generale di Roma ed anche il pg della Cassazione, al termine della requisitoria, aveva chiesto l’annullamento della sentenza di secondo grado e un nuovo processo. I Supremi giudici sono stati di diverso avviso ed hanno confermato l’assoluzione di Busco che diventa così irrevocabile. A seguito dell’assoluzione definitiva il legale dell’imputato, Franco Coppi, ha dichiarato: “Sono estremamente soddisfatto di questa decisione della Cassazione, e, del resto, non poteva che essere così, perché l’assoluzione era perfettamente motivata. Rimane il dispiacere per il barbaro omicidio di una giovane ragazza e spero che presto prendano il colpevole. Come cittadino, dopo verdetto, esprimo fiducia nella giustizia”. Delusione invece per i familiari di Simonetta, come spiega Federica Mondani, legale di parte civile dei Cesaroni: “Siamo ovviamente delusi da questo verdetto di assoluzione perché c’erano forti incongruenze. Adesso quello di Via Poma resta un delitto senza colpevoli. Rimaniamo convinti che c’erano elementi importanti contro Busco”. Roberta Milletarì, moglie di Busco, ha dichiarato: “Mio marito ed io siamo felicissimi, ci siamo liberati da un incubo. Adesso questa vicenda è finalmente sepolta”.

Condannato all’ergastolo l’assassino di Carmela Petrucci

carmela-petrucci-tuttacronacaIl 19 ottobre 2012 le sorelle Petrucci, Carmela e Lucia, che frequentavano il liceo classico Umberto I di Palermo, stavano rientrando da scuola, accompagnate in auto dalla nonna che le aveva lasciate davanti casa. Nell’androne del loro palazzo, si sono imbattute in Samuele Caruso, ex fidanzato di Lucia. La giovane, perseguitata dal ragazzo con telefonate e sms, ha citofonato al fratello gridandogli di aprire in fretta il portone. Ma l’assassino non lasciato loro scampo: ha colpito prima Carmela e poi Lucia. Carmela, 17enne, è morta a causa delle coltellate e oggi il gup del Tribunale di Palermo, Daniela Cardamone, ha condannato all’ergastolo il 24enne che l’ha assassinata. Caruso è stato condannato anche per aver tentato di uccidere la sua ex ragazza, Luicia Petrucci, sorella della vittima e vero obiettivo del giovane. Il gup ha accolto la tesi dell’accusa, secondo la quale non solo l’omicidio era premeditato, ma c’è anche l’aggravante dei futili e abietti motivi. Premeditato, secondo il pm, anche il tentativo di omicidio di Lucia. Anna Pellegrino e Antonio Scimone, che hanno sostenuto la difeda, avevano puntato invece sull’assenza di premeditazione e sulla momentanea infermità mentale. Caruso si sarebbe vendicato di Lucia per averlo lasciato, assassinandola nell’androne del palazzo in cui la ragazza abitava con la famiglia. I genitori, Lucia e il fratello sono scoppiati in lacrime subito dopo la pronuncia della sentenza. In lacrime anche la nonna, che ha atteso fuori dall’aula. Il giudice ha riconosciuto una provvisionale da 500mila euro ciascuno ai genitori e ai fratelli di Carmela, mentre andranno 20mila euro ciascuno per l’associazione Le Onde e il Comune di Palermo.

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Tra le 2 e le 3mila persone: tante sarebbero le vittime di El Chapo

elchapo-tuttacronacaLo scorso sabato finiva in manette El Chapo, al secolo Joaquin Guzman, arrestato a Mazaplan, in Messico, mentre si trovava in compagnia della moglie e delle figlie. Ora Televisa ha affermato, rifacendosi a quanto reso noto dagli uomini della forza della sicurezza che dopo la cattura hanno portato il capo del cartello di Sinaloa a Città del Messico, che El Chapo ha ammesso di aver ucciso tra le 2 mila e le 3 mila persone. Stnado a quanto riferito dagli agenti, il boss ha mantenuto un atteggiamento “tranquillo e rispettoso”. La moglie, l’ex miss 24enne Emma Coronel, non è stata arrestata per mancanza di prove. I media locali ricordano che la i due si erano conosciuti otto anni fa e sottolineano che, a sua volta, la Coronel è figlia di una nota coppia vincolata a sua volta in passato alla produzione e distribuzione di droga. Guzman e Coronel hanno avuto figlie gemelle, afferma il quotidiano Excelsior, le quali al momento dell’arresto si trovavano con i genitori.

Video shock! Ucciso da 5 poliziotti che lo schiacciano a terra

poliziotti-uccidono-uomo-tuttacronacaE’ morto a 44 anni Louis Rodriguez, tra le urla disperate della moglie che nel sobborgo di Moore, a Oklahoma City, che riempivano l’aria. A nulla sono servite le suppliche della donna: cinque poliziotti hanno ammanettato l’uomo e gli sono saliti sopra, premendogli la testa e il corpo sul manto stradale. Il video pubblicato negli Usa mostra una scena di una violenza inaudita, nel quale la vittima è ormai immobilizzato e inoffensivo. “Per favore qualcono mi dica che mio marito è vivo!”, urla la donna, quando al marito già hanno spruzzato anche lo spray al peperoncino.  La moglie ha ripreso l’intera scena con il suo telefonino e si sentono le sue grida: “Lo state ammazzando, così uccidete mio marito!”. Su tre dei cinque agenti è stato disposto il fermo amministrativo dopo il fatto accaduto di fronte a un cinema del quartiere.  Michael Brooks-Jimenez, legale della famiglia Rodriguez, ha detto che la vittima non aveva fatto nulla per scatenare gli agenti: “Louis non aveva commesso reati, non era armato, non aveva né armi né pistole, eppure qualla notte ha perso la vita”. Jerry Stillings, capo del dipartimento di polizia di Moore, ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti in seguito a una chiamata per lite domestica e che l’uomo non si era dimostrato collaborativo con i poliziotti. Nel video si può ascoltare come la moglie dica agli agenti che il marito non è un tipo violento e che la lite che ha fatto scattare la chiamata degli agenti era stata tra lei e la figlia 19enne.

Nicola Tincani: trovato il cadavere del 17enne scomparso nel Padovano

nicola-tincani-tuttacronacaEra scomparso sabato sera, dopo una festa con gli amici in un locale, il 17enne Nicola Tincani. Il giovane, di Monselice, in provincia di Padova, aveva trascorso la serata al Crash Pub di via Cà Oddo, dove si era trattenuto. Dopo di che, nessuno ha più saputo nulla di lui. Ieri i carabinieri avevano trovato la sua bicicletta, senza ammaccature, abbandonata alla fine di via Tiziano, nel quartiere di San Giacomo, proprio sotto l’argine del Bisatto, il corso d’acqua che attraversa il paese. Oggi, il tragico ritrovamento: il corpo del giovane era nelle acque di quello stesso canale, poco distante dal luogo dov’era stata rinvenuta la bici. Ora i carabinieri hanno avviato le indagini per capire se si sia trattato di un incidente o di un suicidio. Gli amici raccontano: “Sabato sera Nicola stava bene ed era tranquillo. Ci stavamo divertendo. È stato l’ultimo ad andare via dal locale, così non sappiamo a che ora sia uscito”. E ancora spiegano: “Escludiamo nel modo più assoluto l’ipotesi del suicidio. Non ha particolari problemi. E quindi anche l’allontanamento volontario ci sembra poco plausibile. Però non avrebbe dovuto fare quella strada per tornare a casa. Non ha senso”.

Pistorius guardava un porno la notte dell’omicidio

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Oscar Pistorius, la notte del 14 febbraio 2013, l’avrebbe passata guardando un porno. Tale tesi arriva a pochi giorni da una nuova udienza che lo vedrà comparire in tribunale con l’accusa di omicidio intenzionale. Questo ultimo dato avrebbe finito di demolire la tesi difensiva di una serata passata in armonia, una normale coppia che avrebbe passato il giorno di San Valentino insieme, prima che accadesse il tragico incidente. Pochi giorni fa una perizia ha stabilito che al momento dell’omicidio il campione non indossasse le protesi alle gambe; questo dimostrerebbe che non si è trattato di un gesto premeditato, ma dettato dal panico, tuttavia tanti piccoli dettagli dovranno essere valutati prima di arrivare a capire se si sia trattato di incidente o femminicidio.

Omicidio a Milano: trovato il corpo di un 63enne vicino a un centro commerciale

omicidio-milano-tuttacronacaGiallo nella notte a Milano dov’è stato trovato il cadavere di un 63enne all’interno di un’auto. Stando alle prime informazioni, Pietro M., che risulta avere vecchi precedenti, è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco. Il suo cadavere è stato rinvenuto all’interno di una 500 ferma a lato strada in via Caduti di Marcinelle, a Lambrate, nella periferia Est della città, nei pressi di un centro commerciale. I soccorritori del 118, giunti sul posto dopo una chiamata al 112, hanno subito notato evidenti segni di alcuni colpi d’arma da fuoco sul parabrezza. Il medico poi ha constatato il decesso dell’uomo.

Arrestato il boss più ricercato al mondo: “El Chapo”

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Catturato il boss più ricercato al mondo, il numero uno del Cartello di Sinaloa, Joaquín “El Chapo” Guzman. L’arresto è stato possibile grazie alla sinergia di forze americane e messicane che collaborando insieme hanno catturato l’uomo in Messico. Guzman, già arrestato il 9 giugno 1993, nel Chiapas, con l’accusa di omicidio e traffico di droga, era riuscito a evadere dalla prigione di Guadalajara dopo aver corrotto delle guardie carcerarie e nel 2009 era stato inserito nella lista degli uomini più ricchi del mondo al 41° posto  dalla rivista Forbes, con un patrimonio di circa 1 miliardo di dollari.

Oscar Pistorius, navigava in internet la notte dell’omicidio di Reeva

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Da poco è passato San Valentino e si è celebrato un anno dalla tragica morte di Reeva Steenkamp, modella e fidanzata dell’atlera Oscar Pistorius che la uccise, secondo la difesa, perché riteneva che ci fosse un ladro in casa, mentre l’accusa parla di un femminicidio perpetrato ai danni della ragazza dopo un alterco. Ora c’è una nuova indiscrezione, la quale potrebbe davvero cambaire faccia al processo: durante la notte di San Valentino, Pistorius avrebbe navigato in internet. Questo elemento smonterebbe la serata romantica da sempre sostenuta a difesa di Pistorius che poi avrebbe sparato per un tragico errore.

 

La nuova arma della camorra: le donne killer

donne-killer-tuttacronacaLunedì scorso due corpi carbonizzati erano stati rinvenuti all’interno di un’auto data alle fiamme a Caivano, nel Napoletano. Indagando sul duplice delitto, gli investigatori hanno fatto una clamorosa scoperta: ora i clan della camorra assoldano anche donne killer per portare a termine le proprie vendette. La scoperta è avvenuta mentre gli inquirenti analizzavano le immagini delle telecamere di sorveglianza, nelle quali hanno scorto i profili degli assassini: due donne. Il Mattino racconta che le due sono state riprese mentre scendevano dalla Fiat Punto nella quale erano stati appena uccisi Aniello Ambrosio e Vincenzo Montino, boss del clan Cennamo di Crispano; poco dopo l’auto è stata data alle fiamme. Le telecamere hanno registrato solo l’apparizione di due ombre, niente più, ma dalle analisi risulta chiaro che i killer dei due fossero donne per via della silhouette, del portamento, dell’andatura. E ciò, secondo il quotidiano partenopeo, spiega anche come mai i due pregiudicati uccisi si siano fatti cogliere con le difese abbassate: mai si sarebbero appartati in auto con altri elementi del clan, mentre avrebbero tranquillamente accettato un’avventura con due donne. Che invece si sono rivelate essere altrettanto pericolose.

Pasqualino, morto a 19 anni per uno sguardo di troppo

accoltellamento-tuttacronacaE’ terminata in tragedia una rissa iniziata in un bar di Lagonegro, in provincia di Potenza. I contendenti sono stati due padri con i loro figli che, secondi i carabinieri, avrebbero iniziato a fronteggiarsi a causa di uno sguardo di troppo, forse interpretato male. La frase, detta per reazione, sarebbe stata “che mi guardi?”. Dopo un primo scontro nel locale, la rissa sembrava terminata, se non che uno dei contendenti, in un primo momento allontanatosi, è tornato in seguito con un coltello, forse dopo essere stato a casa. A quel punto la lite è ripresa in strada, dove avrebbe fatto la sua apparizione anche un’ascia, ed è stato allora che il 19enne Pasqualino Di Silvio è stato accoltellato. Portato in ospedale, è stato operato ma è morto per la gravità delle ferite riportate. Il bilancio parla anche di un ferito, probabilmente colui che ha accoltellato la vittima. Si tratta del 57enne Nicola Viceconte, padre del “rivale” di Di Silvio, a sua volta colpito alla testa con un bastone dal padre della vittima. Tutto è cominciato in un bar-ristorante situato al centro del paese, fra Di Silvio e il figlio di Viceconte. Fra i due non vi erano precedenti. Ora Viceconte si trova all’ospedale di Potenza: non è in pericolo di vita ed è piantonato, con l’accusa di omicidio.

Prima accoltella il convivente… poi si guarda il Festival di Sanremo

sanremo-kessler-tuttacronacaUna normale serata in casa, seduta sul divano, seguendo la seconda serata del Festival di Sanremo. Sarebbe sembrata una normale scena domestica di un mercoledì sera se non fosse stato che la protagonista, una donna di Varese, poco prima avesse accoltellato al petto il convivente durante una lite. La polizia, quand’è giunta sul luogo per arrestarla con l’accusa di tentato omicidio, l’ha trovata intenta a guardare la tv come se non fosse accaduto nulla. Il convivente, di 43 anni, è stato soccorso dal personale del 118 e ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese. Ha riportato una ferita al petto, ma le sue condizioni non sono gravi.

Preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane

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E’ stato preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane. Emiliano Cerutti 36 anni è stato infatti fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il vicino di casa Roberto Colombo a Casalzuigno nel Varesotto. L’identificazione del killer è stata possibile grazie al ritrovamento del piccone di cui Cerutti si era servito per scavare la fossa e nascondere il cadavere. Colombo, invalido, era scomparso da casa insieme al suo cane lo scorso 24 settembre. Il cadavere dell’uomo, ucciso con due colpi di pistola alla testa e al torace, è stato ritrovato l’11 novembre sepolto in una zona boschiva vicina a casa, avvolto in alcuni sacchi di plastica e con i piedi legati con del nastro adesivo.  A poca distanza si trovava anche la carcassa del cane, ucciso a colpi di pistola. Determinanti anche alcuni vicini che hanno parlato dei dissapori che già in passato avevano creato tensioni fra Cerutti e Colombo. In particolare   Cerutti accusava l’invalido di avergli rubato un chilogrammo di marijuana che coltivava in un terreno vicino al luogo dove sono stati trovati i resti umani.

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Video shock! L’esecuzione di 14 prigionieri in Siria

isis-tuttacronacaE’ stata la Cnn a mostrare il filmato che ritrae l’esecuzione, in Siria e per mano dell’Isis, di 14 uomini in Siria. Vi si vedono i prigionieri, bendati, legati e portati sul bordo di un pozzo, mentre l’assassino, pistola puntata contro le loro nuche, li uccide in successione. L’emittente televisiva ha ricevuto il video dagli attivisti che tentano di mostrare al mondo le atrocità commesse in Iraq e Siria dall’Isis, il gruppo terroristico islamico che all’inizio combatteva sia il Presidente Bashar Al-Assad sia altre forze ribelli e L’Esercito Siriano Libero.

+++ATTENZIONE, VIDEO ADATTO A UN PUBBLICO ADULTO+++

Inizia l’appello per l’omicidio Scazzi, l’avv della difesa polemico con la giustizia

sabrina-misseri-sarah-tuttacronaca

E’ tutto pronto per il processo del Tribunale d’appello per l’omicidio Scazzi che dovrà esaminare anche la richiesta di scarcerazione di Sabrina Misseri, condannata all’ergastolo in primo grado per l’omicidio della cugina Sarah «Sabrina è a pezzi. Credo che abbia deciso di venire in tribunale per assistere all’udienza esclusivamente per prendere aria, per uscire dalla cella, per vedere la strada che separa la casa circondariale da Palazzo di giustizia, per guardare due alberi, vedere qualcosa». Lo ha detto all’ANSA l’avv. di Sabrina, Nicola Marseglia.  «Il fatto che, a distanza di dieci mesi dalla sentenza, la Corte d’Assise non abbiamo ancora depositato le motivazioni – ha aggiunto Marseglia – è un motivo di sofferenza perchè tutto questo ritarda, congela, i tempi processuali, dilata nel tempo la celebrazione del processo di secondo grado. Però, non abbiamo rimedi dal punto di vista formale. Anche il fatto di aver presentato questo ricorso, in qualche modo è conseguente al ritardo nel deposito delle motivazioni della sentenza. Non si può – ha obiettato il legale – aspettare sempre tutto e tutti per esercitare a pieno il diritto di difesa». Polemica quindi da parte dell’avvocato della difesa contro la giustizia e i tempi biblici che davvero dilatano anche il dolore dei familiare delle vittime che attendono per anni giustizia e per gli stessi imputati che restano in attesa di giudizio, incerti sulla loro condanna.

 

Giustiziati e poi bruciati in un’auto: orrore nel Napoletano

caivano-auto-bruciata-tuttacronacaMacabra scoperta a Caivano, nel Napoletano, dove sono stati rinvenuti due cadaveri in un’auto data alle fiamme. Il ritrovamento è avvenuto in via Palmieri, località Casolla, e l’identificazione delle vittime risulta essere complessa per le condizioni in cui sono stati trovati i corpi. Al momento non è chiaro neppure il sesso e non sono stati trovati documenti. Stando ai primi accertamenti, si sarebbe trattato di un’esecuzione, con diversi bossoli rinvenuti attorno a una Fiat Punto risultata rubata ad Aversa tre giorni fa. I carabinieri di Castello di Cisterna, giunti sul posto, conducono le indagini.

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Musica a volume troppo alto: ucciso un 30enne

omicidio-trastevere-tuttacronacaErano circa le 2 di notte quando a Roma un giovane di 30 anni anni trovava la morte dopo essere stato pugnalato al petto con un cacciavite. A compiere l’omicidio un cittadino indiano 57enne, già arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo di Trastevere. Stando alle ricostruzioni dei militari, la vittima stava ascoltando la musica nella sua auto, che aveva parcheggiato accanto alla roulotte dove viveva l’indiano.

Giallo a Manhattan: il cadavere di uno stilista italoamericano nel fiume Hudson

michele-savoia-tuttacronacaEra noto per aver vestito le grandi star, tra le quali Robert de Niro, Mickey Rourke, Ricky Martin e Chris Noth, lo stilista newyorkese ma di origini italiane Michele Savoia. Il cadavere del 55enne, visto l’ultima volta giovedì, in occasione di una festa organizzata da Paris Hilton, il suo cadavere è stato ritrovato nelle acque del fiume Hudson, a Manhattan, non lontano dallo yacht in cui viveva attraccato a Chelsea Piers. Savoia, proprietario dell’atelier “House of Savoia”, era noto come “The Tailor”, “il sarto”, ed era specializzato soprattutto nella realizzazione di capi retrò stile anni ’30. Lui stesso amava raccontare che si trattava di un gusto ereditato dal nonno italiano, immigrato in New Jersey. Oltre a vestire diverse star Savoia ha anche realizzato i costumi di alcune produzioni cinematografiche e di musical di Broadway, tra cui il revival di ‘Evita’. Ora la polizia indaga per scoprire se si tratti di suicidio o omicidio. Stando alle testimonianze di amici e conoscenti, Savoia aveva ultimamente difficoltà economiche, tanto che di recente era stato costretto a vendere per 5.000 dollari la sua adorata Harley Davinson al banco dei pegni.

Cadavere con un proiettile in testa a Teramo. Omicidio o suicidio?

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E’ stato ritrovato disteso sul sedile posteriore della sua auto, nascosto alla visuale esterna dai finestrini oscurati, il cadavere di Franco Morelli, chiamato da tutti Francuccio tanto che questo nomignolo lo aveva scelto anche per il suo profilo Facebook. Accanto a lui una pistola calibro 7.65 che potrebbe essere l’arma con cui l’uomo ha deciso di farla finita. Ma al vaglio degli inquirenti c’è anche l’ipotesi di un omicidio, ma gli inquirenti non si sbilanciano e per il momento resta il giallo. Il corpo è stato ritrovato grazie a un amico della vittima che non aveva notizie da tempo di Francuccio. La macchina era parcheggiata a ridosso di una siepe che costeggia una pineta, a sud della Torre di Cerrano, a Teramo, e chi vive di fronte, nell’unica abitazione occupata d’inverno, assicura che l’auto con il cadavere con la ferita alla testa era impossibile da vedere proprio per quei vetri oscurati. Quell’auto però era lì da tempo, sarà quindi l’autopsia, eseguita all’ospedale di Teramo.

Franco Morelli, disoccupato, viveva a Silvi Marina con il nonno acquisito. Sul luogo del ritrovamento, stamani, sono arrivati, oltre ai familiari, diversi amici. Gli stessi amici che ora lo ricordano su Facebook e sui social network condividendo le sue foto. Proprio su Facebook, ‘Francuccio’ – questo il nome scelto per il suo profilo – si era definito ‘ferito’. ”Crescendo da solo – aveva scritto – ho imparato che nella vita ti puoi aspettare di tutto e da tutti. Si fa fatica a crederci, su persone che aiuteresti con tutto il cuore. Sentirsi dire e fare cose che non ti saresti mai aspettato, minimamente. Non me lo merito”.

“Via la divisa”: corteo contro il reintegro dei poliziotti che uccisero Federico

corteo-ferrara-tuttacronacaEra il 25 novembre 2005 e Federico Aldrovandi veniva massacrato da quattro poliziotti durante un controllo. Oggi, a Ferrara, alle 15.15, ha preso il via il corteo di protesta contro il reintegro dei quattro agenti che gli tolsero la vita e che hanno appena finito di scontare la pena per “eccesso colposo in omicidio colposo”. Alla manifestazione prendono parte almeno 2mila persone, di ogni età e tra le quali gli ultras della Spal, di cui Federico era tifoso, del Bologna. Quello che chiedono è che gli agenti vengano destituiti dalla polizia per aver disonorato la divisa. Lino Aldrovandi, padre di Ferderico, ha spiegato: “Il messaggio che questa decisione manda agli uomini della polizia è che per aver ucciso un ragazzo si può anche essere premiati, perché essere messi in un ufficio è sicuramente più agevole che lavorare sulle volanti”. Ai manifestanti è arrivata via Twitter anche la solidarietà di Nichi Vendola: “Via la divisa per rispettare i familiari di Federico. Via la divisa – ha aggiunto – per rispettare i poliziotti onesti e le istituzioni”. Tra i presenti anche un vicentino che durante il G8 di Genova si trovava alla Diaz, Arnaldo Cestaro: “Mi hanno rotto un braccio e varie costole. Sono qui perchè eventi simili non devono più accadere”. E dentro ai “simili” vengono racchiuse tutte le “violenze e i crimini dello Stato”. Presente al corteo anche il deputato pentastellato Ferraresi, che ha partecipato al corteo per “Chiedere anche da qui, oltre che a livello istituzionale, che venga fatta giustizia perchè un ragazzo non può morire così”. Chi è qui la pensa allo stesso modo: la sospensione dal servizio per sei mesi non è sufficienti. “Quegli agenti devono essere radiati non possono reindossare la divisa”. Ma non mancano neanche Lucia Uva e Ilaria Cucchi, che chiedono giustizia per i loro morti.

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Julia ha un aborto spontaneo: uccide l’amica per sottrarle la figlia

julia-maternità-tuttacronacaDue amiche che condividono la gravidanza, i loro pancioni che crescono assieme, tanti pensieri per la scelta del nome dei nascituri. Fino a quando, la tragedia. La 39enne Julia Corey ha subito un aborto spontaneo all’ottavo mese ma ha finto di proseguire l’attesa per il figlio. Fino a quando non si è resa colpevole di un atroce delitto: ha ucciso l’amica Darlene Hayes, strangolandola, l’ha “aperta” e le ha sottratto la figlia prematura per poi darsi alla fuga. Sono trascorsi due giorni prima che la donna venisse trovata dalla polizia in un rifugio a oltre 150 chilometri di distanza. La donna fingeva di aver partorito e di essere la madre della bimba, Sheila Marie, accusando il marito della sua amica dell’omicidio. Julia ha inoltre continuato a sostenere che la bimba fosse sua. Ora attende la sentenza che potrebbe condannarla all’ergastolo mentre Sheila Marie potrà proseguire la sua vita assieme al papà naturale.

Duplice omicidio in Brianza: 41enne uccide i genitori

duplice-omicidio-brianza-tuttacronacaFarfugliava frasi sconnesse, all’arrivo dei carabinieri, il 41enne che oggi, a Veduggio di Colzano, in Brianza, ha ucciso i genitori pensionati che condividevano l’appartamento con lui. Dopo il duplice omicidio, l’uomo ha telefonato al 112 e si è costituito. I corpi delle vittime, lui di 85 e lei di 80 anni, sono stati trovati in una palazzina di via Dante, a terra e con evidenti segni di violenza al capo e al corpo. Secondo i primi accertamenti, che però dovranno essere confermati in sede medico legale, sarebbero stati colpiti violentemente con un corpo contundente. L’uomo, dopo il brutale duplice omicidio, ha chiamato i carabinieri pronunciando frasi sconnesse fra cui, pare, “non mi sopporta nessuno”.

La lite di coppia che finisce nel sangue: accoltellata una donna a Milano

femminicidio-tuttacronacaOmicidio a Milano dove, al culmine di una lite di coppia, un egiziano di 44 anni ha ucciso, accoltellandola nell’appartamento dove viveva, una 48enne ecuadoriana con cittadinanza italiana. Il 118 è intervenuto sul posto ma non ha potuto salvare la donna, che è morta a causa delle gravi e numerose ferite. Per il suo omicidio è stato fermato il compagno, che all’arrivo della polizia si trovava ancora nell’appartamento di piazzale Accursio.

Omicidio nel Napoletano: 24enne ucciso all’uscita di un locale

sparatoria-pozzuoli-tuttacronacaErano da poco passate le quattro del mattino quando il 24enne Maurizio Lutricuso veniva crivellato di colpi di pistola all’uscita di una discoteca di Pozzuoli, nel Napoletano. Il giovane, che aveva precedenti penali per rapina, scippo e resistenza a pubblico ufficiale, è morto durante il trasporto all’ospedale San Paolo, dove alcuni amici lo stavano portando.

Il mondo del porno vuole Amanda Knox: 20mila dollari per un film

amanda-knox-porno-tuttacronacaLo scorso gennaio la Corte d’appello di Firenze ha condannato Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione per il caso dell’omicidio di Meredith Kercher. Ma ora alla 26enne americana è arrivata un’offerta da parte di Michael Kulick, patron della casa di produzione a luci rosse Monarchy Distribution. Con una mail, l’uomo ha proposto ad Amanda di girare un film porno. Guadagno: ventimila dollari. I giornali americani hanno riportato la lettera nella quale si legge: “Da quando sei tornata alla ribalta la nostra casella mail è sommersa da richieste dei fan che vogliono vedere solo te”. Si tratta, continua Kulich, di “un’opportunità unica” e il denaro potrebbe aiutarti a coprire le spese legali. Non è la prima volte che l’industria del porno corteggia la Knox: nel 2011 a offrirle un lavoro fu la ben più nota Vivid Entertainment.

Omicidio shock a Tor Vergata: 22enne atteso sotto casa

sparatoria-omicidio-tuttacronacaEra appena uscito di casa il 22enne romano Edoardo Di Ruzza, quando due persone a bordo di una moto lo hanno freddato con diversi colpi di pistola dopo averlo atteso in strada. Erano circa le 20.40 e i due si sono subito dati alla fuga. Il giovane era già stato inquisito in passato per reati legati alla droga ed era stato arrestato 3 anni fa dai carabinieri anche per porto abusivo di armi. La dinamica dell’omicidio, che ha avuto luogo in via Torresina a Tor Vergata, Roma, fa pensare a un’esecuzione e ora la polizia sta indagando. Gli spari hanno allertato tutti i residenti. Ma al momento non vi è traccia dei killer.  Venti giorni fa, a pochi chilometri di distanza dal luogo di questo omicidio, fu ucciso un diciassettenne con due colpi di pistola in faccia. Quell’omicidio, è ancora insoluto.

“L’ho uccisa io”: confessa la coinquilina dell’iraniana uccisa

iraniana-uccisa-tuttacronacaGagandeep Kaur, la 30enne indiana accusata, assieme al fidanzato Rajeshwar Singh, dell’omicidio della stilista iraniana Mahfab Ahadsavoji, la giovane il cui corpo era stato portato, partendo da Milano, prima a Lecco e poi al Lido di Venezia all’interno di un trolley, ha detto agli inquirenti che ad uccidere la donna sarebbe stato il suo compagno, usando una corda poi fatta sparire. In seguito, la ritrattazione: “sono stata io, lui non è stato”. Un “pesantissimo quadro indiziario”, una confessione informale di lei a un agente di polizia e “la contraddittorietà e l’inverosimiglianza delle loro dichiarazioni” non hanno lasciato dubbi. E così oggi il gip Chiara Valori ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Rajeshewar Singh e Gagandeep Kaur, i due fidanzati di 29 e 30 anni.

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Shock in Michigan: la madre che uccide il figlio e lo fa a pezzi

madre-smembra-figlio-tuttacronacaE’ stata arrestata a Lansing, in Michigan, una 59enne accusata del macabro omicidio del 32enne Ramsey, suo figlio. La donna, Donna Kay Scrivo, avrebbe prima ucciso e poi smembrato il giovane, i cui resti sono stati trovati sparsi in alcuni sacchi per la spazzatura lasciati in giro per la città. Al momento, non sono chiare le motivazioni del gesto. La donna aveva più volte mostrato la volontà di ricoverare il figlio per malattie mentali. Le richieste sono state puntalemente respinte ed il ragazzo sempre dimesso. Apparentemente i due avevano un normale rapporto madre/figlio motivo per il quale i vicini sono sotto shock per l’accaduto.

Violentata e uccisa dalla madre e dal compagno: la tragica fine di una bimba

bimba-violentata-uccisa-tuttacronacaRischiano la pena di morte la 33enne Sara Krueger e il suo fidanzato, Ryan Scott Warner. I due hanno prima violentato e poi picchiato a morte la piccola Kayleigh Slusher, la bimba di appena tre anni della donna. Dopo l’omicidio, i due si sono dati alla fuga ma sono stati intercettati ed arrestati nei pressi della stazione ferroviaria Bay Area Rapid Transit a El Cerrito del Norte a circa 30 miglia a sud della loro casa Napa, California.  Ora si attende l’esito dell’autopsia, fissata per oggi, per determinare con certezza le cause della morte della bimba, il padre biologico della quale, detenuto nella prigione di San Quintino, è venuto a sapere dell’accaduto guardando il telegiornale.  La madre sul suo account Facebook si descrive come: “Una mamma a tempo pieno”, e commenta la sua foto con la piccola, scrivendo: “Sono orgogliosa di mia figlia, lei è speciale mi ha reso una persona migliore”.

Avevano avviato l’iter per la separazione ma muoiono assieme: omicidio-suicidio

omicidio-suicidio-tuttacronacaErano da poco passate le 17 quando il 57enne Alessandro Mariconda ha raggiunto la moglie nei pressi di un supermercato di Santa Lucia di Serino, in provincia di Avellino, dove la donna era andata a far la spesa e ha sparato tre volte, colpendola alla testa. La 50enne, Anna Tavino, è crollata al suolo, senza vita. Uccisa la moglie, Mariconda è tornato alla sua abitazione dove, con la stessa arma, si è a sua volta tolto la vita. La coppia aveva avviato l’iter per la separazione, lei viveva con una figlia avuta da un precedente matrimonio. Lui non trovava lavoro da circa due anni.

Uccisa e gettata nel Lido: risolto il mistero del cadavere della 29enne

mahtab_ahad_savoji-tuttacronacaLa mattina del 28 gennaio, in un canale del Lido di Venezia, era stato trovato il cadavere dell’iraniana 29enne Mahtab Ahad Savoji. Ora sono stati fermati i due presunti assassini della giovane: si tratterebbe di una coppia di indiani con i quali condivideva una delle tre stanze in un appartamento di Via Pericle a Milano. I due iraniani, lei 30enne e lui 29enne, dopo aver ucciso la giovane strangolandola e averla denudata, ne hanno messo il cadavere in un trolley trasportato in treno da Milano a Venezia, dove hanno gettato il cadavere in un canale prima di far rientro in taxi, spendendo 500 euro. I due sono stati sottoposti a fermo dal pm milanese Grazia Predella con l’accusa di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. Rajeshwar Singh, 29, fermato assieme alla fidanzata Gagandeep Kaur, 30, aveva fatto delle avance alla vittima, che lo aveva respinto. Quando il corpo, nudo, venne trovato nel canale al Lido, con solo una collana al collo, la polizia temette che sarebbe finita per diventare un ‘cold case’. L’autopsia stabilì che la donna era stata strangolata e poi gettata in acqua. Uccisa il giorno prima del ritrovamento, intorno alle 14. Le impronte digitali hanno portato poi a identificare la donna, una costumista conosciuta nel suo paese che era ritornata in Italia due mesi fa per fare un corso di specializzazione all’Accademia di Brera. Condivideva una stanza con la coppia indiana, che in Questura a Milano ha detto di aver lasciato Mahfab a letto che stava ancora dormendo. Data la piega che le indagini stava prendendo, i due indagati si sono presentati alla ‘mobile’ con un avvocato riferendo di aver trovato Mahfab morta perchè “aveva bevuto tanto whisky”, non sapendo che era stata già accertata la causa della morte per strangolamento. Messi alle strette dai poliziotti, i due sono crollati e hanno confessato. La ragazza avrebbe rifiutato delle avances da parte della coppia ma non solo, a giorni avrebbe anche lasciato la stanza che condividevano, stanca di quella convivenza a tre, per recarsi a casa di un’amica. Non poteva immaginare che quella casa l’avrebba lasciata solo una volta morta.

Amanda Knox e la mobilitazione per Chico Forti

amanda-knox-tuttacronacaMentre a Firenze si attendeva la sentenza della Corte di Appello sulla sorte di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, negli Usa un piccolo gruppo di persone ha cercato di attirare l’attenzione sul caso di Enrico “Chico” Forti. Il trentino, ex campione di windsurf, è stato condannato all’ergastolo in Florida nel 2000 per l’omicidio di Dale Pike, un australiano di 42 anni. L’italiano continua a proclamarsi innocente mentre la criminologa italiana Roberta Bruzzone, che ha studiato il caso a fondo, assicura che il processo fu una “vicenda di palese ingiustizia”. Forti ha diversi sostenitori, tra i quali anche Amanda Knox, che si è dedicata a difendere e sostenere cause che assomigliano alle sue. Spiega il Messaggero:

Anzi, era deciso che sarebbe diventata la testimonial di un’associazione che lotta per difendere persone che sembrano essere state imprigionate ingiustamente. L’associazione si chiama “Judges for Justice”. E’ stata fondata dal giudice Michael Heavey, amico della famiglia Knox, e riunisce ex giudici che cercano di riparare casi di apparente ingiustizia. Amanda si è già mossa in difesa di una ragazza canadese, Nicole “Nyki” Kosh, condannata per omicidio a Toronto nel 2007 in un caso che vari analisti indipendenti hanno definito polemicamente «la morte del ragionevole dubbio».
Per noi italiani comunque il caso più appassionante è quello di Forti. E se Amanda sente un parallelo fra il suo destino e quello del trentino è comprensibile: anche Forti ha commesso il grave errore di mentire nelle prime fasi dell’inchiesta. Peggio: il suo avvocato non lo ha neanche fatto testimoniare, nella convinzione che quella prima bugia -aveva negato di aver incontrato la vittima la sera dell’omicidio – avrebbe screditato le sue parole. Il trentino sostiene che tutta la costruzione del processo contro di lui è scattata perché la polizia della contea Dade, di Miami, voleva punirlo per aver insinuato sospetti circa un’altra inchiesta, quella sulla morte di Andrew Cunanan, il serial killer colpevole di aver ucciso Gianni Versace. Cunanan fu trovato morto su una casa galleggiante di Miami, e il verdetto fu che si era suicidato. Forti ha invece sostenuto che ci sono prove che era stato ucciso e poi trascinato sulla barca. E che l’omicidio era stato commesso allo scopo di insabbiare l’indagine sull’omicidio di Versace stesso. Che nel comportamento della polizia della Florida contro Forti ci siano stati o no questi oscuri motivi è difficile provarlo.

Funerale macabro: il corpo del pugile imbalsamato sul ring

boxer-imbalsamato-tuttacronacaNon si vede certo tutti i giorni un pugile imbalsamato sopra un ring. Eppure è quanto accaduto ai funerali di un boxer 24enne di Porto Rico, Christopher “Perrito” Rivera, ucciso qualche giorno fa. Il giovane ha ricevuto l’ultimo addio da familiari e amici sul ring, dov’era stato portato il suo corpo imbalsamato, come se fosse pronto per un incontro. “E’ lui che ce lo aveva chiesto, voleva proprio essere ricordato in questo modo”, hanno precisato i familiari del pugile. Il cadavere di Rivera è stato vestito coi guantoni, le scarpe e i tipici pantaloncini della boxe, oltre a degli occhiali neri che gli coprivano una parte del volto. I media locali ricordano inoltre che, Porto Rico, da qualche anno vanno di moda macabri funerali con la modalità dei “muertos parados” (morti in piedi) e precisano che Rivera è stato ucciso con undici colpi d’arma da fuoco.

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