Precipita un aereo-ambulanza in Tunisia: 11 morti

aereo-precipitato-tuttacronacaC’erano a bordo tre medici, due pazienti e sei membri dell’equipaggio nell’aereo-ambulanza che è precipitato in Tunisia. Nello schianto del velivolo militare libico tutte le persone hanno perso la vita. Mongi El Kahdi, portavoce della protezione civile tunisina, ha riferito che l’incidente è avvenuto nella regione di Grombalia, 40 km a sud di Tunisi.

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Massacro al Cairo, nuova esposione, aumentano le vittime

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Sono quattro le esplosioni che si sono succedute a Il Cairo questa mattina, l’ultima, secondo le fonti della sicurezza locale, dovrebbe essere avvenuta davanti a un cinema a Giza, la megalopoli che abbraccia parte della Capitale egiziana. A seguito dell’esplosione ci sarebbero almeno un morto e quattro feriti. Sale quindi il numero delle vittime: già nella mattina di oggi si erano registrati cinque morti. Gravi anche alcuni feriti rimasti coinvolti nelle esplosioni ella mattina.

 

La morte di Federica Mangiapelo: il gip riapre la pista dell’omicidio

federica-mangiapelo-tuttacronacaEra stata trovata senza vita il primo novembre 2012 sulle rive del lago di Bracciato la 16enne Federica Mangiapelo. Ma ora il capo dei gip di Civitavecchi, Giovanni Giorgianni, ha chiesto, con un’ordinanza che ribalta la linea della Procura, un supplemento di indagine e la sua morte non sarà archiviata come morte naturale. Federica, secondo nuovi elementi, potrebbe infatti essere morta affogata. Dito puntato contro l’ex fidanzato Marco Di Muro. E’ Il Messaggero a spiegare che il nuovo corso dell’inchiesta prende le mosse dai rilievi del medico legale della famiglia, il professore Natale Mario Di Luca, che ha “ribaltato” le conclusioni dell’autopsia: la miocardite, di cui era affetta Federica, non basterebbe a spiegare la morte della ragazza. La causa del decesso sarebbe invece l’annegamento che, per il gip, non sarebbe stato casuale. Le foto del ritrovamento, infatti, non farebbero pensare a un incidente in quanto Federica fu trovata infatti a faccia in giù e “praticamente seminuda”, si legge nell’ordinanza del gip: il busto scoperto, il giubbotto e il maglione quasi completamente sfilati e lei con due braccialetti stretti in una mano. Difficile pensare che possa aver fatto da sola. Nell’indagine era entrato, fin dal primo momento, il fidanzato 24enne Marco: il giovane si è sempre rifiutato di rispondere alle domande, continuando a sostenere di aver abbandonato la ragazza in mezzo alla strada dopo una lite e di non averne più saputo niente. Marco ha raccontato di aver quindi fatto ritorno a casa intorno fra l’una e mezza e le due, ma alle 2.34 la telecamera di un distributore di benzina lo riprende mentre fa rifornimento. Non solo, Marco ha anche nascosto l’esistenza di un secondo cellulare: quando i carabinieri hanno perquisito la sua abitazione ha mostrato solo un vecchio telefono tralasciando di possederne un altro che ha usato fino a mezzanotte e mezzo di quella notte, per poi smontarlo accuratamente. L’ultima incongruenza è che Di Mauro ha sempre sostenuto di non essere mai arrivato al lago, ma sui suoi indumenti sono state trovate tracce di un’alga del tipo che cresce proprio sul lago di Bracciano. E inoltre avrebbe lasciato un biglietto per la madre per chiederle di lavare quei vestiti, anche se il giorno dopo avesse piovuto. “Mi servivano per una festa”, si è difeso il ragazzo. Ma il gestore del locale, dove la festa si sarebbe tenuta la festa, ha smentito categoricamente che fosse in programma alcuna serata.

La tragedia del bus precipitato nell’Irpinia: i freni erano fuori uso

bus-precipitato-tuttacronacaCausò la morte di 40 persone il tragico incidente che vide coinvolto un autobus, precipitato il 28 luglio dell’anno scorso dal viadotto autostradale di Monteforte Irpino, in provincia di Avellino. Ora i consulenti della procura di Avellino hanno completato, nella mattinata di oggi, la perizia. Stando a quanto filtra dalla conclusione degli esami, svolti nel Napoletano, in un’officina specializzata di Casoria, l’impianto frenante del bus sarebbe stato completamente fuori uso al momento dell’incidente.

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Terremoto all’alba, forte scossa in Grecia: magnitudo 4.7

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Una forte scossa di terremoto è stata registrata all’alba di oggi nell’isola greca di Zante dall’osservatorio sismico di Atene. L’isola ionica è stata interessata da un sisma di magnitudo 4.7. Nonostante il panico tra la popolazione la scossa, almeno secondo le fonti locali, non avrebbe provocato danni o vittime.

Quelle verità su Adam Lanza a un anno dalla strage di Newtown

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A più di un anno di distanza, l’inspiegabile strage di Newtown, avvenuta nella scuola elementare Sandyhook, torna nelle cronache ed emergono particolari inquietanti sul figlio di Nancy, uccisa anche lei nella furia omicida di Adam. Mentre guidava verso la scuola, il giovane ascoltava musica rock e portava con sé oltre a dieci chili di munizioni, prelevate dall’armadio che la madre avrebbe dovuto tenere sottochiave. Ma nelle 7mila pagine dell’inchiesta c’è ben altro: un ritratto di una crescente follia. Testimonianze,foto, diari. Gli stessi scritti di Adam da bambino. Ad appena 7 anni il figlio di Nancy  scriveva un inno alla violenza: una vecchietta girava con un bastone che conteneva una mitragliatore con cui poteva uccidere tutti quelli che non le piacevano, soprattutto bambini. Ma oltre al racconto è stato reso noto anche il grafico che il ragazzo aveva realizzato con tutti i principali massacri nelle scuole da quello della Columbine a quelli più recenti. I segni c’erano anche solo ad ascoltare il fratello che ha dichiarato che Adam non voleva essere neppure sfiorato, non voleva che nessuno entrasse nella sua camera, non toccava le maniglie delle porte e continuava ossessivamente a cambiarsi i vestiti più volte al giorno. Nelle pagine della polizia spunta anche lo strano comportamento del ragazzo durante l’uragano Sandy, un mese e mezzo prima del massacro, quando Adam si era rifiutato di voler andare in hotel con la madre ed era rimasto al buio nella sua stanza per giorni.

Era davvero imprevedibile la strage?

 

A Baghdad, strage di cristiani il giorno di Natale

esplosione-baghdad-tuttacronacaE’ esplosa un’autobomba vicino a una chiesa nel sud di Baghdad. L’esplosione è avvenuta dopo una funzione natalizia e sono almeno 26 le persone che hanno perso la vita mentre uscivano dalla messa. I feriti sono almeno 38. Un ufficiale di polizia, coperto da anonimato perché non autorizzato a parlare con i media, ha spiegato che l’attentato è avvenuto a Dora, periferia sud della capitale in cui vive una piccola comunità cristiana. Sempre a Dora, poco prima, una bomba era esplosa in un affollato mercato all’aperto di Athorien: in questo caso, hanno perso la vita 11 persone mentre 21 sono i feriti.

Sandy Hook, un anno dopo. Niente celebrazioni a Newtown

sandy-hook-tuttacronaca14 dicembre 2012: alla scuola elementare Sandy Hook il 20enne Adam Lanza aprì il fuoco uccidendo 26 persone, tra le quali 20 bambini. Dopo di che, si tolse la vita a sua volta. A Newtown, in Connecticut, quest’anno, in occasione del primo anniversario, non si terrà alcuna cerimonia ufficiale:  le autorità della cittadina del Connecticut non vogliono vedere di nuovo un esercito di giornalisti e chiedono che venga rispettata la privacy degli abitanti e dei parenti delle vittime.

La strage alla scuola elementare Sandy Hook: caso chiuso

newtown-lanza-tuttacronacaEra il 14 dicembre 2012 e Adam Lanza, 20 anni, uccise 26 persone, tra le quali 20 bambini, aprendo il fuoco alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, in Connecticut. Ora l’inchiesta su quella strage è considerata un “caso chiuso”. a stabilirlo, il rapporto investigativo. Sul movente che ha spinto il giovane a compiere il massacro, eecondo gli inquirenti, non ci sarà mai una risposta definitiva. “La domanda ovvia è: perché? Purtroppo, tale questione non potrà mai essere risolta definitivamente nonostante le tantissime informazioni raccolte”, si legge nel rapporto. Nel documento viene confermato che Lanza ha agito da solo: prima ha ucciso la madre, poi si è recato alla scuola elementare armato del suo fucile Bushmaster per poi suicidarsi con una pistola Glock 20. Tutte le armi erano state regolarmente acquistate dalla madre di Lanza. Il rapporto spiega ancora che il ventenne aveva pianificato la strage, ma aveva mantenuto i suoi progetti segreti. Il giovane – si legge – aveva “significativi problemi mentali”, ma la mattina del 14 dicembre ha agito “intenzionalmente e consapevolmente”.

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“Il mio partner è un violento?” In Inghilterra lo si può sapere

clare's-law-tuttacronacaIn Inghilterra e Galles è entrata in vigore la Clare’s Law, una legge che rende possibile, per le donne, controllare se in passato il proprio partner ha avuto problemi con la giustizia, ricorrendo agli archivi della polizia. La legge prende il nome da Clare Wood, una 36enne uccisa nel febbraio del 2009 da George Appleton, l’ex fidanzato incapace di accettare il fatto di essere stato lasciato. Quello che la donna ignorava dell’uomo conosciuto in Facebook era che su di lui gravava una denuncia presentata dalla precedente compagna, che l’accusava di averla molestata, minacciata e rapita. La Clare’s Law, la legge di Clare, permetterà quindi a ogni donna di controllare che il proprio partner non abbia precedenti per questo tipo di reati contro la persona, per evitare che simili episodi possano ripetersi. Theresa May, segretario di Stato per gli Affari Interni del Regno Unito, ha spiegato che tale legge può aiutare le donne a fuggire da una situazione fatta di violenza e abusi “prima che finisca in tragedia”. La legge, che era stata sperimentata nelle contee di Manchester, Gwent, Wiltshire e Nottingham, è stata ora adottata a livello nazionale e diventerà effettiva il prossimo marzo. “Questa legge permetterà a molte donne di decidere in modo consapevole della propria relazione con un uomo – ha spiegato la May – Si tratta di un importante passo avanti per evitare che ci siano altre Clare Wood in futuro”.

La casa che vola via: la furia dei tifoni nel Midwest

tifone-illinois-tuttacronacaSono stati 81 i tifoni che lo scorso 17 novembre si sono abbattuti con la loro indomabile potenza sugli Stati americani del Midwest. Molti sono i video apparsi in rete e tra questi anche un filmato registrato da una telecamera di sicurezza a Diamond, in Illinois, dove una casa di piani è stata spazzata via.

Morte e distruzione: la furia dei tornado nel Midwest. Foto e video

tornado-usa-tuttacronacaSi tratta solo di un primo bilancio ancora incompleto, ma si contano già tre morti, 37 feriti e molti dispersi solo nella contea di Washington, un piccolo centro del sud dell’Illinois a seguito del passaggio di almeno 76 tornado nel Midwest degli Stati Uniti. L’Illinois, al momento, è lo stato più colpito dalla furia del maltempo.

Ma con raffiche a oltre 140 miglia l’ora, una vasta area del Paese, circa una decina di stati, sono coinvolti in questa nuova emergenza che rischia di far salire vertiginosamente il numero delle vittime. La tempesta si sta oraspostando verso la costa orientale, dove non è escluso che possa lambire anche la città di New York.

Anche Indianapolis è già stata colpita mentre ora ad essere minacciati sono Ohio,Indiana e Kentucky.  Le autorità meteo hanno già diramato l’allarme e sono 120 milioni gli americani a rischio.  A tutti viene richiesto di mettersi al sicuro. Si prevedono, nelle prossime ore, vasti blackout, tenuto conto della caduta dei pali della luce.

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Fuga di gas in una miniera spagnola: muoiono sei minatori

MINA-LEON-tuttacronacaTragedia in una miniera di Leòn, in Spagna, dove sono morti sei minatori intossicati da una fuga di gas registrato nel Pozzo Emilio del Valle, in località di Llombera de Gordón. Si tratta dell’incidente più tragico che si sia registrato in una miniera spagnola negli ultimi 18 anni. Per altri cinque minatori si sono resi necessari i soccorsi: tutti sono poi stati trasferiti in ospedale. Cinque delle persone che hanno perso la vita erano abitanti del luogo, originari di Paradilla, Bembibre, Ciñera, Fontanos y Robles de Valcueva, mentre il sesto arrivava dall’Asturia. Stando a quanto riportato da Efe, tutti avevano un’età compresa tra i 35 e i 41 anni. Fonti dell’impresa hanno reso noto che alcuni di loro stavano per accedere al pensionamento anticipato. Il fatto è accaduto alle 14 ora locale. La miniera, che ha una profondità di 694 metri, è proprietà della Hullera Vasco-Leonesa, che ha attribuito a una “fuga repentina” di grisù la causa dell’esplosione che ha dato origine all’incidente. Come conseguenza di quanto accaduto, i lavori si sono fermati mentre i minatori si sono riuniti all’esterno, mentre si svolgono le indagini per ricostruire quanto accaduto. Un minatore in attesa del prepensionamento ha spiegato che, all’apparenza, “si è aperta una borsa di gas che poi è esplosa”, causando l’intossicazione. Nella miniera di carbone lavorano circa 400 persone, delle quali circa 15 minatori erano nel luogo dell’incidente al momento della fuga di gas, al settimo livello del pozzo. A febbraio l’azienda ha presentato un piano di cassa integrazione a rotazione semestrale per 357 impiegati.

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2 cadaveri scoperti dopo 5 giorni in Liguria, il maltempo miete vittime

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I cadaveri di due uomini sono stati trovati in Liguria dopo 5 giorni. I due uomini sarebbero infatti morti nella notte tra lunedì e martedì quando il ponte di Carasco, in provincia di Genova, crollò a seguito della forte ondata di maltempo che ha colpito a inizio settimana la regione. Uno dei due cadaveri è stato trovato in mare a Bogliasco e l’altro era ancora nell’auto sotto il ponte. I due erano amici e si stavano recando in Germania.

Duplice omicidio nella Marsica: l’ex marito confessa

omicidio-pescina-tuttacronacaSi chiama Veli Selmanaj, detto Willi, il 46enne bracciante agricolo che, dopo esser stato fermato dai carabinieri, ha confessato di aver ucciso ieri l’ex moglie e la figlia a Pescina. Le sue vittime, la 50enne Fatima e la 21enne Sene Ada, lavoravano in un’azienda agricola di Ortucchio, in provincia di L’Aquila. L’agguato, a colpi di pistola, era avvenuto poco prima della chiusura del supermercato. Al momento dell’arresto l’uomo si trovava nella frazione di Venere. Nei pressi è stata rinvenuta anche l’arma del delitto. Il kosovaro, che era rientrato martedì dalla Germania, dove lavorava, per espletare le pratiche relative alla separazione, era stato allontanato dalla moglie perché accusato di molestie sessuali e violenza nei confronti della figlia. La coppia aveva 7 figli.

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Duplice omicidio nella Marsica, rinvenuti i corpi a Pescina

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Duplice omicidio in serata a Pescina, in provincia dell’Aquila. Stando alle prime notizie si tratterebbe  di due donne, madre, di 50 anni,  e figlia di 20 con cittadinanza kosovara che sarebbero state uccise questa sera a colpi di arma da fuoco. Il duplice omicidio sarebbe avvenuto, secondo quanto riporta AbruzzoWeb davanti a un supermercato, alla presenza di alcuni testimoni, tra dipendenti e clienti della struttura commerciale. Chi era nell’area al momento dell’assassinio è ora ascoltato dalle forze dell’ordine. Le due donne, a quanto si è appreso, lavoravano presso un’azienda agricola. La madre si era separata dal marito. L’uomo, che lavorerebbe al Nord, negli ultimi giorni sarebbe però stato visto in zona.

Soda caustica nel pane a Milano, 4 ricoveri

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nella nota catena di ristorazione milanese Princi oggi, intorno alle ore 12, si è verificata un’intossicazione a causa della soda caustica che per errore deve essersi mescolata all’impasto di un particolare pane tedesco, il cosiddetto Pretzel o Brezel.

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Il pane è molto popolare in Germania e per conferire quel particolare aspetto lucido, tipico di questo pane è necessario immergere per  qualche secondo il Pretzel in una soluzione bollente di acqua e soda caustica, prima della cottura. Oggi però nella panificazione del prodotto qualcosa non è andato a buon fine e la soda  caustica per errore è finita all’interno dell’impasto.

Il fatto riguarda le due sedi di via Speronari e di via Ponte Vetero. La Asl Città di Milano, per precauzione, ha diramato un avviso per tutti coloro che avessero comprato pane giovedì mattina nei negozi Princi, perché non venga consumato. Il prodotto «incriminato» comunque è già stato ritirato da tutti i punti vendita.

Alcuni clienti che avevano acquistato e subito assaggiato il pane tedesco sono tornati alla panetteria lamentando bruciore alla bocca e alla gola, e sono stati accompagnati all’ospedale Fatebenefratelli.

La polizia è intervenuta assieme al personale del 118 , che ha soccorso i tre intossicati. Altri due clienti sono stati portati al Policlinico. Poi sono scattati i controlli dei Nas in via Ponte Vetero e della Asl in via Speronari. Gli operatori della Asl hanno svolto controlli anche negli altri punti vendita di Princi a Milano.

Le vittime – una donna, di 48 anni, e il suo bambino, di 2, e un turista greco, di 50 anni, e il figlio, di 3 – hanno cominciato a lamentare forti dolori alla bocca mentre mangiavano. L’Asl, dopo attente analisi, ha trovato soda caustica nell’impasto del pane.

Chi è fascista?

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Lucia Annunziata nel suo editoriale sull’Huffington Post scrive “Non infierirò sul destino di Berlusconi”. Il motivo è profondo e trova le sue radici in quell’atteggiamento che la giornalista definisce da “fascistello”. Con tale termine l’Annunziata punta il dito contro chi “ci induce a sfoggiare i muscoli, a esercitarci contro quelli più deboli di noi – i vecchi, gli stupidi, i brutti, i poveri, i neri, le donne, i gay… la lista è infinita”.

E possiamo condividere il senso profondamente civico della frase, in fondo infierire su un uomo e sul suo declino è sempre un segno di arcaico e inutile machismo. Oggi però sorge il problema, che su posizioni come quelle dell’Annunziata o a esse simili, si sta costruendo la figura del personaggio-vittima che sta sostituendo il pregiudicato Berlusconi.  Dobbiamo, dunque, bilanciare il giudizio, anche per rispetto a quanti non sono “fascistelli” ma invece sono state “vittime di una politica scellerata”: cioè le generazioni bruciate. I quarantacinquenni e i trentenni senza lavoro, l’immagine della donna mercificata fra la pubblicità e gli spettacoli di intrattenimento, la mancanza di etica civica, le lacune nelle politiche per gay e coppie di fatto, l’eutanasia, etc…

Ancora l’Annunziata scrive:

“Il fascista più fascista di tutti è a mio parere quella pulsione interiore che ci fa infierire sui nemici vinti. Credo di non avere bisogno di patenti per dimostrare da che parte sono stata in questi venti anni, ma davanti alla conclusione giudiziaria e politica di questo periodo non mi metterò fra chi affonda la lama dell’insulto, della soddisfazione, e ancor meno della volgarità,contro Silvio Berlusconi. Non trarrò piacere dalla condanna di nessuno”.

Non vogliamo infierire quindi, ma non dobbiamo permettere la strumentalizzazione che si può fare del nostro senso etico nel momento in cui non sferriamo l’ultimo colpo fatale… Non dobbiamo permettere che il Cavaliere diventi vittima, ma che sia, lui come altri, solo il soggetto di una condanna per un reato che la magistratura ha ritenuto di dover punire. Per questo, in nome di quanti invece vittime sono, la decadenza dalla carica di Senatore è un atto dovuto. E’ giusto ricordare che avendo completamente ignorato quelle che erano politiche del lavoro o diritti sociali abbiamo costretto una generazione a rimandare forse per sempre la possibilità di costruirsi un avvenire o una famiglia e abbiamo invece favorito un’emigrazione disperata portando via dall’Italia risorse e intelligenza.

Prete pedofilo? Alcune chiese che non risarciscono le vittime

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In Polonia, nella terra di Papa Wojtyla, ma anche una delle Chiese che al momento sono al centro delle più scabrose indagini per la pedofilia che sembrerebbe nascondersi tra i muri di queste comunità ecclesiali, il vescovo Wojciech Polak si scusa e offre solidarietà e supporto psicologico e terapeutico per le vittime dei preti pedofili, ma non aveva fatto cenno a risarcimenti. Oggi Jozef Kloch, il portavoce della Conferenza episcopale polacca ha ribadito che la chiesa non intende pagare risarcimenti alle loro vittime. In Polonia sono circa 27 i preti accusati di pedofilia ai quali recentemente si sono aggiunti altri due fra cui un arcivescovo ricercato a Santo Domingo.

L’aereo nel tifone! Video di un atterraggio spettacolare.

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Erano due i velivoli della Eva Air che hanno provato ad atterrare a Taiwan proprio mentre l’isola era duramente colpita dal tifone Usagi e se il primo aereo tocca tranquillamente terra, il pilota del secondo velivolo decide di non rischiare, inizia così una “manovra” in volo che gli permette dopo aver fatto un giro poco distante dalla pista di provare di nuovo l’atterraggio.

La violenza del tifone Usagi: almeno 25 morti in Cina

tifone-cina-tuttacronacaHa attraversato Hong Kong nella notte il tifone Usagi, che ha provocato la morte di almeno 25 persone. In sedici sono invece rimaste ferite a causa di alberi o oggetti caduti. Nonostante alberi sradicati, lievi allagamenti e alcuni elementi di architettura urbana distrutti, i danni sono stati limitati. In mattinata, quando la potenza è diminuita, la città ha iniziato a tornare lentamente alla normalità, nonostante gli alti livelli d’inquinamento causati dallo spostarsi dei venti nel Delta del Fiume delle Perle. Centinaia i voli cancellati, e centinaia in più quelli ritardati, con migliaia di passeggeri costretti a pernottare all’aeroporto.


Usagi ha terminato la sua corsa nel Guangdong, abbattendosi con particolare intensità: ha scaraventato auto in aria, distrutto alcune strade e provocato inondazioni considerevoli. Tra le zone più colpite, la città di Shanwei. Usagi era stato classificato, in un primo tempo, come un Super Tifone, con venti superiori ai 200 km, ma ha rallentato nel corso della giornata. Nell suo percorso si era avvicinato alle Filippine e a Taiwan, lasciandosi dietro almeno due morti e diversi dispersi e feriti.

Bagno fatale, due turisti muoiono nelle acque della Liguria

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Sono due le vittime che oggi hanno perso la vita nelle acque della Liguria. Una donna di origini marocchine residente in Francia di 76 anni e un tedesco di 59 anni, hanno perso la vita, nel primo pomeriggio a Moneglia, a causa delle avverse condizioni meteo i loro corpi sono stati sbattuti contro gli scogli. Molte persone  hanno assistito impotenti alla tragedia.

 

Svolta nel caso di Federica, trovata morta ad Anguillara

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Si è chiusa l’inchiesta di Federica Mangiapelo la ragazza di 16anni trovata morta il primo novembre dell’anno scorso,  sulla riva di Vigna di Valle, ad Anguillara Sabazia. Il pm Margherita Pinto ha rinviato a giudizio il fidanzato Marco di Muro, 23 anni, per il reato di omissione di soccorso. Secondo l’autopsia infatti la ragazza sarebbe morta in seguito a una violenta crisi cardiaca e il ragazzo, secondo l’accusa non avrebbe prestato i soccorsi. Di Muro, che in passato ha sempre respinto le accuse in merito a violenze nei confronti di Federica, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere e si ritiene che i legali del ragazzo, ora possano anche far richiesta di un rito abbreviato.

 

Le vittime innocenti senza futuro: i bambini siriani

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Ogni guerra ha le sue vittime e nella tragedia siriana sembra che i più esposti siano i bambini. Uccisi dai gas, giustiziati a sangue freddo o costretti a imbracciare un fucile. A quasi tre anni dallo scoppio della crisi siriana, a un passo dall’attacco statunitense e forse da un imminente crisi internazionale, guardare i volti di questi bambini dovrebbe farci riflettere.

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Strumentalizzati spesso per suscitare emozioni, esposti a scudo a difesa di obiettivi sensibili, i bambini siriani non hanno più un futuro da guardare, ma solo l’istinto di sopravvivenza che li deve guidare di minuto in minuto all’interno di un conflitto di cui spesso ignorano le ragioni.

Eppure sono bambini, come lo erano quelli che hanno circondato il presidente Obama quando ha firmato il suo impegno davanti alla nazione per mettere un freno alle armi che avevano consentito a uno squilibrato di fare una strage dentro una scuola elementare.

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Come può oggi il Presidente Obama pensare a un raid che inevitabilmente andrà a colpire anche queste vittime innocenti colpevoli solo di essere stati armati da chi li ha voluti strumentalizzare?

 

Incidente del bus in Irpinia: le vittime salgono a 40

incidente-bus-irpinia-tuttacronacaLo scorso 28 luglio un autobus pieno di turisti è precipitato dal viadotto Acqualonga, in Irpinia. Il numero delle vittime di quel tragico incidente, inizialmente, era di 38, in seguito salito a 39 con la morte di Simona Del Giudice. Ora un altro dei passeggeri non ce l’ha fatta. E’ morto il 54enne Salvatore Di Bonito, che si trovava ricoverato nell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, in provincia di Napoli. L’uomo era stato in un primo tempo ricoverato all’ospedale Nola di Napoli, dove gli fu asportata la milza. Le gravi ferite riportate, però, avevano giustificato suo trasferimento al Ruggi d’Aragina di Salerno dove è rimasto per oltre 20 giorni nel reparto di rianimazione. Quella tragica notte, morì anche la moglie, la 48enne Anna Mirelli.

Video: ecco la conferma che sono i ribelli che usano armi chimiche?

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E’ la tv iraniana in lingua araaba Al Alam ha diffondere un video che dimostra chiaramente, secondo l’emittente, il coinvolgimento dei ribelli nell’utilizzo delle armi chimiche.

Le immagini sono postate su Facebook e Youtube e “mostrano cosiddetti militanti dell’Esercito libero siriano (Fsa) mentre lanciano un attacco al gas contro un villaggio siriano” (non meglio precisato). Le immagini “mostrano anche razzi caricati con taniche tossiche”.

Già nei giorni scorsi si erano avuti i dubbi sul presunto utilizzo da parte delle forze governative delle armi chimiche:

Armi chimiche complotto per incolpare Assad? Daily Mail cancella l’articolo

Il regime siriano accusa i ribelli di utilizzare armi chimiche

Facebook censura gli artisti, vittima anche Ravelo, fotografo dei bimbi crocefissi

 

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Erik Ravelo, fotografo per Colors e per Fabrica, e autore di una campagna di forte impatto dal titolo Los intocables, dove venivano ritratti alcuni minori crocefissi ai propri carnefici, è stato censurato su Facebook. “Quando l’ho postata mi è arrivata una notifica dal Social network con la quale mi avvisavano che non posso caricare immagini per 7 giorni e che se metto altri contenuti non appropriati mi bloccheranno il profilo”. E qui scatta l’ira di Ravelo  “La mia è una campagna artistica che è diventata virale in rete, fatta senza alcuno sponsor e che ha l’obiettivo di protestare contro la pedofilia. Perché viene censurata, quando su Facebook gira di tutto?”.

Erik Ravelo, per esprimere liberamente la sua arte aveva abbandonato Cuba quando aveva 18 anni, ma ora ci pensano i social network a censurarlo. Il fotografo si è anche chiesto come è “Possibile che non venga compresa la differenza tra contenuti inappropriati  e arte?”

Ravelo non è il primo e probabilmente non sarà l’ultimo a cui sono state o saranno rimosse immagini dichiarate come contenuti inappropriati mentre sono foto artistiche o di protesta.  È successo anche con le il profilo delle Femen ed è capitato anche ad altri artisti. Basta che qualcuno segnali la fotografia e scatta il procedimento. E se il flusso delle immagini è talmente vasto da controllare, è incredibile come iniziative di questo tipo vengano bloccate in rete, dove la libertà di espressione dovrebbe essere tutelata è salvaguardata.

 

Il pullman dell’Irpinia aveva i freni rotti, durante rilievi ferito un perito

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39 persone probabilmente hanno perso la vita, in quel tragico 28 luglio in Irpinia, perché il pullman sul quale stavano viaggiando aveva perso il sistema di trasmissione che aveva danneggiato l’impianto frenante del mezzo, questo quanto è stato riferito, in una pausa dell’incidente probatorio, l’ avv. Andrea Pianese, perito della famiglia Del Giudice che nel sinistro ha perso tre persone:

L’avv. Pianese, uscendo dal deposito dove sono in corso gli accertamenti tecnici irripetibili sul pullman, ha riferito che il sistema di trasmissione recuperato e sequestrato circa un chilometro prima del punto dove è avvenuto l’incidente «appartiene sicuramente al bus che è precipitato dal viadotto. La rottura del sistema di trasmissione – ha spiegato Pianese – ha anche danneggiato il sistema frenante ad aria dell’autobus. In sostanza – ha aggiunto – il bus non aveva più i freni a disposizione quando è avvenuta la tragedia». Il bus – ha spiegato l’avv. Pianese – aveva a disposizione anche un sistema frenante meccanico che, però, ha funzionato solo su una ruota. «Questo – ha sottolineato Pianese – potrebbe aver determinato anche una traiettoria irregolare del bus sulla discesa di Monteforte». Pianese, infine, ha reso noto che, insieme al sistema di trasmissione del bus, è stato recuperato anche un altro pezzo meccanico che però non è risultato appartenere al pullman coinvolto nell’incidente.

Durante i rilievi c’è anche da sottolineare l’imprevisto accorso a uno dei periti che stanno compiendo il sopralluogo sul pullman. Il perito, nominato dal titolare dell’agenzia Mondo Travel indagato nell’inchiesta della Procura di Avellino, ha battuto la testa contro una trave di ferro ferendosi. Soccorso da un’ambulanza del 118, è stato trasportato all’ospedale Moscati di Avellino. Per lui due punti di sutura.

Il regime siriano accusa i ribelli di utilizzare armi chimiche

siria-armi-chimiche-tuttacronacaLo scorso mercoledì i ribelli siriani avevano accusato il regime di utilizzare armi chimiche: ora è il regime ad accusare i ribelli di farne uso. Una fonte ufficiale, che non è stata identificata, parlando alla televisione statale ha assicurato che molti soldati “hanno visto elementi chimici e hanno sofferto di asfissia” quando sono entrati nei rifugi dei ribelli a Yobar, nella periferia di Damasco. “Gli eroi delle Forze Armate stavano entrando nei tunnels dei terroristi a Yobar e hanno visto elementi chimici. Molti soldati hanno sofferto di asfissia”, ha segnalato la fonte. “Sono arrivare ambulanze per soccorrere quanti stavano soffocando a Jobar”, ha precisato oltre a segnalare que una unità dell’Esercito si sta preparando per fare irruzione nella zona controllata dai ribelli che lottano contro il regime di Bashar al Assad. Il regime siriano ha rivolto le accuse lo stesso giorno in cu la rappresentante dell’ONU per il disarmo, Angela Kane, è giunta a Damasco per tentare di convincere le autorità a permettere l’accesso immediato alla zona del presunto attacco con il gas nervino che ha causato la morte di centinaia di persone nella periferia della città. La Kane è arrivata in città percorrendo la strada che unisce il centro con Beirut e ha raggiunto il suo hotel senza rilasciare dichiarazioni alla stampa, come fonti ufficiali hanno riferito a Efe. La rappresentate ONU ha in programma d’incontrare con urgenza i funzionari siriani affinchè venga consentito immediatamente l’ingresso della missione delle Nazioni Unite che sta indagando sull’eventuale presenza di armi chimiche nel sobborgo di East Guta dove, secondo l’opposizione, hanno perso la vita più di 1.300 persone. Fino ad ora, il regime siriano non ha dato risposte al riguardo.

I ribelli siriani denunciano l’utilizzo di armi chimiche da parte del regime

siria-armi-chimiche-tuttacronacaLe aree vicine a Damasco, sotto controllo dei ribelli, sono state attaccate con un pesante bombardamento da parte delle forze del presidente Bashar al Assad che sono accusate, dagli attivisti siriani, di aver utilizzato armi chimiche. La denuncia arriva nel giorno della visita a Damasco di un team Onu di esperti di armi chimiche mentre il Comitato locale di coordinamento dell’opposizione al regime ha riferito di 30 corpi portati in un ospedale da campo a Kafr Batna, a est della capitale. Tale denuncia, tuttavia, non può essere verificata in maniera indipendente. Reuters cita degli attivisti secondi i quali i morti sarebbero 213, mentre quelli sentiti da Al Arabiya, parlano di almeno 500. I Comitati locali hanno denunciato: “Centinaia di martiri e di feriti, tra cui donne e bambini, sono il risultato del barbaro uso di gas letali da parte del regime criminale nelle città dell’est Ghouta”. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato invece che “dopo mezzanotte, le forze del regime hanno intensificato le operazioni militari, ricorrendo all’aviazione e ai lanciagranate, causando decine di morti e feriti”. L’agenzia ufficiale Sana cita invece fonti del governo che hanno smentito l’uso di armi chimiche in un bombardamento sulla regione della Ghouta, vicino a Damasco, affermando che si tratta solo di “un tentativo di ostacolare il lavoro degli ispettori dell’Onu sulle armi chimiche”, attualmente in Siria.

+++ LA VISIONE DEL VIDEO E’ CONSIGLIATA A UN PUBBLICO ADULTO +++

Esplosione su un sottomarino in India: almeno 18 morti

esplosione-sottomarino-tuttacronacaTragedia al porto di Mumbai dove un sommergibile della Marina militare indiana,  l’Ins Sindhurakshak, della classe Kilo, di fabbricazione russa, è stato coinvolto in un’esplosione provocando la morte di almeno 18 marinai intrappolati a bordo. Subito dopo lo scoppio parte dell’equipaggio è riuscito a mettersi in salvo, pur riportando ferite di varia entità. L’esplosione è avvenuta poco dopo la mezzanotte locale in una zona di massima sicurezza del porto. Anche se si pensa che l’esplosione sia stata provocata da un cortocircuito, le autorità non escludono l’ipotesi di un attacco e la Marina indiana ha aperto un’inchiesta sulle cause dell’incidente, che ha provocato l’affondamento del battello: alcuni testimoni hanno riferito che il sottomarino è adagiato sul fondo del porto, con solo una parte visibile in superficie. “A causa del danno, non ancora noto, provocato dall’esplosione”, ha riferito un portavoce della marina, è rimasta in superficie solo una parte del sottomarino, messo al servizio della Marina indiana nel 1997. Il sottomarino è tornato dalla Russia a maggio, dopo che sono stati effettuati dei lavori di manutenzione e aggiornamento per 80 milioni di dollari.

Si rovescia bus in Francia: 2 morti e 30 feriti

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Schianto in autostrada, nel dipartimento dell’Aude, in Francia, per un bus della società Eurolines partito da Marsiglia e diretto a Murcia in Spagna. Sul pullman viaggiavano 44 passeggeri e secondo le prime testimonianze il guidatore avrebbe riferito che uno dei passeggeri del bus avrebbe dato un colpo sul volante per costringere l’autista a fermare il mezzo. Altri passeggeri avrebbero però smentito questa versione. Al momento continuano le indagini per chiarire le cause dell’incidente che ha avuto un bilancio di 2 vittime e 30 feriti di cui 2 in gravi condizioni. Nella stessa zona meno di 12 ore prima vi era stato un altro incidente mortale in cui avevano perso la vita 5 giovani.

Erutta il vulcano: 6 vittime!

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Sono sei le vittime accertate dopo l’eruzione del vulcano Rokatenda, sull’isola di Palue, 2mila chilometri a est di Giakarta in Indonesia. L’eruzione è durata quattro ore e le ceneri e pietre sono state lanciate su una spiaggia sita a due chilometri di distanza, uccidendo quattro persone e due bambini.

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L’attività di eruzione del vulcano era iniziata lo scorso anno costringendo centinaia di persone ad evacuare. Tuttavia, un portavoce dell’agenzia di vulcanologia dell’Indonesia ha detto che molti abitanti, ormai abituati all’attività del vulcano, ignorano i ripetuti ordini di evacuazione.

Scontro tra aerei in fase di decollo, nessun ferito.

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Panico sulla pista dell’aeroporto di Melbourne, in Australia, dove un Boeing 737 della compagnia Virgin Australia, durante le operazioni di decollo ha urtato un Airbus A320 della compagnia Jetstar che era parcheggiato, strappando parte della coda. Il Boeing ha subito danni all’ala, ma fortunatamente non ci sono stati né vittime né feriti.

Simona non ce l’ha fatta, è la 39esima vittima dell’incidente in Irpinia

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La sorella di Silvana, Simona Del Giudice, 16 anni, non ce l’ha fatta, è morta nel reparto di rianimazione dell’Ospedale Loreto Mare di Napoli. Sale così a 39 vittime il bilancio del tragico incidente sul viadotto della morte. Le condizioni di Simona erano state giudicate dai medici molto critiche e oggi purtroppo la giovane ha cessato di vivere.

 

Incidente Irpinia: risvegliata dal coma farmacologico Clorinda Iaccarino

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E’ stata risvegliata dal coma farmacologico Clorinda Iaccarino, la 44enne superstite della tragedia del pullman finito giù dal viadotto di Monteforte (Avellino), nel quale hanno perso la vita anche suo marito Antonio Del Giudice, 51 anni, e la figlia Silvana di 22. La donna, subito dopo il ricovero, è stata sottoposta a un intervento di  laparotomia ed è previsto per martedì prossimo un nuovo intervento al bacino interessato da una frattura complessa. La donna resta in prognosi riservata anche se i medici nutrono molte speranze. La donna è vigile ma non è in condizioni di parlare. Nei prossimi giorni, i famigliari la informeranno della tragica morte del marito e della figlia. L’altra figlia di 16 anni, Simona resta in prognosi riservata.

 

Nuovo incidente sul viadotto della morte: va a fuoco un pullman sulla A16

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A pochi, pochissimi chilometri dal luogo della tragedia del viadotto dove domenica scorsa 38 persone sono rimaste vittime di un bus uscito fuori strada e finito nella scarpata, la paura e il panico torna sull’A16, Napoli-Canosa. Un pullman turistico della ditta «Leoncino», che stava transitando sul valico di  Monteforte (Avellino), ha preso fuoco a causa di un corto circuito. Le fiamme hanno invaso il vano motore, propagandosi in breve tempo. I passeggeri fortunatamente si sono tratti tutti in salvo, ma la vacanza è comunque stata compromessa.

La madre di una delle vittime dell’incidente di Santiago fa riflettere “le cariche”

carolinabesada-santiago-tuttacronacaFaro de Vigo ha pubblicato la lettera della madre di una delle vittime dell’incidente ferroviario di Santiago de Campostela, la 18enne Carolina Besada Garrido. La donna spiega che “mia figlia mi ha sempre detto di essere orgogliosa di avere una madre lottatrice e so che non le sarebbe piaciuto che rimanessi in silenzio. Questo è un omaggio per lei. A tutti coloro che hanno aiutato i nostri cari e noi in questi difficili momenti, voglio dire che ogni loro gesto ha riempito di calore la nostra anima. Chi si è sentito scioccato da quello che è successo, deve sapere che la sua empatia ci dà forza. Tutti loro ci hanno ricordato che il mondo è pieno di esseri eccezionali. A chi, come noi, prova dolore per la sua perdita, mando un abbraccio sincero e tutto il mio affetto. Pensiamo che siano in pace e lasciamo che il tempo ci aiuti affinchè il loro ricordo c’inondi d’amore. Grazie per tutti gli abbracci, i baci e le parole sincere d’incoraggiamento che abbiamo ricevuto, anche dalle persone che non conoscevamo, anonimi o con ‘cariche’.”

Dopo i sentiti ringraziamenti, la madre di Carolina lancia anche un attacco a chi ha causato o “approfittato” della tragedia solo per “mostrarsi”. Continua infatti lo scritto: “E infine voglio rivolgermi a quelli che si credono ‘importanti’ e hanno sfilato davanti ai nostri occhi per offrirsi alle telecamere, con i loro completi e uniformi, per ‘farsi vedere’, dopo che noi avevamo già trascorso dodici ore di angoscia, non sapendo se avremmo potuto riabbracciare i nostri cari. Anche al macchinista che, se verrà confermata, ci ha spezzati con la sua irresponsabilità. A coloro che sono venuti a mostrarci una falsa simpatia perchè la loro carica o il loro partito lo ‘esigeva’ (che sappiano che è questo quello che trasmettono; avreste dimostrato una qualche compassione rimanendo nei vostri lussuosi uffici). A coloro che hanno ceduto alle pressioni ‘dall’alto’ e ci hanno torturato promettendo informazioni che ancora non ci hanno fornito. A coloro che preferiscono ‘tagliare’ vite piuttosto che dover rinunciare alla loro auto ufficiale. Mi rivolgo a voi per dirvi che le vostre azioni vi stanno facendo marcire il cuore, ma forse non è troppo tardi perchè voi cambiate e collaboriate per rendere questo mondo un posto dove la cosa importante tornino ad essere le persone.”

La strage del pullman: Sophia Loren pronta ad aiutare “la sua gente”

loren-irpinia-pozzuoli-tuttacronacaE’ cresciuta a Pozzuoli l’attrice Sophia Loren e si sente vicina alla sua terra, tanto che ieri sera, nello stesso giorno della celebrazione dei funerali delle 38 vittime della tragedia stradale avvenuta domenica sera sul viadotto della A16 tra Monteforte Irpino e Baiano, in provincia di Avellino, ha telefonato al sindaco Vincenzo Figliolia per comunicare la sua disponibilità ad aiutare la “sua gente”, rendendosi fin da subito disponibile a dare concretamente una mano. Il primo cittadino di Pozzuoli, che nel pomeriggio di ieri ha fatto visita ai bambini e alle bambine ricoverate all’ospedale pediatrico Santobono e al Loreto Mare di Napoli, ha poi dichiarato: “Ho ringraziato di vero cuore Sophia Loren per la sensibilita’ umana e la solidarieta’ dimostrata alla citta’ di Pozzuoli. E’ stata una telefonata dal forte valore simbolico, perche’ la Loren e’ rimasta particolarmente scossa dalle immagini di strazio mostrate in questi giorni dalle televisioni italiane e straniere. Il dramma di Pozzuoli e delle sue tante famiglie e’ diventato lutto nazionale, ma anche occasione di riflessione sulle emergenze in campo infrastrutturale che il nostro Paese deve affrontare e risolvere”.

La crocefissione degli “innocenti” che sta facendo discutere il web

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Una provocazione shock quella dell’artista Erik Ravelo che ha “crocefisso” i bambini ai loro “carnefici”. Secondo Ravelo i bambini sono vittime di una società consumistica che li schiaccia e li maltratta.  La sua opera dal titolo “Gli intoccabili” raffigura i bambini crocefissi all’obesità, alle armi, ai presti pedofili, al commercio di organi, al nucleare e al turismo sessuale. Le immagini in rete hanno suscitato scalpore e polemiche.

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La tragedia in Irpinia diventa il pretesto per frasi razziste

irpinia-autobus-tuttacronaca“Precipita pullman vicino Avellino: 40 morti tra cui nessun italiano”. E’ quanto si leggeva in Facebook, nella pagina di un gruppo chiamato Average Italian Guy (Italiano Medio) poco dopo la tragedia del pullman precipitato dal viadotto a Monteforte e che è stata vissuta con sofferente partecipazione da tutta l’italia. Ancora una volta, così come con gli sciacalli di New Orleans e L’Aquila o con le scritte dopo la strage in Nassirya, ci sono persone che non riescono a trovare in sè senso di rispetto, umanità o sensibilità. Si è preferito proporre una frase a sfondo razzista nei confronti dei campani e soprattutto verso le vittime del bus ed i loro familiari. Ma la “medietà” dell’italiano è riscontrabile anche in quei 600 like ricevuti. Ci sono stati anche commenti di risposta, per riportare in alto l’orgoglio del popolo di Avellino e dintorni e non è mancato chi ha augurato, forse esagerando, delle sciagure all’ideatore.

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Poco dopo la pagina bannata viene aperto un nuovo profilo in Facebook:

Average Italian Guy è stata bannata dai Napoletani Moralisti del Ciriaco

Nella quale l’utente dice di non essere colui che era l’amministratore della precedente pagina, ma continua con uno stile a dir poco “irriverente”, in cui si mescola cattivo gusto e volgarità che davvero lasciano senza fiato.

Solo per citare una frase agghiaccianti sul profilo viene detto:

“L’ho detto io che doveva prendere l’autobbbus”

Che si aspetta a rimuovere questo profilo? Perché gli amministratori di Facebook non hanno ancora bannato questo nuovo account?

 

 

Resa nota la lista dei nomi delle vittime dell’incidente in Irpinia

vittime-irpinia-tuttacronacaScrive il premier Letta in Twitter: “In Consiglio dei ministri abbiamo appena deliberato il lutto nazionale per la giornata di domani, in cui si svolgeranno i funerali a Pozzuoli”.

Dei 48 passeggeri presenti sull’autobus precipitato in Irpinia, in 38 hanno perso la vita dopo tre giorni trascorsi in gita. Ora è stata pubblicata la lista dei nomi. Sono 26 abitanti di Pozzuoli, 8 di Napoli, 1 di Casalnuovo di Napoli, 1 di San Giorgio a Cremano, 1 di Ponza e 1 di Pietrastornina (AV):

Terracciano Alfonso – Pozzuoli 02/12/1944
Illiano Barbara – Pozzuoli 20/03/1950
Parrella Pasquale – Pozzuoli 14/01/1951
Artiaco Assunta – Pozzuoli 24/08/1952
Esposito Gennaro – Pozzuoli 03/09/1955
Rusciano Antonietta – Pozzuoli 07/09/1964
Basile Giovanni – Pozzuoli 21/04/1960
Di Paolo Filomena – Napoli 20/08/1963
Del Giudice Silvana – Napoli 17/02/1997
Del Giudice Antonio – Pozzuoli 21/08/1962
Illiano Agnese – Pozzuoli 06/04/1940
Russo Maria Elisabetta – Pozzuoli 06/05/1949
Musto Irene – Pozzuoli 01/06/1939
Conte Giovanni – Pozzuoli 10/02/1963
Rusciano Maria Rosaria – Pozzuoli 10/08/1962
Basile Carolina – Pozzuoli 27/11/1954
Caiazzo Luciano – Pozzuoli 10/06/1973
Paone Procolo – Pozzuoli 12/07/1929
Testa Salvatore – Pozzuoli 09/06/1925
Caiazzo Mario – Pozzuoli 24/04/1959
Restivo Teresa – Pozzuoli 24/03/1981
Bruno Salvatore – Casalnuovo di Napoli 23/10/1946
Iodice Olga – Ponza 18/01/1941
Rocco Luigia – Napoli 01/07/1939
Carannante Maria – Pozzuoli 28/11/1954
Mirelli Anna – Pozzuoli 10/02/1965
Artiaco Gennaro – Pozzuoli 24/05/1939
Delle Cave Teresa – Pozzuoli 22/08/1945
Chiocca Raffaela – Pozzuoli 09/04/1941
Lametta Ciro – Napoli 07/03/1969
Acquarulo Anna – Napoli 15/08/1948
Raiola Anna – San Giorgio a Cremano 08/08/1929
Lucignano Giuseppina – Pozzuoli 13/03/1931
Corsale Maria Luisa – Napoli 04/01/1950
Iuliano Elisabetta – Pietrastornina (Av) 20/11/1935
Ambrosio Immacolata – Napoli 05/09/1958
Vallefuoco Biagio – Napoli 10/06/1959
Trincone Vincenza – Pozzuoli 16/07/1962

Un testimone: autobus a velocità folle, fuori controllo e senza una porta

irpinia_tragediaincidente-tuttacronacaStando a quanto si apprende dall’ANSA, un operatore che, circa un chilometro prima del luogo dove il pullman è precipitato, segnalava rallentamenti sull’autostrada avrebbe affermato che il mezzo procedeva a forte velocità e con la porta anteriore aperta o mancante. Verso le 19 dei rallentamenti avevano cominciato a formarsi al km 28, in direzione Napoli: l’autobus è precipitato dal viadotto Acqualonga, al km 32 e 600 dell’A16, intorno alle 20.30. I rallentamenti sono segnalati tramite tre pannelli e un operatore, che sbandiera a circa un chilometro e 100 metri dal punto in cui è avvenuto l’incidente, con tutti i dispositivi del mezzo di servizio accesi. Proprio quest’ultimo racconta di aver visto avvicinarsi il pullman a forte velocità e con la porta anteriore aperta, o forse mancante, probabilmente a causa di un precedente contatto con il margine destro dell’autostrada.

La figlia di una vittima racconta: “Mia mamma aveva avuto una premonizione. Poco prima aveva chiamato: spero di arrivare sana e salva, sento che qualcosa non va. Eppure siamo stati bene questi 3 giorni”. Quello che ora si vuolo conoscere è come si sia arrivato a tutto questo. Sembra che il blocco della trasmissione del bus sia stato raccolto molto prima del luogo in cui ha sfondato in discesa il guard rail. Potrebbe averlo perso per un contatto con altri veicoli. Nel caso, sarebbero le telecamere di sicurezza della società autostrade a svelarlo. La curva al chilometro 32 è segnalata come molto peticolosa, con un limite di 80 Km/h che, per i mezzi di notevoli dimensioni, su riduce a 60 khm.

Napoli in lutto per la tragedia dell’Irpinia, rinuncia alla festa al San Paolo

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“Il Napoli è sgomento per l’immane tragedia avvenuta in Irpinia. Non si può questa sera al San Paolo colorare la serata con uno spettacolo di balletti, acrobazie, canti e fuochi d’artificio. Alle 19.30, dopo un doveroso momento di raccoglimento sul campo e sugli spalti, la Società si limiterà alla presentazione delle nuove maglie e dei nuovi acquisti. A seguire si svolgerà’ l’incontro con il Galatasaray per la nona edizione della Acqua Lete Cup”.

Con questo comunicato stampa la squadra ha annunciato l’annullamento della festa per la presentazione della squadra al San Paolo prevista questa sera a seguito della tragedia del bus. 

L’incidente in Irpinia: cresce il numero dei morti

irpinia-incidente-tuttacronacaCresce il numero dei morti e dei feriti del tragico incidente avvenuto domenica sera sull’A16 Napoli-Bari, nell’Avellinese. 38 sono le persone decedute mentre 10 i feriti, alcuni in gravi condizioni. La causa potrebbe essere una gomma scoppiata, come racconta lo zio di una superstite: “Mia nipote mi ha raccontato che è scoppiata la gomma sinistra dell’autobus. L’autista ha cercato di tenere il controllo in tutti i modi ma non c’è riuscito e il bus è sbandato finendo giù nel dirupo”. Per Monteforte Irpino, intanto questa è la mattina de dolore, con la palestra della scuola del paese rasformata in camera ardente per le vittime. I passeggeri dell’autobus si conoscevano quasi tutti tra di loro e tornavano da un fine settimana al complesso termale di Telese Terme (Benevento). Una gita che domenica ha previsto una tappa anche a Pietrelcina, nei luoghi di Padre Pio. Ad organizzare la gita “come sempre”, come raccontano amici e parenti, era stato Luciano Caiazzo, salumiere di Pozzuoli (Napoli), presente al momento dell’incidente e durante il quale ha perso la vita. Nel frattempo, la procura di Avellino ha aperto un’inchiesta sull’incidente. L’ipotesi è di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Da quello che si apprende l’indagine sarà “a tutto campo”.

I nostri 7 giorni: le immagini che restano impresse

7giorni-tuttacronacaE’ stata una settimana che ha lasciato tante ferite quella appena trascorsa. Con immagini di incidenti ed esplosioni diffuse dai media che lasciano ammutoliti di fronte alla rapidità con cui, a volte, si consuma una tragedia. Si terranno domani i funerali delle 78 vittime del disastro ferroviario di Santiago de Campostela, in Galizia, una tragedia in cui anche un giovane italiano ha perso la vita e a seguito della quale il macchinista “con il vizio della velocità” e forse distratto dal telefono è stato arrestato. Ma l’Italia è stata funestata anche da altri drammi questa settimana. Come nel caso dell’esplosione nel Pescarese, partita da un deposito giudiziario di botti illegali e che ha coinvolto la fabbrica di fuochi d’artificio là accanto. Hanno perso la vita quattro persone, una delle quali è già nota come eroe. Si tratta di Alessio Di Giovanni, il 22enne che, dopo la prima deflagrazione, è accorso in soccorso dei suoi familiari, sfidando il pericolo. Perchè davanti al dramma le reazioni possono essere le più diverse. Chi presta aiuto, chi preferisce tenersene fuori ma, armato di un cellulare con fotocamera incorporata, vuole una testimonianza di quanto accaduto, forse per condividerla, forse per una qualche forma di morbosità. E’ stato il caso di Milano, dove una donna, Barbara Papetti, è stata investita da un autobus ed il suo corpo martoriato è rimasto incastrato sotto il mezzo. I vigili hanno faticato a contenere la folla di curiosi che cercava di rubare scatti di quella scena. Ma non è solo la curiosità a far stringere le persone tra loro: c’è anche l’affetto, la tristezza, il ricordo. C’è la voglia di dare un ultimo saluto, tutti assieme, perchè a volte per dire addio serve appoggiarsi agli altri per trovarne la forza e superare assieme quel momento. E i funerali di Andrea Antonelli sono stati questo: il ricordo di un campione, di un amico, di un figlio. Il saluto a chi è sempre andato di corsa, terminando il viaggio prima di quanto ci si potesse aspettare.

abbraccio-folla-tuttacronacaMa non sono solo le tragedie ad unire: c’è anche l’aspettativa, la gioia, la condivisione di momenti importanti. E se anche si è lontani, tenersi informati equivale ad annullare le distanze e sentirsi parte di un gruppo, prendere parte a qualcosa di grande, d’importante. Basta vedere come le telecamere si accendono sulla visita del Papa in Brasile in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, sia che si tratti di una visita alle favelas che un incontro in spiaggia. Così come è accaduto anche con la nascita del Royal Baby, tanto attesa nel Regno Unito ma che ha catalizzato l’attenzione di tutto il mondo. Del resto non tutti i giorni vede la luce una persona che un giorno potrebbe regnare e le vite dei reali inglesi sono da sempre “sotto stretta osservazione” da parte dei loro sudditi. E così già si parla del principino George Alexander Louis e ci si domanda se davvero Harry manterrà la promessa di aiutarne i genitori offrendosi come baby sitter. Ma se l’Inghilterra ha un nuovo erede al trono, il Belgio ha già salutato il suo nuovo re, dopo che Alberto II ha abdicato in favore del figlio Filippo. Ma non sono solo le teste coronare ad unire un popolo. Anche lo sport è in grado di farlo. Si stanno svolgendo in questi giorni i Mondiali di Nuoto di Barcellona e gli italiani, si sa, sono sempre pronti a tifare per i loro campioni. E se da oggi si è iniziato a incitare i nuotatori in vasca corta, nei giorni precedenti si è gioito per le medaglie di Martina, Tania e… Tania e Francesca. Perchè se una gara si vince “in solitaria”, altre volte hai bisogno di avere accanto qualcuno con il tuo stesso obiettivo. In questo caso, il podio! Ma non sono solo gli umani a “fare squadra”: anche le zanzare milanesi sembrano essere determinate a muoversi in gruppo… e non è propriamente un bene. Com’è apparso evidente da una nota pubblicata in Facebook da una donna che ha scritto al sindaco Pisapia per chiedere vengano presi provvedimenti al riguardo. Insomma, il gruppo a volte è condivisione, altre supporto, altre ancora ci serve per trovare qualcuno che ci dia il coraggio… di spiccare il salto, non importa se siamo umani o anatroccoli…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Precipita un pullman in Irpinia per 30 metri, ci sarebbero vittime

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La scena è apparsa subito agghiacciante ai soccorritori che sono sopraggiunti nel tratto autostradale della A16 compreso tra Monteforte Irpino e Baiano. Un pullman turistico è caduto fuori dell’autostrada compiendo un volo di 30 metri, che secondo una prima ricostruzione, sarebbe stato preceduto da una serie di tamponamenti (circa 5 auto sarebbero state colpite) e da un forte sbandamento che poi ha portato il mezzo a rompere il guardrail e precipitare in corrispondenza di un viadotto. L’incidente è avvenuto verso le 20.30 e ora l’autostrada è stata chiusa all’altezza del km 32. All’interno del tratto chiuso, in cui ci sono anche varie vetture tamponate, si è formata una fila di 4 km. Tra i passeggeri ci sarebbero molti bambini. Le prime notizie dicono che tre bambini, quattro donne ed un uomo sono stati estratti estratti vivi dalla carcassa del pullman noleggiato da una ditta napoletana, che trasportava una quarantina di persone. Si teme un bilancio molto grave. Al momento sembrerebbero esserci già due morti e 30 feriti.

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Aggiornamento 28 luglio, 22,45: Un aggiornamento sul bilancio delle morti parlerebbe al momento, almeno di 7 morti. Il pullman stava riportando a casa una comitiva di Pozzuoli che aveva partecipato a un pellegrinaggio sui luoghi di Padre Pio. Le auto transitano sulla statale 7 bis, che tuttavia è percorsa al momento anche dai mezzi di soccorso.  Sul posto vigili del fuoco e Polstrada, con il comandante Giuseppe Salomone che coordina personalmente i soccorsi e gli accertamenti. Da Salerno sono partite tre ambulanze dell’Humanitas per meglio fronteggiare l’emergenza.

Aggiornamento 28 luglio, 23,16: Sale il bilancio dei morti ora si parla di almeno 20 morti. 11 i feriti che sono stati estratti vivi dall’autobus: tre bambini, due uomini e sei donne. Alcuni di questi si troverebbero in gravi condizioni.  Anche nelle auto tamponate dal pullman, prima di volare dal viadotto, ci sarebbero feriti. Secondo alcune informazioni, alcuni dei passeggeri potrebbero essere stati sbalzati fuori dal pullman durante il volo che il mezzo ha fatto dall’autostrada alla scarpata. I Vigili del Fuoco hanno notevoli difficoltà nel recupero e soccorso poiché si teme che altri pezzi del guardrail possano cadere nella scarpata e colpire il mezzo al cui interno forse ci sono, incastrati tra le lamiere, ancora superstiti. L’autista è tra le vittime accertate.

Aggiornamento 28 luglio, 23,40:  “L’autista ha perso il controllo del mezzo, forse per i freni che non funzionavano, ha evitato alcune macchine e ne ha colpite altre fino a quando non ha colpito due volte il guardrail”, dice l’inviato di Sky. Pellegrino Iandolo, caposquadra dei Vigili del Fuoco rilasciando un intervista a Sky ha affermato: “La situazione e’ critica… i nostri uomini stanno lavorando per salvare quante più vite possibile mentre su di loro incombe la minaccia di questi pezzi di cemento che, in bilico sul viadotto, potrebbero precipitare su di loro. Altro personale sta lavorando per mettere in sicurezza il guardrail pericolante”.

Sale ancora il bilancio, in un flash di agenzia si parla di 30 morti.

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Il treno deragliato a Santiago: il macchinista parlava al telefono?

santiago-macchinista-arrestato-tuttacronacaSono ufficialmente 78 le vittime del disastro ferroviario di mercoledì scorso. Ora il macchinista del treno deragliato nei pressi di Santiago de Campostela, Francisco Josè Garzon Amo, è accusato di “omicidio per imprudenza”. Il presidente della giunta della Galizia, Alberto Nunez Feijoo, ha affermato che “Non poteva essere così”, precisando che  “il tratto interessato dall’incidente non è stata ancora adeguato all’alta velocità”. Il mezzo viaggiava a 190 Km/h in un tratto con il limite di 80 Km/h. Per gli investigatori l’accusato, che dal suo profilo Facebook, sembra avesse il “vizio della velocità“, potrebbe essersi distratto parlando al telefono.

La Farnesina conferma: un italiano tra i morti di Santiago de Campostela

incidente-santiago-tuttacronacaLa conferma arriva dalla Farnesina: una delle vittime del treno deragliato a causa dell’alta velocità a Santiago de Campostela, in Galizia. è il 25enne Dario Lombardo, originario di Messina. I genitori del giovane sono giunti in Spagna e il rientro della salma avverrà nei prossimi giorni. Nel frattempo il macchinista del treno, Francisco Josè Garzon Amo, 52enne, è stato formalmente arrestato e si trova piantonato in ospedale. L’uomo lavorava da 30 anni in ferrovia e da 10 era alla guida di un treno. Nel frattempo i tecnici stanno assemblando la scatola nera del convoglio, ha detto una portavoce della corte suprema regionale della Galizia.

Il disastro ferroviario di Santiago: anche un italiano tra le vittime

incidente-santiago-tuttacronacaSarà l’esame del Dna previsto per oggi a confermare ufficialmente l’identità, ma tra i morti dell’incidente di Santiago ci sarebbe anche un 25enne originario della Sicilia ma residente in Germania con i genitori. La presunta vittima italiana, secondo quanto reso noto dalle autorità galiziane, sarebbe Dario Lombardo, di Forza d’Agrò, provincia di Messina. Al momento, le vittime accertate sono 80, 19 delle quali già identificate. 140 sono invece le persone rimaste ferite, cinque sono in coma, secondo fonti dei soccorritori. “La nostra priorità in questo momento è identificare le vittime” ha detto il vicepresidente della giunta della Galizia, Alfonso Rueda, il quale ha riferito che i nomi delle vittime saranno resi noti solo dopo il completamento delle identificazioni e la comunicazione ai familiari. Rueda ha rilevato che “le operazioni di soccorso sono state tempestive”. Sul posto operano circa 500 tra vigili del fuoco, soccorritori e agenti di polizia e della Guardia civil. Anche il premier spagnolo si è recato sul luogo della tragedia. “Ho avuto l’opportunità di visitare alcuni feriti all’Università di Santiago di Compostela”, ha poi raccontato Rajoy, che ha ringraziato “tutta la popolazione di Santiago” così come “tutti i funzionari, i dipendenti pubblici, di tutti i settori. Il comportamento da parte loro è stato esemplare. Vorrei congratularmi anche con le forze di polizia della regione galiziana e vorrei ringraziare il ministero dell Infrastrutture, i soccorritori, i vigili del fuoco, il personale sanitario”.

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