Madre e figlio uccisi a Milano: l’assassino è un amico di famiglia

duplice-omicidio-milano-tuttacronacaVictor Hugo Menjivar, 37 anni, ha confessato: è stato lui a uccidere ieri, a Milano, Libanny Mejia e il figlioletto di tre anni e mezzo. L’uomo, un salvadoregno amico di famiglia, è crollato durante un lungo interrogatorio condotto davanti al procuratore aggiunto Alberto Nobili e al pm Gianluca Prisco. Il 37enne, con un altro figlio in arrivo e la cui moglie era amica della vittima, si era recato a cena a casa di Libanny Mejia lunedì sera e aveva portato con sè anche il figlio, compagno di giochi del bimbo della domenicana. L’uomo, mentre i piccoli si trovavano in un’altra stanza, ha tentato un approccio sessuale con lei venendo però respinto. All’ennesimo rifiuto ha preso un coltello da cucina. A quel punto la donna, sperando di salvarsi, si è offerta a lui ma Menjivar, che come ha detto agli inquirenti aveva perso la testa ed era molto ubriaco, a quel punto l’ha sgozzata. I bimbi avevano sentito le urla e lui ha cercato di nascondere il corpo dietro al divano perchè non lo vedessero. Solo in seguito ha deciso di sgozzare anche il figlio della vittima. Dopo il duplice omicidio è uscito dalla casa e ha gettato il coltello in via Primaticcio e, dopo la confessione, l’ha fatto ritrovare agli investigatori.

Russia e Ucraina in Crisi? Solo Berlusconi può risolvere la situazione

putin-berlusconi-tuttacronacaLara Comi, europarlamentare di FI, e Renato Brunetta, capogruppo dello stesso partito alla Camera, ne sono certi: l’unica persona in grado di placare le tensioni e risolvere la crisi di questi giorni tra Russia e Ucraina è il loro leader Berlusconi. Per questo motivo hanno chiesto a Renzi di inviarlo in Russia affinchè faccia da mediatore con Putin. A Omnibus la Comi ha affermato: “In merito alla crisi Ucraina credo che il presidente del Consiglio debba giocarsi la carta dell’amicizia storica tra Berlusconi e Putin per avviare un dialogo”.

Per Brunetta Renzi dovrebbe avere il coraggio “di investire Berlusconi, come ex presidente del Consiglio, nonché statista la cui autorevolezza è riconosciuta da Putin, di stabilire una interlocuzione con Putin a nome del nostro Paese e del desiderio di pace degli italiani”. Daniela Santanché in tweet lancia un monito a Casa Bianca e Bruxelles: “Obama e l’ Europa in queste ore si ricorderanno della Georgia e rimpiangeranno il ruolo fondamentale di Berlusconi”.

Schermata 2014-03-04 alle 20Dello stesso parere anche il “braccio armato” dell’ex premier, l’Esercito di Silvio: Berlusconi “potrebbe essere l’unico in grado di intervenire guadagnando un attimo di tempo per far ragionare tutti a mente fredda, davvero sarebbe risolutivo”. Ma se si guarda su Twitter, le affermazioni vengono prese con ironia: “In volo per Mosca Barbara D’Urso, la Yespica, la Carfagna, Berlusconi prova a dissuadere l’amico Putin. Se falliscono, pronta la D’Addario”, scherza un utente. Un altro lancia al Cav un messaggio più “hippy”: “Silvio convinci Vladimir a fare l’amore (anche ad Arcore) non la guerra”. C’è chi è più pessimista: “Se Berlusconi parla con Putin, quest’ultimo non solo si tiene la Crimea, ma si tiene pure Dudù”. Ancora: “Putin col dito sul grilletto, come Berlusconi”; “Il Cav potrebbe parlare con Vladimir e poi produrre ‘Guerra e Pace’. Oppure ‘Olgettine scatenate nella Dacia’”; “Silvio pensaci tu!! Organizza un festino con Silvio e risolvi la crisi ucraina”. Infine, l’ultimo appello: “Dudù sia nominato ambasciatore italiano in Russia!”

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Riina in ospedale: il boss mafioso e il malore in cella

Riina-tuttacronaca-maloreSi è sentito mentre si trovava nella sua cella nel carcere di Opera, dov’è rinchiuso in regime di 41bis, Totò Riina. Il boss mafioso è stato ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale San Paolo di Milano e in un primo momento si pensava che il padrino corleonese avesse avuto un ictus. In realtà l’uomo, condannato a diversi egastoli,  ha avuto un malore e le sue condizioni, al momento, non sono giudicate gravi dai medici. Gli esami clinici a cui è stato sottoposto, infatti, avrebbero stabilito che si tratta di un’indigestione. Il boss viene tenuto comunque al momento sotto osservazione per stabilire la natura del malessere e la sua evoluzione. Fonti carcerarie spiegano che il capomafia potrebbe tornare nel carcere di Opera tra stasera e domani.

Duplice omicidio a Milano: uccisi una madre e il figlio di 4 anni

omicidio-milano-tuttacronacaSono stati rinvenuti in un’abitazione in via Segneri 4, alla periferia sud-ovest di Milano, i cadaveri di una donna 29enne di origine dominicana e del figlio, un bambino di soli quattro anni. I corpi, trovati in zona Lorenteggio, presentano entrambi evidenti ferite di arma da taglio. Al momento non sono noti altri particolari ma la polizia sta indagando. L’allarme è stato lanciato dai vicini che hanno provveduto ad allertare il 118.

Il killer della Sacra Corona Unita che costa allo Stato 700 euro al giorno

ospedale-tuttacronaca700 euro al giorno. Tanto spende lo Stato per permettere a un killer della Sacra Corona Unita, la mafia pugliese, di vivere in ospedale, perchè i giudici hanno deciso che non può scontare la pena in carcere. Lui è Francesco Cavorsi ed è stato condannato all’ergastolo per tre omicidi. Tuttavia da 10 anni si trova all’ospedale Niguarda di Milano, su una sedia a rotelle e in una camera doppia ad uso singolo. All’ergastolo sono concesse visite a piacere, e senza il controllo di un piantone, e permessi di libera uscita, nonostante abbia confessato di aver ucciso tre persone, scrive Paolo Berizzi su Repubblica, nonostante fosse su una sedia a rotelle dal 1988:

“spari ordinati dal capo ‘ndranghetista Pepè Flachi che vuole eliminarlo. Lui rimane paraplegico, ma questo non gli vieta di eseguire personalmente i suoi regolamenti di conti. La tecnica è sempre la stessa, una specie di marchio di fabbrica: il padrino pugliese si fa accompagnare in auto da due gregari; fa salire le vittime a bordo per parlare. Poi lascia la parola alla sua pistola calibro 7,65. «Bum, bum, bum, bum, bum… cinque colpi ci ho sparato, perché quello non meritava di morire troppo velocemente»: così, nell’estate del ‘92, intercettato dalle cimici piazzate dal pm Maurizio Romanelli, un compiaciuto Cavorsi racconta l’omicidio, eseguito sei mesi prima, di un piccolo trafficante di droga, Virgilio Famularo.

È il suo terzo delitto in tre anni: nel ‘90 uccide il veterano della mala milanese Oreste Pecori; nel ‘91t occa a Antonio Di Masi, spacciatore legato agli slavi. Tre omicidi confessati davanti ai giudici della terza Corte d’assise di Milano. E dunque: nel ‘96, due anni dopo l’arresto (operazione “Inferi”), il 33enne Cavorsi è condannano all’ergastolo con la teorica aggiunta di altri 53 anni di carcere”.

Condannato all’ergastolo, Cavorsi per i giudici non può stare in carcere e nel 2001 arriva al Niguarda:

“Cinquantunenne, risulta domiciliato all’“ospedale Niguarda Cà Granda, piazza dell’Ospedale Maggiore, 3, Milano”. Per essere un ergastolano con alle spalle tre omicidi vive, diciamo, in condizioni non particolarmente restrittive: non c’è nessun agente di piantone che lo controlla; riceve normali visite; gira liberamente in ospedale su quella stessa sedia a rotelle dalla quale vent’anni fa — quando era un killer e muoveva da un ristorante di via Padova, base logistica della mafia pugliese — chiudeva per sempre la bocca ai suoi nemici. Ogni tanto Cavorsi esce in permesso: il via libera arriva via fax dal giudice di sorveglianza”.

La direzione sanitaria del Niguarda spiega che Coversi è detenuto in chirurgia da “4 anni”, ma il conto di Repubblica è diverso:

“A quanto risulta a Repubblica, la lungo degenza, anzi, la lunga detenzione, risale a molto prima. Almeno dieci anni fa, appunto. Quel che si può apprezzare con certezza è l’imbarazzo provocato tra i vertici ospedalieri, e non da ieri, dalla presenza del paziente ergastolano, e da un’“anomalia” che viene a galla solo adesso”.

“Ma quale genitore 1”? La protesta di una mamma diventa virale

genitore1-mamma-tuttacronacaE’ stato grande il fastidio provato dalla 40enne Barbara Bianchi quando, dovendo apporre la sua firma su un modulo, ha visto la scritta “genitore 1”. La donna, madre di due gemelli di otto anni, ha vissuto quella dicitura come uno sfregio, anche se burocratico e così, prima di apporre la firma, ha cancellato la scritta “genitore 1” sostituendola con il termine “mamma”. La donna ha poi scattato una foto al foglio, postandola su Facebook accompagnato da una scritta: “Io sono la mamma non il genitore uno. Capito sindaco #Pisapia?”. Il post della donna è stato ripreso e condiviso da decine di pagine e centinaia di utenti del social blu e lei stessa si è sorpresa. Al Giornale ha spiegato: “Pensavo di raccogliere solo un po’ di mi piace dei soliti amici. Cosa ho provato? Un grande fastidio. Prima ho cancellato quel ‘genitore 1’, poi ho scritto mamma e scattato la foto”.

Il bar evade 7 euro in cinque anni: chiuso per tre giorni e multa da 2.500 euro

bresso-bar-chiuso-scontrini-tuttacronacaHanno evaso in cinque anni 7,20 euro, non emettendo lo scontrino di qualche caffè e due brioche. La guardia di finanza ha pizzicato i gestori e ora il Caffè Portici, di Bresso, nel Milanese, dovrà tenere la saracinesta abbassata per tre giorni. I proprietari, il 64enne Dino e il figlio 32enne Massimiliano Tucci, sono stati sanzionati anche con una multa di 2.500 euro oltre alla chiusura forzata dell’attività per 3 giorni lavorativi, con tanto di cartello affisso sulle vetrate del bar come a dire:” Questo bar ha evaso le tasse, deve essere umiliato davanti a tutti”. La polemica non ha tardato a scattare, con centinaia di persone che hanno manifestato la loro solidarietà. I proprietari, nel frattempo, hanno anche affisso alla porta dell’attività una lettera inviata all’Agenzia delle Entrate. Vi si legge: “Lo scopo principale è portare in cassa i soldi, ad ogni costo. A questi signori non importa se lavoriamo 16 ore al giorno, non importa se per onorare il lavoro trascuriamo anche gli affetti familiari o se qualcuno viene un infarto per stress.” Molti hanno commentato sotto con carta e penna per dare forza al signor Dino  e per dare un segnale forte di protesta nei confronti di questa condanna troppo severa

Cadavere di un uomo ripescato sull’Adda

trezzo-adda-tuttacronacaMacabro ritrovamento, questa mattina, lungo il fiume Adda. Degli operatori addetti alla manutenzione della diga hanno infatti rinvenuto il cadavere di un uomo incastrato tra le griglie di una diga lungo il corso d’acqua, all’altezza di Trezzo sull’Adda, nel Milanese. I carabinieri di Vimercate indagano ora sulle cause del decesso e sull’identità dell’uomo. Dai primi riscontri potrebbe trattarsi di un quarantenne scomparso dalla provincia di Bergamo a fine gennaio.

A Milano entro il 2016 ci saranno quattro nuove scuole in legno

scuole-legno-milano-tuttacronacaA Milano, le future scuole che verrano realizzato saranno ecomcompatibili, antisismiche, sostenibili, rapide da costruire ed economiche. Sono tutte caratteristiche presenti nelle strutture in legno realizzate a Finale Emilia. Il Comune del capoluogo lombardo ha infatti firmato un accordo con FederLegno per dare il via al progetto che porterà i primi risultati entro la primavera del 2016, con la demolizione di quattro istituti a fine vita e la loro ricostruzione in legno. A firmare l’intesa, che prevede il supporto tecnico della federazione della filiera del legno ai tecnici e progettisti dell’ente comunale, è stata firmata dal sindaco Giuliano Pisapia; dall’assessore ai Lavori pubblici, Carmela Rozza; dal direttore generale di FederlegnoArredo, Giovanni De Ponti, e da Emanuele Orsini, presidente di Assolegno.

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“Ruby. Sesso e potere ad Arcore”: il Rubygate diventa un libro a fumetti

ruby-fumetti-bungabunga-tuttacronacaS’intitola “Ruby. Sesso e potere ad Arcore” la nuova graphic novel scritta dai giornalisti Gianni Barbacetto e Manuela D’Alessandro e con i disegni di Luca Ferrara. Il volumen, edito da Round Robinm sarà in libreria dal 28 febbraio e permetterà di ripercorrere la vicenda del Rubygate. Non manca nulla, dalle papi girl a Ruby e le olgettine, dalle famose notti del bunga bunga a casa di Berlusconi a Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. E ancora gli autori ripropongono il processo e la condanna dell’ex premier a sette anni per prostituzione minorile. Gli autori spiegano che il libro narra il Rubygate come ”la fine di un’epoca” e come ”il cuore del berlusconismo e del desiderio di molti: sesso, potere e delirio di onnipotenza”. La vicenda si basa sugli atti giudiziari e, tramite le strisce dei fumetti, mostra che nel presunto scandalo delle serate a Villa San Martinospiegano gli autori,

”ci sono vittime e carnefici, ragazze che si concedono ai desideri del Re e personaggi inquietanti che entrano a corte come amici, pur nuotando in un mondo torbido”.

Ma non mancano neanche ”giornalisti e politici, capi di governo stranieri e manager, impresari discutibili e soubrette arriviste”, tutti protagonisti di quell’arco di tempo che va dalla notte in Questura, conclusasi con il rilascio di Karima El Mahroug, fino alla sentenza di primo grado.

Prima lo shopping con Icardi, poi la multa: Wanda la straccia!

wanda-Mauro-Icardi-tuttacronacaShopping per le vie di Milano per Mauro Icardi e Wanda Nara. Ma al ritorno alla loro Lamborghini, parcheggiata in maniera irregolare, l’amara sorpresa: ad attenderli sul cruscotto c’era infatti una multa, anche se fortunatamente hanno scampato il carro attrezzi. Evidentemente però non valeva la pena rovinarsi la giornata per una sanzione e così la modella argentina ha optato per l’indifferenza: la multa è finita accartocciata!

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Caso Abu Omar: tutti prosciolti per l’esistenza del segreto di Stato

abu-omar-tuttacronacaL’ex capo del Sismi, Nicolò Pollari, il suo vice, Marco Mancini, e tre agenti coinvolti nella vicenda Abu Omar sono stati prosciolti dalla Cassazione perchè l’azione penale “non poteva essere proseguita per l’esistenza del segreto di Stato”. Per questo motivo la Corte Suprema ha annullato senza rinvio la sentenza della Corte d’appello, con la quale Pollari era stato condannato a 10 anni di reclusione, Mancini a 9, e a 6 anni ciascuno dei tre agenti dei servizi segreti. Il generale Pollari, commentando l’avvenimento, ha detto: “La giustizia c’è. Talvolta il percorso per ottenerla è lungo, però alla fine la verità viene sempre fuori”. E ancora: “Per me e per il Sismi da me diretto, che non solo non abbiamo mai fatto queste cose ma abbiamo impedito ad altri di farle l’aver subito quasi dieci di processi e inquisizioni è stato tutt’altro che gradevole. Per usare un eufemismo”.

“Bugie tossiche”: Greenpeace si scaglia contro D&G

toxic-lies-tuttacronacaAzione di protesta contro D&G ieri a Milano, dov’è in corso la Settimana della Moda, dove Greenpeace ha chiesto una moda libera da sostanze chimiche pericolose. Gli attivisti, in occasione della sfilata di Dolce&Gabbana al teatro Metropol, hanno scelto questa location per appendere uno striscione di 60 metri quadri con la scritta “Toxic Lies. Courtesy of Dolce&Gabbana” (Bugie tossiche. Offerte da Dolce&Gabbana). Chiara Campione, responsabile del progetto The Fashion Duel di Greenpeace, ha dichiarato: “Ci sembrava giusto far sapere al parterre del Metropol che lo show che sta per aprirsi è potenzialmente il prodotto finale di una filiera tossica, che inquina l’ambiente e mette in pericolo la salute di tutti noi. Le sostanze chimiche pericolose ritrovate sui prodotti a marchio D&G dimostrano che questo brand non ha nessun controllo sulla propria filiera e non può quindi garantire ai propri clienti di non essere complice dello scandalo tossico che avvelena l’Alta moda”. Recentemente è stato pubblicato, da Greenpeace International, un rapporto che evidenzia come le stesse sostanze chimiche pericolose usate dai marchi di largo consumo siano impiegate anche da brand del lusso, come Versace, Louis Vuitton e Dolce&Gabbana, per produrre capi di Alta moda per bambini. Tali sostanze, che a seguito del processo produttivo o del lavaggio degli stessi abiti giungono poi nei laghi e nei fiumi, hanno la proprietà di accumularsi nell’ambiente e sono stati ritrovate anche nelle regioni più remote del Pianeta. Alcune di esse possono interferire con il sistema ormonale di uomini e animali. Ancora Campione spiega: “Nonostante le ripetute richieste, iniziate più di un anno fa con la classifica The Fashion Duel, Dolce&Gabbana non ha mai risposto né a noi né alle migliaia di consumatori che chiedono più trasparenza sulla propria filiera e di conoscere cosa finisce esattamente nei loro prodotti. Crediamo che sia arrivato per Dolce&Gabbana il momento di parlare chiaro, e far vedere a tutti di che stoffa sono fatti loro e i vestiti che producono”. Al momento hanno sottoscritto l’impegno Detox dell’associazione ambientalista in venti aziende: l’obiettivo è quello di assicurare la trasparenza della filiera, richiedendo ai propri fornitori di pubblicare i dati sugli scarichi delle sostanze chimiche pericolose e azzerare gli scarichi di sostanze chimiche pericolose entro il 2020.

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Le immagini della protesta di Greenpeace:

Kinder-svastiche mangiabili, domani a Milano per #ilpiugrandeartista

kinder-svastiche-mangiabili-tuttacronacaUn libro surreale e cinico come molti lo hanno definito, ma c’è anche chi pensa che quel dramma generato da Adolf Hitler sia ancora troppo tragico per poterci ridere sopra. Così Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler, il nuovo libro di Massimiliano Parente per Mondadori, racconta l’autobiografia di Max Fontana (il cui nome è un incrocio tra Lucio Fontana e il titolo dell’orinatoio di Duchamp), un uomo i cui comportamenti sono talmente eccessivi e provocatori che suscitano indignazione, ma anche sconcerto per la banalità e la superficialità umana. Hitler per il protagonista del libro è un “vip” lo considera un personaggio famoso e la svastica diventa un ossessione tanto da fargli affermare  “Se dici che la svastica è bella succede un casino. Se dici che i campi di concentramento sono belli non ne parliamo. E cos’altro deve fare un artista se non far succedere un casino? E allora: Heil Hitler”.

Domani a Milano per la presentazione del libro saranno anche posizionati, come si vede dalla foto postata sui social dallo stesso scrittore Massimiliano Parente, ci saranno anche le Kinder – svastiche mangiabili.

Provocazione o cattivo gusto?

Bellucci a casa della D’Amico. Si parla di Buffon?

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Domenica di campionato con la Juve che affronta il derby e deve cercare di non perdere punti importanti che potrebbero riportare i giallorossi in pole position. Ma gli occhi sono puntati su Buffon al centro della sua crisi matrimoniale e del gossip scoppiato nei giorni scorsi che lo vorrebbe al fianco di Ilaria D’amico, conduttrice e volto dello sport di Sky. Monica Bellucci, amica di lunga data di Ilaria D’amico, va a far visita nella’abitazione al centro di Milano, nel quadrilatero della moda, alla coduttrice di Sky… si parlerà anche di Buffon?

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Omicidio a Milano: trovato il corpo di un 63enne vicino a un centro commerciale

omicidio-milano-tuttacronacaGiallo nella notte a Milano dov’è stato trovato il cadavere di un 63enne all’interno di un’auto. Stando alle prime informazioni, Pietro M., che risulta avere vecchi precedenti, è stato ucciso da colpi d’arma da fuoco. Il suo cadavere è stato rinvenuto all’interno di una 500 ferma a lato strada in via Caduti di Marcinelle, a Lambrate, nella periferia Est della città, nei pressi di un centro commerciale. I soccorritori del 118, giunti sul posto dopo una chiamata al 112, hanno subito notato evidenti segni di alcuni colpi d’arma da fuoco sul parabrezza. Il medico poi ha constatato il decesso dell’uomo.

A Milano gli animalisti invadono la piazza: basta pellicce!

animalisti-cavalli-tuttacronacaNel capoluogo lombardo si sta svolgendo la settimana della moda e, come del resto era facile immaginare visti i capi sfilati a New York, a farla da padrone sono state le pellicce. Gli animalisti hanno quindi approfittato di questo sabato soleggiato per organizzare una protesta in concomitanza con la sfilata di Roberto Cavalli all’Arco della Pace. I manifestanti si sono presentati in massa e si sono sdraiati a terra a voler rappresentare animali morti dopo la caccia. Non sono mancati cartelli con immagini di animali in gabbia pronti per essere condannati in nome del lusso.

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Suicidio al Niguarda di Milano, l’ospedale si scusa

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Stupore, meraviglia e sconcerto per il suicidio di una donna romena, 30enne che si è levata la vita impiccandosi con un foulard annodato al corrimano d’una scala, nel padiglione numero 16 dell’ospedale Niguarda di Milano. La donna, in stato di depressione, era arrivata con un’ambulanza all’ospedale intorno alle 19,30 di ieri sera. Poi era scapppata dall’accettazione e si erano perse le tracce per tutta la notte. Solo questa mattina il corpo è stato rinvenuto nel padiglione 16.

In una nota la direzione dell’ospedale si è detta “costernata e affranta per l’accaduto perché dovremmo avere migliaia e migliaia di occhi per poter controllare sempre tutto e tutti”.

 

Traffico di diamanti in treno!

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Sull’Eurocity 39 in servizio tra Ginevra e Milano viaggiavano dieci diamanti, per un valore complessivo di circa 300mila euro. A trasportarli oltre confine in una normalissima valigia era un uomo residente a Latina che è stato fermato al confine di Domodossola, ai finanzieri aveva detto di non aver nulla da dichairare. E’ stato poi denunciato per contrabbando.

 

 

Blitz dei No Tav: scritte sui muri delle sedi dei giornali

notav-blitz-tuttacronacaBlitz dei No Tav contro la sede di diversi giornali nella notte a Milano, dove sono apparse scritte ineggianti al corteo che si svolgerà sabato. Ad essere stati imbrattati sono i muri delle redazioni del “Sole 24 ore”, del “Corriere della Sera”, dell'”Espresso”, de “Il Giorno” e de “il Giornale”. La Digos è intervenuta per gli accertamenti del caso. Nel frattempo alla redazione torinese di La Repubblica è stata recapitata una lettera con la quale un uomo, che si firma come “cattivo maestro preoccupato”, sostiene di aver visto circolare in Valle di Susa il documento dei Nuclei Operativi Armati recapitato mercoledì scorso all’agenzia Ansa. Secondo l’autore “in valle sono sempre di più quelli che si rendono disponibili ad andare dietro ai metodi di chi predica la lotta armata”. E prosegue: “Continuando ad arrestare e denunciare non si stronca il movimento, semplicemente si spingono i giovani verso le sirene della violenza”. La redazione del quotidiano replica così alla lettera: “Per fermare la violenza è sufficiente non praticarla. Isolare i violenti dovrebbe essere un imperativo generale, sia dei favorevoli sia dei contrari all’opera. Ma il movimento No Tav è oggi in grado di farlo?”, si chiedono i giornalisti.

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Tegola sull’Expo, la Turchia non partecipa

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Tegola sull’Expo, anche perché la notizia arriva inattesa: la turchia ha deciso di non partecipare. L’annuncio era stato dato dal quotidiano Hurriyet, ma poi è stato anche confermato dall’ambasciatore italiano ad Ankara Gianpaolo Scarante.  Sconosciuto il motivo del gesto, anche se lo stesso giornale ipotizza che si tratti di una decisione presa in risposta al sostegno dato da Roma, e dal premier Enrico Letta, alla candidatura di Dubai per l’Expo 2020, in cui è in lizza anche la località turca di Izmir. Secondo Scarante, invece, una possibile giustificazione sarebbe data dalle difficoltà della lira turca sui mercati internazionali e in genere dall’attuale congiuntura economica della Turchia.

Dal canto suo, il quotidiano turco Hurriyet scrive che:

“l’inattesa decisione della Turchia ha scioccato l’Italia, alla quale l’iniziativa del governo turco è stata notificata la settimana scorsa senza un motivo ufficiale. La decisione è stata assunta dopo che l’Italia non ha appoggiato la candidatura di Izmir per l’Expo 2020, come invece aveva promesso di fare”.

“Molto probabilmente noi non parteciperemo all’Expo di Milano e questa iniziativa non è politica”, ha detto una fonte diplomatica turca al quotidiano secondo il quale “da parte italiana si spera comunque che la Turchia possa cambiare idea e partecipare alla Fiera, ma non si nasconde il disappunto per la decisione di Ankara”.

Ad Ankara si ritiene, scrive ancora il giornale, che tale decisione sia stata presa dall‘ufficio del primo ministro o dallo stesso premier Recep Tayyip Erdogan perché, sempre secondo la stessa fonte diplomatica, al ministero degli Esteri non sono al corrente del motivo principale alla base della scelta. Un altro motivo addotto per spiegare la mancata partecipazione, ma secondo il giornale “meno probabile”, “sarebbe quello economico, sebbene il costo per la partecipazione all’Expo 2015 e solo di 15 milioni di dollari”.

La decisione di Ankara di cancellare la propria partecipazione all’Expo 2015, conclude Hurriyet, “ha colto di sorpresa anche molti responsabili turchi” perché non solo la Turchia era stato il primo Paese a firmare il Protocollo di Partecipazione nel 2012 ma questo argomento era stato proprio uno dei temi più discussi dal presidente Abdullah Gul nel corso della sua visita ufficiale a Roma a fine gennaio.

Greenpeace invade la Galleria Vittorio Emanuele a Milano… “Detox now”

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Detox now, ovvero disintossicati ora! Questa è la battaglia degli attivisti di Greenpeace che protestano a Milano contro i tessuti usati dalle grandi marche, che secondo l’associazione, userebbero sostanze tossiche nella fabbricazione di abiti per bambini realizzati dai brand del lusso del Made in Italy. Così 5 attivisti di Greenpeace in tuta arancione e corde, per protestare contro l’avvio della settimana di sfilate della moda femminili, hanno affisso uno striscione con la scritta “The king is naked”, in cima alla Cupola, mentre altri cinque mostravano un altro striscione: “Versace detox now” .

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Al cinema prima del film per ragazzi, la pubblicità sexy del gioco d’azzardo!

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E’ accaduto nella sede di Certosa della catena Uci Cinemas di Milano, dove secondo una segnalazione, è stata infranta la normativa stabilità dal decreto Balduzzi che regola il gioco d’azzardo. Prima di un film per bambini, approfittando anche che il pubblico in sala viene fatto accomodare prima dell’inizio della proiezione proprio per costringerlo alla visione della pubblicità, è stata trasmessa una pubblicità sexy che promuoveva una sala Vlt, cioè quelle sale con slot machine. Lo spot è stato ripetutamente proiettato prima del film e ora sia la Uci Cinemas che la sala slot machine “Game Paradise” sono state deferite ai Monopoli di Stato che dovranno decidere in merito. Le sanzioni potrebbero essere tra i 100mila e i 500mila euro.

 

Ritrovato il quadro rubato di Lucio Fontana: era in un’auto abbandonata

lucio_fontana-tuttacronacaEra la notte dell’11 febbraio quando, dal Museo Pecci in Ripa di Porta Ticinese a Milano, veniva sottratto il quadro Concetto spaziale 1962 di Lucio Fontana. L’opera, del valore tra i 400 e i 600mila euro, è stata ora ritrovata dalla polizia locale in un’auto abbandonata, davanti a un passo carrabile in periferia. Non viene escluso che siano stati gli stessi ladri a far ritrovare il quadro, in quanto difficile da ‘piazzare’ sul mercato nero, vista anche la modalità del ritrovamento. L’opera era infatti in una Nissan rubata e abbandonata lunedì mattina in modo da impedire l’uscita dei veicoli da un concessionario automobilistico in via Stephenson. All’arrivo del carro attrezzi, i vigili della pattuglia che ha accompagnato l’intervento hanno notato un quadro mal nascosto da una coperta sul sedile posteriore che si è scoperto essere l’opera di Fontana. E’ stato a quel punto richiesto l’intervento del Nucleo patrimonio culturale dei carabinieri di Monza cui è stato consegnato il dipinto e che ne hanno accertato la paternità. Dai primi rilievi, il dipinto non sembra aver subito danni.

L’incredibile richiesta di Unicredit: la foto dell’uomo intubato o chiude il conto

unicredit-tuttacronacaHa dell’incredibile la richiesta avanzata dalla filiale milanese della Banca Unicredit: l’istituto, dopo che l’ex impiegato 56enne Danilo Bifulco, è stato costretto in un letto da un infarto che l’ha ridotto in stato vegetativo, ha chiesto una foto dell’uomo intubato per avere una prova di quanto accaduto. La sorella dell’uomo, Lavinia, commenta: “Sono diventata il suo ‘amministratore di sostegno’ e, come prevede la legge, mi dovrei occupare di tutto quello che riguarda mio fratello, facendo come se fossi lui.- Invece m’imbatto in situazioni sconcertanti e vedo come il potere di noi cittadini sia compresso di continuo da poteri più forti. Non le dico con le varie società dei telefoni, con le bollette eccetera, ma adesso siamo all’assurdo. All’Unicredit di piazza Cordusio minacciano di chiudere il conto perché la posizione di Danilo non è in regola con le norme anti-riciclaggio”.

La bulla di bollate diventa un videogioco!

bulla-bollate-video-tekken-tuttacronacaDa adolescente rissosa a protagonista, in salsa cartoon, di un video. E’ questo il percorso fatto dalla bulla di Bollate che si è vista strasformata in uno dei personaggi del videogioco Tekken, famoso in tutto il mondo, prendendo come base il personaggio di Nina. La protagonista, chiamata La Giovii, combatte e sconfigge tutti i principali avversari del videogioco senza venirne mai colpita. Le immagini sono accompagnate da una canzone hip hop con una voce elettrica che parla della bulla di Bollate.

Domenico Cutrì dal carcere: “non mi do pace per quanto successo”

domenico-cutrì-tuttacronacaIl parlamentare di Sel Daniele Farina si è recato al carcere di Opera, dove ha incontrato l’ergastolano Domenico Cutrì, ora in isolamento dopo la rocambolesca evasione a Gallarate durante la quale ha perso la vita il fratello Antonino. Il politico milanese ha poi parlato a Repubblica, riportando le parole dell’uomo che ha espresso il proprio pentimento: “Penso a quello che è successo e non mi do pace. E non posso prendermela con nessuno se non con me stesso. Nino morto, Daniele (il fratello più giovane, ora in cella per l’evasione, ndr) in carcere. Penso a mia madre e a mio padre, e a mia sorella… Spero di incontrarli presto”. Il fratello Antonino, invece, “è morto per colpa mia, e nessuno me lo può restituire”. Ora l’ergastolano trascorre le sue giornate leggendo e scrivendo lettere: “Voglio che la mia famiglia sappia che sono l’unico responsabile di quello che è successo. Mea culpa. So di aver commesso degli errori, so di avere fatto cose che non valeva la pena fare, ma non voglio finire i miei giorni dietro le sbarre. A 32 anni non posso immaginare di finire morire qui dentro”. Cutrì continua anche a dichiararsi innocente per quel che riguarda l’omicidio, del quale secondo l’accusa sarebbe il mandante, di un polacco ucciso nel 2006 perchè avrebbe dato uno sguardo di troppo alla sua fidanzata. “Io non c’entro niente”, afferma. Della sua innocenza era convinto anche il fratello Antonino, che ha organizzato l’evasione proprio perché convinto del fatto che il fratello non dovesse stare in carcere. Una vicenda che ha dato l’avvio a tutto, e ora a Cutrì resta solo “un senso di colpa lacerante”.

Tenta di sedare una lite: carabiniere accoltellato alla gola

carabiniere-accoltellato-tuttacronacaEra libero dal servizio un brigadiere che, avendo assistito a una lite in un bar di Carugate, in provincia di Milano, è intervenuto restando ferito. Il carabiniere è stato accoltellato alla gola mentre cercava di riportare la calma tra i due contendenti ed è subito stato trasportato all’ospedale Niguarda. L’uomo, arrivato in codice rosso, non si troverebbe in pericolo di vita. I due uomini sono stati fermati e portati in caserma.

Faida in Cgil, scoppia la rissa con i rappresentanti Fiom

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Faida in Cgil a Milano dove si teneva l’attivo regionale del sindacato, al quale partecipava anche Susanna Camusso. Qui una decina di rappresentanti della Fiom, che non è stata invitata all’incontro, guidata da Giorgio Cremaschi, ha fatto irruzione nella sala. Tra scontri verbali sono volati schiaffi e spintoni.

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Raid a Milano, un uomo ferito

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Violenza alle 22.30 a Milano dove c’è stato un raid in un bar e un bosniaco è stato ferito a colpi d’arma da fuoco a un braccio. Secondo una prima ricostruzione della polizia, una ventina di persone hanno fatto irruzione all’interno del locale in via Lulli, all’angolo con piazza Aspromonte armati di spranghe e almeno una pistola, e nel corso del raid sono stati sparati alcuni colpi che hanno raggiunto l’uomo. Secondo la polizia l’operazione aveva l’intento di una spedizione punitiva. le 20 persone si sono scagliate contro all’uomo senza mettere in pericolo gli altri clienti. La polizia è riuscita a fermare un’auto con a bordo tre sospetti.

Vandali a via della Spiga, distrutte le fioriere al centro di Milano

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Milano e il vandalismo. Ormai le grandi città da Roma a Catania, da Milano a Torino sembrano davvero non riuscire a contenere la violenza e il vandalismo che nell’ultimo periodo si sta facendo sempre più dilagante anche in quelle zone che sembravano talmente centrali da non poter essere sfiorate dalla maleducazione e dall’inciviltà. Invece oggi in Via della Spiga un’aiuola è stata danneggiata gravemente: il bordo di cemento è stato rotto e le zolle di terra sono state scoperchiate. Inoltre anche le colonnine di marmo, installate per impedire il transito dei veicoli, sono state divelte.  Un periodo nero, dunque, per via della Spiga: nella giornata di martedi, infatti, la boutique di Rocco Barocco è stata rapinata da una donna e tre uomini, che sono riusciti a rubare un abito pregiato del valore di 2.200 euro.

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Rubato un quadro di Fontana “Concetto spaziale 1962”

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Rubato un quadro, ‘Concetto spaziale 1962′,  di Lucio Fontana durante la notte tra martedì e mercoledì a Milano al Museo Pecci in Ripa di Porta Ticinese. Ad allertare i carabinieri sono stati i vigilantes dello stesso Museo. I ladri sono entrati dal cortile forzando un braccio motore di un cancello elettrico. L’opera ha un ingente valore anche se al momento non è stata ancora quantificara una sua valutazione.

 

L’autostrada dei veleni: cromo esavalente sotto la A4

autostrada-veleni-a4-tuttacronacaE’ un reportage di Sky, a cura di Diletta Giuffrida, a spiegare come, durante gli scavi di un tunnel della Tav, è stato trovato sotto il manto stradale dell’A4 lungo il tratto Milano Brescia cromo esavalente in concentrazioni 140 volte superiori ai limiti di legge. Non solo, quindi, scarti di lavorazione e scorie di fonderia usati 25 anni fa per realizzare la terza corsia di quella che già qualcuno chiama l’Autostrada dei veleni. Silvio Parzanini, di Legambiente, spiega: “Questo è solo l’ultimo caso. Nel giro di un paio di chilometri chi sta lavorando alla Tav ha incrociato già quattro luoghi contaminati”. Mentre un residente di Castegnato, in provincia di Brescia, sottolinea: “Tutti sanno cosa hanno nascosto dentro le cave e non facciano i puritani adesso; che ricordino quando si buttava giù ogni ben di dio e nessuno controllava niente, a nessuno interessava niente”. Non solo, è anche impossibile escludere con certezza che ci sia un nesso tra i casi di leucemia riscontrati in alcune zone e l’inquinamento del territorio. La responsabile dell’Arpa di Brescia, Maria Luisa Pastore, spiega: “Il problema è quando i rifiuti vengono a contatto con l’acqua piovana, che può mobilitare sostanze contaminanti verso il terreno e verso le acque sotterranee”. La Procura di Brescia intanto, con i carabinieri del Noe, ha avviato un’indagine per smaltimento illecito di rifiuti. Le analisi dell’Arpa proseguono anche sulla terra dei campi limitrofa al cantiere. Perché, come chiede da tempo anche Legambiente, occorre sapere fino a dove si estende il fenomeno dei rifiuti sotto la A4.

“Non siamo bulli”: gli studenti di Bollate in sit-in

sitin-bollate-tuttacronacaIl collettivo studentesco degli Itcs Primo Levi ed Erasmo da Rotterdam di Bollate, dopo il pestaggio della 15enne di Bollate, ha organizzato un sit-in per spiegare che “Ci piacerebbe che in questo Paese esistesse un’informazione pulita, dove gli eventi non vengano necessariamente strumentalizzati”. “Le opinioni di uno non possono e non devono rappresentare quelle di tutti – conclude Simone -, non dovremmo spiegarvelo noi”. Il collettivo ha preso posizione con un comunicato che inizia con una provocazione: “I due galli si guardano. Si beccano: è un segno di sfida. Attorno a loro, altri animali urlano, aizzano e filmano l’evento: sai che spettacolo vantarsi di aver assistito a un combattimento fra galli?”  Alla base dell’aggressione a Bollate, un tradimento amoroso che si è trasformato in un vero e proprio show, ripreso dai telefoni di altri ragazzi. Gli studenti hanno voluto sì condannare il gesto, ma anche difendere la scuola, che in una giornata è passata dall’essere riconosciuta tra le eccellenze lombarde all’essere identificata come “covo di bulli”. “Ci piacerebbe che in questo Paese esistesse un’informazione pulita, dove gli eventi non vengano necessariamente strumentalizzati”, ha spiegato a Leggo Simone Basilico, maturando e organizzatore di questa sorta di flash mob dal titolo “Stand Up, alzarsi per distinguersi”. Tra i tanti striscioni apparsi, anche uno che recita: “Il mondo non è minacciato dalle persone che fanno del male, ma da quelle che lo tollerano!” Alla base della protesta degli istituti, ci sarebbero state anche alcune dichiarazioni rilasciate da singoli studenti nei giorni successivi all’aggressione, che in parte hanno giustificato il gesto. “Le opinioni di uno non possono e non devono rappresentare quelle di tutti – conclude Simone -, non dovremmo spiegarvelo noi”.

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Antonino Cutrì è stato ucciso dal fuoco amico? La Procura indaga

nino-cutrì-tuttacronacaLa Procura ha iscritto sul registro degli indagati i cinque componenti del commando che il 3 febbraio scorso assaltarono un furgone della polizia penitenziaria per far evadere Domenico Cutrì. I cinque devono rispondere anche dell’omicidio di Antonino: ad uccidere il fratello dell’ergastolano, infatti, potrebbe essere stato il “fuoco amico”, e non gli agenti di polizia penitenziaria.I cinque sono il 48enne Davide Cortesi, il 25enni Danilo Grasso e Christian Lianza, il 31enne Aristotele Buhne e il 23enne Daniele Cutrì, terzo fratello dell’evaso. Per martedì pomeriggio è stata fissata l’autopsia, della quale sarà necessario attendere l’esito per avere un ulteriore riscontro sulla dinamica della sparatoria. Ma dai primi esami medico-legali era emerso come il proiettile che ha ucciso Antonino Cutrì fosse giunto non dalle sue spalle ma dal fianco: entrato dalla parte destra del collo, era uscito dalla nuca. E quindi sarebbe stato sparato non dagli agenti di polizia penitenziaria ma dai complici del commando. Oltre all’autopsia, sarà necessario quindi affidarsi anche alle perizie balistiche, che dovranno stabilire le traiettorie dei 33 colpi di tre diversi calibri esplosi durante la sparatoria: 24 sarebbero stati sparati dagli agenti e 9 dai banditi.

Investito a 10 anni da un furgone mentre attraversava sulle strisce pedonali. E’ grave!

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Un furgone ha travolto un ragazzino di 10 anni che stava attraversando sulle strisce pedonali insieme a sua madre. L’incidente è avvenuto a Milano in via Fiamma e il bambino è stato trasportato d’urgenza all’ospedale Niguarda in condizioni molto gravi e i medici al momento sperano di salvargli la vita. L’autotrasportatore sarebbe un italiano di 57 anni che si sarebbe dato alla fuga a piedi dopo l’impatto, lasciando il furgone fermo e incustodito. La fuga sarebbe durata poco e il trasportatore sarebbe stato bloccato a poca distanza dal luogo dell’incidente. Il trasportatore è stato portato al comando di polizia e interrogato e al momento l’accusa per lui è di omissione di soccorso, ma nelle prossime ore la sua posizione si potrebbe aggravare secondo le condizioni del bambino.

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Lazio-Roma: sugli spalti lo striscione per ricordare Nino Cutrì

nino-cutri-tuttacronacaDurante il derby della Capitale, oggi ha fatto la sua apparizione uno striscione che non poteva non catturare l’attenzione. Due ragazzi hanno infatti steso un telone bianco con la scritta: “R.I.P. Nino Cutrì”, riferendosi ad Antonino Cutrì, fratello dell’ergastolano Domenico, arrestato oggi dai carabinieri non distante da Inveruno, nell’Alto milanese. Il 30enne Antonino ha perso la vita durante il conflitto a fuoco con gli agenti della Polizia penitenziaria che ha avuto luogo quando, con un comando, il giovane ha assalto il furgone per permettere l’evasione al fratello.

La vittima della bulla di Bollate: “stanno preparando la bara per me”

SARAH-bollate-tuttacronacaSarah porta un collare ora, dopo aver subito l’aggressione di una bulla all’esterno dellItc Primo Levi di Bollate. E ora spiega che quelle botte non erano neanche per lei: stava cercando di difendere verbalmente un’amica. Lo racconta proprio la vittima dell’aggressione, con un’intervista telefonica che è stata raccolta in esclusiva da Social Channel di Mirko Scarcella.”Sto ancora ricevendo minacce, un’amica della ragazza che mi ha picchiato ha detto che se per colpa mia finirà in comunità lei mi ammazza, che sta preparando la bara per me”. La ragazzina, alla famiglia in un primo momento non ha detto nulla per paura di ritorsioni. Ora, ha spiegato la zia, probabilmente non tornerà in quella scuola. La bulla non non frequenterebbe quell’istituto, secondo quanto ha raccontato Sarah, ma sarebbe arrivata al Primo Levi accompagnata in auto dalla mamma, che l’avrebbe aspettata per tutto il tempo del pestaggio.  Non solo minacce per Sarah: dal giorno della diffusione del video, infatti, sono nati su Facebook tantissimi gruppi di supporto che esprimono condanna alla violenza subita e solidarietà alla ragazzina.

Pavia come Bollate: i video che testimoniano il bullismo finiscono in rete

rissa_pavia-tuttacronacaSi è parlato tanto della “bulla di Bollate“, ma anche Pavia è stato teatro di una rissa tra ragazzine. E anche in questo caso il video è finito in rete. Le immagini che arrivano dalla città lombarda mostrano una ragazza che viene picchiata da una coetanea davanti a decine di compagne e compagni. Anche in questo caso, si tratta di un filmato ripreso, lo scorso 17 gennaio, da uno dei ragazzi presenti alla stazione delle corriere di Pavia e che poi è stato pubblicato su Facebook. Così come nel caso di Bollate, la rissa è scattata per motivi di gelosia per un ragazzo “rubato”. Ma, a differenza di Bollate, in questo caso la vittima riesce ad allontanarsi grazie a compagni e compagne che tengono ferma, tentando di calmarla, la giovane che continuava a rincorrerla. Marianna Bruschi, ne La provincia Pavese, scriveva:

Rissa tra ragazze 15enni. A postare il video su Youtube è un utente anonimo (Persone Orribili). Immagini di violenza che durano un minuto e 51 secondi. Una ragazza ne prende per i capelli un’altra, gli amici a cerchio. Timidamente qualche ragazzo interviene, prova a frenare la rabbia ma le botte continuano. Le tira i capelli, la strattona a terra, cerca di colpirla con un calcio. Poi l’altra riesce a liberarsi, prova ad allontanarsi. Viene raggiunta e ancora gettata sull’asfalto. Succede a Pavia, alla stazione dei pullman. Nel video si vede anche un adulto che non muove un dito. Sullo sfondo si nota un bus. La rissa è a un metro dalla biglietteria. Non un posto isolato insomma. Eppure nessuno interviene. Il video gira sui profili Facebook del gruppo di ragazzi, poi è stato rimosso da Youtube ”perché i relativi contenuti hanno violato i termini di servizio”. I minorenni coinvolti si vedono in viso perfettamente. Sono riconoscibili. Alcuni hanno il telefonino in mano, e l’autore/autrice del filmato registra tutto, si sposta quando le coprono la visuale, non smette nemmeno per un secondo. Perché le botte? Questioni di fidanzati, pare. Le reazioni? Tra chi condivide il video sui social ci sono tanti “è assurdo”, “pazzesco”, “allucinante”. Quelle immagini però sono molto di più. Si può arrivare a tanta violenza? E si può filmare con così tanta indifferenza? E poi pubblicare il video su internet, sui social network, e condividerlo, farlo girare, cliccare, guardarlo e riguardarlo? Si parla tanto dei nativi digitali. Forse sarebbe davvero l’ora di iniziare a portare nelle classi, nelle scuole, l’uso consapevole della tecnologia, cosa si rischia, cosa si può fare e cosa no. Non per imporre, massima libertà. Ma per rendere i ragazzi almeno più consapevoli.

Termina la caccia all’uomo: catturato l’ergastolano evaso

arresto-cutrì-tuttacronacaL’ergastolano fuggito dal tribunale di Gallarate, in provincia di Varese, ha terminato la sua fuga: Domenico Cutrì è stato catturato dai carabinieri. L’evasione era avvenuta dopo una sanguinosa sparatoria in cui ha perso la vita il fratello Antonino. Cutrì è stato preso non distante dalla zona in cui è verificata l’evasione. Era lunedì 3 febbraio, intorno alle 15, quando un gruppo armato era entrato in azione davanti al tribunale di Gallarate dove l’ergastolano doveva sostenere un processo. Cutrì e l’uomo che si trovava con lui, Luca Greco, sono stati catturati dalle teste di cuoio dei carabinieri del Gis (Gruppo intervento speciale). Il covo era stato invece individuato grazie alle indagini dei carabinieri di Varese, Milano e del Ros (Raggruppamento operativo speciale). La pistola 375 magnum che Mimmo Cutrì aveva con sè aveva il colpo in canna, ma gli investigatori lo hanno sorpreso nel sonno e non è stato in grado di usarla. Cutrì si trovava in una palazzina in ristrutturazione di due piani in via Villoresi, poco lontano dal centro di Inveruno (Milano) e dalla casa dove vivono i genitori, e dove viveva in condizioni di degrado, e per cucinare utilizzava un fornelletto da campeggio. Il cortile dove si trova la palazzina è circondato da altre case ma, come raccontano alcuni residenti, nessuno si sarebbe accorto di movimenti sospetti. Domenico Cutrì, 32 anni, era stato condannato in appello all’ergastolo come mandante dell’omicidio di un polacco che aveva insidiato la sua fidanzata. I carabinieri hanno accertato che del comando che ha permesso l’evasione facevano parte Raffaella Zappatini e i fratelli dell’evaso, Antonino, 30 anni, ucciso nel conflitto a fuoco con gli agenti della Polizia penitenziaria, e Daniele, 23 anni, fermato due giorni fa. Altri quattro componenti del commando erano stati fermati a Cellio (Vercelli) dove era stato allestito un covo e un quarto a Napoli. Carlotta Di Lauro, fidanzata di Antonio Cutrì, è a sua volta in carcere perchè accusata di aver fornito supporto logistico all’evasione. La donna è stata trovata ieri sera in casa dei genitori dopo tre giorni in cui era stata irriperibile con il figlio di cinque anni avuto da una precedente relazione.

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I carabinieri a San Siro: si controlla la società del genero di Gianni Letta

sale-san-siro-tuttacronacaEra il 16 dicembre scorso, in campo erano scese Milan e Roma, nelle sale vip e in quelle degli sponsor, tra cocktail e vassoi del buffet, arrivavano i carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro per controllare i contratti di lavoro di camerieri e cuochi e le norme della sicurezza. In quell’occasione, come spiega Repubblica, gli investigatori hanno raccolto la documentazione sui 68 lavoratori presenti nei locali dello stadio Meazza a Milano. Redigendo poi un’informativa per il pm Carlo Nocerino in cui si parla di “situazioni di somministrazione illecita di personale” e “casi di lavoro nero” su cui ora dovranno essere effettuati ulteriori accertamenti. Scrive Sando De Riccardis:

I carabinieri hanno accertato che la società che ha l’appalto con la Milan Entertainment è It srl, i cui amministratori sono Giorgio Monti e Roberto Ottaviani, quest’ultimo genero dell’ex sottosegretario alla presidenza del consiglio Gianni Letta, e già noto per aver vinto l’appalto milionario del catering del G8 dell’Aquila nel 2009 con un’altra società del gruppo. Annotano gli investigatori che a operare all’interno dello stadio San Siro è la Essebi, “controllata della It, che ha subappaltato i servizi di somministrazione di alimenti e bevande, l’organizzazione dei tavoli, il supporto alla cucina” alla stessa Essebi e ad altre due società. I carabinieri dell’Ispettorato del lavoro stanno effettuando ora “accertamenti per verificare la genuinità del subappalto tra la It e due società che lavorano in subappalto (la Essebi e la Dynamo) per verificare la corretta applicazione delle norme sulla sicurezza e il corretto impiego dei lavoratori, “in quanto appare che in alcune situazioni vi sia somministrazione illecita di personale”. A insospettire gli investigatori, un’anomalia emersa dai controlli: “Appare strano che siano stati rilasciati un numero di pass superiore ai lavoratori trovati al momento dell’ispezione”. E anche se nell’inchiesta non ci sono indagati, l’ispettorato “comunicherà l’esito degli accertamenti con i provvedimenti che saranno adottati a carico delle società. Anche perché — conclude l’informativa — allo stato attuale risultano esserci casi di lavoro nero”.

La “bulla di Bollate”: i compagni di scuola si schierano con lei

rissa-bollate-tuttacronacaHa fatto scalpore il video che mostra una ragazzina picchiare una compagna di scuola a Bollate, nel Milanese, mentre la vittima chiede aiuto e attorno a lei, oltre a chi filma, i ragazzi ridono. I compagni di scuola, in tutto questo, si schierano con la “bulla”, come spiega Davide Milosa sul Fatto quotidiano:

Lorenzo chiacchiera con due amici. Dice: “Io so tutto e le cose non sono andate proprio come è stato scritto. A iniziare con gli insulti anche pesanti è stata Sara”. Si riferisce alla 14enne del Levi picchiata da una coetanea davanti ad almeno venti ragazzi che al posto di intervenire hanno riso, incitato, filmato e messo l’intera sequenza su Facebook. Giovanna, bionda, tuta grigia. E Sara, jeans, giacca marrone”.

Lorenzo ritiene che alla base dell’accaduto ci sia una lite nata tempo prima, come spiega ancora il quotidiano:

“Alla base di tutto c’è un ragazzo: l’ex di Giovanna è l’attuale fidanzato di un’amica di Sara. “Lei non c’entrava niente, eppure si è messa di mezzo”. Insomma, dopo che il caso è finito sul tavolo dei carabinieri di Rho con una denuncia querela nei confronti della ragazzina bionda, le versioni degli studenti, pur condannando la violenza, ribaltano i fatti. E come spesso avviene, il giorno dopo la colpa ricade sulla vittima che ha provocato”.

Sempre stando a quanto riporta ancora il giornalista, il presideinterrompe l’intervista a Lorenzo mentre gli insegnanti tacciono:

“Fuori dal portone, sotto la tettoia che conduce al parcheggio, gli insegnanti scappano. Non parlano. Chi lo fa non dice il nome e nemmeno la materia che insegna. Solo si limita a dire: “I nostri studenti sono rimasti molto colpiti, è un fatto grave, ma certamente isolato”. Parla un po’ di più la preside Rosaria Pulia. “Ci siamo accorti giovedì del video e subito abbiamo chiamato i carabinieri”. E i genitori di Sara che fino a quel momento nulla sapevano. Si punta il dito contro “l’indifferenza” di chi non è intervenuto e contro “la non consapevolezza dell’uso dei social network”.

Ma non è tutto. Altri ragazzi sostengono che la ragazzina picchiata se la sia “cercata”:

“Gli schiaffi – dice un alunno di prima – quella se li è cercati”. Dalle aule ci si sposta davanti al cancellone giallo che separa il parcheggio da via Varalli. Qui i ragazzi parlano a ruota libera e tutti ripetono la stessa cosa. Sandy, origini calabresi, faccia tonda, occhi brillanti, ombrellino rosa sotto la pioggia è stata l’unica a intervenire dopo il primo calcione. “A quel punto stava esagerando”. Va avanti: “Non dico che Sara se l’è cercata, però nei confronti di Giovanna ha usato parole grosse”. Le dà della “troia e puttana”. Le dice: “Domani ti aspetto fuori dalla scuola”.

E non importa la denuncia per il pestaggio: la “bulla” rivendica sul web le sue ragioni:

“Giovanna non cambia idea e dal suo profilo su Ask rilancia: “Se lei non faceva la buffona, non mi insultava, non si intrometteva, tutto ciò non succedeva! Spero abbia capito la lezione!”. Il discusso social network, per molti il vero paradiso dei cyber-bulli, torna così al centro della cronaca”.

Ora si cerca chi ha girato il video e lo ha messo in rete, come si spiega ancora nell’articolo:

“Ora sta cercando chi ha girato il video e lo ha messo in rete”. Perché il vero squallore di questa vicenda sta nell’assistere alla violenza senza intervenire filmando tutto come fosse un gioco”.

Bullismo nel Milanese: il video della ragazzina picchiata davanti a scuola

rissa-bollate-bullismo-tuttacronacaIl bullismo spopola in rete, come testimonia il video che mostra una ragazzina picchiare ferocemente una coetanea senza che nessuno intervenga. Meglio filmare il tutto e postarlo in rete. E ora un episodio di bullismo avvenuto nei giorni scorsi a Bollate, in provincia di Milano, è diventato un caso mediatico. Il video, cruento nei contenuti, è circolato su Facebook e ora lo hanno preso in visione i carabinieri. Il filmato che riprende il pestaggio è stato in parte censurato per proteggere la privacy dei minori, vi si sentono bestemmie e incitamenti da parte degli altri presenti mentre altri semplicemente guardano senza intervenire. In tutto questo, la giovane aggredita continua a chiedere aiuto, inascoltata.

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Dal 10 febbraio poliziotti armati… di spray al peperoncino!

polizia-spray-peperoncino-tuttacronacaDal 10 febbraio al 10 agosto i poliziotti dei reparti di Milano, Roma e Napoli saranno “armati” di spray al peperoncino. Si tratta di una sperimentazione per il personale delle forze di polizia. Recita una nota del Viminale: “Dopo una attenta analisi intrapresa con le Direzioni centrali del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, tra cui la Direzione Centrale di Sanità, è emerso il comune intendimento di far utilizzare dispositivi spray al personale delle Forze di Polizia impegnate in attività di controllo del territorio. Al fine del corretto utilizzo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ha emanato un disciplinare per il maneggio, l’impiego, la custodia e lo stoccaggio degli strumenti di dissuasione che nebulizzano principi attivi naturali a base di `oleoresin capsicum´, già in libera vendita e porto. Il documento delinea le linee operative, i presupposti per l’utilizzo, le norme di sicurezza, le precauzioni e i luoghi di impiego, oltre alle misure di decontaminazione. E’ uno strumento di autodifesa dell’operatore impegnato nei servizi di controllo del territorio, che non può essere usato in via preventiva o intimidatoria, ma a cui si può far ricorso a fronte di una azione minacciosa o violenta per evitare conseguenze ulteriori, e solo dopo il fallimento della fase di mediazione e negoziazione; sempre nel rispetto della proporzione tra offesa e difesa».

Come Kabobo: algerino aggredisce un passante con la mannaia

aggressione-mannaia-milano-tuttacronacaPaura a Milano, alla stazione Centrale, dove un 31enne  algerino, come dimostrano le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso,   ha aggredito un 39enne tunisino. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer che hanno arrestato l’aggressore. La vittima è stata colpita al volto e al braccio con un coltello da macellaio con lama larga circa 5 cm e lunga 30 cm. È grazie alle immagini che l’algerino è stato identificato, catturato e arrestato dalla Polfer martedì sera, l’accusa è di tentato omicidio. L’aggressione del 39enne tunisino sarebbe avvenuta per futili motivi, ancora da chiarire.

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Ergastolano evaso: fermate quattro persone

evaso-gallarate-tuttacronacaA seguito dell’evasione di Domenico Cutrì, sono state prima interrogate e poi fermati dai carabinieri di Gallarate, in provincia di Vare, tre residenti nell’hinterland milanese che sono sospettati di aver fatto parte del commando in azione lunedì. Una quarta persona è stata invece fermata a Napoli. Si tratta di un pregiudicato di origini napoletane che da tempo abitava nel milanese. L’interrogatorio delle tre persone è durato tutta la notte e i fermati hanno negato qualsiasi addebito. Contro di loro, tuttavia, i Cc hanno raccolto “gravi elementi di colpevolezza”. Sono stati quindi trasferiti nel carcere di Busto Arsizio. Uno di loro ha importanti precedenti pensali. I tre hanno cercato di coprirsi il volto per non farsi fotografare e riprendere dalle telecamere. Uno di loro si è coperto il volto con l’ordinanza di fermo.

“L’ho uccisa io”: confessa la coinquilina dell’iraniana uccisa

iraniana-uccisa-tuttacronacaGagandeep Kaur, la 30enne indiana accusata, assieme al fidanzato Rajeshwar Singh, dell’omicidio della stilista iraniana Mahfab Ahadsavoji, la giovane il cui corpo era stato portato, partendo da Milano, prima a Lecco e poi al Lido di Venezia all’interno di un trolley, ha detto agli inquirenti che ad uccidere la donna sarebbe stato il suo compagno, usando una corda poi fatta sparire. In seguito, la ritrattazione: “sono stata io, lui non è stato”. Un “pesantissimo quadro indiziario”, una confessione informale di lei a un agente di polizia e “la contraddittorietà e l’inverosimiglianza delle loro dichiarazioni” non hanno lasciato dubbi. E così oggi il gip Chiara Valori ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Rajeshewar Singh e Gagandeep Kaur, i due fidanzati di 29 e 30 anni.

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Arriva la moneta ufficiale dell’Expo 2015

expo-moneta-tuttacronacaE’ Repubblica a mostrare le immagini della moneta ufficiale di Expo Milano 2015, che sarà protagonista alla ‘World Money Fair’ di Berlino, la kermesse mondiale della numismatica, dove verrà presentata in anteprima internazionale, come spiega ancora il quotidiano nella sua edizione milanese, “con esemplari già prodotti e alcuni prototipi, tra cui la ‘Grandi dimensioni’, la Eco Coin in metallo riciclato, le tipologie Oro, Argento, e Titanio colorato, oltre a sperimentazioni di card-coins intelligenti e di coniazioni speciali, fino a esemplari in metallo prezioso color rosa ispirato al progetto Expo 2015 ‘We Women for Expo’. In quella occasione verranno anche rese note le quotazioni. La moneta simboleggia l’unità dei continenti, mostrando su un lato il numero uno ripetuto cinque volte e sull’altro, dove appare al centro il logo dell’Expo, le cinque foglie di altrettanti alberi peculiari di ogni continente”.

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Anziani morti in casa, giallo a Milano

polizia-milano-corpi-anziani-tuttacronaca

Vivevano in modo riservato, con pochi contatti all’esterno e soprattutto nell’ultimo periodo avevano chiesto al portiere di non essere disturbati neppure per la corrispondenza. Queste sono state le ultime volontà della coppia di anziani,  Robert Duchmar e Clelia Fioroni rispettivamente di 71 e 68 anni trovati morti all’interno del loro appartamento in via Washington 71 a Milano. A dare l’allarme i vicini che lamentavano un cattivo odore provenire dall’appartamento della coppia senza figli. Un giallo quello di Duchmar e Fioroni perché all’interno dell’appartamento non è stato lasciato nessun biglietto d’addio, i corpi non presentano segni di violenza e i cadaveri sono stati rinvenuti in due stanze diverse: lui era steso in camera da pranzo e lei riversa davanti alla vasca da bagno. La casa era in buone condizioni, le luci erano accese e una stufetta era attiva. Si ipotizza anche che uno dei coniugi possa essere deceduto per cause naturali e l’altro abbia deciso di seguirlo. Nella borsa della moglie c’era un flacone di psicofarmaci, ma solo l’autopsia potrà ora chiarire le cause del decesso. Pare però che lo stato dei corpi fosse diverso e ciò potrebbe essere dovuto al microclima delle stanze in cui si trovavano, o allo scarto temporale della morte.

 

La caccia all’evaso Cutrì si espande in tutta Italia

cutrì-evasione-tuttacronacaIeri a Gallarate, in provincia di Varese, un commando ha fatto evadere l’ergastolano 32enne Domenico Cutrì mentre il fratello minore, il 20enne Antonino, è morto in ospedale a causa delle ferite riportate nello scontro a fuoco con gli agenti della Polizia penitenziaria durante l’assalto armato al furgone della polizia. Ora le ricerche si sono estese in tutta Italia e carabinieri e polizia, oltre all’evaso, cercano altri due o tre uomini.

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