Renzi inizia con tagli: a partire dal telefono dei parlamentari!

cellulare-parlamentari-tuttacronacaIl governo Renzi pensa ai tagli e fa la sua prima mossa per colpire i parlamentari. O meglio, le loro telefonate gratis. Il loro rimborso annuo scende infatti a 1200 euro rispetto ai quasi 4mila di cui avevano beneficiato fino ad oggi. Si legge sul Corriere della Sera: “Rimborso forfettario di circa 4.000 euro…se poi a chiamare fosse il figlio, la moglie, la sorella, la madre, il padre, la nonna o il nonno, l’amico o l’amica del parlamentare in questione, poco importava. E se la conversazione fosse privata, interessava ancora meno…Ora dovrà essere dimostrato che a fare quelle telefonate sono stati i deputati nell’esercizio del loro mandato parlamentare”.

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Ma quanto ci costa Roma, “capitale del debito”?

ignazio-marino-tuttacronacaSi continua a parlare del Salva Roma e Fosca Bincher affronta l’argomento su Libero in un pezzo dal titolo “La capitale del debito” spiegando che, così come lo è la città, è “Eterno pure il salva Roma. Ci costerà altri 15 miliardi”. Quello che accadrà ora, spiega la giornalista, è che la Capitale “sarà salvata a puntate, ma il copione è già scritto, e il conto della spesa pure: 15 miliardi di euro. Ora è arrivata la tranche da 600 milioni di euro (570 +30) con il decreto legge di Matteo Renzi che pur borbottando si è piegato alle minacce del sindaco capitolino Ignazio Marino”.

Ma il conto della spesa è ancora lungo, e facendo veni- re un brivido sulla schiena dei contribuenti italiani l’ha ben spiegato ieri sul quotidiano Il Messaggero il professore Mas- simo Varazzani, che da metà 2010 guida la gestione com- missariale del debito pregres- so di Roma. Il manager (e banchiere: ha maturato esperienze in Ban- kitalia, al Credito italiano e al- la Cassa depositi e prestiti), quando arrivò il 26 luglio 2010 si trovò di fronte un vero e proprio muro del debito: 22 miliardi e 400 milioni di euro. In gran parte erano debiti fi- nanziari (prestiti e mutui bancari) che ammontavano a 13,8 miliardi di euro. Ma c’erano anche debiti non fi- nanziari per 8,6 miliardi di euro (dalle multe a quelli commerciali). Varazzani si mise al lavoro.

Ottenne una entrata certa da parte del Te- soro: un contributo annuale perpetuo da 500 milioni di euro. Il governo poi si fa rida- re dal Comune di Roma 200 milioni di euro, che per 180 milioni sono pagati dai citta- dini della Capitale grazie a un aumento ad hoc dell’Irpef co- munale, e per 20 milioni sono assicurati dai viaggiatori di tutto il mondo costretti a pa- gare una sovrattassa di im- barco agli aeroporti di Fiumi- cino e Ciampino. Varazzani a quel punto ha la certezza di avere in tasca ogni anno 500 milioni di euro «per sempre». Si mette al lavoro. Scopre che alcuni debiti sono inesigibili, e semplicemente li cancella. Al Comune di Roma avevano svuotato come si dice tutti i cassetti senza nemmeno guardare. Salta fuori ad esempio che continuavano a inseguire 360 milioni di euro di vecchie multe ormai estinte perché da anni era intervenuto un condono. Un credito inesigibile che quindi viene cancellato. Per fortuna accade pure con qualche vecchio debito. Che risulta al primo controllo già saldato. Varazzani dice al governo allora in carica: «Per i debiti finanziari dove posso ricontratterò. Cercherò di fare in fretta e pagare tutti i debiti non finanziari. Quando avrò saldato l’ultimo cent di questa partita però me ne andrò, e la gestione commissariale dovrà esser chiusa». Grazie al contributo perpetuo da 500 milioni è andato dalle banche, e ha scontato con varie operazioni che vengono rinnovate già 30 anni di contributi. E cioè 15 miliardi di euro futuri, che verranno presi per 6 miliardi dalle tasche dei ro- mani e per 9 miliardi da quelle di tutti gli italiani. Man mano ha pagato i debiti, con un lavoro che ha fatto risparmia- re centinaia di milioni di euro di interessi passivi.

Al 31 dicembre scorso ne sono restati in tutto 14,9 miliardi, la gran parte finanziari. Secondo il suo ruolino di marcia nel 2017 avrà pagato tutti i debiti non finanziari, a patto che Marino si dia da fare e regoli debiti fuori bilan- cio, contenziosi ed espropri che in tutto valgono un mi- liardo di euro. A quel punto Varazzani se ne andrà, e la gestione commissariale sarà chiusa. Ma attenzione, non per le tasche degli italiani. Perché – ed è lui stesso a spiegarlo – a quel punto resterebbero i mutui. Quanto? «Qualcosa più di 5 miliardi di euro». Nove già scontati in banca per il futuro, qualcosa più di 5 miliardi alla fine, e 600 milioni di euro ora nella prima tranche: ecco fat- to il conto finale di 15 miliardi prelevati dalle tasche degli italiani (più altri 6 miliardi che verranno da quelle degli abitanti e viaggiatori di Ro- ma). Se vuole restare in sella fino alla fine della legislatura – dunque – Renzi è meglio che metta da parte risorse per Ro- ma. Perché fra 3 anni gli ar- riverà un conto dieci volte su- periore a quello pagato con- trovoglia oggi. «Lo Stato deci- derà che fare. O versa un nuovo contributo annuale per pagare le rate di quegli ol- tre 5 miliardi di mutui, oppu- re salda la cifra subito e li chiude tutti risparmiando su- gli interessi e spalmandosi la spesa su più anni, cosa che la gestione commissariale non può fare…».

Buffon e la moglie sono in crisi? Dagospia querelato per 750mila euro

Gigi-Buffon-e-Alena-Seredova-tuttacronacaSi è parlato tantissimo della presunta crisi tra il portiere della Juve e della Nazionale Buffon e la moglie Seredova ma ora Dagospia, dal suo sito, lancia l’allarme: “Attenti a scrivere e a dire della crisi del matrimonio di Alena Seredova con Gigi Buffon”. Il rischio che si corre? “Potreste finire ricoperti da una tonica querela con una richiesta di risarcimento danni di (almeno) 750mila euro”. E ancora Dagospia continua: “Insomma, abbiamo scherzato. Gigi Buffon ha lasciato il tetto coniugale per andare a vivere in casa di Riccardo Grande Stevens solo per un fatto di arredamento…”

Pisapia e la frecciata a Marino: “Milano ce l’ha fatta da sola”

pisapia-milano-tuttacronacaOggi a Palazzo chigi si è discusso del decreto Salva-Roma e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non ha mancato di lanciare una frecciata a distanza al suo collega romano Ignazio Marino: “Milano, ancora una volta, ce l’ha fatta da sola. È chiaro che, quantomeno, non ci deve essere, rispetto alle spese straordinarie per Expo, un silenzio da parte del governo, ma so che c’è una grande attenzione, tanto è vero che lunedì saranno, a Milano, 4 ministri, con cui discuteremo delle nostre necessità e, una delle prime, è, sicuramente, la deroga al Patto di Stabilità, quantomeno per le opere di Expo”. A margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar di Milano Pisapia ha inoltre assicurato: “Non voglio fare polemiche con altre città, con altri sindaci, quello che è necessario è che ci sia un rilancio dell’intero Paese”, e ha spiegato: “Non è un problema di Roma o di Milano ma dell’intero Paese”. Quindi ha concluso: “È l’intero Paese che deve essere smosso, deve essere rilanciata l’economia, dare possibilità di nuova occupazione e, sicuramente, Milano ha dimostrato che è all’avanguardia: ha resistito e superato la crisi e qua devono esserci gli investimenti necessari per salvare il Paese da una crisi profonda”. A quanto ha appreso l’Ansa, nel testo del decreto Salva Roma approvato dal Consiglio dei Ministri sono stati inseriti 25 milioni di euro destinati a Expo 2015, che erano già stati previsti nel precedente Salva Roma.

Il primo Cdm dell’era Renzi… e Topo Gigio come ambasciatore!

topo-gigio-tuttacronacaSi è tenuto il primo Consiglio dei Ministri dell’era Renzi ed è stato il via libera a un nuovo dl Salva Roma, che servirà a colmare il buco di bilancio della capitale. Il sottosegretario Delrio ha precisato: “La cifra rimane la stessa ma le modalità sono diverse: non c’è un trasferimento di soldi dal governo al comune di Roma, ma tra il Commissario (che dal 2008 gestisce il piano di rientro governativo, varato nel 2008, ndr) e il Comune. I soldi anziché essere diluiti nel tempo vanno erogati. Ovviamente ci vuole poi un piano di rientro”. Ancora, il sottosegretario ha parlato della Tasi: “è una tassa municipale che andrà regolata dai sindaci come è giusto che sia e che saranno in grado di renderla più equa e flessibile” . Questo significa sostanzialmente che gli enti locali potranno anche effettuare i ritocchi verso l’alto concordati con il precedente esecutivo. Un punto, questo, che ha subito scatenato i commenti negativi di Forza Italia. Sempre nel corso del CDM, che ha dato il via libera alla nomina dei nuovi sottosegretari e viceministri, “è stata introdotta una procedura unica per la domanda e l’autorizzazione del permesso di soggiorno e quella del lavoro. Un unico documento in cui vengono unificate le due procedure”. Infine, è stata cancellata la cosiddetta web-tax. Lo ha spiegato Delrio in conferenza stampa e lo ha confermato lo stesso premier via Twitter. Che ha puntualizzato: “Rimossa la web tax, ne riparleremo in un quadro di normativa europea”.

Nel frattempo Cino Tortorella, meglio noto come Mago Zurlì, ha parlato del Salva Roma: “Propongo Topo Gigio come ambasciatore del made in Italy in tutto il mondo. Aiuterei sia Marino che Renzi”. A chiamarlo in causa, ieri, era stato proprio il sindaco di Roma: “Io non sono il mago Zurlì”, aveva detto Marino. E lui oggi si dichiara disponibile ironicamente ad aiutare il primo cittadino: “Ieri mi ha citato il sindaco Marino e qualche tempo fa lo stesso Renzi – ha spiegato – e li ringrazio entrambi per avermi evocato perchè ormai Mago Zurlì è un personaggio come Mago Merlino. Resto a disposizione per fornire a loro, ed a chi veramente voglia fare qualcosa di concreto per l’Italia ma soprattutto per i cittadini italiani. Con me c’è anche Topo Gigio che si offre come ambasciatore del Made in Italy. Sarò felice di dare il mio modesto contributo a titolo gratuito. Per il compenso di Topo Gigio, credo che possa bastare un pezzo di Groviera”. Tortorella ha poi aggiunto: “Il mio è stato solo uno scherzo e non una critica. Vivo a Milano e se dicesse qualcosa il sindaco della mia città, una piccola critica gliela farei. Ho quattro figli e vorrei sicuramente una Italia più serena. A Renzi di sicuro una mano – conclude – gliela darei volentieri non solo con i superpoteri di mago Zurli ma anche come Cino Tortorella se facesse qualcosa di utile per i bambini perchè per loro ci sarei sempre al di là del partito politico che me lo chiede”.

Record italiano in negativo: disoccupazione al 12,9%, tra i giovani sale al 42,4%

disoccupazione-record-tuttacronaca12.9%. E’ questo il tasso di disoccupazione emerso dai dati provvisori Istat che mostrano quindi un aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti nei dodici mesi. I disoccupati sfiorano i 3,3 milioni. Si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero gennaio 2004, e di quelle trimestrali, cioè il primo trimestre del 1977. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 293 mila, aumenta dell’1,9% rispetto al mese precedente (+60 mila) e dell’8,6% su base annua (+260 mila). A farne le spese anche i giovani, con il tasso di disoccupazione che sale al 42,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4 punti nel confronto tendenziale. Anche in questo caso, si tratta del tasso più alto dall’inizio delle serie storiche mensili, ovvero gennaio 2004, e di quelle trimestrali, cioè il primo trimestre del 1977. I 15-24enni disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca sono 690 mila. Scrive l’Huffington Post:

La dimensione dell’emergenza occupazionale emerge anche se si guarda all’andamento del mercato del lavoro nell’intero 2013: secondo l’Istituto di statistica, l’anno scorso gli occupati sono diminuiti di 478 mila persone (-2,1%) rispetto al 2012, ovvero di quasi mezzo milione. Si tratta della maggiore emorragia di occupati dall’inizio della crisi. I disoccupati, nella media del 2013, hanno raggiunto quota 3,1 milioni con un aumento del 13,4% rispetto al 2012; quasi la metà dei disoccupati risiede nel Mezzogiorno (un milione 450 mila). L’anno scorso il tasso medio di disoccupazione è arrivato al 12,2%. Era al 10,7% l’anno precedente.

Di fronte a simili dati record, il neo ministro Matteo Renzi non poteva certo restare indifferente e già in mattinata si è rivolto agli utenti della rete con un Tweet:

tweet

Il braccio di ferro Renzi-Marino: oggi in CDM il nuovo decreto Salva Roma

salvaroma-tuttacronacaRenzi è sempre stato il difensore del “partito dei sindaci” ma non per questo Ignazio Marino ha una strada preferenziale e ormai con il neo premier è già ai ferri corti. Tutto è iniziato quando il governo ha ritirato il dl Salva Roma. Il primo cittadino della Capitale ha risposto con attacchi frontali: “Io da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani no”. Un messaggio letto come assist all’antipolitica, in perfetto stile grillino, proprio mentre i partiti di governo tentano di salvare la Capitale dal default. E mentre il tempo scorreva, Marino diventava sempre più allarmista: “Per marzo non ci saranno i soldi per i 25 mila dipendenti del Comune, per il gasolio dei bus, per tenere aperti gli asili nido o per raccogliere i rifiuti”. E giusto per gettare altra benzina sul fuoco: “neanche per organizzare la santificazione dei due Papi, un evento di portata planetaria”. Marino è sul piede di guerra: “Sono veramente arrabbiato, anche i romani sono arrabbiati e hanno ragione, dovrebbero inseguire la politica con i forconi”. Quest’ultima uscita non è piaciuta a nessuno del Pd e ha mostrato una volta in più come i rapporti siano sempre più tesi. Il sindaco della Città Eterna, poi, se la prende contro chi si è opposto al Salva Roma e vi ha fatto piovere sopra un numero enorme di emendamenti: “Il parlamento non può essere un centro studio o un centro divertimento per gli onorevoli della Lega o del M5S”, dice. Ma non risparmia un sarcasmo che sembra avere obiettivi ben più ampi: “Questo decreto è rimasto 42 giorni in Senato, io nello stesso tempo mi sarei laureato in fisica”. Ma a MArino non piace neanche il nome “bugiardo” dato al decreto Salva Roma e attacca ancora i leghisti: “In altri Paesi movimenti sorti da persone che bruciano la bandiera di solito li mettono in prigione e buttano le chiavi”. Ma le dimissioni, in questo momento, non sono un suo pensiero: “Si annunciano quando si è pronti a dimettersi. In questo momento non risolverebbero”. Il primo cittadino si è placato solo dopo delle telefonate infuocate con Palazzo Chigi, in particolare con un Renzi furioso per le uscite del sindaco di Roma. E alla fine, Marino fa un respiro: “Io ho fiducia perché sia Delrio che Renzi sono stati sindaci e conoscono cosa significa gestire un bilancio ed avere a che fare con le esigenze dei cittadini”.

“Roma si blocca già da sola”: Brignano commenta Marino

brignano-tuttacronacaDopo che il governo ha annunciato il ritiro del dl Salva Roma, il primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino, oggi ha minacciato di bloccare la città la prossima domenica. Enrico Brignano ha voluto esprimere la sua opinione al riguardo commentando all’Ansa: “È difficile bloccare Roma, era appannaggio dei grandi imperatori. Tanto comunque Roma si blocca già da sola, quindi gli rimane facile”. Lo showman, che ha preso la parola margine della presentazione del programma Il meglio d’Italia, ha quindi proseguito: “Tutti dicono, ‘lo vedi, ecco Marino’. Spero che il sindaco comunque riesca alla fine a salvare questa città. Come? Non lo so se bloccandola, impacchettandola, incellofanandola, veda lui… Insomma, che alla fine sia illuminato. Del resto questa è una città che era difficile governare dai tempi del papa re e di Traiano. Ma io sono convinto che Marino alla fine ce la farà, lasciamolo lavorare”.

Niente Salva-Roma? Marino minaccia il blocco della città

ignazio-marino-tuttacronacaIeri il governo ha bloccato il decreto Salva-Roma e ora il primo cittadino della Capitale, Ignazio Marino, minaccia che in assenza di risposte rapide bloccherà la città. Intervenendo a Radio24 ha detto: “Da domenica blocco la città. Quindi le persone dovranno attrezzarsi, fortunati i politici del Palazzo che hanno le auto blu, loro potranno continuare a girare, i romani non potranno girare”.

Partire all’avventura “causa crisi”: la storia di Paola

paola-bici-tuttacronacaPaola Gianotti ha 32 anni e un obiettivo: compiere il giro del mondo in bicicletta. La decisione è arrivata dopo che si è vista costretta a chiudere la sua società di comunicazione a causa della crisi: Paola non si è lasciata abbattere e ha deciso di approfittarne per realizzare il suo sogno e portare a termine l’impresa che solamente due persone hanno provato a compiere. La partenza è fissata per l’8 marzo da Ivrea, da dove inizierà a pedalare alla volta di Europa, Sud e Nord America, Australia, Asia, 30mila chilometri da percorrere in 145 giorni. Se ce la farà, sarà primato da Guinness: la prima italiana, la 2/a donna al mondo dopo la greca Juliana Bhuring.

La Capitale a rischio default: il governo ritira il Salva Roma

default-roma-tuttacronacaIl governo ha ritirato il decreto Salva Roma prima della sua conversione in legge. Come comunicato dal ministro ai capigruppo di Montecitorio riuniti Maria Elena Boschi, infatti, il governo ha preso atto dell’ostruzionismo e per questo ha ritirato il provvedimento. Lo stesso decreto era stato bloccato ieri alla Commissione Bilancio da 350 emendamenti di M5S e Lega (che oggi rivendica la vittoria parlamentare). Vista la situazione, non ci sarebbe stato tempo per la conversione entro il 28 febbraio. Lo stesso Partito democratico ha così deciso per il ritiro e il Governo si è adeguato, anche se ora il Comune di Roma rischia seriamente di essere commissariato. Quello di ieri è il secondo stop, dopo il ritiro dalla legge di stabilità di fine anno: il default, la bancarotta è vicina. Preoccupati anche i sindacati, con Cgil, Cisl e Uil che affermano: “bloccare il Salva Roma è un grave danno per la città” mentre gli imprenditori temono il blocco delle commesse. Scrive Mauro Evangelisti su Il Messaggero:

L’anno scorso Roma registrava un disavanzo di 816 milioni di euro: il decreto ha consentito un travaso di risorse dalla gestione commissariale per circa 300 milioni. Stessa musica nel 2014: lo squilibrio è vicino al miliardo e altri 175 milioni arrivano dal Salva-Roma che prevede un percorso di affiancamento da parte del Ministero dell’Economia, con il Campidoglio chiamato a presentare un piano di rientro triennale.

Il neoministro per le Riforme e i Rapporti con il Parlamento ha inoltre annunciato che il Governo varerà “un nuovo provvedimento, dopo una valutazione dei contenuti”, che contenga anche le norme sull’Expo e sulla Sardegna. Quello a cui si mira è evitare un’altra pioggia di emendamenti ostruzionistici, anche se l’ipotesi di una fiducia sul nuovo decreto è stata scartata dal sottosegretario Del Rio. Per evitare, certo, che il Governo Renzi prosegua con la cattiva prassi della fiducia che annulla il dibattito: ma, da più parti, si scorge il tentativo di far fuori il sindaco Marino, magari spingendolo alle dimissioni. Da parte sua, il primo cittadino della capitale denuncia l’irresponsabilità dei grillini con i quali aveva cercato anche una difficile interlocuzione. La Capitale, in caso di default, rischia un danno enorme a partire dai pagamenti, alla tenuta delle imprese, alle obbligazioni sottoscritte.

Ruba soldi dalla cassa del negozio dove lavora: le aumentano lo stipendio

commessa-ruba-soldi-tuttacronacaE’ il quotidiano La Nazione a raccontare quanto accaduto in un negozio di Arezzo dove una commessa è stata sorpresa a sottrarre denaro dalla cassa. Nessuna denuncia per lei, nè il proprietario ha deciso di licenziarla: ha invece scelto di aumentarle lo stipendio. La donna ha infatti spiegato il motivo del suo gesto: “L’ho fatto per i miei figli, sono disperata, mio marito ha perso il lavoro da un anno”. Per questo motivo il capo, compreso il disagio della sua dipendente, l’ha perdonata e, anzi, le ha aumentato di 150 euro la bista paga mensile.

Ucciso dalla crisi, corpo ritrovato un mese e mezzo dopo nel Po

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Ucciso dalla crisi economica e soprattutto dai motivi economici che hanno portato l’imprenditore piacentino Renzo Rasparini, 61 anni di Pontenure, nel Piacentino a togliersi la vita. Il corpo è stato rinvenuto del Po circa un mese e mezzo dopo la scomparsa. L’uomo,sposato con due figli, aveva una piccola azienda di impianti tecnici e aveva contratto molti debiti con le banche a causa del lavoro. Il 6 gennaio era uscito di casa e non aveva più fatto rientro. L’unica testimonianza era quella di un tassista che aveva riferito ai carabinieri di averlo portato una sera nella zona dell’argine di Po a Piacenza. Il corpo è stato notato il 21 febbraio da un pescatore vicino a Cremona.

I due “ok” del Senato: “svuota caceri” e destinazione Italia

senato-voto-tuttacronacaSono stati approvati, nella giornata di mercoledì 19 febbraio, due decreti legge. Al Senato, con 121 voti a favore e 91 contro, è diventato legge il provvedimento Destinazione Italia, che definisce norme per il contenimento di tariffe elettriche e gas, per ridurre i premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, sviluppo e digitalizzazione delle imprese, nonché misure per opere pubbliche e Expo 2015. Voto positivo anche per il dl “svuota carceri”, che ora diventa a sua volte legge. Il decreto è stato approvato, a due giorni dalla sua scadenza e in seconda lettura, con 147 sì e 95 no. Il provvedimento prevede una riduzione controllata dei detenuti, grazie a una serie di misure come l’ampliamento dell’affidamento in prova, di sconti di pena per i detenuti più meritevoli e dell’utilizzo dei braccialetti elettronici.

 

A mano armata nello studio del notaio!

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La crisi di un imprenditore calabrese di 47 anni rischiava davvero di avere ripercussioni gravi, quando l’uomo armato di pistola è entrato nello studio di un notaio di Reggio Emilia e ha minacciato di ucciderlo se non gli avesse dato i soldi per curare la figlia. L’imprenditore aveva due aziende che sono fallite e si trova in grave difficoltà economica. Gli agenti della mobile hanno disarmato il 47enne arrestandolo per tentata estorsione, sequestro e porto illegale di arma.

Omicidio-suicidio causa crisi: le banche vogliono anche le spese funebri

romano_dubrilla-tuttacronacaEra il 25 gennaio 2010 e a Valliera, frazione del Comune di Adria, in provincia di Rovigo, il cadavere di due persone veniva trovato nella loro abitazione. Si trattava dell’impresario edile Romano Borin, di 62 anni, e della moglie, la casalinga 59enne Dubrilla Moschini. Si trattava di un omicidio-suicidio, con l’uomo che aveva ucciso la consorte con un colpo di pistola per poi rivolgere l’arma contro se stesso. Alla base di quel gesto, ci sarebbero le banche. In un memoriale Romano Borin spiega il motivo per il quale vuole farla finita: non vede una via d’uscita dalla situazione finanziaria nella quale la sua attività si trova. La figlia della coppia, Marzia, ha presentato un esposto: “Dal memoriale si evince che Borin fosse conscio che tali operazioni bancarie gli avrebbero impedito il proseguimento di qualsiasi attività. Ultimamente ci è stato chiesto anche di restituire l’oro di famiglia e i pochi soldi lasciati per le spese funebri. Questo non lo accettiamo”.

Seredova-Buffon-D’Amico: il mistero del triangolo s’infittisce

Buffon-Seredova-DAmico-tuttacronacaSi arricchisce di nuove indiscrezioni il presunto triangolo tra Alena Seredova, Gigi Buffon e Ilaria D’Amico. Il settimanale Chi racconta infatti che la giornalista si sarebbe recata dallo storico avvocato della Juventus, Grande Stevens, nel palazzo in Via Manzoni. Con lei, a bordo di una Jeep bianca, tre bodyguard mentre degli ombrelli l’avrebbero celata alla vista. Dopo l’incontro con il legale, la giornalista sarebbe poi salita a bordo di una Fiat di colore nero. Ovviamente la curiosità di scoprire cosa si nasconde dietro questo incontro misterioso con Grande Stevens e il cambio di automobile è tanta, ma certo è che la storia continua. Nel frattempo il portierone della Juve e della Nazionale ha detto: “Sono una persona leale, non ho nulla di cui pentirmi”. E ancora, a Sky Sport racconta: “Isolarmi da tutto? Ho un lavoro talmente bello, mi prende e mi entusiasma. Lotto insieme alla società, ai miei compagni, all’allenatore per traguardi sempre prestigiosi”. E aggiunge: “Molta della mia attenzione è dedicata al campo. Per il resto, a 36 anni una persona è matura. Ho sempre avuto un sano spirito autocritico e per cui quando mi guardo in faccia, allo specchio, so di essere una persona con i miei difetti, come tutti. Sono anche una persona molto leale e schietta. Per cui non ho nulla di cui dolermi”.

I segni della crisi: in Italia sempre più under 35 vivono con i genitori

bamboccioni-tuttacronacaAll’ultimo Rapporto sulla coesione sociale sono state allegate delle tabelle elaborate in base a dati Istati che hanno rilevato come 6 milioni 964 mila i giovani tra i 18 e i 34 anni vivano con almeno un genitore. Si tratta del 61,2% degli under 35 non sposati. Una percentuale che nel 2012 risulta in crescita di due punti sul 2011. L’indagine ha emergere che è in crescita il numero di under 35 non ancora indipendenti ma che si devono appoggiare ai genitori e che non sono ancora in grado di progettare un futuro. Si tratta di 31mila giovani in più rispetto all’anno precedente, che ancora mangiano e dormono con la mamma e il papà. E soprattutto non sono solo ventenni: se tra i 18 e i 24 anni vivono a casa con i genitori in 3 milioni 864 mila, la cifra non si abbassa più di tanto andando a guardare tra i 25-34enni (3 milioni 100 mila). In altre parole a cavallo tra i 20 e 30 anni chi ancora non si è sposato in quasi la metà dei casi se ne sta con i suoi piuttosto che andare a vivere per conto proprio. Tornando alle percentuali, riferite alle persone celibi e nubili under 35, si scopre come il fenomeno sia più accentuato al Sud (68,3%, pari a 2 milioni 36 mila ragazzi).

Il benzinaio si suicida e l’avvocato fa causa al Governo

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La crisi non ha lasciato scampo a Giovanni Zampieri, benzinaio di 56 anni suicidatosi mercoledì scorso lasciando un biglietto «La crisi mi ha tolto il sorriso», ma ora l’avvocato Gian Mario Balduin, del Coordinamento micro imprese per la tutela e lo sviluppo, ha presentato ai carabinieri di Abano una denuncia «per istigazione al suicidio» contro l’attuale Governo e quello precedente.  Un’azione clamorosa. Balduin se l’è presa in modo particolare con il presidente del Consiglio Enrico Letta e il suo Esecutivo. Oltre che con l’ex premier Mario Monti. «Anche i deputati e i senatori hanno assistito incuranti al volgere della crisi – spiega lo stesso avvocato – . Le conseguenze sono drammatiche».  La Procura di Padova viene invitata «a procedere alla individuazione delle persone che si sono suicidate o hanno tentato di farlo in Italia negli ultimi tre anni. Da quando cioè si è sviluppata in maniera virulenta una crisi economica senza precedenti con politiche recessive dei Governi».  Secondo Balduin «i suicidi per crisi negli ultimi anni sono stati una vera e propria strage silenziosa. Questo tema è finito al centro del dibattito politico, ma non si è giunti ad una conclusione. I nostri governanti si sono dimostrati sordi e insensibili a quanto successo». E non è finita qui.  «Purtroppo le croci aumentano giorno dopo giorno – continua l’esponente del Comitas – I politici non hanno fatto alcunché per arginare questo fenomeno».  Zampieri si è buttato mercoledì mattina dal decimo piano dell’ospedale di Padova. «La crisi mi ha tolto il sorriso» ha lasciato scritto in un biglietto rinvenuto nel suo ufficio, al distributore Eni di via Gattamelata della città. Il funerale di Zampieri verrà celebrato domani alle 10 nella chiesa parrocchiale di Cornegliana. Oggi alle 19, sempre nella chiesa della frazione, verrà recitato un rosario in suo ricordo.  Zampieri era conosciutissimo a Due Carrare. Fra le altre attività, è stato presidente del patronato di Carrara San Giorgio. Aveva sempre una buona parola e un incoraggiamento per tutti. Viene descritto come una persona dal cuore d’oro. L’intera comunità si sta stringendo attorno alla sua famiglia. Le origini del tragico gesto sarebbero da imputare a dei crediti non ancora riscossi. In realtà, non avrebbe mai parlato con nessuno delle sue difficoltà economiche. Nemmeno con gli amici di sempre. «Lunedì scorso, per la prima volta nella vita, non mi aveva sorriso – racconta un suo coetaneo – Non ero al corrente di particolari problemi in termini di soldi avanzati. In questo momento non sappiamo cosa pensare. Si tratta di un fatto inspiegabile». Ieri al suo distributore dell’Eni sono comparsi dei fiori. Sono stati portati dai suoi amici. Hanno anche esposto un cartellone con tutte le indicazioni riguardanti una manifestazione di protesta in programma dal prossimo 10 febbraio in piazza Montecitorio a Roma. «Per la sovranità popolare e per i nostri figli – recita lo stesso cartellone – Uniti sotto un’unica bandiera, senza simboli né violenza». E poi ancora: «Uniti si può e uniti vinceremo. Anche per te Giovanni e per il tuo sorriso».

Buffon fa le valigie: Alena lo caccia!

gigi-buffon-seredova-tuttacronacaE’ Dagospia ad aggiornare il gossip che riguarda il portierone della Juve e della Nazionale Gigi Buffon. Da settimane ormai si parla della crisi con Alena Seredova e negli ultimi tempi si è vociferato di una presunta storia tra il calciatore e la giornalista Ilaria D’Amico, notizia mai smentita dai diretti interessati. Ma ora Dago aggiunge un nuovo tassello: Buffon sarebbe andato a vivere da Riccardo Grande Stevens, ex di Valentina Baldini, attuale fidanzata di Andrea Pirlo.

Dove vive oggi Gigi Buffon? Essì, lo scorso 22 gennaio la Seredova lo ha accompagnato con le valige verso l’uscita di casa. E il caos vuole che, tramite un conoscente, il senzatetto Buffon abbia trovato ospitalità nell’appartamento torinese di corso Vittorio Emanuele di un altro protagonista del triangolo delle corna, alias Riccardo Grande Stevens.

Sì, proprio colui che si è visto sfilare la sua Valentina da Andrea Pirlo, e che per dimenticare ha deciso di traslocare a Montecarlo. Dove è stato raggiunto dalla moglie cornificata di Pirlo, Deborah Roversi, e pare che i due sfortunati stiano tramando un piano per farla pagare ai due fuggitivi.

Intanto, la stangona Seredova e il portierone juventino stanno trovando un accordo per non farsi troppo del male: anche Alena ha una sua storia amorosa. Con Ilaria D’Amico, Buffon si incontrerebbe a Milano e avrebbero intenzione di sparare la loro gioia a luglio, al termine dei mondiali di calcio in Brasile.

Crisi vs lauto pasto: i buoni pasto alla Camera

ristorante-camera-tuttacronacaE’ libero che segnala che non solo Laura Boldrini, alla Camera, pranza al ristorante e non più al maggiormente economico self service, com’era invece sua abitudina a inizio mandato, ma avrebbe fatto anche un deroga per il suo staff. Al ristorante infatti possono sedere solo i parlamentari, i dirigenti ai massimi livelli e i giornalisti parlamentari accreditati.

Non solo, ma ha accreditato con una deroga al regolamento al ristorante dei deputati anche il suo staff immagine: pasto garantito con tovaglia di broccato anche per il portavoce Roberto Natale, e le addette stampa e immagine del presidente sui social network, Valentina Loiero e Giovanna Pirrotta. Al ristorante poteva già pranzare un altro membro dello staff della Boldrini, Carlo Leoni, essendo ex deputato.

I buoni pasto che può utilizzare chi mangia al ristorantee della Camera sono a spese della comunità e ora valgono di più che in passato. Nel 2012, infatti, questo buono valeva 19,36 euro. Per avere una minima proporzione basti pensare che un impiegato ha buoni basto da 7-8 euro, alle Poste ci sono buoni da 5 euro. Ma non bastava: nel 2013 la somma del buono pasto è stata aumentata a 21,44 euro. Per quel che riguarda la spesa complessiva, su base annua il costo per la Camera è stato nel 2012 di 939.346,90 euro per il ristorante dei deputati e di 558.062,99 euro per il self service dei dipendenti (cui possono accedere anche giornalisti accreditati e deputati), dove il buono pasto pagato dalla amministrazione è circa la metà: poco superiore agli 11 euro. La previsione per il 2013 è quindi di un costo per le casse della Camera intorno al milione e 800 mila euro.

“Rischiamo troppi disoccupati”: medicina taglia i posti

test-medicina-tuttacronacaForse mancano artigianai e restano vacanti i posti da gelataio, ma l’altro dato è che i giovani italiani voglio una laurea. Anche a costo di scegliere facoltà che non assicurano un lavoro, in particolar modo in periodi di crisi economica. E proprio perchè “rischiamo troppi disoccupati”, nell’anno accademico 2014/2015 sarà cancellato a Medicina un posto su 4, per un taglio totale del 23% dei posti destinati agli aspiranti medici. Un taglio che implica 2mila futuri dottori in meno e che con il test anticipato ad aprile segna un sempre più difficile percorso per l’accesso alle facoltà a numero chiuso come Medicina, Veterinaria e Odontoiatria. Come spiega Repubblica:

“Per l’anno accademico 2014/2015 i posti sono stati tagliati del 23 per cento: ben 2.239 in meno rispetto a 12 mesi fa. Stesso discorso per Veterinaria — 632 accessi contro gli 825 del 2013 — e Odontoiatria il cui taglio si riduce al 20 per cento: 787 posti in luogo dei 984 del 2013. Per iscriversi ci sarà un mese di tempo: dal 12 febbraio fino alle ore 15 dell’11 marzo prossimo, con domande esclusivamente online sul sito http://www.universitaly. it. Ma i 7.918 posti — più 351 per gli studenti non comunitari non soggiornanti in Italia — renderanno ancora più impervia la strada agli 80-90mila aspiranti studenti della facoltàdi Medicina (l’anno scorso furono 85mila)”.

Ma potrebbe non essere una soluzione temporanea:

“Tanto più che sono in molti a temere che la riduzione dei posti di quest’anno possa essere definitiva a causa dei 3.500 studenti in più entrati l’anno scorso rispetto alle previsioni grazie ai ricorsi contro il bonus-maturità. Nel 2013, i posti messi a concorso per Medicina furono 10.157, più 591 per gli studenti stranieri. E se dal ministero della Sanità dovesse arrivare l’ok per il contingente appena comunicato le chance per le migliaia di aspiranti camici bianchi si ridurrebbero drasticamente”.

La graduatoria sarà nazionale anche nel 2014 e il test prevede 60 quesiti a risposta multipla a cui rispondere in 100 minuti:

“Meno domande, dunque, di Cultura generale e Logica e più quesiti di Biologia, Chimica, Matematicae Fisica. Dopo il pasticcio dello scorso anno, il bonus-maturità è stato invece definitivamente cancellato”.

Il test di Medicina e Odontoiatria si svolgerà l’8 aprile, mentre il 9 aprile sarà il momento di Veterinaria e il 10 aprile Architettura. Il 29 aprile sarà il momento del test di Medicina e Odontoiatria in lingua inglese, mentre il 3 settembre arriverà il test per le Professioni sanitarie.

I palazzi fantasma ad Atene

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La crisi ha svuotato molti palazzi nella Capitale greca. La popolazione, disoccupata, ha lasciato il centro città. Tra coloro che hanno preferito emigrare e coloro che si sono invece visti costretti a riunire più persone nella stessa casa per limitare i costi, molti palazzi appaiono abbandonati o quasi, e sembra anche cambiare l’architettura stessa di quegli edifici che a poco a poco vengono invasi dalla vegetazione e si sgretolano. Le foto scattate dall’agenzia di stampa Reuters mostrano il degrado e l’abbandono di questa città, ma anche un lato misterioso e malinconico di una grande Capitale ormai in caduta libera:

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I nostri sette giorni: tra calciomercato e maltempo

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La settimana che si è appena conclusa ha portato anche una ventata di novità nei club che hanno ultimato i loro acquisti e che ora si preparano a giocare la seconda parte del campionato con nuovi giocatori che potranno rafforzare i diversi settori, certo che quello scambio impedito dai tifosi tra Guarin-Vucinic fa riflettere, anche se lo sguardo sembra ormai puntato altrove con un acquisto prenotato da parte della Juve. Ma a far parlare non sono stati solo le acquisizioni e le cessioni, ma anche quel filmato della Rai non andato in onda del gol di Peluso in Coppa Italia. Il gossip poi non è mancato e nel mirino questa settimana è entrato il portiere della Juve, Buffon e in particolari quelle nuove indiscrezioni che parlano della crisi con la Seredova sin già dal 2011. Si sfoga anche l’ex di Cavani che definisce il giocatore un ottimo attore, tanto che potrebbe vincere un Oscar. Chi invece un Oscar davvero non lo merita è l’allenatore della Lazio che in questa fredda domenica invernale ha pronunciato la frase shock del giorno in vista del derby: “Se qualcuno della Roma s’infortunasse…”. Parole che non potevano certo passare inosservate e così le polemiche non sono mancate. Senza parole invece ci ha lasciato la morte di  Philip Seymour Hoffman, per overdose. 

RIP PHIL:

Oltre ai colpi di calciomercato, in Italia si è abbattuto anche il maltempo. In particolare la Capitale è stata messa a dura prova, addirittura si è allagato anche il centro storico e l’ironia non è tardata ad arrivare sul web. Ma se la Città Eterna si alluviona e la partita Roma-Parma si rinvia, non va meglio in altre parti d’Italia e soprattutto a rimetterci sono i patrimoni artistici: cadono le mura Medievali a Volterra e crolla una parte di un tempio dorico in Calabria.  Nel frattempo, sempre nella Capitale, si pensa invece a rimuovere il murale del Papa che ha fatto il giro del mondo… ma non era adeguato al decoro urbano! Disagi anche in Serbia, dove è stato il secondo giocatore al mondo di tennis a mobilizzarsi per portare soccorso a quanti erano rimasti bloccati nella neve. Nella bufera e non per il maltempo ci è finito invece l’uomo che mangia a sbafo all’aeroporto per 300 giorni spostando il volo…. magari, il volo, avrebbero preferito spostarlo anche le colombe del Papa che invece sono state attaccate da un corvo e un gabbiano! Attenti ai voli quindi e…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Napolitano si fa lo yatch? Per la Marina è una bufala

Sanjir-yatch-tuttacronacaIl suo nome è russo, “Sanjir”, come l’uomo che lo ha fatto costruire prima di finire in mezzo a un mare di guai giudiziari per una presunta evasione fiscale di quasi 2,2 milioni di euro. Per questo l’Agenzia delle Dogane e la Finanza ha sequestrato l’imbarcazione: come spiega il Tirreno, oltre 38 metri di lusso galleggiante in vetroresina costata 12,5 milioni di euro.L’imbarcazione verrà quindi trasferita all’Arsenale di La Spezia, dove gli uomini della Marina Militare dovranno realizzare i lavori di trasformazione per renderla conforme alle esigenze alle quali dovrà fare fronte. L’imbarcazione, infatti, farà anche da indroambulanza, una barca soccorso per recuperare i feriti. Dopo di che, prenderà il posto dell’attuale yacht presidenziale, il 24 metri in legno “Argo”, l’ex nave spia sulla quale hanno viaggiato sia Carlo Azeglio Ciampi che Giorgio Napolitano. La vicenda, com’era prevedibile, ha sollevato molto clamore. Il Giornale scrive: “L’operazione andrà in porto una volta superate le ultime obiezioni sollevate davanti al tribunale di Livorno dai legali di Alexander Besputin, il milionario moscovita che nel 2006, attraverso una società con sede ai Caraibi, aveva incaricato i cantieri navali di Pisa di forgiare la regina del lusso”. Del resto, oltre alle 35 auto di rappresentanza, i 228 milioni l’anno per il funzionamento del Quirinale, i 240mila euro annui di stipendio, forse non si sentiva troppo la mancanza di uno yatch a disposizione del capo dello Stato. Il Giornale, inoltre, aveva sottolineato:

“Che se ne farà il presidente d’un Paese dilaniato da precarietà, disoccupazione e disperazione di un mini transatlantico il cui valore è stimato attorno ai 12 milioni di euro? Lo userà per assolvere funzioni pubbliche. Perché la Repubblica italiana possa continuare a essere degnamente rappresentata anche tra le onde, la vecchia Argo, ex spy boat riconvertita in nave presidenziale e utilizzata sia da Re Giorgio II sia dal suo predecessore Carlo Azeglio Ciampi I, andrà in pensione: coi suoi 24 metri in legno, e il peso di un incendio che nel 2009 ne danneggiò la sala macchine, rischia di non riuscire più a reggere la forza dei mari”.

A stretto giro di posta però, stando a quanto riporta GrNet.it, è arrivata la smentita della Marina: «In merito a quanto riportato in data odierna dal quotidiano “IL GIORNALE”, relativamente al Motor Yacht “SANJIR”, si rappresenta quanto segue:

  • Il Motor Yacht in oggetto, con atto del Tribunale Penale di Livorno, è stato affidato in custodia giudiziale alla MM su proposta del Dipartimento Marittimo di La Spezia “con facoltà d’uso su tutto il territorio nazionale, acque territoriali ed alto mare, per il perseguimento della propria missione istituzionale, con particolare riferimento alla salvaguardia della vita umana in mare ed al controllo e tutela dei cetacei”;
  • Al momento lo SMM sta valutando l’opportunità di una sua eventuale acquisizione per gli scopi di cui sopra;
  • Attualmente non sono programmati, né finanziati, né in atto interventi lavorativi di alcun genere;
  • Eventuali proposte/comunicazioni in merito verso le Superiori Autorità saranno conseguenti alle determinazioni che verranno assunte;
  • Per quanto attiene Nave ARGO l’unità è classificata e normalmente impiegata come “unità servizi vari”, tra i quali rientra il compito di “idro ambulanza”.

Si precisa infine – conclude la nota dello stato maggiore Marina – che nessuna imbarcazione della Marina Militare è stata mai assegnata al Capo dello Stato, né adibita, né proposta come “nave presidenziale” e pertanto le affermazioni riportate nell’articolo, riconducibili alla persona del Presidente, sono destituite di ogni fondamento».

La crisi porta a tutto: l’uomo che vende foto hard della moglie in rete

foto-hard-tuttacronacaInternet porta alla luce la situazione drammatica vissuta dalle famiglie italiane. Tra queste c’è quella di un 35enne che vive in un piccolo Comune nella provincia di Ancona. L’uomo, come scrive il Messaggero, è un padre e marito innamorato dei figli e della compagna, cresciuto con sani valori, ma costretto ad imboccare strade che fino a qualche tempo fa non avrebbe mai immaginato di percorrere.”Vendo foto hard, non mie, di mia moglie nuda, senza viso naturalmente”. E spiega: “Non mi giudicare male perché lo facciamo solo per bisogno, non per piacere”. Operaio specializzato, quando la ditta per la quale lavorava è stata travolta dalla crisi, lui ha dovuto rinunciare al sogno di comprare casa. Scrive il quotidiano: Tutto ha inizio un giorno di due anni fa, mentre era seduto a tavolino con la moglie passando in rassegna uno dei tanti siti di annunci in cerca di occupazione. Scorrendo l’elenco, si è imbattuto nell’inserzione di una donna che offriva autoscatti osé a pagamento. Si sono guardati negli occhi e hanno deciso anche loro di provare. Si è aperto un mondo a luci rosse dove lo scambio di immagini dietro compenso è solo la punta dell’iceberg. Gli acquirenti “sono per la maggior parte uomini sui 50, 60 anni”. A volte “capita che qualcuno chieda qualcosa di più, come l’invio di intimo usato, poter assistere a un amplesso via webcam o peggio. Poco fa mi ha chiamato un signore disposto a pagare 100 euro per una prestazione”.

Gli italiani, la crisi economica e i cibi scaduti

cibi-scaduti-tuttacronacaLa Coldiretti, dopo aver condotto un sondaggio online tramite il suo sito, ha affermato che il 59% degli italiani, ossia sei italiani su dieci, ha consumato, nell’ultimo anno, cibi scaduti.  Il 34% degli interpellati ha portato in tavola alimenti fino a sette giorni dopo la data di scadenza; il 15% addirittura oltre un mese. Ancora, l’8%, sono andati persino oltre tale limite. Senza contare che, come sottolinea ancora Coldiretti, il 2% degli italiani non controlla mai la data di scadenza. Il consumo di prodotti alimentari oltre la data di scadenza puo’ esporre a rischi rilevanti per la salute o nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso le proprie caratteristiche di gusto o aroma, ma anche nutrizionali. Secondo l’organizzazione, ”Si tratta di una tendenza preoccupante che conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell’alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative”. Affermazione confermata dai dati, con gli acquisti di frutta e verdura che nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo con le famiglie che hanno messo nel carrello appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 chili in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8 per cento degli italiani non possono permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni. L’organizzazione agricola sottolinea ancora che ad aumentare sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount, le uniche strutture di vendita a segnare un aumento nel corso del 2013 (+1,7 per cento) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9 per cento.

Nuove indiscrezioni su Buffon-D’Amico-Seredova: crisi dal 2011…

foto-buffon-seredova_tuttacronacaPer chi preferisce i gossip sui calciatori che le prodezze in campo, questa settimana il settimanale Chi offre un articolo succulento che svela nuove indiscrezioni a proposito del triangolo Buffon-D’Amico-Seredova. Il portiere e la giornalista avrebbero iniziato a frequentarsi quando il giocatore era single, dopo essersi conosciuti a un evento di beneficenza. La D’Amico però, si sarebbe spaventata temendo di compromettere la sua credibilità come giornalista sportiva. A raccontare “tutta la verità” sono Valerio Palmieri e Gabriele Parpiglia su “Chi”.

 

 ”‘Chi mi conosce sa che per primo proteggo la nostra famiglia, senza dare spettacolo. Grazie’. Così risponde Alena Seredova quando le chiediamo un commento sulle voci di crisi fra lei e Gigi Buffon (….)

(…) Buffon avrebbe perso la testa per Ilaria D’Amico, la Seredova è ancora determinata nel tenere unita la propria famiglia e nel cercare di salvare un matrimonio a lungo desiderato (…)

 

Secondo quanto scrive “Chi”, la crisi della coppia sarebbe cominciata due anni fa e Ilaria D’Amico, sempre secondo quanto scrive il settimanale, c’entrerebbe poco.

 

“Le prime avvisaglie risalgono a fine 2011, quando la Seredova festeggia il Capodanno in Repubblica Ceca con i figli e Buffon la raggiunge per un solo giorno. La coppia non presenzia da tempo a eventi ufficiali, e presto arriva il primo spiffero: Gigi si vedrebbe con una ragazza spagnola, fisico slanciato e capelli biondi, che dedica al portiere persino un pezzo musicale, rimosso prontamente, su YouTube”.

“L’estate scorsa, quella della Confederation cup, Alena segue Gigi in Brasile, e alcune delle Wags presenti non dimenticano le furibonde litigate tra i due. Segue una vacanza per ritrovarsi in Sudamerica, ma la Seredova, con la nuova stagione calcistica, si vede poco allo stadio e, appena può, parte con i figli”.

“Alena si isola, conta solo sull’affetto dei figli, del cane Sprint e del fedele “tato” Adry, oltre che dell’amica Pavda. A dicembre ritornano insistentemente le voci di crisi e la Seredova vola in Turchia a seguire la Juventus contro il Galatasaray per dimostrare che la situazione è sotto controllo. A Capodanno sceglie Courmayeur, dove Buffon si palesa ancora un solo giorno, sufficiente ad Alena per postare una foto del marito accompagnata da un cuore. I primi di gennaio il portierone è ospite a Tiki Taka, il programma rivelazione di Italia 1. La redazione vorrebbe organizzare un videomessaggio da parte della Seredova: lei si dice disponibile, lui blocca tutto, non vuole assolutamente”.

“A margine di questa crisi c’è l’amicizia nata fra Buffon e Ilaria D’Amico. Quando, lo scorso ottobre, li vediamo insieme per la prima volta, i due sono già in crisi con i rispettivi partner. Ilaria si è lasciata a settembre con Rocco Attisani, dal quale ha avuto il figlio Pietro. I rapporti restano ottimi, Rocco ha preso una casa in centro a Milano vicino alla conduttrice, e fa sapere di vivere una bella storia d’amore con la ballerina argentina Haridian Benavente”.

“Il motivo dell’incontro fra Buffon e la D’Amico è la serata organizzata presso l’ospedale San Carlo Borromeo da Amo la vita onlus, associazione oncologica milanese che assiste i pazienti ricoverati presso la struttura e i loro famigliari. Gigi ha sempre avuto un cuore grande, con la Seredova sostiene progetti dedicati all’infanzia nei Paesi poveri, e anche la D’Amico non si tira mai indietro di fronte alle cause giuste. Nessuno, quindi, legge con malizia questo connubio benefico”.

“Pochi giorni dopo, però, arriva da Torino una voce clamorosa: Buffon si sta facendo arredare una nuova casa, dove campeggerebbero proprio delle immagini di Ilaria D’Amico: il portiere avrebbe perso la testa per la bella conduttrice. Siamo ai giorni scorsi: Ilaria, come vi mostriamo in esclusiva, incontra a Milano il suo riservatissimo manager, Beppe Caschetto. L’uomo che muove i palinsesti televisivi con star del calibro di Fabio Fazio, Luciana Littizzetto, Maurizio Crozza, Fabio Volo, Alessia Marcuzzi, si fionda da Bologna per incontrare la sua star”.

“I due vanno a pranzo insieme, Caschetto si mostra paterno, capisce che c’è un problema grosso da affrontare, anzi due. Il primo è la frattura fra Ilaria e il compagno, ancora fresca, il secondo è il polverone mediatico che si solleverebbe se si scoprisse che lei ha incontrato Buffon lontano dai campi. La D’Amico ha sempre curato molto la propria immagine, ha le amicizie giuste, da Giovanni Malagò a Monica Bellucci, e ha sempre rifiutato i calciatori proprio per non perdere credibilità nel lavoro e poter seguire la propria carriera giornalistica (non solo calcio, si è cimentata anche con l’approfondimento politico) senza entrare nel mirino del gossip”.

“Ma venerdì mattina esplode la bomba Buffon-D’Amico. La Seredova prende la macchina e va a Milano dagli amici Fabio e Valentina, trascorre una giornata tra il parrucchiere di fiducia e un giro in centro, coperta sempre da occhialoni, che non nascondono le lacrime. Le telefonate con Gigi non sono soft. Gli appellativi neanche. Secondo quanto risulta a “Chi” il portiere della Juventus avrebbe ammesso alla moglie di aver incontrato la conduttrice Sky per sole due volte, senza entrare nello specifico”.

 

Il settimanale contatta Buffon e il portierone della Nazionale risponde via sms:

 

“‘Ho sentito che in questo periodo sono in auge…ma ho un difetto grande, sono sempre stato per le gesta sportive quindi non voglio e non devo confondermi con tutto ciò che riguarda il privato, anche perché è privato’. E aggiunge: ‘La mia vita decido io come, quando e perché metterla in piazza. Tanto ho visto che la fantasia per scherzarci su non manca, scegliendo anche personaggi e ruoli che stimolano le più variegate immaginazioni, tra macellai, idraulici e nani di corte pronti a consolare regine orfane di re»’ Parole chiare, di uno che non fa passi indietro”.

“Ma la più spaventata sembra la D’Amico. Che domenica pomeriggio, a Sky calcio show, debutta così: ‘Ho vissuto settimane migliori, ma anche peggiori’. Dopo la diretta corre a Linate e si imbarca su un volo per Roma, dove ha casa e dove vive la sua famiglia. In cerca di tranquillità, anche se le previsioni meteo di questa settimana indicano bufera”.

La famiglia vive in un’auto: il figlio si vergogna e non va a scuola

kia-tuttacronacaTutto quello che è rimasto a  S.B. (43 anni), al compagno A.D., guardia giurata rimasta senza lavoro, e al figlio sedicenne è un’uilitaria Kia. Unico bene di cui ancora dispongono dopo esser rimasti senza casa e senza reddito. E così l’auto è diventata la loro abitazione, nella quale si sono “trasferiti”, dopo aver trascorso l’estate e parte dell’autunno, pernottando tra le dune della spiaggia a Chioggia (VE). La donna, malata d’asma, spiega al Mattino: “Siamo stremati e pieni di acciacchi. Dovrei riposare sdraiata a letto ma i sedili non lo consentono. Con mio figlio ed il mio compagno, ora che è freddo, non possiamo far altro che rannicchiarci e cercare di dormire. Quasi tutte le sere scegliamo di appartarci in un luogo diverso. Migriamo da un quartiere all’altro perché temiamo che qualche balordo possa prenderci di mira”. La Caritas offre loro cibo e un minimo d’assistenza mentre il comune passa 388 euro e 31 centesimi al mese: cifra sicuramente inferiore rispetto al minimo necessario per il sostentamento. Per l’igiene quotidiana, la famiglia si serve dei bagni del Pronto soccorso. Si legge ancora sul sito del quotidiano:
Di tanto in tanto qualche amico consente loro l’uso della doccia. «Anche il sindaco Giuseppe Casson – prosegue la donna – ammette che la nostra è una condizione di vita inaccettabile. Si è informato; ce l’ha messa tutta. Alla fine, però, gli è stato riferito che non ci sono case. Eppure ci accontenteremmo di un tugurio. Qualsiasi genere di tetto sarebbe meglio della Kia. Nostro figlio ha smesso di frequentare la scuola perché prova vergogna. Siamo disperati – conclude – perché pare proprio che non ci sia speranza. Né casa e tantomeno lavoro per mio marito il quale, dopo aver a lungo prestato servizio come guardia giurata, si è sentito dire che la crisi ha falcidiato il numero delle aziende che si rivolgevano alle agenzie di vigilanza».

La crisi economica fa volare il calciomercato italiano

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Sembra una contraddizione in termini eppure la crisi economica che ha bloccato i mercati economici ha spinto al rialzo il calciomercato. Nonostante i bilanci di molti club risultino tutt’ora in rosso uno studio della Fifa, il Global Transfert Market, rivela che per i trasferimenti dei calciatori sono stati spesi 2,7 miliardi di euro nel 2013. I club italiani in tal senso sono molto attivi e si sono piazzati al secondo posto con 475 milioni, subito dietro l’Inghilterra la quale ha speso 913 milioni. Terza la Spagna.

Sono stati presi in esame i 6000 club professionistici nel mondo di 200 nazioni e l’analisi ha mostrato come, rispetto al 2012, vi sia stato un aumento di spesa del 41 per cento. In casa nostra, con i presidenti che gridano a costi di gestione elevati, l”incremento rispetto all”anno precedente è stato del 120 per cento.

Nel 2013 i trasferimenti internazionali di giocatori ancora sotto contratto sono stati 1628 (il 14%) delle 12.309 operazioni concluse e in questi numeri non ci sono i trasferimenti di calciatori nello stesso Paese. E, per quanto riguarda questi trasferimenti, gli intermediari hanno incassato 216 milioni di commissioni.

I club italiani hanno acquistato 304 giocatori nel 2013 (incremento del 15%) e, nello stesso tempo, ne sono partiti 382. E” il Brasile il serbatoio mondiale visto che da là 1402 giocatori se ne sono andati. Per quanto riguarda l”Italia, l”analisi della Fifa ha evidenziato che da noi sono arrivati 39 giocatori dalla Liga e nello stesso tempo in Spagna sono andati 35 atleti.

Altro che “l’Italia s’è desta”: continuiamo a ‘dormire’ mentre crolliamo

battaglia-terme-tuttacronacaGli occhi sono sempre puntati sulle cose “grandi”. I media ci assalgono con notizie che giungono da Roma, Milano, Napoli,  Torino. Sentiamo parlare di Regioni e di metropoli. Assistiamo all’incapacità decisionale del governo e a una sicurezza nel futuro che crolla così come si sbriciola Pompei. Ma quanti italiani non vivono in quei centri? Quanti provano indignazione per quello che accade nei loro piccoli paesi o nelle zone periferiche? Perchè è vero che a Venezia non ci si cura delle vetrate delle chiese in frantumi, ed è gravissimo, ma molto c’era anche nei piccoli centri, e anche lì le cose vanno alla deriva. Così oggi abbiamo deciso di provare, almeno per un attimo, a volgere lo sguardo altrove. A quello che non si conosce. Il paese si chiama Battaglia Terme ed è il comune più piccolo della provincia di Padova. Anni fa, sulla sua guida, si leggeva che si trattava di un “ridente paesello ai piedi dei colli (Euganei, ndr.)”. Ora non si ride più. Al massimo si sorride a denti stretti. A Battaglia c’era la fabbrica della Magrini Galileo, ora ci sono i suoi esodati. C’erano i “barcaroli”, che remavano sul canale che lo attraversano, importantissima via di comunicazione nei tempi che furono, ora c’è un Museo della Navigazione praticamente sconosciuto. Ma a Battaglia c’era anche, e c’è tutt’ora, una fonte termale e una grotta naturale. E c’era lo stabilimento dell’Inps costruito ancora in epoca fascista che per decenni ha richiamato turisti in cerca di cure termali e ha distribuito salute agli abitanti della zona. Oltre, chiaramente, a creare innumerevoli posti di lavoro.

Ora resta la Contea, altro stabilimento termale, e resta lo scheletro di una struttura vuota che da anni non si sa come riutilizzare. Fortuna ha voluto che almeno il parco esterno venisse riordinato dando così la possibilità di un fresco rifugio alla calura estiva a pensionati e bambini. In tutti questi anni diverse amministrazioni si sono succedute e, come accade a Roma, le stesse facce si alleassero con i “nemici” delle elezioni precedenti, ma nulla è cambiato. E ci si chiede: se è così difficile riuscire ad amministrare un comune da 4mila abitanti, come possono riuscire a decire qualcosa tutte le teste che ci sono in Parlamento? Il fatto è che anche le casse di questo piccolo paese si sono prosciugate, così come quelle statali, e ora come ora è impossible puntare dita contro. Ma in precedenza? Perchè non intervenire prima che piccole crepe diventino macerie? E’ lo stesso passato recente di Battaglia a offrirci la metafora di questo Paese. Là dove c’era aqua dove tutti attingevano, ora non restano che sterparglie.

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(Per onor di cronaca: l’acqua, in senso letterale, è in seguito tornata a scorrere lungo il canale e questo frangente di “secca” è stato dovuto a dei lavori di manutenzione. Ma certe immagini restano difficili da scordare)

Quindi Battaglia come centro industriale, porto per le merci e via di comunicazione, oltre che “Terme” proprio per il suo essere un luogo di cura. Cosa manca all’appello? Una villa e un castello. Se chiedete agli abitanti del luogo, vi nomineranno Villa Emo, dal nome suo precedente proprietario e ora ribattezzata Villa Selvatico-Sartori. Miracolosamente salvata da un destino di degrado. Ma, soprattutto, il Castello del Catajo. Eretto da Pio Enea I Obizzi tra il 1570 e il 1573, vanta anche, come ogni castello che si rispetti, il suo fantasma, Lucrezia Obizzi, che trovò la morte tra quelle mura. 350 stanze, un ampio parco, un laghetto, una scuderia. Non manca nulla a questa splendida dimora. A parte l’intelligenza umana che non è riuscita a dargli il giusto lustro. Il castello, nel corso del 2013, è stato messo all’asta due volte, prima a 11 milioni e mezzo, in seguito a 9 milioni e 200 mila euro. Ma ancora “grava” sulla famiglia Dalla Francesca. C’è crisi, ci sono alti costi di gestione. La famiglia l’ha visto come un bene privato ma le poche visite e i ricevimenti che vi vengono organizzati non sono sufficienti a mantenere in piedi un simile pezzo di storia. I muri si sgretolano, i dipinti svaniscono. Le stanze che fino a 30-20 anni fa erano visitabili ora sono state chiuse al pubblico. E diciamocelo, in un castello dov’è avvenuto un fatto di sangue, chiudere la stanza dell’omicidio con la famosa pietra ancora insanguinata è come negare al visitare l’anima stessa della magione. Così ora verrà venduto, al migliore offerente ammesso che qualcuno si prenda il disturbo di riscoprire questo piccolo paese che era una perla e i cui marciapiedi ora sono rovinati dalle radici dei troppi alberi che sorgono lungo le (poche) strade. In Italia svendiamo tutto. Svenderemo anche tutte i nostri patrimoni che ignoravamo di avere. Molti, in visita al Catajo, sono i turisti che si chiedono perchè non hanno potuto visitare la stanza dalla finestra della quale si è appena affacciata una donna subito scomparsa. Non si racconta più loro la triste storia di Francesca e della sua anima che ancora vi dimora e che, ogni tanto, proprio da quella stanza osserva il mondo fuori. Chissà, forse anche lei si troverà a condividere la sua casa con ricchi magnati russi o di una qualche altra nazionalità. E forse non capirà. Come del resto non ci capiamo noi. Neanche se sediamo nel consiglio comunale del nostro stesso paese e più che l’italiano parliamo il dialetto. Una sola lingua, ma ormai non ci unisce più. E quest’estate intoneremo l’inno e canteremo infinite volte “L’Italia s’è desta”. Peccato poi abbia reclinato nuovamente il capo. Buona notte, Italia, con l’augurio che torni presto una nuova alba da osservare.

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Se una casalinga venisse pagata… guadagnerebbe 7mila euro al mese!

Casalinga-stipendio-tuttacronacaDuro il lavoro delle casalinghe, che ricoprono i ruoli di cuoca, autista, insegnante, psicologa, contabile, manager, addetta alle pulizie, operaia, lavandaia, babysitter. A dire: 10 diversi lavoro a stipendio zero. Ma se così non fosse? Se percepissero uno stipendio? Il sito americano Salary.com ha calcolato un preciso algoritmo che dà come risultato uno stipendio mensile di quasi 7mila euro. Circa 83 mila euro l’anno. In pratica, le casalinghe rappresentano dei “tesoretti” di una famiglia media. Come riporta Repubblica, gli esperti hanno intervistato oltre sei mila donne, indagando sul tempo che dedicano ai dieci fondamentali lavori domestici ogni settimana. Una casalinga avrebbe cucinato per 14 ore settimanali a 10 euro l’ora. Si sarebbe trasformata in autista, per figli grandi e piccoli, per 8 ore alla settimana a 10 euro l’ora. Avrebbe impartito ripetizioni per 13 ore la settimana, alla stessa cifra. Non solo. Per tamponare le varie crisi familiari si sarebbe trasformata in psicologa almeno 7 ore alla settimana, a 28 euro l’ora, e in manager a 40 euro l’ora. A questo punto si sono moltiplicate le ore trascorse in ogni disciplina  con le tariffe medie delle diverse categorie professionali e ci si è reso conto che in media una casalinga guadagnerebbe quantoun quadro di un’azienda o un manager di buon livello: 6.971 euro al mese. Sfacchinando una media di 94 ore alla settimana, le “non lavoratrici” multitasking raggiungerebbero così un reddito annuo di 83 mila euro. Se poi si considera che le tariffe nelle grandi città sono più alte, la cifra lieviterebbe ulteriormente. Stando ai dati Istat, in Italia le casalinghe sono 4 milioni 879 mila. Una donna su sei. In parecchi casi sotto i 35 anni. Per tutte loro, considerate ingiustamente non produttive dal punto di vista economico, il sondaggio di Salary. com rivoluziona le cose e regala una bella gratificazione. “Se non ci fossero le mamme come farebbero molte famiglie a conciliare i vari impegni? Chi andrebbe a prendere i bimbi a scuola visto che gli orari non si conciliano mai con quelli degli uffici? La realtà è che fanno risparmiare parecchi soldi allo Stato”, ama commentare Tina Leonzi, fondatrice del Moica, Movimento italiano casalinghe. E dall’America arriva la conferma. “Sicuramente la posizione dell’Italia è insostenibile », aggiunge Alessia Mosca, capogruppo Pd nella Commissione Politiche Europee, da sempre attiva sulle questioni di genere, «senza contare il fatto che c’è moltissimo lavoro in Italia che viene fatto da quelle che vengono definite casalinghe ma in realtà non lo sono affatto perché aiutano il marito nella piccola azienda di famiglia. Ci troviamo così di fronte a occupazioni sommerse proprio in un Paese che ufficialmente ha il più alto tasso di casalinghe”. Come tutelare dunque il lavoro reale rispetto al non lavoro percepito? “Sicuramente un’ipotesi pensionistica sarebbe auspicabile, noi abbiamo più volte avanzato la richiesta che nell’età della pensione di ogni lavoratrice fosse riconosciuto uno sconto per ogni figlio avuto, ma anche un reddito minimo per quelle che non hanno un impiego sarebbe un segno di civiltà “.

Smentita! Gigi, Alena e il “nessun divorzio” in vista

seredova_buffon_tuttacronacaContinua a infuriare il gossip sulla presunta separazione di Gigi Buffon e Alena Seredova con la showgirl che, per la seconda volta, smentisce la crisi matrimoniale. Se si era vociferato di un uomo per il quale lei avrebbe perso la testa prima, e di una relazione tra il portierone della Juve e della Nazionale con Ilaria d’Amico poi, ora un post della Seredova dovrebbe tranquillizzare tutti i fan della coppia. “Vorrei tranquillizzare tutti gli “amici” – scrive la Seredova-, giornalisti e non, che si ostinano a consigliare di rivolgermi all’Avv.Bernardini De Pace: non ho bisogno di alcun avvocato matrimonialista e se, tra vent’anni, me ne servisse mai uno mi affiderei ad un legale di mia piena fiducia e stima… spero di essere stata chiara con tutti gli “amici “. Un bacio a quelli veri…”. Almeno per la tenuta del matrimonio di Buffon, a questo punto, non c’è da preoccuparsi. Forse basta già Pirlo a far parlare abbastanza in casa bianconera?

L’ultimo gossip da casa Buffon: chi è la donna tra il portiere e la moglie?

buffon-damico-tuttacronacaAppena ieri si parlava del fatto che Alena Seredova avrebbe chiesto il divorzio dal portiere bianconero Gigi Buffon a causa di un altro uomo, oggi si torna a parlare della presunta crisi della coppia ma per la prima volta spunta un nome: Ilaria D’Amico. Sarebbe proprio lei, secondo l’ultimo gossip, la causa delle frizioni alla base del matrimonio tra l’ex modella e Buffon. A seguire, alcune immagini d’archivio di un recente incontro pubblico con Buffon e la D’Amico protagonisti pubblicate da Repubblica:

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Buffon, Seredova… e un uomo tra loro! Il portierone azzurro verso il divorzio!

buffon-seredova-tuttacronacaSembrava che la modella Alena Seredova e Gigi Buffon fossero a un passo dal divorzio a causa di una showgirl che avrebbe fatto perdere la testa al portierone della Juventus e della Nazionale ma la coppia aveva sempre negato e si era mostrata legata più che mai a Cortina in compagnia dei figli. Ora però, dopo il divorzio di Pirlo, Buffon sembra essere a un passo dall’imitare il compagno di squadra. Ma, stando a quanto riporta Dagospia, non sarebbe un’idea del calciatore: a chiedere il divorzio sarebbe stata infatti la modella ceca. Il motivo, da riscontrare in un terzo incomodo che per il momento rimane assolutamente top secret. A Torino “la nuova preda dei paparazzi è un’altra coppia scoppiata: Gigi Buffon e Alena Seredova. […] dopo nove anni di convivenza e due figli, hanno abbassato la saracinesca coniugale. Ma, a differenza di Pirlo, l’ex modella ceca avrebbe trovato un altro uomo che le fa battere il cuore“.

Il ministro del Lavoro: “Sei disoccupato? Comincia come barista”

barista-tuttacronacaIl ministro del Lavoro inglese, Miss Esther McVey, ha dato un suggerimento forse non dei più originali ma sempre valido: “Disoccupato? Comincia come barista”. Sì, perchè se vuoi lavorare devi prendere quello che c’è e iniziare anche dai livelli più bassi. E così la dritta che dà ai giovani è quella di farsi “assumere ai Costa Coffee (famosa catena di caffetterie, ndr.)”. Del resto se in Italia i giovani hanno difficoltà a trovare lavoro, non va molto meglio neanche in Inghilterra: dei 941 mila giovani tra i 16 e i 24 anni che nel 2013 non hanno trovato lavoro è difficile dire quanti siano preparati ad essere inseriti nel mondo del lavoro: pochi, dicono le statistiche, meno comunque degli agguerriti concorrenti provenienti da ogni parte del mondo. Ma proprio chi arriva dall’estero, oltre ad avere una preparazione migliore, sono anche maggiormente disposti ad accettare modesti livelli occupazionali. Una realtà, del resto, nota anche in Italia. Come ricorda Blitz Quotidiano: “Secondo Miss McVey qui sta il punto che non consente di tirare troppo per le lunghe accettare un posto di lavoro, purchessia: solo quando si inizia a lavorare si capisce cosa serve per ottenere l’impiego dei propri sogni, soprattutto si capisce quali sono i requisiti che ancora non si possiedono. In effetti, McVey, 46 anni, tirocinio ed esordio di lavoro nella ditta di famiglia prima di fornire consulenza online per le start-up e della popolarità in tv, non è esattamente rappresentativa dei problemi e delle aspirazioni lavorative dei giovani inglesi. Ma il dibattito è aperto e non vale solo per il Regno Unito”.

Imprenditore suicida: biglietto di scuse alla figlie e di accuse alle banche

imprenditore-suicida-tuttacronacaMentre un gruppo di avvocati sparsi in tutta Italia ha dato il via a una class-action contro Monti e Letta, con l’accusa di “istigazione al suicidio”, arriva la notizia di una nuova vittima della crisi. Questa volta si tratta di un 55enne imprenditore edile di Fiesole, in provincia di Firenze, che questa sera ha chiamato il 113 annunciando le sue intenzioni suicide all’operatore, per poi spararsi con un fucile. Il gesto estremo sarebbe collegato a problemi economici dell’azienda. Il 113 ha allertato i carabinieri che, intorno alle 18, sono giunti all’abitazione trovando il corpo ormai senza vita dell’uomo. Accanto al fucile, un biglietto con le scuse per i familiari. L’uomo era sposato e aveva una figlia di 10 anni. Poco dopo l’arrivo dei militari, sono rientrate a casa anche la moglie e la bimba che hanno scoperto così quanto era successo. Stando a quanto si è appreso, l’uomo era titolare di una ditta dichiarata fallita pochi anni fa. Da quel momento lavorava solo saltuariamente. L’imprenditore ha però lasciato anche un secondo biglietto nel quale, secondo quanto si apprende, lancia accuse nei confronti di alcuni personaggi che avrebbero “portato” al fallimento la sua ditta, parla di crediti e debiti, e di alcune banche con cui l’impresa lavorava.

Italiani vs Monti e Letta: la class-action per “istigazione al suicidio”

monti_letta_querele-tuttacronacaQualche giorno fa un gruppo di avvocati, sparsi in tutta Italia, ha lanciato una class-action contro il governo per “istigazione al suicidio”. E gli italiani hanno subito risposto: in soli 4 giorni sono arrivate oltre 6mila denunce. Uno dei promotori della class-action Giuseppe Iudici, ha spiegato ad Affaritaliani.it che sarebbero “6000 le denunce stimate ad oggi. Incredibilmente semplici cittadini stremati riescono ad unire le forze e iniziare una lotta legale contro il Governo e pare che non finisca qua considerando che si riservano altre iniziative”. Negli ultimi anni il numero dei suicidi è aumentato, a partire da quando al governo c’era Monti. E non accenna a calare neanche ora con Letta. Così ora c’è chi chiede il conto all’esecutivo. Secondo quanto racconta Affaritaliani.it i cittadini, dopo il coordinamento del 9 dicembre che, nonostante la sua spaccatura ai vertici, continua con i presidi , affilano ora le armi con un “maxi esposto-querela” di massa. Come ricorda Libero:

L’iniziativa era partita da una pagina evento sui social network e dai 200.000 invitati in pochi giorni piu’ di 10.000 partecipano. Insomma gli italiani cominciano a ribellarsi alle sprangate fiscali che piegano famiglie e aziende e provano a chiedere anche con le azioni legali un cambio di passo da parte del governo. L’accusa è verso le istituzioni è chiara: “Istigazione al suicidio” in riferimento all’articolo codice penale 580. Secondo i legali che puntano il dito contro il Palazzo, il governo è colpevole di non aver fatto il possibile per i cittadini, non aver istituito numeri e istituzioni locali in grado di aiutare le famiglie in crisi.  I legali che si stanno muovendo per la class action sono determinati e hanno già preparato un modulo per la denuncia. Bisognerà accertare se l’azione legale dal punto di vista giuridico possa avere delle conseguenze. Ma di certo sotto il profilo simbolico fa già discutere.

Il camionista licenziato perchè ha detto no al contratto bulgaro

autostrada_autotrasporto-tuttacronaca“Mi chiamo Alessandro, per i colleghi Valanga e sono, o meglio ero un autista. Un lavoro in un settore spesso mal visto e mal interpretato, ma affascinante e comunque indispensabile. Uno di quei lavori che puoi fare solo con passione. Passione che ti spinge a farti le patenti, a girare per le strade d’Europa col tuo metabolismo regolato dalle ore di guida, dai clienti e dalle dogane. Ma vai avanti.” Inizia così la lettera pubblicata da un 31enne milanese di Segrate su Weborienta. Lui è camionista da 12 anni e qualche riga dopo aggiunge: “Ora basta. Lavoro in Italia, con un mezzo italiano, trasporto merce italiana da e per l’Italia se non addirittura in Italia, sono italiano orgogliosamente e tu mi proponi un contratto bulgaro no.” Perchè è una pratica sempre più gettonata, come spiega lo stesso Alessandro Gabanella al Corriere. “La telefonata è arrivata un anno fa e a dire il vero me l’aspettavo da un po’. Il titolare dell’azienda mi ha detto: ‘Vieni giù e ne parliamo’. Io gli ho replicato: Non propormi le porcherie che sento in giro, perché non vengo proprio”. E ora, per aver detto sì al suo orgoglio di essere italiano e alla legalità, è senza lavoro da un anno. Spiega il quotidiano:

Patente C, D, E. Migliaia di euro per poter guidare tir e autotreni. Contratti sempre precari ma una grande passione. Stipendio da 1.800 euro al mese, settimane intere al volante passando dogane e frontiere. Amici improvvisati nei motel di ogni dove. I marocchini, i pachistani e poi i romeni, i bulgari. Le «navi-scuola», gli amori, il forno da campeggio, i panini e i «bocadillos», le notti a Novara con la nebbia fitta sulla Torino-Milano e la responsabilità di carichi come macigni, l’attenzione spasmodica che non ti freghino la benzina mentre sei in dormiveglia. La carreggiata unico metro di riferimento e il parlare da soli per dissimulare la solitudine.

 

Quello che accade con questi contratti bulgari lo si può sintetizzare in questo modo:

in Bulgaria i camionisti guadagnano un terzo dello stipendio italiano e le tasse e i contributi sono minimi. Ma la Bulgaria, come la Romania, ora fa parte dell’Unione europea e in virtù della liberalizzazione del mercato e della volontà degli sherpa di Bruxelles di favorire la mobilità sovranazionale molti “paletti” sono stati divelti. Così ora si moltiplicano le aziende italiane di trasporto che chiudono nel nostro Paese per aprire una sede fittizia nell’est Europa. Con la complicità di agenzie interinali italiane (su cui siti campeggiano diversi annunci per autisti romeni) e persino di una sigla sindacale, la Unitai (aderente a Conftrasporto) che aiuta i «padroncini» a chiudere da noi per riaprire in Bulgaria fornendo tutte le informazioni del caso. L’esito – dice Alessandro – «è che se non fai come ti dicono loro resti a casa. E al tuo posto assumono un bulgaro, oppure riassumono un tuo collega italiano con un contratto bulgaro riconoscendogli in nero lo stipendio che aveva prima , ma non pagandogli più contributi e tanto meno le tasse. Se non accetti – e se ti va bene – rischi di diventare un cassintegrato. Con i sussidi dello Stato italiano, i soldi per la formazione italiani, la merce trasportata italiana da un tuo collega italiano a finanziare il welfare di Romania e Bulgaria». Eppure le norme prescrivono che aziende di trasporto straniere non possano fare più di tre viaggi all’interno di un Paese estero a settimana. Peccato che fatta legge, trovato l’inganno. Le aziende di trasporto che hanno aperto una filiale nell’est Europa hanno tenuto rimorchi e semirimorchi italiani in modo da saltare i controlli relativi al cabotaggio e ora c’è il far west. Dice Alessandro che si può trovare ovunque ampio riscontro di quello che sta accadendo: «La Arcese trasporti, che ha gestito i trasporti della Fiat per una vita, assume ora in Romania e ha appena chiuso a Torino. La Maggi ha licenziato 50 persone e ad aprile ha liquidato il settore del trasporto del latte puntando sulla logistica. Lo stesso ha fatto la Amantini. Ma anche Autori, Torello, Vercesi, Spinelli (l’azienda del presidente del Livorno, ndr.), Transmec, Fertrans, Colucci hanno assunto personale da agenzie o vettori dell’est Europa, ma nessuno lo dichiara apertamente. Eppure è tutto perfettamente legale, come mai non dichiararlo alla luce del sole?». Benvenuti in Europa, dalla porta est.

Vasco ancora… Radicale: si iscrive di nuovo al partito

vascorossi-tuttacronacaNegli ultimi tempi il M5S si è fatto portabandiera delle lotte contro casta mostrandosi a favore di una democrazia diretta. Tutte lotte sempre portate avanti dal Partito Radicale, che da anni si trova in difficoltò sotto il profilo dei consensi elettorali che hanno avuto un ulteriore calo dopo l’ingresso nel panorama politico di Beppe Grillo. E forse proprio alla ricerca di visibilità il Partito ha deciso di mettere in risalto il fatto che Vasco Rossi ha rinnovato la sua iscrizione ai Radicali. Lo riporta il comunicato ufficiale dei Radicali:

Dal paesino di montagna in cui si trovava, in questi giorni Vasco Rossi si è iscritto ancora una volta al Partito Radicale, e si sono re-iscritti anche la moglie Laura e il figlio Luca. Davvero grazie Vasco, è il momento giusto”. Lo ha annunciato Marco Pannella, poco fa in diretta a Radio Radicale Si tratta – ha detto Pannella – di “una notizia che rischia di essere scontata, visto che si ripete da un quarto di secolo.

In questi 25 anni Vasco non ha mai fatto mancare l’appoggio ai Radicali ma ora viene dato maggior risalto alla notizia, vista la crisi profonda che il partito sta attraversando:

Da più di 4 mesi i soli 19 dipendenti che la nostra impresa radicale ha non ricevono i loro salari. Il partito è davvero a rischio di chiusura. Alcuni lustri fa, davanti a una notizia di questo genere, raggiungemmo 40 mila iscrizioni, ricevendo da Londra, da New York, oltre che da tutta Italia, molte iscrizioni. Può succedere ancora?

Lo stesso leader storico dei Radica ricorda le ragioni per il quale bisognerebbe votare per il suo partito:

Noi in queste ore diamo corpo alla fame, alla sete, alla moralità della costruzione ideale e politica, con la stessa moralità con cui – facendo uno splendido regalo al mondo – i nostri compagni il Dalai Lama, leader spirituale tibetano, e Rebya Kadeer, leader degli uiguri hanno dichiarato che loro non lottano per l’indipendenza nazionale, non intendono minimamente conquistare la loro indipendenza statuale, ma lottano perché la prima tappa di un ordine nuovo nell’immensa Asia possa contare su questo. La loro decisione nonviolenta ha innovato nella storia contemporanea, dando corpo al contenuto e al senso del Manifesto di Ventotene del 1941.

Allerta pidocchi nelle scuole italiane

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Il ritorno dalle vacanze natalizie si è aperto con l’incubo dei pidocchi per gli studenti italiani “Si registrano già numerosi nuovi casi nelle classi, alla materna, ma anche alle elementari e alle medie, e questi parassiti ormai si ‘affacciano’ persino nelle classi di liceo”, conferma Italo Farnetani, pediatra a Milano, che ha condotto un sondaggio su un campione di 37 pediatri italiani. “Ebbene, rispetto agli anni passati nel 2013 il fenomeno ha segnato un aumento di circa il 15%: gli under 18 colpiti sono stati più di 1,7 milioni contro il milione e mezzo atteso. E se i più fortunati affrontano una sola infestazione, sovente gli episodi si ripetono”.

Secondo le stime, il parassita colpisce in un anno circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni. Seguono in classifica le elementari con oltre 600 mila ‘attaccati’ fra i 6 e i 12 anni, e quelli delle medie e delle superiori (220 mila 13-18enni). “I prodotti efficaci ci sono, ma costano cari. Abbiamo una vasta scelta di spray, oli e shampoo ad hoc, non troppo aggressivi per la cute e i capelli dei piccoli, i cui costi in media – prosegue l’esperto  – si aggirano intorno ai 13-15 euro, e dal momento che il trattamento va ripetuto almeno una volta, si capisce come la lotta ai pidocchi costituisca una spesa non indifferente. Secondo me il ritorno di questi parassiti è dovuto in parte alla mancanza di controlli, in parte però anche alla crisi”.

“Basta un bimbo che non fa il trattamento – afferma il medico – per infettare tutta una classe. Così capita che magari i genitori rinviino l’acquisto, evitino il secondo trattamento, riducano le dosi compromettendone l’efficacia, o ricorrano a più economici metodi della nonna e al fai-date. Ecco perchè sono convinto che questi prodotti dovrebbero essere dispensati gratuitamente a livello di Asl”.

Secondo il pediatra, la prevenzione passa per un’adeguata routine igienica familiare: “Molti genitori lavano i capelli al bambino una volta a settimana – dice il medico – . Basterebbe farlo due volte e controllare in queste occasioni l’eventuale presenza di lendini o pidocchi, per intercettare l’infestazione agli inizi”.

Le dritte per far sì che il vostro uomo dica addio alla mamma

mammoni-tuttacronacaC’è una categoria di uomini, in Italia, che hanno forse il peggior difetto se la loro compagna sogna una famiglia: non si staccano dalle gonne della mamma. Anche se hanno superato i trenta, hanno un lavoro, magari vivono da soli. Eppure sembra non riescano a rinunciare alle cure materne, forse anche a causa di madri troppo chiocce che li hanno viziati praticamente fin dalla nascita. Certo, la crisi economica rende tutti più fragili e in molti si sono trovati costretti a tornare a vivere dai genitori, ma che dire di chi si comporta da figlio anche alla soglia dei quaranta? Le statistiche parlano chiaro; il 79,2% degli italiani maschi fra i 18 e i 39 anni vive ancora con mamma e papà, e questo in maniera relativamente indipendente dal fatto di avere un’occupazione o meno: il problema quindi c’è e va affrontato. Come cambiare quindi un mammone e insegnargli ad affrontare la vita reale? La regola prima è di non dichiarare guerra a sua madre, visto che è lui che deve essere in grado di emanciparsi. Le strategie per far crescere un mammone le spiega Bianca Nappi su Ladyblitz. Ecco le dritte:

– Trattiamolo da uomo. Trattare il proprio compagno da uomo e non da ragazzino significa instaurare un rapporto adulto, in cui ci si assume delle responsabilità e, allo stesso tempo, si chiede impegno e concretezza. Trattare il proprio partner da uomo significa non assecondare in alcun modo i suoi infantilismi e non adottare noi stesse atteggiamenti da ragazzina.

– Proponiamogli modelli “adulti”. Tutte noi abbiamo un padre, un fratello o anche solo un amico che non è un mammone e che invece rispecchia ciò che ci aspettiamo da un partner; quale occasione migliore per farli frequentare? Spesso ciò che non si comprende in anni di discussioni diventa chiaro attraverso un esempio visto e questo potrebbe non fare eccezione nemmeno per il nostro inguaribile bambinone.

 Sua madre è invadente? Ignoriamola. Quando una madre è invadente o vuole a tutti i costi mantenere un controllo stretto sul proprio figlio, il miglior modo per arginarla è ignorarla completamente. Vi chiama per sapere se suo figlio ha cenato o si ferma a dormire da voi? Non rispondete. Il vostro compagno vi elenca i numerosi pregi della sua cara mammina? Cambiate argomento. Alla lunga questo atteggiamento produrrà dei cambiamenti e, cosa non da poco, non avrete dovuto strepitare per veder vincere le vostre ragioni.

– Se lui si ostina a non voler crescere, non abbiate paura di lasciarlo. È molto dura, si sa, quando si è innamorati di qualcuno e si vorrebbe progettare un futuro insieme, eppure talvolta l’unico modo per far crescere un uomo infantile e viziato è proprio quello di lasciarlo. Se continuate ad assecondare il suo disimpegno o a trovare scuse per i suoi comportamenti, diventerete vecchi e nulla sarà cambiato; se invece avrete il coraggio di chiudere dopo l’ennesima promessa non mantenuta, può darsi che lui diventi davvero l’uomo che state cercando.

Shock ad Andria: artificieri ed esercito in piazza. Ma…

andria-saldi-tuttacronacaAllarme questa mattina ad Andria, nel Barese, dove i cittadini sono stati svegliati dall’arrivo di artificieri, polizia, militari dell’esercito, carabinieri del RIS, vigili del fuoco e ambulanze. Il tutto perchè è stato rinvenuto, in Piazza Catuma, un ordigno nascosto in un borsone abbandonato e trovato da due bambini che giocavano in compagnia del papà e della mamma. La zona è stata messa in sicurezza e poco dopo, sotto lo sguardo attonito dei passanti, l’ordigno è esploso. E’ stato allora che il bluff è venuto alla luce: si trattava infatti di una pubblicità per i saldi all’interno di un centro commerciale a Molfetta. Tutte le persone intervenute, circa una ventina, erano attori impegnati nelle riprese della pubblicità.

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Quando ai saldi… ci si presenta in biancheria intima!

saldi-tuttacronacaSono iniziati i saldi e, nonostate Confcommercio e Cna prevedano un calo fino al 20%, decine di clienti hanno dato l’assalto al negozio Desigual in via del Corso a Roma. Il brand spagnolo ha infatti lanciato il cosiddetto ‘seminaked party’, garantendo di vestire gratuitamente i primi cento clienti che si fossero presentati in mutande.Pienone di clienti in slip anche nelle altre città d’Italia, soprattutto a Torino.

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Saldi al via ma non ci si aspetta il pienone

saldi-tuttacronacaSaldi al via ma gli italiani pronti ad aprofittarne diminuiscono: in percentuale, si passa infatti, stando a una ricerca di Confcommercio Imprese per l’Italia in collaborazione con Format Research, dal 60,5% al 58,3% mentre scendono del 6,3% i consumatori che ritengono importante il periodo dei saldi. Si salva il web, con gli acquisti online che crescono del 37%. La quasi totalità dei consumatori che sono soliti acquistare on line “spesso” o “molto spesso”, sottolinea la ricerca, ritiene che il canale della rete sia generalmente più conveniente rispetto ai classici punti vendita tradizionali. La pensano in questo modo soprattutto le donne e il segmento di popolazione più giovane, vale a dire fino a 44 anni. Anche le imprese del commercio non sono positive e si attendono quest’anno una lieve flessione delle visite da parte dei clienti (-0,4%). Il 67% dei cacciatori di offerte – secondo Confcommercio – farà shopping nei negozi abituali e l’83% comprerà prodotti sia di marca che non, anche se cala la quota di chi è interessato esclusivamente all’acquisto delle griffe(-4,3% rispetto al 2013).

La Seredova ancora arrabbiata per le voci sulla (falsa) crisi con Buffon?

alena-seredova-tuttacronacaE’ la rivista nuovo a pubblicare le foto di Alena Seredova, pizzicata dai paparazzi mentre esce di casa. Senza trucco, la modella non sembra preoccuparsi dei flash ma forse è ancora arrabbiata per le voci (false) di una sua separazione del marito Gigi Buffon per via di una showgirl italiana. La notizia era circolata prima di Natale e poi si è rivelata senza fondamento facendo comunque infuriare la moglie del portierone della Nazionale, in compagnia del quale era poi stata fotografata durante la breve pausa natalizia del campione bianconero.

Iniziano i saldi: tra speranza e paura del flop

saldi-tuttacronacaIniziano oggi in Valle d’Aosta, Campania e Basilicata i saldi, che nei prossimi giorni prenderanno l’avvio anche nelle altre regioni e continueranno fino a fine febbraio o primi giorni di marzo. E se Codacons alcuni giorni fa aveva previsto un flop, ora Confcommercio ha spiegato che le aspettative di guadagno in tutta Italia sono di 5 miliardi e 400 milioni di euro pari al 18,8% del volume d’affari dell’intero settore. Stando alle stime, si spera che ogni famiglia spenda circa 340 euro in capi di abbigliamento. Stando alle aspettative di Confocommercio, saranno sedici milioni le famiglie italiane, su un totale di quasi ventisei milioni, ad affollare i negozi. Un dato clamorosamente smentito dall’Osservatorio di Federconsumatori che parla invece di meno di 9 milioni di famiglie propense ad acquistare con i saldi, con una riduzione della spesa pari all’11,3%.  Che si riesca a raggiungere il pienone e che si arrivi a cifre da record è piuttosto inverosimile come dato, visto che anche durante il perido natalizio i negozi non erano affollati come sperato. Va inoltre sottolineato che in questa stagione di saldi i controlli saranno più rigorosi e sembra che possa essere scongiurato il ricorrere ai fondi del magazzino.  Ad eccezione della Sardegna, a causa dei danni per l’alluvione, i saldi sono iniziati con un mese di anticipo, il resto del paese si adeguerà entro sabato. Ma da Codacons scatta la denuncia: otto negozianti furbetti su dieci, a Napoli, Milano e pure a Roma, hanno già avviato i saldi dal 30 dicembre, con largo anticipo sulla data ufficiale e cercando di attirare i consumatori in ogni modo.

I cartelli dei senzatetto di New York diventano un fotoprogetto

homelesses-usa-tuttacronaca“Signs of the Times” è il progetto del fotografo Andres Serrano nato lo scorso ottobre dalla volontà di documentare il crescente numero di senzatetto nella Grande Mela. Da loro che si ritrovano abbandonati lungo le strade di New York senza un soldo, affamati e a fare i conti con il gelido inverno, ha acquistato, offrendo 20 dollari per ciascuno, circa 200 dei cartoni sui quali i senzatetto sintetizzano la loro tragica condizione. “Ho trasformato la mia collezione in arte per dare voce a una ingiustizia sociale e a una tragedia che merita di essere ascoltata – dice Serrano a proposito del suo progetto – Consideratela una cronaca dei nostri tempi, applicabile anche ad altre città. recentemente sono stato a Parigi e mi sono accorto di quanto siano aumentati i senzatetto. Avrei potuto fare la stessa cosa anche lì”.

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Nella Silicon Valley, guerra ai dipendenti di Google e Apple

google-protesta-tuttacronacaLa crisi non ha risparmiato neanche la Silicon Valley e si cercano i “colpevoli”: sarebbero i dipendenti di Google e di Apple, contro i quali è scoppiata la guerra. I maxi stipendi dei techies sono il motivo per il quale aumentano gli affitti degli appartamenti e chi non lavora negli uffici dei giganti dell’hi tech rischia di essere cacciato. Per questo motivo a San Francisco e a Oakland è esplosa la rabbia di un movimento che organizza la protesta sul web, mettendo in piedi flash mob il cui scopo è bloccare i bus che portano a lavoro i dipendenti di Big-G e della mela morsicata. Visto che si parla di rete, non poteva mancare qualcuno che twittasse una foto destinata a diventare virale. Lo scatto è di Craig Frost, dipende di Google, e ritrae i manifestanti con lo striscione “Google vaf…” che impedisce il passaggio del bus che porta i geek a Mountain View.  Nelle rivendicazioni si usa il termine di “gentrification” (i cambiamenti socio-culturali in un’area, risultanti dall’acquisto di beni immobili da parte di una fascia di popolazione benestante in una comunità meno ricca ). Non solo, nei volantini si parla anche di tutti i vari benefits che hanno i dipendenti di Google. Tra le altre rivendicazioni dei manifestanti, l’uso delle fermate pubbliche per i bus aziendali dei colossi dell’hi tech e il traffico che i mezzi creano in città. Si parla di “ingiustizia nel sistema dualistico della città, dove il pubblico paga e le imprese private guadagno”.

Crisi significa anche… opportunità di reinventarsi. La storia di Andrea

coltello-lamami-tuttacronacaAndrea Girolami è l’esempio di come, con un po’ d’inventiva, ci si possa reinventare e sia possibile cogliere nuove opportunità. L’uomo, approfittando della crisi, ha infatti reinventao 120 anni di storia del commercio di famiglia in un solo mese, disegnando una nuova linea di prodotti, riposizionandosi sul mercato e affermare un nuovo marchio scelto attraverso una chat di amici su WhatsApp.   Il risultato, in poco più di un anno, è il nuovo logo “Lamami” approdato ai magazzini Harrods (Londra) e Lafayette (Parigi). Un’accelerazione esponenziale ottenuta da Andrea Girolami che, come spiega il Gazzettino che l’ha intervistato, in pochi mesi ha rivoluzionato l’azienda di famiglia, la maniaghese Due Ancore, valorizzando il vecchio logo e quella passione nata nel 1885, quando il bisnonno Giovanni Beltrame diventò uno dei primi “favri da gros” di Maniago, fabbricatori di ferri pesanti e attrezzi agricoli.
Com’è accaduto?
“L’ideogramma cinese che rappresenta la crisi, significa anche opportunità. Siamo nati come “favri da gros” e diventati “favri da fin” (coltellinai, ndr). Poi il boom economico e l’esplosione di vendite di cazzuole edili, in seguito l’era delle mannaie, di cui detenevamo il primato mondiale. Fino al 2009, quando tra crisi economica e concorrenza di Cina e Portogallo, l’intero settore delle lame è stato investito dall’onda della crisi”.
Cosa ha significato per la vostra impresa?
“Dalle 40 mila mannaie siamo arrivati ai mille pezzi: prima la sindrome della mucca pazza, nel 2001, che ha raffreddato il consumo di carni rosse congelando anche il mercato della macelleria e delle mannaie. Tre anni fa l’azienda tedesca di cui eravamo fornitori di punto in bianco ha annullato tutte le commesse”.
Come avete superato il momento?
“Ricordo che era dicembre 2011. Ho guardato la foto del mio bisnonno e di suo fratello al battiferro e ho scelto di abbandonare la produzione professionale convertendomi al lifestyle: design e moda. Ora vendiamo ai negozi di arredo casa e frequentiamo le più importanti fiere, ci contattano riviste di settore”.
Cosa producete?
“Mi sono inventato una linea di prodotti sotto il marchio Lamami: dei libri di cartone che contengono una specie di kit. Il tutto all’insegna dell’innovazione di prodotto, dell’eco-sostenibilità, soprattutto del Made in Italy a chilometro zero. La cosa che più ci invidiano all’estero, sono i nostri distretti. È inutile continuare a produrre pensando di farci concorrenza l’un l’altro. Io ho dismesso quasi del tutto la produzione. Tutta la linea nuova è in grande espansione (+120% l’anno) ed è esternalizzata. Mi affido a fornitori solo nel raggio di 4 chilometri, ciascuno specializzato in una fase del processo e al massimo della qualità”.
E il rischio di essere copiati?
“Lo hanno già fatto! E per di più, un’azienda italiana che si rifornisce in Cina”.
E che avete fatto?
“Gli ho solo fatto una telefonata di biasimo. Del resto, se copiano il mio prodotto, vuol dire che funziona”.
Come è arrivato a Harrods e Lafayette?
“Partecipando alla fiera di Francoforte. La responsabile degli acquisti ha visitato per tre giorni il mio stand, poi mi ha fatto l’ordine. Se il prodotto è buono funziona. Bisogna andare alle fiere importanti e lavorare tanto in rete con altre imprese, fare co-marketing con altre aziende”.

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