La fine di un amore che fa perdere la voglia di vivere. Storia di una 15enne

ragazza-tenta-suicidio-tuttacronacaUna quindicenne del Cittadellese, in provincia di Padova, non riusciva a sopportare il senso di perdita per un amore finito e, per liberarsi di quel dolore, ha deciso di togliersi la vita. Ieri, verso le 12.30, ha ingerito una sostanza liquida caustica, ma il gesto estremo non è riuscito. Ora, però, quello che ha fatto rischia di causarle danni permanenti. A salvarle la vita i genitori che, poco dopo, si sono accorti che la figlia stava molto male e l’hanno condotta al pronto soccorso, dove un tempestivo intervento ha scongiurato il peggio. Ora la giovane non sarebbe in pericolo di vita, ma saranno essenziali le prossime ore per valutare l’entità dei danni causati dall’ingestione della sostanza corrosiva. I carabinieri, che sono intervenuti per i rilievi di legge, non hanno evidenziato altro movente che quello sentimentale.

Soda caustica nel pane a Milano, 4 ricoveri

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nella nota catena di ristorazione milanese Princi oggi, intorno alle ore 12, si è verificata un’intossicazione a causa della soda caustica che per errore deve essersi mescolata all’impasto di un particolare pane tedesco, il cosiddetto Pretzel o Brezel.

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Il pane è molto popolare in Germania e per conferire quel particolare aspetto lucido, tipico di questo pane è necessario immergere per  qualche secondo il Pretzel in una soluzione bollente di acqua e soda caustica, prima della cottura. Oggi però nella panificazione del prodotto qualcosa non è andato a buon fine e la soda  caustica per errore è finita all’interno dell’impasto.

Il fatto riguarda le due sedi di via Speronari e di via Ponte Vetero. La Asl Città di Milano, per precauzione, ha diramato un avviso per tutti coloro che avessero comprato pane giovedì mattina nei negozi Princi, perché non venga consumato. Il prodotto «incriminato» comunque è già stato ritirato da tutti i punti vendita.

Alcuni clienti che avevano acquistato e subito assaggiato il pane tedesco sono tornati alla panetteria lamentando bruciore alla bocca e alla gola, e sono stati accompagnati all’ospedale Fatebenefratelli.

La polizia è intervenuta assieme al personale del 118 , che ha soccorso i tre intossicati. Altri due clienti sono stati portati al Policlinico. Poi sono scattati i controlli dei Nas in via Ponte Vetero e della Asl in via Speronari. Gli operatori della Asl hanno svolto controlli anche negli altri punti vendita di Princi a Milano.

Le vittime – una donna, di 48 anni, e il suo bambino, di 2, e un turista greco, di 50 anni, e il figlio, di 3 – hanno cominciato a lamentare forti dolori alla bocca mentre mangiavano. L’Asl, dopo attente analisi, ha trovato soda caustica nell’impasto del pane.

La Solvay sarà la nuova Ilva? Dalla Toscana alla Puglia l’inquinamento continua

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E’ stato l’ex M5S, Adriano Zaccagnini, ora appartenente al gruppo misto  a denunciare la nuova “bomba ecologica” che mina l’Italia. Stavolta non è la Puglia, ma la Toscana ad essere minacciata dallo stabilimento della Solvay, sorto dal 1941. La multinazionale belga che lo gestisce estrae salgemma dai giacimenti di Volterra e della Val di Cecina e produce carbonato di sodio, bicarbonato di sodio, cloro, soda caustica, clorometani e acqua ossigenata.

I risultati – secondo i dati forniti dal deputato –  sono stati un valore aggiunto modesto sul territorio e un costo enorme in termini ambientali: un visibile degrado del mare, enormi consumi di acqua e l’estrazione di salgemma nella Val di Cecina fino alle saline di Volterra; la gente accorre a frotte in un’area non balneabile: i cartelli stradali indicano proprio «spiagge bianche», da Rosignano Marittima a Vado, nonostante l’acqua – si legge nell’interrogazione – “nasconda insidie letali. Tuttavia, nel raggio di chilometri non s’intravede un solo divieto. Anzi, con denaro pubblico è sorto un lido balneare e l’Asl organizza addirittura la balneazione per gruppi di persone disabili”.

l’Agenzia ambientale Onu ha classificato questo tratto costiero come uno dei 15 più inquinanti d’Italia: secondo le stime per difetto del Cnr di Pisa, nella sabbia bianca la Solvay ha scaricato 337 tonnellate di mercurio ed altri veleni: arsenico, cadmio, nickel, piombo, zinco, dicloroetano. L’elenco completo è stato pubblicato sul sito dell’Agenzia europea dell’Ambiente. Più precisamente a Rosignano, secondo Legambiente, sono state 500 tonnellate di mercurio, presenti fino a 14 chilometri dalla battigia. E gli albergatori hanno addirittura chiesto di cambiare il nome della cittadina togliendo il “marchio” Solvay proprio per non abbinare la città alla situazione di degrado ambientale.

Oggi la Solvay è finita sotto inchiesta per gli scarichi abusivi nel mare toscano, sono stati  indagati sia la direttrice che i 4 ingegneri.

La società  ha chiesto di patteggiare, ma la Procura ha posto precise condizioni: risanamento e fine delle violazioni. L’ultima scadenza per la Solvay è il 2015: se non sarà tutto ok, potrebbero scattare i sequestri.

Aspettando ulteriori sviluppi, Zaccagnini ha così chiamato in causa il  Ministero dello sviluppo economico, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ed il Ministero della Salute.

Zaccagnini pone richieste precise ai ministri competenti:

1) realizzare un’indagine epidemiologica, a cura di un organismo pubblico autorevole e a carico della stessa Solvay, per stabilire gli eventuali rapporti tra le patologie e i decessi avvenuti sul territorio e le emissioni inquinanti della fabbrica, con la correlazione tra inquinanti conosciuti e patologie;

2) intervento d’urgenza per quantomeno bloccare i danni all’ambiente e alle persone prodotti dalla lavorazione;

3) avvertire la popolazione dello scarico in mare di tali sostanze, prevedendo inoltre che le spiagge bianche vengano interdette alla frequentazione per almeno 1 chilometro a nord e a 2 chilometri a sud dalla foce dello scarico;

4) chiusura dello scarico a mare entro non oltre 4 anni, anche se depurato dagli inquinanti denunciati;

5) obbligo per lo stabilimento di dotarsi di un impianto a circuito chiuso dell’acqua, con la possibilità di utilizzare solo l’acqua in entrata in mare;

6) rimborso dei lavoratori posti in Cassa integrazione (da dicembre 2011 a maggio 2012) nel caso fosse riconosciuta la strumentalità dell’iniziativa Solvay;

7) prevedere, nell’accordo di programma che è in corso di definizione presso la regione Toscana, un dissalatore a carico di Solvay, da cui la multinazionale ricavi acqua e sale lasciando l’acqua dolce alla popolazione;

8) spostamento del serbatoio di etilene ad alto rischio dall’area archeologica di Vada prevedendo per lo stesso una diversa collocazione.

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