Ultra 70enni spacciano eroina, arrestati

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A ben oltre 70 anni Michele Cotrufo e Rosina Troiano sono stati arrestati per detenzione e spaccio di droga, compiuta essenzialmente nel quartiere Croce di Manfredonia, dove gli anziani risiedevano. La polizia si era insospettita che l’abitazione da tempo era frequentati da tossicodipendenti ben noti alle forze dell’ordine. All’interno dell’abitazione degli anziani sonos atti rinvenuti 70 grammi di droga e un telefonino ancora imballato ricevuto in cambio di dosi.

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Il triangolo? Ancora indiscrezioni sulla vita sentimentale di Philip Seymour Hoffman

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Chi è la donna misteriosa che spuntanei diari di Philip Seymour Hoffman? La polizia ha trovato alcune confessioni private di Hoffman in cui si parla dall dipendenza dall’eroina, agli incontri nei Narcotics Anonymous, dai giorni passati in Rehab a questo triangolo amoroso. Hoffman scriveva di trovarsi in mezzo tra due donne, lei, quella del diario e la compagna, Mimi O’Donnell, la madre dei suoi tre figli. Sarebbe stata proprio questa donna a causare la rottura tra Hoffman e la compagna e non l’eroina come avevano scritto i giornali americani ricostruendo gli ultimi giorni di vita dell’attore americano.

Muore “la nota anticonformista”… Addio a Freak!

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Non è facile parlare di Roberto Antoni, non lo sarebbe in nessun periodo, ma nei tempi bui della politica italiana, del bullismo fra i giovani che sembra essere pericolosamente in aumento e nella mancanza di speranza che si respira in questi anni, dove la disperazione arriva via mare con migliaia di migranti ceh cercano una via di fuga dai loro paesi dilaniati da guerre e da povertà, lo è ancora di più. Perché Roberto “Freak” Antoni, leader storico degli Skiantos, che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo 16 aprile era un provocatore che ha sempre, con ironia e consapevolezza, fatto emergere i mali del nostro Paese. Lui, eccessivo ed eccentrico, non ha mai nascosto la rabbia per l’Italia, che davvero sarebbe potuto essere un paradiso di cultura, arte e turismo e invece è diventato solo terra di conquista di grandi gruppi economici. Già 20 anni fa Freak gridava “Brucia le banche, bruciane tante”. Ma d’altra parte era la giusta evoluzione di chi, in un concerto rimasto nella storia al PalaDozza nel ’79 era salito sul palco insieme agli altri componenti degli Skiantos e senza neppure che si sentisse una nota in sala iniziarono a cucinare spaghetti, mentre gli spettatori, infuriati, gli lanciavano di tutto, Freak Antoni rispondeva con l’ormai celebre frase: “Questa è avanguardia, pubblico di m***a”.

Ci lascia quindi un intellettuale sui generis che un anno fa scherza con il suo male affermando “Se non altro la malattia mi ha fatto smettere con la droga”. Ma chi pensa che Freak sia stato un leader di una band demenziale, sbaglia perché in ogni atto “demenziale” degli Skiantos vi era una profonda denuncia e un messaggio da cogliere.

E Freak Antoni ne era il bardo e cantore, un simbolo del rock italiano, ma che ha sempre conservato la convinzione di meritare di più di quel che poi il mercato discografico ha riservato a questi “35 anni di grandi insuccessi”, come li definiva lui. “Di questi anni ricordo grande sbattimento, la voglia di pretendere più considerazione da pubblico e critica, e una grande fatica per nuotare controcorrente”, confidava dopo il suo ultimo concerto con la band, a maggio 2012 a Bologna. Da quel giorno Freak aveva iniziato una nuova sfida musicale, un progetto solista assieme alla pianista Alessandra Mostacci.

Ma Antoni non si limitò alla musica o al teatro, si immerse anche nella scrittura con nove libri, tra cui il suo manifesto “Non c’è gusto in Italia ad essere intelligenti”. Approdò anche al cinema con  la partecipazione a film, come “Paz!” e “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” fino a diventare un fumetto, “Freak”. Bologna oggi perde un grande interprete, ma soprattutto una persona che ha sempre avuto un’onesta intellettuale e ha pagato sempre sulla sua pelle le sue scelte estreme, lanciando messaggi che oggi potrebbero essere state profezie.

Eroina nell’Happy Meal, l’ultima frontiera dello spaccio!

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Ce ne vuole davvero molta di “creatività” per spacciare droga all’interno delle confezioni di Happy Meal, cioè quei pasti che McDonald’s destina ai bambini. Peccato che Shantia Dennis, 26 anni, dipendente della nota catena di fast food di Pittsburg, in Pennsylvania, abbia deciso di usare questa “creatività” per compiere un reato. Bastava avvicinarsi al mac drive e chiedere  ‘i’d like to buy a toy’ cioè “vorrei comprare un giocattolo” per avere uan confezione di Happy Meal arricchito con l’eroina. La donna, 26 anni, è stata incastrata da agenti in incognito i quali hanno trovato confezioni di Happy Meal con all’interno una decina di bustine di eroina della grandezza di un francobollo. Altre cinquanta erano in possesso della dipendente. Ora si attende una dichiarazione ufficiale da parte dell’azienda che probabilmente si dichiarerà estranea e attribuirà la colpa alla dipendente la quale ha usato i “pasti felici” per lo spaccio di eroina.

Investimenti da delinquenti: rubavano per comprare droga da spacciare

droga-cocaina-spaccio-tuttacronacaTre quarantunenni serbi sono stati arrestati dalla squadra mobile di Trieste perchè dediti ai furti in negozi di abbigliamento e alle slot-machine nei bar del capoluogo giuliano. I tre utilizzavano poi i proventi per acquistare eroina e cocaina che poi spacciavano tra la città e il Veneto. Ora le forze dell’ordine stanno effettuando una decina di perquisizioni in provincia di Vicenza e di Bologna. S’indaga anche per accertare se gli stessi uomini abbiano anche effettuato dei furti in un’abitazione dello stesso centro cittadino. La banda si riforniva di droga attraverso la via balcanica.

La nuova droga della follia si chiama Ya-Ba, mega operazione a Roma

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L’operazione è stata portata avanti tra venerdì e sabato nei quartieri più a rischio della città: Pigneto, San Lorenzo, Trastevere, Trionfale, Termini e Casilino. E’ in queste zone che si concentra il traffico di stupefacenti e in particolare marijuana, hashish, eroina e cocaina. Il bilancio dell’operazione è di 19 persone arrestate, molti dei quali stranieri, di età compresa tra i 18 e i 54 anni. In particolare è stato però fermato un cittadino del Bangladesh, di 30 anni, nei pressi dell’acquedotto Alessandrino, in zona Tor Pignattara. Il giovane era in possesso di 120 pasticche di “Ya-Ba”.

Lo Ya-Ba è una sostanza simile all’ecstasy, ma l’abuso della sostanza produce comportamenti molto violenti, autolesionisti e a stati allucinatori. Questa metanfetamina porta a gravi e irreparabili disturbi psichici, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “droga della pazzia”. Lo Ya-Ba è molto popolare in Cina.

Zeman si appella alle ripartenze di Schillaci: “regalacene un’altra”

zeman-schillaci-tuttacronacaLa Gazzetta dello Sport, che ieri aveva dato spazio alla drammatica storia di Maurizio Schillaci, cugino di quel Totò nazionale che tanto aveva fatto esultare i tifosi italiani. Una storia di successo che s’infrange contro un infortunio di gioco. Dopo di che, il precipizio: la droga, la mancanza di un lavoro e di una casa. E, in fondo, quella fiammella ancora viva e la voglia di ripartire. E proprio alle sue famose ripartenze fa riferimento Zdenek Zeman. Oggi, tra le colonne della Rosea, si legge uno scritto dell’allenatore che ricorda il suo ex giocatore, parla del calcio e delle sue similitudini con la vita e ricorda che “non è mai troppo tardi”.

Ci sono storie che toccano il cuore. E che fanno male. Storie che portano inevitabilmente “tutti gli altri” a parlare, giudicare, commuoversi, partecipare. Quella di Maurizio Schillaci diventa notizia oggi nei passaggi più drammatici, che più fanno effetto, ma ha radici più lontane, passaggi più complessi. E io ho troppo rispetto per unirmi a un coro o per condividere ricordi e momenti vissuti con lui così personali.

Perché Maurizio l’ho avuto negli Allievi, poi in Primavera, poi a Licata, Foggia (ma solo pochi giorni), Messina… L’ho visto crescere in quegli anni in cui il calcio, soprattutto al Sud, aveva ancora la poesia di campi arrangiati e di rapporti umani e Maurizio era idolo dei suoi tifosi e leader per i compagni. Così lascio per me l’uomo e vi racconto “solo” il giocatore.

Un grande talento. Tecnicamente un fenomeno. Per mezzi, colpi e intelligenza calcistica avrebbe potuto giocare in Serie A senza difficoltà e farlo a grandi livelli. Nel mio 4-3-3 giocava sulla fascia, e aveva tutto quel che serve per quel ruolo: corsa, progressione, tecnica, senso del gol, altruismo. Maurizio è sempre stato un generoso con tutti, per questo i compagni gli volevano bene. Lui aiutava tutti. E dispiace oggi saperlo solo.

Se era più forte del più famoso cugino Totò? In passato l’ho detto, ma non c’è sempre bisogno di un paragone, di un più o un meno, di un titolo a effetto. Certe carriere non sempre ti regalano quanto avresti meritato. Vale anche per la vita, purtroppo. Che non inizia e finisce solo in un campo di calcio. Lì Maurizio la sua partita la giocava veloce e leggera, con fantasia e colpi di genio, col cuore e con la testa. E non finiva mai in fuorigioco. Così mentre me lo rivedo su quella fascia, quello che gli auguro oggi è di riuscire in un’altra ripartenza, una di quelle in cui era bravissimo e nessuno riusciva a stargli dietro. Non è mai troppo tardi.

Da promessa a barbone: la tragica storia di Maurizio Schillaci

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Una parabola triste? Sicuramente drammatica. Maurizio Schillaci, cugino di Totò, si racconta alla “Gazzetta dello Sport”:

“La storia è una drammatica favola al contrario. Schillaci cresce nelle giovanili del Palermo, arriva a Licata voluto da Zeman allenatore e segna 22 gol in 66 partite. Trequartista dai piedi d’oro ma dalla testa matta, non sapevi mai cosa potesse fare e meno di tutti lo sapevano i portieri avversari. Talento puro. Lo prende la Lazio in B, l’Olimpico il contratto a sei zeri, la fama (anche se si parla di serie cadetta), ma gioca poco per un infortunio al tendine mal curato, va a Messina con suo cugino Totò, ma ancora guai fisici, il passaggio alla Juve Stabia, la droga. Prima la cocaina, poi l’eroina. È l’inizio della fine. Che lo porta a separarsi dalla moglie, a perdere amici, contatti, contratti. E oggi a non avere una casa e a camminare per il mercato della Vucciria a raggranellare qualcosa da mangiare. “Tutti dicevano che ero più forte di Totò . Può essere. Di sicuro io non ho avuto la sua fortuna”.

Maurizio Schillaci pupillo di Zdenek Zeman.

“Maurizio, il viso scavato e segnato da droga e tristezze ripercorre nella lunga intervista le tappe di vita e carriera: “Le mie stagioni migliori le ho vissute con Zeman. Segnavo gol a ripetizione. Poi è arrivata la Lazio. Era il mio periodo di grazia. Vivevo nel lusso, ho cambiato 38 auto, ho giocato nello stadio dei sogni, l’Olimpico. Contratto di 500 milioni per 4 anni. poi qualcosa non va per il verso giusto. I primi infortuni, gli stop. Poi scopro perché. Vado in prestito a Messina, là trovo mio cugino Totò. Tutti i giornali parlavano di noi, io e lui facevamo a gara a chi segnava di più quando io ero al Licata e lui a Messina. Ma la mia carriera in realtà s’è spezzata a Roma. Un infortunio mai curato che mi impediva di esprimermi al meglio. Facevo poche partite e mi fermavo. Mi chiamavano il “malato immaginario” o il “calciatore misterioso”, perché ero sempre in infermeria. In realtà avevo un tendine bucato. A Messina si accorgono del problema, mi curano, ma la carriera era ormai volata via. Poi ho subito altre situazioni. Più brutte degli infortuni. Vado alla Juve Stabia, ormai ho 33 anni. E qui conosco la droga. La cocaina, poi l’eroina. Nel frattempo ho divorziato da mia moglie. Zeman? Ogni tanto lo intravedo ancora. Lui impazziva per me. Un grande in campo e fuori per le sue battaglie. Il doping? C’è stato sempre. A me consigliavano di prendere la creatina, mi sono fidato dei medici. Era proibita, ma l’ho saputo dopo. Soldi per aggiustare le partite? Solo una volta me li hanno proposti. Giocavo nel Licata, a Casarano, lo dissi subito a Zeman. Mi disse di rifiutare. Poi finì 0-0, prendemmo 8 pali… Ma a volte le partite si decidono in mezzo al campo, parlando….”

Il declino e la vita da barbone.

“Il mio declino è stato velocissimo e ora mi ritrovo per strada. Non riesco a trovare lavoro, dormo nei treni fermi alla stazione. Ci sono altre persone con me, siamo un gruppo di 20 barboni. Con mio cugino Totò non ci sentiamo più. Ho lavorato nella sua scuola calcio per un periodo, ma per “travagghiare” là spendevo 300 mila lire e guadagnavo la stessa cifra. Ho deciso di mollare. Ed ero stanco delle chiacchiere della gente di quel guardarti storto di chi diceva: non porto mio figlio da chi si drogava. Ma l’eroina per me non esiste più. Ho toccato il fondo ma ora voglio risalire. Ogni tanto guardo i bambini giocare in mezzo alla strada. Li osservo e mi piacerebbe dare un calcio a quel pallone…”.

Il boss di 16 anni, tunisino spietato con i connazionali

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Boss a 16 anni. Esperto nella fuga, coperta dalla rete di connivenze, in grado di prendere a bottigliate i suoi connazionali e a ridurli in obbedienza. Due tunisini molto più grandi del “piccolo grande” boss e con alle spalle una fedina penale tutt’altro che immacolata, ma il 16enne ha saputo metterli alle sue dipendenze e conquistare lo spaccio in una delle zone più appetibili della città di Perugia.

Attraverso intercettazioni telefoniche, appostamenti e sequestri ai clienti, gli investigatori hanno ricostruito un «impressionante volume d’affari» che si estrinseca in decine di dosi di eroina e cocaina ogni giorno cedute ai clienti in fila, tanto perugini che di fuori città. Un appartamento in via Jacopone da Todi condiviso con gli altri due connazionali ridotti, con violenza e scaltrezza, a subalterni e anche tanti affari in proprio.

Perchè quando si rende conto che i poliziotti gli stanno addosso, il sedicenne decine di cambiare aria per far calmare le acque e si rifugia dalle parti di Mugnano nascondendosi in un casolare messo a disposizione dal cliente-schiavo della droga di turno. Lì lo hanno arrestato i poliziotti.

Carabinieri travestiti da giardinieri arrestano due tunisini per spaccio

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Sono stati arrestati due tunisini, a Verona, per concorso continuato nella vendita, offerta, commercializzazione e illecita detenzione di eroina.  Dopo mesi di attività di osservazione, controllo e pedinamento, i carabinieri hanno ricostruito il florido mercato che avevano creato in un parco. I militari si sono travestiti da giardinieri per meglio poterli osservare durante le loro attività che avvenivano a pochi metri da dove mamme e bambini utilizzavano il parco per passeggiare e giocare. Il primo arrestato, Salami Anis di 34 anni, ha chiesto più volte al comandante di San Michele Extra cosa fosse accusato.

Il secondo, Bouhjar Fethi di 30 anni, invece, messo di fronte alle proprie responsabilità, dopo aver capito che i carabinieri avevano osservato per mesi la sua attività, annotandosi tutti i particolari della sua azione, si è trincerato dietro un silenzio durato fino alla casa circondariale di Montorio dove è stato accompagnato con il suo complice.

Cocaina e crack spuntano dai tombini!!!

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Quattrocento dosi spuntano dai tombini, crack ed eroina, in 11 buste di cellophane, per un valore di oltre 5 mila euro, sono stati rinvenuti in un tombino di via Fratelli Cervi, a Scampia, Napoli. Il pusher, avvertito da una delle «vedette», è riuscito a dileguarsi a bordo di uno scooter. Il tombino serviva da deposito.

 

Torna Bridget Jones: le anticipazioni di “Mad about the Boy”

bridget-jones-nuovolibro-tuttacronacaRitorna Bridget Jones: uscirà il 10 ottobre, nel Regno Unito, Mad about the Boy, terzo volume della saga scritta da Helen Fielding e il quotidiano inglese Sunday Times ha dato qualche anticipazione. In particolare quello che è trapelato è che Bridget è vedova da cinque anni: Mark Darcy è infatti morto. Ovviamente la cosa non è affatto piaciuta ai fan della saga. E non pensiate che per un’eroina della letteratura il tempo non passi: Bridget ha ora 51 anni e due figli. Ma se il tempo scorre… non cambia il carattere: resta l’ossessione per il tempo, a cui ora si sommano anche quelle per le rughe e l’invecchiamento. Non cambia del resto neanche la sua mania per la scrittura: nell’era 2.0, però, ha messo da parte il diario per dedicarsi ai social network: la sua nuova dipendenza ora è infatti Twitter. E conscia del potere della rete, impara la lezione: “Mai inviare messaggi da ubriaca. Basta un dito per far partire un messaggio: come si fa per una bomba nucleare o un missile Exocet”. Se ve lo state domandando… non mancherà una figura maschile: si chiama Roxter, l’ha conosciuto in rete e ha 30 anni! Insomma, “la sua vita è cambiata, ma lei resta sempre la stessa: simpatica, caotica, affascinante, accattivante, pazza per gli uomini, unica…”. Il libro inizia a cinque anni dalla morte di Mark, quando Daniel Cleaver, il suo ex capo e ora padrino dei suoi figli tenta in tutti i modi di scacciarle di dosso la tristezza. Ovviamente però se pensiamo a Bridget Jones abbiniamo il personaggio all’attrice che l’ha portata sul grande schermo, Renée Zellweger. Buona notizia per i fan della saga: la 44enne presterà nuovamente il suo volto nel nuovo film estratto dal libro.

Studente fuorisede trovato morto a Bologna: ipotesi overdose

ragazzo-morto-bolognaAveva solo 28 anni A.P., uno studente nato a Pescara e residente in provincia dell’Aquila che ieri è stato trovato privo di vita nell’appartamento Bolognese dove alloggiava. A fare il ritrovamento, nel tardo pomeriggio di ieri, un suo amico, suo coetaneo e titolare del contratto d’affitto dell’abitazione in via Bergami, zona Santa Viola. I medici del 118 non hanno potuto far altro se non constatare la morte del ragazzo. Sul posto anche i carabinieri della stazione Bertalia, del nucleo Operativo e del Sis (Sezione Informazioni Scientifiche). Stando ai primi accertamenti viene esclusa una morte violenta mentre l’ipotesi è che il giovane sia morto per  un’ overdose di eroina. bisognerà comunque attendere l’autopsia per averne la conferma. Lo studente era iscritto alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Ateneo di Bologna.

Droga nascosta fra le dune sul litorale romano.

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Le dune di Capocotta erano diventate un nascondiglio sicuro per i sacchetti di droga che venivano celati tra la vegetazione o sotto la sabbia. Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Pomezia a coordinare l’operazione antidroga che ha portato all’insolita scoperta che ha poi portato a 26 misure cautelari e più di 50 perquisizioni.

I pusher venivano riforniti più volte al giorno da persone che conservavano nella macchia mediterranea gli stupefacenti. Tra la vegetazione “crescevano” pacchetti di diverse tipologie di droghe: dall’hashish alla marijuana, dalla cocaina all’eroina. Tra i ritrovamenti anche una pistola con la matricola abrasa e denaro proveniente dall’attività di spaccio.

Il traffico contava oltre centocinquanta clienti che sono stati identificati e segnalati come assuntori.

Pedina il figlio drogato e fa arrestare gli spacciatori

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Era disperata una madre il cui figlio 15enne si drogava, così ha deciso di pedinarlo scoprendo che s’incontrava, e con lui altri minorenni, con due stranieri che lei ha subito pensato essere spacciatori. La madre ha annotato tutto quanto vedeva su un quaderno per poi trasmettere ai carabinieri quanto raccolto nel corso delle sue “indagini”. Grazie agli elementi ricevuti, i militari hanno bloccato due albanesi di 27 e 30 anni, che periodicamente incontravano il ragazzo e altri suoi coetanei per spacciare eroina e cocaina. Durante il blitz sono stati sequestrati un’auto, un ciclomotore, un documento falso presentato da uno dei due arrestati e circa un chilogrammo tra eroina e cocaina.

Bridget Jones torna… e s’iscrive ai social!

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La single sovrappeso, fumatrice incallita e con la fissa del diario sta per tornare! Helen Fielding, l’autrice di un’eroina che, oltre 15 anni, aveva dato voce ad una generazioni di giovani donne allo sbaraglio sta per presentare il nuovo libro. Uscirà ad ottobre e ancora una volta la goffa Bridget tornerà a far parlare di sè. Perchè le abitudini sono dure a morire e, anzi, si evolvono. Anche miss Jones è entrata nell’epoca 2.0 ed è subito incappata in una nuova complicazione: i social! Ecco allora che Twitter e Facebook sostituiscono carta e penna e le danno una piattaforma tutta nuova dove “far danni”. Quello che non cambia è la sua vita sentimentale: complicata come l’abbiamo sempre conosciuta. Ma altro punto fermo resta anche una Londra dove, ha osservato di recente la Fielding, “è diventato ancora più difficile trovare un partner” alle prese con la nuova etichetta dettata da Twitter e Facebook. Non resta che aspettare una manciata di mesi dunque per scoprire in che (dis)avventure incapperà Bridget. Appuntamento in ottobre con Bridget Jones: Mad About The Boy.

Il traffico dei medicinali contraffatti… un business simile a quello dell’eroina

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Un “buon investimento” in tempo di crisi? Il mercato dei medicinali contraffatti. Un vero scandalo che nel 2010 ha fruttato ben 75 miliardi di dollari, un mercato più florido di quello che oggi, viene stimato per il traffico di droga, e a differenza degli stupefacenti, presenta meno rischi. Il business è stato sfruttato sia dalle “multinazionali del fake”, sia da improvvisati santoni che hanno approfittato delle lentezze burocratiche e delle norme inadeguate.  E chi pensa che la contraffazione dei farmaci riguardi solo alcune categorie come ad esempio il viagra o le pillole per dimagrire, sbaglia. Oggi il fenomeno è in espansione e si allarga di giorno in giorno arrivando a includere anche medicinali fondamentali come gli antitumorali, i salvavita e antibiotici. E non è neppure un fenomeno che riguarda solo i Paesi in via di sviluppo, perché questi farmaci arrivano anche in Occidente e in particolare in Italia. Il 50% dei farmaci venduti in rete è contraffatto e solo lo scorso anno sono stati sequestrati circa 3,75 milioni di farmaci per un valore complessivo di 10,5 milioni di dollari.

Cosa causa l’assunzione di questo farmaco? E’ inutile, quando va bene, e dannoso se qualcosa non va nel verso giusto. Ma purtroppo per chi si dedica a questo traffico le pene sono lievi per non dire che sono nulle. Dalla loro parte c’è la difficoltà di tracciare il mercato da cui proviene e la transazione fatta su internet, inoltre se si riesce a risalire a chi ha immesso sul mercato il prodotto contraffatto prima bisogna dimostrare che fosse a conoscenza della truffa e anche nel caso che si possa provare la mala fede spesso si incorre in una sanzione simile a quella prevista per la contraffazione di un accessorio di marca.

La Oms che fa? Discute sulla differenza tra farmaci non in regola e farmaci falsificati, per trovare delle definizioni corrette e delle pene commisurate ai reati… ma mentre si discute la gente muore.  Finora soltanto il Consiglio d’Europa ha adottato nel 2011 una convenzione per combattere il farmatraffico, con Medcrime, il testo non vincolante è stato firmato da 22 paesi, tra cui l’Italia. Troppo poco per contrastare un mercato in crescita esponenziale e che, a differenza di quello delle borse e delle magliette false, mette a rischio la salute pubblica.

Ma per farsi un’idea del fenomeno e dei guadagni a esso correlato basta un esempio. 1000 dollari investiti in eroina fruttano 20 mila mentre investendo in farmaci si arriva anche a 400 mila e sono spesso quindi le industrie di farmaci originali che investono anche sul “mercato parallello” per non perdere il profitto.

Ma ci sono anche aziende, la minoranza, che invece si sta attrezzando affinché i loro farmaci non vengano contraffatti:  filigrane, scritte invisibili, codici. Basterà?

Il vaccino contro la droga.

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Arriva il vaccino anti-eroina e già si parla di effetti straordinari. Sono stati gli Usa a metterlo a punto e lo hanno già sperimentato a lungo sui ratti.   Il vaccino, descritto sulla rivista dell’Accademia delle Scienze degli Stati Uniti e realizzato dai ricercatori coordinati dall’Istituto di ricerca Scripps in California, agisce intercettando le sostanze psicoattive nel sangue e impedendone l’afflusso al cervello.  Quindi non sarebbe solo in grado di annientare gli effetti dell’eroina ma anche quelli di molte altre dipendenze.

Da anni si cercano farmaci per contrastare gli effetti collaterali legati alla disintossicazione e capaci di riuscire a evitare le ricadute. Molti passi in avanti  si erano fatti in questo campo, ma nessuno dei rimedi fino a oggi conosciuti aveva dato gli esiti strabilianti che sembra possedere questo farmaco di nuova generazione.

«Ratti affetti da dipendenza – ha spiegato George Koob, uno dei responsabili dello studio – riprendono compulsivamente a utilizzare la droga se ne hanno la possibilità, ma il nostro vaccino blocca questo comportamente».

Tra poco vi sarà la sperimentazione sull’uomoe se i test dovessero confermare quanto osservato fino a ora il farmaco potrebbe essere usato in tempi brevi su gli oltre  10 milioni di persone nel mondo dipendenti da eroina.

Vita da star: “A 8 anni mi drogavo con papà”

robert downey jr. -droga - tuttacronaca

“In casa girava molta marijuana. Mio padre mi passò il primo spinello quando avevo otto anni, mentre stavo suonando Thelonious Monk al pianoforte. Ci facevamo insieme, era il suo modo per volermi bene, per dimostrarmi amore nell’unica maniera che conosceva”, a raccontare la sua vita di eccessi l’attore Robert Downey Jr. Figlio di un regista indipendente, l’attore è stato un prodigio del grande schermo sin da piccolo, ma ad accompagnarlo c’è sempre stata la droga: “La cosa più importante nella vita di un addicted  è il recupero. Oggi sono orgoglioso di riuscire a mantenere i miei impegni, non solo nei confronti di amici e famiglia, ma anche con il pubblico. Dopo una vita passata a essere inaffidabile ho scoperto quanto sia bello portare a termine un progetto, un’idea, una promessa. La disciplina è una forma di rispetto nei confronti della vita”.
Con il recupero anche il rapporto con i figli è cambiato: “Sono un padre abbastanza severo, presente, soprattutto con Exton, il mio figlio più piccolo. Con lui è tutto nuovo perché questa volta sono sobrio. Riesco persino a cambiargli i pannolini, cosa difficilissima da fare quando sei completamente stonato”.
Ad aiutarlo nella sua battaglia la recitazione: “È qualcosa che amo fare perché ogni volta è nuovo, stimolante e intimidatorio allo stesso tempo. Ci sono poche cose nella vita che rimangono tali dopo averle provate tre volte. Idem per il paracadutismo, adrenalina pura, un rush comparabile solo all’eroina, ma senza la negatività della droga. Scusate l’analogia, ma sono e rimango un tossico, anche se le mie dipendenze sono cambiate. Purtroppo per me i ruoli spesso si confondevano con la realtà in cui vivevo, ero diventato il poster boy della cattiva gestione farmaceutica. Ero convinto che da drogato avrei reso meglio, molto di più. Dall’altra parte, anche con tutti gli errori, non riuscivo a toccare il fondo. E senza essere arrivato in fondo, non puoi cominciare a risalire”.

Gli anni passano anche per Eva… ma lei non li dimostra!

 Eva-Kant-Diabolik-50 anni- tuttacronaca

La sexy assistente di Diabolik compie 50 anni. Nata ai primi di marzo del ’63, Eva Kant ribaltò lo stereotipo delle eroine del fumetto. La splendida bionda, infatti, esordì nella saga del Re del Terrore salvandolo addirittura dalla ghigliottina.

I primi cinquant’anni dell’eroina creata dalle sorelle Giussani vengono celebrati da una mostra organizzata da Astorina, la storica casa editrice di Diabolik, presso la rassegna Cartoomics 2013 dal 15-17 marzo 2013 presso Rho Fiera Milano. Dopo l’esordio al Cartoomics, la mostra viaggerà per le principali fiere di settore del nostro Paese.

Accanto alla mostra, la bella Eva verrà celebrata dall’inedito di marzo di Diabolik che ne ritrae l’infanzia. Eva Kant, infatti, è cresciuta nel famigerato collegio di Morben, dove aveva per sola amica la simpatica e coraggiosa Dolores. Da allora non aveva più avuto notizie della compagna di sventure, e quando oggi lericeve, sono drammatiche.

Il prologo dell’inedito è stato disegnato da Emanuele Barison, Giorgio Montorio e Luigi Merati. Il lungo flash-back è stato illustrato da Giuseppe Palumbo che ha curato anche la copertina. Proprio Palumbo, nel 2003, aveva ideato il volto di Dolores. La storia, invece, è stata scritta da Mario Gomboli, Tito Faraci e Andrea Pasini.

Arrestata Martha Heredia, la vincitrice di American Idol

american idol
La vincitrice di “Latin American Idol”, Martha Heredia, è stata arrestata dopo essere stata scoperta mentre tentava di portare dell’eroina negli Stati Uniti. La cantante è stata bloccata in Repubblica Dominicana, all’aeroporto, mentre stava per imbarcarsi per New York. Aveva nascosto 1.3 kg di eroina nelle scarpe messe nel bagaglio.
Per Martha questa è solo l’ultima disavventura in ordine di tempo di una vita piena di guai. Nonostante i suoi 22 anni la cantante infatti ha già raggiunto l’apice della notorietà imboccando ben presto una china rapidissima.

Dopo aver vinto la versione latina di “American Idol” nel 2009, i suoi guai sono iniziati l’anno seguente, quando con la macchina ha investito e ucciso una ragazzo haitiano dovendo pagare alla famiglia 250mila dollari di danni. Il mese scorso il marito di Martha è stato arresto per violenza domestica e attualmente si trova in carcere. Ora questo arresto per droga, per il quale rischia di 10 anni di prigione.

Carico per saziare la “fame chimica”. Rinvenuti 15 kg di eroina

Bloccati a Brindisi alcuni albanesi e un italiano con l’accusa di traffico di stupefacenti. Sul loro peschereccio sono stati rinvenuti, ieri sera, 15 kg di eroina. fame-chimica

Retata antidroga a Istanbul: fermati 38 vip di mondo dello spettacolo turco

Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati 20 chili di eroina e 500 grammi di cocaina, tra le persone fermate anche gli attori Cagatay Ulusoy e Cemal Hunal, l’ex aspirante Miss Gizem Karaca e il regista Huseyin Orcun Benli.

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Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

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