Gli immigrati nascosti in un vagone di cereali: alcuni sono in fin di vita

padova_immigrati_vagone_tuttacronacaIn un’azienda di San Martino di Lupari, in provincia di Padova, che oggi doveva ricevere un carico di cereali, è stata fatta un’inaspettata scoperta. All’interno di un vagone merci, infatti, sono stati trovati una quindicina di immigrati, tutti provenienti dalla Costa d’Avorio. I clandestini sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in ospedale. Alcuni di loro si troverebbero in gravissime condizioni. Sul luogo sono arrivi i carabinieri e le ambulanze del Suem.

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Eva Longoria “bacchetta” Obama sull’immigrazione

eva-longoria-tuttacronacaL’attrice Eva Longoria, nonostante il ruolo chiave che ha svolto nella rielezione di Barack Obama non è completamente soddisfatta dalla decisioni prese per quel che riguarda il tema dell’immigrazione, come ha spiegato all’HuffPost Live. Secondo la “casalinga disperata”, infatti, l’amministrazione Obama avrebbe “mandato via” circa 400mila immigrati all’anno, un numero molto maggiore rispetto ai predecessori. Parlando soprattutto degli immigrati senza documenti che sono arrivati nel Paese ancora minorenni ha dichiarato che “È triste vedere queste statistiche”. E ha affermato: “Penso che sia una delle più grandi tragedie. Educare questi bambini che arrivano qui senza aver commesso nessuna colpa – educarli, prepararli, investire su di loro e poi improvvisamente buttarli fuori dal nostro paese proprio quando potrebbero costituire una grande risorsa naturale. Noi dovremo investire su di loro perchè lo stiamo già facendo”. Negli Usa, la politica sull’immigrazione è spesso presa di mira dalle associazioni che tutelano i diritti degli immigrati, che l’accusano di “intrappolare” le persone senza aver commesso crimini.

Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere

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Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere. Queste sono le misure previste dai Paesi dell’Unione europea, come oggi riportato in un articolo di Libero:

“Eppure basterebbe guardare un po’ al di là dei nostri confini giuridici per scoprire che in Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera è prevista una sanzione penale specifica per chi fa ingresso illegale sul territorio nazionale e anche per chi vi soggiorna irregolarmente. Non fa eccezione il Regno del Belgio, dove la reclusione può prolungarsi fino a tre mesi ed è seguita immancabilmente dall’espulsione del colpevole. In Danimarca, invece, distinguono fra la permanenza irregolare, che rientra fra le fattispecie penali e può comportare anche la reclusione fino a sei mesi, e l’ingresso illegale, punito con una multa o una misura amministrativa”.

E la lista dei paesi europei in cui il reato rimane non è finita, spiega Morigi:

“Quanto all’Austria, lo tratta soltanto come un illecito amministrativo, ma il soggetto colto senza documenti validi oltre a beccarsi una multa da 200 a 1.500 euro, può essere detenuto per 72 ore, dopo le quali scatta il rimpatrio. Allo stesso modo, la Finlandia e i Paesi Bassi dopo la sanzione pecuniaria, prevedono l’espulsione. Anche in Portogallo seguono la stessa linea, salvo inasprire le misure con i recidivi: chi viola il divieto di reingresso rischia due anni di galera. Pur di cacciare i clandestini, la Grecia è disposta a rinunciare anche al denaro delle multe”.

Non sono escluse Irlanda e Lussemburgo:

“In Irlanda, se c’è volontarietà, si possono aprire le porte del carcere per tre anni, senza che per questo sia condonata la contravvenzione fino a 3mila euro. Nel piccolo Granducato del Lussemburgo, per contro si viene espulsi o respinti, ma si può guadagnare un soggiorno di sei mesi in prigione”.

Insomma, scrive Morigi, in tutta Europa per gli immigrati clandestini è previsto anche il carcere:

“Perfino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo prevede un elenco esaustivo di ipotesi giustificative della detenzione, tra cui il fatto di impedire l’ingresso illegale nel territorio o di favorire l’allontanamento di una persona. E, da ultimo, nel 2011, la Corte di Giustizia europea ha chiarito che la direttiva comunitaria sui rimpatri non vieta a uno Stato membro di classificare come reato un soggiorno irregolare e di irrogare sanzioni penali per scoraggiare e reprimere la commissione di un’infrazione delle norme nazionali in materia di soggiorno né di imporre una detenzione finalizzata a determinare se il soggiorno sia regolare o meno”.

Se è vero che potremmo essere noi a dare il buon esempio è anche vero che le condizioni finanziarie e sociali del nostro Paese, purtroppo, non danno la possibilità a coloro che arrivano di costruirsi un futuro. Perché dunque strappare per una seconda volta la possibilità ai migranti di un progetto di vita? Perché lasciare queste persone all’interno di centri di prima accoglienza che sono ormai diventati centri claustrofobici e malsani?  Quando si inizierà davvero a fare una politica comunitaria di accoglienza e non di respingimento? Quando quelle multe, rimpatri e carcere si trasformeranno in Europa in speranza di una vita migliore? Vergogna? No, disperazione e impotenza di fronte ad altre Nazioni che si sono arroccate su posizioni punitive e puntano il dito contro l’Italia… poi si lavano le coscienze con un contributo insufficiente, capace solo di prolungare l’agonia di quei migranti rinchiusi nei centri sovraffollati.

“Pensioni no, clandestini sì?” La Lega protesta al Senato

lega-protesta-tuttacronacaSe questa mattina è stata sospesa la seduta alla Camera durante l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, non è andata meglio al Senato dove a protestare sono stati i senatori della Lega, presieduti da Massimo Bitonci. I leghisti si sono scagliati contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. Sui cartelli che hanno fatto la loro apparizione nell’Aula si leggeva ‘Pensioni no, clandestini sì’, ma anche ‘Sicurezza no, clandestini a casa loro’. Per tutta risposta gli esponenti del Pd sono scesi nell’emiciclo per contestare il Carroccio. La vicepresidente di turno, la democratica Valeria Fedeli, ha ripetutamente tentato di riportare l’ordine in aula invitando i commessi a togliere i cartelli, con i senatori leghisti che li tenevano ben saldi. A causa però anche della controprotesta del Partito Democratico il caos generatosi ha costretto la Fedeli a sospendere la seduta, riconvocata per le 16.

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Continuano gli sbarchi dei migranti: sei morti a Catania

migranti-catania-tuttacronacaUn’imbarcazione con una settantina di migranti è sbarcata questa mattina all’alba a Catania. Sei di loro sono morti e i corpi sono sulla battigia della spiaggia del lungomare Plaia, dove sono giunti Polizia, Carabinieri e Guardia Costiera. S’indaga per accertare l’accaduto, mentre al porto di Catania vengono prestati i primi soccorsi. Sono circa 580 i migranti arrivati sulle coste siciliane nelle ultime 48 ore. A Porto Empedocle sono giunti in 235, tra cui 9 bimbi e 43 donne. A Pozzallo in 110, di cui 3 donne, soccorsi quando erano al largo dalla Sicilia, da un peschereccio liberiano. A Lampedusa 85 a bordo delle motovedette della Guardia costiera dopo essere stati presi in carico dalla nave Asso30.  Ad Augusta 151, due dei quali sono stati trasferiti trasferiti in Sicilia con l’elicottero della Marina per essere sottoposti alle cure mediche. Era stata la nave “Libra” della Marina militare a prenderli a bordo ieri quando erano 16 miglia da Lampedusa.

Lampedusa al collasso, il centro di prima accoglienza non ce la fa più

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Gli ultimi ad arrivare sull’isola siciliana sono stati 22 superstiti di un gruppo di migranti provenienti dalla Nigeria, Gambia, Benin e Senegal. Il gommone su cui viaggiavano si è rovesciato dopo tre giorni che aveva lasciato la costa libica. Nell’incidente sarebbero morte circa 31 persone, tra cui 9 donne. L’allarme era scattato venerdì pomeriggio con una telefonata ricevuta dalla Guardia Costiera di Palermo che ha allertato poi le Capitanerie a Roma che hanno localizzato il satellitare a 29 miglia dalle coste libiche. Dopo aver allertato anche le autorità di Tripoli, sono state dirottate sul luogo dell’incidente due navi mercantili battenti bandiera panamense. I profughi recuperati dalle due navi sono poi stati trasferiti i sulla nave Kornati, battente bandiera maltese, che li ha portati a Lampedusa. Ma oltre ai 22 superstiti  ieri sono approdati  nell’isola siciliana circa 450 migranti soccorsi nel giro di 24 ore. Il centro di prima accoglienza dell’isola è così nuovamente al collasso, con circa 1100 presenze a fronte di una capienza massima di 350 posti.

 Mentre si parla di integrazione, bisogna anche adeguare le strutture per dare un accoglienza civile a queste persone che dopo un “viaggio della speranza” si trovano spesso di fronte a una realtà italiana tragica e in crisi che non riesce ad assorbire il numero dei migranti neppure nelle apposite strutture e che sicuramente non garantisce più futuro né ai cittadini italiani né agli stranieri. Chi ci guadagna con gli immigrati?

La protesta dei pentastellati contro il finanziamento ai partiti: soldi finti in aula

finanziamento-protesta-tuttacronacaBocciata alla Camera la mozione con cui il M5S chiedeva la sospensione della rata dei rimborsi di luglio in attesa dell’approvazione della nuova legge di riforma del sistema di finanziamento pubblico ai partiti. A votare la mozione sono stati solo i pentastellati supportati dai leghisti. Bocciatura anche per la mozione di Sel, con cui si chiedeva di istituire una commissione di studio sul tema. Passata invece la mozione di maggioranza sul finanziamento indiretto ai partiti, con i contributi volontari dei cittadini. Dopo la bocciatura della mozione, i deputati 5 stelle hanno protestato lasciando l’Aula della Camera, non attendendo il voto sulle altre mozioni. Nell’uscire, passando davanti ai banchi del governo vi hanno depositato finte banconote da 500 euro obbligando la presidente di turno, Marina Sereni, a lanciare un appello: “Non depositare carta sui banchi del governo”. Riguardo la votazione, pronto l’attacco di Manlio Di stefano: “Pd, Pdl e Sel hanno confermato che sui soldi sono sempre uniti. Insieme hanno votato contro la sospensione della tranche di luglio schierandosi dietro la promessa di un ddl che dovrebbe convertire il tipo di finanziamento da diretto ad indiretto, ma dal 2017. Il paese però è in crisi oggi”. Mentre Grillo ha commentato: “I partiti si tengono i soldi: 91.354.339 euro”.

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Letta salva Alfano, ma sacrifica Calderoli

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Tutti vogliono il cambiamento, ma tutti lo auspicano in modo diverso. Letta, che aveva fatto dimettere la Idem dopo lo scandalo dell’IMU, sembra “graziare” Alfano, ma poi condanna il vicepresidente del Senato e in una intervista appena rilasciata alla Cnn afferma “Calderoli se ne deve andare, deve lasciare l’incarico. Gli ho chiesto di dimettersi»  Il premier ha definito l’accaduto «una vergogna» e ribadito che continuerà a chiedere le dimissioni di Calderoli. « La mia scelta di chiedere a Cecile Kyenge di essere ministro è stata una scelta molto chiara per il Paese. Gli italiani devono comprendere che l’integrazione interna è una delle maggiori questioni per il futuro e il messaggio era molto chiaro».

E che le frasi di Calderoli possano essere un choc per l’Italia non ci sono dubbi, ma se è vile e scandaloso offendere il ministro Kyenge non è altrettanto vile e scandaloso rimpatriare la moglie e la figlia di un dissidente  che godevano del diritto di asilo politico nel nostro paese?  E’ del tutto improbabile che il Capo di Gabinetto, proprio per i compiti a lui  assegnati, di supporto al Ministro, possa agire indipendentemente dal ministro dell’Interno. Perché indignarsi per Calderoli e salvare Alfano? Potrebbe essere perché la Lega non ha il potere di far cadere il governo e il Pdl invece potrebbe farlo saltare in pochi minuti? L’attacco a Calderoli potrebbe essere l’ennesima mossa per far deviare l’attenzione dal caso kazako?

Indagine su Calderoli per il caso Kyenge. Nessuna pacificazione?

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Se tra Kyenge e Calderoli pace era stata fatta, quella pacificazione non è valsa per la Procura della Repubblica di Bergamo che sta indagando il vicepresidente per “Diffamazione aggravata dall’odio razziale”, per le sue frasi pronunciate a Treviglio sul ministro Cècile Kyenge.

D’altra parte la polemica era continuata tra il premier e  il segretario della Lega Nord. Proprio Enrico Letta ieri aveva definito Roberto Maroni correo degli insulti del vicepresidente del Senato. Oggi la risposta del segretario della Lega suonava come un nuovo attacco: “Per me la questione è chiusa Calderoli si è scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose” e lo invitava ad approfondire il  kazako.

Dopo le offese di Calderoli alla Kyenge ora un assessore rincara la dose

orango-kyenge-calderoli-tuttacronacaRoberto Calderoli aveva dichiarato che il ministro Cecile Kyenge gli ricorda un orango e dal momento della dichiarazione le polemiche non si sono ancora raffreddate. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato ora l’assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui appare un orango che si dichiara offeso dal paragone.

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Calderoli e i nuovi insulti al ministro Cecile Kyenge

calderoli-kyenge-tuttacronacaLa lega è in festa a Treviglio, nel Bergamasco, e l’ex ministro per la semplificazione Roberto Calderoli approfitta dell’occasione per lanciare nuovi insulti a Cecile Kyenge: “Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”. Nulla a che vedere con la politica quindi, ma un attacco personale al seguito del quale il deputato Pd Khalid Chaouki, deputato Pd ha chiesto che Calderoli si dimetta dalla presidenza Senato. Ma il leghista ha rincarato la dose: “Kyenge bene a fare il ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui”. Il ministro dell’Integrazione, in settimana, si era recata proprio a Bergamo, dov’è stata accolta da un piccolo aereo che ha sorvolato la città con la scritta “Stop ai clandestini”. Il tutto pagato dai leghisti.

La visita del Papa incrementa gli sbarchi a Lampedusa?

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Il viaggio deciso da Papa Francesco per l’8 luglio sta incrementando lo sbarco dei clandestini a Lampedusa? E’ uno dei dubbi che si sta diffondendo in queste ora. Certo l’estate ha sempre favorito l’approdo dei “viaggi della disperazione”, ma sembra che negli ultimi giorni ci sia stato proprio un incremento dovuto all’imminente visita del Pontefice. Sarebbero un numero elevatissimo i migranti  che vorrebbero incontrare sua Santità e avere una parola di speranza, che in un paese in crisi, che non riesce a dare lavoro ai suoi cittadini, sembra essere l’unica certezza a cui aggrapparsi in questo momento. L’Italia non offre più occasioni neppure a loro, eppure il “traffico” di clandestini non si arresta.

Un barcone con a bordo circa cento immigrati, presumibilmente di nazionalità siriana, è giunto nella notte al porto di Siracusa. Il barcone  giunto alle 3.30 a Siracusa aveva a bordo diversi minorenni e dieci donne, di cui una in stato di avanzata gravidanza.

Ma poco dopo, al largo di Malta  la Guardia Costiera italiana, insieme a quella maltese, ha soccorso 300 migranti in balìa delle onde. Il comando della Guardia costiera italiana, ha riferito che nelle prime ore di questa mattina l’imbarcazione soccorsa al largo di Malta è giunta a La Valletta. Era sta la Centrale Operativa di Roma della Guardia Costiera, alle 14 di ieri, a ricevere una segnalazione telefonica dal sacerdote eritreo don Mosè Zerai relativa a un barcone in difficoltà con a bordo circa 300 migranti. A bordo di questa imbarcazione c’erano alcuni feriti che sono stati trasbordati sul pattugliatore italiano e successivamente trasferiti a bordo di un elicottero maltese per essere trasportati d’urgenza in un centro ospedaliero di Malta. Gli altri 265,  tra cui donne e bambini, sono stati trasferiti, su due motovedette della Guardia Costiera maltese e sono giunti nel porto di La Valletta alle prime luci dell’alba.

 

Nuovo attacco al ministro Kyenge su Facebook

kyenge

Nuovo attacco per Cécile Kyenge su Facebook, questa volta partito dal Veronese, più precisamente dalla Lega Nord di Legnago sulla cui pagina ufficiale, accanto alla riproduzione di un articolo nel quale il ministro definisce gli immigrati una risorsa, è apparso il commento: “Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete”. Il testo è gia sparito dal social network, per lasciar spazio alle “scuse” che recitano queste parole: “Pur restando ben distinte le rispettive posizioni politiche… CI SCUSIAMO UFFICIALMENTE con il ministro Kyenge per l’offesa pubblicata su questa pagina Facebook ed a Lei rivolta. Abbiamo provveduto ad eliminare IL NOSTRO ERRORE di comunicazione. Sbagliare è facile…chiedere scusa meno. Scusateci”. Marco Pavan, come prima reazione, ha spiegato che “in dialetto veneto ebete è un aggettivo che diventa persino affettuoso e vuol dire ingenuo”, e ha poi precisato come il post “voleva evidenziare tre dimenticanze del ministro: gli immigrati possono essere regolari o clandestini, che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa mentre i clandestini non pagano tasse, che la necessità di avere un lavoro oggi è per prima dei nostri giovani e di quei padri che non riescono a mantenere i figli”. Ma sul dietro-front di Pavan potrebbe aver pesato anche la dura condanna dei vertici della Lega, considerata la posizione assunta sia da Tosi che da Maroni chiarita già da giorni. Ossia, la Lega deve comportarsi da partito serio e queste “scenate” di certo non giovano alla sua credibilità. Infatti nei giorni scorsi già la Valandro era stata espulsa per un commento postato in rete. Spiega il governatore del Veneto Zaia: “Questi continui casi, oltre a dare uno spaccato che non rappresenta il pensiero della Lega, non ci permettono di parlare dei problemi reali e di avere un confronto con il ministro Kyenge, di cui non condividiamo l’azione politica”, che ha poi aggiunto: “Chi pensa di fermare l’azione del ministro offendendola sbaglia. Serve, e vogliamo, un confronto rigoroso, in cui sia possibile dissentire, ma civile ed educato”.

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7 migranti annegati nel Canale di Sicilia

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Sarebbero 7 i migranti annegati nel Canale di Sicilia dopo che avrebbero cercato la salvezza aggrappandosi a una gabbia per l’allevamento dei tonni trainata da un motopesca tunisino. Il racconto dei superstiti, circa 95, sarebbe ancora al vaglio degli inquirenti se effettivamente ci possa essere stato da parte del motopesca “Khaked Amir”  il taglio del cavo che legava la gabbia all’imbarcazione. Altra ipotesi da valutare è anche se alcuni migranti abbiano tentato di salire a bordo del peschereccio, ma invece siano stati respinti con la forza. La tragedia sarebbe avvenuta a 85 miglia a Sud di Malta. I naufraghi sono stati avvistati prima di mezzanotte da un aereo della Marina Militare maltese mentre erano ancora aggrappati alla gabbia poi sarebbe stata avvisata la Guardia Costiera italiana già impegnata nella notte in operazioni di recupero.

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“Italian dream”: quanto costa?

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L’Abis Bremen, cargo olandese che navigava nel Mediterraneo, ha rinvenuto un gommone vuoto al largo delle coste italiane. Messosi in contatto con le autorità del nostro Paese, il comandante scopre che i 24 occupanti, somali che miravano alle coste italiane per poi dirigersi in Svezia, Norvegia e Danimarca, sono già stati soccorsi dalle motovedette e messi in salvo. Il personale del cargo, però, ha fatto un’interessante scoperta: a bordo erano rimasti carte d’identità, fotografie, documenti, penne ubs, numeri di telefono di contatti in Europa. E la lista dei passeggeri con tanto di cifre versate. Viene quindi reso noto quanto costa poter sfuggire dalla guerra e sbarcare in Italia clandestinamente: 700 dollari per le donne, 800 per gli uomini. Oltre alla traversata, però, gli occupanti del gommone hanno dovuto pagare altri mille euro per il viaggio dalla Somalia al Sudan, in camion o jeep, attraverso il Sahara.

500 euro a immigrato per lasciare l’Italia… anche questa è politica!

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“È sfacciato il comportamento del governo italiano, che oltre a un permesso di soggiorno temporaneo per l’area di Schengen mette in mano agli immigrati nordafricani illegali anche 500 euro per fargli lasciare l’Italia”. Ha denunciarlo è il ministro degli Interni bavarese Joachim Herrmann. Le accuse sono arrivate dopo che, durante i controlli di routine, la polizia tedesca ha fermato lungo l’autostrada austriaca Inntal, l’ennesimo pullman italiano di migranti che volevano trasferirsi in Gemania, forti del permesso temporaneo di soggiorno (che per i tedeschi non è valido) e di 500 euro elargiti proprio dalle istituzioni italiane. QUESTA E’ LA POLITICA D’INTEGRAZIONE? PAGARE IL VIAGGIO ALL’ESTERO DEGLI EXTRACOMUNITARI?

 

Decapitazione in mare. Forse il cadavere mutilato era di un clandestino

19 pakistani sbarcati a Crotone

Un barcone con 170 migranti è stato fermato nella notte

Vi erano 171 i migranti sul barcone che nella notte è stato intercettato dal gruppo aeronavale di Messina della Guardia di Finanza al largo di Capo dell’Armi (Reggio Calabria). L’imbarcazione, battente bandiera greca, era stata avvistata nel tardo pomeriggio di domenica a circa 140 miglia a Sud est di Capo Passero (Siracusa) e successivamente monitorata nel corso della navigazione.

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