Muore lo stuntman di “Niki Lauda”, ultimo “Rush” per Mauro Pane

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Ieri sera la scoperta dell’auto nel canale, oggi la tragica conferma della morte di Mauro Pane, 50 anni, pilota che girava da controfigura le scene in pista al posto dell’attore che interpretava Niki Lauda nel film “Rush”, di film di Ron Howard, dive si racconta la storia della rivalità tra Niki Lauda e James Hunt.  Si tratta della seconda vittima del cast di Rush dopo l’altro incidente mortale che ha visto coinvolto Sean Edwards, pilota britannico, figlio dell’ex pilota di Formula 1 Guy Edwards, colui che – insieme ad Arturo Merzario – estrasse Niki Lauda dalla sua Ferrari in fiamme, dopo lo schianto al Nurburgring del primo agosto 1976. Il regista Ron Howard lo aveva scelto per interpretare un cameo, in cui interpretava il padre… già si parla di pellicola maledetta!

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Auto in un canale con due cadaveri in decomposizione

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Sono stati i carabinieri a ritrovare l’auto di Mauro Pane – 50enne scomparso domenica scorsa -, in un canale tra Tromello e Gambolò, nel Pavese, al cui interno vi erano due cadaveri, un uomo e una donna, in stato di decomposizione. L’uomo dovrebbe essere lo stesso Mauro Pane anche se le forze dell’ordine non si sbilanciano sin quando non saranno fatti i dovuti accertamenti e il corpo non verrà riconusciuto dai familiari. Per la donna al momento non ci sono ipotesi sulla sua identità. Il 50enne, pilota e collaudatore di auto, aveva pranzato domenica scorsa insieme ai genitori in un ristorante di Mezzana Bigli, in provincia di Pavia e poi aveva riaccompagnato in casa i suoi, spiegando che si sarebbe recato all’officina di famiglia per fare alcuni lavori. Poco prima delle 16 però il padre, Michele, aveva cercato sul cellulare il figlio, ma l’utenza risultava spenta o non raggiungibile. Appena due ore più tardi, il apdre preoccupato si era recato in officina e qui ha trovato le luci accese, ma nessuna traccia del figlio. A quel punto ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa del figlio. Le ricerche di Mauro Pane sono proseguite per quattro giorni sino a oggi pomeriggio, quando la sua auto è stata ritrovata in un canale nelle campagne della Lomellina. Secondo il padre, Mauro era rimasto provato della scomparsa della moglie avvenuta un anno fa, ma ultimamente aveva ritrovato la serenità e la tranquillità.

 

Il ladro goloso che svaligia la dispensa: bottino di torrone e focaccine

torrone-ladro-tuttacronacaA Milano un ladro si è introdotto in un appartamento in via Tommei e, forse non soddisfatto per il poco contante racimolato o perchè non ha saputo resistere alla tentazione, ha portato via anche due stecche di torrone e un sacchetto con pane e focaccine. Alla polizia la vittima dell’insolito furto, una donna di 67 anni, ha riferito di essere uscita di casa alle 16 per rientrare 45 minuti dopo. Al suo ritorno, però, si è accorta che il topo d’appartamento le aveva rubato 120 euro custoditi in un cassetto e la cena: pane, focacce e torrone.

Di austerity si muore! 16enne, in un panificio, non ce la fa

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Si può morire di fame a 16 anni sulla soglia di un panificio? Anche questa è l’Europa. L’austerity in Grecia ha ridotto alla fame un ragazzo che è entrato in un negozio e ha chiesto educatamente se il fornaio poteva offrirgli qualcosa da mangiare. Così l’uomo gli ha dato due pezzi di pane e il 16enne si è seduto a mangiarli sulla soglia del negozio. Poco dopo è deceduto. Il suo corpo troppo deperito, non ce l’ha fatta. Si può ancora tollerare questo tipo di politiche? Questo è il modello che vogliamo di Europa?

 

Pane gratis! Ripulisce il forno e offre pagnotte agli alluvionati

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Davide Nughes, panettiere  di Olbia di 39 anni, con una bambina di due, aveva aperto il panificio proprio un anno fa per assicurare un domani un lavoro anche a sua figlia. Un’attività che subito si era rivelata redditizia come racconta lo stesso Nughes “Siamo partiti il 20 ottobre di un anno fa – racconta – e posso dire con orgoglio che già in estate avevo finito di pagare tutte le attrezzature arrivando al primo anno di attività con oltre un milione di fatturato”. Poi l’alluvione. Ma il panettiere non si dà per vinto, lui e i 17 operai iniziano a ripulire il negozio dal fango, rimettono in funzione il forno e fanno il pane. Lo offrono gratis a tutti i loro concittadini. Una bella storia per riportare un po’ si speranza tra gli alluvionati messi in ginocchio da Cleopatra.

Ancora “pane tossico”: sequestrati 9 forni a Napoli e provincia

pane-tossico-tuttacronacaAncora “pane tossico” in Campania, tra Napoli e provincia. Dopo il blitz dello scorso ottobre durante il quale i carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato 17 forni e depositi di prodotti, oltre a 3,2 tonnellate di pane “illegale”, ora sono stati sequestrati altri 9 forni e diversi quintali di pane. Ancora una volta, si trattava di forni abusivi con condizioni igieniche precarie e scarti di rifiuti. “E noi li ringraziamo – commenta il presidente dei panificatori campani dell’Unipan, Mimmo Filosa -. Il pane tossico della camorra avvelena più del cibo contaminato della Terra dei fuochi”. Il leader degli ecorottamatori campani Verdi, Francesco Emilio Borrelli, aggiunge: “Questo pane avvelena di più perché lo mangiamo tutti e tutti i giorni e rischia di generare tumori. Ed è prodotto in condizioni igieniche allucinanti”. Filosa e Borrelli sottolineano ancora: “Infatti viene cotto in forni con scarti di rifiuti legnosi, legno verniciato e pieno di chiodi, addirittura in alcuni casi anche con quello delle bare. Come per tutti i legnami trattati, compresi i gusci di nocciola, le sostanze tossiche delle tinture presenti sul legno, con il calore si sciolgono e si trasformano in resine che si depositano sulle pareti del forno. Poi con le altissime temperature di cottura, la resina velenosa e cancerogena si scioglie nuovamente e viene assorbita da pane, pizze e dolci e finisce nelle nostre tavole per poi essere mangiata generando in diversi casi gravi malattie anche di carattere tumorale”. “Mentre le coltivazioni tossiche nell’area della Terra dei fuochi – concludono – per fortuna rappresentano una minima parte del mercato ortofrutticolo regionale, la criminalità gestisce la produzione e la vendita di circa il 50 per cento del pane in provincia di Napoli con una posizione di quasi monopolio il sabato e la domenica. Attualmente sono circa 1500 i forni abusivi presenti sul napoletano che i carabinieri gradualmente stanno smantellando”.

Il suo forno aveva i sigilli: li toglie e riprende a sfornare pane

pane-abusivo-tuttacronacaIl suo era uno dei tanti forni sequestrati la scorsa domenica, ed era la seconda volta che incappava in una simile misura, ma  V.G., 50 anni, di Casandrino, nel Napoletano, ha riaperto il suo esercizio e si è rimesso al lavoro. I carabinieri, accortisi di quanto accaduto, sono intervenuti in via Annunziata, in pieno centro storico, ed hanno provveduto a chiudere nuovamente il forno e sequestrato 120 kg di pane già sfornato, oltre a una cinquantina di chili d’impasto. I militari hanno riscontrato le stesse pessime condizioni igienico-sanitarie della volta precedente, con tante pedane di legno, impregnate di vernice e altre sostanze oleose.  Questa volta per titolare è scattata la denuncia oltre che per panificazione abusiva, anche per violazione di sigilli e, in quanto custode giudiziario, anche per violazione degli obblighi della custodia.

Leva il pane dalla bocca del pescatore… il topo di Napoli diventa virale!

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Un tranquillo pescatore seduto sugli scogli di Napoli a via Partenope… all’improvviso spunta l’ospite indesiderato, il topo! Il roditore fruga nella sacca del pescatore che rimane immobile sperando di non essere attaccato, ma fortunatamente il topo è interessato solo al pane, appena trovato il cibo, scompare tra gli scogli. Il video diventa virale su internet tra lo stupore e l’orrore!

Clicca qui per il video.

Pane “illegale”: sequestrate 2.3 tonnellate nel Napoletano

pane-napoli-tuttacronacaI carabinieri del comando provinciale di Napoli hanno sequestrato 17 forni e depositi di prodotti, oltre a 3,2 tonnellate di pane “illegale”, nel corso di un blitz contro la panificazione illegale e a tutela della sicurezza alimentare. In alcuni forni è anche stata rinvenuta legna verniciata e con chiodi. Nel mirino dei carabinieri sono finiti i venditori abusivi che, soprattutto la domenica, commerciano lungo le strade, i negozi di alimentari e anche i supermercati. Una cinquantina sono state le persone denunciate per inosservanza alle discipline inerenti all’igiene e alla produzione e commercializzazione dei prodotti. Ma molte sono state anche le sanzioni amministrative comminate che, finora, ammontano a circa 40mila euro. Per quel che riguarda i forni sequestrati, abusivi e in condizioni igeniche pessime, si trovano a Frattamaggiore, Arzano, Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Acerra, Brusciano, Castello di Cisterna, Giugliano in Campania, Villaricca, Sant’Antimo, Somma Vesuviana e Torre Annunziata. A Napoli, in quartiere della sanità, è stato invece scoperto un deposito abusivo: qui le pagnotte venivano conservate infrangendo le norme igenico sanitarie. Il pane era destinato a clienti ignari, tra cui anche alcuni ristoratori della zona. Secondo quanto emerso da un’indagine della Coldiretti, che ha utilizzato come base l’attività svolta svolta dai carabinieri dei Nas dal 2007 al 2013, a causa della crisi sono aumentate le frodi alimentari con un incremento del 170% del valore di cibi e bevande sequestrate perché adulterate, contraffate o falsificate. Nei primi nove mesi del 2013 sono stati sequestrati beni e prodotti per un valore di 335,5 milioni di euro soprattutto con riferimento a prodotti base dell’alimentazione come carne (24%), farine pane e pasta (16%), latte e derivati (9%), vino e alcolici (8%), ma anche in misura rilevante alla ristorazione (20%).

Soda caustica nel pane a Milano, 4 ricoveri

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nella nota catena di ristorazione milanese Princi oggi, intorno alle ore 12, si è verificata un’intossicazione a causa della soda caustica che per errore deve essersi mescolata all’impasto di un particolare pane tedesco, il cosiddetto Pretzel o Brezel.

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Il pane è molto popolare in Germania e per conferire quel particolare aspetto lucido, tipico di questo pane è necessario immergere per  qualche secondo il Pretzel in una soluzione bollente di acqua e soda caustica, prima della cottura. Oggi però nella panificazione del prodotto qualcosa non è andato a buon fine e la soda  caustica per errore è finita all’interno dell’impasto.

Il fatto riguarda le due sedi di via Speronari e di via Ponte Vetero. La Asl Città di Milano, per precauzione, ha diramato un avviso per tutti coloro che avessero comprato pane giovedì mattina nei negozi Princi, perché non venga consumato. Il prodotto «incriminato» comunque è già stato ritirato da tutti i punti vendita.

Alcuni clienti che avevano acquistato e subito assaggiato il pane tedesco sono tornati alla panetteria lamentando bruciore alla bocca e alla gola, e sono stati accompagnati all’ospedale Fatebenefratelli.

La polizia è intervenuta assieme al personale del 118 , che ha soccorso i tre intossicati. Altri due clienti sono stati portati al Policlinico. Poi sono scattati i controlli dei Nas in via Ponte Vetero e della Asl in via Speronari. Gli operatori della Asl hanno svolto controlli anche negli altri punti vendita di Princi a Milano.

Le vittime – una donna, di 48 anni, e il suo bambino, di 2, e un turista greco, di 50 anni, e il figlio, di 3 – hanno cominciato a lamentare forti dolori alla bocca mentre mangiavano. L’Asl, dopo attente analisi, ha trovato soda caustica nell’impasto del pane.

Pane e camorra, la denuncia dei verdi e di Unipan

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Denuncia inquietante da parte dei Verdi, con il coordinatore Francesco Emilio Borrelli, e del presidente Unipan, ovvero l’Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa che hanno fatto emergere la difficile situazione dell’alimentare nel territorio napoletano:

“La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo nuovamente e prepotentemente le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano. In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque. Solo tra Napoli e provincia ce ne sono oramai oltre 1500 ed il numero è in crescita – continuano Borrelli e Filosa – Forni in condizioni igienico-sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico: usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, se non legni trattati con vernici e solventi tossici. Il problema più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal forno abusivo e arriva alla vendita illegale per strada spesso ancora nei cofani delle macchine o con bancarelle improvvisate il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali. D’altronde i clan hanno capito che in un momento economicamente drammatico come quello attuale i cittadini possono rinunciare a tutto ma non al cibo. Per questo invochiamo un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, comuni e forze dell’ordine e l’ applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane”.

Nei prossimi giorni sarà presentato un dossier sui nuovi forni abusivi curato da Verdi e Unipan per mostrare la grave situazione nel Napoletano.

Truffa al panificio! Nel pane anche gli scarafaggi.

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Erano due dipendenti di un panificio sardo coloro che hanno cercato per tutto il 2012 di far fallire l’esercizio commerciale con l’intento poi di comprarlo dal proprietario a un prezzo stracciato. I due, un uomo di 44 anni, di Sestu, e un 31enne di Cagliari, sono arrivati a mettere nell’impasto del pane insetti e sporcizia nel tentativo di screditare il nome della panetteria. In alcune occasioni i clienti hanno anche rinvenuto plastica e metallo, scarafaggi  e carta. In più di un’occasione si sono travestiti da prostitute e cercavano di attirare l’attenzione fuori dal locale in modo da legare quel luogo al traffico della prostituzione organizzata. Nel giro di sei mesi sono riusciti a far chiudere il negozio, in via della Pineta, ma il tentativo di rilevarlo poi non è riuscito, perché alla fine sono stati smascherati dai carabinieri. I due sono stati accusati di turbata libertà dell’industria e commercio, di adulterazione di sostanze alimentari, danneggiamento e furto.

 

Pane e acqua all’arsenico!

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Arsenico nell’acqua e concentrazione quasi doppia nell’organismo dei cittadini di Viterbo e di 16 comuni del viterbese. Colpiti anche i bambini. L’arsenico è un elemento pericoloso perché essendo un elemento cancerogeno per cui già dal 2001 l’Oms ha posto limiti ben precisi.

Naturalmente l’arsenico è poi finito nella catena alimentare. Il primo prodotto in cui sono state rilevate concentrazioni superiori alla norma è stato il pane.

L’Istituto Superiore di Sanità però ha tranquillizzato la popolazione «Il sistema si è attivato, no agli allarmismi: ora ci sono i dati per intervenire in maniera adeguata ed equilibrata» In termini di valutazione del rischio comunque, si precisa dall’Istituto «bisogna sottolineare che l’esposizione non equivale automaticamente a rischio per la salute, poichè vi è ancora incertezza sull’esistenza o meno di effetti dell’arsenico inorganico ai livelli espositivi misurati nelle province del Lazio interessate dallo studio. Adesso, con questi risultati abbiamo un riferimento rispetto al quale possiamo valutare l’efficacia nel tempo degli interventi che sono stati già intrapresi e di quelli che seguiranno, volti a ridurre l’esposizione all’arsenico inorganico».

 

Erdogan, premier turco, lancia una crociata contro lo spreco del pane

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