Processo Pistorius: il testimone dell’accusa minacciato e quel colpo partito…

oscar-pistorius-processo-tuttacronacaContinuano i problemi inerenti al processo a Oscar Pistorius, dopo l’interruzione di ieri quando la Corte ha saputo che la foto di una testimone era stata mostrata da una tv, Charl Johnson, vicino di casa dell’atleta accusato dell’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp, ha affermato di aver subito minacce telefoniche poco prima di deporre in aula, quando già era in tribunale per essere ascoltato. “Questa persona mi ha detto che il mio numero di telefono era stato dato nel corso dell’udienza. Gli ho risposto che non ero consapevole di questo fatto e che non avevo (ancora) testimoniato”, ha spiegato il testimone. L’uomo ha inoltre detto di aver scoperto solo allora che c’erano diverse chiamate senza risposta e un messaggio vocale registrato dall’estero. “Perchè mentire in tribunale, sappiamo che Oscar non ha ucciso Reeva”, queste le parole indirizzate “con tono minatorio” a Johnson nel messaggio. Ma l’accusa ha sferrato anche un altro colpo, facendo emergere un nuovo evento. Qualche settimana prima della morte di Reeva, infatti, Pistorius avrebbe maneggiato male un’arma da cui partì accidentalmente un colpo, e poi chiese a un amico compiacente di assumersene la colpa. Il fatto sarebbe avvenuto a gennaio 2013, in un ristorante alla moda della città dove la coppia risiedeva. Johannesburg. A passare la pistola all’alteta fu Darren Fresco, che lo avvertì che “c’era un colpo in canna”. Ma quando l’arma arrivò nelle mani dell’atleta, inspiegabilmente partì un colpo. Il pugile di professione Kevin Lerena, presente quella sera allo stesso tavolo, ha raccontato: “Ci fu un immediato silenzio”. E ancora: “Guardai a terra e proprio lì dove puntai lo sguardo, dove c’era il mio piede, c’era un foro sul pavimento. Avevo una sbucciatura sul dito, ma non ero ferito”. Pistorius chiese scusa accertandosi che non fossero feriti. Ma poi, voltatosi verso uno di loro, gli chiese di addossarsi la responsabilità dell’accaduto. “Per favore, dì che sei stato tu. C’è troppa attenzione dei media su di me”, ha raccontato Lerena, riportando le parole di Pistorius. “E quando arrivarono i proprietari del ristorante, Darren disse che era stato lui”.

La tv che fa sospendere il processo a Pistorius: la foto della testimone

processo-pistorius-tuttacronacaIl giudice Thokozile Masipa ha sospeso per alcuni minuti il processo per omicidio a carico di Oscar Pistorius dopo aver scoperto che una tv sudafricana aveva mostrato una foto della prima testimone dell’accusa, contravvenendo alla regola imposte per le riprese del processo. Il giudice ha spiegato: “Prendo questa cosa molto sul serio”. Al momento della sospensione, l’udienza era iniziata da poco. La corte era stata avvertita che una foto della testimone, Michelle Burger, una economista dell’Università di Pretoria che abita a meno di 200 metri dalla casa dell’atleta e che aveva chiesto di non essere ripresa, era stata mostrata da una tv. La testimone ieri, nel primo giorno di processo, aveva raccontato di aver udito le urla di terrore di una donna che chiedeva aiuto prima dei colpi di arma da fuoco sparati da Pistorius. A trasmettere la foto della donna, trovata sul sito dell’università dove insegna, è stata la catena televisiva eNCA. “È abbastanza inquietante. I media erano stati avvertiti. Se non si comportano correttamente non li tratteremo con i guanti di velluto”, ha detto il giudice.

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“Mi dichiaro non colpevole”: Pistorius in tribunale

oscar_pistorius_processo_tuttacronacaAl via oggi il processo a Oscar Pistorius per l’omicidio della fidanzata Reeva Steenkamp. Le prime parole dell’atleta, accusato di aver ucciso la modella a colpi di pistola il giorno di San Valentino dell’anno scorso, sono state: “Mi dichiaro non colpevole. Ho ucciso per errore”. Nella prima udienza davanti alla Corte di Pretoria è stata ascoltata la testimonianza di una vicina, Michelle Burger, che ha raccontato di aver sentito quella notte “urla raccapriccianti”, seguite da quattro spari. La testimonianza della donna è stata però contestata dall’avvocato Barry Roux, a partire dal numero degli spari: “Ha ragione suo marito quando dice di averne sentiti cinque o sei?”, ha chiesto il legale nel corso della deposizione. “Sono certa di averne sentiti quattro, non parlo a nome di mio marito”, ha replicato la donna. “Come fa a sapere che suo marito sia stato onesto?”, ha incalzato l’avvocato. “Stiamo insieme da 20 anni e so che è una persona onesta”, ha risposto la testimone. Roux ha chiesto più volte alla donna se fosse convinta che Pistorius stesse mentendo. “Non capisco perché non abbia sentito le urla”, ha replicato la testimone, accusata più volte dall’avvocato di aver cambiato versione: “Lei non è sicura e che cosa fa, lei sta facendo speculazioni, sta cercando di colmare tutte le lacune” nella sua testimonianza.

Tutto pronto in Sudafrica per “il processo del secolo”: Pistorius in Tribunale

oscar_pistorius_processo-tuttacronacaEra il 14 febbraio 2013 e la modella Reeva Steenkamp, fidanzata di Oscar Pistorius, veniva uccisa. A impugnare l’arma, proprio l’atleta sudafricano. Oggi inizia, a Pretoria, quello che in molti definiscono “il processo del secolo”, durante il quale Pistorius rischia 25 anni. In aula è presente anche la madre di Reeva, che ha detto: “Qualsiasi cosa deciderà la corte sono pronta a perdonarlo prima però voglio obbligarlo a guardarmi, e vedere il dolore e l’angoscia che mi ha inflitto”. Intanto, il Sudafrica è diviso tra innocentisti e colpevolisti in un caso che ha una portata mediatica con pochi precedenti. E proprio ai media parla ancora June, la madre della modella: “Molte persone nella mia posizione vorrebbero vederlo morto o punito in modo esemplare. Ma credo nella fede e nella giustizia e non c’è odio o voglia di vendetta nel mio cuore”. Nella lunga intervista la donna ha ricordato di aver minacciato una volta Pistorius, quando Reeva le telefonò per dirle che lui stava guidando a velocità troppo alta: “Prenditi cura di mia figlia o ti distruggo”, aveva tuonato la madre. I media britannici ritengono che il processo avrà una durata di circa tre settimane mentre Sky News ritiene che saranno cruciali i rilevamenti fatti dalla polizia scientifica dopo la tragica notte in cui lui aprì il fuoco con la sua pistola da 9mm contro la ragazza attraverso la porta del bagno. Pistorius ha ammesso di aver sparato, ma per errore, pensando che nel bagno si nascondesse un ladro, entrato di soppiatto in casa in piena notte. Secondo l’accusa si trattò invece di omicidio volontario, avvenuto in seguito a un violento litigio. Pistorius è in libertà vigilata, ma se sarà giudicato colpevole di omicidio premeditato rischia il carcere a vita. La perizia balistica mostrerebbe che la mira fu precisa e i colpi non vennero sparati a caso, come quando si sentono rumori di un intruso o di un potenziale ladro. Secondo gli esperti, inoltre, le tracce di sangue lasciate dalla vittima potranno essere determinanti per far piena luce sulla vicenda. “Anche la traiettoria dei proiettili attraverso la porta del bagno fornirà una chiara indicazione di quello che è successo”, ha detto l’esperto di balistica J.C. de Klerk. Tutto questo servirà per capire se si è trattato di un tragico incidente o di un assassinio a sangue freddo.

A tre giorni dal processo spunta Leah, la nuova fidanzata di Pistorius

pistorius-nuova-fidanzata-tuttacronacaPrenderà il via lunedì prossimo, il 3 marzo, il processo che vede al banco degli imputati Oscar Pistorius, accusato di omicidio premeditato per la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Ora, quando mancano tre giorni al ritorno dell’atleta in tribunale, il Sun pubblica la foto della nuova fiamma e rivela: “Oscar e Leah (questo il nome della donna, ndr) sembrano davvero molto presi e lei lo sta aiutando tanto per cercare di superare questo difficile momento. Un mese fa gli ha anche presentato la sua famiglia, che vive in una fattoria vicino Potchefstroom, a due ore da Johannesburg, e tutti l’hanno accolto benissimo”.

Spiega alla fidanzata che non si deve aver paura delle armi: si spara alla tempia!

pistola-tempia-tuttacronacaSicuramente quando si tratta delle armi da fuoco gli incidenti sono all’ordine del giorno, ma quello che è accaduto ad Oakland ha del pazzesco: un 36enne rischia infatti si passare alla storia come una delle vittime più incoscienti. L’uomo era infatti deciso a convincere la sua fidanzata del fatto che non si deve aver paura delle armi “quando sono scariche”. La coppia, mandati nella loro stanza i tre figli della donna di 7, 10 e 12 anni, hanno preso le tre pistole dell’uomo, che era certo fossero scariche. Presa la prima, se l’è puntata alla testa pigiando il grilletto: click a vuoto. Lo stesso con la seconda. Quando ha premuto il grilletto della terza, però, è partito il colpo che era rimasto in canna: l’uomo si è così sparato alla tempia e ogni tentativo della donna di rianimarlo è stato vano: all’arrivo dei paramedici l’uomo era morto.  Più tardi il vicesceriffo Michael McCabe ha rivelato che l’uomo aveva bevuto : “Alcool e armi non sono due cose che è saggio mescolare” ha detto. Il vicesceriffo ha anche commentato incredulo: “Questa storia è unica. Gli incidenti succedono spesso. Ma non ho mai visto nessuno che abbia tentato di dimostrare come funzionano le armi puntandosele direttamente alla testa”. Proprio per questa ragione la morte dell’incauto uomo è stata archiviata come suicidio. Il vicesceriffo ha ammesso che gli incidenti con le armi avvengono con una certa regolarità, anche se non tutti sono mortali. Ma di persone ferite perché avevano dimenticato di avere un colpo in canna, gli Usa ne registrano varie decine al giorno. Pochi giorni fa c’è stato perfino un tecnico che stava tenendo un corso di sicurezza a Lancastar, in Ohio, per insegnare a un gruppo di 25 cittadini come pulire, caricare e usare le proprie armi, che ne ha accidentalmente scaricata una direttamente sul braccio di un membro del pubblico. I 25 stavano seguendo il corso sulla sicurezza, obbligatorio in Ohio, per avere il porto d’armi.

San Valentino di sangue a Parigi: uccide la fidanzata vicino all’Arco di Trionfo

omicidio-parigi-tuttacronacaE’ morta una donna, oggi, raggiunta da tre pallottole, due delle quali al torace. L’omicidio, avvenuto a Parigi sull’avenue de la Grande Armèe, a due passi dall’Arco di Trionfo, sarebbe avvenuto per mano del compagno della vittima, che alvorava in un bar. Il presunto assassino è stato fermato dalla polizia nei pressi del bar e ora si trova in stato di fermo. L’ipotesi è che l’uomo abbia agito per gelosia.

“Il dolore e la tristezza mi consumano”: Pistorius parla per la prima volta

oscar-pistorius-tuttacronacaUn anno fa, il 14 febbraio 2013, moriva la modela Reeva Steenkamp, fidanzata del campione paralimpico Oscar Pistorius. La donna è morta proprio per mano dell’uomo con cui avrebbe dovuto festeggiare il giorno degli innamorati che ora attende il 3 marzo, giorno in cui si aprirà il processo che lo vede accusato di omicidio premeditato. Il 27enne, che rischia da 25 anni di carcere all’ergastolo, ha rotto oggi il muro del silenzio. “Il dolore e la tristezza mi consumano”, scrive, parlando della sofferenza dei genitori, della famiglia e degli amici della modella. Quella notte, nella sua abitazione a Pretoria, Pistorius sparò contro la porta del bagno in cui la 29enne si era chiusa, uccidendola. Ha sostenuto di aver agito nella convinzione di avere a che fare con un intruso, ma l’accusa afferma che la violenza sia stata conseguenza di una lite. I media di tutto il mondo seguiranno l’evoluzione del caso. “Nessuna parola è in grado di rappresentare adeguatamente i miei sentimenti sul devastante incidente che ha causato così tanta sofferenza a tutti quanti amavano veramente, e continuano ad amare, Reeva”, ha scritto Pistorius. “La perdita di Reeva – ha proseguito – e il totale trauma di quel giorno, li porterò con me per il resto della vita”. Si tratta della prima dichiarazione di Oscar sulla morte della fidanzata. E’ la prima volta che lo sportivo rilascia una dichiarazione sulla morte della fidanzata, perché in precedenza ha sempre affidato i suoi pensieri allo zio Arnold. La madre di Reeva, June, ha annunciato che intende essere presente al processo a Pretoria. Sinora nessuno dei membri della famiglia Steenkamp ha mai partecipato alle udienze in tribunale, mentre i parenti dell’atleta sono sempre stati al suo fianco. Pistorius affronta anche accuse legate al possesso di armi, mentre mercoledì i suoi legali hanno trovato un accordo con la donna che gli imputava una presunta aggressione. Cinque anni fa venne arrestato perché Cassidy Taylor-Memmory lo denunciò per averla ferita a una festa, sbattendo una porta.

Tragico incidente: un mezzo spalaneve investe e uccide una donna incinta, salvo il bimbo

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Aveva 36 anni Min Lin ed era al nono mese di gravidanza quando oggi, per un errore, è stata travolta e uccisa da uno spalaneve a New York. I medici miracolosamente, grazie a un parto cesareo sono riusciti a salvare il bambino e a stabilizzarlo. L’incidente è avvenuto a Brooklyn in un area di parcheggio antistante un supermercato. La vittima infatti era con il marito e stavano caricando le borse della spesa in auto, quando lo spalaneve in retromarcia ha travolto la donna. Illeso il marito. Il conducente è stato rintracciato dopo alcune ore e si trovava ancora in stato di shock.

Far west a Torino, si spara in strada: morto il ladro

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Far west a Torino dove, nei pressi di un circolo sul Po, in corso Moncalieri, nella zona della basilica della Gran Madre, c’è stato un tentativo di rapina. Il rapinatore ha innescato un conflitto a fuoco con la polizia ed è stato raggiunto da un proiettile nei pressi del circolo “Amici del fiume”.  Il colpo era stata messo a punto nel centro del capoluogo piemontese, poi il ladro era scappato innescando un inseguimento con le forze dell’ordine che lo hanno bloccato nella zona della Gran Madre e qui il rapinatore è rimasto vittima nel conflitto a fuoco. Altre due persone sarebbero state fermate dalla polizia al termine della sparatoria.

Incidente a Boateng, aggredito da uno sconosciuto

Boateng - giocatore -aggressione-tuttacronacaEra a Kaarst per vedere il figlio Jermaine-Prince, a casa della sua ex moglie, Jenny, e proprio nella cittadina tedesca, Kevin Prince Boateng, ex giocatore del Milan è stato aggredito da uno sconosciuto. Il giocatore è stato colpito con un violento pugno da un uomo ancora non identificato. Boateng, nella caduta ha riportato danni al collo e alle costole. Trasportato in ospedale, è stato dimesso poco dopo. Le autorità locali hanno già escluso i motivi razzisti, o motivi legati all’attività calcistica del giocatore e propendono invece per un movente personale, forse l’uomo che ha aggredito Boateng potrebbe essere un amico della ex moglie.

Il n.8, ovvero il letto maledetto

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Ormai per tutti è il letto maledetto, dopo le 8 morti avvenute in terapia intensiva ora arriva la nona. Si chiamava Claudio Contessa ed è morto il 21 maggio dopo alcuni interventi chirurgici andati a buon fine. A raccontare la storia è il fratello Luciano che a distanza di mesi ancora non si spiega come Claudio abbia trovato la morte.

Raffaella Troili de Il Messaggero raccoglie la testimonianza di Luciano Contessa:

“«I deceduti hanno occupato tutti, per periodi più o meno lunghi, il letto numero otto nel reparto deputato alle normali trattazioni – racconta – e mio fratello, Claudio Contessa, ricoverato al San Giovanni per disturbi circolatori, dopo aver subito alcuni interventi chirurgici ben riusciti, il 21 maggio è improvvisamente morto. Aveva – ricorda – per alcuni giorni, occupato il letto numero 8 del reparto di terapia intensiva»”.

Claudio però non è iscritto nell’elenco delle morti sospette, ma i familiari chiedono chiarimenti. Domande già fatte da tempo ma a cui non hanno ancora ricevuto risposta, spiega Luciano:

“«Dalla documentazione fornita dall’ospedale non risulta la causa del decesso, noi familiari abbiamo chiesto chiarimenti attraverso fax al direttore sanitario e al direttore generale dell’ospedale San Giovanni, al primario del reparto (II medicina) dove è avvenuto il decesso e anche al Tribunale dei diritti del malato. Ma nessuno per ora ci ha risposto». In realtà il Tribunale per i diritti del malato si è attivato: «Proprio domani (l’11 dicembre per chi legge,n.d.r.) avremo un incontro con il direttore sanitario proprio per avere chiarimenti dall’azienda sul caso Contessa»”.

Le morti sospette accertate causate dal batterio Clostridium difficile sarebbero per ora otto:

“Gli inquirenti stanno indagando anche sul decorso ospedaliero di altri pazienti che sono stati contagiati, per capire se nella trasmissione incontrollata del virus sia configurabile una responsabilità dei sanitari. Da accertare se tra gli operatori sia ravvisabile una possibile negligenza che abbia incentivato il contagio, ovvero se lenzuola e materasso non siano stati disinfettati e puliti, dal momento che la maggior parte dei pazienti deceduti sarebbe stata ricoverata in un unico padiglione. E, soprattutto, avrebbe occupato lo stesso letto, quello con la targhetta numero otto”.

Un morto e due intossicati: il bilancio dell’incendio in centro a Milano

incendio-milano-tuttacronacaE’ stata la Polizia di Milano a rendere noto che l’incendio che ieri sera era scaturito in un appartamento nel centro del capoluogo lombardo, in via Cesarino 8, ha causato la morte di un uomo, un 86enne con difficoltà di deambulazione. Il corpo dell’anziano è stato rinvenuto sotto una catasta di libri carbonizzati ed è irriconoscibile: per la sua identificazione ci si attiene alle testimonianze delle altre due persone che abitano nella casa e che sono rimaste lievemente intossicate. In un primo momento, ieri sera, sembrava che nell’appartamento non vi fosse nessuno e solo in seguito, una volta domate le fiamme, attorno all’una, la macabra scoperta. L’incendio ha reso inagibile non solo l’appartamento dov’è scaturito l’incendio, ma anche due appartamenti, quello sovrastante e il sottostante.

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Vittima del maltempo a Roma, muore un ragazzo sulla Colombo

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Un ragazzo in moto è stato travolto e ucciso da un pino precipitato a causa del forte vento su via Cristoforo Colombo a Roma, in prossimità di Malafede. L’incidente è infatti avvenuto al km 17+800. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno estratto il corpo del ragazzo da sotto al tronco.

Una vittima italiana nel disastro delle Filippine

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Una vittima italiana è stata identificata nelle Filippine. La donna sarebbe morta in seguito a un infarto dopo il passaggio del tifone Haiyan. Al momento secondo il ministero degli Esteri mancano ancora due italiani all’appello «Tutti sono monitorati e una donna è stata ritrovata senza vita, deceduta pare a causa di un infarto per il tifone Haiyan», ha detto il ministro Bonino a margine di un suo intervento a Milano per la conferenza ‘Science for Peace’. «Mancano due soli italiani all’appello», ha aggiunto precisando: «È anche possibile che non si riescano a mettere in contatto con l’Italia, perchè i cellulari non funzionano».

«Proprio questa mattina alle 8 è atterrato il primo cargo di Agire (l’Agenzia italiana per le risposte alle emergenze, ndr) e della cooperazione italiana. Atri sono in partenza, uno già domani, anche su Manila, con materiali che avevamo o a Brindisi nel deposito o a Dubai». A dirlo Emma Bonino, il ministro degli Affari Esteri, a margine del suo intervento alla conferenza mondiale di ‘Science for Peacè, all’università Bocconi di Milano. Le principali difficoltà nel raggiungere le Filippine, spiega poi il ministro, sono legate alla devastazione del territorio: «Stiamo parlando – ha continuato – di 2milioni di sfollati e 400mila case allagate e una situazione di grande difficoltà per raggiungerli. Per cui non solo non bisogna intasare gli aeroporti, ma il problema è anche quello dei trasporti: le zone colpite sono lontane e servono delle navi per distribuire gli aiuti». A proposito della ‘macchina della solidarieta« che si è attivata in Italia per aiutare Manila, la Bonino ha specificato che è necessario »avere cuore e disciplina«. »Non dobbiamo – ha proseguito – mandare quello che abbiamo, ma quello che serve. Siamo in collegamento soprattutto con Echo (la direzione generale per gli aiuti umanitari della Commissione Europea, ndr) e con i nostri umanitari che si trovano sul posto per evitare duplicati e confusione«. Anche per questo motivo la Farnesina ha deciso di rafforzare la sua unità di crisi che opera sul posto, in aiuto all’ambasciata italiana delle Filippine, inviando due militari dell’unità di crisi e due del Centro Operativo Interforze

 Il caos provocato dal tifone Haiyan produce una macabra guerra di cifre sulle vittime nelle Filippine. L’Onu parla di circa 4.400 morti, Manila è ferma a 3.600, ma si teme che il bilancio crescerà. Nel frattempo, la comunità internazionale è attiva nei soccorsi. Dagli Stati Uniti sono in arrivo 900 marines e l’Ue ha inviato un team in una delle città più colpite. L’Italia entro domenica farà partire tre voli umanitari. Stamane, intanto, sono stati rintracciati altri due nostri connazionali. Ora ne mancano all’appello quattro. Il numero delle vittime risulta ancora molto inferiore ai diecimila stimati nei primi giorni del disastro. L’Onu riferisce di 4.460 morti, citando la protezione civile filippina, che però replica con un bilancio ufficiale di 2.360. Al governo di Manila, invece, risultano 3.621 morti, più 1.140 dispersi: una cifra che sostanzialmente coincide con la stima Onu. Il Comune di Tacloban, del resto, afferma che almeno 4.000 morti provengono dalla città costiera tre le più devastate dal tifone. La Croce Rossa, tra l’altro, teme che la cifra sia ancora provvisoria poichè diverse testimonianze parlano di cadaveri non identificati che giacciono ancora per le strade, tra le macerie. Le operazioni di soccorso intanto proseguono a pieno regime. Gli Stati Uniti annunciano il dispiegamento di un migliaio di marines, che dovrebbero arrivare nelle Filippine tra circa sei giorni. L’Unione Europea invia a Tacloban un team guidato dall’italiano Luigi D’Angelo, per facilitare l’arrivo degli aiuti e coordinarsi con le autorità locali e le altre organizzazioni internazionali. Da Roma il Consiglio dei ministri decreta lo stato di emergenza per sbloccare l’invio dei soccorsi. Alla Farnesina si fa il punto in una riunione presieduta dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli con ong, enti locali e Ministero della Difesa. In totale sono previsti tre voli umanitari entro domenica. Il primo doveva partire giovedì scorso con tende, coperte, taniche d’acqua e potabilizzatori, ma è rimasto bloccato per «affollamento» nei cieli filippini. Altri due porteranno un presidio medico avanzato, 11 tonnellate di generi di prima necessità dall’Italia e altri paesi, un ospedale da campo e un team di funzionari della protezione civile e delle regioni. Ed è in preparazione anche un quarto volo. Sul fronte delle ricerche degli italiani, oggi si registra il ritrovamento di altre due persone. «Stanno bene ed hanno retto emotivamente», fa sapere il ministro Emma Bonino. Pistelli poi aggiunge che per i quattro che ancora mancano all’appello si è «ragionevolmente ottimisti», perchè «l’assenza di notizie è collegata a un totale collasso delle comunicazioni», tanto più che i nostri connazionali si troverebbero «nell’epicentro del tifone» e questo rende «un pò faticoso ritrovarli».

Crolla un muro e muore un uomo

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Un uomo è morto travolto da un muro portante dell’abitazione in cui viveva. Il fatto è accaduto a Montecchio Precalcino in provincia di Vicenza. Secondo quanto si è appreso, la vittima sarebbe un extracomunitario che pare stesse facendo dei lavori nella casa. Sul posto sono intervenuti i carabinieri di Dueville e i vigili del fuoco.

Esplode la fabbrica di fuochi d’artificio e muoiono in 11!

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17 feriti e 11 vittime questo il pesante bilancio della fabbrica di fuochi d’artificio che è esplosa  nella provincia del Guangxi, nel sud della Cina. Le comunicazioni sottolineano che la maggior parte delle vittime erano donne che si occupavano di produrre le micce per i fuochi d’artificio. I responsabili della fabbrica sono già stati arrestati, anche se non si conoscono ancora le cause che hanno provocato l’esplosione.

La nipote di Berlusconi, Alessia vittima dei Mangano?

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Sembra che nell’ordinanza che ha portato in carcere la figlia e il genero di Vittorio Mangano, compaia anche il nome della nipote di Berlusconi, Alessia.

Come spiega il settimanale l’Espresso:

Alessia Berlusconi è la primogenita di Paolo, l’editore del «Giornale», e nipote di Silvio, il leader di Forza Italia. La manager lombarda, che ha un ruolo di vertice nelle società del padre, non è indagata, anzi è collocata dalla polizia sul lato opposto della barricata giudiziaria: è citata nel documento come partner d’affari di un imprenditore che sarebbe stato ricattato e taglieggiato dai nuovi rappresentanti di Cosa Nostra a Milano, con pretese tanto pesanti da mandare in fallimento anche l’impresa editoriale che aveva gestito proprio insieme ad Alessia Berlusconi.

 I magistrati – spiega il settimanale – tra le estorsioni contestate alla gang che sarebbe stata creata da Guido Porto, Cinzia Mangano e suo cognato Enrico Di Grusa, elencano quella nei confronti del titolare del gruppo Sofimel, Mario Viale, che controllava una decina di società nel settore dell’editoria, marketing e gadget. Tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009 l’imprenditore si è trovato indebitato con le cooperative dei presunti mafiosi. E in pochi mesi è stato costretto, personalmente da Guido Porto, a svendere la sua casa, in via Turati 3 (nel palazzo dove ha sede anche il Milan), e poi liquidare tutte le sue aziende. Tra le società mandate in rovina da questa «mafia economica», secondo l’Espresso, la squadra mobile evidenzia anche la «International Media srl», che pubblicava riviste per ragazzi: Alessia Berlusconi è indicata tra i consiglieri d’amministrazione rimasti in carica, insieme a Viale, fino all’agosto 2008.

Cipro shock: 13enne violentata per 3 mesi dal branco

stupro-13enne-cipro-tuttacronacaNon era mai avvenuto, o almeno non era mai stato reso noto, nessun caso di violenza sessuale di gruppo a Cipro nella storia moderna e ora l’isola è sotto shock per quanto accaduto a una ragazzina di soli 13anni. La giovane è stata violentata più volte per quasi tre mesi da quattro adolescenti poco più grandi di lei che riprendevano le violenze con i propri cellulari. Sono i media locale a riferire che i quattro, tutti di un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, sono stati arrestati e oggi sono comparsi davanti a un giudice del tribunale distrettuale di Limassol, sulla costa meridionale dell’isola, per essere formalmente incriminati di stupro in un’udienza che si è svolta a porte chiuse. E’ stato invece rilasciato un quinto ragazzino, un 13enne, dopo esser stato interrogato. Gli accusati hanno sostenuto che la giovaner era consenziente. Vista la delicatezza del caso, la polizia ha reso noti pochi particolari. Quello che si è appreso è che dopo aver subito per tre mesi abusi, violenza e minacce, la giovane vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con un’insegnante che l’ha convinta a denunciare alla polizia i propri aguzzini.

Agguato per vendetta a Roma: sbagliano la vittima

vendetta-sbagliata-tuttacronacaUno dei componenti della famiglia malavitosa romana dei Casamonica, Enrico, 34enne con qualche precedente, venerdì sera è stato gambizzato in strada alla Romanina, quartiere periferico della Capitale. al policlinico di Tor Vergata i medici gli riscontrano una ferita al piede sinistro: niente rispetto ai cinque proiettili che gli erano stati sparati contro. Trascorrono poche ore e si dà il via alla vendetta. Un 56enne e un 54enne, entrambi componenti del clan Casamonica, individuano quello che, secondo loro, potrebbe essere l’autore dell’aggressione e lo massacrano colpendolo con calci, pugni e una spranga. La vittima, però, non sembra aver nessun legame con la sparatoria. Si tratta di un 22enne caporale dell’esercitoche ora è ricoverato con una prognosi di 40 giorni. I carabinieri hanno arrestato i due aggressori con l’accusa di lesione personale aggravata in concorso.

Morte a Venezia: indagato gondoliere

stefano-pizzaggia-gondola-tuttacronacaPositivo al test sugli stupefacenti, nello specifico alle prove relative a cocaina e hashish. E’ quanto ha fatto sapere la Questura di Venezia circa Stefano Pizzaggia, il gondoliere coinvolto nell‘incidente di Venezia che costò la vita al turista tedesco Joachim Vogel. Il “pope” è dunque stato iscritto nel registro degli indagati, che ora salgono a 4, per il tragico scontro tra il vaporetto della linea 1 e la gondola su cui c’erano Vogel e la sua famiglia. Assieme al giovane, nel registro si trovano il pilota del vaporetto coinvolto, Manuele Venerando, e quelli di altri due battelli Actv in manovra. Il gondoliere,vittima dello scontro, potrebbe dover rispondere a sua volta di concorso in omicidio colposo come conseguenza di altro reato, ossia l’assunzione di droga, che potrebbe aver compromesso il suo stato psico-fisico mentre portava la gondola.

Uccidono un uomo che faceva jogging perchè “annoiati”

ragazzi-assassini-tuttacronacaChristopher Lane, 22enne giocatore di baseball australiano, lo scorso venerdì sera si trovava a Duncan, vicino a Oklahoma-City, per una visita alla fidanzata. Il giovane, originario di Melbourne, stava facendo jogging per strada quando tre ragazzini lo hanno ucciso, con un colpo di pistola alla schiena. Il giovane è morto perchè il trio non aveva nulla di meglio da fare. La confessione è stata fatta dal maggiore dei tre, un 17enne (con lui un 15enne e un 16enne) che ha raccontato di aver ucciso a caso. I teenager hanno raccontato agli inquirenti di aver sparato solo perché erano “annoiati”, “non avevano nulla da fare” e “per divertimento”. Il capo della polizia locale, Danny Ford, ha riferito martedì che i tre adolescenti “hanno visto passare Christopher e uno di loro ha sentenziato: ‘quello è il nostro obiettivo’. Il ragazzo che ha confessato ci ha detto: ‘eravamo annoiati e non avevamo nulla da fare per questo abbiamo deciso di uccidere qualcuno’…solo per il divertimento di farl”. Chris Lane è semplicemente passato al momento sbagliato davanti a tre ragazzini che si annoiavano durante un giorno d’estate. Sarah Harper, fidanzata della vittima, ha raccontato ai media australiani di essere sconvolta per quanto accaduto: “E’ davvero straziante che la scelta casuale di questi ragazzi abbia distrutto la vita di tante persone”. Il padre della vittima, Peter Lane, non ha saputo trovare una spiegazione: “E’ una cosa spietata. Che non possiamo nemmeno tentare di capire per non impazzire”.

Lite al cimitero, grave una fioraia, ferita alla gola.

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Lite tra due fioraie davanti al cimitero di Palidoro a Fiumicino, sul litorale laziale, dove una donna di 58 anni ha colpito alla gola una sua “concorrente”. La 46enne vittima dell’ira della donna è ora ricoverata in gravi condizioni dopo essere  trasportata in codice rosso da un elicottero del 118 di Roma all’ospedale Gemelli. La 58enne è stata fermata e portata al commissariato dalla polizia.

Il mistero del Trasimeno: cadavere di una donna dietro un cespuglio

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L’allarme è stato dato da alcuni turisti la notte scorsa intorno alle 2,30, quando è stato rinvenuto un corpo di una giovane cinese di circa 19/20 anni dietro un cespuglio del lago Trasimeno, in provincia di Perugia. Sul cadavere non sono stati rinvenuti segni di violenza, solo un’abrasione in testa che potrebbe essere post mortem. Due giovani avrebbero chiamato le forze dell’ordine di un corpo senza vita fra il boschetto e la spiaggia in zona Monte del Lago, precisamente in un’area sterrata adibita a parcheggio libero nelle vicinanze di alcuni lido in direzione Torricella.

Al momento sono oscure le cause della morte della giovane e per domani è stata disposta l’autopsia sul corpo. La ragazza al momento del ritrovamento indossava fuseaux e maglietta nera e non aveva documenti con sé. Secondo i primi rilievi il cadavere sarebbe stato trascinato nel boschetto, dietro un cespuglio. I carabinieri ora stanno indagando tra i compagni di studio e le amicizie della giovane per ricostruire le ultime ore in vita.

Mistero su un uomo trovato carbonizzato in un incendio a Roma… Omicidio?

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Aveva 50 anni l’uomo trovato morto, intorno alle 4 di mattina, dai vigili del fuoco nel salotto della sua villa a Formello che era stata avvolta dalle fiamme intorno alle 22.30 di giovedì. L’incendio divampato nell’abitazione, aveva impegnato i Vigili del Fuoco per ore, ma dopo aver domato le fiamme, è stato rinvenuto il cadavere. Secondo le forze dell’ordine, quell’incendio sarebbe stato appiccato per distruggere le tracce e ora dopo ora, la vicenda sembra assumere i contorni di un’esecuzione. La vittima, di cui non è stato ancora rivelato il nome, aveva  penali per furto, lesioni e ricettazione, e  presentava sul corpo e sulla testa diverse ferite.

Il cadavere di un 50nne romano è stato trovato dai vigili del fuoco nel salotto della sua villa a Formello, nei pressi di Roma. I pompieri erano intervenuti inizialmente per domare un incendio, che è stato appiccato per distruggere le tracce del delitto e del suo autore. La vittima, che aveva precedenti penali per furto, lesioni e ricettazione, presentava sul corpo e sulla testa diverse ferite.

L’incendio è divampato intorno alle 22.30 di giovedì sera in due stanze dell’abitazione, che si trova in via Monti di Marvaiata. Il corpo dell’uomo è stato trovato solo dopo alcune ore, intorno alle 4, quando i vigili del fuoco hanno spento tutte le fiamme.
Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri del Nucleo investigativo di Ostia e quelli del Nucleo operativo Cassia.

Lutto al Cirque du Soleil: acrobata muore dopo una caduta di 15 metri

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Il Cirque du Soleil è in lutto dopo la caduta di sabato sera, durante uno spettacolo a Las Vegas di Sarah Guyard-Guillot, 31 anni, madre di due bambini e conosciuta con il nome d’arte di Sassoon. L’artista sarebbe caduta da circa 15 metri di altezza nel corso dello spettacolo “Ka”, dopo aver perso il contatto col cavo di sicurezza. Gli spettatori che in un primo momento hanno interpretato l’incidente come una parte dello spettacolo, solo dopo qualche istante si sono resi conto della tragedia che si era consumata sotto i loro occhi. Trasportata d’urgenza  Centro ospedaliero universitario di Las Vegas, è deceduta poco prima di mezzanotte. E’ il primo incidente mortale durante uno show del Cirque du Soleil.

Il dramma del maltempo: un uomo muore per i danni provocati dal vento

maltempo-palmacadutaVittima della punta di una palma egiziana trasportata per 7-8 metri da una violenta raffica di vento. E’ morto così il 58enne Claudio Anastasi, organizzatore di eventi musicali. La vittima, stando a quanto ricostruito dai carabinieri di Acireale che hanno raccolto il racconto di alcuni testimoni, è stata centrata alla testa dalla punta della palma trascinata dal vento mentre si trovava nella villa comunale di Acitrezza, frazione di Aci Castello, nel catanese, per aiutare gli organizzatori di una piccola fiera ‘Artigiano all’opera’, promossa dal Comune di Aci Castello e dalla Pro Loco. Anastasi è morto sul colpo mentre gli altri presenti sono rimasti illesi. La notizia è stata confermata dal sindaco di Aci Castello, l’ex parlamentare Udc Filippo Drago. Sull’accaduto la Procura di Catania ha aperto un’inchiesta, affidata alla sostituto Tasciotti, e ha disposto un’autopsia, mentre i carabinieri della compagnia di Acireale sono stati delegati per le indagini.

Uomo annega in mare a Viareggio

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Ieri 4 giovani avevano rischiato la vita ( uno è ancora in prognosi riservata), oggi invece la macabra scoperta da parte di una comitiva di ragazzi che hanno visto in acqua, il corpo di un uomo riverso e lo hanno portato a riva cercando di rianimarlo inutilmente. L’uomo, di circa 50 – 55 anni, non è stato ancora identificato, probabilmente si tratta di uno straniero che sarebbe presumibilmente morto nelle acque antistanti il porto di Viareggio.

Violenza per le strade di Pisa: pugnala e ferisce con l’acido un passante

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Si è presentato in questura ed è stato arrestato un 40enne pisano che, senza movente e scegliendo a caso la vittima, ieri ha accoltellato alla schiena un passante e, quando questi è fuggito, l’ha rincorso versandogli una sostanza corrosiva sul volto. L’aggressore aveva perso il portafogli nella fuga e gli investigatori erano comunque già sulle sue tracce. La vittima, un 50enne pisano colpito ripetutamente con un coltello mentre stava rientrando in scooter, non è in pericolo di vita, ma ha riportato cicatrici permanenti al volto. Da quanto risultato dalle indagini che si stavano svolgendo l’aggressore, si legge in una nota della questura, è una persona violenta incline a scatti d’ira ingiustificati. Pare che negli ultimi anni abbia vissuto in una specie di ‘isolamento’ sociale soprattutto dopo che la ex compagna, madre di suo figlio, fu costretta a lasciare la città, temendo per la sua vita e quella di suo figlio, dopo una serie di maltrattamenti. La squadra mobile di Pisa, raggiunta l’abitazione dell’uomo, vi ha trovato una palestra per il combattimento e il lancio di coltelli, con tanto di pareti di compensato e di un manichino da sarte da usare come bersaglio. Sempre nella nota si legge anche che sono stati trovati “numerosi coltelli, armi bianche, materiale da esercitazione per il combattimento con arma bianca nonché sostanze chimiche, baker e tanks usate per miscelare composizioni chimiche”. In una stanza c’era un pannello di compensato con conficcati due coltelli ‘da lancio’ e un manichino, “di quelli usati dalle sarte per le prove degli abiti, con numerosi segni di arma da taglio sul rivestimento – aggiunge la nota – Questo non ha lasciato dubbi sul fatto che l’uomo si stesse esercitando alla lotta con l’arma bianca. Sparsi per l’appartamento, peraltro in pessime condizioni igieniche e senza acqua corrente, c’erano numerosi flaconi vuoti di metadone”. Gli agenti hanno trovato anche felpe scure con cappuccio e guanti tagliati alle dita, oltre a libri sulle arti marziali e sul combattimento con armi bianche.

Giuliano Ibrahim Delnevo: l’italiano ucciso in Siria

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E’ morto un giovane italiano in Siria, combattendo contro il governo di Bashar Assad. Il ragazzo, la cui storia è stata anticipata da Il Giornale e confermata da fonti attendibili, sarebbe lo studente genovese Giuliano Ibrahim Delnevo, 22 anni, convertitosi all’Islam ha assunto il nome di Ibrahim. Intanto la questione siriana è tema al G8 che si sta tenendo in Irlanda del Nord e alcune fonti della delegazione della Casa Bianca hanno riferito che Barack Obama intende annunciare ai partner lo stanziamento da parte degli Usa di 300 milioni di dollari in aiuti umanitari da destinare ai profughi e alle vittime del conflitto siriano. Più precisamente, poco più della metà della somma andrà in Siria e il resto sarà trasferito ai Paesi vicini che ospitano masse di rifugiati siriani. Ma i contrasti con Vladimir Putin non sono ancora stati risolti, neanche dopo l’incontro di ieri tra il presidente Usa e il leader russo, possibile quindi che al termine del G8 sulla Siria ci sia una dichiarazione sottoscritta solo dai leader dei Sette e non da Vladimir Putin. L’idea è di confermare la volontà di convocare una conferenza di pace (denominata Ginevra 2). Il premier britannico ha proposto cinque principi per un confronto sul ritorno della pace in Siria: governo di transizione senza Assad, condanna dell’uso di armi chimiche nel mondo, accesso delle agenzie internazionali per gli aiuti alla popolazione siriana, impegno a combattere i gruppi estremisti, progettare la ri-partenza della ‘nuova Siria.

 

Violenta e uccide la figlia perchè non è certo della sua verginità: è libero

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L’Independent racconda l’orrenda storia di Fayhan al-Ghamdi, “tele-predicatore” noto in Arabia Saudita, accusato di aver ucciso la figlia di cinque anni Lama.  Come lui stesso ha ammesso, ha usato bastoni e corde per picchiarla e l’ha violentata dopo aver dubitato della sua verginità. Il medico da cui ha condotto in seguito la bimba ha constatato fratture multiple al cranio, alla schiena, alle costole, al braccio sinistro e numerose ecchimosi e bruciature. La piccola è morta. Come spiega l’associazione saudita Women to Drive, l’uomo è stato rilasciato dopo solo pochi mesi di carcere e aver pagato “il prezzo del sangue”, come prevede un’usanza della legge islamica: una sorta di risarcimento in denaro per la madre della vittima. Qualche mese e poco più di 36mila euro: questa è la pensa che il giudice ha ritenuto essere “sufficiente” per un tale crimine. Se si fosse trattato di un figlio maschio, precisa il quotidiano inglese, il “prezzo del sangue” sarebbe stato doppio. In Arabia Saudita, un uomo non può essere condannato per l’omicidio dei propri figli o delle proprie moglie, ma ciò non toglie che il caso della piccola Lama abbia scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica, poi riversatasi in Twitter sull’Hashtag #AnaLama (Io Sono Lama). Un ricorso contro la sentenza è invece stato presentato da tre attivisti sauditi.

Londra violenta: un altro uomo accoltellato

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Skynews ha reso noto che un altro uomo sarebbe stato accoltellato a Woolwich, dove degli estremisti islamici britannici di origine nigeriana hanno ucciso, nei giorni scorsi, il soldato Lee Rigby. L’aggressione ha infatti avuto luogo a soli 300 metri rispetto a dove Rigby è stato accoltellato mercoledì e dove ancora si trovano i fiori lasciati da tutti coloro che hanno pianto per la sua tragica fine. Sky, citando fonti della polizia, riferisce che non è ancora chiaro se esista un legame tra i due episodi. Un fatto simile era avvenuto anche ieri, a Parigi, dove a subire un’aggressione è stato un soldato francese.

Nel frattempo, oggi è stato effettuato il quarto arresto per quel che riguarda l’omicidio del soldato: un 22enne è stato fermato dagli agenti dell’antiterrorismo inglese nel nord di Londra. Con le stesse accuse erano già stati arrestati altri tre uomini ieri sera.

Stalker insegue l’ex compagna… fino in caserma. Arrestato!

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Una donna aveva sporto denuncia contro il suo ex compagno per stalking e molestie e per questo era stata condotta in un luogo protetto a seguito dell’attuazione dei sistemi di tutela, mentre erano al vaglio dell’inquirente le misure cautelari da intraprendere nei confronti dell’uomo. Ma questo non ha fatto desistere lo stalker. Le telecamere dei Carabinieri di Lido di Camaiore, nel Livornese, hanno ripreso l’arrivo della donna, impaurita e trafelata, all’ingresso della caserma. L’ex convivente, un 53enne, l’aveva inseguita fino all’ingresso, in auto, dopo averla in precedenza speronata e costretta fermarsi frantumandole il finestrino con un’ascia che poi è rimasta all’interno della vettura. A quel punto la vittima è risucita a ripartire, destinazione la stazione dei Carabinieri raggiunta la quale ha lasciato il veivolo per rifugiarsi nell’edificio. A quel punto l’aggressore, sopraggiunto, ha cercato di recuperare l’arma dall’abitacolo ma i carabinieri sono intervenuti bloccandolo dopo che aveva tentato la fuga. La donna ora è in ospedale per i traumi riportati durante l’inseguimento mentre lui, in stato di arresto, verrà ricoverato in psichiatria.

Oscar Pistorius: il business è tutto su di lui!

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Manca poco più di un mese all’inizio del processo che vedrà alla sbarra Oscar Pistorius, il campione paraolimpico sudafricano che causò la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Volontà omicida o tragico incidente? Quello che è certo è che l’attenzione mediatica continua ad essere rivolta su di lui: una copertina dal titolo “Gunman” è apparsa sul Time, decine di interviste a chiunque possa avere qualche connessione con la vicenda si leggono sui magazines sudafricani, i paparazzi non smettono di seguirlo. Non c’è da meravigliarsene se ai poliziotti che per primi sono entrati nell’abitazione di Pistorius una delle principali testate giornalistiche internazionali ha offerto 40 mila euro per gli scatti dei loro smartphone. Gli agenti però non sonpo potuti cadere in tentazione: i vertici della polizia hanno confiscato i cellulari di tutti quelli che lavorano al caso! Non poteva mancare, a questo punto, l’interessamento delle grandi case editrici: è stata l’americana Pan McMillan, alla fine, ad aggiudicarsi i diritti d’autore della storia che diventerà un libro dal titolo “Behind the Door: The Oscar and Reeva Story” e verrà pubblicato a processo terminato. Ma sugli scaffali arriverà anche, per Penguin, “The Oscar Pistorius story”, con la firma del giornalista britannico John Carlin, a lungo corrispondente dal Sudafrica, mentre la sudafricana Zebra Press, che ha acquisito i diritti per il mercato inglese e del Commonwealth, pubblicherà “No More Heroes: Oscar Pistorius’s Fall from Grace” ad opera di Jacques Steenkamp (nessuna parentela con la vittima) e Gavin Prins. Per gli appassionati di e-book, infine,  la giornalista investigativa Laurianne Claase ha redatto “Pieces of the Puzzle: A guide to the Oscar and Reeva case”. Nel frattempo ad Hollywood si cerca di scoprire chi potrebbe interpretare Pistorius sul grande schermo: ci sarebbero già due copioni pronti sulla vicenda ed il ruolo di Reeva, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere affidato a Charlize Theron. Per quello dell’atleta, si vocifera su Ryan Gosling, fisicamente molto simile al “Blade Runner” sudafricano, ma l’attore pare che stia pensando di prendersi un periodo di riposo prima di debuttare dietro la macchina da presa. Ovviamente, non poteva mancare il coinvolgimento dei social network: un gruppo di sostenitrici virtuali del corridore, sotto l’egida dell’hashtag #Pistorians, difendono a colpi di tweet la causa del loro idolo. Tutti ai nastri di partenza qiundi, in attesa di scoprire quali saranno le parole che chiuderanno la storia: colpevole o innocente?

Si è dissolto il giallo di Perugia per una macchia ematica: Menenti è colpevole

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Il giallo di Perugia si è dissolto in una macchia ematica lasciata da Riccardo Menenti, padre di Valerio, l’ex di Julia. La scientifica ha trovato la sostanza ematica sulle scale che conducono all’appartamento dove è avvenuto l’omicidio. Gli atti sono stati presentati oggi al Tribunale della libertà, in cui oggi si sarebbe dovuta tenere l’istanza di riesame, ma gli stessi avvocati degli imputati hanno deciso di rinunciare dopo il ritrovamento della scientifica.   

 

 

Da indagati ad arrestati… svolta nell’omicidio di Perugia!

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Erano stati indagati il padre e l’ex di Julia Tosti, ma sembravano avere un alibi di ferro. Giorno dopo giorno l’alibi si è frantumato e in manette sono finiti Valerio e Riccardo Menenti. Sono loro con ogni probabilità che si sono introdotti nell’abitazione di Alessandro Polizzi e lo hanno ucciso. Ora si attende di capire la ricostruzione dei fatti dagli inquirenti.

Vittima di stupro, derisa dal web, si suicida a 15 anni!

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Stuprata a 15 anni durante una festa da quattro ragazzi. La ragazza, Rehtaeh Parsons, è umiliata e si vergogna di ciò che le è accaduto così la famiglia decide anche di trasferirsi. I genitori pensavano che cambiando città, la vita potesse tornare a sorridere per quella ragazzina a cui la violenza aveva tolto gran parte della sua adolescenza. Invece non è andata così. Arriva anche una foto che la ritrae durante la violenza. Così la vittima diventa oggetto di scherno. Sul suo profilo Facebook arrivano messaggi volgari e sempre più ingiuriosi, così la ragazza canadese decide di farla finita. La madre, Leah, apre una pagina Facebook in cui condanna i “quattro ragazzi che erano convinti che violentare una quindicenne era una cosa giusta e che diffondere una foto dell’accaduto per rovinare la sua reputazione sarebbe stato divertente.”

Una storia di violenza e di cyberbullismo, di vergogna e derisione, di una famiglia che viene lasciata sola anche dallo stato che non può punire i ragazzi che hanno commesso una tale brutalità, perché sono tutti minorenni.

C’è da chiedersi come mai nella società odierna le vittime vengono derise? Perchè si è persa l’etica di aver “compassione” nel senso più letterale del termine e si è invece propensi a violentare le persone per l’ennesima volta con la derisione? Perchè siamo diventati così stupidi da non riuscire a distinguere cosa sia divertente e cosa è invece ingiurioso? Perchè i genitori non sanno più educare i figli alla sensibilità? Perchè ci si diverte nella guerra digitale? Siamo così fragili da non riuscire più neppure a dire le cose guardando negli occhi una persona?

Violenza sessuale… le 15enni lo uccidono!

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Aveva tentato una violenza sessuale ai danni di due 15enni e per questo è stato ucciso. Poi le due ragazzine si sarebbero allontanate sull’auto dell’uomo dal luogo del delitto. Qualche ora dopo si sono andate a costituire dai carabinieri della zona. Il corpo dell’uomo era stato ritrovato da un passante che portava a spasso il cane e che in precedenza aveva visto l’uomo con le due ragazze. La vittima, che non aveva addosso nè soldi nè documenti, è stata oggi identificata anche se non ne è stato reso noto il nome.

Lite fra ragazzi… accoltellato a morte un 15enne!

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Quella che era nata come una banale rissa fra adolescenti finisce in tragedia. Ad Aversa, provincia di Caserta un 15enne ha perso la vita dopo che è stato raggiunto da una coltellata sferrata da un ragazzo di 17 anni. Lo scontro è avvenuto vicino all’ufficio postale e insieme alla giovane vittima c’erano altri cinque minori, quattro dei quali sono stati feriti. Poco dopo la mezzanotte, è scoppiata la lite che ha portato poi alla tragedia Due ragazzi sono stati già dimessi dall’ospedale, mentre altri due sono stati trattenuti anche se le loro condizioni non sono preoccupanti.

Julia in una località segreta… ancora sotto shock!

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Ha trascorso la notte insieme ai suoi familiari in una località che viene mantenuta segreta, Julia Tosti, la perugina rimasta ferita a una mano nell’omicidio del fidanzato, Alessandro Polizzi. La giovane era stata dimessa ieri dall’ospedale. «È ancora molto scossa» ha detto l’avvocato Luca Maori, che l’assiste.
Dopo l’autopsia di ieri non è stato ancora fissato il funerale del fidanzato. La salma non è stata infatti ancora messa a disposizione della famiglia. Sull’indagine (in cui sono inquisiti l’ex fidanzato della Tosti, Valerio Menenti, e il padre del giovane) viene mantenuto il riserbo più assoluto. A condurla la squadra mobile di Perugia.

Perugia, il giallo si dipana!

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Novità nelle indagini per l’omicidio di Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso a colpi di pistola lunedì scorso a Perugia. Secondo quanto si apprende, ci sarebbero due indagati: si tratta dell’ex fidanzato della compagna di Polizzi, Julia Tosti, e del padre del ragazzo, dimesso ieri dall’ospedale dopo essere stato aggredito venerdì scorso proprio dalla vittima.

Fiaccolata per Alessandro alle 18 Oggi dalle 18 a Ponte San Giovanni, frazione di Perugia, si terrà una fiaccolata in memoria di Alessandro Polizzi, il 24enne ucciso tra lunedì e martedì mentre era in casa con la sua fidanzata Julia. L’appuntamento è stato lanciato via Facebook dagli amici di Alessandro: “Siate numerosi per la giustizia per questo ragazzo”. La fiaccolata partirà dal pub Zanzibar e si concluderà in piazza Bellini.

Suicidio tragico a Riva del Garda… trovato morto 19enne

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Il corpo di un ragazzo di 19 anni, forse 20, è stato trovato questa mattina a Riva del Garda, all’interno della palazzina dove abitava nel Rione De Gasperi. Quello che apparentemente sembrava un omicidio si è presto rivelato un gesto estremo di un giovane, la cui identità non sarà svelata, in quanto la famiglia ha chiesto l’anonimato. Il giovane non ha lasciato biglietti o frasi d’addio, ma secondo a ricostruzione degli inquirenti non ci sono dubbi che si sono verificati alcuni elementi nella sfera personale della vittima che lo hanno portato a togliersi tragicamente la vita.

Indagini in corso per il giallo di Perugia!

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Gli investigatori della squadra mobile perugina si limitano a dire che le indagini vanno avanti in tutte le direzioni, ma a quanto si apprende la pista privilegiata è quella dell’omicidio per vendetta. Gli accertamenti della polizia sono concentrati soprattutto sulla vita privata e personale del giovane ucciso. Un episodio e una persona in particolare sono stati oggetto di accertamenti nella giornata di oggi: si tratta di una violenta lite avvenuta qualche sera prima del delitto e nel corso della quale Alessandro Polizzi avrebbe rotto il naso a un giovane, pare un ex fidanzato di Julia. Gli agenti hanno effettuato delle perquisizioni in casa del giovane e nello studio di tatuaggi di cui è contitolare, ma avrebbero appurato che il suo alibi è inattaccabile: la notte del delitto, infatti, secondo indiscrezioni, sarebbe risultato ricoverato in ospedale proprio per le lesioni riportate nella lite con Polizzi.

La polizia sta ascoltando comunque molti amici della coppia per cercare di individuare possibili spunti di indagine. Sta meglio, intanto, la ragazza rimasta ferita da uno dei colpi di pistola sparati dall’omicida. Ieri sera è stata operata per l’estrazione del proiettile dal braccio ed è ancora ricoverata anche se già domani i medici potrebbero decidere di dimetterla.

Julia urlava e implorava aiuto!

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“Julia urlava, imporava aiuto, mentre Alessandro veniva ucciso”. Questo il racconto dei vicini agli investigatori che stanno cercando di fare luce sulla morte di un giovane di 23 anni e il ferimento della sua fidanzata. Sono stati colpiti con diversi colpi di pistola mentre si trovavano a letto il giovane ucciso la scorsa notte in casa a Perugia e la sua fidanzata, ferita a un braccio. Una vicenda sulla quale sono ancora in corso indagini della squadra mobile di Perugia per accertare quanto successo. Il giovane si chiamava Alessandro Polizzi ed era nato il 30 agosto 1989.
Al momento non viene esclusa alcuna pista. Secondo una prima ricostruzione degli investigatori, poco dopo le tre della scorsa notte un uomo ha sfondato la porta dell’appartamento dei due giovani, in un condominio della prima periferia del capoluogo umbro. Li ha quindi sorpresi a letto.
Lo sconosciuto ha sparato, con una vecchia pistola calibro 34, contro il 24enne uccidendolo praticamente sul colpo. La fidanzata di 20 anni è stata invece colpita ad un braccio e non è grave. A dare l’allarme sono stati i vicini di casa svegliati dal trambusto. È quindi intervenuta la squadra volante e poi la mobile.
I rilievi sono ancora in corso. Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella della gelosia ma al momento nessuna possibilità viene trascurata.

Sparatoria in una casa a Perugia! Muore un 24enne, ferita la ragazza

ragazzo-morto-ragazza-ferita-perugia-tuttacronacaUn perugino di 24 anni è stato ucciso nella notte a colpi di pistola nella sua abitazione di Madonna Alta, a Perugia. Ferita in maniera non grave, sempre a colpi d’arma da fuoco, la sua fidanzata ventenne.  Secondo una prima ricostruzione della questura di Perugia, i due giovani sono stati colpiti con diversi colpi di pistola mentre si trovavano a letto. Poco dopo le 3 della notte un uomo avrebbe sfondato la porta dell’appartamento, in un condominio della prima periferia del capoluogo umbro. Poi, lo sconosciuto ha sparato, con una vecchia pistola calibro 34, uccidendo praticamente sul colpo il 24enne e ferendo non gravemente la fidanzata di 20 anni ad un braccio. Verso le 3:15 la volante è intervenuta in un appartamento di Madonna Alta, dopo che i vicini avevano sentito del trambusto. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato i due giovani feriti, risultati successivamente incensurati.

Tra le ipotesi prese in considerazione c’è anche quella della gelosia ma al momento non viene esclusa alcuna pista.

Un’eroe di bimba cammina al buio per salvare il papà!

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Cammina per oltre un chilometro a soli 9 anni nel cuore della notte per cercare di aiutare il papà. La triste storia vede come protagonista una bambina vittima di un incidente con il Suv del padre in California. L’uomo è andato fuori strada precipitando con l’auto in un burrone, i due tornavano da una festa, quando il papà ha perso il controllo della macchina.
La bimba è miracolosamente sopravvissuta all’incidente e si è subito resa conto che al padre serviva aiuto. Nel cuore della notte è uscita dalla vettura e si è incamminata a cercare soccorso fino a quando non ha raggiunto l’autostrada.
Per il papà non c’era però più nulla da fare, l’uomo è deceduto sul colpo e a nulla, purtroppo è servito il coraggio della sua bimba che ha riportato invece solo piccoli graffi e contusioni.
Si indaga ora sulle cause dell’incidente, ma la polizia crede che l’uomo avesse superato il limite del tasso alcolemico previsto dalla legge.

Tragedia a largo di Palermo!

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LA Capitaneria di porto e i vigili del fuoco, con l’ausilio di un elicottero della Guardia di finanza, stanno cercando tre diportisti usciti stamane in mare con un’imbarcazione di 5 metri salpata dal porticciolo palermitano della Bandita. I tre erano stati visti rientrare, prima di prendere di nuovo il mare. Da quel momento nessuno li ha più visti. L’allarme è stato lanciato dai parenti. Solo uno al momento è stato ritrovato privo di vita che galleggiava su un salvagente, per gli altri due continuno le ricerche anche se le speranze di trovarli in vita si affievoliscono di ora in ora.

Lo scontro nel cielo sopra Berlino… 2 elicotteri in collisione, un morto!

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Ecco gli errori tedeschi che costano la vita! Due elicotteri della polizia federale tedesca si sono scontrati “sopra il cielo di Berlino”! Purtroppo nel tragico incidente, uno dei due piloti è morto e altre 4 persone sono rimaste ferite. Sembra che lo scontro sia stato causato dalla forte tempesta che in quel momento si trovava a passare sulla città. Non avevano visto le previsioni meteo? O non hanno calcolato bene i rischi, durante una simulazione? L’esercitazione doveva servire come esercitazione per un possibile intervento da parte degli elicotteri in uno scenario in cui vi erano tafferugli causati dagli hooligan e l’operazione doveva essere coordinata con almeno 400 agenti a terra.

Donna stuprata mentre i figli dormivano!

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Una donna di 38 anni è stata violentata e rapinata all’interno del suo appartamento, dove dormivano i suoi figli. L’episodio è accaduto a Roma, dove la polizia ha arrestato due degli aggressori e denunciato un minore. La vittima, lo scorso 3 marzo, era stata seguita fin sotto casa nella zona di Montesacro, da tre persone.
L’episodio è accaduto il 3 marzo scorso, intorno alle due del mattino. La donna, una 38enne romana, stava tornando dal ristorante in zona Montesacro dove lavora come cameriera, ma prima di rincasare si era fermata in un bar di viale Tirreno. Giunta sotto casa, la 38enne si è trovata di fronte i tre, che dopo averla già importunata in strada l’hanno bloccata e si sono impossessati delle chiavi entrando nell’appartamento.
La vittima è stata scaraventata sul divano del salone da uno dei due aggressori mentre un altro portava via dalla casa oggetti di valore. Ma quando si è accorto che in una delle stanze c’erano due bambini che dormivano, in compagnia della madre della vittima, i tre sono scappati. Solo allora è stato dato l’allarme alla polizia e gli agenti del commissariato Fidene Serpentara hanno ascoltato il racconto della donna, avviando le indagini.
Dopo una settimana dalla violenza, i tre aggressori sono poi tornati per la seconda volta sotto casa della vittima, per intimidirla. Solo l’arrivo di una Volante della polizia ha evitato una seconda aggressione alla donna. In manette sono finiti due gemelli romani e un minorenne straniero denunciato.

India paese di stupri… e pensare che era il Nirvana della new age!

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Ancora uno stupro di gruppo in India. Questa volta la vittima e’ una turista straniera, una donna svizzera aggredita con il marito mentre dormivano in una tenda da campeggio nel Madhya Pradesh, nell’India centrale. Lo riferiscono oggi i media indiani. Secondo il racconto della coppia, un gruppo di sette uomini li ha sorpresi, rubato soldi e altri oggetti di valore. Poi, ha abusato a turno della donna dopo aver immobilizzato il compagno. La polizia ha arrestato 13 sospetti.

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