Pisapia e la frecciata a Marino: “Milano ce l’ha fatta da sola”

pisapia-milano-tuttacronacaOggi a Palazzo chigi si è discusso del decreto Salva-Roma e il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, non ha mancato di lanciare una frecciata a distanza al suo collega romano Ignazio Marino: “Milano, ancora una volta, ce l’ha fatta da sola. È chiaro che, quantomeno, non ci deve essere, rispetto alle spese straordinarie per Expo, un silenzio da parte del governo, ma so che c’è una grande attenzione, tanto è vero che lunedì saranno, a Milano, 4 ministri, con cui discuteremo delle nostre necessità e, una delle prime, è, sicuramente, la deroga al Patto di Stabilità, quantomeno per le opere di Expo”. A margine dell’inaugurazione dell’anno giudiziario del Tar di Milano Pisapia ha inoltre assicurato: “Non voglio fare polemiche con altre città, con altri sindaci, quello che è necessario è che ci sia un rilancio dell’intero Paese”, e ha spiegato: “Non è un problema di Roma o di Milano ma dell’intero Paese”. Quindi ha concluso: “È l’intero Paese che deve essere smosso, deve essere rilanciata l’economia, dare possibilità di nuova occupazione e, sicuramente, Milano ha dimostrato che è all’avanguardia: ha resistito e superato la crisi e qua devono esserci gli investimenti necessari per salvare il Paese da una crisi profonda”. A quanto ha appreso l’Ansa, nel testo del decreto Salva Roma approvato dal Consiglio dei Ministri sono stati inseriti 25 milioni di euro destinati a Expo 2015, che erano già stati previsti nel precedente Salva Roma.

-10%! Marino si taglia lo stipendio

Marino-taglio-stipendi-tuttacronacaL’annuncio è lo stesso Ignazio Marino a darlo: “Ho deciso di ridurre per il 2014 il mio stipendio del 10% e mi aspetto uno sforzo analogo da tutti coloro che hanno a cuore la città di Roma. Penso anzitutto, ma non solo, agli assessori, a chi ricopre incarichi apicali nelle aziende di Roma Capitale, agli staff dei componenti della Giunta, che non potranno percepire uno stipendio complessivo superiore a quello del sindaco”. Il primo cittadino di Roma, interpellato sul nuovo premier incaricato, Matteo Renzi, ha quindi comentato: “Certo che ho fiducia in Renzi, l’ho sostenuto… Non solo ho fiducia personale come individuo ma ho anche molta fiducia nell’attenzione speciale che lui avrà per il lavoro dei sindaci che devono rispondere direttamente alle esigenze percepite dai cittadini nella loro vita quotidiana”.

Il circo mette nei guai Marino?

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Nel grande “spettacolo” della politica irrompe il circo e arriva l’indagine per il sindaco di Roma, Ignazio Marino che dovrà rispondere alla magistratura per il reato di abuso d’ufficio a seguito del rilascio delle autorizzazioni al circo Amedeo Orfei, dal quale, lo scorso anno fuggirono due elefanti.  A portare all’iscrizione nel registro degli indagati del sindaco è stata la denuncia congiunta del Partito Animalista Europeo e di Animalisti Italiani Onlus.

Il Partito Animalista Europeo sostiene che, dal momento che in meno di un mese ci sono state due fughe di animali dallo stesso circo, le autorizzazioni a quella struttura potrebbero essere state rilasciate “in maniera del tutto illegittima dalle autorità preposte”. Secondo il Partito Animalista i due elefanti vivevano in “strutture non idonee a contenerli” e “in stato di malnutrizione“. Per il presidente del Partito, Stefano Fuccelli:

“Questa Amministrazione è pessima come lo è stata la precedente, i diritti degli animali vengono sistematicamente calpestati e gran parte dei fondi destinati al loro benessere sono utilizzati per stipendiare i trombati della politica ed i loro amici”.

Per Walter Caporale, presidente dell’associazione Animalisti Italiani Onlus, gli

“animali dei circhi sono costretti a compiere esercizi contrari alla loro natura: imprigionati a vita, sono vittime di torture, abusi, maltrattamenti finanziati dallo Stato che per l’anno 2013 ha stanziato oltre 6 milioni e mezzo di euro di finanziamenti, addirittura 200.000,00 euro in più del 2012! Mentre in decine di Comuni, come Torino, Brescia e Parma, vengono ospitati meravigliosi circhi senza animali, a Roma il Sindaco Marino ha addirittura concesso stalli a ben tre circhi con centinaia di elefanti, rinoceronti, leoni, tigri, in luoghi non adatti”.

A Roma è scontro tra Vicariato e Comune sulle Unioni civili

registro-delle-unioni-civili-tuttacronacaUna delibera comunale recentemente approvata dalle commissioni capitoline per il riconoscimento e l’istituzione di un registro ad hoc per le Unioni civili non piace in Vaticano e il Vicariato di Roma attacca l’iniziativa. In un editoriale del settimanale Roma Sette, infatti, si legge che si tratta di una “forzatura giuridica, frutto di miopia politica”. Il direttore Angelo Zema, nell’editoriale scrive: “La proposta intende tutelare e sostenere le unioni civili equiparandole alla famiglia fondata sul matrimonio per gli ambiti di competenza comunale. Il pretesto, diremmo noi, è evitare ogni forma di discriminazione”. Ma “la vera discriminazione – aggiunge l’organo del Vicariato – consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio: nel secondo, infatti, due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Non si può barare con le parole”.  Ovviamente non sono mancate le reazioni, con Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, che ha replicato: “Il registro delle Unioni civili intende tutelare diritti oggi negati senza ledere diritti altrui. Non si tratta di contrapporre modelli di famiglia – aggiunge – ma di riconoscere realtà di tante forme di convivenze attuali. Il registro intende rimuovere le discriminazioni sul piano civile e promuovere il comune rispetto, così come avviene in tutte le capitali europee”. Il Vicariato però non cede e nella nota sottolinea che l’idea contenuta nella delibera capitolina sul registro delle Unioni civili è “priva di sostanza, se si considera non solo l’inutilità giuridica di tale strumento ma anche il flop dei registri delle unioni civili in sei Municipi romani (meno di 50 coppie iscritte in 8 anni). Insomma, la delibera è una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. Di una politica che non sa guardare lontano, che vola basso e resta al palo dibattendosi tra le emergenze irrisolte della città”. Imma Battaglia, consigliera Comunale Sel, sostiene invece l’amministrazione capitolina: “A Roma è in atto una rivoluzione culturale. L’Italia deve andare avanti nella strada dell’equiparazione e del riconoscimento dei diritti di tutte le coppie. Con l’istituzione del Registro delle Unioni Civili l’amministrazione Marino darà una risposta ai tanti legami affettivi che si formano al di fuori del matrimonio”. E la consigliera comunale del Pd, Giulia Tempesta, aggiunge: “Il provvedimento sulle Unioni civili è un gesto di civiltà”. Nel frattempo, il vicepresidente dell’assemblea capitolina, il pdl Giordano Tredicine, annuncia “una petizione popolare per bloccare la delibera” mentre il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, chiede alla Chiesa di “fare un passo avanti sul tema dei diritti civili” perchè “con il registro delle Unioni saranno tutelati i diritti di tutte e di tutti, compresi quelli delle coppie gay”. Ancora, Riccardo Magi, consigliere comunale della Lista civica Marino, auspica che “non avvenga quanto accadde nel 2007, quando la maggioranza dell’allora sindaco Veltroni bocciò la delibera di iniziativa popolare dei radicali sulle Unioni civili”.

Crollo alla tomba degli Orazi e Curiazi, l’archeologia perde i pezzi!

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Archeologia a pezzi e vicino a  Roma, alla tomba degli Orazi e Curiazi, sono caduti alcuni pezzi del muro del monumento. La parte interessata dai crolli è quella di via della Stella, proprio nel centro di Albano dove due grandi frammenti sono stati ritrovati in strada. Il crollo è avvenuto ieri sera intorno alle 18.30 e sono stati alcuni automobilisti che stavano percorrendo la strada ad allarmare la municipale e i vigili del fuoco di Marino. Immediato l’intervento, che ha previsto anche il transennamento della zona. Via della Stella è stata quindi chiusa in parte, con il traffico a senso unico alternato. Oltre ai tecnici comunali per un sopralluogo, sul posto sono arrivati il sindaco di Albano, Nicola Marini, e il suo collega di Ariccia, Emilio Cianfanelli, per rendersi conto di persona dello stato del monumento al confine tra i due comuni.

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Quella pizza che vale il bilancio della Capitale! Gaffe del M5S?

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Cena delle beffe? Una pizza che costa un bilancio? Il pasto indigesto per molti romani?  Chiamatelo come volete ma ciò che è successo nell’Aula Giulio Cesare durante l’approvazione del bilancio di Roma è surreale. La notte scorsa infatti durante la votazione finale il gruppo M5S ha lasciato l’aula per andarsi a mangiare una pizza, facendo “involontariamente” o volontariamente ( secondo coloro che han voluto pensare male) decadere i 35 emendamenti che avevano presentato. Un grande favore per la giunta Marino che ha trovato così il terreno spianato per chiudere le votazioni prima della mezzanotte e approvare un bilancio tra i più sofferti della storia della Città Eterna. Marchini, Alemanno e il gruppo del Nuovo Centrodestra non mollano e preparano l’assalto finale con due ricorsi al Tar. Intanto sui romani arriva una manovra “depressiva” che prevede una diminuzione degli investimenti nel triennio, la metà dei quali recuperati attraverso la tassazione.

Ma chi invece non si arrende è il capogruppo della Lista Marchini, Alessandro Onorato: “Non abbiamo partecipato al voto di un bilancio che è la perfetta sintesi della catastrofica abbinata Alemanno-Marino. Nei prossimi giorni presenteremo ricorso perché solo i tribunali potranno ripristinare la democrazia e la legalità persa in Aula Giulio Cesare. Questo bilancio – ha aggiunto Onorato – svela le false promesse fatte in campagna elettorale da Marino. Non c’è tutela dei più deboli che pagheranno i tagli drastici ai servizi sociali. Per non parlare dei municipi, che vedono le loro risorse praticamente azzerate alla faccia del decentramento e della tanto sbandierata centralità dei territori. Dopo l’immobilismo dei primi sei mesi – ha concluso – questa manovra conferma l’inadeguatezza di Marino, che non è assolutamente in grado di affrontare i problemi della città”.
Ricorso al Tar annunciato anche da Gianni Alemanno, Sveva Belviso presidente del gruppo consiliare Nuovo Centro Destra; il consigliere di Forza Italia Giovanni Quarzo; Fabrizio Ghera, presidente del gruppo consiliare Fratelli d’Italia e il consigliere Ncd Marco Pomarici: “Abbiamo presentato ricorso al Tar per difendere l’Assemblea capitolina da un abuso del potere di maggioranza che ha violato il regolamento consiliare. Non avremmo voluto giungere a un gesto così forte, ma non si era mai visto in Campidoglio un azzeramento così immotivato e brutale degli ordini del giorno presentati dall’opposizione. In totale carenza di qualsiasi capacità di proposizione politica ed economica la giunta Marino e la maggioranza che la sostiene, sta cercando una via inaccettabile per uscire dal vicolo cieco in cui si è cacciata dopo sei mesi di immobilismo. Non solo le istituzioni consiliari, ma tutta la città deve essere salvata da questo mix di arroganza di potere e immobilismo amministrativo”.

Ma quali sono le cifre?

Nelle macrocifre, ecco il bilancio: contiene investimenti per l’anno in corso pari a 540 milioni, prevedendone 133 per il 2014 e 25 per il 2015, per un totale di 699 milioni di euro. Quasi metà delle entrate fanno leva sulla parte tributaria – 2,9 miliardi di entrate tributarie che l’amministrazione conta di far salire nei prossimi due anni a 3,265 e 3,276 miliardi. La spesa corrente per l’anno in corso e’ di 5,1 miliardi, che scenderanno prima a 4,8 e poi a 4,5. Nei prossimi anni, secondo il bilancio pluriennale legato alla delibera, il valore previsto della manovra passerà dai 6,5 miliardi del 2013 ai 5,3 del 2014 e ai 4,6 del 2015.

Tutto a carico dei romani che davvero la ripresa non la vedranno di certo!

Alt(olà) Marino! I vigili urbani di Roma minacciano lo sciopero a Natale

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Agenti della polizia municipale sul piede di guerra contro il sindaco Ignazio Marino che ha disertato  l’incontro con i rappresentanti di categoria. Ora gli agenti mirano allo sciopero entro il  termine massimo del 20 gennaio, minacciando il periodo natalizio in modo da creare il blocco della città proprio nel periodo degli acquisti per i festeggiamenti. Stavolta si parla di sciopero generale e il clima nella Capitale è bollente:

“E’ stata una pantomima, è il commento di Francesco Croce della Uil, ci aspettavamo una presenza politica autorevole per proseguire il discorso avviato martedì scorso. Così non è stato. Prendiamo atto con rammarico di questi tentennamenti politici. Gli unici a pagare sono i lavoratori e così non può andare avanti: siamo pronti anche ad uno sciopero generale”.

“Da Marino è arrivato un ulteriore sgarbo ai vigili, gli ha fatto eco il segretario dell’Ospol Stefano Lulli, il tavolo si è rotto perché non c’erano le condizioni per farlo. Il problema non è tecnico ma politico e quindi il sindaco doveva esserci. Lunedì consegneremo al Prefetto lo stato di agitazione e andremo verso lo sciopero”.

Una nota congiunta Cgil, Cisl, Csa e Diccap ha poi sottolineato: “Al tavolo erano presenti, per conto dell’amministrazione, il Comandante del Corpo Raffaele Clemente e la dottoressa Rossella Matarazzo che ha un incarico di collaborazione che non le attribuisce alcuna rappresentanza politica né alcuna competenza in riferimento alla gestione, organizzazione e potere contrattuale”.

Aprire per credere: i nostri 7 giorni!

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A volte serve davvero “aprire”, per vedere l’altra fetta di realtà! Così questa settimana ci siamo soffermati a vedere l’altra parte della destra, quella degli alfaniani che si sono staccati da Berlusconi, in odor di decadenza, e che ora sono pronti a sostenere a spada tratta l’esecutivo Letta senza se e senza ma. Invece i dubbi restano ai pensionati, che hanno passato l’ennesima settimana con il fiato sospeso e la mannaia sul collo. Un po’ come accade ad Allegri ultimamente, che sente la panchina tremare e le vittorie volar via.  E di vento ce ne è stato molto questa settimana, tra i tweet di Balotelli con il presunto annuncio di divorzio dal Milan a quel post che ha rivelato la misteriosa FF di Mentana. La “grana” peggiore è approdata con le polemiche che hanno travolto la Clerici e i programmi di cucina andati in onda nonostante il lutto nazionale per la Sardegna messa in ginocchio da Cleopatra. E mentre la Sardegna piange crolli e alluvioni non risparmiano il resto d’Italia. Ma il passaggio di Cleopatra ci ha fatto riflettere… Se servisse davvero una Regina?  Forse l’Italia non è matura per una democrazia? Forse lo era e non lo è più? Mentre gli italiani s’interrogano per ben due volte alla commissione bilancio la maggioranza va sotto e soccombe… Ma se al centro si naviga con difficoltà, nell’Aula Giulio Cesare al Campidoglio volano gomitate e s’interrompe la seduta. L’opera d’altra parte era già in sciopero

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Si continua a scavare nella vicenda Ruby e le “antiche” deposizioni sono fette amare anche per Belen che minaccia querele. Ma se c’è chi vuole spalancare le Aule del tribunale, c’è chi invece si appella ad aprire la cella del carcere: è la mamma di Corona, che spera che il suo appello possa essere ascoltato, da chi ha già spalancato le porte ad altri detenuti che versavano in gravi condizioni di salute. A volte una parola può davvero spalancarti strade insospettabili… Come l’ironia, quella che ci ha commosso della Marchesini che, seppur malata, a Che Tempo Che Fa, ha saputo comunque strapparci un sorriso e aprirci nuovi orizzonti. Resta quel dolce amaro, quella velata malinconia che però viene vinta dalla forza travolgente di chi, nonostante i problemi di salute, sa rispondere alla malattia con la vitalità. Gli italiani invece sono preoccupati e rassegnati… Già pronti a festeggiare l’ennesimo Natale di crisi e a preoccuparsi di quale fetta indigesta toccherà mandar giù il prossimo anno. Quale ennesimo boccone amaro dovranno ingoiare? Meglio festeggiare con una crosta di grana e non pensare… intanto esercitiamoci a urlare!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Gomitata al sindaco di Roma, bagarre in Aula e ko di Marino!

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Poteva anche andar peggio al sindaco Marino che oggi in Aula Giulio Cesare – durante la ‘maratona’ per approvare il bilancio 2013 entro il 30 novembre ed evitare così il rischio del commissariamento – ha ricevuto una gomitata? Visto il nome fatidico  “Aula Giulio Cesare ” forse c’è ancora da ringraziare il cielo se non è accaduto niente di peggio al Sindaco

Il fatto, nonostante occorra ironia per cercare di sdrammatizzare la tensione che si sta vivendo in queste ore all’interno dell’Aula Giulio Cesare, non va taciuto: Roma, la capitale d’Italia rischia il commissariamento. Ma come sono andati i fatti?

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, è stato colpito involontariamente da una gomitata del consigliere di Fratelli d’Italia, Dario Rossin che protestava durante la seduta sul bilancio. Nel tentativo di raggiungere lo scranno del presidente dell’assemblea, Mirko Coratti, Rossin ha urtato in testa il sindaco Marino che ha poi lasciato l’aula per rientrarvi con del ghiaccio in testa: a “consolarlo” anche l’ex sindaco Gianni Alemanno.

Il sindaco: «Non è stata involontaria. Mi ha dato una gomitata, non ho visto neanche chi fosse ma solo una figura urlante che usava turpiloquio. Ho un bernoccolo in testa. Non so chi sia e non sono intenzionato a conoscerlo», ha detto il sindaco tornando in aula, ai cronisti, in merito alla gomitata ricevuta dal consigliere FdI, Dario Rossin. «È uno spettacolo indecoroso per degli eletti dal popolo che dovrebbero avere rispetto per l’aula Giulio Cesare e ciò che rappresenta da centinaia di anni».

L’opposizione però ha dichiara apertamente guerra, in special modo la lista Marchini che si è presentata con decine e decine i pacchi portati in consiglio comunale dalla Lista Marchini e posizionati in pila al centro degli scranni. In ognuno 1.500 tra emendamenti e ordini del giorno, per un totale di 100mila.

Come racconta Il Messaggero:

La bagarre è scoppiata subito. L’opposizione dopo aver fischiato ha interrotto il consiglio prima della relazione dell’assessore al Bilancio. Alcuni consiglieri d’opposizione si sono avventati, tra spintoni e calca, sugli scranni della presidenza dove è seduto anche il sindaco Ignazio Marino. «Non abbiamo avuto la possibilità di espletare il nostro mandato d’opposizione perché gli uffici erano chiusi», dice il vicepresidente dell’assemblea Giordano Tredicine (Pdl). L’opposizione in Campidoglio ha chiesto l’annullamento della seduta odierna. Il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti, all’inizio della seduta, ha messo in votazione l’ordine dei lavori sul bilancio. Scelta duramente contestata dall’opposizione. «Oggi sembra strano essere a Palazzo Senatorio – dice l’ex presidente dell’assemblea capitolina e consigliere del Ncd Marco Pomarici intervenendo in aula Giulio Cesare – È la forzatura numero uno della presidenza dell’assemblea capitolina senza un confronto nel merito. Abbiamo avuto ieri convocazione alle 19.37. Il consiglio oggi è iniziato alle 19.30. A nome del gruppo che rappresento chiedo di annullare questa seduta in quanto non in linea al regolamento dell’assemblea capitolina perchè sette minuti in ritardo rispetto all’orario di convocazione. Chiedo ufficialmente un parere da Coratti». «Il regolamento non è cosa vostra e deve essere rispettato. Non è mai accaduto che l’ordine dei lavori fosse stabilito a colpi di maggioranza. Si sta facendo un errore regolamentare» aggiunge Alessandro Onorato della Lista Marchini. Il presidente dell’assemblea capitolina Mirko Coratti ha rimesso al voto l’ordine dei lavori del consiglio comunale ed è stato approvato, quindi la seduta va avanti. Durante la votazione il consigliere comunale di Fdi Dario Rossin ha mostrato il cartello ‘Consiglio domenicale, Marino a casa prima di Natalè.

Fischi e urla ‘Buffone’ al capogruppo del M5s in Campidoglio Marcello De Vito che è stato contestato dalle opposizioni in aula Giulio Cesare dove è iniziata la discussione del bilancio 2013. «Siamo disgustati da questo inizio – denuncia De Vito nel suo intervento – uno spettacolo indegno. Sembra sia iniziato un mercato delle vacche. Voglio vedere il contenuto di questi emendamenti negli scatoloni». A quel punto molti esponenti delle opposizioni hanno fischiato il loro collega ‘pentastellato’ e interrotto il suo intervento al grido di ‘Buffone’, ‘Vai a casa’. Una volta tornata la calma in aula Alessandro Onorato della Lista Marchini ha preso parola per spiegare: «Si è permesso di banalizzare una battaglia politica che noi stiamo facendo e che forse loro non sono in grado di fare».

«Bisogna vedere se sono scritti bene – aveva commentato sorridendo sugli emendamenti della minoranza il sindaco di Roma Ignazio Marino prima dell’inizio della seduta – Mi aspetto un contributo straordinario che possa aiutarci a migliorare l’ottimo lavoro fatto dalla giunta e in particolare dall’assessore Morgante». Scambio di frecciatine tra il primo cittadino e il capogruppo del Ncd Sveva Belviso: «Non posso parlare con lei perchè non ci sono i requisiti minimi…» dice Marino.

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“Non annulliamo il concorso”: parola del vicesindaco di Roma

concorso-scuola-tuttacronacaSono giornate calde a Roma, arroventate dalla polemica scaturita dalle parole di Ignazio Marino sulla possibilità di annullare il concorsone pubblico. A sedare gli animi, in questi giorni di protesta, il vicesindaco della Capita Luigi Nieri: “Voglio lanciare segnale di tranquillità: non annulliamo il concorso. Stiamo trasferendo gli atti alla Procura”.

“Protesta delle buste”: contro l’annullamento del concorso a Roma

campidoglio-tuttacronacaIl sindaco di Roma Ignazio Marino, la scorsa settimana, aveva detto che “Abbiamo fondati motivi di credere che la metodologia usata nei concorsi comunali non è in grado di garantire l’anonimato. Per questo abbiamo dato mandato all’avvocatura di approfondire la correttezza delle procedure”. Qeusto potrebbe portare all’annullamento del maxiconcorso al Comune, motivo per il quale più di 200 candidati sono scesi in piazza per protestare e raccogliere firme. I manifestanti della cosiddetta “protesta delle buste” si sono detti pronti a prendere le vie legali contro l’annullamento . Su uno striscione si legge: “Non è il concorso ad essere truccato ma la nostra generazione ad essere truffata”. Oggi una delegazione sarà ricevuta in Campidoglio.

Via i sampietrini dal centro di Roma, proposta shock di Marino

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Roma e il nuovo volto che vuole dare Marino alla città, senza capire che ci sono dei punti di riferimento che ai romani non vanno toccati. D’altra parte il sindaco non è nato nella Capitale, non conosce la gioia dei cittadini della Città Eterna di sentire i sampietrini sotto le ruote dell’automobile, o la paura di scivolare appena piove sugli insidiosi sampietrini che ci riportano indietro nel tempo. Quella pietra è la poesia della città, è l’autenticità delle strade di Roma. Eppure il sindaco vuole levarli: «I sampietrini, tanto belli in alcune zone del centro storico come piazza del Pantheon, credo possano essere però sostituiti dall’asfalto in altre strade ad alto scorrimento, come ad esempio via Nazionale – dice Marino a Repubblica Tv -. Quando i sampietrini si spostano sono molto pericolosi, soprattutto per chi va su due ruote. Dal gennaio 2014 inizieremo una serie di opere di manutenzione ordinaria sulle buche, marciapiedi e strade. I contratti e gli appalti verranno fatti in modo tale che ci sia una certa garanzia sulla durata: se uno ripara il manto di una parte di strada deve dare la garanzia che per i prossimi 5 anni quel manto stradale rimanga nelle migliori condizioni, altrimenti lo ripagherà a spese sue». Ignazio Marino rilancia sul centro storico di Roma vietato al traffico privato. «Entro il 2014 credo che sicuramente riusciremo a pedonalizzare il Tridente – annuncia il sindaco a Repubblica Tv -. La popolazione è pronta così come i commercianti. Certamente ci sarà chi protesterà ma tra 15 anni tutti godranno di questa scelta». Il Tridente è costituito dalle tre strade storiche che partono da piazza del Popolo, cioè via del Corso, via del Babuino e via Ripetta. Frequentatissime da romani e turisti, ma anche da macchine, furgoni e motorini. Pedonalizzare il Tridente è un’idea che di tanto in tanto torna d’attualità, di solito incontrando la contrarietà dei negozianti che lavorano nella zona, timorosi di perdere clienti. Ma Marino sembra deciso ad andare avanti, dopo la chiusura di un tratto di via dei Fori Imperiali al traffico privato, provvedimento che ha caratterizzato l’inizio del suo mandato. «Entro questa consiliatura realizzeremo il Parco archeologico dell’Appia Antica. Chiuderemo via dei Cerchi, congiungendo così l’area dei Fori con il Circo Massimo – annuncia -. Avremo così una straordinaria passeggiata nella storia che va da piazza Venezia, attraversa l’area del Colosseo e continua verso il Circo Massimo».

Marino contro i concorsi comunali, potrebbero essere annullati

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«Abbiamo fondati motivi di credere che la metodologia usata nei concorsi comunali non è in grado di garantire l’anonimato. Per questo abbiamo dato mandato all’avvocatura di approfondire la correttezza delle procedure», così il sindaco di Roma, Ignazio Marino. Si va quindi verso un possibile annullamento dei concorsi. Si dovrebbe quindi ricominciare tutte le prove con trecentomila candidati per 1995 posti e in questo caso i costi lieviterebbero.

Il sindaco spiega: «Abbiamo disposto verifiche a campione in tutte le procedure concorsuali. Ci sono fondati motivi che la metodologia utilizzata non è in grado di garantire il principio dell’anonimato. Ho dato quindi mandato alla direttrice del personale e al capo dell’avvocatura di approfondire la correttezza delle procedure rispetto all’anonimato dei concorrenti entro 24 ore».

La comunità LGBT e il sindaco Marino!

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Il sindaco Marino ha aperto alla comunità gay : “Noi a Roma, come avevamo promesso, avremo il registro delle unioni civili: dopo il bilancio, il consiglio lo approverà'”, il sindaco ha poi aggiunto:

“L’Italia è terribilmente indietro rispetto ai diritti delle persone, mentre a me non fa paura la parola matrimonio tra persone dello stesso sesso: se due persone si amano si sposano, e non vedo quale sia il problema”, ha continuato: E sulle adozioni gay ha risposto: “Se mi avessero fatto questa domanda nel 1987 probabilmente avrei risposto che non mi sentivo favorevole ma poi, seguendo mia figlia in una città all’estero dove aveva compagni di scuola con genitori dello stesso sesso, mi sono reso conto che io non ho nessuna contrarietà, purché l’adozione venga fatta nell’interesse primario della bimbo o della bimba”.

Si vede che dopo le aspre critiche ricevute dopo l’assenza al gay Pride di Roma, che forse non avevano tenuto conto degli impegni del neoeletto Marino,  ora il sindaco ha voluto dare un messaggio forte.

Il movimento per la Casa irrompe al Festival di Roma

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Il messaggio lanciato ieri dal Movimento per la Casa era chiaro  “Risposte subito o diventeremo un problema di ordine pubblico”. Oggi il problema arriva all’Auditorium proprio mentre c’è l’attesissimo red carpet per la Ragazza di Fuoco al quale parteciperà anche l’attrice Jennifer Lawrence. In attesa c’erano molti ragazzini accordi proprio per partecipare alla giornata di Hunger Games. l blitz è stato inizialmente bloccato dalle forze dell’ordine, che erano riusciti a bloccare i manifestanti a 200 metri dal red carpet. Quattro camionette della celere hanno impedito l’accesso, ma il corteo del Movimento ha continuato la sua protesta: sono state montate delle tende canadesi ed espressa la richiesta di parlare con il sindaco di Roma Ignazio Marino e il presidente della regione Lazio Zingaretti.

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Marino pedala sempre più solo

marino-solo-tuttacronacaE’ Il Giornale a raccontare dell’attuale sindaco di Roma Ignazio Marino, che si trova a fare i conti con un Pd che sembra voltargli le spalle, stanco del suo atteggiamento, e trova invece appoggio presso Pdl e cinque Stelle. Sembra che neanche Goffredo Bettini, che fin qui l’ha sempre sostenuto, riuscirebbe più a parlargli neanche al telefono, tando da optare per candidare a segretario del Pd romano Lionello Cosentino, amministratore esperto ed ex assessore regionale alla Sanità, affinchè controlli da vicino il Primo Cittadino. “Dobbiamo tenere a bada quel matto”, avrebbe spiegato Bettini ai suoi. Ormai per il suo stesso partito Marino è diventato Forrest Gump e fa impazzire un po’ tutti. Dice la renziana Lorenza Bonaccorsi: “Prima Roma era governata malissimo da Alemanno. Ora però non è proprio governata, e non so cosa sia peggio”. Mentre un dirigente laziale dei democrat aggiunge: “Marino è ingestibile, irascibile, intrattabile, non ha rapporti con la sua maggioranza, diserta le riunioni con i consiglieri comunali, rifiuta quelle con i presidenti di Municipio”. E gli aneddoti non mancano: “Ha tutti i giornali romani contro, all’Atac succede di tutto e lui non ha ancora cambiato un solo dirigente, ha litigato con i Vigili urbani, con la Prefettura, con Caltagirone, con i commercianti, con diversi assessori, e pure con la donna delle pulizie che gli ha spostato una fioriera in ufficio”. Riporta Il Giornale:

Gli aneddoti al veleno, veri o falsi che siano, si sprecano. Quel che è certo è che le recriminazioni e le lamentele di Poteri forti offesi, associazioni di categoria scontente, lobby deluse, consiglieri esasperati si riversano tutte sul Nazareno. E i dirigenti Pd sono impotenti, perché il sindaco non risponde neppure al telefono, e disperati, perché temono che alla prossima occasione il tutto si tradurrà in una potente sberla elettorale. Il presidente del Consiglio comunale Mirko Coratti, Pd, a metà ottobre ha annullato la seduta. Per protesta contro il sindaco: “Ogni seduta costa 6-7mila euro e visto che la Giunta non produce atti e delibere da votare, è inutile buttare soldi”. Dall’insediamento di Marino, ha spiegato, “ce ne sono arrivate tre o quattro. Di grande rilievo, come la chiusura della discarica di Malagrotta e la pedonalizzazione dei Fori, ma non basta. È ora di affrontare i problemi della città”.

In tutto questo, come reagisce Marino? Prosegue pedalando, con il caschetto in testa come a non voler sentire quello che può venir detto attorno a lui mentre qualcuno tra i democratici ancora tenta di spezzare frecce, spuntate, a suo favore: “A Roma il Pd non esiste più, c’è solo un coacervo di piccoli ras ansiosi di nomine e potere: fa bene a ignorarli”.

A Roma verso il rimpasto di giunta: scontro sulla metro C

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Scontro durissimo in Campidoglio tra l’assessore al trasporto,  Guido Improta, e al Bilancio, Daniela Morgante. Al centro della contesa la metro C. Tra il segretario generale Liborio Iudicello e il ragioniere generale Maurizio Salvi è il riflesso di due linee distinte e divaricanti sostenute da Improta e Morgante e che hanno fatto salire la tensione all’interno della giunta fino a quella che sembra un’inevitabile rottura definitiva.

Improta, di fronte alla domanda «questa giunta durerà cinque anni?», confeziona una risposta che apre a molte speculazioni: «Marino durerà cinque anni, ma è prevedibile che lungo la strada questa squadra cambi. Quando mutano gli obiettivi cambiano anche coloro che devono raggiungerli». Il caso delle risorse della metro C parte dal rifiuto del ragioniere a firmare l’atto. La memoria varata gli offre la copertura politica e amministrativa, ma prospetta un percorso assai complesso (che rischia di cozzare con la necessità di fare presto ed evitare la chiusura dei cantieri). Il dipartimento mobilità, sulla base di un parere dell’avvocatura, dovrà adottare «ogni provvedimento necessario nel rispetto degli impegni giuridico-economici assunti da Roma Metropolitane nei confronti del contraente generale – il consorzio di imprese – che garantisca l’amministrazione da ogni pregiudizio di natura risarcitoria». Solo dopo ci sarà il via libera della ragioneria.

L’ultima di Marino? Gaffe su Acea!

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Pochi giorni prima che Gianni Alemanno rimettesse il mandato da sindaco e venisse nominato Marino aveva blindato il contratto di un suo fedelissimo,  Giancarlo Cremonesi, alla presidenza di Acea. Il contratto prevede che mandarlo via prima della scadenza della carica significa comunque pagargli lo stipendio fino a fine mandato. Marino si è ritrovato in conclusione un management estraneo se non ostile alla sua Giunta. Ora il sindaco Ignazio Marino scrive,   direttamente a Gérard Mestrallet, numero uno di GdF-Suez, invocando un nuovo gruppo di manager “che abbia la fiducia di tutti gli azionisti di cui è espressione”.

Come spiega Paolo Foschi sul Corriere della Sera:

Marino dunque su Acea resta in situazione di grande difficoltà: pur essendo azionista di maggioranza, deve fare i conti con un management che non ha scelto e con un presidente, appunto Cremonesi, e almeno un consigliere di amministrazione, cioè l’ex parlamentare del Pdl Maurizio Leo, legati al centrodestra. E anche la lettera che aveva inviato ai vertici societari a fine settembre contestando «la gestione di tipo privatistico» sembra non aver avuto conseguenze. Secondo alcuni, quella lettera doveva essere il primo passo di una strategia più complessiva per formulare delle contestazioni formali al presidente e all’amministratore delegato Paolo Gallo e chiederne quindi la decadenza con addebito di responsabilità per non dover pagare il contratto fino alla scadenza del mandato. Ma – almeno allo stato attuale – questa strada sembra chiusa perché non sono emersi nella gestione diAcea elementi tali da giustificare l’azzeramento del vertice.

 

 

Ballarò va a Porta Pia a Roma e da qui tasta l’aria anche sulla Stabilità

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Dopo i fischi di oggi a Marino, con un antagonista che ha tirato anche la cravatta al primo cittadino, è Ballarò ad avvicinarsi a Porta Pia a Roma dove non è più in corso l’acampada di quanti chiedono una casa e un lavoro per un’esistenza dignitosa.  I manifestanti, dopo che la delegazione è stata a colloquio con Lupi e dopo che la richiesta di risorse per risolvere la situazione, non è andata a buon fine in quanto non ci sarebbero fondi, hanno deciso di abbandonare la piazza e di rimandare la questione al 31 ottobre. Insomma sembra che la politica non stia dando le giuste risposte ai cittadini… è proprio quel cracker rotto di cui parla Crozza?

Naturalmente il clima di malcontento sale nel Paese e la nuova legge di stabilità mostra i suoi limiti. Al centro del dibattito naturalmente c’è la Trise la nuova tassa che sembra essere più onerosa della vecchia Imu. La De Girolamo sostiene, invece, che la nuova tassa non costerò di più, perchè la tares avrebbe avuto un aumento nel 2014 e quindi vi saranno 5 miliardi di euro in meno. Nella confusione dei numeri alla fine quello che emerge è che la nuova tassa è comunque più elevata della precedente…

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Marino va in bici a Porta Pia e viene travolto dai fischi

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Li chiamano antagonisti, un termine in cui collocare un movimento che chiede più diritti alla politica e una condivisione delle scelte del Paese. Hanno sfilato sabato e oggi sono accampati a Porta Pia e quando Ignazio Marino è uscito dal ministero delle Infrastrutture, bici alla mano, si è sentito fischiare contro proprio da chi sta protestando per avere una casa e una prospettiva di futuro. Marino nelle stanze del ministero aveva chiesto di bloccare gli sfratti almeno per tutto l’inverno quando poi si sarebbe trovato una soluzione. Il Comune punta alle case degli enti. Ma gli antagonisti nel frattempo attendono? «Casa subito» e «dacce ‘na casa», gli hanno gridato, poi al ministero è andata la delegazione a parlare con Lupi. Il sindaco almeno nell’acampada ci è sceso, il ministro resta nei suoi uffici e riceve 8 rappresentanti dei movimenti per il diritto all’abitare, studenti, rifugiati e Asia Usb.

A presidiare l’area diversi blindati della polizia e molte decine di agenti, mentre cinque blindati dei carabinieri vigilano sull’ingresso della sede delle Ferrovie dello Stato. Ma stavolta nessun incidente. Solo bandiere, cori, tamburi e fischietti. In serata i manifestanti decideranno se togliere l’acampada a Porta Pia per trasferirsi davanti a Regina Coeli, dove domani verranno interrogati i sei fermati durante il corteo di sabato.

La circolazione a Porta Pia è bloccata in entrambi i sensi di marcia. Chiusa anche via XX Settembre. Rallentamenti in piazza Fiume, via Nizza, che è stata aperta al traffico privato, e via Bergamo. Deviati alcuni bus.

Marino toglie il manifesto dei Marò per la Comunità di Sant’Egidio

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Sembra che la divisa indossata dai Marò sia un problema per il sindaco Marino che al manifesto che ricordava alla Capitale che  Massimiliano Latorre e Salvatore Girone continuavano a stare in India – costretti da una detenzione ingiusta e dagli errori di un governo debole – abbia preferito sostituire la comunità di Sant’Egidio. Quel manifesto, voluto dalla giunta Alemanno, era appeso accanto a quello di Sakineh, la donna iraniana condannata a morire mediante lapidazione per adulterio e quello di Julija Thimoshenko, la ex primo ministro della Ucraina in carcere per una complessa e oscura vicenda di ruberie e schieramenti pro e contro Russia.

L’episodio dà un’idea di come sia spaccata l’Italia e degli errori che fa una parte della sinistra, che, per pure ragioni di pregiudizio ideologico, allestisce la tendopoli per i Cobas e poi abbandona alla destra la tutela dei due marinai.

“Il manifesto dei due marò in Campidoglio – secondo quanto si è appreso – è stato tolto il 2 ottobre scorso”.

Questa l’agenzia che spiega la rimozione del manifesto. Si è appreso poi che il manifesto è stato tolto:

“in occasione di un evento interreligioso promosso dalla Comunità di Sant’Egidio“.

Naturalmente tolti anche i manifesti  di Sakineh e  di Julia Thimoshenko.

Conclude l’Ansa:

“Tutti e tre i manifesti non sono ancora stati ricollocati sulla facciata di Palazzo Senatorio”.

Il Giornale naturalmente rilancia la notizia:

“Lo sfregio di Marino ai marò: via lo striscione dal Campidoglio. L’amministrazione comunale rimuove la gigantografia dalla facciata del Campidoglio, ma si rifiuta di dare spiegazioni”.

L’ufficio stampa del Comune di Roma, si limita a dire:

“per ora non c’è intenzione di replicare”.

  

Il sindaco-medico e il primo soccorso a Auschwitz

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Ignazio Marino era in visita al campo di sterminio di Auschwitz. E’ il primo viaggio da sindaco di Roma e ha scelto di compierlo insieme ai ragazzi delle scuole. Mentre a Roma vi era la manifestazione ad alto rischio, la partita Roma-Napoli e i Cobas in corteo, il sindaco della città ha dovuto prestare soccorso a una ragazza  di una scolaresca israeliana che all’interno di Auschwitz ha accusato un piccolo malore. Il sindaco ha effettuato un primo soccorso tranquillizzandola e alzandole le gambe per farle riprendere colorito. La giovane ha poi bevuto dell’acqua, si è ripresa e ha proseguito la visita con i suoi compagni. Nel corso della visita il sindaco ha, anche, rivelato che il padre fu deportato in un lager tedesco, quello di Stalag 327. Durante la visita erano presenti anche Sami Modiano e Piero Terracina, due testimoni sopravvissuti allo sterminio nazista, che hanno raccontato l’orrore della deportazione vissuto sulla loro pelle.

Caltagirone e soci strappano l’accordo a Marino, romani condannati a pagare

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 La metro C della capitale é l’opera più costosa d’Europa, quasi 4 miliardi di euro  e ha accumulato nel frattempo un ritardo da record di almeno 6 anni. Ma l’opera potrebbe costare ancora di più in quanto, in base agli ultimi accordi il Comune si accollerebbe ulteriori oneri all’inizio non previsti. Nella relazione-esposto che il Collegio Sindacale della municipalizzata Roma Metropolitane ha consegnato alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica si legge infatti:

“Ove si determinino ulteriori differimenti per varianti, prescrizioni, modifiche e ritardo nelle certificazioni sarà riconosciuto al Contraente generale (le imprese affidatarie, ndr) per ogni frazione di ritardo di una fase funzionale, quanto previsto per la determinazione degli importi”.

Solo vantaggi e nessun rischio per i grandi costruttori?  Dal canto suo il collegio sindacale – come riporta Il Fatto Quotidiano – si spinge anche oltre nella sua denuncia, ricordando di aver segnalato ad agosto “alcuni comportamenti, atti e deliberazioni del cda e del dg della società che appaiono contrari alle vigenti normative”, e a settembre aveva  rincarato la dose segnalando “ulteriori profili di illegittimità della condotta posta in atto” dai vertici aziendali. L’obiettivo del Collegio Sindacale del resto, è quello di “verificare che in tali condotte non si configurino ipotesi di reato e/o di danno erariale”.

E ancora si legge sul quotidiano:

Il riferimento è all’ennesimo atto attuativo firmato il mese scorso al ministero delle Infrastrutture, per mettere fine al braccio di ferro sui finanziamenti tra il Consorzio Metro C (Astaldi, Vianini di Caltagirone, Ansaldo di Finmeccanica e Ccc) e la società capitolina. Ma l’inghippo è dietro l’angolo: al punto 7.1 si cancellano le incognite per le ditte costruttrici. Tradotto: qualsiasi variante sul progetto o stop ai lavori dovuti a ulteriori ritrovamenti archeologici porterà il Comune a staccare altri assegni. Le 4 clausole riguardano eventuali altre modifiche al tracciato, nuove norme procedurali, ritardi nel rilascio delle necessarie autorizzazioni e, soprattutto, potenziali ritrovamenti archeologici. Che in questi anni non sono mancati.

Lo slittamento dei tempi, per una di queste cause, costringerebbe il Campidoglio a sborsare ancora centinaia di milioni di euro per finire un’opera attesa dal 2000. Risorse che Palazzo Senatorio avrebbe difficoltà a mettere insieme, guardando il bilancio su cui pesa un disavanzo di quasi 1 miliardo. Fondi che, in parte, dovrebbero essere chiesti al Cipe, visto che il governo è ente finanziatore dell’opera per il 70%. Non a caso, Palazzo Chigi ha già versato al Campidoglio i 230 milioni da girare come risarcimento ai costruttori per il fermo cantieri degli anni passati. Altri 300 sono pronti per realizzare la tratta San Giovanni-Colosseo. Non solo. Con l’ultimo accordo il Comune dovrà pagare ancora: ben 90 milioni “per oneri al contraente generale relativi alle 3 fasi funzionali”. Dovevano essere compresi negli stanziamenti precedenti. Il 9 ottobre, l’incontro a Palazzo Chigi tra l’assessore capitolino alla Mobilità, Guido Improta, e il comitato tecnico del Cipe. Una riunione interlocutoria per capire se aprire l’ennesima istruttoria. La decisione, però, arriverà nei prossimi vertici. I vantaggi tuttavia non sono tutti per il Consorzio Metro C. Marino e i suoi sono riusciti a strappare un crono-programma sui lavori. Per ogni mese di ritardo una penale. Solo che le sanzioni previste sono di gran lunga inferiori a quelle dell’accordo: basti pensare che lo slittamento di un anno sulla tratta fino a piazza Lodi, prevista per il dicembre 2014, costerebbe a Caltagirone e soci poco meno di 47 milioni.

Clausole anti-rischio d’impresa, in un accordo bonario che il sindaco Marino sperava fosse tombale, rappresentano una novità nel panorama dei trasporti capitolino. Ciò non significa che non ci siano stati altri ‘regali’ in passato. Ma le cifre erano sempre determinate in anticipo. Come accaduto per laMetro B1: nel 2007 il Consorzio Risalto, che annoverava ancora una volta le imprese dell’editore-costruttore Caltagirone, conquista il ‘premio accelerazione’ per chiudere entro il 2011 la tratta trapiazza Bologna e Conca d’oro. Gli oltre 20 milioni arrivano in anticipo, l’opera però viene consegnata chiavi in mano con un anno di ritardo. Tutto certificato dall’autorità di vigilanza deicontratti pubblici. In questo caso, però, per gli aumenti di spesa non previsti i protagonisti si accusano a vicenda. E l’ultima fermata, quella di piazzale Jonio, che ancora non vede la luce.

Nell’inverno di 2 anni fa, invece, nella capitale doveva nascere il Corridoio della Mobilità: una maxi linea filobus pensata per collegare la stazione Metro Laurentina a Trigoria. Con il passare degli anni, il tracciato si ridimensiona fino ai 4 chilometri attuali che portano a Tor Pagnotta, complici anche le inchieste su presunte mazzette che hanno coinvolto l’ex sindaco Alemanno, insieme al suo fedelissimo Riccardo Mancini (ex ad di Eur Spa). Tra gli altri motivi: mai stato realizzato il cavalcavia sul Grande raccordo anulare previsto dalle opere compensative in carico alle aziende appaltatrici.

Ma ci sono altri dubbi nella relazione su Metro C. Tra questi il presunto pasticcio della nomina dell’ex vicecapo di gabinetto di Alemanno, Giammario Nardi, alla guida della commissione di collaudo per la tratta T3 (San Giovanni-Colosseo). Nardi viene nominato a una settimana dal ballottaggio delle amministrative 2013. Poi l’amara sorpresa che fa saltare mezzo milione di stipendio: il 19 giugno il cda dell’azienda comunale comunica all’ex vicecapo di gabinetto che il suo incarico “deve ritenersi sospeso”. Tutto a causa di un cavillo: la dichiarazione sostitutiva allegata e relativa al possesso dei requisiti (assenza di incompatibilità o conflitti di interesse) non era stata firmata. Il collegio sindacale teme “l’insorgere di pretese da parte di Nardi” e la possibilità di “responsabilità soggettive”. “Il contratto – aggiungono – andava dichiarato inesistente, perché illegittimo, e non revocato”. Il rischio è sempre lo stesso: quello di continuare a pagare. Ad libitum.

I nostri 7 giorni: giochi di contrasti

7giorni-tuttacronacaPer fortuna c’è la Nazionale. Che ci ricorda una storia comune e ci vede schierati tutti sulla stessa metà del campo. Per fortuna ci sono gli undici di Prandelli a farci gioire tutti all’unisono. Per il resto? Divisione. E’ stata una settimana all’insegna dei fronti opposti questa. E se per placare quelli all’interno del Pdl serve che Berlusconi dica “basta parlare con la stampa”, per placare quelli di un’intera nazione, almeno per 90 minuti, c’è bisogno di ricordarsi il significato di  far squadra per non soccombere (magari anche con l’aiuto di un pizzico di fortuna!) Per il resto c’è chi s’indigna e chi s’indigna con gli indignati. E’ il caso di Torino, dove chi lotta contro il razzismo reagisce con violenza contro chi predica la bontà della legge Bossi-Fini. Perchè questa settimana è stata anche quella delle tante parole sull’immigrazione, della richiesta dell’abrogazione del reato di immigrazione clandestina e delle tante bare da riempire, del dramma dei morti di Lampedusa a cui si somma quello dei bambini morti e di quelli che una famiglia non l’hanno più. Ma sono stati anche i giorni in cui coloro che hanno permesso l’aumento dell’Iva non rinunciano al finanziamento pubblico dei partiti e vengono attaccatti in parlamento dai chi, tra le fila avversarie, li chiama “ladri”. E ancora, i sette giorni in cui è arrivato il secco no a Stamina e i manifestanti si sono riuniti in una veglia ed hanno crocefisso uno dei loro. Perchè se si può non ascoltare, è più difficile non vedere. Quello che non possono fare le parole, può fare un’immagine così evocativa. E scontri ci sono stati, e sono tutt’ora accesi, tra chi rifiuta i funerali al boia nazista Priebke e chi afferma che Che Guevara è stato peggio di lui. Ma per capire bene la frattura che si sta creando, forse basterebbe solo un nome: quello di Ignazio Marino. Perchè se ci possono essere fazioni e convinzioni, il primo cittadino di Roma che “litiga” con i vigili, con le stesse persone che giorno dopo giorno lo scortavano a suon di pedalate, qualcosa sembra essersi rotto nel profondo. Non è più una società spezzata, ma una stessa identità. Quel che manca, in questo gioco di contrasti in bianco e nero, è una scia di colore che possa creare un ponte, di dialogo.

contrasti-tuttacronacaE se quel primo tocco di colore fosse proprio l’azzurro? Perchè è vero che quando gli undici sono in campo i cuori battono all’unisono… ma fuori? Fuori c’è un altro genere di “unione”: quella del parlare delle Balotellate. Perchè forse Prandelli non può immaginare un’Italia senza di lui… ma lui non è scindibile dai suoi colpi di testa, che spesso si rivelano alquanto irritanti quando non incomprensibile. Come il rifiuto di essere preso a simbolo dell’anticamorra o lo scatto d’ira che gli fa dare una manata a una telecamera che lo disturba. Ma siamo uniti anche quando c’è l’indignazione di mezzo: quando vogliono toccare quel poco che ancora abbiamo, come quella pensione che è un diritto acquisito, o quando eliminano qualcosa che fa parte della nostra cultura, come lo studio della Storia dell’arte a scuola. Poi però, per i presentatori della Rai non mancano e anche per l’Alitalia si trovano soluzioni. Come se non ci fossero già abbastanza lacune da colmare, con l’Ocse ci ha relegato a maglia nera… Ma anche quella che sorge a sentire che la tragedia della diga del Vajont poteva essere evitata e che la frana fu in realtà pilotata. E scoprirlo proprio quest’anno, a 50 anni di distanza da quel dolore che nessuna quantità d’acqua riuscirà a sommergere. Per fortuna, però, ancora dentro di noi riusciamo a ritrovarli quei colori, capita quando ridiamo di cuore davanti a un video che ritrae due husky che gattonano mentre seguono un bebè oppure le infinite manovre per uscire da un parcheggio. E quando sorridiamo di tenerezza nel vedere dei cuccioli (fossero anche enormi come quelli d’ippopotamo) che prendono il latte dal biberon. Perchè anche tra rabbia e riso c’è contrasto. Un attrito che crea scintille. E quello che c’è da ricordare, allora, è che in mezzo a tutto questo bianco e nero, c’è sempre il movimento, la danza, la vita…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Marino pedala da solo, dopo lo scandalo della nomina del capo della municipale

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Il sindaco e i vigili… forse per questo Marino passerà alla storia. Non per quelle sue pedalate spesso ritratte nelle foto a beneficio di un’immagine che promuova l’ecologia in città, non per la pedonalizzazione dei Fori che ha messo in ginocchio la zona commerciale poco distante dal Colosseo, non per per il suo sorriso pronto a scattare a ogni click, ma per quelle umiliazioni inflitte al corpo municipale della capitale. Che ci fosse bisogno di una rivoluzione questo era sotto gli occhi non solo dei romani, ma anche dei numerosi turisti che erano costretti a visitare una città degradata e invasa dalle infrazioni automobilistiche. Una città in cui la normalità era il caos e bastava qualche goccia di pioggia per bloccare interi quartieri… ma come in ogni cosa il modo deve essere adeguato per raggiungere il fine e forse questa volta Ignazio Marino ha superato il limite.

Il Messaggero riporta che gli agenti della Municipale:

“due per turno, che «scortavano» Ignazio Marino nelle sue pedalate istituzionali,non sono più al suo fianco” da lunedì.

E’ stato lo stesso sindaco a auto-sospendere il servizio e i ciclisti del corpo dei vigili urbani sono tornati a pedalare lungo i Fori, in via del Corso, fino alla Caffarella, ma non più al fianco del primo cittadino che ora pedala da solo.

Ma per capire la tensione che si respirava tra Ignazio Marino e i vigili urbani bisogna risalire al 10 ottobre quando alla festa del corpo c’erano davvero tutti, eccetto due presenze eccellenti: il sindaco e il capo della municipale, il cui posto ancora risultava vacante. Mai in 143 anni la municipale di Roma aveva festeggiato senza il Capo eppure al sindaco Marino l’impresa è riuscita. Come giustamente fa notare La Repubblica:

“è come se il ministro degli Interni mancasse la festa della polizia o il titolare della Difesa l’anniversario dell’esercito”.

Eppure, osserva ancora La Repubblica:

“Neanche la Madonna della Consolazione a cui è intitolata la chiesa dove alle nove di mattina si recita messa con tanto di banda ma nessun rinfresco, tanto c’è poco da festeggiare, ha indotto Marino a più miti consigli: i vigili hanno sabotato la nomina del colonnello Oreste Liporace, esponendolo a una figuraccia planetaria, e lui gliel’ha giurata, spedendo al posto suo l’assessore ai Lavori pubblici in fascia tricolore”.

“Uno schiaffo al quale i pizzardoni hanno risposto in massa, […] tra le navate e la piazzetta sotto la Rupe Tarpea, c’era un gran pienone: 27 comandant isu 27, un’infilata di ex (Giuliani, Renzi, Tozzi, Buttarelli), i leader dei sindacati e delle associazioni di categoria, una marea di vigili di strada venuti a difendere l’onore e applaudire la reggente, Donatella Scafati, lanciatasi in una sorta di invocazione laica dopo che pure il parroco li aveva esortati a farsi «coraggio, siete delle brave persone che non meritano di essere infangate né umiliate»”.

E ancora:

“Non abbiamo bisogno di un comandante che restituisca la dignità al Corpo perché il Corpo ha dignità ed integrità», scandisce la Scafati con la voce incrinata. «Noi siamo uniti, andiamo avanti nonostante le difficoltà e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto”.

Ma cosa dicono i vigili?

Marino, “ha avuto paura”!

A Roma arriva il “superpoliziotto” al comando dei vigili urbani

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Ignazio Marino continua la sua guerra alla municipale di Roma e dopo il “pasticciaccio” di Liporace ora punta ancora una volta a un esterno al Corpo: e arriva Raffaele Clemente.

Chi è?

Un superpoliziotto dell’anticrimine della polizia e un ex dirigente della sala operativa di Roma.

«Abbiamo la delibera di giunta di 30 minuti fa che indica il contratto per 3 anni»

La Panda rossa di Marino

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Il sindaco di Roma gira in bicicletta, ma appena prende l’auto scoppiano le polemiche. Ed ecco che, pur avendo abbandonato l’aula del Senato da cinque mesi per diventare primo cittadino della Capitale, la sua Panda rossa fa bella mostra di sé davanti a Palazzo Madama. Sempre al solito posto davanti la Chiesa di San Luigi dei Francesi, a due passi dalla sua residenza privata come racconta il Messaggero. La Panda rossa è ormai una parte del paesaggio, parte integrante della piazza, anche di notte quando le auto degli altri senatori vanno via… La Panda rossa resta lì, sorvegliata dalle forze dell’ordine che consentono l’accesso a quel tratto di strada azionando i dissuasori elettrici che escono dal selciato. Eppure il presidente del Senato, Pietro Grasso, aveva chiesto di lasciare liberi al termine dell’orario di lavoro, i posti auto destinati ai senatori, specie quando non ci sono i lavori parlamentari… Forse Marino come sindaco ha pensato che l’avviso non lo riguardasse!

Quel gran pasticcio intorno al comandante della municipale a Roma

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Ritira la sua disponibilità Oreste Liporace, colonnello dei Carabinieri e designato dall’amministrazione come nuovo comandante dei vigili urbani, dopo che è emerso che al colonnello mancava un requisito fondamentale previsto dal bando:

«È richiesto di essere in possesso di comprovata esperienza, almeno quinquennale, maturata in ruoli dirigenziali nell’ambito di organizzazioni complesse o enti pubblici».

E Liporace, che pure vanta un lungo curriculum nell’Arma, fino al primo gennaio 2013 era tenente colonnello (solo dopo quella data è stato promosso colonnello) grado che, nel decreto legislativo 66/2010, è equiparato a vicequestore aggiunto, al di sotto di un dirigente pubblico.

La nomina è diventata quindi una farsa a detta dei sindacati come  Cisl e Cgil e comunque molti media hanno fatto anche notare la poca trasparenza dell’operazione. Il Corriere della Sera scrive:

In realtà, in cima ad una selezione infinita, dopo oltre due mesi di curriculum, colloqui e indiscrezioni, la scelta del successore di Carlo Buttarelli («dimissionato» da Marino a luglio) si è trasformata in un «pasticcio» amministrativo. Anche per i suoi contorni di «opacità»: della selezione pubblica si è saputo poco e niente, i criteri (o i punteggi) non sono conosciuti, la graduatoria finale non è on line . Non è un granché per un sindaco che ha vinto le elezioni puntando sulla «trasparenza» e sul trasformare palazzo Senatorio «in una casa di vetro».

Con una dichiarazione all’Ansa il colonnello ha di fatto rinunciato all’incarico, ora resta da designare comunque un comandante, da dove lo si attingerà?

“Tolgo la mia disponibilità a ricoprire l’incarico di comandante della Polizia Locale di Roma per rispetto delle istituzioni, del corpo di polizia locale della Capitale e dei cittadini romani”.

Lettera a Marino: gli abusivi impediscono di posteggiare davanti l’ospedale

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La storia è raccontata da Leggo e da Il Messaggero. Entrambi i quotidiani riportano la lettera di Silvana C. un’anziana di 72 anni che doveva accompagnare al policlinico Umberto I l’amica di 91 anni. Fuori dall’ospedale, secondo quanto afferma la 72enne, le è stato negato dagli ambulanti anche solo di appoggiare un attimo l’auto per poter accompagnare all’interno della struttura ospedaliera l’amica che da tempo attendeva una visita. Leggo e Il Messaggero hanno pubblicato la lettera che la signora Silvana ha inviato, a  mezzo stampa, al sindaco di Roma:

Il giorno 4 ottobre alle 10.30 stavo accompagnando una anziana di 91 anni al policlinico Umberto I per una visita che attendeva da sei mesi. Io, 72 anni, mi sono trovata a girare un’ora e mezza per un parcheggio vicino all’ospedale.

Fuori dall’ospedale decine e decine di ambulanti e immigrati con i teloni e le borse per terra occupavano tutto un marciapiede, i camioncini pieni di merce invadevano tre posti ciascuno parcheggiati non a spina di pesce ma per lungo. Appena avvistato finalmente un posto libero vado per fare manovra quando un uomo mi dice “questo
posto ci serve per lavorare” e quando ho chiesto di pazientare giusto il tempo di far scendere la mia anziana amica per accompagnarla in sala d’attesa mi sono sentita rispondere “vai da un’altra parte qui’ ci siamo noi, forza cammina!”. Caro Sindaco, proprio lei che e’ medico e consapevole del diritto alla salute, ha intenzione di tollerare le vessazioni verso gli anziani da parte di venditori abusivi fuori da un ospedale pubblico?

Lazio-Fiorentina si giocherà? Incontro a rischio per lo sciopero dei vigili

lazio-fiorentina-rischio-tuttacronacaLa nomina di Oreste Liporace a nuovo comandante di vigili urbani di Roma ha portato a uno stato di agitazione avviato dal sindacato della polizia locale Ospol, che ieri aveva anche annunciato l’assemblea generale dei 19 Gruppi, prevista per la giornata odierna. Ma tale protesta rischia di compromettere il regolare svolgimento del match Lazio-Fiorentina. Come spiega l’Ospol: “non si potrà garantire il numero minimo di personale del Corpo che presta servizio ogni domenica allo stadio per mancanza di soldi”. Quello che si contesta è che non sia stata accolta la richiesta dell’Ospol e di altre organizzazioni sindacali di scegliere il nuovo comandante all’interno del corpo di polizia locale. “Questa scelta – afferma il segretario, Stefano Lulli – mortifica i 27 dirigenti presenti nel Corpo di cui 3 Vice Comandanti e, di fatto, il sindaco Marino commissaria il Corpo della Capitale”. Si tratta di una “scelta discutibile nelle modalità avvenute non improntate sulla specificità e caratteristiche del Corpo – continua Lulli – ma attraverso la presentazione di curriculum che non possono calarsi in una realtà territoriale e specialistica del più grande Corpo di Polizia Locale d’Italia”.

Il nuovo capo della municipale e lo sciopero bianco dei vigili

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Oreste Liporace, il colonnello dei carabinieri messo a capo dei vigili di Roma, prenderà uno degli stipendi più alti del Comune, circa 200 mila euro l’anno. La designazione era attesa da 87 giorni e quando è stata presa Marino ha incontrato i sindacati solo dopo aver comunicato all’ultimo momento il nome che aveva scelto. Marino dice che vuole i sindacati a  un tavolo tecnico permanente sui problemi della polizia municipale, ma intanto i sindacati gli contestano che il sindaco avrebbe potuto scegliere tra 27 dirigenti in forza alla municipale e invece ha deciso di affidare l’incarico a un esterno.

Sul Messaggero vengono riportate le critiche di Giancarlo Cosentino della Cisl:
«Facciamo i migliori auguri al nuovo comandante, ma contestiamo il metodo usato dal sindaco. Il Comune da un lato taglia i servizi ai municipi e dall’altro assume un comandante esterno».

Liporace minimizza tutte le critiche e i problemi sul tavolo:

 «La questione interno-esterno non è importante. C’è molta più intesa di quanto si pensa tra le forze dell’ordine. È come se appartenessimo ad una sola categoria. Mi sento a tutti gli effetti un interno». […] Sulle manifestazioni previste ad ottobre, ha aggiunto: «Non ho nessuna preoccupazione».
Intanto però i vigili protestano e la città, va in tilt. In particolare la zona di San Giovanni, con annessa via Merulana risentono della protesta indetta dai vigili urbani. ma anche altre zone vengono colpite dai disagi come ad esempio Prati e le principali consolari come Tiburtina, Salaria, Colombo.
Questa mattina, infatti, molti agenti non erano in strada perchè hanno aderito all’assemblea generale dell’Ospol convocata per manifestare contro l’arrivo ai vertici di un esterno al Corpo.

L’arrivo di Oreste Liporace come nuovo comandante della Municipale «è come fosse un commissariamento» dicono  gli oltre mille vigili, che hanno partecipato all’assemblea convocata dall’Ospol e si dicono «offesi» dalle parole di ieri del sindaco di Roma Ignazio Marino che si è detto fiducioso che Liporace possa «restituire l’orgoglio» al Corpo dei caschi bianchi.

«Questa mattina hanno partecipato oltre mille vigili all’assemblea – commenta il segretario dell’Ospol Stefano Lulli – che hanno manifestato il loro dissenso. Si sentono offesi, con la dignità calpestata da quanto ha detto ieri il sindaco. Si sentono in stato di abbandono. Per correttezza attendiamo l’incontro di domani in Campidoglio ma se non ci soddisferà e alcune richieste non saranno accettate, come ad esempio, lo sblocco dei fondi per gli straordinari, faremo assemblee tutta la settimana fino ad arrivare poi allo sciopero».

Auto e mezzi pubblici incolonnati partendo dall’Appia altezza San Giovanni verso il centro. Tutte le vie limitrofe verso Termini e Fori Imperiali bloccate. «A mandare la città in tilt – spiegano alcuni autisti – è lo sciopero dei vigili urbani dopo l’arrivo del nuovo comandante esterno al Corpo». Gente che abbandona i bus e percorre a piedi la strada verso gli uffici. «Senza i vigili la pedonalizzazione è ingestibile», dice una signora bloccata in macchina. «Ma cosa succede? – chiede una ragazza a un autista – Nonostante sia abituata al traffico al mattino oggi la situazione mi sembra surreale»

«Il diritto di sciopero è inalienabile. Ma il pensiero del vigile quando indossa la divisa deve essere solo la sua città». Così il sindaco di Roma Ignazio Marino ha commentato su Twitter la protesta dei vigili urbani oggi nella Capitale.

«Il diritto di assemblea e sciopero è un diritto inalienabile di ogni lavoratore – spiega il primo cittadino – Penso però che come quando un dottore indossando il camice si occupa solo di curare il paziente, così il pensiero del vigile urbano quando indossa la divisa deve essere solo il benessere dei romani e delle romane, e della sua città».

«Il comandante deve essere scelto tra le professionalità presenti nel Corpo e non da altre parti. Per questo faremo ricorso al Tar. Ora lo stiamo preparando e lo presenteremo nel più breve tempo possibile». Ad annunciarlo il segretario dell’Ospol Stefano Lulli. «Già quando il sindaco Marino fece l’avviso pubblico per la ricerca del nuovo comandante – spiega – noi come Ospol facemmo una diffida nei suoi confronti a procedere in tale senso. Per noi il sindaco viola la legge».

Romani sotto i ponti? Marino alza le tasse!!!

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Tempo di crisi, uan città degradata e dopo l’appello del sindaco Marino che è avvenuto a poche ore dalla crisi di Governo, quando ormai tutti già avevano sentore di una caduta, ora invece decide di stringere ilc appio intorno al collo dei romani: non si taglia, ma si alzano le tasse. L’Imu sulla prima casa a Roma arriverà molto probabilmente al 5,75%

Il Corsera scrive che Comune di Roma ha un buco di centinaia di milioni, certo non colpa di Marino, ma risalenti ai predecessori Walter Veltroni e Gianni Alemanno, tanto la colpa è sempre retrattiva:

“se la somma non sarà coperta dal governo, pagheranno le famiglie romane per un totale di 140 milioni (saranno esentato solo i nuclei con reddito Isee inferiore ai 6.500 euro). E se non bastasse, sarà aumentata anche l’aliquota Irpef”.

Sarebbero auspicabili anche

“azioni strategiche, a partire dal prepensionamento di 4 mila lavoratori”,

ma quelle si sa come vanno a finire in Italia, magari con altrettante riassunzioni perché i poveri impiegati comunali non ce la fanno in così pochi. E in ogni caso, nota Corsera:

“bisogna sbarcare il lunario”

e per quello, si sa, non c’è nulla di più sicuro che mettere le mani in tasca ai cittadini.

Non tutto il buco, o meglio la sua copertura, cadrà sulle spalle dei romani:

“Una parte degli altri soldi potrebbe arrivare dal trasporto pubblico. Secondo l’ex assessore Antonello Aurigemma (Pdl) «esiste una norma, nel decreto del fare, che consente alla Regione di attingere ai fondi Fas per pagare il suo debito». Se così fosse, al Comune finirebbero 188 milioni e verrebbe scongiurata anche la privatizzazione di Atac. Ma qualora queste misure non bastassero, i tagli potrebbero colpire anche i servizi sociali”.

Spiega ancora Corsera:

“Marino, per racimolare 867 milioni di euro, pensa di utilizzare soprattutto due provvedimenti. Il primo è il poter inserire, nella gestione commissariale pre-2008, tutta una serie di impegni economici assunti sotto il centrosinistra veltroniano. Tra questi, anche i mutui contratti per finanziare la metro C, l’opera pubblica più costosa d’Italia (3,5 miliardi previsti), più altre voci. Si tratterebbe, alla fine, di quasi 400 milioni di euro.

“Seconda azione, la vendita del patrimonio comunale, cui sta lavorando il vicesindaco Luigi Nieri, da realizzare tramite Cassa depositi e prestiti: l’istituto anticipa 200 milioni al Comune e poi vende gli immobili”.

I nostri 7 giorni: chi vincerà la partita?

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Chi vincerà la partita? Sul tavolo la famosa palla 7 è stata lanciata, ma quale palla andrà in buca? Sarà quella del Premier a finire schiacciata dalla crisi aperta dal Pdl e chiudere l’esperienza di Enrico Letta? O sarà una palla boomerang che finirà di isolare Silvio Berlusconi e si concluderà con una scissione dei dissidenti dal Pdl? Le steccate non mancano ne è una prova anche gli auguri inviate oggi da Letta al leader del Pdl che auspicava “serenità”. Ma le steccate, anzi parliamo proprio di bacchettate sono arrivate anche alla Barilla dal web dopo la polemica contro i gay. A spingere in buca la palla di Bruno Longhi è stata invece la frase infelice pronunciata in diretta. Ma c’è anche chi è scomparso dal biliardo per qualche giorno come l’allenatore del Brescia che ha tenuto tutti con il fiato sospeso… Fortunatamente poi è riapparsa la sua palla e il fiato sospeso si è trasformato in fiato sul collo in attesa della prossima partita. Tiro pessimo anche quello di Balotelli e dei tifosi del Milan, 3 turni di squalifica al primo e la curva chiusa per i secondi. Sul tavolo poi è apparsa anche una nuova palla… quell’isola nata dal nulla dopo il terremoto e che ora minaccia l’esplosione prima di scomparire di nuovo… anche perché chi resterebbe a vedere l’oblio del mondo?  Per abbandonare la partita basterebbe la denuncia shock del disastro del Vajont o l’allarme lanciato per Fukushima. 

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Per fortuna che poi qualche curioso arriva e infila il naso negli affari altrui, trova qualche notizia divertente  e ci regala un attimo di allegria proprio quando vorremmo mollare tutto, spegnere la tv e ritirarci su un monte. Magari meglio su un Colle, ma che non sia quello del Campidoglio, già occupato da Marino che sta cercando di appellarsi al governo che non c’è per salvare la città Eterna dalla bancarotta. Per fortuna che almeno una parte di cittadini, i tifosi giallorossi, si consolano nel vedere la Roma in vetta alla classifica. Per fortuna quindi che le buone notizie arrivano anche quando non te le aspetti, come quando nel bel mezzo di una partita si scatena una rissa e si risolve con un bacio, come quando il gol capolavoro, Tevez lo dedica a Ciudad Oculta, il quartiere amato dal Papa… e forse sarà stato per questo gesto inaspettato che la statua della Madonna si sarà illuminata e Padre Pio è apparso su un albero a Napoli?

Chissà chi ha in mano la partita? Chissà chi farà la prossima mossa? Chissà se alla fine ci saranno vincitori o solo vinti? In ogni modo l’importante è giocarsela fino in fondo… poi comunque vada sarà un successo e vinca il migliore!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Quanti clienti hanno i politici? Dopo Alemanno arrivano quelli di Marino?

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La politica è invasa dai clienti. Viene da chiedersi ma quanti  ne hanno i politici? Secondo Il Corriere della Sera, dopo i parenti di Alemanno la tradizione sarebbe passata nelle mani di Ignazio Marino che sembra aver ereditato volentieri dal predecessore il sistema che avrebbe trovato già oliato. Così Il Corriere della Sera grazie allo scoop di Paolo Foschi e Ernesto Menicucci, che “il Comune di Roma assume l’occupante”. Chi è l’occupante? Benedetta Cappon!

Questa la sua storia riportata dal Corriere della Sera:

“Da portavoce del teatro Valle occupato a impiegata nelle istituzionali e austere stanze del Dipartimento alla cultura del Campidoglio. È il salto professionale di Benedetta Cappon, 33 anni, figlia dell’ex direttore generale della Rai Claudio, assunta con contratto a tempo determinato dall’amministrazione di Roma Capitale su proposta dell’assessore Flavia Barca (e quindi a chiamata diretta, cioè senza bando pubblico). Benedetta Cappon, che prima di diventare la voce degli ‘occupanti’ del teatro Valle era stata capo ufficio stampa dell’Eliseo, è una delle tredici persone assunte con delibere della giunta guidata da Ignazio Marino nell’ultimo mese, paradossalmente proprio mentre all’interno dello staff dello stesso sindaco c’era chi provava a studiare, come misura salva-bilancio, il prepensionamento di circa 5000 dipendenti comunali in esubero. L’ipotesi per adesso è accantonata. (…) Appena insediata l’assessore Barca aveva annunciato agli uffici la volontà di ‘inserire delle nuove professionalità’. Dopo pochi giorni, la prima novità: Rosi Nicolai, dipendente del Comune che lavorava al Dipartimento cultura dai tempi di Gianni Borgna assessore (e che era rimasta con tutte le giunte, compresa quella di Alemanno), tornata da un periodo di ferie non ha ritrovato il proprio posto. Flavia Barca aveva deciso infatti di privarsi della sua collaborazione (dopo aver ricevuto tantissime attestazioni di stima e solidarietà, Rosi Nicolai è stata poi ripescata nella Commissione cultura dell’Assemblea capitolina).

A breve giro di posta, dopo la rimozione della collaboratrice storica dell’ufficio, è stato quindi approvata la delibera che prevede l’assunzione a tempo determinato della Cappon e di altre due persone, Valerio Mingarelli e Mariangela Modafferi, selezionate perché – fra i vari motivi – ‘in considerazione delle numerose e rilevanti funzioni politico-istituzionali assegnate all’assessore, si rende necessario individuare dei collaboratori che, per esperienza, capacità personali e professionali, siano in grado di coadiuvare il medesimo nell’espletamento del proprio mandato’. Tutti selezionati ‘intuitu personae’, cioè a chiamata diretta a causa del «carattere fiduciario» dell’incarico. Le retribuzioni per tutti e tre i neo-assunti ammontano a circa 22 mila euro lordi all’anno, più un misterioso ‘emolumento unico’ stabilito con ‘note protocollari’ firmate dall’assessore che però, pur essendo citate, non sono allegate alla delibera (come del resto i curriculum delle persone selezionate, non ancora disponibili sul sito Internet di Roma Capitale)”.

Marino spreme Roma: cocktail a base di tassa di soggiorno, Irpef e Imu!

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Il sindaco ecologista, che pedonalizza i Fori avrà pensato che a settembre è tempo di vendemmia e perché non spremere Roma? D’altra parte i conti sono in rosso e necessitano di un cocktail salutare che possa far abbassare il debito di circa 800 milioni. Per il momento quindi sul tavolo ci sono le ipotesi dell’aumento della tassa di soggiorno, l’aumento Irpef comunale che passerebbe dallo 0,9 all’1,2% del reddito di ciascun contribuente e l’aumento dell’Imu sulla prima casa. Non era abolità? Sì, ma ritorna. Giovanna Vitale su cronaca di Repubblica scrive:

“Aumentare di un punto l’Imu sulla prima casa (dallo 0,5 allo 0,6 per mille). Un aumento in realtà fittizio, visto che la tassa è stata abolita, che vale però 120 milioni: sempre che, quando a fine anno il ministero dell’economia rimborserà i comuni, lo faccia sul mancato incasso effettivo e non sullo storico”. Aumentare l’aliquota Imu cioè, per poter chiedere allo Stato un rimborso più corposo a fine anno. Uno stratagemma che sembra, ad una lettura distratta, a costo zero ma che comunque pesa sulle casse pubbliche.

Se poi dovesse cadere il governo la seconda rata dell’Imu non sarebbe più solo virtuale. Non l’unico aumento però. Un altro ben più pesante e molto più direttamente nelle tasche dei romani sarà quello dell’addizionale comunale Irpef che aumenterà di uno 0,3%.

“Per chiudere la manovra 2013 – scrive Ernesto Menicucci sul Corriere della Sera -, rifatti i calcoli, servono 815 milioni di euro e, per reperirli, una parte arriverà dall’aumento delle aliquote. Quali? La tassa di soggiorno (da 5 a 10 euro al giorno per gli hotel a 4 e 5 stelle) e, molto probabilmente, da un ulteriore innalzamento dell’Irpef: dall’attuale 0,9 per cento, secondo le simulazioni fatte dal Campidoglio, si dovrebbe arrivare a 1,2. In questo modo, si recupererebbero circa 240-250 milioni di euro”.

Sul tavolo c’è anche il federalismo fiscale per i municipi,  tagli agli sprechi ma, inevitabilmente anche ai servizi. L’assessore al bilancio Daniela Morgante, giudice della Corte dei Conti, è infatti accusata anche da alcuni colleghi di partito di ragionare troppo con la calcolatrice e poco con la politica e starebbe, secondo indiscrezioni riprese sia da Repubblica che dal Corriere della Sera, pensando di lasciare l’incarico subito dopo il varo della manovra in questione.

Roma rischia il commissariamento, Marino e gli stipendi d’oro?

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Un sindaco che si vede sfrecciare per le vie della città a bordo della sua bicicletta e la scorta che, pedalata dopo pedalata, lo segue ovunque. Ma a parte la sua stracittadina mattutina tutti si domandano, pedonalizzazione dei Fori a parte, cosa abbia in mente di fare il sindaco. Il rapporto con il Pd sembrerebbe essere ai ferri corti, i primi sentori si erano avuti  quando Goffredo Bettini, l’inventore della sua candidatura, dopo averlo lasciato nel mezzo della sua campagna elettorale e volando in Thailandia, ora non gli parla sembrerebbe da almeno 45 giorni.

I consiglieri comunali lo rimproverano di essersi asserragliato tra i suoi e di non volersi confrontare con nessuno e di non aver ancora portato una delibera in aula Giulio Cesare.

Nel mirino anche gli assessori , in primis i cosiddetti tecnici, accusati di avere una visione troppo “ragionieristica” della gestione di una città complessa come Roma.

Come riporta Panorama poi:

Tra coloro che per primi rischierebbero di fare le spese di un ipotetico, e alquanto precoce rimpasto di giunta, l’assessore al Bilancio Daniela Morgante che, dopo mesi di silenzio, dovrebbe comunicare a breve che mosse avrebbe escogitato – visto che i tagli sulle auto blu e sulle bottigliette di acqua minerale pubblicizzati dal sindaco sembrano un po’ poco – per scongiurare il commissariamento del Comune, aggravato da un debito di 800 milioni di euro, nel caso in cui il 30 novembre saltasse l’approvazione del bilancio.

E’ infatti soprattuto alla luce di un quadro tanto deprimente che, a scorrere la tabella degli incarichi assegnati fino al 7 agosto dalla giunta Marino a persone esterne all’amministrazione, si resta abbastanza interdetti. Soprattutto leggendo i relativi compensi.

Guadagnerà, infatti, ben 170.787 euro il capo ufficio stampa Marco Girella, in arte Bettini, scrittore di romanzi noir, giornalista del Resto del Carlino e già portavoce dell’ex sindaco di Bologna Flavio Debono. In un’intervista al Corriere della Sera del 10 aprile del 2010 dichiarò candidamente: “Nelle segreterie di politici e assessori si entra non per competenza né per chiara fama”. Non a caso nell’ambiente della stampa romana non lo conosceva nessuno e anche i titoli delle sue opere risultano pressoché ignoti a più, compresi i giallisti.

Il suo predecessore, Simone Turbolente, fidatissimo di Gianni Alemanno, arrivò a guadagnare 125.225 euro, ma solo dopo 5 anni ed essendo partito da 90mila.

Sontuosa la retribuzione anche della friulana Chiara Romanello, portavoce di Marino durante la campagna elettorale e oggi vice di Girella, che ogni anno si metterà in tasca 109mila euro lordi.

Quanto l’attuale portavoce del sindaco Guido Schwarz, proveniente da un’esperienza al ministero dell’Istruzione guidato dal precedente ministro Francesco Profumo, retribuito un po’ meglio della portavoce di Alemanno, Ester Mieli, ferma a 103.225.

Superpagate anche la “capo segreteria particolare” Silvia Decina (142.953 euro), segretaria storica di Walter Veltroni e la segretaria particolare del sindaco Silvia Pelliccia (117.971 euro).

Ma a sfidare i roboanti buoni propositi del sindaco su controllo della spesa e trasparenza sono soprattutto i casi di Mattia Stella e Maurizio Pucci.

A entrambi finiranno in tasca, in qualità di “dirigente dell’ufficio di gabinetto” poco più di 157mila eurolordi all’anno. A tempo determinato sì, ma con una busta paga ben più consistente non solo di quelle dei dirigenti di ruolo dell’Ente (tutte tra i 90mila e i 130mila euro con rare eccezioni come quella del ragioniere generale Maurizio Salvi, 146.825 euro), ma anche di quelle dei dirigenti a tempo determinato, ancora in servizio alla data dei 31 marzo 2013, tutti tra i 103mila euro e i 130mila con l’eccezione del direttore esecutivo Raffaele Borriello (202mila euro) e del vice capo di gabinetto Tommaso Profeta (160.600 euro) .

E ciò in piena violazione di quanto previsto dallo Statuto del Comune di Roma che al comma 4 dell’articolo 34 stabilisce che “il trattamento economico di coloro ai quali sono conferiti gli incarichi dirigenziali a tempo determinato, in nessun caso può complessivamente superare l’importo di quello previsto per i dirigenti di ruolo dell’Amministrazione”.

Mattia Stella, autore del programma di Marino in campagna elettorale, si occuperà del “coordinamento, monitoraggio e verifica degli obbiettivi programmatici”, mansione che non risulta nella lista delle “responsabilità amministrative” per cui ai membri dello staff sia consentito attribuire la qualifica dirigenziale.

Di Pucci si sa quanto guadagnerà ma non per fare cosa. Dirigente Ama in aspettativa (non retribuita), responsabile della Protezione civile sotto l’ex presidente della Regione Piero Marrazzo, direttore dei cantieri per il Giubileo del 2000, sovrintendente alle Grandi opere (tra cui l’apertura dell’Auditorium), già amministratore delegato di Musica per Roma, Pucci è stato uno degli uomini chiave dell’era Rutelli-Veltroni. Sempre sulla cresta dell’onda, nemmeno Ignazio Marino ha potuto rinunciare al “Mister Wolf” dé noantri (come il personaggio che “risolveva problemi” in Pulp Fiction di Quentin Tarantino). Responsabile della sua lista civica (come lo era stato già di quella di Walter Veltroni), a lui il sindaco si è affidato per l’impresa di liberare i Fori dal traffico. Prossimamente potrebbe, forse, ottenere una sorta di delega ai “progetti speciali”.

Da capogiro anche i compensi destinati ad alcuni dei capi e membri degli staff degli assessori. Tanto alti da superare quasi quello dello stesso Marino e sicuramente quelli degli assessori che li hanno fatti assumere alle loro dipendenze.

E’ il caso, per esempio, di Luca Lo Bianco, Leslie Capone, Andrea Bianchi e Juri Stara, capo staff rispettivamente degli assessori all’Urbanistica Caudo, al Commercio Leonori, al Patrimonio Nieri (vicesindaco) e agli Stili di vita Pancalli, i quali guadagneranno ogni anno circa 150mila euro lordi l’anno, circa 5.700 euro netti per 13 mensilità contro i 4mila degli assessori.

E soprattutto contro i 1.200 euro percepiti, per fare un esempio, da Luca Galloni, dipendente comunale e capo segreteria del presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti.

Interessante anche il caso di Loredana Granieri, funzionaria della provincia di Roma che si è messa in aspettativa da quell’Ente per un contratto a tempo determinato come capo staff dell’assessore alla Scuola, e vero braccio destro di Marino, Alessandra Cattoi. Con un semplice comando , ossia un trasferimento momentaneo per particolari esigenze di servizio, la signora Granieri (non è laureata) sarebbe costata 33mila euro invece dei 115mila che Roma Capitale dovrà corrispondergli per i prossimi 5 anni.

Intanto, nonostante il sindaco si vanti di aver ridotto da 97 a 84 il numero delle collaborazioni a tempo determinato rispetto al suo predecessore Gianni Alemanno, nuove assunzioni – come quella di Giulia Calamante, figlia dell’ex assessore veltroniano Mauro, infilata nello staff dell’assessore al Commercio Marta Leonori – sono già state formalizzate e altre lo saranno nelle prossime settimane.

#occupymcdonalds: Primo giorno di scuola a base di fast food

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Scoppia la polemica dopo la sorpresa. Valentina, è una mamma che questa mattina ha accompagnato uno dei bimbi alla scuola materna Cittadino del Mondo, in via San Pantaleo Campano, a Roma. E qui la donna si è trovata di fronte al banchetto con hamburger e Coca cola a marchio McDonald’s, oltre a buoni sconto sui menù Happy Meal.

Laura Bogliolo su il Messaggero raccoglie il disappunto che viaggia su Twitter di Valentina, mamma di uno dei bimbi della materna accolto da pasti McDonald’s proprio il suo primo giorno di scuola:

“Ciò che ha imparato mio figlio nel primo giorno di inserimento alla materna! Grazie Ignazio Marino, ne avevamo bisogno. Sono rimasta sconvolta, i prodotti McDonald’s erano stati allestiti all’interno del corridoio della scuola, sono stati distribuiti anche buoni per acquistare Happy Meal. Mio figlio frequenta una scuola comunale, mi aspettavo insegnamenti sull’alimentazione e non uno spot pubblicitario dentro l’istituto. Siamo impazziti?”.

La polemica viaggia veloce su McDonald’s a colpi di hashtag #occupymcdonalds e arriva anche al sindaco Marino, che risponde:

“Ci mobiliteremo con l’assessorato alla Scuola, ovviamente non è un’iniziativa del Comune”.

Anche McDonald’s ha replicato, con il responsabile comunicazione Tommaso Valle che ha dichiarato:

“Abbiamo servito tè freddo e distribuito palloncini a titolo gratuito. Si è trattato di una cortesia, non di un’operazione di marketing: siamo stati contattati da un’insegnante della scuola, esprimiamo rammarico per aver suscitato perplessità in alcuni genitori”.

Questo accade proprio nel giorno in cui il ministro De Girolamo presenta la norma inserita all’interno del Decreto Scuola per favorire il consumo di frutta e verdura tra gli scolari.

Perché non va dato cibo di McDonald’s ai bambini ( e forse neppure agli adulti)?

Basta guardare i componenti del Panino di McDonald’s per rendersi conto di cosa si sta mangiando:

Farina arricchita (farina di grano sbiancata, farina di frumento maltata, niacina, ferro ridotto, tiamina mononitrato, riboflavina, acido folico, enzimi), acqua, sciroppo di alto fruttosio (HFCS), zucchero, lievito, olio di soia e/o olio di soia parzialmente idrogenato, contiene il 2% o meno di: sale, solfato di calcio, carbonato di calcio, glutine di grano, solfato di ammonio, cloruro di ammonio, agenti ammorbidenti per la pasta (lattato steaorile di sodio, estere diacetiltartarico di mono- e digliceridi degli acidi grassi, acido ascorbico, azodicarbonamide, mono- e digliceridi, monocalcio fosfato, enzimi, gomma di guar, perossido di calcio, farina di soia), propionato di calcio e propionato di sodio (conservanti), lecitina di soia.

E le patatine?

patate, olio di colza, olio di soia idrogenato, olio di cartamo, aroma naturale, destrosio, sodio pirofosfato acido (per  mantenere il colore), acido citrico, dimetilpolisilossano (antischiuma), olio di mais, Thbq, dimetilpolisiloxano, sale silicoalluminato, destrosio, ioduro di potassio.

Secondo True Activist – comunità di giornalismo partecipativo – alcuni di questi ingredienti sono pericolosi per la nostra salute: “Si va da quelli geneticamente modificati (come gli olii), agli antischiuma, passando per i coloranti artificiali”.

E chi pensa che ultimamente i cibi serviti nei fast food siano migliorati sbaglia: ci sono ancora troppe calorie e zuccheri, come ha rilevato una ricerca di Katherine Bauer, del dipartimento di salute pubblica alla Temple University di Philadelphia, sulle grandi catene di cibo pronto.

Inoltre si è pubblicizzato un marchio che ha sua volta ha più volte puntato sull’idea che le materie prime utilizzate siano italiane e di buona qualità, invece come riporta il Fatto Alimentare:

La carne degli hamburger è italiana, ma si tratta di quarti anteriori di vacche a fine carriera di età compresa tra 4 e 6 anni. Gli animali sono macellati dall’Inalca di Cremonini a Piacenza, e si tratta di lotti non presenti in macelleria e nei supermercati. La carne di vacca non si vende perché risulta troppo dura e legnosa, e si può solo usare macinata negli hamburger industriali e nei ripieni. Il prezzo nei mercati all’ingrosso è ridicolo, per questo McDonald’s può proporre listini molto convenienti… Nella scala delle preferenze dei clienti troviamo il pollo fritto impanato dei Chicken McNuggets, che arriva direttamente dalla società francese Cargill e da altre due società straniere. Anche le famose patatine fritte sono dell’ austriaca Frisch & Frost. Poi c’è il merluzzo dei Filet-O-Fisch, importato dalla danese Espersen, i gamberetti dalla Thailandia… (22 maggio 2012)

Il sindaco e lo scimpanzé: prima visita di Marino al Bioparco di Roma

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E venne il giorno che il sindaco di Roma, a bordo del trenino del giardino zoologico, insieme all’assessore all’Ambiente di Roma Capitale, Estella Marino, ha visitato il parco guidato dal presidente della Fondazione Bioparco, Federico Coccia. “Una visita importante anche perché tra le tematiche che la nostra giunta vuole affrontare c’è quella della salute, dell’attenzione agli animali nella nostra città. – ha detto Marino – E’ certamente importante aver appreso che una grandissima parte degli animali qui al bioparco provengono da sequestri avvenuti nei confronti di persone che li tenevano illegalmente. Credo, ma questo e’ evidentemente un discorso che andrà discusso e approfondito in giunta, che bisogna investire sugli aspetti formativi che strutture come il bioparco hanno”.

”Noi viviamo in una società – ha continuato Marino – in cui spesso i nostri bambini non sanno distinguere una pecora da una capra o riconoscere una gallina. Penso che la funzione educativa di un bioparco debba soprattutto svolgersi utilizzando animali che provengono da sequestri e non avendo animali importati e costretti alla cattività. Da discutere c’è l’aspetto della riproduzione e se e’ giusto che un animale si possa riprodurre in cattività ma questo e’ un argomento che discuteremo perché è uno di quei temi, insieme al rispetto degli animali e faccio riferimento alle botticelle, che certamente dobbiamo regolamentare meglio durante questi anni”.

Durante le elezioni a sindaco, in piena campagna elettorale Marino fu aspramente contestato dagli animalisti che fecero lo rincorsero per Campo dè Fiori.  Il sindaco infatti ha un passato da accanito sostenitore della sperimentazione animale tanto che dichiarò:

“Nel 1992 ho ucciso un babbuino. Lavoravo negli Stati Uniti dove studiavamo la possibilità di trapiantare organi di animali per salvare vite umane e superare in questo modo il problema della carenza di donatori. Il 28 giugno di quell’anno eseguimmo il primo trapianto di fegato da babbuino a uomo e oggi, a vent’anni di distanza, penso si trattasse di una strada sbagliata: il sistema immunitario degli uomini e quello dei babbuini non sono compatibili, nemmeno utilizzando i farmaci antirigetto più potenti. Ma non rinnego nulla…” (L’Espresso, 16 maggio 2012)

Vederlo ritratto insieme allo scimpanzè desta quindi qualche ricordo… e in un bioparco è davvero “insolito”.

Per l’assessore Estella Marino e’ “uno dei giri necessari da fare perché il Bioparco è una delle strutture più importanti di Roma. È stato molto formativo e interessante, un primo passaggio di conoscenza, poi più avanti lavoreremo sui progetti”. Ma sì tanto c’è sempre tempo!!!

Trema il Lazio all’alba, sisma nei Castelli romani

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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.3 è stata registrata alle 5:41 nel Lazio, nella zona dei Castelli romani. Secondo i rilevamenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 12,4 km di profondità ed epicentro in prossimità dei comuni di Colonna, Frascati, Grottaferrata, Marino, Monte Compatri, Monte Porzio Catone, Rocca di Papa, Rocca Priora e San Cesareo. Non si segnalano danni a persone o cose.

Colosseo: gli scavi usati come toilette! E’ Allarme igiene.

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Ora è avvenuta la pedonalizzazione intorno al Colosseo, ma i disagi restano quelli di sempre. Con il caldo si ampliano e scatta l’allarme igiene. La zona archeologica dei Fori Imperiali infatti da molti uomini è usata come toilette e in alcuni tratti occorre proprio tapparsi il naso per non sentire l’odore acre.

Il problema, sottolinea Leonardantonio Leggieri, direttore dell’Unità operativa prevenzioni e sicurezza ambienti di lavoro della Asl Roma A, è che dove ci sono cantieri bisogna prevedere anche dei servizi igienici adeguati. In luoghi molto frequentati, poi, come i Fori Imperiali, i servizi vanno garantiti a prescindere.

Del resto tra Colosseo, Foro Romano e Palatino nella sola settimana di Ferragosto  ci sono stati 131 mila visitatori, circa 15mila in più (il 12,8%) rispetto allo stesso periodo del 2012.

Sul Messaggero ecco l’articolo denuncia di Laura Larcan:

Il bello è che su via dei Fori Imperiali c’è un variegato sistema di ambulantato che ogni giorno svolge le sue attività. I camion bar hanno le loro postazioni fisse, grazie a licenze e autorizzazioni rilasciate dal Comune e in alcuni casi dal I Municipio, e lebancarelle sfoggiano i loro souvenir grazie anche alla bolla papale della fine dell’Ottocento. E in un sistema di apparente tollerata legalità, i lavoratori (in larga parte extra-comunitari) presidiano il loro business in un’area di pregio dalle 8 del mattino a molto dopo il tramonto. Sulla base delle carte comunali, è a tutti gli effetti un ambiente di lavoro.

Leonardantonio Leggieri spiega:

“In teoria, sui Fori Imperiali, vista la quantità di lavoratori con postazioni fisse, con autorizzazioni, vanno previsti bagni chimici in un numero proporzionato ai lavoratori. Bagni chimici che, mi rendo conto, aggiungerebbero bruttura a bruttura. Ma se il Comune ha dato le licenze alle postazioni di commercio ambulante, allora deve provvedere al rispetto delle norme di igiene e sicurezza sanitaria nell’ambiente di lavoro”.

Bisogna proprio che alzino lo stipendio al sindaco di Roma in modo che possa migliorare i servizi di cittadini e turisti! 

Prove anticipate della chiusura dei Fori Imperiali? No, solo manifestazione

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Qualche romano avrà pensato a un’anticipazione della chiusura dei Fori Romani invece stamattina la strada è stata chiusa dopo che gru, camion e betoniere hanno occupato l’arteria che porta dal Colosseo a Piazza Venezia. La protesta iniziata questa mattina alle 7, con i lavoratori della Metro C che già ieri in una lettera avevano annunciato lo stop dei cantieri dal prossimo 9 agosto a causa del mancato pagamento da parte del comune di Roma, in poco tempo ha richiesto la chiusura dei Fori Imperiali e il relativo caos intorno alla zona interessata dalla protesta. I dimostranti hanno puntato il dito contro il Campidoglio:   «Il Comune non paga  e alcuni di noi non prendono lo stipendio da circa 3/4 mesi. Così non si può andare avanti. Nonostante tutto noi abbiamo continuato a lavorare nei cantieri della Metro C». La manifestazione si è poi spostata proprio sotto il Comune dove in centinaia, con caschi gialli e pettorine arancioni, si sono riuniti sotto l’entrata del Palazzo Senatorio per chiedere al Comune di Roma di «onorare il pagamento previsto dal contratto». Una delegazione dei lavoratori è salita in Campidoglio.

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Il sindaco Ignazio Marino al termine dell’incontro di stamani in Comune  con i lavoratori della Metro C ha detto: «Pur comprendendo le difficoltà che il Consorzio Metro C sconta da circa due anni, nella definizione di un contenzioso molto rilevante economicamente e complesso dal punto di vista giuridico, reiteriamo la richiesta – già avanzata ieri – di soprassedere alla decisione di sospendere i lavori fino al 30 settembre 2013. Ci aspettiamo un gesto di responsabilità. Entro tale data, ovvero il 30 Settembre – aggiunge Marino – ci impegniamo a definire la posizione dell’amministrazione di Roma Capitale, e di tutte le altre istituzioni coinvolte, in merito all’accordo transattivo del settembre 2011, mai formalmente sottoscritto da tutti gli enti finanziatori dell’opera».

Metro bloccata e potatura: traffico in tilt a Roma

metroaroma-tuttacronacaTraffico in tilt a Roma in zona Ostiense. Non solo la metro B si è fermata a causa di un problema elettrico, tanto che uno dei convogli è rimasto bloccato sul ponte a San Paolo e i passeggeri sono stati fatti scendere proprio lì. Ad aggravare la situazione il fatto che via Ostiense è stata chiusa per permettere la potatura degli alberi.

Metro B in tilt: Alemanno si prende la sua rivincita

alemanno-marino-tuttacronacaLa Metro B in tilt a causa dei rami caduti sulla rete elettrica per il maltempo. Dopo le molte polemiche sui mezzi pubblici con al centro Gianni Alemanno, ora l’ex sindaco si prende la sua rivincita con chi l’ha battuto alle ultime elezioni. Eccolo quindi attaccare Ignazio Marino via Twitter: “Metro B bloccata, traffico e alberi abbattuti, ignaziomarino invece di giocare a fare il team leader a Tivoli vieni a fare il sindaco a Roma”.

A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni.

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A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni e la colpa è dell’inquinamento da smog dovuto al traffico.

“A Roma ogni 10 microgrammi di polveri sottili PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 35%. È un dato decisamente peggiore rispetto a quello medio europeo dove l’incremento del rischio di cancro al polmone legato alla concentrazione di polveri sottili è del 22% nel caso dei valori di PM10″.

È questo l’allarmante risultato per la Capitale che emerge dallo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology e parte del progetto europeo Escape (European study of cohortes for air pollution effects), che studia gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini, seguito nella nostra regione dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio.

“A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog, una nuova notizia che viene dal fronte medico che disegna sempre un quadro più agghiacciante –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, intervenendo alla conferenza internazionale “Air particles regulation in the Mediterranean cities. Reults and impact of the MEDPARTICLES Life+ project”-. I dati di questo ultimo studio raccontano una strage silenziosa, non si tratta di statistiche ma di persone, come in tutti gli studi epidemiologici si correlano dati di smog con dati reali di ricoveri e mortalità, quelle persone hanno nome e cognome. Bisogna battere l’indifferenza e affrontare la situazione che in questi ultimi anni è peggiorata proprio sul fronte della vivibilità. Per avvicinarsi alle altre Capitali europee sostenibili, la città deve scegliere un’idea di futuro e dare risposte concrete ai problemi di ogni giorno dei cittadini.

La Giunta Marino deve mettere subito in atto una nuova politica, stop alle auto e ai mezzi privati puntando tutto su trasporto pubblico e mobilità nuova. Le ricette ci sono: nuove ZTL e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori Imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing.”

Il tempo e il denaro chi lo dà alla giunta Marino per effettuare tutti questi cambiamenti? Non si vive di soli sogni, ma di progetti da sostenere con risorse sicure e tempi rapidi.

E per Marino arriva la caduta… dalla bicicletta!

marino-caduta-biciclettaE’ rimasto “vittima” della sua stessa passione il sindaco di Roma Ignazio Marino. E’ stata l’agenzia Dire la prima a raccontare come il politico sia finito a terra mentre pedalava tra le strade della capitale, più precisamente in piazza del Collegio Romano mentre il primo cittadino stava raggiungendo il ministro Bray per una riunione in cui si è discussa anche la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali. Il sindaco non ha comunque riportato danni ed è salito nuovamente in sella per percorrere gli ultimi metri che lo separavano dalla meta: a pagare le spese della caduta, sembrerebbe, solo il pantalone strappato. Neanche i soliti vigili urbani che scortano Marino con la bici elettrica hanno potuto fare nulla per impedire la caduta, nella quale non sono rimasti coinvolti. Forse è stato un sanpietrino a tradire il neo eletto, di certo ora si sentirà vicino ai cittadini che chiedono più piste ciclabili chiare e visibili.

Lo sfogo del Pd: Marianna Madia “troppi delinquenti”

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Marianna Madia, veltroniana, onorevole del Pd, durante la presentazione del programma di Fabrizio Barca al Circolo del Pd di Trastevere, si è lanciata in una frase che sicuramente farà discutere.

“Nel Pd a livello nazionale ho visto piccole e mediocri filiere di potere. A livello locale, e parlo di Roma, facendo le primarie dei parlamentari ho visto, non ho paura a dirlo, delle vere e proprie piccole associazioni a delinquere sul territorio”.

Quello che lascia perplessi è che l’accusa non arriva dal M5S e neppure da un esponente estremista del partito, la Madia, da sempre una moderata, ha sollevato il vaso di Pandora?

Tra musica e provocazioni, i volti del Gay Pride 2013

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Giornata colorata e ricca di musica che si diffondeva dai carri oggi tra le strade di Roma, in occasione della parata dell’orgoglio Lgbt. Tanti i cartelli esposti, tra cui uno con la scritta “Il sindaco Marino ci sposi!”. Ma dopo la mancata partecipazione del neo sindaco non poteva mancare neanche il più provocatorio “Marino? Ha l’influenza vaticana”. A sfilare per i diritti delle coppie gay, giovani e non più giovani, single e famiglie. Jusy, arrivata con la sua compagna Michela e la loro bambina di due anni e mezzo ha spiegato: “Siamo una famiglia unita dall’amore e vogliamo che questo amore venga riconosciuto dallo Stato. Al momento non lo è. Vorrei non dover più manifestare”. Ma c’è anche chi, come Laura, ricorda che: “Servirebbe un registro delle unioni civili a Roma. Sarebbe un primo passo per sapere quante coppie omosessuali ci sono in città, e ce ne sono tante, mi piacerebbe domani avere un riconoscimento. Ad oggi c’è ancora discriminazione”. Ma se manca il sindaco, due neo eletti consiglieri fanno sentire la loro voce. Sono Gianluca Peciola (Sel) e il radicale Riccardo Maggi. “Chiediamo il riconoscimento delle unioni civili con una delibera che nei fatti equipara le nuove forme familiari a quelle basate sul matrimonio, per quanto riguarda le attività e i servizi comunali”, afferma Maggi. Peciola aggiunge: “Una delle delibere che porterò in Consiglio e che ha già raccolto moltissime firme e quella per l’istituzione del registro delle unioni civili. Questa di oggi è una bella manifestazione anche alla luce delle comunicazioni del sindaco Marino che hanno un significato politico importante. Su questi temi è essenziale che intervenga anche la normativa nazionale”.

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Paolini e lo spogliarello al Gay Pride

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Il noto “disturbatore televisivo” Gabriele Paolini ha voluto partecipare al Gay Pride di Roma e ha scelto la grande fontana di Piazza Esedra per dedicare ai diritti degli omosessuali il suo personalissimo strip-tease terminato con un tuffo nell’acqua. Il ragazzo ha approfittato dell’occasione per raccontare ai presenti le vessazioni subite da bambino, rivela un tentativo di suicidio e nomina gli amici incontrati lungo la sua strada, tra i quali c’è anche Sara Tommasi.

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Gay Pride: Marino grande assente “per trascorrere qualche giorno in famiglia”

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Ha scelto di “trascorrere qualche giorno in famiglia” Ignazio Marino, e quindi non interverrà oggi alla manifestazione romana. Come ha sottolineato ieri il comitato Pride 2013: “Una risposta irrispettosa e offensiva nei confronti di una comunità che si batte da anni e domani scenderà in piazza proprio per vedere riconosciuti i diritti, la visibilità e la dignità delle proprie famiglie”. Marino, sulle pagine de Il Messaggero, aveva assicurato che sarebbe comunque stato “vicino ai partecipanti e al loro fianco nella lotta alle discriminazioni”, ma la delusione è molta. “Il sindaco di Roma – si legge nella nota del comitato  – ha il dovere di offrire alla Città una disponibilità diversa rispetto al passato e di dimostrare più attenzione alle richieste di una grande manifestazione per i diritti civili, la democrazia e la libertà. Siamo molto delusi da questa scelta che denuncia una grave sottovalutazione di cosa sia il Pride per Roma e siamo fiduciosi che il Sindaco sappia comprendere l’importanza che avrebbe la sua presenza per una comunità che troppo spesso non riceve risposte credibili dalle Istituzioni e dai suoi più importanti rappresentanti”. Il sindaco era stato invitato giorni fa da Andrea Maccarrone, portavoce di Roma Pride, e la richiesta era semplice: “un forte segnale di discontinuità dopo 19 anni di assenza dei Sindaci di Roma dalla parata dei Pride romani”. Ora le associazioni chiedono un incontro con il neo-sindaco, tramite una nota di Fabrizio Marrazzo, portavoce del gay center: “E’ importante che il neo sindaco di Roma Ignazio Marino fissi al più presto un incontro con le associazioni lgbt per discutere delle proposte che gli sono state rivolte. Da Marino in campagna elettorale è venuta l’adesione alla piattaforma che avevamo proposto che riguarda i diritti civili e la lotta all’omofobia. Siamo pronti a un confronto e a un dialogo che renda Roma capitale dei diritti e gay friendly come molte altre capitali europee”.

Aspettando l’edizione odierna… ricordiamo la manifestazione dell’anno scorso:

A Roma, a un giorno dalle elezioni, cambia “la linea”: guai alla Metro A

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E’ trascorso solo un giorno dall’elezione di Ignazio Marino a sindaco della capitale e già nell’aria ci sono notevoli cambiamenti. Dopo tutti i disguidi che hanno avuto luogo con i mezzi pubblici durante la giunta Alemanno, che hanno spesso coinvolto la Metro B, oggi un comunicato Atac ha avvisato che:

Metro ‘A’ temporaneamente interrotta a Roma nella tratta Termini-Battistini a causa di un inconveniente tecnico ad un treno della stazione Ottaviano. E’ in corso l’intervento tecnico per rimozione treno. Lo comunica Agenzia per la mobilità.

Un vero e proprio… “cambio di linea”!

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