“Inclusione e benessere”: Piercarlo, il primo laureato autistico di Padova

piercarlo-laureato-autistico-tuttacronacaLui è Piercarlo Morello, ha 33 anni e vive a Volgapo del Montello, in provincia di Treviso. E da questa mattina è il primo studente autistico laureatosi all’università di Padova. Piercarlo è stato infatti proclamato dottore grazie alla sua tesi su “inclusione e benessere” che gli ha permesso di ottenere una laurea magistrale in Scienze umane e pedagogiche con il voto di 96/110.  Lo studente trevigiano, affetto da “autismo non verbale”, ha discusso la sua tesi attraverso la tastiera di un computer a scrittura facilitata. Immensa la soddisfazione dei genitori: si tratta di un “punto di arrivo e allo stesso tempo di punto di partenza nella battaglia per l’inclusione”, hanno detto.

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Chiude il ristorante che diede i natali al tiramisù

Treviso_Tiramisu_tuttacronacaUna tradizione vuole che il tiramisù, il famoso dolce a base di biscotti, mascarpone, cacao e caffè, sia nato negli anni ’50 nel ristorante di Treviso le Beccherie. Aperto nel 1939 da Carlo Campedor Seniro, dopo 76 anni il locale chiuderà i battenti a fine marzo. Il nipote del fondatore, Carlo Campedor, ha detto a La Tribuna di Treviso: “Niente è eterno”. Il ristorante era meta di vip, politici e personaggi dello sport con, su tutti, gli appassionati del rugby.

“E’ una notizia che non avrei voluto leggere – commenta il trevigiano Luca Zaia, governatore del Veneto -, che annuncia non solo la fine di un pezzo di storia di Treviso, ma che più in generale comunica la cancellazione di una pagina della cultura enogastronomica mondiale”.

“Ci mancherà un luogo come questo – aggiunge Zaia – dove assaggiare territorio e tradizione senza mai annoiarsi”. Oltre che della crisi, dice Zaia, “le Beccherie sono vittime anche di un certo appiattimento della cultura gastronomica mondiale, dove in cucina la voglia di spettacolo prevale sull’impegno a soddisfare al massimo livello la voglia di convivialità, o dove presunte esigenze nutrizionali puniscono gusti e sapori che esprimono la qualità del territorio e, con essi, quelle che sono vere e proprie espressioni di cultura e di civiltà”.

La prima uscita ufficiale di Renzi: la giornata a Treviso del neo premier

renzi-tuttacronaca-uscitaufficialeMatteo Renzi, come aveva anticipato nei giorni scorsi, oggi è partito alla volta di Treviso per la sua prima uscita ufficiale da neo premier. Prima tappa: la scuola media Coletti a S.Liberale dove, ad attenderlo, ha trovato dei militanti di Forza Nuova con uno striscione: “Dopo Monti e Letta, ecco Renzi, la terza marionetta”. “Faremo il possibile”: Matteo Renzi ha risposto così a una rappresentante del comitato dei genitori delle scuole di Treviso, Maria Riso, che ha avuto modo di incontrarlo alla media Coletti e di sollecitargli “meno tagli alle scuole, anche se sappiamo che i problemi sono tantissimi”.

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“Se c’è qualcosa che non va poi me lo segnalate alla casella matteo@governo.it. Ogni settimana andrò nelle scuole ad ascoltare le richieste e poi torno a Roma con i compiti a casa”. Il premier Matteo Renzi si rivolge così ad insegnanti ed alunni della scuola Coletti di Treviso, annunciando nei prossimi giorni l’apertura di una casella di posta per ascoltare richieste e problemi. Renzi ha sottolineato più volte l’importanza dell’educazione scolastica come “punto di ripartenza del Paese”. Renzi ha incontrato per quasi un’ora ragazzi e insegnanti della scuola multietnica alla periferia di Treviso in un auditorium molto pieno insieme ai ministri dell’Istruzione Stefania Giannini e a quello del Lavoro Giuliano Poletti. “L’Italia – ha sostenuto Renzi – diventa grande ed importante solo se riesce ad investire nella scuola. Per questo noi abbiamo deciso di partire da qui dopo che negli ultimi anni gli insegnanti sono stati considerati un po’ poco”. Il presidente del Consiglio ha interagito con domande e risposte con gli studenti improvvisando una lezione di educazione civica su temi come l’arte e l’inquinamento sottolineando come “il presidente del Consiglio e il sindaco possono fare qualcosa ma non bastano per risolvere i problemi”. “Al governo – ha spiegato Renzi – dobbiamo guardare allo spread e ai mercati, ma poi i Paesi si salvano solo se le scuole funzionano”.

Schermata 2014-02-26 alle 17In seguito, il neo premier ha incontrato i sindaci a Santa Caterina, mentre alle 11:30 si è recato a Palazzo Rinaldi con gli imprenditori. Qui lo hanno “accolto” i Forconi con cartelli e striscioni durissimi, e anche con qualche arancia volata per aria. “Meglio un morto in casa che Renzi sulla porta”, “Quante croci ancora nel nostro territorio?”, “Via il governo delle banche, al voto subito”. Il neo premier, in una conferenza stampa lampo, commenta così le contestazioni: “È normale, e noi non facciamo passerelle o tagli di nastri, parliamo con il paese reale”. E ancora: “Siamo consapevoli del grandissimo lavoro che dobbiamo fare”. Si è trattato, ha detto, di incontri “molto belli”, in cui sono state raccolte “difficoltà, dolore, grande attenzione” perché “un tempo questo era un luogo di piena occupazione”, oggi non più. Oggi stiamo andando nelle scuole perché – ha spiegato – “sono il luogo di ripartenza del paese”.

La nota stonata arriva però dal mancato incontro con i delegati sindacali della Electrolux e il premier Matteo Renzi, che i lavoratori aspettavano oggi a Treviso. Fonti di Palazzo Chigi, hanno spiegato che il confronto non c’è stato perché c’è un tavolo aperto sulla vertenza al Ministero dello sviluppo economico. Precedentemente, i sindacati avevano sottolineato che intendevano chiedere a Renzi un intervento per la riduzione del cuneo fiscale “per non dare più alibi ad Electrolux riguardo alla sua permanenza in Italia”. Dopo la conferenza stampa, Renzi si è recato in visita ad H-Farm a Roncade, incubatore di start-up nato con l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori nel lancio delle loro iniziative basate su modelli di business innovativi nel settore internet.

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Getta la madre dalla finestra, poi chiama la polizia e confessa

matricidio-conegliano-veneto-tuttacronacaMatricidio a Conegliano Veneto, in provincia di Treviso, dove un uomo ha gettato il genitore 65enne dalla finestra dell’ottavo piano di un palazzo. L’uomo ha quindi chiamato il Commissariato del luogo affermando: ”Ho ucciso mia madre. Sono stato io”. Dopo la chiamata al 113, ha quindi atteso l’arrivo degli agenti nel suo appartamento.

Il finto povero: chiede l’assegno sociale all’Inps e viaggia in Suv

inps-tuttacronacaUn ex imprenditore di 65 anni, residente a Conegliano, in provincia di Treviso, aveva fatto richiesta per ricevere l’assegno sociale di 480 euro mensili. Ma l’Inps, prima di erogare il contributo, ha richiesto alla polizia locale che venissero effettuati dei controlli. E’ così risultato che l’uomo si sposta comodamente in un Suv Mercedes nuovo e abita in una villa di pregio in cui risulta usufruttuario. Ancora, ha a disposizione diversi beni, come altre proprietà e un’azienda in Germania. Agli uomini della polizia locale, quando hanno chiesto per quale motivo avrebbe presentato l’istanza, il finto povero ha risposto con ingenuità: “un amico mi ha detto che ne avevo diritto e allora ho presentato la domanda”. L’uomo, del resto, è un pensionato e ogni bene, suv e azienda in Germania inclusi, è intestato ai figli. Ma il Comandante della polizia locale ha precisato: “Ma ha un buon tenore di vita. Per questo, quell’assegno sociale non gli serve”. Ora il fascicolo si trova sui tavoli dell’Inps, che potrebbe anche procedere penalmente nei confronti dell’uomo. Ma prima, sarà tutto da accertare, e questo passo spetta proprio all’Istituto nazionale di previdenza sociale. “Bisognerà capire se effettivamente si tratta di un atteggiamento superficiale, o di un atto fraudolento voluto: c’è una grande differenza. L’importante – conclude il comandante – è che, soprattutto in questi tempi, non gli sia stato dato qualcosa di cui non ha bisogno”.

La madre che invita al funerale l’uomo che le ha investito la figlia

francesca-rago-tuttacronacaNon odio o rancore ma comprensione. E’ quello che sembra provare Rita Matarese, mamma di Francesca Rago, la giovane che lo scorso giovedì era stata investita alle sette del mattino. Alla guida del Fiat Doblò che seguiva il bus sul quale avrebbe dovuto salire la ragazza che frequentava la terza classe del Duca degli Abruzzi a Treviso, si trovava un 54enne che non ha trovato il coraggio di guardare in faccia i genitori della sua vittima. Ma ha lasciato loro una lettera nella cassetta della posta della casa di via Arvedi a Casier: “Perdonatemi, non vivo più”. E il suo numero di telefono. Numero che domenica la signora Rita ha composto. “Nessuno mi potrà ridare più la mia Francesca, ma mi sono anche resa conto del dramma che sta vivendo quell’uomo, che ha pure lui una famiglia. Quando l’ho chiamato è scoppiato a piangere. Non abbiamo niente in contrario se vorrà partecipare all’ultimo saluto alla nostra Francy”.

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Post-it per i guidatori: ricordarsi il freno a mano! 2 incidenti in Veneto

freno-a-mano-tuttacronacaNei giorni scorsi era circolata la notizia di una donna “tamponata da un chihuahua alla guida”. In realtà, si è scoperto che il proprietario dell’auto, e del cagnolino, aveva lasciato l’animale in auto senza tirare il freno a mano. E sembra non essere l’unica persona che ha questa dimenticanza. Il Gazzettino tratta ben due casi oggi. A Treviso, poco dopo la mezzanotte, un’auto è stata parcheggiata in via Alzaia, a pochi passi dal Sile. Solo che, lasciata in folle e senza freno a mano tirato, il velicolo, una Fiat Stilo, è finito nel fiume e sono dovuti intervenire i vigili del fuoco con una autogru, tre mezzi ed un gommone. Una distrazione costata cara, considerati i danni subiti dalla vettura. Ma non solo. Nel Bellunese, riporta sempre il Gazzettino, la circolazione ferroviaria è stata sospesa questa mattina dalle 7 sulla linea ferroviaria Padova-Calalzo per un’auto senza persone a bordo che è caduta sui binari da un parcheggio situato amonte della sede ferroviaria fra le stazioni di Longarone e Ponte nelle Alpi. Sei i convogli coinvolti e altri 3 quelli che hanno accumulato un rirtardo medio di 45 minuti. La rimozione è durata circa 4 ore. Sul posto sono intervenute le squadre tecniche di Rete Ferroviaria Italiana, i Vigili del fuoco e l’autorità giudiziaria per tutte le verifiche.

“In considerazione dell’impossibilità di accesso stradale al luogo dell’incidente – informa Treniitalia – le operazioni sono state complesse ma alle 11 sono state ripristinate le normali condizioni di circolazione”. Nel frattempo era stato attivato un servizio di bus sostitutivi fra Belluno e Longarone. Il veicolo era alimentato a gas quindi con potenziale pericolo di esplosione. Non è stato reso noto il nome del proprietario che – con ogni probabilità – ha lasciato l’auto senza il freno a mano su un terreno in leggera discesa ed ora rischia pesanti conseguenze. La vettura infatti ha lentamente preso velocità schiantandosi poi sulla linea Fs.

Quel cagnolino abbandonato sul davanzale, al terzo piano

cane-finestra-tuttacronacaUn condominio in via Roana, nella zona della Coop, a Castelfranco, in provincia di Treviso, ha attirato l’attenzione dell’Enpa dopo che alcuni residenti hanno segnalato la presenza di un cagnolino lasciato sul davanzale della finestra di un appartamento al terzo piano. L’associazione per la tutela degli animali ha a sua volta fatto presente la situazione ai vigili urbani castellani, richiedendo un’immediata verifica: il cane sarebbe alla finestra, chiuso all’esterno, da diversi giorni.

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Giallo a Montecarlo: trovato morto un imprenditore trevigiano

paolo-faldini-tuttacronacaE’ stato l’allarme lanciato dalla moglie a permettere il ritrovamento del corpo senza vita del finanziere trevigiano Paolo Faldini. Il 50enne è morto all’interno del suo yacht ormeggiato a Montecarlo e sono in corso accertamenti per stabilire i motivi del decesso. L’uomo, proveniente da una famiglia molto nota a Treviso, si era saputo conquistare un posto di rilievo nel mondo della finanza.  Faldini si era spostato a Monaco e qui si era sposato per poi mettervi radici. Due erano le sue grandi passioni: per le barche e il mare e per le auto da corsa e storiche. Nonaveva tuttavia dimenticato il legame con il resto della famiglia rimasta a Treviso, dove vivono e lavorano tre fratelli e una sorella sposata con Gianni Gaio, ex primario di ematologia e attualmente consigliere comunale.

26mila tacchini sequestrati: infrazioni alle norme igienico-sanitarie

tacchino silvestris-tuttacronacaIn provincia di Treviso sono è stato sequestrato un allevamento che ospitava 26mila tacchini da carne oltre alcuni quintali di mangime ad uso zootecnico. I carabinieri hanno accertato gravi irregolarità, come fabbricati vecchi e sporchi con pareti e soffitti non lavabili. Visti gli illeciti riscontrati dai militari, oltre al provvedimento di chiusura sono state accertate violazioni amministrative. A seguito delle gravi inadeguatezze, inoltre, rilevate, il Nas ha richiesto l’intervento del sindaco e del servizio veterinario della locale Azienda sanitaria per l’adozione delle prescrizioni necessarie per il ripristino dei previsti requisiti.

Felice “Faccia d’angelo” Maniero non ne può più

felice-maniero-tuttacronacaLo sfogo arriva da Felice Maniero, ex boss della Mala del Brenta: “Non ne posso più di chi vuol farsi pubblicità a spese mie. Prima un ex aspirante sindaco di Silea che dice di sapere dove abito, a Silea (Treviso), dove invece non sono mai stato, e chiede di essere eletto per mandarmi via. Poi quello che fa le magliette con la scritta “Fasso rapine” (“faccio racipe”, ndr.) e la mia faccia. Poi una defici***e che fa un articolo in cui scrive esattamente il nome della via dove abito, costringendomi a traslocare. E adesso questo vicentino, che vuole uscire dall’anonimato, dicendo di essere stato minacciato dal sottoscritto. L’unica minaccia reale è alla mia vita e a quella della mia famiglia e arriva da gente irresponsabile come questi giornalisti che io non ho mai visto nè conosciuto e che a tutti i costi vogliono farsi pubblicità a spese mie. Adesso mi sono rotto e inizierò a denunciare”. Il riferimento è alla presunte minacce ad Alessando Ambrosini, un vicentino che edita il sito web “notte criminale” e che nei giorni scorsi ha reso noto di aver denunciato Maniero per le minacce ricevute via mail. “A parte il fatto che non sono così ingenuo da minacciare qualcuno per iscritto, il problema vero è che ho tentato con le buone di fargli togliere i riferimenti e poi, se mi permettete, mi sono arrabbiato visto che mi ha fatto capire che avrebbe tolto i riferimenti se io accettavo di incontrarlo. Ecco, mi sono detto, di nuovo uno che ha bisogno del sottoscritto per farsi un nome. Non ho accettato e lui mi ha denunciato”. Come ricorda il Gazzettino, è nel giugno di quest’anno che Maniero scopre che Ambrosini ha messo sul suo sito internet sia quell’articolo “di quella giornalista” sia il nome nuovo di Maniero – che porta da quando ha finito di scontare le condanne ed è tornato ad essere un libero cittadino. Dunque, “grazie” ad Ambrosini, era possibile sapere in che città abita Maniero e pure come si chiama. Chiaro che Maniero si arrabbia. “Possibile che io non abbia diritto ad essere dimenticato? Non faccio nulla per mettermi in mostra, ho pagato il mio conto con la giustizia, ho cambiato vita, lavoro e sto con la mia famiglia, perchè questi invece di fare il loro mestiere, puntano a far ammazzare i miei figli?” Maniero chiede, in data 6 giugno 2013, la rimozione dell’articolo dal web. Il giorno dopo Alessandro Ambrosini scrive a Maniero: “Se accetta di incontrarmi e di scambiare quattro chiacchiere, lo farò molto volentieri”. La mail si conclude con un “io non vengo da scuole di giornalismo, ma vengo dalla strada e non scendo dall’albero come molti miei colleghi. Avrà ricevuto mille volte mail del genere e io non sono il 1001esimo”. Maniero risponde a muso duro: “Senti bene, uomo della strada, stai mettendo in pericolo la vita mia e dei miei figli”. Poi dà del cialtrone al giornalista e conclude “Un proverbio: uomo avvertito mezzo salvato”. Subito dopo Maniero fa chiamare Ambrosini dal suo avvocato e Ambrosini chiede, attraverso il legale dell’ex boss del Brenta, che Maniero gli invii una mail in cui assicura che non si tratta di una minaccia. “Mi sono sentito con il mio avvocato, ovviamente non era una minaccia la mia. Effettuare una minaccia per mail sarebbe una condanna certa, un po’ di esperienza mi è rimasta, non crede?” Passano tre mesi, “io non accetto di incontrare Ambrosini” e Ambrosini va dai carabinieri a fare la denuncia.

“Ridete di noi?” e scatta la rissa. Massacrati di botte quattro ragazzi

rissa-discoteca-tuttacronacaUna serata in discoteca, dopo di che un salto a Sacile, in provincia di Treviso, per mangiare un panino alla Salamella, un chiosco che resta aperto fino alle sette di mattina e “sfama” i giovani reduci dalle nottate in discoteca. Ma qui è accaduto il peggio, alle prime luci di domenica mattina. Quattro ragazzi tra i 17 e 18 anni, alcuni ancora studenti, che abitano a Godega Sant’Urbano e a Cordignano, sempre in provincia di Treviso, sono arrivati al chiosco, parlando e ridendo tra loro. A quel punto due giovani albanesi, che vivono in Provincia di Pordenone, si sono avvicinati e uno di loro ha chiesto: “Ridete di noi?”. La risposta “No, no, stiamo parlando tra di noi”. Ma non è bastato: gli albanesi hanno dato il via a una rissa, picchiandoli senza motivo, spaccando nasi e perfino continuando a prendere a calci in testa un 17enne quando ormai era già a terra: i colpi sono stati così violenti che ha avuto un’amnesia.

“Finchè morte non vi separi” non vale per lei: la cagnolina che veglia la lapide

cane_cimitero-tuttacronacaNuti trascorre ogni giorno con il suo padrone, Sante. Anche se l’uomo è morto da due anni. La cagnolina meticcia, rimasta con solo tre zampe dopo che una le è stata amputata perchè maciullata da una tagliola, ogni giorno scavalca la recinzione di casa, percorre diverse centinaia di metri e raggiungere il cimitero. Qui si accuccia davanti alla lapide dell’uomo che tanto l’amava, ricambiato. L’uomo è sepolto in provincia di Treviso, a Basalghelle, frazione di Mansuè, a poca distanza dalla casa dove ha vissuto per circa quarant’anni. La signora Gabriella, la vedova, racconta: “Le prime volte Nuti veniva in cimitero con me. Bastava dicessi: ‘dai che andiamo a trovare Sante’ e lei saltava tutta contenta. Dopo alcune settimane ho scoperto che si arrampicava sulla recinzione e scappava per andarsene tutta sola in cimitero. Entrando non dal cancello principale, bensì da un ingresso secondario”.

Babbo Natale “appiedato”: rubate le renne e la slitta!

babbo-natale-slitta-tuttacronacaA Mignagola, frazione di Treviso, è stato effettuato un furto che non può non attirare l’attenzione: sono state rapite le renne di Babbo Natale ed è sparita anche la sua slitta! Il fatto è capitato nella villetta con giardino di Pietro Paro, un pensionato 69enne che, alla vigilia delle festività, si è ritrovato con un Babbo Natale “appiedato”: non aveva infatti ancora preso posto sulla slitta e ora attende nello scantinato che arrivino novità sui cinque animali e sul mezzo. Nel frattempo, l’uomo ha lanciato un appello e posto una taglia: mille euro a chi riporterà il maltolto. Per farlo, si è rivolto sia alla tv locale che ai giornali: se non avrà riscontri, spererà comunque nel buon esito delle indagini dei Carabinieri, già sulle loro tracce: pare infatti che i malfattori siano stati immortalati dall’occhio della telecamera di videosorveglianza. Anche se il signor Pietro un sospetto ce l’ha. “Non valgono chissà cosa, si tratta di semplici renne con luminarie, come tante che si trovano sul mercato”, spiega il signor Pietro, in dialetto stretto. “È una questione di principio”. È il principio di non dover chinare la testa sempre e comunque, accettando le angherie degli invidiosi, a far puntare i piedi a questo pensionato, nel nome del rispetto e dell’onestà. Anche se si tratta di una addobbo natalizio senza un grande valore economico. Comunque sia, se non dovesse ritrovare il tutto lui non rinuncerà al suo Natale luminoso: “Aspetto ancora una sxciànta (un po’, ndr), ma poi le ricomprerò”. Anche per non deludere i suoi nipotini!

Bacio saffico nei corridoi della scuola: studentesse richiamate

bacio-saffico-scuola-tuttacronacaBaci e carezze lungo i corridoi della scuola. Le effusioni in pubblico sono costate a due studentesse un richiamo della preside del liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso, insieme all’invito a mantenere un comportamento più rispettoso del contesto scolastico. La reazione della dirigenza, secondo i rappresentanti degli studenti, sarebbe stata determinata soprattutto dalla natura omosessuale delle effusioni. Renata Moretti, vicepreside dell’istituto, ha spiegato che richiami di questo tipo vengono fatti comunemente agli studenti notati in gesti e atteggiamenti eccessivi nei corridoi, in violazione del regolamento disciplinare. Tutto ciò non avrebbe quindi  nulla a che vedere con l’orientamento sessuale dei ragazzi. La Moretti ha aggiunto ancora:”La nostra è una scuola aperta e plurale, rispettosa dei diritti di ciascuno. Mi pare invece che in questo caso si cerchi solo di strumentalizzare l’episodio”. Le effusioni tra le due ragazze sarebbero state segnalate in modo anonimo alla direzione scolastica.

Quando il motore, letteralmente, fa le fusa: micio incastrato!

micio-auto-tuttacronacaUn micio incastrato nel vano motore dell’auto: serve agilità per riuscirci, talmente tanta che in seguito il proprietario della Renault Megane non è riuscito a liberare il gattino dagli ingranaggi. S.G., alla fine, ha dovuto chiamare i Vigili del fuoco per aiutare la bestiola a tornare in libertà. Il fatto è accaduto a Treviso, in via degli Alpini e i pompieri hanno impiegato un’ora per portare felicemente a termine l’impresa.

A 6 mesi muore in un incidente stradale, grave la mamma in ospedale

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Nel tardo pomeriggio a Sernaglia della Battaglia, in provincia di Treviso, si è verificato un tremendo incidente tra due veicoli. Un bimbo di appena 6 mesi è rimasto ucciso nello scontro, mentre la mamma è ricoverata  in fin di vita all’ospedale Ca’ Foncello nel capoluogo veneto. Madre e figlio viaggiavano su un’auto che, per cause ancora in corso di accertamento, si è scontrata frontalmente con un’altra vettura con a bordo altre tre persone rimaste ferite.

Niente scuola e sola a casa a 9 anni, padre denunciato

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E’ stata la scuola ad allertare le Forze dell’ordine, visto che un’allieva era assente da 10 giorni. Il fatto è avvenuto in provincia di Treviso dove il direttore di una primaria ha allertato i carabinieri. Così i militari sono andati a casa della bambina che vive con il padre a cui era affidata dopo la separazione dalla moglie e nella quale vive con un’altra donna. L’uomo non era in casa e la bimba era da sola nell’abitazione. I militari hanno così atteso insieme alla piccola il ritorno del genitore. L’uomo, un italiano, ha affermato che la figlia stava male, ma nell’abitazione non c’erano farmaci, inoltre la bambina non era stata visitata da nessun dottore. Così i militari lo hanno denunciato per abbandono di minore e la bimba è stata affidata temporaneamente alla zia che ne ha anche garantito l’immediato rientro a scuola.

L’appello di Catwoman: fatemi partecipare a GF o a Pomeriggio 5!

catwoman-grandefratello-tuttacronacaCatwoman chiede disperatamente di partecipare a Grande Fratello. Se proprio non fosse possibile, ok anche essere ospite di Barbara d’Urso a Pomeriggio 5. E’ quanto accaduto ieri a Treviso, dove Nicoletta, con una tuta attillatissima e il volto coperto da una maschera, ha raggiunto l’ultimo piano del parcheggio Dal Negro per far cadere una pioggia di volantini contenenti la sua richiesta: partecipare a programmi televisivi che le diano visibilità. La 35enne con marcato accento dell’est Europa, racconta di essere stata abbandonata da tutti, a cominciare dalla propria famiglia, la quale l’avrebbe picchiata e derubata, arrivando a considerarla morta. “Mi sono decisa a questa pazzia. Vorrei andare al Grande Fratello, perché so che sarei capace di farlo e con i soldi che prenderei aiuterei tutte le le persone povere”. Perchè proprio Catwoman come maschera? “Semplice, perché se venissi riconosciuta verrei derisa da chi mi conosce e mi considera solo una perdente. Se invece riuscissi ad arrivare al Grande Fratello, dimostrerei che riesco ad alzarmi da terra anche senza il loro aiuto”.

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Il canile che offre soldi a chi adotta un cane

cucciolo-di-cane-tuttacronacaRestano cinque cani da adottare nel canile di Ponzano, in provincia di Treviso e per trovare loro una casa il Comune ha pensato di “pagare” chi li prenderà con sè. Di sicuro cani che si possono riceve in regalo ce ne son molti, ma non si era mai sentito che qualcuno venisse anche pagato per prendere con sè un amico a quattro zampe. L’idea è venuta perchè è lo stesso Comune a pagare a questo canile, che ospita i cani accalappiati a Castelfranco, per il mantenimento degli animali, almeno fino a quando qualcuno non li adotta, versando  mediamente circa 800 euro all’anno per ciascun cane.  I cinque cani per cui sarà assegnato un contributo di 400 euro sono gli ultimi che mancano per azzerare i costi del Comune per il randagismo. “Si tratta di cani di una certa età e che si trovano in canile da parecchi anni – dice ancora – Sappiamo che è difficile che qualcuno li adotti, per questo abbiamo pensato di dare un incentivo”.

Bambino di 10 anni troppo violento: interviene la polizia

iperattività-infantile-tuttacronacaPericoloso per i compagni e le insegnanti a causa dei suoi momenti di iperattività che sfociavano anche in atti violenti. E’ la storia di un bimbo di 10 anni che vive nella provincia di Treviso che ha visto, ad un tratto, la sua aula scolastica svuotarsi. I genitori dei suo compagni, infatti, hanno deciso da un giorno all’altro di non mandare più i propri figli a scuola, temendo per la loro incolumità. Il bambino, che si è ritrovato unicamente in compagni di un insengante di sostegno, ha iniziato a lanciare tutto per aria costringendo anche la maestra ad allontanarsi dall’aula, ferendo sia lei che un bidello e un’altra bambina. Tutti e tra sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Lo scatto d’ira del piccolo si è placato solo in seguito all’intervento della polizia e all’arrivo dei genitori e a quel punto è stato possibile recuperarlo dall’aula. I suoi genitori chiedono di essere capiti, spiegando che non è una situazione facile da gestire nemmeno per loro ma vogliono comunque che il figlio non diventi un emarginato, ma gli altri parenti dal canto loro definiscono la situazione “insostenibile”.

Stop alle ronde dopo che i poliziotti sono stati scambiati per ladri!

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E’ successo in provincia di Treviso, dove alcuni cittadini che prendeva parte alle “ronde” hanno scambiato dei poliziotti per ladri, più di una volta! «Ho chiesto ai cittadini di condividere un progetto su un sistema di controllo di vicinato – ha detto il sindaco Monica Barbiero di Martellago in provincia di Treviso – basato sul reciproco aiuto e conoscenza tra vicini di casa e quartiere» Per questo il Comune illustrerà il progetto in un vademecum che sarà distribuito a tutti i cittadini.

«Dai dati dei carabinieri i furti non risultano in aumento ma molti non denunciano. Bisogna sempre informare le forze dell’ordine e anche qui questi cittadini ci aiuteranno. Siamo tutti dalla stessa parte per rendere il comune più sicuro» ha detto sempre il sindaco Monica Barbiero, ribadendo la preoccupazione e attenzione per il problema. Ma il sindaco ha chiesto di desistere da certe azioni: l’eccessivo tamtam su Facebook, «dove ci si può confrontare, ma non creare allarmismi», l’iniziativa dei vigilantes e la questione ronde armate. «Capisco la buona volontà, ma non bisogna ingenerare situazioni non lecite e di pericolo» avvisa Barbiero. Che oggi a Venezia incontra il prefetto con i colleghi del Miranese «che vivono la stessa emergenza, generale. Porterò le istanze emerse, come una maggiore presenza delle forze dell’ordine e l’apertura del tavolo con i cittadini, e chiederò tutto quanto possibile per la sicurezza».

Il Comitato ha condiviso la linea. «Gli amministratori sono stati disponibili, gli obiettivi sono comuni. Abbiamo chiesto cosa possiamo fare noi cittadini e cosa fa il Comune. Ci hanno risposto che il pattugliamento del territorio è aumentato, anche con la polizia locale, che sarà diffuso un vademecum, come faremo noi, e ci hanno coinvolti su questo progetto di controllo di vicinato» ha commentato Ivan, uno dei rappresentanti del Comitato, che hanno preso le distanze dagli estremismi e confermato lo stop (almeno per ora) sull’iniziativa vigilantes. «Stavamo acquisendo le disponibilità, la stavamo ancora organizzando, ma di fatto non è partita e comunque sarebbero stati solo osservatori. Vogliamo collaborare con le istituzioni. Le iniziative attuate finora sono frutto di gruppi e scelte individuali e ci dissociamo da ogni forma di violenza».

ATTENTI ALL’ACQUA: l’incubo mercurio nella falda, “altri 50 anni”

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L’incubo resta! Le  falde acquifere sotterranee fra Treviso sud, Pregaziol e Casier, presentano quantità di mercurio preoccupanti. Sono nei pozzi da cui attingono acqua molte case. Quale è il rimedio? Solo il progressivo allestimento delle tubazioni dell’acquedotto può porre un rimedio definitivo, in pratica solo se l’acqua arriva dalle condutture, e non dal fondo di un pozzo, è sicura al cento per cento. A distanza di quasi tre anni, dopo il primo allarme nel febbraio 2011, rimane ancora il mistero di cosa abbia inquinato una fascia di territorio lunga 8 chilometri e mezzo e larga più di 2: una quarantina le famiglie che, da un giorno all’altro, non hanno più potuto utilizzare l’acqua raccolta dalla falda che scorre copiosa tra i 200 e i 300 metri di profondità.

Oggi, a distanza di così tanto tempo, l’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte, ammette che tutti gli sforzi fatti per capire l’origine di quell’inquinamento sono stati vani: «La conformazione idrogeologica dell’area, caratterizzata da molteplici falde artesiane che si estendono per profondità di centinaia di metri, nonché la presenza di un diffuso tessuto produttivo e artigianale consolidato nelle ultime decine di anni – spiega l’assessore – non consentono facilmente un’individuazione puntuale dell’origine del fenomeno. Non si può neppure escludere la possibilità che l’inquinamento possa essere stato prodotto anzitempo e che la fonte di pressione possa essere nel frattempo esaurita».
Cosa sia stato a inquinare la falda quindi non è stato ancora accertato, non si sa a chi attribuire le responsabilità, ma il rischio non è passato. Le voci più insistenti parlano di un inquinamento più profondo, legato magari alle realtà industriali che fino agli anni Ottanta lavoravano nella zona di Paese. Senza contare le tante attività concentrate nella zona. E un tecnico che preferisce rimanere anonimo ammette: «Il mercurio rimarrà in quella falda per altri cinquant’anni».

Insulta la suocera via sms: dovrà sborsare 2mila euro

SMS-offese-tuttacronacaUn Giudice di pace di Treviso ha inflitto a un 24enne marocchino residente a Conegliano, nel Trevisano, la sanzione di 500 euro condannandolo anche a pagare le spese processuali, a risarcire la 45enne con 350 euro e a rimborsarle le spese legali per 1.200 euro. Questo a seguito del dibattimento nato dalla querela presentata da una 45enne nata in città e ora residente in Calabria, costituita parte civile nei confronti di Walid Ouai, accusato di ingiurie. Il giovane, nel giugno dell’anno scorso e ripetutamente, avrebbe offeso la madre della sua compagna. Tali ingiurie, spiega il Gazzettino, si sarebbero succedute prima via messaggio sul telefono cellulare («falsa di m…, p…»), sia nel corso di incontri ai quali avrebbero assistito anche altre persone. Le frasi contestate al 24enne appaiono minacciose («ti spezzo le gambe, ti mando alla tomba, non ho mai conosciuto una p… come te, se eravamo in un altro Paese ti avrei già sistemata»), ma ad Ouai erano contestate solo le ingiurie. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna dell’imputato a 600 euro di multa.

Il maltempo non lascia tregua: ora l’allarme riguarda il Veneto

allagamenti-tuttacronacaRischio idrogeologico nella maggior parte della regione per il Veneto a partire dalle 12 di giovedì e fino alle 16 di venerdì. Il rischio di attenzione riguarda in particolare l’Alto Piave in provincia di Belluno, l’Alto Brenta e Bacchiglione nelle province di Vicenza, Belluno e Treviso, il Basso Piave, il Sile e il bacino che scola in laguna, nelle province di Venezia, Treviso e Padova, la zona di Livenza, Lemene e Tagliamento nelle province di Venezia e Treviso. Come ricorda il Gazzettino, le amministrazioni locali dovranno porre in atto le procedure di allerta dovute a conclamate criticità o particolari sofferenze idrogeologiche e idrauliche presenti nel territorio di competenza. In particolare i Comuni caratterizzati dalla presenza di fenomeni di colate rapide dovranno attivare azioni di controllo del territorio in quanto tali fenomeni di dissesto sono particolarmente sensibili alle precipitazioni temporalesche intense.

Un nuovo avvistamento per Marianna Cendron. I carabinieri sentono il fratello

marianna-cendron-tuttacronacaContinuano le indagini per ritrovare Marianna Cendron, la 18enne di Paese scomparsa il 26 febbraio a Castelfranco, in provincia di Treviso. L’ultima segnalazione giunta ai carabinieri risale agli ultimi giorni di ottobre e proviene da un residente di Piombino Dese, nel Padovano, che ha parlato di una ragazza minuta in sella a una bici che pedalava nell’oscurità della sera. Nel frattempo le forze dell’ordine proseguono anche a sentire chi conosceva la giovane: gli amici, l’ex fidanzatino e gli ex colleghi. Il primo della lunga lista di persone che i militari di Paese hanno avuto il compito di sentire è stato il fratello della giovane, Giorgio. Maggiorenne da qualche giorno, si è recato venerdì sera nella caserma dei carabinieri del luogo rimanendovi per quasi 5 ore. Ai carabinieri avrebbe rivelato che Marianna “Si era staccata da me, non si fidava, pensava dicessi tutto ai genitori”.

Loris Mazzorato il sindaco che cerca lavoro come magazziniere

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Dopo una settimana di incertezza il comune di Resana in provincia di Treviso è stato commissariato. Il sindaco Loris Mazzorato con la sua partecipazione al requiem per Erich Priebke a Paese, aveva creato una crisi nella maggioranza con l’indignazione dei suoi sostenitori e con le dimissioni di dodici consiglieri su diciassette che  si erano dimessi. In quell’occasione il sindaco poi aveva equiparato  i sindaci ai nazisti in quanto costretti a commettere crimini contro i cittadini. Affermazioni forti che hanno portato poi alle dimissioni del sindaco stesso.

«Se avessi fatto un passo indietro con la mia maggioranza – afferma Mazzorato – quasi certamente avrei avuto ancora il mio lavoro da sindaco fino al prossimo anno e poi probabilmente ancora. Invece non ho messo l’interesse economico davanti ai miei ideali. E sono contento così». Ma che genere di lavoro andrà a fare? Anche durante l’incontro di un paio di settimane fa in cui aveva incontrato la popolazione aveva detto pubblicamente che se qualcuno sapeva indicargli qualcosa gliene sarebbe stato grato. «Ho 49 anni e cerco lavoro come chiunque altro. Al momento mi va bene qualsiasi cosa, anche lavori manuali: magazziniere, addetto alle pulizie, credo che tutti i lavori abbiano pari dignità». Ma la politica? «Con la politica ho chiuso. Sono già 15 anni che faccio parte di questo mondo e ora è giunto veramente il momento di dire basta. Quello che ho fatto è servito ai cittadini per capire che si può cambiare. Purtroppo uno da solo non può cambiare il mondo, spero che ora siano proprio i cittadini a darsi da fare».

Le misteriose sfere in cielo: avvistate in Veneto

villorba_strane_sfere-tuttacronacaSfere di luce, più o meno una dozzina, due delle quali ben visibili, nel cielo di Villorba, in provincia di Treviso. A darne testimonianza un agente di commercio 36enne che racconta: “Erano le 16 di mercoledì 16 ottobre e mi trovavo in via Roma. Scendendo dall’auto ho guardato in cielo. Subito ho pensato si trattasse di classici palloni gonfiati con elio o qualche mongolfiera di passaggio: quindi non ci ho dato particolare peso. Sono entrato in un edificio per uscirne dopo circa una ventina di minuti e ho notato, con sorpresa, che le ‘sfere’ erano ancora visibili e non si erano mosse. Ho trovato strana la cosa e ho deciso allora di fare qualche foto il mio cellulare”. A.S. ha quindi spiegato di non sapere quanto sia durato il fenomeno, “Però ho contattato l’esponente provinciale del Cun (Centro Ufologico Nazionale, ndr) e inviato le foto per essere esaminate dai loro esperti”. E Renzo Tomasella, consigliere nazionale, ha confermato: “Con la testimonianza del pievigino e l’esame delle foto con software di elaborazione digitale, possiamo dire che si tratta delle cosiddette sfere di luce, già avvistate anche in Nordest, che sembrano non avere una consistenza materiale. Probabilmente sono una sorta di sonde per monitorare l’ambiente e la loro provenienza ci è ignota. A loro si pensa possano essere attribuiti i famosi ‘crop circles’. Nel corso dell’elaborazione al computer, ci siamo accorti della presenza di altre sfere, circa una decina, non visibili nelle foto originali”.

“Basta dare del tu alle maestre”: parla Luca Zaia

zaia-maestre-tuttacronacaE’ intervenuto all’inaugurazione di una nuova scuola elementare a Badoere di Morgano, nel Trevigiano, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che, nel suo discorso, ha fatto notare come “Una volta si aveva paura anche del vigile urbano, adesso i bambini non hanno più paura di niente. Per forza, se anche le maestre si lasciano dare del tu”. Per il presidente, è una questione di rispetto dei ruoli: “Non è un ‘amarcord’, io sono per la modernità, ma vorrei porre la questione. Nella lingua inglese dare del ‘tu’ alla regina è una cosa normale, in italiano usare il ‘tu’ o il ‘lei’ è un segnale di rispetto dei ruoli. Fossi un formatore mi chiederei se sia più corretto nella formazione primaria dei bambini far dare del ‘tu’ a un insegnante, che rappresenta prima di tutto un’istituzione importante, oppure del lei. Forse varrebbe la pena di approfondire”.

Il sindaco che si sente come Priebke: “sono un boia anch’io”

funerali-priebke-resana-tuttacronacaIeri sera a Resana, in provincia di Treviso, don Floriano Abrahamowicz, ha tenuto una messa “per il riposo dell’anima” dell’ex ufficiale delle SS. Era stato lo stesso sacerdote lefebvriano ad annunciare la celebrazione, che si è tenuta nella cappelletta che il religioso ha ricavato nella taverna della sua abitazione di via Nenni, ribattezzandola domus Marcel Lefebvre. Presente, assieme a una trentina di fedeli, anche Loris Mazzorato, sindaco del paese veneto. E proprio il primo cittadino ha affermato: “Priebke è stato il boia delle Fosse Ardeatine. Io sono il boia dei miei cittadini”. Sfoggiando una t-shirt con la scritta “Crimini di stato” e le immagini di Letta e Monti, Mazzorato ha spiegato: “Sono qui perché anch’io, come Priebke, sono costretto a obbedire a degli ordini, alle leggi sbagliate che lo Stato mi impone, pena denunce penali. In cassa ho 4 milioni congelati dal Patto di stabilità. Ma sono obbligato ad aumentare le tasse. Obbedendo a questi ordini anch’io mi macchierò di crimini, alla stregua di altri”. E riguardo il fatto che alle Fosse Ardeatine si sono contati 335 morti: “E io forse non finisco per favorire i suicidi? Aumentando le tasse lascio famiglie nella disperazione e giovani senza speranza”. La storia di Priebke, in tutto questo serve unicamente come pietra di paragone: “Io sono qui a rappresentare il mio Comune per difendere i miei cittadini, non per rendere onore a Priebke”, ha concluso il sindaco.

Luna Park costruito a mano!

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Ci sono voluti 40 anni affinché il progetto nato quasi per gioco di Bruno, il proprietario di un’osteria  Nervesa della Battaglia (Treviso) fosse completato. Ora il parco divertimenti “Ai Pioppi”, nascosto tra gli alberi della foresta nel rispetto della natura si può dire ultimato. Il primo scivolo risale a 40 anni fa quando iniziò a fare uno spazio ricreativo per i bambini che venivano a mangiare nella sua osteria. Pian piano però il progetto si è arricchito di altalene, montagne russe e ruote panoramiche:

“Io non immaginavo che andasse a finire così, che avesse questo successo”, racconta Bruno.

 

Travolto un 18enne nudo in strada: dava bastonate alle auto che passavano

ragazzo-nudo-tuttacronacaDomenica sera, a Santa Lucia di Piave, paese in provincia di Treviso, un 18enne ghanese, completamente nudo, è sceso in strada e, nudo, ha iniziato a colpire con un bastone le auto che passavano. Il neo maggiorenne ne ha danneggiate due a bastonate prima di venire travolto dalla terza auto che sopraggiungeva. E’ stato l’automobilista che l’ha investito a soccorrerlo. Il giovane è stato poi condotto all’ospedale di Conegliano dove gli è stata riscontrata la frattura del femore. Al momento, non ha ancora offerto nessuna spiegazione al suo comportamento.

Si sale… a piedi! Il condominio di 12 piani ferma l’ascensore al sesto

scale-a-piedi-tuttacronacaIn un condominio di 12 piani a San Fior, in provincia di Treviso, dei 144 mini alloggi ne sono affittati appena 31, dislocati su diversi piani. Qui, dal 14 giugno, agli inquilini manca l’acqua calda. A quella data risale infatti l’interruzione della fornitura del gas operata da Veritas Energia a seguito del mancato pagamento di bollette per complessivi 57 mila euro. Ora per i condomini arriva un’altra brutta notizia: da martedì il servizio degli ascensori verrà dimezzato. Ovvero: le corse si fermeranno al sesto piano. “Gli inquilini che abitano dal 7 al 12 piano potranno accedere ai rispettivi appartamenti esclusivamente tramite le scale”, si legge nel comunicato affisso nell’androne. Motivo: le bollette non pagate alla Edison Energia, che fornisce l’energia esclusivamente agli elevatori, per 9.700 euro. La proprietà, dopo aver provveduto a pagare le bollette arretrate, ha deciso di ridurre del 50% la corsa degli ascensori per risparmiare sui costi del servizio. Subito sono giunte le proteste degli inquilini. Racconta una di essi: “Come facciamo io e mio marito che è cardiopatico grave a salire le scale fino al decimo piano? L’avvocato mi assicura che la proprietà ha adottato una decisione illegale. Chiedo che intervenga il sindaco». Di provvedimento illegale parla anche Luciano Bellotto, segretario provinciale del Sunia. L’assessore alle politiche sociali, Lucia Tronchin, avrà martedì un incontro con la proprietà del San Fiore per affrontare i problemi sul tappeto: fornitura gas, sfratti, sicurezza.

Terrore a bordo, si spegne motore su volo Ryanair

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Terrore a bordo di un volo Ryanair partito da Cagliari alle sette e diretto a Treviso. Uno dei motori si sarebbe spento in volo, o quantomeno si sarebbe accesa la spia di un malfunzionamento, e l’aereo è tornato all’aeroporto di Elmas dove ad attenderlo c’erano già  pronti i vigili del fuoco, Polaria, ambulanze e personale della Sogaer. L’aereo ha però fatto rientro in aeroporto senza problemi ed è atterrato regolarmente.

Il buco milionario al caveau della Nes: parla il braccio destro di Compiano

nes_schiavon-tuttacronacaIeri la Guardia di Finanza di Treviso aveva portato a termine il maxi sequestro preventivo dei beni di Luigi Compiano, il presidente della North East Service, indagato assieme al contabile della società nell’ambito dell’inchiesta su un buco da 39 mnl di euro spariti dal caveau della Nes. Al termine delle operazioni sono stati posti i sigilli a 10 capannoni, sequestrate 400 auto di lusso e d’epoca, 100 moto, 70 motoscafi da gara. Il valore complessivo ruota attorno ad alcune decine di milioni di euro. Ma come si è creato il buco milionario nei caveau della Nes? A spiegarlo è stato lo stesso Massimo Schiavon, responsabile delle sale conta della società interrogato lo scorso venerdì in presenza del magistrato. L’uomo ha spiegato che la richiesta di prelievo partiva dalla direzione, dopo di che lui si recava al caveau, contabilizzava in uscita la transazione interna, metteva i soldi in una busta e li consegnava a Compiano il quale, come ricevuta di consegna, firmava un assegno che veniva riportato nel caveau e fungeva da ricognizione di debito. La sua versione dei fatti ora attende conferma dalle parole di Luigi Compiano. I legali del braccio destro del presidente hanno sottolineato che i prelievi venivano “fatti alla luce del sole e tutti rendicontati”. Gli avvocati hanno anche ribadito che Schiavon non avrebbe mai preso un solo euro dalla Nes se non quelli dello stipendio. Una condotta, essendo un dipendente della società, che per gli avvocati Jacobi e Guarnieri non sarebbe penalmente sanzionabile.

A Treviso aperta la caccia alla volpe: ce ne sono troppe

volpe-treviso-tuttacronacaLa Provincia di Treviso ha deciso di riavviare un programma triennale per tenere sotto controllo il numero delle volpi che si aggirano in quelle zone, creando danni nei campi e compiendo, sporadicamente, stragi di galline. Il piano prevede di abbattere gli animali che, con i loro circa 4mila esemplari, sono troppi, nonostante non siano inseriti nella lista delle specie protette. La normale stagione di caccia non sarebbe infatti sufficiente per tenere sotto controllo il numero della popolazioni delle volpi. Il progetto è di uccidere 350 esemplari all’anno all’interno delle zone di ripopolamento e cattura, dove maggiore è la concentrazione, anche se in caso di necessità si potrà uscire dai confini pur non superando il raggio di mezzo chilometro. Gli animali potranno essere uccisi sparando direttamente nella loro tana con l’aiuto di cani appositamente addestrati. Arriverà una qualche Mary Poppins a salvarle?

Tisana allucinogena, gravissimi tre giovani!

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Si sono preparati una tisana con erbe allucinogene… ma purtroppo l’effetto non è stato quello sperato. Tre giovani di  Pianzano di Godega (Treviso), di 23, 20 e 19 anni, durante una festa in una casa privata hanno bevuto la tisana che si erano preparati e sono rimasti gravemente intossicati. I loro amici preoccupati hanno chiamato il 118, sulla vicenda indagano le forze dell’ordine.

 

Dove sono finiti i soldi dei risparmiatori? Aumenta l’ammanco nei caveau della Nes

northeastservice-tuttacronacaContinuano le perquisizioni delle filiali del gruppo North East Services da parte delle Fiamme Gialle e, mentre proseguono, la voragine aumenta. Dopo la villa di Santa Maria del Rovere a Treviso, i finanzieri sono passati alla filiale di Vicenza e al deposito in zona industriale a Villorba dove il patron della Nes, Luigi Compiano, custodisce la sua collezione di un centinaio di auto d’epoca. L’ammanco del caveau, secondo gli inquirenti, avrebbe già ampiamente superato i 40 milioni. A Silea ne erano spariti tra i 23 e i 28, ma controllando altre “sale conta” si viene a scoprire di altri “buchi”.  A Spini di Gardolo (Trento) le Fiamme gialle hanno individuato un buco di 8 milioni di euro. E, comespiega il Gazzettino, i conteggi sono ancora in corso nelle altre filiali sparse per la penisola: da Sestri Levante (Genova) a Tavagnacco (Udine) passando per Collegno (Torino) Bolzano e Azzano San Paolo (Bergamo). Ieri i finanzieri si sono presentati anche nella filiale di Vicenza dove non sarebbero state riscontrate irregolarità.

Quei 28.5 milioni di euro spariti da un caveau: erano i soldi dei risparmiatori!

northeastservices-tuttacronacaDalle prime ricostruzioni, il 1 ottobre Veneto Banca e Banca Intesa, che in base a una loro spending review interna avevano intenzione di chiudere il rapporto che le legava all’istituto di vigilanza North East Services. Alla richiesta di ottenere 20 milioni complessivi di liquidità tenuti materialmente in custodia in un caveau della Nes a Silea, nel Trevisano, i due istituti si sono visti però opporre un rifiuto.  A questo punto hanno presentato un esposto e dalla Banca d’Italia è stato lanciato l’allarme sulla reale presenza del denaro nei caveau di Silea e di Vicenza. La Guardia di Finanza di Treviso vi avrebbe dovuto trovare 28.5 mln di euro dei risparmi dei cittadini, ma i soldi non c’erano. Un investigatore ha riferito che “E’ tutto ancora fumoso e stiamo cercando di capire cosa è accaduto”. Al momento, gli accertamenti sono solo agli inizi e devono essere sentiti sia il vertice della Nes, che gli istituti di credito i quali avevano affidato a quest’ultima la raccolta e la custodia del denaro nei suoi caveau. Il caveau è tanto presidiato quanto sorvegliato da videocamere e non è possibile una singola persona abbia rubato una simile somma di denaro. E’ possibile quindi che l’ammanco possa essersi creato nel corso degli anni: attualmente però non ci sono certezze. Come spiega La Tribuna di Treviso, la North East Services è un istituto nazionale che ha stipulato contratti con alcune delle principali banche italiane, comprese Intesa e Antonveneta. Nella provincia di Treviso quasi tutte le banche affidano il contante alla Nes/Gruppo Compiano. A un’assemblea sindacale prevista per oggi, 2 ottobre, i dirigenti del Gruppo Compiano non si sono presentati all’appuntamento con i lavoratori. Un paio di anni fa l’azienda trevigiana Compiano era già stata al centro di un’inchiesta per irregolarità nei trasporti di valori poi sfociata in sanzioni per 35 mila euro.

12 Km contromano: la foto shock della Panda rossa

contromano-passante-tuttacronaca12 km in autostrada, contromano. Una folle corsa terminata con uno schianto all’altezza di Mogliano, in provincia di Treviso, dopo che decine di automobilisti l’hanno schivata, e la morte della 37enne Arianna Menegatti. La polizia stradale ha ora iniziato l’analisi dei video delle telecamere e sta ascoltando alcuni degli automobilisti che, sotto shock, hanno telefonato al centralino informando della Panda Rossa lanciata contro senso. Le prime chiamate, lo scorso sabato, erano arrivate alle 14.45: “C’è un’auto che corre contromano in carreggiata direzione Trieste, fermatela prima che faccia una strage”. Una bomba che avrebbe potuto procurare molti morti mentre, alla fine, l’unica vittima è stata la stessa conducente dell’auto. Solo qualche contusione per Tiziano Pasquali, 63 anni, trevigiano di Mansuè, alla guida della Passat contro cui si è scontrata. Sposata e residente a Comacchio, Arianna Menegatti era partita da casa nel tardo pomeriggio di venerdì per andare a fare visita al padre che abita a Cittadella. Come abbia potuto imboccare il Passante in senso opposto è un mistero che la Polstrada sta cercando di risolvere. L’uomo coinvolto nell’incidente, che ora si ritrova iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo, anche se la Procura di Treviso puntualizza che si tratta di un mero atto dovuto a stessa tutela dell’uomo, ha raccontato quei terribili attimi al Gazzettino: “Stavo percorrendo il Passante, guidavo a velocità moderata. Davanti a me avevo un grosso furgone che non mi consentiva una visuale ampia delle tre corsie”. In un attimo è passato dalla tranquillità al panico: “All’improvviso il furgone si è scansato e mi sono trovato di fronte un’auto rossa che mi piombava addosso a velocità sostenuta”. Il 63enne ha visto la morte in faccia: “Ho percepito d’essere in pericolo di vita e di riflesso ho cercato di scansare l’ostacolo. Ho sterzato verso il guard-rail. Ma l’auto rossa, anziché andare dalla parte opposta, ha imitato la mia manovra facendo zigzag. Mi veniva dritta addosso mentre io cercavo disperatamente di evitarla. Ricordo di aver toccato il freno. Poi più nulla. Solo lo schianto”.

Scuolabus coinvolto in un incidente stradale: 5 bimbi feriti

incidente_scuolabus_tuttacronacaScontro frontale tra un pullmino della scuola elementare di San Sisto di Villorba e una Bmw ieri attorno alle 13.30 in via Cal di Breda, al confine tra i territori comunali di Carbonera e Villorba, lungo la bretella che dalla sede della Provincia di Treviso, sbocca a Lancenigo. A bordo dello scuolabus, che stava per terminare il suo giro, si trovavano gli ultimi cinque bambini e un’accompagnatrice. Il mezzo si èscontrato con una Bmw guidata da una 24enne, P.S., che è spuntata da una curva a gomito con una traiettoria piuttosto stretta. Entrambe le vetture hanno riportato ingenti danni e tanta è stata la paura dei piccoli, subito portati al pronto soccorso del Ca’ Foncello insieme all’accompagnatrice e all’autista della Bmw, quest’ultima in stato di gravidanza, per svolgere gli accertamenti del caso. A uscire indenne dallo scontro è stato invece l’autista del pulmino. La Polizia Locale di Villorba sta or investigando sulle modalità e sulle cause dell’incidente. Si stanno eseguendo i rilievi di rito, ma l’ipotesi più probabile è che si sia trattato di una distrazione o di un malore della conducente della vettura.  I bambini e l’accompagnatrice hanno raccontato di essersi visti la macchina davanti improvvisamente e sul manto stradale non si sono riscontrati segni di frenata: fortunatamente i mezzi viaggiavano a velocità ridotta. Dopo tanto spavento, non ci sono stati feriti gravi: i cinque bambini, tra i quali due gemelli, tutti residenti nella frazione di San Sisto e nati tra il 2003 e il 2006, sono stati visitati al pronto soccorso per accertamenti e poi dimessi nel pomeriggio con leggere contusioni, qualche graffio e tanto, tanto spavento.

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Per combattere la crisi… il marito in affitto!

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In precedenza c’era stato Marco Zotti, prof precario 48enne di Montebelluna, in provincia di Treviso, che per affiancare un’altra fonte di possibile guadagno all’insegnamento, è diventato “marito in affitto”. Nessuna prestazione sessuale, ma “Faccio tutto ciò che un marito non è in grado di fare – aveva spiegato Zotti al Gazzettino -: aggiusto tapparelle, cambio le spine, monto il mobile appena acquistato, ma accompagno anche le donne in difficoltà ad acquistare un computer piuttosto che una lavatrice. Posso perfino cucinare: la mia passione. Il tutto per 20 euro senza diritto di chiamata”. Un modo come un altro per combattere la crisi, iniziato al termine di una relazione durante la quale, però, essendo lei un’albergatrice, per darle una mano aveva imparato a destreggiarsi con tutte quelle piccole incombenze che ci possono essere in una casa. Sulla stessa scia si è inserito il 38enne Sergio dal Molin, di Feltre, nel Bellunese: separato, con tre figli da mantenere, l’uomo si è armato di buona volontà e di cassetta degli attrezzi. E ora è pronto a risolvere ogni problema delle casalinghe in difficoltà. Da luglio ha aderito alla società in franchising “Il marito in affitto“, una rete di persone che, complice la crisi, si sono unite per offrire servizi. L’adesione ha un costo: “un’iscrizione di 500 euro. Ti mettono nel sito, ti aprono una pagina Facebook e ti danno dei volantini da distribuire nei locali di solito frequentati da donne come gelataie, estetiste, parrucchiere. Ci sono anche persone che lavorano per conto proprio e che, per acquisire nuovi clienti, si spacciano per mariti in affitto”. Riguardo il suo lavoro, spiega che in media riceve un paio di chiamate al giorno: “Dipende, a volte una, altre 5 per lavoretti veloci, facciamo una media di 2 chiamate al giorno”.

In bici, viene travolto da un’autobotte dei pompieri: è gravissimo

vigili-fuoco-ciclista-tuttacronacaUn marocchino di 63 anni, residente a Spresiano, in provincia di Treviso, è ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione del Ca’ Foncello, nella città veneta dopo esser stato investito da un’autopompa dei vigili del fuoco che stavano rientrando in caserma dopo un intervento. L’incidente è avvenuto in via Santa Barbara, in prossimità dell’incrocio con la Castellana. L’uomo stava attraversando la strada in sella alla sua bicicletta quando è stato toccato dal mezzo ed è rovinato violentemente sull’asfalto. L’operatore del 115, dal canto suo, ha tentato di evitare il ciclista finendo contro un’aiuola spartitraffico. Sul posto sono intervenuti i vigili e i sanitari del 118. Secondo una prima ricostruzione, il ciclista stava procedendo sul marciapiede quando, all’altezza del passaggio pedonale, si è buttato in mezzo alla strada senza che l’autista del mezzo di soccorso potesse schivarlo.

Nas al lavoro in Veneto: sequestrate 13 vasche per la fish pedicure

fish-pedicure-tuttacronacaNas di Treviso al lavoro nei centri estetici del Veneto. In tre strutture del veneziano hanno sequestrato 13 acquari con i pesci esotici della specie “Garra Rufa”, utilizzati per la “fish pedicure”, pratica estetica tradizionale nei Paesi asiatici ma non ammessa in Italia. Nel corso di una serie di controlli tra le province di Treviso, Venezia e Belluno, sono stati sequestrati anche sette centri estetici, cinque dei quali gestiti da cittadini cinesi, perchè privi delle prescritte autorizzazioni e condotte da personale non abilitato. Delle 12 strutture sottoposte a controlli, in ben 11 sono state riscontrate irregolarità, come in 2 centri dove sono stati sottoposti a sequestro 4 locali abusivamente utilizzati come cabine estetiche e 5 apparecchiature “solarium” non autorizzate. Complessivamente, ai contravventori sono state elevate sanzioni amministrative per un ammontare di oltre 14 mila euro. Il valore delle attività sequestrate è pari a circa un milione e 500 mila euro.

La palla di fuoco che ha attraversato i cieli nel Trevigiano

palla-infuocata-treviso-tuttacronacaUn improvviso bagliore nei cieli, dopo di che, un forte boato della durata circa di tre secondi. E’ quando avvenuto questa notte, attorno alle 2.45, a Castello di Godego, in provincia di Treviso, dove metronotte, agenti di polizia e carabinieri sono rimasti sorpresi nell’osservare una grossa palla infuocata che attraversava il cielo sopra di loro. Dopo la forte luce, il boato che ha dato l’avvio a decine di chiamate di cittadini alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco.

Avanti tutta la notte con musica e droga… ma arriva il blitz!

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Cocaina, hashish e mdma (noto anche come ecstasy). E’ quanto ha trovato la polizia durante un blitz avvenuto nella notte tra venerdì e sabato all’Apartamento Hoffman, famoso club di Conegliano, in provincia di Treviso, dove oltre a molti dj erano presenti quasi 300 giovani, con un’età media di circa vent’anni. Lo scenario in cui si sono imbattuti gli agenti, una volta entrati nella sala principale e aver acceso le luci, era un tappeto di bustine e pastiglie, evidentemente gettate a terra dai presenti per liberarsene rapidamente. In tutto, gli agenti hanno raccolto oltre venti grammi di cocaina, hashish e mdma. 15 dosi di quest’ultima sono inoltre state rinvenute all’esterno, dove un trentenne vicentino, accortosi della polizia, aveva nascosto un contenitore dietro ad una ruota della sua auto.

Morte sulle rotaie: suicidio o fatalità?

suicidio_treno_treviso-tuttacronacaNon è ancora stata identificata la vittima di una tragedia occorsa nel primo pomeriggio di oggi vicino alla stazione di Treviso. Un uomo è stato travolto e ucciso da un treno in transito mentre, così sembra, tentava di attraversare i binari nonostante il passaggio a livello fosse chiuso. Al momento gli investigatori non escludono che possa trattarsi di suicidio anche se tutte le piste sono aperte. E’ stata la polizia ferroviaria a effettuare i rilievi.

Aggrediscono e rapinano le loro vittime in casa: accade nel Trevigiano

rapina_treviso-tuttacronacaProprio qualche giorno fa avevo detto ai miei figli di voler installare l’allarme o delle telecamere, perché non dormivo tranquilla. Me lo sentivo che stava per succedere qualcosa”. E’ quanto ha raccontato la 74enne Bruna Colusso, residente a San Giuseppe, quartiere di Treviso. La donna che si è svegliata con addosso uno dei due rapinatori che si erano introdotti nella notte nella sua abitazione. Avevano intenzione di sottrarle gli anelli e le catenine che indossava. La donna, vedova, vive con la madre 98enne e con due dei tre figli. Non è stata picchiata, ma ha un labbro rotto e diversi ematomi. Continuano dunque gli episodi di rapina nella Marca trevisana. Tre in due giorni, prima a Castagnole di Paese, poi a San Trovaso di Preganziol. In quet’ultimo caso la vittima era stato il 67enne Aldo Basso, meccanico pensionato dell’Actv, residente in via Michieletto 5. L’uomo era stato malmenato e minacciato nel cuore della notte da due banditi violenti e decisi a tutto dopo aver fatto irruzione nel suo appartamento scardinando con il piede di porco la porta d’ingresso. Uno dli intrusi, dopo averlo svegliato, gli ha intimato “stai fermo o ti ammazzo”mentre gli legava i polsi con del nastro adesivo. “Erano due italiani, probabilmente drogati. Mi hanno rubato perfino quattro scatole di sigari toscani” ha raccontato appena tornato dal Pronto soccorso del Ca’ Foncello dov’è stato accompagnato per dei controlli. A dare l’allarme è stato il cane della famiglia.

Fulmini a raffica in Veneto: in fiamme un tetto e una centralina Enel

maltempo-venezia-treviso-tuttacronacaAnche il Nordest della nostra penisola è stato colpito dalla perturbazione atlantica che sta flagellando l’Italia, con rovesci intensi e violenti in particolar modo nel Veneziano e nel Trevigiano, le uniche province che hanno subito danni di rilievo. I problemi sono stati creati anche dall’intensa attività elettrica: i fulmini hanno provocato danni anche ingenti a Borso del Grappa, nella Marca, e a Pra Maggiore, nel Portoguarese. Lavoro intenso per i vigili del fuoco, impegnati a spegnere i roghi e mettere in sicurezza le zone colpite. A Borso del Grappa, in provincia di Treviso, oltre ad allagamenti e rami caduti, i pompieri hanno avuto a che fare con una fuga di gas causata da un fulmine che ha colpito un contatore Enel vicino ad un bombolone di Gpl che è stato danneggiato dalla scarica elettrica. Inevitabile la fiammata. I vigili, giunti sul posto a mezzanotte e 15 minuti, hanno cercato di capire come intervenire e alla fine sono riusciti ad intercettare e chiudere il tubo di alimentazione del gas. Ingenti danni anche nel Veneziano: i vigili del fuoco sono stati impegnati dalle sei di mattina fino alle dieci circa per un fulmine che si è abbattuto sul tetto di un’abitazione di nuova generazione a Pra Maggiore, nel Portogruarese: guaine, materiali isolanti di facile combustione, non hanno certo facilitato il lavoro dei pompieri. Il tetto si è incendiato ed è stato necessario rimuovere tutto il materiale per riuscire a mettere in sicurezza la casa.

Imprenditore picchia convivente: il pranzo non era pronto!

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Violenza contro la convivente da parte di un piccolo imprenditore edile 56enne di Montebelluna (Treviso) aggravato dai futili motivi: sembra infatti che l’uomo al rientro dal lavoro non abbia trovato il pranzo pronto in tavola. Questo fatto, insieme a una buona dose di alcol avrebbe mandato in escandescenza l’uomo che avrebbe pesantemente insultato, schiaffeggiato e sbattuto contro un muro la compagna di 32 anni. Ma questo sarebbe stato, secondo il racconto della vittima solo l’atto finale di una serie di violenze già subite dalla donna. I due erano andati a convivere lo scorso anno, e subito erano iniziate le liti. Alcuni mesi fa la 32enne poi aveva ricevuto una telefonata da una donna che l’informava di avere una relazione con il 56enne. Così la donna aveva interrotto il rapporto ed era tornata dai genitori. L’uomo si era presentato dando in escandescenze e  alla fine, aveva   convinto la compagna a ritornare insieme. Lo scorso giugno, un nuovo eccesso d’ira: il 56enne afferra la partner al collo e la prende a schiaffi. La 32enne lo abbandona una seconda volta. Una decina di giorni fa, però, di fronte alle promesse di cambiamento acconsente a riprendere la convivenza. Ora l’uomo è stato arrestato grazie alle nuove norme contro la violenza su le donne.

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