Piange il mondo della letteratura: addio a Doris Lessing

dorislessing-tuttacronacaE’ in lutto il mondo della letteratura per la morte della scrittrice britannica Doris Lessing, spentasi all’età di 94 anni. Il premio Nobel per la Letteratura del 2007 era nata nell’attuale Iran nel 1919,  quando era ancora protettorato britannico. Nella motivazione del premio si legge: “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”. Nella sua lunga vita, l’autrice ha vissuto gli sconvolgimenti mondiali, tanto da giungere a chiedersi: “Mi rendo conto di aver vissuto momenti della storia che sembravano immortali. Ho visto il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini, che sembravano destinati a durare mille anni. E il comunismo dell’Unione Sovietica, che si credeva non sarebbe finito mai. Ebbene tutto questo oggi non esiste più. E allora perché mi dovrei fidare delle ideologie?”

All’età di sei anni, la Lessing si trasferì con la famiglia, il padre, un ufficiale britannico reduce della prima guerra mondiale, dove aveva sofferto diverse amputazioni, e la madre infermiera, nella colonia britannica della Rhodesia del Sud (l’odierno Zimbabwe) nel 1925, dove tentarono di diventare coltivatori di mais ma con scarso risultato. La giovane frequentò una scuola cattolica femminile, pur non essendo cattolica, ma l’abbandonò a soli 15 anni, scegliendo la strada dell’autodidatta. La sua infanzia fu quindi infelice e costellata da difficoltà, un’esperienza che trasformerà in compassione nelle sue opere sulla vita nell’Africa britannica, sia per le infruttuose vite dei coloni venuti dal Regno Unito sia per le sfortune degli indigeni.

Dopo un primo matrimonio fallito, sposò l’emigrante tedesco Gottfried Lessing dal quale divorziò nel 1950, anno in cui venne pubblicato il suo primo romanzo, “L’erba canta”, dal quale venne tratto un film nel 1981. In quegli anni già si era trasferita in Europa, continente che non abbandonerà più. Un altro suo libro indimenticabile, che viene considerato un classico della letteratura femminista da molti studiosi ma non da lei, è “Il taccuino d’oro”, del 1962, che la fece entrare nella rosa dei possibili candidati al Premio Nobel, ma i suoi successivi romanzi di fantascienza la screditarono, eliminandola dalla selezione. Ma Doris Lessing non ha mai amato l’idea di essere considerata un’autrice femminista e anzi, tra i suoi libri preferiti annovera la serie fantascientifica di “Canopus in Argos”.

Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero che io dicessi è “Sorelle, starò al vostro fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più”. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione.

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Dario Fo vs Vaticano: se ne continua a parlare…

dario-fo-vaticano-tuttacronacaPadre Federico Lombardi, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Dario Fo riguardo il reading che intendeva organizzare all’Auditorium Conciliazione di Roma, prende la parola e dice: “Dopo queste uscite mediatiche, che cercano di mettere in mezzo Vaticano e Papa in modo non corretto e forse strumentale, penso proprio che sia meglio che lo spettacolo non si faccia all’Auditorium”. Il direttore della Salal Stampa della Santa Sede spiega quindi che nessuno ne era a conoscenza: “In realtà nessuna autorità vaticana ne sapeva nulla, né alla Presidenza dell’Apsa, proprietaria dell’Auditorium, né in Segreteria di Stato, né ai Consigli della Cultura o delle Comunicazioni Sociali”. Il premio Nobel aveva invece dichiarato che il Vaticano non avrebbe autorizzato la messa in scena all’Auditorium del suo spettacolo, ideato su un testo di Franca Rame, il testo scritto dall’attrice e intitolato “In fuga dal Senato”. Anche Valerio Toniolo, amministratore delegato dell’Auditorium, è intervenuto sulla vicenda: “Come fa Dario Fo a dire che il suo spettacolo è stato censurato? Lui stesso dice che in passato è stato ospite dell’Auditorium. In realtà lo spettacolo non è stato annullato perché non era mai stata data una conferma, e questo rientra nelle libere scelte di programmazione del nostro teatro”. E aggiunge: “Stavamo decidendo quali attività svolgere e non è stata data una conferma sulla spettacolo di Dario Fo perché le nostre scelte di programmazione erano altre. Noi non abbiamo mai censurato nessuno nel nostro teatro. Ma visti i problemi che fa, se si vuole fare una provocazione, allora siamo ben contenti che lo spettacolo non si faccia all’Auditorium”. A questo punto Toniolo parla di un comportamento dell’attore “pretestuoso e scorretto”, addirittura “violento” e sottolinea: “Lui stesso dice che è venuto altre volte: quindi come fa a dire che ora viene censurato? Dov’è la censura? Il teatro ha il diritto e la possibilità di stabilire il proprio calendario in base alla propria attività artistica, nel modo che ritiene migliore. Questa è la base della programmazione. Non abbiamo fatto torto a nessuno”. In particolare, a proposito dello spettacolo su Franca Rame “non è stata confermata alcuna opzione”: insomma, “non è vero che prima sia stato detto sì e poi no”. Toniolo prosegue quindi dicendo che se Fo “si comporta in questo modo siamo ben lieti di non ospitare lo spettacolo”. Del resto la struttura può ospitare”250mila spettatori l’anno” e rappresenta una una realtà “vitale e importante.” In seguito alle dichiarazioni rilasciate, Dario Fo ha ribattuto affermando che dire “Io non sapevo niente, non c’ero e se c’ero dormivo. Buttano il sasso e poi nascondono la mano”. Il premio Nobel spiega di aver saputo del no allo spettacolo ”dall’organizzatore del teatro, che era disperato, anche perche’ come dicono anche loro, eravamo già andati là con Mistero Buffo”. E ribadisce ironico: ”Hanno solo mosso ancora di più la curiosità della gente. Abbiamo sospeso tutta la pubblicità, perché basta scrivere su una locandina ‘lo spettacolo rifiutato dal Vaticano’ per avere la fila”.

Dario Fo vs Vaticano: “niente palcoscenico per lui e Franca Rame”

dariofo-censura-tuttacronacaLa settimana prossima ci sarebbe dovuta essere la rappresentazione dell’opera tratta dal libro di Franca Rame “In fuga dal Senato” presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma, una struttura nella quale, spiega Dario Fo, “abbiamo altre volte recitato, a cominciare da Mistero Buffo”. L’opera della moglie, recentemente scomparsa, “racchiude un’esperienza di vita e di azioni spesso contrastate perfino quando si trattava di carceri, di lotta alla droga, di opposizione alla guerra e ai massacri dietro i quali spesso si intravvedono chiaramente interessi giocati nell’affare e nel profitto”, dice Fo. Ma chi si aspettava di rivedere il premio nobel sul palco resterà deluso perchè “Oggi veniamo a sapere che la Santa Sede – proprietaria di quel locale – non ci autorizza a procedere con la rappresentazione del testo di Franca. Esplicitamente hanno dichiarato: “Niente palcoscenico per Dario Fo e Franca Rame”. L’attore si chiede allora: “Come può una Chiesa continuare con gli ostruzionismi da guerra fredda che in Italia abbiamo subito nell’ultimo mezzo secolo, ancora con la censura e il divieto? E ciò significa buttare un’ombra lunga e grigia sullo splendore e la gioia che Papa Francesco ci sta regalando”.

Assegnato il “Nobel” dell’Economia a Fama, Hansen e Shiller

economia-nobel-tuttacronacaE’ stato assegnato ai docenti Eugene F. Fama, Lars Peter Hansen e Robert J. Shiller, delle Università di Chacago e Yale, il Premio per le Scienze Economiche istituito dalla Banca centrale di Svezia, la Sverige Riksbank, assegnato dalla Fondazione Nobel. Come riferisce la motivazione dell’Accademia delle Scienze svedede, gli economisti hanno ottenuto il riconoscimento per le “analisi empiriche dei prezzi degli asset”. Grazie ai loro studi, Fama, Hansen e Shiller hanno trovato e raffinato il modo per prevedere l’andamento dei prezzi delle azioni di borsa e dei titoli di stato nel medio periodo (3 – 5 anni), nonostante sia sostanzialmente impossibile fare previsioni sugli stessi nel brevissimo termine (giorni e settimane).

Il Premio Nobel per la Pace assegnato all’Opac

nobel-pace-opac-tuttacronacaL’aveva anticipato la tv norvegese NKR sul suo sito internet e, un’ora dopo, la conferma: il Premio Nobel per la Pace 2013 è stato assegnato all’Opac, l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche fondata nel 1997 per dare attuazione al Trattato di interdizione all’uso delle armi chimiche firmato nel 1993. Nelle motivazioni si legge: “Grazie al lavoro dell’Opac l’uso delle armi chimiche è un tabù.” E ancora la Commissione spiega: “Quanto accaduto in Siria, dove sono state usate queste armi, riporta in primo piano la necessità di incrementare gli sforzi per eliminare questi armamenti”. Il presidente del Comitato ha aggiunto che il premio “è un messaggio ai Paesi che non hanno ratificato il Trattato di bando delle armi chimiche”, siglato nel 1993, e un invito “a firmare”. Il direttore generale dell’organizzazione, il turco Ahmet Uzumcu, rivolgendosi ai rappresentanti dei 41 membri dell’ esecutivo, di cui l’Italia ha la vicepresidenza, ha spiegato: “Per 15 anni abbiamo fatto il nostro dovere contribuendo alla pace del mondo. Le ultime settimane hanno dato ulteriore impulso alla nostra missione. Accetto con umiltà il premio Nobel per la Pace e con voi mi impegno a continuare a lavorare con immutata determinazione”.

Nobel-Pace-2013Alcuni candidati tra i 259 proposti al Comitato del Nobel erano stati resi noti, tra questi anche il presidente della Russia, Vladimir Putin. E per quanto la nomina possa sorprendere, non è la più shoccante tra quelle pervenute nella storia del premio, anche se da subito è parso difficile che potesse imporsi tra i favoriti, tra i quali Malala Yousafzai, la giovane pachistana di 16 anni ferita dai talebani per la sua lotta a favore dell’educazione femminile nel suo Paese. La lista dei candidati al Nobel viene resa nota 50 anni dopo la premiazione, quindi per conoscere tutti i papabili di quest’anno dovremo attendere il 2063. Ma chi aveva corso per il premio in passato? Alcuni nomi non possono non destare meraviglia. Il candidato più sorprendente, senza dubbio, è stato Hitler, nominato nel 1939, anno dell’invasione della Polonia. A fare il suo nome, un membro del parlamento svizzero. Ma nel 1993 alcuni docenti tedeschi di diritto avevano candidato anche Benito Mussolini, mentre si fece il nome di Stalin in ben due occasioni, nel ’45 e nel ’48 per “i suoi sforzi per porre fine alla Seconda Guerra Mondiale”.

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“Cercò di metterci una pietra sopra, …

pietrasopra-tuttacronaca… ma quella si rifiutava di far da coperchio al passato”

-Alice Munro- (Nemico, amico, amante… 2001)

Ad Alice Munro il Nobel per la Letteratura 2013

Alice-Munro-nobel-tuttacronacaL’Accademia di Svezia ha annunciato il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2013. Si tratta della scrittrice canadese Alice Munro, che diventa così la dodicesima donna a ricevere il riconoscimento dal 1901. Ed essere stati nominati per il premio erano stati 195 di cui, ha reso noto la Fondazione, 48 per la prima volta. La rosa è stata ridotta a cinque nomi nel mese di maggio. L’Accademia ha motivato la decisione parlando dell’autrice come di una “Maestra del racconto breve contemporaneo”. L’82enne è nota in Italia per le sue numerose raccolte di racconti, tra cui “Chi ti credi di essere”, “Segreti svelati”, “In fuga”. Considerata uno dei maggiori scrittori di racconti vivente, Alice Murno, tre volte vincitrice del più importante premio canadese, il Governor General’s Award, è nota e apprezzata in tutto il mondo. Le sue storie, per la maggior parte ambientate nel Southwestern Ontario, indagano le relazioni umane che l’autrice analizza attraverso la lente della vita quotidiana.

alice munro

Assegnato il Premio Nobel per la Chimica a Karplus, Levitt e Warshel

Nobel-Chimica-tuttacronacaDopo i Nobel per la Medicina e per la Fisica, l’Accademia reale svedese delle scienze ha assegnato oggi il Premio Nobel per la Chimica 2013 a Martin Karplus, Michael Levitt e Arieh Warshel per i loro studi “sullo sviluppo di modelli multiscala per i sistemi chimici complessi”. I tre studiosi hanno posto le basi per i programmi usati oggi in tutto il mondo per comprendere e prevedere i processi chimici. Tali modelli, realizzati al computer, rappresentano per la chimica una risosrsa fondamentale per quanto concerne la ricerca, soprattutto negli ultimi anni. Essi permettono infatti di osservare al rallentatore le reazioni chimiche, prevedendo anche la loro evoluzione. In precedenza, e per lungo tempo, la mappatura di ogni singolo passaggio di un processo chimico ha rappresentato un’operazione impossibile da realizzare. Questo perchè le reazioni chimiche si verificano ad altissima velocità, che gli elettroni che in pochi millisecondi si spostano da un nucleo atomico all’altro.

Higgs ed Englert vincono il Premio Nobel per la Fisica

nobel-fisica-tuttacronacaAssegnato a Stoccolma il Premio Nobel per la Fisica 2013: il riconoscimento ha premiato Peter Higgs e Francois Englert per la scoperta del Bosone di Higgs. Entrambi gli studiosi, il primo dell’università di Edimburg, il secondo della Libera Università di Bruxelles, hanno previsto l’esistenza della particella grazie alla quale esiste la massa. Nelle motivazioni si legge che il Nobel è stato assegnato loro “per la scoperta teorica di un meccanismo che contribuisce alla nostra comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche e che di recente è stato confermato attraverso la scoperta della particella fondamentale predetta dagli esperimenti Atlas e Cms al Cern”. Era il 1964 quando entrambi, in modo indipendente, hanno proposto questa teoria, alla quale Englert aveva lavorato assieme al defunto Robert Brout. Nel 2012 le loro idee sono state confermate dalla scoperta del cosiddetto bosone di Higgs nel laboratorio del Cern di Ginevra, in Svizzera. La loro teoria è al centro del modello standard, la teoria fisica che si occupa di descrivere il funzionamento dell’universo e secondo la quale ogni cosa è fatta con gli stessi mattoncini: le particelle di materia, a loro volta governate da forze che fanno sì che tutto funzioni.

Dario Fo e la “pagliacciata gigantesca” del voto di fiducia

dariofo-fiducia-buffonata-tuttacronacaEra a Imola, al teatro Ebe Stignani, per presentare lo spettacolo “Sesso? Grazie, tanto per gradire”, Dario Fo, in occasione di una serata organizzata dall’associazione femminile Trame di Terra. E da qui ha commentato il voto alla fiducia al governo Letta avvenuto poche ore prima: “Quella a cui abbiamo assistito oggi al Senato è una pagliacciata gigantesca”. Il premio Nobel, prima che iniziasse la proiezione, non risparmia critiche sul dietrofront di Berlusconi: “Un condannato, riconosciuto colpevole dopo tre gradi di giudizio, invece di essere cacciato è ancora in Parlamento a pavoneggiarsi, a dettare le regole della politica italiana, obbligandoci a rimanere impotenti”. E prosegue: “Anche se sembra finito ha spiazzato nuovamente l’avversario, in ogni momento è in grado di dare le carte: dà l’asso a chi di dovere, e la matta a chi deve essere fregato”. Ma Fo è anche certo che la buffonata a casa Pdl non sia ancora terminata: “ci sarà la danza del ritorno da parte di quei personaggi che sembravano consapevoli nell’aver criticato l’imposizione del capo con le dimissioni dei ministri di qualche giorno fa. D’ora in avanti varranno lo zero virgola zero nulla”. E non risparmia nemmeno il Capo dello Stato: “Non concederà la grazia a Berlusconi. Di passi falsi questo presidente ne ha fatti tanti”. Non si salva neppure il Pd: “I democratici e B. stanno insieme da anni. Dopo l’unione di questo governo possono quindi sposarsi. Speriamo almeno che non facciano figli. Ma sapete qual è la cosa più bella? E’ che questo andazzo politico Franca l’aveva intuito più di 6 anni fa, quando divenne senatrice per l’Idv”. E il ricordo della compagna di una vita, dentro e fuori dal palco, porta il premio Nobel a parlare del passato, di “quando con Franca durante la sera o la notte ci mettevamo a parlare di quello che accadeva in Italia. Nel libro che uscirà nei prossimi giorni, In fuga dal Senato, emerge tutto lo sporco che c’è in questo paese: le morti sul lavoro, i delinquenti dentro le istituzioni, la mancanza di rispetto per i cittadini”. Il filo del ricordo si dipana e arriva fino all’episodio del 9 marzo ’73 a Milano in cui la Rame venne violentata e malmenata da un gruppo di estremisti di destra: “lo stupro venne deciso molto in alto, da alti ufficiali dell’arma”, ricorda Fo dal palco imolese, “si stabilirono mandanti ed esecutori ma ci fu la prescrizione”. Dario Fo, rientrando nel tema della serata e allo spettacolo scritto da Franca Rame e Jacopo Fo nel 1996, ha ricordato anche: “Qui a Imola ci negarono il palco negli anni settanta”, prosegue Fo, “è quindi doppiamente importante sul piano civile che si mostri quest’opera di Franca dove si parla finalmente di donne che gestiscono se stesse e la propria vita senza imposizioni da parte degli uomini”. Ma ancora mancava una chiosa sul M5S, il movimento di cui è supporter: “Ha fatto bene Grillo a denunciare in anticipo quello che sarebbe successo in Senato. L’accordo del Movimento con il Pd non sarebbe mai potuto avvenire, solo degli ingenui possono cadere in questa trappola. Io però ora mi sto dedicando a scrivere una commedia su quello che sta succedendo in questi mesi nella politica italiana, spero vi divertirete a vederla”.

Roberto Vecchioni tra i candidati al Nobel per la Letteratura

Roberto-Vecchioni-nobel-letteraturaIl premio Nobel per la Letteratura potrebbe essere consegnato, quest’anno, a un cantautore, a dimostrazione che le canzoni sono poesie. E potrebbe giungere in Italia. Tra i nomi dei papabili, infatti, oltre a Bob Dylan e Leonard Cohen, c’è anche Roberto Vecchioni. L’Accademia di Svezia consegnerà il premio “all’autore o all’autrice dell’opera letteraria più considerevole d’ispirazione idealista” il 10 dicembre e la candidatura di questi maestri della musica ha sorpreso molti. Utenti di Twitter compresi, tanto che puntuale è arrivato l’hashtag per l’occasione: #sgomento. C’è chi pensa che la notizia sia una bufala e chi si chiede “Perchè lui e non un altro? Perchè non Francesco De Gregori?”, ma per l’Accademia svedese, Vecchioni avrebbe tutte le carte in regola per ricevere il premio. Sia per i testi delle sue canzoni che per il suo impegno in campo letterario. Il professore di lettere, infatti, si è sempre dedicato alla scrittura, anima e cuore: racconti, libri per bambini e soprattutto la pubblicazione di due romanzi: “Il libraio di Senilunte” e “Scacco di Dio”.

Via Facebook, il cantautore commenta così la candidatura: “Sono onorato, emozionato e sorpreso per questa nomination al Nobel per la Letteratura che va ben oltre qualsiasi aspettativa personale. Quando mi hanno avvisato pensavo a uno scherzo”.

vecchioni-nobel-facebook-tuttacronacaRiguardo i suoi “sfidanti, Bob Dylan è candidato al premio da più di 15 anni e ogni volta sembra abbia il potenziale giusto per ricevere il riconoscimento, considerato il valore sociale e letterario dei suoi testi. Finora, però, non l’ha ancora ottenuto.

Ma in lizza c’è anche il canadese Leonard Cohen, l’autore della struggente “Halleluja” la cui carriera iniziò iniziò dalla letteratura, con la scrittura di poesie: i suoi primi album erano di reading, di poesie registrate. La musica si affacciò in seguito, ma le sue raccolte di canzoni, inizialmente, non ebbero successo a causa del carattere “introverso” dell’autore che non riusciva a cantare, era timido. Gli operatori dello studio di registrazione erano arrivati ad arredare lo studio perchè somigliasse alla sua stanza da letto, e si sentisse più a suo agio.

Lutto nel mondo della cultura: addio a Séamus Heaney

seamus-heaney-tuttacronacaSi è spento all’età di 74 anni il grande poeta irlandese Séamus Heaney, premio Nobel per la Letteratura nel 1995, definito da Robert Lowell il più importante poeta irlandese dopo William Butler Yeats. A darne notizia la famiglia: “Il poeta e premio Nobel è morto in un ospedale di Dublino, questa mattina, dopo una breve malattia”. Heaney era nato il 13 aprile del 1939 a Castledawson, nell’Irlanda del Nord, da una famiglia cattolica. A Belfast, ha studiato lettere, materia in cui consegue la laurea. Stabilitosi a Dublino mel 1976, insegna letteratura inglese fino al 1984, quando si trasferisce all’Università di Harvard per poi vincere, nel 1989, la cattedra di poesia a Oxford. Heaney è stato uno dei massimi esponenti del Rinascimento poetico irlandese. Uno sei suoi componimenti più famosi è “Scavando”: “Ma io non ho la vanga per seguire uomini così/Tra l’indice e il pollice/Ho la penna./Scaverò con quella”. La sua prima raccolta, “Morte di un naturalista”, risale al 1966 mentre il suo capolavoro è considerato “North”. Fra gli altri suo titoli “Electric light”, “District and Circle” e “Catena Umana”. Con la motivazione “Bellezza lirica e profondità morale, che esalta i miracoli quotidiani e il passato vivente”, nel 1995 diventa il terzo irlandese a vincere il Nobel per la letteratura, dopo Yeats e Samuel Beckett. Ma Séamus Heaney è stato anche legato all’Italia e alla sua cultura: aveva fatto sua la lezione di Dante (“Ho cominciato a interessarmi a lui negli anni Settanta quando ho ricordato le persone assassinate dall’Ira o dall’esercito britannico, ho lasciato che fossero loro a parlare attraverso la mia poesia. Sono sicuro che non avrei potuto farlo senza l’esempio di Dante”) e recentemente aveva scoperto Giovanni Pascoli, che aveva cominciato a tradurre. Risale a un anno fa la sua partecipazione alle celebrazioni per il centenario del vate.  Lo scorso settembre ha inaugurato il FestivalLetteratura di Mantova, dove è stato il primo a firmare l’appello al presidente della Repubblica per il restauro e la riapertura della Camera degli sposi, danneggiata dal terremoto, fatto che ha concorso ad attribuirgli la cittadinanza onoraria di Mantova. Heavey era spostato ed aveva tre figli.

John Steinbeck… il discorso per il Premio Nobel

Pablo Neruda fu ucciso? La salma sarà riesumata l’8/4!

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I resti del poeta e premio Nobel cileno Pablo Neruda, morto nel 1973, qualche giorno dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet, saranno riesumati l’8 aprile al fine di chiarire le circostanze del decesso: lo ha detto una fonte giudiziaria. Neruda, nella versione ufficiale, e’ morto per un cancro alla prostata. Tuttavia, recenti testimonianze hanno rimesso in discussione questa versione evocando un omicidio ordinato dalla dittatura, per evitare che diventasse un oppositore di prestigio.

259 persone, questo è l’esercito della pace! A chi il Nobel?

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Sono ben 259, una cifra mai raggiunta prima, i candidati per il Premio Nobel per la Pace 2013 che sara’ annunciato a Oslo nel mese di ottobre. La lista comprende 209 individui e 50 organizzazioni. “La tendenza è in aumento”, ha osservato il direttore dell’Istituto Nobel, Geir Lundestad, annunciando il record. Tra i nomi gia’ resi noti spiccano quello della giovane pakistana Malala, della ONG russa Memorial, dell’ex presidente americano Bill Clinton e del presidente riformista birmano Thein Sein.

Ciao Rita! In migliaia al funerale

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