Non si voterà più per il Senato: arriva il sì di Berlusconi alla legge elettorale

legge-elettorale-tuttacronacaAlla fine è arrivato anche il sì di Silvio Berlusconi: l’Italicum riceve il via libera ma solo per l’elezione della Camera. Per quel che riguarda il Senato, eventualmente si voterebbe con la legge elettorale uscita dalla sentenza della Corte Costituzionale. Il che significa che, fino a quando non ci sarà la riforma di Palazzo Madama, esisterebbero due sistemi di voto distinti per le due camere. E di conseguenza le urne si allontanano. Il presidente di Forza Italia, in una nota scrive: “Prendiamo atto con grave disappunto della difficoltà del presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati. Come ulteriore atto di collaborazione, nell’interesse del paese, a un percorso riformatore verso un limpido bipolarismo e un ammodernamento dell’assetto istituzionale, manifestiamo la nostra disponibilità ad una soluzione ragionevole che, nel disegnare la nuova legge elettorale, ne limiti l’efficacia alla sola Camera dei deputati, accettando lo spirito dell’emendamento 2.3”. Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria nazionale del Pd, ha detto: “Positivo che abbiamo trovato l’accordo sulla legge elettorale, segno che il cammino delle riforme può proseguire”. E ancora: “Siamo determinati a portare avanti questa battaglia per il cambiamento. È un’occasione che non possiamo permetterci di perdere per il bene del paese”. Il presidente del Consiglio, da Tunisi, ha assicurato che non si voterà più per il Senato. “Credo che sia importante che ci sia un vincitore certo, e questo è garantito dall’ Italicum”, ha detto in conferenza stampa. “Il fatto che il Senato abbia o meno una propria legge elettorale è secondario, perchè il Senato verrà abolito”.

Si guarda nella stessa direzione per l’Italicum… tra 12 mesi?

italicum-tuttacronacaIl presidente del Consiglio Matteo Renzi avrebbe avanzato, tramite Verdini e Gianni Letta, un’offerta a Silvio Berluscuni: ok l’Italicum ma con un emendamento che ne posticiperebbe l’entrata in vigore di 12 mesi. Secondo fonti di Palazzo Grazioli, quindi, si sarebbe infine raggiunta l’intesa con Forza Italia: via libera di massima all’Italicum, anche se resterebbero forti criticità per i vertici azzurri sulle nuove modifiche. Questo, dunque, il risultato del vertice convocato nella sua residenza romana da Silvio Berlusconi. In un primo momento la proposta di Renzi non era stata gradita da Berlusconi, tanto che Toti, suo consigliere politico, aveva detto ieri: “Noi stiamo ai fatti e ai patti: Renzi aveva detto che la legge elettorale sarebbe stata la sua prima riforma già nel mese di febbraio. Febbraio è finito, siamo al 4 di marzo. A questo punto, la riforma così come è stata sottoscritta deve essere approvata. E subito, senza ulteriori tentennamenti. Piccoli correttivi sono possibili, ma certo non provvedimenti che snaturino il senso dell’accordo siglato da Berlusconi e Renzi”. A quel punto, l’ex premier ha riunito il suo stato maggiore e, stando a quanto riferito, Verdini starebbe cercando di arrivare a una mediazione che ‘salvi’ la tela dell’accordo che lui stesso ha tessuto. Scrive Repubblica: Una delle ipotesi allo studio è che Forza Italia accetti la clausola dei 12 mesi a patto che il testo dell’Italicum non subisca ulteriori modifiche, e cioè che venga votato nella formulazione approdata in aula.
Per le 16 è convocato il ‘comitato dei nove’ che ha il compito di esaminare i nuovi emendamenti all’Italicum presentati ieri. Successivamente il provvedimento dovrebbe essere esaminato dall’aula ma non sono esclusi slittamenti ai prossimi giorni.
Stamani, intanto, Renzi aveva dato il via alla giornata diffondendo ottimismo sulla legge elettorale. Su Twitter il presidente del Consiglio aveva risposto alle domande – formulate in una chiave cinematografica dettata dal trionfo italiano agli Oscar – del direttore di Vanity Fair, Luca Dini. Il quesito chiave: Forza Italia frena sulla riforma del Senato vincolata alla legge elettorale: “Io ti salverò o Irreversible?”, aveva chiesto il direttore di Vanity Fair ponendo come opzioni di risposta i titoli delle due celebri pellicole. “Irreversible”, era stata la risposta del premier che poi aveva sottolineato: “Ce la facciamo, la portiamo a casa. E sarà una vera rivoluzione” per il Paese.
Alla domanda se il rapporto tra Alfano e Berlusconi fosse paragonabile al film “Quasi amici” o a “12 anni schiavo”, il premier aveva replicato: “Questa è cattiva, direttore. Diciamo quasi amici dai. Stesso giochino sulla difficile situazione del bilancio di Roma. Cosa descrive meglio la situazione: “Prendi i soldi e scappa” o “Roma città aperta”?, aveva chiesto ancora il giornalista. “Roma città aperta – era stata la risposta – nel senso di trasparenza e responsabilità in questa città così straordinaria”.
Da Nuovo centrodestra, tuttavia, sempre stamani era giunto l’avvertimento di Gaetano Quagliariello: una replica a Luigi Zanda che di fatto è suonato come un monito indiretto a Renzi: “Non vi è dubbio che per fare le riforme si debba andare oltre la maggioranza. Ma non è possibile per fare le riforme creare un’altra maggioranza contro la propria maggioranza”.
La replica era arrivata da Lorenzo Guerini, portavoce della segreteria del Pd: “L’accordo che abbiamo realizzato queste settimane è un accordo il cui impianto è ancora valido, necessita di alcuni aggiustamenti” tra cui “ci possono essere anche particolari interventi che tengono insieme il processo di riforma costituzionale con la riforma della legge elettorale”. Certo è “che gli aggiustamenti possono essere fatti” soltanto “con l’accordo di tutti i contratenti compresa Forza Italia”.
L’operazione appare dunque complicata. Sul tavolo, inoltre, restano sempre due emendamenti che risultano indigesti a Forza Italia: il lodo Lauricella, che prevede il collegamento diretto tra l’entrata in vigore della riforma e la cancellazione del Senato. E la proposta del deputato Pd Alfredo D’Attorre che punta a togliere il Senato dalla legge elettorale (con la conseguenza, in caso di un voto anticipato, di un ritorno alle urne con sistemi elettorali differenti).

Che fine ha fatto l’accordo sull’Italicum?

italicum-tuttacronacaProseguono le trattative sulla legge elettorale ma un punto sembra chiaro: non c’è più l’accordo sull’Italicum inteso come quello che era stato siglato tra Renzi e Berlusconi prima delle dimissioni di Enrico Letta. Proprio per questo motivo il neo premier ha preferito rinviare la riunione, prevista per la serata di lunedì, del gruppo Pd: non ha molto da dire. Vuole però offrire un’infusione di ottimismo: “Siamo alla stretta finale, l’accordo è vicino. Ma bisogna superare varie difficoltà”. Si avvicina il momento della discussione in aula, ma le difficoltà non sono di quelle d’immediata soluzione. Spiega l’Huffington Post:

Il problema – e non è un dettaglio – è che le difficoltà, alla vigilia della discussione in Aula, non sono banali. E l’accordo è affidato ai più classici consigli che porta la notte. E allora conviene provare a fissare qualche punto fisso nel labirinto per ricostruire il complesso negoziato. Ad esempio partire da quando, nel corso di una serie di telefonate dirette tra Renzi e Verdini, si capisce che con la formazione del governo tutto è cambiato. Il plenipotenziario di Berlusconi si dice disposto ad aggiustamenti piccoli perché, come ama dire, i numeri sono “birichini” e tutto dipende da come “li incolonni”, ma questo è il massimo del gioco possibile. Bene dunque a ragionare di algoritmi, per risolvere quelle criticità che il professor D’Alimonte ha illustrato al Corriere. Epperò Forza Italia non può accettare né il famoso emendamento Lauricella, né l’emendamento D’Attorre, ovvero: applicare l’Italicum solo per la Camera dei deputati, ma non per il Senato, dove resterebbe in vigore il Consultellum (la legge uscita dalla Consulta).

Per evitare l’emicrania diciamola semplice: sia l’uno che l’altro rappresentano dei deterrenti rispetto alla prospettiva del voto anticipato e legano la legge elettorale alle riforme istituzionali. Detto ancora più direttamente: si vota nel 2018 quando Silvio Berlusconi avrà 81 primavere. Si capisce allora il no, senza se e senza ma di Verdini. E pure il malumore del Cavaliere, in costante contatto telefonico da Arcore affiancato da Giovanni Toti. Insomma, spiega con Renato Brunetta, col Lauricella o affini “salta tutto”. Legge elettorale e riforme devono andare “parallelamente”.

Il problema è che Renzi, critico col Lauricella ai tempi in cui al governo c’era Letta, stavolta cerca una mediazione. Riforme e legge elettorale vanno collegate. Un azzurro di rango spiega: “Renzi ha fatto la politica dei due forni. Prima ha fatto l’accordo con noi sulla legge elettorale, poi con Alfano sul governo dando garanzie sui tempi lunghi. Ora si è incartato”. Il sospetto del Cavaliere però è che il tempo sia foriero di brutte sorprese. E cioè che l’Italicum o si approva adesso o non si approva più: “Il vero obiettivo di Alfano e sinistra Pd – prosegue l’azzurro di rango – è prima prendere tempo, poi cambiare l’Italicum. A quel punto Renzi è incastrato”.

È un sospetto che alberga anche nei pensieri del premier. Il quale sta cercando una mediazione, una sorta di “lodo Renzi. Una mediazione che consenta di non rompere con Forza Italia e, al tempo stesso, di non far saltare il governo. Tra la l’Italicum subito e l’emendamento Lauricella, l’idea è fissare un tempo “determinato” per le riforme. Un Lauricella a tempo, in sostanza: riforme istituzionali e legge elettorale vanno legate ma va fissato un tempo per non arrivare al 2108. Un anno, due. Una qualunque scadenze. Alfano all’inizio ha detto di no. La trattativa è lunga…

Berlusconi e la campagna rivolta agli over 60: “Dentiere gratis per tutti”!

berlusconi_dentiere-tuttacronacaHa dell’incredibile e più di qualcuno ha pensato potesse trattarsi di una battuta, invece è tutto vero. In vista delle elezioni europee del 25 maggio Silvio Berlusconi ha deciso di far breccia direttamente sugli over 60 e quello che propone sono… dentiere gratis per tutti! E’ La Stampa a parlare di come il leader di FI abbia deciso di far propaganda elettorale e suon d’impianti dentari:

Specie al Sud, argomenta il Cavaliere, tanta gente non se li può permettere. Dunque, tra le iniziative da mettere in piedi con l’occhio rivolto alle elezioni europee, Berlusconi colloca ai primi posti la battaglia perché lo Stato se ne faccia integralmente carico. Dentiere gratis per tutti. Nel frattempo, Forza Italia si adopererà per fornire dentisti su base volontaria tramite accordi con quella categoria: il che spiega come mai qualche settimana fa l’ex premier aveva ricevuto una delegazione di odontoiatri.

La mossa sembrava alquanto estemporanea, invece ieri i parlamentari azzurri hanno appreso allibiti, dalla viva voce del loro leader, che si tratta di una vera e propria strategia finalizzata a mettere radici nella società italiana. L’idea è che la popolazione invecchia, Silvio stesso ha “il doppio degli anni di Renzi”, giusto pensare ai bisogni concreti della Terza età. Altro esempio: gli animali domestici. “Otto milioni di italiani ne posseggono almeno uno”, segnala il leader del centrodestra, “per cui servono veterinari disposti a curare gratis chi non può permettersi di pagare”, l’ottimo sarebbe una visita a settimana per i cagnetti come Dudù e anche “per i mici”, new entry nello zoo berlusconiano.

La Santanché pronta a farsi suora, se Alfano…

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Daniela Santanchè, si dice pronta a farsi suora “se Alfano si sfila dal governo”, questa è l’ultima provocazione della parlamentare di Forza Italia che qualche minuto prima aveva spiegato come il suo partito sarebbe rimasto all’opposizione specificando che si sarebbe trattata di “un’opposizione patriottica.” E sul colloquio tra Renzi e Berlusconi ha dichiarato: ”Conoscendo il carattere del presidente Berlusconi e un po’ quello di Renzi, immagino che sarà stato un incontro simpatico.”

“In fondo a sinistra”, Fassina a tutto campo su Renzi

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Due visioni della sinistra, due caratteri diversi, due approcci al pubblico dettati da elettori che hanno poco in comune se non sbarrare lo stesso simbolo sapendo già che la metà di loro sarà delusa. Chi vota Renzi può votare anche Fassina o viceversa? Dopo l’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano da Fassina, il divario tra i due sembra aumentare. Fassina non ha paura a ribadire che  “Barca era il ministro dell’economia perfetto”, anche in Europa ” è un’occasione persa per Renzi se lo lascia da parte”. Nonostante lo scivolone di ieri Fassina vede in Barca davvero l’uomo che potrebbbe segnare la giusta discontinuità e portare l’Italia fuori dalla crisi: “bisogna avere discontinuità sulla politica economica, Saccomanni non potrebbe essere ministro”. Ma perchè in Direzione Fassina si è astenuto e non ha votato per Renzi? “Perché andava chiarita l’uscita di Letta” e poi aggiunge “Renzi governerà con Alfano e deve fare le riforme con Berlusconi speriamo che tenga”.

Dagospia: “Ma quale Dudù? Gli ematomi di Berlusconi sono opera della Pascale”

silvio_berlusconi_francesca_pascale_tuttacronacaIl 5 febbraio era circlata la notizia che Silvio Berlusconi si era infortunato mentre giocava a palla con Dudù, il barboncino di Francesca Pascale. Secondo le ricostruzioni, l’ex premier sarebbe scivolato cadendo a terra e battendo una spalla. Ora Dagospia dà una versione diversa del livido riportato dal leader di Fi: “Vi ricordate quel Berlusconi con livido causato, dice lui, dall’inciampo con una pallina di Dudù?” chiede. Ebbene, altro che Dudù, l’ematoma, scrive il sito di Roberto D’Agostino, “è stato causato dalle “pal..” di Francesca Pascale. Due tosti schiaffoni per averlo beccato a chiamare la mitologica olgettina Barbara Guerra. Ah, richiamo del Bunga”.

I nostri 7 giorni… in maschera!

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Quella appena trascorsa è stata la settimana del “ballo in maschera” della politica italiana. Chi poteva pensare che Letta venisse sfiduciato da suo partito che non si è fatto scrupoli a rottamare il suo Governo? Renzi, più abile del Conte Riccardo, nell’opera verdiana, è riuscito a sfilare non una donna, ma un “regno” al suo compagno di partito al quale aveva sempre giurato fedeltà e non appagato della vittoria ha anche brindato a spriz e noccioline, mentre Letta si avviava a dare le dimissioni. Neppure Shakespeare in uno dei suoi drammi sarebbe stato capace di ordire una tela così complessa e dai mille risvolti psicologici, forse davvero l’unica similitudine possibile è che Letta sia stato sacrificato proprio come Marius, la giraffa dello zoo di Copenaghen e poi sbranato dai leoni. Ma non si doveva  smacchiare il giaguaro? Come si è arrivati ad anticipare le idi di marzo a febbraio? Forse si è risaliti all’antico simbolismo del Carnevale e la carne che si è levata è stata quella di Letta? In ogni caso se Renzi pensa di poter manovrare lo scettro di Re del Carnevale si sbaglia… i giochi di Palazzo sono complicati a Roma da gestire, tanto che la sua nomina è slittata, e c’è chi ha trovato il tempo per lanciare i suoi ultimatum e alzare il tiro! Ma se Alfano ruggisce, Berlusconi indossa le vesti dell’Invincibile e sulla rete scoppia la lite attraverso i tweet al veleno! Ma se la rete divide Viareggio unisce ed ecco la sfilata alla quale non manca davvero nessuno dal sindaco di Firenze alla Merkel, da Obama a Putin! Può forse essere un simbolo che le grandi alleanze si possono ancora allargare? Dopo il no di Baricco a diventare ministro della cultura e di Farinetti che rimane saldo a Eataly, Renzi può cercare all’estero l’elenco dei Ministri?

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A carnevale ogni scherzo vale… ma i tifosi giallorossi non hanno certo gradito che il murales di Totti sia stato imbrattato, come i giovani non hanno gradito la frase di John Elkann, per fortuna che poi sia intervenuto Della Valle a prendere le difese di tutti quei disoccupati che da anni si sentono dare dei mammoni e dei nullafacenti. Sembra proprio che chi dovrebbe dare lavoro preferisce invece concedere la Cassa Integrazione, forse si pensa che davvero nessuno si accorga che in Italia vige la regola che la colpa è sempre degli altri? Perfino Seedorf arrivato in Italia ha preso il “vizietto” e ha incolpato Allegri! Davvero servirebbero i “bagni d’umiltà per tutti” a iniziare dai nostri politici. Naturalmente le eccezioni ci sono e lo ha dimostrato Letta nella sua passeggiata di sabato, il primo giorno in cui è “tornato cittadino” e, insieme al figlio, ha fatto il giro di tutto il quartiere… tanto che poi il circolo di Testaccio ha deciso di ringraziarlo con un lenzuolo! Forse a volte è necessario davvero stendere un lenzuolo per non vedere gli orrori, la sofferenza e l’incertezza… ma quel lenzuolo alla fine non sarà mai abbastanza grande a coprire i mali del mondo che invece è necessario guardare in faccia e magari cercare di sconfiggerle con degli esempi di eccellenza di cui il nostro Paese, nonostante la crisi finanziaria e di valori, è sempre un protagonista indiscusso sulla scena internazionale a iniziare dalle medaglie di Innerhofer e della Fontana a Sochi per terminare con la conquista del Bafta della Grande Bellezza di Sorrentino a Londra. E proprio grazie a questi riconoscimenti che questa sera possiamo gridarvi con entusiasmo:

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Firenze Roma di Matteo Renzi, spopola la satira al carnevale di Viareggio

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Matteo Renzi con all’orecchio Berlusconi, accanto a lui un cartello stradale che indica la Firenze-Roma. Ma la satira del carnevale non colpisce solo il quasi neo Premier, sfilano anche i carri con Letta, Merkel, Berlusconi, Obama e Putin. Per i carristi di Viareggio quest’anno riuscire a portare l’attualità al Carnevale è stata davvero dura, il ribaltone delle ultime ore li ha costretti a lavorare a ritmi serrati per modificare i carri e ritrarre Matteo Renzi, tra le mura di Firenze pronto a guidare l’Italia da premier.

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“Grazie Enrico”: un lenzuolo davanti casa

grazie - enrico-lenzuolo-tuttacronacaE’ bastato un lenzuolo davanti all’abitazione romana di Enrico Letta realizzato dai militanti del circolo Pd di Testaccio, il quartiere dove il Premier risiede da sempre e che non ha voluto cambiare neppure quando è divenuto Presidente del COnsiglio, a far capire che il suo operato per alcuni cittadini non cadrà nel dimenticatoio. Quella scritta rossa davanti alla sua casa è la testimonianza di quanti avevano creduto in un governo stabile e in un Pd compatto. Letta e Testaccio: quella casa nell’ex quartiere popolare a ridosso del Gasometro, in quel quartiere in cui la gente è discreta e cordiale e dove la vita ruota intorno al mercato in piazza. Testaccio, quasi un paese nella Capitale.  “Abbiamo deciso, proprio durante lo svolgimento delle Primarie per il segretario regionale del Pd Lazio – spiega la segretaria del circolo Claudia Santoloce – di esprimere pubblicamente il nostro apprezzamento a Letta per l’impegno, la serietà e la coerenza dimostrate nel suo operato come Presidente del Consiglio, esponendo uno striscione di ringraziamento sotto la sua abitazione. E’ doveroso e non c’è alcuna polemica, siamo anche a fianco a Renzi”.

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Alfano e quella rabbia e quel rancore negli occhi di Berlusconi

alfano-tuttacronacaAlfano ha in mano la partita e deve giocarsela bene fino alla fine. Non sarà facile ingabbiare Renzi su alcuni punti programmatici, ma il Pd ha bisogno del Ncd così come Alfano ha bisogno di trovare una propria identità lontano dall’aurea di Berlusconi. Così il leader di Ncd non perde occasione per pungolare il Cavaliere: “Sabato scorso ho visto un Berlusconi irriconoscibile ai miei occhi, rabbia e rancore non sono stati mai connotati del Berlusconi che conoscevo”.  Parole dure, ma forse un segnale preciso che Alfano ha voluto mandare a Renzi e al Pd, “noi siamo lontani da Forza Italia”… basterà questa mossa per convincere alcuni dissidenti dei dem in Senato?

Al Colle pomodori contro Berlusconi

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Silvio Berlusconi è arrivato intorno alle 18.15 al Quirinale per essere ricevuto da Giorgio Napolitano per le consultazioni. Ad attenderlo una contestazione organizzata dal Popolo Viola con lancio di pomodori. Berlusconi salito dal Presidente a fine incontro ha dichiarato che Forza Italia sarà all’opposizione, ma rendendosi disponibile per le riforme e i provvedimenti che riterrano utili al Paese.

La politica social… che tristezza!

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Sicuramente in 140 caratteri non si può scrivere un pensiero articolato, non si riesce a entrare nel profondo degli argomenti e a dialogare esprimento compiutamente il proprio pensiero, ma certo che le frasi – e più spesso – gli insulti che si trovano in rete lasciano riflettere sul grado di capacità che ancora il genere umano ha per argomentare le proprie ragioni. Nella rete del battibecco mediatico oggi sono caduti anhce Roberto Formigoni, senatore del Nuovo centrodestra, che ha attaccato Gasparri (Forza Italia). Dopo gli insulti volati tra Alfano e Berlusconi sembra ripetersi quello scontro a destra tra “utili idioti” come apostrofati dall’ex premier a i “puri e fedeli” rimasti al fianco del Cavaliere. Leggendo le frasi però, sia da un lato che dall’altro dei politici italiani che ormai sono diventati sempre più social si resta attoniti davanti a frasi che non sono nè taglienti, né sarcastiche ma che esprimono solo, (forse per limitazione del mezzo) tristezza per quel clima politico davvero ridotto a mero pettegolezzo.

 

Berlusconi smentisce: Seedorf e Galliani restano al loro posto…

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«Leggo versioni contrarie al vero circa la cena che si è tenuta ad Arcore martedì scorso. Miei ospiti Galliani e Seedorf. Tale cena si è svolta in un clima di assoluta cordialità e in totale sintonia».Queste le parole con le quali Berlusconi smentisce la notizia che sia Seedorf che Galliani potrebbero veder compromessi i loro ruoli al Milan se la squadra non ritornasse a vincere con continuità e a risalire la classifica di serie A.
«Tutti insieme appassionatamente», è stato invece lo slogan scelto dall’ad rossonero, Adriano Galliani, per commentare la cena di Arcore. Ci sono stati scontri fra presidente e allenatore? la domanda «La marcatura era a zona, molto blanda», ha risposto con un sorriso a Sky Galliani che ha definito il Milan «un cantiere aperto, e bisogna lavorarci». «Non c’è nessuno stupore per la cena, è appena arrivato il nuovo allenatore, che non aveva mai visto il presidente ma solo sentito al telefono – ha spiegato Galliani -. Abbiamo parlato di calcio, è stato divertente, continuavamo a spostare i centrocampisti: questo va avanti, quello lì indietro…». L’ad rossonero ha poi notato che il 4-2-3-1 scelto dall’olandese «è il modulo che usano le grandi squadre, una volta soprattutto le spagnole, ora anche il Bayern. Tutto dipende dalla qualità di chi interpreta il modulo. I giocatori – ha continuato – si devono abituare, prima giocavamo con 3 centrocampisti puri, ora con 2. E ci manca El Shaarawy che sa fare le due fasi». «Ho visto le statistiche, abbiamo alzato il baricentro di 5-6 metri, tiriamo più in porta e concediamo meno agli avversari, a parte la gara di Napoli – ha aggiunto Galliani –. Anche l’occhio vuole la sua parte, ma i numeri dicono questo». Infine all’ad rossonero è stato domandato se Pazzini può giocare con Balotelli. «Il Milan ha già avuto due allenatori, non ha bisogno del terzo – ha sorriso –. Mi piace Pazzini perché allunga la squadra, è possibile che si possa vedere anche in tempi brevissimi».

La gaffe di Berlusconi: pensa di essere in collegamento con Aquileia ma è Alghero!

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Il Cavaliere parlando in collegamento telefonico ad un comizio, inizialmente, non pensava di essere in collegamento con Alghero, dove lo ascoltavano Ugo Cappellacci e i supporters sardi, bensì con un circolo di Aquileia. “Avete scelto di organizzare il comizio in un posto che si chiama i ‘patriarchi’ per la mia veneranda età…”, aveva esordito Silvio. La platea, però, ha reagito freddamente, non capendo. Cappellacci ha provato ad ‘avvertirlo’: “Presidente, siamo all’hotel Miramare ad Alghero…”. Ma nulla, cinque minuti avanti a parlare di club e nemmeno una parola. Poi una pausa, ha parlato con qualcuno, e finalmente: “Pronto! Chiedo scusa, mi hanno passato voi dicendo che era il club Fi di Aquileia. Invece c’è Ugo. Mi hanno fatto uno scherzo, deve essere qualcuno di sinistra della segreteria che si è infiltrato dentro”. E ancora: “Sei Ugo tu? chiedo scusa, ma siccome mi hanno programmato una telefonata con un club di Aquileia, ho salutato gli amici di Aquileia e stavo spiegando la situazione che mi ha portato a ricontrattare la situazione attraverso questi club, che sono importanti anche in Sardegna”.

Poi ha concluso: ‘Bisogna recuperare i delusi e i disgustati dalla politica. Molti pensano di non andare a votare, alle elezioni in generale e anche li’ in Sardegna, e a questi si aggiunge anche quel 20% che dichiara ancora di stare con Grillo, anche se il Movimento 5 Stelle in Sardegna si è tirato fuori dalla competizione. La somma di coloro che possiamo contattare per convincerli a tornare a votare e darci il loro voto sono un’infinità di persone, il 40% di chi dichiara di non votare e di chi ha votato la volta scorsa per i 5 Stelle”.

E’ arrivata l’ora del rimpasto? Saccomanni resta, saltano 4 ministri

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La direzione nazionale del Pd di domani sarà incandescente. Queste sono le previsioni per il duro faccia a faccia che domani ci sarà al Nazareno tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Ora il Premier dovrà far attenzione al fuoco amico, il più pericoloso. Secondo alcune indiscrezioni raccontate ad Affaritaliani.it da un parlamentare democratico molto vicino al premier, dovrebbe annunciare il suo “rimpasto”.

“Il presidente del Consiglio è pronto. Molto probabilmente nel suo intervento di domani alla Direzione Nazionale del Pd annuncerà il rimpasto di governo”, afferma il dem. Il piano di Letta prevede un accordo con Renzi sulle riforme mentre l’esecutivo proseguirà la sua strada con l’agenda politico-economica.  Il cerchio verrà chiuso con il programma per il 2014, che includerà un’accelerazione sui temi economici, del lavoro e del Welfare. Ma per ripartire con l’azione di governo il premier ha intenzione di rinnovare la squadra dei ministri. Secondo quanto racconta un parlamentare democratico a stretto contatto con Letta, le teste pronte a saltare sarebbero 3 o 4. Certamente c’è da trovare un nuovo responsabile delle Politiche Agricole, dopo le dimissioni di Nunzia De Girolamo. E in pole rimane il renziano ex prodiano Ernesto Carbone. A rischio sarebbero anche Flavio Zanonato e Cecile Kyenge.

Promozione possibile per Graziano Delrio, stimatissimo dal sindaco di Firenze. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni dovrebbe restare invece al suo posto. “Con l’Europa dobbiamo essere credibili in termini di riduzione del deficit e del debito e per il contenimento della spesa pubblica. Per questo motivo – spiega la fonte lettiana – e per cercare di ottenere l’uscita della spesa per gli investimenti dal patto di stabilità Ue, serve continuità”. Quindi in Via XX Settembre non dovrebbero esserci novità, se non il rimpiazzo del viceministro Stefano Fassina.

Grasso si costituisce parte civile: rivoluzione?

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Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza, ha dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentare il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla «compravendita di senatori» che inizierà il prossimo 11 febbraio presso il Tribunale di Napoli. “Il presidente – si legge in una nota – ha ritenuto che l’identificazione, prima da parte del Pubblico Ministero poi del Giudice, del Senato della Repubblica italiana quale ‘persona offesa’ di fatti asseritamente avvenuti all’interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell’Istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento”.

Lo sgambetto a Berlusconi lo fa… Dudù!

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Lo sgambetto a Berlusconi lo fa… Dudù! Secondo l’agenzia parlamentare di Pasquale Laurito, il leader di Forza Italia stava giocando a palla con il cane, quando è scivolato e ha battuto una spalla sul pavimento. Ora Berlusconi sarebbe «al letto, indisposto» . Commento sarcastico di Laurito: «Dudù insomma è stato capace di fare quello che non è riuscito ad Alfano». Nelle prossime ore sicuramente si capirà l’entità dell’incidente domestico occorso al leader di Forza Italia! 

 

Non solo il Pd, le tessere fantasma sono anche nel Pdl. Indagato Lettieri

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Lo scandalo delle tessere fantasma continua ma stavolta non colpisce il Pd, ma il Pdl. Come scrive “La Gazzetta del Mezzogiorno”, in particolare, nell’indagine bis della procura di Bari è entrato il senatore di Forza Italia Luigi d’Ambrosio Lettieri, che era già a giudizio nel primo troncone d’inchiesta relativo a 139 presunte false iscrizioni al Pdl per le quali sarà processato il 31 marzo prossimo. Ora però spunterebbero altre 300 presunte iscrizioni fantasma del Pdl. Proprio in questi giorni è stato recapitato al senatore del Pdl e ad altri 16 indagati, un avviso di proroga delle indagini per aver iscritto al partito di Berlusconi ”a loro insaputa” almeno altre 300 persone. I reati ipotizzati sarebbero violazione della privacy, appropriazione indebita e falso in scrittura privata.

 

“In Italia è in corso un colpo di Stato. Dimettiti” così Grillo alla Boldrini

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L’ennesimo duro attacco di Beppe Grillo arriva dal suo blog e stavolta il Semplice Portavoce del M5S si scagli contro la riforma  elettorale, la ‘ghigliottina’ decisa dalla presidente Laura Boldrini e il decreto Imu-Bankitalia. Parole dure quelle di Grillo che si rivolgono proprio al Presidente della Camera: «In Italia è in corso, ora, un colpo di Stato. Non puoi più far finta di nulla», poi l’ex-comico ha aggiunto anche che secondo lui questa «è la fine della democrazia» e ha invitato Laura Boldrini a dimettersi.

Scajola: “Spero che ora la casa diventi di moda”

scajola_claudio_tuttacronacaDopo 45 mesi è arrivata l’assoluzione perchè il fatto no sussite per l’ex-ministro Claudio Scajola che oggi ha parlato a Domenica Live per raccontare quello che lui definisce “un inferno”. “Non ho messo la casa in vendita con il cartello. Sono arrivati diversi acquirenti ma spaventati dalla campagna mediatica non l’hanno voluta. Adesso spero che diventi di moda”. Scajola commenta: “La cosa più triste è stato essere il simbolo del magna magna, un politico trafficone che si compra casa in centro a Roma. La mia tristezza più grande è questa, non certo aver perso la poltrona”.  Sempre nel corso della trasmissione, ha ripercorso le diverse fasi della vicenda giudiziaria e soprattutto del processo mediatico costruito intorno alla frase “a mia insaputa”. Scajola ha raccontato passo passo le fasi di acquisto. “Dal prezziario ho notato che la cifra era congrua – ha ribadito – Gli altri immobili con caratteristiche simili al mio erano magari leggermente più cari, ma non certe a quelle cifre iperboliche scritte sui giornali”. E ancora: “Se sono stati aggiunti altri pagamenti io non ne ero al corrente. Ma secondo lei, se fossi stato a conoscenza di una roba di questo genere, se fossi stato un corrotto, fossi stato un delinquente perché non posso pretendere che mi si creda una persona onesta se una persona non mi conosce visto quello che c’è nel mondo politico, ahimè, mi sarei fatto portare una valigetta coi soldi a casa senza lasciare tutte queste tracce! Non stava in piedi”. E conclude:“La mia soddisfazione di oggi è che quello che dissi allora, quattro anni fa, appena lessi il giornale, è stata la stessa versione uscita da un processo con testimoni, prove e inchiesto che hanno sancito che io avevo detto la verità”.

#Fazioalzalatesta nasce la polemica sul web per l’intervista alla Boldrini

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Ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” questa sera c’è la Presidente della Camera Laura Boldrini,che mancava dalla trasmissione da marzo 2013, quando a pochi giorni dall’elezione, aveva accettato l’invito di Fazio. Oggi, in un clima rovente per la politica italiana, in una domenica che precede una delle settimane più difficili per il Parlamento, Laura Boldrini dopo le contestazioni in Aula e sul web da parte del M5S appare nella tv pubblica. Immediata la reazione di Grillo che chiede a Fazio con un post di fare giornalismo e lancia l’hashtag #Fazioalzalatesta.

Questo il post di Grillo sul suo Blog:

La Boldrini in questi giorni sta occupando la RAI raccontando il falso agli italiani.

Non è vero che i cittadini avrebbero pagato l’IMU se avessimo fatto decadere il decreto Bankitalia. Bastava scorporare il decreto come chiesto dal M5S. La Boldrini ha la responsabilità di non essersi imposta al governo, ai burocrati di Palazzo e ha subito la volontà dei poteri forti che hanno voluto saccheggiare7,5 miliardi di euro dalle riserve della Banca d’Italia – soldi di tutti i cittadini – regalandoli a banche private e assicurazioni.

La Boldrini mente in tv e a Montecitorio sulla ghigliottina: è uno strumentonon previsto né dal Regolamento né dalla Costituzione.

Oggi, dopo aver imposto un suo intervento su Rai 1 nella trasmissione dove interveniva la deputata M5S Loredana Lupo, sarà ospite di Fabio Fazio.

E’ capitato già in passato di fronte alle bugie di Letta che Fazio abbia detto di non poter sapere tutto quello che accade in parlamento.

Ci teniamo quindi a informare Fazio.

La Boldrini ripeterà – mentendo agli italiani – che la ghigliottina è democratica e il m5s antidemocratico. Ricordiamo a Fazio cosa disse nel 2009 sulla ghigliottina il capogruppo del Pd alla Camera:http://www.beppegrillo.it/2014/02/la_coerenza_pd_nel_2009_era_contro_la_ghigliottina.html

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini di questa incoerenza a distanza di pochi anni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere in quale articolo del Regolamento della Camera e della Costituzione è prevista la ghigliottina? Può chiedere conto alla Boldrini dell’assenza di solidarietà alla portavoce Loredana Lupo aggredita in Aula e quali provvedimenti intende prendere nei confronti del suo aggressore?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini delle sue parole eversive contro l’opposizione che invece dovrebbe tutelare in qualità di presidente della camera?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della sua responsabilità nel passaggio del decreto legge contro la Costituzione e ai danni degli italiani?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini della sua volontà di cambiare il regolamento della Camera per zittire definitivamente le opposizioni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della presenza inusitata e incontrollata di lobbisti alla Camera che influenzano e manipolano i deputati del pd come nel caso Sorgenia e Tivelli?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini delle irregolarità avvenute in Commissione affari costituzionali prima del passaggio in Aula della legge elettorale firmata Renzi-Berlusconi?

Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?

Immediata la reazione dei simpatizzanti M5S e scoppia la polemica in rete!

 

“Scajola, dai in beneficenza i soldi della casa al Colosseo”: parlano i vescovi

scajola-claudio-tuttacronacaIl Sir, Servizio informazione religiosa, agenzia stampa della Conferenza episcopale italiana, suggerisce a Scajola un gesto di “buona volontà” per placare il clamore sulla sua casa nel cuore della Roma antica: “Caro Scajola perché non dai in beneficenza il milione di euro risparmiati a tua insaputa nell’acquisto della casa al Colosseo?” La proposta è apparsa in un editoriale del Sir, diretto da Domenico Delle Foglie,da titolo ironico: “Una ideuzza per Scajola…”. Vi si puntualizza: “Conclusa con l’assoluzione la vicenda giudiziaria della abitazione vista Colosseo di Claudio Scajola, pagata ‘a sua insaputa’ dall’imprenditore e amico Diego Anemone, ci resta qualche curiosità.  Dalle cronache scopriamo che l’ex ministro ha intenzione di vendere al più presto l’abitazione. Nulla sappiamo delle sue intenzioni finali. Vorrà restituire qualche cosa al suo ‘benefattore’? Noi avremmo una idea migliore. Poiché ha vissuto l’intera vicenda da ‘inconsapevole’, come hanno accertato i magistrati, provi a fare un atto di grande consapevolezza. Considerato che né lui né Anemone navigano in cattive acque, faccia una bella donazione di tutta la plusvalenza rispetto alla somma da lui sborsata (600 mila su un totale di 1 milione e 700 mila euro) al momento dell’acquisto. Donino quel milione di euro in più alla mensa per i poveri gestita dalle suore di Madre Teresa di Calcutta in Vaticano. Come si faceva in tempi lontani: non si potrà guadagnare il Paradiso, ma qualcosa varrà pure… Noi del Sir gli assicuriamo un servizio fotografico e un articolo di racconto. Affare fatto signor Scaiola?”

Avanti con l’Italicum… e con i franchi tiratori

legge elettorale-tuttacronacaLe pregiudiziali di costituzionalità delle opposizioni, così come quelle di merito, sono state respinte dall’aula della Camera e per questo la legge elettorale non tornerà in commissione. I sì sono stati 154, 351 i no. Cinque deputati si sono astenuti. Ma in occasione del voto è stata evidenziata la presenza di una ventina di “franchi tiratori” che hanno votato in dissenso con i colleghi, contro il progetto di legge. Soddisfatto Renzi: “Bene, abbiamo tenuto, ora avanti, si fa”. A seguito della bocciatura del rinvio in commissione della legge elettorale, il Movimento 5 Stelle ha abbandonato l’aula e spiega Giuseppe Brescia: “Non saremo mai complici di questo ennesimo scempio e abbandoniamo immediatamente l’Aula”. Si è detta “dispiaciuto” la presidente Boldrini: “Questa vostra decisione mi dispiace. Qui tutti possono dibattere ed esprimere il proprio pensiero”, ha osservato. Brescia, prima di annunciare l’uscita dall’Aula dei componenti del suo gruppo, aveva accusato i colleghi del Pd e di FI di essere “telecomandati dall’esterno”.La Camera ha respinto, stavolta a scrutinio palese, anche la pregiudiziale di merito presentata da M5S sulla riforma della legge elettorale. Il documento è stato bocciato dall’Assemblea con 377 sì e 120 no: numeri diversi per una ventina di voti rispetto a quelli riportati a scrutinio segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità.  Nel voto segreto sulle pregiudiziali di costituzionalità contro la legge elettorale sono spuntati dunque una ventina di franchi tiratori in Aula alla Camera. Tabulati alla mano, sono tra i 21 e i 30 i deputati che, nel segreto dell’urna, hanno votato per bocciare la legge elettorale, in dissenso dal loro gruppo.

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Il trucco dell’Italicum per non far eleggere le donne!

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Esiste un trucco? C’è chi sostiene che la nuova legge elettorale, rivista e corretta, che sta per passare in Parlamento nasconderebbe una trappola che porterebbe un massiccio numero di uomini alla Camera e al Senato, cancellando di fatto le quote rosa che non sarebbero state garantite. C’è anche chi dice che è solo uno stuolo di donne che vuole ancora una volta demolire il lavoro fatto per garantire invece un posto in parlamento proprio al gentil sesso, ma volendo il trucco c’è e si vede anche chiaramente come spiega una petizione lanciata nei giorni scorsi sul sito Change.org da un gruppo trasversale di donne: politiche, attiviste, imprenditrici, donne comuni.

I media non hanno rilevato infatti che l’Italicum, partorito da Renzi e Berlusconi, stabilisce sì l’obbligo di garantire uguale rappresentanza di uomini e donne nelle liste,  ma prevede solo un’alternanza binaria. Che significa? In parole povere la legge obbliga a non avere più di due candidati di fila dello stesso sesso. Quindi se i capolista dovessero essere due uomini, al terzo posto ci dovrebbe essere una donna… peccato che ad essere eletti nella maggior parte dei collegi sono i primi due, il terzo spesso non riesce ad approdare in Parlamento. Perché quindi non si è pensato di introdurre una norma che garantisse un’alternanza uomo-donna tra i capolista? Perché si è scelta una formula binaria e non un’alternanza 1 a 1? E se c’è chi risponde che i primi due nomi potrebbero essere due donne, viene largamente smentito dall’andamento delle ultime elezioni… speriamo che questo “trucco” non vada davvero a scapito delle donne, anche se il rischio resta elevato! Questa è l’ultima ciliegina sulla torta?

Il ministro marocchino smentisce: “Mai detto che Ruby era maggiorenne”

Ruby-Rubacuori-tuttacronacaAppena due giorni fa era circolata la notizia che il ministro marocchino Mohammed Mubdii aveva affermato che, nel febbraio 2010, Ruby era maggiorenne. Ora, in occasione di un’untervista al programma radiofonico Un giorno da pecora, smentisce se stesso e le sue parole: “all’epoca degli incontri con Silvio Berlusconi era maggiorenne”. La tesi era già stata smentita categoricamente dai documenti in possesso della Procura Milanese e che arrivano direttamente dall’ufficio anagrafe del comune Fkih Ben Salah, in provincia di Beni Mellal, in Marocco e che parlano chiaro: Karima è nata il 1/11/1992, quindi al momento dei fatti (febbraio 2010) non aveva 18 anni. E proprio davanti all’evidenza Mubdii ha ritrattato: “No, non conosco la data di nascita di Ruby”. E spiega: “non conosco Karima e non so quando ha incontrato Berlusconi, quindi non so se lei fosse maggiorenne o minorenne”.

“Nel febbraio 2010 Ruby era maggiorenne”: parla un ministro marocchino

ruby-rubacuori-tuttacronacaMohamed Mobdii, ministro della Funzione pubblica del Marocco, in un’intervista a un quotidiano locale, stando a quanto riporta Il Giorno, ha riferito che Ruby sarebbe stata maggiorenne nel febbraio 2010, all’epoca delle frequentazioni con Silvio Berlusconi. Il ministro ha sostenuto di essere stato lui a firmare l’atto di nascita della ragazza. Mobdii è stato deputato nella zona in cui risiedeva la famiglia di Karima El Mahroug, nota come Ruby, nata quindi nel 1992. Il ministro ha spiegato di aver conservato “il file della nascita”, oltre ad aver avuto una richiesta del consolato marocchino a Milano di spedire tutti “i documenti in una valigia diplomatica”, in modo da evitare falsificazioni. i giudici di Milano, per questa vicenda, hanno condannato a sette anni Berlusconi, colpevole dei reati di concussione per costrizione e prostituzione minorile.

Casa al Colosseo: Claudio Scajola assolto

casa-scajola-tuttacronacaIl giudice ha stabilito che il fatto non costituisce reato e quindi Claudio Scajola, ex minitro dello Sviluppo economico, è stato assolto in merito alla vicenda della compravendita della casa al Colosseo. Alla lettura della sentenza, avvenuta in aula a Roma, l’ex ministro è scoppiato in lacrime. Diego Anemone è stato prosciolto per la prescrizione del reato nell’ambito del processo sulla compravendita. L’imprenditore era accusato di finanziamento illecito. Dopo essere stato assolto, in conversazione telefonica con Berlusconi, Scajola ha detto: “Ho sempre detto la verità. Questo processo non doveva neanche cominciare perché era tutto prescritto: la decisione del giudice di assolvermi assume ancora maggior valore”. In seguito ha commentato: “Tre anni e 9 mesi di sofferenza che nessuno mi restituirà più”. E ancora: “Mi sono dimesso da ministro perché mi sono reso conto che qualsiasi cosa dicessi per difendermi non risultava credibile, anche se era la verità. Ho preferito fermarmi e aspettare perché mi attaccavano da tutte le parti”. “Ho sempre rispettato la magistratura ma, come ho scritto questa mattina in un sms a mia moglie, la verità prima o poi viene sempre fuori”. L’avvocato Giorgio Perroni, difensore di Scajola, ha commentato: “Meglio di così non poteva andare anche perché la prescrizione copriva questa vicenda. Ma l’assoluzione nel merito evidenzia una innocenza che noi abbiamo affermato sempre come evidente”. E ha continuato: “E’ evidente che il nostro assistito sia stato distrutto. Questa sentenza contribuisce ad una riabilitazione agli occhi di tutti”. In sede di discussione il legale aveva sottolineato: “Questa storia ha cancellato Scajola dalla vita politica italiana. Oggi non è più nessuno. In questa storia non c’è nessuna prova diretta della sua colpevolezza”.

Fazio querela e il libro viene ritirato

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In tempo record il libro “Io e Silvio. L’uomo dal sole in tasca.” di Luigi Reggi, ex dirigente Mediaset, è stato ritirato dal mercato dopo la querela che il conduttore Fabio Fazio ha sporto proprio nei confronti dell’autore. Nei giorni scorsi la bagarre legale intorno all’uscita del libro aveva sollevato molte polemiche soprattutto da parte del conduttore di “Che tempo che fa” che aveva anche tweettato: ”Tutto falso, anche molto divertente ma falso. Querelerò”. E così è stato, con tanto di ritiro del libro dagli scaffali delle librerie…

 

La dieta di Silvio, a Garda con Francesca e Toti

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Silvio Berlusconi ha deciso di tornare in forma smagliante e prepararsi alla campagna elettorale delle Europee… se il governo resta in piedi e non si arrivi a un Election Day! L’idea a quanto si apprende dovrebbe esser stata dello stesso Giovanni Toti che avrebbe spinto il Cavaliere e la fidanzata sul lago di Garda, in un centro benessere. Almeno nel corso della settimana, dunque, non è in vista nessuna novità per quel che riguarda gli assetti di Forza Italia. In tal modo sembra che si vogliano anche mettere a tacere quelle polemiche che si erano aperte, dopo che Toti sembrava essere destinato a diventare il numero 2 di Forza Italia… ora si scriverà un altro capitolo proprio dal centro benessere?

 

Fazio contro il Fatto… e quel presunto provino con Berlusconi

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Il Fatto Quotidiano fa davvero irritare Fabio Fazio e il conduttore minaccia querele dopo che sono stati riportati alcuni aneddoti curiosi sul libro scritto da Reggi e intitolato “Io e Silvio, l’uomo dal sole in tasca”:

Fabio Fazio si arrabbia per la storia raccontata sul Fatto a proposito di un presunto provino con Silvio Berlusconi. Della storia parla il quotidiano di Padellaro:

il racconto di “un ventenne Fabio Fazio, con maturità classica e imitatore alle prime armi” che si presentava da Silvio Berlusconi accompagnato da “due lugubri signori vestiti di nero ”. Uno dei due, racconta Reggi, “forte di avere alle spalle il solito politico che allora incombeva su tutte le tv”. Nessun nome. Il Cavaliere si sentiva in “imbarazzo”, ma rispose che affidargli un ruolo importante “era prematuro”.

Ma la cosa non è piaciuta per niente a Fazio, che su twitter ha replicato piccato:

 

Scajola e la casa “a sua insaputa” che potrebbe costargli 3 anni

scajola-colosseo-tuttacronacaSono stati i pm della procura di Roma a chiedere una condanna a tre anni di reclusione per l’ex ministro Claudio Scajola, accusato di finanziamento illecito in relazione all’acquisto “a sua insaputa” di un appartamento vicino al Colosseo. I pm hanno inoltre chiesto il pagamento di una multa da due milioni di euro per la vicenda, a seguito della quale Scajola si dimise da ministro. Anche per l’imprenditore Diego Anemone sono stati richiesti 3 anni di carcere. Anemone è un personaggio chiave dell’inchiesta nata a Perugia sul G8 e di cui quella sulla casa di Scajola rappresenta un filone giunto per competenza a Roma.

L’abbraccio di Berlusconi a “un avversario leale”

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Dopo la spaccatura per quel “Fassina chi?” di Renzi il Pd si stringe intorno a Pier Luigi Bersani colpito da un’emorragia cerebrale. Ma se i democrats da Renzi a Prodi e da Speranza a Fassino ritrovano l’unità nel giorno della preoccupazione, anche Berlusconi ha voluto esprimere la sua vicinanza al suo avversario politico “Ho appreso – scrive il cavaliere in una nota – con addolorato stupore del malore che questa mattina ha colto l’onorevole Pierluigi Bersani. Gli auguro di tutto cuore che possa superare al più presto questo momento difficile – aggiunge – per tornare alla sua attività politica e dai suoi cari. Un abbraccio affettuoso ad un avversario leale”. Intanto si apprende che l’intervento chirurgico su Bersani, deciso dallo staff medico dell’ospedale di Parma dovrebbe durare 4 ore.

Il sogno “proibito” di Travaglio!

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Il sogno “proibito” del giornalista Marco Travaglio è quello che Renzi possa iniziare un processo di riforme insieme al M5S. I tempi sono stretti e quindi bisogna muoversi in fretta. Un possibile pericolo è quello anche di vedere una linea più o meno tracciata tra il sindaco di Firenze e Berlusconi, anche perché il leader di Forza Italia ha già più volte esternato le sue simpatie per Matteo Renzi e per il suo programma.

“La luna di miele non durerà molto. […] Ed è difficile, per il segretario di un partito che per giunta non controlla né la maggioranza dei suoi parlamentari (espressione del Pd bersaniano, cioè di un’altra èra geologica) né la sua delegazione governativa (quasi tutta formata dagli sconfitti alle primarie), lasciare un segno tangibile di cambiamento.

“Perciò Renzi si agita tanto. Non solo, come dice Grillo, perché è “uno stalker in cerca di visibilità”. Ma anche perché cerca disperatamente sponde fuori dalla gabbia asfittica della maggioranza, anzi della minoranza di governo: la somma di Pd, Ncd, Sc e Udc nei sondaggi vale un terzo degli italiani.

“Renzi ha bisogno di numeri importanti per far passare qualche riforma molto popolare e dimostrare di non essere un parolaio come tutti gli altri.

“E quei numeri glieli possono portare solo Grillo o Berlusconi. Che sono i due leader dell’opposizione, il che spiega il terrore fra i guardiani dello stagno: Napolitano, Letta jr., giù giù fino ad Alfano, Monti, Casini e le altre anime morte. Berlusconi, anche morente, è molto più vispo di tanti quarantenni: infatti s’è subito infilato nel varco aperto da Renzi.

“Stupisce invece l’inerzia del Movimento 5Stelle, che paiono tornati in preda alla paralisi che li fregò alle consultazioni di marzo- aprile. Oggi come allora, è il momento di andare a vedere il gioco di Renzi. Se è un bluff, avranno il merito di averlo smascherato. Se è una cosa seria, divideranno con lui il merito di avere sbloccato l’impasse: siccome Renzi sa che un asse privilegiato con Berlusconi farebbe storcere il naso a molti dei suoi elettori, il M5S può rendere molto preziosi i propri voti in Parlamento, dettandogli alcune condizioni”.

Poi si arriva al programma della nuova maggioranza Matteo Renzi – Beppe Grillo, secondo Marco Travaglio:

1. “la rinuncia ai “rimborsi elettorali”  che metterebbe in ginocchio l’apparato Pd. Perché non sfidarlo [a Renzi] a mantenere la parola? Se non lo farà, peggio per lui. Se lo farà, non si vede cosa impedisca ai 5Stelle di fare ciò che Grillo predica da sempre: accordarsi in Parlamento sulle cose da fare.

2.  Una nuova legge elettorale (delle tre proposte di Renzi la seconda appare “utilissima”, quella che riproduce grosso modo il Mattarellum),

3. Unioni civili.

4. “Taglio delle prebende ai consigli regionali”.

Di “dubbia utilità” invece Travaglio giudica l’idea di Matteo Renzi di

5. “un Senato ridotto a carrozzone di consiglieri regionali”.

A queste, aggiunge Marco Travaglio, per reciprocità, M5S

“6. potrebbe chiedere di aggiungere un paio di propri cavalli di battaglia. E otterrebbe tre effetti collaterali mica da ridere: tagliare l’erba sotto i piedi al trio Napolitano- Letta-Alfano; mettere definitivamente fuori gioco Berlusconi e avvicinare le elezioni. Renzi si agita troppo, ma chi sta fermo è peggio di lui”.

“Berlusconi ha promesso molto senza mai mantenere”: l’affondo di Bombassei

alberto-bombassei-tuttacronacaNon c’è andato leggero Alberto Bombassei, il presidente di Scelta Civica e del gruppo Brembo, uno dei gioielli del Made in Italy e leader mondiale indiscusso dei freni ad alta tecnologia, parlando al Tages Anzeiger di Zurigo, autorevole quotidiano elvetico, dei danni provocati dal Berlusconismo. Il 73enne industriale ha detto: “Quando Berlusconi era premier gli imprenditori italiani che si recavano all’estero dovevano sorbirsi, regolarmente, ad ogni incontro d’affari, una storiella su di lui. Per fortuna le cose, adesso, sono radicalmente cambiate”. “Berlusconi – continua il suo affondo Bombassei – ha promesso molto senza mantenere nulla”. Ma non solo, il magnate dei freni offre un giudizio impietoso sulla classe politica italiana, che per lui richiama “lo stile dei Borboni”. Il Parlamento, poi, gli ricorda “l’arena di Verona” e dei Parlamentari lo ha colpito “l’incompetenza e la distanza dai problemi della gente”. Di Monti, invece, Bombassei dice che “ha salvato l’Italia in un momento difficile ma che la gente non ne è consapevole”. Quanto a Enrico Letta, la sua coalizione assomiglia a “un bollito misto”. Nulla a che vedere con la “grosse Koalition guidata dalla Merkel”. Il presidente di Scelta Civica ha anche chiaro cosa bisognerebbe fare per salvare l’Italia: “la politica deve cambiare la legge elettorale, di modo che entrino in Parlamento delle persone scelte dai cittadini, mentre gli imprenditori devono essere convinti a non fuggire all’estero”. Tuttavia, Bombassei ritiene soprattutto che “gli utili delle aziende devono essere reinvestiti nell’innovazione, nella meccatronica e nelle nanotecnologie”. Ma perché, a 73 anni, Bombassei si è dato alla politica? “Per spirito di servizio. In passato, come imprenditore, ho ottenuto tanto grazie al mio Paese. Adesso è arrivato il momento di restituire”.

Il dopo Balotelli si chiamerà Dzeko?

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Sembra proprio che il matrimonio tra Mario Balotelli e il Milan sia destinato a finire. Ieri era arrivata anche quella che sembrava davvero la parola fine dopo che era trapelato in ambienti vicini al Cavaliere, l’intenzione di Berlusconi in persona a voler cedere l’attaccante rossonero, salvo poi far pervenire la smentita. Ma il clima intorno a Balo è bollente e c’è chi ha già individuato in Edin Dzeko il sostituto. L’attaccante in forza al City infatti potrebbe davvero prendere il posto di Super Mario. Anche l’attaccante sembra non voler più indossare la maglia del Milan anche perché in caso di mancata partecipazione alla Champions, Balotelli vedrebbe ridimensionato il suo ingaggio del 20%. Il calciomercato è quindi con gli occhi puntati al futuro di Super Mario e già si parla del Chelsea di Mourinho come prossima collocazione, ma bisogna anche fare i conti con il Psg che sarebbe interessato all’acquisto.

 

E’ ufficiale… Balotelli è sul mercato, la decisione è di Berlusconi

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Lo ha deciso nei giorni scorsi e ora sembra proprio che Silvio berlusconi non voglia tornare sui suoi passi.

«Vendo Mario, basta, ho scelto – ha comunicato il Cavaliere – Mario Balotelli deve lasciare subito il Milan. È ufficialmente sul mercato»

La decisione presa in accordo con la figlia Barbara è stata poi annunciata da alcuni uomini dell’entourage politico dell’ex senatore, gli stessi che hanno anche il compito di ricreare Forza Italia. La decisione poi è stata comunicata solo in un secondo momento all’ad Galliani. D’altra parte Berlusconi era sempre stato contrario a portare Balotelli al Milan.

A Galliani, adesso, il compito di trovare insieme al procuratore Mino Raiola (agente di Balotelli) una soluzione per l’attaccante della Nazionale. Compito non semplice: si parte da una valutazione di almeno 25 milioni, cifra pagata dal Milan al Manchester City solo un anno fa, ma anche lo stesso prezzo che il club inglese aveva sborsato per rilevare il giocatore dall’Inter.

Sembrano esserci tante difficoltà per trovare una “casa” a Balotelli, i club tedeschi sembrano non essere interessati, un’offerta potrebbe venire dal Chelsea di Mourinho o dal Psg, ma si parla anche di Monaco. La strada percorribile in tempi brevi sembra proprio essere il Psg anche per gli ottimi rapporti che il procuratore Raiola, ha con la società dove già milita uno dei suoi assistiti più illustri Zlatan Ibrahimovic. Intanto Berlusconi ha dato ordini precisi: «Vendete Balotelli, ma trovate anche un altro attaccante per rimpiazzarlo».

In un secondo momento, tuttavia, il Milan ha smentito che Balo possa essere sul mercato.

Macabro Facebook in festa per la morte del Signore di Arcore!

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Stavolta il Giornale si è davvero infuriato dopo la comparsa della pagina Facebook che inneggia alla morte di Berlusconi “avvenuta” il 25 aprile 2014. Il macabro scherzo, anche se condiviso da appena 60 utenti ha dato il via alle infuocate parole del “quotidiano di famiglia” che definisce l’iniziativa come figlia del più becero anti-berlusconismo.

Su Facebook  si legge:

ispirati dai festeggiamenti a Glasgow per la morte di Margaret Thatcher, noi saremo pronti e festeggeremo la prima sera utile dalla morte di Berlusconi. Chiamiamola festa coccodrilo (un po’ come fanno i giornalisti alla morte dei personaggi famosi con il servizio già pronto e confezionato).

Sul Giornale, si ringhia:

Sì, perché quello che colpisce in questo universo parallelo fatto di odio e insulti di ogni tipo- miscela in cui si confondono leggende metropolitane, surreali attribuzioni di colpa, conformismo, invidia sociale e molto altro – è l’evocazione della violenza, quasi fosse un gioco o un diritto morale da esercitare per eliminare l’avversario più insidioso. «Con Berlusconi ho sempre avuto un rapporto bellissimo, un odio platonico!» disse una volta Roberto Benigni. Non sempre, però, questa rabbia alimentata da unsistema mediatico che soffia sul fuoco per propria convenienza e lucro, è rimasta dentro confini ragionevoli. Oggi, alla fine di unpercorso ventennale si ritorna al punto di partenza: l’augurio di morte. Rito anche vagamente autoiettatorio. Perché scrivere «coccodrilli» non porta mai bene. Figuriamoci se si preparano per un caimano.

Il silenzio è d’oro e il fiato è sospeso: i nostri 7 giorni!

i nostri 7 giorni-tuttacronacaA volte il silenzio è d’oro e in questa settimana motivi per fare davvero silenzio e riflettere ce ne sono stati molti. Partiamo dalla partita della Juve contro il Galatasaray dove davvero è accaduto di tutto. Sospesa per neve, poi ripresa su un campo impraticabile e con un esito disastroso per la Juventus che si è vista eliminare dalla Champions nel peggiore dei modi. Un gol che ha fatto discutere e che di sicuro ha generato polemiche, non ultima quella anche che ha ricordato un vecchio episodio di Collina.  Ma soprattutto la sconfitta ha avuto serie ripercussioni sul calcio mercato,  i tanti nomi che circolavano prima della gara contro il Galatasaray sono stati depennati a causa dei mancati introiti dovuti all’eliminazione. Meglio far calare un manto nevoso sull’episodio! Questa è stata anche la settimana in cui in rete è stato possibile vedere un video shock: l’incredibile schianto con il Base Jumping. Anche queto un video da guarda e rimane in silenzio con il fiato sospeso fino all’ultimo istante! Settimana importante anche in politica dove il neo segretario ds, Matteo Renzi, ha rivoluzionato la segreteria del Pd e imposto nuove regole… Basterà? Giudizio sospeso! Così come lo è per la Lega e Salvini che si trova a dover gestire un eredità pesante e a ricollocare il Carroccio in un nuovo panorama politico-sociale. Area diversa si respira in Forza Italia, dove, in questa settimana, forse anche spingendosi oltre alla realtà concreta, si è parlato di un possibile braccialetto che potrebbe essere regalato a Natale (o più probabilmente dopo le feste) all’ex premier Berlusconi. E anche su questa notizia cala il sipario!

i nostri-7-giorni-silenzio-tuttacronacaMa come si prepara il popolo italiano al Natale? Le vie e le piazze oltre ad essere decorate con gli alberi di Natale (alcuni sono anche diventati hot quest’anno), sono state invase dal Movimento dei Forconi. L’evento più eclatante forse si è vissuto nel supermercato di Torino dove alcuni clienti sono stati “sequestrati”.  Davvero i forconi metteranno l’Italia a ferro e fuoco per le feste? A Roma il Movimento arriverà spaccato, ma non per questo deve essere sottovalutata la protesta. Lo sa bene La Sapienza dove gli scontri, nei giorni scorsi, sono avvenuti con tanto di lancio delle bombe carte. Un clima incandescente, con micce che si innescano ogni giorno e ogni notizia è potenzialmente esplosiva. Ad esempio, un forte richiamo mediatico lo hanno avuto quei 175 ospedali a rischio chiusura o i pensionati che continuano a essere nel mirino della politica “dei giovani” a partire dal dream team di Renzi. Ci servirebbero forse più che giovani nuovi stimoli per superare una crisi in cui la ripresa stenta e l’occupazione peggiora? In ogni caso anche gli Ufo preferiscono mete lontane dall’Europa, sembra che una riunione infatti, per chi ci crede, si sia svolta nei cieli dell’Alaska. Che sia la volta buona? Per scaramanzia restiamo in silenzio!

I deputati Pd annunciano denunce nei confronti di Grillo

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Grillo potrebbe essere denunciato da alcuni deputati Pd per  “istigazione dei militari alla disobbedienza” a seguito della lettera in cui il Semplice Portavoce del M5S invitava le  forze dell’ordine in servizio durante le manifestazioni dei forconi ad unirsi ai manifestanti. “Nelle prossime ore presenteremo una denuncia formale alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nella lettera aperta inviata da Beppe Grillo ai responsabili delle forze dell’ordine” .

Quella fiducia nell’inverno caldo… con i Forconi alle porte di Roma!

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“Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio”, con queste parole, ben scandite, inizia il discorso di fiducia al Parlamento di Enrico Letta, a Roma. A Torino invece, qualche ora prima, grazie a un blitz della polizia, i trasportatori avevano consegnato la merce, i Forconi erano stati aggirati. Come in uno split screen da una parte scorrono le parole del Premier e dall’altra ci sono gli scontri in piazza. C’è chi s’interroga e si chiede come possa un governo “tecnico”, fortemente voluto da Napolitano e un Parlamento votato con una legge riconosciuta incostituzionale dalla Consulta chiedere la fiducia… Come fanno gli atti emanati da un organo eletto con una modalità incostituzionale essere legittimi?  I giuristi l’hanno spiegato… Distruggere gli effetti prodotti da una  norma, di qualunque rango essa sia, dichiarata illegittima o incostituzionale,  sarebbe pericoloso per l’intero ordine sociale e  potrebbe ledere diritti acquisiti  mentre era in vigore… Eppure basta andare in giro o aprire un social per vedere in quanti pensano che la fiducia si debba chiedere se c’è un “nuovo inizio”. Ma se è un inizio, sarebbe anche insito nel termine che è nuovo… ma in Italia occorre far chiarezza!

“E’ vero l’Italia è oggi una società fragile, stordita dalla crisi. E’ però nello stesso tempo una società pronta, dopo tanti sacrifici, a ripartire. E’ un dovere anche generazionale aiutarla a ripartire”, parole di speranza da parte del Premier che parla di ripartenza… ma le industrie chiudono, il cuneo fiscale è quasi inesistente ed è pronta la stangata nel prossimo anno della Iuc (altro modo di chiamare l’Imu). Ma non bisogna essere pessimisti e pensare a un nuovo inizio!

Questo il video per spiegare il nuovo inizio?

D’altra parte come dice Letta “le istituzioni esigono sempre rispetto e a maggior ragione in un tempo amaro in cui si tenta di immiserire questa aula con azioni e parole illegittime che avallano la violenza, mette all’indice i giornalisti e vuole fare macerie della democrazia rappresentativa”. Un attacco quindi duro e diretto a Grillo e al suo Movimento, che tuttavia basa le sue rivendicazioni su una sentenza della Consulta.

Altra questione spinosa dopo quella della legge elettorale, è sicuramente quella della decadenza su cui il Presidente del Consiglio non ha dubbi “nella questione giudiziaria di Berlusconi non sono entrato e non entro oggi” e poi nasce un nuovo Patto con gli Italiani… ” impegno 2014″, una nuova agenda, forse dettata e copiata a tratti da quella di Renzi, un block notes di appuntamenti e tappe che dovrebbero portare alle riforme, “Per le riforme dobbiamo muoverci nella procedura della revisione dell’articolo 138, e dobbiamo porci quattro obiettivi: riduzione del numero dei parlamentari; abolizione delle Province dalla Costituzione; fine del bicameralismo perfetto, con un’unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi, e l’altra che esprima le autonomie; una riforma del titolo V della Costituzione, chiarendo al massimo le responsabilità di governo”… anche se per il momento l’unica legge a cui si tende è quella dell’amnistia e dell’indulto: “siamo la patria di cesare Beccaria e Dobbiamo dimostrarlo”. Poi un esempio davanti agli occhi ora Letta lo ha L’anno prossimo studieremo “la Partecipazione dei lavoratori all’azionariato con una rappresentanza negli organi societari, ne parleremo insieme” con azienda e sindacati, ed “è il tentativo” di “sperimentare” quanto fatto in Germania. Ma mentre sperimentiamo, tanto il tempo ce lo abbiamo, Letta fa anche il “buon padre di famiglia” e ridurrà le bollette dell’energia elettrica “venerdì nel piano destinazione Italia che avrà il via libera del Consiglio dei ministri “interverremo sul costo dell’energia” con “una riduzione di 600 milioni sulle bollette”, una riduzione “che si somma a quella già prevista dal decreto Fare”.

Naturalmente arriva il bastone e la carota anche sull’Europa perché Letta sottolinea “vorrei tracciassimo una linea, di qua chi ama l’Europa e sa che senza l’Ue ripiombiamo nel medioevo. Di là chi vuole bloccare l’Europa e si scaglia contro i suoi limiti” e poi aggiunge “L’italia deve avere conti in ordine, come oggi accade. E lo ricordiamo a tutti anche ad alcuni tecnocrati di Bruxelles”.

Intanto i Forconi preparano la loro azione eclatante, mentre la politica parla d’Europa e la nuova agenda, spinta dal segretario Renzi, si ridisegna per cercare di creare una nuova, l’ennesima, larga intesa che sostenga un governo “tecnico-politico-presidenziale”

L’attacco di Pieraccioni a Renzi!

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«Ce lo siamo tolto dai c…», comincia a dire bloccandosi sull’iniziale. E poi lo definisce un «concorrente, nel senso che è un comico eccezionale, noi facciamo degli spettacoli in teatro che durano due ore e mezza, quello alla Leopolda ha parlato cinque ore. Dorme due ore a notte come Berlusconi vecchia maniera. Tiene il palco meglio di Dario Fo, Benigni e Panariello messi insieme. Diventa premier? Speriamo, meno male! Perché se lo ritrombavano un’altra volta ce lo ritrovavamo come concorrente e non è che uno così lo liquidi con una particina: quello vuole fare tutto, il direttore della fotografia, le musiche e anche le quattro spagnole che arrivano…». Ma i cinepanettoni in quale Natale scompariranno?

Balla Renzi a Ballarò e apre a Grillo sul Senato!

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“Grillo ha 160 deputati, se votano la proposta del Pd sul Senato si fa. Questo senso di urgenza Grillo non lo butti via, provi a cambiare le cose senza pensare che basta un post”. Questo è l’incipit dell’intervista a ‘Ballarò’ di Matteo Renzi. Poi altri temi caldi del momento sono le elezioni politiche e il governo.  “La legge elettorale si fa con tutti. Non solo con la maggioranza”, dice Renzi. Ma Letta è d’accordo? “Siamo d’accordo tutti che la legge elettorale si tolga dal Senato, dove l’hanno messa lì, aspettando che cresca. Come la pasta della pizza”, aggiunge. Renzi poi spiega che Sulla Porcellum la Consulta si è espressa “non so con quale razionalità”, perché il ricorso a suo avviso andava respinto ma “comunque le sentenze si rispettano” e sull’esecutivo il sindaco di Firenze è chiaro “Enrico Letta è il primo ministro di questo paese che deve, nel giro di un anno, fare le cose che ci siamo detti di fare. Ha un’occasione straordinaria”. Ma per le Europee ci sarà di nuovo il gioco delle poltrone e D’Alema e la Bindi saranno candidati? “No, non credo proprio – spiega -Renzi -. Alle Europee mandiamoci qualcuno che poi resta lì”, quelli “interessati all’Europa e non ai giochini italiani”.

Beppe Grillo e il movimento dei forconi. Quanto chiesto a Grillo alle forze dell’ordine dopo il loro atteggiamento verso i forconi è “demagogico e strumentale” da parte di qualcuno che “invitava i militanti no Tav a picchiare i poliziotti”. “In piazza – continua – ci sono persone molto diverse. È un movimento composito che va guardato con molta attenzione”. E aggiunge: “Tra quelle persone ce ne sono alcune veramente in difficoltà”.

E sulla Cancellieri c’ è la stoccata. Domani le peserà che il Pd rinnovi la fiducia al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri? “Credo – afferma Renzi – che sia costata l’altra volta, credo sia stato un errore tenerla lì. E’ una persona per bene, ma ha dato l’idea che la legge non è uguale per tutti”. Il leader democrat spiega: “Non mi hanno eletto per cambiare il ministro della Giustizia ma per cambiare il Paese. Vorrei riaprire il dossier Alitalia, il dossier Telecom ma non sono qui per prendermi una rivincita”.

Berlusconi. “Berlusconi mi ha chiamato all’una di notte. Mi ha fatto molto piacere ricevere la telefonata di tutti i leader politici. Lui mi ha detto: ‘finalmente farai un grande partito socialdemocratico’. Gli ho risposto di fare anche lui le primarie nel centrodestra”.

Bersani. “Bersani – dice Renzi – mi ha mandato un messaggio molto carino: ora tocca a te. Gli ho risposto mi piacerebbe vederti. Lui mi ha detto, prima dormi. Sa che in questi giorni è un frullatore”.

Le minacce dei Forconi al governo Letta: “azione eclatante, se passa la fiducia”

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«Oggi decideremo come portare avanti la nostra mobilitazione. Se i politici non andranno a casa e domani sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un’azione eclatante non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo». A dirlo è uno dei coordinatori del movimento «9 dicembre», così Danilo Calvani, che guida la protesta del movimento dei Forconi. Così alle 16 si è deciso di tenuta una riunione al Viminale al quale hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine e il ministro dell’Interno Alfano per fare il punto della situazione sulla mobilitazione dei Forconi che pian piano si sta allargando in tutta Italia.

Torino è la zona più calda. nelle ultime ore proprio nel capoluogo piemontese il traffico è andato in tilt per la protesta che si è svolta a Corso Francia una delle principali arterie della città che arriva in piazza Statuto. E proprio nella zona di piazza Statuto c’è un blocco del traffico ad opera dei giovani “Forconi”, monitorati da Polizia e Vigili. In mattinata i manifestanti hanno percorso una parte dell’adiacente via San Donato, costringendo con maniere spicce e minacce gli esercenti ad abbassare la serranda.   

Intanto il Coordinamento 9 dicembre, che ha organizzato la mobilitazione nel capoluogo piemontese, ha annunciato che la Questura, dopo la guerriglia urbana scatenatasi ieri «ha revocato il permesso per i presidi di Piazza Derna, Piazza Pitagora e Piazza Castello» a Torino, quindi «ogni presidio presente in città è del tutto spontaneo ed auto organizzato da gruppi indipendenti di cittadini torinesi» ha precisato una nota del movimento. Nel messaggio diffuso dai Forconi torinesi si condannano le violenze di ieri e si parla di pacifica protesta. Domani alle 18.30 in piazza Castello, ci sarà un comizio di Danilo Calvani, «uno degli ispiratori di questo movimento» si legge nella nota diffusa. Intanto anche i punti vendita della grande distribuzione sono entrati nel mirino dei forconi. Sedicenti manifestanti hanno istituito forme di picchettaggio davanti ai supermercati torinesi e della prima cintura, impedendo ai clienti di entrare. Al Pam e all’Esselunga di Corso Traiano sono intervenuti i Carabinieri, ma si sono registrati problemi anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco (Torino). Mentre altri grandi supermercati alle porte di Torino hanno scelto di chiudere.

Non molto migliore la situazione a Milano a piazzale Loreto. Qui la viabilità è stata bloccata la viabilità e i manifestanti ogni tanto fanno passare alcune macchine. A presidiare la zona forze di Polizia e Guardia di Finanza. «Bloccheremo piazzale Loreto fino alle 22 di questa sera – ha spiegato uno sei leader del movimento, Chowbe De Leo, tecnico informatico di Milano – vogliamo gridare che ne abbiamo piene le scatole della politica». Presidi e proteste anche fuori dall’aeroporto di Orio al Serio a Bergamo e a Brescia.«Non possiamo protestare con i nostri camion, perché altrimenti la polizia ci sequestra i mezzi e ci impedisce di usarli, perciò abbiamo dovuto fare dei presidi», ha spiegato Sandro Norcini, responsabile di Trasporto Unito della Lombardia, movimento che fa parte del comitato 9 dicembre, che questa mattina si trova a Rho. Disagi stamani anche a Bergamo: alcuni manifestanti hanno rallentato il traffico lungo l’Asse interurbano del capoluogo, all’altezza di Orio al Serio. Lungo la circonvallazione si sono registrate in mattinata lunghe code, costringendo molti automobilisti a imboccare strade alternative. Presenti tra i manifestanti numerosi camionisti che hanno distribuito dei volantini. Disagi anche in centro a Bergamo, dove alcune auto sono state fatte marciare a velocità ridotta, creando incolonnamenti. 

Seconda giornata di blocchi anche a Imperia:  dalle 8.25 circa un gruppo di manifestanti ha bloccato l’accesso allo svincolo di Imperia Est dell’Autostrada dei Fiori, così come già avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Blocchi si segnalano anche in vari punti della città ligure. A Savona è stato sgomberato il presidio sulla via Aurelia, nei pressi della Torretta: le forze dell’ordine, questa mattina all’alba, sono intervenute facendo allontanare i manifestanti che bloccavano il traffico. «La manifestazione ha trasceso i limiti della libertà di protesta – ha detto il prefetto savonese, Gerardina Basilicata – interferendo con la vita dei cittadini. È durata troppo a lungo e ha avuto forme intollerabili». A Genova, infine, i manifestanti si stanno concentrando in zona Corvetto ed è possibile un nuovo corteo nelle vie della città. Il leader dei Forconi Danilo Calvani dovrebbe arrivare domani pomeriggio in piazza De Ferrari a Genova per organizzare la “marcia su Roma” contro il governo Letta e contro la classe politica italiana. «Calvani ci darà le direttive di come comportarci fino al giorno in cui si andrà a Roma, tutti presenti! – spiega un comunicato del movimento genovese – Mandiamo a casa i parassiti!».

Tutto è pronto per l’arrivo a Roma dei Forconi. Domani la Capitale potrebbe essere interessata dai manifestanti che stanno scendendo da Torino per protestare davanti ai palazzi del potere. Poco probabile che arrivino vicino agli obiettivi sensibili ma è già presente una buona partecipazione al  presidio che il  Movimento  ha a Piazzale dei partigiani. Inoltre in  zona Ostiense prosegue l’assembramento di manifestanti.  

In Puglia si registrano momenti di protesta di alcuni autotrasportatori e del cosiddetto movimento dei Forconi, con alcuni presidi stradali che stanno causando qualche disagio alla viabilità. In particolare sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, si segnala una coda di circa 2 km di camion e tir. Anche a Foggia, sulla statale 16, sono segnalati due presidi di manifestanti su entrambi i sensi di marcia, mentre sulla strada provinciale 231, nei pressi di Corato (Ba), stazionano decine di autotreni con il conseguente rallentamento della circolazione.

Traffico in tilt a Palermo per la protesta dei Forconi. Paralizzata la circolazione stradale in piazza Indipendenza, dove un gruppo di manifestanti sta protestando davanti Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione nel capoluogo siciliano. I Forconi urlano cori contro la politica e «lo Stato da cui arrivano solo tasse». Difficoltà anche in via Ernesto Basile, per il volantinaggio di alcuni manifestanti.

Non è finita la protesta dei «forconi» sardi: questa mattina una nutrita delegazione di anti Equitalia si è presentata alla sede della Agenzia delle Entrate a Cagliari. Ma questa volta senza simboli e striscioni: semplicemente per chiedere atti e documenti agli sportelli. «Vogliamo chiarire – spiega Vincenzo Bodano, del Movimento per la gente anti Equitalia – alcuni aspetti che saranno poi oggetto di una nostra comunicazione: vogliamo avere tutte le carte in mano. Tutto questo in maniera assolutamente pacifica». Una sorta di coda della protesta di ieri mattina con il presidio all’Agenzia e i blocchi e i rallentamenti in via Vesalio e nelle statali 130 e 131. Il movimento sardo si muove insieme a quello nazionale: nei prossimi giorni potrebbero essere organizzate nuove azioni di protesta.

Come un rombo di moto: i nostri 7 giorni

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Un rombo di moto, qualche giro e una vita che si spezza a soli 45 anni. Romboni è morto ricordando Simoncelli e dalla pista della Malesia al Sagittario di Latina il dramma si ripete. Un dramma che conosce bene anche Alessia Polita, rimasta paralizzata a seguito di una caduta e che ancora lotta per aver riconosciuti i suoi diritti e quelli di tanti altri piloti. Purtroppo in questa settimana Romboni non è stato l’unico a perdere la vita su una pista, l’ultima notte è stata fatale anche per Paul Walker, uno dei protagonisti di Fast and Furious che ha trovato la morte a bordo di un’auto guidata da un suo amico. Ma questa è stata anche la settimana in cui ha commosso Anna Marchesini con la sua partecipazione a Che Tempo Che Fa. L’attrice nonostante la malattia non ha perso il suo  sorriso e la sua forza di vivere. Incidenti, dramma ed asfalto… Se lo sport piange i suoi campioni e il cinema è in lutto per i suoi eroi, la politica promette guerre… Renzi, Alfano e chi più ne ha ne metta. Ormai la politica davvero ha mostrato il suo lato debole e l’Italia  sembra incarnare davvero la sua spada di Damocle. Nell’ultima settimana la lama è ricaduta sui pensionati, ma ora è pronta a colpire nuove categorie…

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Intanto continuano però gli scandali della politica  mentre il cane dei Griffin muore e ilmaltempo flagella l’Italia, Conte sogna, la Cremaschi fa l’ennesimo pronostico sexy e nel Napoletano c’è il bar che rilascia scontrini anti juventini. Il Milan  torna a vincere, Balotelli fa scintille e le primarie si avvicinano. L’Italia continua a stare in difficoltà, la comunità cinese si stringe intorno al dramma di Prato e quell’economia che dovrebbe essere in fase di ripresa stenta a decollare. Renzi tuona e Alfano risponde. Civati sogna la segreteria e parla di “Recuperlo”. Questa però oltre che essere stata la campagna in cui Civati ha mostrato le unghie è stata anche quella in cui il Caimano è  decaduto… ora gli orizzonti sono diversi e ogni attimo può essere quello fatale a far crollare il governo Letta. Ma quanto costa al popolo italiano al decadenza? Sicuramente la buonuscita e i vitalizi? Ma i soldi del vitalizio eviteranno al Cavaliere l’umiliazione dello sfratto? Sono molti gli interrogati della settimana, ma noi auguriamo a tutti un inizio di settimana sereno, lontano da quei problemi che purtroppo non possono essere risolti dai cittadini, ma solo subiti… e quindi a voi tutti: 

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Si dimette il sindaco di Anagni, la frattura del centro-destra portala bufera nei comuni

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Carlo Noto, sindaco di Anagni si è dimesso dall’incarico e la decisione è stato ufficializzata nel pomeriggio di oggi, dopo che il Consiglio comunale, che si era svolto sabato 30 novembre, non aveva approvato il bilancio di previsione: 10 erano stati i voti contrari contro i 9 favorevoli. La maggioranza di centrodestra, che dal 2009 governava la città dei Papi, si è sfaldata nelle ultime settimane e ora a Palazzo d’Iseo è crisi politica. La frattura avvenuta a Roma tra Berlusconi e Alfano ha ripercussioni anche nei comuni dove il centro-destra non è più compatto.

 

Renzi e i suoi 3 punti, o cade la maggioranza

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Renzi parla da giorni già da segretario del Pd e detta le condizioni per mantenere il Governo in piedi ”Letta deve sapere che il suo esecutivo ora è incentrato sul Pd. Ha cambiato forma, le larghe intese originarie non ci sono più. Il Pd ha 300 deputati e Alfano ne ha 30. Il governo sta in piedi grazie a noi. Alfano dice che può far cadere Letta. Bene, così si va subito al voto. Io non ho paura. Lui sì. Perché sa che Berlusconi lo asfalta”. Per Matteo Renzi, chi vince le primarie del Pd ”impone la linea. Saremo leali ma conseguenti”.

Al premier Enrico Letta, spiega in un’intervista a La Repubblica, ”offro una disponibilità vera, un patto di un anno. E quindi proporremo tre punti che noi consideriamo ineludibili”, e cioè riforme, lavoro ed Europa. E se l’esecutivo non realizzerà questi obiettivi, il Pd ”separerà il suo destino da quello della maggioranza”.

”Il primo punto che porremo saranno le regole del gioco. Si mandino in pensione i saggi che vanno in ritiro a Francavilla e la proposta di modifica dell’articolo 138”, afferma Renzi, che rilancia la Camera delle autonomie locali e sostiene l’ abolizione di ”enti inutili come il Cnel” e la riforma del Titolo V della Costituzione. Quanto alla legge elettorale, ”va bene qualsiasi riforma, purché si faccia e purché garantisca il bipolarismo e la governabilità”.

Il secondo punto è l’economia, partendo dal ”Job act: semplificazione delle regole nel lavoro, garanzie a chi non ne ha”, dichiara Renzi, secondo cui la patrimoniale ”ora sarebbe un errore politico”.

Il terzo punto è ”l’anima del Paese. Letta vuole gestire il semestre europeo, allora si diano contenuti. Spendiamo meglio i fondi comunitari. Investiamo anche su scuola, immigrazione e diritti”, prosegue il sindaco di Firenze. Sulla fedeltà dei democratici in Parlamento alla linea del Pd, ”le cose da fare le decideranno gli italiani che parteciperanno alle primarie. Difficilmente qualcuno si tirerà indietro. Ma se c’è chi punta a spaccare il gruppo – avverte Renzi – sappia che la conseguenza saranno le elezioni anticipate”, per le quali serve ”un Pd forte”. Quanto al Presidente Giorgio Napolitano, ”il capo dello Stato fa bene il suo ruolo. Ma nel rispetto dei ruoli, mi limito a far presente che un Pd forte fa bene anche alle istituzioni”.

Il Cavaliere decaduto: Crozza non si lascia sfuggire la satira facile

crozza-decadenza-berlusconi-tuttacronacaCome avrebbe potuto Maurizio Crozza “mancare l’appuntamento” con la decadenza da senatore di Berlusconi? E com’era prevedibile, il tema è stato il fucro della puntata di Crozza nel Paese delle Meraviglie andata in onda ieri sera su La7. E così il “Cavaliere decaduto” è stato uno show iniziato scomodando niente di meno che Frank Sinatra, del quale il comico ha proposto la versione italiana di “Strangers in the night” diventata, per l’occasione, “Solo più che mai”. Del resto ieri è stata la giornata in cui il mondo di Berlsuconi è stato maggiormente scosso: subito dopo la decadenza, infatti, sono arrivati l’addio di Galliani al Milan e le motivazioni della sentenza del processo Ruby bis.

Subito dopo, ecco che le note sono quelle di “They don’t care about us” di Michael Jackson che vedono riunirsi l’Esercito di Silvio, più combattivo che mai e pronto a dar battaglia in primis al Pd e al suo congresso.

Ma vent’anni in politica non possono essere rinchiusi in una decadenza e così Crozza ha presentato la sua compilation delle peggiori gaffe dell’ex premier.

Quindi, il monologo sull’adesso: “E’ decaduto ragazzi! Non potrà più entrare in Senato. Ma in fondo lui al Senato non c’è mai entrato. E’ come se a me vietassero di entrare in una cisterna etrusca…“. E non poteva mancare un riferimento alla Pascale e al suo appello al Papa perchè ascolti la storia di Berlusconi. Per finire, il consiglio di tornare a “mangiarsi un Calippo”, con riferimento alla sua precedente vita da soubrettina nelle tv locali. Una satira troppo facile e scontata?

Ma quale verifica, solo un passaggio parlamentare!

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Nessuna verifica ovvero nessun rimpasto solo un voto di fiducia che rafforzi la nuova maggioranza. Un Governo che partito con le larghe intese, senza Berlusconi e Bersani che erano stati i protagonisti delle ultime elezioni, assemblato invece su Letta e Alfano e che ora corre con una maggioranza ben diversa da quella iniziale, secondo il Colle non ha bisogno di verifiche. Poco importa se Berlusconi e la sua Forza Italia siano passati all’opposizione e le riforme appaiono chimere. Il chiarimento su ciò che il Presidente chiede al Governo è arrivato attraverso una nota diffusa dall’ufficio stampa del Quirinale:

”Il Presidente Napolitano non ha mai parlato in questi giorni di ‘verifica’, bensì di un passaggio parlamentare che segni discontinuità, cioè di una nuova investitura del governo da parte del Parlamento”.

 

Berlusconi insaguinato e la Pezzopane clicca “mi piace”

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Una foto di Berlusconi sanguinante, presa dal repertorio di quando l’ex premier fu vittima della statuetta del duomo, è stata pubblicata nel profilo web della senatrice Pd, Pezzopane. Forza Italia accusa la Pezzopane di aver cliccato sul “mi piace” l’immagine postata da un suo sostenitore,Luigi Nusca, che voleva ringraziare la senatrice di aver votato a favore della decadenza. L’immagine è stato postata sulla bacheca della parlamentare abruzzese attraverso un ‘tag’.

«La foto è rimasta sulla ‘bacheca’ della senatrice del Pd che ha siglato il tutto con un significativo mi piace», ha attaccato il senatore di FI Riccardo Mazzoni, denunciando l’accaduto. «L’episodio – ha rimarcato il senatore ‘azzurro’ -, francamente sconcertante, dimostra quanto l’antiberlusconisno viscerale faccia smarrire la ragione a personaggi che dovrebbero rappresentare le istituzioni».
Mazzoni ha quindi invitato il presidente dei senatori democrat, Luigi Zanda, a prendere «sollecitamente le distanze dall’indegno comportamento di una senatrice del gruppo che lui guida». Accuse che Pezzopane respinge con questa argomentazione: «Io metto ‘mi piace’ a tutte le cose che leggo, persino a chi mi insulta: ma ciò non significa che mi piaccia quello che mi mandano, anzi; curo personalmente la pagina Facebook e lo faccio solo per ricordarmi di averle lette e per far capire di aver visto le cose che mi vengono inviate. Per un motivo tecnico, diciamo», spiega la senatrice al telefono. Tra l’altro, aggiunge, «nella foto c’era una cosa rivolta a me, mi si ringraziava per il voto sulla decadenza e con il »mi piace« mi riferivo a quello, non certo alla foto». Immagine, prosegue Pezzopane, «che ho tolto non appena ho capito che stavano strumentalizzando l’accaduto: sono da sempre una non violenta, la mia storia lo dimostra, e non potrei mai inneggiare o brindare a quanto successo» a Berlusconi. Per la parlamentare si tratta di una «polemica assurda e ingiusta», per la quale denuncia di aver ricevuto «insulti e ingiurie». Una vicenda, conclude, «indecente» e nata da una «stupidaggine».

 

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