Offende il cameriere durante una crociera per nudisti: lui si vendica violentandola

caraibi-stupro-tuttacronacaDoveva essere una serena crociera ai Caraibi per nudisti quella che stata vivendo una turista americana 31enne ma si è trasformata in un incubo. La donna, in viaggio su una nava al largo dell’Honduras, ha offeso un cameriere indiano 28enne con un “figlio di p…” . L’uomo, che ha detto di essersi sentito offeso dalla donna quando aveva bussato, la mattina, in camera, ha trascorso tutto il giorno ripensando all’accaduto. La sera si è quindi introdotto nella stanza dell’americana di nascosto, utilizzando un passepartout. Il 28enne ha quindi atteso il ritorno della turista nascosto nel balconcino e quando la sua vittima si è coricata l’ha prima colpita con un laptop e poi l’ha violentata. Al termine della violenza ha quindi tentato di gettarla in mare ma le urla della 31enne hanno richiamato l’attenzione dei vicini. L’uomo è stato arrestato una volta che la nave si è fermata in Florida: l’accusa è di tentato omicidio e violenza sessuale aggravata.

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“Nessuna violenza”, così i compagni dei 4 studenti accusati di aver stuprato una compagna

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«Ci teniamo a dire ancora una volta che qui non è successo nulla. Nessuno ha stuprato nessuno e quella ragazza si è inventata tutto», queste le parole dei compagni dei ragazzi accusati di aver abusato sessualmente di una compagnia di classe .

«Ci è spiaciuto leggere notizie inesatte e poco aderenti alla realtà rispetto ai fatti asseritamente accaduti a gennaio all’interno dell’istituto di Finale ligure, sui quali abbiamo un’indagine in corso.». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Genova Cristina Maggia all’ANSA, rilevando che «una eccessiva enfatizzazione mediatica» contribuisce a accrescere il disagio e «stimola nei compagni condotte impulsive e non mediate che potrebbero avere anch’esse rilevanza penale».  «In particolare giova precisare che nel medesimo titolo di reato ‘violenza sessuale’ sono ricomprese condotte di diversa natura e portata più o meno grave», ha precisato il pm secondo la quale «una eccessiva enfatizzazione mediatica quale quella in atto contribuisce a accrescere il disagio dei giovani protagonisti e delle loro famiglie».

13enne stuprata in Chiesa durante la Messa

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Ha appena 13 anni la piccola vittima della violenza subita in Chiesa a Rio de Janeiro mentre si stava celebrando la messa. Secondo una prima ricostruzione la ragazzina è andata in bagno nella sacrestia della Chiesa di Sao Pedro ed è stata seguita da un uomo che assisteva alla funzione dall’esterno della chiesa, osservando i fedeli.

“Ci ha detto che quando ha aperto la porta l’uomo l’ha spinta dentro facendola cadere a terra”, ha raccontato la nonna della ragazzina alla stampa locale. L’adolescente è stata ricoverata nell’ospedale di Arraial do Cabo, nella regione dei laghi di Rio. “E’ in stato di shock e ha ancora dei vuoti di memoria”. ”E’ molto comune quando ragazzine di quella età subiscono crimini del genere. Anche la sua famiglia è molto provata. Nelle prossime ora la polizia proverà a interrogarla di nuovo”, ha detto l’assistente sociale che segue il caso, Isabel Pimentel.

Tre minorenni stuprarono la compagna di classe: la condanna è il volontariato

stupro-minorenni-volontariato-tuttacronacaEra il 2009 e tre minorenni violentavano una compagna di classe. Ora sono stati condannati a diciotto mesi di volontariato in unca casa di riposo o in ospedale, solo una “punizione”, visto che all’epoca erano minorenni. Sul Giornale, Gianpaolo Iacobini spiega:

“Il prezzo da pagare per uno stupro di gruppo l’ha fissato il Tribunale dei minori di Vicen­za, ratificando l’accordo stret­to tra Procura e difensori degli imputati. Un anno e mezzo di lavori di pubblica utilità per sal­dare il debito con la giustizia. Forse assisteranno gli anziani di una casa riposo o i pazienti di qualche ospedale della zona. Se vorranno, potranno dare una mano in qualche comuni­tà o accompagnare i disabili. Di sicuro, non faranno neppure un giorno di carcere i compo­nenti del terzetto che una sera d’estate di cinque anni fa abu­sarono di una compagna di scuola”.

Prima l’alcol per quegli appena adolescenti nelle vie di Vicenza, poi lo stupro nella casa di uno dei ragazzini:

“Al padre che ignaro era an­data a riprenderla prima che scoccasse la mezzanotte la ra­gazzina non aveva avuto il co­raggio di dire nulla. Poi, vinta la vergogna, l’amara confessio­ne, le medicazioni in ospedale, la denuncia in questura. E le in­dagini, l’identificazione dei tre, la denuncia a piede libero con l’accusa di violenza sessua­le di gruppo”.

Davanti alla testimonianza della vittima, i tre hanno deciso di patteggiare la condanna:

“Ci si è fermati pri­ma, con un patteggiamento che consentirà al trio, qualora il periodo di affidamento in pro­va dovesse filar liscio, di sentir dichiarare estinta la pena e la­sciarsi tutto alle spalle, come se nulla fosse mai successo”.

Lo stupro nei tribunali non tutela così la vittima, spiega Iacobini:

“Così nel mondo che va alla ro­vescia sul banco degli imputati finiscono le donne: se lo stupro riguarda una fanciulla non più vergine «il trauma sarà da rite­nersi più lieve » ed il maschio as­salitore «avrà diritto ad una condanna più lieve», ha stabili­to nel 2006 la Terza sezione del­la Cassazione. La stessa che un paio d’anni fa ha bissato:quan­do lo stupro è di gruppo, in atte­sa di giudizio è lecito adottare misure alternative alla carcera­zione. E nell’ottobre del 2012 un’altra pronuncia da manua­le: se più sono i violentatori «va riconosciuto uno sconto di pe­na a chi non abbia partecipato a indurre la vittima a soggiace­re alle richieste sessuali del gruppo, ma si sia limitato a con­sumare l’atto»”.

Motivo per cui non stupisce, spiega Iacobini, se la Corte di Cassazione ha “perdonato” al sessantenne la relazione con la bimba di 11 anni:

“Nessuna meraviglia, allora, se a dicembre la Suprema Cor­te ha cassato la condanna a 5 an­ni inflitta in Appello ad un ses­santenne che aveva allacciato una relazione con una bimba di 11 anni, affidata alle sue cure di operatore dei servizi sociali del Comune di Catanzaro: pro­cesso da rifare perché, secon­do gli ermellini, non s’era tenu­to conto del fatto che i due «fos­sero innamorati e che ciò costi­tuisse un’attenuante»”.

Ha un amante da sei anni: finge di esser stata stuprata per nasconderlo

amante-finto-stupro-tuttacronacaJessica Gore, per non rompere il matrimonio, ha finto di essere stuprata pur di nascondere la sua relazione extraconiugale, che proseguiva da sei anni. La donna, che ora è stata accusata di aver dichiarato il falso, era sposata da appena 4 settimane con Darren quando, per giustificare la tarda ora a cui era tornata a casa, ha inventato di essere stata stuprata mentre si recava all’abitazione della baby sitter per un amico. Come spiega il Daily Mail, il marito ha denunciato il crimine ma in breve tempo la polizia ha scoperto che non era mai avvenuto uno stupro e che la donna aveva un’altra relazione, da sei anni, con un vicino di casa, Matthew Richards. La donna è stata capace di simulare lo stupro e di aggiungere una serie di dettagli per renderlo realistico. Jessica, finita in processo, è stata mandata in un ospedale psichiatrico per cuare i disturbi mentali da cui sarebbe affetta.

Ancora shock in India: in fin di vita una bimba di 9 anni stuprata

bimba-violentata-india-tuttacronacaEra il pomeriggio di domenica e una bimba di nove anni, che frequenta la quarta elementare di una scuola governativa a New Delhi, in India, stava giocando in un cortile con un paio di amiche. Un 25enne si è avvicinato interrompendo i giochi e, con un pretesto, ha fatto sì che la bambina lo seguisse in un luogo appartato, dove l’ha stuprata. La piccola è stata trovata solo dopo diverse ore dalla madre ed è immediatamente stata portata all’ospedale dove ora vessa in gravi condizioni per le lesioni interse subite a causa dell’aggressione sessuale. L’aggressore è stato individuato e arrestato. Oltre un anno fa una studentessa di New Delhi era morta dopo essere stata orribilmente stuprata su un autobus da sei ubriachi. La tragedia aveva sollevato un’ondata di proteste e spinto il governo ad adottare misure più severe contro gli stupri, che finora però si sono dimostrate inefficaci.

L’inchiesta choc di BBC: Gheddafi stuprava le minorenni

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L’inchiesta choc di BBC arriva a poco più di due anni dalla morte del dittatore libico Gheddafi e se l’incipit è deplorevole, i dettagli sono ancora più raccapriccianti. Secondo la Bbc che manderà in onda il documentario dove saranno mostrate le stanze segrete di Gheddafi, il 3 febbraio, sarebbero centinaia, forse migliaia gli adolescenti rapiti e trasformati in schiavi sessuali per il piacere fisico del Rais. Ragazzi e ragazze sottratti alle proprie famiglie che si ritrovavano a vivere esperienze allucinanti, dalle torture allo stupro. Gheddafi non era l’unico a poter usufruire di questi “schiavi” che venivano offerti sia ai figli del Rais sia agli affiliati del regime. Non c’era nessuna prospettiva di futuro per questi ragazzi e ragazze, perché sempre secondo l’emittente inglese, anche coloro che riuscivano a sfuggire e tornare a casa, sarebbero stati disonorati. Secondo poi l’esclusiva del Daily Mail le ragazze sarebbero state anche costrette a veere film porno “per imparare” e svolgere bene il loro compito nelle vasche da bagno jacuzzi, luoghi preferiti dal Rais e dagli uomini a lui vicini. Accanto alle stanze segrete che saranno mostrate nel video della BBC ci sarebbero anche  sale ginecologiche annesse per controllare se qualcuno avesse malattie trasmissibili o per praticare aborti all’occorrenza. sempre citando il Daily Mail, Gheddafi avrebbe invitato spesso dei giovani ad alcuni eventi per “studiarli” e scegliere coloro che riteneva più idonei a diventare schiavi sessuali. La psicologa di Bengasi Seham Sergewa – che si sta occupando del caso per il tribunale penale internazionale e che ha quindi parlato con alcune delle vittime – spiega che era sempre il dittatore ad abusare prima dei ragazzi, per poi passarli ai figli o ai sottoposti una volta che si riteneva soddisfatto. Nel documentario che andrà in onda nei prossimi giorni si farà anche chiaro riferimento alla vita privata del dittatore nella quale sarebbero stati presenti anche fiumi di alcol, droghe e viagra. Ma non erano solo questi i “vizi” dell’uomo, la sua “follia” lo avrebbe spesso portato a far arrivare  chirurghi direttamente dal Brasile per fare operazioni estetiche (come una liposuzione o alcuni ritocchi al viso), ma sempre senza anestesia generale, per paura di essere avvelenato o ucciso mentre era incosciente. Altre voci raccontano della follia del Rais, che avrebbe fatto congelare i corpi degli oppositori che faceva fucilare per poterli esporre come trofei.

In attesa della messa in onda su BBC, è possibile trovare in rete il servizio di Tv9 Karnataka che mostra alcune foto delle stanze segrete  di Gheddafi:

Stupro di gruppo in India: ragazza violentata per volere della comunità

ragazza-indiana-stuprata-tuttacronacaSono i media indiani a riportare quanto accaduto in West Bengala, nell’India orientale, dove una 20enne è stata stuprata da un gruppo di uomini che volevano punirla per una relazione con un giovane di un’altra comunità tribale. Nonostante si trovi ora in ospedale in gravi condizioni, ha ugualmente trovato la forza di denunciare i suoi aguzzini, che ora sono stati arrestati. Lo stupro è avvenuto in un piccolo villaggio rurale nel Birbhum dove vige un rigido codice di condotta del consiglio degli “anziani” (“Khap”). Qui la ragazza è stata sorpresa in casa con un amico. Entrambi sono stati sequestrati mentre i responsabili della comunità si riunivano per punirli. Inizialmente volevano infliggere loro una multa di 25mila rupie, circa 300 euro, ma i giovani si sono riufiutati e per questo il leader del villaggio ha ordinato lo stupro avvenuto in un luogo appartato. La giovane è stata violentata ripetutatamente durante diverse ore da uomini più anziani. Solo la mattina successiva è stata riaccompagnata dalla sua famiglia. Assieme ai genitori è quindi fuggita dal villaggio e mentre lei raggiungeva l’ospedale i genitori hanno presentato denuncia: 13 persone sono state arrestate.

Legata, violentata e gettata fuori dall’auto: l’aguzzino sotto effetto di coca

violenza-donne-tuttacronacaLegata al letto e stuprata, due volte, poi scaraventata fuori dall’auto e ritrovata, la sera del 13 dicembre scorso, dai carabinieri di Riccione. Il suo aguzzino, un 40enne sotto gli effetti della cocaina che ora, a poco più di un mese di distanza, è stato arrestato. La violenza si era consumata a casa del 40enne, a Longiano (Forlì-Cesena), e la donna, una 30enne, non ha mai sporto denuncia per paura di ritorsioni. I militari in questo lasso di tempo hanno raccolto gli elementi utili all’indagine e richiedere un’ordinanza di custodia cautelare al gip del Tribunale di Forlì e da sabato il presunto aguzzino, un anconetano residente a Longiano (Rimini), si trova agli arresti in carcere. Le accuse per il 40enne sono di violenza sessuale, sequestro di persona e spaccio. È stato arrestato ad Ancona mentre si trovava a casa della madre. Vittima e aguzzino già si conoscevano e quel 13 dicembre si erano dati appuntamento per passare il pomeriggio insieme a casa dell’uomo.  È nell’appartamento che si è consumata la prima violenza sessuale. L’uomo, dopo aver chiuso a chiave la porta, ha legato al letto la donna con una corda. E dopo aver sniffato cocaina ha abusato di lei. Inutile il tentativo della trentenne di fuggire da una finestra o di chiamare aiuto. Il cellulare le era stato sequestrato dal violentatore.  Il secondo stupro è avvenuto in strada quando la donna ha tentato nuovamente la fuga dall’auto del 40enne che la stava riportando a casa. All’altezza di Riccione, è però riuscita a riprendere il cellulare e ha chiamato aiuto, a quel punto l’uomo l’ha scaraventata fuori dall’auto tenendo con sè il giubbotto e le chiavi di casa della vittima.

L’India e la violenza sulle donne: 20enne vittima di doppio stupro

stupro-india-tuttacronacaTragica vigilia di Natale per una 20enne indiana che, il 24 dicembre, aveva accompagnato un’amica che doveva incontrare il fidanzato nella zona di Karaikal dell’ex colonia francese di Pondicherry in Tamil Nadu (India meridionale). Lasciati i due alla loro intimità, è stata aggredita all’improvviso da un gruppo di tre uomini: la giovane è stata portata in un luogo appartato e qui stuprata da uno di loro. Tornata libera, una seconda banda l’ha trascinata in un edificio abbandonato dove in sei hanno abusato di lei. Secondo alcuni media la polizia sarebbe intervenuta in ritardo ma ha comunque arrestato 11 delle 15 persone coinvolte nello stupro. La giovane si trova ora ricoverata in gravi condizioni in ospedale.

Gli slip antistupro… ecco come funzionano!

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Slip normali di cotone? No, sofisticatissimi slip antistupro o meglio la versione moderna della cintura di castità, in quanto possono essere sfilate solo da chi le indossa. Gli slip, prodotti dalla società americana AR, hanno infatti degli speciali elastici sui bordi. Elastici che si bloccano, rendendo impossibile sfilare gli slip, e che possono essere allentati solo dalla proprietaria, l’unica a detenere una sorta di chiave che apre la piccola serratura nascosta sul bordo superiore. Una volta sbloccata le serratura l’elastico si allenta ed è possibile sfilare le mutande.

Lo spot degli slip garantisce il risultato: gli elastici non si rompono nemmeno se tirati con forza o forzati con forbici o coltello. Lo stesso spot riporta un dato secondo cui rendere un tentativo di violenza complicato per lo stupratore non aumenta le possibilità di far scaturire ulteriore violenza, ma anzi induce l’aggressore a desistere. L’idea è piaciuta e le mutande anti stupro hanno già raccolto 30.000 dollari in una campagna di crowdfunding su IndieGogo.com.

“Ti accompagno per un pezzo”. E la violenta nel tragitto

violenza-sessuale-tuttacronacaLo conosce solo di vista e, quando casualmente l’ha incontrato la notte tra venerdì e sabato, ha accettato di farsi accompagnare per un tratto di strada da lui. Che però ha approfittato di un passaggio discosto per trascinarla a terra e abusare di lei. E’ accaduto in centro a Trento e la vittima, residente in città, ha ora fornito ai Carabinieri un vago identikit del suo aggressore, dando così il via alle indagini per assicurare il responsabile alla giustizia. La donna, proprio a causa di una conoscenza solo superficiale, non è stata in grado di rivelare le generalità del suo aggressore-stupratore.

PUBBLICITA’ SHOCK: inneggia allo stupro!

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Davvero di cattivo gusto e allucinante la pubblicità con la quale una società inglese organizzatrice di eventi, Tequila Uk, è rimasta travolta dalle polemiche per uno spot che inneggiava allo stupro di gryppo. Con tanto di video promozionale lanciato su YouTube, ora rimosso, uno studente parlava di “stupro delle matricole”. Rispondendo a un rappresentante di Tequila enunciava quale fosse il corretto comportamento in quella particolare situazione.

nel video poi veniva anche intervistata una ragazza e le si chiedeva «Come farai a sopravvivere allo stupro stasera?». Gli stessi studenti che avrebbero dovuto partecipare all’evento si sono detti indignati e hanno bollato l’iniziativa come «vergognosa» e «disgustosa»

Il Mezz Club, luogo dove si sarebbe dovuta tenere la festa a Leeds, denominata Freshers violation, ovvero  ‘stupro delle matricole’, si è detto estraneo e ha riversato le colpe sull’organizzazione.

Americani violenti, 1 su 10 tra i 14 e 21 anni ha abusato di una ragazza

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E venne il giorno che l’America aprì gli occhi e si scoprì sull’orlo del default, in shutdown, con una disoccupazione elevata, con gli aumenti delle assicurazioni sanitarie che stanno falcidiando la classe media e con la violenta che dilaga. Da sogno a incubo? Un ragazzo su dieci in età compresa tra i 14 e i 21 anni ha commesso almeno una volta un abuso sessuale ai danni di una ragazza o di una donna. Questo è l’allarmante studio pubblicato su Jama Pediatrics.
“La violenza può essere perpetrata nei confronti di chiunque: un partner, un’amica o una persona che non si conosce”, ha spiegato Michele Ybarra, presidente del Center for Innovative Public Health Research, l’organizzazione non profit con sede in California che ha condotto lo studio.
“Riconoscere che quasi un giovane su dieci con meno di 21 anni ha compiuto una sorta di violenza sessuale – ha aggiunto – è un invito a fare di più, sia nelle scuole che in famiglia”.

 

E’ la fine di un incubo? 25 arresti per la gang dei latinos a Milano

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Forse è la fine di un incubo. Le 18 ordinanze di custodia cautelare emesse tra il tribunale ordinario e le 7 emesse invece dal tribunale dei minori sembrano aver dato un duro colpo alla banda di latinos conosciuta con il nome “Ms 13”, cioè Mara Salvatrucha. Temuti perché aggredivano con machete, organizzavano vere e proprie spedizioni punitive verso le altre gang, e tenevano la contabilità su un’agendina ritrovata a casa del nuovo capo della Mara Salvatrucha, Josuè Gerardo Isaac Flores Soto, 25 anni, detto ‘Kamikaze’. Piccole cifre, di anche meno di 100 euro, ma che rappresentavano un vitalizio a cui nessuno osava sottrarsi, per paura delle terribili ritorsioni garantite dall’ ideologia punitiva che pervadeva il gruppo (la cosiddetta ‘luce verdè ordinata dal capo). E c’è anche un inno che gira su internet che esalta le azioni dei membri contro le altre bande e onora i compagni finiti in carcere: «La Mara Salvatrucha…sta stupendo…soldati di Perù e Ecuador…sta arruolando…Chavalas ammazzando…l’Italia invadendo…con intelligenza ci stiamo espandendo…». Il luogo di ritrovo della Ms13 erano i giardinetti, che venivano ‘marchiatì con dei tag sui muri come «loro territorio» ma che variavano spesso, mentre gli affiliati venivano dall’hinterland e da altre province della Lombardia. Per entrare nella banda c’era un codice. L’iniziazione per i ragazzi era di resistere a 13 secondi di pestaggio di gruppo, per le ragazze c’era invece lo stupro collettivo. La loro regola era non pensare e obbedire incondizionatamente al capo.  La loro specialità erano tentati omicidi, furti, contrabbando e spaccio di droga, commercio di armi al mercato nero.

Le registrazioni shock dei poliziotti accusati di stupro

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Registrazioni shock. Le voci registrate sul nastro sono quelle dell’assistente capo della Polizia di Stato Sandro Contardo e del collega Alessandro Stronati, durante lo stupro ai danni di una 26enne cubana detenuta agli arresti domiciliari per un giro di prostituzione che avrebbe gestito insieme al marito. Non era la prima volta che i poliziotti andavano in quell’abitazione e, come ha riferito la vittima, in sede di denuncia, anche 20 giorni prima i due poliziotti avevano scherzato e avevano fatto battute a sfondo sessuale.

Sul nastro è inciso: «Mi piace violentarti», e poi, «Sandrì io la vojo violentà!». Ma cosa è accaduto?

E’ il 2 giugno quando, secondo una prima ricostruzione, i poliziotti bussano alla porta della ragazza alle 21.15 e s’intrattengono pochi minuti, poi tornano dopo mezzanotte. La 26enne prima di aprire la porta accende il registratore e lo mette in uno stivale che poi posiziona sotto il letto. Così la voce di Contardo che chiama Stronati s’imprime nel nastro: «Ti muovi! Do stai tu? Muoviti che stiamo qua!». I poliziotti avevano ammesso di aver consumato un rapporto sessuale con la detenuta. «E’ stato un attimo di scelleratezza», aveva detto Stronati, «una stupidaggine», aveva ribadito Contardo.

Alla fine però sul nastro si incide anche la voce della ragazza che chiede ripetutamente di ottenere l’obbligo di firma e Contardo che dice:

«Non ti preoccupare, ci mettiamo noi una buona parola».

Un marocchino tenta di stuprarla: lei urla, ma i passanti restano indifferenti

tentato-stupro-tuttacronacaLa scorsa notte, tra le 0-45 e l’1, in via Rogoredo a Milano, di fronte alla stazione delle Ferrovie, un’operaia 32enne residente a S. Giuliano Milanese ha rischiato di subire uno stupro da parte di un marocchino in bici che, mentre lei attendeva un autobus, le si è avvicinato ed ha iniziato a importunarla e palpeggiarla. Dalla sua ricostruizione ai carabinieri è emerso che a quel punto ha reagito con forze per poi scappare dall’uomo che continuava a inseguirla. La donna più volte è riuscita a sfuggirgli e, nel frattempo, urlava in mezzo alla strada. Due nordafricani hanno provato a rimproverarlo, ma lui gli ha urlato contro qualcosa e se ne sono andati. E’ andata peggio al passaggio di un’auto: i giovani a bordo non si sono neanche fermati. Il peggio si è potuto evitare solo perchè, mentre il violentantore le stava già togliendo i pantaloni, è sopraggiunta una ‘gazzella’ del Radiomobile che ha salvata la vittima arrestando l’uomo, un 32enne con precedenti e senza dimora.

Cipro shock: 13enne violentata per 3 mesi dal branco

stupro-13enne-cipro-tuttacronacaNon era mai avvenuto, o almeno non era mai stato reso noto, nessun caso di violenza sessuale di gruppo a Cipro nella storia moderna e ora l’isola è sotto shock per quanto accaduto a una ragazzina di soli 13anni. La giovane è stata violentata più volte per quasi tre mesi da quattro adolescenti poco più grandi di lei che riprendevano le violenze con i propri cellulari. Sono i media locale a riferire che i quattro, tutti di un’età compresa tra i 14 e i 17 anni, sono stati arrestati e oggi sono comparsi davanti a un giudice del tribunale distrettuale di Limassol, sulla costa meridionale dell’isola, per essere formalmente incriminati di stupro in un’udienza che si è svolta a porte chiuse. E’ stato invece rilasciato un quinto ragazzino, un 13enne, dopo esser stato interrogato. Gli accusati hanno sostenuto che la giovaner era consenziente. Vista la delicatezza del caso, la polizia ha reso noti pochi particolari. Quello che si è appreso è che dopo aver subito per tre mesi abusi, violenza e minacce, la giovane vittima ha trovato il coraggio di confidarsi con un’insegnante che l’ha convinta a denunciare alla polizia i propri aguzzini.

Sepolto vivo dopo aver commesso uno stupro: interviene la polizia

sepolto-vivo-ipanema-tuttacronacaAveva stuprato una vicina di casa l’uomo che ha rischiato di venire sepolto vivo nella spiaggia di Ipanema, a Rio de Janeiro in Brasile, per opera del fratello della vittima e due suoi amici. I tre giovani, due dei quali minorenni, avevano già scavato una fossa in spiaggia, dentro cui stavano per gettare lo stupratore dopo avergli infilato un sacchetto di plastica in testa, quando sono stati sorpresi dalla polizia. Ora si trovano tutti e quattro in carcere: i ragazzi con l’accusa di tentato omicidio, l’uomo per stupro.

Tunisino tenta di stuprare 13enne in vacanza a Lampedusa.

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L’episodio non si conosce nel dettaglio anche perché si rischia di innescare un meccanismo di terrore su un’isola divisa tra accoglienza ai rifugiati e vocazione turistica. Sembrerebbe che un tunisino minorenne avrebbe  tentato di abusare di una ragazzina di 13 anni di Milano in vacanza a Lampedusa. Si tratterebbe secondo fonti investigative di un minore non accompagnato sbarcato recentemente a Lampedusa ed ospite del centro di accoglienza di contrada Imbriacola. A quanto si è appreso la ragazzina si sarebbe trovata in compagnia di un amico minorenne su una barca in attesa che arrivassero alcuni parenti. Il tunisino sarebbe salito in barca e ci sarebbe stata una colluttazione con l’altro ragazzo a questo il tunisino avrebbe quindi chiuso in bagno la ragazza e avrebbe cercato di stuprarla. Il tentativo sarebbe stato bloccato dall’intervento dell’amico, secondo una dinamica ancora poco chiara, a quel punto il minorenne straniero si sarebbe dato alla fuga. Scattate le prime indagini dei carabinieri il tunisino è stato identificato e successivamente riconosciuto dalla vittima, facendo scattare il fermo.

Bambina di 10 anni accusata di presunto stupro a un bimbo di 4

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“Non si trattava che di un gioco, forse inappropriato, ma non è mai accaduto che un bambino di dieci anni fosse accusato di stupro aggravato”. Queste le parole del legale della famiglia della bambina accusata  diviolenza sessuale aggravata nei confronti diun bimbo di 4 anni, mentre “giocavano al dottore”. Testimone di quello strano “gioco” un vicino di casa che ha poi chiamato la mamma del bambino. La piccola, che sarà giudicata a ottobre, intanto ha passato quattro giorni in un centro di detenzione per minori nella contea di Harris, in Texas.

Bimba di 11 anni violentata e uccisa da 22enne.

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La violenza contro le donne in India sembra inarrestabile. Stavolta a pagare con la vita è stata una bimba di appena 11 anni violentata e uccisa da un ragazzo di 22. L’episodio è accaduto giovedì nel villaggio di Galandewadi, a 100 km da Pune. La ragazzina, che aveva compiuto gli anni il 15 agosto, stava rientrando a casa da scuola quando il violentatore l’ha aggredita e trascinata in un campo. Dopo averla violentata, l’ha strangolata con una corda. Il cadavere della giovane vittima è stato ritrovato giovedì notte. La polizia sta dando la caccia all’assassino.

 

Il dramma degli albini d’Africa, facili prede degli sciamani

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Cosa significa nascere albini in Africa? Spesso la parola ALBINO si associa in Tanzania alla parola MORTE. I dati a nostra disposizione ci raccontano che dal 2006, 71 persone albine, cioè prive di pigmentazione della pelle, nei capelli e negli occhi, sono state uccise, mentre 29 sono state aggredite. Ma sicuramente questi dati sono parziali, spesso i reati, perpetrati anche in famiglia, vengono nascosti e non arrivano alle fonti ufficiali per essere conteggiati. Il numero potrebbe quindi essere molto più elevato se si pensa che questa anomalia genetica ha avuto origine proprio in Tanzania. Qui, in questo Paese nell’Africa orientale, ne è portatore 1 su 1.400 tanzaniani, a fronte di una percentuale globale di 1 su 20.000.

Come mai gli albini vengono aggrediti o uccisi? Per ignoranza, superstizione e soldi. Alcuni ritengono e gli albini siano fantasmi che non muoiono. Per altri, sono nati in famiglie maledette. Ma quel che è più sconvolgente, alcuni guaritori realizzano con parti del loro corpo pozioni magiche con cui ottenere salute e prosperità. Un “set” completo di parti di albino – orecchie, lingua, naso, genitali e arti – può valere 75.000 dollari.

Per questa ragione, molti del 17.000 albini che vivono in Tanzania vengono nascosti dal governo. Alcuni ambulanti che vendono “medicine” fatte con le pozioni degli sciamani dediti a uccidere gli albini, si sono lamentati che il prezzo dei loro prodotti sarebbe stato troppo elevato a causa della protezione che il governo ha iniziato a operare sottraendo gli albini alle violenze. Storie di povertà, di sopravvivenza e di sopruso che degenerano in affermazioni e atti agghiaccianti.  Ad esempio lo stupro è un altro orrore che spesso devono affrontare le ragazze affette da albinismo, le quali spesso, soprattutto nel nordovest del paese, vengono aggredite da uomini che pensano che avere rapporti con loro guarisca dall’AIDS.

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Uno dei luoghi più conosciuti in Tanzania che accoglie albini è il Kabanga Protectorate Center. Qui i bambini albini riposano sotto le zanzariere e sono fisicamente al sicuro, ma non vi sono molte prospettive per il loro futuro. Questo rifugio funziona come una sorta di collegio protetto da spesse mura per difenderli dalle mire di cacciatori e guaritori, ma non c’è nessun tipo di investimento sul futuro di questi ragazzi a cui viene solo garantito di rimanere in vita.

Cosa faranno da grandi questi bambini?

Zawia Kassim

Zawia Kassim

Zawia Kassim, una studentessa dodicenne della Kabanga Primary School, sogna di diventare maestra. Gli albini in genere non vanno oltre la scuola elementare, e in alcune comunità dove sono considerati mentalmente ritardati non vanno a scuola affatto. Ma coloro che intendono studiare spesso non ci riescono perché la loro condizione comporta l’abbassamento della vista e quindi la difficoltà di leggere. Molti di loro crescono analfabeti e svolgono solo lavori manuali.

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Nell’immagine Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel al Kabanga Protectorate Center. Angel, che soffre di cancro alla pelle, è stata costretta a lasciare la sua casa quattro anni fa, dopo essere stata aggredita da un gruppo di uomini guidati dal suo stesso padre.

Maajabu Boaz

Maajabu Boaz

Ma c’è anche chi non vuole essere rinchiuso e lotta quotidianamente per rimanere in vita nel suo villaggio d’origine. E’ il caso di Maajabu Boaz, 20 anni, davanti alla sua casa a Nengo, armato di coltelli. Maajabu— che in swahili significa “meraviglia” o “miracolo”, che si è rifiutato di lasciare il suo villaggio per essere ospitato in un rifugio. Altri bambini del villaggio sono stati aggrediti, ma finora la feroce reputazione di  Maajabu lo ha protetto, anche se il ragazzo è diventato un violento, suo malgrado.

Ora a raccontarci di queste atrocità arriva anche un documentario ‘White Shadow’, prodotto da Ryan Gosling e firmato Noaz Deshe, regista apolide che vive tra Germania e Stati Uniti. ‘White Shadow’, che sarà presentato alla   28. Settimana Internazionale della Critica, racconta proprio la persecuzione a cui gli albini sono sottoposti. Se essere neri può essere ancora, a determinate latitudini, una discriminanza, essere albini in Tanzania può rappresentare davvero un rischio altissimo. Le storie raccontate nel documentario sono violente, forti e di una spietatezza senza limiti… eppure raccontano di un problema che molti europei, occidentali e asiatici non conoscono. Secondo questo filmato tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati consumati circa 200 omicidi legati alla stregoneria che si lega in alcuni casi indissolubilmente con le pozioni magiche derivate dai corpi dilaniati degli albini.

Milano da bere? Non più, c’è troppa violenza! La città è insicura.

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Milano non è più la città degli anni ’80 con i suoi vizi e le sue virtù. La città ormai è insicura e per una tunisina di 21 anni, la notte milanese è diventata un incubo. La giovane, in compagnia di due amici e un marocchino appena conosciuto,  in piazza IV novembre, di fronte alla Stazione Centrale di Milano, si è allontanata un attimo per andare a cercare un distributore di bibite. All’altezza di via Tonale l’uomo le si para di fronte, minacciandola con un coltello e strappandole un portafogli contenente 350 euro. Dopo la rapina scattano anche le minacce di natura sessuale: l’uomo conduce la vittima contro una siepe nei pressi della Stazione Centrale, si abbassa i pantaloni e le impone di fare lo stesso, sempre sotto la minaccia del coltello. La ragazza riesce a scappare e si rifugia in un hotel, dal quale riesce a chiamare le forze dell’ordine per chiedere soccorso.  Gli agenti hanno rintracciato il molestatore poco distante, basandosi tanto sulle descrizioni della vittima che sui filmati delle telecamere circostanti, che hanno confermato la versione della ragazza: si tratta di un cittadino marocchino, 32 anni, senza fissa dimora e senza documenti. Ora l’uomo è stato denunciato, con l’accusa di tentata violenza e rapina aggravata.

Rumeno tenta di stuprare ragazza. Shock e paura alla periferia di Roma

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L’episodio è accaduto a Roma, nel quartiere Torraccia, a ridosso di San Basilio, nella notte tra sabato 27 e domencia 28. Un rumeno di 25 anni, in Italia da poco tempo, che lavora come guardiano notturno in zona, ha colpito una studentessa 22enne romana e ha cercato di trascinarla in un garage. La ragazza ha iniziato a gridare e i suoi urli hanno messo l’uomo in fuga. Una grande paura  per la ragazza che in pochi attimi si è vista strappare i vestiti di dosso. Nonostante lo shock, la 22enne è riuscita a rientrare in casa e a raccontare tutto al padre che immediatamente ha avvisato il 113. Le forze dell’ordine hanno individuato l’uomo.

 

Shock in Usa: “Lo stupro senza orgasmo non è reato”

shock-ragazze-stupro-tuttacronacaAlcune studentesse della University of Southern California (Usc) hanno dichiarato che le loro denunce sono state di fatto respinte dall’università con vari pretesti. In base a quanto riferito dalle ragazze, le autorità federali americane hanno aperto un’indagine su come l’istituto gestisce i casi di aggressione sessuale. Il sito BuzzFeed riferisce che il ministero dell’istruzione ha aperto un procedimento dopo che 14 studentesse hanno presentato denuncia contro la Usc. Una delle studentesse, Ari Mostov, ha raccontato di aver riferito al Dipartimento di sicurezza pubblica della Usc di essere stata violentata da un suo compagno. Solo dopo diversi mesi la risposta: nè l’università, nè la polizia avrebbero perseguito il presunto stupratore, perchè questi “non ha avuto un orgasmo”. La Mostov ha detto: “Sono stata ferita. Sono stata oltraggiata. Sono stata violentata”, prima di aggiungere che le autorità di sicurezza dell’ateneo erano “totalmente in errore quando hanno deciso che da cinque a dieci minuti di penetrazione forzata non rappresentano uno stupro perchè il mio stupratore era troppo ubriaco” per raggiungere l’orgasmo. E’ lo stesso sito che ricorda come il codice penale della California stabilisce peraltro che qualsiasi penetrazione, anche minima, è sufficiente per parlare di stupro. Ma il caso della Mostov non è il solo. Tucker Reed ha infatti raccontato di avere lo scorso autunno denunciato alle autorità dell’università di essere stata violentata, e di aver presentato anche delle registrazioni audio in cui il suo rapitore ammetteva le sue responsabilità: dopo sei mesi l’ateneo ha deciso di chiudere il caso, affermando che non aveva fornito prove a sufficienza. E i casi del genere sarebbero apparentemente molti di più tanto da spingere alcune studentesse a farsi ora avanti con una denuncia pubblica.

Minorenne vittima di violenze sessuali da parte di madre e nonno

violenze-minori-tuttacronacaSono stati arrestati a Trani, dai carabinieri della Compagnia locale, un uomo di 69 anni e la figlia di 30, entrambi originari de luogo, con l’accusa di violenza sessuale aggravata ai danni di una minore. La giovane è figlia della stessa donna e nipote del’uomo. Ai due arrestati è stata notificata una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Trani su richiesta della locale Procura della Repubblica.

Stuprarono una 14enne: dopo 6 anni nessuna condanna

violenza-sessuale-minori-tuttacronacaEra il 2007 quando, nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile, otto 14enni violentarono una coetanea nella pineta del loro paese, Montalto di Castro, nel Viterbese. Il tribunale dei minori, nonostante ora i ragazzi siano tutti maggiorenni, li ha affidati per la seconda volta ai servizi sociali, senza emettere alcuna condanna. La Cassazione già una prima volta aveva sospeso la “messa in prova” che i giudici di Roma avevano concesso subito dopo lo stupro, come spiega La Repubblica, perché proprio durante quel periodo uno dei ragazzi era stato denunciato dalla fidanzata per stalking. Sono in molti a definire questa situazione una “vergogna”, come la consigliera del consiglio comunale di Viterbo, Daniela Bizarri, e le donne dell’Udi (Unione donne Italia), ma anche la madre della vittima: “Sono più delusa che mai, non credo più nella giustizia italiana. Ogni giorno vengono violentate ragazzine e donne. Tutti gridano denunciate denunciate ma poi per le vittime inizia il calvario mentre gli stupratori rimangono liberi. Dicono: allora erano ragazzi bisogna dargli una opportunità. E mia figlia allora? Non era quasi una bambina anche lei?”, ha affermato la signora Agata. L’avvocato dell’associazione “Differenza donna” ha parlato di uno strano scherzo del destino alla notizia che gli otto presteranno servizi utili in case di riposo per anzini e all’interno di centri per le donne maltrattate: “Stento a credere, che un tribunale abbia pensato di inserire degli stupratori nei nostri centri”. E poi: “L’attenuante della giovinezza non dovrebbe esistere nei casi di violenza”. Per l’avvocato Giulia Bongiorno, ex presidente della Commissione Giustizia di Montecitorio, la ferita più grave di “molte vicende giudiziarie è la lunghezza dei processi: la messa in prova infatti può apparire plausibile per dei ragazzi, ma che senso ha per i ragazzi diventati adulti, che sono persone completamente diverse da quando hanno commesso il reato?”. E ancora: “Sarebbe importante ripartire dall’educazione, contro il sessismo e gli stereotipi”.

Tentato stupro a Wimbledon prima della finale

wimbledon-tuttacronacaTentato stupro nel prato antistante Wimbledon, dove una 34enne dormiva nella sua tenda con la speranza di riuscire ad acquistare un biglietto per la finalissima di tennis del giorno dopo tra Andy Murray e Novak Djokovic. In piena notte un 30enne si è introdotto nella tenda e ha provato a violentarla. Alcune persone presenti, udite le urla di paura della donna, sono intervenuti per salvarla. Anche la polizia è giunta immediatamente sul luogo, arrestando l’aggressore.

Belèn è incinta a 11 anni, stuprata dal patrigno non può abortire

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E’ solo una bambina di 11 anni che è stata stuprata dal patrigno, ma il suo paese, il Cile, la obbliga a portare avanti la gravidanza in quanto l’aborto è proibito anche a scopi terapeutici. E così il dibattito si riapre con  Belèn (nome di fantasia), una bimba che viveva con la nonna nella regione di Los Lagos, nella provincia di Valdivia, nel sud del paese e che andava a far visita alla mamma nei fine settimana. In almeno 3 di queste visite, la bambina è stata stuprata ed è rimasta incinta dell’uomo che convive con la madre. Il caso ha fatto scalpore, non solo in Cile ma in tutto il mondo e si sperava in una presa di posizione forte per riaccendere il dibattito sull’aborto, invece il presidente Sebastian Pinera ha detto alla stampa di aver «chiesto al ministro della Sanità che si occupi personalmente della salute diBelèn», sottolineando che «nel nostro paese, la vita della madre è sempre al primo posto» (ma a quale costo si inneggia alla vita? Sulla pelle di un’11enne stuprata?). Il presidente ha promesso che alla bambina sarà data anche tutta l’assistenza necessaria, sopratutto nel periodo più complicato della gravidanza, ossia dopo la 22 settimana di gestazione. Belèn è diventata il simbolo della protesta che sta attraversando tutto il paese e che chiede a gran voce di introdurre l’aborto alemno nei casi di stupro o per scopi terapeutici.

Aggredite da uno spacciatore due ragazze costrette a spogliarsi.

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Ivan Melis, 26 anni di Mamoiada  era gia’ stato arrestato nel novembre scorso per spaccio di cocaina e attualmente era sottoposto all’obbligo di dimora, ma questo non ha impedito al giovane di aggredire due ragazze di 24 e 26 anni. Melis avrebbe fatto forti rumori fuori della casa delle due giovani, La Caletta di Siniscola, tanto da costringerle ad aprire la porta per vedere cosa stesse succedendo all’esterno. L’uomo, con violenza si è quindi introdotto in casa delle ragazze con l’intento di abusare di loro e coltello alla mano le ha costrette a spogliarsi. Una delle due ragazza è riuscita però a difendersi rimanendo ferita alla mano e insieme all’amica è fuggita lanciando l’allarme.

Questo è il regime di pene alternative? Violenza, stupri, droga cosa resta a un ragazzo sbandato che non ha una struttura come il carcere che possa indirizzarlo a una corretta re-integrazione nella società? Perché esporre la popolazione a questi rischi?

La nuova trovata cinese: le calze “pelose”!

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La nuova trovata arriva dalla Cina dove una foto sta impazzando sul popolarissimo social network Sina Weibo: si tratta di un paio di collant “pelosi”. Perfetti per tenere le gambe al caldo e… scoraggiare eventuali stupratori. L’idea è quella di far sentire più sicure le donne che camminano per strada o salgono in metropolitana. C’è chi, come l’utente @HappyZhangJiang, le reputa “essenziali per tutte le ragazze prima di uscire”. Ma scoraggeranno solo i male intenzionati?

Aggredisce una coppia e poi violenta la donna: arrestato

 

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Ancora violenza ingiustificabile, questa volta a Vetralla, in provincia di Viterbo. Un 36enne romeno si è introdotto nell’abitazione di una coppia di connazionali e si è avventato loro addosso picchiandoli prima per poi violentare la ragazza. La donna, tentando la fuga, si è lanciata da una finestra fratturandosi così una caviglia. Ora l’uomo è stato arrestato e su di lui pendono le accuse di violenza sessuale e lesioni personali aggravate. 

Ritenuto colpevole di stupro e omicidio: 17enne sepolto vivo

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Degli indigeni boliviani hanno applicato la loro giustizia sommaria seppellendo vivo un 17enne, Santos Ramos, ritenuto colpevole di aver stuprato e ucciso una donna di 35 anni. La polizia e i procuratori, al corrente della violenza, si stavano recando al villaggio del giovane, ma non hanno potuto raggiungerlo perchè la strada era stata bloccata dalla comunità a cui apparteneva la donna. I concittadini hanno quindi provveduto a sepellire la vittima e a gettare nella fossa anche Santos, mentre i leader delle comunità indigene imponevano il silenzio e proibivano d’informare gli esterni. Stando a un portavoce, le forze dell’ordine avevano individuato Ramos come possibile autore dell’omicidio di Leandra Janco Arias, ma la comunità ha preferito farsi da sè giustizia. La città rurale di Colquechaca, con i suoi circa 5000 abitanti,  sorge 333 chilometri a sud est di La Paz e appartiene alla provincia di Potosi. Nella stessa area, solo pochi giorni prima, era accaduto un evento simile: due uomini avevano ribato un’auto e ucciso l’autissta. Catturati dagli abitanti del villaggio mentre tentavano di vendere la vettura, uno è stato impiccato e lapidato, l’altro bruciato vivo. I linciaggi, in Bolivia, sono frequenti soprattutto nelle aree urbane rurali e povere dove c’è poca presenza di forze di polizia e dei funzionari giudiziari e gli abitanti creano una comunità entro cui essere protetti. La Costituzione in vigore dal 2009 riconosce la giustizia indigena e ai capi delle comunità rurali è concessa l’autorità di giudicare reati secondo i loro costumi ancestrali, ma non viene riconosciuta la “giustizia-spettacolo”.

Quella pornografia che diventa stupro…

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Basta a quelle simulazioni di stupro che troppo spesso invadono i siti porno. La proposta, inviata al premier britannico Cameron da un centinaio di cittadini e associazione,  mira a prevenire la violenza sulle donne. La legge inglese infatti non tutela e non considera reato quella pornografia considerata estrema, simile a uno stupro, anche se in definitiva entrambe le parti sono consenzienti. Il messaggio però che ne deriva può essere pericoloso nel dilagare delle violenze sessuali ai danni delle donne. Ancora più agghiacciante quando si apprende che i primi 50 siti di “porno-stupri” reperibili tramite google pubblicizzano video in cui le ragazze sono presentate come minorenni: “Stupro di una studentessa”, “Brutale stupro”, fino ad arrivare  a  “Vero stupro”.

Ma dove la finzione sconfina nella realtà? Quando il messaggio è davvero violento? Quando vietare e quando invece lasciar liberi i cittadini di usufruire di un materiale pornografico forte ? Il problema non sussisterebbe se ci fosse le basi di una corretta educazione sessuale… cosa che in Gran Bretagna è ancora un tabù. Dove si può parlare di rapporto violento consenziente e dove invece si veicola l’attenzione non tanto sul rapporto sessuale, ma sulla violenza di cui esso si compone? In ogni caso il buco legislativo c’è e bisognerà colmarlo anche a costo di risultare impopolari o bigotti… non si può pubblicizzare la violenza sulle donne e soprattutto sui minori.

 

15enne stuprata dal padre… l’uomo è libero, è giallo!

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A Latina, nella zona di Tor Tre Ponti, una ragazzina di appena 15 anni è stata stuprata dal padre. La giovane poi si è presentata all’ospedale Santa Maria Goretti raccontanto quanto accaduto poco prima. I medici immediatamente hanno avvertito i carabinieri che hanno raggiunto l’uomo portandolo in Procura per interrogarlo. L’uomo avrebbe confessato lo stupro. E qui avviene il giallo, perché  il 38enne nonostante sembrerebbe avere anche dei precedenti, è stato rilasciato. Ci auguriamo che siano in corso delle verifiche in grado di confermare il quadro indiziario, per poi procedere con misure restrittive.

 

Tg2, Franca Rame e il social network… facciamo chiarezza?

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“Una donna bellissima, amata a e odiata: tra chi la definiva una donna di talento che sapeva mettere in gioco la propria carriera teatrale per un ideale di militanza politica totalizzante, chi invece una pasionaria rossa che approfittava della propria apparenza fisica per imporre attenzione”. Queste le parole del Tg2 che accompagnano la notizia sullo stupro, e che hanno provocato tantissime polemiche in rete.

La frase incriminata si trova a 0.55.

Poi arrivano le scuse del Tg2: “Il Tg2 non copre né i fascisti, né gli stupratori. Il CdR della testata, a nome di tutta la redazione, rifiuta la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame. Il Tg2 “ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, quella delle 20.30, con due servizi impeccabili. È stato anche chiarito che non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, né di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita”.

Ma le scuse non sono bastate!

Ecco il testo della lettera di ZeroViolenzaDonne a Marcello Masi, direttore della testata della Rai:

Sinceramente non riusciamo ad essere completamente soddisfatti delle scuse che sono state proposte nel Tg2 delle 20.30 per il servizio di Carola Carulli su Franca Rame andato ieri in onda nell’edizione delle 13.30. Ci resta un amaro in bocca, perché se è vero che le scuse ci sono state le dichiarazioni del direttore Masi non ci sono per niente piaciute.

Cosa vuol dire esprimere “rammarico per il fatto che qualcuno possa solo immaginare che ci sia qualsiasi giustificazione a ogni forma di violenza nei confronti delle donne e in particolare di Franca Rame, che ha segnato la mia crescita umana. Mi vergogno per quelli che pensano una cosa del genere”.

Sembra che più che scusarsi semplicemente per aver mandato in onda un servizio chiaramente di parte e offensivo, il direttore si rammarichi perché ci sono delle donne e degli uomini che non la pensano come lui… beh, noi siamo tra questi e siamo oltretutto noi ad essere dispiaciuti e a vergognarci per un direttore di un telegiornale della televisione pubblica (pagata con i nostri soldi) che non è in grado di dire semplicemente “mi dispiace”.

Allora lo diciamo per lei, direttore Masi: ci dispiace di aver visto un servizio come quello su Franca Rame e ci dispiace di non aver sentito delle semplici scuse. Non ci dispiace, però, di pensarla insieme a tanti altri in maniera differente da lei.

Il ruolo dell’informazione, a maggior ragione se pubblica, deve essere quello di informare in modo puntuale e corretto, soprattutto quando si parla di temi sensibili come quello della violenza contro le donne che viene, invece, spesso raccontato in maniera distorta.

“Il Tg2 non copre ne’ i fascisti, ne’ gli stupratori”. Lo dice il CdR della testata, respingendo a nome di tutta la redazione “la gogna scatenata sul web dopo il servizio andato in onda ieri, nell’edizione delle 13, sulla morte di Franca Rame”. Il Cdr ricorda che la testata ha fatto le proprie scuse nella prima edizione utile, alle 20,30, “con due servizi impeccabili” ed e’ stato anche chiarito che “non c’era nessuna intenzione di offendere la memoria della grande donna che fu Franca Rame, ne’ di omettere con premeditazione la matrice dell’aggressione da lei subita. Tantomeno si voleva ferire la sensibilita’ delle donne e degli uomini tutti”.

 La lettera è stata ripresa anche da Libertà e Giustizia.

Cosa succede? In realtà un servizio sbagliato può capitare… non dovrebbe succedere su Franca Rame e non dovrebbe accadere su una rete pubblica come Rai2… ma succede anche questo. Ma quando si parla di fare mea culpa, le scuse sono timide… e forse questo non è proprio accettabile da un servizio pubblico… o sì?

L’ultimo saluto di Fo alla sua Franca!

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Ecco il post, un ultimo saluto di Dario Fo a Franca Rame:

“Franca ed io abbiamo scritto quasi sempre i testi del nostro teatro insieme. Io mi prendevo l’onere di mettere giù la trama quindi gliela illustravo e lei proponeva le varianti, spesso li recitavamo a soggetto, all’improvvisa, come si dice… Questo era il metodo preferito ma non sempre funzionava. Si discuteva anche ferocemente, si buttava tutto all’aria e si ricominciava da capo. In verità mi trovavo a dover riscrivere di nuovo il testo da solo. Poi lo si discuteva con più calma e si giungeva ad una versione che funzionasse e che andasse bene a tutt’e due.
Anche Franca è stata l’autrice unica di alcuni testi. Ci sono opere, come per esempio “Parliamo di donne”, che furono stese da lei completamente a mia insaputa. Quando mi ha dato da leggere questa commedia già ultimata sono rimasto un po’ perplesso… e seccato! Ma come ti permetti?!? No, scherzavo…
Io ho proposto qualche variante ma di fatto si trattava di un’opera del tutto personale.
Pochi lo sanno ma la gran parte degli spettacoli che trattavano di questioni prettamente femminili è stata Franca ad averli scritti, elaborati e poi li ha recitati al completo spesso anche da sola. E io mi sono trovato a collaborare solo per la messa in scena.
Vi dirò di più: testi quali Mistero Buffo e Morte Accidentale di un Anarchico – che io avevo realizzato come autore unico – hanno avuto grande successo anche all’estero con centinaia di allestimenti dall’America all’Oriente, per non parlare dell’Europa.
Ma dei nostri lavori quello che ha battuto tutti i record di messa in scena è Coppia Aperta, Quasi Spalancata che è stato replicato con diverse regie per più di 700 edizioni nel mondo. Ebbene l’autrice unica di questo testo è Franca. L’ho sempre tenuto nascosto!
C’è in particolare un lavoro o meglio, un monologo, che Franca ha recitato solo qualche volta quest’anno, e di cui bisogna che io vi parli perché è fortemente pertinente alla situazione a dir poco drammatica che io sto in questi giorni vivendo.
Da tempo Franca aveva scoperto l’esistenza di alcuni testi apocrifi dell’Antico Testamento nei quali la Genesi è raccontata in termini e linguaggio molto diversi da quelli cosiddetti canonici.
Attenti, non sto parlando dei Vangeli apocrifi, ma dell’Antico Testamento… Apocrifo!
Ebbene da uno di questi testi Franca ha tratto un racconto che vi voglio far conoscere, quasi in anteprima. Eccovelo!
Siamo nel Paradiso terrestre. Dio ha creato alberi, fiumi, foreste animali e anche l’uomo. O meglio il primo essere umano ad essere forgiato non è Adamo ma Eva, la femmina! Che viene al mondo non tratta dalla costola d’Adamo ma modellata dal Creatore in un’argilla fine e delicata. Un pezzo unico, poi le dà la vita e la parola. Il tutto “prima” di creare Adamo; tant’è che girando qua e là nel paradiso Eva si lamenta che… della sua razza si ritrovi ad essere l’unica, mentre tutti gli altri animali si trovano già accoppiati e addirittura in branco. Ma poi eccola incontrare finalmente il suo “maschio”, Adamo, che la guarda preoccupato e sospettoso. Eva vuol provocarlo e inizia intorno a lui una strana danza fatta di salti, capriole e grida da selvatica… quasi un gioco che Adamo non apprezza, anzi prova timore per come agisce quella creatura… al punto che fugge nella foresta a nascondersi e sparisce; ma viene il momento in cui il Creatore vuole parlare ad entrambe le sue creature, umane. Manda un Arcangelo a cercarli. Quello li trova e poi li accompagna dinnanzi a Dio in persona.
L’Eterno li osserva e poi si compiace: “Mica male! mi siete riusciti… E dire che non ero neanche in giornata… ! Voi non lo sapete perché ancora non ve l’ho detto ma entrambi siete i proprietari assoluti di questo Eden! E sta a voi decidere cosa farne e come viverci. Ecco la chiave. E gliela getta. Vedete, qui ci sono due alberi magnifici (e li indica), uno – quello di sinistra – dà frutti copiosi e dal sapore cangiante. Questi frutti, se li mangiate, faranno di voi due esseri eterni. Sì, mi rendo conto che ho pronunciato una parola che per voi non ha significato: eternità… Significa che avrete la stessa proprietà che hanno gli angeli e gli arcangeli, vivrete per sempre, appunto in eterno! A differenza degli altri animali non avrete prole, perché, essendo eterni, che interesse avreste di riprodurvi e generare uomini e donne come voi, della vostra razza? L’altro albero invece produce semplici mele, nutrienti e di buon sapore. Ma attenti a voi, non vi consiglio di cibarvene! E sapete perché? Perché non creano l’eternità… ma in compenso, devo essere sincero, grazie a loro scoprirete la conoscenza, la sapienza e anche il dubbio.
Ancora vi indurranno a creare a vostra volta strumenti di lavoro e perfino macchine come la ruota e il mulino a vento e ad acqua. No, non ho tempo di spiegarvi come si faccia, arrangiatevi da voi. … tutto quello che scoprirete; e ancora queste mele, mangiandole, vi produrranno il desiderio di abbracciarvi l’un l’altro e di amarvi… non solo, ma grazie a quell’amplesso, vi riuscirà di far nascere nuove creature come voi e popolare questo mondo. Però attenti, alla fine ognuno di voi morirà e tornerà ad essere polvere e fango. Gli stessi da cui siete nati.
Pensateci con calma, mi darete la risposta fra qualche giorno. Addio.

No. Non c’è bisogno di attendere, Padre Nostro! – grida subito Eva – Per quanto mi riguarda io ho già deciso, personalmente scelgo il secondo albero, quello delle mele. S devo essere sincera, Dio non offenderti, a me dell’eternità non interessa più di tanto, invece l’idea di conoscere, sapere, aver dubbi, mi gusta assai! Non parliamo poi del fatto di potermi abbracciare a questo maschio che mi hai regalato. Mi piace!!! Da subito ho sentito il suo richiamo e mi è venuto un gran desiderio di cingermi, oh che bella parola ho scoperto cingermi!, cingermi con lui e farci… come si dice?! Ah, farci l’amore! So già che questo amplesso sarà la fine del mondo! E ti dirò che, appresso, il fatto che mi toccherà morire davanti a tutto quello che ci offri in cambio: la possibilità di scoprire e conoscere vivendo… mi va bene anche quello. Pur di avere conoscenza, coscienza, dubbi e provare amore… ben venga anche la morte!
Il Padreterno è deluso e irato quindi si rivolge ad Adamo e gli chiede con durezza: “E tu? …che decisione avresti preso? Parlo con te, Adamo sveglia! Preferisci l’eterno o l’amore col principio e la fine?” E Adamo quasi sottovoce risponde: “ Ho qualche dubbio ma sono molto curioso di scoprire questo mistero dell’amore anche se poi c’è la fine

Violenta e uccide la figlia perchè non è certo della sua verginità: è libero

Fayhan-al-Ghamdi-stupro-figlia

L’Independent racconda l’orrenda storia di Fayhan al-Ghamdi, “tele-predicatore” noto in Arabia Saudita, accusato di aver ucciso la figlia di cinque anni Lama.  Come lui stesso ha ammesso, ha usato bastoni e corde per picchiarla e l’ha violentata dopo aver dubitato della sua verginità. Il medico da cui ha condotto in seguito la bimba ha constatato fratture multiple al cranio, alla schiena, alle costole, al braccio sinistro e numerose ecchimosi e bruciature. La piccola è morta. Come spiega l’associazione saudita Women to Drive, l’uomo è stato rilasciato dopo solo pochi mesi di carcere e aver pagato “il prezzo del sangue”, come prevede un’usanza della legge islamica: una sorta di risarcimento in denaro per la madre della vittima. Qualche mese e poco più di 36mila euro: questa è la pensa che il giudice ha ritenuto essere “sufficiente” per un tale crimine. Se si fosse trattato di un figlio maschio, precisa il quotidiano inglese, il “prezzo del sangue” sarebbe stato doppio. In Arabia Saudita, un uomo non può essere condannato per l’omicidio dei propri figli o delle proprie moglie, ma ciò non toglie che il caso della piccola Lama abbia scatenato l’indignazione dell’opinione pubblica, poi riversatasi in Twitter sull’Hashtag #AnaLama (Io Sono Lama). Un ricorso contro la sentenza è invece stato presentato da tre attivisti sauditi.

La lunga lettera di Franca Rame a Dario Fo.

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Ecco l’ultima lettera scritta da Franca Rame a Dario Fo, tra ricordi d’infanzia, il teatro e  la sua vita di coppia… un testamento lungo 84 anni che ripercorre, con quella sintesi e quel coraggio di chi ha vissuto senza compromessi, quel viaggio ricco di emozioni che fino alla fine ha voluto condividere con Dario, ma anche con chi aveva e ha voglia di ascoltare e arricchirsi di quelle esperienze sempre controcorrente.

CHI È DI SCENA…
Sono nata nel 1929.

Quando ero piccola, sette, otto anni, mi veniva in testa un pensiero che mi esaltava: morire.
Quando morirò?
Com’è quando si muore?
Come mi vestirò da morta?
Forse mamma mi metterà quel bel vestito che m’ha cucito lei di taffetà lilla pallido orlato da un bordino di pizzo d’oro.
“Sembri un angelo! Quanto è bella la mia bimba che compie gli anni!” mi diceva.
A volte mi stendevo sul lettone di mamma: vestito, calze, scarpe, velo bianco in testa, una corona del rosario tra le mani poste sul petto (tutta roba della Cresima), felice come una pasqua aspettavo che qualcuno mi venisse a cercare e si spaventasse…scoppiando in singhiozzi. “E’ mortaaa! Franchina è mortaaaaa?!” E tutti a corrermi intorno piangendo…arrivavano i vicini, il prete e tutti rosariavano in coro.
Arrivasse un cane di un cane. Nessuno spuntava.
Nell’attesa mi addormentavo.
Al risveglio ero incazzata nera.
“La prossima volta vi faccio vedere io!” bisbigliavo minacciosa.
Poi mi sgridavo: “Cattiva, sei cattiva!!! Dare un dolore così grande alla tua mamma. Vergognati! Con tutti il bene che ti vuole…”

“Ascoltami Franchina… – mi diceva mamma – ci sono delle regole nella vita che vanno rispettate, ogni giorno: non poltrire nel letto, la prima cosa che devi fare, come apri gli occhi è sorridere. Perché? Perché porta bene. La seconda correre in bagno, lavarti con l’acqua tiepida, orecchie comprese, velocemente, vestirti. Far colazione e via di corsa a scuola. Salutare con un sorriso le persone che conosci, se aggiungi al sorriso un ciao-ciao con la manina è ancora più gentile. Non dare confidenza ai maschi. Tenerli a rispettosa distanza. Non accettare dolci o regali da nessuno…specie se uomini. Non parlare mai con gli estranei. Mi raccomando bimba, non prendere freddo, d’inverno sempre la cuffietta di lana all’uncinetto con i pom-pom rosa che ti ha regalato la zia Ida…gli stivaletti rossi di Pia (mia sorella maggiore) che non le entrano più. Ti voglio bene-bene-bene.” Lo ripeteva tre volte con ardore perché mi si inculcasse bene nel cervello. “Fai attenzione a tutto…come attraversi la strada…guai se vai sotto a una macchina. Ti rompi tutta…ricordati che ci ho messo nove mesi a farti!”
Me ne andavo felice…Un po’ soprappensiero per quei nove mesi di lavoro per la mia mamma a farmi. E’ stata impegnata per un bel po’ di tempo…tutti quei mesi!
La vedevo intenta a mettere insieme i pezzi.

Ma dove li prendeva?
Forse c’eran dei negozi nascosti che li vendevano: “Vorrei due gambette con i piedini, due braccine con le manine, un corpicino, la testolina no…ho una bellissima bambola lenci di quando ero piccola…ci metto quella. “Chiederò a mamma, quando sarò più grande che mi spieghi come ha fatto a confezionarmi.

Ora siamo nel 2013. Da allora sono passati molti anni. Sono arrivata agli 84 il 18 luglio. Faremo una bella festa tutti insieme.
Quando Jacopo era piccolo, a Natale arrivavano regali da ogni parte…più i nostri.
Li posavamo tutti sul tavolone della sala da pranzo. Come il bimbo si svegliava lo si portava tenendolo in braccio davanti a tutto quello che aveva portato il Bambin Gesù. Ci si incantava a guardarlo.
Meraviglia, felicità, grida, risate. “Grazie Bambin Gesù…grazie!!!” gridava guardando verso il soffitto come fosse il cielo…poi seduto sul tappeto a scoprire e godersi i suoi giochi.
All’arrivo della torta con le candeline, non riuscivamo a convincerlo a soffiare per spegnerle.
“Lo devi fare! Soffia!!”
“Perché?”
“Perché cresci più in fretta! Soffia!”

Era un bimbo molto curioso e pensoso. Chiedeva sempre: e cosa vuol dire questo e perché no…Una volta sui 5 anni, stava appoggiato al davanzale del balcone su di una sedia con un filo in mano che agitava. “Che fai Jacopino?”
“Do da mangiare al vento…”
Ero un po’ preoccupata.

Mi diverto molto con le mie nipotine. Quando Mattea (la figlia di Jacopo) era piccola, sui sei anni e veniva a trovarci a Sala di Cesenatico a passare l’estate con noi, le preparavo una festa alla grande. Compravo al mercato di tutto…non che spendessi tanto. Nascondevo i regalini spargendoli nel giardino tra alberi e cespugli e via con il gioco del “freddo e caldo”: si girava di qua e di là…davo segnali dei nascondigli dicendo “fredddo… freddo… tiepidino caldino… caldo, caldissimo… oddio brucia!” Mattea infilava la manina nel cespuglio, trovava il pacchetto, si sedeva su prato e lo scartava mandando grida di gioia.
Una mia cara amica, Annamaria Annicelli aveva un grande negozio dove vendeva di tutto e mi regalò per Mattea un mare di Barbie con fidanzato Ken. Cartoncini con guardaroba completo: abiti per tutte le occasioni.
Come ogni estate per anni, arrivò la mia dolce bimba più bella che mai. Le sbatto un uovo con zucchero e cacao – la rusumàta si chiama a Milano – che le piace tanto. Se la mangia leccandosi i baffi.
“Vieni, andiamo a fare il gioco del caldo-freddo.”
Lancia un urlo di felicità.

Le avevo preparata una festa alla grande. E via che si parte: freddo… freddo… tiepidino… caldo… caldissimo! E dal cespuglio estrae una Barbie…poi un’altra…poi il fidanzato Ken, cartelle con abiti…ad un certo punto si lascia andare sull’erba sfinita: “E’ troppo nonna… è troppo!” Quando Jacopo, dopo tre mesi, veniva a prenderla era un momento triste per tutte e due. Ce ne stavamo abbracciate e silenziose in attesa della partenza. Saliva in macchina. La salutavo con la mano e mi scendevano le lacrime…pure lei piangeva. Cercavamo tutte e due di sorridere… ma si faceva fatica.
Una gran fatica.

Una volta, quando eravamo più giovani Dario ed io ci si faceva festa ai compleanni. Festa? Una festicciola…nulla di speciale. La torta, le candeline…dell’anno prima, qualche amica, amici…Ricordo invece un fantastico compleanno, il mio settantesimo a Sala di Cesenatico. Non mi aspettavo nulla di speciale. Invece…
Quella mattina mi svegliai un po’ tardi, Jacopo venne a prendermi in camera dicendomi che Dario aveva bisogno di me…Neanche la mattina del mio compleanno posso restare disoccupata…scendo le scale, esco in veranda, e lì mi trovo una folla con i musicisti che suonavano, clown e maschere e tanta gente, amici venuti da ogni parte, ci saranno state cento persone, tutti a cantare tanti auguri a te…Mi sono messa ad abbracciare tutti uno per uno…Erano veramente tanti, che a un certo punto mi sono dovuta sedere…Anche per l’emozione. Poi siamo andati a mangiare fuori, sul porto canale di Cesenatico, e anche lì c’erano parecchi amici che erano venuti a festeggiarmi. Ogni tanto mi stupisco di quanta gente mi voglia bene. È proprio una grande fortuna…

UNA STELLA SUL LETTO?!

Una volta mi piaceva guardare il cielo di notte. Specie in inverno. Sottozero il blu è più intenso. Lestelle spiccano come brillanti.
Preziose.
Ieri notte niente. Ce ne erano poche ma una ha attirato la mia attenzione era una stella senza luce, piatta come fosse di plastica opaca.
“Vieni qui” le ho detto… hai dei problemi? Ti vedo giù….” In un attimo eccola sul mio letto, senza nemmeno rompere i vetri della finestra.
La guardo incredula… non so come comportarmi…

UNA STELLA SUL LETTO?!

L’astro si rizza su una punta… prendendo colore lentamente.
Una luce iridescente illumina la mia stanza…ma non smargiassa di chi vuol strafare…appena appena per farsi notare.
“E’ così facile avere una stella vera in casa? Basta chiamarla?” penso. “E’ facile per forza… – mi risponde – sono te.”
“Sono una stella?” – dico senza meraviglia, anzi un po’seccata – mi stai prendendo per il sedere?” Avrei detto volentieri culo, ma non volevo darle confidenza.
“Dì pure culo cara, non mi scandalizzo…” e fa una risata a piena gola.
Una stella che dice culo e mi sghignazza dietro!
Ero scandalizzata! Non c’è più religione!
“Bigottona! Son qui per aiutarti… sono te, quindi la tua più grande amica. Sei giù di morale…hai pensieri fissi che ti fan dormire male. Perché vuoi ammazzarti?”
Mi manca il respiro. Un qualcosa mi sale lento dallo stomaco alla gola: un magone che mi soffoca.
“Lasciati andare… non trattenere le lacrime…ci sono io vicino a te…sono scesa apposta da lassù…tutta per te!”
Le lacrime non si fanno pregare, si rincorrono sulle mie guance una dopo l’altra. I singhiozzi escono strazianti anche se in realtà non si sentono.
Allunga una punta, quella di sinistra e mi fa una carezza.
Ma dai…sto sognando…la stella sul letto in punta di stella che mi accarezza con la sinistra…una stella mancina…Mio dio…ha pure 5 punte!
Una stella delle Brigate Rosse!

“Non stai sognando…conosco la ragione della tua voglia di morire ma solo se ne parli, se svisceriamo il problema insieme, lo risolviamo. Parola di Stella!”
Respiro profondamente. Sto per dire qualcosa che mi costa.
“Sono tanto triste perché sono disoccupata. Ho perso il mio lavoro.”
“Come hai perso il tuo lavoro? Sei dalla mattina alla sera al computer…scrivi, scrivi, scrivi senza alzare nemmeno gli occhi.”
“Sì lo so, ma questo non è il mio lavoro. Sono nata il teatro, a 8 giorni ero già in scena…ho sempre recitato. Da 8 giorni a 81 anni… avevamo in scena “L’anomalo bicefalo” una satira su Berlusconi. Ci divertivamo un sacco! Ma eravamo nell’’83… quanti anni son passati?”
“Ti stai dimenticando di Mistero buffo,….L’avete fatto tanto…”
“Sì hai ragione…ma ora non si fa più nemmeno quello.
Poi uno spettacolo ogni morte di vescovo, che ne muoiono pochissimi.

Sono felice di aiutare Dario che è il MIO TUTTO, curare i suoi testi, prepararli per la stampa, ma mi manca qualcosa… quel qualcosa che non mi fa amare più la vita.
È per questo che voglio morire.
Ma non so come fare.
Immersa nella vasca da bagno e tagliarmi le vene?
Poi penso allo spavento di chi mi trova in tutto quel rosso.
Buttarmi dalla finestra, ma sotto ci sono gli alberi e finisce che mi rompo tutta senza morire: ingessata dalla testa ai piedi.
Avvelenarmi con sonniferi…ci ho già provato una volta…tre, quattro pastiglie e acqua… avanti così per un po’ e mi sono addormentata con la testa sul tavolo…
Insomma, morire è difficilissimo!
A parte che mi ferma anche il dolore che darei a Dario a Jacopo alla mia famiglia, Nora, Mattea, Jaele (la più bella della famiglia) e tutto il parentado…alle amiche, amici.
Penso anche al mio funerale e qui, sorrido. Donne, tante donne, tutte quelle che ho aiutato, che mi sono state vicino, amiche e anche nemiche…vestite di rosso che cantano “bella ciao”.

Che tristezza essere disoccupata. “Hai messo in scena molti spettacoli che hanno avuto gran successo ed eri sola – prosegue la Stella…Tutta casa letto e chiesa, Parliamo di Donne, Sesso? Grazie tanto per gradire, Legami pure che tanto spacco tutto lo stesso, Il funerale del padrone, Il pupazzo giapponese, Michele ‘Lu Lanzone e altri ancora che non mi ricordo… dovrei andare su internet ma non ne ho voglia.
Perché non ne rimetti uno in scena?”
Ma…sono abituata con Dario…
L’ho conosciuto in palcoscenico nel ’51… abbiam fatto tourné, avuto successo… anche troppo. Dopo anni di fermo abbiam debuttato per due soli spettacoli in settembre del 2012 con “Picasso desnudo”.
E adesssssso? Ci metto sei S per sottolinearti bene il concetto. Adesso nulla! Nessun programma futuro. Deglutisco per mandar giù il magone
Dovresti aiutarmi tu Stella, dammi la forza… la voglia.
“Che piagnona! – mi urla, mi hai proprio rotto i…No, non lo posso dire perché lassù si incaz…Mamma mia solo parolacce mi vengono…è perché sono scesa in terra…qui ci si sporca!
Potresti mettere in scena un testo da recitarti tutto da sola…hai un mare di materiale a disposizione. Li conosco tutti i tuoi monologhi mai rappresentati.”
“Ma smettila, conosci i miei monologhi….”
“Certo, sono te!”
“Ah sì…Hai ragione…Sì, potrei farlo…ma poi penso a Dario la sera sperduto davanti alla tv…che se ne va a letto senza chiudere né tapparelle, né porta. Lo sento che si gira e rigira tra le lenzuola pensandomi…preoccupandosi e…quindi sto qui, accanto a lui. Lo amo tantissimo…ma sono proprio triste… infelice…ciao me ne vado…”
“Ma dove vai? Ti vuoi nascondere a piangere? Piangi qui piccola…tra le mie braccia…”All’improvviso si ingrandisce a vista d’occhio si trasforma in una coperta di lana morbida lucente e mi avvolge tutta. Un brivido di piacere attraversa il mio corpo…mi sento via via rilassata e sulla bocca mi spunta un sorriso…il più dolce della mia vita
Caro Dario tutto quanto ho scritto è per dirti che se non torno in teatro muoio di malinconia. Un bacio grande…

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Piange il mondo del teatro e non solo: si è spenta Franca Rame

franca_rame

Ha dedicato la sua vita al teatro Franca Rame, l’attrice, che si è spenta questa mattina nella sua abitazione di Porta romana a Milano. I soccorritori hanno provato a rianimarla, ma non hanno potuto far altro se non dichiararne la morte. L’attrice, che aveva 84 anni, era stata colpita da un ictus il 19 aprile dello scorso anno, sempre nella sua casa. All’epoca, era stata trasportata al Policlinico, dov’era rimasta ricoverata diversi giorni. Figlia d’arte, Franca Rame aveva iniziato a calcare i palcoscenici sin da bambina e con Dario Fo, suo marito dal 1954, ha dato vita a uno dei sodalizi artistici più importanti nel teatro italiano. Un legame che travalicava le scene il loro e che li ha resi protagonisti anche di molte battaglie sul fronte politico e dei diritti sociali e civili.

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Queste due passioni, per lei, erano strettamente connesse tra loro, tanto che dalla fine degli anni Sessantala sua arte si è tramutata in teatro politico, rendendo inscindibile la professione di attrice e l’impegno per i diritti sociali. Già cacciati dalla Rai nel 1962, per un sketch irriverente sulle morti sul lavoro, negli anni caldi post ’68 e della contestazione, per portare avanti meglio la loro battaglia, il duo Fo-Rame si è anche staccato dal circuito ufficiale dei teatri per recitare in università, fabbriche occupate e, dal 1977, nel loro quartier generale della Palazzina Liberty occupata, a Milano. Tra i suoi tanti spettacoli in coppia del marito si annoverano anche Mistero Buffo, Il Papa e la strega, Settimo: ruba un po’ meno e La marijuana della mamma è la più bella. Ma suoi sono anche tanti testi in cui a farla da protagonista era la donna e la sua condizione, come Coppia aperta, quasi spalancata, Tutto letto, casa e chiesa e Sesso? Grazie, tanto per gradire. Ma un grande impegno a volte significa anche rischio e pericolo e Franca Rame il suo l’ha pagato personalmente: era il 1973 quando venne rapita per qualche ora e stuprata da un gruppo neofascista, per punirla per il suo impegno con Soccorso rosso. Un’esperienza atroce che lei seppe poi tramutare in un durissimo monologo, che recitò anche in prima serata su Raiuno, nella celebre edizione di Fantastico condotta da Adriano Celentano. Dal 2006 al 2008 ha vissuto anche un’esperienza da parlamentare, venendo eletta al Senato nelle liste dell’Italia dei Valori. Una perdita dolorosa, la sua, per il mondo dell’Arte, della politica, dell’impegno civile. Con lei si è spenta una voce che portava avanti idee e passioni, ideali e lotte.

Stupro nei bagni di un locale: succede a Roma

ragazza-stuprata-roma-tuttacronaca

E’ stata data notizia solo ora di uno stupro avvenuto ieri sera a Roma. La vittima, una ragazza di 21 anni originaria di Albano Laziale, è stata aggredita da un romeno di 24 anni che è già stato arrestato dalla polizia con l’accusa di violenza sessuale aggravata. L’uomo avrebbe conosciuto la sera stessa la giovane ed avrebbe abusato di lei dopo averla fatta ubriacare. La  ragazza si è poi recata alla stazione Termini, dove è salita su un autobus il cui autista ha notato che stava piangendo ed era in stato confusionale. Venuto a conoscenza di quanto accaduto, l’uomo ha chiamato il 113 e la vittima è stata trasportata al policlinico Umberto I, dove l’abuso sessuale è stato accertato. La 21/enne era sotto effetto dell’alcool e della cannabis. La polizia ha raccolto delle testimonianze secondo le quali la ragazza era stata portata nel bagno del locale dall’aggressore, dopo che lo stesso l’aveva fatta bere. A incastrare il romeno sono state le immagini delle telecamere nella stazione Termini, che hanno permesso agli agenti del commissariato Viminale di rintracciare gli aggressori.

Laura Boldrini e il corpo della donna nella pubblicità

LauraBoldrini

In un’intervista al Mattino, la presidente della Camera Laura Boldrini afferma che per per fermare la violenza sulle donne serve partire “dalla disoccupazione femminile: in Italia solo il 47% lavora, percentuale tra le più basse d’Europa. E al Meridione si scende ancora”. Ma “la donna che lavora e’ più libera, ha più possibilità di decidere della sua vita”. Ma è indispensabile anche creare “norme sull’utilizzo del corpo della donna nella comunicazione e nella pubblicità” perché “se la donna viene resa oggetto nella sua immagine puoi farne quel che vuoi”. E’ determinata a dar voce ai tanti “eroi positivi ignorati dai media” la Boldrini, e per questo è intenzionata ad “di aprire la Camera per farne la casa della buona politica. Due volte al mese incontrerò le associazioni che si occupano di temi specifici, coinvolgendo anche la commissione parlamentare competente sul tema in discussione, il ministro e il sottosegretario”. Ma le sue idee non si limitano a questo, vorrebbere rendere Montecitorio più vicino alla gente e anche “più comprensibile l’iter legislativo”, velocizzando anche l’iter delle leggi oltra a creare “percorsi stabiliti e certi alle leggi di iniziativa popolare”.
Ma a cosa si riferisce la presidente della Camera quando parla della donna “resa oggetto”? La pubblicità è la forma di comunicazione più pervasiva e s’insinua ovunque, creando così un sostrato culturale che s’insinua nelle menti ed è in grado d’influire sul nostro modo di pensare. Il corpo femminile ormai viene utilizzato per vendere prodotti di qualunque tipo con immagini che propongono un costante ammiccamento all’atto sessuale trasmettendo un messaggio indiretto: che può essere usato a piacimento. Di seguito una carrellata di pubblicità… che valgono più di molte parole.

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Nichi Vendola twitta a favore delle donne e contro il femminicidio

Vendola-nichi-tuttacronaca

“Sotto occhi politica si consuma spirale di violenza senza fine, anche oggi piangiamo delle donne uccise: il pilastro dell’insicurezza Italia. Serve reazione culturale, sociale, politica a continua sopraffazione donne: mettere alle spalle volgaritá, burlesque, sopruso”.

Anche oggi siamo di fronte a due femminicidi, gli ennesimi che spezzano la vita a ragazze giovani, a madri, a mogli… a quel “lutto da abbandono” che l’uomo non sa più rielaborare e che fa scattare la vendetta violenta. La forza bruta che prevarica sulla ragione e non lascia spazio a nessun tipo di assoluzione. Il male viene da lontano: da un sistema che è incapace di distinguere tra amore e possesso, tra volgarità e divertimento, tra spettacolo e aberrazione del corpo femminile che più che un oggetto diventa un mero strumento di vessazione. Il piacere di poter abusare di una donna è così dilagante che a volte ci prende impreparati, ci lascia attoniti per la brutalità e la frequenza con cui accade…

Ha lottato per 15 giorni la bimba stuprata in India: non ce l’ha fatta

india-bambina stuprata

Aveva quattro anni e per 15 giorni hanno provato a tenerla in vita, ma tutti i tentativi di rimettere in funzione il suo sistema cardio polmonare sono falliti. La bimba era stata violentata a Ghansor, in India, ed aveva riportato gravi danni cerebrali che ne hanno causato il coma. Due presunti responsabili sono già nelle mani della polizia: un dei due è un 28, amico dello zio della piccola.  Ancora una volta si torna a puntare gli occhi sull’ondata di violenza sessuale che sta sconvolgendo l’India in questi ultimi tempi. L’attenzione mediatica mondiale si è focalizzata sulla situazione da quando, il 16 dicembre, una studentessa 23enne fu violentata a New Delhi da un branco su un autobus. Anche quella volta l’incapacità maschile di amare e portare rispetto si risolse con la morte della vittima. Ora alla popolazione indiana non resta che seguire la lotta per la vita di un’altra bambina di cinque anni, sequestrata e violentata da un branco il 17 aprile in un quartiere della classe media della capitale.

Alla casa delle donne la Boldrini parla della condizione femminile

laura boldrini-casa internazionale delle donne-condizione-femminile-tuttacronaca

Laura Boldrini, presidente della Camera, ha incontrato, alla Casa internazionale delle donne di Roma,  le associazioni che si occupano di violenza contro le donne e hanno sottoscritto la Convenzione No More.

“Non è una situazione emergenziale ma strutturale, le vostre istanze sono le mie, non è più possibile continuare come se nulla fosse. Che cosa si può fare, stabiliamo insieme una tabella di marcia, il mio impegno voglio che sia dimostrabile”. Così la Boldrini si è messa in gioco in prima persona per cercare soluzioni pratiche a un problema che sta dilagando in Italia e nel mondo. Dal femminicidio alla violenza sessuale, dalla violenza domestica alla violenza psicologia, dalla discriminazione sul lavoro al problema della maternità che diventa spesso motivo di licenziamento. La presidente della Camera ha anche aggiunto ho visto lo stupro di guerra, le donne nei campi della ex Jugoslavia, trattenute fino all’ottavo mese di gravidanza per partorire il figlio dello stupratore, noi donne non saremo mai emancipate fino a che non ci saremo tirate dietro quei tre quarti di donne che stanno peggio di noi.” Spazia a 360° con un discorso che tocca anche il grave e diffuso uso delle donne oggetto ancora troppo presenti all’interno della pubblicità a livello internazionale. 

Si chiede un piano violenza e un finanziamento permanente per i centri che si occupano di debellare sul territorio discriminazione e abuso sulle donne. Le associazioni hanno chiesto anche che ci sia una “volontà politica” per combattere il problema, anche con la promozione di una cultura che permetta di rivalutare il ruolo centrale della donna nella società. Purtroppo i dati parlano chiari 7 donne su 10 che sono state uccise avevano denunciato una persecuzione, un ossessione del partner nei loroconfronti, ma non sono state ascoltate, non sono state aiutate, sono solo state lasciate sole con il loro problema, indifese e facile preda della brutalità maschile.

Boldrini scrive, annuisce, e al termine traccia alcune azioni : “Farò in modo che la commissioni Esteri quando insediata si occupi dell’inter della Convenzione di Istanbul”. Al governo invierà un atto di indirizzo sulla Convenzione e al Viminale una circolare, perché si seguano le buone pratiche, “per chiedere maggiore attenzione alle denunce di violenza”.

Violentato nel bagno dell’asilo a 5 anni dal maestro!

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E’ stato violentato a soli 5 anni nel bagno dal maestro. E’ accaduto in un asilo di New Delhi. Il bimbo ora ricoverato in condizioni “serie, ma stabili” in un ospedale della città avrebbe raccontato che l’insegnante lo avrebbe attratto nel bagno dell’asilo promettendogli del cibo e poi avrebbe abusato di lui minacciandolo di morte se avesse rivelato l’accaduto. Il bimbo quindi avrebbe taciuto con i genitori, ma la madre ha rinvenuto delle macchie di sangue sulla divisa scolastica del figlio che l’hanno preoccupata. Così il bambino ha risposto alle domande dei genitori. Il 32enne autore del gesto è stato arrestato dalla polizia del commissariato di Jagatpuri.

Quando la gogna mediatica uccide: si suicida l’ennesima 15enne stuprata

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Ennesimo suicidio di una gogna mediatica, ma sarebbe più corretto parlare di omicidio vero e proprio. Gli “autori” virtuali ma non per questo meno colpevoli sarebbero come sempre coloro che, con superficialità e stupidità, attaccano e irridono le ragazzine vittime di stupro i cui scatti finiscono in rete senza che ci sia la possibilità di un filtro preventivo.

Lo scorso settembre, Audrie Pott è stata violentata a casa di un compagno di classe mentre era incosciente. I suoi ‘amici’ aguzzini, che hanno 16 anni, hanno ripreso l’abuso con i cellulari e poi hanno diffuso le immagini in rete. Il giorno dopo la violenza sessuale, la ragazzina ha scritto su Facebook: “Tutta la scuola lo sa, la mia vita è rovinata”

L’avvocato della famiglia Pott ha dichiarato: “Quello che hanno fatto questi tre ragazzi è inconcepibile. Dovrebbero ricevere il massimo della pena per dare il buon esempio ed evitare che possa accadere ancora”. I ragazzi adesso sono in un carcere minorile con l’accusa di violenza sessuale e diffusione di materiale pedopornografico.

Quante ragazzine dovranno morire? Questa è la nuova violenza contro le donne e ancora nessuno ci mette un freno. Le pene sono lievi perchè di solito gli autori sono sempre minorenni, ma possiamo ancora parlare di minorenni se il reato è uno dei più agghiaccianti che il genere umano possa compiere? Possiamo parlare di minorenni se c’è una volontà così lucida di fare del male e di diffondere un video che offende e umilia le donne al punto di portarle al suicidio? Perchè la rete non si ribella, ma le rende ancora più vittime deridendole invece che offrendo loro protezione?

Perchè i giovani d’oggi sono così cinici, pronti a scagliarsi gli uni contro gli altri invece di tendersi la mano per costruire insieme il futuro?

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