Da Gianni Sperti al fiasco di vino del Monopoli: Sorrentino ringrazia tutti!

sorrentino-ringrazia-tuttacronacaDei ringraziamenti di Paolo Sorrentino al momento di ritirare la statuetta degli Oscar per il suo La Grande Bellezza si è molto parlato, sia perchè non è stata eccessivamente gradito il ringraziamento a Maradona sia per il suo inglese, preso di mira su Twitter. Ora però c’è un nuovo fenomeno che sta spopolando in rete. Basta andare sul sito Sorrenthanks perchè vengano generati automaticamente dei nuovi ringraziamenti, con combinazioni quanto mai insospettabili. Le divertenti combinazioni stanno facendo impazzire gli utenti e sono diventate virali in tempo record: provare per credere!

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Marco Travaglio e “La grande vuotezza”

marco-travaglio-tuttacronacaMarco Travaglio, dalle colonne del Fatto Quotidiano, non risparmia non tanto il film La Grande Bellezza, quanto il modo in cui la pellicola, e il suo successo all’estero, è stata accolta nel Belpaese. Per il giornalista, infatti, non solo i migliori film meriterebbero la statuetta, ma anche i “migliori commenti italiani agli Oscar”. Commenti che, aggiunge, sono “Provinciali, retorici, cialtroni, pizzaemandolineschi.” E spiega: “Un po ’ come dopo le partite dei Mondiali quando vince l’Italia: il patriottismo ritrovato, l’orgoglio tricolore, il riscatto nazionale, l’ottimismo della volontà, la metafora del Paese che rinasce, il sole sui colli fatali di Roma. Questa volta però, con l’Oscar a La grande bellezza, c’è un di più: l’esultanza di chi s’è fermato al titolo, senza capire che è paradossale come tutto il film. Ecco: quello di Sorrentino è il miglior film straniero anche e soprattutto in Italia. Il Corriere fa dire al regista che “con me vince l’Italia”, ma è altamente improbabile che l’abbia solo pensato: infatti ha dedicato l’Oscar alla famiglia reale e artistica, al Cinema e agli idoli adolescenziali (compreso – che Dio lo perdoni – Maradona, inteso però come il fantasista del calcio, non del fisco)”.

Eppure Johnny Riotta, sulla Stampa, vede nel film addirittura “un monito” e spera “che la vittoria riporti un po’ di ottimismo in giro da noi”. E perché mai? Pier Silvio B., poveretto, compra pagine di giornali per salutare l’ “avventura meravigliosa” sotto il marchio Mediaset. Sallusti vede nell’Oscar a un film coprodotto e distribuito da Medusa la rivincita giudiziaria del padrone pregiudicato (per una storia di creste su film stranieri): “Ci son voluti gli americani, direi il mondo intero, per riconoscere che Mediaset non è l’associazione a delinquere immaginata dai magistrati”. Ora magari Ghedini e Coppi allegheranno l’Oscar all’istanza di revisione del processo al Cainano. “Oggi – scrive su Repubblica Daniela D’Antonio, moglie giornalista di Sorrentino – ho scoperto di avere tantissimi amici”. Infatti Renzi invita “Paolo per una chiacchierata a tutto campo”. Napolitano sente “l’orgoglio di un certo patriottismo” per un “film che intriga per la rappresentazione dell’oggi”. Contento lui. Alemanno, erede diretto dei Vandali, Visigoti e Lanzichenecchi, vaneggia di “investire nella bellezza di Roma e nel suo immenso patrimonio artistico”. Franceschini, ex ministro del governo Letta che diede un’altra sforbiciata al tax credit del cinema, sproloquia di un “Paese che vince quando crede nei suoi talenti” e di “iniezione di fiducia nell’Italia”. Fazio, reduce da un Sanremo di rara bruttezza dedicato alla bellezza, con raccapricciante scenografia color caco marcio, vuole “restituire” e “riparare la grande bellezza”. Il sindaco Marino rende noto di aver “detto a Paolo che lo aspetto a Roma a braccia aperte per festeggiare lui e il film, per il prestigio che ha donato alla nostra città e al nostro Paese”. Ma che film ha visto? È così difficile distinguere un film da una guida turistica della proloco? In realtà, come scrive Stenio Solinas sul Giornale, quello di Sorrentino “è il film più malinconico, decadente e reazionario degli ultimi anni, epitaffio a ciglio asciutto sulla modernità e i suoi disastri”. Il referto medico-legale in forma artistica di un Paese morto di futilità e inutilità, con una classe dirigente di scrittori che non scrivono, intellettuali che non pensano, poeti muti, giornalisti nani, imprenditori da buoncostume, chirurghi da botox, donne di professione “ricche”, cardinali debolucci sulla fede ma fortissimi in culinaria, mafiosi 2. 0 che sembrano brave persone, politici inesistenti (infatti non si vedono proprio). Una fauna umanoide disperata e disperante che non crede e non serve a nulla, nessuno fa il suo mestiere, tutti parlano da soli anche in compagnia e passano da una festa all’altra per nascondersi il proprio funerale. Si salva solo chi muore, o fugge in campagna. È un mondo pieno di vuoto che non può permettersi neppure il registro del tragico: infatti rimane nel grottesco. Scambiare il film per un inno al rinascimento di Roma (peraltro sfuggito ai più) o dell’Italia significa non averlo visto o, peggio, non averci capito una mazza. Come se la Romania promuovesse Dracula a eroe nazionale e i film su Nosferatu a spot della rinascita transilvana.

Il selfie dei record? La parodia è servita!

selfie-tuttacronaca-parodiaSe ne parla ancora, perchè un selfie da record non cade presto nel dimenticatoio ed ecco allora che quello delle star voluto da Ellen DeGeneres durante l’86esima edizione degli Oscar continua a viaggiare rapido in rete: vanta attualmente più di 3,2 milioni di retweet. Ma tanta attenzione non può “salvarsi” dalla parodia ed ecco che c’ha pensato Matt Groening che, sulla pagina Twitter dei Simpsons, ha pubblicato una divertente vignetta che offre uno sguardo “più ampio” rispetto al selfie originale: appare infatti anche Homer, con Bradley Cooper che cerca di tenerlo alla larga. Ma non è l’unico caso. Sul web spopolano le parodie del selfie da Oscar, con fotomontaggi che includono meme popolari, come Grumpy Cat, e ossessioni della rete, come l’attore Nicolas Cage, da tempo protagonista di un blog (Nicolas Cage as Everyone), nel quale centinaia di personaggi diversi impersonano l’attore.

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Sabrina Ferilli non avrà l’Oscar… ma si è guadagnata un Tapiro!

ferilli_tapiro-tuttacronacaSabrina Ferilli, in un’intervista al settimanale Chi, si era tolta il famoso sassolino dalla scarpa lamentandosi del fatto di non esser stata invitata a solcare il tappeto rosso alla cerimonia degli Oscar, quando il film in cui ha recitato, La Grande Bellezza, ha vinto la statuetta per il miglior film straniero. Le sue dichiarazione le sono in compenso valse un Tapiro d’oro, consegnato da Valerio Staffelli nel corso della trasmissione Striscia la Notizia. L’attrice ha detto: “Dovevate darlo alla produzione, non a me!” La Ferilli, che non figura neppure nella lista dei ringraziamenti fatti dal regista napoletano al termine della premiazione, ha commentato ironicamente: “Però ha ringraziato Maradona!”. Infine, alla domanda se rifarà o meno un film con Sorrentino, ha risposto: “Forse è lui che non farà un film con me!”.

Il lieto annuncio di Scarlett Johansson: presto mamma

scarlett-johansson-incinta-tuttacronacaEra il novembre 2012 e Scarlett Johansson, fresca di divorzio da Ryan Reynolds, conosceva il giornalista francese Romain Dauriac. I due si dividono tra Parigi e New York ma al momento non si parla di matrimonio. Anzi. Negli ultimi mesi l’attrice, a chi le chiedeva quando avrebbe sposato il compagno, replicava sempre di essere innamoratissima ma ancora libera come l’aria. Ma ora, dopo l’assenza “ingiustificata” nella notte degli Oscar, la rivelazione: Scarlett è in attesa del primo figlio. Nei mesi scorsi alla comparsa dell’anello di fidanzamento tutti si aspettavano l’annuncio delle nozze ma Scarlett ha sempre dichiarato di non avere fretta. Continuerà a pensarla così?

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La Ferilli e quel sassolino nella scarpa: “Non c’ero io…”

ferilli-tuttacronacaSabrina Ferilli ha interpretato la ballerina di night club Ramona, anche amante del protagonista Jep, nel film La Grande Bellezza. E se anche è contenta per l’Oscar, non rinuncia a una critica mentre si confida con il settimanale “Chi”: “Il vestito era straordinario, i gioielli pure. Diciamo però che alla notte degli Oscar non c’ero io con tutta quella roba addosso”. La delusione per non essere stata invitata alla cerimonia degli Oscar le brucia e sembra attribuire la colpa della dimenticanza al team tecnico del film: “Questo è un Paese di talenti, e non di squadre. A livello individuale sparigliamo e sbaragliamo, ma è nel discorso organizzativo che manchiamo. Non sappiamo ottimizzare niente, sviluppare il valore delle cose… Ed era un evento unico: erano 15 anni che non vincevamo un Oscar, questo è demoralizzante… Di non essere stata lì, di non aver fatto il red carpet mi dispiace, e molto. Lo dico non soltanto per me, ma anche perché l’immagine che si ricorda nel tempo della Notte degli Oscar è quella delle foto delle attrici che solcano il tappeto rosso in abiti favolosi”. L’attrice ci teneva a quel tappeto rosso e teme che si potesse trattare della sua unica possibilità. “A me non è mai riuscita l’incoronazione: sono stata capace di lavorare tanto, di fare tanto, ma alla fine la cerimonia mi è sempre sfuggita. Se mi sono ritrovata regina è perché qualcuno me l’ha riferito mentre stavo a casa, in camerino, al bar o persino alla toilette. Ma mai nessuno in via ufficiale”. Dopo di che, sdrammatizza: “Sapete cosa vi dico? La salita mia è un passo alla volta e io ho ancora un bel po’ di anni davanti. A Hollywood io prima o poi ci vado. Dovesse pure pure essere per il remake di A spasso con Diasy”.

La Fiat si riscopre italiana per cavalcare l’onda dell’Oscar

sorrentino-fiat-tuttacronacaNuovo spot per casa Fiat e protagonista è il regista di “La Grande Bellezza”, il film fresco di Oscar. Ecco allora che lo slogan diventa “La piccola Grande Bellezza” mentre appare Sorrentino al voltante di una 500 per un video che vuole rappresentare “tanto un tributo all’Italia e all’italianità quanto un sincero ringraziamento di Fiat al maestro che ha trionfato nella notte degli Oscar”. “Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva”. Questo lo scenario della pellicola, simbolo di un’estetica classica e eterna, contrapposta ad una sfavillante Hollywood.

Il selfie degli Oscar…. e quel perfetto sconosciuto tra le star

peter-selfie-oscar-tuttacronacaIl selfie più retwittato della storia del social network: è quello voluto da Ellen De Generes durante la cerimonia degli Oscar e scattato da Bradley Cooper. Ha fatto il giro del mondo lo scatto e con esso una domanda: ma chi è quello sconosciuto ragazzo che appare tra le star? La domanda ha ora una risposta: si tratta del fratello della vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista per “12 anni schiavo”, Lupita Nyong’o. Lui si chiama Peter ed è uno studente al primo anno dell’Università Stetson della Florida all’aftershow che si è anche messo in posa con Michael Fassbender, vecchia conoscenza dal momento che ha lavorato sul set con la sorella in “12 anni schiavo”.

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“Certo che Sorrentino poteva studiare un po’ d’inglese prima…”

sorrentino-discorso-tuttacronacaSorrentino sarà anche stato premiato dall’Academy ma di certo non ha ottenuto l’ovazione dal pubblico italiano. Se non per quel che riguarda il film, di certo il suo discorso di ringraziamento al momento della premiazione è diventato un boomerang che gli si è ritorto contro. A iniziare da quel suo prendere a modello Diego Armando Maradona. Il regista l’ha spiegato come “maestro di spettacolo” ma resta il fatto che in Italia l’ex campione del Napoli è additato come evasore fiscale.

Oltre a questo, però, in molti hanno puntato il dito contro la sua pronuncia inglese: con la lingua straniera Sorrentino se l’è cavata tanto miseramente da meritarsi un hashtag: #sorrentinoinglese. “Certo che Sorrentino poteva almeno impararlo un po’ d’inglese prima di andare a ritirare l’Oscar”, scrivono su Twitter. E i commenti acidi si sono susseguiti in rete. C’è anche chi prova a difenderlo ribattendo frasi del tipo: “vorrei sentire voi in inglese”. Resta il fatto che… non tutti devono trovarsi a fare un discorso in mondovisione!

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La notte degli Oscar… riassunta in gif animate!

oscar-2014-tuttacronacaIn Italia ogni Tg e, in generale, ogni media, sta parlando della vittoria del film di Sorrentino “La grande bellezza”, ma molti sono stati i momenti che verranno ricordati dell’86esima edizione degli Oscar e l’Huffington Post ha pensato di ricapitolarla tramite gif animate. Tre ore di cerimonia riassunte in poche immagini particolarmente significative: pronti al ripasso?

Iniziamo allora con la sensazione di vincere un Oscar come miglior film: viene immediatamente voglia di saltare! tv show gifs

E che dire delle attrici che si godono la serata… improvvisando un ballo? Tra di loro l’intramontabile Meryl Streep:
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e non è da meno l’attrice Lupita Nyong’o…
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… nè Amy Adams.
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Jennifer Lawrence ci ricasca, letteralmente. Se riesce a inciampare anche l’anno prossimo possiamo dire per certo che è nata una nuova tradizione!
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Emma Watson y Joseph Gordon-Levitt: lezione di eleganza dai due giovani attori.
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Ellen De Generes, la conduttrice della serata, ha avuto un’idea geniale: riempire la pancia a tutti! Come? Solo una parola: pizza!
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Brad Pitt, da bravo padre di famiglia, si è incaricato di distribuire i piatti…
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Ma era scontato che qualcuno dovesse “sganciare”: è stato il produttore Harvey Weinstein a scucire 200 dollari di mancia al fattorino:
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Jared Leto ha sovvertito i ruoli: è lui che si occupa di “sfamare” la madre:
Lupita Nyong’o ha vinto l’Oscar e Liza Minnelli ha voluto festeggiare con lei:
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Ma uno dei momenti clou della serata è stato indubbiamente il selfie che Ellen DeGeneres ha voluto scattare con alcuni attori: è subito diventata la foto più retwittata!
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Già che c’era, ha provato anche a spaventare Leonardo DiCaprio e Sandra Bullock…
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… ma non c’è serata degli Oscar se non c’è anche moda… e sicuramente ha dato una lezione di stile… fatato!
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Cate Blanchett, favoritissima, ha fatto finta di sorprendersi per il suo Oscar
Il momento più romantico della sarata? Sicuramente il bacio tra Matthew McConaughey y Camila Alves
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 Non resta che darsi appuntamento all’anno prossimo!

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 Buon cinema a tutti! 

Il selfie agli Oscar infrange ogni record: il più twittato di sempre!

foto-oscar-selfie-record-tuttacronacaL’86esima edizione degli Oscar, che l’Italia ricorderà a lungo visto che ha riportato la pregiata statuetta sul Belpaese, passerà alla storia per il record che ha fatto registrare l’idea lanciata dalla presentatrice della serata, Ellen De Generes: “Facciamo una foto che batta il record dei retweet”. Detto, fatto! Si tratta di un super-selfie delle star hollywoodiane scattato in diretta televisiva dalla stessa conduttrice e che è da oggi il più twittato della storia: ha scalzato dal podio anche una foto di Barack Obama. Del resto difficile passasse inosservata: tra gli altri appaiono anche Brad Pitt, Angelina Jolie, Meryl Streep, Julia Roberts e Kevin Spacey. La foto è stata retwittata oltre 2 milioni di volte facendo il giro del mondo. Il precedente primato era detenuto da Obama con appena – si fa per dire – 800mila retweet per il suo messaggio in cui annunciava la sua rielezione datato 6 novembre 2012.

Steve McQueen sbaraglia tutti: l’Oscar è per il suo “12 anni schiavo”

12annischiavo-oscar-tuttacronaca86esima notte degli Oscar e l’Italia festeggia la vittoria di La Grande Bellezza. Ma la serata, condotta da Ellen De Generes, si è rivelata un successo. A trionfare su tutti il favoritissimo “12 anni schiavo” di Steeve McQueen, tratto dall’omonima autobiografia di Salomon Northup, pubblicata nel 1853. Nel cast, oltre al protagonista Chiwetel Ejiofor, anche Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti e Brad Pitt, quest’ultimo anche produttore della pellicola.

Ma il vero asso pigliatutto della serata è stato “Gravity”, arrivato con ben dieci nominations. Il thriller fantascientifico di Alfonso Cuaron ha portato a casa sette statuette: molte ‘tecniche’ (effetti speciali, sonoro e montaggio sonoro, fotografia, montaggio, colonna sonora) e una fondamentale, la miglior regia per il cineasta messicano al suo primo Oscar, che ha definito gli anni di lavoro sulla pellicola della “un’esperienza di trasformazione”. Cuaron ha quindi ringraziato le persone coinvolte nel progetto, in particolare il figlio Jonas, co-sceneggiatore, la sua protagonista Sandra Bullock – “Sandy, sei tu Gravity, sei tu l’anima e il cuore, la persona migliore con cui potevo collaborare e una delle persone più belle con cui ho lavorato” – e ancora George Clooney “per la tua fiducia”. Ha infine dedicato il premio alla madre: “Se sono qui è per te e questo è per te”.

Pluripremiato anche “12 anni schiavo”, che ha vinto l’Oscar anche per la migliore sceneggiatura non originale e quello per la migliore attrice non protagonista assegnato a Lupita Nyong’o. L’attrice messicana naturalizzata keniota, che appena sabato ha spento 31 candeline, ha commentato: “Non ho pensato neppure per un momento che tutta questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro per cui voglio rendere omaggio allo spirito di Patsey (la schiava che interpreta nella pellicola di Steve McQueen, ndr) e voglio ringraziare Solomon per aver raccontato la storia di lei e di lui e Steve McQueen. Tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita. Sono certa che tutti quei morti sono lì che ti guardano e ti sono grati, così come lo sono io”.

Anche “Dallas Buyers Club” di Jean-Marc Vallée ha conquistato tre statuette: trucco e parrucco ma, soprattutto, miglior attore protagonista (Matthew McConaughey) e non protagonista (Jared Leto). “Ci sono tre cose di cui ho bisogno – ha detto – qualcosa a cui guardare, qualcuno a cui tendere e qualcuno da inseguire”. Poi l’attore ha ringraziato il padre scomparso, la madre in sala, la moglie Camila e i loro figli, “Le quattro persone che voglio siano sempre fiere di me”.

Miglior attrice protagonista è invece risultata Cate Blanchett, grazie alla sua interpretazione in “Blue Jasmine”, unico riconoscimento per il film di Woody Allen. “Questo premio è casuale e soggettivo, ma per me significa tanto in anni di interpretazioni straordinarie da parte di donne” ha detto l’attrice australiana, che si è poi complimentata con le altre attrici candidate nella categoria: Amy Adams, Sandra Bullock, Julia Roberts e Judy Dench. “Sono qui a ritirare il premio grazie alla sceneggiatura straordinaria di Woody Allen” ha detto. “Grazie agli spettatori che sono andati a vederlo – ha aggiunto – e grazie a quelli che in questo settore scioccamente ancora credono che i film con le donne al loro centro siano dei film di nicchia. Non lo sono, gli spettatori vanno a vederli e fanno guadagnare. Il mondo è rotondo, gente”.

La miglior sceneggiatura originale si è rivelata “Her”, scritta dal regista e sceneggiatore Spike Jonze: “Sono qui con tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto – ha detto dal palco del Dolby Theatre – tutte le persone che amo e che mi hanno aiutato a scrivere questa sceneggiatura sull’amicizia e su questa esperienza unica”. “Frozen”, lungometraggio animato della Disney, ha superato tutti i contendenti della categoria ottenendo inoltre il riconoscimento per la migliore canzone, “Let it go”. Ancora, “Il grande Gatsby” di Baz Lurhmann ha ottenuto due premi per i migliori costumi e la migliore scenografia. Delusione invece per “American Hustle – L’apparenza inganna” di David O. Russell: dieci nominations ma nessuna statuetta per lui.

La Grande Bellezza conquista Hollywood: Oscar a Sorrentino

Paolo-Sorrentino_oscar-tuttacronaca”Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire”. A parlare è Jep, il protagonista, interpretato da Toni Servillo, de La Grande Bellezza. Ma ieri Sorrentino non ha “fatto fallire” la festa dell’Italia: la pellicola pluripremiata, infatti, ha conquistato anche l’Oscar come miglior film straniero. Sorrentino, ritirando il premio, ha dichiarato di essersi ispirato a Fellini, Scorsese, i Talking Heads e Maradona:”Perché sono quattro campioni nella loro arte che mi hanno insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo, che è la base di tutto lo spettacolo cinematografico”. E al centro di questo spettacolo Sorrentino ha messo Jep Gambardella, giornalista e scrittore sessantacinquenne che funge da guida colta, cinica e ironica di quella Roma indolente, stracafona e popolata da donne di plastica e uomini da poco che il registra ha ritratto. Si tratta, come Fellini, di un uomo arrivato a Roma a 26 anni, con il suo carico di fame e curiosità della provincia e l’accento napoletano. E’ un dandy nato ricco, Jep, che si circonda  di persone giuste che vivono la notte proprio come fa lui. Intorno a lui tutti tutta una giungla di caratteri, che arriva a quella terrazza dove non mancano musica, alcool e coca e dove Jep è un leader, circondato da una folla di parvenu, politici, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti.

E se il premio Oscar… facesse ridere? La parodia dei film candidati

parodie-oscar-tuttacronacaSe “Wolf of Wall Street” fosse girato con i lupi? E se “Her” diventasse “Him” e fosse interpretato da “Seth Rogen”? Sicuramente l’effetto sarebbe diverso… come dimostra una raccolta delle pellicole in gara “rivisitate” in versione parodia. I youtubbers sono fantastici in questo e il cortometraggio è stato ripreso dal “Saturday Night Live”.

Aspettando gli Oscar… premiato il peggio del cinema: Razzie Awards

razzie-awards-tuttacronacaTra qualche ora prenderà il via la magica notte degli Oscar ma a fare da apripista, come da tradizione, c’è già stata un’assegnazione, non tra quelle più amate da chi lavora nel mondo del cinema. A Los Angeles, infatti, sono stati premiati i film peggiori della passata stagione. A vincere il Razzie Award (la ‘pernacchia’) come peggior film è stato Comic Movie, il film composto da 16 cortometraggi che annoverano nel cast attori del calibro di Halle Berry, Gerard Butler, Anna Faris, Richard Gere, Hugh Jackman, Liev Schreiber, Emma Stone, Naomi Watts e Kate Winslet, e diretto da 13 registi. A fronte di una spesa di 6 milioni di dollari, la pellicola ne ha incassati poco meno di 30 milioni assicurandosi però le peggiori critiche possibile da parte degli esperti del settore. Jaden Smith ha conquistato invece il premio per peggior attore per la sua performance in After Heart mentre peggiore attrice è risultata Tyler Perry per A Madea Christmas. Peggior regista, ovviamente, tutti quelli di Comic Movie. La celebre ‘pernacchia’, che viene consegnata dalla Raspberry Foundation, consiste in un lampone appoggiato su un nastro Super8 dipinto in oro del valore di poco meno di 5 dollari.

Aspettando l’Oscar: una dritta per gli attori per aver maggiori possibilità…

oscar_tuttacronaca-2014Poco più di 24 ore e prenderà il via la notte degli Oscar. Candidati alla statuetta come miglior attore protagonista quest’anno troviamo Bruce Dern, Chiwetel Ejiofor, Matthew McConaughey, Leonardo Dicaprio o Christian Bale. Non è mai facile indovinare i sentimenti dell’Accademy e avere la certezza assoluta del vincitore ma, mentre in Italia si tengono le dita incrociate sperando che l’Oscar al migliore film stranero venga assegnato a La grande bellezza, è possibile provare ad azzardare delle previsioni per quel che riguarda proprio la categoria del miglior attore. A fare “l’esperimento” è stato l’Huffington Post Usa, che ha proposto un’infografica che tiene conto degli ultimi 85 anni di Oscar, distinguendo i tipi di ruoli a cui è andato di volta in volta il premio. Stando al risultato, ad avere le maggiori chance sarebbero Ejiofor, McConaughey e DiCaprio, i tre candidati per interpretazioni storiche. I dati, infatti, indicano che i ruoli storici sono quelli premiati più spesso, con una percentuale che supera il 25%.

vincitori-oscar-tuttacronacaOvviamente un ragionamento simile è possibile farlo anche le cinque candidate femminili, Cate Blanchett, Sandra Bullock, Judi Dench, Meryl Streep e Amy Adams. A giudicare dal risultato, come si nota nell’infografica, le probabilità più alte sono quelle della Blanchett e della Adam, che farebbero bene a iniziare a preparare i loro discorsi. Di seguito tutte le vincitrici delle edizioni passate raggruppate per ruolo. Nella maggior parte dei casi – il 30,2% – le vincitrici interpretavano ruoli di mogli, madri, sorelle, figlie o fidanzate. Alto anche il dato delle eroine storiche (20,9%); meno numerose le “cattive” (3,5%) e le vincitrici di premi per la carriera.

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La morte di Philip Seymour Hoffman: l’autopsia conferma l’overdose

philip-seymour-hoffman-autopsia-tuttacronacaLo scorso 2 febbraio moriva l’attore premio Oscar Philip Seymour Hoffman, il cui cadavere fu trovato nel suo appartamento newyorkese, a Manhattan. Ora l’autopsia ha confermato la morte per overdose: Hoffman aveva assunto eroina, cocaina, benzodiazepine e anfetamine. Gli esami hanno evidenziato la presenza di droghe e sonniferi e secondo i medici si sarebbe trattato di una overdose accidentale.

Via “La Grande Bellezza” dalla tv!

grande-bellezza-tuttacronacaL’86ª edizione della cerimonia degli Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 2 marzo 2014 (le prime ore del 3 marzo in Italia) e La Grande Bellezza è in corsa per il premio al miglior Film Straniero. Il 4 marzo, stando al palinsesto Mediaset, la pellicola di Sorrentino verrà trasmessa su Canale5. La decisione, tuttavia, ma fatto scendere sul piede di guerra gli esercenti cinema che, riuniti nelle sigle Anec, Anem, Fice Acec, denunciano come essa penalizzi “l’ulteriore sfruttamento dell’opera all’interno della filiera audiovisiva”. Il film, uscito lo scorso maggio e già distribuito in home video, ha avuto un primo sfruttamento in streaming su Infinity. Oltre a questo, viene ancora proiettata in 14 sale cinematografiche sul nostro territorio, dove nel solo penultimo week-end di febbraio ha incassato 16.307 euro. E va considerato anche il fatto che, con tutta probabilità, il suo passaggio agli Oscar sarà un nuovo richiamo per gli spettatori che potrebbero accorrere al cinema numerosi. Lionello Cerri, presidente dell’Anec, afferma: “Un indubbio valore promozionale per la serata televisiva che rischia tuttavia di tradursi in una forte attenuazione del potenziale cinematografico, e non solo, del film, oltre a stravolgere la prassi che vede approdare alla tv generalista un’opera cinematografica a circa 24 mesi dalla prima uscita in sala, dopo lo sfruttamento in home video, in video on demand, pay per view e pay tv”. Il presidente dell’Anem, Carlo Bernaschi, aggiunge: “ha già incassato oltre 7 milioni di euro ma si avvia a diventare un successo longevo, considerando inoltre che concorrerà ai David di Donatello che saranno assegnati ai primi di giugno”. Le associazioni degli esercenti rivendicano quindi l’opportunità di valorizzare tutti i canali della filiera, garanzia per tutti gli operatori dell’industria cinematografico e dell’indotto.

Il messaggio shock di Crespi e la condanna alla malasanità?

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Paura per Lorenzo Crespi, nome d’arte di Vincenzo Leopizzi, che ha lanciato l’allarme su Twitter “Ennesima infezione polmonare, non dormo e non mangio da tre giorni, nessuno mi aiuta”. L’attore, ha scritto a più riprese sul social, dove ha anche spiegato i motivi per i quali non vuole ricoverarsi , ma che i medici, secondo quanto affermato dallo stesso Crespi su Twitter, non lo andrebbero a visitarlo a casa. I cinguettii sono continui: “”Non oso neanche immaginare come stanno i miei polmoni oggi..visto che qui non sanno leggere una tac..fatelo voi..o chi di dovere (…) Mai avrei voluto farlo. Ma voglio ancora vivere, Tornare sul set anche per l’ultima volta”. Poi le accuse: “Nessun medico si fa ancora vivo a casa mia, sono tre giorni che urlo di venire, niente, non so neanche quanti farmaci devo prendere (..) Al pronto soccorso a Messina? Non hai idea di quello che dici.. Preferirei morire lentamente nel mio letto..sono bestie”.

https://twitter.com/lorenzocrespi2/status/436810821004709888

Nel cartone della Disney… spunta il disegno di un pene!

disney-pene-tuttacronacaNon lo si noterebbe se non fosse per un fermo immagine, eppure prendendo proprio quel fotogramma è inequivocabile: nel cartone targato Disney “Fievel sbarca in America” spunta il disegno di un rudimentale pene tracciato a matita. Lo si nota più o meno a metà del film, quando Tanya Mousekewitz canta il brano “Dreams to dream”.

I nostri 7 giorni… in maschera!

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Quella appena trascorsa è stata la settimana del “ballo in maschera” della politica italiana. Chi poteva pensare che Letta venisse sfiduciato da suo partito che non si è fatto scrupoli a rottamare il suo Governo? Renzi, più abile del Conte Riccardo, nell’opera verdiana, è riuscito a sfilare non una donna, ma un “regno” al suo compagno di partito al quale aveva sempre giurato fedeltà e non appagato della vittoria ha anche brindato a spriz e noccioline, mentre Letta si avviava a dare le dimissioni. Neppure Shakespeare in uno dei suoi drammi sarebbe stato capace di ordire una tela così complessa e dai mille risvolti psicologici, forse davvero l’unica similitudine possibile è che Letta sia stato sacrificato proprio come Marius, la giraffa dello zoo di Copenaghen e poi sbranato dai leoni. Ma non si doveva  smacchiare il giaguaro? Come si è arrivati ad anticipare le idi di marzo a febbraio? Forse si è risaliti all’antico simbolismo del Carnevale e la carne che si è levata è stata quella di Letta? In ogni caso se Renzi pensa di poter manovrare lo scettro di Re del Carnevale si sbaglia… i giochi di Palazzo sono complicati a Roma da gestire, tanto che la sua nomina è slittata, e c’è chi ha trovato il tempo per lanciare i suoi ultimatum e alzare il tiro! Ma se Alfano ruggisce, Berlusconi indossa le vesti dell’Invincibile e sulla rete scoppia la lite attraverso i tweet al veleno! Ma se la rete divide Viareggio unisce ed ecco la sfilata alla quale non manca davvero nessuno dal sindaco di Firenze alla Merkel, da Obama a Putin! Può forse essere un simbolo che le grandi alleanze si possono ancora allargare? Dopo il no di Baricco a diventare ministro della cultura e di Farinetti che rimane saldo a Eataly, Renzi può cercare all’estero l’elenco dei Ministri?

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A carnevale ogni scherzo vale… ma i tifosi giallorossi non hanno certo gradito che il murales di Totti sia stato imbrattato, come i giovani non hanno gradito la frase di John Elkann, per fortuna che poi sia intervenuto Della Valle a prendere le difese di tutti quei disoccupati che da anni si sentono dare dei mammoni e dei nullafacenti. Sembra proprio che chi dovrebbe dare lavoro preferisce invece concedere la Cassa Integrazione, forse si pensa che davvero nessuno si accorga che in Italia vige la regola che la colpa è sempre degli altri? Perfino Seedorf arrivato in Italia ha preso il “vizietto” e ha incolpato Allegri! Davvero servirebbero i “bagni d’umiltà per tutti” a iniziare dai nostri politici. Naturalmente le eccezioni ci sono e lo ha dimostrato Letta nella sua passeggiata di sabato, il primo giorno in cui è “tornato cittadino” e, insieme al figlio, ha fatto il giro di tutto il quartiere… tanto che poi il circolo di Testaccio ha deciso di ringraziarlo con un lenzuolo! Forse a volte è necessario davvero stendere un lenzuolo per non vedere gli orrori, la sofferenza e l’incertezza… ma quel lenzuolo alla fine non sarà mai abbastanza grande a coprire i mali del mondo che invece è necessario guardare in faccia e magari cercare di sconfiggerle con degli esempi di eccellenza di cui il nostro Paese, nonostante la crisi finanziaria e di valori, è sempre un protagonista indiscusso sulla scena internazionale a iniziare dalle medaglie di Innerhofer e della Fontana a Sochi per terminare con la conquista del Bafta della Grande Bellezza di Sorrentino a Londra. E proprio grazie a questi riconoscimenti che questa sera possiamo gridarvi con entusiasmo:

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Smoking per due: Brad Pitt e Angelina Jolie si copiano il look sul red carpet

jolie-pitt-smoking-tuttacronacaIn occasione dei Bafta, i British Academy Film Awards, la coppia più glamour di Hollywood, Angelina Jolie e Brad Pitt, ha optato per condividere il look. Niente abito lungo infatti per l’attrice ma uno smoking coordinato a quello del compagno. Ovviamente la scelta della star non è passata inosservata e ha catalizzato i flash. Unica differenza rispetto a Brad, il papillon slacciato che valorizza la scollatura della camicia.

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“La Grande Bellezza” diventa sempre più grande… Sorrentino premiato a Londra!

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La Grande Bellezza diventa sempre più grande e per Paolo Sorrentino arriva l’ennesimo riconoscimento. Dopo i Golden Globes di Hollywood arriva il Bafta di Londra come miglior film straniero, ora come ciliegina sulla torta mancherebbe solo l’Oscar, ma per questo bisogna attendere quasi tre settimane. Sorrentino per raggiungere l’Academy Awards dovrà vedersela con il il belga “Alabama Monroe” di Felix Van Groeningen, il danese “Il sospetto” di Thomas Winterberg, il cambogiano “The missing picture” di Rithy Panh e Omar del palestinese Hany Abu Assad.

 

Ciao Ray! Il western in lutto per Capitani

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E’ morto a Roma il giorno di San Valentino Remo Capitani, 87 anni, conosciuto con lo pseudonimo di Ray O’Connor che fu un grande interprete degli spaghetti western. La sua carriera è legata a quel ruolo da messicano cattivo, Mezcal, che interpreto accanto alla coppia  Bud Spencer  e Terence Hill in Lo chiamavano Trinità. Ma tra gli anni ’60 e ’70 partecipò a numerose pellicole tra cui Dio perdona, io no, I quattro dell’Ave Maria e Le belve. Ultimamente aveva avuto anche un piccolo ruolo  ne La passione di Mel Gibson e Gangs of New York di Scorses.

Gambe d’artista!

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Gambe d’artista quelle di Jody Steel! La ragazza infatti è un’illustratrice che ha deciso di usare le proprie cosce come tela, un’idea che è nata tra i banchi di scuola quando la lezione era noiosa e per far passare il tempo Jody fantasticava personaggi sulle proprie cosce.  Nel corso del tempo ha sviluppato la sua tecnica ulteriormente, e quando ha iniziato a pubblicare su internet le sue foto ha avuto un grande successo, e anche diverse proposte di lavoro: Jody però non vorrebbe fare l’illustratrice, ma vorrebbe lavorare come concept artist nel cinema.

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Berlino parla cinese: Orso d’oro a Diao Ynan con “Black coal Thin ice”

Diao+Yinan+Black+Coal+Thin+Ice+Premieres+Berlin+tuttacronaca

L’Orso d’oro quest’anno ruggisce in cinese. Con un doppio riconoscimento (premiato anche l’attore Liao Fan) il film Bai rin Yan Huo (Black coal Thin ice), del cinese Diao Ynan, ha conquistato la sessantaquattresima edizione della Berlinale. Il premio principale è andato ad un noir disperato che racconta il rapporto tra un ex poliziotto e una femme fatale, ritratto di una Cina che non ha più ideali, in un palmares che ha visto una forte dominanza di titoli asiatici e americani.

La miglior attrice è stata ritenuta Haru Kuroki per la sua interpretazione nel giapponese The little house.

Il Gran premio della Giuria è andato a Grand Hotel Budapest che aveva sfarzosamente aperto il festival. Wes Anderson, assente alla premiazione, ha mandato una missiva nel suo peculiarissimo stile: “Qualche anno fa alla Mostra di Venezia alcuni studenti mi premiarono con il Leoncino d’oro, ad un’edizione del festival di Cannes ricevetti una palmetta di cioccolato. È la prima volta che un festival importante mi tributa finalmente un premio in scala reale, un premio che mi eccita e mi commuove”.

Delusione in sala stampa per il riconoscimento a Richard Linklater e al suo film Boyhood che ha ottenuto soltanto l’orso d’argento per la regia. Il regista sul palco ha ribadito come questo film lungo dodici anni sia stato reso possibile da un gruppo di persone meravigliose, prima di tutto gli attori adulti Patricia Arquette e i giovanissimi Lorelei Linklater, sua figlia, e Ellar Coltrane.

Malgrado la massiccia presenza di titoli tedeschi, nove film in tutto e quattro in concorso, la Germania si è dovuta accontentare del premio alla sceneggiatura a Dietrich Brueggemann e Anna Brueggemann per il film Kreuzweg (Stations Of The Cross) che nelle quattordici tappe della crocifissione racconta il sacrificio di un’adolescente oppressa dalla famiglia cattolica.

Il premio più sorprendente è stato l’orso d’argento per il film che apre nuove prospettive al cinema tributato al novantaduenne regista francese Alain Resnais e al suo Aimer, Boire et Chanter.

Coming out nel mondo del cinema: parla Ellen Page

ellen-page-comingout-tuttacronacaHa 26 anni l’attrice Ellen Page, l’adolescente incinta del film Juno, ruolo per il quale si era guadagnata la nomination all’Oscar. Rispetto ad allora (il film è stato presentato nel 2007) è cresciuta e venerdì notte, nel corso della conferenza a Las Vegas “Time to THRIVE”, che sostiene i diritti LGBT, ha fatto coming out. “Sono stanca di nascondermi e non dire la verità”, ha esordito, aggiungendo: “Sono qui oggi perché sono gay. E perché forse posso fare la differenza e aiutare altre persone come me a vivere una vita più facile. Mi sento investita di una responsabilità”. Ancora, la giovane attrice ha raccontato come durante l’adolescenza ha sofferto nel dover nascondere il suo essere lesbica, ricordando gli episodi di bullismo e violenza cui spesso i giovani gay sono sottoposti. Ancora, ha sottolineato come il “sistema Hollywood” troppo spesso imponga modelli stereotipati di bellezza e comportamento che “non sono utili a nessuno”: “Io sono qui, un’attrice, in rappresentanza  di un’industria che impone degli standard oppressivi su tutti noi….Standard di bellezza, di benessere, di successo. Standard che, mi duole ammetterlo, mi hanno ferito… ti dicono come devi comportarti, come devi vestirti, chi devi essere. Ho cercato di resistere, di mantenermi autentica, di seguire il mio cuore; ma può essere davvero dura”.

Muore lo stuntman di “Niki Lauda”, ultimo “Rush” per Mauro Pane

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Ieri sera la scoperta dell’auto nel canale, oggi la tragica conferma della morte di Mauro Pane, 50 anni, pilota che girava da controfigura le scene in pista al posto dell’attore che interpretava Niki Lauda nel film “Rush”, di film di Ron Howard, dive si racconta la storia della rivalità tra Niki Lauda e James Hunt.  Si tratta della seconda vittima del cast di Rush dopo l’altro incidente mortale che ha visto coinvolto Sean Edwards, pilota britannico, figlio dell’ex pilota di Formula 1 Guy Edwards, colui che – insieme ad Arturo Merzario – estrasse Niki Lauda dalla sua Ferrari in fiamme, dopo lo schianto al Nurburgring del primo agosto 1976. Il regista Ron Howard lo aveva scelto per interpretare un cameo, in cui interpretava il padre… già si parla di pellicola maledetta!

Il triangolo? Ancora indiscrezioni sulla vita sentimentale di Philip Seymour Hoffman

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Chi è la donna misteriosa che spuntanei diari di Philip Seymour Hoffman? La polizia ha trovato alcune confessioni private di Hoffman in cui si parla dall dipendenza dall’eroina, agli incontri nei Narcotics Anonymous, dai giorni passati in Rehab a questo triangolo amoroso. Hoffman scriveva di trovarsi in mezzo tra due donne, lei, quella del diario e la compagna, Mimi O’Donnell, la madre dei suoi tre figli. Sarebbe stata proprio questa donna a causare la rottura tra Hoffman e la compagna e non l’eroina come avevano scritto i giornali americani ricostruendo gli ultimi giorni di vita dell’attore americano.

Blindata l’anteprima del musical di Allen, pesano ancora che le accuse di Dylan

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Blindata l’anteprima del musical di Allen dopo le accuse che le ha rivolto la sua figliastra Dylan di averla molestata quando aveva solo sette anni, sostenute anche dalla sua ex compagna Mia Farrow, il regista ha deciso di evitare i giornalisti durante la prova generale domani del suo ‘Bullets Over Broadway’ (Pallottole su Broadway), un rifacimento dell’omonimo film scritto e diretto dallo stesso Allen nel 1994. La decisione, probabilmente è stata presa per evitare le domande dei giornalisti tanto che l’anteprima sarà aperta solo alle tv e non alla carta stampata.

La produzione si e’ giustificata sostenendo di avere problemi di spazio, di non riuscire ad accomodare tutti, e che i giornalisti della carta stampata avranno la possibilita’ di vedere il musical in una data successiva. I guai per Allen sono cominciati lo scorso gennaio quando durante i Golden Globes il figlio Ronan Farrow con un tweet lo accusò pubblicamente di aver molestato da bambina la sorella Dylan.

“Non ho molestato Dylan“. Woody Allen si è dieso in un’intervista al New York Times spiegando di non aver mai molestato la figlia di Mia Farrow. Ma in una lettera la figliastra Dylan lo accusa di essere pedofilo e di aver abusato di lei quando aveva sette anni.

Una replica accolta dal comitato editoriale del giornale che la scorsa settimana aveva dato spazio alle accuse di Dylan nella rubrica di uno dei suoi columnist di punta, Nicholas Kristof. Allen si è difeso nell’intervista al New York Times: “Non ho molestato Dylan. Le volevo bene e spero che un giorno capisca che sua madre l’ha privata dalla possibilità di avere un padre che l’amava e che è stata sfruttata da una madre più interessata alla sua rabbia personale che al benessere della figlia”.

Per Woody Allen il ritorno di fiamma delle accuse del clan Farrow sono particolarmente insidiose: il regista ha un film, Blue Jasmine, candidato agli Oscar e le votazioni dei giurati sono alle porte. Quanto peserà su Allen quest’accusa?

Star di Hollywood sopra i divieti: Clooney&Co. e la foto con L’Ultima Cena

ultima-cena-clooney-tuttacronacaBisogna essere muniti di un permesso speciale firmato dal soprintendente per i Beni Architettonici Alberto Artioli per potersi scattare una foto davanti all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, in Santa Maria delle Grazie, a Milano. Le istantanee, infatti, sono rigorosamente vietate. Tra i pochi fortunati che hanno però potuto vivere questa esperienza, assicurandosi una foto rarissima, ora ci sono anche George Clooney e Matt Damon, Bill Murray, Jean Dujardin e John Goodmancast del film che l’attore di Ocean’s Eleven sta presentando in Italia in questi giorni. Un film ispirato proprio ad altri quadri, quelli salvati durante la Seconda Guerra Mondiale. Ha sottolienato Matt Damon: “Davanti all’affresco ho pensato alla scena del film nella quale i milanesi rischiano la propria vita per salvare il Cenacolo e ho pensato a quanto è valso questo sacrificio”. Il divieto di scattar foto vige perchè si potrebbe rovinare l’affresco che raffigura il Cenacolo. Ma non sono solo i soldi a permettere uno strappo alla regola: ci sono anche la distanza di sicurezza dal dipinto e le luci filtrate, che limitano i danni all’opera d’arte. L’autorizzazione al flash al cospetto di Leonardo viene concessa una decina di volte all’anno, soprattutto per libri o studi. Tra queste concessioni (dietro il pagamento di un canone) si ricorda quando, nel luglio del 2011, fu l’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a farsi fotografare insieme all’allora presidente russo Dmitri Medvedevev.

 

Leo Di Caprio molestato sul red carpet da un reporter!

dicaprio-molestato-tuttacronacaHa dell’incredibile quanto accaduto a Leonardo Di Caprio mentre percorreva il red carpet del Santa Barbara Film Festival. Mentre si recava alla proiezione del suo ultimo film, The Wolf of Wall Street, l’attore hollywoodiano è stato infatti raggiunto dal reporter ucraino Vitalii Sediuk che, saltatogli addosso, gli ha ripetutamente palpato le parti intime. La star non ha reagito e ha aspettato imbarazzato l’intervento della security.

Addio “Riccioli d’oro”: è morta l’attrice Shirley Temple

shirley-temple-tuttacronacaE’ stata la famiglia a dare la notizia della morte di Shirley Temple, l’attrice che è stata la più famosa baby star di tutti i tempi, avvenuta il 10 febbraio 2014 a Woodside, negli Stati Uniti. Figlia del banchiere George Francis Temple e della ex ballerina Gertrude Amelia Krieger, la Temple era nata il 23 aprile 1928 ed è spirata all’età di 85 anni per cause naturali. “Le rendiamo omaggio per una vita di notevoli successi come attrice, come diplomatica e come nostra amata madre, nonna e bisnonna” ha dichiarato la famiglia in un comunicato pubblicato dalla Bbc.

Attrice, ballerina e cantante ha iniziato la sua carriera nello spettacolo ad appena 3 anni, sullo schermo tv nel 1932, con un cortometraggio di una serie per bambini “Our gang”. Tra le sue interpretazioni più note Riccioli d’oro (1935), Shirley Aviatrice (1936), Zoccoletti olandesi (1937) e Rondine senza nido (1938). Nel 1935, a soli sei anni si aggiudicò l’Oscar giovanile: , primo nella storia degli Academy Awards, inventato appositamente per lei.In totale la Temple interpretò 43 film, molti dei quali contribuirono al salvataggio della Twenty Century Fox dalla bancarotta per i postumi della Grande depressione.

Si ritirò dal set a soli 22 anni. Dopo il secondo matrimonio nel 1950 con l’uomo d’affari californiano Charles Black, da cui ha avuto due figli, Shirley si era candidato al Congresso con i repubblicani e poi era stata ambasciatore degli Usa all’Onu, in Ghana e in Cecoslovacchia. In America fu anche il primo personaggio famoso a raccontare pubblicamente di aver avuto un tumore al seno. Delegata degli Stati Uniti all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1969, la Temple è diventata ambasciatrice Usa in Ghana nel 1974 e due anni dopo, capo del protocollo alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford. L’ultimo suo incarico è stato quello di ambasciatrice Usa in Cecoslovacchia tra il 1989 e il 1992.

Italia1 ricorda e rende omaggio a Hoffman… con E alla fine arriva Polly???

hoffman-allafinearrivapolly-tuttacronacaIl 2 febbraio, la drammatica notizia: Philip Seymour Hoffman, attore premio Oscar per l’interpretazione di Truman Capote, è stato trovato senza vita nel suo appartamento. La scorsa settimana varie emittenti televisive hanno trasmesso alcuni dei suoi film per ricordare il magistrale attore che ha recitato, tra gli altri, in Boogie Nights, Happiness – Felicità, Magnolia, Quasi famosi, La 25ª ora, Onora il padre e la madre, Il dubbio e The Master. Oggi, se ci si sofferma a guardare Italia1 e si non si approfitta della pubblicità per fare zapping, si scopre che in serata la rete Mediaset trasmetterà un film che riporta il volto noto di tanto cinema indipendente americano. O quasi. Perchè gli spot che vengono trasmessi sono due ma hanno lo stesso oggetto. La pellicola in questione è “E alla fine arriva Polly”, opera del 2004 diretta John Hamburg e che ha per protagonisti Ben Stiller e Jennifer Aniston. Per quel che riguarda gli spot, uno è il classico trailer del film, che parla di questa “strana coppia” che viene a crearsi nel corso dei 90 minuti in cui si snoda la storia. L’altro, che spiega come Italia1 vuole ricordare e rendere omaggio al grande attore scomparso, mostra le poche scene in cui appare Hoffman e sottolineando che si tratta di una delle pellicole più divertenti dell’attore. Nulla da ridire se Italia1 torna a proporre questo film per l’ennesima volta, ma perchè scomodare un premio Oscar creandogli su misura un trailer ad hoc che, tra l’altro, non aiuta gli utenti a capire di cosa si tratta e rischiano così di rimanere profondamente delusi? Perchè non dedicargli una serata con uno dei tanti film in cui ha brillato come protagonista e non si è confuso tra altri attori secondari come Debra Messing e Alec Baldwin? Perchè voler banalizzare un attore magistrale?

Addio Philip: i funerali dell’attore di Capote

philip-seymour-hoffman-funerali-tuttacronacaSi sono celebrati ieri, in forma privata, come richiesto dalla famiglia, i funerali dell’attore premio oscar Philip Seymour Hoffman, morto la scorsa domenica a causa di un’overdose fatale. L’ultimo saluto è stato dato, da parenti e amici, nella Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola. Tra i presenti anche diversi protagonisti dello star system: da Meryl Streep a Cate Blanchett, da Ethan Hawke a Spike Lee, a Joaquin Phoenix. A congedarsi da Hoffman anche il drammaturgo David Bar Katz, che trovò il corpo dell’attore il giorno della sua morte.

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Hoffman “vive” nella saga di Hunger Games, torna sul set in digitale

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Insostituibile Philip Seymour Hoffman, al punto che la Lionsgate che produce la saga di Hunger Games ha deciso che per il capitolo finale ovvero “Il Canto della rivolta”, Philip Seymour Hoffman tornerà a vestire i panni dell’ambiguo e misterioso personaggio di Plutarch Heavensbee, ovvero lo stratega dei giochi che avevamo conosciuto in La ragazza di fuoco. Hoffman rivivrà grazie al digitale! L’attore infatti aveva girato gran parte delle scene previste, anche se gli mancavano ancora 7 giorni di riprese e in particolare una scena ritenuta fondamentale per l’intera saga. La produzione ha deciso quindi di costruire una copia digitale dell’attore grazie alla computer graphic e altri trucchi digitali, Hoffman tornerà sullo schermo e darà inserito nelle sequenze che richiedono la sua presenza. L’indiscrezione arriva direttamente da The New York Post anche se non è stata confermata ufficialmente, ma senza dubbio sembra al momento la situazione migliore, essendo Plutarch Heavensbee poco presente nei capitoli conclusivi e avendo l’attore già girato la maggior parte delle scene. In particolare la copia digitale sarà usata per il quarto capito Il Canto della rivolta – Parte 2 che arriverà il 19 novembre 2015, a un anno di distanza da Hunger Games Il Canto della rivolta – parte 1 la cui uscita è prevista per 20 novembre 2014.

Philip Seymour Hoffman: veglia a lume di candela per l’attore

veglia-hoffman-tuttacronacaDomenica scorsa è mancato l’attore premio Oscar Philip Seymour Hoffman e due giorni fa, al Greenwich Village, davanti alla sede del Labyrinth Theater, di cui il 46enne attore fu anche direttore artistico, si è tenuta una veglia a lume di candela aperta alla comunità hollywoodiana. Una seconda veglia si è poi tenuta ieri sera, in una cappella funeraria sull’Upper East Side di Manhattan. A quest’ultima, però, hanno potuto prendere parte solo parenti e amici più stretti. Tra questi ultimi anche, ma non solo, qualche star: Cate Blanchett, Ellen Burstin, Justin Theroux, Michelle Williams e Amy Adams. In queste immagini la compagna, la costumista Mimi O’Donnel con i figli dell’attore Tallulah, Willa e Cooper Alexander.

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Woody Allen non ha abusato della figliastra: lo dicevano i medici nel 1993

woody-allen-accuse-difesa-tuttacronacaEra il marzo 1993 e i medici di un ospedale di New York, che avevano visitato la figlia di Mia Farrow, scrivevano: “Dylan non è ha subito abusi sessuali dal signor Allen”. La relazione, molto approfondita, è stata citata oggi dall’edizione on line del Figaro e scoperta dal sito americano Radar Online, proprio in questi giorni in cui sul cineasta americano è tornata a gravare l’accusa della figliastra che, in un’intervista al New York Times, aveva dichiarato di aver subito abusi da parte del patrigno. Gli esperti della clinica Yale-New Haven spiegano: “Riteniamo che le dicharazioni di Dylan non si riferiscono a situazioni realmente avvenute”. Ci sarebbero diverse prove a supportare la tesi che la giovane abbia mentito. Tra queste, contraddizioni tra le dichiarazioni fatte davanti al giudice e quelle riferite in ospedale; difficoltà a descrivere gli approcci fisici; stato d’animo troppo controllato durante il racconto dei presunti abusi, come se le bimba avesse un copione da recitare e non un verità da confessare. La conclusione del rapporto è un colpo durissimo a Mia Farrow: perché mentiva Dylan? “E’ una bimba vulnerabile, a causa di una famiglia irrequieta. E parla sotto l’influenza decisiva della madre”. Un altro figlio di Mia Farrow, Moses, aveva a sua volta dichiarato che la sorella Dylan non ha subito abusi da parte del regista.

Bufera in Rai: sesso esplicito nel primo pomeriggio

nymphomaniac-rai-tuttacronacaIl nuovo film di Lars Von Trier, il discusso Nymphomaniac che porta sul grande schermo scene di sesso esplicito, ha causato bufera in casa Rai. In un collegamento in diretta con la Berlinale, dove il film è presente, infatti, sono state mandate in onda alcune scene. Erano le ora 15.30, quindi in fascia protetta, e al conduttore di RaiNews24 non è rimasto altro da fare se non scusarsi in diretta con i telespettatori.

Un sorso di… Brangelina!

miraval-brangelina-tuttacronacaHanno trascorso alcuni mesi in Australia per lavoro ma ora Angelina Jolie e Brad Pitt sono tornati a Los Angeles e riprendono contatto con i loro affari tra i quali la loro tenuta di Miraval, in Francia, dove producono vino. La coppia produce, con i viticoltori Perrin, del rosè che l’anno scorso è andato sold out in poche ore ed è stato decretato, da Wine Spectator, il miglior rosè al mondo. Ora i due attori vogliono fare un passo in più e produrre anche vino rosso e bianco.

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Moses difende Woody Allen dalle accuse: “Papà non ha molestato Dylan”

woody-allen-tuttacronacaSi continua a parlare della saga familiare Allen-Farrow e, dopo lo scandalo delle accuse di molestie sessuali rivolte al regista dalla figlia Dylan, è Moses a prendere la parola. L’altro figlio del regista e di Mia Farrow prende però le difese del padre in un’intervista rilasciata a People. “Woody Allen non ha mai molestato mia sorella. Mia madre mi ha spinto per anni anni a odiare mio padre dicendo che aveva spezzato la famiglia e molestato mia sorella. Io l’ho odiato a causa sua per due anni. Capisco ora che è stata una vendetta perchè era inamorato di di Soon-Yi”. Non solo, quindi, la difesa del patrigno, ma anche un attacco alla madre, che a sua volta si era schierata dalla parte della figlia Dylan:

tweet-farrowDa parte sua, il regista newyorkese aveva classificato le accuse come “false e vergognose” mentre già in passato aveva accusato l’attrice di avergli messo contro i figli per una sua vendetta personale. Non sono nuove poi le accuse all’attrice di speculare sulla vicenda della figlia Dylan. Ancora, nell’intervista Moses Farrow ricorda il giorno in cui sarebbero avvenute le molestie. “In casa quel giorno vi erano sei o sette persone che si trovavano in spazi comuni. Ignoro se mia sorella creda veramente di essere stata molestata o cerchi di compiacere sua madre”.

La morte di Paul Walker: alla figlia Meadow 25 mln di dollari di eredità

paul-walker-eredità-tuttacronacaE’ il sito Tms che riporta la notizia che Paul Walker, l’attore che ha perso la vita in un drammatico incidente automobilistico il 30 novembre 2013, avrebbe fatto testamento qualche tempo prima di morire, nominando la figlia Meadow unica beneficiaria dell’eredità di 25 milioni di dollari. Esecutore testamentario è il padre della star di Fast & Furious e ha richiesto ai giudici che la moglie sia l’amministratrice dell’eredità fino alla maggiore età di Meadow. Walker, tra le sue ultime volontà, aveva indicato inoltre l’affidamento della figlia alla nonna Cheryl, piuttosto che alla madre Rebecca Soteros. Meadow al momento vive nella casa della madre e, spiega Tmz, non si conoscono ancora le reazioni di Rebecca sulla situazione.

Quattro persone arrestate: svolta nelle indagini per la morte di Hoffman

philip-seymour-hoffman-indagini-tuttacronacaSvolta nelle indagini per la morte per overdose dell’attore premio Oscar Philip Seymour Hoffman, nell’appartamento del quale era stata trovata della droga. Ora la polizia di New York ha compiuto un blitz durante il quale hanno fermato quattro persone, tre uomini e una donna, sospettate di essere collegate con quelle stesse sostanze stupefacenti. Nel corso del blitz sono stati sequestrati anche 350 sacchetti utilizzati di solito per sistemarvi l’eroina. L’attore era stato trovato privo di vita nel bagno della sua abitazione a Manhattan con una siringa ancora conficcata nel braccio. Indossava una t-shirt, dei pantaloncini e degli occhiali da sole. Nell’abitazione si sono rinvenuti almeno 50 sacchetti contenenti eroina, oltre a diverse siringhe usate.

Dopo le accuse di Dylan Farrow ci si chiede: Allen va escluso dalla corsa agli Oscar?

woody-allen-tuttacronacaDylan Farrow, figlia adottiva di Woody Allen e naturale di Mia Farrow, ha lanciato dalle colonne del New York Times pesanti accuse contro il regista americano e ora nel mondo del cinema, scosso dall’accaduto, tutti si chiedono se siano o meno vere le molestie sessuali che la ragazza dice di aver subito dal cineasta quando aveva 7 anni. Non solo, tutti, NYT incluso, si chiedono se bisogna cancellare Allen dai candidati all’Oscar. Un portavoce dell’Accademy ha risposto: “L’Academy celebra i film, non la vita personale dei cineasti e degli artisti”. Ma la domanda continua ad aleggiare nell’aria, visto che il regista è fra i candidati agli Oscar, che verranno assegnati il prossimo 2 Marzo, per la sceneggiatura originale del suo ultimo film “Blue Jasmine”. Per la stessa pellicola, inoltre, Cate Blanchett è candidata al premio come migliore attrice. Del resto, come ricorda l’Huffington Post, non sarebbe la prima volta che accuse sulla moralità incrociano gli Oscar. E non sarebbe la prima volta che un artista venga premiato nonostante sul suo capo pendano sospetti cosi gravi di reato: il precedente più illustre è Roman Polanski: la condanna per stupro di un tribunale americano non gli impedì di trionfare nel 2003 con il film “Il pianista”. Ma Dylan non ci sta: “Che l’abbia fatta franca mi ha ossessionato mentre crescevo” ha scritto la giovane donna nella lettera al Nyt, che mette sotto accusa anche Hollywood e “gli attori che hanno continuato a lodare Woody Allen nelle premiazioni”.

La morte di Philip Seymour Hoffman: spunta un video con gli spacciatori

philip-seymour-hoffman_tuttacronacaFan e curiosi si sono riuniti sotto la casa di Philip Seymour Hoffman per l’ultimo commiato all’attore premio Oscar mentre tra attori, registi, fotografi, sceneggiatori, gente di teatro, pezzi grossi di Manhattan corre veloce l’indiscrezione, il cui spettro si fa sempre più pesante, che la morte sia da imputarsi a un’overdose. Le indagini postume, infatti, avrebbero riscontrato la presenza di rilevanti quantità di droga, di un mix di psicofarmaci e medicine. Si legge su La Repubblica:

Sarebbero state trovate cinquanta bustine di eroina, altre indiscrezioni (sul New York Post) parlano addirittura di settanta…Un particolare tipo di droga tagliata con con un farmaco solitamente usato per curare il cancro e che ha la capacità di aumentare anche di 100 volte l’impatto dello stupefacente. Ma non c’è solo l’eroina, con tanto di venti siringhe usate lasciate dentro una tazza di Starbucks… Diverse scatole di Vyvanse, usato in genere per curare il deficit di attenzione, ma la lista è lunga, comprese alcune medicine per combattere la pressione alta, la depressione e la dipendenza da alcool e stupefacenti

Una spirale autodistruttiva, conclusasi con una notte che si è rivelata l’ultima. Non solo. Sarebbe spuntato  anche un video compromettente dell’attore che si incontra con gli spacciatori dopo un prelievo al bancomat sotto casa.

Le telecamere della banca avrebbero ripreso, almeno parzialmente, la scena: l’attore finita l’operazione si avvicina a due ragazzi con borse nere a tracolla poi escono dall’inquadratura.

Impossibile sorvolare sul fatto che lo stesso Hoffmann abbia ammesso:

“come quando ho iniziato, a poco più di vent’anni, di nuovo sono stato vinto dal panico per la mia vita… Mi è piaciuto tutto quello che ho provato”

Chi aveva recentemente incontrato l’attore parla di lui come stanco, sudato, intontito, come ubriaco, con i vestiti larghi, la barba incolta, gli occhi persi nel vuoto. Ma di Hoffman si continua a parlare come di un genio tra le personalità di Manhattan, dal sindaco de Blasio ai colleghi George Clooney e Robert De Niro.

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La morte shock di Philip Seymour Hoffman: che ne sarà di Hunger Games?

Philip-Seymour-Hoffman-in-The-Hunger-Games-tuttacronacaIeri la terribile notizia: è morto per presunta overdose il premio Oscar Philip Seymour Hoffman, all’età di 46 anni. L’ultima comparsa sul grande schermo l’ha visto rivestire i panni di Plutarch Heavensbee nel film Hunger Games: La ragazza di fuoco e ora la domanda è: che ne sarà della saga? Perchè l’attore sarebbe dovuto tornare sul set per il doppio ultimo capitolo finale del franchise Lionsgate, ovvero Hunger Games: il canto della Rivolta. L’attore di film come Il Dubbio, The Master e Capote, aveva infatti girato parte delle riprese riguardanti la prima delle due parti cinematografiche, in uscita a fine novembre. Le possibilità che si potevano vagliare erano due: cambiare volto al personaggio, facendo rigirare tutte le scene già portate a casa, oppure modificare la presenza di Plutarch all’interno della trama, trovando un modo pratico e credibile per motivare la sua scomparsa. Quello che ora è noto è che la sua scomparsa non influirà sull’uscita al cinema dei due capitoli de Il Canto della Rivolta: Mockingjay Part 1 uscirà il 21 novembre del 2014, mentre Mockingjay Part 2 il 20 novembre del 2015, anche se Deadline suggerisce che questa seconda parte potrebbe andare incontro a problemi maggiori proprio per quei 7 giorni di riprese mancate. Ma una soluzione verrà trovata. Dalla Lionsgate è arrivato il messaggio di cordoglio:

“Philip Seymour Hoffman è stato un singolare talento e uno degli attori più dotati della nostra generazione. Siamo stati molto fortunati ad aver abbellito con lui la nostra famiglia Hunger Games. Perderlo nella sua perfezione è stata una tragedia, e inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Philip”.

Quello che è certo, come riporta Cineblog, è che la casa di produzione ci regalerà, nel 2015, le ultime immagini di Seymour Hoffman sul grande schermo. Nei panni di Plutarch Heavensbee.

I nostri sette giorni: tra calciomercato e maltempo

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La settimana che si è appena conclusa ha portato anche una ventata di novità nei club che hanno ultimato i loro acquisti e che ora si preparano a giocare la seconda parte del campionato con nuovi giocatori che potranno rafforzare i diversi settori, certo che quello scambio impedito dai tifosi tra Guarin-Vucinic fa riflettere, anche se lo sguardo sembra ormai puntato altrove con un acquisto prenotato da parte della Juve. Ma a far parlare non sono stati solo le acquisizioni e le cessioni, ma anche quel filmato della Rai non andato in onda del gol di Peluso in Coppa Italia. Il gossip poi non è mancato e nel mirino questa settimana è entrato il portiere della Juve, Buffon e in particolari quelle nuove indiscrezioni che parlano della crisi con la Seredova sin già dal 2011. Si sfoga anche l’ex di Cavani che definisce il giocatore un ottimo attore, tanto che potrebbe vincere un Oscar. Chi invece un Oscar davvero non lo merita è l’allenatore della Lazio che in questa fredda domenica invernale ha pronunciato la frase shock del giorno in vista del derby: “Se qualcuno della Roma s’infortunasse…”. Parole che non potevano certo passare inosservate e così le polemiche non sono mancate. Senza parole invece ci ha lasciato la morte di  Philip Seymour Hoffman, per overdose. 

RIP PHIL:

Oltre ai colpi di calciomercato, in Italia si è abbattuto anche il maltempo. In particolare la Capitale è stata messa a dura prova, addirittura si è allagato anche il centro storico e l’ironia non è tardata ad arrivare sul web. Ma se la Città Eterna si alluviona e la partita Roma-Parma si rinvia, non va meglio in altre parti d’Italia e soprattutto a rimetterci sono i patrimoni artistici: cadono le mura Medievali a Volterra e crolla una parte di un tempio dorico in Calabria.  Nel frattempo, sempre nella Capitale, si pensa invece a rimuovere il murale del Papa che ha fatto il giro del mondo… ma non era adeguato al decoro urbano! Disagi anche in Serbia, dove è stato il secondo giocatore al mondo di tennis a mobilizzarsi per portare soccorso a quanti erano rimasti bloccati nella neve. Nella bufera e non per il maltempo ci è finito invece l’uomo che mangia a sbafo all’aeroporto per 300 giorni spostando il volo…. magari, il volo, avrebbero preferito spostarlo anche le colombe del Papa che invece sono state attaccate da un corvo e un gabbiano! Attenti ai voli quindi e…

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Shock nel mondo del cinema: muore il premio Oscar Hoffman per overdose!

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Si tinge di nero il mondo del cinema dopo aver appreso la tragica morte di Philip Seymour Hoffman, premio Oscar per la magistrale interpretazione di Truman Capote, che oggi è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan, a New York. Prima la notizia, poi la smentita e infine la triste conferma.

Shock per i colleghi e fan  quando il Wall Street Journal, che ha pubblicato per primo la notizia, ha ventilato l’ipotesi che  l’attore sarebbe stato stroncato da un’overdose. Hoffman aveva in passato lottato contro la tossicodipendenza, finendo in rehab poco più di un anno fa per abuso di eroina. Volto leggendario del cinema indipendente americano degli anni 90: Boogie Nights, Happiness – Felicità, Magnolia, Quasi famosi, La 25ª ora, Onora il padre e la madre, Il dubbio, fino a The Master. A breve sarebbe dovuto tornare dietro la macchina da presa in qualità di regista con Ezekiel Moss. Hollywood resta senza fiato e il mondo senza uno dei più geniali interpreti degli ultimi 20 anni… CIAO PHIL!

Allen accusato dalla figliastra: “Abusò di me quando avevo 7 anni”

woody-allen-tuttacronacaLettera aperta shock pubblicata sul sito del New York Times. A scrivere è Dylan Farrow, figlia dell’attrice Mia, ora 27enne. La giovane racconta di aver subito un abuso sessuale da parte del suo patrigno, il 73enne attore e regista Woody Allen. “Quando avevo 7 anni il mio patrigno, Woody Allen, mi prese per mano, mi portò in un stanza, mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film”. E ancora: “Allen è la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime della violenza sessuale”. Non si tratta della prima accusa rivolta al regista newyorkese. In occasione della vittoria di Allen del Golden Globe alla carriera, infatti, il fratello di Dylan, Ronan, aveva scritto su Twitter: “Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo Annie Hall la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l’ha molestata quando aveva sette anni?” Già nel 1992 la ragazza aveva accusato il patrigno, che ha sempre respinto la denuncia, di stupro. La stessa denuncia, del resto, finì al centro della battaglia legale tra Allen e Mia Farrow dopo che lui l’aveva lasciata per mettersi assieme alla figlia adottiva, Soon Yi Previn. La stessa Mia, sempre in occasione della cerimonia dei Golden Globes, twittava: “E’ arrivata l’ora di prendere il gelato dal frigo e cambiare canale”. Questo mentre Diane Keaton, ex musa ed ex amante del regista, saliva sul palco per ritirare il premio.

Muore il premio Oscar Schell, padrino anche della Jolie

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Aveva 83 anni Maximilian Schell, attore austriaco che nel 1962 vinse l’Oscar per la sua interpretazione in “Vincitori e vinti”, che è deceduto in una clinica di Innsbruck. Schell, nato a Vienna, aveva esordito nel 1958 nel film  “I giovani leoni” e da lì la sua carriera non si era più fermata. Il suo curriculum vanta circa un’ottantina di film tra cinema e tv, spesso di ambientazione storica o polizieschi come “Topkapi”, “Chiamata per il morto”, “Candidato all’obitorio”, “La croce di ferro”, “Deep impact”.

E’ morto in una clinica di Innsbruck all’età di 83 anni Maximilian Schell, l’attore austriaco che nel 1962 conquistò l’Oscar per “Vincitori e vinti”. Lo ha riferito la sua agente, Patricia Baumbauer.  Schell, divorziato dalla moglie Natalja Andrejchenko nel 2005, l’anno scorso aveva sposato la cantante Iva Mihanovic. Schell fu sempre vicino al mondo di Hollywood tanto da esser stato anche il padrino di Angelina Jolie.

 

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