Ricambio generazionale in Italia? E’ tra gli obiettivi…

letta-ricambiogenerazionale-tuttacronacaAppare determinato il premier Letta mentre affronta il tema della disoccupazione giovanile in Italia al Brookings Institution di Washington. In Italia la Legge di Stabilità fa discutere molti, che non vedono poste le basi per la ripresa economica e quindi per la possibilità dei giovani di crearsi un futuro, ma questo non frena i suoi progetti per il futuro. “L’Italia sta obbligando i giovani a partire”, ma “dobbiamo e possiamo avere un cambio generazionale. E’ quello che sto cercando di fare capire all’Europa, agli Stati Uniti e all’Italia stessa”. Il presidente del Consiglio spiega dunque come il suo principale obiettivo “è trovare fondi per tagliare la tasse per l’impiego dei giovani”. E aggiunge “Quando sono stato incaricato di guidare il governo una delle mie priorità era di avere un gabinetto giovane, con una maggiore presenza femminile, e un ministro di colore”.

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Enrico Letta “impressiona” Barack Obama

letta-obama-tuttacronacaIl premier Enrico Letta si trova a Washington dove ha incontrato il presidente Barack Obama. Il presidente Usa, secondo il quale l’Italia sta andando nella giusta direzione con le riforme intraprese, si è detto “impressionato dalla leadership di Letta e dalla sua integrità”. Riguardo l’accordo raggiunto da democratici e repubblicani sul tetto del debito, il premier italiano ha sottolineato come esso sia positivo anche per il nostro Paese, visto che stabilizza i tassi d’interesse ad un livello basso ed ha quindi aggiunto che “la prossima legislatura europea deve essere basata sulla crescita e noi italiani lavoreremo sodo perché la crescita è la mia priorità”. “Ieri – ha poi ribadito parlando della legge di Stabilità – i tassi di interesse italiani sono stati più bassi. Non succedeva da due anni a questa parte”. Ciò dimostra che “siamo sulla strada giusta”. In seguito, ai giornalisti, il presidente Usa ha spiegato che nell’incontro si è parlato “dell’importanza della crescita europea e in particolare della lotta alla disoccupazione giovanile”, sottolineando che l’intenzione è quella di lavorare a una “forte agenda per la crescita”. Non sono mancati i ringraziamenti per l’aiuto militare che l’Italia offre in Afghanistan, con Obama che ha parlato anche le basi presenti sul nostro territorio: “L’Italia ospita più di 30mila impiegati delle Forze Armate Usa, tra militari e civili e le loro famiglie nelle basi in tutta Italia, che sono cruciali nella protezione del personale e delle strutture americane in Nord Africa, in particolare in tempi come questi di instabilità accresciuta”. Ha quindi sottolineato come l’Italia, assieme a Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, l’Italia svolga un ruolo di guida nell’assistenza alla Libia nei suoi sforzi di recupero della sicurezza e di ricostruzione delle sue istituzioni.

Effetto shutdown: l’orto di Michelle trasformato in banchetto per scoiattoli

michelle-obama-vegetablesContinua lo shutdown negli Stati Uniti e anche l’orto della Casa Bianca, orgoglio della First Lady Michelle, ne fa le spese. La paralisi della pubblica amministrazione statunitense, infatti, ha fatto sì che ora non ci siano più giardinieri che curino frutta e verdura, con la conseguenza che al rigoglio sempre noto si siano sostituiti erbacce e animaletti, in particolare scoiattoli, che mangiano parte del raccolto. E quello che riesce a salvarsi, è destinato a marcire, visto che nessuno raccoglie i frutti della terra. Stando a quanto racconta il blog alimentare della Casa Bianca “Obama foodorama”  tra i nuovi ospiti indesiderati del Presidente ci sarebbe anche una volpe. “A causa del blocco, la manutenzione e’ stata notevolmente ridotta”, ha spiegato un funzionario della residenza presidenziale, precisando che l’unica mansione che riescono a svolgere i pochi giardinieri rimasti in servizio è “innaffiare il giardino”. Ma tra gli 800mila dipendenti pubblici rimasti a casa si trova anche il direttore del programma Let’s Move Sam Kass, motivo per il quale anche le iniziative di Michelle Obama contro l’obesità sono al momento bloccate.

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Con lo shutdown l’America manda a casa anche i Premi Nobel

shutdown-tuttacronacaContinua lo shutdown negli USA ma il governo ha ugualmente deciso di riaprire due dei luoghi cardini per il turismo: la Statua della Libertà e il Grand Canyon. Nonostante questo, dalla Casa Bianca ogni giorno giungono grida d’allarme per le conseguenze della prova di forza sui tetti di spesa del bilancio in atto tra democratici e repubblicani. Ora da Washington è giunta la notizia che, a causa di questa situazione, quattro dei cinque Premi Nobel che lavorano per il governo, tra i quali David Wineland ed Eric Cornell, sono fermi con il loro lavoro. Una fonte della Casa Bianca ha reso noto che “Le agenzie di ricerca del governo sono nella grandissima parte chiuse e i progetti di ricerca bloccati”, ha fatto sapere una fonte della Casa Bianca.

I repubblicani aprono la porta ad Obama: gli Usa di nuovo in marcia?

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Corsa contro il tempo per gli Usa di evitare la “bomba atomica del default”. Secondo il Tesoro, infatti, il 17 ottobre gli Usa raggiungeranno il tetto imposto per legge all’indebitamento (16.700 miliardi di dollari) e non saranno più in grado di rispettare i propri impegni finanziari. I Repubblicani hanno però formalizzato a Barack Obama la richiesta di innalzare il tetto del debito in modo temporaneo, per sei settimane. In tal caso, la data fatidica slitterebbe al 22 novembre.

E’ solo una soluzione tampone, che non risolverebbe certo i problemi del Tesoro, ma rimanderebbe il problema.

Lo shutdown si trasforma in shut up tra Usa e Ue

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Lo shutdown ovvero la chiusura del bilancio federale Usa fa “azzittire” la trattativa tra Usa e Ue per un accordo di libero scambio con l’Europa. E’ il dipartimento del Commercio americano che comunica l’impossibilità da parte degli Usa a partecipare al secondo round di trattative a causa delle ristrettezze finanziarie e dello staff che di fatto “rendono impossibile inviare l’intera squadra di negoziatori”.

Un altro gioiello italiano che passa in mano straniera: lo zoo safari di Fasano

zoofasano-cinesi-tuttacronacaSta per passare di mano lo zoo safari di Fasano, il parco faunistico più grande d’Italia e il più ricco per varietà di specie animali in Europa. Sembra essere già stata avviata infatti una trattativa che potrebbe far passare il gioiello tra i parchi faunistici italiani in mano straniera. Ad essere interessatata all’acquisto la National Investment Company, attraverso una sua controllata che opera nel campo della multimedialità, la Shangai Creative City Technology Development, che potrebbe mandare domenica prossima una prima delegazione a esaminare la struttura. Lo zoo safari sorge  nel cuore della Puglia e ed è un importante snodo del turismo tra le province di Bari e Brindisi che ora potrebbe finire in mano cinese. Si tratterebbe di una cessione fatta per necessità, visto e considerato che a quanto si apprende il Gruppo Zoosafari ha problemi economici e che quindi la decisione del management è alquanto forzata e non si vorrebbe giungere a tanto ma, come si legge tra le righe nelle parole del responsabile della comunicazione e delle public relation, Gianfranco Delle Rose, ma non vi sarebbe alternativa. Anche perchè mancherebbero altre proposte interessanti da valutare. Quello che si sottolinea è la mancanza di un aiuto dello Stato, che lascia sempre più soli gli imprenditori e l’assenza di investitori italiani che abbiano a cuore la causa. Ancora una volta, quindi, si svende un tesoro italiano cedendolo in mani straniere: “In questo ‘out-let’ Italia da tempo è aperta la stagione dei saldi e società d’affari straniere acquistano a buon prezzo le nostre migliori aziende”, scrive il responsabile della comunicazione dello zoo che aggiunge: “Pur sapendo che passerà nella indifferenza generale, segnaliamo un’altra di queste vendite obbligate e con rammarico diciamo che, un gioiello di efficienza organizzativa e di qualità superiore come lo zoosafari sta passando di mano”.

S. Raffaele. Azienda e sindacati non si accordano: 244 posti a rischio

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