Per La Russa il libro di Orwell “1984” diventa “Il grande fratello”

ignazio-la-russa-tuttacronacaIntervento, nella giornata di ieri, del Presidente di Fratelli d’Italia – centrodestra nazionale a proposito della rapidità con cui è stata aperta e chiusa la Commissione Affari Costituzionali sulla Legge elettorale. Parlando di “pensiero unico”, Ignazio La Russa tenta di far sfoggio di cultura citando Orwell ma incappa in ben due volte nella stessa imprecisione: citando il celebre romanzo dell’autore, infatti, lo chiama entrambe le volte ‘Il grande  fratello’ e non ‘1984’. Resta da chiedersi se La Russa non si sia espresso male e volesse dire che Orwell scrisse “del” grande fratello e non “il” grande fratello, rifacendosi al personaggio del libro.

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L’incredibile scoperta: l’opera inedita di Lope de Vega

lope-de-vega-tuttacronacaAlejandro García Reidy, ricercatore spagnolo della Syracuse University, negli Stati Uniti, legato al gruppo ProLope dell’Universidad Autónoma de Barcelona (UAB), ha scoperto un’opera inedita di Lope de Vega della quale si erano perse le tracce 400 anni fa, stando a quanto riferito dalla UAB e dalla Biblioteca Nacional, che hanno provveduto a diffondere un comunicato per rendere nota la scoperta. Si tratta dell’opera scritta dall’autore tra il 1613 e il 1614, Mujeres y criados, ed è stata trovata nell’estate del 2010 presso la Biblioteca Nacional, in una versione trascritta manualmente nel 1631 da Pedro de Valdés, un autore di commedie contemporaneo di Lope.Il comunicato diffuso riferisce inoltre che l’opera sarebbe arrivata alla Biblioteca Nacional nel 1886.

Shakespeare e Dalì “riuniti” per Romeo e Giulietta

romeoegiulietta-dalì-tuttacronacaSalvator Dalì affascinanto dalle opere del Bardo, tanto da immaginare e illustrare, nel 1975, la struggente storia dei due sfortunati amanti. Il risultato è a dir poco affascinante, come può accadere solo quando il talento di uno scrittore e di un pittore s’incontrano in un’unica opera d’arte. Ora le 10 litografie dell’iconico spagnolo surrealista sono state pubblicate da Rizzoli in un cofanetto di seta rossa in un’edizione limitata di sole 999 copie.

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Piange il mondo della letteratura: addio a Doris Lessing

dorislessing-tuttacronacaE’ in lutto il mondo della letteratura per la morte della scrittrice britannica Doris Lessing, spentasi all’età di 94 anni. Il premio Nobel per la Letteratura del 2007 era nata nell’attuale Iran nel 1919,  quando era ancora protettorato britannico. Nella motivazione del premio si legge: “cantrice dell’esperienza femminile che con scetticismo, passione e potere visionario ha messo sotto esame una civiltà divisa”. Nella sua lunga vita, l’autrice ha vissuto gli sconvolgimenti mondiali, tanto da giungere a chiedersi: “Mi rendo conto di aver vissuto momenti della storia che sembravano immortali. Ho visto il nazismo di Hitler e il fascismo di Mussolini, che sembravano destinati a durare mille anni. E il comunismo dell’Unione Sovietica, che si credeva non sarebbe finito mai. Ebbene tutto questo oggi non esiste più. E allora perché mi dovrei fidare delle ideologie?”

All’età di sei anni, la Lessing si trasferì con la famiglia, il padre, un ufficiale britannico reduce della prima guerra mondiale, dove aveva sofferto diverse amputazioni, e la madre infermiera, nella colonia britannica della Rhodesia del Sud (l’odierno Zimbabwe) nel 1925, dove tentarono di diventare coltivatori di mais ma con scarso risultato. La giovane frequentò una scuola cattolica femminile, pur non essendo cattolica, ma l’abbandonò a soli 15 anni, scegliendo la strada dell’autodidatta. La sua infanzia fu quindi infelice e costellata da difficoltà, un’esperienza che trasformerà in compassione nelle sue opere sulla vita nell’Africa britannica, sia per le infruttuose vite dei coloni venuti dal Regno Unito sia per le sfortune degli indigeni.

Dopo un primo matrimonio fallito, sposò l’emigrante tedesco Gottfried Lessing dal quale divorziò nel 1950, anno in cui venne pubblicato il suo primo romanzo, “L’erba canta”, dal quale venne tratto un film nel 1981. In quegli anni già si era trasferita in Europa, continente che non abbandonerà più. Un altro suo libro indimenticabile, che viene considerato un classico della letteratura femminista da molti studiosi ma non da lei, è “Il taccuino d’oro”, del 1962, che la fece entrare nella rosa dei possibili candidati al Premio Nobel, ma i suoi successivi romanzi di fantascienza la screditarono, eliminandola dalla selezione. Ma Doris Lessing non ha mai amato l’idea di essere considerata un’autrice femminista e anzi, tra i suoi libri preferiti annovera la serie fantascientifica di “Canopus in Argos”.

Quello che le femministe vogliono da me è qualcosa che loro non hanno preso in considerazione perché proviene dalla religione. Vogliono che sia loro testimone. Quello che veramente vorrebbero che io dicessi è “Sorelle, starò al vostro fianco nella lotta per il giorno in cui quegli uomini bestiali non ci saranno più”. Veramente vogliono che si facciano affermazioni tanto semplificate sugli uomini e sulle donne? In effetti, lo vogliono davvero. Sono arrivata con grande rammarico a questa conclusione.

Dario Fo vs Vaticano: se ne continua a parlare…

dario-fo-vaticano-tuttacronacaPadre Federico Lombardi, dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da Dario Fo riguardo il reading che intendeva organizzare all’Auditorium Conciliazione di Roma, prende la parola e dice: “Dopo queste uscite mediatiche, che cercano di mettere in mezzo Vaticano e Papa in modo non corretto e forse strumentale, penso proprio che sia meglio che lo spettacolo non si faccia all’Auditorium”. Il direttore della Salal Stampa della Santa Sede spiega quindi che nessuno ne era a conoscenza: “In realtà nessuna autorità vaticana ne sapeva nulla, né alla Presidenza dell’Apsa, proprietaria dell’Auditorium, né in Segreteria di Stato, né ai Consigli della Cultura o delle Comunicazioni Sociali”. Il premio Nobel aveva invece dichiarato che il Vaticano non avrebbe autorizzato la messa in scena all’Auditorium del suo spettacolo, ideato su un testo di Franca Rame, il testo scritto dall’attrice e intitolato “In fuga dal Senato”. Anche Valerio Toniolo, amministratore delegato dell’Auditorium, è intervenuto sulla vicenda: “Come fa Dario Fo a dire che il suo spettacolo è stato censurato? Lui stesso dice che in passato è stato ospite dell’Auditorium. In realtà lo spettacolo non è stato annullato perché non era mai stata data una conferma, e questo rientra nelle libere scelte di programmazione del nostro teatro”. E aggiunge: “Stavamo decidendo quali attività svolgere e non è stata data una conferma sulla spettacolo di Dario Fo perché le nostre scelte di programmazione erano altre. Noi non abbiamo mai censurato nessuno nel nostro teatro. Ma visti i problemi che fa, se si vuole fare una provocazione, allora siamo ben contenti che lo spettacolo non si faccia all’Auditorium”. A questo punto Toniolo parla di un comportamento dell’attore “pretestuoso e scorretto”, addirittura “violento” e sottolinea: “Lui stesso dice che è venuto altre volte: quindi come fa a dire che ora viene censurato? Dov’è la censura? Il teatro ha il diritto e la possibilità di stabilire il proprio calendario in base alla propria attività artistica, nel modo che ritiene migliore. Questa è la base della programmazione. Non abbiamo fatto torto a nessuno”. In particolare, a proposito dello spettacolo su Franca Rame “non è stata confermata alcuna opzione”: insomma, “non è vero che prima sia stato detto sì e poi no”. Toniolo prosegue quindi dicendo che se Fo “si comporta in questo modo siamo ben lieti di non ospitare lo spettacolo”. Del resto la struttura può ospitare”250mila spettatori l’anno” e rappresenta una una realtà “vitale e importante.” In seguito alle dichiarazioni rilasciate, Dario Fo ha ribattuto affermando che dire “Io non sapevo niente, non c’ero e se c’ero dormivo. Buttano il sasso e poi nascondono la mano”. Il premio Nobel spiega di aver saputo del no allo spettacolo ”dall’organizzatore del teatro, che era disperato, anche perche’ come dicono anche loro, eravamo già andati là con Mistero Buffo”. E ribadisce ironico: ”Hanno solo mosso ancora di più la curiosità della gente. Abbiamo sospeso tutta la pubblicità, perché basta scrivere su una locandina ‘lo spettacolo rifiutato dal Vaticano’ per avere la fila”.

Dario Fo vs Vaticano: “niente palcoscenico per lui e Franca Rame”

dariofo-censura-tuttacronacaLa settimana prossima ci sarebbe dovuta essere la rappresentazione dell’opera tratta dal libro di Franca Rame “In fuga dal Senato” presso l’Auditorium della Conciliazione di Roma, una struttura nella quale, spiega Dario Fo, “abbiamo altre volte recitato, a cominciare da Mistero Buffo”. L’opera della moglie, recentemente scomparsa, “racchiude un’esperienza di vita e di azioni spesso contrastate perfino quando si trattava di carceri, di lotta alla droga, di opposizione alla guerra e ai massacri dietro i quali spesso si intravvedono chiaramente interessi giocati nell’affare e nel profitto”, dice Fo. Ma chi si aspettava di rivedere il premio nobel sul palco resterà deluso perchè “Oggi veniamo a sapere che la Santa Sede – proprietaria di quel locale – non ci autorizza a procedere con la rappresentazione del testo di Franca. Esplicitamente hanno dichiarato: “Niente palcoscenico per Dario Fo e Franca Rame”. L’attore si chiede allora: “Come può una Chiesa continuare con gli ostruzionismi da guerra fredda che in Italia abbiamo subito nell’ultimo mezzo secolo, ancora con la censura e il divieto? E ciò significa buttare un’ombra lunga e grigia sullo splendore e la gioia che Papa Francesco ci sta regalando”.

Ad Alice Munro il Nobel per la Letteratura 2013

Alice-Munro-nobel-tuttacronacaL’Accademia di Svezia ha annunciato il vincitore del premio Nobel per la Letteratura 2013. Si tratta della scrittrice canadese Alice Munro, che diventa così la dodicesima donna a ricevere il riconoscimento dal 1901. Ed essere stati nominati per il premio erano stati 195 di cui, ha reso noto la Fondazione, 48 per la prima volta. La rosa è stata ridotta a cinque nomi nel mese di maggio. L’Accademia ha motivato la decisione parlando dell’autrice come di una “Maestra del racconto breve contemporaneo”. L’82enne è nota in Italia per le sue numerose raccolte di racconti, tra cui “Chi ti credi di essere”, “Segreti svelati”, “In fuga”. Considerata uno dei maggiori scrittori di racconti vivente, Alice Murno, tre volte vincitrice del più importante premio canadese, il Governor General’s Award, è nota e apprezzata in tutto il mondo. Le sue storie, per la maggior parte ambientate nel Southwestern Ontario, indagano le relazioni umane che l’autrice analizza attraverso la lente della vita quotidiana.

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Lutto nella letteratura: muore il re dello spionaggio, Tom Clancy

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Lutto nel mondo della letteratura mondiale. Lo scrittore e sceneggiatore statunitense Tom Clancy è morto ieri all’età di 66 anni in un ospedale di Baltimora. La conferma è arrivata dal suo editore. Clancy è famoso soprattutto per i suoi romanzi di spionaggio, campioni di incasso, come Linea di controllo e Atti di guerra. Re del «technothriller» per la abbondanza di dati tecnici militari nei suoi bestseller, Clancy ha firmato classici dello spionaggio come: Caccia a Ottobre Rosso, Patriot Games e Clear and Present Danger tradotti poi in celebri film. Il suo nome era anche legato a una «franchise» di romanzi e sceneggiature scritti da ghost writers e a una serie di non-fiction su soggetti militari. Clancy viveva in una vasta tenuta sul mare vicino a Baltimora. Nel suo studio decine di berrettini con le sigle delle varie agenzie Usa di spionaggio. Politicamente era a destra. Membro a vita della National Rifle association, la potente lobby dell’industria delle armi, aveva dedicato molti dei suoi libri a esponenti repubblicani tra cui l’ex presidente Ronald Reagan. Dopo le stragi dell’11 settembre aveva accusato il democratici di corresponsabilità nelle stragi per aver «svuotato» di fondi la Cia.

Lutto nel mondo della letteratura: è morto lo scrittore Carlo Castellaneta

castellaneta-tuttacronacaE’ mancato la notte scorsa a Palmanova, in provincia di Udine, dove viveva da una decina d’anni, lo scrittore milanese Carlo Castellaneta. L’annuncio è stato dato dai figli, Dario e Paola, e dalla seconda moglie, Caterina.. E’ deceduto, all’età di 83 anni, in ospedale per una complicazione sopraggiunta durante una polmonite.  Castellaneta, scrittore di narrativa e giornalista, ha legato il suo nome alla città di Milano, dove era nato nel 1930. I suoi numerosi romanzi sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e tedesco. Il primo, ‘Viaggio col padre’, è stato pubblicato da Mondadori nel 1958, su approvazione di Elio Vittorini, consulente della casa editrice. che ne aveva letto il manoscritto. L’autore, scrittore e giornalista, ha collaborato al Corriere della sera e a Storia illustrata, di cui fu anche direttore. L’ultimo romanzo, ‘Gridando: avanti Savoia!’ è stato pubblicato, sempre di Mondadori, nel 2007. Castellaneta è stato anche presidente del Museo Teatrale della Scala. Tra le sue opere anche ‘La Paloma’, ‘Notti e Nebbie’ da cui è stata tratta una serie televisiva, ‘L’età del desiderio’.

Nessun deficit di assistenza: i primi risultati dell’autopsia di Bevilacqua

alberto-bevilacqua-autopsia-tuttacronacaSono giunti i primi risultati dell’autopsia, accertamento richiesto dal legale di Michela Macaluso, compagna dello scrittore, su Alberto Bevilacqua. L’autopsia, che si è svolta presso l’istituto di medicina legale della Sapienza, ha fatto emergere uno scompenso cardiaco dovuto a un’insufficienza multiorgano. Il legale della sorella dell’autore ha affermato che dall’esame “non sembrerebbero emersi deficit al livello di assistenza e di terapia”. Per gli accertamenti era stato nominato il professor Enrico Marinelli. Franco Caroleo Grimaldi, il penalista, ha detto: “purtroppo quando c’è un lungo decorso, si va a generare un deficit del sistema immunitario che produce complicazioni (come piaghe da decubito o infezioni) che alla lunga non possono che condurre a un esito letale”.

I medici indagati per la morte di Bevilacqua. Che è accaduto?

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Sono stati iscritti nel registro degli indagati, per la morte dello scrittore Alberto Bevilacqua, quattro medici della clinica Villa Mafalda. Nei loro confronti si ipotizza il reato di omicidio colposo. La Procura ha chiarito che si tratta di un “atto dovuto”, necessario per procedere con l’autopsia, accertamento richiesto dal legale della compagna dello scrittore, Michela Macaluso.

nel registro ci sono i nomi del direttore sanitario della clinica, Mario Maggio e i professori che hanno avuto in cura lo scrittore negli 11 mesi di ricovero: Antonio Ciccaglioni, Claudio Di Giovanni e Giuseppe Gentile.

Nei mesi scorsi i legali della compagna dello scrittore, Michela Macaluso, avevano presentato a piazzale Clodio una denuncia contro ignoti per lesioni colpose sostenendo che la struttura non fosse adeguata per le condizioni di Bevilacqua.

Morto Alberto Bevilacqua, letteratura in lutto

bevilacqua-alberto-tuttacronacaAlberto Bevilacqua è morto a Roma il 9 settembre 2013. Scrittore, regista e sceneggiatore italiano, Bevilacqua si è spento a 79 anni. Bevilacqua ricoverato a gennaio in terapia intensiva per uno scompenso cardiaco che lo aveva colpito l’11 ottobre 2012. Le fonti della clinica privata di Roma Villa Mafalda hanno spiegato che ha avuto una degenza a fasi alterne: a segni di miglioramento nelle sue condizioni di salute, in questi mesi seguivano fasi di netto peggioramento. A confermare la notizia della scomparsa le fonti della Mondadori, la casa editrice che aveva pubblicato le sue ultime opere. Nel frattempo, è già iniziata la polemica. L’avvocato Rosa Zaccaria, che assiste Michela Macaluso, da oltre 10 anni compagna dello scomparso scrittore ha detto: “Proprio stamani che avevamo avuto il via libera per una perizia di parte che accertasse le sue condizioni, abbiamo appreso la notizia del decesso. Dalla direzione di Villa Mafalda nessuno ci aveva avvisato. Lo abbiamo appreso dal nostro consulente che si era recato a trovarlo”. I familiari hanno “immediatamente chiesto al pm Elena Neri di procedere con l’autopsia in modo da accertare le cause del decesso”. La Procura di Roma aveva aperto un fascicolo per lesioni colpose nei confronti dei vertici di Villa Mafalda, procedimento che tuttora non risulta archiviato.

Alberto Bevilacqua era nato a Parma il 27 giugno 1934. Erano i primi anni 50 quando, su invito del responsabile del supplemento letterario della Gazzetta di Parma Mario Colombi Guidotti, iniziò a pubblicare i suoi scritti. La polvere sull’erba, del ’55, sua prima raccolta, ricevette l’apprezzamento di Leonardo Sciascia. Sei anni dopo, con L’amicizia perduta, pubblica la sua prima raccolta di poesie ma il suo primo successo editoriale fu il romanzo La califfa, del 1964. Due anni dopo vince il Premio Campiello con Questa specie d’amore. Di entrambi ha curato la trasposizione cinematografica, vincendo con Questa specie d’amore il David di Donatello per il miglior film.

Nel 1968 lo scrittore si aggiudica il Premio Strega grazie a L’occhio del gatto mentre quattro anni dopo è Un viaggio misterioso a fargli arridere la vittoria al Premio Bancarella, che vincerà anche nel 1991 per I sensi incantati. Nel 2000, con La polvere sull’erba, vince il Premio Stresa narrativa mentre per La camera segreta riceve, nel 2011, il Premio Nazionale Letterario Pisa Sezione Poesia. Il suo ultimo lavoro in prosa, Roma califfa, è uscito per Mondadori nel 2012. L’ultima esperienza cinematografica risale invece al 1999, con Gialloparma, tratto dal suo libro omonimo pubblicato due anni prima.

“Non siamo nati per lavorare incessantemente, …

rabbia-lavoro-tuttacronaca… carichi di rabbia, senza fermarci mai, con la sensazione che ci manchi qualcosa, come se avessimo buttato via la nostra vita, mentre ci affrettiamo verso la morte in preda a un senso di inadeguatezza.”

-Banana Yoshimoto- (Un viaggio chiamato vita, 2006)

Lutto nel mondo della cultura: addio a Séamus Heaney

seamus-heaney-tuttacronacaSi è spento all’età di 74 anni il grande poeta irlandese Séamus Heaney, premio Nobel per la Letteratura nel 1995, definito da Robert Lowell il più importante poeta irlandese dopo William Butler Yeats. A darne notizia la famiglia: “Il poeta e premio Nobel è morto in un ospedale di Dublino, questa mattina, dopo una breve malattia”. Heaney era nato il 13 aprile del 1939 a Castledawson, nell’Irlanda del Nord, da una famiglia cattolica. A Belfast, ha studiato lettere, materia in cui consegue la laurea. Stabilitosi a Dublino mel 1976, insegna letteratura inglese fino al 1984, quando si trasferisce all’Università di Harvard per poi vincere, nel 1989, la cattedra di poesia a Oxford. Heaney è stato uno dei massimi esponenti del Rinascimento poetico irlandese. Uno sei suoi componimenti più famosi è “Scavando”: “Ma io non ho la vanga per seguire uomini così/Tra l’indice e il pollice/Ho la penna./Scaverò con quella”. La sua prima raccolta, “Morte di un naturalista”, risale al 1966 mentre il suo capolavoro è considerato “North”. Fra gli altri suo titoli “Electric light”, “District and Circle” e “Catena Umana”. Con la motivazione “Bellezza lirica e profondità morale, che esalta i miracoli quotidiani e il passato vivente”, nel 1995 diventa il terzo irlandese a vincere il Nobel per la letteratura, dopo Yeats e Samuel Beckett. Ma Séamus Heaney è stato anche legato all’Italia e alla sua cultura: aveva fatto sua la lezione di Dante (“Ho cominciato a interessarmi a lui negli anni Settanta quando ho ricordato le persone assassinate dall’Ira o dall’esercito britannico, ho lasciato che fossero loro a parlare attraverso la mia poesia. Sono sicuro che non avrei potuto farlo senza l’esempio di Dante”) e recentemente aveva scoperto Giovanni Pascoli, che aveva cominciato a tradurre. Risale a un anno fa la sua partecipazione alle celebrazioni per il centenario del vate.  Lo scorso settembre ha inaugurato il FestivalLetteratura di Mantova, dove è stato il primo a firmare l’appello al presidente della Repubblica per il restauro e la riapertura della Camera degli sposi, danneggiata dal terremoto, fatto che ha concorso ad attribuirgli la cittadinanza onoraria di Mantova. Heavey era spostato ed aveva tre figli.

L’attrice porno che si reinventa autrice di libri… erotici! Sasha Gray

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Il suo primo libro, The Juliette Society, è uscito in Italia un mese fa e ora l’ex pornostar (con 225 film all’attivo) Sasha Grey ha rilasciato un’intervista a Vanity Fair per parlarne. Se anche l’opera arriva sulla scia della trilogia delle Cinquanta sfumature, la notorietà della Gray è indubbiamente un ottimo biglietto da visita e, nonostante non ci siano ancora state offerte per i diritti cinematografici la neo scrittrice ha già le idee chiare se un giorno dovesse diventare un film: vorrebbe produrlo e scritturare l’attrice Mia Wasikowska. A lei potrebbe toccare il ruolo di Catherine o della disinibitissima Anna, che introduce l’amica alle gioie del sadomaso e delle orge, come quelle della Juliette Society, dove si ritrovano solo ricchi e potenti. Ma il libro non sarà un caso isolato: “Per ora ho in mente un secondo romanzo -ha spiegato- dove raccontare come Catherine entra a far parte della Juliette Society, le sue motivazioni. Come tutti, anche lei è attirata da ciò che le fa paura”.

Il nuovo libro di J.K. Rowling: uscito sotto pseudonimo e subito un successo!

rowling-libro-tuttacronacaIl debutto letterario di Robert Galbraith, il poliziesco Cuckoo’s calling, è diventato in pochissimo tempo un piccolo caso letterario. Nonostante la trama abbastnaza classica (un militare in congedo tornato dall’Afghanistan diventa un investigatore privato e si ritrova a indagare sull’omicidio di una modella) lo stile nella scrittura ha subito colpito i critici, così come la capacità dell’autore di descrivere l’abbigliamento femminile. L’opera è stata osannata e solo ora si è scoperta la verità: a scrivere il libro è stata la “madre” di Harry Potter, J.K. Rowling che, per il suo nuovo giallo, ha scelto uno pseudonimo. Dopo lo smascheramento è stata lei stessa a dichiarare: “Essere Robert Galbraith è stata un’esperienza liberatrice, è stato meraviglioso poter pubblicare senza il clima di grandi aspettative ed è stato un puro piacere ricevere un riscontro sotto un diverso nome”.

#13lugliononèunveroaddiodopotutto: Twitter diventa “Potter Forever”

harry-potter13 luglio 2011. La data più attesa e più temuta insieme. Dopo anni di magia, di sogni, di avventure, nelle sale italiane usciva Harry Potter e i Doni della Morte – parte II. L’ultimo capitolo della saga più amata dagli adolescenti di ieri e di oggi.

E se anche tutti i fan già avevano letto e riletto l’opera omnia della Rowling, a quell’appuntamento non potevano mancare. Come oggi non mancano in Twitter, dove spopola l’hashtag #13lugliononèunveroaddiodopotutto. Potter e i suoi amici hanno compiuto un’altra magia: sono entrati nella vita e nel cuore di milioni di giovani in tutto il mondo e oggi in Italia Hogwarts si ricorda così: facendo sapere a tutti che la scuola di magia più famosa della letteratura e del cinema resta impressa per sempre una volta che si sono varcati quei portoni. Expecto Patronum!

potter

La copertina della discordia: Il Grande Gatsby

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Erano i primi giorni di aprile del 1925 e il libro di Francis Scott Fitzgerald usciva con una copertina blu elettrico, con gli occhi tristi di una donna le cui lacrime scivolavano sopra una città luccicante, che sembrava ardere. Non piaceva la veste de Il Grande Gatsby, per dirla come Hemingway: “Ma cos’è questa cosa? Mi sembra perfetta per un pessimo libro di fantascienza”. E del lavoro dell’artista spagnolo Francis Cugat non era convinto lo stesso autore: “All’inizio mi piaceva, poi non più”. Eppure ora, attorno a quella copertina così discussa è sorta una polemica culturale, che vede scendere in campo avanguardie e conservatori. Il fatto è che, in attesa della versione per il grande schermo con Di Caprio nel ruolo di Gatsby, il libro è tornato nelle librerie americane con un nuovo look: in primo piano il volto dell’attore con attorno gli altri protagonisti della pellicola. Un sacrilegio per alcuni. “E’ orribile, quel libro è un pilastro della nostra letteratura, non gli si cambia vestito”. Ad affermarlo il proprietario di una storica libreria indipendente di SoHo, che si rifiuta di metterla in vetrina. Walmart, dal canto suo, sceglie il nuovo: “perché i nostri clienti vogliono avere la sensazione di acquistare sempre novità”. E in mezzo, tutti gli altri che, per non far torto a nessuno, terranno entrambe le versioni.

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Uno sguardo a… Filetto di maiale all’alloro.

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La ricetta puoi trovarla QUI!

Penelope Cruz sul set di… Nine di Rob Marshall

Penelope Cruz sul set di… Non ti muovere di Sergio Castellitto

Penelope Cruz sul set di… Tutto su mia madre di Pedro Almodovar

Gente di Alcobendas… Penelope Cruz

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Uno sguardo ad Alcobendas… il centro dell’arte

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Uno sguardo ad Alcobendas… il teatro.

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Uno sguardo ad… ALCOBENDAS, Madrid, Spagna.

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Uno sguardo al… Caviar d’Aubergine

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Michel Piccoli sul set di… Habemus Papam di Nanni Moretti

Michel Piccoli sul set di… Compartiment tueurs di Costa-Gavras

Michel Piccoli sul set di… La mort en ce jardin di Luis Buñuel

Gente di St. Germain… Michel Piccoli

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Uno sguardo a St. Germain… una strada.

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Uno sguardo a St. Germain… i fiori

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Uno sguardo a… ST. GERMAIN, Paris

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Uno sguardo… i crauti!

La ricetta puoi trovarla QUI!

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Monica Vitti sul set di… L’Eclissi di Michelangelo Antonioni –

Monica Vitti sul set di… La Notte di Michelangelo Antonioni

Monica Vitti sul set di… L’avventura di Michelangelo Antonioni

Gente di Roma… Monica Vitti!

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Uno sguardo all’Eur… il palazzo dei Congressi

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Uno sguardo all’Eur… il palazzo dell’INA

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Uno sguardo all’… EUR, Roma!

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Zenobia tra le pagine di… Queen of the East by Alexander Baron

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Zenobia tra le pagine di… The Monk’s Tale by Geoffrey Chaucer

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Pablo Neruda fu ucciso? La salma sarà riesumata l’8/4!

pablo neruda, poeta, ucciso, pinochet, augusto, dittatura,riesumazione, tuttacronaca.jpg

I resti del poeta e premio Nobel cileno Pablo Neruda, morto nel 1973, qualche giorno dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet, saranno riesumati l’8 aprile al fine di chiarire le circostanze del decesso: lo ha detto una fonte giudiziaria. Neruda, nella versione ufficiale, e’ morto per un cancro alla prostata. Tuttavia, recenti testimonianze hanno rimesso in discussione questa versione evocando un omicidio ordinato dalla dittatura, per evitare che diventasse un oppositore di prestigio.

Uno sguardo a… poulette en demi-deuil!

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La ricetta puoi trovarla QUI!

Danièle Delpeuch sulla scena di… Les saveurs du Palais di C. Vincent

Clip 2.

Danièle Delpeuch sulla scena di… Les saveurs du Palais di C. Vincent

Clip 1.

Danièle Delpeuch sulla scena di… Les saveurs du Palais di C. Vincent

Danièle Delpeuch è interpretata da Catherine Frot.

Gente del Perigord… Danièle Delpeuch

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