Lava e fulmini: gli impressionanti scatti del vulcano Cordòn Caulle

eruzione-cile-tuttacronacaIncredibile spettacolo della natura in Cile, al Puyehue National Park, dove durante un’eruzione del vulcano Cordòn Caulle si è scatenato un temporale regalando degli incredibili effetti sulle vette prontamente catturati dal fotografo Francisco Negroni:

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Scambio di opinioni tra Saviano e Beppe Fiorello

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Roberto Saviano, nella sua rubrica sull’Espresso criticava la fiction italiana. L’articolo dal titolo ” Quanto buonismo nelle nostre fiction”, aveva lo scopo di paragonare la fiction made in Usa con quella dello Stivale e, secondo l’interpretazione di Saviano le fiction italiane non riuscirebbero a rappresentare la realtà, legate ad “acritiche agiografie di santi e padri della patria”. Il suo discorso prende spunto da un articolo pubblicato sull’ “Internazionale”, dove si citano due serie televisive statunitensi di grande impatto: “24” e “Homeland”. In entrambe al centro della storia c’è il governo americano e la lotta contro il terrorismo. Questa la riflessione di Saviano:

“Osservare queste due serie è utile perché mostra quanto sia determinante l’influenza delle agenzie governative statunitensi sui prodotti culturali, che dal 2001 in poi si concentrano sostanzialmente su questioni legate alla sicurezza nazionale. Ma come spesso accade l’osmosi è perfetta: se da un lato le piccole concessioni da parte degli autori portano alla possibilità di poter accedere a location altrimenti inaccessibili, dall’altro il riuscire a inventare nuovi scenari inediti per attentati e pericoli imminenti, mette in guardia gli apparati di sicurezza cui troppo spesso manca la fantasia per poter prevedere il futuro”.

Saviano sottolinea di non voler apprezzare la capacità dei governi di influenzare le serie tv, ma vorrebbe che ci fosse la capacità di criticare anche ciò che riesce ad appassionare il pubblico:

“Insomma, non tutto ciò che ci piace è ‘buono’ o eticamente corretto. Non deve per questo smettere di piacerci, ma spingerci a riflettere e a trovare gli strumenti per godere di un prodotto sapendo che è legato al contesto in cui nasce.”

Per lo scrittore anche Shakespeare riuscì a disegnare una politica dei suoi tempi senza risultare piegato alla volontà dei potenti. Oggi, le serie tv hanno la possibilità di arrivare a milioni di persone, rappresentando un contesto che può influenzare il pubblico e restare nella storia. Ma quest’ipotesi è legata solo alle serie straniere: per Saviano, è difficile che la fiction nostrana possa essere ricordata per il suo atteggiamento nei confronti della realtà:

“Ritratti buonisti, senza chiaroscuri e sfumature – che dovrebbero costituire il senso di ogni narrazione -immortalmente liquidati dalla geniale caricatura di ‘Padre Frediani’ che gli amanti di Boris, ricorderanno.”

All’articolo ha risposto con un Tweet Beppe Fiorello:

“Capisco la critica e le osservazioni sulla fiction italiana, ma come ho detto altre volte non accetto generalizzazioni. Personalmente ho raccontato storie importanti e talvolta scomode. Il manifesto allegato nel tweet precedente riguarda un tv Movie di circa sette anni fa. Raccontò la storia (insabbiata per vent’anni) di Graziella Campagna. Tutti sapevano nessuno parlava e proprio per questo la fiction venne censurata dall’allora Ministro della giustizia che disse: “Questa fiction turba la serenità dei magistrati”. Assurdo. Quella censura però non venne denunciata da nessuno. Soltanto io, il regista, la stessa Rai e De Cataldo (che non c’entrava nulla con il progetto) lottammo affinché quella scomoda verità andasse in onda. Furono oltre sette milioni i telespettatori che poterono constatare quanto accadde alle spalle di una famiglia che non c’entrava nulla con il sistema Mafia e perse atrocemente una figlia di diciassette anni. Come questa, ho anche raccontato L’Uomo Sbagliato, la vera storia di Daniele Baroni, dieci anni di carcere per un errore giudiziario. E senza risparmiare chi commise l’errore. Anche qui si sapeva ma non si parlava. Solo per dire che la Fiction italiana ha delle eccellenze, e mi piacerebbe però far notare che in America oltre alle due serie citate nell’articolo (24 e Homeland), ce ne sono (in maggioranza) di totale buonismo, violenza e inutilità sociale. Difendo il mio mestiere perché lo faccio con passione e verità, ma non nascondo che la nostra fiction ha realmente bisogno di trovare una strada nuova. Io ci sto lavorando”.

Rocce lanciate a 7mila metri d’altezza: continua l’attività del Sinabung

sinabung-tuttacronacaContinua l’attività del vulcano Sinabung, nel nord dell’Isola di Sumatra, nell’ovest dell’Indonesia, dove questa notte sono state fatte evacuare migliaia di persone. Il vulcano, in eruzione da metà settembre, ha infatti dato vita a numerose esplosioni e proiettato getti di lava.  Nelle ultime ore ha espulso rocce incandescenti e cenere a oltre 7.000 metri d’altezza.

“Il vulcano resta a un livello di allerta massima e abbiamo avvertito che nessuna presenza umana deve trovarsi in un raggio di cinque chilometri intorno al cratere – ha detto Sutopo Purwo Nugroho, portavoce dell’agenzia incaricata della prevenzione delle catastrofi naturali – Ieri sera oltre 19mila persone sono state fatte allontanare dalle loro abitazioni e crediamo che tale cifra continuerà ad aumentare”.

Tra una festa e l’altra… i nostri 7 giorni!

7giorni-tuttacronacaTra una festa e l’altra, sono trascorsi questi 7 giorni con una notizia che davvero ci ha lasciato sconcertati. Una donna italiana di 38 anni, Silvia Guerra è stata infatti espulsa dal Belgio in quanto, dopo la svolta del premier Elio Di Rupo, socialista di origini italiane, possono essere espulsi anche i cittadini europei se non hanno un reddito sufficiente. Così la donna, insieme al figlio di 8 anni hanno ricevuto l’espulsione. Davvero non è stato un bel regalo di Natale! E pensare che in Europa si era lottato per la libera circolazione delle merci e delle persone… dove è andata a finire quella filosofia e quell’ideale di libertà? Sepolto sotto la crisi e annegato dentro un conto ragionieristico del bilancio? Valgono in base al reddito? Possono essere espulsi come un qualsiasi straniero? Se i conti non tornano, le persone sono solo numeri? Forse, la nuova filosofia è proprio una matematica spietata che non guarda in faccia nessuno e che vuole solo affermare se stessa… Basti pensare ai nuovi criteri per andare in pensione! E in quest’Italia che si avvia a verso il 2014 oltre che la “teoria dei numeri” sembra sempre più dilagare anche la violenza, quella ferocia a esempio con la quale è stato aggredito Umberto Toia, uno dei capi storici degli ultrà della Juventus, che ora versa in gravi condizioni in ospedale. Nessuna buona notizia neppure in ambito ambientale, sembra proprio che il nostro Paese sia attanagliato dai rifiuti tossici, è bastato avviare i lavori per la Tav per scoprire che sotto la A4, nei pressi di Brescia, ci sono concentrazioni di cromo fuori dai limiti consentiti.

7giorniIntanto la Kyenge per Natale va a servire alla mensa dei poveri e scoppia la polemica su un presunto orologio da oltre 20mila euro, salvo poi arrivare puntuale la smentita. Ma se il ministro dell’integrazione è finito al centro della bufera mediatica, Silvio Berlusconi è invece finito in un panino. Intanto, dall’altra parte dell’oceano, Miley Cyrus non se ne lascia sfuggire una e a Natale arriva l’elogio all’autoerotismo. Restando in tema di gossip non c’è da dimenticarsi del bomber Icardi che ormai è diventato il bomber di Instagram insieme alla sua Wanda Nara. Ma se c’è chi si diverte sotto le lenzuola, c’è anche chi, come Babbo Natale va in Ferrari. Ma tra tanti vip che si godono le feste, c’è anche chi deve fare i conti con il primo flop della sua vita… Bieber e il suo Believe che al botteghino non sfonda, ma invece affonda. Natale di ansia anche per i fan di  Schumacher che si è procurato un trauma cranico mentre sciava. Ma se per Schumi il Natale non è andato proprio nel modo in cui avrebbe desiderato passarlo c’è anche chi ha visto trasformarsi le feste in un vero e proprio incubo: in Argentina i piranha hanno terrorizzato la popolazione e provocato alcuni feriti. Feste agitate quindi, speriamo solo di lasciarci alle spalle questo 2013 e di iniziare il nuovo anno con un passo diverso, possibilmente più allegro, meno violento e con una speranza che guarda al futuro, lasciandosi alle spalle la paura e l’ansia di una crisi economica da dimenticare.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Gli alberi con i detriti nelle Filippine: il primo Natale dopo il tifone

natale-filippine-tuttacronacaAnche in mezzo alla desolazione si festeggia il Natale, in cerca di un po’ di conforto e speranza. E così, nelle Filippine, gli sfollati hanno fatto ricorso a tutta la loro inventiva per creare degli alberi con cui celebrare la festa. Nelle baraccopoli dove hanno trovato rifugio a seguiro del tifone Hayan, che ha  provocato più di 5000 vittime, hanno così fatto la loro comparsa degli inusuali addobbi creati con quello che avevano a disposizione.

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La strage dei lavoratori!

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Se il lavoro in Italia andava già male, ora va anche peggio. Questa è la fotografia fatta dall’Istat. La ripresa c’è, ma ancora non si è vista, il lavoro invece scompare.  Oltre 3 milioni di disoccupati, quasi 2 milioni di ‘scoraggiati’ (che non cercano più lavoro perché sicuri di non trovarlo), e soprattutto, oltre 4 giovani su 10 senza un impiego. Questo è l’ennesimo nuovo record negativo del nostro Paese.

Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) a ottobre balza al 41,2%. Si tratta di un record storico assoluto, il valore più alto sia dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia di quelle trimestrali, primo trimestre 1977. Per la classe di età 18-29 anni il tasso di disoccupazione si attesta al 28% (+5,2 punti su base annua), con un numero di disoccupati che giunge a 1 milione 68 mila (+17,2%, pari a 157.000 unità). I disoccupati tra 15 e 24 anni sono 663 mila, in aumento dell’1,4% nell’ultimo mese (+9 mila) e del 5,5% rispetto a dodici mesi prima (+35 mila). E la loro incidenza sulla popolazione in questa fascia di età è pari all’11,0%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,6 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione risulta invece in rialzo di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,8 punti nel confronto tendenziale.

La disoccupazione a ottobre a fatto segnare il 12,5% e resta ai massimi,  da settembre, dove il dato era identico. E questo è il livello più alto che si sia  mai segnato  dall’inizio delle serie mensili, gennaio 2004, sia delle trimestrali, primo trimestre 1977. Su base annua l’aumento è di 1,2 punti. Il numero di disoccupati a ottobre, è pari a 3 milioni 189 mila, sostanzialmente invariato rispetto al mese precedente ma in aumento del 9,9% su base annua (+287 mila). Terzo trimestre a 11,3% Il tasso di disoccupazione nel terzo trimestre è pari all’11,3%, in crescita di 1,5 punti percentuali su base annua, comunica l’Istat (dati grezzi), spiegando che a livello trimestrale e in base a confronti annui si tratta del tasso più alto dal terzo trimestre 1977, ovvero dall’inizio delle serie storiche. E nel Mezzogiorno il tasso è al 18,5%.

Ma quello che più preoccupa è che è in calo anche il numero dei precari. Il lavoro atipico infatti secondo l’Istat subisce un nuovo calo, il terzo consecutivo. Nel terzo trimestre del 2013, infatti, il numero di dipendenti a tempo determinato e di collaboratori scende a 2 milioni 624 mila, in calo di 253 mila unità (-8,8% su anno). Si tratta di una diminuzione ancora più forte rispetto a quella registrata per i dipendenti a tempo indeterminato (-1,3%).

Il numero degli scoraggiati, coloro che non cercano lavoro perchè ritengono di non trovarlo, nel terzo trimestre del 2013 sale a 1 milione 901 mila. Lo rileva l’Istat, spiegando come non si era mai registrato un livello così elevato. Inoltre il numero di occupati è fermo a  22 milioni 358 mila a ottobre, mentre cala dell’1,8% su base annua, ovvero si contano 408 mila persone in meno a lavoro.

Cenere a 8 km di altezza: le esplosioni del vulcano Sinabung

sinabung-tuttacronacaNuove esplosioni del vulcano indonesiano Sinabung, nel nord dell’isola di Sumatra, che nella notte hanno costretto migliaia di persone a fuggire per mettersi a riparo dalla caduta di diversi massi che hanno interessato un’ampia area. L’attività vulcanica è stata inoltre caratterizzata dal lancio di cenere rovente fino a 8 km di altezza. Da quando il vulcano si è “svegliato”, fa sapere la Protezione civile locale, sono state oltre 12mila le persone costrette ad abbandonare la zona.

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Totti campione nel campo e nella vita: l’appello per le Filippine

Totti-unicef-tuttacronacaFrancesco Totti, capitano della Roma e ambasciatore dell’Unicef, ha lanciato un appello per l’emergenza Filippine. Nel video-messaggio il calciatore spiega: “Sulle Filippine si è abbattuto il più potente tifone mai registrato al mondo. Milioni di persone sono state colpite dal disastro, molti sono bambini. L’Unicef e il World Food Programme stanno già rispondendo all’emergenza, distribuendo aiuti di prima necessità. Ma occorre fare presto. I bambini delle Filippine e le loro famiglie hanno bisogno di aiuto, ora”. Per sostenere i programmi di aiuto basta donare un euro inviando un sms al 45590 da cellulare e due euro da rete fissa. “E’ una corsa contro il tempo!” conclude Totti. L’Unicef sta organizzando gli aiuti per quel che concerne i settori della sanità, nutrizione, acqua, servizi igienico-sanitari, istruzione e protezione dell’infanzia mentre il WFP è al lavoro per mobilitare il cibo e organizzare il supporto logistico e per le telecomunicazioni per le operazioni di soccorso, con ponti aerei dalle basi di Pronto Intervento Umanitario nel mondo.

Il tempio del sesso apre a due passi dal Tarvisio, 7mila mq di piacere!

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7mila metri quadri di piacere, tanto è grande il “Wellnessclub”, cioè il tempio del sesso, costruito da investitori tedeschi e svizzeri con circa 7 milioni di euro e pensato soprattutto per la clientela italiana. L’inaugurazione avverrà venerdì e sabato a Hohenturn, comune di 807 abitanti che ospita la struttura. Come riporta il dépliant qui viene praticato “l’erotismo, il piacere e l’esclusività ai più alti livelli”. Vi lavoreranno non meno di cento prostitute contemporaneamente e la struttura ha anche un ristorante e un bar. Sabato scorso c’è stata la  “giornata delle porte aperte” e il caos è stato totale. Oltre 1000 curiosi comprese famiglie con figli al seguito. Tutti volevano ammirare la struttura e poter sedere su uno dei divanetti o guardare le vasche idromassaggio, le saune, i pali per la lap dance.

C’era anche il sindaco Florian Tschinderle, che amministra Hohenturn a capo di una giunta monocolore dell’Övp, un partito che in Italia rappresenterebbe l’equivalente della Democrazia Cristiana. Il primo cittadino – come si legge in una nota diffusa dal club – si è compiaciuto con i “tenutari” del bordello, per “i vantaggi economici” di cui beneficerà il comune, rallegrandosi perché con la sua entrata in funzione “nel nostro territorio si creeranno 36 nuovi posti di lavoro”.

 

 

Una vittima italiana nel disastro delle Filippine

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Una vittima italiana è stata identificata nelle Filippine. La donna sarebbe morta in seguito a un infarto dopo il passaggio del tifone Haiyan. Al momento secondo il ministero degli Esteri mancano ancora due italiani all’appello «Tutti sono monitorati e una donna è stata ritrovata senza vita, deceduta pare a causa di un infarto per il tifone Haiyan», ha detto il ministro Bonino a margine di un suo intervento a Milano per la conferenza ‘Science for Peace’. «Mancano due soli italiani all’appello», ha aggiunto precisando: «È anche possibile che non si riescano a mettere in contatto con l’Italia, perchè i cellulari non funzionano».

«Proprio questa mattina alle 8 è atterrato il primo cargo di Agire (l’Agenzia italiana per le risposte alle emergenze, ndr) e della cooperazione italiana. Atri sono in partenza, uno già domani, anche su Manila, con materiali che avevamo o a Brindisi nel deposito o a Dubai». A dirlo Emma Bonino, il ministro degli Affari Esteri, a margine del suo intervento alla conferenza mondiale di ‘Science for Peacè, all’università Bocconi di Milano. Le principali difficoltà nel raggiungere le Filippine, spiega poi il ministro, sono legate alla devastazione del territorio: «Stiamo parlando – ha continuato – di 2milioni di sfollati e 400mila case allagate e una situazione di grande difficoltà per raggiungerli. Per cui non solo non bisogna intasare gli aeroporti, ma il problema è anche quello dei trasporti: le zone colpite sono lontane e servono delle navi per distribuire gli aiuti». A proposito della ‘macchina della solidarieta« che si è attivata in Italia per aiutare Manila, la Bonino ha specificato che è necessario »avere cuore e disciplina«. »Non dobbiamo – ha proseguito – mandare quello che abbiamo, ma quello che serve. Siamo in collegamento soprattutto con Echo (la direzione generale per gli aiuti umanitari della Commissione Europea, ndr) e con i nostri umanitari che si trovano sul posto per evitare duplicati e confusione«. Anche per questo motivo la Farnesina ha deciso di rafforzare la sua unità di crisi che opera sul posto, in aiuto all’ambasciata italiana delle Filippine, inviando due militari dell’unità di crisi e due del Centro Operativo Interforze

 Il caos provocato dal tifone Haiyan produce una macabra guerra di cifre sulle vittime nelle Filippine. L’Onu parla di circa 4.400 morti, Manila è ferma a 3.600, ma si teme che il bilancio crescerà. Nel frattempo, la comunità internazionale è attiva nei soccorsi. Dagli Stati Uniti sono in arrivo 900 marines e l’Ue ha inviato un team in una delle città più colpite. L’Italia entro domenica farà partire tre voli umanitari. Stamane, intanto, sono stati rintracciati altri due nostri connazionali. Ora ne mancano all’appello quattro. Il numero delle vittime risulta ancora molto inferiore ai diecimila stimati nei primi giorni del disastro. L’Onu riferisce di 4.460 morti, citando la protezione civile filippina, che però replica con un bilancio ufficiale di 2.360. Al governo di Manila, invece, risultano 3.621 morti, più 1.140 dispersi: una cifra che sostanzialmente coincide con la stima Onu. Il Comune di Tacloban, del resto, afferma che almeno 4.000 morti provengono dalla città costiera tre le più devastate dal tifone. La Croce Rossa, tra l’altro, teme che la cifra sia ancora provvisoria poichè diverse testimonianze parlano di cadaveri non identificati che giacciono ancora per le strade, tra le macerie. Le operazioni di soccorso intanto proseguono a pieno regime. Gli Stati Uniti annunciano il dispiegamento di un migliaio di marines, che dovrebbero arrivare nelle Filippine tra circa sei giorni. L’Unione Europea invia a Tacloban un team guidato dall’italiano Luigi D’Angelo, per facilitare l’arrivo degli aiuti e coordinarsi con le autorità locali e le altre organizzazioni internazionali. Da Roma il Consiglio dei ministri decreta lo stato di emergenza per sbloccare l’invio dei soccorsi. Alla Farnesina si fa il punto in una riunione presieduta dal viceministro degli Esteri Lapo Pistelli con ong, enti locali e Ministero della Difesa. In totale sono previsti tre voli umanitari entro domenica. Il primo doveva partire giovedì scorso con tende, coperte, taniche d’acqua e potabilizzatori, ma è rimasto bloccato per «affollamento» nei cieli filippini. Altri due porteranno un presidio medico avanzato, 11 tonnellate di generi di prima necessità dall’Italia e altri paesi, un ospedale da campo e un team di funzionari della protezione civile e delle regioni. Ed è in preparazione anche un quarto volo. Sul fronte delle ricerche degli italiani, oggi si registra il ritrovamento di altre due persone. «Stanno bene ed hanno retto emotivamente», fa sapere il ministro Emma Bonino. Pistelli poi aggiunge che per i quattro che ancora mancano all’appello si è «ragionevolmente ottimisti», perchè «l’assenza di notizie è collegata a un totale collasso delle comunicazioni», tanto più che i nostri connazionali si troverebbero «nell’epicentro del tifone» e questo rende «un pò faticoso ritrovarli».

We are the World: il video per le Filippine, mentre cresce il bilancio dei morti

philippines-typhoon-tuttacronacaAppena due giorni fa il presidente Benigno Aquino ha dichiarato che “Il bilancio dei morti per il passaggio del supertifone Haiyan nelle Filippine è di 2mila o 2.500 morti, ma non 10mila”. Ma se lui ha smentito il bilancio delle Nazioni Unite, ora, purtroppo, la realtà smentisce lui: è infatti salito a 4.460 morti il nuovo bilancio, ancora provvisorio, delle vittime del tifone Haiyan. Lo ha reso noto l’ufficio del coordinatore degli Affari umanitari delle Nazioni Unite citando i dati forniti dal governo di Manila. A causa della calamità, sono circa 900mila le persone che sono state sfollate.

Filippine: la fame spinge al saccheggio. Scontro a fuoco con la polizia

filippine-tifone-tuttacronacaE’ la tv locale filippina a riferire di uno scontro a fuoco avvenuto tra le forze dell’ordine e degli uomini armati che tentavano di saccheggiare negozi di alimentari nel villaggio di Abucay, uno dei centri più colpiti dal tremendo tifone Haiyan. E’ stata la carenza di generi alimentari a spingere migliaia di persone a prendere d’assalto un magazzino di riso ad Alangalang nell’isola di Leyte. Rex Estoperez, portavoce dell’autorità alimentare nazionale, ha piegato che un muro del magazzino assaltato è crollato e otto persone hanno perso la vita, aggiungendo in seguito che  sono stati portati via fino a 100mila sacchi di riso.

Haiyan, parla il presidente delle Filippine: 2500 morti

filippine-tifone-Haiyan-tuttacronacaNonostate i primi, allarmanti bilanci che parlavano di 10mila morti a seguito della furia distruttrice con la quale il tifone Haiyan si è abbattuto sulle Filippine, il presidente Benigno Aquino ha dichiarato che “Il bilancio dei morti per il passaggio del supertifone Haiyan nelle Filippine è di 2mila o 2.500 morti, ma non 10mila”. Il premier ha inoltre precisato che le prime stime fornite dalle Nazioni Unite potrebbero essere state influenzate dall’emotività causata dal dramma.

Il tifone nelle Filippine: ancora nessuna notizia di 9 italiani

filippine-tifone-tuttacronacaLe autorità italiane sono riuscite a rintracciare tre dei dodici italiani che si trovavano nelle Filippine al momento dell’arrivo del distruttivo tifone Haiyan e con i quali si erano persi i contatti. A riferirlo, il viceministro degli Esteri, Marta Dassù. “Siamo riusciti a contattare tre persone, stanno bene e questo è un dato positivo”, ha commentato il viceministro.

Il tifone nelle Filippine: di 12 italiani non si hanno notizie

tifone-filippine-tuttacronacaMassimo Roscigno, ambasciatore italiano a Manila, ha spiegato che sono una dozzina gli italiani presenti nelle Filippine dei quali non si hanno più notizie dopo il passaggio del terribile tifone Haiyan, che con il suo passaggio ha seminato morte e devastazione. “Le persone che ci sono state segnalate o di cui ci sono state richieste notizie e che non siamo ancora riusciti a contattare sono poche unità, forse una dozzina”. E ha aggiunto: “Speriamo che si tratti solo di un problema di comunicazione”.

Il supertifone: ansia per gli italiani nelle Filippine e per la salute dei bimbi

tifone-haiyan-tuttacronacaA lanciare l’allarme per la presenza di alcuni italiani nelle Filippine, dei quali al momento non si hanno notizie, è l’ambasciatore italiano Massimo Roscigno: “Ci sono dei cittadini italiani di cui non si riescono ad avere notizie e che risultano impossibili da contattare”.  ​All’Adnkronos ha spiegato: “Di alcuni sappiamo esserci probabile presenza in quelle zone ma ancora non abbiamo avuto modo di contattarli, perchè i collegamenti sono interrotti, ed è difficile raggiungerli”. Ma non sono solo i silenzi dei nostri concittadini a destare preoccupazione, nelle Filippine devastate dal tifone Haiyan si cerca di portare aiuti anche ai 4 milioni i bambini colpiti dalla tragedia. Al riguardo, l’Unicef sta accelerando l’invio di aiuti d’emergenza. “Vista la drammatica situazione, abbiamo deciso di aprire una campagna di raccolta fondi a favore dei bambini”, annuncia il presidente dell’Unicef Italia Giacomo Guerrera, che rivolge “un appello a tutti: è possibile donare tramite il sito unicef.it e i consueti canali”. Gli aiuti sono già stati mobilitati e il Rappresentante Unicef per leFilippine Tomoo Hozumi ha spiegato: “Stiamo facendo più in fretta possibile per procurarci aiuti essenziali per i bambini che stanno sopportando il peso di questa crisi. Raggiungere le zone più colpite è molto difficile; l’accesso è limitato a causa dei danni provocati dal tifone alle infrastrutture e alle comunicazioni, ma stiamo lavorando giorno e notte per trovare modi per rendere disponibili più rapidamente gli aiuti per i bambini, non appena le condizioni lo consentiranno”. Non solo cibo, l’Unicef si sta preoccupando anche di fornire kit sanitari e le spedizioni partite dalla Unicef Supply Division di Copenaghen stanno arrivando anche compresse per la depurazione dell’acqua, sapone, kit medici, teloni. I bambini che sono sfuggiti alla terribile violenza di Haiyan hanno bisogno di assistenza urgente. “L’Unicef sta facendo tutto il possibile per raggiungere questi bambini, il più rapidamente possibile con aiuti essenziali, per proteggere la loro salute, la loro sicurezza e il loro benessere nei difficili giorni a venire” ha ricordato il Rappresentante Unicef per le Filippine Hozumi. Nel frattempo, il governo delle Filippine ha lanciato un appello alla calma nelle zone devastate dalla furia del tifone Haiyan dove ieri si stanno registrando saccheggi ed assalti agli aiuti. “Il governo nazionale prenderà temporaneamente il controllo su quelli locali e nominerà persone agli incarichi rimasti vacanti”,  ha detto il presidente Benigno Aquino. Haiyan, nella sua corsa, ha intanto raggiunto anche il sud della Cina, dove almeno quattro persone sono morte e decine sono date per disperse e sul Vietnam. L’ agenzia Nuova Cina riferisce che le scuole sono rimaste chiuse per precauzione nelle città di Beihai, Qinzhou e Fangcgenggang, mentre le precipitazioni continuano. In totale circa mezzo milione di cinesi hanno subito la furia del tifone che ora si è ridotto di intensità ed è stato «declassato» a tempesta tropicale.

Nel fango con tutte le ruote: Wisdom e la sua Porsche

porche-fango-tuttacronacaSe la cava meglio sull’erba del campo il difensore del Liverpool e dell’Under-21 inglese Andre Wisdom. Se il calciatore può fare affidamento suoi suoi piedi, infatti, sembra non valga lo stesso per le quattro ruote. Come dimostrano le foto della sua Porsche Panamera Turbo da 500 cavalli immersa nel fango. Wisdom, infatti, ha pensato bene di usare l’auto per attraversare un guado, senza pensare che non si tratta di un fuoristrada…

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Tra le macerie, una nuova vita. La bimba nata nelle Filippine

bimba-filippine-tuttacronacaIl bilancio delle vittime del supertifone Haiyan, che con la sua potenza ha devastato le Filippine centrali, è stimato in 10mila persone. E i sopravvissuti non sanno come affrontare la situazione: non si trovano cibo, acqua nè medicine e si teme che i soccorsi siano insufficienti. Intanto le Nazioni Unite affermano che solo a Tacloban, sono stati seppelliti in una fossa comune dai 300 ai 500 corpi mentre l’ente filippino per l’aviazione civile ha reso noto che è stato parzialmente riaperto l’aeroporto di Tacloban per permettere un arrivo più rapido di aiuti umanitari che ad ora sono giunti in minima parte data la necessità di utilizzare solo elicotteri militari o le strade di accesso in gran parte ancora inagibili. Ma in questo panorama desolante e carico di disperazione, ecco che la vita è comunque riuscita a fare capolino. Una donna ha infatti dato alla luce la piccola Bea Joy, in onore della nonna Beatriz che ha perso la vita nel disastro. “E’ il mio miracolo. Ho pensato che sarei morta”, ha raccontato la madre Emily Sagalis, 21 anni, dopo la nascita avvenuta in una sala dell’aeroporto semi-distrutto di Tacloban, adibita a sala parto di emergenza.

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Il supertifone nelle Filippine: gli aiuti arrivano da Ue e Usa

tifone-yolanda-tuttacronacaLa Commissione europea ha deciso d’intervenire nelle Filippine a seguito della tragedia provocata dal tifone Haiyan ed ha annunciato lo stanziamento di 3 milioni di euro per affrontare i danni. Questi fondi “coprono le esigenze più urgenti nelle zone più colpite” dal tifone, ha reso noto la Commissione, sottolineando in una nota che, insieme ai suoi partner umanitari, intende “coordinare con le autorità locali e nazionali le operazioni di assistenza”. Kristalina Georgieva, commissario agli aiuti umanitari, ha dichiarato: “Si tratta di uno dei tifoni piu’ violenti che il mondo abbia mai visto”. A Washington il capo del Pentagono, Chuck Hagel, ha annunciato che gli Stati Uniti invieranno aiuti militari. “Il Comando militare americano del Pacifico interverrà in questa situazione, in una prima fase nelle operazioni di soccorso e di ricerca in mare”, ha riferito un portavoce. Anche il Segretario generale delle nazioni Unite, Ban Ki-moon ha sollecitato le agenzie umanitari del Palazzo di vetro a “rispondere rapidamente” all’emergenza.

Testimoni hanno riferito che Tacloban, capitale della provincia di Leyte, è “totalmente distrutta”. Un insegnante 36enne, Andrew Pomeda, ha raccontato che “La gente vaga per strada impazzita, per aver perso la famiglia o per cercare cibo. Molti sono diventati aggressivi e violenti e vi sono saccheggi dappertutto. Entro una settimana, se qui non arrivano i soccorsi, moriremo tutti di fame”. Aiuti arrivano anche dall’Italia, dove vivono 157 mila cittadini filippini che in queste ore tentato di comunicare con parenti e amici che vivono nelle zone più colpite. Tra i mezzi di comunicazione utilizzati, i social network, che però non danno segni di vita. Al Corriere della Sera Mylene Bernas, referente di un’associazione filippina in Italia, ha spiegato: “E’ saltato tutto, neppure le televisioni riescono ad arrivare per poterci inviare qualche notizia.” Nessuna speranza nemmeno dai telefoni come aggiunge Mylene: “Abbiamo tre grandi compagnie telefoniche nelle Filippine, e nessuna ha copertura, i segnali sono crollati”. Anche Miss Filippine in Italia, Donna Rose, nel tentativo di inviare aiuti concreti, ha lanciato un appello, rivolgendosi ai compagni di classe: “Ho chiesto di raccogliere tonno, pasta, riso e vestiti usati da mandare nella regione devastata dal tifone. Regione dove vivevo fino a 4 anni fa”. Lo stesso stanno facendo i sacerdoti filippini che svolgono il loro mandato in Italia. E’ uno di loro a spiegare: “Siamo molto occupati e stiamo cercando di contattare i connazionali qui”. Sarà una giornata per ritrovarsi tutti anche a Milano, dove è presente una lega sportiva della comunità filippina: il presidente Carlito Manahan spiega che in questo giorno ci campionato “sarà una domenica per fare una riunione così da capire come muoversi”.

Almeno 10mila morti nelle Filippine: le immagini della distruzione

tifone-haiyan-tuttacronacaE’ di almeno 10mila morti nella provincia di Leyte la stima iniziale delle vittime del tifone Haiyan, che si è abbattuto sulle Filippine. Sull’isola di Samar sono state accertate 300 vittime e i dispersi sarebbero oltre 2mila. Mentre si teme che il numero dei morti possa aumentare ulteriormente, restano ancora isolate le zone più colpite della costa est. Al momento, il tifone si sta muovendo verso la Cina ed è atteso in Vietnam, dove seicentomila persone sono già state evacuate.

Nel frattempo, in rete rimbalzano i video che mostrano la potenza distruttiva del supertifone, in particolare quello del giornalista televisivo Atom Araullo, unico reporter a raccontare in diretta la devastazione. Nelle Filippine, grazie al coraggio dimostrato, è già diventato una sorta di eroe nazionale. L’inviato si trovava a Tacloban, la città dell’isola di Leyte che è stata distrutta.

Haiytan, con i suoi venti con una velocità do 315 chilometri orari che hanno causato onde alte fino a sei metri, ha causato un livello di distruzione simile a quello di uno tsunami, riuscendo anche a trasportare fino a terra due navi, ora abbandonate sulla riva, tra le macerie.

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Il supertifone nelle Filippine: morte e distruzione

tifone-filippine-tuttacronacaE’ tragico il bilancio della Croce Rossa che, dopo aver ricevuto rapporti sulle vittima a Tacloban e nella provincia di Samar, parla di 1200 vittime a seguito del passaggio del supertifone Haiyan, che ha colpito il centro delle Filippine. Il maggior numero di morti asi è registrato nella città di Tacloban, al centro dell’arcipelago. I corpi delle vittime sono distesi delle strade, secondo la testimonianza di un ufficiale dell’aeronautica che ha sorvolato Tacloban. Lo ha reso noto il capitano John Andrews, vice direttore generale dell’Aviazione civile delle Filippine.

L’agenzia nazionale per le emergenze ha riferito che sono state evacuate oltre 900mila famiglie, cioè circa 4 milioni di persone, con solo mezzo milione che ha trovato riparo nei centri appositi. Haiyan ha distrutto case, provocato frane e nubifragi e interrotto elettricità e comunicazioni in numerose isole.

Ora, secondo quanto riportano  i meteorologi cinesi, il tifone si sta spostando verso la provincia insulare di Hainan dopo aver fatto il suo ingresso nelle acque del Mar Cinese Meridionale. Tutte le barche dei pescatori sono state fatte rientrare in porto mentre il livello d’allarme per le onde è passato da giallo ad arancione.

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Haiyan, il super tifone che si è abbattuto sulle Filippine

tifone-filippine-tuttacronacaSi chiama Haiyan ed è il più potente tifone di quest’anno. Abbattutosi sul centro delle Filippine con le sue piogge torrenziali e i venti fino a 300 km all’ora, il tifone di categoria 5, esteso su un fronte di 600 km, ha toccato terra sulla punta nord dell’isola di Cebu. Coinvolte anche le isole di Leyte, Samar e Bohol. Nella stessa zona dove ha abbattuto la sua violenza, lo scorso ottobre si erano registrati 200 morti a causa di un potente terremoto. Le autorità hanno evacuato oltre 120mila persone, tutti i servizi di trasporto nella regione sono stati cancellati e la corrente elettrica è in molti casi interrotta. Decine di migliaia di persone hanno trovato riparo nelle scuole, nei centri sportivi e in altre strutture pubbliche al coperto. Nelle ore successive, Haiyan si è progressivamente indebolito, facendo registrare una velocità dei venti fino a 200 km all’ora. Il potenziale di danno del tifone e’ stato definito “catastrofico”, con 12 milioni di residenti nell’area del previsto percorso di Haiyan.

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Tutto il giorno al pc? In Cina ci sono le maschere per proteggere la pelle

maschera-computer-cina-tuttacronacaEra il 2009 quando delle strane maschere fecero la loro comparsa negli uffici cinesi. Si tratta di maschere che promettono di bloccare le radiazioni emesse dagli schermi dei pc che, nonostante gli esperti sostengano che non sarebbero dannose per la pelle del viso, hanno preso rapidamente piede tra gli impiegati. Chi trascorre molto tempo allo schermo, infatti, preferisce non rischiare e acquista le “fang fushe mian ju”, questo il loro nome, che coprono totalmente il volto, con fessure soltanto per gli occhi e per il naso. Le maschere sono realizzate principalmente con gli stessi materiali utilizzati per gli indumenti.

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L’isola “imbiancata” dalla cenere: l’eruzione del vulcano Sinabung

vulcano-sinabung-tuttacronacaDomenica si è risvegliato il vulcano Sinabung, sull’isola indonesiana di Sumatra, con una violenta eruzione. Nel cielo si è innalzata una colonna di fumo altra oltre sette chilometri che, ricadendo, ha ricoperto l’isola e i suoi abitanti di cenere. La polvere grigia ha invaso strade e case e molti villaggi sono già stati evacuati.

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Quando il degrado è arte!

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Vintage, degrado e abbandono possono fare tendenza? Sembra proprio che la nuova moda che imperversa sul web sia costruita proprio sull’idea di trasandato, malinconico e solitario, un occhio a quello che eravamo e che non c’è più… a quelle architetture lasciate all’oblio e a quegli oggetti dimenticati che trovano però una seconda vita attraverso gli scatti artistici che la rete raccoglie… buon passato a tutti!

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Terribile lutto in casa di Goran Vujevic: muore il figlio di 5 anni

Goran_Vujević-tuttacronacaE’ stato colpito da un lutto dolorosissimo lo schiacciatore della Sir Safety Banca di Mantignana Perugia, Goran Vujevic. Si è infatti spento nella notte il piccolo Stefan, di appena 5 anni, primogenito del pallavolista e della moglie Francesca. A Vujevic, oro olimpico ed europeo con la Serbia, è giunto il cordoglio della Federvolley per la terribile perdita mentre il presidente Sirci e tutta la dirigenza, tecnici, giocatori ed ogni componente societaria si sono stretti al capitano in un forte abbraccio.

I sogni infranti della ricerca italiana? Rivelazione shock alla Myrmex

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C’è chi dice che funziona così e non si pone neppure più il problema, ma c’è anche chi tra i 76 ricercatori del laboratorio Myrmex di Catania – un’eccellenza italiana nel campo della tossicologia, fino al 2011 proprietà di Pfizer – proprio non ci sta e afferma: “la nostra ricerca, negli ultimi due anni, è stata realizzata solo sulla carta: a questo progetto non ho lavorato neanche un minuto. Ho firmato documenti nei quali dichiaravo d’aver lavorato molte ore: è falso. Ho firmato per timore di perdere il lavoro, non sono l’unico, ma ora sono stanco: aspetto che un magistrato mi convochi, per raccontargli tutto, spero che la Guardia di Finanza entri nei nostri uffici. Non abbiamo neanche i reagenti. Sono tutti scaduti. Di quale ricerca parliamo?”

Quanto costa un laboratorio che dovrebbe fare ricerca e forse non la fa? Un progetto targato Myrmex è stato pagato tre mesi da con ben 3 milioni di euro come hanno confermato fonti del Ministero a Il Fatto Quotidiano. La quietanza della Banca d’Italia è datata 7 agosto 2013.

Il Fatto Quotidiano prova quindi a contattare l’amministratore delegato di Myrmex, Gian Luca Calvi, ma senza esiti positivi. Quindi prova anche con il direttore del centro Salvatore Celeste, ma anche lui, secondo il Fatto, non vuole rilasciare dichiarazioni.

Renzi e le condizioni per la “stabilità”: mirino sulle pensioni oltre i 2000 euro

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Renzi e le sue proposte per la legge di stabilità. Le detta a Epifani ed è pronto a far guerra in parlamento. Le condizioni che ha posto sembrerebbero essere due:

  • la manovra non strozzi le amministrazioni locali, già affrante dal patto di stabilità europeo, che vengano assicurati investimenti per favorire la ripresa.
  • il reddito di cittadinanza: da finanziare con prelievi alle cosiddette ‘pensioni d’oro’.

Sulla questione il ragionamento dei renziani è noto da tempo. E il sindaco lo ha spiegato al segretario del Pd. Le cose stanno così: “2 milioni di pensionati con una pensione di oltre 2mila euro al mese costano allo Stato esattamente quanto costano gli 11 milioni che prendono nemmeno mille euro al mese. Questo non è accettabile. Il 57 per cento della spesa sociale in Italia se ne va per pagare le pensioni: noi siamo anche per toccare i diritti acquisiti di chi ha maturato la pensione con il sistema retributivo e non con il contributivo”. Che significa: “Chiedere di mollare sul passato per investire sul futuro: quei soldi andrebbero alle politiche per l’occupazione”.

Quindi torna prepotentemente la voglia di andare a intaccare i diritti acquisiti, quei diritti su cui la Corte Costituzionale già si espressa ampiamente e ha riconosciuto intoccabili.

L’Italia secondo Renzi, ecco le sue linee guida

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Partito liquido? No forse ora Renzi si sposta sull’idea di un partito agile, ma radicato sul territorio in cui molto spazio devono occuparlo i sindaci e gli amministratori locali e dove gli organismi centrali devono solo pensare al coordinamento. Un partito che abbia idee e lanci grandi campagne dal basso. Un partito che sia partecipativo. Nel documento i protagonisti sarebbero la scuola, l’economia, il fisco, la riforma della burocrazia e l’Europa. Un ruolo fondamentale poi sarebbe stato dedicato alla riattivazione del credito alle imprese per la ripresa della pmi. A redigere il testo hanno collaborato Dario Parrini, Enrico Morando e Giorgio Tonini.

 

Giornate amare per i rossoneri: stadio chiuso una giornata e Mexes fuori 4

mexes-pugno-chiellini-tuttacronacaI cori di discriminazione territoriale da parte dei tifosi costano cari alla società rossonera: il giudice sportivo ha infatti deciso “l’obbligo di disputare una gara a porte chiuse ed un’ammenda di 50mila euro per il Milan”. La decisione è stata presa da Tosel “per avere alcune centinaia di suoi sostenitori, alcuni minuti prima dell’inizio della gara, al 6° ed al 43° del secondo tempo, intonato un insultante coro espressivo di discriminazione territoriale nei confronti dei sostenitori di altra società”. Stadio Meazza chiuso dunque in occasione di Milan-Udinese, che si disputerà il 20 ottobre, alla ripresa del campionato dopo l’interruzione per gli impegni della Nazionale. Dal canto suo il Milan ha già reso noto che “Il Giudice Sportivo ha stabilito che l’AC Milan dovrà disputare la prossima gara casalinga a porte chiuse. Il provvedimento, che è privo di giustificazione, sarà oggetto di ricorso”. Ma Allegri, reduce dalla sconfitta contro la Juve, dovrà fare i conti anche con l’assenza di Mexes, squalificato per un totale di 4 giornate, una delle quali a seguito dell’espulsione per doppia ammonizione nell’incontro allo Juventus Stadium. Sanzionato invece con tre turni il pugno che il giocatore ha inflitto a Chiellini. Secondo il giudice sportivo, “le immagini televisive documentano che nelle circostanze segnalate il calciatore rosso-nero, nella propria area di rigore particolarmente affollata per l’esecuzione di un calcio d’angolo, con un repentino movimento in avanti del braccio destro, colpiva da tergo con un pugno all’altezza del collo il calciatore bianco-nero, che cadeva dolorante al suolo. L’azione proseguiva senza che l’arbitro adottasse alcun provvedimento disciplinare in quanto, come precisato su richiesta di questo ufficio con mail pervenuta alle ore 15,18 odierne, l’episodio non era stato notato ne dal Direttore di gara ne dai suoi Collaboratori”. Inoltre Tosel ritiene “che il riprovevole gesto compiuto dal Mexes, del tutto avulso dal contesto agonistico per la distanza dal pallone a cui entrambi i protagonisti si trovavano, integri per l’evidente volontarietà, l’energia impressa e la delicatezza della zona (collo) attinta dal colpo, gli estremi della ‘condotta violenta’ sanzionabile ex art. 19, n. 4 lettera d) CGS, connotata, per consolidato orientamento interpretativo, dall’intenzionalità e dalla potenzialità lesiva”. “Ne consegue l’ammissibilità della ‘prova televisiva’ e la sanzionabilità del segnalato comportamento che appare equo quantificare nei termini precisati nel dispositivo”.

Il pugno di Mexes ai danni di Chiellini, scoppia la polemica dopo Juve Milan

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Juventus – Milan non poteva non aprire polemiche. Il big match vinto dai bianconeri inevitabilmente avrebbe lasciato polemiche e tanta delusione in casa rossonera dove sembrano sempre più insistenti voci di un possibile cambio di allenatore. Ma oggi la protesta dei tifosi juventini si concentra su Philippe Mexes che sugli sviluppi di un calcio d’angolo entra in contatto con Giorgio Chiellini  nell’area di rigore milanista. Mexes strattona la maglia di Chiellini, poi lo colpisce alla spalla destra con un pugno mentre il difensore bianconero cerca di divincolarsi.

 

L’Italia è il paese più infettato da web in Europa

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Una vera e propria epidemia è in corso in Italia. Una mail ogni 177 contiene un virus e questi numeri ci hanno fatto balzare in testa alla classifica di Paese più infettato dal web in Europa. Un primato che sicuramente non ci fa onore, ma il rapporto  Symantec 2013 non lascia dubbi. Oltre ai virus che viaggiano nelle nostre mail è presente anche il phishing, cioè furto di identità digitale, con una media di un tentativo ogni 406 mail. Da cosa deriva questa nostra esposizione ai rischi del web? Sicuramente in una scarsa informazione e cultura informatica, oltre agli elevati costi che non consentono alle imprese piccole e medie di investire nella sicurezza del web.

Dietro a questo primato ci sarebbe la “pigrizia” degli italiani nell’aggiornare il proprio antivirus, la poca sicurezza della navigazione da smartphone e tablet e le Pmi, sempre secondo il rapporto Symantec:

“A livello mondiale un attacco ogni tre è rivolto contro aziende con meno di 250 dipendenti: le grandi società hanno maggiori budget per la sicurezza. Concludiamo sempre con le classifiche. I Paesi più infettati al mondo considerando tutti i problemi di natura informatica sono Usa e India. In Europa siamo terzi, dopo Germania e Olanda. Almeno che si facciano tutti i nomi degli untori.”.

Stroncati i sogni di ripresa? Pil italiano a -1,8

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L’Italia è l’unico Paese del G7, cioè tra le sette nazioni più industrializzate, a far registrare un Pil negativo per l’anno in corso. Sono quindi stroncati i sogni di ripresa tanto annunciati da Enrico Letta? E’ vero che mancano pochi mesi alla fine del 2013, ma è pur vero che l’Ocse, ha confermato la  stima di una contrazione del Pil italiano dell’1,8%. L’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, in un aggiornamento di interim delle sue previsioni economiche, ha affermato che l’area euro come insieme non è più in recessione.  A livello mondiale, sempre secondo l’Ocse, soprattutto nelle “grandi economie emergenti, la crescita ha rallentato”, mentre “l’attività si sta espandendo a ritmi incoraggianti in Nord America, Giappone e Regno Unito, mentre l’area euro come insieme non è più in recessione”, afferma l’Ocse. Per gli Usa quest’anno è previsto un più 1,7 per cento del Pil, in Germania un più 0,7 per cento, in Francia un più 0,3 per cento e in Gb un più 1,5 per cento.

L’Ocse comunque avverte che il miglioramento della crescita nei paesi avanzati, per quanto gradito “non è ancora consolidato” mentre “permangono rischi rilevanti”. Bisogna continuare a sostenere la domanda, anche con politiche monetaria straordinarie, mentre le riforme strutturali volte a rimuovere gli impedimenti alla crescita e alla creazione di lavoro restano “vitali”, conclude l’ente parigino con un comunicato.

L’italiana che salva uno squalo, infilandogli il braccio in bocca

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E’ un’italiana,  conosciuta nel mondo come “la donna che ipnotizza gli squali”, la sub che per salvare la vita a uno squalo, dopo averlo ipnotizzato, ha introdotto il suo braccio fra le sue fauci per rimuovere un uncino che stava per soffocarlo. Cristina Zenato, 42enne, cresciuta nel mezzo della foresta pluviale del Congo, è stata immortalata in un filmato che dimostra il suo grande amore per gli squali.

L’Italia fallisce:+6% di aziende presentano la procedura fallimentare

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La ripresa sarà anche alle porte, ma c’è chi ha già chiuso i battenti. Nel primo semestre del 2013 si sono registrate circa 6.500 nuove procedure fallimentari, in aumento rispetto allo scorso anno di quasi il 6%. Sono questi i dati allarmanti diffusi dall’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza sui fallimenti delle aziende. Con la crisi economica sono a rischio anche le imprese “storiche”. Tra il 2008 e il 2012 sono circa 9mila quelle che, nonostante oltre 50 anni di attività, hanno chiuso i battenti.

Subito dietro dopo la Lombardia, Lazio e Toscana fanno rilevare il dato più alto per nuovi fallimenti in rapporto al numero di imprese attive (in entrambe le regioni 1,5 imprese su 1000 hanno iniziato la procedura di fallimento nei primi sei mesi del 2013). Tra le regioni italiane, la percentuale delle imprese storiche che hanno cessato l’attività tra il 2008 e il 2012 sale in Calabria e supera la metà delle imprese storiche (53%, circa 250 imprese), così come in Puglia (47,6%, circa 300 imprese).“

Non va meglio in Francia dove sono oltre 60 mila aziende francesi ad aver dichiarato fallimento nell’arco di un anno. Nel giugno 2013, il maggior numero di aziende che hanno fallito sono piccole imprese, e il loro numero è aumentato del 4%. Le principali aziende fallite, registrate dalla Banca Centrale Francese si occupano del settore immobiliare, di quello della ristorazione, e dell’edilizia.

Francesco De Gregori e quella sinistra che non c’è più

Francesco De Gregori-tuttacronacaRilascia un’intervista fiume al Corriere della Sera il cantautore Francesco De Gregori che spiega come il suo interesse per la politica sia “molto scemato” rispetto al passato. “Ha presente il principio fondativo delle rivoluzioni liberali, ‘no taxation without representation?’. Ecco, lo rovescerei: pago le tasse, sono felice di farlo, partecipo al gioco. Però, per favore, tassatemi quanto volete, ma non pretendete di rappresentarmi”. E’ lui stesso a raccontare di aver votato ” Monti alla Camera e Bersani al Senato. Mi pareva che Monti avesse governato in modo consapevole in un momento difficile. Sono contento di com’è andata? No. Oggi non so cosa farei. Probabilmente non voterei. Con questo sistema, tanto vale scegliere i parlamentari sull’elenco del telefono”. Il cantautore politico per eccellenza spiega: “Continuo a pensarmi di sinistra. Sono nato lì. Sono convinto che vadano tutelate le fasce sociali più deboli, gli immigrati, i giovani che magari oggi nemmeno sanno cos’è il Pd. Sono convinto che bisogna lavorare per rendere i poveri meno poveri, che la ricchezza debba essere redistribuita; anche se non credo che la ricchezza in quanto tale vada punita. E sono a favore della scuola pubblica, delle pari opportunità, della meritocrazia. Tutto questo sta più nell’orizzonte culturale della sinistra che in quello della destra. Ma secondo lei cos’è oggi la sinistra italiana?”. E spiega: “È un arco cangiante che va dall’idolatria per le piste ciclabili a un sindacalismo vecchio stampo, novecentesco, a tratti incompatibile con la modernità. Che agita in continuazione i feticci del ‘politicamente corretto’, una moda americana di trent’anni fa, e della ‘Costituzione più bella del mondo’. Che si commuove per lo slow food e poi magari, “en passant”, strizza l’occhio ai No Tav per provare a fare scouting con i grillini. Tutto questo non è facile da capire, almeno per me”. Ma di questa situazione è stanco: “Questo governo non piace a nessuno. Ma credo fosse l’unico possibile. Ringrazio Dio che non si sia fatto un governo con Grillo e magari un referendum per uscire dall’euro. Se poi molti nel Pd volevano governare con Grillo e io non sono d’accordo non è un dramma. Ora il Pd è di moda occuparlo, prendere la tessera per poi stracciarla. Non ne posso più di queste spiritosaggini”.

Neanche su Letta ha un parere preciso: “Le ho detto che seguo poco. Se mi chiede chi è ministro di cosa, magari non lo so. Quando viaggio compro sei giornali, ma dopo dieci minuti li poso e comincio a guardare fuori dal finestrino…”. Ma da cosa deriva un simile atteggiamento? “Magari è colpa mia. Mi sento, mischiando Prezzolini e Togliatti, un ‘inutile apota’. Comunque nutro un certo rispetto per il lavoro non facile di Letta e di Alfano. Sono stufo del fatto che, appena si cerca un accordo su una riforma, subito da sinistra si gridi all”inciucio’, al tradimento. Basta con queste sciocchezze. Basta con l’ansia di non avere nemici a sinistra; io ho sempre avuto nemici a sinistra, e non me ne sono mai occupato. Ho votato Pci quando era comunista anche Napolitano. Ma viene il momento in cui la realtà cambia le cose, bisogna distaccarsi da alcune vecchie certezze, lasciare la ciambella di salvataggio ed essere liberi di nuotare, non abbandonando per questo la tua terra d’origine. Non ce la faccio più a sentir recitare la solita solfa “Dì qualcosa di sinistra”. Era la bellissima battuta di un vecchio film, non può diventare l’unica bandiera delle anime belle di oggi. Proviamo piuttosto a dire qualcosa di sensato, di importante, di nuovo. Magari scopriremo che è anche di sinistra”. E non poteva mancare una riflessione su Berlusconi: “Berlusconi è stato fondamentalmente un uomo d’azienda. Nel suo campo e nel suo tempo una persona molto abile, non un vecchio padrone delle ferriere. Ha fatto politica solo per proteggere i suoi interessi, senza avere nessun senso dello Stato, nessun rispetto per le regole e, credo, con alle spalle una scarsa cultura generale. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. È imputato di reati gravi e si è difeso dai processi più che nei processi. Che altro vuole sapere? Aveva ragione l’Economist : Berlusconi era inadatto a governare l’Italia. Mi chiedo però anche se l’Italia sia adatta a essere governata da qualcuno”. Un premier non telefona in questura per far liberare un’arrestata dicendo che è la nipote di Mubarak, non crede? “Certo. Andreotti non si sarebbe mai esposto così. Però, guardi, ho seguito con crescente fastidio e disinteresse l’accanimento sulla sua vita privata. Forse potevamo farci qualche domanda in meno su Noemi e qualcuna di più sull’Ilva di Taranto? Pensare di eliminare Berlusconi per via giudiziaria credo sia stato il più grande errore di questa sinistra. Meglio sarebbe stato elaborare un progetto credibile di riforma della società e competere con lui su temi concreti, invece di gingillarsi a chiamarlo Caimano e coltivare l’ossessione di vederlo in galera. Non condivido nulla dell’etica e dell’estetica berlusconiana, ma mi irrita sentir parlare di ‘regime berlusconiano’: è una falsa rappresentazione, oltre che una mancanza di rispetto per gli oppositori di Castro o di Putin che stanno in carcere. E ho trovato anche ridicolo che si sia appiccicata una lettera scarlatta al sindaco di Firenze per un suo incontro col premier”. E riguardo al sindaco fiorentino, che appare l’uomo del futuro: “Renzi è uno che ha sparigliato. Se il Pd avesse candidato lui probabilmente avrebbe vinto. Ma la scelta del termine rottamazione non mi è mai piaciuta, mi è sempre parsa volgare e violenta. E poi non sono più disposto a seguire nessuno a scatola chiusa”. Non crede quindi molto in lui e sembra non abbia intenzione di votare alle primarie: “Il verbo ‘credere’ non dovrebbe appartenere alla politica. Non basta promettere bene e saper comunicare. E poi penso di non votare alle secondarie, si figuri se voterò alle primarie. Il Pd sta passando l’estate a litigare. E magari anche Renzi ne uscirà logorato”. Ma De Gregori non è convinto neanche dei metodi utilizzati da Grillo: “Ho trovato inquietante la campagna di Grillo, il suo modo di essere e di porsi, il rifiuto del confronto, le adunate oceaniche. Condivido i tagli ai costi della politica e la richiesta di moralizzazione che viene da molti e che Grillo ha saputo ben intercettare. Molti elettori e molti eletti del M5S sono sicuramente persone degne e capaci di fare politica. Ma questa idea della Rete come palingenesi e istituzione iperdemocratica mi ricorda i romanzi di Urania”. E se in passato aveva criticato Veltroni, ora qualcuno che gli piace c’è: “Papa Francesco, la più bella notizia degli ultimi anni. Ma mi piaceva anche Ratzinger. Intellettuale di altissimo livello, all’apparenza nemico del mondo moderno e in realtà avanzatissimo, grande teologo e per questo forse distante dalla gente. Magari i fedeli in piazza San Pietro non lo capivano. Ma il suo discorso di Ratisbona fu un discorso importante”. Ma De Gregori, Viva l’Italia è una canzone che sente ancora adatta al momento: “Sono convinto che l’Italia abbia grandi chance per il futuro. E ogni volta che canto quella canzone sento che ogni parola di quel testo continua ad avere un peso. ‘L’Italia che resiste’, ad esempio; e solo le anime semplici potevano pensare che c’entrasse qualcosa con lo slogan giustizialista ‘resistere resistere resistere’. ‘L’Italia che si dispera e l’Italia che s’innamora’. L’Italia che ogni tanto s’innamora delle persone sbagliate, da Mussolini a Berlusconi. Ma il mio amore per l’Italia, e per gli italiani, non è in discussione. Sono stato berlusconiano solo per trenta secondi in vita mia: quando ho visto i sorrisi di scherno di Merkel e Sarkozy”.

Nuovo allarme disoccupazione giovanile: ormai si supera il 39%

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E’ un nuovo allarme per la disoccupazione giovanile (15-24 anni) che ormai arriva al 39,1%. Al di là del dato allarmante quello che si deve registrare è che non vi è stato un cambiamento di tendenza se si pensa che la disoccupazione è in crescita dello 0,8% su maggio (quindi quali un 1% in più) e che ormai è a quota 4,6% in più su base annua.  Anche la disoccupazione in generale non va meglio e riconferma il dato di maggio (c’è solo un calo dello 0,1%). Se poi si considera invece il dato su base annua, allora la disoccupazione resta molto preoccupante con un rialzo del 1,2%. Per la terza volta consecutiva dall’inizio dell’anno la disoccupazione ha toccato sfondato la quota 12%.  Questi dati preoccupanti sono aggravati anche dal fatto che di solito durante il periodo estivo, almeno una certa quota di ragazzi, negli anni passati, trovava impieghi stagionali, mentre quest’anno non vi è stato nessun miglioramento in tal senso. Forse si risente della crisi che ha toccato il settore turistico e sicuramente dei molti esercizi commerciali che avendo chiuso i battenti non hanno più bisogno di un ricambio di personale nel periodo estivo. Una situazione grave che è uno specchio di ciò che si sta vivendo in Italia e della quota sempre maggiore di giovani e meno giovani che ha deciso di trasferirsi all’estero per trovare lavoro.

Dati Ocse: da crisi a catastrofe? Tra disoccupazione e precariato l’Italia affonda?

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Arrivano i dati Ocse e certamente è una nuova doccia fredda per gli italiani. Che le coe andassero male non era certo difficile da capire, ma forse vedere nero su bianco il suo ultimo rapporto sull’occupazione è davvero allarmante. Oltre la metà dei lavoratori italiani under 25, il 52,9%, ha un lavoro precario e rispetto al 2000 la percetuale di chi è precario è raddoppiata. Ma se per 2014 l’Ocse stima una diminuzione dei disoccupati negli stati membri, per l’Italia la previsione è nera. Il paese intrappolato tra recessione e disoccupazione viaggia in controtendenza. Cosa prevede l’Ocse?  Un peggioramento del tasso dei senza lavoro al 12,6% nel quarto trimestre del 2014 dal 12,2% dello scorso maggio e contro il 6,2% ante-crisi. E’ il sesto peggior dato tra i 34 paesi aderenti all’organizzazione e contrasta con la media dell’area, attesa in miglioramento dall’attuale 8% al 7,8% di fine 2014, oltre ad essere uno dei peggioramenti più marcati tra i paesi industrializzati rispetto al 2007.

Ma se chi è disoccupato è anche scoraggiato, c’è chi lavora e non riesce ad arrivare a fine mese.  Con un salario reale medio annuo di 33.849 dollari a parità di potere d’acquisto, in calo dell’1,9% sul 2011, la penisola è 20esima sui 30 paesi di cui sono disponibili i dati. La media Ocse è superiore di quasi 10mila dollari a 43.523 dollari (-0,1% sul 2011). La Germania si posiziona a 42mila euro (+1%) e la Francia a 39.600 (+0,4%). Il calo segnato dai salari medi in Italia lo scorso anno è ancora più ampio di quello del 2011 (-1,5%). Tra il 2007 e il 2004 la flessione è dello 0,4%, una delle maggiori dell’area Ocse, dove i salari hanno in media segnato un aumento dello 0,3% nel periodo. Il costo unitario del lavoro, inoltre, dopo il calo dell’1,6% del 2011 è diminuito dello 0,5% nel 2012 contro -0,8% e -0,9% della media Ocse.

Eppure in Italia si lavora di più: 25% in più dei tedeschi. Nonostante questo le ore lavorate in media durante l’anno sono calate.

E si parla ancora di ripresa? L’Expo è il tocca sana? Chi darà fiducia agli italiani per un futuro migliore… l’acquisto degli F35?

La ghigliottina delle tasse locali: dal ’92 aumentate del 500%

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In poco più di 20 anni le imposte delle amministrazioni locali hanno avuto un incremento di oltre il 500% aumentando da 18 a 108 miliardi di euro. I dati sono stati forniti da uno studio di Confcommercio in collaborazione con il Cer. Nello studio si legge anche che negli ultimi 20 anni , la spesa corrente delle amministrazioni centrali (Stato e altri enti) è cresciuta del 53%. La spesa di regioni, province e comuni è aumentata del 126% e quella degli enti previdenziali del 127%. Nel complesso la spesa pubblica è raddoppiata.

“Per fronteggiare questa dinamica – sottolinea il dossier – si è assistito a una esplosione del gettito derivante dalle imposte (dirette e indirette) a livello locale con un aumento del 500% a cui si è associato il sostanziale raddoppio a livello centrale. Inoltre, nell’ultimo decennio, risulta quasi triplicata l’incidenza delle addizionali regionali e comunali sull’Irpef; rilevante, infine, la differenziazione delle singole regioni in base all’incidenza dalla tassazione locale: l’aliquota Irap per un’impresa della Campania è quasi il doppio di quella che deve pagare un’impresa di Bolzano”.

Dopo questa analisi la conclusione di Confcommercio è dunque delle più drammatiche:  “uno degli obiettivi principali del federalismo fiscale, quello, cioè, di mantenere inalterata la pressione fiscale a carico dei contribuenti, è stato del tutto disatteso rendendo, pertanto, sempre più necessario un maggiore coordinamento fra le politiche tributarie attuate ai diversi livelli di governo”.
Come può un’impresa sopravvivere durante la crisi se viene ghigliottinata anche dalle tasse locali? A fronte di questi aumenti quali servizi e benefici si sono avuti a livello locale?

Il tessile è morto? Calo del 70%. L’Italia perde il Made in Italy?

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Penalizzato dalla crisi, ma forse succube anche di una politica che non ha messo freno ai prodotti cinesi, così il tessile italiano è stato condannato a una morte lenta ma progressiva, come una malattia degenerativa che non lascia scampo. Dal 2008 le calzature e il tessile hanno fatto registrare un calo del 30,7 e del 39,3%, ma se si guarda indietro nel tempo si trovano dati ancora più allarmanti: il calo da metà degli anni ’90 sarebbe intorno al 50% – 70%. Lo studio è stato fatto da Banca d’Italia e anche se Palazzo Koch si affretta a dire il declino c’è ma “non è irreversibile, purché le imprese sappiano trasformarsi”, sembra solo l’ennesima beffa per gli imprenditori travolti.

Ancora una volta non si vuole vedere in faccia il problema del tessile, di quei tessuti e di quei costi che confrontati con i prodotti cinesi non possono essere competitivi ma che rappresentano invece per l’Italia un’eccellenza. Il taglio, il modello e la qualità non sono stati tutelati da governi miopi che invece hanno lasciato gli imprenditori in balia di loro stessi senza tutelare un mercato che in pochi anni è stato invaso da prodotti di bassa qualità a basso prezzo. Non sono stati tutelati neppure quando il commercio cinese ha iniziato a puntare su negozi al centro città, che probabilmente sono solo rifornimenti per l’ingrosso e non per il dettagliante. Ora il settore è in ginocchio e c’è chi parla di trasformazione… ma quale trasformazione ci può essere se non la chiusura?

Nuovo picco della disoccupazione a Maggio: 12,2%, mai così male dal 1977

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Di male in peggio! Sono stati diffusi dall’Istat i dati provvisori su occupati e disoccupati a maggio e si è toccato un nuovo record: il tasso di disoccupazione è volato al 12, 2%. Un vero e proprio record negativo… è il dato peggiore della storia della Repubblica Italiana dal   primo trimestre del 1977, inizio delle serie storiche trimestrali, ossia da 36 anni.

Il tasso di disoccupazione di maggio è il più alto anche dall’inizio delle serie storiche mensili, ossia da gennaio 2004. Il tasso di disoccupazione è aumentato di 0, 2 punti percentuali rispetto ad aprile e di 1, 8 punti su base annua. La crescita interessa sia gli uomini che le donne. Cala tuttavia la disoccupazione giovanile (15-24 anni): a maggio si è attestata al 38,5%, in calo di 1,3 punti percentuali su aprile, ma in rialzo di 2,9 punti su base annua. Risultano in cerca di lavoro 647mila ragazzi.

Riusciranno le misure messe in campo dal governo Letta ad abbassare l’indice?

Lo strangolamento delle aziende effettuato dalle banche

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Nel 2012 le aziende italiane hanno subito tagli per 44mld di euro da parte delle banche, così le imprese sono state costrette a ricorrere sempre di più alle emissioni obbligazionarie.  Secondo un report di Standard & Poor’s, le imprese italiane attingono il 92% del loro fabbisogno finanziario di breve e lungo termine dagli istituti di credito, ma “questa provvista sta diventando meno disponibile in quanto le banche italiane hanno avviato un percorso di riduzione della leva finanziaria”. Il che significa obbligatoriamente costringere le imprese a emettere obbligazioni. Cosa comporta? Che le aziende potrebbero anche decide di pagare con quote obbligazionali parte degli stipendi dei loro lavoratori, dall’altra potrebbe essere un opportunità per i risparmiatori privati di investire nelle aziende nazionali. In Italia, come dimostrano i dati, l’80% delle obbligazioni emesse fino a oggi sono state sottoscritte da stranieri… è chiaro quindi che manca un mercato nazionale anche per la scarsa conoscenza dell’obbligazione come titolo di investimento. Ma proprio per queste difficoltà di far arrivare il messaggio anche su territorio nazionale, garantendo anche gli investitori si prevedono tempi lunghi per il passaggio da un’economia volta al credito bancario a un’economia che si basa sull’obbligazione. Nel frattempo le aziende come sopravviveranno?

Illusioni della P.A.: i 40 miliardi alle imprese non arriveranno in tempi brevi

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Per chi credeva che il calvario fosse finito, la doccia fredda è arrivata come una mannaia.

Ieri, 30 aprile, giorno entro il  quale circa 22 mila enti pubblici, di cui 10 mila importanti, dovevano registrarsi nella piattaforma telematica allestita presso la Ragioneria dello Stato dalla Consip, si è verificato invece uno stallo. La registrazione non è avvenuta ed è scattata la denuncia di Rete Imprese Italia – la superconfederazione imprenditoriale che riunisce commercianti e artigiani – “Il decreto legge sui pagamenti dei debiti scaduti della Pubblica Amministrazione, mostra fin da subito la debolezza di un impianto normativo basato su farraginosi adempimenti burocratici, fallendo nel suo primo obiettivo. Sul portale online del ministero dell’Economia, ad oggi, la maggior parte delle amministrazioni non ha ancora avviato la registrazione”.

 Ma se Rete Imprese Italia tuona, c’è anche la Ragioneria che minimizza e fa sapere che solo una piccola percentuale degli enti tenuti a iscriversi avrebbe mancato all’appuntamento informatico, che avverrà comunque nei prossimi giorni.

 Ma se anche questo adempimento verrà rispettato da tutte le amministrazioni nei prossimi giorni sarà solo il primo passo di una lunga e farraginosa procedura burocratica: tra il primo giugno e il 15 settembre, sempre attraverso la piattaforma elettronica, le amministrazioni che si sono registrate presentino l’elenco completo dei loro debiti “certi, liquidi ed esigibili” maturati fino al 31 dicembre 2012, con la specifica dei dati dei vari creditori. Solo all’indomani di questa “confessione”, si procederà alla liquidazione dei crediti fino a impiegare i 40 miliardi di euro che verranno raccolti dal governo emettendo nuovi titoli di Stato. Quaranta miliardi sugli oltre 90 stimati, forse 120 secondo molti, e addirittura 150 secondo altri.

Sembra quindi che le imprese abbiano tutto il tempo di collassare definitivamente in attesa di quei soldi… e poi parliamo di ripresa e di occupazione che non si riesce a trovare una procedura snella nell’adempimento dei debiti della P.A. con le imprese?

Sorpresi a far sesso sul cofano, picchiano il proprietario dell’auto.

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Una coppia di moldavi, una ragazza di 18 anni e un ragazzo di 21, sono stati scoperti a far sesso sul cofano nel centro storico di Reggio Emilia. Alle proteste del 30enne proprietario dell’auto la coppia si è scagliato contro di lui e contro il suo amico, poi si sono accaniti sulla vettura danneggiandola gravemente. Prognosi di 40 giorni al 30enne  per la frattura della mano e 35 al moldavo che si è ferito per prendere a pugni l’auto.  I due studenti moldavi, residenti nella città, sono stati arrestati per lesioni personali e danneggiamento. Con molta probabilità, essendo drammatica la situazione carceraria e la giovane età degli imputati, è probabile che la sanzione sarà molto lieve. E’ solo una vergogna che alcuni stranieri si comportino nel nostro paese come animali e facciano ritardare il processo d’integrazione. Sono questi i comportamenti che poi le persone non sono disposte a tollerare e che scatenano la rabbia di chi cerca ne approfitta per rivendicazioni razziste. Davanti a tali atti dovrebbe essere la comunità moldava a insorgere affinché non venga lesa l’immagine di migliaia di onesti lavoratori da due pericolosi esibizionisti.

Monti: la crisi è colpa delle imprese e dei sindacati

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Se Bersani ha problemi di premiership all’interno del partito, Monti ha il problema del suo ruolo in politica. Scelta Civica è stata un fallimento, i suoi sostenitori sono stati i primi ad abbandonarlo dopo il deludente risultato delle urne e il premier  si è trovato a gestire il più grande vuoto istituzionale della storia della nostra Repubblica. Un Presidente a fine mandato, un governo impossibile da formare a causa dei protagonismi individuali di alcuni politici che hanno prevalso sul bene comune italiano e una crisi che ha divorato le imprese. Ma che risposta dà Monti al Paese?

«Se l’Italia non cresce cio è dovuto a lacune della politica, ma moltissimo anche a sindacati e imprese». Lo ha detto il premier Mario Monti durante la registrazione di ‘Che tempo che fà. Secondo Monti sindacati e imprese «devono cambiare, non possono chiamarsi fuori.  Il mondo del capitalismo non ha saputo ammodernarsi e il mondo dei sindacati ha responsabilità storiche nell’arretratezza. Mi fa piacere che ora sindacati e Confindustria prendano posizioni comuni – ha proseguito – ho dedicato buona parte del 2012 a ottenere questo». Nelle parole di Monti si nota uno scarico totale di responsabilità, un essersi adoperato perché i sindacati e Confindustria prendessero posizioni comuni, cioè aver facilitato la morte stessa dell’idea di sindacato che deve difendere i lavoratori e non allearsi con gli imprenditori. L’arretratezza attribuita ai sindacati invece che alla voragine del debito pubblico nei confronti dell’impresa è veramente negare l’evidenza di una politica che ha pensato solo ai propri privilegi incurante della sofferenza di un paese intero. L’incapacita di Monti di contrattare con l’Europa, la volontà di piegare la testa a una politica che se ci ha salvato dal baratro ci ha portato dritti sull’orlo del precipizio, nell’immobilità istituzionale e nel ricatto costante dell’Alta finanza. Dove sono finite le agenzie di rating che ci dovevano declassare se non facevamo un governo? Scomparse nel nulla quando il governo non si è fatto! Quindi era solo una “minaccia” per facilitare tattiche politiche e sacrificare ancor di più gli italiani con un ulteriore manovra? Stritolarci con la paura della Greciao di Cipro? Ma il “gioco al massacro” non è riuscito perchè l’Italia, quella degli imprenditori o dei ceti più piccoli, ha protestato in silenzio, con dignità, levandosi la vita. Ancora dobbiamo ascoltare l’illuminazione degli economisti che devono far quadrare il bilancio sulla pelle degli italiani?

I debiti si devono pagare… parola di grandi saggi. Come?

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«Alla luce dell’entrata a regime della modifica costituzionale sul vincolo di bilancio strutturale, vanno riviste le modalità attraverso cui opera il cosiddetto “Patto di stabilità interno”». «In questi anni la difficile comprimibilità della spesa pubblica corrente ha finito col sacrificare gli investimenti pubblici: la spesa in conto capitale ha raggiunto un minimo storico. Ne va subito almeno rafforzata la qualità e l’efficacia». «Dopo il decreto legge varato nei giorni scorsi dal Governo, va completato il pagamento, per la parte ancora da versare, del debito pregresso accumulato fino al 31 dicembre 2012». Con quali fondi? Operare in tempi rapidi, tagliando ancora di più sanità e scuola, visto che i privilegi vergognosi come il finanziamento pubblico ai partiti è ineliminabile? A chi prendiamo i soldi? Iniziano a darci il buon esempio i saggi svuotando i loro conti così che magari salviamo qualche piccola azienda o sono saggi poveri anche economicamente oltre che di spirito?

Nisli e il gossip su Emma… lei smentisce

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L’anno scorso era il triangolo composto a Emma Marrone, Stefano de Martino e Belen Rodriguez ad accendere l’attenzione dei più curiosi di gossip sul talent show di Maria De Filippi. Quest’anno “Amici” ci ‘riprova’ introducendo al fianco di Miguel Bosè e della sua Squadra Blu la collaborazione di Nesli, fratello di Fabri Fibra.
Il noto rapper infatti nei giorni scorsi era stato affiancato dai più come nuova fiamma proprio di Emma, anche se la stessa cantante – ora alla guida della Squadra Bianca – ha recentamente smentito il gossip e parlato unicamente di amicizia fraterna. Gossip su gossip, ospite dopo ospite, Amici va avanti negli ascolti auditel!

Emma torna di “Schiena”! VIDEO!

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«La schiena è quella parte del corpo che mi protegge – dice la cantante pugliese – e che si accolla tutte le mie ansie» ed è proprio la schiena nuda di Emma a fare da copertina al suo album che dovrà sicuramente confrontarsi con il precedente, Sarò Libera, che raggiunse la top delle classifiche aggiudicandosi anche il disco di platino.

«Con questo lavoro – racconta lei – mi sono voluta spogliare di alcune etichette e preconcetti che nel tempo mi sono stati attribuiti e che in certi casi mi sono appiccicata addosso da sola. Ho deciso di presentarmi come sono, con pregi e difetti, ma determinata a continuare a fare quello che sto facendo. Non voglio più dovermi giustificare per niente».

 Dopo due anni di assenza “Schiena” arriva nei negozi anche dopo un tour di 46 date e 170mila biglietti venduti. Può vantare anche collaborazioni eccellenti come Mylious Johnson, già batterista di personaggi del calibro di Madonna e Pink.

Ed è proprio partita da una canzone di Pink per trarre l’ispirazione e scrivere “L’amore non mi basta”. «Questo mio nuovo disco è quello dell’evoluzione – racconta lei – ed è quello che sognavo quando da ragazzina cantavo sui palchi piccoli come un tavolino». 


L’album, anticipato dal singolo Amami, sembra proprio destinato a riscuotere un gran successo. Lo ha curato in ogni particolare personalmente seguita passo passo dalla produzione di Brando.  «Sono cresciuta al Sud – racconta Emma – perciò mi porto dietro questo senso di rivincita contro i pregiudizi. Ho sempre avuto voglia di fare musica e di riuscire dove tanti altri della mia terra non sono riusciti per i problemi che tutti conosciamo».

Maroni fa espatriare la piccola e media impresa?

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Quello che doveva essere una visione a 360° di nuovi mercati in cui poter esportare prodotti italiani rischia di trasformarsi in un vero e proprio esproprio della pmi italiana.

“Voucher per l’accompagnamento delle PMI lombarde nei paesi esteri”, voluto da Regione Lombardia, incoraggia economicamente, soggetti che possano indicare mercati  all’estero in cui allargare il giro d’affari delle imprese italiane. Si capisce in fretta che individuata una zona in cui è possibile la penetrazione del prodotto italiano, è possibile, anzi altamente probabile, che ci siano le condizioni per trasferire l’impresa stessa in territorio straniero. Una volta ottenuto il voucher, che viene erogato a fondo perduto, è possibile passare a una delocalizzazione aziendale dove i costi di produzione sono più bassi, il lavoro costa meno e il mercato è in forte sviluppo. Quello che nella testa della Lega doveva essere un piano di aiuto alle aziende lombarde rischia di diventare un boomerang con relativo spopolamento industriale in Italia a vantaggio dei mercati emergenti. Quindi un ulteriore eutanasia della pmi?

 

2012 FUGA DALL’ITALIA!

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La crisi pesa e lo scorso anno l’emigrazione italiana ha fatto registrare un vero boom, con un aumento del 30 per cento rispetto ai 12 mesi precedenti. Ad andare all’estero sono più uomini che donne, più trentenni e lombardi, mentre il paese preferito come punto di arrivo è la Germania.

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