Allarme ambientale ad alta quota: l’Everest trasformato in discarica

everest-spazzatura-tuttacronacaDal mese di aprile chi scalerà l’Everest dovrà ricordarsi della nuova regola che proprio il mese prossimo entrerà in vigore. Madhu Sudan Burlakoti, funzionario del ministero del turismo del governo nepalese, ha infatti deciso che gli scalatori dovranno tornare a valle con almeno otto chili di spazzatura raccolta, oltre ai propri rifiuti. Non si conoscono ancora le sanzioni previste, ma le autorità sono pronte a intraprendere azioni legali contro chi non rispetterà la nuova regola. La decisione è stata presa perchè, a causa delle tonnellate di immondizia abbandonata negli anni dagli alpinisti, l’Everest sta diventando la più alta discarica del mondo.

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Rifiuti: 7 arresti a Roma per associazione a delinquere

discarica-malagrottatutta-cronacaI carabinieri del Noe di Roma hanno arrestato sette persone, tra cui anche il proprietario dell’area della discarica di Malagrotta, Manlio Cerroni, e l’ex presidente della Regione Lazio Bruno Landi, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione dei rifiuti del Lazio. Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata al traffico di rifiuti. Per tutte e sette sono stati disposti gli arresti domiciliari. Proprio in questi giorni il Campidoglio sta provando a cambiare rotta sulla gestione dei rifiuti e ieri Estella Marino, assessore all’Ambiente, ha incontrato i rappresentanti dei sindacati confederali e di categoria per illustrare le linee programmatiche per imprimere un nuovo corso al ciclo dei rifiuti della Capitale. Come sottolinea l’Huffington Post, i punti focali sono la chiusura di Malagrotta, la gestione dell’avvio della raccolta differenziata nei primi cinque Municipi e il lavoro di impostazione per quelli che partiranno nel corso del 2014, l’avvio del percorso sulla delibera dell’anagrafe dei rifiuti e il tavolo su rifiuti zero. Il Campidoglio vuole discontinuità nei metodi e nell’organizzazione dell’Ama, da imprimere attraverso la stesura del nuovo contratto di servizio. Si richiedono cittadini formati e consapevoli, un’azienda sana, efficiente e trasparente e la presenza di impianti di trattamento adeguati. Oggi saranno formalizzati i nuovi vertici della municipalizzata dei rifiuti di Roma, con i nomi che arriveranno in Commissione Ambiente, per poi essere formalizzati dall’assemblea del socio unico. Tra le ultime ipotesi circolate in Campidoglio quella di una riduzione a tre membri del Cda con un’unica figura che accorpa amministratore delegato e presidente: su quest’indirizzo del sindaco però non si sarebbe ancora trovata la quadra e ancora ci sarebbe una serrata discussione in corso con parti della maggioranza capitolina.

Discarica a cielo aperto a ridosso del Parco Nazionale del Vesuvio: esalazioni tossiche

napoli_parco_vesuvio-tuttacronacaA San Giuseppe Vesuviano, nel Parco Nazionale del Vesuvio, il Corpo forestale dello Stato ha scoperto una vasta area, oltre 2.500 metri quadri, utilizzata per lo stoccaggio di rifiuti che emanano esalazioni velenose. Il corpo Forestale riferisce che: “La discarica a cielo aperto in località Vasca di Pianillo, a ridosso dell’area protetta è stata individuata proprio a causa delle forti emissioni tossiche sprigionate dai rifiuti accumulati nel corso del tempo”. E ancora: “Queste esalazioni non solo mettono in pericolo l’habitat delle specie animali e vegetali del Parco Nazionale del Vesuvio, ma possono causare gravissimi danni alla salute dei cittadini”. Le indagini, che sono tuttora in corso, erano scattate a seguito dell’emergenza dei roghi dei rifiuti tossici in Campania e del grave impatto ambientale che questi hanno sull’intera collettività. Preosegue ancora la Forestale: “A San Giuseppe Vesuviano la situazione è ancora più grave in quanto si tratta di un sito di stoccaggio non ancora bonificato”. Come riporta Repubblica, l’operazione odierna rientra tra quelle effettuate dalla Forestale per la tutela ambientale del Parco Nazionale del Vesuvio, per “rendere più vivibile una zona che per anni è stata gravemente danneggiata”. L’intervento è stato condotto dal personale del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente di San Sebastiano al Vesuvio del Corpo forestale dello Stato con l’ausilio dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale in Campania (Arpac) e “ha lo scopo di risalire ai responsabili dello scempio ambientale, al motivo della mancata bonifica di tale sito e soprattutto ha l’obiettivo di mettere in atto le necessarie misure per la messa in sicurezza dell’intera area per salvaguardare l’ambiente e la salubrità dell’aria” conclude il Corpo Forestale dello Stato.

Cucciolo abbandonato in discarica assieme al cadavere della madre

cucciolo_rottwailer-tuttacronacaFinchè non si troverà per lui una famiglia disposta ad amarlo, di un cucciolo di Rottweiler di pochi mesi sarà l’associazione animalista rottweiler rescue a prendersi cura di lui. Il cagnolino è una delle tante vittime del degrado anche morale dell’Italia. E’ stato infatti ritrovato in una discarica tra Torretta e Carini, in provincia di Palermo. Il fagottino nero, come spiega il Mattino, spuntava fuori da uno squarcio nella tappezzeria di un vecchio divano. Ulteriore crudeltà, con lui è stata gettata anche la madre morta e il cucciolo se ne stava accanto, attendendo un suo gesto. A scoprire il triste destino dei due animali dei volontari. “Come hanno potuto disfarsi della mamma e del cucciolo in quel modo atroce, senza provare un briciolo di rimorso”, ha commentato Giusy.

Il maltempo svela la discarica abusiva: radioattivi?

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Piove e con il maltempo emergono i rifiuti. Questo l’atroce spettacolo che si è verificato nel metapontino dove le precipitazioni dei giorni scorsi hanno fatto venire alla luce quei rifiuti seppelliti a pochi centimetri da terra. Basilicata24 ha subito lanciato la notizia specificando che la discarica emersa si troverebbe nei pressi di Fosso Lavandaio, tra i comuni di Pisticci e Marconia, in provincia di Matera.

L’acqua qui infatti ha creato come una piccola frattura nel terreno che ha messo a nudo uno strato di rifiuti che era nascosto sotto la terra.

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Il problema lo si conosceva da tempo. Alcuni anni fa un pentito infatti avrebbe rivelato che in quell’area erano stati seppelliti diversi fusti pieni di scorie radioattive che erano poi state nascoste nell’entroterra lucano su richiesta della ‘ndrangheta. Ora si sta cercando di individuare la natura e la provenienza di quei rifiuti. Soprattutto ci si interroga se tali sostanze possano essere altamente nocive per la popolazione che vive in queste zone e coltiva i terreni.

Un fatto simile accadde già nel 2011 quando una piccola frana in  Val d’Agri (Potenza) fece venire alla luce un’altra discarica, quasi certamente abusiva. A documentarlo c’è un video:

Ecco la foto di Totti dice no alla discarica di Falcognara!

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Anche Francesco Totti si oppone alla discarica di Flacognana con una maglia in mano. La foto postata su Facebook nella pagina ‘Info point Divino Amore No discarica’, lo ritrae proprio mentre fa da testimonial al rifiuto per quello che sembra essere l’ennesimo scempio della Capitale.

Il gesto del numero 10 giallorosso non è passato inosservato tanto che è arrivato il ringraziamento del parroco del Santuario (che fra le altre cose custodisce alcuni cimeli calcistici donati dal capitano della Roma), Don Fernando Altieri: ”Caro Capitano Grazie per la tua gradita vicinanza al Santuario del Divino Amore. Un Caro saluto!”.

In fondo con la raccolta differenziata Roma non avrebbe bisogno di inquinare ancora il suo territorio… un piccolo sforzo da parte di tutti per una città più ecologica!

Nel Napoletano i bambini giocano in discarica a cielo aperto

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Una brutta storia di degrado urbano. Il teatro è via delle Brecce a Sant’Erasmo, frazione nel comune di Saviano dove per l’ennesima volta l’Asia ha demolito la discarica a cielo aperto dove napoletani e stranieri depositano di tutto: dai divani ai pneumatici, dai frigo alle bottiglie di plastica, dai fili di rame agli avanzi di lavorazione delle imprese fuori legge. E nei cumuli trovano anche vecchi faldoni della Regione Campania e di quella lucana.

Le operazioni si svolgono sotto lo sguardo divertito dei bambini che cercano di passare nella zona delimitata dai nastri e si avventurano a giocare tra i rifiuti, mentre gli uomini dell’azienda partecipata del Comune al lavoro, coperti da tute, tentano di separare e rimuove i rifiuti sotto gli occhi dell’amministratore delegato Daniele Fortini e del vicesindaco Tommaso Sodano.

Brunetta e il suo interesse personale contro la discarica romana

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Renato Brunetta si schiera contro alla nuova discarica romana che dovrebbe sorgere proprio a pochi passi dalla sua abitazione, sull’Ardeatina nei pressi del Divino Amore. In pochi giorni l’ex ministro ha scritto sette interrogazioni ad  altrettanti ministri e ha, anche, pubblicato una lunga lettera sul Messaggero in cui chiede ufficialmente a Marino e Zingaretti di fermare la realizzazione della discarica sull’Ardeatina.

Ecco la lettera:

Caro direttore, l’interesse personale c’è ed è bene dichiararlo subito. La mia casa è a poco più di un chilometro dalla cava che potrebbe essere trasformata in una mega discarica di rifiuti urbani, in sostituzione dell’impianto ormai saturo di Malagrotta. Lo scenario che la nuova discarica di Falcognana lascia presagire è da incubo. Centinaia di mezzi pesanti su strade già intasate, inquinamento delle falde e degli affluenti del Tevere, rumore e disagi, terreni agricoli in stato di abbandono, valori immobiliari ridotti a zero. A complicare le cose nell’area circostante la possibile discarica ci sono alcuni dei luoghi simbolo della cristianità: dalla chiesetta del Quo Vadis, alle catacombe di San Callisto, al santuario del Divino Amore. E poi un parco archeologico, una riserva naturale, una rete idrica delicata, svincoli stradali non adeguati, grandi insediamenti residenziali, centri di ricerca scientifica e di cura sanitaria di profilo internazionale.

Il contrasto a nuove infrastrutture a Roma è esercizio facile ed espone alla accusa di essere colpiti dalla sindrome del nimby. Not in my back yard, mai nel mio cortile. È una sindrome pericolosa e contagiosa, che spinge a contrastare ogni nuova iniziativa per la sola ragione che lede un minuto interesse personale. Spero di non esserne affetto, ma qualche dubbio viene anche a me. Lascio ad altri l’esercizio del no, ma vorrei ricordare alcune delle domande che ho fatto e che ancora sono senza risposta.

La prima domanda è: sono state prese in considerazione le possibili conseguenze di questa decisione? Dopo lunghi anni di approfondimenti tecnici su come affrontare il dopo Malagrotta immagino che esistano studi scientifici di impatto ambientale, sulla salute pubblica, sulla sostenibilità delle vie di accesso, sull’inquinamento dell’aria e delle falde, sulle modalità di prevenzione da infiltrazioni della criminalità organizzata, sull’interoperabilità dei dati con i sistemi informativi del tracciamento del ciclo dei rifiuti. Bene. Non mi sembra scandaloso chiedere di poterli leggere. Se invece mi sbaglio e questi studi non sono stati fatti allora aspettiamo che siano completati prima di prendere ogni decisione. La seconda domanda è: tutte le autorizzazioni necessarie sono state richieste? Le autorizzazioni regionali rilasciate tra il 2003 ed il 2012 alla discarica Ecofer Ambiente di Falcognana fanno esplicito riferimento ad un impianto per il fine vita delle auto rottamate, i rifiuti urbani sono un’altra cosa. Se di nuovo, le carte sono in ordine quale è il problema del Commissario straordinario, Goffredo Sottile, a metterle a disposizione di tutti?

Ascoltando le pochissime dichiarazioni pubbliche del sindaco Ignazio Marino, e del governatore della Regione Nicola Zingaretti non si ha l’impressione di un quadro delle autorizzazioni chiaro. Se gli accertamenti e le autorizzazioni sono in corso mi aspetto che gli uffici della Regione e del Comune marcino a pieno ritmo pur nel caldo e nel periodo agostano. La terza domanda è: le imprese attive nel ciclo dei rifiuti a Roma hanno espresso la loro valutazione? Mi aspetto che siano in prima battuta gli operatori del settore a compiere una prima analisi dei problemi e delle possibili soluzioni. Quali sono le imprese, quali sono le loro valutazioni, quali i loro interessi e gli interessi dei loro azionisti? I proprietari della cava di Falcognana hanno chiesto loro di trasformare il sito in megadiscarica? Il terreno deve essere comprato o espropriato perché altri gestiscano la discarica? Anche qui il silenzio di Sottile lascia dubbi e qualche sapore amaro. La quarta domanda è: esistono soluzioni alternative? Non tanto in termini di siti. Questo infatti sposterebbe solo più in là il problema. No, la domanda più importante è se in base alle tecnologie, alle soluzioni organizzative, industriali, logistiche o infrastrutturali esistenti è possibile evitare non solo questa ma qualsiasi nuova discarica stile Malagrotta.

Domande tutte molto semplici, ragionevoli, ai limiti dell’osservazione banale ma alle quali il dottor Sottile continua a sfuggire. La quarta è più complessa. Roma può davvero fare a meno di una nuova Malagrotta? La risposta è sì. La Road Map per raggiungere, entro la fine del 2016, il 65% della raccolta differenziata, il recupero del 20% dei rifiuti come combustibile da destinare all’impiego negli impianti esistenti, del 10% come frazione organica stabilizzata da reimpiegare e meno del 5% trasferito ad una discarica di servizio è stata definita sulla base degli obiettivi individuati dal “Patto per Roma” e dalle misure stabilite dai decreti del ministro dell’Ambiente dello scorso governo, Corrado Clini, del 3 gennaio 2013 e del 25 marzo 2013. In particolare gli obiettivi e le misure dei decreti del ministro Clini richiedevano e richiedono iniziative coerenti da parte delle amministrazioni per la conclusione delle procedure autorizzative di impianti che sono in attesa da mesi e qualche volta da anni. Le misure stabilite in modo puntuale e perentorio dai decreti sono state attuate in modo parziale, soprattutto nella parte che riguarda la piena utilizzazione degli impianti esistenti ed il completamento delle procedure di autorizzazione giacenti presso la Regione.

E allora, in conclusione? Carte non in ordine, scarsa trasparenza, carenza di autorizzazioni, superficialità degli studi di valutazione degli impatti, inerzia burocratica e politica nel prendere qualsiasi decisione, affossamento delle soluzioni alternative. Credo che il problema non sia Falcognana ma il governo dei rifiuti a Roma, la gestione dell’intero ciclo amministrativo e industriale dello smaltimento. In queste condizioni un blitz di Ferragosto, a Falcognana come altrove, non è accettabile e non sarà accettato. Prima le carte in tavola e poi la discussione sul merito.

Prima il via alla Road Map di Clini, se necessario rivista, integrata, aggiornata, per allineare la gestione dei rifiuti solidi urbani di Roma alle direttive europee ed alle leggi nazionali, e poi la discussione sul dopo Malagrotta. Uscire dall’emergenza rifiuti significa eliminarne la causa principale: l’inadempienza nelle autorizzazioni chieste, anche da anni, per il reticolo di impianti che costituirebbero la soluzione alla chiusura di Malagrotta. La mia battaglia sulla discarica all’Ardeatina è partita dalla difesa della mia casa, della mia famiglia e sono pronto a fare un passo indietro se alle mie domande troverò risposte soddisfacenti. Pronto a dare il mio convinto sostegno alla discarica di Falcognana se qualcuno saprà convincere me, ma soprattutto tutti i cittadini romani, che è la strada migliore e non il frutto di cattiva burocrazia o di emergenze colpevoli e procurate.

Renato Brunetta
Presidente dei deputati del Pdl

Roma decide la nuova discarica: è Falcognana sull’Ardeatina

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L’accordo è stato trovato e la discarica nascerà a Falcognana sull’Ardeatina.  Sul comunicato congiunto al termine dell’incontro si legge:

«È stato deciso di rafforzare tutti gli strumenti per l’incremento dei risultati della raccolta differenziata all’interno del patto per Roma. Dopo aver valutato l’approfondimento del commissario Sottile rispetto alla relazione di una settimana fa, è stato valutato come possibile l’utilizzo del sito di Falcognana. Nei prossimi giorni il commissario avrà il compito di verificare ulteriori aspetti tecnici e logistici del sito. Rimane fissata la necessità di proseguire il lavoro per individuare un assetto definitivo per la chiusura del ciclo dei rifiuti. Per questo è stato formalizzato il tavolo tecnico permanente per l’attuazione del patto per Roma che si terrà presso il Comune».

Marino ha poi aggiunto: «Ipotesi rifiuti in altre regioni». «Il Comune sta valutando la possibilità, proprio per alleggerire qualunque forma di conferimento all’interno del Comune stesso, di conferire i rifiuti a piccoli lotti in altre regioni», ha annunciato Ignazio Marino. «Quello che è assolutamente certo è che dal 30 settembre verrà definitivamente chiusa la discarica di Malagrotta», ha aggiunto.

 Ma se l’accordo c’è i cittadini che abitano nella zona cosa ne penseranno?

La Notte dei Fori e le proteste contro la discarica: Alemanno in prima linea

-nottefori-alemanno-tuttacronacaLa Notte dei Fori interrotta da chi protesta contro la discarica al Divino Amore e, tra i manifestanti, appare anche Gianni Alemanno, che finisce sotto accusa nelle parore del governatore del Lazio: “E’ lui a fomentare la folla”. Nicola Zingaretti, in una nota, scrive: “Non mi sorprende Alemanno che fa il sabotatore. Non ha mai amato, nè pensato a Roma, ma solo a se stesso. La città l’ha usata e continua oggi con questa aggressione contro la voglia dei romani di riappropriarsi della propria città. Una vicenda penosa”. E sempre nei confronti del predecessore, è duro il commento di Marino: “Non faccio e non farò mai polemica politica, ma apprendere che rappresentanti che provengono legittimamente da una storia culturale che risale al fascismo, come Gianni Alemanno e il senatore Augello, che hanno avuto percorsi di vita ispirati a quelli della dittatura, oggi si comportano con uno stile che dimostra la loro diversità culturale. L’aver capeggiato la protesta credo che sia un fatto positivo ed emblematico perché marca la differenza tra chi ama Roma e quando parla di potere lo usa come un verbo, poter fare e migliorare, e chi lo usa, come loro, come un sostantivo: il sostantivo ‘potere”’. Rispetto ai manifestanti che lo hanno ‘accompagnato’ nella passeggiata in via dei Fori Imperiali, il sindaco ha parlato di ”gruppetti di tre o quattro persone rispetto a una folla di 100-150 mila persone”. A non rimanere è stata il presidente della Camera Laura Boldrini che, dopo aver fatto una passeggiata in via dei Fori Imperiali con il sindaco Ignazio Marino, è andata via, senza fare il previsto intervento per l’inaugurazione. “Mi dispiace, ma vai avanti così” ha detto rivolta al primo cittadino prima di allontanarsi. E se il neo eletto ha assicurato ad alcuni dei manifestanti che li incontrerà lunedì mattina alle 11 in Campidoglio, Donatella Scafati, comandante facente funzione dei vigili urbani di Roma, è rimasta ferita alla testa da uno stendardo agitato da un manifestante. L’urto le avrebbe procurato un’ecchimosi con tumefazione. Scafati non si è recata in pronto soccorso ed è ora a casa dove ha ricevuto una chiamata da parte del sindaco di Roma Marino.

La Notte Bianca di Marino… e le notti in bianco per la discarica

-1fori-nottebianca-discarica-tuttacronacaSono iniziate le celebrazioni per l’inaugurazione della pedonalizzazione di un tratto di via dei Fori Imperiali, a Roma, mentre in città si protesta contro la discarica al Divino Amore. I manifestanti, dopo aver attraversato piazza Venezia, hanno raggiunto l’imbocco dei Fori Imperiali, in piazza Santa Maria di Loreto. Stefano Ambrosini, presidente del comitato organizzatore della protesta, ha dichiarato: “Le nostre notti in bianco per la discarica hanno rovinato la Notte Bianca di Marino”. Il luogo è presidiato dalle forze dell’ordine.

Il grande grattacapo di Marino: la discarica!

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Marino sta puntando molta della sua politica sulla pedonalizzazione dei Fori e su una città ecosostenibile, ma resta il problema della discarica. Dopo Malagrotta, c’è il nulla… Era stata individuata la zona Selvotta, tra  Laurentino e Ardeatino, ma sono state immediate le proteste dei residenti. Marino cosa fa? Si è preso tempo e ha chiesto 72 ore. Ma intanto l’affaire Selvotta è già arrivato in Parlamento e si parla già di effettuare un’indagine conoscitiva  per via della “popolazione in allarme”. Ma le indagini conoscitive non erano già state effettuate dalla precedente amministrazione?

 ”Stiamo studiando e l’assessore all’Ambiente sta analizzando con cura la documentazione del commissario Sottile. – così il sindaco di Roma che poi ha aggiunto – È evidente che di tratta di una scelta che dal punto di vista tecnico-scientifico e dell’impatto sulla salute va valutata attentamente. Credo che nell’arco di 72 ore i tecnici di Regione e Comune avranno terminato le loro valutazioni e prenderemo serenamente tutti insieme una decisione”.

Ma gli abitanti sono subito partiti con blocchi e presidi e l’affaire Selvotta è già arrivato in Parlamento.

“L’ipotesi di realizzare una discarica, nel municipio Roma IX – osserva Giuseppe Marinello,  il presidente della commissione Ambiente del Senato – nelle aree comprese tra via Laurentina e via Ardeatina ed in particolare in località Selvotta e località Falcognana a seguito della chiusura di Malagrotta, crea una forte agitazione sociale nella popolazione”.

“Il rischio ambientale – prosegue il senatote del Pdl – è fortissimo è per questo che chiedo se siano state valutate, ed in base a quali criteri, possibili soluzioni alternative”.

“Gran parte del quadrante Laurentina-Ardeatina è stato sottoposto a vincolo paesaggistico con la dichiarazione di notevole interesse pubblico – spiega Marinello – l’eventuale scelta di dislocare un impianto per trattamento dei rifiuti e una discarica, potrebbe arrecare un danno enorme alla zona”. Per questo, conclude, “la commissione Ambiente del Senato avvierà al più presto un’indagine conoscitiva”.

Le ecomafie anche al nord? Scoperta discarica abusiva a Brescia

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Se c’era bisogno di conferma ora sembra che non ci possano essere molti dubbi: le ecomafie opererebbero indisturbate anche al nord. Sono stati i carabinieri di Brescia a scoprire e mettere sotto sequestro una ex cava che ha un’area complessiva di 150.000 mq, che è stata adibita a discarica abusiva. Nel cratere sono stati rinvenuti amianto e rifiuti speciali pericolosi. Nel maxi sequestro sono ricaduti anche 110.000 mq. di terreni agricoli confinanti ove si coltivava mais ad uso zootecnico, per paura che ci possa essere stata una contaminazione tra i rifiuti pericolosi e le colture nell’area circostante. Quattro persone sono state denunciate.

L’inquinamento per i rifiuti pericolosi è un problema gravissimo in Italia, ecco perché sarebbe opportuno seguire i camion di rifiuti speciali telematicamente attraverso un sistema di monitoraggio costante che consenta di evitare di sotterrare materiale pericoloso in aree di coltura. 

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Truffa alimentare: la provola affumicata su bidoni di vernici!

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A dover andare in fumo non era la provola, ma tutta l’immondizia che c’era intorno a uno stabilimento che la produceva. Il caseificio a Marigliano (Napoli), che in realtà era un deposito maleodorante e privo di ogni norma igienica, è stato sequestrato dopo che le forze dell’ordine hanno scoperto che la provola veniva affumicata in bracieri rudimentali realizzati su vecchi bidoni di vernici o carburanti. I rifiuti erano ovunque e i latticini venivano adagiati in terra vicino a vecchi cartoni e copertoni d’auto.

Sequestrata discarica aperta martedì a Reggio Calabria.

 

Su esposto di Legambiente e Comune poichè sono in corso accertamenti su inquinamento della zona. Aterro

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