Ricovero in ospedale per Antonio Cabrini!

antonio-cabrini-malore-tuttacronacaNotte in ospedale per il campione del mondo 1982, Antonio Cabrini. L’attuale ct della nazionale italiana femminile è stato ricoverato d’urgenza all’ospedale Maggiore di Novara dopo un malore. Per Cabrini dovrebbe essersi trattato di una forte colica renale mentre si trovava al centro sportivo Novarello in ritiro con le ragazze azzurre da mercoledì scorso, in vista della partita contro la Repubblica Ceca, quarto match di qualificazione ai Mondiali di Canada 2015.  Dal Maggiore confermano: “I medici stanno valutando la situazione per procedere con terapie o con altre ipotesi anche chirurgiche”. Prima di intraprendere l’avventura azzurra, Cabrini era stato anche sulla panchina del Novara stagione 2005-06.

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Per vivere, nasconde il corpo della madre morta nel congelatore!

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La crisi, la disoccupazione e una figlia “costretta” a nascondere il cadavere della madre morta, da circa 4 anni secondo una prima ipotesi formulata dal medico legale, nel congelatore per continuare a percepire le pensione. Il corpo dell’anziana era avvolto in un sacco della spazzatura ed è stato scoperto solo perché la figlia ha accusato un malore e ha chiamato il 118. I soccorritori non riuscendo a entrare nell’elegante palazzina di  Borgomanero, in provincia di Novara, hanno chiamato i vigili del fuoco. Sono stati quest’ultimi a fare la macabra scoperta. La donna soccorsa non è in condizioni gravi.

Tragedia natalizia: coppia di coniugi 66enni precipita mentre sistema gli addobbi

fotografo-morto-tuttacronacaTragedia oggi in provincia di Novara, ad Arona, dove una coppia di coniugi 66enni sono precipitati dal balcone di casa, al settimo piano del condominio La Rocca, che affaccia su piazzale Barberi. Erano le 15.30 e la coppia stava allestendo gli addobbi natalizi: sono morti sul colpo. Inutili i soccorsi. Da una prima ricostruzione, sembra che a precipitare per primo sia stato il marito, forse a causa di un malore o di una distrazione mentre si trovava in cima ad una scala sul balcone di casa. La moglie ha tentato di afferrarlo ma è precipitata con lui. Si chiamavano Paolo Pedrizzetti e Raffaella Mattia. Lui, architetto, il 14 maggio 1977, in via De Amicis a Milano, scattò la foto che poi diventò il simbolo degli Anni di Piombo: un autonomo col volto coperto e la pistola tenuta a due mani che spara contro la polizia. Quel giorno un ragazzo di 25 anni, Antonio Custra, sottufficiale della Polizia, viene colpito alla testa da un proiettile. Morì il giorno successivo.

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L’assassino buddhista che chiede cibo vegetariano e maestro zen

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Catello Romano, detenuto stabiese sottoposto a regime di 41 bis nel carcere di Novara, ha diritto al menù vegano e potrà vedere il maestro Zen. Lo ha deciso con sentenza la Cassazione dando ragione al killer di camorra, reo confesso, che a 19 anni prese parte all’omicidio del consigliere comunale del Pd Gino Tommasino. Catello Romano si è dichiarato buddhista e in considerazione dei diritti di libertà di culto riconosciuto nella nostra costituzione il killer ha diritto al suo menù e alla sua guida spirituale.

 

Muore carabiniere 29enne travolto da ubriaco

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Travolto e ucciso da un uomo in stato di ebbrezza mentre stava soccorrendo alcuni automobilisti che avevano bucato le gomme, è morto così il carabiniere 29enne, sulla provinciale 596 presso Vinzaglio, in provincia di Novara, che questa notte aveva prestato soccorso vedendo un furgone in difficoltà. Il carabiniere, originario di Grottaglie in provincia di Taranto, aveva preso servizio circa un anno fa a Cameriano.

Maltempo in Nord Italia: arrivata anche la prima neve

prima-neve-tuttacronacaCome riporta il portale MeteoLive: “Il fronte freddo in arrivo andrà ad impattare con violenza contro le Alpi tra la serata di giovedì e la mattinata di venerdì. Se la formazione di un minimo (depressionario, n.d.r.) in Valpadana consentirà comunque ai fenomeni di valicare il versante nordalpino, producendo precipitazioni temporalesche rilevanti anche a nord del Po e soprattutto sulla Lombardia, sarà comunque sulle Alpi centro-orientali a cavallo con i versanti esteri che dovrebbero registrarsi gli accumuli maggiori perchè lì il fronte insisterà per più ore, frenato nella sua avanzata dalla presenza della catena alpina.” Nel pomeriggio di ieri una violenta bomba d’acqua si è riversata nel Novarese, ma non è stata l’unica zona interessata dal maltempo, che ha colpito  un’area molto vasta, tra Piemonte e Lombardia.

Allo scalo di Malpensa alcuni aerei in arrivo sono stati dirottati verso l’aeroporto torinese di Caselle, dove sono giunti i voli provenienti da Parigi, Amburgo, Copenhagen, Praga, Doha e Napoli. Milano e il suo hinterland è stato sferzato da violenti temporali e forti raggiche di vento, che hanno portato a un brusco calo delle temperature mentre i vigili del fuoco hanno ricevuto numerose chiamate per allagamenti di strade e cantine e per diversi alberi caduti, in particolare a nord di Milano, a Magenta e Legnano. Transennata per infiltrazioni d’acqua anche una parte della galleria Vittorio Emanuele, vicino al Duomo, all’altezza dell’Ottagono centrale. Anche la prima neve ha fatto la sua apparizione, imbiancando alcune delle principali località sciistiche sulle Alpi. Innevate Livigno, Madesimo e il Passo del Foscagno. Percorribili solo con attrezzatura invernale anche il Passo del Rombo e quello dello Stelvio.

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Bomba d’acqua sul Lago Maggiore, salvate madre e figlia

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Borgomanero ha subito una vera e propria “bomba d’acqua”. Per circa mezz’ora sul Comune della provincia di Novara, a circa 10 km dal Lago Maggiore. Pioggia, grandine e strade allagate, sottopassi inagibili e le forze dell’ordine che chiudono le vie del centro. Soccorse una donna e la figlia di pochi anni che stavano viaggiando sull’auto, pochi momenti dopo la vettura è stata sommersa dall’acqua.

STUDIO SHOCK: con i bimbi stranieri in classe gli alunni italiani apprendono meno

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Siamo rimasti tutti sconvolti da quei genitori che ritiravano i propri figli da scuola perché in classe vi erano troppi bambini stranieri, come quelli che si sono verificati a Costa Volpino, nel Bergamasco, o di Landiona, in provincia di Novara, ma ora arriva uno studio, condotto da Andrea Ichino, professore di Economia politica all’Università di Bologna, in collaborazione con Rosario Ballatore e Margherita Fort dal titolo «The Tower of Babel in the Classroom» e la polemica torna. Lo studio dimostrerebbe che una presenza massiccia di bambini stranieri nelle classi porterebbe i bambini italiani ad apprendere di meno e a far calare i loro risultati nei test. Dalla ricerca emerge che sostituendo un italiano con un immigrato in una classe della seconda elementare, la frazione di risposte corrette degli italiani nei test Invalsi si riduce del 12% in italiano e del 7% in matematica (dati relativi al 2009-10). Dalla seconda elementare alla quinta, tuttavia, i risultati degli alunni migliorano, il che evidenzia che i bimbi italiani riescono ad integrare gli stranieri, ma in tempi relativamente lunghi. 

Disabile in classe e i genitori ritirano i figli

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A nord Italia, i genitori avevano deciso di ritirare i figli dopo aver saputo che vi erano alcuni ragazzi stranieri in classe, al sud i famigliari dei bambini della Gennaro Sequino, scuola a nord di Napoli, ritirano i figli da scuola perché in classe c’è un disabile. Padri e madri si sono recati nei giorni scorsi dalla direttrice dell’istituto e hanno chiesto il nullaosta per il trasferimento dei figli in altre sezioni, dove non fossero presenti bambini affetti da autismo. Richieste che sono state respinte dalla dirigente scolastica Maria Loreta Chieffo che però alla fine ha dovuto cedere al trasferimento degli alunni in altre scuole del territorio. I ragazzi che hanno lasciato al scuola sono stati al momento 6 su 20, ma molti sono pronti a fare nuove richieste.

  

Per il matrimonio di Belen… spuntano le statuine del Presepe!

belen-stefano-statuine-tuttacronacaOrmai ci siamo, è il giorno del matrimonio di Belen Rodriguez e Stefano De Martino. A Comignano, paese di 1200 abitanti in provincia di Novara, a pochi chilometri dal lago Maggiore, un’ordinanza del sindaco affissa all’ingresso del paese avvisa la popolazione: “Considerato che in occasione di un matrimonio di particolare rilevanza mediatica che si terrà il 20 settembre potrebbero esserci problemi di traffico, il sindaco ordina il divieto di transito per questa via”. La via in questione si chiama via Principale, ed è lì che si trova Villa Giannone, la location delle tante chiacchierate nozze. La strada è stata transennata alle 7 del mattino e l’accesso è consentito solo a piedi. Il fatidico sì è previsto per la serata, ma le guardie del corpo presidiano la zona ormai da ore. Si parla di almeno settanta i bodyguard in rigoroso completo nero disposti intorno al perimetro della villa. I primi curiosi sono arrivati attorno alle 4 del pomeriggio, con la speranza di vedere di persona qualcuno dei 200 invitati alle nozze. La cerimonia, celebrata dal padre francescano Luigi Rossi e dal parroco di Comignago, Benigno Sulis, è prevista alle 18, nel parco, sotto un gigantesco gazebo bianco invisibile all’esterno. Poi, via alle danze.  La copertura fotografica del matrimonio è stata venduta in esclusiva al settimanale ‘Chi’, per questo ogni immagine delle nozze è proibita. Ma restano sempre gli scatti della statuina napoletana creata per l’occasione…

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Via gli italiani dalla scuola, troppi bambini rom nel Novarese

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E’ il secondo caso dopo quello accaduto nel Bergamasco, in cui genitori decidono di portare i propri figli in altre scuole perché quelle vicino a casa hanno troppi stranieri. Stavolta la notizia arriva dalla provincia di Novara, a Landiona, un paese di circa 600 abitanti dove il sindaco  Marisa Albertini ha spiegato: “Abbiamo cercato di convincerli a lasciare i loro figli, ma hanno preferito portarli a Vicolungo, il paese qui vicino”.

Eppure 10 anni fa la scuola aveva invitato i bimbi rom a iscriversi perché era a rischio chiusura, ma ora invece sono gli italiani ad andar via.  “I bimbi rom iscritti sono 25 – ha spiegato il Sindaco – ma quelli che frequentano le lezioni sono molti di meno. Gli italiani, se vogliamo definirli così, sono una dozzina. Avevamo tentato di accorpare le classi con quelle di Sillavengo, altro paese della zona, per favorire una maggiore integrazione, ma non è stato possibile”.

“Non siamo razzisti” assicura il Consigliere comunale di minoranza, Francesco Cavagnino, ma questo “fatto di una gravità assoluta” ha screditato tutto il paese, commenta. Franca Biondelli, deputata Pd di Novara, ha annunciato di voler dare il via ad una interrogazione parlamentare.

 

Muore un bimbo di 6 anni: si sospetta si possa trattare di un caso di malaria

malaria-bambino-tuttacronacaLo scorso venerdì è morto all’ospedale Maggiore di Novara un bambino di soli 6 anni, originario del Vercellese. Il piccolo era rientrato in Italia da alcuni giorni dopo una vacanza di due mesi trascorsa in Africa, in Guinea Equatoriale, nella casa del nonno. Il bambino è poi stato colto da febbre alta, problemi respiratori e difficoltà a deglutire. Ora si sospetta un caso di malaria e il medico legale ha disposto l’autopsia per accertarlo. Era prevista per oggi, ma è stata rimandata perchè la famiglia ha richiesto la nomina di un perito tecnico di parte. La data del funerale verrà stabilita solo in seguito all’autopsia.

I Vigili del Fuoco in piazza contro gli F35

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«L’Italia spenderà 500 mila euro per ogni casco da pilota degli F-35 mentre i nostri si deformano a contatto con il calore».

Quindi anche i Vigili del Fuoco scenderanno in piazza per la Notte bianca contro i super-caccia. E stata l’Unione sindacale di base (Usb) nazionale ad aderire alla manifestazione del comitato No-F35 in programma sabato 13 luglio nella piazza del municipio di Bellinzago (Novara). All’evento prenderanno parte Vigili del Fuoco di tutta Italia proprio per protestare contro le attrezzature che vengono fornite ai Vigili:

«Sono di qualità scadente come il resto della nostra attrezzatura – commenta Antonio Jritano, coordinatore nazionale dei vigili del fuoco aderenti all’Usb -. Ci siamo bruciati le mani e poi abbiamo visto che sui guanti c’era scritto che non dovevano entrare a contatto con il fuoco. I caschi si sono deformati: alcuni sono stati proprio ritirati. Il Governo faccia un atto di coraggio e destini i fondi degli F-35 al lavoro, al soccorso e allo Stato sociale».

Parla l’ex di Carolina, la ragazza morta suicida a Novara

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Parla l’ex fidanzato di Carolina Picchio, la quattordicenne che ha scelto di togliersi la vita perchè non sopportava più gli insulti e le umiliazioni. Il ragazzo, su cui grava l’accusa d’istigazione al suicidio e indagato dalla Procura del tribunale dei minorenni di Torino, ammette di averla insultata ma “le avevo chiesto scusa. Caro era forte, non avrei mai immaginato che la sua vita finisse così. E poi io a quella festa non c’ero”. Con lui altri cinque ragazzi, suoi amici, sono indagati per violenza sessuale di gruppo, detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Parla di “un rapporto ricco di sentimento e tenerezza, poi degenerato. il ragazzo, spiegando: ” Troppa instabilità, troppi contrasti. Se tornassi indietro eviterei di arrabbiarmi e di litigare fino a dirle parole offensive. Ma quel giorno l’ho insultata, anche se poi le avevo chiesto subito scusa e lei era stata contenta che fossi dispiaciuto”. E aggiunge: “Il mio maestro di tennis mi aveva rimproverato per aver perso il controllo e io mi sono scusato. La questione mi sembrava chiusa”. Cerca una giustificazione il giovane, mentre si rivolge alla famiglia di Carolina giurando “che da parte mia non c’è mai stata alcuna forma di persecuzione o di risentimento. Ho provato un dolore profondo. Non avevo capito, non avrei mai pensato a una fine così drammatica. Lei aveva sempre mostrato un carattere forte”. Ma per gli amici della ragazza le cose sono andate diversamente, secondo loro era stata umiliata e si era suicidata per la vergogna. Dieci giorni fa sono stati sequestrati gli iPhone e sono arrivati gli avvisi di garanzia, ma il messaggio si era già diffuso su Facebook poco dopo la morte della ragazza: lei si è uccisa perché quelli l’hanno denigrata. E l’ex fidanzato adesso accusa: “Non sono mai stato aggredito ma alcuni miei amici sì: hanno paura ancora adesso ad andare in giro. La compagnia di Carolina ci odia”. Il tutto era iniziato a novembre, quando, così le voci che giravano, qualcuno aveva filmato, durante una festa, Carolina ubriaca. L’ex, al riguardo, prende però le distanze: “Io non c’ero quella sera. Era una serata che organizzavamo spesso per mangiare una pizza nella casa di uno o dell’altro degli amici. Non so che cosa sia successo”. E sui video girati: “Non solo non li ho mai visti, ma non sono in grado di stabilire se fosse un unico filmato o più riprese effettuate da persone diverse. E che io sappia il video non è mai stato postato su Facebook”.

La morte di Carolina: 8 minorenni accusati d’istigazione al suicidio

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La quattordicenne Carolina, a gennaio, è tornata a casa da una festa e, poco dopo, si è tolta la vita buttandosi da una finestra  della sua abitazione a Sant’Agabio, Novara. Nelle ore precedenti, nessuno degli amici aveva notato qualcosa di strano in lei, solare e forte come sempre. Ma dentro le covava qualcosa che non poteva più sopportare, provocata dall’esterno. All’epoca della tragedia si era parlato di bullismo e sfottò pesantissimi, avvenuti tramite social network, che avrebbero portato la ragazzina alla drammatica decisione. Poi è arrivata la decisione di indagare i minori, formalmente per effettuare una serie di attività investigative non ripetibili. E’ stato infatti affidato al Politecnico di Torino l’esame dell’iPhone della ragazza, per analizzarne il contenuto. Ora una svolta importante nell’inchiesta condotta dalla Procura dei Minori di Torino dal pm Valentina Sellaroli. A seguito delle indagini, ora, 0tto minorenni, tra i 15 ed i 17 anni, sono accusati, a vario titolo, di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico.

E’ morto il “solista del mitra”, Luciano Lutring

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Uno personaggi simbolo degli anni “romantici” della malavita, Luciano Lutring, è mancato la scorsa notte, intorno alle 3, nella sua abitazione ad Arona, Novara. A darne la notizia è la figlia Katiusha, in Facebook: “Con dolore al cuore annuncio che mio padre e venuto a mancare questa notte. Ringrazio tutti coloro che gli sono stati vicini sempre e lo hanno stimato”. Lutring aveva 76 ed era diventato celebre negli anni Sessanta e Settanta come “solista del mitra”, perchè era solito nascondere la sua arma in una custodia di violino. Nato a Milano nel dicembre 1937, mentre i genitori volevano fare di lui un violinista, Lutring scelse la mala compiendo, con il suo mitra, centinaia di rapine, soprattutto a banche, racimolando bottini per miliardi e diventando quasi un eroe leggendario per lo stile di vita durante la latitanza. Grandi alberghi, lusso sfrenato, belle ragazze e galanterie, tutto termina il primo settembre 1965, quando viene arrestato a Parigi. A fronte di una condanna, in Francia, di 22 anni, Lutring ne sconta appena 12. In questo periodo inizia a dipingere e intrattiene una corrispondenza con Sandro Pertini, allora Presidente della Camera. Graziato prima da Pompidou, Presidente della Repubblica Francese, poi da Leone, Presidente italiano, Lutring continua a dedicarsi alla pittura ed inizia anche l’avventura dello scrivere. In Francia pubblica “Lo Zingaro”, la sua autobiografia, dalla quale sarà liberamente tratto un film con Alain Delon nella parte del “solista del mitra”. Nel 1966, con la regia di Carlo Lizzani, esce un film basato sulla sua storia, dal titolo “Svegliati e uccidi”, interpretato da Robert Hoffmann, Lisa Gastoni e Gian Maria Volonté.

Aspettando Inter-Roma: guardando al futuro!

stramaccioni inter roma tuttacronaca

Una missione difficile aspetta questa sera l’Inter di Stramaccioni, una semifinale con la Roma che potrebbe influire pesantemente sul futuro dell’allenatore visto che l’ennesimo flop potrebbe convincere Moratti a non riconfermarlo. Lo scopo dev’essere quello di ribaltare il risultato dell’andata, quando i giallorossi vinsero per 2 reti a una. Del resto la squadra di Andreazzoli, a cui sarebbe sufficente anche un pareggio, è a sua volta determinata a raggiungere la finale di una Coppa Italia che sarebbe il tagliando per una quasi certa qualificazione all’Europa League. Così il tecnico della Roma si presenta alla sfida: “E’ la partita più importante della stagione, mi piacerebbe giocarmi una finale importante nel nostra stadio” e nel frattempo si augura che Destro possa risultare decisivo questa sera: ”Sarà la sua gara, una gara importante perché giocherà contro la sua ex squadra. Speriamo che possa esprimere le sue qualita’ al 100%”. Sicuramente chi rischia di più però è il tecnico nerazzurro, che dovrà fare a meno di ben 13 giocatori: “Faremo in modo che gli assenti non siano un alibi”. Un po’ però, anche se non reputa che la partita possa essere decisiva per il suo futuro, sull’assenza dei giocatori crea la sua difesa in quanto allenatore: “Il giudizio viene fatto dall’alto, non sta a me decidere se riconfermarmi o meno. So quanto contino le ultime 10 partite negative, ma fino a Natale e con la rosa al completo, abbiamo battuto le prime quattro della classifica. Poi da gennaio siamo entrati in una situazione di emergenza, ci è successo di tutto. La situazione è di bufera e il presidente ce l’ha fatto capire. Navighiamo tutti insieme e fino alla fine daremo il massimo, poi tireremo le somme”. Strama è quindi pronto a dare il tutto per tutto, forte anche della presenza di oltre 50mila tifosi pronti ad offrire il loro supporto.

Aspettando il fischio d’inizio, vediamo allora le possibili formazioni:

Inter (3-5-2): Handanovic; Ranocchia, Samuel, Juan Jesus; Zanetti, Kuzmanovic, Kovacic, Cambiasso, Schelotto; Alvarez, Rocchi.
Roma (4-3-1-2): Stekelenburg; Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Lamela; Totti, Destro.

La Roma a Novara e Totti dall’erede di Piola!

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La Roma ha scelto Novara per prepararsi alla sfida cruciale di mercoledì contro l’Inter valida per la finale di Coppa Italia.

Proprio al centro di Novarello, Francesco Totti ha raggiunto Piola. Il capitano giallorosso, infatti, ha incontrato la figlia del leggendario attaccante (che in Piemonte chiuse la carriera), Paola, accompagnata dalla nipote e dal pronipote del campione del mondo 1938.

Totti, in particolare, si è soffermato con il piccolo della famiglia Piola, Tommaso, regalandogli una maglia autografata e ricevendo in cambio un libro che narra le gesta del campionissimo lombardo, miglior marcatore della storia di Pro Vercelli, Lazio e Novara, proprio davanti a Francesco con le sue 274 reti contro le 227 del romanista.

Arrestato Don Marco Rasia, accusato di pedofilia.

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Pedofilia e chiesa, ciò che fino a qualche tempo fa faceva scalpore oggi, purtroppo, è spesso tra la cronaca dei nostri giornali e ha lasciato il posto all’indignazione e alla tristezza. Ieri è stato Don Marco Rasia, sacerdote 44enne a essere arrestato con la più infamante tra le accuse. Don Marco era coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania), ma gli abusi sessuali su minori sarebbero avvenuti quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino.  La Diocesi di Novara ha espresso  «sorpresa, sgomento e tristezza» e ha garantito la «massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale».

Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna, dove il sacerdote era coadiutore dell’oratorio della parrocchia. Proprio di recente don Marco aveva chiesto, e ottenuto, al vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorale. La decisione del vescovo, precisa la diocesi nella nota, «era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi». Come mai all’improvviso il sacerdote aveva chiesto una pausa dai suoi impegni?   

LO SCANDALO DEGLI F35… NON HANNO VISIBILITA’ POSTERIORE!!!

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Per il cacciabombardiere F-35 potrebbe essere la mazzata definitiva. C’è un nuovo rapporto del Pentagono secondo cui il jet da combattimento che dovrebbe equipaggiare anche l’Aeronautica italiana non funziona, e stavolta la bocciatura americana è più pesante di quella di qualche settimana fa, perché riguarda difetti strutturali e non problemi ordinari, di quelli che normalmente si scoprono e si risolvono nella fase di sviluppo di qualunque macchina. La critica all’F-35 è così radicale che il nuovo caccia viene definito per diversi aspetti peggiore dei velivoli più vecchi di decenni, che è destinato a sostituire.

L’F-35 viene prodotto dall’americana Lockheed Martin ma, come ormai è d’uso, lo si fabbrica nell’ambito di un’ampia collaborazione internazionale, che coinvolge anche l’Italia nello stabilimento di Cameri, in provincia di Novara. Ne esistono varie versioni, in particolare a decollo corto o verticale, pensate soprattutto per le portaerei, e a decollo normale per l’impiego da basi terrestri. Finora, i rapporti critici del Dipartimento della Difesa americano avevano coinvolto solo le varianti del primo tipo, mentre l’ultimo dossier le mette sotto accusa tutte.

La questione che aveva fatto rumore qualche tempo fa era la vulnerabilità dell’F-35 ai fulmini. Si era obiettato che il difetto c’è ma si può risolvere. Il nuovo rapporto invece cita, fra nuovi problemi, alcuni impossibili da eliminare, e in particolare la visibilità posteriore che risulta pessima e sarebbe molto penalizzante in un combattimento aereo. E non si dica che il problema non esiste, perché il pilota del terzo millennio non vede con gli occhi ma con gli strumenti elettronici: sull’F-35, dice il rapporto, fanno cilecca anche quelli, perché il display nel casco di volo non fornisce un orizzonte artificiale analogo a quello reale, a volte l’immagine è troppo scura o scompare, e il radar in alcuni voli di collaudo si è mostrato incapace di avvistare e inquadrare bersagli, o addirittura si è spento.

La tragica considerazione finale di questo rapporto del Pentagono è che in un futuro duello aereo l’F-35 verrebbe abbattuto dai vecchi caccia americani F-15, f-16 e F-18, che volano da 30 o 40 anni, dal pan-europeo Typhoon e dal Sukhoi 30 russo e dal J-10 cinese.

Ma non finisce qui perchè è stato riscontrato anche il problema della manutenzione che risulta troppo laborioso e limita l’efficienza operativa. Inoltre l’affidabilità tecnica generale lascia a desiderare e il dispositivo di carica delle batterie tende a non funzionare quando fa freddo, e, tanto per gradire, viene confermata la vulnerabilità dell’aereo ai fulmini.

E l’Italia ha investito 16 miliari di euro per la sola acquisizione, quindi a questa somma poi dovranno essere aggiunti i costi di gestione e manutenzione, più gli eventuali (che eventuali poi non sembrano data l’analisi del Pentagono) costi in caso di problemi tecnici e guasti.

ERA UNA SPESA INDISPENSABILE IN TEMPO DI CRISI ECONOMICA? CHI CI HA MANGIATO? CHI CI DOVRA’ MANGIARE? CHI CI DOVRA’ MORIRE SU QUESTI APPARECCHI CHE NON SONO SICURI E NEPPURE EFFICIENTI? POI PIANGEREMO I MORTI CHE SI POTEVANO EVITARE?

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