Roma violenta: 19enne accoltellato alla schiena su un bus

ragazzo-accoltellato-tuttacronacaViolenza a bordo di un bus della capitale: mentre il mezzo viaggiava su via Casilina un ragazzo indiano di 19 anni è stato accoltellato alla schiena e ora vessa in gravi condizioni, pur non trovandosi in pericolo di vita. Il giovane è stato trasportato al Policlinico di Tor Vergata per estrarre la lama. Stando a una prima ricostruizione fatta dalla polizia, il diciannovenne sarebbe stato aggredito da uno straniero dopo una lite.

Allagata e inagibile la farmacia dell’Umberto I

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La farmacia del Policlinico Umberto I di Roma si è allagata in seguito all’acquazzone della notte scorsa. A confermare la notizia sono i sindacati che sono stati convocati questa mattina dal direttore generale dell’ospedale, Domenico Alessio. Sarebbero ingenti i danni alla struttura sulla quale erano in corso lavori di manutenzione, in particolare nella zona del solaio e del tetto, da dove si sarebbe infiltrata l’acqua. «La struttura è stata dichiarata inagibile dal responsabile della sicurezza – affermano i sindacati – Ora bisognerà fare la conta dei danni dato che molti farmaci sono bagnati».

Acqua ed elettricità gratis, l’edicola la “prendeva” dal Policlinico

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E’ stata fatta chiudere oggi l’edicola accanto al Policlinico Umberto I, a Roma dopo che si è scoperto che si era attaccata alla linea idrica ed elettrica dell’ospedale. A rischio sigilli anche il bar interno che si sarebbe anch’esso abusivamente allacciato alle forniture ospedaliere.

Il Corriere della Sera scrive:

“In pratica, secondo la denuncia presentata dalla direzione generale dell’ospedale universitario, a pagare le bollette era il Policlinico alla cui rete idrica e elettrica erano abusivamente collegati bar ed edicola. Nonostante i 25 mila potenziali clienti al giorno, non pagavano un euro all’amministrazione”.

La scoperta degli allacci abusivi è arrivata lo scorso mese di agosto da parte dei tecnici del Policlinico durante lavori di manutenzione e dopo la denuncia sono arrivati i sigilli:

“Fatti i primi accertamenti, intorno alle 11 di giovedì, la magistratura ha fatto scattare i sigilli all’edicola tra lo stupore e la meraviglia di molti medici, infermieri e pazienti che quotidianamente acquistavano giornali e riviste. Colazioni e pause caffé ancora tranquille, invece, nei due bar interni, uno dei quali sarebbe oggetto di un’inchiesta della Procura e potrebbe subire presto un analogo provvedimento di sequestro”.

Lettera a Marino: gli abusivi impediscono di posteggiare davanti l’ospedale

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La storia è raccontata da Leggo e da Il Messaggero. Entrambi i quotidiani riportano la lettera di Silvana C. un’anziana di 72 anni che doveva accompagnare al policlinico Umberto I l’amica di 91 anni. Fuori dall’ospedale, secondo quanto afferma la 72enne, le è stato negato dagli ambulanti anche solo di appoggiare un attimo l’auto per poter accompagnare all’interno della struttura ospedaliera l’amica che da tempo attendeva una visita. Leggo e Il Messaggero hanno pubblicato la lettera che la signora Silvana ha inviato, a  mezzo stampa, al sindaco di Roma:

Il giorno 4 ottobre alle 10.30 stavo accompagnando una anziana di 91 anni al policlinico Umberto I per una visita che attendeva da sei mesi. Io, 72 anni, mi sono trovata a girare un’ora e mezza per un parcheggio vicino all’ospedale.

Fuori dall’ospedale decine e decine di ambulanti e immigrati con i teloni e le borse per terra occupavano tutto un marciapiede, i camioncini pieni di merce invadevano tre posti ciascuno parcheggiati non a spina di pesce ma per lungo. Appena avvistato finalmente un posto libero vado per fare manovra quando un uomo mi dice “questo
posto ci serve per lavorare” e quando ho chiesto di pazientare giusto il tempo di far scendere la mia anziana amica per accompagnarla in sala d’attesa mi sono sentita rispondere “vai da un’altra parte qui’ ci siamo noi, forza cammina!”. Caro Sindaco, proprio lei che e’ medico e consapevole del diritto alla salute, ha intenzione di tollerare le vessazioni verso gli anziani da parte di venditori abusivi fuori da un ospedale pubblico?

Bimba morta, il primario di Tor Vergata “c’è stata una complicanza”

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“C’é stata una complicanza che in casi così gravi può accadere. Sono intervenuto perché chiamato durante l’intervento, ma il collega che operava é esperto. E non é vero che abbiamo sbagliato catetere”. Così all’ANSA Mario Dauri, primario anestesista del Policlinico Tor Vergata, sul caso della bimba morta.

“Abbiamo tentato di rianimare la bambina appena ci siamo resi conto della gravità della situazione. Non é stata abbandonata. E nessuno dell’equipe é andato a pranzo, come dice il padre”.

La piccola Gloria Maria, due anni e mezzo, era venuta a Roma con i genitori da Gela. Aveva bisogno di un trapianto di midollo, il donatore era già stato identificato nel fratello maggiore. Mercoledì un’operazione quasi di routine, preparatoria all’intervento vero e proprio, con l’inserimento di un catetere che avrebbe però provocato la morte della bimba.

“Personalmente ne sto soffrendo molto – ha continuato il medico -, sono anch’io padre di tre figli, mi metto nei loro panni. Sono estremamente addolorato ed esprimo un senso di assoluta solidarietà ai genitori. Comprendo la loro disperazione, purtroppo l’ematologia pediatrica é un ‘setting’ piuttosto pesante”.

E’ caccia al sabotatore al Policlinico di Milano

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Troppi episodi per non destare sospetti: è questo che ritiene la Procura, considerato che negli ultimi 10 giorni è divampato un incendio per ben quattro volte nelle sale della struttira da cui dipende anche la Mangiagalli, la clinica dei bambini. Ma episodi di sabotaggio se ne sono avuti anche in precedenza, concentrati nell’arco di un anno e mezzo: dal primo incendio in un seminterrato il 3 novembre 2011,all’incendio nella chirurgia pediatrica, fino a quello del 19 maggio scorso al Granelli divampato molto vicino alle stanze dei pazienti. E il 26 dicembre del 2009 alla Mangiagalli erano state fatte evacuare 80 neomamme con i loro bebè per un rogo, sempre doloso. Senza contarela manomissione dell’impianto che porta il gas nelle sale operatorie e il ritrovamento dei bossoli in cortile. Gli inquirenti sono al lavoro ora su diverse piste e non va sollutovalutato il fatto che è in atto da mesi un piano di ristrutturazione con un investimento di 235 milioni di euro. E meno di un anno fa i vertici dell’ospedale hanno reso possibile uno sgombero del palazzo di viale Montello luogo di spaccio e omicidi. Facile quindi che la mente vada agli Anni di Piombo, quando Luigi Marangoni, direttore sanitario, fu ucciso a colpi di pistola dopo aver denunciato gli infermieri che sabotavano l’ospedale. Dalla struttura fanno sapere che i pazienti non sono in pericolo, ma la paura resta.

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