Papa Francesco e i matrimoni falliti: “I divorziati non vanno condannati”

divorzio-tuttacronacaPapa Francesco, in occasione dell’omelia alla messa a Santa Marta, ha parlato del divorzio rivolgendosi alle coppie separate e a tutti coloro che stanno loro intorno.

“Quando questo lasciare il padre e la madre e unirsi a una donna, farsi una sola carne e andare avanti e questo amore fallisce, perché tante volte fallisce, dobbiamo sentire il dolore del fallimento, accompagnare quelle persone che hanno avuto questo fallimento nel proprio amore. Non condannare! Camminare con loro! E non fare casistica con la loro situazione”.

Il pontefice ha preso spunta dalla lettura del Vangelo per commentare l’atteggiamento dei dottori della legge che cercano di porre delle trappole a Gesù per “togliergli l’autorità morale”. Dietro lo stile dei farisei, che si presentano a Gesù con il problema del divorzio, per Bergoglio c’è sempre “la casistica”:

“E’ lecito questo o no? Sempre il piccolo caso. E questa è la trappola: dietro la casistica, dietro il pensiero casistico, sempre c’è una trappola. Sempre! Contro la gente, contro di noi e contro Dio, sempre! ‘Ma è lecito fare questo? Ripudiare la propria moglie?’. E Gesù rispose, domandando loro cosa dicesse la legge e spiegando perché Mosè ha fatto quella legge così. Ma non si ferma lì: dalla casistica va al centro del problema e qui va proprio ai giorni della Creazione. E’ tanto bello quel riferimento del Signore: ‘Dall’inizio della Creazione, Dio li fece maschio e femmina, per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne’”.

Il Signore, ha proseguito il Papa, “si riferisce al capolavoro della Creazione” che sono appunto l’uomo e la donna. E Dio, ha detto, “non voleva l’uomo solo, lo voleva” con la “sua compagna di cammino”. Ha quindi osservato che l’incontro tra Adamo ed Eva è un momento poetico: “E’ l’inizio dell’amore: andate insieme come una sola carne”. Il Signore, ha quindi ribadito, “sempre prende il pensiero casistico e lo porta all’inizio della rivelazione”. D’altro canto, ha poi spiegato, “questo capolavoro del Signore non è finito lì, nei giorni della Creazione, perché il Signore ha scelto questa icona per spiegare l’amore che Lui ha verso il suo popolo”. Al punto, ha rammentato, che “quando il popolo non è fedele” Lui “gli parla, con parole di amore”:  Quando uno legge questo, è stata la sua riflessione, “pensa a questo disegno d’amore, questo cammino d’amore del matrimonio cristiano, che Dio ha benedetto nel capolavoro della sua Creazione”. Una “benedizione, ha avvertito, che mai è stata tolta. Neppure il peccato originale l’ha distrutta!”. Quando uno pensa a questo, dunque, “vede quanto bello è l’amore, quanto bello è il matrimonio, quanto bella è la famiglia, quanto bello è questo cammino e quanto amore anche noi, quanta vicinanza dobbiamo avere per i fratelli e le sorelle che nella vita hanno avuto la disgrazia di un fallimento nell’amore”.

Russell Crowe lancia appelli a Papa Francesco!

Noah-russell-crowe-tuttacronacaL’ultima fatica di Darren Aronofsky, il colossal Noah, sta per uscire al cinema e il protagonista della pellicola, Russell Crowe, che interpreta proprio il biblico Noè, sta cercando di convincere Papa Francesco a guardare il film. Come? Via Twitter!

https://www.youtube.com/watch?v=vD3Vj1ZX6Rk#t=17

Cinematografo.it parla al riguardo di una “campagna di persuasione” che ha preso il via il 22 febbraio, con un tweet diretto all’account ufficiale del Pontefice, @Pontifex: “Caro Santo Padre le farebbe piacere vedere il film di Darren Aronofsky, Noah? Sono certo che lo troverà suggestivo.” L’attore ha anche ritwittato al Papa una foto di via della Conciliazione, dove sulla facciata di una chiesa in via di restauro campeggia il poster del film. E nonostante una risposta dal Papa non sia ancora arrivata, la star hollywoodiana non demorde: “Caro Santo Padre, il film ‘Noah’, lo proiettiamo? Il suo messaggio è forte, affascinante, ricco di risonanze.”

tweet

La presidente del Brasile… regala al Papa la maglia tarocca!

papa-maglia-brasile-tuttacronacaDilma Rousseff, presidente del Brasile, ha incontrato in una visita privata in Vaticano, Papa Francesco. Per l’occasione, ha donato al Pontefice una maglietta della Nazionale verdeoro autografata. Che tuttavia non era nè originale nè ufficiale. Ad accusare la Rousseff è il quotidiano brasiliano ‘O Globo’, secondo il quale la maglia numero 10, firmata da Pelé, era dell’antica Federcalcio brasiliana, oggi disponibile solo fra i venditori ambulanti. Non solo: ad essere taroccato anche il pallone firmato da Ronaldo, che non era il vero Brazuca, modello scelto per i prossimi Mondiali di calcio.

Il Carnevale a San Pietro, il piccolo Papa è superstar!

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Giovedì grasso alle porte e in Vaticano va di scena il Carnevale. Tanti i fedeli, si calcolano circa 50 mila quelli che sono stati presenti all’Udienza generale e il Papa passando con la sua jeep ha voluto abbracicare alcune mascherine: dal bambino vestito da guardia svizzera ( il cui costume si fa risalire a Michelangelo) a un “draghetto” con tanto di cresta sulla schiena.  Gli uomini della sicurezza poi hanno avvicinato a Francesco anche un bambino in abito bianco con tanto di papalina, un vero piccolo Papa che è diventata la superstar.  Già domenica scorsa un altro bimbo vestito da Papa aveva attraversato i colonnati di San Pietro e la foto era diventata virale.

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“La mia rinuncia è valida”: parla Benedetto XVI

ratzinger-rinuncia-tuttacronacaLa Stampa pubblica una lettera con la quale il Papa emerito risponde alle domande che il quotidiano gli ha posto dopo alcuni commenti e interpretazioni sul suo gesto su media italiani e internazionali. Nella missiva di Ratzinger dal Vaticano, intestata “Benedictus XVI, papa emeritus”, che appare due giorni dopo aver ricevuto il messaggio della testata, si legge: “Non c’è il minimo dubbio circa la validità della mia rinuncia al ministero petrino”. E sottolinea che “unica condizione della validità è la piena libertà della decisione. Speculazioni circa la invalidità della rinuncia sono semplicemente assurde”. Il giornale ricorda fra l’altro come la possibilità di dimettersi fosse tenuta in considerazione da molto tempo, e come Ratzinger stesso ne avesse parlato nel libro intervista del 2010 con il giornalista tedesco Peter Seewald. Poi ritorna sugli eventi che avevano preceduto lo storico gesto del papa tedesco. Benedetto XVI parla anche del significato dell’abito bianco e del nome papale. E spiega: “Il mantenimento dell’abito bianco e del nome Benedetto è una cosa semplicemente pratica. Nel momento della rinuncia non c’erano a disposizione altri vestiti. Del resto porto l’abito bianco in modo chiaramente distinto da quello del Papa”. E conclude: “Anche qui si tratta di speculazioni senza il minimo significato”.

Piccoli Papi… a San Pietro!

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Tempo di carnevale e sembra che quest’anno uno dei vestiti in voga a Roma, sia proprio quello da Papa. Un piccolo fedele in visita nella capitale abbia deciso di indossare le vesti di Francesco e si aggira insieme alla mamma sotto i portici.

Un Concistoro per due Papi

concistoro-duepapi-tuttacronacaPapa Francesco ha nominato oggi 19 nuovi cardinali durante un Concistorio oridinario pubblico svoltosi nella basilica di San Pietro, dov’è giunto anche il Papa emerito Benedetto XVI, che proprio con Francesco ha scambiato un abbraccio. Ratzinger, papalina bianca in mano, ha così partecipato per la prima volta a una liturgia in San Pietro dopo la rinuncia del 28 febbraio dell’anno scorso. Parlando ai nuovi cardinali, Papa Francesco ha detto: “La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna e per dare testimonianza alla verità”. In una Basilica di San Pietro gremitissima, ha quindi proseguito: “Ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione, comunione con me e tra di voi”. La Chiesa, osserva ancora il Pontefice, “ha bisogno della vostra preghiera, per il buon cammino del gregge di Cristo, la preghiera che, con l’annuncio della Parola, è il primo compito del Vescovo. La Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Vogliamo esprimere la nostra vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali e a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiamo reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende ad ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose”.

Francesco parla ai fedeli dallo smartphone

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Non ne ha mai fatto mistero Francesco di essere un Ponteficere aperto alle nuove tecnologie e ai social network e così oggi per mandare il suo messaggioal mondo per l’unità dei cristiani ha scelto un video realizzato con uno smartphone. E’ stato un suo amico, un vescovo non cattolico ha realizzare il video.   “Ho scelto la lingua del cuore”. Comincia così Papa Francesco il suo messaggio al mondo. Parte in inglese ma ammette le sue difficoltà e prosegue in italiano. “E’ una lingua semplice e autentica”.

Enrico riceve la telefonata di Papa Francesco

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Una telefonata affettuosa quella che Francesco ha voluto fare a Enrico Letta e che, secondo fonti di Palazzo Chigi, ha colpito molto il premier uscente. Letta ha poi ringraziato Bergoglio per questo suo gesto che conserverà sempre nella memoria.

Papa Francesco beffato dal vento: la papalina prende il volo

papa-francesco-papalina-tuttacronacaNon poteva farci nulla, Papa Francesco, contro quel vento che ha invaso piazza San Pietro durante l’udienza del mercoledì. Unica possibilità… arrendersi alla Natura. Per la gioia dei fotografi presenti che hanno potuto documentare lo scenografico evento. Come testimoniano questi scatti:

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Il Papa resta argentino: la notizia del rinnovo del passaporto fa il giro del mondo

papa-carta-identità-tuttacronacaLe autorità di Buenos Aires si sono recate in Vaticano. Missione: il rinnovo dei documenti di papa Francesco, che “vuole viaggiare per il mondo” e farlo come argentino. Da qui la sua richiesta per un nuovo pasaporte e un altrettanto nuovo documento de identidad. A rendere noto il fatto è stato Florencio Randazzo, ministro degli Interni di Buenos Aires, che ha aggiunto: “E’ un nuovo gesto verso il nostro Paese e ci riempie di orgoglio”, ha aggiunto, sottolineando che l’ex arcivescovo non ha chiesto nessun trattamento di favore per la pratica. Il governo ha diffuso immagini dei documenti, dove si leggono, tra l’altro, nome, cognome e la data di scadenza, il 14 febbraio del 2029, dati accompagnati dalla fototessera di Bergoglio, in abito da Papa e nella quale il Pontefice appare con il suo copricapo. Risale infatti al 2011 la normativa argentina che precisa che le foto dei documenti devono avvenire a capo scoperto, contemplando però un’eccezione “per ragioni religiose”. L’annuncio che il Papa “resta argentino” ha diffuso una volta in più l’entusiasmo nel Paese sudamericano, dove la notizia è rimbalzata immediatamente su media e social.  Al di là dei tanti commenti, di certo rimane “l’amore” del Pontefice “verso Buenos Aires, il mio posto”, ha raccontato anni fa lo stesso ex arcivescovo ai giornalisti Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin. E alla domanda su ‘come vede l’Argentina quando è all’estero’, Bergoglio aveva risposto senza tentennare “con molta nostalgia”.

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Il discorso di Papa Francesco per San Valentino… riassunto in Gif animate!

san-valentino-papa-tuttacronacaPapa Francesco oggi ha parlato ai fidanzata riunitisi a Piazza San Pietro in occasione della festa di San Valentino. L’Huffington Post, nella sua edizione spagnola, ha pensato di riassumere il discorso del Pontefice aiutandosi con gif animate che ben rappresentano la modernità di Francesco

papa-francesco-gif-tuttacronacaIl Pontefice ha invitato i fidanzati

a scommettere forte sul matrimonio…

 e a non aver paura di sposarsi
 Ha quindi spiegato che sposarsi è come costruire una casa
2012-08-10-ejemplo.pngaggiungendo che ci sono tre regole nel matrimonio:

1 – chiedere permesso

2 – ringraziare

3- chiedere scusa
-slide_337570_3427633_freeIl Papa ha spiegato che non esistono famiglie perfette perchè tutti son peccatori

Eche, se anche a volte si può litigare “fino a lanciarsi i piatti”

l’importante è che il giorno non termini “prima che sia tornata la pace”

Per far questo, spiega il Papa, non serve “un gran discorso”

Ma basta un “gesto semplice”:

La suocera perfetta? Non esiste! Parola di Papa Francesco

suocera-tuttacronacaIn occasione della festa di San Valentino, Papa Francesco ha dedicato un’udienza ai fidanzati. In Piazza San Pietro, il Pontefice ha fatto sorridere tutti scherzando proprio sul tema della famiglia. “Sappiamo tutti che non esiste la famiglia perfetta, e neppure il marito perfetto, o la moglie perfetta”, ha detto, per poi aggiungere con un sorriso: “Non parliamo della suocera perfetta!”

Papa Francesco batte la giustizia italiana: via il prete pedofilo

papa-francesco-pedofilia-tuttacronacaDon Marco Mangiacasale, sacerdote della diocesi di Como reo di abusi sessuali su 4 ragazze minorenni, è stato condannato nei primi due gradi del processo penale a 3 anni, 5 mesi e 20 giorni di carcere. Ma soprattuto, l’ex parroco e poi economo della parrocchia di San Giuliano, è stato “ridotto allo stato laicale” con una sentenza firmata dal Papa argentino e dal Prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, monsignor Gerhard Ludwig Mueller, lo scorso 13 dicembre. Del caso ne parlano Marco Ansaldo, Elena Effinito e Giorgio Ragnoli in un’inchiesta di Repubblica che spiega come, nell’era di Francesco, la giustizia vaticana sia arrivata prima di quella italiana a una sentenza definitiva.

Il provvedimento, giunto dopo l’indagine (Investigatio praevia) del delegato all’inchiesta, il reverendo Andrea Stabellini come vicario giudiziale, equivale per un sacerdote al massimo della pena applicabile secondo il diritto canonico. “È come una condanna a morte o un ergastolo”, dice a Repubblica un attento osservatore di cose vaticane. Ed è una misura che in questo caso la Santa Sede ha preso non attraverso un processo tradizionale, con i testimoni e la difesa. Ma, addirittura, scegliendo la via amministrativa, quella più rapida, visto il grado di certezza del Vaticano. La riduzione di don Mangiacasale allo stato laicale è la prima di cui si ha notizia per un sacerdote italiano sotto Francesco. Un altro caso, affrontato lo scorso anno dal Sant’Uffizio, è quello del prete australiano Greg Reynolds. La Congregazione della Dottrina delle Fede lavora intensamente: nel biennio 2011-2012 i preti spogliati da Benedetto XVI del loro ministero sacerdotale sono stati circa 400. Commenta la fonte, senza stupirsi: “Questa è la politica, che in un linguaggio laico potrebbe definirsi giustizialista, introdotta da Ratzinger quando da cardinale guidava il Sant’Uffizio. Prima da prefetto, e poi da pontefice, pur di reprimere il triste fenomeno ha introdotto una legislazione inflessibile, e in alcuni casi non garantista”.

Il Pontefice e il Prefetto Mueller hanno dato a monsignor Coletti, vescovo della diocesi di Como, la facoltà di divulgare la notizia. Cosa che è avvenuta la sera del 30 gennaio davanti alle famiglie coinvolte. “Don Marco Mangiacasale è stato ridotto allo stato laicale, non potrà fare l’educatore nelle scuole cattoliche né partecipare in ogni modo a gruppi o organizzazioni dove siano presenti dei giovani”. Il documento vaticano era già stato sottoscritto da Marco Mangiacasale.

I convenuti hanno apposto la loro controfirma. Sedutisi, hanno pregato il vescovo di rendere nota la decisione. “Secondo noi, è bene divulgare la notizia. Ci sembra giusto che i fedeli di San Giuliano sappiano come si è concluso il procedimento canonico e che esiste una Chiesa pulita, in cui noi crediamo, capace di rendere giustizia. Ci faccia il regalo, monsignore: sabato 15 febbraio, quando lei verrà in visita in parrocchia, lo dica alla comunità”.

Alla fine Coletti ha deciso di mantenere il riserbo anche dopo la polemica Onu-Vaticano sulla pedofilia e nonostante padre Lombardi, portavoce papale, avesse ricordato che la Chiesa affronta la questione “con un’esigenza di trasparenza “.

Il colpo di scena finale, alla vigilia della visita pastorale del vescovo di Como a San Giuliano, è l’improvvisa comunicazione del monsignore di non poter andare adducendo motivi di salute. C’è chi dice che Coletti (il quale contattato da Repubblica attraverso la sua addetta stampa ha preferito non parlare) si sia sentito superato dalla sentenza della Santa Sede. E si possono ricordare le sue parole al momento della condanna di don Marco, quando disse che il sacerdote “ha ammesso i suoi errori e sta seguendo un percorso di riparazione del male commesso”. Forse, dicono in Vaticano, monsignor Coletti “come fa un padre, puntava ancora a recuperare la propria pecorella”. C’è invece chi dice che il vescovo di Como abbia forse agito a oltranza nella difesa di don Marco, contribuendo per anni a insabbiare il caso prima che venisse scoperto grazie a una dichiarazione di una delle ragazze al nuovo parroco di San Giuliano, don Roberto Pandolfi.

Marco Mangiacasale, che in attesa della sentenza definitiva della Cassazione ha già scontato dall’8 marzo al 26 maggio 2012 due mesi di isolamento nel carcere del Bassone, a Como, e ora si trova protetto nella casa della sorella, ha risarcito le famiglie, come ha disposto la giustizia civile. Ora, anche quella vaticana è intervenuta. Non ci sono sconti nell’era della trasparenza di Papa Francesco.

Il San Valentino del Papa si trasforma in show, 25mila fidanzati da ogni parte del mondo

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Papa Francesco ha sempre stupito i suoi fedeli, ora, in vista della Festa degli innamorati, si prepara a un vero e proprio show, con 25mila coppie di fidanzati, provenienti da tutte le parti del mondo, in Piazza San Pietro, che si incontreranno a San Valentino per ascoltare la parola del Pontefice. Francesco ha motivato così la sua decisione “Non sono ancora sposati, ma si amano e vogliono amarsi per sempre”. Forse il Papa sta cercando anche di colmare quel gap tra i giovani e la Chiesa che negli ultimi hanni si è ancora più acuito.

Forconi minacciano di darsi fuoco in Piazza San Pietro! Paura a Roma

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Ieri la protesta dei Forconi si è svolta davanti a Montecitorio, oggi due di loro, si sono recati a Piazza San Pietro e hanno minacciato di darsi fuoco. Immediata la reazione della sicurezza che ha blindato la parte sinistra del colonnato, guardando la basilica, in cui si trovano i due manifestanti che hanno in mano una bottiglia con la benzian e un accendino che hanno mostrato sia alla polizia che alla gendarmeria vaticana. I due vogliono immediatamente parlare con qualcuno delle istituzioni e chiedono asilo in vaticano. Questa nuova protesta segue quella di ieri con l’occupazione di Santa Maria Maggiore a Roma. Questa la gallery delle manifestazioni di ieri:

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“Papa Francesco ha un problema con il sesso”: ne parla lo Spiegel

pope francis-tuttacronacaE’ lo Spiegel, il settimanale più letto in Germania, che facendo riferimento ai risultati appena diffusi del sondaggio vaticano sulla famiglia, distribuito alcuni mesi fa presso tutte le diocesi del mondo in vista del sinodo di ottobre, intitola un servizio: “Il problema del Papa con il sesso”. Il Papa ha rivolto ai fedeli domande che riguardano i temi caldi della contraccezione, del rapporto tra Chiesa e divorziati, delle unioni omosessuali. Le risposte, che come spiega l’Huffington Post sono state finora rese pubbliche solo dalle conferenze episcopali tedesca, svizzera e belga, ancora nessun riscontro dalla Cei, sembrano indicare un’esigenza molto chiara da parte dei credenti cattolici: che la Chiesa sia finalmente più accogliente e flessibile sulle questioni di etica familiare. I vescovi tedeschi, che hanno sintetizzato le risposte dei fedeli in un report dettagliato, scrivono: “Le posizione della Chiesa sul sesso prematrimoniale, l’omosessualità e i metodi contraccettivi nella grande maggioranza dei casi non sono messe in pratica dai credenti, oppure sono espressamente rifiutate”. Per quanto riguarda i legami gay, in particolare, i prelati rilevano la “marcata tendenza ad accettare come atto di giustizia” il riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso. Il documento, inoltre, evidenzia come il divieto dei sacramenti ai divorziati rappresenti per la maggioranza dei praticanti una “ingiustificata e crudele discriminazione”, mentre quasi tutti i fedeli “respingono come incomprensibile il divieto sui metodi artificiali di controllo delle nascite”. Per questo, il documento dei vescovi auspica che la Chiesa modifichi il suo approccio, passando dall’ “etica dei divieti” all’ “etica dei consigli”. I credenti svizzeri si trovano sulla stessa linea linea, come spiegato dai vertici della conferenza episcopale elvetica: nel 60 per cento dei casi, infatti, appoggiano la richiesta di riconoscimento e benedizione delle coppie omosessuali e nel 90 per cento vorrebbero una Chiesa più aperta nei confronti dei divorziati/risposati. Una sensibilità diffusa anche in Belgio, l’ultimo Paese da cui, finora, sono arrivati i primi risultati del sondaggio vaticano sulla famiglia: in una nota, la conferenza episcopale belga ha fatto sapere che i fedeli preferirebbero una Chiesa più “accogliente” verso chi non rispetta i suoi precetti, come i divorziati e gli omosessuali. Per quel che riguarda l’Italia,  il termine di consegna dei questionari dalle varie diocesi agli uffici della Cei è scaduto il 7 gennaio e finora la Conferenza episcopale ha preferito non rendere pubblici i risultati di del sondaggio. Scrive l’HuffPost:

In alcuni casi, tuttavia, diverse associazioni cattoliche hanno riscontrato reticenze e ritardi nella distribuzione dei questionari verso le parrocchie, come se alcuni vescovi volessero evitare che i fedeli potessero misurarsi con temi ritenuti “sensibili”: “In diverse diocesi si respirava un’aria di imbarazzo, per alcuni vescovi è meglio che i fedeli non dicano la loro sulle scelte della Chiesa, soprattutto su questioni così delicate – spiega all’Huffington Post don Nandino Capovilla, parroco a Marghera e consigliere nazionale di Pax Christi – Così, in alcuni casi, i questionari sono rimasti chiusi nei cassetti e i moduli sono stati compilati facendo partecipare i fedeli il meno possibile”.

Il Vaticano risponde all’Onu: “No interferenze su libertà religiosa”

vaticano_abusi-tuttacronacaDopo il rapporto stilato dal Comitato dell’Onu, e presa visione dello stesso, il Vaticano fa sapere che la Santa Sede sottoporrà a “minuziosi studi e esami” nel rispetto della Convenzione le accuse ricevute dall’Onu, ma vede in “alcuni punti” delle Osservazioni ricevute un “tentativo di interferire nell’insegnamento della Chiesa cattolica sulla dignità della persona umana e nell’esercizio della libertà religiosa”. Infine, il Vaticano conferma il suo impegno “a difesa del fanciullo”. Il Comitato, nel report, aveva accusato il Vaticano di aver “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori.

Nubi sul Vaticano. Onu: “Ha permesso abusi su migliaia di bambini”

Vatican-st-peters-tuttacronacaIl Comitato Onu, nel suo rapporto, attacca duramente il Vaticano e chiede che vengano “immediatamente” rimossi dal loro incarico coloro che hanno commesso abusi sessuali sui bambini, o coloro che ne sono sospettati. Per il Comitato, infatti, il Vaticano finora ha “adottato politiche e pratiche” che hanno portato a continuare abusi su decine di migliaia di bambini e all’impunità degli autori. Le osservazioni finali sono state stilate in seguito all’esame del rapporto della Santa Sede sul rispetto della Convenzione sui diritti del fanciullo, e vi si legge che il Comitato è “seriamente preoccupato” dal fatto che la Santa Sede “non abbia riconosciuto la portata dei crimini commessi, non abbia adottato le misure necessarie per affrontare i casi di abusi sessuali su minori e per proteggere i bambini. Inoltre “ha adottato politiche e pratiche” che hanno portato alla prosecuzione di abusi e all’impunità degli autori.

L’incidente probatorio delle baby squillo del Parioli: “Credo Ieni sapesse”

Baby-Squillo-tuttacronacaSono state sentite nell’ambito dell’incidente probatorio, oggi, le due minorenni coinvolte in un giro di prostituzione minorile nel quartiere Parioli, a Roma. Una di loro, rispondendo alle domande del procuratore aggiunto, Maria Monteleone, ha sostenuto: “Credo che Mirko Ieni sapesse che ero minorenne e si serviva di questo per aumentare il numero dei clienti potenzialmente interessati. Guadagnavo molti soldi, anche 5-600 euro al giorno, di cui una piccola parte la giravo a Ieni per l’affitto della stanza”. E ancora, ha spiegato che il suo sfruttatore sarebbe stato, quindi, a conoscenza della giovanissima età e che la conoscenza con lui sarebbe avvenuta tramite un annuncio pubblicato su internet. La ragazza ha aggiunto di aver “iniziato perché aveva voglia di fare molti soldi, per non farmi mancare nulla”. La ragazzina ha ricostruito la vicenda spiegando che un giorno è “andata su Google e ho scritto ‘fare soldi facili’ e poi ho risposto a un annuncio“. Da lì, tramite chat, è arrivato il contatto con il caporalmaggiore dell’esercito Nunzio Pizzacalla e poi con Mirko Ieni. “So che Pizzacalla è venuto due volte a Roma per incontrarmi ma mi sono rifiutata. Ieni invece, sapeva tutto di me anche se alla fine mi ero creata un giro di clienti miei e a lui davo pochi soldi”. La giovane ha spiegato che nel giro di prostituzione dei Parioli non c’erano altre minorenni tranne la sua amica di 16 anni che verrà sentita mercoledì con le stesse tutele davanti al gip Maddalena Cipriani. Anche la madre di quest’ultima, arrestata il 28 ottobre, sarà sentita mercoledì. Repubblica inoltre scrive:

 

L’appartamento di viale Parioli per le baby squillo sarebbe stato messo a disposizione da Ieni, cui è contestata anche la cessione di stupefacenti alle due minorenni, nonché la pubblicizzazione dei servizi offerti, sul sito web bakecaincontri.com. Al commercialista Riccardo Sbarra si contesta, invece, non solo di aver avuto rapporti con le due ragazzine, ma anche di aver detenuto e ceduto materiale pedopornografico. Invece Michael Mario De Quattro deve rispondere di estorsione per aver fatto un video e aver cercato di ricavarci i soldi. Il caporalmaggiore Nunzio Pizzacalla avrebbe indotto le due minori a prostituirsi, procacciando clienti, mantenendo la contabilità ed impartendo disposizioni sulle tariffe.

Avrebbe sfruttato la prostituzione anche di maggiorenni e indotto una delle baby squillo a produrre foto e video in pose sexy per procacciare clienti. Il verbale di una testimonianza resa da una lucciola con diversi anni di esperienza è stato depositato oggi e riscontrerebbe una serie delle ipotesi prospettate dagli inquirenti rispetto al ruolo svolto dai diversi soggetti della vicenda. De Quattro deve rispondere anche della tentata estorsione, per aver cercato di farsi dare 1.500 euro dalla più grande delle due minorenni, dopo aver videoregistrato un incontro “hot” a sua insaputa, dietro la minaccia di diffondere il filmato. Altri tre clienti sono indagati per i rapporti sessuali che avrebbero avuto con le giovanissime escort. Un quarto anche per aver ceduto cocaina alla ragazzina in cambio delle prestazioni.

Papa Francesco cancellato: l’Ama rimuove il graffito per “decoro”

superpope-tuttacronacaLa sua foto ha fatto il giro del mondo via web, turisti e romani l’hanno fotografato, il Vaticano l’ha diffuso tramite l’account Twitter del pontificio Consiglio delle comunicazioni sociali. Eppure Superpope, il murales che ritraeva Papa Francesco in versione supereroe, apparso a Borgo Pio per opera dell’artista di strada Mauro Pallotta, è stato cancellato. Stamattina, a 24 ore dalla sua comparsa, nella zona di fronte alla città leonina sono intervenute le squadre dell’Ama, l’azienda municipalizzata dei rifiuti, che per motivi di decoro hanno ripulito la facciata del palazzetto “imbrattato”. In un paese dove al governo litigano, urlano, non si rispettano tra loro, il “decoro” equivale a cancellare un’immagine che era piaciuta a tutti da un muro macchiato, sporco e rovinato. Ma se il Papa è stato cancellato, dalle parti del Vaticano circola la voce che il writer sarebbe pronto a raffigurare Francesco in versione ancora più grande sulla parete di un altro edificio, i cui inquilini avrebbero dato la disponibilità ad ospitare l’opera che aveva attirato l’attenzione di tutti, come dimostrano alcuni scatti circolati in rete (e ripresi dalle maggiori testate mondiali).

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Superpope: il graffito di Francesco in veste supereroe fa il giro del mondo

graffito-papa-superman-tuttacronacaHa fatto rapidamente il giro del mondo la foto che ritrae Papa Francesco nei panni del supereroe. Si tratta di un graffito, su carta e amovibile, realizzato da Mauro Pallotta, pittore per professione e street artist per passione. Il disegno, intitolato Superpope è apparso su un muro di via Plauto angolo Borgo Pio, a Roma, a due passi dal Vaticano. La Stampa ha intervistato l’artista che ha spiegato: “Per l’empatia che riesce a creare intorno a sé, il Papa è molto pop, e pop come un fumetto l’ho voluto disegnare. I superpoteri di cui l’ho dotato rappresentano l’enorme potere di cui dispone, che lui usa, unico leader al mondo, per fare del bene… L’idea mi è venuta una sera di qualche settimana fa: stavo sfogliando un giornaletto di supereroi quando alla tv hanno cominciato a parlare del Papa”.

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Gli italiani perdono il lavoro e pensano all’aborto

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Perché mettere al mondo un figlio al quale non poter garantire un futuro? Ecco quindi la denuncia shock, ma condivisibile, dei lavoratori della Micron di Catania che si sono rivolti direttamente al Pontefice:

“Alcuni nostri colleghi, che da poche settimane hanno ricevuto la grazia di aspettare un figlio, per sconforto e disperazione pensano di ricorrere all’interruzione di gravidanza perché non potranno garantirgli un futuro dignitoso”.

La lettera inviata a Francesco è stata inviata dalla Fim Cisl e mette in evidenza come le decisioni famigliari pesino su quei 419 esuberi   annunciati dalla multinazionale americana che opera nel settore della microelettronica.

“Ci sono 419 famiglie messe da una multinazionale americana sul ciglio del burrone – scrive il sindacato – Oggi in Italia non siamo i soli e purtroppo le ultime vicende al ministero dello Sviluppo economico ci ha confermato che il governo non le potrà salvare”.

Come scrive La Repubblica:

L’appello al Papa arriva mentre esplodono altre vertenze in tutta la regione. Da ieri, i 206 lavoratori di Acque potabili siciliane (Aps), la società fallita che gestiva il servizio idrico in 52 comuni della provincia di Palermo, occupano la sede dell’azienda in via La Malfa per chiedere garanzie sul loro futuro. I sindacati hanno proclamato 30 giornate di sciopero e chiedono la continuità del servizio. Venerdì i curatori fallimentari avvieranno la riconsegna degli impianti della società ai comuni, mentre il 7 febbraio prossimo è prevista la chiusura dell’esercizio provvisorio di Aps.

Questa mattina, 4500 dipendenti del call center Almaviva sono scesi in piazza a Palermo per lanciare l’allarme sul ridimensionamento dell’azienda, che oggi rappresenta il primo datore di lavoro siciliano. Un corteo che da piazza Marina è giunto fino a Palazzo d’Orleans per chiedere alle istituzioni maggiore attenzione rispetto verso lavoratori che hanno già dovuto accettare tagli degli stipendi fino al 25 per cento pur di mantenere il posto di lavoro. Un’opzione, quella dei contratti di solidarietà, a cui ricorrono sempre più aziende e che oggi riguarda oltre 80 mila persone nell’Isola, senza risparmiare categorie come i bancari e i docenti delle scuole private.

Papa Francesco… ha trovato un nuovo amico!

papa-pappagallo-tuttacronacaStava salutando i fedeli presenti a piazza San Pietro, il Pontefice, quando una famiglia di circensi ha attirato la sua attenzione: avevano con loro un pappagallo verde, di nome “Amore”. E come si vede dalle foto, il volatile e il Papa hanno subito fatto amicizia, con Francesco che l’ha tenuto sul suo dito per qualche istante.

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Il murale di Francesco-Superman! Il Vaticano lo condivide su Twitter

papa-superman-tuttacronacaE’ stato il profilo Twitter del Vaticano a condividere in rete un murale apparso nei pressi di San Pietro. Ad accompagnare la fotografia, il cinguettio: “Ecco cosa abbiamo visto su una strada di Roma vicino al Vaticano”. Nel graffito, Papa Francesco appare in versione Superman con una valigetta stretta nella mano sinistra con la scritta “Valores”. Il Vaticano ha apprezzato, infatti.l’opera non è stata letta come “atto vandalico” ma come il segno che i giovani stanno accogliendo, nel loro mondo il Papa della rivoluzione.

Francesco, il Papa rock

papa-francesco-rolling-stones-tuttacronacaPapa Francesco si aggiudica una nuova copertina e questa volta è la rivista musicale Rolling Stone a dedicare la cover al Pontefice che negli ultimi tempi è stato eletto anche uomo dell’anno da Time mentre Esquires gli ha attribuito il primo premio come uomo meglio vestito. Il titolo che accompagna la foto recita Pope Francis, “The Times they are a-changin'” (dal pezzo di Bob Dylan)  recita il titolo mentre si spiega che “Rolling Stone presenta il Papa come un uomo legato alla tradizione religiosa da una parte mentre dall’altra sta lottando per portare la Chiesa in una nuova era”.

Le colombe del Papa attaccate da un corvo e da un gabbiano

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Già Benedetto XVI aveva avuto dei problemi all’Angelus con le colombe che erano rientrate nello studio dopo il rituale lancio, oggi invece peggior sorte è toccata a quelle di Papa Francesco che dopo esser state lanciate dalla finestra per l’usuale volo in piazza sono state attaccate da un corvo e da un gabbiano. Le foto mostrano l’attacco da parte dei predatori:

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Questo il video dell’Angelus, oggi dedicato al ricordo di Cocò, il bambino ucciso e bruciato a soli 3 anni. Il Papa per ricordarlo ha chiamato alla finestra due ragazzi di Azione Cattolica a cui aveva anche affidato le colombe:

Francesco apre alle donne…

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Negli ultimi decenni per le donne si sono aperti «nuovi spazi e responsabilità» e «auspico vivamente possano ulteriormente espandersi». Lo ha detto Papa Francesco nell’udienza al Centro Italiano Femminile riferendosi «tanto nell’ambito ecclesiale che in quello civile e delle professioni».

Papa Francesco e l’incontro con John Elkann

john-elkann-tuttacronacaUdienza privata oggi per il presidente della Fiat John Elkann che, con la famiglia, è stato ricevuto da Papa Francesco. L’incontro, che si è svolto in un ”clima molto caldo, cordiale” stando a quanto riferiscono ambienti vicini al presidente del Lingotto, si è tenuto nel Palazzo Apostolico. Con John Elkann c’era tutta la sua famiglia, la moglie Lavinia e i loro tre figli, Leone, Oceano e Vita, insieme alla famiglia della sorella Ginevra, Giovanni Gaetano d’Aragona, e il primogenito Giacomo.

“La Madonna non è un capoufficio delle poste”: così Papa Francesco

papa-francesco-tuttacronacaE’ terminato il lavoro della commissione internazionale presieduta dal cardinale Camillo Ruini riguardo la questione Medjugorie e ora l’esame passa alla congregazione della dottrina e della fede ma, sulle apparizioni mariane nella cittadina dell’Erzegovina, la Chiesa si trova di fronte ad una decisione non semplice. Ci sono milioni di fedeli che compiono pellegrinaggi ma persistono i dubbi sulle apparizioni, in particolare visto il numero alto, quarantamila, di apparizioni. Ora anche Papa Francesco ha toccato l’argomento. “La Madonna è Madre! E ci ama a tutti noi. Ma non è un capoufficio della Posta, per inviare messaggi tutti i giorni”. E ancora:“Queste novità allontanano dal Vangelo, allontanano dallo Spirito Santo, allontanano dalla pace e dalla sapienza, dalla gloria di Dio, dalla bellezza di Dio”. Perché “Gesù dice che il Regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione: viene nella saggezza”. Resta comunque il fatto che la decisione della Chiesa si avvicina. Padre Federico Lombardi ha confermato che venerdì scorso si è svolta l’ultima riunione della commissione e ora,  “come previsto, l’esito dello studio verrà sottoposto alla Congregazione per la dottrina della fede”, guidata dal prefetto Gehrart Müller. La storia di questa famosa meta di pellegrinaggio la ricorda Alessandro Camilli:

E’ una storia cominciata più di 30 anni fa, nel 1981, quando per la prima volta alcuni “veggenti” dissero di aver assistito ad un’apparizione della Madonna. Da allora le apparizioni continuano. Dei sei veggenti del giugno 1981, all’epoca bambini o ragazzi, tre assicurano di avere ancora oggi l’apparizione quotidiana della “Regina della pace”, sempre alla stessa ora del pomeriggio e in qualunque luogo essi si trovino: sono Vicka (che abita a Medjugorje), Marija (che vive a Monza) e Ivan (che risiede negli Stati Uniti ma torna spesso in patria). Una quarta veggente, Mirjana, ha un’apparizione ogni mese, il giorno 2, mentre gli ultimi due ex ragazzi di Medjugorje hanno un’apparizione una volta all’anno. Con una stima a spanne, prendendo per buone le parole dei “veggenti”, fa un totale di circa 40mila apparizioni dall’81 ad oggi. Obiettivamente tante, forse troppe, certo abbastanza per far dire al Papa che la Madonna non è un postino.

Il vescovo di Mostar, Ratko Peric, sotto la cui giurisdizione ricade Medjugorje, è notoriamente scettico sul fenomeno, come lo era il suo predecessore. Mentre sullo sfondo c’è pure l’annoso problema dei rapporti tra clero diocesano e frati francescani in Erzegovina al tempo delle apparizioni. Tra le soluzioni ventilate nel recente passato c’era quella di ripristinare l’antica diocesi di Trebinje, per sottrarre Medjugorje al territorio di Mostar, come pure la possibilità di creare un santuario mariano affidandone la gestione a un rettore proveniente dall’esterno. Ma la questione di fondo è però un’altra: come fare a scontentare i milioni di fedeli che affollano Medjugorje?

“Mi pare sia stato Bertrand Russell – scriveva Leonardo Sciascia in un testo inedito pubblicato da Repubblica – a dire che tutta la filosofia occidentale non è che un’annotazione in margine a Platone e così è anche per il problema dell’ateismo che si è invece portati a considerare abbia avuto dibattito e definizione prevalentemente nel secolo XVIII. Ed è certo che quantitativamente in quel secolo il problema è stato maggiormente agitato e si potrebbe anche dire propagandato, ma in definitiva pochissimo è stato aggiunto allora e fino ad ora, all’analisi di Platone. Si tratta, insomma, di annotazioni in margine, propriamente. (…) Platone considera tre forme di ateismo: primo, la negazione della divinità; secondo, la credenza che la divinità esista, ma non si curi delle cose umane; terzo, la credenza che la divinità possa essere propiziata con doni e offerte. Di queste tre forme di ateismo, le prime due, corrispondenti approssimativamente al materialismo e allo scetticismo, si possono dire di ateismo filosofico, anche se Platone riconosceva come tale soltanto la prima, considerando di volgare pregiudizio le altre due. (…) Ma quella terza forma di ateismo che Platone considera come la più pericolosa e malvagia che si potrebbe dire l’ateismo del credente in Dio, l’ateismo pratico, l’ateismo attivo; tenendo presente che sto parlando di credenza religiosa e di credenza atea nel mondo nominalmente cristiano, per capire che anche se le chiese cristiane hanno sempre indicato l’ateo filosofico come il vero e pericoloso nemico, effettualmente siamo di fronte a una mistificazione alquanto simile a quella cui ricorrono le tirannie quando impotenti al buon governo e mancando alle loro stesse promesse, per coloro che tengono in soggezione, creano ed indicano il nemico esterno”.

“La lobby gay in Vaticano pericolosa per la sicurezza del Papa”. Parla Maeder

guardie_svizzere-tuttacronacaA parlare è il 51enne Elmar Maeder, svizzero del Canton San Gallo, che dal 2002 al 2008 comandò le guardie del Papa e ora, in un’intervista al settimanale elvetico Schweiz am Sonntag, dice che esiste “Una lobby gay  talmente potente da essere pericolosa per la sicurezza del Pontefice”. Maeder denuncia il potere degli ambienti omosessuali, in Vaticano. “Dell’esistenza di quella lobby gay posso parlare per esperienza personale”. Tanto che l’ex-comandante delle Guardie Svizzere dichiara di aver messo in guardia i suoi uomini, dalle attenzioni di taluni esponenti della curia particolarmente “lascivi”. “Il problema è che questa rete è composta di persone talmente fedeli, l’una all’altra, da costituire una sorta di società segreta”. E lascia intendere che si tratti di una società segreta più forte, ancora, della stessa istituzione vaticana. “Per questo motivo – rincara – se avessi scoperto che uno dei miei uomini era gay, mai e poi mai gli avrei consentito di fare carriera”. “Anche se, per me, l’omosessualità non costituisce un problema, il rischio di slealtà, sarebbe stato troppo elevato”, sostiene l’ex-ufficiale degli alabardieri. Già in precedenza una delle guardie svizzere che avevano servito ai suoi ordini aveva raccontato di aver subito vere e proprie molestie, sia da parte di un esponente della Segreteria di Stato vaticana che da parte di un Cardinale. L’attuale portavoce delle guardie vaticane, Urs Breitenmoser, ha tuttavia, minimizzato quelle accuse di molestie.”. “Le voci di una rete gay, all’interno del Vaticano non sono un nostro problema. Le preoccupazioni dei nostri uomini sono, esclusivamente, di natura religiosa e militare”.

A Roma è scontro tra Vicariato e Comune sulle Unioni civili

registro-delle-unioni-civili-tuttacronacaUna delibera comunale recentemente approvata dalle commissioni capitoline per il riconoscimento e l’istituzione di un registro ad hoc per le Unioni civili non piace in Vaticano e il Vicariato di Roma attacca l’iniziativa. In un editoriale del settimanale Roma Sette, infatti, si legge che si tratta di una “forzatura giuridica, frutto di miopia politica”. Il direttore Angelo Zema, nell’editoriale scrive: “La proposta intende tutelare e sostenere le unioni civili equiparandole alla famiglia fondata sul matrimonio per gli ambiti di competenza comunale. Il pretesto, diremmo noi, è evitare ogni forma di discriminazione”. Ma “la vera discriminazione – aggiunge l’organo del Vicariato – consisterebbe nel trattare in modo uguale situazioni differenti, come sono le unioni civili e il matrimonio: nel secondo, infatti, due soggetti assumono precisi diritti e doveri di fronte alla legge, con rilevanza negoziale pubblica. Non si può barare con le parole”.  Ovviamente non sono mancate le reazioni, con Francesco D’Ausilio, capogruppo del Pd in Campidoglio, che ha replicato: “Il registro delle Unioni civili intende tutelare diritti oggi negati senza ledere diritti altrui. Non si tratta di contrapporre modelli di famiglia – aggiunge – ma di riconoscere realtà di tante forme di convivenze attuali. Il registro intende rimuovere le discriminazioni sul piano civile e promuovere il comune rispetto, così come avviene in tutte le capitali europee”. Il Vicariato però non cede e nella nota sottolinea che l’idea contenuta nella delibera capitolina sul registro delle Unioni civili è “priva di sostanza, se si considera non solo l’inutilità giuridica di tale strumento ma anche il flop dei registri delle unioni civili in sei Municipi romani (meno di 50 coppie iscritte in 8 anni). Insomma, la delibera è una forzatura giuridica, frutto di miopia politica. Di una politica che non sa guardare lontano, che vola basso e resta al palo dibattendosi tra le emergenze irrisolte della città”. Imma Battaglia, consigliera Comunale Sel, sostiene invece l’amministrazione capitolina: “A Roma è in atto una rivoluzione culturale. L’Italia deve andare avanti nella strada dell’equiparazione e del riconoscimento dei diritti di tutte le coppie. Con l’istituzione del Registro delle Unioni Civili l’amministrazione Marino darà una risposta ai tanti legami affettivi che si formano al di fuori del matrimonio”. E la consigliera comunale del Pd, Giulia Tempesta, aggiunge: “Il provvedimento sulle Unioni civili è un gesto di civiltà”. Nel frattempo, il vicepresidente dell’assemblea capitolina, il pdl Giordano Tredicine, annuncia “una petizione popolare per bloccare la delibera” mentre il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, chiede alla Chiesa di “fare un passo avanti sul tema dei diritti civili” perchè “con il registro delle Unioni saranno tutelati i diritti di tutte e di tutti, compresi quelli delle coppie gay”. Ancora, Riccardo Magi, consigliere comunale della Lista civica Marino, auspica che “non avvenga quanto accadde nel 2007, quando la maggioranza dell’allora sindaco Veltroni bocciò la delibera di iniziativa popolare dei radicali sulle Unioni civili”.

Scandalo in Vaticano: guardie svizzere molestate dai preti

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Due guardie svizzere nel giro di pochi giorni. Due guardie svizzere in servizio in Vaticano che denunciano la stessa cosa: molestie sessuali subite da parte di prelati. A rivelare le presunte molestie, in entrambi i casi, è il giornale svizzero Schweiz am Sonntag.

La prima guardia a raccontare il tutto al giornale ha preferito restare anonima. Nel frattempo si è sposata, è tornata in Svizzera e non vuole correre rischi. Eppure il racconto di “G.”, così lo chiama il giornale svizzero, era stato inquietante. La guardia avrebbe ricevuto inviti da un prelato a raggiungerlo dopo la mezzanotte nei suoi appartamenti. Non solo: diversi inviti a cena da parte di più religiosi e proposte sessuali che col passare del tempo si sono via via fatte più esplicite. Addirittura, secondo il soldato, un prelato sarebbe andato in Svizzera mentre lui era in ferie per continuare con le avances.

Violetta e Papa Francesco: «Mi sono sentita come una mia fan»

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«Ho incontrato Papa Francisco. È stato super emozionante, se un anno fa mi avessero detto una cosa del genere non ci avrei creduto. Davanti a lui sono rimasta muta, la voce non usciva, neppure un ‘holà. Mi sono sentita come una mia fan» queste le prime parole di Martina Stoessel, da tutti conosciuta come Violetta dell’omonima serie tv giovanile fenomeno di successo globale, che ora si trova a Roma per una serie di concerti già andati da tempo sold out.

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Oggi l’incontro con la stampa da vera star. «Ho lo stesso sogno di Violetta, fare musica, uscire con un mio disco. Sono giovane, non ho fretta, ci riuscirò», ha detto la quasi 17enne. «Nonostante il successo cerco di restare normale», ha detto la ragazzina assediata dalle V-lovers.

Francesco il rivoluzionario: no all’aborto, la famiglia, i profughi… ma l’Imu?

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“Desta orrore il solo pensiero che vi siano bambini che non potranno mai vedere la luce, vittime dell’aborto, o che vengono utilizzati come soldati, violentati o uccisi nei conflitti armati, o fatti oggetti di mercato in quella tremenda forma di schiavitù moderna che è la tratta degli esseri umani, la quale è un delitto contro l’umanità”, queste le parole di Papa Francesco durante l’udienza, nella sala regia del palazzo apostolico, con i membri del corpo diplomatico accreditato presso la santa sede. Un delitto contro l’umanità che però spesso viene dettato dall’impossibilità di dare un giusto futuro e una speranza di una sussistenza dignitosa al figlio. Perché quindi mettere al mondo l’ennesimo schiavo di un sistema che non dà possibilità di riscatto? Perché mettere al mondo il figlio di una violenza subita? Perché far nascere un diversamente abile se, in Italia e in altri Paesi, sono insufficienti le strutture capaci di occuparsi di queste persone dopo la morte dei genitori o solo per alleviare il compito a quest’ultimi?

Ma dopo la sua personale visione sull’aborto Bergoglio ha voluto anche fare un appello alla politica e le ripercussioni che un azione legislativa può avere sulla famiglia: “Si rendono necessarie politiche appropriate che sostengano, favoriscano e consolidino la famiglia – sottolinea Bergoglio – La fraternità si comincia ad imparare solitamente in seno alla famiglia e il lessico familiare è un lessico di pace. Ma, purtroppo, spesso ciò non accade, perché aumenta il numero delle  famiglie divise e lacerate, non solo per la fragile coscienza del senso di appartenenza che contraddistingue il mondo attuale, ma anche per le condizioni difficili in cui molte di esse sono costrette a vivere, fino  al punto di mancare degli stessi mezzi di sussistenza”.  Per il Papa tutto deve iniziare dai giovani, dal futuro: “Biusogna investire sui giovani, con iniziative adeguate che li aiutino a trovare lavoro e a fondare un focolare domestico – afferma – Non bisogna spengere il loro entusiasmo”; ricordando la recente esperienza della Giornata mondiale della gioventù di Rio de Janeiro, un vero e proprio bagno di folla per Bergoglio: “Quanti ragazzi contenti ho  potuto incontrare. Quanta speranza e attesa nei loro occhi e nelle loro preghiere. Quanta sete di vita e desiderio di aprirsi agli altri. La chiusura e l’isolamento creano sempre un’atmosfera asfittica e pesante, che prima o poi finisce per intristire e soffocare”. Ma la voce del Papa non si è fermata entro i confini italiani ma è arrivata anche a toccare il dramma siriano e la crescente tensione fra le due Coree: “Non cesso – ha detto Papa Francesco – di sperare che abbia finalmente termine il conflitto in Siria. La sollecitudine per quella cara popolazione e il desiderio di scongiurare l’aggravarsi della violenza mi hanno portato, nel settembre scorso, a indire una giornata di digiuno e di preghiera. Attraverso di voi ringrazio di vero cuore quanti nei vostri paesi, autorità pubbliche e persone di buona volontà, si sono associati a tale iniziativa. In tale prospettiva, auspico che la conferenza ‘Ginevra 2’ segni l’inizio del desiderio di pacificazione” e poi ha aggiunto “Non si può accettare – dice Bergoglio – che venga colpita la popolazione civile inerme, soprattutto i bambini. Incoraggio, inoltre, tutti a favorire e a garantire, in ogni modo possibile, la necessaria e urgente assistenza di gran parte della popolazione, senza dimenticare l’encomiabile sforzo di quei Paesi, soprattutto il Libano e la Giordania, che con generosità hanno accolto nel proprio territorio i numerosi profughi siriani”. Quanto alla questione coreana, invece, la Santa Sede “implorando da Dio il dono della riconciliazione nella penisola, con l’auspicio che, per il bene di tutto il popolo, le parti interessate non si stanchino di cercare punti d’incontro e possibili soluzioni”.

Nel suo discorso ha anche toccato il problema dei profughi e la solidarietà che se sono concetti sicuramente condivisibili, resta ancora difficile capire con quale risorse lo Stato italiano può fare fronte a un’emergenza umanitaria di tale portata. Forse, se la Chiesa, si mettesse al fianco dello Stato, anche solo pagando parte del contributo Imu quelle risorse potrebbero andare davvero a sostegno di una corretta integrazione e di un accoglimento di queste persone che non meritano certo di essere considerate numeri, ma persone e di conseguenza aver un trattamento dignitoso che ora gli viene negato, non per indifferenza o disumanità ma solo e unicamente per mancanza dei mezzi.

Il Papa battezza Giulia, figlia di una coppia sposata civilmente

papa-battesimo-giulia-tuttacronaca18 bimbe e 14 bimbi sono stati battezzati oggi da Papa Francesco e tra loro c’era anche la piccola Giulia, neonata di 7 mesi di Castiglione della Pescaia figlia di una coppia non sposata in chiesa. Un momento storico: è la prima volta che un papa amministra il sacramento a un bambino i cui genitori non sono uniti da rito sacro. Ivan Scardia, il padre, ha raccontato: “È stata una cerimonia bellissima, abbiamo provato una forte emozione tutti quanti”. Lui e Nicoletta Franco, pur profondamente credenti, sono sposati con rito civile e non religioso.  Eppure, Papa Francesco ha officiato il battesimo lo stesso. “Stare a due passi da una delle persone più importanti del mondo è una cosa che colpisce, che emoziona moltissimo. E poi tutto la cerimonia è stata toccante, bellissima”, racconta Ivan Scardia. Lui e sua moglie sono due militari e hanno anche un’altra figlia, Giorgia, di 5 anni che oggi era insieme a loro e alla sorellina in San Pietro.  “Sposarci è stata una scelta improvvisa, avevamo fretta e non c’era il tempo di organizzare la cerimonia in chiesa. Il matrimonio in chiesa, forse, lo faremo, più in là”. Papa Francesco ha anche annunciato che nominerà 16 nuovi cardinali, meno di quante ci si poteva attendere, “appartenenti a 12 Nazioni di ogni parte del mondo”, per rappresentare “il profondo rapporto ecclesiale fra la Chiesa di Roma e le altre Chiese sparse per il mondo”. Verranno inoltre nominati tre anziani ecclesiastici che diventeranno cardinali non elettori, per premiare il loro “servizio alla Chiesa”.

Bergoglio diventa… “un mondo migliore”!

bergoglio-tuttacronacaCome si trasforma nelle varie lingue “Bergoglio”? Alla domanda risponde il traduttore di Google: ecco che il cognome del Papa diventa “un mondo migliore”. Come riporta il sito Giornalettismo, segnalare la curiosità è stata la pagina Facebook di Aleteia, di evidente ispirazione cattolica, dove in più di un commento s’esprime sollievo perché la stessa operazione non è stata tentata con Papa Ratzinger. La traduzione non è poi un mistero: Google Translate accetta i suggerimenti degli utenti e in questo caso, Bergoglio non è parola d’uso corrente e non ha traduzioni concorrenti, chi ha fatto il lavoro si è semplicemente incaricato di fornire la “propria” traduzione alla macchina, in tutte le lingue del mondo.

Acerbi prosciolto dalle accuse di doping: “ora pensa a guarire”

francesco-acerbi-tuttacronacaEra risultato positivo per gonadotropina corionica al test antidoping successivo alla gara col Cagliari del primo dicembre il difensore del Sassuolo Francesco Acerbi, che ora è stato prosciolto dalla sospensione cautelare per doping dal TNA.  La sostanza era un residuo delle cure antitumorali a cui il 25enne centrale si era dovuto sottoporre appena prima dell’inizio della stagione. Mattia Grassani, il legale del giocatore, ha commentato la regola affermando:  “Siamo molto soddisfatti perchè giustizia è stata fatta, Acerbi da adesso in poi si può concentrare sulle cure e sulla sua guarigione”. All’Ansa ha spiegato: “È stato un confronto molto franco e costruttivo con la Procura antidoping e con il Tribunale di oltre un’ora. A loro va il nostro plauso perchè hanno dimostrato una sensibilità e un’attenzione a valutare il caso come eccezionale e assolutamente privo di precedenti o riconducibile ad altri casi di doping. Questo tipo di miscela ha portato al risultato sperato e che non poteva essere diverso”. E conclude: “Già la sospensione  era un’accusa infamante per un calciatore come lui, affetto da questa patologia, e gli rendeva la vita impossibile. Ora si è tolto questo spettro e può concentrarsi soltanto sulla sua guarigione”.

Papa Francesco… “buon pastore”!

papa-francesco-tuttacronacaEpifania particolare per Papa Francesco che ha visitato i

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Francesco e il Presepe vivente: l’Epifania del Papa

papafrancesco-presepevivente-tuttacronacaPapa Francesco ha raggiunto la parrocchia di S. Alfonso Maria de’ Liguori, nella zona a nord della Capitale, per festeggiare con la comunità l’Epifania. Era stato il parroco Dario Pompeo Criscuoli a invitare il Pontefice a visitare il presepe vivente, giunto alla sua seconda edizione, che conta oltre 200 figuranti. “Avevamo scritto una lettera al Santo Padre – racconta don Dario -. Poi tre giorni fa mi ha chiamato e mi ha detto che appena ha saputo dell’iniziativa ha deciso di venire”.  Francesco ha salutato gli “attori” e poi si è dedicato alla folla festante: bambini, anziani, ammalati. Tutti hanno ricevuto il suo saluto. Presente all’evento anche il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini.  “Il Santo Padre – conclude don Dario – non voleva più andare via. Ha assaggiato la nostra ricotta e ha perfino accettato di poggiare sulle sue spalle un agnellino. Perché lui è davvero un buon pastore di anime”. Il  Papa, al suo arrivo, ha salutato i migliaia di fedeli sottolineando che “Il Natale è appena passato e inizia un nuovo anno ma Gesù rimane sempre con noi”.

Padre Lombardi: nessuna apertura dal Vaticano alle coppie gay

papa-francesco-tuttacronaca-unioni-civiliPadre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana, ha fatto sapere che le parole di Papa Francesco sulle coppie omosessuali sono state oggetto di “forzature e strumentalizzazioni da parte di diversi media italiani”, in particolare di quanti hanno voluto associarle al dibattito in corso sul riconoscimento delle unioni civili delle coppie gay. Padre Lombardi ha inoltre sottolineato  quanto sia “paradossale” parlare di “apertura alle coppie gay”.

L’annuncio di Papa Francesco: a maggio il pellegrinaggio in Terrasanta

papa_francesco_tuttacronacaL’annuncio l’ha dato lui stesso al termine dell’Angelus recitato dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano: il Pontefice si recherà in Terrasanta dal 24 al 26 maggio, giorni nei quali farà un pellegrinaggio di tre tappe: Amman, Betlemme e Gerusalemme. “Al Santo Sepolcro – ha detto Papa Francesco – celebreremo un Incontro ecumenico con tutti i rappresentanti delle Chiese cristiane di Gerusalemme, insieme al patriarca Bartolomeo di Costantinopoli”. L’idea del viaggio nasce dallo spunto di commemorare lo storico incontro tra il papa Paolo VI e il patriarca Atenagora, che avvenne esattamente il 5 gennaio di 50 anni fa. Il Papa ha chiesto ai fedeli di pregare per lui, dopo di che ha ringraziato i bambini di tutto il mondo che gli hanno inviato dei piccoli lavori artistici come dono di Natale: “Guardate che i bambini fanno davvero bei disegni! Sono belli davvero. Belli, belli, belli”.

Le coppie di fatto scuotono la Chiesa: vescovi divisi tra favorevoli e contrari

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Il tema delle coppie di fatto oltre che scuotere il Parlamento italiano irrompe anche nella Chiesa:

”La legge non può ignorare centinaia di migliaia di conviventi. Senza creare omologazione tra coppie di fatto e famiglie, è giusto che anche in Italia vengano riconosciute le unioni di fatto”. questo è ciò che ha affermato, a “La Stampa”, il vescovo di Mazara del Vallo. Domenico Mogavero, ex sottosegretario Cei e attuale commissario per le migrazioni che poi ha aggiunto:

”Lo Stato può e deve rispettare e tutelare il patto che due conviventi hanno stretto tra loro. Contrasta con la misericordia cristiana e con i diritti universali il fatto che i conviventi per la legge non esistano. Oggi se uno dei due viene ricoverato in ospedale, all’altro viene negato persino di prestare assistenza o di ricevere informazioni mediche come se fosse una persona estranea. Mi pare legittimo riconoscere diritti come la reversibilità della pensione o il subentro nell’ affitto in virtù della centralità della persona”.

Per la chiesa ”su tutto ciò che riguarda la sfera civile e umanitaria si può arrivare ad un accordo. Senza equipararle alle coppie sposate, non ci sono ostacoli alle unioni civili”, ha ribadito il vescovo. Quanto ai figli,” in chiesa non possono esserci preclusioni in nulla per i figli di genitori non sposati. Le colpe dei padri, se di colpe si tratta, non possono mai ricadere sui figli. Perciò non si può negare il battesimo a un bambino, e non si possono indicare le coppie di fatto come persone che vivono nel peccato”. 

Ma l’opinione di Mogavero trova anche degli oppositori e tra questi il più attivo è sicuramente il vescovo di Parma Enrico Solmi, presidente della Commissione che si occupa della famiglia e della vita all’interno della Cei. Solmi, in un’intervista rilasciata a “La Repubblica” ha preso infatti una posizione diametralmente opposto affermando:

“Favorire attraverso sentenze soluzioni di fatto, in sostanza un riconoscimento delle unioni di fatto e anche delle unioni di persone omosessuali, è una deriva che non può essere accettata. Certo, diverso è se si vuole discutere e confrontarsi per arrivare a una tutela dei diritti e delle persone in quanto tali. Tali diritti vanno in considerazione anche della relazione che un uomo e una donna non sposati possono intessere, e che può essere arricchita anche dalla presenza di figli, o di una relazione di aiuto che comprenda l’assistenza sanitaria, i beni delle due persone, quindi il discorso dell’eredità”.

”Questo percorso è assolutamente fattibile facendo riferimento al codice civile e ai diritti della persona. Codice civile che può essere anche adeguatamente modificato per fare spazio a queste situazioni che da un punto di vista numerico sono significative. Le sentenze in merito alle coppie di fatto debbono considerare il dettato costituzionale degli articoli 30 e 31 della Costituzione. Una lettura serena e fruttuosa di questo consentirebbe quel dialogo che da più parti si sente come impellente”. 

Il Papa e l’apertura verso i figli dei gay “sfida educativa”!

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Papa Francesco torna su un terreno che da secoli è molto scivoloso per la Chiesa: le unioni civili e i gay. Bergoglio oggi ha dichiarato che le unioni gay  “pongono sfide educative nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere”. Quasi a conclusione del lungo colloquio con i superiori generali degli ordini religiosi, il Papa si era soffermato sul tema dell’educazione, sottolineando che essa “deve essere all’altezza delle persone che educa, deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a una generazione che cambia”.

Il Papa Bergoglio aveva citato alcune sue esperienze a Buenos Aires sulla preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia:

“Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: ‘la fidanzata di mia madre non mi vuol bene’. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede”.

“Ma dove sono le monache?” Francesco e il messaggio in segreteria

papa_francesco-tuttacronacaPapa Francesco e le telefonate. Tra le molte fatte, qualche giorno fa, anche una al convento delle Carmelitane Scalze di Lucena, in Spagna, per fare gli auguri di Buon Anno. Il Pontefice, però, ha potuto solo lasciare un messaggio in segreteria. “Che stanno facendo le monache che non possono rispondere? Sono Papa Francesco, volevo salutarle per la fine dell’anno. Vedrò se posso chiamare più tardi. Che Dio le benedica”, è il messaggio che ha poi ascoltato la priora del convento di clausora, Suor Adriana de Jesus Resucitado, che alla radio spagnola Cope ha poi raccontato: “Mi sono sentita morire”, aggiungendo che al momento della telefonata le suore erano impegnate a dire il rosario. Papa Francesco ha poi chiamato nuovamente, come promesso nel messaggio. La conversazione è durata 15 minuti, poco dopo le 19.15 del 31 dicembre.

La sorpresa di Francesco! Arriva a Santa Maria Maggiore

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In forma priva e a sorpresa, Papa Francesco si è recato alla basilica romana di Santa Maria Maggiore,  nella solennità di Maria Madre di Dio, ha voluto pregare dinanzi all’immagine mariana della “Salus populi romani”. Il Papa ha anche ricordato come nelle Sacre Scritture ci siano parole di coraggio e di forza, ma anche di speranza che sono assai significative all’inizio di un nuovo anno.

Papa Francesco non solo è l’uomo dell’anno… ma anche il meglio vestito!

Pope-Francis-tuttacronacaEra già stato nominato “uomo dell’anno” dal Time e ora anche Esquire ha voluto attribuire un premio a Papa Francesco: quello di  uomo meglio vestito dell’anno. La rivista sottolinea che il suo abbigliamento ”ha segnalato con sottigliezza una nuova era (e per molti una rinnovata speranza) per la Chiesa cattolica”. La direzione del mensile ha ammesso che si tratta di una scelta poco convenzionale; tuttavia la decisione del Pontefice di astenersi dall’indossare abiti appariscenti riflette un’umiltà raramente vista nei suoi predecessori. “Il suo modo di vestire – ha commentato Mark-Evan Blackman, professore aggiunto di design abbigliamento maschile al Fashion Institute of Technology – riflette davvero la sua mentalità. Ricordo quando Giovanni Paolo II fu sepolto, indossava quelle ricche scintillanti scarpe rosse. Quando l’attuale Papa è stato eletto e ha deciso di non indossare le scarpe rosse, quello è stato un segno che rifletteva il suo approccio alla funzione del suo ruolo”. Ancora, il mensile sottolinea che “Papa Francesco ha mostrato tanto con i suoi gesti simbolici, pagando ad esempio il conto dell’albergo di proprietà della Chiesa, oppure lavando i piedi ai detenuti, due delle quali donne, durante il Giovedì Santo. In parole povere il Papa ha capito che l’abbigliamento maschile esprime il carattere dell’uomo che lo indossa”.

“Serve che il nostro cuore si commuova”: così Papa Francesco

urbietorbi-tuttacronacaEra da poco passato il mezzogiorno quando Papa Francesco si è affacciato dal balcone della Basilica di San Pietro per la tradizionale benedizione Urbi et Orbi. Il suo discorso è stato breve ma sentito e ha toccato le guerre che proseguono nel mondo, gli scontri e le emergenze che si contano nel nostro Pianeta. “Abbiamo bisogno che il nostro cuore si commuova. Lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio, abbiamo bisogno delle sue carezze. Non fanno felici, ci danno pace e forza. Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio”. Il Pontefice, alle migliaia di persone presenti, ha ricordato l’importanza dell’impegno per la pace: “La vera pace non è una bella facciata dietro cui ci sono contrasti, è un impegno di tutti i giorni. La pace è artigianale, a partire dal dono di dio, dalla sua grazia”. Ancora, ha ricordato che bisogna pensare ai bambini, vittime più fragili delle guerre, ma anche agli anziani e alle donne maltrattate. “Le guerre spezzano le vite”, ha continuato Francesco, chiedendo un canto per la pace, “un canto per ogni uomo che spera”. E ha pregato per la pace in Siria, dove “troppe vite sono state spezzate da un conflitto che fomenta odio e vendetta”. Si è appellato alle parti in guerra perché “sospendano gli scontri e garantiscano l’accesso alle forze umanitarie”. Ma il Papa ha ricordato anche le emergenze in Repubblica centrafricana, nel Sud Sudan, in Nigeria: “Converti il cuore dei violenti perché depongano le armi”, ha detto il papa. “Guarda alla terra dove sei nato e favorisci i negoziati tra israeliani e palestinesi”. E ancora preghiere per l’Iraq, per la repubblica democratica del Congo, per le Filippine colpite dal tifone, per le vittime di tratta degli esseri umani. E con uno sguardo all’Italia, ha parlato anche dei migranti e della tragedia di Lampedusa: “Non accadano più simili tragedie”. Si tratta, per Papa Francesco, del primo Natale come Pontefice e ieri sera, in occasione della Santa Messa, non ha mancato di portare la sua innovazione, portando con sè il bambinello.

Il primo Natale di Francesco come Papa: per lui un Presepe napoletano

presepe-san-pietro-tuttacronacaErano quasi le 17 quando, a piazza San Pietro, è stato svelato il Presepe, quest’anno è stato donato dalla diocesi e della città di Napoli, durante una cerimonia introdotta dal canto “O Sole mio”. Il cardinal Bertello ha ricordato che è “una tradizione per i romani e per molti pellegrini venire ad assistere a questo momento pieno di gioia e di speranza” e che quando san Francesco ha fatto il primo presepe a Greccio, il cronista diceva che questo “onora la semplicità, esalta la povertà e esprime l’umiltà”. Il nuovo direttore dei servizi tecnici del Governatorato, Rafael Garcia Serrana de Villalobos, ha raccontato un aneddoto: alcuni giorni fa papa Francesco ha inviato un panettone di otto chili per gli operai che allestivano il presepe in piazza, che lo hanno consumato in una pausa del lavoro, con grande soddisfazione e gioia. “Si vede – ha commentato Serrano – che il Papa apprezza i lavori delle maestranze e degli operai, un lavoro che rimane nascosto”. In serata, alla Basilica di San Pietro si è invece tenuta la messa della della notte di Natale, la prima di papa Francesco da quando è stato eletto. il Pontefice ha spiegato il mistero del Natale, “mistero del camminare e del vedere”, dicendo che questa notte esprime non solo come “fatto emotivo, sentimentale”, ma come “realtà profonda” il fatto che “siamo un popolo in cammino, e intorno a noi, e anche dentro di noi, ci sono tenebre e luce”. Papa Bergoglio ha ricordato che nella vita del popolo come in quella delle persone “si alternano momenti di luce e di tenebra, fedeltà e infedeltà, obbedienza e ribellione; momenti di popolo pellegrino e di popolo errante”. “Anche nella nostra storia personale – ha osservato commentando un brano del profeta Isaia – si alternano momenti luminosi e oscuri, luci e ombre. Se amiamo Dio e i fratelli, camminiamo nella luce, ma se il nostro cuore si chiude, se prevalgono in noi l’orgoglio, la menzogna, la ricerca del proprio interesse, allora scendono le tenebre dentro di noi e intorno a noi. ‘Chi odia suo fratello, scrive l’apostolo Giovanni, – ha citato il Pontefice – è nelle tenebre, cammina nelle tenebre e non sa dove va, perchè le tenebre hanno accecato i suoi occhi'”. “Gesù non è soltanto un maestro di sapienza, non è un ideale a cui tendiamo e dal quale sappiamo di essere inesorabilmente lontani, è il senso della vita e della storia che ha posto la sua tenda in mezzo a noi”. “Gesù – ha ancora spiegato il Pontefice – è venuto nella nostra storia, ha condiviso il nostro cammino”, giunto per “liberarci dalle tenebre e donarci la luce”, “è amore fattosi carne”. Ancora, ha spiegato che i pastori sono stati i “primi” a vedere Gesù “perchè erano tra gli ultimi, gli emarginati. E – ha spiegato il Papa nella omelia della messa della notte di Natale – sono stati i primi perchè vegliavano nella notte, facendo la guardia al loro gregge”. Il Papa ha concluso con un invito a condividere la “gioia del Vangelo”: in Gesù “è apparsa la grazia, la misericordia e la tenerezza del Padre”.

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Ancora due Papi: Francesco raggiunge Ratzinger per gli auguri

papa-francesco-ratzinger-tuttacronacaSono tornati a incontrarsi Papa Francesco e il Papa Emerito Ratzinger, in occasione dello scambio di auguri in occasione del Natale. L’incontro è avvenuto questo pomeriggio, intorno alle 17, quando il Pontefice ha raggiunto la residenza di Benedetto XVI, già monastero Mater Ecclesiae. A darne notizia, un comunicato della Sala Stampa vaticana. Dopo una breve preghiera insieme nella Cappella, ha avuto luogo l’incontro privato, della durata di circa mezzora, in una sala della residenza. Papa Francesco, “che era accompagnato dai suoi segretari personali, ha salutato poi anche gli altri membri della “famiglia” del Papa emerito, S.E. Mons. Gaenswein e le Memores Domini, e si è congedato verso le 17.45″.

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