Renzi sugli spalti… e l’ironia su Twitter! Grazie “presidente”

Renzi-Fiorentina-Inter-tuttacronacaC’era anche Matteo Renzi, ieri sera, ad assistere all’anticipo della 24esima giornata di campionato che ha visto affrontarsi al Franchi la Fiorentina e l’Inter. E proprio su quello che potrebbe diventare il prossimo presidente del Consiglio hanno indugiato le telecamere. La partita, tuttavia, è sembrata essere l’unica “nota stonata” della settimana del sindaco fiorentino, visto che i viola, dopo aver recuperato lo svantaggio, hanno perso a causa di un gol di Mauro Icardi (vittoria arrivata ai nerazzurri grazie a un errore arbitrale che non ha segnalato il fuorigioco dell’argentino). Ma i tifosi dell’Inter non hanno mancato di far dell’ironia su quanto accaduto davanti agli occhi di Renzi, a partire da Fiorello che su Twitter ha scritto: “Porta bene Renzi! Grazie ‘presidente'”.

Schermata 2014-02-16 alle 10A lui ha risposto subito un altro showman, Nicola Savino, che citando l’utente @chedisagio ha scritto “Palacio Chigi”, dal nome di uno dei marcatori interisti. Per il segretario dem, tuttavia, l’accoglienza dei tifosi è stata calda e poco importa se è stato spesso distratto dall’incontro, impegnato in telefonate e sms: incoraggiamenti, pacche sulle spalle e foto in sua compagnia gli hanno tenuto compagnia sia prima che dopo la partita.

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Fiorentina-Inter: e in tribuna… gli ospiti d’onore!

fiorentina-inter-renzi-tuttacronacaPotrebbe essere l’ultima volta che il sindaco di Firenze e segretario del Pd Matteo Renzi assiste a una partita dei suoi adorati viola in veste di “non-ancora-premier”. Il primo cittadino del capoluogo toscano ha infatti in agenda la sua presenza al Franchi per assistere all’anticipo della quinta di ritorno, mentre resta in attesa della quasi certa convocazione nelle prossime ore del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Quirinale. Sembra che Renzi abbia infatti confermato ad alcuni dirigenti del club gigliato la sua presenza in tribuna autorità dove, tra l’altro, non sarà solo. Questa sera è infatti atteso anche l’azionista di maggioranza viola Diego Della Valle. Spiega l’AGI che il proprietario del gruppo Tod’s e Matteo Renzi avrebbero in programma anche un colloquio per definire i dettagli di un’offerta che dovrebbe presentare nelle prossime settimane il club viola per la costruzione di un nuovo stadio in città in zona Nord.

Lazio-Roma: sugli spalti lo striscione per ricordare Nino Cutrì

nino-cutri-tuttacronacaDurante il derby della Capitale, oggi ha fatto la sua apparizione uno striscione che non poteva non catturare l’attenzione. Due ragazzi hanno infatti steso un telone bianco con la scritta: “R.I.P. Nino Cutrì”, riferendosi ad Antonino Cutrì, fratello dell’ergastolano Domenico, arrestato oggi dai carabinieri non distante da Inveruno, nell’Alto milanese. Il 30enne Antonino ha perso la vita durante il conflitto a fuoco con gli agenti della Polizia penitenziaria che ha avuto luogo quando, con un comando, il giovane ha assalto il furgone per permettere l’evasione al fratello.

Roma-Parma: calcio o pallanuoto? E ora è giallo sulla data del recupero

roma-olimpico-tuttacronacaAppena otto minuti di gioco, poi la decisione di De Marco: partita rinviata. Per la soddisfazione di tifosi, giocatori e allenatori. Perchè la posta in palio era alta: la Roma insegue la Juventus mentre i ducali sono in striscia positiva da 10 partite. Ora però si apre il problema: quando si sfideranno le due squadre? Baldissoni, dg della Roma, spiega: “Una data per il recupero? Valuteremo con attenzione nelle prossime ore, dovremo tenere conto del nostro calendario, di quello della Lazio che ha anche l’Europa League, oltre agli impegni relativi al Sei Nazioni di rugby. Per tutto febbraio e marzo ci sarà un intenso uso dell’Olimpico”. Secondo l’ad del Parma Pietro Leonardi la data del recupero sarà probabilmente decisa domani mattina in occasione dell’assemblea di Lega. Inizialmente si era pensato al 26 febbraio, ma l’Italia del rugby disputerà l’incontro del Sei Nazioni contro la Scozia il 22, tanto che la Lazio ha chiesto alla Lega il posticipo della partita contro il Sassuolo (domenica 23 alle 20.45), quindi l’Olimpico non potrà essere utilizzato due giorni dopo. Il 5 e il 12 febbraio, inoltre, i giallorossi incontreranno il Napoli in Coppa Italia. Bisogna allora slittare a marzo. Ma il 5 la Nazionale ha in programma l’amichevole contro la Spagna a Madrid, quindi resterebbero il 12 0 il 19 marzo, sempre ammesso che la Lazio non passi il turno in Europa League, nel qual caso dovrebbe giocare un incontro degli ottavi di finale, o il 13 o il 20 a seconda se andata e ritorno. Quando allora? Non resta che attendere!

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Il maltempo ferma il calcio: all’Olimpico si rinvia Roma-Parma

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La sfida a distanza Juventus-Roma per assicurarsi la vetta in classifica è al momento rinviata. Dopo il recupero nella giornata precedente di 2 punti da parte dei giallorossi, oggi  a Roma, allo stadio Olimpico, la squadra di Garcia ha chiesto e ottenuto il rinvio della gara contro il Parma causa maltempo. L’Olimpico è quasi impraticabile quando inizia Roma-Parma. Dopo pochi minuti i capitani vanno dall’arbitro De Marco e gli chiedono di verificare i rimbalzi del pallone. L’arbitro afferma che si può continuare. Ma è davvero difficile giocare.  Al 9° nuovo test dell’arbitro sulla capacità del pallone di rimbalzare sulla “piscina” Olimpico. Secondo De Marco si può. Ma è l’unico a pensarla così. Le due squadre e i loro allenatori sono contrarie. Al 10° è 0-0, quando l’arbitro decide di riportare i giocatori negli spogliatoi. L’arbitro De Marco sospende per 30 minuti. Ma non c’è stato bisogno della mezz’ora di sospensione per capire che la partita non si può giocare. In pochi minuti si apprende che la decisione è stata di rinviare la gara a data da destinarsi. Ecco il video che mostra lo stadio Olimpico prima dell’inizio della gara, con i giocatori che si riscaldano sotto la pioggia battente:

Scacco al re e ti mangio un polmone, la follia omicida di un italiano in Irlanda

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Saverio Bellante, italiano, 34 anni, originario di Palermo, è stato arrestato dalla polizia irlandese di Dublino con l’accusa di aver accoltellato a morte Tom O’Gorman, 39 anni. L’omicidio sarebbe maturato in seguito a una lite scoppiata nella notte fra sabato e domenica mentre i due stavano facendo una partita a scacchi. I particolari dell’omicidio non sono stati rivelati in quanto anche la polizia ha definito alcuni di essi come “troppo macabri” e ha descritto la scena del delitto, avvenuta in un abitazione alla periferia di Dublino, come “terribile”. Secondo quanto scrive ancorala stampa, Bellante avrebbe anche detto alla polizia di aver “mangiato il cuore” della sua vittima. Dalla autopsia risulta che l’organo fosse intatto ma che invece dal corpo di O’Gorman mancasse un polmone. L’italiano vive da due anni e mezzo in Irlanda dove lavora per una ditta farmaceutica e da qualche mese aveva preso una camera in affitto nella casa della vittima. O’Gorman era un giornalista e ricercatore per una organizzazione cattolica di Dublino, i cui membri si sono detti sconvolti per l’omicidio efferato nel quale ha perso la vita. Già oggi l’italiano comparirà in tribunale.

4 italiani ancora in carcere a Varsavia: c’è anche un operatore de Le Iene

ultras-laziali-tuttacronacaMatteo, Alberto e Daniele, con tutta probabilità, trascorreranno il Natale nel carcere di Bialoleka, come ha confermato all’Adnkronos l’abasciatore italiano a Varsavia Riccardo Guariglia, che ha assicurato di essere “pronto ad andare a visitarli in carcere il giorno di Natale“. Guariglia ha poi precisato che 18 dei 22 tifosi che erano “fisicamente in carcere” sono già tornati in Italia, mentre “l’ultimo arriverà domani (oggi, ndr)“. Non è ancora finita, quindi, la vicenda degli ultrà laziali arrestati in Polonia a causa degli scontri prima del match di Europa League. L’ambasciatore ha anche ricordato che dodici tifosi, tra quelli arrestati, non erano ancora stati condannati e “hanno potuto patteggiare e poi sono stati rilasciati pagando delle multe“, mentre dei “dieci già condannati in primo grado: 7 sono usciti, sono stati messi in libertà sotto cauzione“. Di altri tre tifosi, invece, “il giudice ha respinto l’istanza di conversione della pena detentiva in libertà sotto cauzione. Oggi ne rimangono tre nel carcere di Varsavia, ma gli avvocati sono al lavoro“. Ma c’è anche un quarto italiano ancora detenuto. Si tratta dell’operatore televisivo de Le Iene Riccardo Messa, condannato a sei mesi di reclusione perchè, al momento dell’arresto, aveva con sè un bite dentale, ossia un apparecchio che viene utilizzato durante il sonno dalle persone affette da bruxismo. Messa è stato così accusato pensando che fosse un paradenti da rissa, motivo per cui gli è stata aumentata la pena.L’operatore, tifoso interista, nonostante l’accettazione da parte del Tribunale della scarcerazione dietro il pagamento di una cauzione di 30.000 szlote (circa 7.200 euro), non è stato ancora rilasciato. Davide Parenti, l’ideatore della trasmissione televisiva, ha spiegato la situazione in un’intervista a “Il Tempo”:

 

Non appena ricevuta la notizia della possibilità di tirare fuori Riccardo dalla galera, non ci abbiamo pensato un attimo e, utilizzando un fondo costituito da tutti noi de “Le Iene”, abbiamo dato mandato alla banca di effettuare un bonifico alla cancelleria del tribunale polacco, ma venerdì ci è stato comunicato che i soldi non erano ancora arrivati e che, quindi, Riccardo veniva trattenuto in cella come “garanzia”. A quel punto ci siamo subito attivati contattando l’agenzia dell’Istituto di Credito al quale ci eravamo rivolti che, dopo una serie di verifiche, ci ha assicurato invece che il bonifico era giunto a destinazione. Abbiamo cercato di raccogliere altri soldi contanti. Operazione non facile, in quanto le banche erano chiuse e abbiamo dovuto fare una colletta tra tutti i dipendenti. Ma ce l’abbiamo fatta. Uno zio del giovane operatore televisivo è volato a Varsavia con un bagaglio a mano contenente ottomila euro in contanti. Come un mafioso, ora voglio proprio vedere se troveranno qualche altro cavillo per continuare a tenere “sequestrato” Riccardo.

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Quando la sportività… perde a tavolino! Birindelli beffato dal giudice!

 

birindelli-tuttacronacaAveva riportato negli spogliatoi i suoi giocatori, una squadra di Esordienti, a causa di una lite scoppiata tra genitori sulle tribune. L’Italia intera ha applaudito il gesto… punito invece da Federcalcio: sconfitta a tavolino per 3-0, un punto di penalizzazione in classifica e una multa di 100 euro, dovuta però al comportamento tenuto dai genitori sugli spalti. Non sono invece stati presi provvedimenti nei confronti dell’ex terzino bianconero, anche se il suo comportamento è ancora sotto osservazione. Il Giudice Sportivo ha prose la decisione in linea con il regolamento, il quale prevede che, in caso di abbandono della partita, prevede sconfitta e penalizzazione: “Il giudice sportivo territoriale – si legge nel comunicato della Federcalcio provinciale – esaminati gli atti ufficiali da cui si rileva che la gara è stata sospesa al 14’ del 2º tempo in quanto il Pisa 1909 ha rinunciato al proseguimento della disputa della stessa, visto l’articolo 53 comma 2 delle norme federali, decide di infliggere al Pisa 1909 la punizione della perdita della gara per 0-3, nonché la penalizzazione di 1 punto in classifica”. La multa inflitta alla società è invece simbolica, ma significativa: “per intemperanze dei propri sostenitori”, soprattutto perché nei confronti dell’allenatore non è stato preso alcun provvedimento. Multa e penalizzazione erano inevitabili, ma il valore del gesto di Birindelli, che ha fatto discutere e riflettere tutto il nostro calcio, è stato riconosciuto, mentre sono stati indirettamente puniti i genitori protagonisti della lite.

Ancora sei tifosi laziali in carcere a Varsavia

laziali-varsavia-tuttacronacaEra il 28 novembre quando 120 tifosi laziali venivano fermati a Varsavia a seguito atti di violenza contro la polizia locale avvenuti prima della partita di Europa League della loro squadra contro il Legia. Sei di loro sono tuttora nel carcere nei pressi della capitale polacca. A darne conferma, la Farnesina. Il portavoce della procura della capitale polacca Przemyslaw Nowak aveva poco prima dato la notizia che gli ultimi 12 tifosi fermati erano stati liberati. La Farnesina era intervenuta da subito con il governo d Varsavia per chiedere un resoconto dell’accaduto nonchè la scarcerazione dei connazionali.

Sugli spalti si litiga? I giocatori tornano agli spogliatoi!

birindelli-tuttacronacaL’educazione allo stadio passa anche per i genitori, quindi meglio iniziare a educare gli adulti, di modo che i giovani abbiano un buon esempio a cui far riferimento. Un esempio in tal senso l’ha offerto nei giorni scorsi l’ex difensore della Juventus di Lippi Alessandro Birindelli, che attualmente ricopre la carica di allenatore degli esordienti del Pisa. L’ex terzino ha riportato i suoi giocatori negli spogliatoi abbandonando la partita valida per il campionato regionale esordienti della Toscana tra la sua squadra e Ospedalieri a seguito di un battibecco tra due genitori sugli spalti che stava per sfociare in contatto fisico. Come riporta Calcioblog:

secondo la ricostruzione fatta da chi era al campo di gioco, il tutto è iniziato quando uno dei bambini della squadra del Pisa commette una serie di errori: all’ultimo sbaglio, uno dei genitori presenti in tribuna chiede animatamente a Birindelli di toglierlo dal campo, mentre il padre del ragazzino, sentitosi offeso, ha cominciato a replicare all’esagitato. Alessandro Birindelli, a quel punto, chiede al direttore di gara di interrompere momentaneamente la partita e si rivolge ai genitori presenti in tribuna invitando alla calma.

Nulla da fare, la lite continua e a quel punto, dopo aver avvisato il direttore di gara, l’ex calciatore della Juve invita i suoi esordienti a ritornare negli spogliatoi. Una presa di posizione forte, quella del tecnico dei giovani del Pisa, che pare sia stata approvata anche dalla maggior parte delle persone presenti nella tribuna del campo di gioco. La società nerazzurra, dal canto suo, subito dopo l’accaduto ha appoggiato in pieno la decisione di Birindelli. Queste le parole del ds Umberto Aringhieri:

E’ un gesto educativo e formativo. Se non si comincia a educare i genitori, i bambini, che sono i giocatori del futuro, non impareranno mai.

Banditi… e scoppia il caso diplomatico per i tifosi laziali!

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Sulla questione dei tifosi laziali ancora detenuti in carcere a Varsavia, dopo l’azione di Emma Bonino, interviene anche il presidente del Consiglio Enrico Letta e una partita si trasforma in caso diplomatico. Il premier polacco Donald Tusk ha risposto così all’appello del capo del governo italiano: «Farò di tutto per accelerare le procedure nel rispetto delle regole e farò un appello al procuratore generale e al ministro della Giustizia affinché seguano personalmente la vicenda al fine di evitare lungaggini».  Molto più duro è stato il ministro dell’Interno  Barlomiej Sinkiewicz che pur comprendo il dolore dei familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia, ha messo in evidenza che “la verità è che una parte di loro si trova a Varsavia per assistere i propri figli «banditi»”. Il ministro poi sempre parlando alla tv polacca ha anche sottolineando che «la legge è uguale per tutti, sia per i polacchi sia per gli stranieri»

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Il presidente del Consiglio, Enrico Letta, al termine della bilaterale con il primo ministro Donald Tusk si è recato all’ambasciata italiana a Varsavia per incontrare i familiari dei tifosi laziali arrestati in Polonia. Dopo aver saluto i parenti dei 22 supporter, il premier ha avuto un colloquio con una delegazione per discutere di quanto sta avvenendo.

Queste le armi sequestrate ai tifosi laziali:

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E i marò? Restano in India anche a Natale?

Il caso dei tifosi laziali arrestati a Varsavia passa al Parlamento Ue

tifosi-lazio-tuttacronacaInformativa urgente, oggi alla Camera, sui tifosi italiani arrestati a Varsavia, com’è stato richiesto da Fratelli d’Italia. Nel frattempo in una nota di Emma Bonino, ministro degli Esteri, si legge: “Ho chiesto oggi al mio omologo polacco Sikorski chiarimenti su una vicenda che presenta contorni ancora da approfondire pienamente e che vede al momento 22 nostri concittadini detenuti nel carcere di Varsavia. Gli ho anche chiesto di adoperarsi affinché vengano messi in libertà, anche dietro cauzione, in attesa del processo. Sikorski mi ha promesso il suo personale interessamento e si è impegnato ad aggiornarmi tempestivamente”. Il ministro ha quindi aggiunto: “Ho parlato oggi anche con il Presidente della Lazio Lotito cui ho espresso la mia solidarietà per quei tifosi pacifici che si sono trovati coinvolti in situazioni che non hanno nulla a che vedere con lo spettacolo del calcio. L’ho anche rassicurato illustrando tutte le azioni che il governo sta mettendo in atto per giungere alla liberazione di tutti i connazionali tratti in arresto”. Ma la questione ha varcato i confini nazionali approdando in Europa: il vicepresidente del Parlamento Ue Roberta Angelilli, infatti, ha presentato alla Commissione e al Consiglio Ue una interrogazione in merito alla vicenda degli oltre cento tifosi laziali fermati dalla polizia polacca prima della partita svoltasi a Varsavia.Nell’interrogazione si chiede che venga fatta luce: “Questa vicenda, a distanza di giorni presenta ancora diverse zone d’ombra, su cui è doveroso fare piena luce al fine di accertare che non siano stati lesi i diritti fondamentali dei nostri connazionali all’estero. Molti episodi legati al fermo e al rinvio a giudizio dei cittadini italiani risultano poco chiari e connotati da evidenti abusi e atteggiamenti sproporzionati da parte delle autorità della Polonia. Vi sono aspetti da chiarire sia sul fronte delle modalità che delle motivazioni di questa ‘azione preventivà da parte delle Autorità polacche. In queste ore, infatti, sto continuando a ricevere segnalazioni di diversi casi di cittadini italiani che sarebbero stati coinvolti in gravi episodi, subendo maltrattamenti, rispetto ai quali si devono delle spiegazioni all’Italia e all’Europa. Ho chiesto pertanto alla Commissione e al Consiglio di fare piena luce sul comportamento delle autorità di polizia e giudiziarie della Polonia e accertare se siano stati rispettati, per i nostri connazionali, tutti i diritti alla difesa e a un processo equo come sancito dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo”. Anche Giovanni Malagò, presidente del Coni, ha preso la parola in occasione della consegna dei premi Coni-Ussi svoltasi nel Salone d’Onore di Palazzo H: “I fatti di Varsavia? Il tutto è estremamente spiacevole e anche sgradevole. Sto aspettando un rapporto completo perché mi sembra che qui addirittura c’è il ministero degli Esteri coinvolto. A prescindere dal comportamento di qualche singolo, c’è stato un atteggiamento delle forze dell’ordine che sicuramente ha mancato di rispetto alle norme più basilari. Non mi sento di sbilanciarmi ma appena saremo a conoscenza di tutto, un secondo dopo sarà giusto esprimere la propria opinione al riguardo”.

Confermato il fermo a 22 ultras laziali in Polonia: la parola ai tifosi

ultras-laziali-varsavia-tuttacronacaDue giorni fa, prima e dopo il match valido per l’Europa League tra Legia Varsavia e Lazio, circa 200 tifosi laziali erano stati fermati a causa dei violenti scontri in una delle piazze del centro della capitale polacca. Di questi, a 22 persone e’ stato confermato lo stato di fermo in Polonia in attesa del giudizio. Secondo l’ambasciata gli altri 115 italiani bloccati dalla polizia sono già liberi. Molti di loro hanno subito condanne, con la condizionale, che vanno da due a sei mesi di prigione. Ieri, a molte ore di distanza dagli scontri, Ignazio Marino è intervenuto al riguardo:

“Ho contattato telefonicamente il Ministro degli Esteri, Emma Bonino, per conoscere la situazione dei 107 cittadini romani trattenuti a Varsavia. Il Ministro mi ha confermato che è attiva l’unità di crisi alla Farnesina. Proseguono, intanto, in maniera costante i contatti tra l’ambasciata italiana e le autorità polacche. Il ministero degli Esteri mi ha fornito notizie confortanti sulle condizioni dei tifosi della Lazio e mi ha rassicurato sul fatto di aver attivato tutte e procedure necessarie per favorire il loro rientro a Roma nelle prossime ore”.

Nel frattempo, alcuni tifosi sono riusciti a rientrare nella Capitale. Uno di loro, Riccardo, intervistato da Radio Capital, e come riporta sslaziofans.it, racconta: “Ci hanno trattato come prigionieri di guerra, senza diritti, ammassati a fine partita vicino ad un fiume con i cani della polizia che ci saltavano addosso. Noi siamo andati all’appuntamento fissato e come siamo arrivati la polizia ci ha fermato in un vicolo. Ci hanno tenuti lì per 40 minuti per controlli, poi ci hanno portati allo stadio. Ma sono stato solo fortunato, perché tra i 120-150 fermati ci sono alcuni amici, ragazzi che non hanno mai girato con coltelli o bastoni ma che sono stati portati via solo perché stavano nel gruppo che marciava con il corteo”.

Ma Riccardo non è stato l’unico a raccontare. Stefano, ai microfoni di ‘Radiosei’, riporta:

“Mercoledì sera ci hanno intimato di non uscire dall’albergo. Sono andato con degli amici in un locale, e per strada dei tifosi in macchina ci hanno insultati e fatto dei gestacci. Siamo tornati all’hotel e lì ci sono stati degli scontri. Giovedì sono andato a vedere la partita, non ho partecipato al corteo, ma eravamo controllati e ci stavano aspettando. I poliziotti avevano il lanciafiamme, caschi protettivi e maschere stile Batman. Il tifo polacco è violento ma noi non stavamo facendo nulla. Nel punto d’incontro c’erano persone tranquillissime: donne, bambini, ragazze. Ma tutte sono state portate in caserma”.

Anche Alessandro spiega quanto ha vissuto:

“Ti assicuro che non avevo mai visto nulla del genere. Noi ci siamo salvati solo perché nel nostro gruppo c’erano molte donne e quindi abbiamo evitato il corteo. Ma non è successo nulla di grave, te lo assicuro. E il clima era ostile fin dall’inizio. Perquisizioni ovunque, test su alcol e droga fatti prendendo le persone a caso in mezzo al gruppo, pensa che a mia sorella hanno sequestrato addirittura gli adesivi della Lazio e a me lo stendardo ‘brigata Santa Klas’ solo perché all’interno c’è un teschio. Una follia, arresti di massa che neanche al G8 di Genova e lì successe di tutto, mentre a Varsavia non è successo nulla, non c’è stato neanche un ferito tra i tifosi del Legia o tra le forze dell’ordine. E questo la dice lunga”.

Un impiegato romano che vive a Como, Claudio, aggiunge:

“Siamo stati trattati da animali. Cose che in Italia sarebbero classificate come violazione dei diritti fondamentali e della libertà personale. Perquisizione in albergo e occhi addosso ovunque. Noi siamo nell’occhio del ciclone e in alcuni casi ce la siamo anche voluta, ma da nessuna parte mi era mai capitato un trattamento del genere. Quattro perquisizioni in 3 metri prima di entrare allo stadio, etilometro, all’uscita scortati per step a gruppi di cinque verso i taxi, insultati dai poliziotti e poi abbandonati per la città, come se non fosse bastato quello che era successo prima, dopo alcuni ragazzi sono stati portati in bocca agli ultras del Legia a prendere le botte. Quelli del Legia si sono permessi quello che hanno visto tutti a Roma, hanno imperversato in città completamente ubriachi e nessuno ha fatto nulla, mentre noi per una birra venivamo fermati. È vero che c’è stato qualcuno che da sotto l’Hard Rock Café ha tirato dei sassi contro una camionetta, ma siamo stati fermati tutti, ci hanno buttato per strada come bestie, ammanettati. E solo alcuni sono riusciti a vedere la partita. Un trattamento disumano in quel freddo assurdo. E poi devo anche leggere sui giornali che siamo stati noi a creare casini per la città! Spero che darete la voce anche a noi che abbiamo la bocca tappata da questo sistema che ci considera scomodi”.

Mirco, 37enne romano di nascita, ma milanese di adozione ha 37 anni:

“E’ stata una vera e propria retata, un’azione di stampo militaresco. Presi, buttati a terra e caricati sui cellulari e portati via. Alcuni più fortunati sono riusciti a scappare, tanti no, tra cui un mio amico che fino alle 21 era ancora in stato di fermo e che poi non sono più riuscito a sentire. Allo stadio all’ingresso ci hanno fatto l’alcol test, il droga test con un tampone, alcuni sono stati costretti anche a spogliarsi all’aperto, con la temperatura sotto zero. All’uscita non ti dico, ha iniziato pure a piovere ed eravamo tutti li al freddo. Ci hanno portati fuori dallo stadio e ci hanno fatto fermare in una stradina. E da li ci ‘liberavano’, perché il termine esatto è proprio questo: 4/5 alla volta e caricati su un taxi. Noi siamo stati tra i primi 150/200 forse e siamo andati via alle 23.20, qualcuno è rimasto li fino all’1 di notte. Ed è continuata questa mattina all’aeroporto, dove appena scoprivano che eri italiano e non polacco ti facevano spogliare. Mai vista una cosa del genere, […] di un paese che si definisce civile. Poi le bestie siamo noi”.

Ma c’è anche chi ancora si trova a Varsavia e non capisce cosa stia accadendo, come Federico:

“Qui non si capisce nulla, non si sa cosa dobbiamo fare. Non ho notizie di due miei amici da 24 ore. Sono andato tre volte in ambasciata ma non si sbilanciano sui tempi e non ti dicono nulla su come stanno le persone in stato d’arresto. In tibunale oggi hanno finito i processi di alcuni dei 17, trattenuti perché non hanno da pagare i 1600 zloty di multa. Mentre altri ragazzi sono usciti pagando soltanto 200 zloty di multa. In caserma non mi rilasciano informazioni perché non sono un familiare. Risultato: sto da solo a Varsavia, con un volo spostato e due persone che non so quando possono uscire”.

Un utente del forum Lazionet, Alvin, racconta ancora:

“Siamo rientrati da poco più di tre ore da Varsavia. Due giorni che ora dopo ora si sono trasformati in un incubo.
Partire da Roma con molte persone e alcune di loro non vederle con il volo di ritorno. E’ stato veramente duro.
Un’atmosfera pesante, triste, sembrava quasi che ci contassimo tra di noi per vedere se ci fossimo stati tutti. Ci cercavamo, scambiandoci le notizie e cercando di sapere dagli altri qualche informazione in più. E’ stata un’azione premeditata; ha dato l’impressione che tifosi del Legia e polizia avessero operato insieme come nei fatti che hanno preceduto la giornata di ieri. E’ stato vergognoso! Siamo stati intimiditi, provocati, insultati, trattati come delinquenti, dati quasi in pasto a una tifoseria che, come dimostrano i dati, è tra le più violente. Noi siamo stati fortunati, perchè avevamo prenotato un taxi provato e, partiti in ritardo dall’hotel, l’autista ci ha portato direttamente nel settore ospiti, dove siamo stati subito portati dentro dalla polizia; dove abbiamo subito, come tutti, due perquisizioni, il controllo del tasso alcolemico, ci hanno fatto togliere le scarpe, ci hanno ripreso e sempre con atteggiamento niente affatto socievole, coadiuvati da qualche agente della polizia italiana, come testimoniava il chiaro accento romano. All’uscita il copione non è cambiato, anzi. Ore di attesa al freddo; usciti a gruppetti di cinque/sei, nuove riprese e perquisizioni, cani chiaramente aizzati apposta mentre si passava per un nuovo sbarramento che ti constiva solo di uscire se c’era un taxi o se c’era quello che avevi prenotato, ovviamente senza scorta. Ma le testimonianze dei ragazzi, delle persone, che hanno vissuto un pomeriggio da incubo nelle strade di Varsavia sono agghiaccianti. Fermi preventivi e indiscriminati, violenze gratuite, provocazioni continue. Tassisti che lasciavano gruppetti isolate davanti alla curva dei tifosi del Legia… e che dire delle persone che segnalavano nei vari alberghi la presenza dei tifosi? Se poi qualcuno non è riuscito a mantenere la calma, non sorprende davvero!
E poi bastava vedere qualche prima pagina dei giornali di Varsavia questa mattina per rendersi conto di quella che è stata un’azione premeditata. Un signore di Catania, incontrato in aeroporto, che lavora da qualche tempo in Polonia, mi diceva che la polizia non aspettava altro. E’ vero, qualche volta gruppetti di tifosi in trasferta hanno dato adito a qualche azione della polizia, ma stavolta è andata in maniera completamente diversa.”

Arrigo Sacchi “bacchetta” gli azzurri di Benitez

arrigo-sacchi-tuttacronacaE’ stato Il Mattino ad intervistare Arrigo Sacchi, che nell’occasione ha tenuto una sorta di lezione tattica evidenziando gli errori che il Napoli ha commesso nelle ultime tre gare, con particolare riferimento al match contro il Borussia, che potrebbe rivelarsi fatale per gli azzurri di Benitez.

Il Napoli non è quello di due mesi fa. Non riconosco la squadra di inizio stagione, gli azzurri hanno bisogno di invertire la rotta prima che questa strada diventi senza uscita. Mercoledì sera ci sono delle cose che hanno funzionato ma tante altre non sono andate nel verso giusto. L’avvio mi è piaciuto, nessun timore reverenziale, grande compattezza in campo, possesso palla e giusta mentalità. Ma tutto è durato appena dieci minuti: dopo il rigore non s’è più vista la stessa squadra.

Quello di cui avrebbe bisogno il Napoli, secondo l’ex ct della nazionale italiana, sarebbero maggiori cure da parte dell’allenatore al reparto difensivo:

Ho visto giocatori in grande difficoltà nell’interpretazione della zona, non so se è una questione di posizionamento sbagliato ma è evidente che si tratta di errori gravi che si ripetono frequentemente. Forse parliamo di giocatori che non sono adatti al tipo di gioco che ha in mente Benitez. È la fase difensiva che mi lascia molto perplesso.

Ma non solo: serve lavorare sull’atteggiamento da tenere di fronte alle ripartenze degli avversari, con gli esterni che dovrebbero farsi trovare più puntualmente in linea con la difesa. Ma anche gli attaccanti non sono esenti da colpe:

La seconda rete subìta è pazzesca, in quattro corrono dietro il portatore di palla e nessuno segue l’inserimento del centrocampista tedesco che poi va a segnare. Interpretare male la fase difensiva non significa che a sbagliare sono soltanto i quattro difensori, la fase passiva inizia dagli attaccanti. I due esterni alti rientravano poco e male lasciando scoperta la difesa, Pandev che è rimasto sempre davanti, più di lui ha difeso addirittura Higuain.

Una dura critica, Sacchi l’ha riservata a Lorenzo Insigne:

Insigne va a sprazzi, è come se giocasse con il freno a mano tirato. Lo consideravo il giovane più interessante del nostro campionato, ha perso inventiva e linearità, non so cosa gli stia accadendo.

Se anche le parole sono dure, non sorprendono: già in estate il giudizio complessivo di Sacchi sul club azzurro non era stato particolarmente entusiasta, ritenendo che il Napoli fosse uscito indebolito dalla cessione di Cavani.

Scontri a Varsavia, fermati 120 tifosi della Lazio!

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Violenti scontri alla vigilia della partita di Europa League tra Legia e Lazio. 120 tifosi laziali sono stati fermati attorno alle 16.30 in una delle piazze del centro della capitale polacca.  Lì gli oltre 700 sostenitori biancocelesti arrivati a Varsavia si stavano radunando per essere poi scortati dalla polizia locale verso lo stadio del Legia dove alle 19 è in programma la partita tra Legia e Lazio. Ma alcuni sostenitori laziali si sono resi protagonisti di tafferugli prima verbali, poi fisici con le forze dell’ordine. La situazione è presto degenerata e i fan laziali hanno lanciato alcune bottiglie versi i poliziotti polacchi che a quel punto hanno fatto scattare la retata che ha appunto riguardato un centinaio di persone. La situazione è poi tornata tranquilla, tra le due tifoserie non c’è stato alcun contatto, gli altri tifosi laziali stanno regolarmente raggiungendo lo stadio.

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L’episodio di oggi pomeriggio, peraltro, si aggiunge a quello della scorsa notte quando altri 17 sostenitori biancocelesti erano stati arrestati dalla polizia presso un albergo della capitale polacca in seguito ad una rissa con altri clienti (polacchi) dello stesso albergo. E già nella gara di andata, lo scorso settembre, la vigilia era stata piuttosto agitata. A parti invertite, però. Perché i circa due mila tifosi polacchi giunti a Roma si erano resi protagonisti di parecchi episodi di vandalismo nel centro di Roma e poi si erano scontrati con la polizia italiana (un paio di agenti feriti) nei pressi dello stadio Olimpico.

La notizia degli scontri, data dall’emittente radiofonica Polskieradio, è stata smentita dal ds laziale, Igli Tare: “Non ci risultano scontri, ma soltanto che circa 80 tifosi laziali hanno chiesto di essere scortati per sicurezza in centro e tutti sono stati fermati per un controllo dei documenti. Senza un motivo. Non sappiamo altro”.

LA SQUADRA — La maggior parte dei 700 tifosi biancocelesti, però, è qui solo per un motivo. La vittoria della Lazio. Perchè battere il Legia Varsavia, prima in classifica in Polonia, vale la qualificazione ai sedicesimi di Europa League. E vale soprattutto a cancellare i malumori di spogliatoio, già abbastanza minato di incertezze in quest’ultimo mese e mezzo. Se a tutto questo si aggiungono le voci che vogliono Petkovic come primo candidato alla panchina della nazionale svizzera, la necessità di una svolta è evidente.

Chiellini e “la partita della vita”

chiellini-tuttacronacaI bianconeri ieri, allo Juventus Stadium, hanno fatto un importante passo in avanti in Champions League, battendo il Copenaghen, per tre reti a una, ma uno scoglio maggiore è all’orizzonte: il Galatasaray di Roberto Mancini. E’ il difensore Giorgio Chiellini a parlare del prossimo match definendolo “la partita della vita”: “Tra quindici giorni giocheremo la partita della vita – le parole del difensore toscano riportate da juventus.com – Potevamo portare a casa più punti nelle altre partite, ora ci giocheremo tutto in Turchia. Oggi abbiamo fatto una buona prova ma niente di eccezionale, anche perché, loro ci hanno limitato e non c’è stato il tiro al bersaglio dell’andata. Dietro però non abbiamo concesso nulla, anche se abbiamo subito gol su palla inattiva, in una situazione nella quale i danesi sono pericolosi perché possono far valere la loro fisicità. In ogni caso siamo stati bravi a rialzarci subito”.

Tripletta di Vidal! La Juve infligge tre reti… e ne subisce una dall’ex!

vidal-tuttacronacaPartita in cui si gioca tutto questa per la Juve, con i giocatori che ne son ben consapevoli. Vincere è indispensabile per avere una speranza di passare il girone, nonostante al momento sia il fanalino di coda del gruppo B. Per raggiungere lo scopo, Conte schiera un 3-5-2 con Buffon; Bonucci, Caceres, Chiellini; Padoin, Vidal, Pirlo, Pogba, Asamoah; Tevez, Llorente: un team che, stando alle previsioni di Gianluca Vialli ai microfoni di Sky, dovrebbe battere i danesi per 4 reti a 0. Il Copenaghen risponde con un 4-4-1-1 che vede in campo Wiland; Jacobsen, Mellberg,  Sigurdsson, Bengtsson; Gislason, Claudemir, Delaney, Bolanos; Jorgensen; Toutouh.

juve-copenaghen-tuttacronacaNei primi minuti del match è subito la Juve a pressare, con i giocatori che provano qualche tiro in porta in maniera non convincente ma continuando con il gioco di pressing. Al 9′, quando i danesi riescono a conquistare la sfera, provano immediatamente ad abbassare il ritmo, ma devono stare attenti alla pressione effettuata dai bianconeri. Al 10′ Tevez di prima e al volo ha tirato in porta di piatto e la palla è stata deviata, ma l’arbitro non ha concesso il corner. Attorno alla metà del primo tempo ancora non ci sono state grandi azioni ma si capisce che i bianconeri sono determinati a conquistare tre, fondamentali, punti. Al 28′, arriva la svolta: fallo di mano in area di Jacobsen che viene ammonito ed è rigore per la Juventus. Vidal dal dischetto non sbaglia: 1-0!

Al 32′ arriva un secondo giallo per i danesi: Sigurdsson fa fallo su Llorente. Cinque minuti e Vidal cerca la doppietta: tiro in porta da fuori area sul secondo palo, ma Wiland riesce a bloccare il pallone. Al minuto successivo, Pirlo spreca una punizione battendo direttamente in mano al portiere avversario mentre al 41′ è Pogba che sfiora il raddoppio: tiro sul primo palo ma la sfera non entra. Negli ultimi minuti i bianconeri non cedono, ma il raddoppio non arriva: le squadre tornano agli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio.

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Alla ripresa i danesi si rendono subito pericolosi approfittando di un po’ di confusione nell’area bianconera con Sigurdsson che arriva a due passi da Buffon. I bianconeri non impiegano molto a rispondere, ma  Tevez spara alto sopra la traversa mentre i tentativi di consecutivi di Llorente e Asamoah vengono intercettati dalla difesa del Copenaghen, che si motra più aggressivo in questi primi frangenti. Al 9′ ci riprova Vidal servito da Llorente, ma il cileno è in fuorigioco. All’11 pareggia il Copenaghen proprio con l’ex bianconero (stagione 2008-09) Mellberg, oggi 36enne: va in rete con un’azione da centravanti, girandosi nell’area affollata e insaccando alle spalle di Buffon. 1-1 ma il giocatore non esulta.

4 minuti e proprio il realizzatore del gol del pareggio viene ammonito per una vistosa trattenuta che regala un rigore per la Juve. Ancora una volta Vidal si presenta sul dischetto e per la seconda volta non sbaglia: 2-1!

Al 16′ nel Copenaghen entra Kristensen per Bolanos mentre due minuti dopo Pirlo serve Pogba sulla sinistra, il francese controlla la palla e crossa sul primo palo, Vidal di testa devia in porta siglando la sua personale tripletta! 3-1!

Tre minuti e prima sostituzione tra le fila bianconere: Marchisio entra al posto di Padoin. Al 24′ Jorgensen pericoloso nell’area della Juve, ne consegue un corner battuto da Jacobsen, ma i bianconeri spazzano via. Poco dopo, le squadre restano con il gioco bloccato a centrocampo. Al 31′ seconda sostituzione per i danesi: entra Amankwaa al posto di Thomas Delaney. A 10 dal termine nuovi cambi, uno per formazione. Per il Copenaghen esce Toutouh che lascia il posto a Pourie mentre per la Juve Tevez cede il campo a Vucinic. Atri due minuti e Ogbonna sostituisce Vidal: potrà giocarsela anche contro i turchi del Galatasaray perché non è stato ammonito in questa partita (era diffidato). Negli ultimi minuti gli 11 di Conte continuano a pressare e a cercare la rete, anche se senza successo. I bianconeri hanno comunque raggiunto il loro obiettivo di conquistare i tre punti e finalmente hanno rotto la maledizione che non li vedeva vincere dal marzo di quest’anno. Bisognerà tuttavia attendere per esultare per una rete di Tevez in Champios. Nel frattempo il Galatasaray ha ceduto di nuovo al Real Madrid. Per i bianconeri la strada verso la qualificazione è in discesa.

Juve-Copenaghen: “Non ci sarà un domani”

juve-copenaghen-tuttacronacaVincere, a tutti i costi. E’ obbligatorio per i bianconeri questa sera se voglio restare in corsa per la Champions. Tre punti per avere poi due risultati a disposizione a Istanbul in occasione dell’ultima partita di questa fase a gironi contro il Galatasaray di Mancini, oggi impegnato contro il Real Madrid di Ancelotti. Conte è stato chiaro: “Non ci sarà un domani”. L’ultimo successo juventino in Champions risale al 6 marzo, quando vinse per 2-0 in casa con il Celtic agli ottavi, per poi essere eliminata ai quarti con due sconfitte dal Bayern Monaco. Al momento il club è all’ultimo posto del girone B, a soli tre punti, ma va messo in conto che sta vivendo un momento d’oro: cinque vittorie consecutive in campionato senza subire neanche una rete e portandosi in vetta alla classifica. Scopo quindi è riuscire a incantare in Champions come riesce a fare con le sfide italiane. Del resto anche il Copenaghen sta vivendo una fase positiva: quattro vittorie in cinque partite uscendo così dalla zona retrocessione del proprio campionato. Per quel che riguarda  i precedenti, arridono alla Juve che non ha mai perso contro i danesi. Per quel che riguarda gli uomini che Conte schiererà di certezze ce ne sono due: Carlos Tevez e il rinato Fernando Llorente, coppia sinonimo di spettacolo nelle ultime partite. L’argentino non segna in Europa da 19 partite, con l’ultima rete che risale ai quarti di finale della Champions 2008-2009 (2-2 del suo Manchester United con il Porto) e non vince una partita dal 17 marzo 2011 (era al Manchester City che vinse per 1-0 contro la Dinamo Kiev in Europa League). Per quel che riguarda El Rey Leon, è diventato, dopo un difficile rodaggio, una garanzia per la squadra, sia che segni sia che manovri la squadra. Per quel che riguarda la difesa, infortunato Barzagli, la scelta restano tra Caceres e Ogbonna. Nel caso opti per il primo, in centrocampo si potrebbe trovare Padoin mentre se Ogbonna scendesse in difesa lo accompagnerebbero Bonucci e Chiellini mentre al centro si troverebbero Caceres, Vidal, Pirlo, Pogba e Asamoah. Ma l’incognita è anche quella se il diffidato Vidal giocherà o meno: in caso venisse ammonito, infatti, perderebbe proprio il match contro il Galatasaray. Conte potrebbe quindi decidere per  Marchisio nel reparto centrale, allargando Pogba sulla destra.

Il Milan ritrova la via per la vittoria: spazzato il Celtic 3-0!

celtic-milan-tuttacronacaTorna in campo il Milan e questa sera è importante mostri di avere ancora molto da dare nel rettangolo di gioco. In questa edizione della Champions i rossoneri non hanno brillato ma sono riusciti a nascondere dignitosamente tutti problemi emersi in campionato. La squadra di Allegri è attualmente seconda in classifica nel Girone H, con cinque punti, dietro al Barcellona ormai imprendibile (10) e davanti ad Ajax (4) e Celtic (3). L’impegno di stasera, tuttavia, non è di quelli semplici, con il Celtic che diventa sempre ostico quando gioca in casa. Per gli scozzesi, Lennon schiera un 4-2-3-1 con Forster; Lustig, Van Dijk, Ambrose, Izaguirre; Mulgrew, Kayal; Forrest, Commons, Boerrigter; Samaras. Risponde Allegri con lo stesso modulo, i giocatori in campo sono Abbiati; Abate, Zapata, Bonera, Emanuelson; de Jong, Montolivo, Poli; Kakà, Birsa; Balotelli.

celtic-milanBalotelli si mostra subito determinato ma i primi a sfiorare il gol sono gli scozzesi: Kayal si trova il pallone tra i piedi davanti ad Abbiati, dopo un tiro di un compagno, ma Zapata riesce a salvare in maniera provvidenziale. Al 12′ è però il Milan a passare in vantaggio grazoe a Kakà che arriva di testa, dopo essersi portato indisturbato a centro area, su un calcio d’angolo dalla destra. Forster è battuto, 1-0 per i rossoneri!

Il Celtic prova a reagire ma non riesce ad impensierire mentre al 26′ il brasiliano ha un’altra possibilità: va via in velocità in contropiede e serve Balotelli su lato destro dell’area scozzese, l’attaccante della Nazionale tira forte di destro, ma il pallone termina alto! Mentre i rossoneri si fanno sempre più pericolosi, al 31′ arriva il primo cambio tra le fila del Celtic: Ledley prende il posto di Kayal in campo. Sei minuti e Mulgrew spreca una buona occasione, anche se abbastanza casuale, tirando addosso ad Abbiati, il Milan deve stare più attento in difesa. Al 39′ annullato il gol di Balotelli: fuorigioco millimetrico per lui. Il primo tempo a Glasgow termina dopo due minuti di recupero e i rossoneri tornano agli spogliatoi in vantaggio grazie alla rete di Kakà, il migliore in campo.

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Alla ripresa, subito pericoloso il Celtic con una punizione a favore. Batte Mulgrew ma la sfera viene deviata dalla barriera, poi palla scodellata in area dove van Dijk spara addosso ad Abbiati da due passi. Due minuti ed è però il Milan a raddoppiare, sempre approfittando di un calcio d’angolo: calcia Nocerino in area di rigore, la sfera arriva a Zapata che da un metro non può sbagliare, 2-0 per il Milan!

Due minuti ancora e rete anche per il Celtic che però viene annullata: fuorigioco netto di van Diyk al momento del cross. All’11’ cartellino giallo per Commons per fallo su de Jong. Tre minuti e Balotelli a sua volta trova il gol. Montolivo Verticalizza e trova il compagno sul filo del fuorigioco, pronto a entrare in area di rigore e battere Forster con un diagonale destro, 3-0 per il Milan!

Al 18′ ci prova Forrest ad accorciare le distanze ma il suo diagonale scheggia il palo della porta difesa da Abbiati. Subito dopo ammoniti nel giro di due minuti due scozzesi, van Dijk e Izaguirre. Bruttisimo il fallo di quest’ultimo su Balotelli, entrata a forbice. Al 26′ cambio tra le fila rossonere: entra Constant ed esce Birsa. A 10′ dal termine cambio per il Celtic, fuori Forrest e dentro Rogic, poco dopo sostituzione anche per Allegri: tra lgi applausi esce Kakà che cede il posto a Robinho. Il Celtic prova ad avanzare ma non è coordinato in attacco e trova una difesa pronta a placcarlo. Dopo tre minuti di recupero, il popolo rossonero può finalmente esultare. Ammirevoli i tifosi scozzesi che hanno inneggiato la loro squadra fino alla fine!

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Ancora giornata no per il Napoli: il Borussia lo travolge

borussia-napoli_tuttacronacaServe vincere al Napoli di Benitez, reduce da due match non brillanti in campionato. La squadra di Benitez ha vinto tre delle quattro partite giocate fino ad ora in Champions League, ma paradossalmente deve ancora sudarsi la qualificazione. Fondamentale non perdere contro il Borussia, certo, e un pareggio potrebbe comunque bastare. Se dovesse perdere, tuttavia, si giocherà l’ultima chance contro l’Arsenal nell’ultimo impegno di questi gironi. Benitez schera un 4-2-3-1 con Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Behrami, Dzemaili; Callejon, Dzemaili, Mertens; Higuain. Risponde Klopp mandando in campo, con lo stesso modulo, Weidenfeller; Grosskreutz, Sokratis, Bender, Durm; Kehl, Sahin; Blaszczykowski, Mkhitaryan, Reus; Lewandowski.

borussia-napoliAl 9′ di gioco, a causa di una trattenuta di Fernandez su Lewandowski, viene concesso il rigore al Borussia mentre viene ammonito anche Higuain per proteste. Giallo anche per l’autore del fallo. Marco Reus dalla bandierina non sbaglia: 1-0!

Il Napoli risponde rapidamente e dopo soli due minuti arriva il cross di Callejon, non ci arriva nessuno, alla fine tira Armero ma la conclusione viene ribattuta.  Altri due minuti e il Borussia sfiora il raddoppio con Lewandowski che da buona posizione non inquadra la porta. Al 18′ ci pensa Reina a salvare lo specchio azzurro, deviando in angolo la punizione battuta da Reus. Gli uomini di Benitez cercano il pareggio ma Pandev, pur sfruttando un’indecisione della difesa, tenta un tiro strozzato che Weidenfeller blocca a terra. Al 27′ problemi per Bender, al centrocampista sanguina il naso ed è costretto a stare fuori dal campo, lasciando i compagni in dieci rientrando poco dopo. Al 29′ Bender scivola e ne approfitta Callejon che va fino in fondo e poi trova il diagonale ma colpisce il palo. Tira anche Behrami ma para Weidenfeller. Reina è molto impegnato a fermare le incursioni degli uomini di Klopp, salvnado in questo modo la partita. Al 36′ giallo anche per Albiol per un intervento durissimo su Mkhitaryan a centrocampo mentre al 38′ la stessa sorte tocca a Kehl e a Pandev. Al 42′, pasticciano ancora i tedeschi in difesa. Grosskreutz perde un brutto pallone in area, Pandev trova lo spazio per il tiro, la palla va di poco al lato senza che Higuain riesca a deviarla. Negli ultimi minuti sono gli uomini di Koll ad attaccare, ma senza esito. Il primo tempo termina sull’1-0 per i padroni di casa.

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Nei primi minuti della ripresa, torna a rendersi pericoloso il Borussia che tuttavia non riesce a giungere a conclusione. Al 13′ ennesima occasione sprecata per i tedeschi: Mkhitaryan si divora un gol, avrebbe potuta passarla ma decide di fare tutto da solo e alla fine non riesce a superare Reina. Higuain non riesce a battere Weidenfeller e i tedeschi ne approfittano per ripartire, Reus si invola sulla sinistra e serve Blaszczykowski che supera Reina con un tunnel: raddoppiano i tedeschi! 2-0.

Benitez tenta di correre ai ripari approfittando delle sostituzioni: entrano Inler e Insigne, escono Dzemaili e Callejon. Al 24′ cambio anche tra le fila del Borussia: esce l’autore del 2-0 Blaszczykowski, entra Aubameyang. Al 26′ gli azzurri accorciano le distanze: il Borussia perde palla nella propria tre quarti, Higuain serve Insigne che indovina il diagonale che beffa Weidenfeller. 2-1!

Cinque minuti dopo arriva l’ultima sostituzione per Benitez: Zapata al posto di Pandev ma al 32′ il Borussia torna a ferire: Aubameyang servito da Lewandowski beffa Reina con un tocco da sotto. 3-1!

Cinque minuti più tardi cambio per i tedeschi: esce Reus, autore del primo gol su rigore, ed entra Piszczek. Nonostante il vantaggio, il Borussia non demorde e continua a farsi pericoloso fino agli ultimi minuti di gioco. A un minuto dal termine, Klopp effettua l’ultimo cambio: Schieber prende il posto di Lewandowski. Al primo di recupero, tiro di Insigne ma si distende Weidenfeller. Altri due minuti e arriva il triplo fischio: il Napoli è tenuto a battere l’Arsenal con tre gol di scarto se vuole continuare a sognare la Champions.

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Matteo, morto durante la partita. Il ricordo dei compagni

matteo-roghi-tuttacronacaIeri la tregedia in campo, quando un 14enne si è accasciato durante la partita, senza che nessuno potesse fare qualcosa per lui. Oggi il ricordo dei compagni. Lui era Matteo e ieri giocava ad Abbadia San Salvatore con la sua squadra, le giovanili del Foiano. Il 14enne frequentava l’Istituto professionale Guido Marcelli di Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo e i  suoi compagni di classe, 16 maschi e cinque femmine, hanno messo i fiori sul banco e composto pensieri e poesie da consegnare alla famiglia. Lo stesso è stato fatto anche da tutti gli altri alunni dell’istituto, che si sono riuniti assieme ai professori nell’aula magna della scuola e hanno ricordato Matteo. Il professor Sauro Tavernesi, docente di lettere, lo ricorda così: “Era un ragazzo solare, buono con tutti, le ragazzine era tutte innamorate di lui, gli lasciavano bigliettini e frasi su Facebook. Io l’ho avuto nei tre anni delle medie e mi accingevo ad averlo qui alle superiori dove ora insegno, sono distrutto”. Anna Bernardini, la preside, ha fortemente voluto la commemorazione nell’aula magna ed ha annunciato che saranno scritte anche in futuro poesie e ricordi da consegnare alla famiglia. Ma il dolore valica le aule ed è vivo in tutto il paese.  Il presidente del Foiano Calcio Danilo Vannuccini si è detto senza parole. “Siamo profondamente rammaricati dall’accaduto, vogliamo essere vicini alla famiglia senza esitazioni. Forse ci daranno partita persa – ha detto riferendosi alla decisione della prima squadra di non giocare la partita di ieri a Albinia appresa la tragedia di Abbadia San Salvatore – ma la decisione di non giocare è stata totalmente unanime e dunque siamo sereni”.

Tragedia sul campo da calcio: muore un 14enne durante una partita

matteo-roghi-tuttacronacaSi stava disputando una partita di calcio giovanile ad Abbadia San Salvatore, al confine tra le province di Siena e Grosseto, quando un 14enne è stato colpito da un malore. Era il secondo tempo della partita tra la squadra di Foiano, nella quale giocava il ragazzino, e la “Amiata” di Abbadia San Salvatore, quando Matteo Roghi si è accasciato a terra. Nel primi 45 minuti, secondo quanto si è appreso, non aveva manifestato alcun malessere. Il medico della società non ha potuto far nulla per lui, così come si è rivelato inutile anche l’intervento dei sanitari, arrivati sul campo, che dista poche decine di metri dall’ospedale, in pochissimi minuti. La salma del giovane atleta si trova ora all’obitorio di Nottola, nei pressi di Montepulciano mentre la prima squadra della prima società, impegnata in una partita ad Albinia, ha abbandonato l’impegno sportivo appena venuta a conoscenza della tragica notizia. La società sportiva del Foiano si ritrova così a vivere un lutto come quello del 2007, quando Teddy Bartoli, attaccante 22enne, morì nello stesso modo. Anche lui si accasciò al suolo durante un’amichevole tra squadre impegnate in seconda categoria. Da allora la società aretina è particolarmente impegnata nella sicurezza sui campi di calcio e, anche pochi mesi fa, un defibrillatore è stato donato al centro sportivo foianese.

Non giocherà più, ma suonerà! L’incredibile storia del “risveglio” di un ragazzo

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Scontri duri, tanto che Lachlan Connors, 19enne di Denver, da sempre appassionato di lacrosse, che si vedeva già proiettato verso il professionismo, ha dovuto rinunciare a una delle sue passioni a seguito di una commozione cerebrale. “Sono caduto all’indietro durante una partita e ho battuto la testa.

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Quando mi sono svegliato ero molto stordito: era successo qualcosa di brutto”, ma il giovane non si è arreso e ha continuato a giocare. Fin quando non ha iniziato ad avere crisi epilettiche e allucinazioni tanto che è stato necessario il ricovero in ospedale. Proprio qui dopo qualche settimana di cura, si è reso conto che era in grado di suonare 13 strumenti. prima dell’incidente la musica era solo una passione, dalla quale però aveva sempre avuto scarsi risultati.  Ora gli è stato vietato di tornare in campo in sport da contatto, ma potrà comunque suonare.

 

Una partita da brividi… tennis al freddo e al gelo!

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Davvero una partita da brivido quella che hanno giocato Nadal e Djokovic al ghiacciaio Perito Moreno, nella Patagonia argentina. In uno scenario mozzafiato i due tennisti a bordo di una barca, hanno disputato una partita fino all’ultimo colpo!

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Questo è il lato migliore dello sport!

calcio-avversario-tuttacronacaQuante volte le notizie dai campi di calcio parlano di violenza? Questa volta l’episodio accaduto in Sicilia ci riporta ai veri valori dello sport, quelli che vorremmo sempre vedere sul rettangolo di gioco e sugli spalti. Si stava giocando una gara del campionato di Eccellenza che vedeva schierate Siracusa e Città di Rosolini. durante il match, un giovanissimo calciatore del Rosolini si è fatto male dopo uno scontro, tanto da scoppiare in lacrime. Luigi Calabrese, suo avversario, l’ha soccorso e, presolo in braccio, l’ha trasportato fuori dal campo.

Chi sono i veri, imbattibili campioni di calcio? Lo svela una ricerca!

Holly-e-Benji-tuttacronacaDi calciatori forti, fortissimi, ce ne sono diversi, e la prossima estate li rivedremo tutti in Brasile pronti a lottare perchè la loro Nazionale trionfi. Ma difficilmente riusciranno ad eguagliare le incredibili prestazioni dei due fuoriclasse con i quali sono cresciute intere generazioni di bambini: Holly e Benji. In realtà negli anni è più volte apparso in rete uno studio scientifico che rendeva note le incredibili abilità dei due supereroi del calcio, ma visto che si avvicina il mondiale, meglio dare una ripassatina ai concetti.

Basta qualche calcolo di trigonometria e, tenendo presente il raggio della terra, l’altezza di un osservatore e la linea che va dall’osservatore fino alla linea dell’orizzonte, si ottiene che la distanza a cui un giocatore vede l’orizzonte é di 4,53 Km. Nel cartone, la traversa della porta compare quando un giocatore é più o meno sulla tre-quarti campo, il campo risulta lungo circa 17,8 Km. E in questo spazio infinito Holly e i compagni della New Team corrono a perdifiato per intere partite, spesso con recuperi dai risvolti drammatici. Al triplo fischio, quindi, gli eroi giapponesi percorrono mediamente 250 chilometri, a velocità stratosferiche intorno a 150km/h, per inseguire il sogno di giocare un giorno in Brasile. E come se non bastasse: acrobazie, tiri che attraversano il campo e voli incredibili da parte dei portieri… chi vorrebbe trovarsi a giocare contro un team così?

Il Milan non ce la fa contro il Barcellona… e Crudeli si dispera!

crudeli-milan-barca-tuttacronacaAl Camp Nou il Barcellona ha messo in ginocchio i rossoneri ottenendo la qualificazione. Il sollievo per il Milan arriva dal fatto che l’Ajax, battendo il Celtic, ha aiutato la squadra di Allegri per la quale il secondo posto è ancora raggiungibile. Un rigore realizzato da Messi e il raddoppio di Busquets sembravano aver chiuso ogni possibilità ai rossoneri che però si sono ritrovati in partita grazie all’autogol di Piquè. Una “riapertura” alla quale però, nella ripresa, non sono stati in grado di dare seguito. Terza rete per gli spagnoli, firmata Messi, e l’incontro è praticamente chiuso. Per la disperazione di Crudeli che, su 7Gold, era tornato ad esultare grazie proprio a Piquè. Al termine del match, queste le parole di Allegri ai microfoni di Premium Calcio:

“Abbiamo tenuta testa all’avversario fino a sette minuti dalla fine” si consola l’allenatore del Milan. Balotelli? Le sue ultime partite sono state brutte, per questo ho preferito Robinho. Mario deve abituarsi a giocare una volta ogni tre giorni. Del resto prima di venire al Milan, era una riserva, sia all’Inter che al City. Ha subìto anche un infortunio in Nazionale: ho preferito Robinho e Kakà come all’andata, lasciando Mario in panchina. Balotelli non è un problema, quando è entrato ha fatto benissimo: ha qualità straordinarie ma ha molto da migliorare nel contesto di una squadra. Il futuro? Sarà la società a valutare ma io alla squadra non ho nulla da rimproverare sulla prova di stasera. Un allenatore dipenda dai risultati. La querelle societaria ci ha distratto? Noi dobbiamo pensare a giocare”.

Da parte sua Tata Martino ha affermato:

“Vinto bene una partita difficile, abbiamo fatto una partita a due facce e commesso un errore nel finale del primo che ha tenuto il Milan in partita, tanto dal cercare di contenere i rossoneri nella ripresa. Messi? Non mi sono mai preoccupato della sua astinenza, in passato gli è capitato ma stato bello vedere tramutare questa attesa in gol. Noi eravamo sicuri che ci avrebbe portato alla vittoria”.

In campo vince il Napoli, fuori dal rettangolo trionfa la violenza

scontri_stadio-tuttacronacaIl Napoli festeggia la vittoria sul Marsiglia per tre reti a due, ma ieri il capoluogo partenopeo è stato anche luogo di scontri. Se già la notte precedente la polizia aveva fermato otto persone, ieri gli scontri sono proseguiti, con l’autobus su cui viaggiavano i calciatori fancesi che è stato colpito da una bottiglia nei pressi del San Paolo. L’episodio è avvenuto in via Giambattista Marino, dove l’autobus transitava per portare i francesi allo stadio per la partita di Champions contro il Napoli. La bottiglia ha danneggiato un vetro del veicolo senza provocare altri danni. Altri bus, questa volta con a bordo una cinquantina di tifosi del Marsiglia. Qui la polizia ha trovato armi tra cui accette, martelli e anche dei machete. Attorno allo stadio e nelle zone limitrofe, inoltre, ci sono stati scontri tra tifosi e lanci di pietre, fumogeni e bombe carta contro la polizia. Ma i supporter azzurri hanno anche divelto i pali della segnaletica stradale prima di subire la carica delle forze dell’ordine che li ha dispersi verso piazzale Tecchio, dove però è proseguito il lancio di petardi mentre famiglie e tifosi del Napoli non violenti stavano raggiungendo a piedi lo stadio. Il folto gruppo di facinorosi è stato poi disperso. A far le spese della violenza anche l’ultimo bus di tifosi francesi giunto al San Paolo: bersagliato da un fitto lancio di fumogeni lungo via Marconi, ha riportato la distruzione del parabrezza frontale di destra e di tutta la fiancata destra. Ma non ne è uscito indenne neanche un militare americano della Nato, simpatizzante del Napoli ma scambiato per un tifoso del Marsiglia. Nei pressi dello stadio è stato colpito alla testa durante un lancio di pietre. Alcuni testimoni hanno inoltre raccontato che l’uomo è stato spogliato della maglia del Napoli che indossava da alcuni giovani che si sono dati alla fuga. Il giovane ha fatto poi il suo ingresso nel settore ospiti a torso nudo e scortato dalla polizia fino al presidio medico dove gli sono state prestate le prime cure. Le sue condizioni non sono gravi.

Gol della bandiera per il Milan contro il Barça… ed è autogol! Termina 3-1

barca-milan-tuttacronacaIl Milan è in trasferta per una partita che è un banco di prova per Allegri, la cui panchina è seriamente in discussione. Nonostante le prime voci volessero Balotelli titolare fin dal primo minuto, a lui è stato preferito Robinho. Ecco quindi la formazione rossonera, che scende in campo con un modulo 4-4-1-1: Abbiati; Abate, Mexes, Zapata, Emanuelson; Poli, Montolivo, De Jong, Muntari; Kakà; Robinho. Opta invece per un 4-3-3 Tata Martino che manda in campo Valdes; Dani Alves, Piqué, Puyol, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar.

barcellona-milanParte subito all’attacco il Barcellona che prova a schiacciare i rossoneri nella loro metà campo, trovandosi però a fare i conti con una difesa ben organizzata. Al 17′ si fa pricoloso Dani Alvares: Abbiati è costretto a intervenire con i pugni per rispondere al suo cross pericoloso. Al 21′ ghiotta occasione per gli spagnoli: Adriano mette in mezzo dalla sinistra, Sanchez non ci arriva per un soffio. Tre minuti e arriva la risposta rossonera con Mexes che mette in mezzo con una rovesciata, Muntari lo imita e cerca la porta in acrobazia ma non colpisce bene. Al 29′ Abate atterra Neymar: cartellino giallo per lui e rigore per il Barça anche se le immagini non mostrano un contatto: sembra che il brasiliano abbia accentuato la caduta. Messi da dischetto non sbaglia: 1-0!

Al 39′ raddoppia il Barcellona che approfitta di una punizione dalla sinistra battuta da Xavi, ci arriva Busquets di testa anticipa tutti ma su posizione dubbia. 0-2!

A riportare in corsa il Milan sono gli stessi avversari: Kakà scende sulla sinistra, entra in area e mette il pallone al centro, arriva Piqué che trova una deviazione sfortunata e beffa Valdez infliggendo ai suoi un autogol! 1-2!

Senza minuti di recupero, le squadre tornano negli spogliatoi.

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Alla ripresa, Robinho resta in panchina e cede il posto in campo a Balotelli che si mette in mostra già al 5′ quando costringe Valdez alla parata a terra. Al 7′ annullato un gol al Barça a causa della posizione fuorigioco di Messi. Quattro minuti e cartellino giallo per De Jong che ha atterrato Busquets. Al 14′ tenta il tiro Iniesta ma Abbiati si distende e manda in angolo. Tre minuti e arriva il terzo cartellino giallo del match, prima ammonizione per gli spagnoli: Sanchez per fallo su Mexes. Al 19′ Balotelli scende sulla destra, salta due uomini e poi mette in mezzo per Kakà che però non inquadra lo specchio. Al 29′ Poli cede il posto a Birsa mentre al minuto successivo Messi serve Sanchez che tira a colpo sicuro, ma trova Abbiati pronto a compiere il miracolo. Tra le fila spagnole Fabregas rileva Iniesta e a sette minuti dal termine il Barcellona sigla la terza rete: Messi solo davanti ad Abbiati e lo supera con un pallonetto. 3-1!

Nei minuti successivi Neymar e Xavi cedono il posto a Pedro e Song mentre Matri entra al posto di Kakà. Nulla di fatto nei due minuti di recupero: schiacciante sconfitta per i rossoneri la cui unica rete è stato un autogol di Piquè.

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Nuova vittoria per gli uomini di Benitez: 3-2 contro il Marsiglia!

napoli-marsiglia-tuttacronacaLa squadra di Benitez è pronta per accogliere i francesi al San Paolo dove il tecnico schiera un 4-2-3-1 con Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Inler, Dzemaili; Callejon, Pandev, Mertens; Higuain. Supportato da un migliaio di tifosi, l’Olympique Marsiglia scende in campo con una modulo 4-2-3-1 che vede in campo Mandanda; Abdallah, N’Koulou, Diawara, Morel; Romao, Cheyrou; Thauvin, Valbuena, J.Ayew; A.Ayew.

napoli-marsigliaAl 6′ i partenopei vanno vicini al gol con una ripartenza di Callejon che serve l’accorrente Mertens il cui destro di prima finisce al lato. Solo tre minuti ed è il Marsiglia a passare in vantaggio grazie a un colpo di testa di A. Ayew su calcio d’angolo. 0-1!

Riparte subito il Napoli che per qualche minuto riesce ad avanzare salvo poi venire nuovamente schiacchiato nella propria metà campo dai francesi: sembra abbiano troppa fretta di agguantare il vantaggio per riuscire a coordinare bene il gioco. Al 22′ finalmente raggiunge l’obiettivo: su calcio d’angolo respinta di Mandanda sul colpo di testa di Fernandez, quindi stop di petto di Inler che tira al volo ad incrociare portando la squadra al pareggio. 1-1!

Solo tre minuti e arriva il raddoppio in contropiede: parte Inler, Pandev prova di testa ma viene deviato da Diawara, la sfera finisce sui piedi di Higuain che al volo col destro non sbaglia. 2-1!

Al 35′ cartellino giallo per Fernandez falloso su Ayew. Nei minuti conclusivi del primo tempo i ritmi calano con il Marsiglia che non riesce a preoccupare seriamente gli uomini di Benitez. Dopo un minuto di recupero, le squadre tornano agli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio.

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Nella ripresa batte il calcio d’inizio il Napoli ma poi è subito il Marsiglia a pressare. I francesi però rischiano al 6′ quando il retropassaggio di Abdallah per Mandanda è corto. Fortunatamente per loro Higuain non ci arriva. Al 12′ cambio tra le fila francesi: entra Payet per Valbuena. Al 18′ pareggia il Marsiglia grazie anche ad Armero che si addormenta: Thauvin lo anticipa di sinistro e la palla s’insacca: 2-2!

Tre minuti e Benitez opta per un cambio: esce Pandev, entra Hamsik. Altra sostituzione anche per Baup che sostituisce J. Ayew con Gignac. Al 29′ torna in vantaggio il Napoli: lancio lungo di Fernandez per Mertens che serve Higuain solo in area piccola: 3-2!

Al 35′ Romao ammonito e punizione per i partenopei: il destro di Callejon si spegne a fondo campo. Poco dopo Lemina sostituisce Romao per i francesi mentre Benitez manda in campo Insigne al posto di Mertens: appena entrato, il napoletato colpisce un palo. Nel frattempo anche cartellino giallo per Payet, falloso su Callejon. A un minuto dal termine si lancia Armero, supera Thauvin, mette a sedere il portiere ma non inquadra la porta! Allo scoccare del 45′ terzo cambio per Benitez: fuori Callejon, dentro Behrami. E’ rassegnato il Marsiglia negli ultimi minuti. Il Napoli trionfa per 3 reti a 2.

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Napoli-Marsiglia: inizia a surriscaldarsi l’aria in città. 8 ultrà fermati

napoli-marsiglia-tuttacronacaLa partita tra Napoli e Olympique Marsiglia si svolgerà solo questa sera ma già la scorsa notte la polizia ha bloccato e denunciato otto ultrà azzurri, tutti di età compresa tra i 21 e i 39 anni. I tifosi sono stati sorpresi mentre, nel centro antico della città, si stavano avvicinando a un gruppetto di francesi. Perquisiti, si è scoperto che erano in possesso di due coltelli a serramanico. Nel frattempo, nel quartiere Fuorigrotta altri quattro tifosi sono stati aggrediti verbalmente da un gruppo di giovani napoletani. Anche in questo caso è intervenuta una volante che ha fatto sì che la lite non degenerasse dopo che un francese era stato colpito da un pugno. La stessa polizia ha poi accompagnato i supporters dell’Olympique in albergo. Da ieri, la Questura di Napoli ha predisposto uno specifico dispositivo di prevenzione a largo raggio in vista del match valido per la Champions.

La Juve ringrazia il Copenaghen e si prepara alle nuove sfide

juventus_real_madrid_tuttacronacaIl Copenaghen, quella che si pensava essere la squadra-Cenerentola del giro, ha battuto il Galatasaray dando nuova speranza agli uomini di Conte che, nonostate si siano fermati al pareggio, possono ancora mirare alla qualificazione. Il tecnico bianconero è comunque soddisfatto del 2-2 rimediato contro il Real Madrid: “Abbiamo giocato alla pari contro una squadra galattica costruita per vincere tutto, Champions compresa”. La conferma arriva proprio dallo scontro contro i madrileni: “Questo risultato è più importante del 3-0 dell’anno scorso sul Chelsea  perché questo Real è molto più forte di quella squadra. Usciamo da questa partita con grande convinzione e con il futuro della Champions nelle nostre mani”. La Juve ha dimostrato non solo di essere tornate in piena forma, ma di avere un carattere forte, tanto da non cedere neanche quando in svantaggio, sotto di una rete: “Una botta che avrebbe buttato giù un toro, invece i miei ragazzi hanno dimostrato di avere carattere e orgoglio. E complimenti ai tifosi, che ci hanno sempre spinto, durante tutta la partita”. Conte ha poi analizzato la parte tecnica del match: “Alla Juve do un voto molto alto, non può essere altrimenti. Penso che la squadra abbia disputato una grandissima partita: il primo tempo è stato perfetto sotto tutti i punti di vista, sia nell’organizzazione, in quello che avevamo preparato, sia nella qualità delle giocate e nell’intensità. Poi è inevitabile che nella ripresa, dopo che nel primo tempo avevamo portato dei ritmi fortissimi, qualcosa calasse. E quando calano ritmo e intensità contro calciatori come quelli del Real, è normale che rischi di pagare dazio, soprattutto se la palla nelle ripartenze capita a gente come Ronaldo e Bale, giusto per fare due nomi”. Ma i bianconeri non hanno mollato: “C’è stata grande voglia e determinazione di ribaltare di nuovo la partita. Penso che Casillas sia stato il migliore in campo per il Real Madrid, noi abbiamo fatto molto bene”.  La fiducia nel futuro deriva dal fatto di essere stati in grado di tener testa contro una squadra che è costata oltre trecento milioni di euro, tre volte quanto sono stati pagati gli undici titolari di Conte. “La squadra, come già era successo a Madrid, ha dimostrato di potersela comunque giocare E dopo un anno di esperienza sono convinto che se dovessimo passare il girone eliminatorio, questa Juve può dire la sua in Champions”. Il tecnico ha quindi concluso: “In campo, tramite organizzazione, intensità e voglia dobbiamo sopperire a qualche gap tecnico, e non potrebbe essere altrimenti rispetto a squadre come il Real Madrid e il Bayern Monaco, solo per dirne due. Avversari che sono forti e avvantaggiate da aspetti economici e di mercato: ma poi c’è il campo, che dev’essere quello che deve parlare per noi”.

Allegri cambia modulo contro il Barcellona. Le probabili formazioni

barca-milan-tuttacronacaSfida difficile al Camp Nou questa sera per un Milan che deve ritrovarsi e dal quale si aspettano risposte. Contro il Barcellona del Tata Martino si cerca almeno un pareggio, per uscire dalla crisi in cui sta naufragando la squadra. E proprio nel tentativo di invertire la rotta Massimiliano Allegri, a cui è stata, per ora, rinnovata la fiducia, cerca di cambiare le carte in tavola. E lo fa iniziando con il rivedere il modulo. Le probabili formazioni, secondo quanto riporta la Gazzetta dello sport, vedono i rossoneri schierati con un 4-4-1-1 con Kakà dietro l’unica punta Balotelli. Centrocampo folto con Muntari e Poli esterni, De Jong e Montolivo centrali. In difesa Abate e Constant terzini con Zapata e Mexes centrali di difesa mentre ritorna Abbiati in porta. Nel Barcellona, schierato in un 4-3-3, tridente d’attacco con Neymar, Messi e Sanchez. Alle loro spalle torna, probabilmente, Iniesta con Xavi e Busquets. In difesa Dani Alves, Piqué, Puyol e Adriano. Tra i pali, Valdes.

Bellissima partita, ma non basta! Juve-Real Madrid 2-2

juve-realmadrid-tuttacronacaForti della vittoria ritrovata in campionato nelle ultime tre giornate, la Juve ha un unico obiettivo: battere il Real per rimanere in corsa per la Champions, soprattutto dopo la discussa sconfitta al Bernabeu. E Carlo Ancelotti questo lo sa e si è preparato ad affrontare una sifda allo Juventus Stadium che si presenta infuocata. Antonio Conte per l’occasione torna a sfoderare i recenti acquistia Tevez e Llorente, con Marchisio a completare il tridente. Il modulo è il 4-3-3 composto da Buffon; Caceres, Barzagli, Bonucci, Asamoah; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio, Llorente, Tevez. Il Real, in formazione 4-3-3, vede in campo Casillas; Sergio Ramos, Varane, Pepe, Marcelo; Khedira, Xabi Alonso, Modric; Bale, Benzema, C. Ronaldo.

juve-realLa Juve parte subito all’attacco e al 5′ arriva il primo tiro in porta: ci prova Pogba ma la palla finisce lontanissima, fuori di circa due metri. Dopo 4 minuti è il Real ad avanzare con Ronaldo che va via sulla destra e tira da posizione difficilissima. La diagonale esce di poco ma comunque Buffon era sulla traiettoria. Sfiora il gol anche Llorente al 12′ e subito dopo riparte il Real ed è Bale a liberarsi per il tiro ma Buffon blocca. Altri cinque minuti ed è ancora avanti Pogba: cross in area di rigore con l’esterno, deviazione di Pepe che per poco non combina la frittata, si salvano Casillas e la difesa madrilena. Poco dopo ci provano anche Vidal e Pirlo, ma senza esito. Al 28′ ancora un’ottima occasione per i bianconeri: assist di Tevez che serve Marchisio che ci prova di testa ma Casillas devia miracolosamente di piede. Fatica un po’ il Real che comunque riesce ad avvicinarsi all’area dei torinesi al 33′ con Bale che non inquadra lo specchio. Al 35′ primo giallo del match: ammonito Modric per un brutto fallo su Pogba. Tre minuti e sono ancora gli uomini di Conte ad avvicinarsi al gol: tiro pericoloso dalla distanza di Vidal, respinge Casillas sui piedi di Tevez, ma l’argentino cerca un improbabile passaggio in area di rigore. Al 40′ Varane falloso su Pogba in area. Webb concede il rigore e Vidal dal dischetto non sbaglia: 1-0!

Il Real reagisce immediatamente. Al 44′ Ronaldo in area di rigore manda alle stelle il pallone dopo un cross basso di Modric mentre arriva la seconda ammonizione: Pirlo per fallo su Xabi Alonso. Dopo solo un minuto di recupero le squadre tornano agli spogliatoi. La Juve è passata in vantaggio grazie a un rigore, ma il risultato è più che meritato.

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Solo sette minuti nella ripresa e il Real agguanta il pareggio: Caceres sbaglia un retropassaggio, Benzema recupera palla e serve Ronaldo in area che non si lascia sfuggire l’occasione: 1-1!

Non mollano i bianconeri e al 13′ arriva un cross basso di Pogba, Marchisio devia prima sotto porta trovando la parata di Casillas, poi prova il destro al volo ma viene bloccato sulla linea da Varane. Passa in vantaggio il Real al 15′: Ronaldo serve Bale che entra in area di rigore e fulmina Buffon: 1-2!

Ma gli uomini di Conte non si lasciano intimidire: cinque minuti e Caceres fa partire un cross dalla destra, la sfera arriva a Llorente che di testaanticipa Varane e batte Casillas: 2-2!

Al 26′ primo cambio per Ancellotti: esce Xabi Alonso ed entra Illarramendi. Un minuto e cartellino giallo a colpire Bonucci che ha atterrato Ramos al limite dell’area di rigore. Raèide sostituzioni: per il Real escono Bale e Benzema ed entrano Di Maria e Rodríguez. Tra le fila bianconere Tevez cede il posto a Quagliarella che dopo due minuti si presenta già davanti a Casillas che non tentenna e ne ferma la corsa. Poco dopo Giovinco sostituisce Llorente. Dopo tre minuti di recupero, arriva il triplo fischio. La partita è stata di quelle da ricordare, ma non possono certo dirsi soddisfatti del risultato i bianconeri. La Champions si fa sempre più ardua.

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Per la Juve si avvicina la sfida con il Real: “Possiamo fargli male”

marchisio-tuttacronacaMancano tre giorni al match in casa contro il Real Madrid valido per la quarta giornata della fase a gironi di Champions League e Marchisio sprona i suoi: “Con il Real Madrid dovremo giocare come se fosse l’ultima partita del girone, i calcoli si possono fare solo alla fine, non prima. Dobbiamo pensare alla partita di andata, dove abbiamo visto che possibilità per fargli male ci sono. Al Bernabeu è successo non solo nel primo tempo, ma anche nella ripresa quando avevamo un uomo in meno. Nel complesso abbiamo fatto ottima partita per attenzione, gioco e organizzazione”. Del resto i bianconeri arrivano da tre successi in campionato e sembrano essere rientrati in fase positiva. Proprio per l’accavallarsi degli impegni il tecnico Conte ha fatto rifiatare tutti i suoi: “Era necessario, viste le tante gare ravvicinate, ma la squadra ha risposto bene e anche ieri sono arrivati tre punti d’oro”. Parlando del campionato, non si può non pensare alla Roma: “Nessuno si aspettava una partenza così forte. La rosa è importante e oltre al record italiano potrà fare anche quello europeo. Ci sono giocatori che non erano più tenuti in considerazione, ma grazie al lavoro dell’allenatore stanno facendo benissimo. Noi non dobbiamo mollare ed essere pronti ad approfittare di eventuali errori. Noi siamo sereni, la squadra ha risposto sempre bene e sta facendo un ottimo campionato. Quando si ha davanti una squadra come la Roma che non ha ancora sbagliato nulla, tutto passa in secondo piano, ma un inizio di stagione del genere ce lo si augura ogni anno”.

C’era tutto! Il video che mostra il fallo da rigore su Vidal

fallo-su-vidal-tuttacronacaIn un primo momento, seguendo la diretta, sembrava che quella brutta caduta di Arturo Vidal nell’area di rigore del Real Madrid potesse essere colpa di una zolla di terreno che il giocatore aveva zappato mettendo male il piede. Poi però non si capiva come mai il bianconero continuasse a indicare gli avversari e se la prendesse con loro. Ma basta osservare il replay per accorgersi come Illaramendi abbia toccato inizialmente il piede del cileno, scoordinandolo al momento del tiro in porta.

Fermate quell’arbitro! Anche Nesta e Materazzi vs Grafe durante Real-Juve

Cristiano-Ronaldo-pantomima-tuttacronacaGaleotto fu l’arbitro che regalò la partita al Real Madrid… A dir poco infelice, per usare un eufemismo, l’arbitraggio visto ieri sera al Bernabeu in occasione della sfida tra i padroni di casa del Real Madrid e gli uomini di Conte. I bianconeri sono usciti sconfitti per 2 reti a 1 ma è difficile non notare come gli spagnoli abbiano avuto un “uomo in più”. E non solo perchè tra le fila juvetine è stato espulso Chiellini. Come ad ogni appuntamento importante, il popolo della rete era pronto a commentare la partita e in molti hanno festeggiato l’espulsione del difensore, con gli anti-Juve riuniti sotto la bandiera del “ben gli sta, in Italia randella impunemente”. Ma questa è Europa e il tedesco Grafe ha preso degli abbagli clamorosi. E se anche l’ex milanista Alessandro Nesta, che ha recentemente annunciato il ritiro dal campo, twitta contro di lui, che il cartellino rosso fosse fuori luogo è evidente.

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E ancora:nesta2Ma se vogliamo la definitiva conferma, anche Marco Materazzi ha detto la sua:

materazziAmmettiamo che il rigore fischiato su Sergio Ramos ci potesse essere: in Italia c’è una maggior tolleranza per simili trattenute ma, appunto, la sfida era europea. La certezza che Ramos non “se lo sia cercato” mettendo il braccio attono alla vita di Chiellini non la possiamo avere, ma concediamo il rigore… Più difficile chiudere entrambi gli occhi per quel che riguarda tutti i falli fischiati ai bianconeri, con Ronaldo e Marcelo che più che una partita di calcio hanno messo in scena una gara a chi riuscisse a tuffarsi di più e meglio. L’ha vinta il portoghese, per la sceneggiata da premio che gli vale l’espulsione di Chiellini. Ma quanto meritata dal bianconero? Sicuramente ha aperto cercando di tagliarli la corsa, il braccio è un po’ alto. Vada per il fallo, ma il rosso non s’è mai sentito, anche perchè la chiara occasione gol non c’era e stavano rientrando anche altri difensori. Insomma, Grafe vede una gomitata che nessun altro, neppure il guardialinee, nota. Sarebbe stato impossibile del resto: non c’era! Ma appunto, si è voluto premiare l’interpretazione di Ronaldo. A questo punto non meraviglia neanche che non sia stato riconosciuto il rigore su Vidal dopo che Illaramendi l’ha toccato sul piede in corsa, sbilanciandolo e facendogli scalciare male il terreno di gioco. Non sarà un fallo violento, ma l’azione era da gol e quindi c’era danno procurato. Insomma, il linciaggio mediatico ci sta tutto e chapeau agli spagnoli se hanno il coraggio di festeggiare una simile vittoria.

Cade la Juve al Bernabeu: 2-1 per il Real Madrid

realmadrid-juve-tuttacronacaL’arbitro tedesco Grafe dirige il match al Bernabeu che vede schierate in campo Real Madrid e Juventus: due squadre legate da un rapporto forte, visto che sulla panchina spagnola siede Ancelotti, in passato allenatore dei bianconeri (subentrò a Marcello Lippi) e di Antonio Conte. Per quel che riguarda i precedenti, l’ultima vittoria della Juve al Bernabeu risale al 2008: 2-0 grazie a una doppietta di Alex Del Piero. Dei quattordici precedenti, nove sono relativi alla Champions League e gli ultimi tre sono stati vinti tutti dalla Juventus. Nessun incontro tra le due squadre è terminato in pareggio.

realIl Real scende in campo con un modulo 4-3-3 con Casillas; Arbeloa, Varane, Sergio Ramos, Marcelo; Benzema,  Illarramendi, Khedira, Modric; Di Maria, Cristiano Ronaldo. Conte ha scelto lo stesso schieramento, inedito per lui, mandando in campo Buffon; Barzagli, Chiellini, Caceres, Ogbonna; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio; Tevez, Llorente.

juveParte subito all’attacco la Juventus con Marchisio che tenta il tiro già al 2′: Casillas si tuffa e para. Passano solo due minuti e Di Maria serve Ronaldo che si decentra e tira di destro battendo Buffon: 1-0!

Gli uomini di Ancelotti gestiscono l’incontro e al 9′ arriva un fallo di Chiellini su Ronaldo che fa guadagnare agli spagnoli una punizione: batte Di Maria, ma Pogba di testa allontana dall’area juventina. Al 13′ Llorente, su cross di Pogba, prova a colpire di testa: Casillas lo anticipa. Due minuti di gioco e la Juve guadagna a sua volta una punizione: batte Pirlo da 31 metri che passa a un compagno che poi perde palla, Tevez tenta il tiro da lontano, ma non inquadra bene la porta. Ancora un minuto e Caceres fa partire un cross che Sergio Ramos mette in calcio d’angolo. Continuano a provarci i bianconeri: al 17′ passaggio di Pogba, Llorente di testa fa da sponda, la palla arriva a Tevez ma ancora una volta è presente Casillas che anticipa. Ancora un minuto e arriva il primo cartellino giallo: Illarramendi falloso su Tevez. L’argentino ci prova ancora 2 minuti dopo, ma spara sopra la traversa. Al 22′ arriva il pareggio: Pogba colpisce di testa, Casillas respinge, arriva Llorente che colpisce al volo: 1-1!

Al 27′ Chiellini falloso su Sergio Ramos regala un rigore al Real: Ronaldo da dischetto non sbaglia: 2-1! Nel frattempo Vidal viene ammonito per proteste.

Al 32′ è Pirlo a cercare il gol, ma non inquadra la porta. Al minuto successivo ci prova Tevez, ma Marchisio è in fuorigioco. Tre minuti e Pirlo commette fallo su Khedira: punizione per gli spagnoli ma la porta è distante.  Al minuto successivo Ronaldo torna all’attacco: palla centrale facile per Buffon e fallo su Chiellini. Torna a farsi pericoloso poco dopo: fuori per un soffio. Non ci sono grandi emozioni negli ultimi minuti del primo tempo. Grafe concede due minuti di recupero prima di mandare le squadre negli spogliatoi con i padroni di casa in vantaggio grazie a un rigore. Nel frattempo Vidal ha accusato dolore alla gamba destra a seguito di uno scontro con un avversario.

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Alla ripresa partono subito all’attaco i bianconeri ma al 3′ arriva una doccia fredda: Chiellini colpisce con una gomitata Ronaldo che esagera con la sceneggiata: cartellino rosso per il difensore che assolutamente non se lo meritava. Subito dopo il portoghese batte la punizione che s’infrange contro la barriera. L’espulsione obbliga a una sostituzione Conte: esce l’autore del gol Llorente con Bonucci. I bianconeri appaiono demoralizzati e Vidal inizia ad essere eccessivamente falloso. Al 13′ altra sostituzione tra le fila bianconere: il pubblico del Bernabeu si alza in piedi per salutare Pirlo. In campo entra Asamoah. Due minuti e Benzema sbaglia clamorosamente a due passi da Buffon: prende la palla di stinco e non riesce a deviarla in rete su assist di un compagno. Sospiro di sollievo per la Juve. Al 17′ Vidal litiga con una zolla di campo che lo fa cadere in area: se la prende con i difensori, ma non c’era fallo. Quattro minuti e primo cambio per Ancelotti: esce Benzema ed entra Bale. Poco dopo arriva anche la terza sostituzione per Conte che schiera Giovinco al posto di Ogbonna: il giocatore costringe subito Casillas a respingere in corner. Al 25′ Khedira falloso su Asamoah, ma l’arbitro non fischia e al minuto successivo arriva il secondo cambio per gli spagnoli: Isco entra al posto di Illarramend. Ancora un minuto e Buffon riesce a parare Khedira che tenta il pallonetto davanti allo specchio. Subito Giovinco guadagna una punizione: alta sopra la traversa. Al 31′ prova a dir la sua Bale che trova l’esterno della rete. Poco dopo arrivano due cartellini gialli: colpiscono Caceres per proteste e Modric per fallo: regala una punizione ma Giovinco la fa infrangere contro la barriera. Al 34′ entra Morata per Di Maria che esce tra gli applausi. Al minuto successivo ancora impegnato Buffon: para un sinistro di Morata. Quattro minuti ancora ed è Giovinco a sprecare la palla: tentenna e Sergio Ramos ne approfitta per impossessarsi della sfera. Poco dopo è Marchisio che, a corto d’ossigeno, non arriva sul passaggio di Pogba. Ci prova ancora Morata: alta sopra la traversa. A due minuti dal termine dei minuti regolamentari, ammonito Sergio Ramos: fallo su Asamoah. Ancora un minuto e arriva un fallo di mano di Vidal: il bianconero arriva scomposto sulla palla e si fa anche male a una gamba. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplo fischio: la vittoria se l’aggiudica il Real Madrid, ma i bianconeri meritavano di più. Furioso Ancelotti e anche il pubblico che ha fischiato gli spagnoli durante il recupero: hanno fatto melina. C’è molto da recriminare: il rigore non era chiaro e Ronaldo ha mostrato appieno la sua scarsa conoscenza del concetto di “atteggiamento sportivo” che è valso l’espulsione di Chiellini.

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Buffon tra i pali al Bernabeu: torna a farci sognare ancora Gigi!

buffon-gianluigi-buffon-tuttacronacaLa Juve sfida la squadra del suo ex allenatore, Ancelotti, questa sera al Bernabeu e per l’occasione Antonio Conte potrebbe rivoluzionare il suo modulo, schierando una difesa a quattro, provata ieri sul campo dell’Atletico Madrid. Il tecnico ha schierato Caceres, finalmente recuperato, e Chiellini nel ruolo di terzini con Barzagli e Bonucci al centro. Marchisio, spostato qualche metro più avanti, dovrebbe giocare alle spalle del tandem offensivo che anche in questo caso sarà composto da Tevez e Llorente. Queste le probabili formazioni:

Real Madrid (4-3-3) Casillas; Carvajal, Pepe, Varane, Marcelo; Khedira, Illarramendi, Modric; Di Maria, Benzema, Cristiano Ronaldo.

Juventus (4-3-1-2) Buffon; Caceres, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Vidal, Pirlo, Pogba; Marchisio; Tevez, Llorente.

Buffon in porta dunque. E una riflessione sul portierone bianconero e Nazionale forse è opportuno farla. Perchè se è vero che in molti lo considerano il portiere più forte di tutti i tempi e meritevole del Pallone d’Oro è il miglior estremo difensore della Juve dai tempi di Tacconi, ultimamente i suoi errori sono molti. A volte clamorosi, altre meno, ma che comunque saltano agli occhi rispetto ai suoi standard. Se ne parla a causa di quei 10 minuti di caos avuti durante la sfida contro la Fiorentina. Una sconfitta non totalmente attribuibile a Buffon, certo, ma esimerlo completamente non fa bene, in primis, al club. E forse neanche agli azzurri di Prandelli, visto che il ct ha già assicurato la sua presenza ai Mondiali di Brasile. Al Franchi, il gol di Rossi, quello del pareggio, era angolato, ma non eccessivamente, e l’errore di valutazione sulla traiettoria di tiro era evidente. Ai tifosi juventini non può non essere tornato alla memoria il gol di Salas a Van der Sar: all’epoca ci fu chi si chiese se l’olandese non soffrisse di qualche disturbo alla vista.

Il fatto è che Buffon in squadra è sempre stata una certezza per i suoi compagni: lui a spronare, lui a rimproverare gli errori, lui a salvare l’insalvabile. Ora, contro Lazio e Chievo, ha respinto male due volte, servendo palla agli avversari che non c’hanno pensato due volte a buttarla in rete. Petkovic sembrava quasi aver preparato la partita proprio per sfruttare questo punto debole della Vecchia Signora. A far guadagnare i tre punti ci hanno pensato poi gli attaccanti, ma tant’è: gli errori restano. E non è solo questo: il fatto è che a fronte dei gol subiti non ci sono effettive parate, se consideriamo come eccezione la punizione battuta da Matri. Insomma, gli avversari possono segnare. Lo si è visto in campionato, lo si è visto con la Nazionale. E questo è il cruccio di Conte e del club, che comunque sia non ha nessuno all’altezza di Buffon (o quello che era fino a poco tempo fa). In fin dei conti Storari ha un anno più di lui, Leali, attualmente in prestito allo Spezia, è il miglior prospetto in circolazione: ma è in grado di ereditare una maglia così pesante? Quella che attualmente indossa il campione del mondo 2006? Del resto nessuno vorrebbe mai veder messo da parte proprio il portiere che tanto ha regalato alla sua squadra e ai suoi tifosi. Quelli che lui ha amato talmente da preferire retrocedere in B, piuttosto che spezzare un simile, fruttuoso matrimonio. Il popolo bianconero lo adora, sarebbe impossibile il contrario. Per la squadra è un faro. Ora sta per tornare in campo, in una partita che vale se non tutto, quasi. I suoi pali questa sera, al Bernabeu, devono restare inviolati. Come dev’essere l’ammirazione per lui. Quindi c’è solo una speranza: che faccia quello che ha sempre dimostrato di essere in grado di fare. Che reagisca alle critiche e cancelli ogni dubbio. Buffon è sempre stato un campione in questo: nel mettere tutti a tacere e far scattare le ovazioni. Oggi è il giorno perfetto per farlo.

Guerriglia urbana a Marsiglia prima del match: grave un napoletano

scontri-marsiglia-napoli-tuttacronacaNella notte sono giunte dagli ospedali di Marsiglia le informazioni delle persone soccorse a seguito degli incidenti che hanno avuto luogo prima del match che ha visto contrapposte Marsiglia e Napoli. I feriti, stando ad alcuni organi di informazione della Provenza, sarebbero una ventina tra poliziotti e tifosi. Tra questi sarebbe grave, anche se non in pericolo di vita, un tifoso del Napoli che sarebbe stato raggiunto da una coltellata alla schiena. Gli scontri erano iniziati attorno alle 18.30, nei dintorni del Velodrome. Sono stati i poliziotti, presenti in assetto anti-sommossa, a evitare che la situazione degenerasse ulteriormente dopo il primo, violentissimo scontro. Le forze dell’ordine sono intervenute con lanci di fumogeni e manganellate. Ad iniziare i tifosi della squadra di casa, imitati poi dai supporters azzurri che hanno risposto con un lancio di petardi. Dopo venti minuti di scontri la polizia è riuscita a disperdere gli assalitori. La tensione, tuttavia, si è percepita anche durante l’incontro, con la curva marsigliese impegnata in cori e insulti: da qui, nel’intervallo, è partito il tentativo d’incursione nel settore occupato dai tifosi del Napoli: gli stewarts hanno faticosamente respinto i francesi. Altri scontri si sono registrati nel dopo partita. I bus dei tifosi azzurri hanno lasciato il Velodrome scortati dalla polizia solo verso 24. Intorno alle 2 del mattino la polizia ha reso noto di aver arrestato nove partecipanti agli incidenti: tutti, a quanto pare, tifosi del Marsiglia.

Festa in casa Napoli: battuto il Marsiglia per 2 reti a 1

marsiglia-napoli-tuttacronacaLa terza partita del Gruppo F vede schierati in campo, allo “Stade Vélodrome” di Marsiglia, gli uomini di Baup pronti ad affrontare gli 11 di Benitez. Il Marsiglia si presenta con un modulo 4-2-3-1 con Mandanda, N’Koulou, Morel, Diawara, Fanni, Cheyrou, Payet, Romao, Valbuena, Gignac, A Ayew. Il Napoli, in assetto 4-2-3-1, risponde con: Reina, Maggio, Fernández, Armero, Albiol, Callejón, Hamšík, Behrami, Inler, Higuaín, Mertens.

martens-tuttacronacaNei primi minuti di gioco è il Napoli a farsi in avanti, con Martens pronto a dirigere le azioni: già al secondo minuto guadagna una punizione che lui stesso batte: Mandanda salva la sua rete. All’8′, su assist di Hamsik, il belga calcia la sfera sopra la traversa. Altri tre minuti e sempre Martens crea la giocata: cede il pallone a Callejon che a sua volta serve Higuain: l’argentino è in fuorigioco. Bisogna attendere altri due minuti perchè il Marsiglia avanzi: Benoit Cheyrou manda a lato il pallone con una deviazione al volo. Al minuto successivo ancora un’azione per gli azzurri, ma Armero tira sull’esterno della rete. Al 25′ pericoloso il Marsiglia: Reina anticipa Gignac lanciato a rete di testa. Al 31′ Hamsik non riesce a servire Mertens dal limite dell’area di rigore: gli azzurri continuano a pungere anche se ancora non hanno avuto esito. Al 35′ Higuain spreca una palla in maniera clamorosa mentre si trova faccia a facca con Mandanda. Il Marsiglia soffre mentre i partenopei insistono con l’asse Hamsik-Mertens. Al 43′ il risultato si sblocca: assist di Higuain per Callejon, lo spagnolo in area di rigore finta il tiro di sinistro, inganna il difensore e beffa l’estremo difensore avversario con un destro preciso. 0-1! Negli ultimi due minuti di gioco arrivano due cartellini gialli che colpiscono Cheyrou e Payet, entrambi per fallo su Behrami.

Le squadre tornano in campo invariate alla ripresa. E’ subito il Marsiglia ad avanzare con Gignac che con un paio di dribbling mette in difficoltà la difesa poartenopea e guadagnando un angolo: sugli sviluppi dell’azione successiva Payet manda fuori di testa. Al 7′ arriva la prima sostituzione: Baup manda in campo Kassim Abdallah al posto di Rod Fanni. Subito dopo arrivano due episodi dubbi in area marsigliese: un tocco di mano di un difensore francese che sembra involontario e poco dopo Mertens viene agganciato da dietro e cade a terra. L’arbitro non concede il rigore. Dopo tre minuti anche Benitez cambia le carte: dentro Zapata e fuori Higuain. Ci prova Callejon al 20′, ma la posizione portiere francese para senza problemi. Due minuti e arriva il raddoppio degli uomini di Benitez: tacco di Mertens per Zapata che lascia partire un tiro a giro, pallone nel sette. 2-0!

Sei minuti dopo cambio per i francesi: esce Dimitri Payet, entra Florian Thauvin. Serie di cambi in rapida successione: per il Marsiglia Dimitri Payet e Gignac cedono il campo a Florian Thauvin Jordan Ayew. Anche Benitez opta per un cambio: Insigne prende il posto di Hamsik. Al 41′ accorcia le distanze il Marsiglia: Andrè Ayew  batte Reina con un gran tiro dal limite dell’area. 1-2!

Dopo due minuti l’autore del gol francese viene ammonito: fallo su Behrami. Dopo tre minuti di recupero arriva il triplo fischio: gli uomini di Benitez portano a casa tre punti preziosi dopo aver resistito agli ultimi, pericolosi attacchi dei francesi.

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Al Meazza arriva il triplo fischio: dignitoso pareggio del Milan

milan-barcellona-tuttacronacaI rossoneri ospitano i blaugrana per la gara valida per il terzo turno del girone eliminatorio di Champions League. Nota dolente per Allegri avere Balotelli in panchina: SuperMario entrerà in campo solo in caso di necessità se le cose dovessero mettersi male per il Milan. I padroni di casa scendono con la formazione che era stata preannunciata nel pomeriggio: Amelia; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa, Robinho, Kakà. Per il Barcellona, Martino schiera Valdes; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar.

champions-tuttacronacaParte subito all’attacco il Milan che spiazza gli spagnoli: già al 2′ Kakà guadagna un angolo mentre cinque minuti dopo viene annullato un gol a Muntari per fuorigioco. Al 9′ rossoneri in vantaggio: Robinho lotta con Piquè sulla trequarti, scambia con Kakà e mette il pallone in rete. 1-0!

Il Barcellona tenta la risposta ma i padroni di casa riescono a gestire bene gli spazi e a controllare gli avversari. Al 19′ punzione per Messi da posizione defilata sull’esterno della rete. Al minuto successivo Amelia arriva un un cross dell’argentino che però dopo tre minuti lo batte servito da un assist di Iniesta. 1-1!

Al 27′ si fa pericoloso Mexes con un colpo di testa che termina fuori di pochissimo. Stessa sorte per un tiro di Neymar che arriva cinque minuti più tardi: sono equilibrate le squadre in campo. La prima ammonizione arriva al 33′ e colpisce Sanchez per fallo su Kakà. Al 36′ ancora Neymar pericoloso, ma la palla schizza sopra la traversa. Al minuto successivo spreca clamorosamente Sanchez che tira tra le braccia di Amelia. Al 41′ arriva il primo cartellino giallo per i rossoneri: ammonito Montolivo per un fallo su Neymar. Altri due minuti e torna a farsi pericoloso Messi: ci pensa Zapata a chiuderlo in area. Ancora un minuto e Montolivo tenta il tiro: la palla finisce in tribuna. Brivi per il Milan al primo minuto di recupero: Neymar sfoggia uno splendido destro al volo ma la sfera è fuori per un soffio. Le squadre tornano agli spogliatoi sull’1-1.

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Alla ripresa, il Barcellona si mostra subito aggressivo ma al 6′ è Robinho a provarci. Incredibile errore per il brasiliano che liscia la sfera davanti a Valdes. Due minuti di gioco e Amelia fa un gran salvataggio su una conclusione ravvicinata di Iniesta. Subito dopo ancora chiamato in causa il portiere rossonero: in tuffo para un tiro da fuori di Xavi. Al 12′ pericoloso Kakà che però viene fermato al limite dell’area di rigore. Al 19′ è l’ora di Balotelli di entrare in campo: sostituisce Robinho. Al 22′ Constant tenta il tiro dalla lunga distanza: Balotelli per poco non è riuscito a mettere il piede sulla traiettoria. Subito dopo ci prova Kakà: tra le braccia di Tiro di Valdas. Risponde Adriano: svirgolato da pochi passi. Cambio per entrambe le squadre: per i rossoneri fuori Kakà e dentro Emanuelson, per gli spagnoli Sanchez lascia il posto a Fabregas. Al 33′ giallo per Muntari: falloso sulla metà campo. In questa fase è più il Barcellona ad avanzare ma il Milan difende bene nella sua metà. A 9′ dal termine ultimo cambio per Allegri: Poli al posto di Birsa. Anche gli spagnoli approfittano di una sostituzione: Pedro cede il campo a Neymar. Al minuto successivo giallo per Fabregas: un fallo in gioco pericoloso. Al 43′ batte una punizione Messi: la sfera s’infrange sulla barriera. Al primo minuto di recupero Mexes riesce a togliere la palla dalla testa di Fabregas e deviare in angolo: era una posizione pericolosa. Subito dopo Amelia salva ancora la sua porta: parata in due tempi su un tiro di Dani Alves. Termina in parità la partita dopo tre minuti di recupero: risultato più che equo per le due squadre che si sono tenute testa.

milan-tuttacronaca

Pioggia di sassi sul bus dei tifosi napoletani a Marsiglia…

MARSIGLIA_NAPOLI_PIETRE_BUS_TIFOSI_PARTENOPEI-tuttacronaca

Pioggia di sassi a poche ore di Napoli Olympique a Marsiglia. La tensione sale e alcuni autobus che portavano i tifosi napoletani allo stadio Velodrome sono stati colpiti da sassi. Un brutto gesto e alcuni finestrini rotti, oltre alla paura dei tifosi che erano sui mezzi. Ora si teme che ci possano essere ulteriori scontri.

Allegri ritrova Kakà: in campo stasera dal primo minuto

allegri-milan-champions-tuttacronacaArrivano i blaugrana questa sera allo stadio Meazza e Massimiliano Allegri potrebbe testare sul campo un modulo diverso: “Kakà? Sono contento di come si è mosso contro l’Udinese, ma ha ancora pochi minuti nelle gambe”, ha riferito il tecnico nella conferenza stampa di ieri. Oggi però il cambio di direttive: il brasiliano partirà titolare a discapito di Matri. A restare in panchina Balotelli, che potrebbe entrare però se la situazione precipitasse. In casa rossonera si respira comunque aria ottimista e sicuramente si sente più sereno anche il ct, che ieri ha ricevuto una telefonata di Berlusconi durante la quale è stato tranquillizzato sulla sua posizione. Il presidente, però, ha comunque avanzato una richiesta: che sia una gara offensiva. Queste le probabili formazioni:

Milan (4-3-3): Amelia; Abate, Zapata, Mexes, Constant; Montolivo, De Jong, Muntari; Birsa, Robinho, Kakà. A disposizioni: Coppola, Silvestre, Emanuelson, Poli, Nocerino, Matri, Balotelli. All.: Allegri

Barcellona (4-3-3): Valdes; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Adriano; Xavi, Busquets, Iniesta; Sanchez, Messi, Neymar. A disposizione: Pinto, Montoya, Puyol, Fabregas, Song, Pedro, Tello. All.: Martino

Napoli in campo contro il Marsiglia: una partita per lasciarsi alle spalle la Roma

Napoli-champions-tuttacronaca“In Champions con 12 punti sei qualificato, altre volte ne bastano 10. Non sappiamo quale è la nostra quota. Importante è vincere. Dobbiamo vincere! Questa deve essere la nostra idea.” E’ quanto diceva ieri Rafa Benitez, alla vigilia dell’incontro contro il Marsiglia che si giocherà questa sera allo “Stade Vélodrome” . I padroni di casa ha perso le prime due gare, contro Arsenal e Borussia Dortmund, mentre il Napoli ha totalizzato tre punti e occupa il secondo posto della classifica. Ma i partenopei sono anche reduci da una bruciante sconfitta all’Olimpico contro la Roma e cercano il riscatto sul campo. La grande incognita per quel che riguarda gli azzurri è lo stato di forma di Gonzalo Higuain, tenuto precauzionalmente in panchina contro la Roma ed entrato solo al 23′ della ripresa. L’argentino non ha ancora recuperato del tutto dall’infortunio alla coscia destra. Queste le probabili formazioni che vedremo scendere in campo: 

Marsiglia (4-2-3-1): Mandanda; Fanni, Diawara, N’Koulou, Mendy; Imbula, Romao; Payet, Ayew, Valbuena; Gignac. A disposizione: Samba, Morel, Abdallah, Lemina, Cheyrou, Thauvin, J. Ayew. All. Baup

Napoli (4-2-3-1): Reina; Maggio, Albiol, Fernandez, Armero; Behrami, Inler; Insigne, Hamsik, Callejon; Pandev. A disposizione: Rafael, Cannavaro, Mesto, Dzemaili, Mertens, Higuain, Zapata. All. Benitez

Brividi di paura durante Juve-Pavia: giocatore a terra senza sensi

degeri-juve-pavia-tuttacronacaE’ stato Luca Stefanini, medico della Juve, a ricostruire l’episodio che ha causato attimi di paura oggi allo Juventus Center, dove si giocava un’amichevole tra i bianconeri e la squadra di Lega Pro di prima divisione del Pavia. “Il giocatore, in una mischia, ha preso una involontaria ginocchiata in testa da Padoin ed è svenuto. Era incosciente, anche se non ha mai smesso di respirare. Gli abbiamo comunque messo il defibrillatore, ma per monitorarlo, non c’è stata alcuna scarica. Quando s’è ripreso non era lucido, poi sull’ambulanza ha cominciato a rispondere alle domande”. A terra il centrocampista 23enne del Pavia Lorenzo Degeri. Al momento dello scontro sono stati i giocatori a urlare di chiamare l’ambulanza. In seguito il giocatore è stato caricato sull’ambulanza e portato per controlli all’ospedale di Moncalieri.

Niente Nazionale per De Rossi: tendinopatia per il giallorosso

derossi-nazionale-tuttacronacaIniziato il ritiro a Coverciano per la Nazionale di Prandelli in vista delle sfide contro Danimarca e Armedia valide per i Mondiali e già un giocatore dovrà fare ritorno a casa. Si tratta del centrocampista giallorosso Daniele De Rossi al quale, durante la visita dal  medico degli azzurri Enrico Castellacci, è stata riscontrata “una tendinopatia all’inserzione dell’adduttore sinistro”. Il Ct ha deciso di lasciarlo a riposo in via precauzionale. Ancora assente Gigi Buffo, che gode di un permesso di qualche ora e raggiungerà il gruppo in serata mentre i tre giocatori del PSG, Sirgiu, Thiago Motta e Verratti, arriveranno domani. Questa la lista dei convocati da Prandelli:

Portieri
Buffon (Juventus), Marchetti (Lazio), Sirigu (Paris Saint Germain); 

Difensori
Abate (Milan), Astori (Cagliari), Balzaretti (Roma), Bonucci (Juventus), Chiellini (Juventus), De Silvestri (Sampdoria), Pasqual (Fiorentina), Ranocchia (Inter);

Centrocampisti
Aquilani (Fiorentina), Candreva (Lazio), De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Florenzi (Roma), Giaccherini (Sunderland), Marchisio (Juventus), Montolivo (Milan), Pirlo (Juventus), Poli (Milan), Thiago Motta (Paris Saint Germain), Verratti (Paris Saint Germain);

Attaccanti
Balotelli (Milan), Cerci (Torino), Gilardino (Genoa), Insigne (Napoli), Osvaldo (Southampton), Rossi (Fiorentina).

Lo striscione “Napoli Colera” che fa la sua apparizione al San Paolo

napoli_colera-tuttacronacaSono stati gli stessi supporters azzurri a esporre in curva uno striscione con la scritta “Napoli Colera”, chiara provocazione per quanto accaduto nelle ultime partite, con i cori razzisti rivolti proprio a loro. I tifosi partenopei hanno poi anche allusivamente avanzato la proposta: ora chiudeteci la curva. L’iniziativa degli ultras ha suscitato non poche polemiche, nonostante fosse loro intenzione dimostrare solidarietà ai supporters del Milan e dell’Inter che si sono visti squalificare le proprie curve per discriminazione territoriale.

Il pub distrutto a Londra: i tifosi napoletani organizzano una colletta

napoli-arsenal-pub-tuttacronacaE’ Canale Napoli a tornare sulla vicenda del pub londinese, il Pierbury Corner, sfasciato dai tifosi del Napoli in occasione dell’incontro contro l’Arsenal. Prima la notizia ha fatto il giro del mondo, poi sono arrivate le minacce dei tifosi inglesi, ora, così sembra, il “lieto” epilogo. Mentre proseguo le indagini delle autorità inglesi, il proprietario si trova però a fare i conti con i danni riportati dal suo locale. E i napoletani si sono distinti: una piccola cerchia di tifosi ha infatti organizzato una colletta per ripagarlo. Il proprietario avrebbe dichiarato: “Accettiamo le scuse dei tifosi del Napoli, sappiamo che quei trenta che hanno fatto irruzione qui non c’entrano niente con i veri fan del Napoli.“

I tifosi dell’Arsenal minacciano i napoletani: “Vi uccideremo”

piebury-corner-arsenal-napoli-tuttacronacaI tifosi azzurri hanno lasciato il segno a Londra, nei pressi dello Stadio Emirates, in occasione del match Arsenal-Napoli, distruggendo il pub Piebury Corner. E ora i tifosi inglesi, o presunti tali, minacciano ritorsioni in vista della gara di ritorno, che si giocherà al San Paolo l’11 dicembre e chiuderà il girone di Champions League. Online circola infatti il messaggio “Vi uccideremo”, frase che lascia presagire che la partita potrebbe trasformarsi in “guerra” lungo le strade del capoluogo campano. Le immagini del pub inglese devastato ha fatto il giro del mondo: certo non una buona pubblicità per l’Italia.

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