Incendio ad Idaho City: un pezzo di Storia degli Usa ridotto in cenere

Le fiamme divampate ad Idaho City alle 2.45 della notte del 5 maggio, le 10.45 di mattina in Italia, hanno distrutto alcuni edifici storici della piccola città dell’Idaho, a circa 58 km dalla capitale, Boise. Forse per noi italiani è difficile comprendere quanta storia possa cancellare il fuoco se si parla di una città fondata nel 1862, ma in una Nazione che sente di non avere un passato, il XIX secolo appartiene a un tempo remoto. Quello che è andato in fumo la scorsa notte, in questa cittadina storica, sono alcuni degli edifici catalogati nei registro dei siti d’interesse nazionale. E con loro tutte le memorie che erano conservate tra quelle travi di legno. Le cinque attività completamente distrutte sono il locale Calamity Jayne’s, da dove si sono propagate le fiamme, il Sarsaparilla Ice Cream Parlor, un negozio di fiori, uno di antichità e un negozio di foto d’epoca, tutti collegati sotto un unico tetto. L’incendio ha riportato in vita vecchi ricordi: l’intera città era stata infatti devastata dal fuoco prima nel 1865 e poi nel 1867. Passando a tempi più recenti, nel 2004 era stato divorato dal fuoco il ristorante Donna’s Place, che sorge dall’altro lato della strada rispetto agli edifici bruciati nella notte. Il locale, ricostruito, ha subito la stessa sorte nel 2010. Skyp Meyers, proprietario dell’attività assieme alla moglie Donna, nelle scorse ore non ha potuto far altro che ricordare la tragedia che li aveva colpiti dimostrando di continuare ad avere speranza nel futuro. “Spero che possano ricostruire e fare la stessa cosa che abbiamo fatto noi, tornare ed essere come la fenice, rinascere dalla cenere ed essere ancora forti”.

Idaho City, con le sue strutture di legno, con la polvere delle sue strade, con le sue lapidi sbrecciate nel vecchio cimitero, ti porta a rivivere tempi lontani, tempi in cui ancora esisteva un Sogno Americano, quello che in tanti hanno potuto realizzare con il loro sudore e la loro determinazione. Ora, nel 2015, quel Sogno sembra non esistere più ma la voglia di continuare a lottare persiste ancora e la si respira in questi piccoli centri. E’ qui che, quando i turisti ripongono le macchine fotografiche e riprendono la strada, gli abitanti del luogo camminano tra i fantasmi dei loro antenati e li aiutano a rivivere trovando in loro la forza per combattere ogni giorno contro le avversità, contro la povertà, contro l’apatia che impedirebbe loro di continuare a cercare il loro Sogno. Forse non quello Americano, ma quello Personale.

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Cuore e coraggio di mamma… leonessa!

leonessa-cucciolo-tuttacronacaHa appena nove settimane il suo cucciolo e quando lei ha visto che il letto di un fiume completamente asciutto nella riserva del Masai Mara in Kenya si stava rapidamente riempiendo a causa delle forti piogge non ha esitato. La mamma leonessa, nonostante l’atavica paura dei felini per l’acqua, ha preso il suo piccolo con sè e ha sfidato il corso del fiume per portare entrambi al sicuro.

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Il lieto annuncio di Scarlett Johansson: presto mamma

scarlett-johansson-incinta-tuttacronacaEra il novembre 2012 e Scarlett Johansson, fresca di divorzio da Ryan Reynolds, conosceva il giornalista francese Romain Dauriac. I due si dividono tra Parigi e New York ma al momento non si parla di matrimonio. Anzi. Negli ultimi mesi l’attrice, a chi le chiedeva quando avrebbe sposato il compagno, replicava sempre di essere innamoratissima ma ancora libera come l’aria. Ma ora, dopo l’assenza “ingiustificata” nella notte degli Oscar, la rivelazione: Scarlett è in attesa del primo figlio. Nei mesi scorsi alla comparsa dell’anello di fidanzamento tutti si aspettavano l’annuncio delle nozze ma Scarlett ha sempre dichiarato di non avere fretta. Continuerà a pensarla così?

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Lo spettacolo del ghiaccio: come cambiano le cascate del Niagara

niagara-gelate-tuttacronacaLa morsa del gelo che stritola gli Stati Uniti cambiano l’aspetto anche di una delle mete più amate dai turisti: le cascate del Niagara. Com’era già accaduto a inizio anno, infatti, sono tornate a ghiacciarsi, regalando un incredibile spettacolo.

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Un po’ di tricolore in casa Apple: il nuovo direttore finanziario è un italiano

luca-maestri-apple-tuttacronacaIl senior vice president Peter Oppenheimer, che da dieci anni ricopre la carica Cfo, il direttore finanziario, di Apple, si ritirerà entro settembre. Nel renderlo noto, il colosso ha anche comunicato chi prenderà il suo posto: l’italiano Luca Maestri, sul campo da oltre 25 anni. Maestri, laureato alla Luiss University di Roma e con un master in “Science of Management” alla Boston University, è cresciuto lavorando presso GM, Xerox e Nokia-Siemens. Peter Oppenheimer ha contestualmente acquisito una posizione nel Cda di Goldman Sachs e passerà il ruolo di Cfp a Luca Maestri già nel mese di giugno. Dopo Ron Johnson e Scott Forstall questo è il terzo addio dai piani alti di Cupertino a seguito della scomparsa di Steve Jobs. Tim Cook, amministratore delegato di Apple, ha detto: “Peter e’ stato chief financial officer nell’ultimo decennio durante il quale i ricavi annuali di Apple sono cresciuti da 8 miliardi di dollari a 171 miliardi di dollari. La sua leadership e la sua esperienza sono state strumentali al successo di Apple, non solo come chief financial officer ma in molte aree al di là della finanza”. Quindi ha lodato Maestri: “Quando lo abbiamo assunto sapevamo che sarebbe stato il successore di Peter. Il suo contributo ad Apple è già stato significativo e si è rapidamente guadagnato il rispetto dei colleghi”

Polemica in rete: la foto della bimba che imbraccia il fucile

bimba-fucile-tuttacronacaNegli Usa continua il dibattito sulle armi e intanto un padre posta la foto della propria bimba di appena sei mesi con un mitra in braccio. Lo scatto è parso innocente a qualcuno, mentre altri hanno subito criticato l’iniziativa, anche perchè il luogo dov’è stata scattata la foto dista nemmeno mezz’ora da Newtown, la cittadina dove nel 2012 avvenne la strage alla scuola Sandy Hook. Un solo post, quindi, e la bufera si è scatenata. La bimba stava con il padre in un’armeria della cittadina di Woodbridge quando è scattata la ‘prova-peso’ del fucile. Il padre ha raccontato alla locale tv: “La piccolina si è naturalmente impadronita dell’arma quando io cercavo di capire quanto pesasse. Non c’è niente di male in quello che ho fatto”. La foto è poi passata dalla pagina Facebook del padre di Genevieve a quella della Woodbridge Firearms Trading, l’armeria.

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Inconvenienti della diretta: lo spazzaneve travolge il reporter

reporter-neve-tuttacronacaIl maltempo è tornato a colpire la costa orientale degli Usa e il giornalista di Fox29 Steve Keeley è sceso in strada per mostrare la situazione. In diretta da Philadelphia, però, si è imbattuto nel classico “inconveniente”: durante il suo servizio sul maltempo, infatti, è stato sepolto dalla neve spostata da un mezzo che stava pulendo le strade. Il giornalista ha proseguito tuttavia la sua diretta, apparendo anche divertito. 

I Boy Scouts boicottati dalla Disney: “Sono omofobi”

principi-gay-tuttacronacaI Boy Scout hanno deciso di non nominare ragazzi gay tra i capi e così la Disney ha deciso di boicottare l’associazione negandole l’accesso alsuo programma VoluntEARS, che permette ai propri dipendenti di offrire ore di lavoro volontario in cambio di soldi in contanti con cui finanziarie varie iniziative di beneficenza gestite dagli Scout. In poche parole, a Topolino&Co. non è bastato che gli Scout abbiano deciso di ammettere giovani omosessuali e questo perchè ancora vige la messa al bando per quanto riguarda i vertici dell’organizzazione. La decisione non dovrebbe tuttavia sorprendere visto che la Disney ha linee guida chiare: non si concedono finanziamenti a un’associazione se “discrimina nella prestazione di servizi illegalmente o in modo incompatibile con le politiche della Disney sulla base della razza, religione, colore, sesso, nazionalità, età, stato civile, capacità mentale o fisica, o l’orientamento sessuale”. Spiega l’Huffington Post:

Il danno per gli scout è di quelli che fanno male: gli impiegati della Disney, nel solo 2010, hanno raccolto 4,8 milioni dollari con 548.000 ore di volontariato. Canta vittoria Deena Fidas, direttore del settore uguaglianza della Human Right Campaign. “La decisione della Disney – osserva – è molto importante per il mondo dei ragazzi. Il fatto che si sia dissociata agli scout amplifica il messaggio che intende mandare alle giovani generazioni”.

In un recente rapporto, la Human Right Campaign fa sapere che la maggior parte delle prime 500 aziende americane, nella classifica di Fortune, di recente ha adottato politiche di protezione e tutela dei propri impiegati sulla base del loro orientamento sessuale.

Ma gli Scout non hanno perso solo i finanziamenti della Disney. La stessa decisione è stata presa anche da colossi economici come la Lockheed Martin, la Caterpillar, la Major League Soccer che è la lega del calcio americano, la Intel e l’Ups. E altre aziende stanno decidendo in tal senso, tra cui giganti come Alcoa e AT&T. Difficile non pensare a quanto detto da Obama durante il discorso di insediamento per la rielezione: “Il nostro viaggio non sarà finito fino a che i nostri fratelli e sorelle gay non saranno trattati come tutti gli altri per legge”. Il presidente aggiunse quindi: “Se siamo davvero creati uguali allora anche l’amore che noi promettiamo ad un’altra persona deve essere uguale”.

L’inverno infinito degli Stati Uniti: Washington D.C. paralizzata dalla neve

neve-usa-tuttacronacaGli Stati Uniti stanno ancora combattendo contro il gelo mentre nuove bufere di neve imperversano sulle coste del nord est. Tra le zone messe a dura prova, anche quella di Washington D.C, dove sono previsti oltre 20 centimetri di neve. Nella capitale sono già stati chiusi uffici e scuole mentre il traffico aereo ha subito enormi disagi: oltre duemila i voli cancellati, con ripercussioni su tutti gli aeroporti a livello nazionale. Per questa volta “salve” New York e Boston, dove sono caduti solo pochi fiocchi. Abbondanti nevicate sono previste anche in New Jersey e in Pennsylvania, mentre il ghiaccio sarà il problema principale del Midwest con la circolazione stradale resa particolarmente pericolosa a causa del manto stradale scivoloso. E il ghiaccio è responsabile della morte di una 13enne in Missouri, dopo che il veicolo su cui viaggiava è sbandato e si è ribaltato. Diverse decine di migliaia anche i residenti rimasti al buio, in particolare in Ohio il blackout ha interessato oltre 40mila abitazioni.

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I Grandi laghi ghiacciati: non c’è tregua per gli Stati Uniti

laghi-ghiacciati-tuttacronacaGli Stati Uniti non riescono a liberarsi dall’incubo del maltempo e una nuova ondata di gelo sta aggredendo vaste zone. La nuova offensiva ha portato con sè temperature rigide che in queste ore fanno tremare gli stati centrali e orientali degli States. I Grandi laghi sono nuovamente ghiacciati per il 90% della loro superficie.

La seconda vita dei personaggi famosi: diventano hipster!

hipster-tuttacronacaE’ il Daily Mail a parlare dell’idea venuto all’artista Cheyenne Randall, che si è chiesta come sarebbero alcuni personaggi famosi se solo avessero sposato la cultura hipster. Ecco allora che Kate e Willi, Marilyn Monroe, John Lennon e perfino John e Jakie Kennedy, tra gli altri, appaiono tatuati, con i capelli colorati e vestiti con le magliette con le immancabili citazioni:

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Cita McDonald’s per un milione e mezzo di dollari… per un tovagliolo!

mcdonalds-risarcimento-tuttacronacaE’ il tabloid americano Tmz a riportare una vicenda che risale al 29 gennaio. Webster Lucas si era recato in un McDonald’s di Pacoima, in California, dove ha ordinato un panino. Quando gliel’hanno portato, però, l’uomo si sarebbe sentito respingere la richiesta di un tovagliolo “anche per motivi di odio  razziale”. E’ quanto sostiene lui, che è nero, mentre il manager del fast food che lo avrebbe offeso è un cittadino americano di origini messicane. Lucas sostiene che, avvicinatosi al banco per chiedere un tovagliolo er il suo panino Quarter Pounder Deluxe è stato respinto bruscamente da uno degli addetti del locale. A quel punto se n’è lamentato via email con il general manager McDonald’s, Leticia Barrera, dicendo di non essere in grado di lavorare a causa dell’”angoscia” scaturita dall’episodio. L’azienda si è scusata e ha detto di volersi impegnare è perché simili episodi non si ripetano ma l’uomo ha citato in giudizio l’azienda per un milione e mezzo di dollari per quanto avvenuto.

L’eruzione solare regala uno spettacolo inatteso alla Gran Bretagna

aurora-boreale-tuttacronacaNei giorni scorsi è stata registrata un’eruzione solare di classe x, la più alta su una scala di 5 gradi di potenza, da rendere visibile il fenomeno dell’aurola boreale anche a latitudini dove di solito non si verifica. E’ il caso delle contee di Norfolk, Essex e Cumbria, nell’Inghilterra del Nord, e Scozia. Qui il cielo si è tinto dei toni verdi e rossi tipici del fenomeno atmosferico caratteristico dei paesi nordici.

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Video shock! Ucciso da 5 poliziotti che lo schiacciano a terra

poliziotti-uccidono-uomo-tuttacronacaE’ morto a 44 anni Louis Rodriguez, tra le urla disperate della moglie che nel sobborgo di Moore, a Oklahoma City, che riempivano l’aria. A nulla sono servite le suppliche della donna: cinque poliziotti hanno ammanettato l’uomo e gli sono saliti sopra, premendogli la testa e il corpo sul manto stradale. Il video pubblicato negli Usa mostra una scena di una violenza inaudita, nel quale la vittima è ormai immobilizzato e inoffensivo. “Per favore qualcono mi dica che mio marito è vivo!”, urla la donna, quando al marito già hanno spruzzato anche lo spray al peperoncino.  La moglie ha ripreso l’intera scena con il suo telefonino e si sentono le sue grida: “Lo state ammazzando, così uccidete mio marito!”. Su tre dei cinque agenti è stato disposto il fermo amministrativo dopo il fatto accaduto di fronte a un cinema del quartiere.  Michael Brooks-Jimenez, legale della famiglia Rodriguez, ha detto che la vittima non aveva fatto nulla per scatenare gli agenti: “Louis non aveva commesso reati, non era armato, non aveva né armi né pistole, eppure qualla notte ha perso la vita”. Jerry Stillings, capo del dipartimento di polizia di Moore, ha dichiarato che gli agenti sono intervenuti in seguito a una chiamata per lite domestica e che l’uomo non si era dimostrato collaborativo con i poliziotti. Nel video si può ascoltare come la moglie dica agli agenti che il marito non è un tipo violento e che la lite che ha fatto scattare la chiamata degli agenti era stata tra lei e la figlia 19enne.

L’eruzione solare da record: la macchia solare sorvegliata speciale

eruzione-solare-tuttacronacaLa Nasa, grazie a Iris, ha osservato un’eruzione solare da record: si è trattato di un evento di classe X, la più alta su una scala di 5 classi di potenza, ed è stata la più violenta e intensa registrata da gennaio 2014 e dall’inizio dell’attuale ciclo solare. Sulla Terra, però, non si temono tempeste magnetiche. Spiegano gli gli scienziati del programma Space Situational Awareness (Ssa) dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) : “Gli effetti sono mitigati dalla posizione in cui è avvenuta l’eruzione, vicino al lembo sud-orientale del Sole, e non di fronte alla Terra”. Lo sciame di particelle solari che è stato emesso dall’eruzione si espande alla velocità di 2.000 chilometri al secondo non è quindi diretto verso il nostro pianeta. Se al contrario lo fosse, spiegano gli esperti, le conseguenti tempeste geomagnetiche che si verificherebbero potrebbero causare problemi ai voli, danni seri alle comunicazioni e agli elettrodotti. I meteorologi spaziali continuano comunque a monitorare la zona dov’è avvenuta l’eruzione: potrebbero infatti essercene altre e la macchia solare che l’ha generata, chiamata AR1967, a causa della rotazione del Sole, nei prossimi giorni si troverà di fronte alla Terra.

L’allarme che arriva dagli Usa: “I selfie fanno aumentare i pidocchi”

selfie-tuttacronacaSono stati gli ambulatori (privati) specializzati nella rimozione dei pidocchi a lanciare il nuovo allarme made in Usa: i selfie hanno la conseguenza di far aumentare i pidocchi tra i teeenager. Ecco allora che l’invito è di far ripulire bimbi e adolescenti dai parassiti per evitare che possano saltellare da una testa all’altra quando i ragazzini le avvicinano davanti a uno smartphone per immortalare il momento. Marcy McQuillian, in un’intervista ad un sito di San Francisco, ripresa in un articolo che l’Huffington Post dedica alla vicenda, ha detto: “Solitamente tratto bambini piccoli, perché per loro c’è un maggiore rischio che le teste vengano a contatto, ma ora gli adolescenti avvicinano le teste ogni giorno per scattare le foto con i cellulari”. Anche per un’altra “spidocchiatrice” professionista, di un ambulatorio di Oakland, questa tesi “è plausibile”, dal momento che per la diffusione dei pidocchi è necessario “il contatto diretto”. Ovviamente c’è anche chi si discosta da questa tesi. Tra questi anche il dottor Richard Pollack, della School of Public Health dell’università di Harvard, responsabile di un sito che aiuta ad identificare e combattere i diversi tipi di parassiti umani, IdentifyUs. Lo scienziato ricorda che gli adolescenti hanno sempre avuto i pidocchi e non c’è nessuna prova del legame con gli autoscatti. Per Pollack si tratta di una mossa pubblicitaria di questi centri di rimozione dei pidocchi: “ogni volta che apre un nuovo centro, sembra sempre che ci sia una nuova epidemia, fa bene ai loro affari”.

Studentessa hard: gira film porno per pagarsi l’università

studentessa-porno-tuttacronacaLei è una studentessa al primo anno alla Duke University e nel tempo libero lavora come attrice porno per pagarsi gli studi. Non è la prima nè l’unica studentessa che sceglie questa strada per avere la possibilità di sostenere le costose rette universitarie americane, solo che lei “è stata scoperta”. Pur lavorando con uno pseudonimo, infatti, alla fine la sua identità è venuta alla luce e i compagni di studi hanno iniziato prima a parlarne e poi a insultarla sui social network. La giovane, tuttavia, non si è lasciata spaventare da questa situazione e, davanti alle offese, ha deciso di rilascare un’intervista al Duke Chronicle, il giornale dell’università. Ha ammesso di essere un’attrice porno spiegando di non vederci nulla di degradante “Lo faccio perché mi piace. Alla fine di ogni scena mi sento più forte, perché ho la sensazione di essere una donna che ha deciso di essere padrona della sua sessualità, contro tutti i pregiudizi”. Il pragmatismo della giovane Lauren ha inevitabilmente aperto il dibattito negli Usa, dove la retta universitaria può arrivare a costare 60mila dollari l’anno, cosa che costringe molti a fare debiti che peseranno per una vita intera. O a darsi al porno.

Allarme in California, 20 bambini paralizzati da un’infezione

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E’ scattato l’allarme in California dove 20 bambini sono stati colpiti da un’infezione sconosciuta, simile alla poliomielite, che li ha paralizzati. Ora i loro casi saranno portati al meeting annuale della American Academy of Neurology a Philadelphia nella speranza che una sinergia di esperti possa trovare una risposta. Due dei bambini californiani paralizzati (di eta’ compresa tra i due e i 16 anni) sono risultati positivi a un virus molto raro, l”enterovirus-68′, un agente infettivo che pero’ – a differenza degli altri enterovirus piu’ comuni – e’ stato in precedenti studi associato a sintomi simili a quelli della poliomielite. Per gli altri bambini, invece, nessuna causa possibile è stata accertata finora. Peraltro, essendo i casi riportati su una distanza di circa 160 chilometri, potrebbe non trattarsi di un singolo focolaio di infezione. Altri casi simili sono stati accertati in bambini in Asia e Australia. ”Vogliamo sottolineare però che questa sindrome sembra essere molto, molto rara – dichiara uno dei medici che hanno riportato i casi, Keith Van Haren della Stanford University a Palo Alto. Se un genitore si accorgesse di sospetti sintomi di paralisi in un bambino, il piccolo deve essere subito visitato da un medico”. E’ altresi’ importante ricordare, spiegano che in genere gli enterovirus piu’ comuni danno blanda sintomatologia respiratoria e/o intestinale.

Satana assomiglia a Obama e viene tagliato

obama-tuttacronaca-Mohamed Mehdi Ouazanni

Quel Satana, interpretato dall’attore marocchino Mohamed Mehdi Ouazanni, quasi un sosia del presidente degli Usa – nella mini-serie sulla Bibbia andata in onda su History Channel – aveva sottratto popolarità anche a Gesù. Lo scandalo ci aveva messo poco a viaggiare sul web tanto che si è reso necessario tagliare tutte le scene con Satana. Il produttore Roma Downey nell’intervista rilasciata a Hollywood Reporter ha confermato di avere eliminato la parte sostenuta dall’attore marocchino:”Per il film Son of God ho voluto concentrare l’attenzione solo su Gesù, perciò, abbiamo eliminato la figura del diavolo che non ha più spazio nello schermo. Infatti dopo l’andata in onda della serie la cotroversia sulla comparsa di Satana somigliante al presidente Obama aveva messo in ombra il messaggio religioso. Tutti parlavano di Satana e non di Gesù”.

 

 

Allarme Usa: economia minacciata dall’alto indebitamento per le rette universitarie

università-usa-tuttacronacaIl marcato immobiliare ma non solo: l’intera economia Usa è minacciata dall’elevato livello di indebitamento raggiunto da milioni di studenti americani. I giovani, infatti, si trovano costretti a contrarre mutui sempre più onerosi per pagarsi il college. L’allarme viene lanciato dal Washington Post. Il quotidiano spieega che la ripresa viene messa a rischio da un’intera generazione di universitari che non sa nemmeno cosa sia il risparmio, e a cui, in particolare, sarà quasi impossibile acquistare una casa. La Mortgage Bankers Association ha infatti svolto uno studio i cui dati sono chiari: il numero dei mutui accesi negli Usa per l’acquisto di una casa ha fatto registrare negli ultimi quattro mesi un calo del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un campanello d’allarme. Anche perchè coloro che acquistano per la prima volta un’abitazione, categoria fondamentale per lo sviluppo del mercato immobiliare, sono stati nel corso dell’ultimo anno solo un terzo del totale degli acquirenti. Si tratta di un numero ben al di sotto della media storica. Molti esperti attribuiscono il trend in gran parte proprio a quelle rate che affliggono i giovani che si iscrivono all’università. Del resto lo stesso presidente Obama ha più volte denunciato il fatto, chiedendo con forza alle Università di prevedere rette più contenute. E varando misure per agevolare gli studenti più disagiati. Evidentemente non è ancora sufficiente con gli osservatori che temono che questa situazione di forte indebitamento dei giovani possa portare a provocare un danno enorme alla ripresa dell’economia americana. Il Washington Post, che sottolinea anche che negli ultimi 10 anni i salari per i giovani laureati siano diminuiti, scrive ancora: “Il debito degli studenti è triplicato in un decennio, e ora ammonta a più di mille miliardi di dollari”. I due fattori, congiunti, non solo impediscono di risparmiare ma anche di accedere a nuovi prestiti. Non solo: è destinato a incidere sempre di più ed ”in maniera straordinaria” sul fronte dei consumi. Nel frattempo, come ha resto noto la Federal Reserve di New York, il livello di indebitamento delle famiglie americane – dai mutui alle carte di credito, dai prestiti per l’acquisto di un’auto alle rette pagate dagli studenti – è salito tra ottobre e dicembre di 241 miliardi di dollari (+2,1%). Il livello complessivo dell’indebitamento è così balzato a  livelli pre-crisi: oltre 11.000 miliardi di dollari. L’ultimo aumento di una tale portata si era registrato nel 2007, prima della grande recessione. Secondo il Wall Street Journal, il dato può essere letto come una ripresa della fiducia dei consumatori. L’aumento, in particolare, è stato di 180 miliardi di dollari dall’ultimo trimestre 2012, il primo aumento anno su anno dalla fine del 2008, quando il livello di indebitamento delle famiglie americane raggiunse un picco di oltre 12.000 miliardi di dollari.

Firmate! Alex lancia una petizione: “vogliono uccidere il mio cane”

alex_kaftan-mars-tuttacronacaAlex Kaftan è uno studente italoamericano da poco trasferitosi a Lincoln, una piccola cittadina del Nebraska, per frequentare l’università locale. Il giovane è partito assieme al suo cane Mars, un lupo cecoslovacco, ma giunto sul luogo ha scoperto che nella cittadina quella razza è considerata pericolosa e inaccettabile e in quanto tale va soppresso perchè “derivante da un incrocio con il lupo”. Un amico di Alex, Alessandro Neroni, ha spiegato all’Adnkronos: “Un giudice locale gli ha concesso pochi giorni per liberarsi del suo cane. In caso contrario, ci avrebbe pensato il comune stesso, uccidendolo. L’ultimatum è scaduto il 17 febbraio scorso e solo l’intervento di una famiglia che abita fuori Lincoln ed ha preso a cuore la sorte di Mars ha evitato il peggio”. Ora in rete circola una petizione per far sì che i due non siano divisi per sempre: “Alex a Lincoln vive solo con Mars e non ha nemmeno un’auto che gli permetta di allontanarsi dalle vicinanze della sua università, andando a vivere oltre i confini di Lincoln – spiega – Mars, che ho frequentato personalmente quest’estate qui in Italia dove Alex trascorre abitualmente le sue vacanze, è, come tutti i lupi cecoslovacchi che conosco, un cane mite e dolcissimo, con un amore profondo per il suo giovane padrone. Solo una massiccia ondata di firme alla petizione di Alex potrà riunire il ragazzo e il suo amatissimo cane. Vi prego con tutto il cuore di aiutare Alex mandando più firme possibili.”

Scatta l’allarme negli Usa: possibili atti di terrorismo

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Allarme terrorismo sui voli diretti per gli Stati Uniti. Il Dipartimento della sicurezza interna americana sostiene di avere “elementi certi” su una minaccia di attentato, attraverso uso di esplosivo nascosto in scarpe o tamponi. E lancia un appello per un potenziamento dei controlli negli aeroporti.

Scontro tra titani! Times vs New York Times: “La Regina è o no una mantenuta?”

regina-elisabetta-tuttacronacaL’attacco era partito dal New York Times, che aveva accusato Elisabetta II, e con lei la famiglia reale inglese, di essere, in pratica, una mantenuta. Questo perchè graverebbe sulle casse statali e sui contribuenti nonostante il suo patrimonio personale le permetta di essere annoverata tra le persone più ricche del mondo. Il Times si è all’opposto schierato in difesa della regina pubblicando un pezzo dal titolo: ‘L’America apre il fuoco contro la regina del Welfare’. Il quotidiano, in un lungo articolo, ha citato esperti, da monarchici a costituzionalisti, che mettono in evidenza come l’autore dell’intervento pubblicato dal New York Times confonda le spese necessarie per ricoprire l’incarico ufficiale e lo stile di vita privato della famiglia reale. Non solo: il times ha interpellato anche Hugo Vickers, biografo della regina, che ha evocato il “forte e genuino amore per il capo di Stato” sottolineando che “altri Paesi darebbero quanto di più prezioso per avere un capo di Stato come il nostro”, e ancora, sulle spese in particolare, assicura: “la regina è molto parsimoniosa”. In realtà l’articolo che attacca la regina arriva sì dall’America ma è stato redatto dal britannico Kenan Malik che ha tratto spunto da un recente rapporto in cui emerge come il palazzo reale abbia speso nel 2013 in maniera eccessiva, troppe uscite rispetto alle entrate prosciugando le riserve che hanno toccato il livello storicamente più basso. Il fatto ha allarmato se non l’intera Westminster almeno una parte, tanto che una commissione parlamentare ha invitato a una maggiore oculatezza e attenzione nella gestione delle finanze a palazzo.

Giallo a Manhattan: il cadavere di uno stilista italoamericano nel fiume Hudson

michele-savoia-tuttacronacaEra noto per aver vestito le grandi star, tra le quali Robert de Niro, Mickey Rourke, Ricky Martin e Chris Noth, lo stilista newyorkese ma di origini italiane Michele Savoia. Il cadavere del 55enne, visto l’ultima volta giovedì, in occasione di una festa organizzata da Paris Hilton, il suo cadavere è stato ritrovato nelle acque del fiume Hudson, a Manhattan, non lontano dallo yacht in cui viveva attraccato a Chelsea Piers. Savoia, proprietario dell’atelier “House of Savoia”, era noto come “The Tailor”, “il sarto”, ed era specializzato soprattutto nella realizzazione di capi retrò stile anni ’30. Lui stesso amava raccontare che si trattava di un gusto ereditato dal nonno italiano, immigrato in New Jersey. Oltre a vestire diverse star Savoia ha anche realizzato i costumi di alcune produzioni cinematografiche e di musical di Broadway, tra cui il revival di ‘Evita’. Ora la polizia indaga per scoprire se si tratti di suicidio o omicidio. Stando alle testimonianze di amici e conoscenti, Savoia aveva ultimamente difficoltà economiche, tanto che di recente era stato costretto a vendere per 5.000 dollari la sua adorata Harley Davinson al banco dei pegni.

Pizza per tutti: dura tre anni e non ha bisogno di frigo

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Mangereste una pizza che dura tre anni e non ha bisogno di frigo o congelatore per essere conservata? Ebbene i militari americani ne vanno pazzi e sono felici che finalmente la pizza sia stata introdotta nelle cosiddette razioni K cioè nei Meals ready to eat, pasti pronti da mangiare, che vengono distribuiti nelle zone di guerra dove non è possibile attrezzare una cucina da campo. Prima dell’introduzione della pizza erano gli spaghetti la portata più richiesta nelle razioni K, ma al confronto con la pizza hanno dovuto cedere il passo:   «La pizza è la pietanza più richiesta – ha detto Michelle Richardson, esperta di alimentazione presso la U.S. Army Natick Soldier Research, Development and Engineering Center – ma ci sono voluti anni prima di trovare la ricetta giusta, perchè nel tempo la mozzarella e il pomodoro penetrano nell’impasto facendolo ammuffire».  Il problema è stato risolto usando ingredienti cosiddetti umettanti come zucchero, sale e sciroppi che si legano con l’acqua e non fanno arrivare i condimenti all’impasto. Buon appetito?

L’italiano che entra nella storia del basket Usa: Marco Belinelli

Three Point Contest'-belinelli-tuttacronaca”Questo è veramente un sogno che si avvera. Ricordo quando Larry Bird vinse questa gara: ora l’ho vinta io, non so descrivere quello che provo”. Sono queste le parole del 28enne Marco Belinelli, primo italiano a vincere il ‘Three Point Contest’, una delle gare più attese e spettacolari dell’All Star Game Nba. La guardia di San Giovanni in Persiceto, in forza agli San Antonio Spurs, è entrato nella storia non solo del basket ma anche dello sport italiano. Belinelli, che per aggiudicarsi il titolo ha battuto Bradley Beal, gioca nella Nba dal 2007, lui che a soli 15 anni centrava canestri per la Virtus Bologna di Ettore Messina e che in America ha incontrato nuovamente l’ex compagno Manu Ginobili.

Dopo la squadra bolognese e il debutto giovanissimo in serie A, Belinelli è passato allo Fortitudo, conquistando lo scudetto nel 2005. Dopo di che il volo oltreoceano e un primo impatto non dei migliori: con i Golden State Warriors non gioca che per pochi minuti, ”Ma io non ho mai pensato di tornare indietro – ha raccontato di recente – ho sempre avuto bene in testa il mio obiettivo, sapevo che non sarebbe stato facile. Quando non giocavo avevo un solo modo per convincere l’allenatore, continuare a lavorare al massimo in allenamento per farmi trovare pronto alla prima occasione”. E il suo momento arriva l’anno successivo “grazie” agli infortuni altrui: Marco si ritrova finalmente sotto canestro e riesce immediatamente a convincere anche i tifosi, forte dei quasi 9 punti di media. Ma i momenti duri non sono terminati per lui: l’anno successivo è ai Toronto Raptors con i quali non riesce a ritagliarsi un posto da protagonista. ”L’anno più difficile, da dimenticare”, commenta il giocatore. Ma la guardia azzurra non demorde e riesce finalmente a brillare grazie agli New Orleans Hornets, che gli mostrano subito grande fiducia. Belinelli entra in quintetto (tra i suoi compagni anche Chris Paul), gioca da protagonista e centra i play off. Resta due anni agli Hornets prima della firma con i Chicago Bulls, la squadra che è stata di Michael Jordan. Centra i play off e diventa il primo italiano a superare il primo turno. La scorsa estate la firma con San Antonio, squadra vice campione in carica. Gli Spurs gli offrono un contratto importante e un ruolo di primo piano nel sistema di coach Popovich: ”Un duro, urla ma sa costruire un gran rapporto con i suoi giocatori. Ha un debole per l’Italia e spesso parliamo di vini”. In squadra trova anche il suo amico Ginobili e campioni del calibro di Parker e Duncan. Marco continua a dare il meglio di sè fino a diventare il primo italiano a guidare una classifica individuale (quella del tiro da tre punti) e lo scorso 2 gennaio, contro New York, segna 32 punti, suo massimo in carriera in America. La stagione da protagonista ora è coronata dal trionfo alla gara del tiro da tre all’All Star Game. Gli Spurs hanno vinto 38 delle 53 partite sinora disputate in regular season. Belinelli, impiegato in 52 gare, viaggia alla media di 11,2 punti e 3 rimbalzi e soprattutto, tira con il 50% dal campo e con un eccellente 44,8% da 3. Ma tutto questo, a Beli ancora non basta: ”E adesso voglio l’anello”.

Scandalo in NFL e shock negli Usa, abusi, nonnismo e razzismo! L’inferno fuori dal campo

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Il football americano è una lotta all’ultimo centimetro di campo, ma la guerra si dovrebbe combattere solo sul campo e non negli spogliatoi. Invece secondo il rapporto dell’NFL i Miami Dolphins, una delle squadre più famose negli Usa, che milita appunto nella massima serie, avrebbe perpetrato reati che ora sono stati riassunti in 144 pagine dove emergono i dettagli di una storia di abusi, violenze e nonnismo che dura almeno da due anni.

Come racconta la Repubblica:

Nel capolavoro di Oliver Stone i difensori bianchi nel nome della superiorità ariana buttano piccoli coccodrilli nelle docce dei loro compagni neri al suono delle chitarre hard rock, nella realtà accade di peggio: insulti omofobi, minacce di stupro a madri e sorelle, frasi razziste e intimidazioni fisiche ai confini della violenza sessuale. L’indagine voluta da Roger Goodell, il commissario della Lega, descrive un clan all’interno del team in grado di condizionare tutti i giocatori e impedire ogni possibile tentativo di ribellione. Richie Incognito, John Jerry e Mike Pouncey sono i leader della banda, montagne da quasi duecento chili e due metri di altezza, capelli rasati a spazzola e facce poco inclini alla diplomazia. Nel mirino finisce il compagno di reparto Jonathan Martin, anche lui un omone grande e grosso, ma accusato di poca aggressività e scarsa predisposizione al gioco violento. Da qui, nel loro mondo macho, il passaggio a gay è inevitabile e così arrivano gli sms e le frasi con insulti omofobici. “Codardo” , “cagna” e  “femminuccia” sono l’antipasto. Poi simulazioni di atti sessuali sempre più esplicite e le allusioni (affatto allusive) alla sorella e alla madre: “Dovremmo fare un’orgia con loro”, gli urlano.

Per Martin è un incubo, entra in crisi, il medico della squadra lo cura con un antidepressivo ma l’aggressione continua e le medicine non possono far niente: pensa di andarsene dalla squadra, poi al ritiro, arriva persino ad ipotizzare il suicidio. Nei messaggi che manda alla famiglia e che ora sono agli atti dell’inchiesta si legge il suo progressivo smarrimento, sino alla resa: “Non riesco più a difendermi”.

Ma i tre non si accontentano di una vittima, se la passa male anche uno degli assistenti allenatori di origine giapponese. Per lui la gamma delle offese diventa a sfondo razziale: imitano il suo accento asiatico, lo irridono e nell’anniversario di Pearl Harbor lo circondano con in testa fasce bianche e rosse da kamikaze minacciandolo di picchiarlo per rappresaglia del bombardamento nipponico contro la base Usa. I colpevoli sono stati sospesi e per loro sono in arrivo pesanti sanzioni, il proprietario del club Stephen Ross annuncia: “Ho fatto capire a tutti che questi comportamenti non saranno più tollerati, lo spirito della nostra squadra è diverso. Quando ho letto quel rapporto sono rimasto disgustato dalle frasi che ho trovato”.

Ma forse il vaso di Pandora è stato solo scoperchiato ma i mali devono ancora emergere perché se è vero che il rapporto parla dei Miami Dolphins, è anche vero che “l’inferno” c’è in molte squadre: “Con minore o maggiore intensità questi episodi fanno parte dell’ambiente delle nostre squadre” spiega al New York Times Herman Edwards, un ex capo allenatore. E l’avvocato che segue il caso per la Lega, Ted Wells, aggiunge: “Purtroppo queste cose sono di norma in quasi tutte le squadre, i giocatori pensano facciano parte del loro lavoro: dobbiamo cambiare la mentalità altrimenti anche questa inchiesta sarà inutile”.
C’è quindi un lato oscuro del football americano che non è solo il mito della conquista di quel centimetro di campo in più per poi volare appena  possibile in touch down, non è il rito ceh si ripete ogni settimana della conquista della terra così cara e così insita nella cultura americana, non è la potenza dell’uomo che a volte solo contro l’intera difesa avversaria riesce a “fuggire” fino alla meta, c’è quell’altra parte della medaglia. Quella di una cultura omofoba e razzista, quella della violenza fisica anche fuori dal campo, della forza bruta incontrollata che in qualsiasi momento della giornata può riversarsi su un compagno di squadra o su un familiare.

Ma i tempi stanno cambiando e ora si guarda con speranza a quella star dell’università del Missouri, Michael Sam, che ha appena dichiarato con orgoglio la propria omosessualità. Può davvero tornare la luce anche fuori dal campo?

The Brick Chronicle: i 12 più grandi omicidi degli Usa in Lego

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L’idea è alquanto bizzarra eppure gli ordini in Amazon stanno avendo successo. The Brick Chronicle ideato da Brendan Powell Smith ricostruisce con i mattoncini 12 grandi attentati ai presidenti americani che sono entrati nella storia mondiale. Da quello di Lincoln a quello JFK con meticolosa attenzione ai particolari, tutto prende vita attraverso il Lego diventando così anche un utile strumento a scopo didattico.

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La palla di neve gigante… che travolge il dormitorio di un college americano

palla-neve-gigante-tuttacronacaDue studenti di matematica del Reed college, nell’Oregon, hanno ben pensato di creare una gigantesca palla di neve approfittando delle abbndanti nevicate, solo che non hanno fatto i conti con i possibili imprevisti. I due hanno infatti “perso il controllo” e la palla, che nel frattempo aveva raggiunto oltre 350 chili di peso, è rotolata fino a raggiungere, colpendolo con violenza, il dormitorio del college.

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Letta e la “sincera amicizia” di Barack Obama

letta-obama-amicizia-tuttacronacaEnrico Letta ha rassegnato le sue dimissioni da presidente del Consiglio e la notizia è rimbalzata in tutto il mondo. Lo stesso presidente americano Barack Obana, che ha sempre apprezzato il governo Letta specie in ambito internazionale, non ha mancato di far presente l’apprezzamento della Casa Bianca al premier uscente. Obama ha telefonato direttamente dall’Air Force One per comunicare a Letta “la sincera amicizia” degli Usa nei confronti del capo del governo, complimentandosi per il ruolo svolto dall’esecutivo nella politica estera.

La chiesa dove si mette a nudo… non solo l’anima!

chiesa-nudisti-tuttacronacaEntrare in una chiesa… e trovare il prete nudo. Ma non solo lui: anche i fedeli. Incredibile? Di certo non impossibile, visto che è quanto accade alla White Tail Chapel, chiesa che si trova presso il White Tail Resort a Ivor, in Virginia, e che si definisce “comunità familiare nudista”. Tra le attività del resort c’è proprio il frequentare la chiesa, una cappella di legno bianco, dove il pastore, Allen Parker, riceve le persone “al naturale”. Parker spiega la nudità dei fedeli sostenendo che gli eventi più importanti della vita di Gesù sono avvenuti quando era nudo. “Quando è nato, era nudo. Quando Egli fu crocifisso, era nudo. E quando si alzò, lasciò i suoi vestiti nella tomba e lui era nudo. Se Dio ci ha fatto così, perché dovrebbe essere sbagliato?” chiede il pastore alla NBC. I fedeli apprezzano e anzi sottolineano che la nudità è un grande equalizzatore che rende impossibile giudicare chiunque dal suo aspetto.

Blitz congiunto polizia-Fbi: 26 arresti. Si voleva creare un ponte per la droga

new-bridge-tuttacronacaSi chiama New Bridge l’operazione condotta da polizia e Fbi che ha portato, in diverse regioni italiane e negli Stati Uniti, a 26 tra arresti e fermi nei confronti di soggetti legati alla ‘ndrangheta e a famiglie mafiose americane e responsabili di un traffico internazionale di droga. Sono invece oltre 40 le persone indagate. A finire in manette, tra gli altri, Francesco Ursino, considerato a capo dell’omonima cosca di Gioiosa Ionica e figlio del boss Antonio (già in carcere), e Giovanni Morabito, nipote del boss Giuseppe detto “u’ tiradrittu”, storico padrino della cosca egemone nella zona ionico-reggina, anch’egli detenuto. Gli investigatori ritengono che l’obiettivo dell’organizzazione fosse quello di aprire un collegamento tra la Calabria e gli Stati Uniti, per consentire alle ‘ndrine e alle famiglie mafiose americane di creare un nuovo canale per il traffico di droga tra le due sponde dell’oceano, puntando a conquistare, nel tempo, il posto occupato per anni dai clan di Cosa Nostra. Come spiega TgCom, gli arresti e i fermi sono stati eseguiti dagli uomini della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della polizia di Stato nelle province di Reggio Calabria, Napoli, Caserta, Torino, Benevento, Catanzaro e a New York negli Stati Uniti. L’inchiesta, denominata “New Bridge” (nel 2008 l’operazione “Old Bridge” svelò le connessioni nel traffico di droga tra le famiglie mafiose siciliane e quelle di oltreoceano) e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria, è nata due anni fa grazie alla collaborazione tra la polizia italiana e le autorità americane, resa possibile dal protocollo tra Italia e Stati Uniti in base al quale è previsto lo scambio di investigatori esperti nella lotta alle organizzazioni mafiose. Nel corso dell’operazione sono stati sequestrati oltre otto chili di droga a New York e Reggio Calabria.

Addio “Riccioli d’oro”: è morta l’attrice Shirley Temple

shirley-temple-tuttacronacaE’ stata la famiglia a dare la notizia della morte di Shirley Temple, l’attrice che è stata la più famosa baby star di tutti i tempi, avvenuta il 10 febbraio 2014 a Woodside, negli Stati Uniti. Figlia del banchiere George Francis Temple e della ex ballerina Gertrude Amelia Krieger, la Temple era nata il 23 aprile 1928 ed è spirata all’età di 85 anni per cause naturali. “Le rendiamo omaggio per una vita di notevoli successi come attrice, come diplomatica e come nostra amata madre, nonna e bisnonna” ha dichiarato la famiglia in un comunicato pubblicato dalla Bbc.

Attrice, ballerina e cantante ha iniziato la sua carriera nello spettacolo ad appena 3 anni, sullo schermo tv nel 1932, con un cortometraggio di una serie per bambini “Our gang”. Tra le sue interpretazioni più note Riccioli d’oro (1935), Shirley Aviatrice (1936), Zoccoletti olandesi (1937) e Rondine senza nido (1938). Nel 1935, a soli sei anni si aggiudicò l’Oscar giovanile: , primo nella storia degli Academy Awards, inventato appositamente per lei.In totale la Temple interpretò 43 film, molti dei quali contribuirono al salvataggio della Twenty Century Fox dalla bancarotta per i postumi della Grande depressione.

Si ritirò dal set a soli 22 anni. Dopo il secondo matrimonio nel 1950 con l’uomo d’affari californiano Charles Black, da cui ha avuto due figli, Shirley si era candidato al Congresso con i repubblicani e poi era stata ambasciatore degli Usa all’Onu, in Ghana e in Cecoslovacchia. In America fu anche il primo personaggio famoso a raccontare pubblicamente di aver avuto un tumore al seno. Delegata degli Stati Uniti all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1969, la Temple è diventata ambasciatrice Usa in Ghana nel 1974 e due anni dopo, capo del protocollo alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford. L’ultimo suo incarico è stato quello di ambasciatrice Usa in Cecoslovacchia tra il 1989 e il 1992.

Relazione Obama-Beyoncè: “bufala per dimostrare lo stato del giornalismo”

obama-beyoncè-tuttacronacaPascal Rostain, il paparazzo che solo ieri, parlando alla radio, ha fatto tremare la Casa Bianca parlando di una presunta relazione tra il presidente americano Obama e la cantante Beyoncè, ha smentito definitivamente il gossip da lui stesso lanciato: “Sono in piena promozione del mio nuovo libro, nello studio di Europe1 ho voluto fare un enorme scherzo”. Ieri il paparazzo aveva spiegato che lo stesso Washington Post ne avrebbe parlato sul numero di martedì. La bufala è rimbalzata in tutto il mondo per alcune ore, fino a quando a smentire ci ha pensato Kris Coratti, portavoce del quotidiano stelle e strisce: “Non stiamo lavorando a nessuno scoop del genere”. Alla fine a far definitivamente luce sull’accaduto ci ha pensato lo stesso Rostain che a “Le Figaro” ha definitivamente chiarito: “Ascoltate bene quel che dico alla radio, alla fine della mia frase mi sentirete ridere. È allucinante vedere il clamore mondiale che tutto questo ha provocato. Ho voluto dimostrare il degrado del mio mestiere. Prima, erano le indiscrezioni che si trasformavano in verità. Adesso è una bufala”.

Una relazione tra Obama e Beyoncè? Il Washington Post smentisce

beyonce-obama-smentita-tuttacronacaAppena qualche ora fa era rimbalzato su tutti i media quanto affermato dal paparazzo francese Pascal Rostain: “Barack Obama ha una relazione con Beyoncé”. L’uomo spiegava che domani sarebbe uscito, sul Washington Post, un articolo al riguardo. Il quotidiano, però, non ha tardato a smentire: “La direzione del Washington Post smentisce formalmente la notizia che starebbe lavorando a uno scoop su una relazione tra Obama e Beyoncè”. E’ quanto si legge su VanityFair.fr, che cita Kristine Coratti, direttrice della comunicazione del WP. “Posso dirvi che è falso”, dice, aggiungendo: “Il Post non prepara articoli” di questo tipo.

Barack Obama ha una relazione con Beyoncè?

Obama-Beyonce-tuttacronacaQualche settimana fa, mentre infuriava lo scandalo dell’Eliseo, il settimanale britannico Economist lanciava una provocazione provando a immaginare cosa sarebbe succcesso se il presidente americano, così come il suo omologo francese, avesse avuto una relazione con un’attrice, facendo il nome di Jennifer Aniston. Lo scherzo ora sembra essere stata una sorta di “previsione”, anche se l’ex di Brad Pitt non entra nell’equazione. Il paparazzo francese Pascal Rostain, infatti, durante un programma televisivo su Europe 1, ha detto: “Barack Obama ha una relazione con Beyoncé”. Rostain ha dichiarato: “Sapete, negli Stati Uniti sta per succedere qualcosa di enorme. Domani uscirà un’edizione del Washington Post, che non può certo dire che faccia parte della stampa scandalistica, che rivelerà la notizia della presunta relazione tra Barack Obama e Beyoncé. Vi posso assicurare che ne parlerà la stampa di tutto il mondo”. E ha osservato: “Oggi tutti i giornali parlano di queste storie d’amore. Anche la stampa cosiddetta seria è andata incontro alla gente”. Se dovesse rivelarsi vero, sarebbe di certo uno degli scoop più grandiosi degli ultimi tempi. La cantante ha di certo un particolare legame con il presidente che l’ha voluta come protagonista per la cerimonia inaugurale del mandato del 2009 e poi ancora per quello del 2013, ma anche per allietare la festa dei 50 anni di sua moglie. Se questa sortita dovesse essere confermata, di certo, si preannuncia un terremoto. Non solo nella vita privata del presidente, da tempo minata da sempre più insistenti voci di crisi con sua moglie Michelle, ma anche e soprattutto nella vita pubblica. Guardando ai precedenti, infatti, l’America non vede di buon occhio un capo di Stato fedifrago.

La bufala delle lacrime di Balo per razzismo rimbalza fino alla Casa Bianca!

lacrime-balotelli-tuttacronacaI tifosi napoletani sono stati accusati da un sito quasi ufficiale vicino alla Casa Bianca di aver fatto sgorgare le lacrime a SuperMario nel corso del match dello scorso sabato Napoli-Milan. Le immagini di Balotelli in lacrime sono rimbalzate ovunque e in Rete, per alcune ora, hanno viaggiato i messaggi più duri, che accusano il comportamento razzista dei tifosi napoletani  inondando il sito ufficiale della squadra del Napoli. Alla fine, il club partenopeo si è visto costretto a smentire: nessun coro razzista al San Paolo durante la partita. La domanda è una: come ha fatto la notizia delle lacrime di Balotelli ad arrivare fino in America, da dove sono partiti innumerevoli attacchi per quella che è una bufala, non tanto per le lacrime ma per i cori razzisti? Lo spiega il Corriere della Sera:

Da Twitter a Facebook, parole di fuoco (inviate anche al giocatore partenopeo Inler) con relativi messaggi di autodifesa (soprattutto) da parte di napoletani indignati. Chi ha fatto partire la bufala sulle «lacrime e il razzismo»? Come spesso accade tra i mille incroci dei social network è difficile risalire il filo della corrente. Ci ha messo del suo l’ex giocatore della Juventus Felipe Melo, oggi al Galatasaray di Istanbul, con questo tweet: «Un peccato vedere Balotelli fischiato negli stadi italiani. Doloroso vederlo triste e in lacrime. Forza Mario sei un campione!».

Se sono stati i turchi a cominciare, come ci è arrivata la storia nell’anticamera della Casa Bianca? È vero che Balotelli è uno degli italiani più conosciuti all’estero (come testimoniava qualche tempo fa la copertina di Time magazine) e che la sfida Napoli-Milan è stata vista in tutto il mondo. Ma chi segue in tempo reale «i dolori del giovane Mario» tra i fedelissimi del presidente Usa?

In realtà @TheObamaDiary ha ritwittato un messaggio dell’influente Mona Eltahawy (200 mila follower), giornalista e blogger egiziana con base a New York: «Vergogna Napoli. Non c’è posto per il razzismo nel calcio. Mario Balotelli in lacrime per il dileggio razzista allo stadio San Paolo», così Mona ha commentato un’immagine del giocatore affranto in panchina.

La Eltahawy è un’ascoltata editorialista di politica (appassionata di calcio): nel 2011 al Cairo, dopo essere stata arrestata in piazza Tahrir, è stata rilasciata con le braccia rotte. E ha accusato la polizia di torture. Una blogger battagliera che neanche questa volta batte in ritirata: «Sapete quanto amo Napoli – twitta – Leggete il rapporto su Balotelli e il razzismo redatto dalla Federcalcio italiana» (…)

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Contromano in autostrada: perdono la vita in 5. Un telefonino immortala la scena

incidente-tampa-fsu-tuttacronacaTragico incidente in Florida, lungo la Interstate 275, a nord di Tampa dove un’automobile ha imboccato l’autostrada contromano. Il veicolo, dopo aver percorso qualche chilometro, si scontra con un’altra macchina e, come si vede da un video ripreso da un automobilista che viaggiava sull’altra corsia, esplode un incendio.

L’incidente ha provocato la morte di cinque giovani: il conducente dell’auto contromano, un ragazzo di circa 20 anni, e quattro giovani a bordo dell’altra vettura. Si tratta di quattro studenti della USF, University of South Florida, membri della stessa confraternita e tutti di età compresa tra i 20 e i 22 anni.

Gli Usa dicono stop al Wifi nei locali? Basta con i “campeggiatori”

Wifi-tuttacronacaIn America c’è un termine che indica chi arriva al bar la mattina presto, ordina la cosa meno costosa sul listino e poi per ore tiene occupato un posto mentre naviga sul suo laptop approfittando delle connessioni gratuite senza fili. Sono i cosiddetti “campeggiatori” e sembra proprio i gestori dei locali inizino a ritenerli più o meno insopportabili. Tant’è che, se gli Usa sono stati tra i primi Paesi nel mondo a sponsorizzare e a promuovere l’uso del wireless nei locali pubblici, ora, un po’ a sorpresa, fanno dietro front. Sono svariati infatti i locali pubblici che stanno iniziando a chiudere le connessioni wifi gratuite, un po’ per tornare a parlare, a socializzare come ‘i vecchi tempi’, un po’ per liberarsi dei “campeggiatori”.I gestori di moltissimi locali di New York, Washington e delle altre grandi città statunitensi, si sono messi d’accordo e hanno stabilito di dare una svolta a questa situazione: ridurre sensibilmente il numero delle connessioni gratuite senza fili.

Scontro a distanza Usa-Russia? La tedofora e Obama con la banana

obama-russia-sochi-tuttacronacaObama, in un’inervista alla Nbc, non ha risparmato frecciate nei confronti di Vladimir Putin, ma anche la scelta dell’ultimo tedoforo scelto dal presidente russo in occasione dei Giochi di Sochi 2014 può esser letto in chiave polemica nei confronti del suo omologo americano. La scelta si è rivelata doppia ed è caduta su Vladislav Tretjak 62 anni, tre volte campione olimpico nella squadra di hockey dell’ex Unione sovietica e Irina Rodnina, l’unica ad aver vinto in coppia dieci mondiali consecutivi (1969-78) e tre ori di fila alle Olimpiadi (1972, 1976, 1980). Ma l’ex campionessa è anche una deputata del partito putiniano Russia Unita. Che ha fatto molto discutere lo scorso settembre a causa di un tweet razzista. La Rodnina ha infatti postato un fotomontaggio del presidente degli Stati Uniti Barack Obama con la bocca piena mentre qualcuno gli porge una banana. L’ex pattinatrice respinse seccamente le critiche al mittente: “Me l’hanno inviato dagli Usa. È la libertà di parola. Se qualcuno ha dei complessi, è un suo problema”. Poi cancellò l’immagine. Che però resta impressa nella memoria, come dimostra il fatto che qualcuno ha fatto notare la discutibile scelta…

L’uomo che tenta d’introdursi alla Casa Bianca con due buste sospette

casa-bianca_tuttacronacaSono i media Usa, che citano il Secret Service, a rendere noto che un uomo con due borse avrebbe tentato di scavalcare le recinzioni della Casa Bianca, la residenza del presidente Obama. Stando a quanto riporta la stampa americana, una persona sarebbe stata arrestata e la dimora presidenziale sarebbe tuttora in stato di isolamento: a nessuno è permesso entrare o uscire. La Nbc ha riferito che le forze di sicurezza stanno esaminando del due borse che l’uomo aveva con sè e che sono state definite “sospette”, ma al momento non sono trapelati altri dettagli. Secondo fonti della sicurezza, tuttavia,  non ci sarebbero motivi per ritenerle pericolose, ma comunque vengono esaminate con cura, in base al protocollo previsto. Al momento, il presidente non è alla Casa Bianca: da questa mattina è in Michigan per un evento nel corso del quale ha firmato la riforma agricola varata alcuni giorni fa dal Congresso. Rientrerà a Washington nel tardo pomeriggo.

Obama e la frecciata a distanza a Putin

obama-putin-tuttacronacaIn un’intervista alla Nbc il presidente americano Barack Obama ha spiegato di avere l’impressione che l’atteggiamento “da duro” di Valdimir Putin “faccia parte del suo repertorio nella politica domestica, voler assomigliare a un duro. Ma le nostre relazioni non le chiamerei gelide. C’è una sorprendente quantità di umorismo”. Ma non solo. Il presidente Usa, in concomitanza con l’apertura dei Giochi Olimpici di Sochi, ha lanciato anche una frecciata al suo omologo russo. “Penso che spendere 50 miliardi di dollari per organizzare Giochi olimpici coronati da successo non sia necessario, anche perchè noi disponiamo di infrastrutture che ci dovrebbero permettere di fare dei Giochi un pò meno cari”. 

Polemiche per la statua del sonnambulo: “Sembra uno stupratore”

creepy-sleepwalker-tuttacronacaPolemiche per una statua di Tony Matelli, dal titolo “Sleepwalker” e parte di una esposizione del Davis Museum, che ha fatto la sua apparizione all’esterno del college femminile di Wellesley, in Usa. La scultura ritrae un sonnambulo in mutande che cammina, con gli occhi chiusi, tenendo le braccia tese in avanti. Le studentesse hanno definito l’opera spaventosa e inquietante, accusandola di risvegliare paure legate alle violenze sessuali, e hanno chiesto con una petizione, firmata da oltre 300 studentesse, come riporta il Boston Globe, che sia rimossa al più presto. “La statua – sostengono le firmatarie – è fonte di apprensione, paura, e rimanda a pensieri che hanno a che fare con la violenza sessuale”. Il college, invece, difende l’opera sostenendo che “abbia dato il via a un acceso dibattito su arte, genere, sessualità ed esperienze personale, sia nel campus sia sui media”.

Barack Obama: “A Putin piace fare il duro”

barack-obama-tuttacronacaIl presidente americano Barack Obama, nel corso di un’intervista alla Nbc, ha parlato del comportamento del presidente russo: “La mia sensazione è che faccia parte del repertorio di Vladimir Putin nella politica domestica, come voler assomigliare a un duro”. Il presidente Usa ha quindi aggiunto: “Le nostre relazioni non le chiamerei gelide. C’è una sorprendente quantità di umorismo”.

La moda… inonda New York

new-york-fashion-week-tuttacronacaSono iniziate oggi le sfilate a New York, che dureranno fino al 13 febbraio, prima che le passerelle invadano Londra, Milano e Parigi. E quest’anno le passerelle a Manhattan  saranno distribuite  in varie zone, senza contare che sarà la prima volta per uno stilista famoso, Alexander Wang, pa Brooklyn. Wang ha mandato a fashion editor e buyers un invito con tanto di mappa che ha fatto rabbrividire,  per assistere al suo show ai Navy Yards bisognerà attraversare l’East River. Niente più eventi raggruppati sotto i tendoni di Bryant Park nel centro di Manhattan: la mappa degli show si allargherà da Lincoln Center (69 sfilate ufficiali) a Chelsea, a Wall Street e Tribeca. Spostamenti per le strade della Grande Mela dunque, forse nel peggior periodo possibile visto che il maltempo continua a stringere in una morsa di gelo e neve la città Spiega Blitz Quotidiano:

Perfino designer storici della scena newyorchese come Michael Kors e Diane Von Fustenberg sono migrati a sud. Per Diane, gran dama della moda di New York, questo e’ un anno speciale: il suo “wrap dress”, l’abitino grembiule supersexy e liberato che l’ha fatta diventare famosa come stilista, compie 40 anni e lo show DVF, sabato 9 febbraio agli Spring Studios scelti la scorsa stagione da Calvin Klein, si intitola per l’appunto “Bohemian WRapsody”. Per Wang la scelta dell’oltre East River e’ stata voluta (“Lo spazio e’ incredibile e in linea con lo spirito della collezione”), ma anche obbligata: a rubargli la passerella abituale, Pier 94 sulla 55esima strada, sono state nei prossimi giorni le modelle a quattro zampe del Westminster Kennel Club, il concorso per il cane più bello del mondo. Le collezioni per la prossima stagione sono ovviamente un test per il mondo della moda in continuo movimento: stavolta sara’ anche un banco di prova di un nuovo rapporto tutto da inventare, quello con Bill de Blasio, il successore di Michael Bloomberg al timone della Grande Mela. Pur non essendo una “fashion icon”, Bloomberg e’ stato nei 12 anni del suo triplice mandato un alleato di ferro della industria della moda, mentre i de Blasio, moglie Chirlane e figlia Chiara comprese, sono un grosso punto interrogativo. “Nessuno li conosce”, hanno detto al New York Times molti insider. Perfino Nanette Lepore, che ha vestito la First Lady di New York e la figlia il giorno dell’insediamento, non ha mai incontrato faccia a faccia la Prima Famiglia: i capi sono stati consegnati in “garment bags” senza che venisse richiesta nessuna prova.

La critica alla società moderna passa per topless e scene trash

studentesse_nude_topless_biblioteca_tuttacronacaA girare, lo scorso novembre, il video InitiatiØn è stata la studentessa della Columbia University Coco Young, che ha portato avanti un prgotto artistico, clandestino e hot filmando un gruppo di ragazze all’interno della biblioteca dell’università di New York. Le protagoniste del video, improvvisamente, iniziano a spogliarsi rimanendo in topless. Dopo di che è un crescendo di scene sexy con baci saffici, strofinamenti e tanto altro che, di colpo, lasciano spazio a momenti stravaganti, con le giovani che si trascinano a terra, uova rotte e capelli tinti. L’Huffington Post riporta: “L’obiettivo è esplorare i rituali delle società segrete americane mettendo in evidenza la percezione che ha la nostra cultura riguardo al desiderio femminile”.  L’autrice spiega: “Le persone guardano il video perché ci sono ragazze nude, ma poi iniziamo a fare cose grottesche che non risultano attraenti per tutti. Diciamo che la nostra è una critica alle istituzioni e alla società”.

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Usa: i due cops che spezzano il braccio a un 16enne con problemi psichici

polizia-spezza-braccio-disabile-tuttacronacaJacob Gocheski, 16 anni, non sembrava intenzionato a scendere dal pullman nonostante le richieste di due poliziotti che, dopo qualche minuto, l’hanno preso di peso spezzandogli il braccio. E’ accaduto nello Stato di New York, a Rotterdam, e ora la famiglia del giovane, affetto da problemi psichici, ha fatto causa al dipartimento di polizia di Albany per un milione di dollari. Come mostra il video ripreso dalla camera di sicurezza dello scuolabus, due agenti hanno provato a convincere il giovane ma, inascoltati, l’hanno preso di peso e uno dei due gli ha girato un braccio dietro la schiena per bloccarlo. La mossa del poliziotto, però, è tanto energica, e non fatta a dovere, che il braccio di Jacob si rompe, con un suono chiaramente udibile nel video.

“Cara America, ti ho vista nuda”: impazza la polemica sui body-scanner

body-scanner-tuttacronacaA finire al centro delle polemiche questa volta è l’ambiente della sicurezza negli areoporti statunitensi. Tutto nasce dal “coming out” di Jason Edward Harrington, un ex agente della Tsa, la Transportation Security Agency, cioè l’organizzazione federale che si occupa della sicurezza negli aeroporti. “Mi accorsi presto che stavo lavorando in un’agenzia senza morale”, confessa in una specie di autodenuncia pubblicata dalla rivista Politico.com. Harrington spiega ancora: “Ogni giorni compivamo abusi ai danni della fiducia della gente e dei contribuenti”. L’articolo, intitolato “Cara America, ti ho vista nuda. E ci facevamo quattro risate”, fa rifemento alla nudità è in relazione ai controversi ‘body scanner’, a cui tutti devono sottoporsi negli aeroporti americani. “Grazie a quella macchina potevamo vedere ogni piercing, anche quelli nelle parti intime. O particolari legati agli organi sessuali. E ricordo quante risate tra di noi”. Ma tra di loro, gli uomini della sicurezza utilizzavano una sorta di linguaggio interno per segnalare ragazze particolarmente carine: quelle molto belle venivano segnalate come ‘codice rosso’, quelle ‘così cosi come ‘codice giallo’. Ma la testimonianza va molto oltre la questione della privacy. L’ex agente, che prestava servizio all’aeroporto internazionale O’Hare di Chicago, racconta di controlli speciali sulla base del passaporto o della razza del passeggero. “Durante il nostro addestramento ci hanno insegnato a ripetere a memoria, come una filastrocca, la lista dei paesi ‘cattivi’ in ordine alfabetico: Siria, Algeria, Afghanistan, Iraq, Iran, Yemen e Cuba, Libano, Libia, Somalia Sudan e gente della Corea del Nord. Tutti coloro venivano da questi Paesi dovevano passare necessariamente da un controllo particolare, una perquisizione personale e un esame lungo e dettagliato dei loro bagagli”. Ma non solo stranieri: a volte tra le vittime di pratiche discutibili da parte della Tsa c’erano anche americani. Harrington racconta di quando dovette confiscare una bottiglia di champagne a un gruppo di soldati appena sbarcati dall’Afghanistan. “Serviva per festeggiare l’arrivo di uno di loro, un soldato giovane, decorato, che stava in sedia a rotelle. Non aveva ambedue le gambe, che erano saltate in aria in seguito allo scoppio di un Ied, uno di quegli ordigni artigianali fatti esplodere ai margini delle strade. Stava per essere festeggiato dai suoi cari perchè comunque era tornato a casa, anche se senza gambe. E noi – sottolinea l’agente – gli sequestrammo lo champagne, in nome della Sicurezza Nazionale”. Rivelazioni a cui la Tsa ha reagito con una nota, in cui non si contestano gli abusi, ma si ricorda anche che le pratiche raccontate sono state ormai soppresse da tempo.

Guerra ai cigni a New York

cigni-tuttacronacaSarà un San Valentino di sangue, quello che si festeggerà quest’anno a New York. Proprio in quella data, infatti, compiuto un massacro ai danni dei cigni, i delicati ma feroci animali introdotti dall’Europa alla fine dell’Ottocento in virtù del loro “appeal” estetico sono diventati una minaccia per l’ambiente e per questo le autorità hanno deciso che verranno sterminati. I cigni, che sono bellissimi, distruggono l’habitat naturale per anatre e oche indigene del Nuovo Mondo, attaccano la gente, pongono un rischio per i voli di linea.  Il New York State Department of Environmental Conservation ha per questi motivi dichiarato i cigni “specie invasiva proibita” e li ha condannati tutti a morte. Come riporta il Secolo XIX:

Ce ne sono circa 2.200, soprattutto a Long Island ma anche nei laghetti dei parchi di Manhattan, anche se la maggiore espansione degli ultimi tempi è stata verso nord, nelle acque del Lago Ontario: l’obiettivo è di eliminarli tutti entro il 2025 con buona pace degli amici degli animali di Brooklyn che hanno dato a ciascun cigno di Prospect Park un nome e sono in grado di distinguerli uno dall’altro.  Lo stato non comincerà solo a sparare gli uccelli in acque demaniali: chiederà anche il permesso a privati e governi locali di fare altrettanto sui loro terreni. La proposta di estirpare radicalmente la popolazione di cigni era passata inosservata fino a quando oggi non ne ha dato notizia il New York Times.  C’è chi, esprimendo sconcerto, ha paragonato l’esperienza dei cigni negli Usa a quella del melting pot di New York: «Se sono nati qui dovrebbero esser considerati specie locali», ha detto Michael Vangi di Bayside Queens il cui papà è emigrato dall’Italia.  Ma il piano, pur incontrando proteste, ha ricevuto l’imprimatur di una ventina di associazioni ornitologiche che fanno capo alla Audubon Society: «Siamo sempre per i mezzi non letali, ma in questo caso è necessario usare le maniere forti», ha detto Mike Burger, direttore di Audubon New York.  Per i biologi in realtà non c’è scelta: a loro avviso il fatto che alla gente piace dar da magiare ai cigni ha provocato un aumento incontrollato della popolazione che negli ultimi anni è triplicata. Un piano del 1993 di ridurne il numero non aveva avuto successo: si basava soltanto sul coprire di grasso le uova e rimuovere gli uccelli solo dai parchi naturali.

Allarme per il Superbowl: buste con polvere bianca recapitate in New Jersey

Super-Bowl-2014-tuttacronacaDomenica notte, Metlife Stadium di East Rutherford nel New Jersey, vicino a New York, si disputerà il Super Bowl e già è allarme: in cinque alberghi che sorgono attorno all’impianto sportivo, infatti, sono state trovate delle buste contenenti polvere bianca. Uno dei plichi era invece indirizzato all’ex sindaco Rudolph Giuliani. Sul posto sono arrivate con grande concitazione le squadre degli artificieri e quelle specializzate nelle armi chimiche mentre l’allerta resta molto alta. I vigili del fuoco, a seguito degli esami del caso effettuati dagli agenti della scientifica, hanno riferito che  in una delle buste era contenuto amido di mais. 

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