Il 2013 sarà l’anno degli scioperi e delle tensioni a Natale?

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Tante, troppe le questioni che bollono in Italia. Tra cittadini discriminati, crisi economica, ripresa lenta e al momento inesistente, nuove tasse in arrivo e una manovra che se darà i suoi frutti, non li vedremo prima della fine del prossimo anno. Intanto aumentano le famiglie allo stremo e le categorie di lavoratori che non si sentono protetti. La battaglia quindi si gioca sul sociale ancor prima che sulle grandi ideologie che sembrano ormai disinteressare i più. La disoccupazione sale e i salari non si adeguano al costo della vita, i giovani costretti a cercarsi lavoro all’estero e quella lunga sequela di “mali” che ogni giorno sentiamo nei talk show. Soluzioni? Non si vedono al momento all’orizzonte e quindi il 9 dicembre 2013, il Movimento Forconi, Movimento autonomo autotrasportatori, promettono di bloccare l’Italia. L’iniziativa è stata lanciata su Facebook. “Ci hanno accompagnati alla fame, hanno distrutto l’identità di un paese, hanno annientato il futuro di intere generazioni…”.

Inizia così il manifesto che annuncia l’iniziativa e che finisce con “quando un governo non fa ciò che vuole il popolo va cacciato con mazze e pietre”.

Rispetto alla precedente protesta, che è avvenuta in prevalenza in Sicilia, stavolta il Movimento dei Forconi punta alla protesta ad oltranza su tutto il territorio italiano, probabilmente per una settimana, la stessa durante la quale è stato tra l’altro proclamato anche il fermo nazionale dell’autotrasporto.

Alla protesta aderiscono oltre al Movimento dei Forconi anche altre sigle ed altri comitati, tra cui Azione Rurale Veneto, comunemente definiti come i “Cobas del Mais”, l’A.I.Tras, Associazione Italiana Trasportatori, C.R.A. Comitati Riuniti Agricoli. Ed ancora Life Veneto, il movimento dei Liberi Imprenditori Federalisti Europei, M.A.A. Movimento Autonomo Autotrasportatori, i Cobas del Latte ed NVPP – Non vogliamo più pagare.

A guidare la protesta dal prossimo 9 dicembre del 2013 saranno in prevalenza gli agricoltori, i camionisti, gli allevatori, i piccoli commercianti e, di sicuro, anche tanti disoccupati che chiedono lavoro e dignità.

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Aldo Busi in “Scontenti tutti” a Piazzapulita

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La personalità esuberante di Aldo Busi ieri sera a Piazzapulita, in onda sulla La7, ha travolto gli spettatori. Una trasmissione che s’incentrava sulla Legge di Stabilità, sulla manifestazione a Roma, sui problemi sociali, in pratica su quel tema che poi è stato anche il titolo della trasmissione “Scontenti tutti”. Busi, portando al paradosso la sinistra italiana, l’ha definita di destra. Secondo infatti lo scrittore appena ci si trova al governo si diventa destra. Il Pd, secondo Busi, non è altro che l’ala di sinistra berlusconiana. Naturalmente non è passata inosservata questa affermazione a Pippo Civati, presente anche lui a Piazzapulita, che ha dovuto convenire, che pur non riconoscendosi nel ritratto dell’uomo politico di sinistra affermato dallo scrittore, sicuramente almeno 5 milioni di italiani, cioè coloro che hanno votato M5S, sicuramente hanno visto nel Pd il Pdl. Nella trasmissione è intervenuto anche il giornalista Battista che prontamente ha puntualizzato che Civati è comunque un parlamentare del Pd e non può chiamarsi fuori dalla rappresentazione del Pd e da quell’allontanamento che l’elettorato di sinistra ha operato a danno del proprio partito nelle ultime elezioni. E’ necessaria un’analisi, è necessaria una critica che vada oltre alle correnti e alle colpe dei singoli e che venga poi sostenuta con i fatti. Il Pd ha bisogno di un cambio di direzione come quello che serve all’Italia per uscire dalla crisi.

A Piazzapulita si parla anche di startup e in particolare di Talent Garden, uno spazio aperto 24 ore su 24 per dare voce ai giovani talenti. In pratica ogni ragazzo paga 250 euro al mese per  lavorare nella sede di Talent Garden a contatto con altri professionisti, creando così nuove realtà imprenditoriali. I giovani e l’imprenditorialità sicuramente è un tema caldo della puntata, dell’aiuto dello stato per finanziare l’imprenditorialità, ma anche dell’impegno che occorre affinchè questi sforzi dello stato non siano fini a se stessi.

L’equilibrio è difficile e le tensioni sociali esistono e sono evidenti, ma a Piazzapulita c’è anche chi, come una ragazza del movimento studentesco, che ha preso parte alla manifestazione di sabato a Roma, ha sottolineato che la stampa ha amplificato gli scontri che in realtà provenivano da frange estreme, distanti dal movimento che invece ha sfilato “tranquillamente” nelle strade della Capitale. La loro protesta era incentrata sui soldi che lo stato dà alle scuole private. La scuola in Italia d’altra parte è entrata dentro il ciclone dopo i dati emanati dall’Ocse.

Altro problema che insieme all’istruzione è uno dei cardini delle tensioni in Italia è sicuramente il problema della casa. Civati ricorda infatti che l’ultimo a fare qualcosa per l’edilizia popolare è stato Padoa Schioppa.

Ad attirare l’attenzione è il caso specifico della signora Alessandra, a cui, gli occupanti di un palazzo, hanno sottratto la proprietà, anche se ora si dicono disponibili a restituire l’abitazione alla signora.

A Roma, a Ponte di Nona infatti la situazione è esplosiva. Vi sono alcune case occupate e la convivenza tra occupanti e coinquilini è difficile. Quella ritratta a Piazzapulita è la classica guerra tra poveri. Il problema è sotto gli occhi di tutt,i tra i proprietari che vedono sottrarsi una casa di cui devono continuare a pagare l’Imu e da ora in poi anche la Trise, a  quelli condannati a vivere come occupanti, privati della libertà anche di uscire per paura che qualcuno possa cambiare la serratura o ritrovarsi a sera senza un tetto sulla testa. Una situazione inumana che va avanti da anni e che non riesce a essere risolta dai diversi governi che si susseguono in Italia.

Si innesca così una polemica tra Busi e Gasparri. Perché se il primo consiglia la signora di non tornare nella sua abitazione in quanto sarebbe il capro espiatorio e verrebbe vessata 24 ore al giorno, Gasparri attacca il giornalista dicendo che non tutti hanno la possibilità di rinunciare a una proprietà. La discussione si accende e quando Gasparri attacca Busi dicendogli se può dare lui un altra casa alla signora Alessandra, alla quale lui consiglia  di abbandonare l’appartamento, anche dopo che questo fosse liberato, Busi lo attacca fortemente affermando di aver dato, in tempi passati, e per lungo tempo,casa a coloro che ne avevano bisogno.

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Il talk show che diventa turpiloquio: Radio Belva

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Giuseppe Cruciani e David Parenzo dalla trasmissione radiofonica sbarcano in tv, ma lo stile non cambia. Quello che era nato come l’anti-talk show, un programma che aveva come obiettivo l’attualità e non solo la politica e che si proponeva uno stile schietto e beffardo, naufraga miseramente in una serie di parolacce e toni violenti di cui ormai gli spettatori sono davvero saturi.

Vittorio Sgarbi, nel programma di Retequattro, diventa furibondo, contro tutti. Cruciani lo incalza, lo aizza,  lo fomenta e alla fine Sgarbi esplode:

“Tu dici cose diffamatorie. Faccia di m***a. Non devi dirlo. Documentalo, ti denuncio. Ti pi**io in testa, faccia di m***a. Guarda se devo sentire un cretino. (…) È un’offesa, da voi non verrò più. Mi avete rotto il ca**o. Non sono qua a farmi offendere da due spiantati. Cruciani, tu volevi farti candidare da An, Fini mi ha detto che tu gli leccavi il c**o. E tu, Parenzo, con la Lega da Bossi. Leccac**i, vi ho visti io”.

Poi Sgarbi, abbandonato e rientrato in studio, aggiunge: “Non sono venuto a farmi prendere per il c**o da due facce di m***a che non valgono un ca**o”

Shock alla tv pakistana: presentatore regala bebè a coppia sterile

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Durante il mese sacro del Ramadan un noto presentatore televisivo pachistano, il 41enne Amir Liaqat, considerato una sorta di  “Pippo Baudo”,  ha  “regalato” un neonato abbandonato nella spazzatura a una coppia sterile.  Liaqat, che in passato è stato anche un politico ed è un ex ministro per gli Affari religiosi, da sempre punta a far audience attraverso situazioni sensazionalistiche, ma forse questa volta ha davvero esagerato anche se le intenzioni erano delle migliori.

Durante un programma-contenitore che si chiama Amaan Ramzan (“Ramadan di pace”) e che va in onda tutti i pomeriggi con talk-show e quiz a premi, Liquat ha mostrato ai telespettatori una neonata su uno scintillante cuscino rosso spiegando che era stata abbandonata in una discarica e che grazie a una organizzazione non governativa aveva trovato nuovi genitori.

Il bebè era stato portato in studio da Muhammad Ramzan Chhipa, un attivista che è a capo di un’associazione che porta lo stesso nome e che ha un programma per l’affidamento di orfani. La bambina, a cui il presentatore ha messo il nome di Zainab, è stata poi “regalata” a una coppia che da anni vorrebbe dei bambini.

Ma in un paese in cui l’abbandono dei neonati è altissimo, soprattutto per mantenere il buon nome della famiglia, può rappresentare davvero un crimine “regalare” a una coppia che lo desidera quel figlio che mai ha potuto avere?

Il re dei sondaggisti indagato, Renato Mannheimer ha problemi di fisco!

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Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo, re dei sondaggisti, ospite fisso in talk show politici, oggi ha subito una perquisizione dalla Guardia di Finanza nei suoi uffici. L’indagine è stata svolta dalla procura di Milano e l’accusa sarebbe di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti.

I finanzieri stanno prelevando negli uffici della società la documentazione di natura fiscale relativa agli ultimi 4-5 anni.

Nell’inchiesta coordinata dal pm Adriano Scudieri sono indagate almeno 5 persone tra responsabili e rappresentanti di società attive nel settore dei sondaggi legate all’Ispo. Dopo avere appreso la notizia della perquisizione, Mannheimer ha commentato: “Non ne so nulla, mai compiuto un reato in tutta la vita”.

La Guardia di Finanza, oltre alla sede dell’Ispo, sta perquisendo a Milano anche lo studio di consulenza commerciale Merlo. Tra i reati ipotizzati dalla Procura di Milano, oltre alla frode fiscale, vi è il riciclaggio, ma quest’ultimo addebito non riguarda Mannheimer.

Scarlett Johansson e la sua band al femminile!

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Dopo aver ottenuto la nomination agli Oscar per la migliore canzone con ‘Before My Time‘, Scarlett Johansson ha annunciato di aver fondato una band tutta al femminile. Dopo un debutto solista con duetti eccellenti con David Bowie e Tom Waits nel 2008 e un disco con il cantautore Pete Yorn nel 2009, l’attrice ha rivelato ieri al talk show americano ‘Live with Kelly and Michael’ i suoi prossimi progetti musicali: ”ci chiamiamo One and Only Singles”.

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