Peta contro le pellicce: protesta a Berlino

peta-berlino-tuttacronacaIl 14 gennaio è iniziata a Berlino la settimana della moda, nota anche come Mercedes-Benz Fashion Week dal nome del principale sponsor e, nella capitale tedesca, l’organizzazione in difesa dei diritti degli animali ne ha approfittato per protestare contro l’utilizzo delle pellice.

Sono anche stati esposti cartelli che invitano i consumatori a riflettere proprio su questo tema. In piazza, sono scese delle attiviste nude “travestite” da animali.

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Arriva l’amnistia per D’Alessandro, l’attivista Greenpeace

cristian_d_alessandro-tuttacronacaEra stato arrestato lo scorso 18 settembre con altri 29 attivisti Greenpeace l’italiano Christian D’Alessandro. L’accusa per loro era di “teppismo” ed era scattata a seguito dell’azione nell’Artico contro la piattaforma petrolifera di Gazprom. Ora la giustizia russa ha notificato al giovane la chiusura del procedimento a seguito dell’amnistia approvata la scorsa settimana. Lo riferisce l’ufficio stampa di Greenpeace.

Amnistia per gli attivisti Greenpeace… ma rinvio per l’italiano: non c’è l’interprete

 

cristian-greenpeace-tuttacronacaE’ stata notitficata oggi, dalla giustizia russa, l’amnistia a tutti i 30 attivisti di Greenpeace arrestati lo scorso 18 settembre per aver assaltato una piattaforma petrolifera di Gazprom e  accusati di “vandalismo” per l’attacco nell’Artico. L’unico a non beneficiarne, nella giornata odierna, è l’italiano Christian D’Alessandro: per lui la procedura è stata rinviata a causa dell’assenza di un interprete. La notifica, per il giovane, arriverà comunque già domani. Notificata l’amnistia, i 26 militanti di Greenpeace che non sono russi dovranno ottenere un visto per uscire dal paese, cosa che dovrebbe avvenire nei prossimi giorni. L’amnistia è stata approvata dalla Duma che ha cancellato le accuse di teppismo, che potevano valere fino a 7 anni di carcere. Con la stessa amnistia, sono tornate in libertà le Pussy riot.

Paul McCartney e la lettera a Putin: “liberate gli attivisti Greenpeace”

Paul-McCartney-tuttacronacaSono 30 gli attivisti Greenpeace della Arctic Sunrise agli arresti in Russia dopo l’assalto alla piattaforma Gazprom nell’Artico. Tra questi, anche l’italiano Cristian D’Alessandro. Affinchè i giovani tornino liberi, l’ex Beatle Paul McCartney ha lanciato un appello sul suo sito pubblicando una lettera indirizzata al presidente russo Vladimir Putin. Il musicista esordisce con un informale “Caro Vladimir, spero che questa lettera ti trovi in buona salute” e informa subito il premier: “Spero non ti dispiaccia se sollevo il problema”. Dopo di che, arriva la difesa degli attivisti: “I miei amici russi dicono che in alcuni ambienti, i manifestanti sono considerati nemici della Russia, che fanno la volontà dei governi occidentali”. Falso, assicura il cantante inglese: “Greenpeace non è una organizzazione anti-russa. Danno sempre fastidio a questo o quel governo, certo. Ma, lo dico perché lo so, non hanno mai e in nessun luogo al mondo preso soldi da governi o aziende”. E ancora: “Accettano la responsabilità di quello che hanno fatto veramente”, nota McCartney: “Ma non si può trovare una soluzione del problema che convenga a tutti?”, chiede. E, anche se non mette in discussione l’indipendenza della magistratura in Russia, conclude: “Mi chiedo se è possibile utilizzare la tua influenza, qualunque essa sia, per restituire i detenuti alle loro famiglie?”

Gli attivisti Greenpeace appaiono sulla facciata della Sagrada Familia

greenpeace-sagradafamilia-tuttacronacaLe foto dei trenta attivisti Greenpeace della nave Arctic Sunrise detenuti in Russia hanno fatto oggi la loro apparizione su una delle facciate della Sagrada Familia, in Spagna. A srotolare gli striscioni con i loro volti una decina di compagni, che ne richiedono la liberazione. L’arresto degli attivisti risale a fine settembre, in occasione di una contestazione attorno alla piattaforma di trivellazione di Gazprom, nell’Artico. Sono stati prima accusati di pirateria, che in Russia prevede 15 anni di carcere, e poi di teppismo, reato che ne prevede sette.

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Cambio di rotta in Russia: gli attivisti Greenpeace ora accusati di vandalismo

russia-greenpeace-tuttacronacaClamorosa notizia dalla Russia quella riferita da Itar-Tass che rende noto, citando il portavoce della commissione investigativa, che la magistratura ha cambiato idea ed ha fatto cadere le accuse di pirateria contro gli attivisti di Greenpeace che hanno dato l’assalto a una piattaforma petrolifera nell’Artico, sostituendole con accuse meno gravi di teppismo. Gli attivisti rischiavano fino a 15 anni di carcere.  Tra i militanti finiti in prigione ci sono il capitano della Artic Sunrise, l’americano Peter Willcox, e lo svizzero Marco Weber. Oltre ad un polacco, due neozelandesi, un canadese, un francese, un turco e Cristian D’Alessandro, l’attivista italiano entrato a far parte dell’ equipaggio internazionale delle navi dell’associazione ambientalista a inizio 2013, dopo vari anni di volontariato nel Gruppo Locale di Napoli.

Secondo i russi: droga a bordo di Greenpeace

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Secondo gli inquirenti russi sarebbero state trovate sostanze stupefacenti a bordo dell’Arctic Sunrise, rompighiaccio di Greenpeace sequestrato dalle autorità di Mosca. Forse potrebbe trattarsi dell’ennesimo elemento che la Russia vuole mettere in risalto verso l’opinione pubblica per screditare l’operato dell’associazione ambientalista.

“Sostanze, presumibilmente oppio e morfina, sono state sequestrate durante la perquisizione del battello. L’origine delle sostanze e il loro scopo devono essere determinati”, ha detto il capo del Comitato investigativo russo Vladimir Markin. Markin ha anche affermato che alcuni membri dell’equipaggio verranno accusati anche di altri reati.

Intanto il direttore esecutivo di Greenpeace International, Kumi Naidoo, ha chiesto di incontrare il presidente russo Vladimir Putin, per discutere del caso dei 28 attivisti e di due fotografi: “Caro presidente Putin …. chiedo un incontro urgente con voi”, ha scritto Naidoo nella lettera consegnata oggi all’Ambasciata russa all’Aia e riportata nel comunicato diffuso da Greenpeace.

Il numero uno di Greenpeace ha quindi espresso la propria disponibilità a trasferirsi in Russia “per la durata di questa vicenda” e a offrirsi come “garante della buona condotta degli attivisti di Greenpeace, qualora venissero rilasciati dietro cauzione”. La settimana scorsa i 30 membri dell’equipaggio, 26 dei quali sono stranieri, sono stati incriminati per “pirateria di gruppo organizzata”, reato per il quale si rischia fino a 15 anni di detenzione.

“Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo – ha aggiunto Naidoo nella missiva a Putin – ecco perché vi invito a chiedere, come presidente della Russia, che le accuse eccessive di pirateria vengano fatte cadere … e che i due fotografi freelance, che non sono membri di Greenpeace, siano rilasciati subito. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa”.

La Spagna ammette la corrida, ma poi si dichiara vegetariana

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Le stranezze di un Paese in forte cambiamento anche se attanagliato da una crisi economica che sta devastando la Spagna. Ma ogni in piazza non si protesta contro la disoccupazione o l’ennesima tassa bensì sulla carne. Lo slogan richiama l’attenzione e pone una domanda

“Quanta crudeltà sei capace di mandare giù?”

mentre il piatto al centro di una piazza di Barcellona con i corpi nudi di due attivisti degli Animaturalis attirano gli sguardi e ancora una volta aprono il dibattito tra vegetariani e carnivori.

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D’Alessandro, l’attivista Greenpeace, condannato a custodia cautelare

greenpeace-attivista-italiano-tuttacronacaE’ stato condannato a due mesi di custodia cauterlare dal tribunale russo di Murmansk Cristian D’Alessandro, attivista italiano di Greenpeace che era stato fermato a seguito del blitz nell’Artico contro contro una piattaforma petrolifera di Gazprom. Assieme al volontario italiano, che sarà sottoposto a custodia cautelare mentre le autorità indagano sul reato di pirateria, sono stati condannati anche altri attivisti e membri dell’equipaggio dell’Arctic Sunrise. Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace Italia, ha detto: “Questo è un tentativo agghiacciante di intimidirci e mettere a tacere una protesta pacifica, ma noi resisteremo e faremo ogni sforzo possibile per continuare ad informare l’opinione pubblica sui veri pericoli delle trivellazioni nell’Artico”. L’ufficio di Greenpeace “è in contatto con la famiglia di Cristian e sta facendo tutto il possibile per assicurarsi che l’attivista stia bene durante la custodia”.

Russia Vs Greenpeace: maxi processo contro 30 attivisti

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La Russia porta a processo 30 attivisti di Greenpeace (provenienti da 18 Paesi)  e li accusa di pirateria per aver tentato, il 18 settembre scorso, di salire sulla  piattaforma petrolifera di Gazprom nell’Artico russo.

“Tutti quelli che hanno partecipato all’assalto alla piattaforma saranno processati, senza nessuna esclusione o riguardo per la loro nazionalità”, ha annunciato Vladimir Markin, portavoce del Comitato per la sicurezza russo.

Gli attivisti secondo la legge russa rischiano sino a  15 anni di prigione. Il 20 settembre la guardia costiera russa ha abbordato la nave sui cui viaggiavano e l’ha sequestrata, arrestando tutto l’equipaggio. Ora Greenpeace, va all’attacco e denuncia la Russia  per aver arrestato gli attivisti senza concedere neppure l’assistenza dei legali.

Intanto un’ora fa è arrivata la notizia che ”Cristian d’Alessandro sta bene, e’ in ottime condizioni fisiche e psicologiche”. A riferirlo all’ANSA è  stato il console generale di San Pietroburgo Luigi Estero, dopo che il suo vice ha incontrato il giovane a bordo della nave rompighiaccio di Greenpeace Sunrise, ancorata a Murmansk in seguito al blitz contro la prima piattaforma petrolifera artica russa Gazprom. ”Cristian ha riferito di non aver subito alcun maltrattamento e di voler rassicurare la famiglia”.

 

Gli attivisti che distruggono un campo di mais ogm

mais-ogm-pordenone-tuttacronacaAlcuni attivisti di movimenti dei centri sociali del NordEst e di associazioni anti-ogm hanno calpestato, in parte distruggendolo, un campo in cui era stato seminato mais ogm a Vivaro, in provincia di Pordenone: le forze dell’ordine hanno presidiato la manifestazione. Ad essere presa di mira una porzione di campo dove del mais “Mon 810” è stato seminato dall’imprenditore Giorgio Fidenato lo scordo giugno. Ma Fidenato non è nuovo a queste azioni: nel 2010 erano già avvenute la semina e la successiva distruzione di un suo campo. L’imprenditore, che si appella alle direttive comunitarie, è stato recentemente assolto per la semina di quell’anno ma sia il Governo che la Regione Friuli Venezia Giulia si dichiarano contrari allo sviluppo dell’agricoltura ogm. Tuttavia non è stata tracciata una linea netta.

No Tav la contestazione è ora assimilata ad attentato terroristico

attacco-terroristico-val-di-susa-no-tav-tuttacronacaPugno duro contro gli attivisti No Tav. Ai manifestanti ora viene contestata l’accusa di attentato per finalità terroristiche o di eversione e per questa ragione i pm hanno disposto nella mattina di oggi, 29 luglio, una serie di perquisizioni nelle abitazioni di alcuni dimostranti. L’accusa fa riferimento all’assalto al cantiere dello scorso 10 luglio, quando gli appartenenti alle forze dell’ordine furono costretti a uscire dalle reti del cantiere per poi essere presi di mira con bombe carta, petardi e pietre lanciati ad altezza d’uomo. In quell’occasione fuorno fermati 9 attivisti, si registrarono 15 agenti contusi e l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia bloccata per ore a causa di un violento incendio. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati pc e telefoni cellulari.

Le sei “Spiderwomen” di Greenpeace che scalano il grattacielo per protesta

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Per protestare contro le trivellazioni petrolifere della Shell nell’Artico sei attiviste di Greenpeace hanno deciso di dar la scalata al grattacielo Shard London Bridge di Londra, progettato da Renzo Piano. Le sei “spiderwomen”, Sabine Huyghe (Belgio), Sandra Lamborn (Svezia), Victoria Henry (Canada), Ali Garrigan (Regno Unito), Wiola Smul (Polonia) e Liesbeth Debbens (Olanda), si sono ripromesse che, in caso di successo nell’impresa, caleranno uno striscione di protesta contro la compagnia dall’alto dei 310 metri del grattacielo. Lo striscione risulterebbe visibili anche dagli uffici della Shell, che si trovano nei pressi dello Shard.

Denuncia i pedofili e finisce in carcere.

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Lei è una nota attivista per i diritti delle donne e si chiama Ye Haiyan, ma in Cina protestare, si sa, può portare gravi conseguenze. Qualche giorno fa una sua foto aveva riscosso enorme successo e aveva generato una vera e propria campagna, diventata virale, sul web. La donna si era fatta ritrarre con un enorme cartello su cui era scritto:   “Preside, chiamami se vuoi andare a letto, lascia in pace i bambini“ riferito al preside di una scuola accusato, insieme a un altro dipendente della stessa, di abusare delle bambine affidate alle sue cure stuprandole.

Quando Ye Haiyan torna a casa ad attenderla ci sono delle persone che, secondo Haiyan, avrebbero cercato di aggredirla. Lei si sarebbe difesa con un coltello da cucina ferendo lievemente tre donne. Naturalmente per il governo cinese, queste persone, erano andate dalla donna per una serie di vecchie storie personali e la stessa attivista in un primo momento le avrebbe accolte in casa e poi le avrebbe ferite.

La donna è stata condannata a 15 giorni di carcere. 15 giorni in cui lei, donna sola con una figlia 13enne non sa proprio come gestire. Così sono insorti gli attivisti denunciando come in Cina nessuno può toccare i pedofili senza finire in carcere.

Lo sgombero del centro sociale Zam a Milano: primi scontri

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“Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”: è questa la scritta che appare appena si entra in via Olgiati, a Milano, lungo la quale ha sede il centro sociale Zam (Zona autonoma Milano). Nato due anni fa ad opera di alcuni giovani che avevano occupato un palazzo abbandonato, oggi la polizia ed i carabinieri stanno procedendo allo sgombero e la tensione è già alta. Per proteggere il loro centro, che durante il periodo della sua apertura ha ospitato incontri, dibattiti e concerti, sono stati piazzati in strada tavoli, sedie e inferriate a mò di barricata salvo poi andare a fuoco a seguito di un incendio sprigionatosi al centro della strada, obbligando così ad intervenire anche i vigili del fuoco. All’interno della sede ci sono ancora decine di giovani mentre altri, all’esterno, protestano e in molti, seduti davanti alla barricata in “difesa passiva” sono stati alzati di forza prima che le forze dell’ordine provvedesero all’abbattimento. Un mese fa gli stessi attivisti, in occasione del 25 aprile, avevano protestato in Galleria, arrivando perfino davanti a Palazzo Marino, dove c’erano state tensioni con la polizia.

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Navi di Sea Shepherd speronate nell’Antartide

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Alcune navi giapponesi avrebbero speronato le navi degli attivisti della Sea Shepherd. Gli attivisti erano in zona per evitare la caccia alle balene. Durante un’operazione di disturbo alle barche giapponesi sembra che ci stata la collisione. Le navi coinvolte secondo la Sea Shepherd sarebbero 2.

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