Aiuti di Stato illeciti alle banche? Se lo chiede Bruxelles

Banca-d’Italia-tuttacronacaE’ la Commissione europea a chiedersi se la rivalutazione delle quote della Banca d’Italia non sia, in realtà, un paravento dietro cui nascondere illeciti aiuti di Stato alle banche. E proprio per vederci chiaro ha inviato una lettera al ministero dell’Economia per chiedere delucidazioni. Ad essere sotto esame è un decreto che l’ex ministro Saccomanni avrebbe omesso di notificare a Bruxelles e che prevede in particolare la rivalutazione da 300 milioni di lire a 7,5 miliardi di euro delle quote di via Nazionale, in possesso di molti istituti. La riforma vieta di detenere più del 3% del capitale. Come spiega Repubblica, sopra questa soglia sono in particolare Intesa-SanPaolo e Unicredit, ma anche Generali, Cassa di risparmio di Bologna, Inps e Carige. Il decreto prevede la dismissione delle quote eccedenti che, se non trovano investitori sul mercato, possono essere acquistate “temporaneamente” dalla Banca d’Italia stessa. Non solo, vi è anche nn’altra norma che prevede la possibilità della distribuzione di un dividendo, da parte della Banca d’Italia, fino al 6% del valore di ogni singola quota. Dalla rivalutazione il Tesoro ha incassato un extragettito fiscale. Ancora il quotidiano Repubblica cita in particolare la denuncia dell’eurodeputato dell’Idv, Niccolò Rinaldi ma sul tavolo della commissione ve ne sarebbe almeno un’altra: quella delle due associazioni di consumatori Adusbef-Federconsumatori che all’inizio del mese avevano presentato un esposto a circa 130 procure generali e alla Corte dei Conti contro la riforma della Banca d’Italia. Elio Lannutti, presidente di Adusbef, afferma: “Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi la mail della Commissione Europea. C’è indicato un indirizzo al quale mandare ulteriore documentazione. Ho anche chiamato il funzionario e posso dare la conferma che sul tema si è attivata la commissione”. L’articolo di Repubblica, che evidenzia come “per ora Bruxelles non salta alla conclusioni, perché il caso Bankitalia è appena agli inizi”, sostiene che al di là delle segnalazioni le autorità europee avevano comunque notato l’operazione, in considerazione anche dell’esame che l’Eba – l’autorità europea sulle banche – sui bilanci degli istituti.

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“Basta Euro”: Salvini e la marcia su Firenze

salvini-firenze-tuttacronacaIl segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha preso parte alla manifestazione del Carroccio che si è tenuta domenica a Firenze per aprire la campagna delle elezioni europee e comunali. Il leghista non ha mancato di lanciare un attacco al futuro premier: “Renzi ha nominato il suo successore a sindaco di Firenze ma di solito così funziona a Cuba, dove Fidel Castro sceglie il fratello Raul come successore”. Secondo alcune indiscrezioni, infatti, Renzi avrebbe scelto il suo ex vicesindaco Dario Nardella come successore a Palazzo Vecchio. “In Italia saremmo una democrazia, dove non c’è una dinastia padronale – ha aggiunto Salvini – per carità, Renzi cammina anche sulle acque, però il sindaco lo scelgono i fiorentini e quindi la partita non è chiusa”. I leghisti hanno manifestato da via dei Cerretani e Piazza della Signoria a Firenze, al grido di ‘No all’Euro’ impresso su tanti palloncini colorati, slogan che il Carroccio utilizza per la propria campagna elettorale in vista delle prossime europee.

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Michelle Hunziker e il voto in Svizzera: “Rappresenterà un boomerang”

michelle-hunziker-tuttacronacaMichelle Hunziker ha commentato al Messaggero l’esito del referendum che ha fissato un tetto all’ingresso dei cittadini stranieri nel Paese: “Questo voto rappresenterà un boomerang. Ci sono sessantamila frontalieri italiani preoccupati per il loro futuro e per quello delle loro famiglie. Il voto di domenica avrà certamente ripercussioni politiche, economiche…Gli svizzeri dovranno aspettarsele”. La scelta, tuttavia, non sorprende la showgirl: “Il mio paese è sempre stato il riccio d’Europa. un paese chiuso, ben deciso a difendere la propria gente, i propri interessi. Non sto dicendo che è giusto o sbagliato. È così”. Ma lei sa anche bene cosa significhi essere una extracomunitria, essendosi trasferita in Italia: “Sono arrivata a 16 anni, mia madre aveva deciso di trasferirsi qui e per me è stato traumatico lasciare tutto, di colpo. (…). Quando sono arrivata in Italia la Svizzera non aveva ancora firmato gli accordi bilaterali. Ero a tutti gli effetti un extracomunitaria. mi ricordo le file al commissariato di Bologna, io unica Svizzera che veniva in Italia. Dieci sportelli ma ne funzionava uno solo. Arrivava finalmente il tuo turno e c’era sempre un documento che mancava. per avere il permesso di soggiorno ho dovuto aspettare un mese”.

La nazionale Svizzera senza immigrati…

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Ieri la bufera generata dal referendum in Svizzera contro l’immigrazione di massa, perché quel 50,3% che ha votato a favore ha messo in crisi l’Europa e i trattati stipulati sulla libera circolazione di merci e persone. Una rinegoziazione che non sarà facile da gestire e che davvero potrebbe minare le basi stesse della Ue. Ma se ieri c’era polemica oggi arrivano le conseguenze… cosa ne sarà della nazionale elvetica senza immigrati? La foto è esplicita, scenderebbero in campo solo 3 giocatori…

 

Presunta violazione dei diritti dei disabili in viaggio e dei risarcimenti!

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Altra tegola Ue sull’Italia. Secondo l’Unione infatti il nostro Paese avrebbe violato le norme sui diritti dei passeggeri disabili nonché i risarcimenti per chi compra un pacchetto viaggio di agenzie turistiche che poi falliscono. Lo contesta la Commissione Ue, che ha avviato tre procedure d’infrazione con l’invio di lettere di messa in mora. Ora l’Italia ha 2 mesi per rispondere. Bruxelles rimprovera all’Italia di non rispettare in particolare i diritti dei passeggeri disabili che si spostano in bus, in quanto rischiano di non potersi spostare nell’assenza di fermate predefinite in cui possono ricevere assistenza. Chi viaggia via nave corre ugualmente il rischio di non vedere tutelati i propri diritti, in quanto non è ancora operativa l’autorità garante per la verifica del loro rispetto e a cui i cittadini possono rivolgersi in caso di contenziosi. Problemi anche sul diritto al rimborso per chi compra pacchetti-vacanze in caso di fallimento dell’operatore turistico: il fondo nazionale preposto ai rimborsi non ha sufficienti risorse finanziarie per farvi fronte, con un allungamento notevole dei tempi per i ricorsi dei consumatori. L’Italia, se non fornirà risposte adeguate alla Commissione Ue, rischia di veder proseguire le procedure d’infrazione sino a ritrovarsi davanti la Corte di giustizia Ue.

“Napolitano si faccia un giro senza scorta”: così Salvini

matteo-salvini-tuttacronacaBotta e risposta a distanza tra il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e il segretario della Lega Matteo Salvini dopo la contestazione del Carroccio a Strasburgo durante il discorso del Presidente della Repubblica. In visita al Parlamento europeo, Napolitano ha parlato di “Proteste marginali e modeste”. A questee parole Salvini ha risposto invitandolo a fare “un giro senza scorta tra i disoccupati”.

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“Basta austerity” e “Basta euro”: Napolitano a Strasburgo e la contestazione della Lega

parlamento-ue-lega-napolitano-tuttacronacaIl presidente Napolitano è intervenuto all’Europarlamento di Strasburgo dove ha sottolineato che i cittadini non devono scegliere tra “un’agitazione puramente distruttiva contro l’euro e contro l’Ue” o tra un’Europa che pure “ha mostrato gravi carenze e storture nel suo cammino”. E ha aggiunto che bisogna “vincere dure battaglie politiche contro egoismi e meschinità nazionali, ristrettezze di vedute, calcoli di esperienza e conservatorismi anacronostici, quotidianamente riscontrabili nelle classi dirigenti nazionali”. E ancora: “Non regge più la politica di austerità a ogni costo”. Nel suo intervento Napolitano ha quindi sottolineato che “C’è vacua propaganda e scarsa credibilità nel discorso di quanti hanno assunto atteggiamenti liquidatori verso quel che abbiamo edificato nei decenni scorsi”. E ancora il capo dello Stato: “Manca oggi la ‘vista lunga’ a troppi leader europei, per insufficiente consapevolezza del declino che minaccia l’Europa”, notando come “finora in un continente così interconnesso come il nostro, la politica è rimasta nazionale, con i suoi fatali limiti e con le sue vistose degenerazioni”. Ma il discorso è stato interrotto dagli  eurodeputati della Lega Nord, guidati da Matteo Salvini, che hanno fatto irruzione e protestato contro l’Euro. Un gesto che è stato fischiato dall’Europarlamento, che ha condannato i comportamenti leghisti a Strasburgo. Il segretario del Carroccio ha spiegato: “Napolitano senza vergogna, chi ancora difende questo Euro che ha massacrato lavoro, stipendi e pensioni è in malafede. Il voto di maggio spazzerà via queste Euro Follie”. L’eurodeputato Mario Borghezio ha spiegato che la protesta della Lega Nord non è contro Napolitano, ma contro l’Euro: “Non è una protesta nei confronti del Presidente, per il quale portiamo rispetto, Napolitano, ma è una protesta per la sua adesione un po’ cieca a questa Europa e ai poteri delle banche che essa rappresenta. Siamo contro questo euro che danneggia le Pmi e sta portando alla rovina il nostro paese e soprattutto il nostro nord”. Ancora Borghezio, presente in Aula, ha urlato: “Presidente, noi la rispettiamo ma non deve difendere l’Europa delle banche. Non tradisca Cattaneo. Si ricordi la carta di Chivasso”. Quest’ultimo, in riferimento al documento dei federalisti piemontesi e valdostani del 1943, considerato da Borghezio “la carta costituzionale del federalismo regionale”.

Gli hard disk con i file ricevuti da Snowden distrutti da The Guardian: il video

guardian-snowden-tuttacronacaEra il 20 luglio 2013 quando The Guardian, in accordo con il governo, distruggeva alcuni file ricevuti dalla talpa Edward Snowden, l’ex tecnico della Central Intelligence Agency che ha fatto scoppiare lo scandalo Datagate. Solo ora, tuttavia, la testata ha diffuso il video sul web. Il governo britannico non voleva sequestrarli d’autorità. I servizi segreti non potevano allo stesso tempo permettere che i dati consegnati da Snowden a The Guardian, rimanessero in custodia dei giornalisti. La distruzione fisica degli hard disk che contenevano i file è stata decisa per andare incontro sia alle necessità del governo, sia dello spionaggio britannico. Lo smantellamento ha avuto luogo davanti ad un gruppo di persone formato da autorità varie e giornalisti. Un dubbio, però, rimane: c’è la certezza che i giornalisti non abbiano prima fatto una copia dei file?

Putin Killer of Democracy: la protesta di due Femen

femen-putin-tuttacronacaIl presidente russo Valdimir Putin è in visita alla sede del Consiglio d’Europa a Bruxelles e due attiviste femen non si sono lasciate sfuggire l’occasione per protestare animatamente davanti alla stessa sede. Nella capitale belga è in programma un summit con i vertici della Ue.

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Datagate: gli 007 tenevano sotto controllo anche le app più scaricate

Angry_birds_tuttacronacaNuove informazioni arrivano sulle azioni della Nsa e dei loro colleghi britannici che, per spiare possibili obiettivi, tenevano sotto osservazione anche il videogioco Angry Birds. Simili apps, infatti, sono in grado di fornire all’intelligence informazioni contenute negli smartphone, che vanno dai codici di identificazione del telefono stesso alla sua posizione geografica in un dato momento. Edward Snowden, la talpa del Datagate, ha raccolto documenti secondo i quali già nel 2007 la Nsa e i servizi britannici erano al lavoro per stabilire come ottenere e conservare dati grazie a decine di app per smartphone. Il New York Times scrive che, da allora, le due intelligence si sono scambiate informazioni su come ottenere informazioni sui contatti o sulle agende contenute nei telefoni ottenibili, ad esempio, quando un ‘obiettivo’ usa Google Maps, o le versioni per telefonini di Facebook, Flickr, LinkedIn, Twitter e simili. Il quotidiano statunitense spiega che l’attenzione degli intercettatori per i telefonini è stata portata alla luce anche in documenti già diffusi nell’ambito del Datagate, ma queste nuove rivelazion mostrano in particolare le loro aspettative riguardo agli smartphone e alle relative app. Tale attenzione, inoltre, stando a quanto si legge in un documento britannico del 2011, ha trovato sbocco in un programma chiamato “the mobile surge”. La portata della raccolta dati non emerge però con chiarezza dai documenti, poichè, scrive il Nyt, non ci sono riferimenti espliciti che mostrino che le possibilità studiate siano poi state effettivamente utilizzate.

Euro-gaffe in Inghilterra: “come un italiano che tocca il sedere alle donne”

chris_davies_tuttacronacaIncredibile gaffe quella dell’europarlamentare Chris Davies nel corso di un programma radiofonico della Bbc. Il politico, amico di Lord Rennard, al centro di uno scandalo per molestie sessuali che sta scuotendo il partito di Nick Clegg, ha tentato di giustificare il collega paragonandolo a “un italiano che tocca il sedere alle donne”.  Il politico si è poi scusato, ma ormai l’uscita infelice c’era stata. Per Davies, il rumore provocato dal casi di Lord Rennard,  sospeso dal partito per non essersi scusato dopo le accuse di molestie sessuali mosse da alcune donne che militano nei libdem, è esagerato.  “Dopo tutto – ha detto – non è mica Jimmi Savile, ma semplicemente come un italiano che tocca il sedere a una donna”. Ha quindi precisato, stando a quanto riferisce il Daily Telegraph “Il mio commento sugli italiani che toccano il sedere alle donne è stato grossolano e me ne scuso”. Spiegando: “Sono state parole dette di getto, durante un’intervista dal vivo in cui stavo tentando di spiegare che le accuse contro Lord Rennard vanno messe in prospettiva”.

Der Spiegel: “La Germania aprirà procedimento penale sul presidente Usa”

Obama-Merkel-tuttacronacaE’ il settimanale tedesco Der Spiegel a scrivere che il governo tedesco starebbe pensando di avviare un procedimento giudiziario contro gli Usa, con l’accusa di aver spiato illegalmente il telefono della cancelliera Angela Merkel, come emerso dalle rivelazioni di Edward Snowden. Sempre il giornale rende noto che il ministro della Giustizia Heiko Maas avrebbe comunicato al ministro degli Esteri Frank- Walter Steinmeier, che il procuratore generale federale Harald Range, potrebbe avviare tali azioni penali. Al Wall Street Journal un portavoce del procuratore ha riferito che si sta ancora analizzando la vicenda e che “una decisione definitiva non è ancora stata presa”. Tuttavia, il tema sta sul tavolo, come conferma un altro portavoce, quello del ministero della giustizia, Anne Zimmermann, secondo cui il procuratore generale è pronto a decidere in modo “autonomo in merito all’opportunità di avviare un procedimento una volta che ha concluso il suo esame preliminare”.  Come scrive il Mattino:

Un’azione giudiziaria avrebbe del clamoroso e renderebbe ancora più difficili i già tesi rapporti diplomatici tra i due paesi dopo quanto è emerso l’anno scorso in seguito allo scoppio del datagate, e cioè che Angela Merkel, assieme a circa 35 leader mondiali sono stati monitorati dall’agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Lo stesso Obama, dopo il suo discorso in cui ha annunciato la riforma della Nsa, ha cercato di rassicurare direttamente l’opinione pubblica tedesca, promettendo che la signora Merkel non sarà piu un obiettivo dello spionaggio degli Stati Uniti, almeno sino a quando lui è presidente.  «Io vorrei che un meccanismo di sorveglianza non rovinasse il rapporto che abbiamo nè ostacolasse il tipo di comunicazione e di fiducia che esiste tra di noi. Finchè io sono il presidente degli Stati Uniti – ha assicurato Obama alla tv pubblica Zdf – il cancelliere non dovrà preoccuparsi di tutto ciò»

Suicido shock! Si toglie la vita a 13 anni per i brutti voti!

ragazzina-suicida-tuttacronacaShock in un Comune del basso mantovano dove una ragazzina di origini indiane di appena 13 anni si è tolta la vita nella sua abitazione. La piccola, sola in casa, ha preso una corda improvvisata, se l’è stretta attorno al collo e, dopo averla legata alla ringhiera di un soppalco, si è impiccata. La ragazzina, che frequentava la seconda media e viveva con la madre separata, ha lasciato un biglietto dove spiegava la sua angoscia per i brutti voti presi ultimamente a scuola. E’ stata la madre a trovare il giovane corpo senza vita.  Inutili i tentativi di rianimazione del personale del 118. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri.

Il camionista licenziato perchè ha detto no al contratto bulgaro

autostrada_autotrasporto-tuttacronaca“Mi chiamo Alessandro, per i colleghi Valanga e sono, o meglio ero un autista. Un lavoro in un settore spesso mal visto e mal interpretato, ma affascinante e comunque indispensabile. Uno di quei lavori che puoi fare solo con passione. Passione che ti spinge a farti le patenti, a girare per le strade d’Europa col tuo metabolismo regolato dalle ore di guida, dai clienti e dalle dogane. Ma vai avanti.” Inizia così la lettera pubblicata da un 31enne milanese di Segrate su Weborienta. Lui è camionista da 12 anni e qualche riga dopo aggiunge: “Ora basta. Lavoro in Italia, con un mezzo italiano, trasporto merce italiana da e per l’Italia se non addirittura in Italia, sono italiano orgogliosamente e tu mi proponi un contratto bulgaro no.” Perchè è una pratica sempre più gettonata, come spiega lo stesso Alessandro Gabanella al Corriere. “La telefonata è arrivata un anno fa e a dire il vero me l’aspettavo da un po’. Il titolare dell’azienda mi ha detto: ‘Vieni giù e ne parliamo’. Io gli ho replicato: Non propormi le porcherie che sento in giro, perché non vengo proprio”. E ora, per aver detto sì al suo orgoglio di essere italiano e alla legalità, è senza lavoro da un anno. Spiega il quotidiano:

Patente C, D, E. Migliaia di euro per poter guidare tir e autotreni. Contratti sempre precari ma una grande passione. Stipendio da 1.800 euro al mese, settimane intere al volante passando dogane e frontiere. Amici improvvisati nei motel di ogni dove. I marocchini, i pachistani e poi i romeni, i bulgari. Le «navi-scuola», gli amori, il forno da campeggio, i panini e i «bocadillos», le notti a Novara con la nebbia fitta sulla Torino-Milano e la responsabilità di carichi come macigni, l’attenzione spasmodica che non ti freghino la benzina mentre sei in dormiveglia. La carreggiata unico metro di riferimento e il parlare da soli per dissimulare la solitudine.

 

Quello che accade con questi contratti bulgari lo si può sintetizzare in questo modo:

in Bulgaria i camionisti guadagnano un terzo dello stipendio italiano e le tasse e i contributi sono minimi. Ma la Bulgaria, come la Romania, ora fa parte dell’Unione europea e in virtù della liberalizzazione del mercato e della volontà degli sherpa di Bruxelles di favorire la mobilità sovranazionale molti “paletti” sono stati divelti. Così ora si moltiplicano le aziende italiane di trasporto che chiudono nel nostro Paese per aprire una sede fittizia nell’est Europa. Con la complicità di agenzie interinali italiane (su cui siti campeggiano diversi annunci per autisti romeni) e persino di una sigla sindacale, la Unitai (aderente a Conftrasporto) che aiuta i «padroncini» a chiudere da noi per riaprire in Bulgaria fornendo tutte le informazioni del caso. L’esito – dice Alessandro – «è che se non fai come ti dicono loro resti a casa. E al tuo posto assumono un bulgaro, oppure riassumono un tuo collega italiano con un contratto bulgaro riconoscendogli in nero lo stipendio che aveva prima , ma non pagandogli più contributi e tanto meno le tasse. Se non accetti – e se ti va bene – rischi di diventare un cassintegrato. Con i sussidi dello Stato italiano, i soldi per la formazione italiani, la merce trasportata italiana da un tuo collega italiano a finanziare il welfare di Romania e Bulgaria». Eppure le norme prescrivono che aziende di trasporto straniere non possano fare più di tre viaggi all’interno di un Paese estero a settimana. Peccato che fatta legge, trovato l’inganno. Le aziende di trasporto che hanno aperto una filiale nell’est Europa hanno tenuto rimorchi e semirimorchi italiani in modo da saltare i controlli relativi al cabotaggio e ora c’è il far west. Dice Alessandro che si può trovare ovunque ampio riscontro di quello che sta accadendo: «La Arcese trasporti, che ha gestito i trasporti della Fiat per una vita, assume ora in Romania e ha appena chiuso a Torino. La Maggi ha licenziato 50 persone e ad aprile ha liquidato il settore del trasporto del latte puntando sulla logistica. Lo stesso ha fatto la Amantini. Ma anche Autori, Torello, Vercesi, Spinelli (l’azienda del presidente del Livorno, ndr.), Transmec, Fertrans, Colucci hanno assunto personale da agenzie o vettori dell’est Europa, ma nessuno lo dichiara apertamente. Eppure è tutto perfettamente legale, come mai non dichiararlo alla luce del sole?». Benvenuti in Europa, dalla porta est.

L’operato dell’Nsa è lecito: lo dice un giudice di New York

datagate-tuttacronacaWilliam Pauley, giudice della Corte distrettuale di Manhattan, ha stabilito che il programma di controllo delle telefonate private ad opera della Nsa sarebbe assolutamente lecito. In questo modo il giudice ha respinto il ricorso presentato dall’American Civil Liberties Union, organizzazione a difesa dei diritti civili, che ritiene non sia legale che un’agenzia federale possa sorvegliare milioni di telefonate di americani.

I nostri 7 giorni… aspettando il Natale!

7giorni-tuttacronacaNei prossimi giorni si attende la tempesta di Natale: freddo, ghiaccio e neve accompagneranno la Vigilia e il giorno di festa più atteso dell’anno. E viene spontaneo sperare che almeno quel manto bianco possa “coprire” almeno per qualche ora tutto quello che c’è di sbagliato in questa Italia. Come ogni settimana si è parlato molto di politica, a iniziare dagli auguri per le feste del Presidente Napolitano, passando per la soddisfazione di Letta per essere riuscito “a mangiare il panettone” anche quest’anno, fino al taglio delle province. Mentre fiumi d’inchiostro si spendono per aggiornare costantemente su quello che accade nelle Aule del potere, tra le polemiche alla Boldrini, le proteste del Movimento 5 Stelle e le vicessitudini di Berlusconi, tuttavia, la crisi che sembra essere sempre “quasi alla fine” pesa con tutta la sua tragicità sui cittadini. Ma gli italiani devono fare i conti anche con i terremoti, con quella speranza di un futuro migliore che spesso si trasforma in fuga all’estero (dal quale, capita anche questo nell’Unione Europea, si può essere cacciati). Non lo si vede più il futuro e per questo ci si concentra sulle tragedie quotidiane e su chi è migrante in Italia: non possono passare sottovoce le vicende dei Cei: da Lampedusa a Roma. E se protesta dev’essere, ormai coinvolge tutta la popolazione, con le manifestazioni dei Forconi, che siano a piazza del Popolo o a San Pietro, degli studenti e di chiunque s’indigna. In tutto questo, il Belpaese resta “macchiato” da fiumi d’odio e vede spuntare nuove campagne shock contro  la violenza sulle donne. Allora ben venga anche quella tempesta natalizia tanto attesa: forse “ripulirà” se non gli animi almeno l’aria…

7giorniPer fortuna, tuttavia, sarà che il Natale si avvicina e i bimbi scrivono lettere a Babbo Natale, sarà che i nostri cieli sono solcati dalla cometa Lovejoy che ci indica il cammino, non smettiamo di sperare, di proseguire, di credere in qualcosa. Ci saranno dei cambiamenti nel 2014? E’ quello che tutti noi ci auguriamo, che siano per il meglio. Sicuramente lo sperano i tifosi di calcio, visto che sta per aprirsi la nuova sessione di mercato e già si fa il totonomi e si controlla chi potrebbe lasciare e chi giungere sulle panchine. Perchè quel pallone alla fin fine, lo si voglia o no, crea un legame, permettendo a tutti di estraniarsi per 90 minuti da tutto quello che accade e, nel migliore dei casi, rallegrarsi. Manca pochissimo ormai a Natale, lo sanno anche i giocatori dell’Atalanta che nella sfida contro la Juve hanno indossato una maglia creata appositamente per lanciare i loro auguri. Anche i bianconeri non hanno però scordato i tifosi: i loro auguri sono arrivati via video, con un cartone animato creato apposta per l’occasione. Non c’è nulla da fare: Natale è il tema di questa settimana, sia che si unisca alla cronaca presentando un Presepe in cui appaiono i due marò, ancora in India, sia che si programmi il pranzo (fosse anche a base di panini… però speciali!), sia che si tratti di un cagnolino che intona la famosa canzone “Tu scendi dalle stelle”. Anche noi vogliamo concentrarci sul Natale e su quell’anziano signore vestito di rosso che sfreccia nei cieli. Perchè alla fin fine, accada quel che accada, dev’essere innanzitutto un sentimento, un’emozione. Il mondo è illuminato da infinite luci e ci auguriamo che possano tingere le vite di tutti noi. A questo punto resta solo una domanda: chi sarà il regista del vostro Natale?

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Babbo Natale? No, NSA! E “sta arrivando in città”…

nsa-spia-video-tuttacronacaQuest’anno si è parlato molto della NSA e del Datagate e per non scordarci neanche a Natale che siamo spiati un’organizzazione statunitense non governativa, orientata a difendere i diritti civili e le libertà individuali negli Stati Uniti, la ACLU, ha pensato di realizzare una parodia della canzone Santa Claus is coming to town. Il video è stato diffuso anche in Youtube e si vede una spia-Babbo Natale controllare tutto quanto accade: conversazioni, scambio di mail, contenuti del cellulare e via dicendo. Perchè se Santa Clause “sa quando dormi e quando sei sveglio”, anche la National Security Agency non si perde una mossa e compila la sua personale lista di buoni e cattivi…

Tre mesi di reclusione per il vicepresidente di Casapound

di-stefano-casapound-tuttacronacaSabato, a Roma, Simone Di Stefano, era stato arrestato dalla Digos con l’accusa di furto pluriaggravato per aver tentato di rimuovere la bandiera dell’Unione europea davanti alla sede Ue. Il vicepresidente di Casapound è stato ora condannato a tre mesi di reclusione e al pagamento di una multa di cento euro. Il giudice ha convalidato l’arresto disponendo la sua scarcerazione e stabilendo l’obbligo di firma bisettimanale. Dopo la condanna, mentre lasciava piazzale Clodio, Di Stefano ha commentato che la bandiera dell’Unione Europea “non ha assolutamente alcun valore spirituale perché rappresenta una costruzione tecnico-finanziaria che si basa sullo schiavismo dei popoli europei”. Domenico Di Tullio, il suo legale, ha detto: “Quello di Simone Di Stefano è un atto dimostrativo legato al movimento 9 dicembre dei Forconi”. Ha quindi spiegato: “Il giudice ha riconosciuto nella sua sentenza alcune attenuanti compresa quella del risarcimento in quanto la bandiera della Ue è stata restituita circa venti minuti dopo il blitz”.

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In manette Simone Di Stefano, il vicepresidente di Casapound

casapound-forconi-tuttacronacaLa Digos ha arrestato, con l’accusa di furto pluriaggravato, Simone Di Stefano. Il vicepresidente di Casapound, durante un blitz a Roma davanti alla sede Ue in occasione della rivolta dei Forconi, ha tentato di rimuovere la bandiera dell’Unione europea. Il vicepresidente ha infatti preso parte a un blitz davanti alla sede Ue di via IV Novembre nella Capitale e, armato di una scala, ha tentato di sostituire al bandiera dell’Ue con un Tricolore. Sia la scala che l’auto utilizzata per trasportarla sono state sequestrate dalla polizia. Per lo stesso blitz, a cui hanno preso parte un centinaio di manifestanti, sono stati denunciati dalla Digos dieci appartenenti a Casapound per concorso nel furto aggravato della bandiera dell’Unione Europea, resistenza a pubblico ufficiale e manifestazione non autorizzata.

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Scontri in Ucraina nel corteo pro Ue, centinaia i feriti

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Non una manifestazione, ma una guerra. A Kiev, notte violenta e numerosi scontri tra manifestanti pro-Ue e polizia. Le proteste andavano avanti da almeno una decina di giorni  contro la decisione del governo di sospendere un accordo di associazione tra Ucraina e Unione europea. In piazza Maidan ieri sera erano in 10.000 a manifestare, ma le forze speciali ‘Berkut’ hanno aspettato la tarda notte per intervenire, quando i dimostranti rimasti nella zona erano solo mille, o anche meno. A quel punto sarebbero stati circa duemila, secondo fonti accreditate, gli agenti che in tenuta in antisommossa, sono intervenuti verso le 4.30 del mattino con i manganelli. Questa mattina non c’era un solo manifestante, ma alcuni feriti in città si incontravano. Tra questi Petrò, 26 anni, con una vistosa fasciatura sulla fronte  «Mi hanno colpito con una manganellata – spiega -, ma non stavamo facendo niente di male, cantavamo, scherzavamo. I ‘Berkut’ sono arrivati all’improvviso». Andrei, 42 anni, è indignato: «È stata una strategia di guerra – dice -. I poliziotti sono arrivati all’improvviso, quando in piazza ormai c’erano solo 700-800 persone, alcuni dormivano già. Non so quanti erano gli agenti – prosegue -. Erano tantissimi comunque e colpivano chiunque, anche la gente a terra». Petrò sostiene che in piazza «c’erano un migliaio di persone quando sono arrivati i Berkut: la maggior parte della gente era andata via e la situazione sembrava tranquilla. Erano rimasti in piazza solo quelli che avevano intenzione di passare qui la notte. Gli agenti colpivano alla cieca – spiega arrabbiato -, c’erano persone col viso insanguinato, hanno chiesto i documenti agli studenti, arrestato un sacco di gente». «Hanno sgomberato la piazza con la violenza – gli fa eco un altro giovane -, hanno smontato tutto e non hanno nemmeno dato il tempo alle persone di raccogliere le proprie cose». Una rappresentante della polizia, Olga Bilik, ha detto in un’intervista a una tv locale che l’intervento delle ‘teste di cuoio è stato causato dal «lancio di lattine» da parte di alcuni dimostranti contro degli operai che stavano iniziando ad allestire le decorazioni natalizie. Ma la forte repressione della manifestazione costa al governo ucraino anche in termini diplomatici:  ferme condanne sono arrivate dall’ambasciatore Usa e dai ministri degli Esteri di Svezia e Lettonia.

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Saccomanni: la Stabilità non si tocca!

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Non si modificherà. la Stabilità resta com’è? E’ il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni al suo arrivo alla sede del Consiglio europeo per l’Eurogruppo ad affermare:

“Spiegherò bene le misure che abbiamo preso negli ultimi giorni, dal 15 ottobre a oggi sono accadute molte cose come privatizzazioni, spending review e il progetto quote Bankitalia, che secondo noi rispondono a richieste Ue”:

Saccomanni ha poi aggiunto che le misure prese “vanno incontro alle richieste della commissione europea” e ha ricordato il commento del presidente eurogruppo Jeroen Dijsselbloem sull’Italia che ha detto come “non sia stata avanzata nessuna richiesta di modifica dei progetti di bilancio”. L’impegno del ministro è tutto per la riduzione dello “stock del debito e tutto è utile perché una volta che scende, se le politiche sono virtuose, non sale”.

Per quanto riguarda le disposizioni per il rientro dei capitali all’estero, Saccomanni ribadisce che non rappresentano “un condono e neppure uno scudo” spiegando che si tratta di un intervento strutturale perché incide nelle relazioni dello Stato con il contribuente “distinguendo tra il contribuente onesto e collaborativo e il contribuente non collaborativo”.

Chissà se dopo le spiegazioni di Saccomanni non ci saranno più macchie sulla Stabilità italiana?

Datagate: neanche le prenotazioni alberghiere sono al sicuro dagli 007

datagate-tuttacronaca“Royal Concierge”. Si chiama così il programma usato dai servizi segreti britannici per tenere sotto controllo i sistemi di prenotazione online di oltre 350 alberghi in tutto il mondo. Si tratta di hotel che, solitamente, vengono scelti da diplomatici o rappresentanti del governo. A rivelare questa pratica di controllo è stata la talpa della Nsa. Tramite tale programma, secondo quanto riferito dal settimanale tedesco “Der Spiegel”, riesceno ad ottenere email, numeri di telefono riservati o altri dati di rappresentanti di Paesi stranieri.

BOCCIATA L’ITALIA: la stabilità è instabile!

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Ormai l’instabilità italiana è sotto gli occhi di tutti anche dell’Ue che oggi ha bocciato gli obiettivi poti in essere dal Patto di Stabilità, ex finanziaria, proposti dal governo Letta e per la prima volta al vaglio della Commissione Ue.  “C’è un rischio che la bozza del piano di bilancio per il 2014 non rispetti le regole del Patto di stabilità e crescita – sottolinea la Commissione -. In particolare, l’obiettivo di riduzione del debito nel 2014 non è rispettato”. L’Italia non potrà quindi chiedere alla Commissione Ue di fare uso della “clausola sugli investimenti” del Patto di stabilità, perché non rispetta la condizione del debito pubblico in discesa a un ritmo soddisfacente. «La Commissione europea – dice il vicepresidente Olli Rehn – conta molto sugli impegni presi dal governo italiano, in particolare sulla spending review portata avanti da Carlo Cottarelli». Nuovo colpo di scena… sulle vite degli italiani!

Guai per la Germania? Indagine per eccesso di export, da parte dell’Ue

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Indagine per eccesso di export questa è l’accusa volta dalla Commissione Ue nei confronti della Germania. Da oggi infatti sarà inviata un’analisi approfondita “sull’elevata eccedenza di bilancio”. L’annuncio è stato dato da José Manuel Barroso che ha anche precisato che l’indagine è finalizzata a capire se Berlino “può fare di più per contribuire al riequilibrio dell’economia europea”. Il surplus commerciale della Germania “può mettere pressione sull’apprezzamento dell’euro e rendere difficile il recupero della competitività dei Paesi periferici dell’Eurozona”. Non è ancora stata aperta la procedura d’infrazione che potrebbe condurre a sanzioni significative, ma è comunque chiaro il monito lanciato a Berlino.

 Anche se la strada sembra in salita infatti è facile sanzionare un paese in cui l’economica è debole e i conti non tornano, più arduo dimostrare che l’economia tedesca invece migliora a scapito di alcuni paesi membri… altra annosa questione è poi che l’enorme attivo tedesco che viene corroborato anche dall’export ha tra i partecipanti proprio i paesi che subiscono di più questa pressione, a iniziare dall’Italia che ha beneficiato dei fornitori tedeschi per 5,1 mld nel 2011 e 5,6 mld nel 2012.

 

I nostri 7 giorni: quando cambia menu l’Italia?

7-giorni-tuttacronacaLuca Parmitano ha terminato la sua missione e lunedì mattina, alle 3.49, toccherà nuovamente il suolo. Chissà come gli apparirà la Terra “dal suolo”. Niente più cime innevate, alberi a ricoprire le brutture e distanze che tutto appianano. Abituato, letteralmente, a guardarsi attorno e vedere lo spazio infinito, come si ritroverà in mezzo a muri di burocrazia e macerie di quella che era l’Italia? Viene da chiederselo, perchè nella suoi 166 giorni di lontananza ci ha abiuati a spazi infiniti e ha condiviso con noi la bellezza del Mondo… visto dall’alto! Mancheranno a noi quelle foto che offrivano uno sguardo d’insieme che permetteva di vedere oltre. Ce lo chiediamo perchè in questi 7 giorni il tempo è trascorso ma tutto è rimasto uguale. Abbiamo continuato ad assistere ai soliti dibattiti, le solite prese di posizione, le solite proteste. La settimana è iniziata con i riflettori puntati sul ministro Cancellieri e Giulia Ligresti, con il primo che difendeva il suo operato e la seconda che, libera dalle sbarre, andava a fare shopping. Perchè in Italia possono cambiare volti e nomi, ma resta quel essere “amico di…” Ed ecco che ci si chiede: una questione umana, deve valere per un singolo, o la legge è davvero uguale per tutti? La fiducia nel sistema crolla, così come si sta sgretolando poco alla volta anche il Pdl, con quella lotta intestina che ormai è incarnata in Berlusconi e Alfano: se anche il “braccio destro” viene amputato perchè si permette di pensare con la sua testa, che ne sarà degli altri. Il governo intanto va avanti, prendendo tempo, parlando di una crisi dalla quale si uscirà “poi”, “un domani”, “un giorno”. Ora quel giorno è stato individuato a fine 2014. La teoria dei piccoli passi può anche andar bene, quando il tempo c’è e quando quei piccoli spostamenti in avanti si possono toccare con mano. Il problema sorge quando chi fa queste promesse non appartiene a quella categoria che si trova a dover chiedere costantemente aiuto ai genitori, ai parenti, agli amici per poter continuare a sopravvivere. Perchè tempo non c’è, non più. Quindi ora che Parmitano torna cosa gli offriremo? Il menù è variegato, ma non è mutato. Le lotte intestine proseguono anche nel Pd, un tempo erano le primarie che mettevano in contrapposizione Renzi e Bersani. Ora c’è Renzi contro il resto di un partito che crea scalpore anche solo per i tesseramenti. Un partito che tra i suoi esponenti ha il sindaco di Roma che pedala sempre più da solo e che si ritrova a fare i conti con l’ennesimo scandalo, quello dell’Atac, che ci mostra una volta di più quanto radicata e profonda sia la corruzione. E se non bastasse, si specula anche sulle tragedie, come la cresta sulla New Town de L’Aquila ha dimostrato. Con cosa addolciremo il ritorno del nostro uomo delle stelle?

7giorniMa ripercorrendo questa settimana non si può non ricordare anche il giallo sulla morte della 28enne Simona Riso, così come le migliaia di vittime del supertifone Haiyan che ha investito le Filippine. E non possiamo certo scordarci del clamore suscitato dall’apprendere la notizia delle baby squillo del Parioli, con la madre della più giovane delle due, appena 14enne, che la spingeva a vendere il suo corpo. La deriva di una generazione spesso abbandonata a se stessa, figlia di adulti che, forse, non sanno più comunicare con coloro che rappresentano il nostro futuro. Li si lascia da soli, magari in balia di web e televisione dove vengono appresi comportamenti rischiosi per la vita e modelli irraggiungibili che mettono a serio rischio la salute. Come la nuova moda dello svenimento indotto, ma anche quell’ideale di magretta del Thigh Gap e l‘anoressia che colpisce sempre più i giovani. E la tv questa settimana ha fatto parecchio discutere per quanto capitato ad Anna Oxa nel corso della trasmissione Ballando con le stelle. Se la settimana scorsa c’erano state polemiche, sabato l’artista è tornata ad esibirsi solo per infortunarsi e cadere a terra. La diretta è poi continuata, scatenando le ire del Codacons. Per fortuna il tubo catodico riesce anche a strapparci qualche sorriso prendendo spunto da personaggi positivi, ecco allora che arriva l’imitazione di Papa Francesco offertaci da Crozza: quel frigo sulle spalle forse non ci ricorda i nostri “pesi quotidiani”? E per chi era stanco di preoccuparsi (o disperarsi) sul proprio futuro con il sempre discusso tema delle pensioni, c’è stata la possibilità di guardare a un futuro più prossimo che riguardasse altro, con più precisione, la situazione del Milan, che si prepara a dire addio non solo allo storico ad Galliani ma, pare, anche all’intero clan Raiola, Mario Balotelli in testa. Per fortuna a gennaio sarà di nuovo stagione di calciomercato e, almeno per un po’, vedremo le cose cambiare veramente, anche se si tratta solo di panchine calcistiche. Un piccolo cambiamento però c’è stato anche in classifica: la Juve ha battuto il Napoli raggiungendo il secondo posto in classifica dietro alla Roma che si è dovuta fermare al pareggio. E proprio al Sassuolo è bello pensare: veniva considerato la Cenerentola del campionato, eppure ha guardato “dentro se stessa” dopo un’incredibile batosta contro l’Inter e ha imboccato un’altra strada. Noi vogliamo dare il bentornato a Parmitano con un augurio che riguarda tutti quanti noi: che anche se siamo “incastrati” in una vita che non ci appartiene, riusciamo a renderci conto che cambiare direzione è possibile (certo, non facile).

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

L’ambasciare americano: mai spiati gli spagnoli

datagate-spagna-tuttacronacaIn seguito alla pubblicazione di alcuni articoli in cui si affermava che l’Nsa, la National Security Agency americana, aveva intercettato milioni di telefonate in Spagna, era scattata una convocazione per l’ambasciatore americano, James Costos, che si è incontrato con il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Garcia-Margallo. L’ambasciatore ha assicurato che i servizi segreti degli Stati Uniti non hanno mai spiato i cittadini del Paese iberico.

Parla il capo della NSA: “spiamo perchè ci viene richiesto”

datagate__tuttacronacaKeith Alexander, capo della National security agency, intervenuto a un evento a Baltimora in relazione alla bufera sulle intercettazioni statunitensi ha detto che l’agenzia di intelligence americana ha raccolto informazioni sui leader mondiali su richiesta dei responsabili politici. Ha così respinto le accuse di portare avanti programmi al di fuori del controllo dell’amministrazione, tesi invece sostenuta dal segretario di Stato, John Kerry. Alexander ha puntato il dito in particolare sul personale diplomatico. “Ci piacerebbe smettere con i nostri programmi di intelligence. Ma se lo facessimo la nostra paura è che si creerebbe un vuoto, che potrebbe provocare un altro 11 settembre. E così non avremmo fatto il nostro dovere”. Ha quindi sottolineato che ”Non solo le agenzie di intelligence ad avanzare le richieste ma i responsabili della politica, tra cui gli ambasciatori”. Nel frattempo John Kerry, intervenendo in videoconferenza da Londra, ha parlato di una intelligence “col pilota automatico”, andata oltre nei suoi compiti. ”La Nsa – ha insistito Alexander – ha raccolto le informazioni quando gli è stato chiesto da funzionari politici di scoprire le intenzioni delle leadership dei Paesi stranieri. E se tu vuoi conoscere queste intenzioni, questo è quello che devi fare”.

Datagate: chi spia chi?

datagate__tuttacronacaMentre il presidente americano Barack Obama, nel tentativo di porre un freno allo scandalo del Datagate, ha chiesto venga ridotto lo spionaggio ai danni delle Nazioni Unite, ordinando alla Nsa anche di limitare le intercettazioni nella sede Onu a New York, ieri nel corso di un’audizione al Congresso un alto responsabile dello spionaggio Usa ha detto: “Anche i nostri alleati europei spiano i leader e i servizi d’intelligence americani”. James Clapper, capo della  National Intelligence ha poi aggiunto: “Quando sento parlare dell’attività di sorveglianza sugli alleati mi ricorda quella scena di Casablanca, quando il Commissario chiude il locale di Bogart, dicendo ‘qui si gioca illegalmente’, e nel frattempo si mette i soldi in tasca”. Per questo motivo, considerato che tutti ne erano a conoscenza, Clapper ha insistito che ogni raccolta dati è stata perfettamente “legale”. Per quel che riguarda l’Italia, dove si parla di 46 milioni di intercettazioni, il capo della Nsa, Keith Alexander, aveva in precedenza spiegato: “Non abbiamo raccolto noi le informazioni sui cittadini europei ma questi dati erano forniti dai nostri partner europei”. Fonti dei servizi italiani, al riguardo, hanno precisato che l’intelligence italiana non ha mai scambiato dati relativi a cittadini italiani con gli 007 americani.

Deflagrazione sull’accordo di libero scambio. Il Datagate colpisce ancora!

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La deflagrazione della bomba innescata dal Datagate non ha tardato ad arrivare e ora ha colpito anche l’accordo di libero scambio tra Ue e Stati Uniti che rischia di saltare. La tensione è forte nelle parole del presidente del Parlamento Europeo Martin Schulz: «Penso che dobbiamo sospendere ora i negoziati». «Ci sono alcuni standard e criteri – ha aggiunto – che si devono rispettare, altrimenti non ha alcun senso parlarci l’un l’altro».

La doppia faccia di Alfano: vuole l’aiuto dell’Europa… ma anche no!

alfano-frontex-tuttacronaca“Noi abbiamo un sistema che si chiama Frontex, che è un sistema di protezione delle frontiere. Noi vogliamo vedere gli aerei e le navi che proteggono quella frontiera e lo vogliamo fare perché pensiamo che questo sia il modo migliore per evitare i morti, altrimenti noi faremo sempre degli inutili pianti sulle bare senza riuscire a fare nulla di concreto”. A dirlo era stato il ministro dell’Interno Angelino Alfano, solo alcuni giorni fa. Una frase che dovrebbe gettare un raggio d’ottimismo nella battaglia. Peccato che, a quanto pare, restano solo parole. Come quella rappresentazione di un’Italia che fa la voce grossa contro l’Europa invocando che ci si prenda carico della gestione dell’emergenza immigrazione nel Mediterraneo. Ma cosa ne pensa la Ue al riguardo? Ha ascoltato gli appelli lanciati dal governo Letta e, nel corso dell’ultimo gruppo di lavoro del Consiglio Ue sulle frontiere, l’Esecutivo di Bruxelles ha presentato una serie di proposte per riformare Frontex, l’agenzia Ue di sorveglianza alle frontiere. Una delle indicazioni era di conferire a quest’agenzia la competenza esclusiva per il coordinamento delle operazioni di ‘search and rescue’ (localizzazione e salvataggio) dei barconi dei migranti. La proposta è stata rigettata dall’Italia, nonchè da Grecia, Malta, Francia, Spagna. Ossia tutte le nazioni più interessate dagli sbarchi. Il motivo lo spiega l’Huffington Post: “A Bruxelles in pochi hanno dubbi: sulle politiche di lotta all’immigrazione clandestina ogni Stato vuole avere le mani libere e non essere soggetto a normative europee. Finora, infatti, i paesi europei hanno potuto scegliere le proprie strategie con la massima libertà, con l’unico faro di riferimento internazionale che è dato da convenzioni come quella di Ginevra. Convenzioni che è difficile fare rispettare. Diverso il discorso se da domani dovesse intervenire l’Europa, con il doppio controllo di Commissione e Corte Ue. Basti ricordare quanto successe col governo Berlusconi con i respingimenti in mare: la commissaria Malmstrom ne chiese pubblicamente lo stop, ma non poté far nulla per mancanza di poteri in merito da parte dell’Esecutivo. Poteri che ora proprio la Malmstrom rivendica, facendo seguito (ironia del caso) alla richiesta dell’Italia di un maggiore impegno Ue sul fronte immigrazione”. E se la delegazione del Pd nel Parlamento Europeo aveva chiesto che il governo appoggiasse la proposta della Commissione, da Bruxelles fanno sapere che proprio il ministro dell’Interno Alfano è stato chiaro con l’Ue nel dire che i poteri in materia di controllo delle frontiere devono restare di competenza esclusiva del nostro Paese. Salvo poi, rivolgendosi a tutti i cittadini, dire che “abbiamo un sistema che si chiama Frontex”.

Ricambio generazionale in Italia? E’ tra gli obiettivi…

letta-ricambiogenerazionale-tuttacronacaAppare determinato il premier Letta mentre affronta il tema della disoccupazione giovanile in Italia al Brookings Institution di Washington. In Italia la Legge di Stabilità fa discutere molti, che non vedono poste le basi per la ripresa economica e quindi per la possibilità dei giovani di crearsi un futuro, ma questo non frena i suoi progetti per il futuro. “L’Italia sta obbligando i giovani a partire”, ma “dobbiamo e possiamo avere un cambio generazionale. E’ quello che sto cercando di fare capire all’Europa, agli Stati Uniti e all’Italia stessa”. Il presidente del Consiglio spiega dunque come il suo principale obiettivo “è trovare fondi per tagliare la tasse per l’impiego dei giovani”. E aggiunge “Quando sono stato incaricato di guidare il governo una delle mie priorità era di avere un gabinetto giovane, con una maggiore presenza femminile, e un ministro di colore”.

L’Europa strizza l’occhio ai giovani: aumenta lo stanziamento per l’Erasmus

erasmus-tuttacronacaEntro la fine dell’anno le istituzioni Ue dovranno confermare lo stanziamento di 15 milioni di euro per il programma Erasmus+, con un aumento di circa il 40% rispetto il periodo 2007-2013 che permetterà a quattro milioni di studenti di fare un’esperienza fortmativa all’estero dal 2014 al 2020. E’ stato il commissario per l’Istruzione e la cultura, Androulla Vassiliou, a presentare il nuovo programma a Bruxelle, nel corso di un Forum al quale sono intervenuti oltre 350 esperti del settore dell’educazione provenienti da 34 paesi europei. La revisione permetterà di elargire borse di studio in numero quasi doppio rispetto al passato, offrendo così a molti più giovani, la maggior parte delle quali sotto i 25 anni, opportunità di formazione e di lavoroi. L’aumento non era scontato, considerato che lo scorso autunno proprio il programma Erasmus era finito ostaggio dello scontro sul bilancio tra l’Europarlamento e il Consiglio a causa dell’austerità dei paesi rigoristi del fronte nordico che si erano opposti a onorare i debiti con l’Ue mettendo a rischio i pagamenti delle borse 2012-2013. Solo a febbraio si era poi raggiunto un accordo, mettendo così in salvo il programma che è un simbolo dell’Europa unita. Dice il commissario Vassiliou: “Erasmus è più importante che mai in tempi di crisi economica e di elevata disoccupazione giovanile”. L’incremento delle borse di studio ha uno scopo chiaro: permettere ai giovani di migliorare le conoscenze di una lingua straniera, certo, ma anche di acquisire competenze essenziali per le attuali esigenze del mondo del lavoro.

Enrico Letta “impressiona” Barack Obama

letta-obama-tuttacronacaIl premier Enrico Letta si trova a Washington dove ha incontrato il presidente Barack Obama. Il presidente Usa, secondo il quale l’Italia sta andando nella giusta direzione con le riforme intraprese, si è detto “impressionato dalla leadership di Letta e dalla sua integrità”. Riguardo l’accordo raggiunto da democratici e repubblicani sul tetto del debito, il premier italiano ha sottolineato come esso sia positivo anche per il nostro Paese, visto che stabilizza i tassi d’interesse ad un livello basso ed ha quindi aggiunto che “la prossima legislatura europea deve essere basata sulla crescita e noi italiani lavoreremo sodo perché la crescita è la mia priorità”. “Ieri – ha poi ribadito parlando della legge di Stabilità – i tassi di interesse italiani sono stati più bassi. Non succedeva da due anni a questa parte”. Ciò dimostra che “siamo sulla strada giusta”. In seguito, ai giornalisti, il presidente Usa ha spiegato che nell’incontro si è parlato “dell’importanza della crescita europea e in particolare della lotta alla disoccupazione giovanile”, sottolineando che l’intenzione è quella di lavorare a una “forte agenda per la crescita”. Non sono mancati i ringraziamenti per l’aiuto militare che l’Italia offre in Afghanistan, con Obama che ha parlato anche le basi presenti sul nostro territorio: “L’Italia ospita più di 30mila impiegati delle Forze Armate Usa, tra militari e civili e le loro famiglie nelle basi in tutta Italia, che sono cruciali nella protezione del personale e delle strutture americane in Nord Africa, in particolare in tempi come questi di instabilità accresciuta”. Ha quindi sottolineato come l’Italia, assieme a Stati Uniti, Regno Unito e Turchia, l’Italia svolga un ruolo di guida nell’assistenza alla Libia nei suoi sforzi di recupero della sicurezza e di ricostruzione delle sue istituzioni.

Effetto shutdown: l’orto di Michelle trasformato in banchetto per scoiattoli

michelle-obama-vegetablesContinua lo shutdown negli Stati Uniti e anche l’orto della Casa Bianca, orgoglio della First Lady Michelle, ne fa le spese. La paralisi della pubblica amministrazione statunitense, infatti, ha fatto sì che ora non ci siano più giardinieri che curino frutta e verdura, con la conseguenza che al rigoglio sempre noto si siano sostituiti erbacce e animaletti, in particolare scoiattoli, che mangiano parte del raccolto. E quello che riesce a salvarsi, è destinato a marcire, visto che nessuno raccoglie i frutti della terra. Stando a quanto racconta il blog alimentare della Casa Bianca “Obama foodorama”  tra i nuovi ospiti indesiderati del Presidente ci sarebbe anche una volpe. “A causa del blocco, la manutenzione e’ stata notevolmente ridotta”, ha spiegato un funzionario della residenza presidenziale, precisando che l’unica mansione che riescono a svolgere i pochi giardinieri rimasti in servizio è “innaffiare il giardino”. Ma tra gli 800mila dipendenti pubblici rimasti a casa si trova anche il direttore del programma Let’s Move Sam Kass, motivo per il quale anche le iniziative di Michelle Obama contro l’obesità sono al momento bloccate.

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British Airways accende il riflettore su Alitalia: Ue intervenga su aiuti di Stato

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L’Alitalia Day è arrivato! Oggi consiglio di amministrazione e l’assemblea della linea aerea sono chiamati ad approvare l’operazione di salvataggio da 500 milioni di cui 300 milioni di aumento di capitale. Un’operazione che come noto prevede l’intervento delle Poste Italiane, controllate dal ministero dell’Economia. Oltre alle polemiche che ha suscitato questa scelta sulla sua opportunità in termini di politica economica, ora si levano anche serie proteste internazionali che ragionano in termini di diritto e concorrenza. “Ci aspettiamo che la Commissione europea intervenga per sospendere questo aiuto manifestamente illegale”, commenta la Iag, holding che controlla British Airways, Iberia e Vueling, commenta con l’Ansa gli ultimi sviluppi su Alitalia, sottolineando di essere “stati sempre contrari agli aiuti di Stato”.

Tornando all’operazione comunque in via di approvazione, il dubbio resta intorno alle intenzioni di Air France-Klm, che pure venerdì scorso ha approvato l’impianto dell’operazione. Il socio industriale di maggioranza tra i privati (25%) dovrebbe sborsare intorno a 75 milioni: non sta attraversando un periodo di salute ottimale e già a febbraio ne ha messi quasi 40 per il prestito ponte arrivato dai soci e ben presto rivelatosi insufficiente. Una fonte vicina alla compagnia ha dichiarato al quotidiano economico francese Les Echos: “Non è un piano definitivo bisogna ancora trovare un’intesa su una  ristrutturazione del debito e una revisione del piano industriale”. Malgrado le pressioni del ministro dei trasporti italiano, Maurizio Lupi, che ha invitato Air France-Klm a sottoscrivere la sua quota, Les Echos sottolinea che il gruppo franco-olandese ha intenzione di utilizzare il termine di un mese previsto dagli accordi per aderire al piano o diluire la propria quota all’11%.

“Abbiamo approvato il piano, che va nella giusta direzione, ma rimane insufficiente”, hanno fatto sapere, ricordando che una ristrutturazione del debito (di oltre un miliardo di euro) rimane un requisito indispensabile per qualsiasi impegno definitivo. Lupi aveva già risposto alle reticenze francesi senza mezzi termini: “Alitalia non sarà la Cenerentola di Air France”, ha detto ricordando che in caso di mancata sottoscrizione dell’aumento “verrà meno ogni vincolo per la ricerca di nuovi partner”. Proprio sui partner si è espresso il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, stamane a Radio1Rai: “Ci vuole un alleato, ma non credo che i francesi facciano al caso nostro”, ha sentenziato. Secondo Bonanni “loro vogliono solo il loro hub, tant’è che hanno detto che loro aderirebbero” all’aumento di capitale “alla sola condizione che Alitalia non apra nuove tratte internazionali e non acquisti nuovi veicoli. Anzi: hanno fatto di tutto perchè noi fossimo bloccati nell’acquisizione di nuove tratte che rappresentano le occasioni più remunerative per un’azienda Con loro noi andremmo in ulteriore default; meglio allearsi con i tedeschi oppure con altre compagnie di altre realtà regionali”. Tra i possibili partner, Lufthansa ha messo in chiaro di non essere interessata.

I cittadini mettono mano al portafoglio per pagare Alitalia: esposto alla Ue

alitalia-tuttacronacaIl ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Maurizio Lupi, aveva dichiarato che lo Stato Italiano “non ha messo soldi, neanche un euro dei soldi dei cittadini” per il salvataggio dell’Alitalia. Stando al Codacons, però, la verità è ben diversa. Meglio, “è vero esattamente il contrario”. L’associazione spiega infatti che “Saranno proprio gli utenti, attraverso la società controllata al 100% dal Tesoro, Poste Italiane, a ripianare i debiti della compagnia aerea. L’intera operazione Alitalia avrà effetti diretti sulla tasche dei cittadini italiani, e il ministro Lupi lo sa bene. Questo perchè lo sforzo economico di Poste andrà inevitabilmente ad intaccare i servizi universali gestiti dall’azienda, a tutto danno degli utenti, specie le fasce più deboli, che indirettamente si troveranno a pagare il prezzo dell’operazione”. Il Codacons, al riguardo, presenterà domani alla Ue un esposto urgente secondo il quale Poste Italiane “E’ una società per azioni che nel caso di Alitalia acquista titoli azionari, ma l’assetto proprietario di Poste vede la partecipazione totalitaria del ministero dell’Economia, e l’attività di controllo contabile sono affidate a una società di revisione e soggette al controllo della Corte dei Conti sulla gestione del bilancio e del patrimonio”. Così stando le cose, afferma ancora l’associazione, non solo vengono smentite le dichiarazioni di Lupi, ma si configura un aiuto statale che è l’intera collettività a pagare.

Con lo shutdown l’America manda a casa anche i Premi Nobel

shutdown-tuttacronacaContinua lo shutdown negli USA ma il governo ha ugualmente deciso di riaprire due dei luoghi cardini per il turismo: la Statua della Libertà e il Grand Canyon. Nonostante questo, dalla Casa Bianca ogni giorno giungono grida d’allarme per le conseguenze della prova di forza sui tetti di spesa del bilancio in atto tra democratici e repubblicani. Ora da Washington è giunta la notizia che, a causa di questa situazione, quattro dei cinque Premi Nobel che lavorano per il governo, tra i quali David Wineland ed Eric Cornell, sono fermi con il loro lavoro. Una fonte della Casa Bianca ha reso noto che “Le agenzie di ricerca del governo sono nella grandissima parte chiuse e i progetti di ricerca bloccati”, ha fatto sapere una fonte della Casa Bianca.

I repubblicani aprono la porta ad Obama: gli Usa di nuovo in marcia?

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Corsa contro il tempo per gli Usa di evitare la “bomba atomica del default”. Secondo il Tesoro, infatti, il 17 ottobre gli Usa raggiungeranno il tetto imposto per legge all’indebitamento (16.700 miliardi di dollari) e non saranno più in grado di rispettare i propri impegni finanziari. I Repubblicani hanno però formalizzato a Barack Obama la richiesta di innalzare il tetto del debito in modo temporaneo, per sei settimane. In tal caso, la data fatidica slitterebbe al 22 novembre.

E’ solo una soluzione tampone, che non risolverebbe certo i problemi del Tesoro, ma rimanderebbe il problema.

Lo shutdown si trasforma in shut up tra Usa e Ue

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Lo shutdown ovvero la chiusura del bilancio federale Usa fa “azzittire” la trattativa tra Usa e Ue per un accordo di libero scambio con l’Europa. E’ il dipartimento del Commercio americano che comunica l’impossibilità da parte degli Usa a partecipare al secondo round di trattative a causa delle ristrettezze finanziarie e dello staff che di fatto “rendono impossibile inviare l’intera squadra di negoziatori”.

L’Ilva arriva in Europa, aperta procedura d’infrazione contro l’Italia

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E siamo a due! Dopo quella aperta per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo arriva una nuova apertura di procedura d’infrazione contro l’Italia per l’Ilva di Taranto.

La Commissione “ha accertato” che Roma non garantisce che l’Ilva rispetti le prescrizioni Ue sulle emissioni industriali, con gravi conseguenze per salute e ambiente. Roma è ritenuta “inadempiente” anche sulla norma per la responsabilità ambientale. La direttiva sulla responsabilità ambientale, sancisce infatti il principio “chi inquina paga”. Per questo motivo, su raccomandazione del Commissario per l’ambiente Janez Potocnik la Commissione ha inviato all’Italia una lettera di costituzione in mora, concedendole due mesi per rispondere.

Secondo quanto spiegano a Bruxelles, la maggior parte dei problemi deriva dalla “mancata riduzione degli elevati livelli di emissioni non controllate generate durante il processo di produzione dell’acciaio”.

Le prove di laboratorio “evidenziano un forte inquinamento dell’aria, del suolo, delle acque di superficie e delle falde acquifere, sia sul sito dell’Ilva, sia nelle zone abitate adiacenti della città di Taranto. In particolare, l’inquinamento del quartiere cittadino di Tamburi è riconducibile alle attività dell’acciaieria”.

Oltre a queste violazioni della direttiva IPPC e al conseguente inquinamento, risulta che “le autorità italiane non hanno garantito che l’operatore dello stabilimento dell’Ilva di Taranto adottasse le misure correttive necessarie e sostenesse i costi di tali misure per rimediare ai danni già causati”.

Ue, “pur ritenendo un segnale positivo i recenti impegni assunti dalle autorità italiane per rimediare alla situazione dell’Ilva, chiede tuttavia all’Italia di rispettare gli obblighi cui è tenuta ai sensi della direttiva Ippc e della direttiva sulla responsabilità ambientale”, si legge in una nota di Bruxelles. Inoltre, “la Commissione è pronta ad aiutare le autorità italiane nei loro sforzi per risolvere queste questioni gravi”.

Aranciata sì, frutta no! L’ultimo scandalo alimentare e l’Italia china la testa in Ue

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Non sarà aumentato il contenuto di frutta nell’aranciata e nei succhi di frutta dal 12% al 20% come previsto dal Decreto Balduzzi, emesso dall’ex ministro della Salute del governo Monti. Lo ha bocciato e cancellato la Commissione Europea perché in contrasto sulla libera circolazione delle merci. Ad esultare sono i  produttori di  Fanta, San Pellegrino, Schweppes, Kinley e Sprite, ma anche tanti altri piccoli produttori che ora si troveranno liberi di poter mettere nelle bevande a base di frutta solo il 12%. A farne le spese? La salute dei cittadini! La Coldiretti aveva esultato quando il decreto era passato e ora invece si trova di fronte a quella che è stata una vittoria di Pirro.

La Repubblica spiega

“Avevano parlato subito di costi insostenibili che sarebbero ricaduti sui cittadini, di distorsione del gusto originario delle singole bibite (amate proprio per quell’originalità dai consumatori). Quando, «con colpevole ritardo» ammettono al ministero, il mini-decreto Balduzzi è stato inviato a Bruxelles, è tornato indietro subito e con le diffide allegate: “Così si impedisce a un prodotto di entrare nella catena commerciale italiana”. La questione “quote frutta” doveva essere fissata a livello comunitario, non si poteva disciplinare nazionalmente”.

I costi insostenibili forse ora saranno quelli della sanità, visto ceh studi medici in gran parte del mondo hanno dimostrato come alcune bevande addizionate con coloranti e conservanti, a basso contenuto di frutta siano dannosi per i consumatori.

Inutili i tentativi dei tecnici del ministero di salvare il decreto, ora che Balduzzi non è più ministro:

“«Abbiamo proposto di lasciare libertà di scelta sui prodotti fabbricati all’estero vincolando solo le bibite italiane », racconta il direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti, Silvio Borrello. La risposta dell’Unione è stata una seconda diffida: la libertà di circolazione va garantita a tutti, anche alle vostre aziende”.

La battaglia non è ancora chiusa, spiega Borrello:

“«Insisteremo affinché l’Europa consenta ai singoli stati di far scegliere il quantitativo minimo di agrumi nelle confezioni»”.

Ma vincerla non sarà facile, spiega la Coldiretti:

“La Germania, va ricordato, più volte ha proposto l’etichetta “succhi di frutta” anche per le bibite senza alcuna aliquota di frutta. «Il problema è grave, bisogna continuare ad attaccare », dice la Coldiretti, pronta a vendere – grazie al decreto Balduzzi – 200 milioni di chili di arance in più. «La libera circolazione delle merci è una scusa, la verità è che questo intervento è contro la salute dei consumatori. L’Europa ha preso una cantonata enorme»”.

Quindi si continua a lottare, ma nel frattempo nel nostro organismo finisce solo il 12% di frutta quando tutto va bene.

Chi c’è dietro alle lobby dei produttori di bevande internazionali?

Il Ceo di Coca Cola, che produce Fanta e Kinley, è Muhtar A. Kent, un turco americano di religione islamica. Basterebbe solo vedere l’articolo pubblicato nel 2012 sullo sfruttamento dei lavoratori da parte di Coca Cola in Calabria dove è avvenuto ( e si spera non avvenga più) lo fruttamento dei lavoratori stagionali extracomunitari.

Il Chairman di Nestlé, che detiene anche il marchio San Pellegrino è Peter Brabeck-Letmathe, un imprenditore austriaco che ha ricevuto il  Black Planet Award. Il premio viene conferito ai possibili distruttori del pianeta. Inoltre in una sua intervista Letmathe ha dichiarato che l’acqua non è un diritto umano, ma un prodotto alimentare.

Aperta una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia: rischio di sanzioni

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La Commissione Ue ha deciso oggi di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo. Due sono i motivi che hanno portato a questa decisione:

  •  In primo luogo, osservano fonti europee, la legge nazionale esclude in linea generale la responsabilità dei magistrati per i loro errori di interpretazione e valutazione.
  •  la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave. Secondo gli esperti Ue la Cassazione ha interpretato in maniera troppo restrittiva circoscrivendola a sbagli che abbiano un carattere ‘manifestamente aberrante’, mentre negli altri casi il giudice è sempre e comunque tutelato.

L’iniziativa nasce dal mancato rispetto della condanna decretata per lo stesso motivo dalla Corte di giustizia Ue nel novembre 2011. Secondo fonti comunitarie, “se entro i prossimi mesi l’Italia non si adeguerà alla prima sentenza della Corte sarà deferita nuovamente ai giudici europei. Con il concreto rischio, questa volta, di dover pagare anche sanzioni pecuniarie”.

In questo momento di fragilità assoluta del nostro Paese, l’ultima tegola in testa arriva dalla Comunità Europea. Si dovrà quindi correre ai ripari con un governo di larghe intese che è agli sgoccioli, immobilizzato dai partiti che sono già ampiamente in campagna elettorale.

Sforato il tetto massimo del rapporto Deficit-Pil… sarà tra il 3-3,1%

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E’ nella nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che venerdì andrà al Consiglio dei ministri: il deficit  tendenziale per il 2013 sarà stimato al 3-3,1%, non confermando quindi il tetto di 2,9%. Il rapporto tra deficit e Pil quindi sforerà di un decimale il tetto fissato dalla Ue con il patto di Stabilità. Lo si apprende da fonti di governo, secondo le quali però si rientrerà entro il limite senza bisogno di una manovra.

Napolitano ringrazia Siracusa… Ma l’Ue sta a guardare?

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Giorgio Napolitano rende onore agli abitanti di Siracusa che hanno soccorso e nutrito gli immigrati sbarcati sulla costa il giorno di ferragosto.

”Le immagini trasmesse ieri dalla TV delle decine di bagnanti, sulla spiaggia di Morghella – Pachino, che si sono spinti generosamente in mare per aiutare profughi provenienti dalla Siria, in gran parte bambini, a raggiungere la riva mettendosi in salvo,sono di quelle che fanno onore all’Italia” scrive in una nota il Capo di Stato.

Le immagini, aggiunge ancora Napolitano, ”mostrano come – di fronte alla tragedia, quotidianamente vissuta a Lampedusa e altrove, di quanti cercano asilo fuggendo da guerre e persecuzioni – prevalga negli italiani un senso di umanità e solidarietà più forte di ogni pregiudizio e paura”.

Ma l’Ue sta a guardare? L’Europa non ha confini che dovrebbero essere tutelati da tutti gli stati membri? L’Ue non si dovrebbe far carico della migrazione?

Ue stringe la cinghia con l’Italia: basta concerti di Elton John

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Ue stringe la cinghia e chiude i rubinetti della distribuzione a pioggia dei fondi Ue. Non si potranno più usare per eventi come il concerto di Elton John a Napoli o per la A3 Salerno-Reggio Calabria.  Lo ha detto il commissario Ue Johannes Hahn, facendo il punto sui finanziamenti europei destinati all’Italia, auspicando investimenti su poche, chiare priorità, come turismo e beni culturali, energie rinnovabili e piani di sviluppo urbano.
Nella programmazione, ha quindi spiegato Hahn in un intervista all’Ansa, “ci sono tipi di progetti che non vogliamo più vedere e altri che vorremmo di più. Ci sono già buoni esempi in giro, come le Tecnopoli in Emilia Romagna, i piani di sviluppo urbano integrato in Toscana, o quelli per le energie rinnovabili in Puglia”.

“In passato i fondi sono stati distribuiti a pioggia e questo ha ridotto il loro impatto sull’economia, rendendo più difficile la loro gestione”, ha spiegato il commissario Ue, osservando tuttavia che “non si tratta solo di un problema italiano”.

“Non si può continuare a cercare di compiacere tutti. Per fare veramente la differenza nello sviluppo economico del Paese – aggiunge Hahn – occorre focalizzarsi su un numero ristretto di priorità”, con l’obiettivo di creare occupazione duratura, sostenere punti di forza già esistenti nelle regioni, e innescare nuova crescita”.

“Non siamo inflessibili rispetto alle priorità per i finanziamenti, credo ad esempio che in Italia il supporto al turismo sostenibile e di qualità e al patrimonio culturale, abbia un senso. Ma devono essere progetti innovativi, sostenere le imprese, attenti a risorse locali e ambiente. Il legame tra il patrimonio culturale e la prosperità futura delle sue regioni, soprattutto al Sud è lampante e la prossima programmazione può aiutare”, ha quindi concluso Hahn.

Arriva il Tap… ed è già polemica!

letta-gas-tuttacronacaVola in Azerbaigian Enrico Letta, dove domani incontrerà a Baku il presidente del Paese ex sovietico Ilham Aliyev. Il presidente del Consiglio, come aveva annunciato in occasione del bilaterale con di Atene con l’omologo greco Antonis Samaras a fine luglio, con l’occasione ringrazierà personalmente Aliyev per la decisione presa di convogliare il gas estratto dall’immenso giacimento di Shah Deniz nelle condotte della Trans-Adriatic pipeline (Tap), progetto italo-greco-albanese con cui “l’oro blu” azero, dopo essere transitato attraverso la Turchia, raggiungerà l’Europa. Stando a quanto detto da Letta, il Tap ha un’importanza strategica sia in chiave europea che italiana e la realizzazione del gasdotto “avrà effetti per i prossimi 20 anni […] spostando il cuore degli hub energetici europei e rendendo l’area adriatico-jonica al centro della futura politica energetica europea”. Del resto già la Ue aveva reso noto l’intento della diversificazione dell’approvvigionamento energetico per tagliare la dipendenza dalla Russia e creare solidi legami energetici con l’Asia Centrale, ricca di materie prime. Shah Deniz, le cui riserve sarebbero pari a un triliardo di metri cubi, è al momento il più importante bacino da cui l’Europa intende abbeverarsi. Il Tap dovrebbe venir realizzato a partire dal 2015 e dovrebbe essere realizzato nel 2019 e, sempre da come riferito da Letta, dovrebbe avere ricadute positive anche sull’Italia, aiutando a tenere giù i prezzi dell’energia e a favorire dunque la competitività del paese. Ma il Tap creerà anche posti di lavoro. Dovrebbe trattarsi di 2mila, secondo quanto spiegato dal country manager della Tap, Giampaolo Russo, in una recente audizione al Senato. Nel frattempo, però, monta la protesta nel Salento, a opera del moviemtno No Tap, là dove i tubi del gasdotto dovrebbero raggiungere il territorio italiano. Come spiega l’Huffington Post: “È una rete di municipi e associazioni che denuncia i possibili danni ambientali, paesaggistici e turistici che la pipeline potrebbe causare. I No Tap, recentemente, hanno conquistato alla loro battaglia lo scrittore Erri De Luca, secondo il quale il progetto del gasdotto va contrastato facendo leva sul diritto alla bellezza paesaggistica. Se in Italia il gasdotto incontra l’opposizione dei No Tap, a livello internazionale – viene da pensare – potrebbe alimentare polemiche da parte russa. Del resto la pipeline italo-greco-albanese e la relativa strategia europea che ne ispira la realizzazione cozzano teoricamente contro un altro programma di politica energetica che vede l’Italia impegnata: il South Stream, il maxi gasdotto promosso da Gazprom che, risalendo la dorsale balcanica e terminando al Tarvisio, porterà in Europa il metano russo. Eni fa parte del consorzio internazionale che gestisce il segmento offshore della pipeline, nel Mar Nero. In altri termini l’Italia si ritrova coinvolta in due distinti schemi. Da una parte appoggia Gazprom e dall’altra promuove lo sforzo europeo orientato a diminuire la dipendenza dall’energia russa.”

Dopo la guerra con Malta, la Salamis con 102 migranti arriva in Italia

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Malta non ha ceduto nonostante il richiamo dell’Unione Europea e così la nave cisterna Salamis, con a bordo una donna ferita, vedendosi rifiutare l’ingresso in porto da parte delle autorità maltesi ha cambiato rotta e sbarcherà a Siracusa. Il premier maltese, Joseph Muscat, ha ringraziato il presidente del Consiglio, Enrico Letta, per l’impegno e l’assistenza dati. Insomma Malta non presta soccorso e l’Italia non ha più strutture per accogliere i migranti e dare loro una vita dignitosa.

Muscat ha aggiunto che la decisione presa dall’Italia “rafforzerà ulteriormente i buoni rapporti tra i due Paesi”. Si tratta, ha proseguito, di un “impegno concreto” preso da un partner affidabile, che ha capito l’emergenza maltese dopo gli arrivi di centinaia di immigrati in poche settimane che hanno mandato in tilt le strutture di accoglienza dell’isola.

Molto buonismo e molti ringraziamenti, ma si vive di sola gloria? Perché Malta può rifiutarsi di contravvenire a un appello della Ue e l’Italia deve farsi avanti per accogliere 103 migranti che da giorni si trovano a bordo del mercantile? I buoni rapporti con Malta, che appartiene all’Unione Europea, non dovrebbero essere garantiti senza “uno scambio di favori” sulla pelle degli stranieri costretti a viaggiare in condizioni estreme su una nave cisterna battente bandiera libanese? Ora li mettiamo in una struttura di accoglienza e faccio un bel reality?

Malta e la guerra a Italia e Libia fatta sulla pelle dei migranti. Ue decisa.

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L’Ue non ha usato mezzi termini per far desistere Malta a non far attraccare la nave di migranti, Salamis. All’imbarcazione, con a bordo 102 persone tra cui una donna ferita, un bambino di cinque mesi e quattro donne incinte, Malta, aveva negato l’approdo e aperto una disputa sui migranti contro la Libia e l’Italia. Il commissario europeo alle questioni interne Cecilia Malmstroem in una nota ha specificato: «La questione più importante è salvare le vite. Qualunque disputa sul coinvolgimento delle autorità di Italia e Libia, così come sul luogo appropriato in cui effettuare lo sbarco non aiuta le persone in stato di necessità», ha poi aggiunto:  «Questi aspetti andranno chiariti più avanti, rispedire la nave in Libia sarebbe contro le leggi internazionali. Il comandante della nave ha diramato una richiesta di assistenza medica urgente e la donna ferita ha bisogno di immediata ospedalizzazione».

I disabili in Italia sono discriminati lo dice la Corte di giustizia Ue

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Secondo la  Corte di giustizia Ue, l’Italia non ha adottato tutte le misure necessarie per garantire un lavoro ai disabili e viene invitata a porre rimedio in tempi brevi. L’Italia, sempre secondo la Corte, sarebbe «venuta meno agli obblighi» sanciti nel diritto comunitario per aver recepito in maniera incompleta e inadeguata la direttiva prevista nel 2000 sulla parità di trattamento in materia di occupazione e condizioni di lavoro.

I giudici europei hanno in sostanza accolto i rilievi mossi all’Italia dalla Commissione Ue nella procedura d’infrazione conclusasi con il deferimento alla Corte di giustizia del nostro Paese poiché ha ritenuto insufficienti le garanzie e le agevolazioni previste a favore dei disabili in materia di occupazione dalla normativa italiana. In particolare, secondo Bruxelles, le norme nazionali non riguardano tutti i disabili, tutti i datori di lavoro e tutti i diversi aspetti del rapporto di lavoro. Inoltre, l’attuazione dei provvedimenti legislativi italiani è stata affidata all’adozione di misure ulteriori da parte delle autorità locali o alla conclusione di apposite convenzioni tra queste e i datori di lavoro e pertanto non conferisce ai disabili diritti azionabili direttamente in giudizio.

La Corte ha ora stabilito che gli Stati membri devono prevedere l’obbligo, per i datori di lavoro, di adottare provvedimenti efficaci e pratici (sistemando i locali, adattando le attrezzature, i ritmi di lavoro o la ripartizione dei compiti) in funzione delle esigenze delle situazioni concrete, per consentire ai disabili di accedere a un lavoro, di svolgerlo, di avere una promozione o di ricevere una formazione, senza tuttavia imporre al datore di lavoro un onere sproporzionato. O lo paga lo Stato l’adeguamento, ma si sfora il patto di stabilità o lo si mette a carico del datore di lavoro, quindi in ogni caso sembra un obiettivo irraggiungibile in tempo di crisi. Che soluzioni ha l’Italia?

 

Gli Usa controllavano in Italia 4 milioni di telefonate al giorno

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L’agenzia statunitense per la sicurezza nazionale (NSA) è arrivata a controllare in Italia fino a quattro milioni di conversazioni telefoniche al giorno nel periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. Lo rivela un grafico pubblicato sull’ultimo numero dello Spiegel.

L’ultimo grafico pubblicato da Der Spielgel non lascia dubbi: la NSA ( Agenzia statunitense per la Sicurezza Nazionale) è arrivata a controllare fino 4 milioni di conversazioni telefoniche al giorno nel periodo compreso tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013.

Il settimanale tedesco ha preso visione di alcuni documenti in possesso di Edward Snowden e da essi emerge che gli Usa hanno sicuramente controllato la Germania, sul web e sulle telefonate, ma l’influenza del controllo è arrivata anche su Francia e Italia.

Il grafico mostra ad esempio che il 19 dicembre dello scorso anno la NSA ha controllato, attraverso il software “Boundless Informant”, 4 milioni di telefonate in Italia, 3 milioni in Francia e circa 16 milioni in Germania. Dal 21 dicembre in poi le attività di sorveglianza telefonica in Italia calano drasticamente: il 7 gennaio, ad esempio, le telefonate spiate sono state 49 milioni in Germania, 7 milioni in Francia e praticamente zero in Italia. La NSA non ha controllato i contenuti delle telefonate, bensì i metadati, cioè le informazioni relative ad esempio al numero di telefono selezionato e alla durata della chiamata.

Il Guardian, dopo aver ritirato l’articolo che accusava l’Italia di passare dati personali agli Usa, torna alla carica con altre rivelazioni. Afferma che la National Security Agency ha riempito di cimici le ambasciate di alcuni Paesi più che amici dell’Ue, tra cui l’Italia, sia a Washington che nella rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite a New York.

Intanto però gli 007 italiani si difendono Fspiegando che “la collaborazione con i servizi di sicurezza americani e alleati esiste ed è molto intensa, ma è nel totale rispetto della legge”.

E aggiungono:

“E’ una collaborazione nel campo del contrasto al terrorismo, alla criminalità internazionale, per la sicurezza dei contigenti militari italiani impegnati nel mondo. Ci sono scambi di dati e di valutazioni: ma naturalmente lo scopo è difendere i cittadini italiani, non passare all’estero dati sui cittadini italiani. Ormai le leggi italiane e il procedimento di controllo politico e governativo sull’attività dell’intelligence sono molto efficaci e rodati, e tutti i passaggi vengono fatti semplicemente rispettando le leggi e gli interessi strategici della Republica italiana”.

L’Ecuador alla fine cede agli Usa e scarica Edward Snowden nelle mani della Russia. Segno che la telefonata si ieri del vicepresindete Usa, Joe Biden, ha avuto un esito favorevole per gli statunitensi che chiedevano di non concedere asilo politico in terra ecuadoriana.

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