Gli italiani sono… HAPPY!

pharrell-happy-music-video-tuttacronacaDimenticatevi il neknominate: ora la sfida che impazza sul web non solo non comporta danni per la salute ma è anche un’infusione di felicità! Sì, perchè si basa sulle note del nuovo tormentone: la canzone Happy di Pharrell William. E in rete spuntano video girati nelle vie e nelle piazze italiane dove la gente balla. Scopo? Solo divertirsi e fare a gara a chi totalizza più visualizzazioni. Solo per dare un po’ di numeri, il filmato realizzato a Parigi sulle note della colonna sonora del film “Cattivissimo me 2” è stato visto da oltre un milione di persone, 500mila quello di Berlino, e poi Londra, New York, Hong Kong. E il tormentone sta muovendo i primi passi anche in Italia: a Roma, un omaggio alla “Grande bellezza”, e poi a Napoli (500mila visualizzazioni), e Milano e Firenze e, più recente. Bologna.  Happy, tuttavia, non ha reso felice Pharrell Williams: niente Oscar per lui. Poco male: il successo “di strada” sta facendo dieventare il cantante 40enne più che ricco e… più Happy.

Roma:

Napoli:

Milano:

Firenze:

Bologna:

Da Gianni Sperti al fiasco di vino del Monopoli: Sorrentino ringrazia tutti!

sorrentino-ringrazia-tuttacronacaDei ringraziamenti di Paolo Sorrentino al momento di ritirare la statuetta degli Oscar per il suo La Grande Bellezza si è molto parlato, sia perchè non è stata eccessivamente gradito il ringraziamento a Maradona sia per il suo inglese, preso di mira su Twitter. Ora però c’è un nuovo fenomeno che sta spopolando in rete. Basta andare sul sito Sorrenthanks perchè vengano generati automaticamente dei nuovi ringraziamenti, con combinazioni quanto mai insospettabili. Le divertenti combinazioni stanno facendo impazzire gli utenti e sono diventate virali in tempo record: provare per credere!

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Il selfie dei record? La parodia è servita!

selfie-tuttacronaca-parodiaSe ne parla ancora, perchè un selfie da record non cade presto nel dimenticatoio ed ecco allora che quello delle star voluto da Ellen DeGeneres durante l’86esima edizione degli Oscar continua a viaggiare rapido in rete: vanta attualmente più di 3,2 milioni di retweet. Ma tanta attenzione non può “salvarsi” dalla parodia ed ecco che c’ha pensato Matt Groening che, sulla pagina Twitter dei Simpsons, ha pubblicato una divertente vignetta che offre uno sguardo “più ampio” rispetto al selfie originale: appare infatti anche Homer, con Bradley Cooper che cerca di tenerlo alla larga. Ma non è l’unico caso. Sul web spopolano le parodie del selfie da Oscar, con fotomontaggi che includono meme popolari, come Grumpy Cat, e ossessioni della rete, come l’attore Nicolas Cage, da tempo protagonista di un blog (Nicolas Cage as Everyone), nel quale centinaia di personaggi diversi impersonano l’attore.

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Sabrina Ferilli non avrà l’Oscar… ma si è guadagnata un Tapiro!

ferilli_tapiro-tuttacronacaSabrina Ferilli, in un’intervista al settimanale Chi, si era tolta il famoso sassolino dalla scarpa lamentandosi del fatto di non esser stata invitata a solcare il tappeto rosso alla cerimonia degli Oscar, quando il film in cui ha recitato, La Grande Bellezza, ha vinto la statuetta per il miglior film straniero. Le sue dichiarazione le sono in compenso valse un Tapiro d’oro, consegnato da Valerio Staffelli nel corso della trasmissione Striscia la Notizia. L’attrice ha detto: “Dovevate darlo alla produzione, non a me!” La Ferilli, che non figura neppure nella lista dei ringraziamenti fatti dal regista napoletano al termine della premiazione, ha commentato ironicamente: “Però ha ringraziato Maradona!”. Infine, alla domanda se rifarà o meno un film con Sorrentino, ha risposto: “Forse è lui che non farà un film con me!”.

Il retroscena della foto più retwittata di tutti i tempi!

ellen degeneres oscar 2014-tuttacronacaIl selfie più retwittato di sempre, che ha girato il mondo in poche ore, è quello che Ellen DeGeneres ha scattato durante la notte degli Oscar 2014. Ma quella foto non è stata casuale, così come molte altre della serata. Non tutti sanno, infatti, che dietro c’è la Samsung, che ha sborsato 20 milioni di dollari di pubblicità. Condizione: il suo nuovo smartphone Galaxy Note 3 doveva essere il protagonista indiscusso dello show. L’idea ha funzionato perfettamente… almeno fino a quando la presentatrice non si è fatta un clamoroso autogol. Se nella foto da record Jared Leto, Jennifer Lawrence, Channing Tatum, Meryl Streep, Julia Roberts, Kevin Spacey, Bradley Cooper, Brad Pitt, Lupita Nyong’o e anche suo fratello Peter N’yongo sono stati tutti testimonial più o meno inconsapevoli di Samsung, la DeGeneres ha postato infatti anche altre foto scattate però con un iPhone. Come dimostra quest’altro selfie:
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Il post Oscar… è glam! Il Vanity Fair Party

vanity-fair-party-tuttacronacaSe il red carpet degli Oscar è prestigioso, il Party realizzato ogni anno al termine della cerimonia dalla rivista Vanity Fair lo è anche di più. Le star presenti alla premiazione non sono mancate al dinner e all’appello erano presenti tante altre star, per la gioia di fotografi e paparazzi che hanno potuto continuare a far ballare i flash. Scontato il cambio d’abito per le celebrità, che hanno sfilato come se fossero fresche di trucco e parrucco. Ovviamente, non passano inosservate le belebrity, ma neanche gli stilisti che le hanno vestite. Malin Akerman ha indossato un elaborato abito di J. Mendel a cui ha abbinato un sandalo oro lucido e una clutch Anya Hindmarch, Jennifer Lawrence ha scelto un prezioso mini abito Tom Ford, Penelope Cruz ha optato invece per la moda eco-sostenibile, indossando un abito blu notte di H & M della collezione “Conscious”. Emmy Rossum ha scelto un abito da favola Monique Lhuillier, Rashida Jones un Valentino, Taylor Swift un abito nero lungo e paillettato di Julien Macdonald, Kate Beckinsale ha indossato un abito couture di Elie Saab, Kate Hudson uno di Zuhair Murad Couture. Rosie Huntington-Whiteley ha scelto un abito azzurro pallido di Cushnie et Ochs, Anne Hathaway, uno bianco e nero di Viktor & Rolf senza spalline, Diane Kruger un Valentino, Jaime King uno Couture di Ulyana Sergeenko, Selena Gomez uno oro in tulle ricamato di Emilio Pucci. Elizabeth Banks si è presentata con un abito di Jenny Packham a cui ha abbinato una clutch Jimmy Choo ‘Cloud’ e scarpe Casadei, Kristen Bell ha scelto un abito rosso da famme fatale di Zuhair Murad, Naomie Harris uno Naeem Khan. Evan Rachel Wood ha sbalordito con un abito di Elie Saab Couture, Eve Hewson ha indossato un abito nero senza spalline di Dsquared. Cavalli anche per Jada Pinkett Smith e Sheryl Crow. Bruce Willis e Emma Heming e Jason Bateman e Amanda Anka hanno scelto invece Dolce&Gabbana. Le più scandalose, come sempre, sono state Donatella Versace e Lady Gaga, arrivate in coppia. Insomma, un matrimonio tra spettacolo e moda da togliere il fiato!

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Il lieto annuncio di Scarlett Johansson: presto mamma

scarlett-johansson-incinta-tuttacronacaEra il novembre 2012 e Scarlett Johansson, fresca di divorzio da Ryan Reynolds, conosceva il giornalista francese Romain Dauriac. I due si dividono tra Parigi e New York ma al momento non si parla di matrimonio. Anzi. Negli ultimi mesi l’attrice, a chi le chiedeva quando avrebbe sposato il compagno, replicava sempre di essere innamoratissima ma ancora libera come l’aria. Ma ora, dopo l’assenza “ingiustificata” nella notte degli Oscar, la rivelazione: Scarlett è in attesa del primo figlio. Nei mesi scorsi alla comparsa dell’anello di fidanzamento tutti si aspettavano l’annuncio delle nozze ma Scarlett ha sempre dichiarato di non avere fretta. Continuerà a pensarla così?

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La Ferilli e quel sassolino nella scarpa: “Non c’ero io…”

ferilli-tuttacronacaSabrina Ferilli ha interpretato la ballerina di night club Ramona, anche amante del protagonista Jep, nel film La Grande Bellezza. E se anche è contenta per l’Oscar, non rinuncia a una critica mentre si confida con il settimanale “Chi”: “Il vestito era straordinario, i gioielli pure. Diciamo però che alla notte degli Oscar non c’ero io con tutta quella roba addosso”. La delusione per non essere stata invitata alla cerimonia degli Oscar le brucia e sembra attribuire la colpa della dimenticanza al team tecnico del film: “Questo è un Paese di talenti, e non di squadre. A livello individuale sparigliamo e sbaragliamo, ma è nel discorso organizzativo che manchiamo. Non sappiamo ottimizzare niente, sviluppare il valore delle cose… Ed era un evento unico: erano 15 anni che non vincevamo un Oscar, questo è demoralizzante… Di non essere stata lì, di non aver fatto il red carpet mi dispiace, e molto. Lo dico non soltanto per me, ma anche perché l’immagine che si ricorda nel tempo della Notte degli Oscar è quella delle foto delle attrici che solcano il tappeto rosso in abiti favolosi”. L’attrice ci teneva a quel tappeto rosso e teme che si potesse trattare della sua unica possibilità. “A me non è mai riuscita l’incoronazione: sono stata capace di lavorare tanto, di fare tanto, ma alla fine la cerimonia mi è sempre sfuggita. Se mi sono ritrovata regina è perché qualcuno me l’ha riferito mentre stavo a casa, in camerino, al bar o persino alla toilette. Ma mai nessuno in via ufficiale”. Dopo di che, sdrammatizza: “Sapete cosa vi dico? La salita mia è un passo alla volta e io ho ancora un bel po’ di anni davanti. A Hollywood io prima o poi ci vado. Dovesse pure pure essere per il remake di A spasso con Diasy”.

Il selfie degli Oscar…. e quel perfetto sconosciuto tra le star

peter-selfie-oscar-tuttacronacaIl selfie più retwittato della storia del social network: è quello voluto da Ellen De Generes durante la cerimonia degli Oscar e scattato da Bradley Cooper. Ha fatto il giro del mondo lo scatto e con esso una domanda: ma chi è quello sconosciuto ragazzo che appare tra le star? La domanda ha ora una risposta: si tratta del fratello della vincitrice dell’Oscar come Miglior Attrice Non Protagonista per “12 anni schiavo”, Lupita Nyong’o. Lui si chiama Peter ed è uno studente al primo anno dell’Università Stetson della Florida all’aftershow che si è anche messo in posa con Michael Fassbender, vecchia conoscenza dal momento che ha lavorato sul set con la sorella in “12 anni schiavo”.

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“Certo che Sorrentino poteva studiare un po’ d’inglese prima…”

sorrentino-discorso-tuttacronacaSorrentino sarà anche stato premiato dall’Academy ma di certo non ha ottenuto l’ovazione dal pubblico italiano. Se non per quel che riguarda il film, di certo il suo discorso di ringraziamento al momento della premiazione è diventato un boomerang che gli si è ritorto contro. A iniziare da quel suo prendere a modello Diego Armando Maradona. Il regista l’ha spiegato come “maestro di spettacolo” ma resta il fatto che in Italia l’ex campione del Napoli è additato come evasore fiscale.

Oltre a questo, però, in molti hanno puntato il dito contro la sua pronuncia inglese: con la lingua straniera Sorrentino se l’è cavata tanto miseramente da meritarsi un hashtag: #sorrentinoinglese. “Certo che Sorrentino poteva almeno impararlo un po’ d’inglese prima di andare a ritirare l’Oscar”, scrivono su Twitter. E i commenti acidi si sono susseguiti in rete. C’è anche chi prova a difenderlo ribattendo frasi del tipo: “vorrei sentire voi in inglese”. Resta il fatto che… non tutti devono trovarsi a fare un discorso in mondovisione!

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La gaffe dell’Academy: confonde Penèlope Cruz con Salma Hayek!

cruz-deniro-tuttacronacaTutto stava scorrendo liscio al gala degli Oscar 2014. Forse anche troppo. Una gaffe doveva prima o poi occorrere. Nell’era 2.0, se non avviene in diretta probabilmente arriva via Twitter, e anche la notte delle star non ha fatto eccezione. Quando la serata stava per terminare, senza essere incappata in alcun inghippo, l’Academy ha fatto il suo scivolone, via Istagram. Pubblicando una foto dal backstage, nella quale appare De Niro che si prepara ad assegnare i due premi per la sceneggiatura (non originale a “12 anni schiavo” e originale a “Her”), l’Academy si confonde e scrive: “Hayek e De Niro si preparano nel backstage #oscars”. Peccato solo che non si trattasse della messica Salma, ma della spagnolissima Penèlope Cruz!

La notte degli Oscar… riassunta in gif animate!

oscar-2014-tuttacronacaIn Italia ogni Tg e, in generale, ogni media, sta parlando della vittoria del film di Sorrentino “La grande bellezza”, ma molti sono stati i momenti che verranno ricordati dell’86esima edizione degli Oscar e l’Huffington Post ha pensato di ricapitolarla tramite gif animate. Tre ore di cerimonia riassunte in poche immagini particolarmente significative: pronti al ripasso?

Iniziamo allora con la sensazione di vincere un Oscar come miglior film: viene immediatamente voglia di saltare! tv show gifs

E che dire delle attrici che si godono la serata… improvvisando un ballo? Tra di loro l’intramontabile Meryl Streep:
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e non è da meno l’attrice Lupita Nyong’o…
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… nè Amy Adams.
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Jennifer Lawrence ci ricasca, letteralmente. Se riesce a inciampare anche l’anno prossimo possiamo dire per certo che è nata una nuova tradizione!
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Emma Watson y Joseph Gordon-Levitt: lezione di eleganza dai due giovani attori.
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Ellen De Generes, la conduttrice della serata, ha avuto un’idea geniale: riempire la pancia a tutti! Come? Solo una parola: pizza!
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Brad Pitt, da bravo padre di famiglia, si è incaricato di distribuire i piatti…
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Ma era scontato che qualcuno dovesse “sganciare”: è stato il produttore Harvey Weinstein a scucire 200 dollari di mancia al fattorino:
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Jared Leto ha sovvertito i ruoli: è lui che si occupa di “sfamare” la madre:
Lupita Nyong’o ha vinto l’Oscar e Liza Minnelli ha voluto festeggiare con lei:
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Ma uno dei momenti clou della serata è stato indubbiamente il selfie che Ellen DeGeneres ha voluto scattare con alcuni attori: è subito diventata la foto più retwittata!
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Già che c’era, ha provato anche a spaventare Leonardo DiCaprio e Sandra Bullock…
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… ma non c’è serata degli Oscar se non c’è anche moda… e sicuramente ha dato una lezione di stile… fatato!
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Cate Blanchett, favoritissima, ha fatto finta di sorprendersi per il suo Oscar
Il momento più romantico della sarata? Sicuramente il bacio tra Matthew McConaughey y Camila Alves
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 Non resta che darsi appuntamento all’anno prossimo!

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 Buon cinema a tutti! 

La Nasa “copia” Gravity: niente effetti speciali!

nasa-gravity-tuttacronacaIl film “Gravity” di Alfonso Cuaron ha sbancato agli Oscar, anche se non è riuscito ad aggiudicarsi la statuetta come miglior film, andata invece a “12 anni schiavo”. Ma la pellicola, tra le sette categorie dove ha trionfato, tra cui miglior regia, ha conquistato anche l’Oscar per gli effetti speciali. Che tolgono il fiato ma, sottolinea la Nasa, un film non può competere con la realtà. E per testimoniarlo pubblica sul web una favolosa galleria fotografica che ripercorre, con veri scatti dallo spazio, la trama del film di cui sono protagonisti George Clooney e Sandra Bullock:

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Il selfie agli Oscar infrange ogni record: il più twittato di sempre!

foto-oscar-selfie-record-tuttacronacaL’86esima edizione degli Oscar, che l’Italia ricorderà a lungo visto che ha riportato la pregiata statuetta sul Belpaese, passerà alla storia per il record che ha fatto registrare l’idea lanciata dalla presentatrice della serata, Ellen De Generes: “Facciamo una foto che batta il record dei retweet”. Detto, fatto! Si tratta di un super-selfie delle star hollywoodiane scattato in diretta televisiva dalla stessa conduttrice e che è da oggi il più twittato della storia: ha scalzato dal podio anche una foto di Barack Obama. Del resto difficile passasse inosservata: tra gli altri appaiono anche Brad Pitt, Angelina Jolie, Meryl Streep, Julia Roberts e Kevin Spacey. La foto è stata retwittata oltre 2 milioni di volte facendo il giro del mondo. Il precedente primato era detenuto da Obama con appena – si fa per dire – 800mila retweet per il suo messaggio in cui annunciava la sua rielezione datato 6 novembre 2012.

Steve McQueen sbaraglia tutti: l’Oscar è per il suo “12 anni schiavo”

12annischiavo-oscar-tuttacronaca86esima notte degli Oscar e l’Italia festeggia la vittoria di La Grande Bellezza. Ma la serata, condotta da Ellen De Generes, si è rivelata un successo. A trionfare su tutti il favoritissimo “12 anni schiavo” di Steeve McQueen, tratto dall’omonima autobiografia di Salomon Northup, pubblicata nel 1853. Nel cast, oltre al protagonista Chiwetel Ejiofor, anche Michael Fassbender, Benedict Cumberbatch, Paul Dano, Paul Giamatti e Brad Pitt, quest’ultimo anche produttore della pellicola.

Ma il vero asso pigliatutto della serata è stato “Gravity”, arrivato con ben dieci nominations. Il thriller fantascientifico di Alfonso Cuaron ha portato a casa sette statuette: molte ‘tecniche’ (effetti speciali, sonoro e montaggio sonoro, fotografia, montaggio, colonna sonora) e una fondamentale, la miglior regia per il cineasta messicano al suo primo Oscar, che ha definito gli anni di lavoro sulla pellicola della “un’esperienza di trasformazione”. Cuaron ha quindi ringraziato le persone coinvolte nel progetto, in particolare il figlio Jonas, co-sceneggiatore, la sua protagonista Sandra Bullock – “Sandy, sei tu Gravity, sei tu l’anima e il cuore, la persona migliore con cui potevo collaborare e una delle persone più belle con cui ho lavorato” – e ancora George Clooney “per la tua fiducia”. Ha infine dedicato il premio alla madre: “Se sono qui è per te e questo è per te”.

Pluripremiato anche “12 anni schiavo”, che ha vinto l’Oscar anche per la migliore sceneggiatura non originale e quello per la migliore attrice non protagonista assegnato a Lupita Nyong’o. L’attrice messicana naturalizzata keniota, che appena sabato ha spento 31 candeline, ha commentato: “Non ho pensato neppure per un momento che tutta questa gioia potesse essere legata al dolore di qualcun altro per cui voglio rendere omaggio allo spirito di Patsey (la schiava che interpreta nella pellicola di Steve McQueen, ndr) e voglio ringraziare Solomon per aver raccontato la storia di lei e di lui e Steve McQueen. Tu carichi tutto quello che fai con un soffio del tuo spirito. Grazie di avermi fatto arrivare qui, questa è la gioia della mia vita. Sono certa che tutti quei morti sono lì che ti guardano e ti sono grati, così come lo sono io”.

Anche “Dallas Buyers Club” di Jean-Marc Vallée ha conquistato tre statuette: trucco e parrucco ma, soprattutto, miglior attore protagonista (Matthew McConaughey) e non protagonista (Jared Leto). “Ci sono tre cose di cui ho bisogno – ha detto – qualcosa a cui guardare, qualcuno a cui tendere e qualcuno da inseguire”. Poi l’attore ha ringraziato il padre scomparso, la madre in sala, la moglie Camila e i loro figli, “Le quattro persone che voglio siano sempre fiere di me”.

Miglior attrice protagonista è invece risultata Cate Blanchett, grazie alla sua interpretazione in “Blue Jasmine”, unico riconoscimento per il film di Woody Allen. “Questo premio è casuale e soggettivo, ma per me significa tanto in anni di interpretazioni straordinarie da parte di donne” ha detto l’attrice australiana, che si è poi complimentata con le altre attrici candidate nella categoria: Amy Adams, Sandra Bullock, Julia Roberts e Judy Dench. “Sono qui a ritirare il premio grazie alla sceneggiatura straordinaria di Woody Allen” ha detto. “Grazie agli spettatori che sono andati a vederlo – ha aggiunto – e grazie a quelli che in questo settore scioccamente ancora credono che i film con le donne al loro centro siano dei film di nicchia. Non lo sono, gli spettatori vanno a vederli e fanno guadagnare. Il mondo è rotondo, gente”.

La miglior sceneggiatura originale si è rivelata “Her”, scritta dal regista e sceneggiatore Spike Jonze: “Sono qui con tutta la mia famiglia che mi ha sostenuto – ha detto dal palco del Dolby Theatre – tutte le persone che amo e che mi hanno aiutato a scrivere questa sceneggiatura sull’amicizia e su questa esperienza unica”. “Frozen”, lungometraggio animato della Disney, ha superato tutti i contendenti della categoria ottenendo inoltre il riconoscimento per la migliore canzone, “Let it go”. Ancora, “Il grande Gatsby” di Baz Lurhmann ha ottenuto due premi per i migliori costumi e la migliore scenografia. Delusione invece per “American Hustle – L’apparenza inganna” di David O. Russell: dieci nominations ma nessuna statuetta per lui.

La Grande Bellezza conquista Hollywood: Oscar a Sorrentino

Paolo-Sorrentino_oscar-tuttacronaca”Non volevo essere semplicemente un mondano, volevo diventare il re dei mondani. Io non volevo solo partecipare alla feste, io volevo avere il potere di farle fallire”. A parlare è Jep, il protagonista, interpretato da Toni Servillo, de La Grande Bellezza. Ma ieri Sorrentino non ha “fatto fallire” la festa dell’Italia: la pellicola pluripremiata, infatti, ha conquistato anche l’Oscar come miglior film straniero. Sorrentino, ritirando il premio, ha dichiarato di essersi ispirato a Fellini, Scorsese, i Talking Heads e Maradona:”Perché sono quattro campioni nella loro arte che mi hanno insegnato tutti cosa vuol dire fare un grande spettacolo, che è la base di tutto lo spettacolo cinematografico”. E al centro di questo spettacolo Sorrentino ha messo Jep Gambardella, giornalista e scrittore sessantacinquenne che funge da guida colta, cinica e ironica di quella Roma indolente, stracafona e popolata da donne di plastica e uomini da poco che il registra ha ritratto. Si tratta, come Fellini, di un uomo arrivato a Roma a 26 anni, con il suo carico di fame e curiosità della provincia e l’accento napoletano. E’ un dandy nato ricco, Jep, che si circonda  di persone giuste che vivono la notte proprio come fa lui. Intorno a lui tutti tutta una giungla di caratteri, che arriva a quella terrazza dove non mancano musica, alcool e coca e dove Jep è un leader, circondato da una folla di parvenu, politici, giornalisti, attori, nobili decaduti, alti prelati, artisti e intellettuali veri o presunti.

E se il premio Oscar… facesse ridere? La parodia dei film candidati

parodie-oscar-tuttacronacaSe “Wolf of Wall Street” fosse girato con i lupi? E se “Her” diventasse “Him” e fosse interpretato da “Seth Rogen”? Sicuramente l’effetto sarebbe diverso… come dimostra una raccolta delle pellicole in gara “rivisitate” in versione parodia. I youtubbers sono fantastici in questo e il cortometraggio è stato ripreso dal “Saturday Night Live”.

Addio ad Alain Resnais, maestro del cinema francese

alain-renais-tuttacronacaLutto nel mondo del cinema per la morte, a Parigi, del regista francese Alain Resnais. Uno dei grandi punti di riferimento della Nouvelle Vague di Truffaut e Godard, pur non avendovi aderito ufficialmente, aveva 91 anni. Il suo produttore, Jean-Luois Livi, nel dare l’annuncio della morte dell’artista sabato sera, ha spiegato che era circondato dalla sua famiglia. Tra i capolavori del regista anche”Hiroshima mon amour” del 1959 e “La vita è un romanzo”. Resnais, il cui ultimo film “Aimer, Boire et Chanter” era stato accolto molto bene al Festival di Berlino, è stato anche un grande teorico del cinema. Il regista, nato a Vannes, ha vinto un Leone d’Oro per “L’anno scorso a Marienbad” con Giorgio Albertazzi e uno d’argento, due Orsi d’argento, tre premi Cesar e un David di Donatello.

Aspettando l’Oscar: una dritta per gli attori per aver maggiori possibilità…

oscar_tuttacronaca-2014Poco più di 24 ore e prenderà il via la notte degli Oscar. Candidati alla statuetta come miglior attore protagonista quest’anno troviamo Bruce Dern, Chiwetel Ejiofor, Matthew McConaughey, Leonardo Dicaprio o Christian Bale. Non è mai facile indovinare i sentimenti dell’Accademy e avere la certezza assoluta del vincitore ma, mentre in Italia si tengono le dita incrociate sperando che l’Oscar al migliore film stranero venga assegnato a La grande bellezza, è possibile provare ad azzardare delle previsioni per quel che riguarda proprio la categoria del miglior attore. A fare “l’esperimento” è stato l’Huffington Post Usa, che ha proposto un’infografica che tiene conto degli ultimi 85 anni di Oscar, distinguendo i tipi di ruoli a cui è andato di volta in volta il premio. Stando al risultato, ad avere le maggiori chance sarebbero Ejiofor, McConaughey e DiCaprio, i tre candidati per interpretazioni storiche. I dati, infatti, indicano che i ruoli storici sono quelli premiati più spesso, con una percentuale che supera il 25%.

vincitori-oscar-tuttacronacaOvviamente un ragionamento simile è possibile farlo anche le cinque candidate femminili, Cate Blanchett, Sandra Bullock, Judi Dench, Meryl Streep e Amy Adams. A giudicare dal risultato, come si nota nell’infografica, le probabilità più alte sono quelle della Blanchett e della Adam, che farebbero bene a iniziare a preparare i loro discorsi. Di seguito tutte le vincitrici delle edizioni passate raggruppate per ruolo. Nella maggior parte dei casi – il 30,2% – le vincitrici interpretavano ruoli di mogli, madri, sorelle, figlie o fidanzate. Alto anche il dato delle eroine storiche (20,9%); meno numerose le “cattive” (3,5%) e le vincitrici di premi per la carriera.

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Il sogno di Spike Lee? Brooklyn “ripulita” da bianchi e hipster

spike-lee-tuttacronacaSpike Lee è il regista che racconta le periferie newyorkesi, narra la violenza, la droga e difficili rapporti che s’instaurano tra razze e culture diverse. La sua macchina da presa si aggira tra i quartieri più difficili e se coltiva un “sogno” è che la sua Brooklyn sia libera tanto da hipster che da bianchi. Anni fa il quartiere era un ghetto dove si trovavano italo e afroamericani che ora hanno ceduto il posto agli artisti. Insomma, è come se questa novella cittadina avesse raso al suolo il suo personale set. Alessandra Baldini scrive per l’Ansa:

in una tirata infarcita di parolacce, Spike Lee ha denunciato la metamorfosi del suo quartiere, invaso da coppie “hipster” che, per sua stessa ammissione, hanno cambiato la zona in meglio, tra pulizia, buone scuole, maggiore sicurezza nelle strade. Il regista è cresciuto a Fort Greene. I suoi genitori vivono lì e Lee mantiene un ufficio nella zona.

Ma non è più lo stesso quartiere della sua infanzia e Spike non ha fatto mistero di quel che pensa durante una conferenza organizzata per il mese della storia afro-americana al Pratt Institute di Brooklyn.

La “gentrificazione” ha ucciso tradizioni e abitudini dei suoi originari abitanti di colore: “È la sindrome Cristoforo Colombo. Non avete scoperto un bel niente. Noi eravamo qui prima di voi!”.

Esempi di come l’influsso di coppie hipster dal Lower East Side hanno cambiato la zona, non sempre a suo avviso in meglio, Spike ne ha dati a bizzeffe: “Per 40 anni c’è stato un gruppo che suonava i tamburi a Mount Morris Park, poi i residenti hanno protestato e i musicisti sono stati sfrattati”.

Per non parlare di quel che è successo suo padre, “grande musicista jazz”: 46 anni fa ha comprato una casa. “L’anno scorso sono arrivato nuovi f**** vicini e hanno chiamato la polizia per farlo smettere di suonare. Che poi non suona neanche la chitarra elettrica”.

Lee si è lamentato del fatto che la mattina il parco di Fort Greene “assomiglia adesso al Westminster Dog Show, il concorso newyorchese per i cani più belli d’America”, e che “i f***** hipster hanno complottato per cambiare i nomi di quartieri come il South Bronx (SoBro) o Bushwick, (East Williamsburg)”.

Lo stesso Spike ha ammesso che per molti versi il cambiamento ha smosso le cose in meglio. “Ma perché deve essere un afflusso di newyorchesi bianchi nel South Bronx, Harlem, Bedford Stuyvesant, Crown Heights perché le cose migliorino? Quando ci vivevo io, non raccoglievano la spazzatura ogni giorno, non c’era la polizia. Vedi mamme bianche che spingono i passeggini alle tre del mattino sulla 125esima strada: questo deve dirvi qualcosa”.

Polemico con il regista D.K. Smith, nero di Brooklyn e il direttore di una start up, che aveva aperto il dibattito a Pratt senza poi poter aggiungere neanche una parola: “Sono stanco di neri che si lamentano perché sono neri. Ecco un caso dove ci sono vantaggi: per la prima volta – ha detto alla Cnn – decine di migliaia se non centinaia di migliaia di persone di colore possono partecipare alla creazione della ricchezza in America”.

La Grande Bellezza in onda su Mediaset: prosegue la guerra con Sky

La-grande-bellezza-tuttacronacaMartedì 4 marzo Mediaset manderà in onda il film La Grande Bellezza, notizia che ha scontentato gli esercenti cinema che temono di veder penalizzate le sale dove ancora viene proiettato. Ma anche Sky non ha accolto con gioia la notizia. Si tratta dell’emittente che, appena qualche ora prima, trasmetterà la notte degli Oscar, preparandosi ai festeggiamenti in caso di vittoria proprio del film di Sorrentino, in gara come miglio Film Straniero. La messa in onda della pellicola riaccende così la guerra in corso tra le due emittenti. Dell’episodio ne parla il Fatto Quotidiano:

Dopo aver scippato con un’offerta più danarosa l’esclusiva per le partite di Champions League per un triennio, Mediaset espone il miglior prodotto cinematografico che possiede la (propria) casa produttrice Medusa… La vendetta di Cologno Monzese è immediata e rammenta a Sky una valutazione sbagliata. Il canale satellitare, due anni fa, anche per ridurre i costie sterni come fa Mediaset, decise di non acquistare il pacchetto di film di Medusa.

Quindi Sky non potrà offrire ai propri abbonati “La Grande Bellezza” né altri successi come “Sole a catinelle” di Checco Zalone. Ci si chiede quindi se la decisione di Mediaset non sia da leggersi come una ripicca contro il gruppo di Murdoch?

Sky ha appena spalmato fra satellite e digitale le due settimane di Giochi Olimpici di Sochi… Senza dimenticare che il Gruppo Murdoch può spendersi l’accoppiata Formula1 e MotoGp e puà insediare Mediaset sfruttando l’enclave di Cielo (in chiaro).

Ci si aspetta che Sky li valorizzerà al massimo contro il concorrente, dopo che Piersilvio Belrusconi, al Tg5, ha festeggiato la vittoria sui diritti della Champions League, sottratti a Sky grazie a un’offerta di 700 milioni di euro. Nel frattempo il gruppo Mediaset è pronto a completare la delicata operazione per il digitale terrestre, con una nuva società tra italo- spagnola che rilanci Mediaset Premium, la tv a pagamento con la mission di contendere a Sky i diritti del calcio e del cinema.

Via “La Grande Bellezza” dalla tv!

grande-bellezza-tuttacronacaL’86ª edizione della cerimonia degli Oscar si terrà al Dolby Theatre di Los Angeles il 2 marzo 2014 (le prime ore del 3 marzo in Italia) e La Grande Bellezza è in corsa per il premio al miglior Film Straniero. Il 4 marzo, stando al palinsesto Mediaset, la pellicola di Sorrentino verrà trasmessa su Canale5. La decisione, tuttavia, ma fatto scendere sul piede di guerra gli esercenti cinema che, riuniti nelle sigle Anec, Anem, Fice Acec, denunciano come essa penalizzi “l’ulteriore sfruttamento dell’opera all’interno della filiera audiovisiva”. Il film, uscito lo scorso maggio e già distribuito in home video, ha avuto un primo sfruttamento in streaming su Infinity. Oltre a questo, viene ancora proiettata in 14 sale cinematografiche sul nostro territorio, dove nel solo penultimo week-end di febbraio ha incassato 16.307 euro. E va considerato anche il fatto che, con tutta probabilità, il suo passaggio agli Oscar sarà un nuovo richiamo per gli spettatori che potrebbero accorrere al cinema numerosi. Lionello Cerri, presidente dell’Anec, afferma: “Un indubbio valore promozionale per la serata televisiva che rischia tuttavia di tradursi in una forte attenuazione del potenziale cinematografico, e non solo, del film, oltre a stravolgere la prassi che vede approdare alla tv generalista un’opera cinematografica a circa 24 mesi dalla prima uscita in sala, dopo lo sfruttamento in home video, in video on demand, pay per view e pay tv”. Il presidente dell’Anem, Carlo Bernaschi, aggiunge: “ha già incassato oltre 7 milioni di euro ma si avvia a diventare un successo longevo, considerando inoltre che concorrerà ai David di Donatello che saranno assegnati ai primi di giugno”. Le associazioni degli esercenti rivendicano quindi l’opportunità di valorizzare tutti i canali della filiera, garanzia per tutti gli operatori dell’industria cinematografico e dell’indotto.

Addio Harold! Le vignette che salutano il protagonista di Ghostbusters

Harold-Ramis-morto-tuttacronacaIeri la triste notizia della morte dell’attore Harold Ramis, all’età di 69 anni, a causa di complicanze di una rara malattia della quale soffriva da tempo, una vasculite autoimmune infiammatoria. La scomparsa di uno dei protagonisti del film cult Ghostbusters ha profondamente scosso il popolo della rete che ha deciso di rendergli omaggio attraverso una serie di vignette:

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Addio ad Harold Ramis: si è spento uno dei “Ghostbusters”

gohstbsu-tuttacronacaAveva 69 anni Harold Ramis, l’attore diventato celebre per aver ricoperto il ruolo del Dottor Egon Slengler nel celebre film Ghostbusters e per aver recitato in Stripes – Un Plotone di Svitati e Ricomincio da Capo. Considerato uno dei più geniali autori e interpreti del cinema americano, Ramis era affetto da tempo da una vasculite autoimmune infiammatoria, malattia molto rara che colpisce i vasi sanguigni. Le sue condizioni erano peggiorate negli ultimi giorni.

Nel cartone della Disney… spunta il disegno di un pene!

disney-pene-tuttacronacaNon lo si noterebbe se non fosse per un fermo immagine, eppure prendendo proprio quel fotogramma è inequivocabile: nel cartone targato Disney “Fievel sbarca in America” spunta il disegno di un rudimentale pene tracciato a matita. Lo si nota più o meno a metà del film, quando Tanya Mousekewitz canta il brano “Dreams to dream”.

Smoking per due: Brad Pitt e Angelina Jolie si copiano il look sul red carpet

jolie-pitt-smoking-tuttacronacaIn occasione dei Bafta, i British Academy Film Awards, la coppia più glamour di Hollywood, Angelina Jolie e Brad Pitt, ha optato per condividere il look. Niente abito lungo infatti per l’attrice ma uno smoking coordinato a quello del compagno. Ovviamente la scelta della star non è passata inosservata e ha catalizzato i flash. Unica differenza rispetto a Brad, il papillon slacciato che valorizza la scollatura della camicia.

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La serata che rende onore al cinema inglese: Bafta 2014

bafta-2014-tuttacronacaSi sono assegnati nella serata di domenica i Bafta 2014, l’equivalente inglese degli Oscar e se ancora una volta Sorrentino ha trionfato come miglior film in lingua straniera è stata la pellicola di Alfonso Cuaron Gravity a far incetta di riconoscimenti. Il film di fantascienza che ha come protagonisti Sandra Bullock e George Clooney si è aggiudicato tra gli altri i premi come miglior film inglese e miglior regia. 12 Anni Schiavo è invece stato premiato con il Bafta più desiderato, quello come Miglior Film dell’Anno.

Per quel che riguarda le altre assegnazioni, American Hustle e Philomena si sono aggiudicati i premi di sceneggiatura mentre Frozen è stato eletto Miglior Lungometraggio Animato. Passando agli attori, il protagonista di 12 anni schiavo, Chiwetel Ejiofor, si è aggiudicato il riconoscimento mentre Jennifer Lawrence è risultata essere la Miglior attrice Non protagonista, Barkhad Abdi Miglior Attore non Protagonista e Cate Blanchett Migliore Attrice Protagonista. Altri 4 i Bafta portati a casa da Gravity, con Peter Greenaway premio speciale per il contributo dato al cinema inglese nel corso degli anni e Will Poulter eletto miglior giovane in ascesa.

Questa la lista completa dei premiati:

MIGLIOR FILM
12 ANNI SCHIAVO di 
Steve McQueen

MIGLIOR FILM BRITANNICO
GRAVITY, Alfonso Cuarón, David Heyman, Jonás Cuarón

MIGLIOR DEBUTTO DI UN REGISTA, SCENEGGIATORE O PRODUTTORE BRITANNICO

KIERAN EVANS (Director/Writer) Kelly + Victor

MIGLIOR FILM NON IN LINGUA INGLESE
THE GREAT BEAUTY Paolo Sorrentino, Nicola Giuliano, Francesca Cima

MIGLIOR DOCUMENTARIO
THE ACT OF KILLING Joshua Oppenheimer

ANIMATED FILM
FROZEN Chris Buck, Jennifer Lee

MIGLIOR REGIA
GRAVITY Alfonso Cuarón

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE
AMERICAN HUSTLE Eric Warren Singer, David O. Russell

MIGLIOR SCENEGGIATURA NON ORIGINALE
PHILOMENA Steve Coogan, Jeff Pope

MIGLIOR ATTORE
CHIWETEL EJIOFOR 12 Years a Slave

MIGLIORE ATTRICE
CATE BLANCHETT Blue Jasmine

MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA
BARKHAD ABDI Captain Phillips

MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
JENNIFER LAWRENCE American Hustle

MIGLIORE COLONNA SONORA
GRAVITY Steven Price

MIGLIOR FOTOGRAFIA
GRAVITY Emmanuel Lubezki

MIGLIOR MONTAGGIO

RUSH Dan Hanley, Mike Hill

MIGLIOR SCENOGRAFIA
THE GREAT GATSBY Catherine Martin, Beverley Dunn

MIGLIOR COSTUMI
THE GREAT GATSBY Catherine Martin

MIGLIOR TRUCCO E PARRUCCO
AMERICAN HUSTLE Evelyne Noraz, Lori McCoy-Bell

MIGLIOR SUONO

GRAVITY Glenn Freemantle, Skip Lievsay, Christopher Benstead, Niv Adiri, Chris Munro

MIGLIORI EFFETTI VISIVI
GRAVITY Tim Webber, Chris Lawrence, David Shirk, Neil Corbould, Nikki Penny

MIGLIOR CORTO D’ANIMAZIONE BRITANNICO

SLEEPING WITH THE FISHES James Walker, Sarah Woolner, Yousif Al-Khalifa

MIGLIOR CORTO BRITANNICO

ROOM 8 James W. Griffiths, Sophie Venner

Outstanding Contribution To British Cinema
Peter Greenaway

Rising Star Award

Will Poulter

Gambe d’artista!

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Gambe d’artista quelle di Jody Steel! La ragazza infatti è un’illustratrice che ha deciso di usare le proprie cosce come tela, un’idea che è nata tra i banchi di scuola quando la lezione era noiosa e per far passare il tempo Jody fantasticava personaggi sulle proprie cosce.  Nel corso del tempo ha sviluppato la sua tecnica ulteriormente, e quando ha iniziato a pubblicare su internet le sue foto ha avuto un grande successo, e anche diverse proposte di lavoro: Jody però non vorrebbe fare l’illustratrice, ma vorrebbe lavorare come concept artist nel cinema.

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Coming out nel mondo del cinema: parla Ellen Page

ellen-page-comingout-tuttacronacaHa 26 anni l’attrice Ellen Page, l’adolescente incinta del film Juno, ruolo per il quale si era guadagnata la nomination all’Oscar. Rispetto ad allora (il film è stato presentato nel 2007) è cresciuta e venerdì notte, nel corso della conferenza a Las Vegas “Time to THRIVE”, che sostiene i diritti LGBT, ha fatto coming out. “Sono stanca di nascondermi e non dire la verità”, ha esordito, aggiungendo: “Sono qui oggi perché sono gay. E perché forse posso fare la differenza e aiutare altre persone come me a vivere una vita più facile. Mi sento investita di una responsabilità”. Ancora, la giovane attrice ha raccontato come durante l’adolescenza ha sofferto nel dover nascondere il suo essere lesbica, ricordando gli episodi di bullismo e violenza cui spesso i giovani gay sono sottoposti. Ancora, ha sottolineato come il “sistema Hollywood” troppo spesso imponga modelli stereotipati di bellezza e comportamento che “non sono utili a nessuno”: “Io sono qui, un’attrice, in rappresentanza  di un’industria che impone degli standard oppressivi su tutti noi….Standard di bellezza, di benessere, di successo. Standard che, mi duole ammetterlo, mi hanno ferito… ti dicono come devi comportarti, come devi vestirti, chi devi essere. Ho cercato di resistere, di mantenermi autentica, di seguire il mio cuore; ma può essere davvero dura”.

L’incredibile scherzo per San Valentino orchestrato da un gruppo di single!

coppia-cinema-tuttacronacaL’incredibile scherzo per San Valentino è stato organizzato da un gruppo di ragazzi single di Shanghai che ha avuto l’idea di acquistare tutti i biglietti dispari di un cinema per la proiezione di Beijing Love Story con lo scopo di distruggere l’appuntamento d’amore delle coppie. Si legge nel messaggio inviato da un organizzatore: “Volete vedere un film romantico? Mi dispiace, ma dovrete sedervi in posti separati. D’altronde la lontananza, avvicina i cuori”. Come spiega l’Huffinton Post:

Con una popolazione di 1,3 miliardi, la Cina ha naturalmente la percentuale più alta di single presente nel mondo. A ciò si aggiunge un drammatico squilibrio di genere. A causa della politica del figlio unico, per il controllo delle nascite e la preferenza per i figli maschi, ci sono circa 34 milioni di ‘uomini in surplus ‘ in Cina e un sacco di cuori solitari. Ma per fortuna anche i single hanno una data da festeggiare. Dal 1990, l’11 novembre è stato celebrato come Singles Day. E ‘ stato scelto perché i numeri – 11/11 – assomigliano a dei ” rami nudi “, termini cinesi per indicare gli scapoli.

Il “nerd del computer ” come si è auto descritto colui che ha ideato lo scherzo di San Valentino ha riferito che stava solo cercando di fare qualcosa di bello per gli altri single. Inizialmente ha cercato di comprare i biglietti del teatro, ha detto al Shanghai Morning Post, ma il suo tentativo non è andato a buon fine. E’ andata meglio quando ha attivato una campagna su un sito di crowd-funding e, insieme agli altri single, ha rubato i posti necessari a dividere le coppie.

Ovviamente l’iniziativa ha scatenato non poche reazioni, tra chi commenta: “Non c’è da stupirsi se sei single” a chi rilancia: “Ora gli amanti andranno direttamente in hotel”.

Addio “Riccioli d’oro”: è morta l’attrice Shirley Temple

shirley-temple-tuttacronacaE’ stata la famiglia a dare la notizia della morte di Shirley Temple, l’attrice che è stata la più famosa baby star di tutti i tempi, avvenuta il 10 febbraio 2014 a Woodside, negli Stati Uniti. Figlia del banchiere George Francis Temple e della ex ballerina Gertrude Amelia Krieger, la Temple era nata il 23 aprile 1928 ed è spirata all’età di 85 anni per cause naturali. “Le rendiamo omaggio per una vita di notevoli successi come attrice, come diplomatica e come nostra amata madre, nonna e bisnonna” ha dichiarato la famiglia in un comunicato pubblicato dalla Bbc.

Attrice, ballerina e cantante ha iniziato la sua carriera nello spettacolo ad appena 3 anni, sullo schermo tv nel 1932, con un cortometraggio di una serie per bambini “Our gang”. Tra le sue interpretazioni più note Riccioli d’oro (1935), Shirley Aviatrice (1936), Zoccoletti olandesi (1937) e Rondine senza nido (1938). Nel 1935, a soli sei anni si aggiudicò l’Oscar giovanile: , primo nella storia degli Academy Awards, inventato appositamente per lei.In totale la Temple interpretò 43 film, molti dei quali contribuirono al salvataggio della Twenty Century Fox dalla bancarotta per i postumi della Grande depressione.

Si ritirò dal set a soli 22 anni. Dopo il secondo matrimonio nel 1950 con l’uomo d’affari californiano Charles Black, da cui ha avuto due figli, Shirley si era candidato al Congresso con i repubblicani e poi era stata ambasciatore degli Usa all’Onu, in Ghana e in Cecoslovacchia. In America fu anche il primo personaggio famoso a raccontare pubblicamente di aver avuto un tumore al seno. Delegata degli Stati Uniti all’Assemblea Generale dell’Onu nel 1969, la Temple è diventata ambasciatrice Usa in Ghana nel 1974 e due anni dopo, capo del protocollo alla Casa Bianca dal presidente Gerald Ford. L’ultimo suo incarico è stato quello di ambasciatrice Usa in Cecoslovacchia tra il 1989 e il 1992.

Archiset: quando il cinema incontra l’architettura

set-architetto-tuttacronacaL’architetto e illustratore Federico Babina presenta il suo progetto Archiset, composto da 17 poster che traggono ispirazione da celebri film. Babina ha infatti trasformato i set di diciassette pellicole in sezioni illustrate che ricordano un po’ le case delle bambole, all’interno delle quali è possibile giocare con l’immaginazione. “In questi film ogni stanza ha uno stile e una personalità definita e contiene sorprese e dettagli inattesi – spiega sono come grandi scatole magiche piene di storie e personaggi, capaci di farci sognare.

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Hoffman “vive” nella saga di Hunger Games, torna sul set in digitale

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Insostituibile Philip Seymour Hoffman, al punto che la Lionsgate che produce la saga di Hunger Games ha deciso che per il capitolo finale ovvero “Il Canto della rivolta”, Philip Seymour Hoffman tornerà a vestire i panni dell’ambiguo e misterioso personaggio di Plutarch Heavensbee, ovvero lo stratega dei giochi che avevamo conosciuto in La ragazza di fuoco. Hoffman rivivrà grazie al digitale! L’attore infatti aveva girato gran parte delle scene previste, anche se gli mancavano ancora 7 giorni di riprese e in particolare una scena ritenuta fondamentale per l’intera saga. La produzione ha deciso quindi di costruire una copia digitale dell’attore grazie alla computer graphic e altri trucchi digitali, Hoffman tornerà sullo schermo e darà inserito nelle sequenze che richiedono la sua presenza. L’indiscrezione arriva direttamente da The New York Post anche se non è stata confermata ufficialmente, ma senza dubbio sembra al momento la situazione migliore, essendo Plutarch Heavensbee poco presente nei capitoli conclusivi e avendo l’attore già girato la maggior parte delle scene. In particolare la copia digitale sarà usata per il quarto capito Il Canto della rivolta – Parte 2 che arriverà il 19 novembre 2015, a un anno di distanza da Hunger Games Il Canto della rivolta – parte 1 la cui uscita è prevista per 20 novembre 2014.

Bufera in Rai: sesso esplicito nel primo pomeriggio

nymphomaniac-rai-tuttacronacaIl nuovo film di Lars Von Trier, il discusso Nymphomaniac che porta sul grande schermo scene di sesso esplicito, ha causato bufera in casa Rai. In un collegamento in diretta con la Berlinale, dove il film è presente, infatti, sono state mandate in onda alcune scene. Erano le ora 15.30, quindi in fascia protetta, e al conduttore di RaiNews24 non è rimasto altro da fare se non scusarsi in diretta con i telespettatori.

La morte shock di Philip Seymour Hoffman: che ne sarà di Hunger Games?

Philip-Seymour-Hoffman-in-The-Hunger-Games-tuttacronacaIeri la terribile notizia: è morto per presunta overdose il premio Oscar Philip Seymour Hoffman, all’età di 46 anni. L’ultima comparsa sul grande schermo l’ha visto rivestire i panni di Plutarch Heavensbee nel film Hunger Games: La ragazza di fuoco e ora la domanda è: che ne sarà della saga? Perchè l’attore sarebbe dovuto tornare sul set per il doppio ultimo capitolo finale del franchise Lionsgate, ovvero Hunger Games: il canto della Rivolta. L’attore di film come Il Dubbio, The Master e Capote, aveva infatti girato parte delle riprese riguardanti la prima delle due parti cinematografiche, in uscita a fine novembre. Le possibilità che si potevano vagliare erano due: cambiare volto al personaggio, facendo rigirare tutte le scene già portate a casa, oppure modificare la presenza di Plutarch all’interno della trama, trovando un modo pratico e credibile per motivare la sua scomparsa. Quello che ora è noto è che la sua scomparsa non influirà sull’uscita al cinema dei due capitoli de Il Canto della Rivolta: Mockingjay Part 1 uscirà il 21 novembre del 2014, mentre Mockingjay Part 2 il 20 novembre del 2015, anche se Deadline suggerisce che questa seconda parte potrebbe andare incontro a problemi maggiori proprio per quei 7 giorni di riprese mancate. Ma una soluzione verrà trovata. Dalla Lionsgate è arrivato il messaggio di cordoglio:

“Philip Seymour Hoffman è stato un singolare talento e uno degli attori più dotati della nostra generazione. Siamo stati molto fortunati ad aver abbellito con lui la nostra famiglia Hunger Games. Perderlo nella sua perfezione è stata una tragedia, e inviamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Philip”.

Quello che è certo, come riporta Cineblog, è che la casa di produzione ci regalerà, nel 2015, le ultime immagini di Seymour Hoffman sul grande schermo. Nei panni di Plutarch Heavensbee.

Shock nel mondo del cinema: muore il premio Oscar Hoffman per overdose!

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Si tinge di nero il mondo del cinema dopo aver appreso la tragica morte di Philip Seymour Hoffman, premio Oscar per la magistrale interpretazione di Truman Capote, che oggi è stato trovato morto nel suo appartamento di Manhattan, a New York. Prima la notizia, poi la smentita e infine la triste conferma.

Shock per i colleghi e fan  quando il Wall Street Journal, che ha pubblicato per primo la notizia, ha ventilato l’ipotesi che  l’attore sarebbe stato stroncato da un’overdose. Hoffman aveva in passato lottato contro la tossicodipendenza, finendo in rehab poco più di un anno fa per abuso di eroina. Volto leggendario del cinema indipendente americano degli anni 90: Boogie Nights, Happiness – Felicità, Magnolia, Quasi famosi, La 25ª ora, Onora il padre e la madre, Il dubbio, fino a The Master. A breve sarebbe dovuto tornare dietro la macchina da presa in qualità di regista con Ezekiel Moss. Hollywood resta senza fiato e il mondo senza uno dei più geniali interpreti degli ultimi 20 anni… CIAO PHIL!

“La Collina” quasi uno spin off di “Parlami d’amore”?

lacollina-parlamidamore-tuttacronacaDue storie che prendono spunto da una comunità di recupero,  ma che forse hanno solo questo come punto di contatto oltre a  un personaggio emblematico.  La Collina, il primo romanzo di Andrea Delogu e Andrea Cedrola, edito da Fandango, che lo ha portato in libreria il 30 gennaio, racconta l’esperienza della Delogu, che ha vissuto fino a 10 anni nella comunità di recupero dalla droga di San Patrignano. Sul sito della Delogu si legge:

La Collina è un romanzo epico, la storia di una famiglia che si unisce a quella di tanti uomini e donne che hanno abitato quel mondo sperando di tornare alla luce. È il racconto incalzante e appassionato di una voce candida che cuce insieme i fili di tanti destini, i salvati e i sommersi che in nome della guerra alla droga hanno finito spesso per sacrificare se stessi.

Se invece facciamo un passo indietro, troviamo,   nel 2006  Silvio Muccino che pubblicava il romanzo, scritto a quattro mani con Carla Vangelista, Parlami d’amore. Nel febbraio 2008, il giorno di San Valentino, usciva invece la trasposizione cinematografica del libro, film che voltava pagina rispetto al personaggio che fino ad allora aveva “intrappolato” lo stesso Muccino nell’adolescente  imbranato e con la zeppola. Quel film, che parlava della  vita del protagonista fuori dalla comunità di recupero, di fatto strappava Silvio Muccino da quelle produzioni e da quei registi che, pur portandolo al successo, lo avevano “limitato” dentro a ruoli “facili”, “leggeri” e “ripetitivi”, mentre allo stesso tempo  ne sanciva il debutto alla regia. “Parlami d’amore”, come alcuni ricorderanno, racconta la storia di Sasha, ragazzo nato in una comunità di recupero, dalla quale, una volta adulto, si allontana per crearsi il suo avvenire e scoprire il significato della parola amore. Per la prima volta Sasha è libero di riprendersi la sua vita, dopo che per tanti anni, il direttore della comunità, Riccardo lo aveva guidato nelle sue scelte. Ora quella figura si è allontanata e lui, tra ingenuità, sbagli e voglia di scoperta, si riappropria della sua identità.

Difficile non fare un confronto immediato, seppur ad anni di distanza. Praticamente impossibile non creare un ponte tra le due opere a partire dal fatto che sono scritte a quattro mani da un uomo e una donna e che anche per  lo stile che è simile, come si nota dall’incipit de La Collina… Ma soprattutto perché traggono spunto dallo stesso luogo, una comunità di recupero  dalla quale alcuni scelgono di scappare mentre altri vi rimangono. E per quelli che se ne vanno il bivio è se restare legato al mondo della droga o “emanciparsi”. Se si trattasse di una serie, potremmo dire che  La  Collina è uno spin-off. Se si trattasse dello stesso romanzo potremmo paragonarlo a quelle porte scorrevoli di Sliding Doors: cosa sarebbe accaduto se… Ma sono due opere diverse, scritte da persone diverse. Le storie di San Patrignano d’altra parte si somigliano, come punto di partenza,  ma poi è la sensibilità di chi racconta a fare la differenza.

Nell’incipit de La Collina si legge:

Su in mansarda c’è solo una porta. Riccardo apre senza bussare. Un abat-jour si accende sul comodino di fianco al letto a una piazza e mezza. Dal piumone sbuca una ragazza poco più che ventenne, la pelle olivastra, capelli lunghi, lisci, neri. Una canottiera bianca. S’intravedono i capezzoli larghi, scuri. Si chiama Sabrina e ha i lineamenti di un’indiana d’America. Lo guarda, Che succede? Riccardo le fa cenno di andare, Abbiamo un problema in macelleria. Sabrina annuisce, Dieci minuti.

Una descrizione di quello che è un ambiente, un calarsi nel passato con meticolosa precisione per portare il lettore a immergersi in quella mansarda, laddove dorme una ragazza ventenne e in cui irrompe la figura emblematica di Riccardo.

Resta il fatto che la Delogu dieci anni ci ha vissuto in quella comunità. E  in quella comunità, in quel passato ci si immerge,  rivangandolo anche nei suoi aspetti più ripugnanti e dolorosi, con descrizioni crude, quasi livide, sempre  alla ricerca della sua liberazione e della sua catarsi…

Cosa accade invece nelle descrizioni del libro Parlami d’Amore di Silvio Muccino e Carla Vangelista? Non esistono! Non c’è spazio per la descrizione e c’è pochissimo spazio per il passato, perché prende vita il vortice emozionale del presente che rade al suolo, nella maggior parte dei   casi, il contesto in cui  si svolge. Questa è solo una delle frasi che si possono trovare nel libro e che raccontano quel riscatto attraverso il corpo, prima  ancora che la mente lo possa elaborare:

Hai presente quando semplicemente pensare a una persona ti toglie il fiato? Ti fa sentire caldo allo stomaco e poi freddo in tutto il corpo perché lei non c’è?

oppure:

Tanto se non vai tu a trovare la vita è la vita che viene a trovare te.

Parlami d´amore narra  quindi l’emozione di chi per la prima volta si trova a vivere al di là della “collina”, non con la lucidità di chi ha fatto un percorso, ma di chi sta compiendo un’evoluzione. Non un processo a posteriori come può essere la trascrizione della Delogu, ma una storia  che  di quel passato non sa quasi più che farsene, raccontata  come è sulle emozioni del presente e da un personaggio che parla al lettore senza intermediari né di spazio, né di tempo.  La differenza è quindi tra un diario di memorie e un vissuto di emozioni. Ma se vogliamo andare ancora più a fondo nella vicenda possiamo anche capire le due diverse forme stilistiche partendo proprio dall’editore.

La Fandango, oltre che essere casa editrice, è anche la casa di produzione con la quale ha sempre collaborato Gabriele Muccino, a partire dal suo esordio Ecco Fatto del 1998, passando per Come te nessuno mai, dell’anno successivo e nel quale il regista ha diretto proprio il fratello minore Silvio, fino al “ritorno in Italia” dopo la parentesi americana con Baciami ancora (2010), che è il seguito del più noto L’ultimo bacio. La Fandango è quindi la casa di produzione che ha sempre portato avanti una linea stilistica precisa, un percorso di film che racchiude l’essenza stessa del cinema italiano d’autore. Quando però Silvio Muccino ha voluto rompere gli schemi, è andato altrove. Ha trovato una produzione, Cattleya, che gli potesse dare il giusto margine di autonomia proprio per distaccarsi da quello stile, che probabilmente non avrebbe potuto sostenere un film che ha per protagonista un ragazzo vissuto in una comunità che si innamora di una donna con molti anni più di lui, capace però di donargli quella serenità innocente che le coetanee sembrano negargli.

Ma ritornando al nostro primo interrogativo,  se “La Collina” è quasi uno spin off di “Parlami d’amore”, dobbiamo constatare che le differenze che abbiamo messo in evidenza ci parlano di due storie diverse, concepite e “vissute” con sensibilità diverse e trasposte con stili diversi tanto da farne storie distanti che non potranno mai comunicare tra loro. E a chi poi punterà il dito verso una o l’altra storia potremmo rispondere con una frase che si trova in Parlami d’Amore:

La debolezza del carnefice è quella di non poter fare a meno della sua vittima.

“Sono gay ma il coming out dovrebbero farlo i ladri”. Parla Amelio

gianni-amelio-tuttacronacaGianni Amelio è alla Berlinale con il film “Felice chi è diverso” e a Repubblica parla dell’omosessualità sua e di tanti “uomini che sono stati giovani quando gli omosessuali non esistevano, se non in una vita clandestina temuta, perseguitata, irrisa”. Il regista denuncia: “Alla mia età sarebbe un po’ tardivo, forse ridicolo. Altri dovrebbero essere i coming out davvero importanti, di chi froda il fisco per esempio, di chi usa la politica per arricchirsi”. E aggiunge: “Credo che chi ha una vita visibile abbia il dovere della sincerità: e allora sì, lo dico per tutti gli omosessuali, felici o no, io sono omosessuale”. Ma la società non è poi cambiata tanto e oggi come ieri fatica ad accettare l’omosessualità. “L’omofobia è ancora imperante, capita ancora che ragazzi si uccidano perché froci o ritenuti tali”, racconta ancora Amelio nell’intervista, “Scherniti, isolati, picchiati. Insomma la battaglia non è vinta”. Ma la sua ultima pellicola vuole lanciare un messaggio positivo, come spiega Natalia Aspesi: “E’ un film molto bello, che comunica felicità carnale e la bellezza di una giovinezza difficile e nascosta, e la serenità raggiunta negli anni nell’accettazione di sé e del proprio posto nel mondo”. Il regista aveva 15 anni quando un suo professore gli disse, “un omosessuale o guarisce o si suicida”. Oppure diventa vecchio e felice come i tanti protagonisti del film.

Flavia Vento e la sgrammaticata proposta di matrimonio a Leo Di Caprio

flavia-vento-tuttacronacaFlavia Vento si scopre romantica su Twitter? La showgirl ha deciso di palesare il suo desiderio per il 2014: sposare Leonardo Di Caprio. E così ecco che sul suo account arriva la proposta di matrimonio al divo di Hollywood, che in questi giorni possiamo ammirare sul grande schermo in The wolf of Wall Street. Assieme a una sua foto, la soubrette ha infatti postato la frase: “Do you want married me?” (sic!)

Sundance Festival: le premiazioni… sottozero!

sundance-tuttacronacaScordatevi la classica premiazione con red carpet sul quale camminano sinuose attrici in abiti lunghi e attori tirati a lucido per l’occasione. La premiazione del Sundance, il festival diretto da Robert Redford che si svolge a Park City, nello Utah, ha visto accentuarsi la sua atmosfera informale a causa della temperatura proibitiva: tra i -10 e lo 0. Ecco allora che, per ricevere i loro premi, gli artisti sono saliti sul palco con sciarpe e cappelli di lana, piumini imbottiti e persino chi, come l’attore Nick Offerman (Parks and recreation), con un lungo cappotto di pelliccia. Con sciarpa e berretto di lana il regista Malik Vitthal che con Imperial dreams ha vinto il premio del pubblico. Whiplash, di Damien Chazelle, si è aggiudicato sia il Premio del pubblico che il Premio della giuria (guidata dal regista Bryan Singer). La pellicola racconta di un’aspirante batterista jazz (Miles Teller) che aspira alla grandezza e che entra in conflitto con il suo severo mentore (JK Simmons) per cui prova tanta ammirazione e soggezione quanto odio per la sua spietatezza e mancanza di umanità.

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Scelto il film d’apertura di Cannes 2014: Grace of Monaco

grace-of-monaco-tuttacronacaE’ stato scelto il film d’apertura per il Festival di Cannes che inizierà il prossimo 14 maggio. Si tratta di Grace of Monaco, la pellicola del francese Olivier Dahan, che si è già misurato con la biografia di Edith Piaf in La vie en Rose, valso un Oscar a Marion Cotillard, e con Nicole Kidman nei panni della principessa-attrice. Della pellicola si è molto discusso in passato, a causa delle critiche dei figli di Grace Kelly e la scelta della Weinstein Company di posticipare l’uscita per, versione ufficiale, permettere al regista un montaggio più occurato o, come dicevano i rumors di Hollywood, perché nella campagna degli Oscar lo studio puntava su  altre valide contendenti rispetto alla Kidman, tutte sotto contratto con la compagnia, come la Judi Dench di Philomena o la coppia Meryl Streep e Julia Roberts, protagoniste di August: Osage County. Il film è ambientato nel 1962 e mostra la doppia vita di Grace: da una parte, come principessa, deve affrontare una crisi con la Francia in materia di tasse, come attrice riceve la proposta di Alfred Hitchcock di tornare a girare un film. Dahan, dopo la presa di posizione della famiglia Ranieri, aveva dichiarato:
“Non sono né giornalista né storico e non ho fatto un film biografico, genere che odio. Il mio è il ritratto di una donna moderna che tenta di conciliare la famiglia, il marito e la carriera ma che finisce per rinunciare al cinema e inventarsi un altro ruolo e nel farlo soffre. Capisco il punto di vista dei figli, d’altronde è la loro madre e io non avevo nessuna intenzione di provocare. Tutto ciò che posso dire è che questo è il cinema”. Per quel che riguarda la Kidman, parlando di Grace come del ruolo più importante della sua carriera: “Ho letto moltissime biografie e mi sono resa conto che spesso dicevano cose contrastanti. Questo mi ha liberata e mi ha permesso di farla mia. Ho voluto raccontare le sue paure e la sua vulnerabilità. La mia intenzione non è stato imitarla ma cercare di restituire la sua personalità, le difficile scelte che ha preso e che, secondo me, sono da ricercare nel rapporto con suo padre”. Per ammirare la pellicola in sala, in Italia si dovrà attendere i giorni successivi la première a Cannes.

Il cinema indossa il lutto: morto Carlo Mazzacurati

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Il cinema indossa il lutto dopo aver appreso la triste notizia della morte di Carlo Mazzacurati, attore, regista e sceneggiatore padovano che si è spento dopo una lunga malattia, all’ospedale di Monselice. Mazzacurati, 57 anni, aveva esordito nel 1979 quando, grazie a dei fondi ricevuti in eredità, realizzò il film in 16mm, Vagabondi, premiato quattro anni più tardi dalla casa di produzione e distribuzione indipendente Gaumont. Mazzacurati era anche presidente della Fondazione Cineteca di Bologna e aveva vinto il leone d’Argento al Festival di Venezia con la sua opera più famosa “Il Toro”.

Mazzacurati vide crescere il suo successo negli anni Ottanta, quando si trasferì  a Roma e dove iniziò a lavorare ai testi di alcune trasmissioni televisive e, contemporaneamente, al film «Notte Italiana» (1987) insieme a Franco Bernini, e a opere come «Il prete bello» (1989), collaborando anche alla sceneggiatura di «Marrakech Express» insieme a Gabriele Salvatores, «Fracchia contro Dracula» di Neri Parenti e «Domani accadrà» di Daniele Luchetti.

Alla regia approda negli anni Novanta e Duemila quando si dedica a «Vesna va veloce» (1996), «L’estate di Davide » (1998) e «La Lingua del Santo» (2000), oltre che alla serie dei «Ritratti», documentari su Mario Rigoni Stern, Andrea Zanzotto e Luigi Meneghello. L’ultima sua opera è il film «La sedia della felicità», che dovrebbe uscire il 24 aprile. Il film è stato presentato in anteprima al festival del Cinema di Torino sotto la direzione di Paolo Virzì.

Come attore ha recitato piccole parti per Nanni Moretti in «Palombella rossa» (1989), «Caro diario» (1994), «Il grido d’angoscia dell’uccello predatore» (2001) e nel «Caimano» (2006), oltre che per Cosimo Messeri in «Zeldman», sempre nel 2006. Nel 2009 ha co-prodotto con Angelo Barbagallo ed Edoardo Scarantino il film-documentario «The One Man Beatles», sempre di Messeri, candidato ai David di Donatello 2010 come miglior film documentario. Nel novembre scorso ha ricevuto il «Gran Premio Torino» per la carriera.

Fuga di notizie: Tarantino dice stop al film!

Quentin-Tarantino-tuttacronacaE’ trascorso un mese da quando, al The Tonight Show, Quentin Tarantino annunciava: “Non posso dire molto, non mi va di fare troppa pubblicità su questo nuovo progetto, ma una cosa posso dirla. Sarà un western”. Dopo il successo del remake di Django di Sergio Corbucci, il regista ha spiegato: “Mi sono divertito così tanto a fare Django, e amo così tanto i western, che dopo aver imparato da solo come si fa a farne uno mi sono detto: bene, ora che so cosa fare perché non farne un altro?” Ma The Hateful Eight, questo il titolo di quello che sarebbe dovuto esssere il nuovo film, ha ricevuto lo stop. La causa, ha riferito il regista al sito americano Deadline, una fuga di notizie sulla sceneggiatura. Ha commentato Tarantino: “Sono molto depresso. Avevo completato la prima stesura del copione e avrei girato il film l’anno prossimo. Ho dato il copione a sei persone e, se non posso fidarmi di loro, allora non voglio fare il film. I tre attori che hanno letto la sceneggiatura sono stati: Michael Madsen, Bruce Dern e Tim Roth. Su Tim Roth posso mettere la mano sul fuoco. Uno degli altri l’ha fatta leggere al suo agente e adesso quell’agente lo ha passato a tutta Hollywood. Non so come lavorano questi maledetti agenti ma so che adesso come adesso non ho più voglia di fare questo film. Pubblicherò la sceneggiatura e mi dedicherò a un nuovo progetto”. Non è detto però che il western non venga rinviato e rivisitato nei prossimi 5 anni. Ma nessun timore di veder sparire Quentin così a lungo: “Ho almeno dieci progetti da portare sul grande schermo, mi dedicherò a uno di loro”.

Clooney, Calatrava e un film che li unisce

george-clooney-calatrava-tuttacronacaIn Italia quello di Santiago Calatrava è un nome noto. Non solo perchè alcune opere dell’architetto sono presenti nel nostro Paese ma anche per il fatto che, le stesse, fanno molto discutere per i problemi che creano. Come la stazione Mediopiana o il ponte a Venezia. Ma lo spagnolo ha lasciato traccia del suo passaggio anche in Spagna. Ad esempio a Valencia si trova il complesso futuristico Ciudad de las Artes y las Ciencias. E se una volta di più un’opera dell’architetto mostra diversi problemi, resta il fatto che sembra di trovarsi in un film di fantascienza. E anche il mondo del cinema deve averlo pensato, visto che proprio questo luogo è stato scelto dalla Disney per ambientarvi alcune scene del film Tomorrowland. E qui ha fatto la sua apparizione George Clooney, star della nuova pellicola assieme a Hugh “Dr. House” Laurie.

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La grande bellezza piace all’estero… ma non convince tutti i critici

adele-premidellacritica-tuttacronacaHa vinto il Golden Globe ed è entrato nella cinquina dei candidati all’Oscar come miglior film straniero, eppure il film “La Grande Bellezza”, lavoro di Paolo Sorrentino, non convince tutti. E non parliamo dei detrattori italiani ma dei critici di radio, tv e Web che hanno assegnato i Critics’ Choice Awards. Al film italiano è stato infatti preferito “La Vita di Adele”. Nessuna preoccupazione però per quel che riguarda la corsa all’Oscar: se in genere questi premi, come del resto i Globes, anticipano quelli che verranno assegnati a Los Angeles il 2 marzo, in questo caso il film francese è escluso dalla competizione. Per quel che riguarda i premi attribuiti dalla critica: Miglior Film è “12 anni schiavo”, Migliori Attori Cate Blanchett (“Blue Jasmine”) e Matthew McConaughey (“Dallas Buyers Club”). Jared Leto (“Dallas Buyers Club”) e Lupita Nyong’o (“12 anni schiavo”) sono i Migliori Attori Non Protagonisti. Leonardo DiCaprio, sistematicamente snobbato agli Oscar nonostante le numerose nomination in questi anni, invece è Miglior Attore in una commedia per “The Wolf of Wall Street”, il corrispettivo al femminile è Sandra Bullock per “Gravity”.

Vanity Fair nella bufera: schiarita la pelle di un’attrice di “12 anni schiavo”?

VANITY-FAIR-LUPITA-NYONGO-tuttacronacaGià era stata bufera sulle locandine del film 12 anni schiavo, che in Italia sono apparse mettendo in secondo piano il protagonista, l’attore Chiwetel Ejiofor, preferendo dare rilievo ad altri due volti maggiormente conosciuti nel Belpaese: Brad Pitt e Michael Fassbender. Ora a finire nell’occhio del ciclone è la rivista Vanity Fair, “colpevole” di aver realizzato un servizio con l’attrice  Lupita Nyong’o, a sua volta presente nella pellicola di Steve McQueen. Il settimanale ha infatti twittato dal suo profilo la copertina del numero in uscita con il volto sorridente dell’attrice keniana, dove la pelle della donna, sostengono molti utenti, sembra volutamente schiarita. Va però detto che non è da escludere che le luci da set abbiano creato negli scatti un effetto schiarente, anche se l’attenuante non sembra convincere i fan della 30enne. Come ricorda l’Huffington Post, d’altronde non è la prima volta che le celebrity si trovano coinvolte in polemiche di questo genere: era successo già a Beyoncè. Quella volta, però, l’accusa era rivolta direttamente alla popstar, “colpevole” di aver schiarito il colorito nella foto di copertina del suo album “4”.

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Quando l’architettura… s’ispira al film! La nuova sede della Lucasfilm

lucasfilm-tuttacronacaNon poteva che essere “spaziale” il nuovo quartier generale della Lucasfilm per l’Asia, a Singapore, a metà tra quartier generale di una multinazionale e parco giochi, modellato sulla strutture che nella saga venivano impiegate come miniere mobili nel pianeta Tatooine, il Sandcrawler. All’interno si trovano, tra le altre sorprese,una fontana yoda, una sala cinema-teatrale da 100 posti e tutto quanto occorre ad una produzione cinematografica digitale. Repubblica ha pubblicato le immagini della cerimonia inaugurale, cui erano presenti circa 150 figuranti con i costumi della saga. C’era, naturalmente, George Lucas (che ha ceduto la Lucasfim alla Disney nel 2012, per concentrarsi su produzioni minori) assieme al premier singaporegno Hsien Loong.

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Tra le nominations all’Oscar… spunta La grande bellezza

Oscars2014-tuttacronacaUn ritratto appassionato e amaro di una Roma bellissima e decadente, ha per protagonista Jep Gambardella, interpretato dall’attore feticcio di Sorrentino Toni Servillo, viveur di sessantacinque anni e scrittore di un solo libro che si muove tra cultura alta, mondanità e situazioni surreali in una città santuario di meraviglia e grandezza. E’ questo La grande bellezza, il film che dopo aver sbancato agli Efa ed essersi aggiudicato il Golden Globe come Miglior Film Straniero, ora continua la sua corsa e regala all’Italia una candidatura all’Oscar. L’opera, infatti, è entrata nella cinquina che cercherà di aggiudicarsi il riconoscimento più ambito per il miglior film in lingua non inglese. Per sapere se ce la farà, bisognerà attendere il 2 marzo. La candidatura arriva nove anni dopo quella di La bestia nel cuore di Cristina Comencini e a quindici dalla strepitosa vittoria di un film che siamo fieri sia made in Italy: il perfetto La vita è bella di Roberto Benigni. Uscito negli Stati Uniti a metà novembre, il film di Sorrentino ha ottenuto critiche lusinghiere dalla stampa internazionale con il New York Times lo ha definito “una metafora del declino italiano”. “Quando sono stato negli Stati Uniti e ho mostrato il film sembrava piacesse molto, ma poi mi sono detto ‘chissà’ – aveva detto Sorrentino  – agli americani è piaciuta la libertà con cui è stato utilizzato il mezzo cinematografico e questa grande cavalcata dentro Roma e una certa umanità”. L’Italia ce l’ha fatta e sicuramente molti critici si stanno domandando “ma come ha fatto?” Chi ha amato il film festeggerà e risponderà che nessuno è profeta in patria e che chi non l’apprezza probabilmente è “perchè rode”. Quello che è certo è che 15 anni dopo quell’urlo di Sophia Loren dal palco, l’ormai storico “The winner is… Roberto!!!”, viene da chiedersi che fine abbiano fatto i film che ricorderemo per tutta la vita. Ora citiamo i grandi del nostro passato. Chi citeremo tra vent’anni? Citazioni dal citazionismo? Il successo, tuttavia, non è ancora incoronato. L’opera di Sorrentino dovrà infatti vedersela con The Broken Circle Breakdown di Felix van Groeningen (Belgio), The Missing Picture di Rithy Panh (Cambogia); The Hunt di Thomas Vinterberg (Danimarca) e Omar di Hany Abu-Assad (Palestina). Ci auguriamo solo che Servillo, nel caso riceva qualche critica dalla stampa estera, dimostri di aver preso qualche lezione di stile nel frattempo

Queste tutte le candidature per la notte delle stelle:

Miglior film: 12 anni schiavo, Gravity, American Hustle, Captain Phillips, The Wolf of Wall Street, Nebraska, Dallas Buyers Club, Her, Philomena.

Miglior sceneggiatura originale: American Hustle, Blue Jasmine, Her, Nebraska, Dallas Buyers Club.

Miglior attore: Matthew McConaughey, Chiwetel Ejiofor, Leonardo DiCaprio, Bruce Dern, Christian Bale.

Miglior attore non protagonista: Jared Leto, Michael Fassbender, Bradley Cooper, Barkhad Abdi, Jonah Hill.

Miglior attrice protagonista: Cate Blanchett, Judi Dench, Sandra Bullock, Amy Adams, Meryl Streep.

Miglior attrice non protagonista: Sally Hawkins, Jennifer Lawrence, Lupita Nyongo, Julia Roberts, June Squibb.

Miglior film d’animazione: Frozen, The Croods, The Wind Rises, Despicable Me 2, Ernest & Celestine.

Miglior documentario: The Act of Killing, The Square, Cutie and the Boxer, Dirty Wars, 20 Feet From Stardom

Miglior regia: Alfonso Cuaron, Steve McQueen, David O. Russell, Martin Scorsese, Alexander Payne

La grande rozzezza di Servillo: si chiede che almeno si scusi!

toni-servillo-tuttacronacaDopo la vittoria ai Golden Globe del film La Grande Bellezza, l’attore Toni Servillo, protagonista della pellicola, era stato intervistato telefonicamente in diretta a Rainews24 da Elena Scotoni. A una domanda scomoda, e pensando di non essere in onda, l’attore ha però risposto con un “vaffa” che non poteva non far clamore. L’Usigrai ha commentato così l’episodio: “Domandare è lecito, rispondere è cortesia. Ma quando la risposta diventa un insulto generato dal fastidio di domande forse sgradite, allora il passaggio dalla Grande bellezza alla grande rozzezza è questione di un attimo”.Il sindacato della Rai conclude quindi: “Ci aspettiamo le scuse alla collega, alla redazione e ai telespettatori». Anche il cdr della testata ha prenso posizione in merito all’intervista telefonica: “Toni Servillo è un grande attore. E il trionfo della Grande bellezza ai Golden Globe ci inorgoglisce. Ma Toni Servillo che insulta la collega di Rainews24 nel corso di un collegamento telefonico in diretta ci avvilisce. Ricordiamo al grande attore che il cardine del lavoro giornalistico è fare domande e che a quelle scomode c’è modo e modo di replicare”. Il Cdr di Rainews24 “a nome di tutti i colleghi del canale esprime piena solidarietà alla collega Elena Scotoni e la ringrazia per la professionalità, il garbo ed la giusta dose di ironia dimostrate nella circostanza”.

L’uomo ucciso al cinema perchè mandava sms alla figlia di 3 anni

sparatoria-cinema-tuttacronacaEmergono nuovi dettagli sulla sparatoria avvenuta ieri in un cinema di Wesley Chapel, in Florida. Ad aprire il fuoco è stato il 71enne Curtis Reeves, agente della polizia ora in pensione che è stato accusato di omicidio di secondo grado. L’uomo ha sparato in seguito a una lite sull’uso di telefonino durante la proiezione mattutina del film “Lone Survivor” ed ha ferito due persone di cui una è poi morta in ospedale. Alla vittima, il 43enne Chad Oulson, al cinema con la moglie, era stato chiesto di smettere di scambiare sms con il cellulare. Oulson aveva risposto a Reeves che stava scrivendo alla figlia di 3 anni. L’ex poliziotto, presente a sua volta con la consorte, non ha però accettato la giustificazione. “È finita tanto rapidamente quanto rapidamente era iniziata”, ha detto il portavoce dello sceriffo, Doug Tobin. Chad Oulson è morto e sue moglie Nichole ha riportato ferite non gravi alla mano.

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