La Chiesa “graziata”: niente Tasi

chiesa_tasi-tuttacronacaNel testo definitivo del dl Salva roma, approvato venrdì dal Consiglio dei ministri e che dovrebbe apparire nella gazzetta ufficiale oggi, c’è scritto che la Chiesa riesce a salvarsi anche dalla Tasi, così come aveva fatto con l’Imu: “I fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto” sono esenti dal pagamento della nuova tassa sugli immobili. Esenti dall’imposta, come previsto, anche gli immobili di proprietà della Santa Sede indicati nel Trattato lateranense.  Il comma 3 dell’articolo 1 del testo che ha ricevuto il bollino della Ragioneria generale dello Stato estende di fatto alla Tasi le esenzioni previste per l’Imu, relative – si legge nella relazione tecnica al provvedimento – “agli immobili posseduti dallo Stato, nonchè agli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle Regioni, dalle Province, dai Comuni, dalle comunità montane, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente ai compiti istituzionali”. Inoltre viene disposta ai fini Tasi delle esenzioni “già previste ai fini Imu, di cui all’art. 7 del d.lgs. n.504 del 1992 in materia di Ici”, tra cui appunto anche quelle per la Chiesa.

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Bersani: “Il premier e il suo governo non brillano per umiltà”

Pier-Luigi-Bersani_tuttacronacaPierluigi Bersani, 50 giorni dopo il malore che lo aveva colpito, è tornato in Aula per votare la fiducia al Governo Renzi. L’ex Segretario, ora, ha rilasciato un’intervista a Repubblica durante la quale spiega: “Io non cerco rivincite. E penso che il centrosinistra ha già vissuto molte lotte fratricide che non hanno portato bene”. L’ex segretario garantisce quindi il suo sostegno al premier e sottolinea di avere ”votato il governo con spirito collaborativo”. Quindi continua: ”Il premier e il suo governo non brillano per umiltà. Il punto è che hanno creato aspettative altissime ma resta l’indeterminatezza degli obiettivi”. Bersani ancora assicura: ”Se bisogna aiutare Matteo a rendere più concreti i suoi progetti, noi lo aiuteremo”. Bersani afferma di essere ”d’accordo” sulla flex security, di cui evidenzia però gli alti costi. Ma sottolinea: se ci fossero le coperture, ”un sostegno di 4 anni alle persone che perdono il lavoro può sostituire l’articolo 18. Il grande tabù della sinistra è già stato sostituito in molto casi dalla cassa integrazione in deroga. Allora sarebbe molto meglio scegliere la strada di un reddito di disoccupazione che dura 4 anni magari accompagnandolo a un efficace sistema di formazione professionale”. L’ex segretario spiega ancora che la cassa integrazione ordinaria oggi ”non basta più e quando la cassa è in deroga il modello somiglia sempre di più alla flex security senza averne le regole e in contrappesi”. In merito alle voci sulla sua possibile presidenza del Pd invece risponde: ”Questa è una domanda da non fare. Non all’ordine del giorno”.

Viceministri e Sottosegretari: il governo Renzi presenta la lista

renzi-lista-tuttacronacaE’ stato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Graziano Delrio, a comunicare che il Governo Renzi avrà in tutto 62 membri: oltre ai 16 ministri ci saranno 35 sottosegretari e 9 viceministri. Questa la lista completa:

Sottosegretari alla presidenza del Consiglio
Luca Lotti (PD), Marco Minniti (PD), Sandro Gozi (PD)

 Viceministri
Interni – Filippo Bubbico (PD)
Economia – Enrico Morando (PD), Luigi Casero (Ncd)
Sviluppo Economico – Carlo Calenda (Sc)
Telecomunicazioni – Antonello Giacomelli (PD)
Esteri – Lapo Pistelli (PD)
Infrastrutture – Riccardo Nencini(Psi)

Sottosegretari 
Interni – Gianpiero Bocci (PD), Domenico Manzione (Ncd)
Istruzione – Angelo D’Onghia (Popolari), Gabriele Toccafondi (Ncd),Roberto Reggi (PD)
Economia – Pier Paolo Baretta (PD), Enrico Zanetti (Scelta Civica), Giovanni Legnini (PD)
Sviluppo Economico – Claudio De Vincenti (Pd), Simona Vicari (Ncd)
Lavoro- Massimo Cassano (Ncd), Teresa Bellanova (PD),  Franca Biondelli (PD), Luigi Bobba (PD),
Esteri – Mario Giro (Popolari per l’Italia), Benedetto Della Vedova (Sc)
Difesa – Domenico Rossi(Udc), Gioacchino Alfano (Ncd)
Giustizia – Enrico Costa (Ncd), Cosimo Ferri (indipendente)
Affari Regionali – Gianclaudio Bressa (PD)
Salute – Vito De Filippo (PD)
Cultura – Francesca Barracciu (PD), Ilaria Borletti Buitoni (Sc)
Coesione Territoriale – Vincenzo De Luca
Infrastrutture – Antonio Gentile (Ncd), Umberto Del Basso De Caro (PD)
Riforme e Rapporti col Parlamento – Ivan Scalfarotto (PD), Luciano Pizzetti (PD), Maria Teresa Amici (PD)
Agricoltura – Andrea Olivero (Popolari) e Giuseppe Castiglione (Ncd)
Ambiente – Silvia Velo (PD), Barbara Degani (Ncd)
Semplificazione e Pubblica Amministrazione – Angelo Rughetti (PD)

26 medaglie per 26 deputati: Grillo “premia” i pentastellati sanzionati

medaglia-m5s-tuttacronacaLa cosiddetta “ghigliottina” messa in atto da Laura Boldrini durante la discussione sul decreto Imu/Bankitalia dello scorso gennaio aveva dato il via alla protesta grillina con i pentastellati che si erano visti stroncare in questo modo l’ostruzionismo ad oltranza. Ieri sono arrivate le sanzioni e oggi Beppe Grillo dimostra tutta la sua ammirazione per i 26 deputati M5S sospesi. Secondo l’ex comico, infatti, meritano “26 medaglie”. Nel post Grillo denuncia la diversa entità delle sanzioni comminate ai deputati M5S e al questore Dambruoso: “Un cittadino che picchia una donna fuori dal Parlamento finisce in gattabuia. Dambruoso resta al suo posto di questore a sovrintendere all’ordine dell’aula!”.

“Arrivano le impressionanti sanzioni ai portavoce deputati del M5S” che “fece ostruzionismo, e alla fine la Boldrini applicò per la prima volta nella storia l’ormai famosa “ghigliottina” tagliando gli interventi in aula e approvando il decreto senza altre discussioni. Il M5S protestò rumorosamente, la deputata Lupo si beccò un ceffone in faccia ad opera dell’illustre statista questore Dambruoso, e oggi arriva la sentenza della Presidenza che punisce tutto ciò. Punisce, ovviamente, solo il M5S: ben 26 i deputati “espulsi” dai lavori di aula fino a 25 giorni, inclusa Loretta Lupo”, si legge nel blog, a firma di “M5S Camera”.

Nel post di definisce come “privilegi da Casta”, la disparità delle sanzioni comminate a Dambruoso e ai deputati Cinque Stelle. “Ma non vi preoccupate: molti di loro saranno nelle piazze, nei mercati, nei paesi a parlare con i cittadini. Un MoVimento inarrestabile”, conclude il post.

Sospensioni a raffica per i deputati grillini

sanzioni-m5s-tuttacronacaEra il 29 gennaio e alla Camera si votava il DL Imu-Bankitalia tra i disordini provocati dai pentastellati. Ora l’Ufficio di presidenza di Montecitorio ha deciso la sanzione per i 23 deputati pentastellati, colpiti con dieci giorni di sospensione dai lavori parlamentari. Più dura la sanzione per Silvia Benedetti: diede un morso a un commesso, le sono stati inflitti 12 giorni di sospensione. Alessandro Di Battista è invece stato sospeso per 20 giorni: oltre a quelli inflittigli per i tumulti in Aula, ne sconta altrettanti per aver impedito al capogruppo del Pd Roberto Speranza di rilasciare una dichiarazione ai cronisti nella sala stampa di Montecitorio. Ancora, Massimo De Roma ha ricevuto una lettera di biasimo e 3 giorni di sospensione per aver rivolto insulti sessisti alle deputate del Pd.

Il carteggio Renzi-Di Maio spopola in rete… in versione rivisitata!

n-RENZI-DI-MAIO-PIZZINI-tuttacronacaLuigi Di Maio, vicepresidente della Camera, nel pomeriggio di martedì 25 febbraio, ha pubblicato su Facebook le foto del carteggio tra lui e il neo premier Matteo Renzi. Ovviamente questo scambio di pizzini non ha lasciato indifferente il popolo della rete che ha pubblicato la sua personale versione su Twitter. “Caro Luigi, scusa l’ingenuità: ti vuoi mettere con me? Sì, no, Rodotà. Firmato Matteo”, recita uno. Mentre su un altro si legge: “Scusa l’ingenuità Luigi, ma voi ce li avete veramente i chip sotto pelle? Conosco uno che forse potrebbe provare ad estrarli. Per quanto mi riguarda sono disponibile a dialogare quando vuoi. Se porti due sirene ti faccio conoscere Bildenberg”.

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Ma non finisce qui: l’ondata di umorismo non ha risparmiato nemmeno Leonardo Pieraccioni: “Mi è appena arrivato un pizzino da Ceccherini, me ne dissocio fermamente”. Poi nella foto si legge: “Hai mica il telefono di quella Boschi?”. Un altro utente diffonde la foto del suo messaggio “segreto”: “Vedo che nella credenza ci sono solo paste corte, io vorrei anche quella lunga. Possiamo confrontarci o è sempre così? Giusto per capire, senza polemiche”. Ancora: “Quando tagli il prosciutto rincartalo con la carta da sottovuoto”. E poi, un biglietto con un cuore: “Non c’è scia chimica che possa dividerci. Luigi e Matteo 4 EVER”. Come se non bastasse, in Twitter ha spopolato l’hashtag #adottaungrillino:

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Renzi incassa la fiducia anche dalla Camera

renzi-camera-fiducia-tuttacronacaErano 599 i presenti nell’Aula della Camera dei deputati, oggi, per votare la fiducia al governo Renzi. A seguito di un pomeriggio di dibattito e dichiarazioni, il neo presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incassato la fiducia con 378 sì, 220 no e un astenuto. Ieri era stata la volta del voto al Senato, votazione parimenti conclusasi con la vittoria, anche se un filo risicata rispetto alle aspettative, dei sì.

Lo spot Ceres che deride gli elettori italiani

ceres-gratis-tuttacronacaAncora una pubblicità del famoso marchio di birra Ceres che fa dell’ironia sull’Italia e gli italiani. L’idea è quella di offrire una Ceres gratis a chi ha votato Matteo Renzi alle politiche. Ovviamente nessuno, visto che il neo premier, in quell’occasione, non era stato candidato. Già nel 2013, quando alle elezioni gli italiani si sono mostrati particolarmente scissi sulle preferenze, fatto che ha portato alla creazione delle larghe intese, la campagna pubblicitaria aveva preso di mira la vita politica del Belpaese: “Prima si vota poi si beve, non come l’altra volta”.

Matteo Renzi, Luigi Di Maio… e i pizzini tra loro

Matteo-Renzi-premier-tuttacronacaIn mattinata, durante il dibattito sul programma del neo premier Renzi, in Aula alla Camera giravano “pizzini” tra il presidente del Consiglio e il vicepresidente della Camera ed esponente di M5S Luigi Di Maio. Al gruppo dei pentastellati appartiene anche Andrea Colletti, che durante il dibattito lo aveva duramente criticato: “Lei qui è un abusivo, entrato con una manovra di Palazzo dopo aver accoltellato il suo compagno di partito. Lei è ancora più bravo di Berlusconi, un vero venditore di pentole. Il Giorgio Mastrota” della politica. E aggiungeva: “Noi abbiamo un vero rispetto delle Istituzioni, che voi non potete rappresentare invece”.

faceDopo l’intervento, un primo commesso ha raggiunto Di Maio portando un pizzino scritto da Renzi. Da là, ha preso l’avvio il carteggio che il pentastellato ha in seguito pubblicato in Facebook scrivendo: ”Tanti giornalisti mi contattano perche’ stamattina in Aula hanno visto uno scambio di biglietti (iniziato da lui) tra me e Matteo Renzi. Li hanno definiti ‘pizzini tra Renzi e Di Maio’. Ci conoscete, massima trasparenza, li leggerete a breve”. A seguire, le immagini del carteggio. Scrive il premier Renzi a Di Maio: “Scusa l’ingenuità, caro Luigi. Ma voi fate sempre cosi? Io mi ero fatto l’idea che su alcuni temi potessimo davvero confrontarci, ma è così oggi per esigenze di comunicazione o è sempre così ed è impossibile confrontarsi? Giusto per capire. Sul serio, senza alcuna polemica”. Replica Di Maio: “Ciao, 1) guida al regolamento: i banchi del governo devono essere liberi da deputati quando qualcuno parla in aula. Il governo è tenuto ad ascoltare i deputati. La Boldrini doveva richiamare la Polverini. Non lo ha fatto. 2) Forse non è chiaro che in un anno abbiamo visto di tutto. Abbiamo visto la tua maggioranza votare in 10 mesi: 2,5 miliardi di euro di condono alle slot machine. 7,5 miliardi di euro alle banche. 50 miliardi di euro per gli F35. Che ti aspettavi gli applausi?” Ribatte Renzi: “Capisco. Se vedi occasioni reali di dialogo nell’interesse dei cittadini (a me della parte mediatica interessa il giusto: ognuno fa la sua parte). Fammi sapere. So che parli con Giachetti. Se ti va bene utilizziamo lui come contatto. Se ci sono cose fattibili insieme alla luce del sole, nell’interesse degli italiani, io ci sono. Buon lavoro. Matteo Renzi.” Nuovo pizzino del pentastellato: “Io parlo con Giachetti perchè lavoriamo insieme ogni giorno. Come tanti nostri colleghi che lavorano in commissione. Il Parlamento serve a questo. Però ora basta con questi biglietti berlusconi. Ci vediamo alla prova dei voti, in Aula, davanti al Paese intero.”

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Bersani arriva alla Camera: standing ovation per lui

BERSANI-RENZI-tuttacronacaSi vota la fiducia al governo Renzi oggi alla Camera e anche Pier Luigi Bersani, cinquanta giorni dopo esser stato colpito dal malore, ha fatto la sua apparizione. Al Transatlantico l’arrivo dell’ex segretario è stato accolto con grande calore e un lungo applauso. “Sono venuto ad abbracciare Enrico” Letta. “Ma ancora non è arrivato?”. Le prime parole dell’ex ministro. Durante la discussione generale sulla fiducia, il deputato Pippo Civati ha detto: “Ciao Matteo volevo dirti che stai sbagliando: anche io ho sognato che la nostra generazione andasse al governo, ma con il voto delle persone e non con una manovra di palazzo che neanche ai tempi di Mariano Rumor”. E ha aggiunto: “Oggi credo di rappresentare il disagio di molti elettori, non di tutti, del Pd. Disagio che si è manifestato anche ieri in alcuni interventi al Senato e che è molto forte. Se ho deciso alla fine, dopo un lungo travaglio, di votare la fiducia e di prendere anche dei fischi lo faccio perché come ha detto Bersani non si deve sfasciare tutto”. Ha poi concluso: “Io non ho altro da aggiungere. Ho cercato di convincere tutti voi che questa fosse la strada sbagliata, non ci sono riuscito. Ti consiglio di tenere altro viaggio, come dice un poeta a cui siamo affezionati. Lavorerò perché si ricostruisca quel centrosinistra con cui ci siamo presentati alle elezioni. Centrosinistra che rimane la mia ossessione ma anche la vera speranza per il paese”.

Renzi e Padoan “figli della Troika”: protesta grillina alla Camera

carlo-sibilia-tuttacronacaDibattito sulla fiducia oggi alla Camera e il deputato pentastellato Carlo Sibilia prende la parola per attaccare Matteo Renzio. Il grillino si è reso protagonista di un battibecco con la presidente della Camera Laura Boldrini dopo aver detto: “A Matte’, sveglia!” Pronta la reazione della Boldrini che sbotta richiamando il deputato: “Usi un tono consono”. Il grillino viene richiamato più volte nel corso del suo intervento per i suoi reiterati attacchi fino all’ultimo, quando definisce Renzi e Padoan “Figli di Troika”. Attorno a lui, gli altri deputati hanno esposto il cartello in cui c’è scritta la stessa cosa.

“Grazie Enrico”: un lenzuolo davanti casa

grazie - enrico-lenzuolo-tuttacronacaE’ bastato un lenzuolo davanti all’abitazione romana di Enrico Letta realizzato dai militanti del circolo Pd di Testaccio, il quartiere dove il Premier risiede da sempre e che non ha voluto cambiare neppure quando è divenuto Presidente del COnsiglio, a far capire che il suo operato per alcuni cittadini non cadrà nel dimenticatoio. Quella scritta rossa davanti alla sua casa è la testimonianza di quanti avevano creduto in un governo stabile e in un Pd compatto. Letta e Testaccio: quella casa nell’ex quartiere popolare a ridosso del Gasometro, in quel quartiere in cui la gente è discreta e cordiale e dove la vita ruota intorno al mercato in piazza. Testaccio, quasi un paese nella Capitale.  “Abbiamo deciso, proprio durante lo svolgimento delle Primarie per il segretario regionale del Pd Lazio – spiega la segretaria del circolo Claudia Santoloce – di esprimere pubblicamente il nostro apprezzamento a Letta per l’impegno, la serietà e la coerenza dimostrate nel suo operato come Presidente del Consiglio, esponendo uno striscione di ringraziamento sotto la sua abitazione. E’ doveroso e non c’è alcuna polemica, siamo anche a fianco a Renzi”.

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Al Colle pomodori contro Berlusconi

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Silvio Berlusconi è arrivato intorno alle 18.15 al Quirinale per essere ricevuto da Giorgio Napolitano per le consultazioni. Ad attenderlo una contestazione organizzata dal Popolo Viola con lancio di pomodori. Berlusconi salito dal Presidente a fine incontro ha dichiarato che Forza Italia sarà all’opposizione, ma rendendosi disponibile per le riforme e i provvedimenti che riterrano utili al Paese.

Crisi vs lauto pasto: i buoni pasto alla Camera

ristorante-camera-tuttacronacaE’ libero che segnala che non solo Laura Boldrini, alla Camera, pranza al ristorante e non più al maggiormente economico self service, com’era invece sua abitudina a inizio mandato, ma avrebbe fatto anche un deroga per il suo staff. Al ristorante infatti possono sedere solo i parlamentari, i dirigenti ai massimi livelli e i giornalisti parlamentari accreditati.

Non solo, ma ha accreditato con una deroga al regolamento al ristorante dei deputati anche il suo staff immagine: pasto garantito con tovaglia di broccato anche per il portavoce Roberto Natale, e le addette stampa e immagine del presidente sui social network, Valentina Loiero e Giovanna Pirrotta. Al ristorante poteva già pranzare un altro membro dello staff della Boldrini, Carlo Leoni, essendo ex deputato.

I buoni pasto che può utilizzare chi mangia al ristorantee della Camera sono a spese della comunità e ora valgono di più che in passato. Nel 2012, infatti, questo buono valeva 19,36 euro. Per avere una minima proporzione basti pensare che un impiegato ha buoni basto da 7-8 euro, alle Poste ci sono buoni da 5 euro. Ma non bastava: nel 2013 la somma del buono pasto è stata aumentata a 21,44 euro. Per quel che riguarda la spesa complessiva, su base annua il costo per la Camera è stato nel 2012 di 939.346,90 euro per il ristorante dei deputati e di 558.062,99 euro per il self service dei dipendenti (cui possono accedere anche giornalisti accreditati e deputati), dove il buono pasto pagato dalla amministrazione è circa la metà: poco superiore agli 11 euro. La previsione per il 2013 è quindi di un costo per le casse della Camera intorno al milione e 800 mila euro.

E’ arrivata l’ora del rimpasto? Saccomanni resta, saltano 4 ministri

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La direzione nazionale del Pd di domani sarà incandescente. Queste sono le previsioni per il duro faccia a faccia che domani ci sarà al Nazareno tra Enrico Letta e Matteo Renzi. Ora il Premier dovrà far attenzione al fuoco amico, il più pericoloso. Secondo alcune indiscrezioni raccontate ad Affaritaliani.it da un parlamentare democratico molto vicino al premier, dovrebbe annunciare il suo “rimpasto”.

“Il presidente del Consiglio è pronto. Molto probabilmente nel suo intervento di domani alla Direzione Nazionale del Pd annuncerà il rimpasto di governo”, afferma il dem. Il piano di Letta prevede un accordo con Renzi sulle riforme mentre l’esecutivo proseguirà la sua strada con l’agenda politico-economica.  Il cerchio verrà chiuso con il programma per il 2014, che includerà un’accelerazione sui temi economici, del lavoro e del Welfare. Ma per ripartire con l’azione di governo il premier ha intenzione di rinnovare la squadra dei ministri. Secondo quanto racconta un parlamentare democratico a stretto contatto con Letta, le teste pronte a saltare sarebbero 3 o 4. Certamente c’è da trovare un nuovo responsabile delle Politiche Agricole, dopo le dimissioni di Nunzia De Girolamo. E in pole rimane il renziano ex prodiano Ernesto Carbone. A rischio sarebbero anche Flavio Zanonato e Cecile Kyenge.

Promozione possibile per Graziano Delrio, stimatissimo dal sindaco di Firenze. Il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni dovrebbe restare invece al suo posto. “Con l’Europa dobbiamo essere credibili in termini di riduzione del deficit e del debito e per il contenimento della spesa pubblica. Per questo motivo – spiega la fonte lettiana – e per cercare di ottenere l’uscita della spesa per gli investimenti dal patto di stabilità Ue, serve continuità”. Quindi in Via XX Settembre non dovrebbero esserci novità, se non il rimpiazzo del viceministro Stefano Fassina.

Grasso si costituisce parte civile: rivoluzione?

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Il presidente del Senato, Pietro Grasso, dopo aver ascoltato i diversi orientamenti espressi dai componenti del Consiglio di presidenza, ha dato incarico all’Avvocatura dello Stato di rappresentare il Senato della Repubblica quale parte civile nel processo sulla «compravendita di senatori» che inizierà il prossimo 11 febbraio presso il Tribunale di Napoli. “Il presidente – si legge in una nota – ha ritenuto che l’identificazione, prima da parte del Pubblico Ministero poi del Giudice, del Senato della Repubblica italiana quale ‘persona offesa’ di fatti asseritamente avvenuti all’interno del Senato, e comunque relativi alla dignità dell’Istituzione, ponga un ineludibile dovere morale di partecipazione all’accertamento della verità, in base alle regole processuali e seguendo il naturale andamento del dibattimento”.

“In Italia è in corso un colpo di Stato. Dimettiti” così Grillo alla Boldrini

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L’ennesimo duro attacco di Beppe Grillo arriva dal suo blog e stavolta il Semplice Portavoce del M5S si scagli contro la riforma  elettorale, la ‘ghigliottina’ decisa dalla presidente Laura Boldrini e il decreto Imu-Bankitalia. Parole dure quelle di Grillo che si rivolgono proprio al Presidente della Camera: «In Italia è in corso, ora, un colpo di Stato. Non puoi più far finta di nulla», poi l’ex-comico ha aggiunto anche che secondo lui questa «è la fine della democrazia» e ha invitato Laura Boldrini a dimettersi.

#Fazioalzalatesta nasce la polemica sul web per l’intervista alla Boldrini

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Ospite da Fabio Fazio a “Che tempo che fa” questa sera c’è la Presidente della Camera Laura Boldrini,che mancava dalla trasmissione da marzo 2013, quando a pochi giorni dall’elezione, aveva accettato l’invito di Fazio. Oggi, in un clima rovente per la politica italiana, in una domenica che precede una delle settimane più difficili per il Parlamento, Laura Boldrini dopo le contestazioni in Aula e sul web da parte del M5S appare nella tv pubblica. Immediata la reazione di Grillo che chiede a Fazio con un post di fare giornalismo e lancia l’hashtag #Fazioalzalatesta.

Questo il post di Grillo sul suo Blog:

La Boldrini in questi giorni sta occupando la RAI raccontando il falso agli italiani.

Non è vero che i cittadini avrebbero pagato l’IMU se avessimo fatto decadere il decreto Bankitalia. Bastava scorporare il decreto come chiesto dal M5S. La Boldrini ha la responsabilità di non essersi imposta al governo, ai burocrati di Palazzo e ha subito la volontà dei poteri forti che hanno voluto saccheggiare7,5 miliardi di euro dalle riserve della Banca d’Italia – soldi di tutti i cittadini – regalandoli a banche private e assicurazioni.

La Boldrini mente in tv e a Montecitorio sulla ghigliottina: è uno strumentonon previsto né dal Regolamento né dalla Costituzione.

Oggi, dopo aver imposto un suo intervento su Rai 1 nella trasmissione dove interveniva la deputata M5S Loredana Lupo, sarà ospite di Fabio Fazio.

E’ capitato già in passato di fronte alle bugie di Letta che Fazio abbia detto di non poter sapere tutto quello che accade in parlamento.

Ci teniamo quindi a informare Fazio.

La Boldrini ripeterà – mentendo agli italiani – che la ghigliottina è democratica e il m5s antidemocratico. Ricordiamo a Fazio cosa disse nel 2009 sulla ghigliottina il capogruppo del Pd alla Camera:http://www.beppegrillo.it/2014/02/la_coerenza_pd_nel_2009_era_contro_la_ghigliottina.html

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini di questa incoerenza a distanza di pochi anni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere in quale articolo del Regolamento della Camera e della Costituzione è prevista la ghigliottina? Può chiedere conto alla Boldrini dell’assenza di solidarietà alla portavoce Loredana Lupo aggredita in Aula e quali provvedimenti intende prendere nei confronti del suo aggressore?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini delle sue parole eversive contro l’opposizione che invece dovrebbe tutelare in qualità di presidente della camera?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della sua responsabilità nel passaggio del decreto legge contro la Costituzione e ai danni degli italiani?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini della sua volontà di cambiare il regolamento della Camera per zittire definitivamente le opposizioni?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla Boldrini della presenza inusitata e incontrollata di lobbisti alla Camera che influenzano e manipolano i deputati del pd come nel caso Sorgenia e Tivelli?

Può Fazio fare informazione pubblica e imparziale e chiedere conto alla boldrini delle irregolarità avvenute in Commissione affari costituzionali prima del passaggio in Aula della legge elettorale firmata Renzi-Berlusconi?

Può Fazio oggi distinguersi nel panorama della stampa italiana e guadagnarsi il suo stipendio milionario pagato dai cittadini?

Immediata la reazione dei simpatizzanti M5S e scoppia la polemica in rete!

 

La Boldrini e l’altolà a Letta?

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Laura Boldrini, ha deciso di scrivere al Premier per fargli presente la sua preoccupazione circa l’uso frequente da parte del Governo dello strumento del decreto legge che da prassi straordinaria è diventata ormai una pratica quotidiana. In questo momento sono ben 9 i decreti legge alla Camera e 6 sono in scadenza nel mese di febbraio. Ecco il testo che il presidente della Camera a inviato a Letta:

“Caro Presidente, desidero rappresentarLe una forte preoccupazione istituzionale derivante dalle oggettive difficoltà – se non impossibilità – di organizzare i lavori della Camera dei deputati a causa del ricorso sempre più frequente allo strumento del decreto legge da parte del Governo. E ciò anche alla luce delle misure cui sono stata costretta a far ricorso nella giornata di mercoledì scorso al fine di garantire, nel rispetto dei principi costituzionali, la messa in votazione del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 133 del 2014, prima della scadenza del termine di efficacia del provvedimento previsto dall’articolo 77 della Costituzione. Allo stato, pendono presso le Camere complessivamente 9 disegni di conversione di decreti legge; di questi, ben 6 hanno il termine di scadenza nel mese di febbraio 2014. E’ noto che tale situazione, unita al carattere spesso eterogeneo del contenuto dei decreti, genera tensioni nel rapporto tra maggioranza e gruppi di opposizione; essa incide anche – come è sotto gli occhi di tutti in questi giorni – molto negativamente sull’ordinato svolgimento dei lavori parlamentari, rendendo di fatto assai difficile una razionale programmazione dei lavori stessi, anche alla luce dell’attuale assetto regolamentare che disciplina la procedura di esame dei decreti stessi.  Tutto ciò, peraltro, come ripetutamente rilevato anche da parte dei gruppi parlamentari, costringe di fatto l’Assemblea – chiamata a convertire entro il termine costituzionale una mole così ingente di decreti legge – a concentrarsi pressoché esclusivamente nell’esame dei provvedimenti di urgenza, a scapito dell’esame di altri progetti di legge, anche di iniziativa parlamentare. Ho inteso rappresentarLe quanto sopra, affinché il Governo possa valutare l’opportunità di un uso più appropriato dei vari strumenti normativi a sua disposizione”.

La Camera approva il DL Imu-Bankitalia ma è bagarre in aula

imu-bankitalia-tuttacronacaL’Aula di Montecitorio ha approvato il dl Imu-Bankitalia dopo l’applicazione della “ghigliottina” decisa dal presidente della Camera, Laura Boldrini, a fronte dell’ostruzionismo del Movimento 5 Stelle. Il decreto è passato con 236 sì mentre sono stati 209 i no. Non appena la presidente ha aperto la votazione, tuttavia, è scoppiata la bagarre. I deputati di M5S hanno iniziato a urlare, ma Boldrini è andata avanti facendo finta di niente.  A quel punto, i Cinque Stelle sono corsi verso i banchi del governo. I commessi hanno provato a fermarli ma senza riuscirci. Proteste anche da parte dei deputati Fdi, che hanno lanciato monete di cioccolata. Fabio Rampelli di Fdi ha invece sventolato una bandiera tricolore che i commessi in non sono mai riusciti a togliergli dalle mani. In Aula il caos è durato diversi minuti. Dai banchi del Pd è partito il coro: “Fascisti, Fascisti” con un’accusa legata anche alle parole pronunciate nel corso del suo intervento dal pentastellato Angelo Tofalo.

“Boia chi molla”: il pentastellato che sdogana il motto fascista

boia-chi-molla-tuttacronacaIeri i pentastellati hanno dato del “boia” al Presidente della Repubblica. Oggi tornano ad utilizzare il termine rispolverando il moto fascista “Boia chi molla”. Angelo Tofalo, deputato grillino, al temine del suo intervento in aula a Montecitorio dove si discute di Imu-Bankitalia, ha detto: “Boia chi molla, presidente Boldrini. Boia chi molla, e noi non mollermo fino alla fine”. Tofalo, membro del Copasir, ha provato a sdoganare l’espressione fascista: “Si tratta di un’espressione diventata famosa come un motto fascista; tuttavia fu coniata da Eleonora Pimentel Fonseca durante le barricate della repubblica partenopea nel 1799 e utilizzata anche nelle cinque giornate di milano del 1848”.

Toti scende in campo con FI: balletto ai vertici dei tg Mediaset

toti-berlusconi-tuttacronacaIl nuovo front man di Forza Italia sarà Giovanni Toti. Manca solo l’ufficialità ma nel frattempo, da oggi, non è più direttore di Tg4 e Studio Aperto, avendo rinunciato al suo ruolo per dedicarsi a tempo pieno al neonato partito di Berlusconi. Per questo motivo l’azienda di Berlusconi ha annunciato una riorganizzazione ai vertici dei telegiornali della rete: Mario Giordano sarà il nuovo direttore del Tg4 mentre Anna Broggiato, dal 2004 vicedirettore di Studio Aperto, assume la guida del notiziario di Italia 1. Con lo spostamento di Giordano resta vacante il vertice di Videonews, dove arriverà Claudio Branchino, che ha già diretto dal 2007 ai primi mesi del 2013, continuando a mantenere la direzione giornalistica di Sport Mediaset. In una nota si legge: “Mediaset formula i migliori auguri ai neonominati direttori, che si insedieranno lunedì 27 gennaio, e ringrazia Giovanni Toti per l’ottimo lavoro svolto in questi anni”.Nel frattempo anche Alfano presenta i suoi auguri a Toti: “Su di lui – ha spiegato il vice premier – mi sono già espresso. Non esagero nei complimenti per non nuocergli all’interno di forza italia. Ogni scelta che favorisca l’unificazione è una scelta fatta per il bene degli italiani”.

Alla Camera si vota per il decreto Imu-Bankitalia… ed è subito bagarre!

m5s-bankitalia-tuttacronacaE’ stata votata oggi, nell’Aula della Camera, la fiducia al governo posta sul decreto Imu-Bankitalia. I sì sono stati 335, 144 i no e un astenuto. Tra lunedì e martedì il voto finale sul provvedimento. Ma la votazione ha preso una piega animata quando i grillini hanno dato vita a un’autentica bagarre esponendo cartelli e sdraiandosi a terra per ostacolare l’accesso al corridoio posto sotto il banco della presidenza della Camera, percorso dai deputati per esprimere il voto ad alta voce. Luigi Di Maio, presidente di turno e a sua volta pentastellato, ha espulso dall’aula diversi parlamentari: tra questi, Massimo Baroni, Simone Valente, Stefano Vignaroli, Marco Brugnerotto. “Mi appello al buon senso, non è il caso di continuare…”, ha ripetuto più volte Di Maio prima di abbandonare il suo scranno. Ovviamente la protesta è stata documentata sui social network dai protagonisti. La seduta è stata sospesa per 5 minuti, terminati i quali è ripresa la chiama dei deputati. Prima della ripresa, Di Maio ha preteso l’allontanamento dei deputati espulsi ancora presenti nell’emiciclo. Il deputato stellato Cristian Iannuzzi ha issato nuovamente un cartello ed è stato a sua volta espulso. “Avevamo proposto alla maggioranza di cancellare anche la mini-Imu con un giro di vite alla tassazione sul gioco d’azzardo, ma governo e maggioranza sono sempre pronti a difendere le prerogative delle lobby che poi tengono sottobraccio nei corridoi del Parlamento. Concessionari delle slot, assicuratori, banche, speculatori edilizi, colossi dell’energia fossile: tutti contano per questi partiti, tutti tranne i cittadini”. La seduta è stata sospesa per 5 minuti, terminati i quali è ripresa la chiama dei deputati. Prima della ripresa, Di Maio ha preteso l’allontanamento dei deputati espulsi ancora presenti nell’emiciclo. Il deputato stellato Cristian Iannuzzi ha issato nuovamente un cartello ed è stato a sua volta espulso. L’iniziativa, spegano i grillini è stata presa perchè: “La foglia di fico della cancellazione dell’Imu, bacata dal verme della mini-Imu, è caduta. E ha lasciato scoperta la vergogna del regalo da 7,5 miliardi alle banche e alle assicurazioni azioniste di Bankitalia”. E aggiungono: “Il saccheggio delle riserve della banca nazionale, soldi degli italiani, si concretizza nel venerdì nero in cui gli italiani si mettono in fila per ottemperare agli obblighi di un fisco vessatorio e caotico, reso incomprensibile da decenni di interventi stratificati, contraddittori e spesso ispirati da ragioniclientelari”. E ancora: “Avevamo proposto alla maggioranza di cancellare anche la mini-Imu con un giro di vite alla tassazione sul gioco d’azzardo, ma governo e maggioranza sono sempre pronti a difendere le prerogative delle lobby che poi tengono sottobraccio nei corridoi del Parlamento. Concessionari delle slot, assicuratori, banche, speculatori edilizi, colossi dell’energia fossile: tutti contano per questi partiti, tutti tranne i cittadini”.

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Addio a Michele Liguori, il simbolo della lotta alle ecomafie

michele_liguori-tuttacronacaE’ morto all’alba di oggi uno dei simboli di Acerra, il vigile urbano Michele Liguori, impegnato nella lotta allo sversamento di rifiuti che avvelenano la tristemente nota Terra dei fuochi. L’uomo era l’unico vigile del settore ambiente della Polizia municipale di Acerra, affetto da due tumori che gli erano stati diagnosticati nello scorso maggio. Raffaele Lettieri, sindaco di Acerra, ha commentato: “In questo momento l’unica cosa utile che possiamo fare per Michele è portare rispetto alla sua famiglia, che ha subito questo grave lutto. Per le considerazioni ci sarà tempo”. Liguori, in questi anni, aveva scoperto diverse discariche a cielo aperto. Il primo cittadino ha aggiunto: “Ho parlato con lui la scorsa settimana era in auto nei pressi del comune. Mi gli sono avvicinato e gli ho chiesto come stava. Ma lui, con la forza che l’ha sempre contraddistinto, mi ha raccomandato di chiamarlo se ci fosse stato bisogno di lui. La voglia di lavorare non l’aveva abbandonato”. E ha aggiunto: “In questo momento di grave perdita per la famiglia il comune, il comando vigili urbani, l’unica cosa che possono fare è stare vicino ai familiari, alla moglie, e portare loro il rispetto che meritano”.

La denuncia dei grillini alla Camera: ci spiano!

m5s-spiato-tuttacronacaIl gruppo del M5S alla Camera ha invitato la presidente Laura Boldrini a farsi garante della sicurezza, visto che denunciano di essere stati spiati. Come spiegano il presidente Riccardo Nuti e il capogruppo Federico D’Incà, che hanno accompagnato il direttore amministrativo a sporgere denuncia alla polizia di Montecitorio sulla violazione degli uffici del gruppo parlamentare: “Durante le feste natalizie l’ufficio del direttore amministrativo del gruppo parlamentare alla Camera è stato aperto, sono stati rotti i sigilli del pc. È altamente probabile che sia stato asportato l’hard disk per essere copiato e reinserito”. E sottolineano: “Chiediamo alla presidente della Camera, Laura Boldrini, di farsi garante della sicurezza degli uffici dei gruppi parlamentari. E’ la terza volta che avviene. Era già accaduto col pc del capo del legislativo e un’altra volta nei confronti di un impiegato ed è scandaloso che ciò succeda in un Palazzo che dovrebbe fare della sicurezza il suo pilastro principale”.

La sentenza della Corte Costituzionale: quello che resta del porcellum

porcellum-tuttacronacaQuattro ore di camera di consiglio, tanto è servito ai 15 giudici della Corte Costituzionale per approvare il testo della legge elettorale uscita dopo la bocciatura del porcellum. Il plenum ha firmato le motivazioni della sentenza del 4 dicembre 2013 sulla legge elettorale. Dopo la sentenza sull’illegittimità del Porcellum quello che resta della legge elettorale, come spiega la Consulta, è un meccanismo “proporzionale”, “depurato dell’attribuzione del premio di maggioranza” con la possibilità di esprimere una preferenza. “La normativa che rimane in vigore – si legge nella sentenza depositata – stabilisce un meccanismo di trasformazione dei voti in seggi che consente l’attribuzione di tutti i seggi, in relazione a circoscrizioni elettorali che rimangono immutate, sia per la Camera che per il Senato”. Ancora, nelle motivazioni della sentenza sulla legge elettorale si legge che il premio di maggioranza previsto dal Porcellum “è foriero si una eccessiva sovra-rappresentazione” e può produrre “una distorsione”, perchè non impone “il raggiungimento di una soglia minima di voti alla lista”. I giudici evidenziano inoltre che “Per quanto riguarda la possibilità per l’elettore di esprimere un voto di preferenza – evidenziano i giudici -, eventuali apparenti inconvenienti, che comunque non incidono sull’operatività del sistema elettorale”, “possono essere risolti mediante l’impiego degli ordinari criteri d’interpretazione” e “mediante interventi normativi secondari”. Ancora, nelle motivazioni si sottolinea che le liste bloccate lunghe previste dal Porcellum “rendono la disciplina in esame non comparabile né con altri sistemi caratterizzati da liste bloccate solo per parte dei seggi, né con altri” che prevedono un “numero dei candidati talmente esiguo da garantire l’effettiva conoscibilità degli stessi”. Per la Corte Costituzionale prevale la continuità degli organi di Stato : “Il principio fondamentale della continuità dello Stato”, “non è un’astrazione e dunque si realizza in concreto attraverso la continuità in particolare dei suoi organi costituzionali: di tutti gli organi costituzionali, a cominciare dal Parlamento” e tale principio prevale. “Le Camere sono organi costituzionalmente necessari ed indefettibili e non possono in alcun momento cessare di esistere o perdere la capacità di deliberare”. “È evidente – sottolinea la Consulta – che la decisione che si assume, di annullamento delle norme censurate, avendo modificato in parte la normativa che disciplina le elezioni per la Camera e per il Senato, produrrà i suoi effetti esclusivamente in occasione di una nuova consultazione elettorale”.

Terra dei Fuochi e Ilva: screening gratuito per la popolazione

ilva-tuttacronacaSono stati approvati gli emendamenti al dl 136 dalla commissione Ambiente della Camera e l’elemento di novità emerso è che si stanzieranno 25 milioni di euro per il 2014 e il 2015 per effettuare gli screening medico-sanitari sulla popolazione che risiede nelle aree dell’Ilva di Taranto e della Terra dei Fuochi della Campania. Il relatore del decreto, il deputato Pd Alessandro Bratti, ha detto: “Il coordinamento dell’attività relativa agli screening sarà fatto dall’Istituto superiore di sanità, detentore del know kow specifico. Direi che con questo stanziamento abbiamo rafforzato nel decreto la parte delle misure che attiene la tutela sanitaria della popolazione delle due aree interessate al provvedimento. Rispetto ai provvedimenti precedenti è sicuramente un passo avanti” dice ancora Bratti, che poi conferma la prosecuzione delle indagini, sempre da parte dell’Istituto superiore di sanità nell’ambito dello studio ‘Sentieri’, relative alla valutazione dell’impatto dell’inquinamento sulle condizioni di salute e di vita delle popolazioni esposte. Oggi è stato approvato anche l’emendamento relativo all’aumento di capitale dell’Ilva quale strada per assicurare all’azienda le risorse necessarie ai lavori di risanamento ambientale.Come spiega il Sole 24 Ore:

Il percorso individuato è quello che già era emerso nei giorni scorsi, ovvero che il commissario dell’Ilva, Enrico Bondi, proporrà alla proprietà dell’azienda, i Riva, di partecipare all’aumento di capitale. In caso di loro rifiuto, il commissario potrà ricorrere a investitori terzi ma anche chiedere all’autorità giudiziaria lo svincolo delle somme sequestrate ai Riva per reati diversi da quelli ambientali e finalizzarle alla bonifica del sito industriale di Taranto. Si tratta, in sostanza, del miliardo e 900 milioni di euro che la Procura di Milano ha messo sotto chiave ai Riva accusandoli di reati fiscali e valutari. “Nel decreto – afferma Bratti – abbiamo anche puntualizzato che la partita finanziaria deve chiudersi entro il 2014. Ma non andrà effettuato solo l’aumento di capitale. No, i soldi devono esserci e spendibili”. Inoltre, aumentata dal 70 all’80 per cento la quantità di prescrizioni dell’Autorizzazione integrata ambientale che il commissario dell’Ilva deve aver avviato nel periodo – in sostanza l’attuale – che precede la presentazione del piano ambientale e del piano industriale, attesi rispettivamente per fine febbraio e a seguire subito dopo. “Nell’80 per cento – rileva Bratti -, come ha detto anche il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando, si intendono sia le attività dell’Aia concluse che quelle attivate”.

Per il presidente della commissione Ambiente, Ermete Realacci, già presidente nazionale di Legambiente, «grazie a un lavoro intenso la commissione Ambiente, che ha svolto audizioni anche tra Natale e Capodanno e ha anticipato la ripresa dei lavori della Camera dopo la pausa di fine anno, ha rafforzato molto il decreto Terra dei Fuochi e Ilva. Tra i miglioramenti apportati, anche molte delle richieste fatte da comitati e associazioni ambientaliste in sede di audizione. In particolare – osserva Realacci – sono state inserite misure che introducono nuovi mezzi e strumenti per tutelare la salute dei cittadini, consentono di contrastare più efficacemente la criminalità organizzata, reperiscono anche dai beni sequestrati ai clan fondi per avviare le bonifiche prioritarie» e infine “allargano le forme di partecipazione di cittadini e comunità. Introdotti anche strumenti – conclude Realacci – per reperire dai beni della famiglia Riva le risorse necessarie per il risanamento ambientale e le bonifiche dell’Ilva”.

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17 capi d’accusa per l’uomo che investì e uccise la neosposa Alice Gruppioni

alice-gruppioni-tuttacronacaEra l’agosto 2013 quando, a Venice Beach, in California, un uomo investì, uccidendola, la 32enne Alice Gruppioni, turista bolognese in luna di miele. Ora Nathan Louis Campbell, 38 anni, verrà processato con l’accusa di omicidio. Lo ha stabilito il giudice della contea di Los Angeles, che nei confronti dell’uomo ha emesso 17 capi di accusa, compresa l’omissione di soccorso. Campbell, che ferì anche altre 17 persone, dopo essere fuggito, si costituì poche ore dopo presso una stazione di polizia di Santa Monica. La famiglia di Alice Gruppioni, contattata per un commento sulla decisione del giudice di Los Angeles, ha fatto sapere che preferisce non rilasciare dichiarazioni. Una persona vicina alla famiglia di imprenditori di Pianoro ha detto che il rinvio a giudizio per Nathan Campbell viene ritenuto un atto dovuto e scontato. E che è intenzione della famiglia andare avanti nei processi, civile e penale.

Parigi in una stanza… di ghiaccio!

suite-ghiaccio-tuttacronacaAndare in Svezia… e dormire a Parigi! E’ quello che accade se ci si reca a Jukkasjärvi, a 200 km dal circolo polare artico, e si soggiorna nella suite dell’hotel di ghiaccio che qui sorge. La camera è stata “arredata” dai designer francesi dell’Ateliers de Germaine che hanno voluto riprodurre degli scorci della capitale francese, facendosi ispirare in particolare la collina di Montmartre.

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Renzi e il patto ai grillini “per cambiare la storia italiana”

matteo-renzi-tuttacronacaHa rilasciato un’intervista al Fatto Quotidiano il segretario del Pd Matteo Renzi, durante la quale ha proposto un patto al M5S “per cambiare la storia italiana”: trasformare subito il Senato in una Camera degli enti locali per risparmiare un miliardo di euro”. Dice il sindaco fiorentino: “La madre di tutte le battaglie è la trasformazione del Senato in Camera delle autonomie locali. Basterebbe un sì dei senatori Cinque Stelle e cambieremmo la storia italiana. Ma loro nicchiano, chissà perché”.E’ questo il messaggio che Renzi manda ai pentastellati: se si vuole davvero cambiare le cose, gli accordi in politica servono. “Grillo da solo non può fare niente, perché mancano i numeri. Non è colpa sua, è la politica. Alcune battaglie – anche sacrosante – del M5S possono essere portate a termine solo se i cittadini pentastellati fanno accordi. Limitati, circoscritti, in streaming, dal notaio, in piazza, al bar, come vogliono: ma accordi. Da soli si fa testimonianza, non si cambia l’Italia”. Secondo il segretario del Pd,”per i parlamentari Cinque Stelle il 2014 sarà l’anno chiave, quello in cui devono decidere se cambiare forma mentis: ci sono quelli che credono alle scie chimiche e ai microchip nel cervello, e questi fanno ridere, ma sta anche nascendo un gruppo dirigente molto interessante […]”. È a quest’ultimo che Renzi si rivolge. “Molti di loro stanno imparando il mestiere. Su alcuni temi hanno fatto cose giuste, sul Milleproroghe, sugli affitti d’oro alla Camera. Ma le loro posizioni sono passate solo perché qualcuno nel Pd ha deciso che bisognava andare in quella direzione; in altri casi l’iniziativa è stata nostra, come per bloccare l’emendamento sulle slot machine”. Sono tutte dimostrazioni – aggiunge – del fatto che non si può fare a meno di “accordi seri, trasparenti e alla luce del sole”. Ma Renzi si rivolge anche a Enrico Letta al quale dice che “sforare il 3% del deficit si può, eccome”. “Si tratta di un vincolo anacronistico che risale a 20 anni fa. Non è l’Europa che ci ha cacciato in questa crisi, ma la mancanza di visione”. Quanto alla web tax, il segretario ribadisce la sua posizione: “Tutti devono pagare le tasse, ma le modalità con cui questa battaglia è stata impostata da qualche nostro parlamentare sono un errore”. Riguardo il job Act, il suo piano per il lavoro, la cui presentazione è attesa nei prossimi giorni, spiega che “Non si tratta di un trattato giuslavoristico ma di un documento con alcune cose concrete da fare subito e altre più di prospettiva”. Un’impostazione che gli ha fatto già guadagnare il sostegno di Maurizio Landini, segretario generale Fiom. Con lui – spiega Renzi – “condividiamo un concetto semplice: chi ci ha portato fino qui, con polemiche ideologiche e scarsi risultati, non è adatto a portarci fuori da qui”.

La Boldrini e la richiesta di suggerimenti in Fb: “Come chiamo il gatto?”

laura-boldrini-mici-tuttacronacaEra aprile quando alla grillina Roberta Lombardi rubavano il portafoglio dentro il quale conservava tutte le ricevute delle spese sostenute. La pentastellata chiedeva consiglio alla rete, con un post in Facebook, su come comportarsi. Ora è la Presidente della Camera Laura Boldrini a rivolgersi al popolo del social blu chiedendo suggerimenti. Ha infatti postato un’immagine dei suoi due gatti chidendo idee per il nome da dare al nuovo arrivato: “Approfitto di questi giorni di pausa per dedicarmi anche ai miei gatti. Da qualche settimana infatti sono diventati due. Al nostro Gigibillo, nome dato da mia figlia Anastasia quando lo abbiamo trovato per strada circa quindici anni fa, si è aggiunto un magnifico gattone nero, a cui ancora dobbiamo trovare un nome (suggerimenti?)”

Napolitano e la lettera contro i decreti legge con dentro qualsiasi cosa

Boldrini,_Napolitano_and_Grasso_tuttacronacaIl Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato oggi venerdì 27 settembre una lettera al presidente del Senato Pietro Grasso e al presidente della Camera Laura Boldrini, con la quale invita il Parlamento a “verificare con il massimo rigore l’ammissibilità degli emendamenti ai disegni di legge di conversione” rispettando criteri di attinenza e omogeneità dei provvedimenti. Napolitano fa riferimento al decreto cosiddetto “salva Roma” e, in genere, agli esiti dell’ingolfamento parlamentare. Come quello che si èverificato in questi ultimi giorni,  durante i quali il Parlamento ha introdotto nei decreti una serie di emendamenti che non c’entravano più nulla con lo scopo originale dei provvedimenti. Ecco il testo della lettera come riportato dal Post:

Le modalità di svolgimento dell’iter parlamentare di conversione in legge del decreto legge 31 ottobre 2013, n. 126 recante misure finanziarie urgenti in favore di Regioni ed Enti locali ed interventi localizzati nel territorio – nel corso del quale sono stati aggiunti al testo originario del decreto 10 articoli, per complessivi 90 commi – mi inducono a riproporre alla vostra attenzione la necessità di verificare con il massimo rigore l’ammissibilità degli emendamenti ai disegni di legge di conversione.

Numerosi sono stati i richiami formulati nelle scorse legislature da me – in presenza di diversi Governi e nel rapporto con diversi Presidenti delle Camere – e già dal Presidente Ciampi alla necessità di rispettare i principi relativi alle caratteristiche e ai contenuti dei provvedimenti di urgenza stabiliti dall’articolo 77 della Costituzione e dalla legge di attuazione costituzionale n. 400 del 1988.

Come è noto questi principi sono stati ribaditi in diverse pronunce della Corte Costituzionale. In particolare nella sentenza n. 22 del 2012 la Corte ha osservato che “l’inserimento di norme eterogenee rispetto all’oggetto o alle finalità del decreto spezza il legame logico-giuridico tra la valutazione fatta dal Governo dell’urgenza del provvedere e i provvedimenti provvisori con forza di legge”, valutazione fatta sotto la propria responsabilità e sottoposta a giudizio del Capo dello Stato in sede di emanazione. Conclude la Corte affermando che “la necessaria omogeneità del decreto legge deve essere osservata anche dalla legge di conversione”, riservandosi la facoltà di annullare le disposizioni introdotte dal Parlamento in violazione dei suindicati criteri.

Proprio a seguito di questa sentenza il 22 febbraio 2012 ho inviato ai Presidenti pro-tempore delle Camere una lettera nella quale avvertivo che di fronte all’abnormità dell’esito del procedimento di conversione non avrei più potuto rinunciare ad avvalermi della facoltà di rinvio, pur nella consapevolezza che ciò avrebbe potuto comportare la decadenza dell’intero decreto legge, non disponendo della facoltà di rinvio parziale. Esprimevo inoltre l’avviso che in tal caso fosse possibile una parziale reiterazione che tenesse conto dei motivi posti alla base della richiesta di riesame. La stessa Corte Costituzionale, del resto, fin dalla sentenza n. 360 del 1996, ha posto come limite al divieto di reiterazione la individuazione di nuovi motivi di necessità ed urgenza.

Rinnovo pertanto nello stesso spirito di collaborazione istituzionale l’invito contenuto in quella lettera ad attenersi, nel valutare l’ammissibilità degli emendamenti riferiti ai decreti legge, a criteri di stretta attinenza allo specifico oggetto degli stessi e alle relative finalità, anche adottando – se ritenuto necessario – le opportune modifiche dei regolamenti parlamentari.

Approvato il Salva-Roma. E arrivano 700 milioni per lavoro e occupazione

salva-roma-tuttacronacaMattinata dedicata al decreto Milleproroghe quella ordierna al Parlamento al termine della quale il premier Enrico Letta, in conferenza stampa, non solo ha ufficializzato la procedura per la nomina a presidente dell’Istat di Pier Carlo Padoan ma ha anche annunciato una riforma complessiva del procedimento legislativo entro il 2014.  Oltre al Milleproroghe, il Consiglio dei ministri ha approvato le “norme essenziali” del decreto Salva-Roma dopo che la vicenda del dl con le “difficoltà incontrate” ha reso evidente come “in questo Paese sia essenziale una riforma complessiva del procedimento legislativo” che deve essere fatta “nel 2014”, ha detto il presidente del Consiglio, secondo cui l’attuale “procedimento legislativo non è più quello di una democrazia moderna”.  Il Cdm ha varato un “complesso intervento per salvare i finanziamenti dei fondi strutturali” che altrimenti si sarebbero persi, ha aggiunto il premier, precisando che si tratta di una riallocazione di fondi per 6 miliardi e 200 milioni. Ma Letta ha anche parlato di uno stanziamento di 700 milioni per misure a sostegno del lavoro e dell’occupazione. Il premier ha spiegato che 150 milioni vanno per le decontribuzione dell’occupazione giovanile, 200 per l’occupazione femminile e per i più anziani e 350 per interventi a sostegno della ricollocazione dei disoccupati. Gli interventi 2014 di contrasto alla povertà saranno di 800 milioni, ha annunciato il premier spiegando che sono stati ‘recuperati’ 300 milioni che si aggiungono ai 500 già stanziati a questo fine.

Domani è il giorno del “Milleproroghe”

milleproroghe-tuttacronacaDue giorni di festa sono trascorsi e domani si torna al lavoro. Lo farà anche il governo che ormai è giunto alla resa dei conti per quel che riguarda i provvedimenti economici. Dopo che il decreto Salva Roma, ormai trasformatosi in un “salva-tutti” per quanto vi era stato infilato dentro, è stato bocciato da Napolitano, c’è da chiedersi cosa accadrà. Il governo intende tentare di porre riparo a quanto accaduto inserendo i capitoli più urgenti in un altro decreto legge, il Milleproroghe: arriva a fine anno e proroga tutto ciò che non si è riusciti a fare in un anno. Il dl è in agenda per domani mattina e servirà vararlo con la massima urgenza, sia a per tamponare alcune emergenze a questo punto rimaste in sospeso, sia per fronteggiare le polemiche già esplose sul “Salva-Roma” e che non mancheranno di ripetersi. Tre temi hanno una particolare rilevanza: affitti d’oro, Salva-Roma (l’originale) e divieto d’incrocio tra stampa e tv. Non si parlerà invece delle norme sulla Tasi, la tassa sulla casa, che il governo ha fatto sapere che saranno inserite nel provvedimento sull’Imu in scadenza a fine gennaio. Come ricorda Repubblica:

Uno dei punti dolenti riguarda gli affitti d’oro, pagati dallo Stato e dalle sue istituzioni, nonostante un patrimonio immobiliare prestigioso, ampio e spesso inutilizzato o male impiegato. La questione è stata sollevata in particolare dal Movimento Cinquestelle che ha spinto alla fine anche il Pd a votare un emendamento utile a rescindere in tempi molto rapidi questi onerosi contratti d’affitto. Per poi accorgersi dell’esistenza di un altro codicillo, inserito però nella legge di Stabilità, che di fatto lo “neutralizzava”. Alla fine il Salva-Roma, come detto, è saltato del tutto, per l’intervento di Napolitano. E dunque ora la partita  –  che non può essere più ignorata, visto il pressing degli ultimi giorni e la minaccia di ostruzionismo parlamentare del M5S  –  passa al Milleproroghe.

Poi le altre due questioni calde. Da una parte le norme per “salvare” Roma dal default, motivo originario del decreto Salva-Roma, poi trasformato in un omnibus buono per saziare tutte le clientele. Il sindaco Marino le attende con impazienza (si tratta di “spostare” 400 milioni di debito sulla gestione commissariale). Dall’altra parte, la proroga del divieto antitrust per chi possiede reti televisive di acquistare anche quote di giornali. A mezzanotte del 31 dicembre scade. E tra un brindisi e un altro, l’Italia dalle mille anomalie, potrebbe ritrovarsi con un nuovo tycoon, senza averne però granché bisogno.

Rinvio invece per la casa e le norme sulla Tasi, la componente servizi della nuova imposta sugli immobili che dal 2014 sostituirà l’Imu (la Iuc). Alla fine la legge di Stabilità non ha modificato l’impianto del governo (a tre gambe: Tasi, Tari e Imu sulle seconde abitazioni) e – come annunciato oggi – non sarà modificato nemmeno dal milleproroghe. Ma i Comuni nei giorni scorsi hanno minacciato il governo di rottura nei rapporti istituzionali se non provvederà ad alzare il tetto alle aliquote (portando a 3,5 per mille quello sulla prima casa e all’11,6 per mille l’altro sulle seconde). E se non vi saranno nuove risorse (oltre i 500 milioni già stanziati) per consentire detrazioni per le prime abitazioni simili a quelle concesse con la vecchia imposta. Il ministro Delrio ha promesso che si arriverà ad una dote complessiva di 1,3 miliardi.

Poi c’è il problema della mini-Imu (coda velenosa dell’Imu 2013). Va pagata entro il 24 gennaio prossimo ed è pari al 40 per cento della differenza tra l’aliquota fissata dal sindaco e quella base (in più di un quarto dei Comuni italiani, di cui oltre cinquanta città capoluogo, nel 2013 è stata decisa un’aliquota più alta). Sarà possibile detrarla già dalla prima rata della Tasi? Oppure decideranno i sindaci? Infine, la questione del blocco degli sfratti, da prorogare per le famiglie più deboli e in difficoltà.

Il Governo fa un passo indietro: rinuncia al Dl Salva Roma

letta-napolitano-tuttacronacaIl Governo aveva appena incassato la fiducia per il Dl Salva Roma ma, dopo le perplessità espresse dal presidente della Repubblica e dopo un colloquio Letta-Napolitano, ora ha rinunciato alla conversione in legge dello stesso. Il decreto milleproroghe del 27 dicembre regolerà solo le situazioni urgenti: le norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio e la correzione della norma relativa agli affitti di immobili da parte della P.A.

Il Governo incassa la fiducia alla Camera sul Dl Salva Roma

dl-salva-roma-tuttacronacaCon 340 sì e 155 no, il Governo ha incassato la fiducia alla Camera sul decreto “Salva Roma”. Il 27 dicembre ci sarà, invece, il voto finale sul decreto. Il testo dovrà poi essere rinviato al Senato, a seguito delle correzioni introdotte a Montecitorio, per essere convertito in legge entro il 30 dicembre. La Conferenza dei capigruppo di palazzo Madama ha deciso che il voto sul Dl si svolgerà sabato 28 dicembre. Nel passaggio a Montecitorio é stata soppressa la norma che avrebbe tagliato i trasferimenti ai Comuni impegnati nella limitazione delle sale per slot machine autorizzate. Rimane invece il nodo degli affitti dei palazzi della politica. Come riassume il Sole 24 Ore, per quel che riguarda la vicenda degli affitti d’oro della Camera, 22 milioni di euro all’anno sborsati per pagare il canone di vari edifici che ospitano uffici, tra questi il centralissimo palazzo Marini, ha tenuto impegnata l’aula di Montecitorio in un crescendo di accuse, denunce e colpi di scena. E mentre la Lega ha agitato un forcone in aula, il governo è stato costretto a mettere la fiducia sul decreto Salva Roma («decreto sulle misure finanziarie urgenti in favore di regioni ed enti locali»), che altrimenti rischiava di non essere convertito in legge in tempo utile. La fiducia, alla fine, è passata. Ancora il quotidiano, riepiloga quella che è stata la battaglia dei pentastellati dello scorso week-end:

 in un decreto approvato qualche giorno fa (la cosidetta “manovrina”) era stato approvato un emendamento del M5s che consente anche alla Camera e al Senato di recedere dagli affitti da loro stipulati, anche in mancanza della clausola rescissoria. In questo modo si sperava che l’amministrazione di Montecitorio potesse liberarsi del pesante fardello degli affitti multimilionari dovuti all’imprenditore Scarpellini e trovare qualche altra sistemazione più a buon mercato. Peccato che in un altro decreto, il cosiddetto Salva Roma si scopre che una “manina” aveva eliminato quella norma, rendendo di nuovo libera la Camera di versare i suoi affitti d’oro. Se ne accorgono nuovamente i Cinque Stelle, che gridano alla truffa: e così la Camera, nella notte tra venerdì e sabato, corre ai ripari e corregge la correzione. Sembra proprio che i contratti d’oro possano essere finalmente disdetti. Ma è una falsa illusione. Spulciando bene le carte, nella serata di domenica la Lega e il movimento Cinque Stelle scoprono che nella Legge di Stabilità (in procinto di essere definitivamente approvata domani dal Senato) qualcuno ha piazzato un codicillo che neutralizza la norma anti-affitti. Di nuovo tutto in alto mare. Nel caos che segue, i leghisti e i Cinque Stelle chiedono a gran voce che il governo corregga subito il pasticcio intervenendo sul decreto Salva Roma, in discussione a Montecitorio. L’Esecutivo si impegna a risolvere (si spera una volta per tutte) l’intricata questione tra qualche giorno. Lo farà nel decreto Milleproroghe, che uscirà da palazzo Chigi il 27 dicembre. Lega e M5s restano sul chi vive. Hanno ancora un’arma da sfruttare: se il governo non manterrà la promessa, riapriranno le ostilità il 27 alla Camera quando, archiviata la fiducia, si tratterà di dare il via libera al decreto Salva Roma con il voto finale sul provvedimento. In serata arriva l’appoggio di Matteo Renzi alla battaglia dei Cinque Stelle. «Su questo hanno ragione, nessuno ha il monopolio delle buone idee», dice il segretario democratico da Fabio Fazio. «Non vedo perché alla Camera – aggiunge – non si debba fare qualche sacrificio ed accettare di avere uffici un pò più piccoli»

I deputati Pd annunciano denunce nei confronti di Grillo

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Grillo potrebbe essere denunciato da alcuni deputati Pd per  “istigazione dei militari alla disobbedienza” a seguito della lettera in cui il Semplice Portavoce del M5S invitava le  forze dell’ordine in servizio durante le manifestazioni dei forconi ad unirsi ai manifestanti. “Nelle prossime ore presenteremo una denuncia formale alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nella lettera aperta inviata da Beppe Grillo ai responsabili delle forze dell’ordine” .

Che i Forconi entrino in Parlamento, così Salvini!

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Matteo Salvini, neo segretario della Lega Nord, auspica che il Movimento dei Forconi  irrompa in Parlamento subito. Questa l’ultima provocazione del Carroccio che per bocca di  Salvini,  si è lasciato andare a molte esternazioni con i giornalisti presenti alla Camera:

”Letta si sta scavando la fossa ubbidendo a tutte le richieste fatte da Bruxelles e poi qualcuno si stupisce dei forconi. Dopo il voto di fiducia di oggi dovrebbero entrare in Parlamento”.

“Come Lega nord abbiamo perso la pazienza. Da ora in poi il nostro ‘no’ sarà anche fuori dal Palazzo” perché fuori da questo Palazzo “è un disastro”.

Salvini, premettendo che “quando la protesta è non violenta è sempre benvenuta”, ha spiegato che in queste condizioni, con un presidente del Consiglio che “ha parlato a vuoto, senza accennare minimamente al lavoro”, non c’è da stupirsi “se i forconi vengono a cercare qualcuno”.

Salvini è “assolutamente interessato e disponibile a collaborare” con Marine Le Pen e gli altri partiti che aderiranno al ‘manifesto’ presentato oggi a Strasburgo dalla leader del Front National “per smontare e ricostruire l’Europa”. Salvini specifica che la decisione di aderire non è stata ancora ufficialmente presa e sarà illustrata al Congresso, ma che le posizioni in comune con gli altri partiti europei dovranno essere quelli su “immigrazione, islam e famiglia”. Precisa poi di non aver ancora letto il ‘Manifesto dell’Alleanza europea per la libertà’.

Quella fiducia nell’inverno caldo… con i Forconi alle porte di Roma!

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“Sono qui a chiedere la fiducia per un nuovo inizio”, con queste parole, ben scandite, inizia il discorso di fiducia al Parlamento di Enrico Letta, a Roma. A Torino invece, qualche ora prima, grazie a un blitz della polizia, i trasportatori avevano consegnato la merce, i Forconi erano stati aggirati. Come in uno split screen da una parte scorrono le parole del Premier e dall’altra ci sono gli scontri in piazza. C’è chi s’interroga e si chiede come possa un governo “tecnico”, fortemente voluto da Napolitano e un Parlamento votato con una legge riconosciuta incostituzionale dalla Consulta chiedere la fiducia… Come fanno gli atti emanati da un organo eletto con una modalità incostituzionale essere legittimi?  I giuristi l’hanno spiegato… Distruggere gli effetti prodotti da una  norma, di qualunque rango essa sia, dichiarata illegittima o incostituzionale,  sarebbe pericoloso per l’intero ordine sociale e  potrebbe ledere diritti acquisiti  mentre era in vigore… Eppure basta andare in giro o aprire un social per vedere in quanti pensano che la fiducia si debba chiedere se c’è un “nuovo inizio”. Ma se è un inizio, sarebbe anche insito nel termine che è nuovo… ma in Italia occorre far chiarezza!

“E’ vero l’Italia è oggi una società fragile, stordita dalla crisi. E’ però nello stesso tempo una società pronta, dopo tanti sacrifici, a ripartire. E’ un dovere anche generazionale aiutarla a ripartire”, parole di speranza da parte del Premier che parla di ripartenza… ma le industrie chiudono, il cuneo fiscale è quasi inesistente ed è pronta la stangata nel prossimo anno della Iuc (altro modo di chiamare l’Imu). Ma non bisogna essere pessimisti e pensare a un nuovo inizio!

Questo il video per spiegare il nuovo inizio?

D’altra parte come dice Letta “le istituzioni esigono sempre rispetto e a maggior ragione in un tempo amaro in cui si tenta di immiserire questa aula con azioni e parole illegittime che avallano la violenza, mette all’indice i giornalisti e vuole fare macerie della democrazia rappresentativa”. Un attacco quindi duro e diretto a Grillo e al suo Movimento, che tuttavia basa le sue rivendicazioni su una sentenza della Consulta.

Altra questione spinosa dopo quella della legge elettorale, è sicuramente quella della decadenza su cui il Presidente del Consiglio non ha dubbi “nella questione giudiziaria di Berlusconi non sono entrato e non entro oggi” e poi nasce un nuovo Patto con gli Italiani… ” impegno 2014″, una nuova agenda, forse dettata e copiata a tratti da quella di Renzi, un block notes di appuntamenti e tappe che dovrebbero portare alle riforme, “Per le riforme dobbiamo muoverci nella procedura della revisione dell’articolo 138, e dobbiamo porci quattro obiettivi: riduzione del numero dei parlamentari; abolizione delle Province dalla Costituzione; fine del bicameralismo perfetto, con un’unica Camera che dia la fiducia e faccia le leggi, e l’altra che esprima le autonomie; una riforma del titolo V della Costituzione, chiarendo al massimo le responsabilità di governo”… anche se per il momento l’unica legge a cui si tende è quella dell’amnistia e dell’indulto: “siamo la patria di cesare Beccaria e Dobbiamo dimostrarlo”. Poi un esempio davanti agli occhi ora Letta lo ha L’anno prossimo studieremo “la Partecipazione dei lavoratori all’azionariato con una rappresentanza negli organi societari, ne parleremo insieme” con azienda e sindacati, ed “è il tentativo” di “sperimentare” quanto fatto in Germania. Ma mentre sperimentiamo, tanto il tempo ce lo abbiamo, Letta fa anche il “buon padre di famiglia” e ridurrà le bollette dell’energia elettrica “venerdì nel piano destinazione Italia che avrà il via libera del Consiglio dei ministri “interverremo sul costo dell’energia” con “una riduzione di 600 milioni sulle bollette”, una riduzione “che si somma a quella già prevista dal decreto Fare”.

Naturalmente arriva il bastone e la carota anche sull’Europa perché Letta sottolinea “vorrei tracciassimo una linea, di qua chi ama l’Europa e sa che senza l’Ue ripiombiamo nel medioevo. Di là chi vuole bloccare l’Europa e si scaglia contro i suoi limiti” e poi aggiunge “L’italia deve avere conti in ordine, come oggi accade. E lo ricordiamo a tutti anche ad alcuni tecnocrati di Bruxelles”.

Intanto i Forconi preparano la loro azione eclatante, mentre la politica parla d’Europa e la nuova agenda, spinta dal segretario Renzi, si ridisegna per cercare di creare una nuova, l’ennesima, larga intesa che sostenga un governo “tecnico-politico-presidenziale”

Balla Renzi a Ballarò e apre a Grillo sul Senato!

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“Grillo ha 160 deputati, se votano la proposta del Pd sul Senato si fa. Questo senso di urgenza Grillo non lo butti via, provi a cambiare le cose senza pensare che basta un post”. Questo è l’incipit dell’intervista a ‘Ballarò’ di Matteo Renzi. Poi altri temi caldi del momento sono le elezioni politiche e il governo.  “La legge elettorale si fa con tutti. Non solo con la maggioranza”, dice Renzi. Ma Letta è d’accordo? “Siamo d’accordo tutti che la legge elettorale si tolga dal Senato, dove l’hanno messa lì, aspettando che cresca. Come la pasta della pizza”, aggiunge. Renzi poi spiega che Sulla Porcellum la Consulta si è espressa “non so con quale razionalità”, perché il ricorso a suo avviso andava respinto ma “comunque le sentenze si rispettano” e sull’esecutivo il sindaco di Firenze è chiaro “Enrico Letta è il primo ministro di questo paese che deve, nel giro di un anno, fare le cose che ci siamo detti di fare. Ha un’occasione straordinaria”. Ma per le Europee ci sarà di nuovo il gioco delle poltrone e D’Alema e la Bindi saranno candidati? “No, non credo proprio – spiega -Renzi -. Alle Europee mandiamoci qualcuno che poi resta lì”, quelli “interessati all’Europa e non ai giochini italiani”.

Beppe Grillo e il movimento dei forconi. Quanto chiesto a Grillo alle forze dell’ordine dopo il loro atteggiamento verso i forconi è “demagogico e strumentale” da parte di qualcuno che “invitava i militanti no Tav a picchiare i poliziotti”. “In piazza – continua – ci sono persone molto diverse. È un movimento composito che va guardato con molta attenzione”. E aggiunge: “Tra quelle persone ce ne sono alcune veramente in difficoltà”.

E sulla Cancellieri c’ è la stoccata. Domani le peserà che il Pd rinnovi la fiducia al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri? “Credo – afferma Renzi – che sia costata l’altra volta, credo sia stato un errore tenerla lì. E’ una persona per bene, ma ha dato l’idea che la legge non è uguale per tutti”. Il leader democrat spiega: “Non mi hanno eletto per cambiare il ministro della Giustizia ma per cambiare il Paese. Vorrei riaprire il dossier Alitalia, il dossier Telecom ma non sono qui per prendermi una rivincita”.

Berlusconi. “Berlusconi mi ha chiamato all’una di notte. Mi ha fatto molto piacere ricevere la telefonata di tutti i leader politici. Lui mi ha detto: ‘finalmente farai un grande partito socialdemocratico’. Gli ho risposto di fare anche lui le primarie nel centrodestra”.

Bersani. “Bersani – dice Renzi – mi ha mandato un messaggio molto carino: ora tocca a te. Gli ho risposto mi piacerebbe vederti. Lui mi ha detto, prima dormi. Sa che in questi giorni è un frullatore”.

Le minacce dei Forconi al governo Letta: “azione eclatante, se passa la fiducia”

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«Oggi decideremo come portare avanti la nostra mobilitazione. Se i politici non andranno a casa e domani sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un’azione eclatante non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo». A dirlo è uno dei coordinatori del movimento «9 dicembre», così Danilo Calvani, che guida la protesta del movimento dei Forconi. Così alle 16 si è deciso di tenuta una riunione al Viminale al quale hanno partecipato i vertici delle forze dell’ordine e il ministro dell’Interno Alfano per fare il punto della situazione sulla mobilitazione dei Forconi che pian piano si sta allargando in tutta Italia.

Torino è la zona più calda. nelle ultime ore proprio nel capoluogo piemontese il traffico è andato in tilt per la protesta che si è svolta a Corso Francia una delle principali arterie della città che arriva in piazza Statuto. E proprio nella zona di piazza Statuto c’è un blocco del traffico ad opera dei giovani “Forconi”, monitorati da Polizia e Vigili. In mattinata i manifestanti hanno percorso una parte dell’adiacente via San Donato, costringendo con maniere spicce e minacce gli esercenti ad abbassare la serranda.   

Intanto il Coordinamento 9 dicembre, che ha organizzato la mobilitazione nel capoluogo piemontese, ha annunciato che la Questura, dopo la guerriglia urbana scatenatasi ieri «ha revocato il permesso per i presidi di Piazza Derna, Piazza Pitagora e Piazza Castello» a Torino, quindi «ogni presidio presente in città è del tutto spontaneo ed auto organizzato da gruppi indipendenti di cittadini torinesi» ha precisato una nota del movimento. Nel messaggio diffuso dai Forconi torinesi si condannano le violenze di ieri e si parla di pacifica protesta. Domani alle 18.30 in piazza Castello, ci sarà un comizio di Danilo Calvani, «uno degli ispiratori di questo movimento» si legge nella nota diffusa. Intanto anche i punti vendita della grande distribuzione sono entrati nel mirino dei forconi. Sedicenti manifestanti hanno istituito forme di picchettaggio davanti ai supermercati torinesi e della prima cintura, impedendo ai clienti di entrare. Al Pam e all’Esselunga di Corso Traiano sono intervenuti i Carabinieri, ma si sono registrati problemi anche al centro commerciale Le Gru di Grugliasco (Torino). Mentre altri grandi supermercati alle porte di Torino hanno scelto di chiudere.

Non molto migliore la situazione a Milano a piazzale Loreto. Qui la viabilità è stata bloccata la viabilità e i manifestanti ogni tanto fanno passare alcune macchine. A presidiare la zona forze di Polizia e Guardia di Finanza. «Bloccheremo piazzale Loreto fino alle 22 di questa sera – ha spiegato uno sei leader del movimento, Chowbe De Leo, tecnico informatico di Milano – vogliamo gridare che ne abbiamo piene le scatole della politica». Presidi e proteste anche fuori dall’aeroporto di Orio al Serio a Bergamo e a Brescia.«Non possiamo protestare con i nostri camion, perché altrimenti la polizia ci sequestra i mezzi e ci impedisce di usarli, perciò abbiamo dovuto fare dei presidi», ha spiegato Sandro Norcini, responsabile di Trasporto Unito della Lombardia, movimento che fa parte del comitato 9 dicembre, che questa mattina si trova a Rho. Disagi stamani anche a Bergamo: alcuni manifestanti hanno rallentato il traffico lungo l’Asse interurbano del capoluogo, all’altezza di Orio al Serio. Lungo la circonvallazione si sono registrate in mattinata lunghe code, costringendo molti automobilisti a imboccare strade alternative. Presenti tra i manifestanti numerosi camionisti che hanno distribuito dei volantini. Disagi anche in centro a Bergamo, dove alcune auto sono state fatte marciare a velocità ridotta, creando incolonnamenti. 

Seconda giornata di blocchi anche a Imperia:  dalle 8.25 circa un gruppo di manifestanti ha bloccato l’accesso allo svincolo di Imperia Est dell’Autostrada dei Fiori, così come già avvenuto nel primo pomeriggio di ieri. Blocchi si segnalano anche in vari punti della città ligure. A Savona è stato sgomberato il presidio sulla via Aurelia, nei pressi della Torretta: le forze dell’ordine, questa mattina all’alba, sono intervenute facendo allontanare i manifestanti che bloccavano il traffico. «La manifestazione ha trasceso i limiti della libertà di protesta – ha detto il prefetto savonese, Gerardina Basilicata – interferendo con la vita dei cittadini. È durata troppo a lungo e ha avuto forme intollerabili». A Genova, infine, i manifestanti si stanno concentrando in zona Corvetto ed è possibile un nuovo corteo nelle vie della città. Il leader dei Forconi Danilo Calvani dovrebbe arrivare domani pomeriggio in piazza De Ferrari a Genova per organizzare la “marcia su Roma” contro il governo Letta e contro la classe politica italiana. «Calvani ci darà le direttive di come comportarci fino al giorno in cui si andrà a Roma, tutti presenti! – spiega un comunicato del movimento genovese – Mandiamo a casa i parassiti!».

Tutto è pronto per l’arrivo a Roma dei Forconi. Domani la Capitale potrebbe essere interessata dai manifestanti che stanno scendendo da Torino per protestare davanti ai palazzi del potere. Poco probabile che arrivino vicino agli obiettivi sensibili ma è già presente una buona partecipazione al  presidio che il  Movimento  ha a Piazzale dei partigiani. Inoltre in  zona Ostiense prosegue l’assembramento di manifestanti.  

In Puglia si registrano momenti di protesta di alcuni autotrasportatori e del cosiddetto movimento dei Forconi, con alcuni presidi stradali che stanno causando qualche disagio alla viabilità. In particolare sulla tangenziale di Bari, in direzione sud, si segnala una coda di circa 2 km di camion e tir. Anche a Foggia, sulla statale 16, sono segnalati due presidi di manifestanti su entrambi i sensi di marcia, mentre sulla strada provinciale 231, nei pressi di Corato (Ba), stazionano decine di autotreni con il conseguente rallentamento della circolazione.

Traffico in tilt a Palermo per la protesta dei Forconi. Paralizzata la circolazione stradale in piazza Indipendenza, dove un gruppo di manifestanti sta protestando davanti Palazzo d’Orleans, sede della Presidenza della Regione nel capoluogo siciliano. I Forconi urlano cori contro la politica e «lo Stato da cui arrivano solo tasse». Difficoltà anche in via Ernesto Basile, per il volantinaggio di alcuni manifestanti.

Non è finita la protesta dei «forconi» sardi: questa mattina una nutrita delegazione di anti Equitalia si è presentata alla sede della Agenzia delle Entrate a Cagliari. Ma questa volta senza simboli e striscioni: semplicemente per chiedere atti e documenti agli sportelli. «Vogliamo chiarire – spiega Vincenzo Bodano, del Movimento per la gente anti Equitalia – alcuni aspetti che saranno poi oggetto di una nostra comunicazione: vogliamo avere tutte le carte in mano. Tutto questo in maniera assolutamente pacifica». Una sorta di coda della protesta di ieri mattina con il presidio all’Agenzia e i blocchi e i rallentamenti in via Vesalio e nelle statali 130 e 131. Il movimento sardo si muove insieme a quello nazionale: nei prossimi giorni potrebbero essere organizzate nuove azioni di protesta.

Dopo la decisione della Consulta sul Porcellum, bagarre in Aula

tuttacronaca-laura-boldriniIl Porcellum è incostituzionale, secondo quanto stabilito ieri dalla Consulta, e oggi è bagarre alla Camera. Alla ripresa dei lavori, da più parti si sono levate voci sulla reale legittimazione del Parlamento, a seguito della sanzione sulla legge elettorale. Laura Boldrini ha chiarito che “la Camera è pienamente legittima a legittimata a operare” ma il pentastellato Tofalo denuncia “siamo tutti illegittimi” e il clima si surriscalda ulteriormente dopo la lite di ieri in Aula tra Pd e M5s, con i grillini che avevano occupato i banchi del governo. Intanto è stata respinta la richiesta di M5S di convocare immediatamente una conferenza dei capigruppo per mettere in calendario la riforma della legge elettorale. Dopo il voto, tutti i deputati M5S hanno abbandonato l’aula per protesta. E nel frattempo è apparso un post su Facebook a opera di Angelo Tofalo: “Li abbiamo circondanti! L’aula doveva iniziare alle 10 ma ancora nulla… stiamo attendendo la Boldrini. C’e’ un’area surreale! Un silenzio rumorosissimo. Oggi il parlamento incostituzionale ed illegittimo sarà infuocato. Noi lo avevamo sempre detto, siamo entrati qui con la valigia di cartone e non l’abbiamo mai disfatta, pronti a tornare a casa. Che la facciano subito anche loro oppure che si preparino a prendere gli elicotteri. Li abbiamo circondati e forse i topolini lo stanno finalmente realizzando. Oggi più che mai stateci accanto. Le minacce e le aggressioni già avute non ci fanno che pensare il peggio… saremo tranquilli come sempre, diremo tutto in maniera non violenta, siamo super democratici ma non moderati, non fessi. Li abbiamo circondati”.facebook

Occupy Camera, seduta sospesa per l’occupazione del M5S

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Occupy Camera! La protesta è iniziata in aula a Montecitorio dove i deputati del M5S  hanno occupato  i banchi del governo per protesta e costretto la presidente di turno, Marina Sereni, a sospendere la seduta. Come viene raccontato da La Repubblica:

A scatenare le proteste del M5S è stata la decisione di invertire l’ordine dei lavori e passare subito all’esame del ddl di ratifica ed esecuzione dell’accordo tra la Repubblica di Albania, la Repubblica greca e la Repubblica italiana sul progetto ‘Trans adriatic pipeline’, stipulato ad Atene il 13 febbraio 2013 e dedicato alla costruzione del gasdotto transfrontaliero. Dopo un acceso scambio di battute con la presidenza, però, Alessandro Di Battista, Carlo Sibilia, Massimo Artini e Filippo Gallinella si sono diretti ai banchi del governo. Alcuni si sono seduti ai posti dei ministri, altri sui banchi. A quel punto è scattata l’occupazione. Inutili i richiami all’ordine lanciati dalla presidente.

E subito sono partite le polemiche tra maggioranza e opposizione. E come già avvenuto in passato con il caso del giovane dem Enzo Lattuca, anche stavolta i grillini denunciano sui social network l’aggressione fisica subita. Stavolta – sostengono – artefice dell’attacco sarebbe  Pierdomenico Martino. Su Twitter sbotta il deputato grillino Manlio Di Stefano (che però sbaglia e scrive ‘Martini’).

Di fatto, tutto è iniziato quando i deputati M5S si sono duramente opposti all’inversione dell’ordine del giorno determinato dall’accantonamento delle mozioni sulla dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali per passare alla ratifica del Tap. “Non si può votare questo provvedimento in sessione di bilancio”, ha detto il capogruppo M5S Alessio Villarosa. Ma il ministro per i Rapporti con il parlamento, Dario Franceschini, ha ammonito dicendo che qualora non si fosse arrivati alla ratifica, l’Italia sarebbe stata soggetta al pagamento di sanzioni. Il provvedimento è stato già approvato dal Senato e, nel dettaglio, è dedicato alla costituzione della società ‘Trans adriatic pipeline Ag’ per la realizzazione del gasdotto transfrontaliero, che appartiene alla società svizzera Axpo (42,5%), alla società norvegese Statoil (42,5%) e alla società tedesca E.On Ruhrgas (15%). Il punto di partenza dell’infrastruttura sarà situato in Grecia e il percorso si svilupperà lungo l’Albania per approdare in Italia. Il gasdotto sarà lungo 800 km circa, di cui 105 km offshore nel mar Adriatico, e trasporterà circa 10 miliardi di metri cubi all’anno. In futuro si prevede un ulteriore incremento – realizzabile senza dover sostituire o posare nuovi tubi – di 10 miliardi di metri cubi/anno.

Sentirsi supereroi per qualche ora: la Batcaverna diventa suite

batcaverna-suite-tuttacronacaUna suite a ore dedicata a Batman, l’uomo pipistrello della DC Comics. La stanza di superlusso che richiama il mondo del superero si trova a Kaohsiung City, vicino a Taiwan, nell’hotel a ore Eden Motel. E dà l’impressione di trovarsi in una Batcaverna versione extra lusso: marmi pregiati, accessori ipertecnologici, schermi LCD, una vasca bianca enorme e un divano a forma di Batmobile. E se si guarda il cielo… anche l’indimenticabile logo!

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Bin Laden, vivo o morto? I dubbi del deputato 5 Stelle

paolo-bernini-tuttacronacaAncora una volta è il deputato 5 Stelle Paolo Bernini a salire agli onori della cronaca per le sue dichiarazioni alla Camera. Oggi, parlando della missione italiana in Afghanistan, ha detto: “Bin Laden.. beh, dovrebbe essere morto due anni fa”. L’uso del condizionale lascia capire che l’ex leader di Al Qaeda, che tutti ritengono essere stato ucciso, potrebbe in realtà essere ancora vivo. Bernini già in passato si era distinto per portare in Aula le cosiddette teorie complottiste, come quella volta che, riguardo all’attentato dell’11 settembre parlò di un ruolo attivo delle autorità americane nell’attacco alle Torri Gemelle. “La versione ufficiale è stata smentita da tutti i punti di vista. È palesemente falsa e ormai il mondo se n’è accorto: la verità probabilmente non la sapremo mai, ma sicuramente è molto diversa da quella che i media mainstream ci raccontano. In questo caso si può dire che tutto quello che sai è falso e detto all’americana: ‘it was an inside job’. Tradotto: fu un lavoro interno”.

Bernini, in un’intervista trasmessa a marzo da Ballarò, aveva anche parlato di un documentario sulle teorie del complotto: “Ho visto questo documentario sul controllo globale che mi ha aperto la mente! È diviso in tre parti: religione, Undici settembre e massoneria. Non so se lo sapete ma in America hanno già iniziato a mettere i microchip all’interno del corpo umano per registrare e mettere i soldi: è un controllo delle persone, ma chi se lo fa iniettare non è consapevole di questa cosa, per fortuna che c’è internet che sta risvegliando le coscienze. Andremo in Parlamento a portare la voce dei cittadini”.

Loredana Lupo: la celiachia è una normale conseguenza della globalizzazione

loredanalupo-celiachia-tuttacronacaUn intervento della durata di cinque minuti quello della deputata del M5S Loredana Lupo oggi alla Camera. Nel corso di un’audizione la grillina ha parlato della celiachia osservandola sotto un’ottica di globalizzazione e di libera industrializzazione, facendo inoltre il punto sulla situazione di coloro che soffrono di questa malattia e chiedendo che vi sia un impegno anche a livello comunitario per il monitoraggio degli alimenti a loro destinati per tutelare la loro salute.

“Oggi anziché concentrarci sulla celiachia come malattia, dovremmo considerarla una normale conseguenza della globalizzazione e della libera industrializzazione alimentare. Noi siamo quello che mangiamo, troppa poca è l’attenzione che dedichiamo a ciò che viene ingerito. Raramente si pensa che questa sostanza diventerà parte di noi e che condizionerà i nostri processi, chimici, biologici ed energetici. Se una sostanza è compatibile con la nostra natura, l’organismo l’assimilerà senza problemi e ne trarrà beneficio. Ma se quella sostanza è incompatibile con il nostro corpo, questo resterà inquinato, faticherà per neutralizzarne gli effetti negativi e perderà energia e forza vitale. Quando il nostro organismo non è più in grado di eliminare le tossine introdotte accumulate si manifesta la malattia nella parte più colpita e debole dell’organismo […] cos’è il glutine? una proteina presente in alcuni cereali, un macroelemento che per anni è stato oggetto di selezione genetica volta a migliorare più le caratteristiche tecniche che qualitative. Difatti le selezioni effettuate hanno cercato di soddisfare le esigenze della moderna industria […] tuttavia se le classi proteiche assicurano all’impasto le proprietà viscoelastiche ricercate dall’industria di trasformazione, merita di sottolineare come da tempo è noto che queste abbiano un potenziale allergenico per l’uomo e siano responsabili dei sempre più frequenti casi di celiachia.”

Secondo l’interpretazione del deputato, la celiachia è “figlia” di una proteina modificata per scopi industriali, pensiero che ha catturato l’attenzione del popolo di Twitter che ha reagito in modo discordante. Ma anche il ministero della Salute ha tenuto a precisare che “Non sono tuttavia ancora noti i fattori che scatenano la malattia dopo anni di tolleranza al glutine” e che il disturbo, una malattia autoimmune del duodeno, colpisce soggetti geneticamente predisposti. E quindi il corpo attacca sé stesso distruggendo i villi responsabili dell’assorbimento dei nutrienti.

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Gas e luce aumentano del 31% alla Camera… mistero!

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Un mistero avvolge la Camera dei deputati dove i costi di gas e luce del 2013 sono aumentati del 31%. La notizia la dà Libero scrivendo:

C’è un piccolo giallo nel bilancio della Camera dei deputati: la crescita record delle bollette energetiche nel 2013 rispetto all’anno precedente. Per il gas la Camera quest’anno spende un milione di euro rispetto ai 775 mila euro dell’anno precedente. Per la luce si passa da tre milioni e 585 mila euro agli attuali 4 milioni e 810 mila euro. Siccome anche la bolletta dell’acqua aumenta di 5 mila euro, la spesa per le bollette energetiche di Montecitorio cresce da 4,63 milioni a 6,085 milioni di euro. Percentualmente significa un rincaro pazzesco, del 31,43% rispetto al 2012.

Chi sono i più assenteisti d’Italia? I parlamentari si piazzano bene!

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E’ SkyTg24 a dare i numeri e stavolta non sono quelli della follia, ma dell’assenteismo dei parlamentari di Camera e Senato. Ci sono infatti deputati come Antonio Angelucci del Pdl che nelle 1370 votazioni dall’inizio della legislatura risulta assente, tanto da essere soprannominato il fantasma. 100% di assenze in quale altro posto di lavoro sarebbe tollerabile?

Ma certo non è l’unico. I suoi compagni di partito come Pietro Longo e Daniela Santanchè,  superano il 90% di assenze nei lavori parlamentari, così come sono vicini al record anche Umberto Bossi della Lega Nord, Bombassei di Scelta civica e Guido Galperti e Umberto Marroni del Pd.

Certo il sito della Camera, come sottolinea anche SkyTg24, mette a disposizione le statistiche senza specificare a cosa siano dovute le assenze, se si tratti quindi di malattie o altri incarichi, ma resta comunque abbastanza agghiacciante il dato.

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 Al Senato la situazione non migliora, con Silvio Berlusconi recordman dell’assenteismo: dall’inizio della legislatura è stato presente a un voto soltanto: quello della fiducia a Letta, lo scorso 2 ottobre. E sono molti gli uomini dell’entourage del Cavaliere che si fanno vedere ben poco a Palazzo Madama: il suo legale Nicolò Ghedini, ad esempio, che ha totalizzato il 99,94% di assenze, o «l’uomo del Pdl» Denis Verdini che non c’è stato il 99,88% delle volte. Un po’ più in basso nella classifica dei senatori «introvabili» anche due nomi noti: l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti (assente l’88,88% delle volte) e anche lo stesso Mario Monti, che ha disertato l’aula nel 65% delle occasioni.

Ma ci sono anche i virtuosi, e Sky mette in luce anche quelli: alla Camera il record delle presenze spetta a Francesco Cariello del MoVimento 5 Stelle (presente al 99,12% delle votazioni), che stacca di poco Giorgio Brandolin del Pd, Lainati del Pdl e Paola Binetti di Scelta Civica, che ha votato il 94% delle volte.

 

Dona con parsimonia! Arriva il tetto per i partiti

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Dopo tante divergenze finalmente si è arrivati a dare il via libera all’Aula della Camera dove, con ritardo, si è approvato l’emendamento della commissione che pone in 300mila euro all’anno il limite di donazioni da parte dei privati che però scenderanno a 200mila per soggetti diversi da persone fisiche. Il limite si applica anche a a fideiussioni o altre garanzie personali. Le donazioni andranno pubblicate sui siti web dei partiti. Questo era uno dei temi di maggior divisione tra Pd e Pdl.

Chi donerà soldi ai partiti godrà di detrazioni al 37% tra i 30 euro e i 20 mila euro, al 26% tra i 20 mila e i 70 mila euro. E’ l’accordo nella maggioranza per sbloccare lo stallo sulla modifica all’art. 9 del ddl del governo. Viene abbassata la percentuale sulle cifre più basse (era il 52%) e innalzata la soglia massima delle detrazioni. Il testo del governo prevedeva che per le erogazioni liberali dei privati ai partiti ci fosse una detrazione sull’imposta lorda del 52% per importi compresi tra 50 e 5.000 euro anni, del 26% tra i 5.001 e i 20.000 euro annui. Dopo una lunga discussione nella maggioranza e, riferiscono, qualche tensione, è stato invece dato il via libera a un emendamento che rivede percentuali e soglie.

“Pensioni no, clandestini sì?” La Lega protesta al Senato

lega-protesta-tuttacronacaSe questa mattina è stata sospesa la seduta alla Camera durante l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, non è andata meglio al Senato dove a protestare sono stati i senatori della Lega, presieduti da Massimo Bitonci. I leghisti si sono scagliati contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. Sui cartelli che hanno fatto la loro apparizione nell’Aula si leggeva ‘Pensioni no, clandestini sì’, ma anche ‘Sicurezza no, clandestini a casa loro’. Per tutta risposta gli esponenti del Pd sono scesi nell’emiciclo per contestare il Carroccio. La vicepresidente di turno, la democratica Valeria Fedeli, ha ripetutamente tentato di riportare l’ordine in aula invitando i commessi a togliere i cartelli, con i senatori leghisti che li tenevano ben saldi. A causa però anche della controprotesta del Partito Democratico il caos generatosi ha costretto la Fedeli a sospendere la seduta, riconvocata per le 16.

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