10 anni di filmati hard, anche con minorenni

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Un commercialista di 75 anni di Padova per circa 10 anni ha filmato i suoi incontri con donne dai 35 ai 45 anni, ma nella “trappola” dell’uomo sarebbero finite anche minorenni dai 15 ai 17 anni. Le ragazze venivano ricompensate con 200 euro e oggetti o abbigliamento griffato. A denunciare l’uomo sarebbe stata una studentessa di 22 anni che dopo aver avuto rapporti sessuali con il commercialista avrebbe deciso di troncare la relazione, ma a questo punto l’anziano l’avrebbe minacciata di rendere pubblici i filmati hard, di cui la ragazza, come le altre donne, non era a conoscenza. Gli agenti avrebbero rinvenuto almeno 50 filmini e un migliaio di foto. Il commercialista-tributarista euganeo ora dovrà rispondere di violenza sessuale, molestie telefoniche, minaccia e tentata estorsione.

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Il commercialista che aggredisce una cliente con un’ascia

ascia-tuttacronacaE’ finito in manette un 53enne italiano, residente a lesmo, in Brianza, accusato di tentato omicidio. L’uomo, un commercialista, avrebbe tentato di uccidere una sua cliente a colpi di ascia a Busto Arsizio, nel Varesotto. La vittima dell’aggressione è una donna di 42 anni domiciliata a Samarate, nel Varesotto, che negli ultimi tempi, per questioni di carattere economico legate alla compravendita di un immobile, avrebbe avuto diversi dissidi con il libero professionista. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo si sarebbe presentato a un appuntamento con la cliente con un’ascia nascosta nella borsa. Al termine di un litigio il commercialista, in preda a un raptus di follia, ha estratto l’arma con la quale ha colpito ripetutamente la donna provocandole lesioni al volto e alle mani. L’aggressore è stato bloccato grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, giunti sul luogo assieme agli operatori del 118 che hanno prestato i primi soccorsi alla vittima, poi trasportata all’ospedale di Gallarate. La donna è stata medicata e poi dimessa con una prognosi di dieci giorni mentre il suo aggressore si trova in carcere.

Il pentimento del sondaggista… Mannheimer e i problemi con il fisco

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Dai sondaggi ai problemi fiscali… Questa la parabola di Renato Mannheimer, ospite fisso di Porta a Porta, che ha ammesso l’evasione fiscale e si è detto disponibile a restituire “tutto quanto dovuto”. Quando sono apparse, qualche tempo fa, le prime notizie, è stato un fulmine a ciel sereno. Con quell’aria rassicurante, da persona pacata, da studioso convincente nessuno si sarebbe aspettato che Renato Mannheimer  fosse un grande evasore fiscale. Quando è riapparso a Porta a Porta certo sembrava aver accusato il colpo… Ora dopo l’interrogatorio che sarebbe avvenuto il 19 dicembre alla procura di Milano, come riporta La Repubblica,  avrebbe dichiarato “Mi sono fidato del commercialista”, ma l’accusa è grave e si parla di associazione a delinquere finalizzata alla frode di 7 milioni di euro. Davanti al pm, inoltre, il sondaggista, difeso dall’avvocato Mario Zanchetti, avrebbe manifestato ”vivo dispiacere e sincero pentimento per essersi lasciato coinvolgere in atti di particolare gravità”. E si è detto ”intenzionato a fare in modo che sia restituito al fisco tutto quanto dovuto”, tanto che si è già ”attivato in tal senso”. Mannheimer ha voluto sottolineare anche ”come, già da alcuni anni” sia lui personalmente che le sue società ”siano totalmente rispettose della normativa fiscale”. E poi ha voluto ribadire ”piena fiducia nell’attività e nel giudizio della magistratura”.

 

Il commercialista romano e Berlusconi: escort e banda della Magliana

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Sul numero di domani dell’Espresso verranno svelati due nuovi filoni dell’inchiesta a Roma che vedrebbero sfiorare (e non solo) la figura di Silvio Berlusconi. Bisogna andare indietro nel tempo e tornare a quel Berlusconi proprietario di un impero televisivo. L’espresso scrive :

«c’è il suo nome dietro la società di Sabina Began – colei conosciuta anche con il nome di “Ape regina” nell’indagine sulle escort pugliesi inviate ad Arcore – che ha ricevuto un milione e mezzo di euro da Silvio Berlusconi tra il 2011 e il 2012».

Ancora secondo l’Espresso:  

«lo studio Muci custodisce alcuni segreti sull’origine dell’impero Fininvest. Nel lontano 1978 appare nella fondazione della Produzioni associate televisive – in sigla Pat – il gruppo che ha fornito centinaia di ore di programmi alla nascente Canale 5, quando ancora si chiamava Tele Milano 58».

L’Espresso aggiunge che  «dai documenti si scopre che il vero dominus della Pat era un ex bagnino del Kursaal di Ostia, Vittorio Balini, morto nel 1999. Una figura mitica, considerato una sorta di Paperon de’ Paperoni del litorale romano. Oggi i suoi tesori sono gestiti dal nipote Mauro Balini, attivissimo nelle iniziative immobiliari sulla costa laziale. E al suo fianco c’è Muci, che compare in molte delle sue società».

Il commercialista Italo Arturo Muci «è finito in una segnalazione dell’Antifrode assieme a Balini per una serie di operazioni tra il 2009 e il 2011: un giro di bonifici ritenuti sospetti. Balini è soprattutto il presidente del Porto di Roma: una struttura che ha lanciato un piano per costruire 611 nuovi posti barca con un investimento di 100 milioni di euro. Il progetto – scrive L’Espresso – è stato segnato da minacce e avvertimenti di stampo mafioso, che lo stesso Balini ha denunciato al commissariato di Ostia. Dalla sua segnalazione è nata l’inchiesta più importante sulle infiltrazioni delle cosche sul litorale di Ostia, scaturita in 57 arresti». Nel mirino degli investigatori sono finite pure «le frequentazioni di Balini junior come ad esempio i contatti con Nicoletti, soggetto a suo tempo vicino alla cosiddetta Banda della Magliana».

Denise Morello… non doveva andare così!

denise morello

E’ finita con un colpo di pistola la vita della 22enne Denise Morello… e non doveva finire così. A sparare è stato il suo ex, Matteo Rossi, l’uomo che per lei aveva comprato un’intera pagina di giornale per cercare una riappacificazione dopo che lei lo aveva lasciato. Aveva inserito un cuore e aveva scritto  «Questa follia per farti capire quanto sono pazzo di te, Denise». Follia… Pazzo. lo aveva dichiarato pubblicamente. Quello che sembrava un gesto d’amore era invece un messaggio, forse inconscio, che suonava come una richiesta d’aiuto. Da alcune dichiarazioni che aveva rilasciato proprio in occasione della pubblicazione del suo messaggio emerge una figura con tratti infantili, anche se spiegava che il rapporto con la ragazza era finito a causa di «una leggerezza che non ha nessunissimo valore. Non pensate però che l’abbia tradita o fatto qualcosa di simile: non ci penserei mai. È la donna della mia vita. Se anche mi sfugge un complimento ad un’altra, è solo perché sono un agente di commercio».

Poi però la rassegnazione non era mai arrivata. La ragazza era diventata un’ossessione e aveva iniziato a perseguitarla. Denise si era rivolta ai carabinieri di Montebelluna. Il 37enne era stata chiamato in caserma; un “rimprovero” e  il consiglio di cambiare registro, di lasciar in pace l’ex fidanzata.

Passa poco tempo e l’uomo chiede il porto d’armi per uso sportivo. La polizia naturalmente lo concede, dimenticando la storia pregressa. Forte del suo porto d’armi, tre settimane fa acquista una Beretta e ieri sera dopo aver pianificato tutto passa all’azione. Attende la ragazza nel parcheggio del supermercato, dove la ragazza era solita parcheggiare l’auto per andare a lavorare nello studio del commercialista che si trova nel complesso e appena la ragazza sale in auto fa fuoco. Un colpo alla nuca che stronca la vita di Denise… poi rivolge la pistola verso di lui e spara un secondo colpo, uccidendosi a sua volta. Due cadaveri vicini, come forse nella sua testa ormai malata era giusto che fosse. Matteo andava aiutato, ma le forze dell’ordine hanno solo lanciato un avviso senza prendere provvedimenti, concedendogli un porto d’armi, mettendolo in condizione di compiere quella follia. Ieri sera Matteo ha sparato e sicuramente ci sono tante responsabilità che pesano su quel proiettile che ha ucciso Denise perchè non si può proprio morire a 22 anni in questo modo, dopo essersi più volte rivolta alla polizia denunciando lo stalker di Matteo… non doveva andare così!  Ora che Matteo Rossi è morto chi pagherà per l’omicidio di Denise?

Ecco l’atto costitutivo del M5S. QUINDI L’ATTO C’E’!

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Beppe Grillo presidente, il nipote Enrico vice e il commercialista Enrico Maria Nadasi segretario. E’ questa la triade al comando del Movimento 5 Stelle indicata nello statuto firmato davanti al notaio nell’atto costitutivo. Dal documento risulta anche che il titolare del simbolo dei Cinque Stelle e del blog beppegrillo.it è l’ex comico genovese. Nessuna traccia di Gianroberto Casaleggio.

Non esiste quindi soltanto il “non statuto” pubblicato sul sito dei grillini. Uno statuto vero e proprio è stato stilato e registrato davanti a un notaio il 18 dicembre. L’Assemblea – si legge – va convocata almeno una volta l’anno entro il mese di aprile. Poi ci sono un consiglio direttivo e un presidente. Che, per ora, sono sempre Grillo, il nipote e il commercialista. I tre hanno anche la qualifica di soci fondatori, mentre gli altri soci, quelli ordinari, vengono ammessi solo dopo la presentazione di una domanda che deve essere approvata dal consiglio direttivo.

Commercialista evadeva fisco: confisca di 8 mln di beni

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