L’Europa e la violenza sulle donne: i dati allarmanti

feminicidio-tuttacronacaSono stati coinvolti i 28 Paesi dell’Unione europea nel primo sondaggio sulla violenza domestica e quello che sorprende tutti è che, da quanto emerso, gli abusi di genere sono più diffusi nel civile nell’Europa del Nord. Ad aggiudicarsi il primo posto, infatti, è la Danimarca, dove il 52% di donne racconta di avere subìto violenza fisica o sessuale dall’età dei 15 anni, quindi la Finlandia (47%) e terza la Svezia (46%). Subito alle loro spalle si trovano Paesi Bassi (45%), Francia e Gran Bretagna (44%). Per quel che riguarda l’Italia, il nostro Paese si trova in diciottesima posizione, con il 27%. Le percentuali includono tutte le molestie che le donne subiscono, da compagni e uomini della famiglia ma anche da sconosciuti, colleghi di lavoro, capi. In media, una europea su tre riporta di essere stata vittima di questi abusi (33%), equivalente a 62 milioni di donne. La percentuale scende al 22% – una donna su cinque – se consideriamo unicamente la violenza domestica. A condurre l’indagine è stata l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) e ha coinvolto 42mila donne (circa 1500 per ogni Paese) alle quali è stato chiesto in forma anonima di raccontare se nella loro vita abbiano mai avuto esperienza di stupri, molestie sessuali, violenze fisiche, stalking da parte degli uomini con i quali sono venute a contatto. Ma quello che è emerso è anche che solo una donna su dieci ammette di aver denunciato l’episodio alla polizia nel caso l’autore degli abusi sia stato un partner sentimentale (13%) o un altro uomo (14%). Eppure, rivelano i curatori del sondaggio, “ciò che emerge è un quadro di abuso diffuso che danneggia la vita di molte donne”: una europea su dieci (circa 20 milioni di donne) dice di avere subìto una qualche forma di violenza sessuale, e una su venti è stata stuprata. Viste le cifre impressionanti, Fra ritiene che i governi dovrebbero utilizzare questi numeri per creare politiche strutturali contro la violenza di genere: “Si tratta di una violazione della dignità umana e, nelle sue forme peggiori, vìola il diritto alla vita. E’ anche una espressione estrema della disuguaglianza dei sessi”. Il dossier tenta anche di rispondere ai negazionisti: “Le donne possono perpetrare violenze, e uomini e ragazzi possono essere vittime di violenza attuata da entrambi i sessi, ma i risultati di questa indagine mostrano che la violenza contro le donne è messa in atto specialmente dagli uomini”. Per quel che riguarda l’Italia, come analizza l’Huffington Post:

appartiene alla schiera dei Paesi europei che riportano meno violenze nei confronti delle donne, nonostante il 91% degli italiani sia cosciente che questo è un problema gravissimo e molto diffuso. Il 6% delle italiane ammette di avere subìto violenza domestica nei 12 mesi precedenti al sondaggio, mentre il 39% delle nostre connazionali dice di comprendere nella cerchia delle amicizie o famigliare un’amica che subisce un compagno violento. E la maggioranza, il 58%, con buona pace della legge contro il femminicidio è convinta che non esista alcuna misura legislativa per proteggere le vittime degli abusi di genere. Eppure il nostro Paese viene inserito tra i pochi Paesi europei ad avere una linea telefonica governativa per aiutare le donne in difficoltà (il 1522), e nella lista dei governi che sono riusciti a definire nel codice penale il maltrattamento nei confronti delle donne.

Nuovo attacco del M5S: il sondaggio sull’errore più grave di Napolitano

re-giorgio-tuttacronacaC’è tempo fino alle 19 di oggi per votare il sondaggio che i grillini hanno presentato sulla loro pagina. La domanda è quale sia l’atto più grave commesso dal presidente della Repubblica. Continua così lo scontro diretto tra il Movimento 5 Stelle e il Capo dello Stato con i pentastellati che scrivono: “Il Presidente Napolitano, detto anche “il sovrano” o “re Giorgio”, ormai da anni si comporta come se fosse il capo assoluto del Governo. In particolare, ha accettato il suo secondo mandato proprio a condizione di poter gestire col pugno di ferro i vertici delle istituzioni, Parlamento incluso. Eppure, il Presidente Napolitano non è esente da errori, anche gravissimi, che inficiano la credibilità e la fiducia dei cittadini nella stessa istituzione che rappresenta. Errori che non possono essere consentiti al Presidente della Repubblica, in particolare quando rappresentano sudditanza a poteri stranieri, pesanti ingerenze sul Governo, occultamento di fonti giudiziarie.” A questo punto, l’interrogativo: “Secondo voi, qual è stato l’atto più grave che ha compiuto il Presidente Napolitano, quello che non potete perdonare e per il quale vorreste che si dimettesse?” Quattro sono le possibili risposte la cui casella è possibile sbarrare: «Il SUO governo delle larghe intese»; «La distruzione delle intercettazioni tra lui e Nicola Mancino nell’ambito della cosiddetta trattativa Stato-Mafia»; «Il suo silenzio nel 1997, da Ministro degli Interni, sul disastro criminale e ambientale della Terra dei Fuochi»; e per finire «La marcia forzata, condotta al ritmo dell’austerity, verso gli Stati Uniti d’Europa, nel nome della religione delle banche e della spoliazione dei diritti politici». 

9 milioni e mezzo d’italiani in vacanza a Natale… ma sarà mini

vacanze-natale-tuttacronacaE’ un sondaggio Confesercenti-Swg a rivelare che quest’anno saranno 9 milioni e mezzo gli italiani che si concederanno una vacanza durante le prossime festività natalizie. Il dato è in lieve flessione rispetto l’anno scorso (-2%, circa 500mila in meno), ma rappresenta il 20% degli adulti del Paese. Per chi non partirà, 13.6 milioni di persone, il 36%, non potrà farlo per motivi economici. Per chi invece si concederà il break, le vacanze saranno “mini”: tra chi viaggia, si registra una diminuzione della spesa media (694 euro, il 9% in meno rispetto al 2012). Tale risparmio permetterà una permanenza media che però si allunga passando da 6 a 7 giorni. Aumentano anche i vacanzieri che resteranno fuori solo due giorni (+7%). Ma cresce la voglia di cultura: aumentano i viaggiatori in cerca di arricchimento culturale (+9%) e le città d’arte raccolgono più preferenze della montagna (33% contro 30%). Tra chi non parte, oltre che coloro che lo fanno per mancanza di disponibilità economica, anche chi, nelle feste, cerca un momento di riposo e da dedicare alla famiglia: il 17%. E’ la stessa percentuale di chi ritiene che i prezzi da pagare per un viaggio siano troppo alti, in calo però dell’1% rispetto al 2012. Il 14% degli intervistati, invece, sostiene di preferire altri periodi dell’anno per un viaggio, mentre è sempre fermo al 7%, com’era accaduto l’anno scorso, chi indica come ostacolo alle vacanze la mancanza di giorni di ferie. Il 4% invece non partirà perché deve occuparsi di familiari o anziani, mentre il 3% perché non ha nessuno con cui condividere il giorno di ferie. Oltre il 44% di chi parte avrà meno di 34 anni e in totale il 39% di chi farà una vacanza se la dedicherà con la famiglia. Il dato è in calo del 5% rispetto al 2012, ed è controbilanciato dall’aumento di chi va con gli amici (la cui quota passa dal 24 al 26%), di chi sceglie il viaggio con il partner (da 25 a 26%) e dalla crescita dei viaggiatori solitari, che passano dal 5 al 7%. Stabile al 2%, come lo scorso anno, la quota di chi sceglie il viaggio organizzato. A cosa mira chi parte? Il 47% desidera riposo e relax, in calo dell’8%. Diminuisce anche il numero di coloro che cercano divertimento ed evasione (dal 31% al 28%), mentre più che raddoppiano i vacanzieri orientati verso l’arricchimento culturale, che nel 2013 saranno il 17%, il 9% in più dello scorso anno. Aumentano anche le persone che sperano di fare conoscenze (dal 3 al 5%), mentre rimangono stabili al 3% i romantici: coloro che vorrebbero incontrare, in vacanza, un `nuovo amore´.

Cosa frulla nel cervello dei calciatori?

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Un sondaggio della Gazzetta dello Sport a cui hanno deciso di rispondere 50 giocatori di serie A su temi come il razzismo, l’omosessualità e la depressione. Un viaggio nelle teste dei campioni e di come oggi vivono le contraddizioni del mondo, ma anche un giudizio sui colleghi. Il sondaggio ha un precedente, poiché a febbraio scorso un magazine inglese,  FourFourTwo, aveva fatto più o meno le stesse domande, aggiungendo anche la droga e le partite truccate.

Il 78% aveva dichiarato che la depressione è un problema, molti hanno confermato che uno spogliatoio può esonerare un allenatore e qualcuno ha raccontato di un presidente che comprava cocaina per i giocatori.

Buffon e Vieri hanno spiegato che si può essere in crisi con i milioni e una velina che dorme tra i tuoi cuscini. Petit, il biondo di Francia ’98, ha descritto i suoi incubi in un libro. Tra i nostri 50, 29 hanno detto che la depressione è un problema, 12 hanno messo la croce sul “sì” alla domanda: “Ti è successo di vivere la depressione?”.

Il 36% ha sentito un commento razzista da un collega in A, percentuale troppo alta per essere casuale e non preoccupante. Solo due su 50, invece, ritengono che un nero faccia carriera più difficilmente.

Se si parla di omosessualità, cambia tutto. Le risposte in qualche modo gli danno ragione: il 34% dei “sondaggiati” pensa che un calciatore gay sarebbe trattato diversamente, e la sua carriera compromessa. L’ultima risposta, quantomeno, porta ossigeno al fuoco degli ottimisti. Tre calciatori su 50 hanno dichiarato di aver giocato con un compagno dichiaratamente gay.

Un giocatore su tre vorrebbe essere allenato da Conte, anche se la sua preparazione è da marine e il suo senso della gerarchia sviluppato. Montella sarà contento dei 9 voti, Zeman quasi commosso per la singola preferenza. Balotelli, clamoroso capolista tra i più sopravvalutati assieme a Icardi e a Schelotto, che in estate è stato ridimensionato anche dai suoi dirigenti.

Tutti pazzi per il calcio… e possibilmente lontani da mogli e suocere!

calcio-sondaggio-tuttacronacaLa prima mood communication agency italiana, Found!, ha svolto uno studio i cui risultati non dovrebbero sorprendere: il calcio resta lo sport più amato lungo lo Stivale. Sono infatti 78 su 100 gli italiani che continuano a seguirlo assiduamente, mentre si ferma al 62% il numero degli appassionati di F1 e al 55% quello degli amanti della MotoGp. L’indagine è stata condotta su circa 1400 persone, maschi e femmine, tutti di età compresa tra i 18 e i 60 anni. La metodologia adottata è stata la WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio online sui principali social network, blog, forum e community dedicate. Scopo: comprendere il rapporto che gli italiani hanno con il calcio. “Abbiamo voluto capire come gli italiani vivono la loro passione per il pallone, cosa apprezzano e cosa criticano, come lo seguono e cosa rappresenta per loro. – afferma Saro Trovato, sociologo, mood maker e fondatore di Found! – A emergere e’ che adesso gli italiani vorrebbero che sia data piu’ spazio per il calcio giocato  grazie anche alla presenza di opinionisti ed esperti preparati e credibili”. Ma che tipo di partite seguono? Quelle della squadra del cuore (33%) ma soprattutto della Nazionale (63%), sono in assoluto le piu’ seguite. Ben il 38% dichiara di seguire il calcio quando e’ in compagnia. Per quel che riguarda gli attributi che vengono dati al calcio, il 62% parla di emozionante e coinvolgente, il 9% lo considera violento, mentre per appena il 3% è noioso e frustrante. Quello che più appassiona sono i dibattiti televisivi e radiofonici (54%), i goal post partita (47%) e le interviste ai protagonisti (45%). A perdere appeal, invece, i gossip sui calciatori (31%), specie quelli legati alla loro vita privata (17%).  E se con mogli e fidanzate (23%) e suocere (26%) non si ha intenzione nè di seguire nè di discutere lo sport più amato, al contrario vengono giudicate compagnie poco gradite e che disturbano più di sms (23%), mail (19%) e notifiche sul telefonino (18%). Quasi un italiano su 3 (29%) segue sempre e assiduamente l’informazione calcistica, mentre il 10% tutti i giorni con regolarità. Appena il 6% si disinteressa totalmente e circa il 14% solo quando c’è qualcosa si suo interesse. La tv resta il media preferito, scelto da ben 6 italiani su 10 (61%), seguita dai quotidiani sportivi (49%), radio (33%) e Internet (21%).  Per quel che riguarda i personaggi più credibili nell’informazione legata al calcio, sbaraglia la concorrenza Fabio Caressa (78%), telecronista di punta di Sky Sport, seguito a ruota da Ivan Zazzaroni (71%), volto noto della Domenica Sportiva e solo terza posizione per Ilaria d’Amico (63%), conduttrice e presentatrice di Sky Calcio Show.

I giovani americani costretti a casa con i genitori per la crisi

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Non sono più solo gli italiani, anche gli americani sono costretti a vivere con i genitori per la crisi che negli ultimi anni si è abbattuta sull’American Dream. Lo rivela un sondaggio di Pew Research Center, secondo cui 21,6 milioni di ragazzi tra i 18 e i 31 anni vivono con i genitori. Una cifra record, la più elevata degli ultimi 40 anni. E’ il 36% che è ormai costretto a vivere con mamma e papà. A volte si esce di casa per andare all’università, ma poi si torna a casa, i costi per vivere da soli sono troppo elevati e gli stipendi sono troppo bassi.

“La maggior parte dei miei amici, una volta laureati tornano a vivere a casa perché anche se hanno un lavoro non possono permettersi di pagare l’affitto e di rimborsare i prestiti allo stesso tempo”, spiega Stephanie Levonne, 20 anni, studentessa di New York.

La quota dei ragazzi che vivevano con i genitori nel 2007 era pari al 32%, e nel 2009 al 34%.

Adele Gambaro: il giorno della votazione

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Il senso delle parole di Adele Gambaro davanti ai parlamentari del suo gruppo è chiaro: si dice dispiaciuta perchè non aveva intenzione di nuocere al gruppo che lavora in Parlamento ma non ha intenzione di scusarsi nè di dimettersi. Già in precedenza aveva parlato a Palazzo Madama: “Vi concentrate sulle mie parole, ma nessuno parla delle reazioni di Beppe Grillo, che sul blog contro di me ha scritto tre post violentissimi”. E rivolta a Crimi: “Un mio sms indirizzato a te è stato pubblicato, è venuto a mancare il rapporto di fiducia”. L’ex capogruppo respinge l’accusa: “Sul blog di Beppe non c’è nulla di quello che mi hai scritto”. Non si alzano i toni durante la riunione, rigorosamente trasmessa in diretta streaming. Ma le discussioni interne comunque persistono: Sara Paglini: “Adele è solo la punta di un iceberg di un gruppo di persone che ci stanno sparando dall’interno”. Il riferimento più immediato è a Paola Pinna, che aveva già dichiarato il suo essere pronta a confluire in un altro gruppo in caso la Gambaro venisse espulsa. Elisa Bulgarelli presenta la sua critica a quanto accaduto in questi giorni: “Non sono stata d’accordo con quel che ha detto Adele, ma nemmeno con le reazioni di Crimi, di Nicola Morra e di Riccardo Nuti. C’è stata un’escalation di toni che non ci ha fatto bene”. La domanda che viene posta alla senatrice è perchè si sia rivolta alla stampa. Lei chiarisce: “Ho chiamato più volte Beppe gli ho mandato sms. Mai nessuna risposta. Alessandra Bencini cita il centralismo democratico e si domanda: “Uno vale uno, ma in questo momento qualcuno vale un po’ di più e qualcuno un po’ di meno?”. Maurizio Romani: “Sono contrario alla gogna mediatica, e non mi fido della rete, c’è molto risentimento”. Il dibattito si sposta poi sul termine “espulsione”. Crimi prova ad alleggerire l’importanza del loro voto: “Non voteremo l’espulsione, voteremo se rimettere alla rete la decisione, altrimenti tradiamo uno dei nostri principi fondamentali”. Ma c’è anche chi non ci sta a far passare il messaggio che chi vota per la collega lo faccia contro la rete e spiega che si tratta solo di un primo voto, poi ci dev’essere quello del web, ma sempre di espulsione si tratta. Perplesso Luis Orellana: “Mi sembra una forzatura clamorosa – dice uscendo – si vota sull’espulsione, non sul rimettere la decisione alla rete. E anche i tempi mi sembrano forzati. Si poteva aspettare la solita assemblea congiunta di fine mese, magari la vicenda si sarebbe sgonfiata da sola”. Dopo le tante parole si passa ai voti: la Gambaro esce e le telecamere si spengono: la trasparenza in questo caso non detta legge. Ad essere contrari all’espulsione sono più o meno una cinquantina e la Bencini difende la collega: “Quale punto del codice ha violato per poter essere espulsa?”. La risposta arriva da Crimi e dalla Bottici: “Abbiamo perso tre mesi a parlare di questioni interne, bisogna dire basta”. Tancredi Turco prova a ribadire: “Adele non ha infranto nessuna regola, non vedo di cosa stiamo parlando, mi verrebbe da andarmene via”. Manlio Di Stefano difende la posizione opposta: “Invece di stare a parlare ogni giorno di dissidenti se c’e’ qualcuno che non e’ d’accordo con il movimento si alzi ora, lo dica, faccia il suo percorso lontano da noi”. E non è detto che qualcuno non colga l’invito. Intanto, in forma ufficiosa, a Quinta Colonna avvisano che in 79 avrebbero votato per l’espulsione, rimandando quindi la decisione alla rete, mentre sarebbero 42 i voti pro-Gambaro.

La gaffe del Belfast Telegraph: Enrico Letta confuso con lo zio Gianni!

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Inizia il G8 e il Belfast Telegraph, giornale dell’Irlanda del Nord, dedica uno speciale all’evento. Con tanto di schede dei partecipanti. E la gaffe è servita. Al posto della foto del premier italiano Enrico Letta ecco che spunta quella dello zio Gianni. Come se non bastasse, il giornale gli aumenta anche l’età, di otto anni: nel boxino dedicato alla biografia si legge infatti che avrebbe 56 anni.

Obama al G8: l’Europa lo ama sempre meno

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E’ sceso dall’aereo con un fardello pesante sulle spalle Barak Obama: lo scandalo Datagate e la questione siriana, senza contare un sondaggio Gallup, pubblicato nel marzo scorso, che ha rilevato che l’approvazione per la leadership americana in Europa è scesa di 11 punti percentuali rispetto al primo anno di presidenza Obama. Non il momento migliore per affrontare l’incontro degli Otto Grandi che questa volta sfidano la sorte e si ritrovano a Lough Erne nell’ unico mega resort golfistico a cinque stelle dell’Irlanda del Nord andato in bancarotta nel 2010 e che cerca ancora un compratore per la modica cifra di dieci milioni di sterline. L’ordine dei lavori verrà probabilmente stravolto dalla questione dello spionaggio made in Usa e il premier inglese Cameron faticherá non poco per evitare che il summit si concluda con fatti concreti e non solo buoni propositi. Il G8 inizierà nel pomeriggio, con la conferenza congiunta di Obama e Van Rompuy durante la quale verrà ufficializzato l’avvio del negoziato sul libero scambio tra Usa e Europa. Anche per Letta non sarà un esordio facile: il governo ha varato il “decreto del fare” ma resta ancora aperta la questione sull’aumento dell’Iva. Ma se ovunque in Europa si cerca di limitare i paradisi fiscali per cercare di racimolare un po’ di soldi dall’evasione fiscale, il problema siriano e l’attività di spionaggio, con le nuove rivelazioni pubblicate sul Guardian, compiute da americani e britannici in occasione del G8 del 2009 che si tenne a Londra, muteranno l’agenda del summit. E’ infatti difficile che Putin e Merkel non chiedano delucidazioni al riguardo a Obama.

M5S: tra sanità, possibili spaccature e manifestazioni pro Grillo

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I senatori M5S hanno sottoscritto un disegno di legge costituzionale della collega Paola Taverna, che propone “Modifiche all’articolo 117 della Costituzione, concernenti l’attribuzione allo Stato della competenza legislativa esclusiva in materia di tutela della salute”, ossia, come spiega l’HuffPost, riportare la sanità in mano allo stato. Con tanti saluti al decentramento, all’autonomia regionale, al federalismo fiscale, ma anche alla sperequazione dei servizi delle singole Regioni e ai buchi che gravano sui bilanci delle amministrazioni locali. Nelle motivazioni si legge: “Il presente disegno di legge è volto ad apportare alcune modifiche all’articolo 117 della Costituzione con l’obiettivo di attribuire alla legge statale un ruolo più ampio restringendo l’area della legislazione concorrente. In particolare, per quanto riguarda la tutela della salute, si prevede che spetti alla legge dello Stato non più stabilire i «principi fondamentali», bensì porre la disciplina funzionale”. Pentastellati al lavoro insomma, mentre in questi giorni in molti si domandano cosa accadrà. Il popolo dei fedelissimi di Grillo si è già mobilitato, infatti, per sostenere il leader e via social i militanti sono al lavoro per far circolare una invito per organizzare martedì, davanti alla Camera dei deputati, una dimostrazione a favore del comico genovese. “Martedì 18 – si legge – dalle 9 alle 12 tutti in piazza Montecitorio per manifestare il nostro sostegno a Beppe Grillo e ai nostri parlamentari”. Ma prima bisognerà passare anche per l’assemblea congiunta con i senatori che potrebbe sancire l’avvio della procedura di espulsione della senatrice Adele Gambaro. In quella occasione, se la procedura non verrà sospesa, il nuovo gruppo potrebbe uscire definitivamente allo scoperto. I dissidenti pentastellati, infatti, stanno lavorando già da un po’ allo statuto per formare un nuovo gruppo parlamentare alla Camera: l’impressione è quella che si stia preparando una scissione e, con l’avvio della procedura di espulsione della senatrice Adele Gambaro, tutto è stato accelerato e il testo è ormai quasi ultimato, con un piccolo gruppo che vi lavora alacremente. I deputati “ribelli” spiegano che intendono dare continuità al progetto del M5S ma, aggiungono, “con maggiore attenzione alla gestione della democrazia interna”. Ma servirà raggiungere il numero minimo di 20 colleghi, necessario per la formazione di un gruppo parlamentare alla Camera. Ma la spaccatura interna tra i parlamentari al Senato rischia di estendersi anche a Montecitorio. In tutto questo, è arrivata la denuncia di Riccardo Nuti, capogruppo alla Camera, che parla di un progetto di acquisizione “morale e politica dei nostri parlamentari”. Pronta la risposta del senatore M5S Mario Michele Giarrusso: “Se Nuti ha notizia di una compravendita è suo dovere andare in Procura. Altrimenti sono fatti inventati e mi troverei costretto a chiedere la sua espulsione perché sta diffamando il movimento”. Giornate calde quindi all’interno del MoVimento.

Adele Gambaro batterà Grillo grazie al suo stesso regolamento?

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Il “caso Gambaro” ha solleticato la creatività degli utenti della rete, del resto come si può resistere quando un deputato viene cacciato dal Movimento 5 Stelle perchè ha osato muovere delle critiche nei confronti del Semplice Portavoce? E così l’impressione che il regolamento dei pentastellati sia ancora più arduo di quello del Fight Club: in quel caso era vietato parlarne, ma qui non si può nè parlare, nè pensare, nè, peccato mortale, perdere lo scontrino. A cosa porterà tutto questo? Beh, probabilmente che si avvererà la famosa profezia: “ne resterà soltanto uno”.

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Ma ricapitoliamo cos’è successo: la senatrice aveva affermato, in un’intervista a sky, che ” il problema del M5S è Beppe Grillo”. A questo punto il Semplice Portavoce prima lancia un sondaggio per capire se davvero è lui il problema e poi la invita, in un post di fuoco, ad “uscire quanto prima dal Movimento”, aggiungendo l’accusa di aver pronunciato dichiarazioni lesive nei suoi confronti, “in particolare sulla mia valutazione del Parlamento, danneggiando oltre alla mia immagine, lo stesso MoVimento 5 Stelle”. La risposta è che non uscirà dal gruppo di sua spontanea volontà, nonostante Crimi avesse auspicato che la senatrice “prendesse atto” delle divergenze e ne traesse le conseguenze. Del resto il gruppo non può cacciarla se non vuole rischiare un precedente davvero pericoloso. La Gambaro non è stata cacciata, solo “invitata” ad andarsene e al riguardo il codice di comportamento spiega in che modo sia possibile espellere un parlamentare:

I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l’espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L’espulsione dovrà essere ratificata da una votazione on line sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch’essa a maggioranza.

Quello del Senato, inoltre, è ancora più specifico:

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Morale: la Gambaro pretende le scuse da Grillo e non se ne andrà nel gruppo misto e il Semplice Portavoce non può chiedere l’espulsione perchè la richiesta è riservata ai parlamentari riuniti e può essere fatta solo da un deputato o un senatore che però rischierebbe di fare la “figura del cattivo”, anche perchè tra le violazioni del regolamento non è elencata la lesa maestà del Semplice Portavoce. C’è chi si attacca a un’affermazione della senatrice nella sua presentazione nei meetup bolognesi: “Penso ad un Parlamentare che nel caso non fosse più in sintonia con il M5S, grazie al quale è stato eletto, la sua base, i suoi principi, semplicemente si debba dimettere”. Sarebbe lecito quindi aspettarsi una simile decisione? No! Perchè la Gambaro ha criticato Beppe Grillo e non il MoVimento, anzi, ritiene che sia il comportamento del Semplice Portavoce a danneggiare il movimento. Lei non ha dunque mai detto di non riconoscersi con i principi grillini. Ma a questo punto non resterebbe che sostenere che lei sia invisa alla base, ma così si creerebbe un precedente di espulsione anche in assenza di violazioni. Quindi: la Gambaro non se ne va, a meno che non venga cacciata, e in questo caso dimostrerebbe che nessuno vale uno e solo Grillo, che non è neanche in Parlamento, comanda. Bisognerà attendere la riunione di questa sera per scoprire se la senatrice è riuscita a gabbare Grillo con il suo stesso regolamento!

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E’ Grillo il problema del M5S? Aperto il sondaggio in rete

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Dure critiche sono piovute addosso a Grillo da parte della senatrice pentastellata Adele Gambaro che ha affermato: “stiamo pagando i toni e la comunicazione di Beppe Grillo, i suoi post minacciosi” e quindi ha aggiunto “il problema del MoVimento è Beppe Grillo, noi il lavoro lo stiamo facendo e questo non viene percepito”. Ma si è spinta anche oltre: “Mi chiedo come possa parlare male del Parlamento se qui non lo abbiamo mai visto. Lo invito a scrivere meno e osservare di più. Invece di incoraggiarci, scrivendo questi post ci mette in cattiva luce. Credo che altri all’interno del Parlamento abbiano le mie stesse idee; il disagio c’è ed è evidente, ma – ha concluso – non arriva a un dissenso vero e proprio”. Il leader non ha atteso molto e la sua risposta è arrivata via web, con un sondaggio-consultazione lanciato dal suo blog: “Vorrei sapere cosa pensa il MoVimento 5 Stelle di queste affermazioni, se sono io il problema”. Con lui, da subito si è schierato il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio: “Chi pensa che il problema di questo Movimento sia Beppe Grillo ha chiaramente sbagliato movimento. O forse è in cattiva fede”, si legge sulla sua pagina Facebook. “Mi auguro – ha proseguito Di Maio in quello che appare un nuovo appello alla separazione spontanea dei cosiddetti dissidenti – che queste persone si facciano una domanda e si diano le dovute risposte. Da sole”.

Ma le “grandi manovre” in casa M5S non si fermano qui, dopo il crollo alle recenti amministrative, a Palazzo Madama cambiano i vertici: Vito Crimi è fuori e al suo posto è subentrato Nicola Morra, che ha battuto Luis Alberto Orellana. Entrambi hanno negato l’esistenza di una contrapposizione politica aperta, anche se resta il fatto che vada registrato il forte astensionismo in Sicilia, dove il Movimento aveva trionfato appena l’anno scorso. Anche a Grillo non è andata giù la cosa: “Elezione dopo elezione il disgusto sale, il termometro dell’astensione si surriscalda, se alle prossime politiche superasse la soglia del 70% la Repubblica, lo Stato, il Governo e il Parlamento sarebbero delegittimati. È questo che si vuole?”, ha chiesto infatti sul suo blog.

Grillo contro Renzi “è un cartone animato”… E lui è un comico?

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Il sondaggio Swg affida la palma d’oro della fiducia a Matteo Renzi. Nel sondaggio il sindaco di Firenze non ha rivali, gli italiani  sono con lui… forse un po’ troppo tardi! E il politico che manovra le sorti del paese da fuori il Parlamento che fa? Insulta! Non sapendo più dove trovare l’approvazione, dopo il brutto scivolone dell’approvazione di Grasso al Senato, l’M5S non può far altro che attaccare… nel mirino c’è Matteo Renzi.

Il comico genovese se l’è presa con il sindaco di Firenze durante un’intervista alla tv turca Trt registrata per la verità qualche giorno fa. “Renzi? – dice il leader del M5s – È un cartone animato e lo chiamano Copia-e-disincolla. Lui copia e dice: se noi facciamo le cose che fa Grillo, Grillo non esisterebbe…”. Così Grillo replica alla giornalista che gli chiede se il M5S avrebbe avuto lo stesso successo se Renzi avesse guidato il Pd alle elezioni.

Ma Grillo non era il comico di indiscusso intrattenimento dal pensiero cristallino e dalla battuta pronta? Come mai le sue battute non fanno più ridere? Renzi è un cartone animato o il copia e disincolla sono solo offese sterili… Forza Beppe, puoi fare di meglio che insultare chi ti ha superato! 

Ma l’invettiva del “comico” prosegue e si scaglia contro il segretario della Lega Nord, secondo il quale il fenomeno grillino non durerà più di due anni. “Maroni? È un rappresentante della L’Oreal, di profumi, di sciampi..Ma dai!”, taglia corto il leader del M5S.

Grillo spera di evitare il ritorno a breve alle urne. “Spero di no.. ci sarà un accordo sicuramente tra di loro. Quella che fanno Pd e Pdl è sola una manfrina. Ma ora devono fare un accordo alla luce del sole”. Per il leader del M5s, d’altra parte, se Pd-Pdl “l’accordo lo fanno sono morti politicamente”. Per questo “dicono: ‘siamo costretti a farlo’, dando la responsabilità a noi”.

Se torniamo alle urne sicuramente i 3% persi si faranno sentire sul risultato finale del M5S!

L’uomo chiave è Renzi, ma alle 17.00 sale Bersani per l’incarico!

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Alle 17.00 Bersani al Colle, ma chi è il leader nei sondaggi?

Chi dà più fiducia agli italiani? MATTEO RENZI! Con il suo 49% è il leader politico più votato del sondaggio dell’istituto Swg. Segue a ruota Beppe Grillo con il suo 36% e arriva solo terzo Bersani con uno scarso 32%. Per gli altri c’è l’oblio. A iniziare dal governatore della Puglia Nichi Vendola che si ferma al 26% e Silvio Berlusconi al 24%.  Ancora peggio Angelino Alfano e Roberto Maroni che fanno segnare un vergognoso 21%, ma peggio di loro sta Mario Monti con il 20%. Il professore questa volta è bocciato dai “suoi allievi”… forse è troppo “elevata” la sua cultura, ma poco pratica e ancor meno convincente. Giorgio Napolitano, proprio per il suo ruolo super partes (o almeno così dovrebbe essere), conquista il 52%.

Emerge anche che il governo Bersani, sempre secondo il sondaggio, non riuscirà mai a ottenere la fiducia in entrambi i rami del Parlamento e che quindi è solo una mera perdita di tempo.

Chi ci ha rimesso di più? L’M5S con l’elezione di Grasso. Un capitombolo che gli è costato 3 punti percentuali e potrebbe aver ripercussioni anche future per gli elettori che si sono visti traditi e non rappresentati.

L.STABILITA':BERSANI,NORME SCUOLA COSI' INVOTABILI

Cosa succederebbe se si andasse al voto? ECCO I SONDAGGI!

sondaggio- tuttacronaca

In caso di nuove elezioni il Movimento Cinque Stelle otterrebbe il 28,5%. Un ritorno alle urne a breve sancirebbe, quindi, per il movimento di Beppe Grillo nuovi consensi. Il primo sondaggio post voto è stato realizzato dall’istituto Lorien Consulting e non lascia dubbi: Pd e Pdl si rafforzerebbero. Il Pdl cresce di ben 4,9 punti volando al 26,5% e trascinando la coalizione di centrodestra al 31%. Il Partito Democratico incrementa del 3,6% il proprio consenso, salendo al 29%. La coalizione di centrosinistra sale così al 31,9%.

I partiti minori perdono tra il mezzo punto e il punto e mezzo. Cala anche la Lega Nord. Soprattutto si evidenza il crollo netto della coalizione centrista che passa dal 10,6% conquistato alle elezioni al 5,6% attuale. Scelta civica (5%) perde il 3,3%, l’Udc (0,5%) l’1,3% e Fli (0,1%) lo 0,4%.

Presidenziali Usa 2012: Cap 24 – Sondaggi

Un sondaggio Rasmussen a livello nazionale da’ i due candidati alla presidenza testa a testa con il 48%.

In Florida,  Romney ha il 51% delle preferenze contro il 45% di Obama. (sondaggio Tampa Bay Times-Miami Herald)

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