Gli immigrati nascosti in un vagone di cereali: alcuni sono in fin di vita

padova_immigrati_vagone_tuttacronacaIn un’azienda di San Martino di Lupari, in provincia di Padova, che oggi doveva ricevere un carico di cereali, è stata fatta un’inaspettata scoperta. All’interno di un vagone merci, infatti, sono stati trovati una quindicina di immigrati, tutti provenienti dalla Costa d’Avorio. I clandestini sono stati immediatamente soccorsi e trasportati in ospedale. Alcuni di loro si troverebbero in gravissime condizioni. Sul luogo sono arrivi i carabinieri e le ambulanze del Suem.

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Michelle Hunziker e il voto in Svizzera: “Rappresenterà un boomerang”

michelle-hunziker-tuttacronacaMichelle Hunziker ha commentato al Messaggero l’esito del referendum che ha fissato un tetto all’ingresso dei cittadini stranieri nel Paese: “Questo voto rappresenterà un boomerang. Ci sono sessantamila frontalieri italiani preoccupati per il loro futuro e per quello delle loro famiglie. Il voto di domenica avrà certamente ripercussioni politiche, economiche…Gli svizzeri dovranno aspettarsele”. La scelta, tuttavia, non sorprende la showgirl: “Il mio paese è sempre stato il riccio d’Europa. un paese chiuso, ben deciso a difendere la propria gente, i propri interessi. Non sto dicendo che è giusto o sbagliato. È così”. Ma lei sa anche bene cosa significhi essere una extracomunitria, essendosi trasferita in Italia: “Sono arrivata a 16 anni, mia madre aveva deciso di trasferirsi qui e per me è stato traumatico lasciare tutto, di colpo. (…). Quando sono arrivata in Italia la Svizzera non aveva ancora firmato gli accordi bilaterali. Ero a tutti gli effetti un extracomunitaria. mi ricordo le file al commissariato di Bologna, io unica Svizzera che veniva in Italia. Dieci sportelli ma ne funzionava uno solo. Arrivava finalmente il tuo turno e c’era sempre un documento che mancava. per avere il permesso di soggiorno ho dovuto aspettare un mese”.

La nazionale Svizzera senza immigrati…

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Ieri la bufera generata dal referendum in Svizzera contro l’immigrazione di massa, perché quel 50,3% che ha votato a favore ha messo in crisi l’Europa e i trattati stipulati sulla libera circolazione di merci e persone. Una rinegoziazione che non sarà facile da gestire e che davvero potrebbe minare le basi stesse della Ue. Ma se ieri c’era polemica oggi arrivano le conseguenze… cosa ne sarà della nazionale elvetica senza immigrati? La foto è esplicita, scenderebbero in campo solo 3 giocatori…

 

Ancora bocche cucite al Cie: ricomincia la protesta

bocca-cucita-tuttacronacaLo scorso 21 dicembre una decina di immigrati ospitati al Cie di Ponte Galeria, a Roma, si cucivano la bocca per una settimana circa per protestare contro i tempi di permanenza troppo lunghi nel centro. Una quindicina di immigrati aveva messo in atto contemporaneamente una protesta nel cortile del Cie di Ponte Galeria con i materassi. La protesta era stata poi sospesa in cambio dell’impegno a un miglioramento delle loro condizioni. Al loro caso, che aveva avuto una forte eco e aveva coinvolto anche altri Cie, si erano interessati, tra gli altri, il senatore del Pd e presidente della Commissione diritti umani del Senato, Luigi Manconi, e il deputato del Pd, Khalid Chaouki. Ora la protesta delle bocche cucite al Cie di Ponte Galeria è ripresa. Nella serata di sabato 25 gennaio, infatti, in 13 sabato sera si sono cuciti la bocca: sono tutti marocchini, provenienti da Lampedusa. Sette sono gli stessi che si cucirono la bocca poco prima di Natale. A confermarlo è il direttore del Cie, Vincenzo Lutrelli. Gli immigrati hanno annunciato a medici e infermieri che faranno lo sciopero della fame. Le loro condizioni di salute, al momento, sarebbero buone. “I marocchini – aggiunge il direttore Lutrelli – protestano per il protrarsi della loro permanenza nel centro. Si lamentano del fatto che da Natale non è cambiato nulla e dicono di aver avuto notizie da altri loro connazionali che si trovano in altri centri di uscite, mentre loro sono ancora qui”. Una delle “bocche cucite” del Cie, il 29 dicembre, si trovava fuori dal centro, ubriaco, aveva distrutto 19 moto e presi a calci bidoni.

La vignetta con Mussolini che attacca la Kyenge e la Boldrini

vignetta_mussolini-tuttacronacaE’ stato il consigliere regionale delle Marche Enzo Marangoni (FI) a condividere in Facebook una vignetta con Mussolini che dice: “Gli italiani muoiono di fame e voi non fate altro che pensare agli immigrati! Boldrini e Kyenge andate a fare… voi e gli immigrati!” Critiche e contestazioni, soprattutto da parte del Pd, non si sono fatte attendere ma il consigliere, sempre sul social network, ha ribattuto che “i politici devono occuparsi del popolo italiano e solo dopo di tutti gli altri popoli”.

Una delle Bocche cucite al Cie esce e devasta 19 moto

bocche-cucite-cie-tuttacronacaEra la Vigilia di Natale quando un palestinese 31enne prendeva parte alla prostesta delle bocche cucite all’interno del Cie di Ponte Galeria a Roma. La notte scorsa, libero e ubriaco, ha scaraventato a terra 19 motocicli (5 moto e 14 motorini) a calci, ribaltato 16 bidoni dei rifiuti e danneggiato alcune centraline elettriche. E’ stato quindi sorpreso da una gazzella in transito in viale Guglielmo Marconi dov’è stato arrestato per danneggiamento continuato, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, con precedenti e irregolare sul territorio italiano, aveva anche tentato di fuggire e ha opposto una violenta resistenza all’arresto scagliandosi contro gli uomini dell’Arma. Grazie ad alcune testimonianze raccolte sul posto, i militari hanno eseguito un’ispezione nella zona constatando che il cittadino palestinese, prima di prendersela con le moto, aveva buttato a terra e ribaltato in strada 16 bidoni dei rifiuti in ghisa e altri 14 motocicli. Non solo, aveva anche danneggiato in più parti alcune centraline della rete elettrica. Il 31enne è stato ammanettato dai carabinieri e portato in caserma, in attesa di essere sottoposto al rito direttissimo.

“Che p…e questo razzismo”. Il post di Salvini

matteo-salvini-tuttacronacaDue giorni fa sul profilo Twitter della Questura di Roma era apparso un tweet scritto per sbaglio da un’addetta che pensava di usare il suo profilo personale. (“Ho risistemato lo sgabuzzino… m’è sembrato lo sgombero in un campo nomadi… Meno male che sono preparata!!!”)

original1Dopo soli 9 minuti il tweet è stato cancellato e ha fatto la sua apparizione un nuovo messaggio:

original A seguito dell’accaduto, ieri il deputato Pd Dario Ginefra ha annunciato un’interrogazione parlamentare. “È interesse della stessa Questura di Roma garantire la celerità dell’approfondimento e dare una sanzione esemplare alla responsabile. Nessuno può usare espressioni xenofobe, tanto più chi rappresenta lo Stato”. Ma anche il segretario della Lega Nord Matteo Salvini è intervenuto al riguardo, pubblicando un lungo post nella sua pagina Facebook. Scrive il leghista: “Invece di difendere i poliziotti rompono le scatole per una battuta e si preparano a votare indulti e amnistie. Se certa gente vivesse vicino a un campo nomadi, la smetterebbe di rompere le palle. Viva la poliziotta!”.

salvini

La Kyenge alla mensa con l’orologio da 23mila euro… ma è una bufala!

kyenge-orologio-tuttacronacaIl giorno di Natale il ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge, insieme alle figlie Giulia e Maisha, ha servito il pranzo agli immigrati del Centro Astalli di Roma. E subito è scattata la polemica: stando a una foto che circolava in rete, infatti, l’orologio al polso del ministro sarebbe stato un Vacheron Constantin Patrimony Traditionelle Quartz dal valore di oltre 23mila euro. Tutto sarebbe partito dal sito Bastacasta, che titola: “L’austerità “cafona” della Kyenge? Orologio da 23 mila euro mentre si fa fotografare nella mensa dei clandestini. Un precario impiega tre anni a guadagnare quei soldi. Vergogna!” Il malinteso, però, è stato chiarito da Domenico Grispino, il marito del ministro, che ha spiegato: Io quando è entrata in Parlamento le ho donato un Lorenz da 200 euro, un orologio meccanico che rimane sempre indietro perché lei si scorda di caricarlo. Ora la chiamo e le chiedo se avesse al polso il mio regalo”. Dopo la telefonata, la conferma: “Cécile aveva indosso il Lorenz. Se vuole la porto nell’oreficeria di Modena in corso Canalchiaro dove l’ho acquistato insieme al mio Tissot da 100 euro. Ho pagato con carta di credito e quindi la spesa è facilmente verificabile”.

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Cecile Kyenge torna all’attacco sulla cittadinanza

cecile_kyenge-tuttacronacaL’obiettivo per il 2014 del ministro per l’Integrazione Cecile Kyenge non cambia: è lo ius soli, come dimostra un tweet postato oggi: “2014 verso una nuova cittadinanza: chi nasce e/o cresce in Italia è italiano!” scrive il ministro.

twitterIeri la Kyenge era al Centro Astalli con la famiglia per servire il pranzo ed è stata riconosciuta da alcuni ospiti: “grazie per essere qui” ha detto uno di loro. “Ho voluto essere, insieme alla mia famiglia, al Centro Astalli per servire le persone che frequentano la mensa” ha commentato poi Kyenge, intervistata dalla trasmissione di Radio Uno Baobab. “Ho voluto mangiare quello che mangiano loro e soprattutto servirli. Una persona che siede nelle istituzioni deve dimostrare di essere tra la gente e servire gli altri”, ha aggiunto.

Sospesa la protesta delle bocche cucite al Cie

bocche-cucite-tuttacronacaE’ stato Mohammed Nouimy, una specie di portavoce degli immigrati al Cie di Ponte Galeria, a Roma, ha confermato che è stata sospesa la protesta degli immigranti che era iniziata lo scorso 21 dicembre: l’hanno infatti interrotta sia gli ultimi due immigrati che tenevano le bocche cucite che i circa venti che attuavano lo sciopero della fame. Gli ospiti del Cie hanno scritto una lettera al Papa che è stata consegnata ieri al direttore della Caritas diocesana don Emanuele Giannone.

Il Natale del ministro Kyenge: a servire pranzi in una mensa per profughi

kyenge-tuttacronacaGiornata di Natale servendo il pranzo per Cécile Kyenge che, insieme alle due figlie, Giulia e Maisha, ha trascorso il 25 dicembre in una mensa per profughi, al Centro Astalli di Roma gestito dai gesuiti. Mentre le figlie tagliavano panettoni e pandori e distribuivano arance, il ministro dell’Integrazione, con grambiule, guanti e cappellino bianco, ha impilato i piatti di plastica per poi servire la pasta ai presenti. Al pranzo era presente anche il marito del ministro, Domenico Grispino.

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Cie di Bari: la violenta notte di Natale

cie-bari-tuttacronacaMentre la notte di Natale scorreva serena in tutta Italia, al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati, è stato teatro di duri scontri tra immigrati, nella quasi totalità siriana, e le forze dell’ordine. Come riporta Repubblica:

Atmosfera surreale dopo una notte di Natale di terrore al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati. La struttura è blindata, non si può accedere. All’esterno è presidiata dalle forze dell’ordine e la direttiva è mantenere la calma. Si teme una recrudescenza degli incidenti dell’altra notte quando una trentina di ospiti della struttura ha allagato una sezione all’interno del centro che è alla sua massima capienza, 140 persone. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine perchè i manifestanti stavano tentando un’evasione in massa dal centro all’interno del quale ci sono anche persone la cui posizione è da approfondire secondo le forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e Guardia di finanza poco prima della mezzanotte sono stati allertati dai responsabili del Cie e si sono precipitati in massa.

Sono seguiti duri scontri con le forze dell’ordine anche perchè gli immigrati – nella quasi totalità siriani – si sono asserragliati all’interno di un reparto, dando fuoco a mobili, letti e altre suppellettili. E’ stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco per impedire che si propagasse un incendio dalle conseguenze inimmaginabili.

La situazione fino al pomeriggio sembrava tornata alla normalità, anche se le forze dell’ordine stanno presidiando il centro che è blindato. Sul Cie di Bari è in corso un’inchiesta penale sul trattamento riservato agli ospiti dopo che il giudice

civile si è già espresso sull’inadeguatezza delle procedure che violerebbero i principi di assistenza nei confronti degli immigrati. Alcuni rappresentanti di forze politiche di centrosinistra hanno più volte chiesto la chiusura della struttura. La protesta di stanotte, secondo gli investigatori, s’inserisce nell’ambito delle manifestazioni sorte nel resto d’Italia. Gli immigrati reclamano diritto d’asilo e la libertà di poter circolare liberamente nelle città.

Bocche cucite: la protesta shock di quattro migranti

cie-protesta-tuttacronacaMentre il neosegretario dei Democrat Matteo Renzi è in visita al centro di accoglienza immigrati di Lampedusa, giunge la notizia della clamorosa protesta in atto al Cie di Ponte Galeria a Roma. Qui quattro magrebini, ospiti della struttura, si sono cuciti la bocca per protestare contro il protrarsi della permanenza nel centro.

Eva Longoria “bacchetta” Obama sull’immigrazione

eva-longoria-tuttacronacaL’attrice Eva Longoria, nonostante il ruolo chiave che ha svolto nella rielezione di Barack Obama non è completamente soddisfatta dalla decisioni prese per quel che riguarda il tema dell’immigrazione, come ha spiegato all’HuffPost Live. Secondo la “casalinga disperata”, infatti, l’amministrazione Obama avrebbe “mandato via” circa 400mila immigrati all’anno, un numero molto maggiore rispetto ai predecessori. Parlando soprattutto degli immigrati senza documenti che sono arrivati nel Paese ancora minorenni ha dichiarato che “È triste vedere queste statistiche”. E ha affermato: “Penso che sia una delle più grandi tragedie. Educare questi bambini che arrivano qui senza aver commesso nessuna colpa – educarli, prepararli, investire su di loro e poi improvvisamente buttarli fuori dal nostro paese proprio quando potrebbero costituire una grande risorsa naturale. Noi dovremo investire su di loro perchè lo stiamo già facendo”. Negli Usa, la politica sull’immigrazione è spesso presa di mira dalle associazioni che tutelano i diritti degli immigrati, che l’accusano di “intrappolare” le persone senza aver commesso crimini.

Fiaccole a Colle Oppio, a Roma si sfila contro il degrado

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Si sfila contro «il degrado del Parco di Colle Oppio». È l’iniziativa che si è svolta questa sera nella zona del parco, a cui hanno preso parte, oltre ad abitanti della zona, anche Federico Mollicone, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia. «Vi hanno partecipato centinaia di residenti – riferisce -, contro il degrado e l’insicurezza del parco». In una locandina di annuncio dell’evento, sottoscritta da diverse associazioni e comitati si legge: «Il problema del Parco di Colle Oppio è anche la sua generale riqualificazione. Quali progetti sono previsti?».

In una nota congiunta con il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Fabio Rampelli, Mollicone scrive: «Da mesi il parco di Colle Oppio a Roma vive una situazione di degrado senza precedenti: una tendopoli a cielo aperto nel quale più di 100 immigrati bivaccano all’interno di un’area di alto pregio architettonico e paesaggistico. Uno scempio a due passi dal Colosseo e nella totale indifferenza del ministro dell’Integrazione Kyenge e del sindaco di Roma Marino, che oltre a solidarizzare fintamente, lasciano circa 80 richiedenti asilo politico, quasi tutti di origine africana, in un’area archeologica e nemmeno espellono i clandestini. Kyenge e Marino non hanno alzato un dito per trasferire in adeguati centri d’accoglienza queste persone, molte delle quali accampate in rifugi di fortuna e in condizioni di estrema precarietà soprattutto in questi giorni di grande freddo. Tale stato di abbandono del parco provoca non solo problemi di igiene e di sicurezza, ma anche di tensione sociale visto che alcuni immigrati godono peraltro dello status di rifugiati politici».

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«Oltre ad esprimere vicinanza e solidarietà ai residenti annunciamo la partecipazione alla fiaccolata di questa sera contro il degrado – concludono -. Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno Alfano e al ministro dell’Integrazione Kyenge per chiedere il ripristino della legalità all’interno dell’area, l’espulsione dei clandestini e il trasferimento degli immigrati in centri di accoglienza».

Polemiche a Bologna: una classe scolastica di soli stranieri

scuola-stranieri-tuttacronacaE’ polemica per la classe “1.a A sperimentale” della suola media Besta di Bologna, sezione che raccoglie solo ragazzi stranieri, tra gli 11 e i 15 anni, giunti in Italia attraverso ricongiungimenti familiari e che non parlano la nostra lingua. Sono stati gli stessi genitori del Consiglio d’istituto a denunciare la scelta operata dal preside, Roberto Panzacchi, di mettere in atto questa divisione tra italiani e non. Il preside, dal canto suo, ha risposto alle critiche spiegando che la classe “non è un ghetto ma è stata istituita per integrare”, ma i genitori non sono d’accordo in quanto riscontrano, in una simile scelta, problemi tanto di carattere pratico che didattico: gli studenti avranno infatti come unico riferimento italiano l’insegnante, escludendo di fatto la possibilità di progredire nell’apprendimento dell’italiano attraverso “un’educazione tra pari”. Non solo, la classe è stata creata in modo da essere un “passaggio”: gli alunni potranno essere spostati in altre sezioni, con l’avanzare dell’anno scolastico e l’apprendimento dell’italiano e, contemporaneamente, nuovi alunni potranno essere inseriti. La mancanza di una composizione fissa, inoltre, non permetterà di creare un gruppo di riferimento.

Scontri a Roma, in via del Tritone tra polizia e movimenti per la casa

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Scontri a Roma, tra polizia e Movimenti della lotta per la casa si sono registrati questa mattina a Roma, dove un corteo è sfilato per le vie del centro storico della città. In via del Tritone i manifestanti hanno cercato di raggiungere il ministero del Lavoro ma sono stati respinti dalla polizia in assetto anti-sommossa.

Frutta, bandiere ed altri oggetti sono stati lanciati contro il cordone delle forze dell’ordine dal corteo dei manifestanti dei movimenti di lotta per la Casa e degli immigrati.

“Vergogna, vergogna” gli slogan urlati dagli attivisti, che sventolano bandiere con scritto “stop sfratti, sgomberi e pignoramenti”. Alcuni manifestanti stanno ora parlando con alcuni funzionari delle forze dell’ordine per capire se c’è la possibilità di continuare il corteo, partito da Montecitorio, dove alcuni manifestanti hanno lanciato uova. I negozi lungo via del Tritone hanno tutti chiuso le serrande.

Non si hanno, per ora, notizie di feriti.

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Cecile Kyenge: i nemici sono gli evasori

kyenge-cecile-tuttacronacaContinua la lotta al razzismo portata avanti dal ministro per l’integrazione Cecile Kyenge. Al convegno “Cittadinanza e integrazione: esperienze a confronto”, organizzato dall’ambasciata britannica di Roma in collaborazione con The American University of Rome., ha affermato: “Il nostro nemico è chi non rispetta i diritti delle persone, chi non rispetta le regole e questo non c’entra nulla con il colore e l’etnia delle persone”. E ha poi aggiunto: “Bisogna spiegare alla gente che chi ‘ruba’ un posto all’asilo non è l’immigrato che paga le tasse ma l’evasore”.

Scontri violenti a Torino: contestato il corteo della Lega Nord

scontri-torino-tuttacronacaLa manifestazione della Lega Nord a Torino, nel pomeriggio di sabato, si apriva con uno striscione che recitava “Stop all’immigrazione clandestina”. A sostenerlo, i governatori Roberto Maroni e Roberto Cota, l’ex ministro Roberto Calderoli e il ‘senatur’ Umberto Bossi. Dietro di loro, migliaia di persone che si sono dirette verso il luogo del comizio, la centrale piazza San Carlo. Tra gli slogan: “Il padano è bastonato, il clandestino è tutelato”. Svariati anche gli striscioni, su uno dei quali si leggeva: “Kyenge, Boldrini, Pd e grillini vogliono bene solo ai clandestini. Tutti a casa loro”. Ma mentre il corteo leghista marciava per via Roma, centinaia di antagonisti hanno provato a forzare i cordoni di polizia in due punti: via San Tommaso e via Arcivescovado. I manifestanti hanno tentato di premere contro gli scudi dei poliziotti, ma sono stati respinti. Dopo di che hanno iniziato a lanciare uova, patate e bottiglie mentre le forze dell’ordine rispondevano con cariche supportate da scudi, manganelli e lacrimogeni. In piazza Cnl una ventina di cittadini ha iniziato a insultare i leghisti che mostravano striscioni vicino ai banchetti. Dalle parole si è passati alle mani e sono dovute intervenire le forze dell’ordine.

In via Madama Cristina, in mezzo al traffico, sono state lanciate bombe carta e, mentre il traffico era paralizzato, è iniziata la fuga dei manifestanti. Il bilancio della giornata indica più di dieci feriti, non gravi: tra le forze dell’ordine un carabiniere che ha riportato contusioni a un ginocchio e un dirigente della questura colpito da un oggetto alla spalla. Da parte sua Umberto Bossi, alla chiusura della manifestazione, ha difeso la normativa sull’immigrazione: “La legge cosi come è stata pensata è sensata e buona”. E ancora: “Anche se si dovesse fare una legge che abroga il reato di clandestinità si farebbe subito un referendum per cambiarla”.

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Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere

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Come vengono accolti in Europa i clandestini? Multe, rimpatri e carcere. Queste sono le misure previste dai Paesi dell’Unione europea, come oggi riportato in un articolo di Libero:

“Eppure basterebbe guardare un po’ al di là dei nostri confini giuridici per scoprire che in Francia, Germania, Regno Unito e Svizzera è prevista una sanzione penale specifica per chi fa ingresso illegale sul territorio nazionale e anche per chi vi soggiorna irregolarmente. Non fa eccezione il Regno del Belgio, dove la reclusione può prolungarsi fino a tre mesi ed è seguita immancabilmente dall’espulsione del colpevole. In Danimarca, invece, distinguono fra la permanenza irregolare, che rientra fra le fattispecie penali e può comportare anche la reclusione fino a sei mesi, e l’ingresso illegale, punito con una multa o una misura amministrativa”.

E la lista dei paesi europei in cui il reato rimane non è finita, spiega Morigi:

“Quanto all’Austria, lo tratta soltanto come un illecito amministrativo, ma il soggetto colto senza documenti validi oltre a beccarsi una multa da 200 a 1.500 euro, può essere detenuto per 72 ore, dopo le quali scatta il rimpatrio. Allo stesso modo, la Finlandia e i Paesi Bassi dopo la sanzione pecuniaria, prevedono l’espulsione. Anche in Portogallo seguono la stessa linea, salvo inasprire le misure con i recidivi: chi viola il divieto di reingresso rischia due anni di galera. Pur di cacciare i clandestini, la Grecia è disposta a rinunciare anche al denaro delle multe”.

Non sono escluse Irlanda e Lussemburgo:

“In Irlanda, se c’è volontarietà, si possono aprire le porte del carcere per tre anni, senza che per questo sia condonata la contravvenzione fino a 3mila euro. Nel piccolo Granducato del Lussemburgo, per contro si viene espulsi o respinti, ma si può guadagnare un soggiorno di sei mesi in prigione”.

Insomma, scrive Morigi, in tutta Europa per gli immigrati clandestini è previsto anche il carcere:

“Perfino la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo prevede un elenco esaustivo di ipotesi giustificative della detenzione, tra cui il fatto di impedire l’ingresso illegale nel territorio o di favorire l’allontanamento di una persona. E, da ultimo, nel 2011, la Corte di Giustizia europea ha chiarito che la direttiva comunitaria sui rimpatri non vieta a uno Stato membro di classificare come reato un soggiorno irregolare e di irrogare sanzioni penali per scoraggiare e reprimere la commissione di un’infrazione delle norme nazionali in materia di soggiorno né di imporre una detenzione finalizzata a determinare se il soggiorno sia regolare o meno”.

Se è vero che potremmo essere noi a dare il buon esempio è anche vero che le condizioni finanziarie e sociali del nostro Paese, purtroppo, non danno la possibilità a coloro che arrivano di costruirsi un futuro. Perché dunque strappare per una seconda volta la possibilità ai migranti di un progetto di vita? Perché lasciare queste persone all’interno di centri di prima accoglienza che sono ormai diventati centri claustrofobici e malsani?  Quando si inizierà davvero a fare una politica comunitaria di accoglienza e non di respingimento? Quando quelle multe, rimpatri e carcere si trasformeranno in Europa in speranza di una vita migliore? Vergogna? No, disperazione e impotenza di fronte ad altre Nazioni che si sono arroccate su posizioni punitive e puntano il dito contro l’Italia… poi si lavano le coscienze con un contributo insufficiente, capace solo di prolungare l’agonia di quei migranti rinchiusi nei centri sovraffollati.

“Pensioni no, clandestini sì?” La Lega protesta al Senato

lega-protesta-tuttacronacaSe questa mattina è stata sospesa la seduta alla Camera durante l’esame della legge sul finanziamento pubblico ai partiti, non è andata meglio al Senato dove a protestare sono stati i senatori della Lega, presieduti da Massimo Bitonci. I leghisti si sono scagliati contro la cancellazione del reato di clandestinità avvenuta nel ddl sulla messa alla prova con un emendamento del M5S. Sui cartelli che hanno fatto la loro apparizione nell’Aula si leggeva ‘Pensioni no, clandestini sì’, ma anche ‘Sicurezza no, clandestini a casa loro’. Per tutta risposta gli esponenti del Pd sono scesi nell’emiciclo per contestare il Carroccio. La vicepresidente di turno, la democratica Valeria Fedeli, ha ripetutamente tentato di riportare l’ordine in aula invitando i commessi a togliere i cartelli, con i senatori leghisti che li tenevano ben saldi. A causa però anche della controprotesta del Partito Democratico il caos generatosi ha costretto la Fedeli a sospendere la seduta, riconvocata per le 16.

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Il naufragio a Lampedusa visto con gli occhi dei bambini

disegno-lampedusa-tuttacronacaLa tragedia del naufragio attraverso gli occhi dei bambini. E’ quello che appare nelle foto di Tullio M. Pugli, per l’agenzia Getty, che ha immortalato i disegni degli alunni della scuola elementare di Lampedusa. Al momento sono stati recuperati 232 cadaveri e si pensa che siano almeno altri cento quelli che il mare nasconde.

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L’attacco di Magdi Cristiano Allam contro il lutto nazionale

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E’ Magdi Cristiano Allam con un articolo dal titolo “Gli immigrati sono un lusso” a ergersi come voce fuori dal coro dopo la giornata di lutto nazionale.

Questo l’articolo del giornalista, politico e scrittore egiziano naturalizzato italiano:

“1 miliardo e 668 milioni di euro: le risorse nazionali e comunitarie spese tra il 2005 e il 2012 per il programma di contrasto dell’immigrazione «irregolare» in Italia. 1,3 miliardi stanziati dallo Stato italiano e oltre 280 milioni erogati dall’Unione Europea che sono stati fino ad oggi investiti. 331,8 milioni di euro: controllo delle frontiere esterne per gli anni 2007-2012 (anno 2012, 105.575.880,00 mil. di euro) di cui: 165.545.212,05 euro (anno 2012, 52,787,940,00) contributi dell’Unione Europea; 166.303.268,90 euro (anno 2012, 52.787.940,00) confinanziamento Stato italiano. 111 milioni euro: piano Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno. Acquisto di nuove tecnologie, sistemi di identificazione e comunicazione a supporto delle attività svolte dalle Forze dell’Ordine per il controllo delle frontiere, l’avvistamento dei migranti e la loro identificazione. 60.754.218,86 euro: Fondo Europeo per i Rimpatri (anni 2008-2012; anno 2012: 14.514.432,93). 34.654.527,39 euro: contributo Unione Europea (nel 2012, 9.066.985,00). 26.099.691,47 euro: confinanziamento Italia (nel 2012, 5.447.447,94).

Risorse stanziate per i rimpatri forzati: 6.490.000,00 euro: operazioni di rimpatrio con e senza sorta con voli di linea e/o charter (anno 2012); 230.000,00 euro: voli charter congiunti con altri stati membri o con Frontex (anno 2012); 110.000,00 euro: formazione personale di scorta (anno 2012); 6.899.074,33 euro: risorse per i rimpatri volontari (anno 2012). 158.601.586,56 euro: impegno di spesa per Cda, Cpsa, Cie, Cara (totale anno 2011). 139.460.145,56 euro: spese per l’attivazione, la locazione e la gestione dei centri di trattenimento e di accoglienza per stranieri irregolari. Spese per interventi a carattere assistenziale, anche al di fuori dei centri stessi. Spese per studi e progetti finalizzati all’ottimizzazione ed omogeneizzazione delle spese di gestione: 42.177.463 euro: spese per la costruzione, l’acquisizione, il completamento e l’adattamento di immobili destinati a centri di permanenza temporanea e assistenza, di identificazione e di accoglienza, per gli stranieri irregolari e richiedenti asilo. Spese relative ad acquisto di attrezzature per i centri o ad essi funzionali e per compiti di studio e tipizzazione. 979.622,21 euro: spese manutenzione Cie (totale anno 2011). 509.383,21 euro: manutenzione ordinaria, 470.230,00 euro: manutenzione straordinaria. 45.422.981 euro: progetti di cooperazione con i Paesi terzi in materia di immigrazione (totale anno 2012).
Passiamo a quanto ci costano gli stranieri che finiscono nelle nostre carceri. Innanzitutto chiariamo che costituiscono circa la metà del totale dei detenuti, pari a quasi 23 mila detenuti stranieri. Se consideriamo che per l’Osapp (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), un carcerato costa quanto un deputato, ovvero 12 mila euro al mese, il costo complessivo dei detenuti stranieri ammonta a circa 3.312.000.000 di euro. Ebbene teniamo presente che ben il 95% dei detenuti stranieri sono o clandestini o risiedono irregolarmente nel nostro Paese, finendo per diventare facili prede della criminalità organizzata o comunque per delinquere. Mi auguro che il ministro dell’Interno Alfano attui la richiesta da lui formulata lo scorso agosto: «Gli Stati di provenienza paghino vitto e alloggio agli immigrati in Italia che delinquono».
Tutto ciò è troppo! Troppo anche per un popolo generosissimo e sempre pronto ad auto-colpevolizzarsi! Troppo per tutti gli italiani che vivono una drammatica crisi economica! Troppo anche per il Papa che predica la Chiesa dei poveri tra i poveri e l’accoglienza dei senzatetto nei monasteri! Non possiamo continuare a predicare bene senza fare i conti con quanto ci costano questi clandestini!

Lampedusa e la storia della 15enne incinta

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Sono salpate per andare a recuperare i naufraghi, in una tragedia seguita da tutto il mondo, ma le vedette 322 e 304 non avevano a bordo la strumentazione necessaria per il pronto soccorso, neppure per quella ragazzina di 15 anni tirata su dalle acque, magrissima in preda a crisi di nausea che non riusciva più a reggersi in piedi. Una profuga siriana che era insieme ad altre tre persone di cui uno ferito da arma da fuoco. Il capitano si è reso immediatamente conto della situazione critica e ha chiamato il Cirm,  il Centro internazionale radio medico, la fondazione che da quasi ottant’anni, h24, presta soccorso medico gratuito a tutte le navi, le imbarcazioni, i natanti del mondo.

«Abbiamo prestato soccorso come sempre facciamo, nonostante le difficoltà rappresentate dalla quasi totale mancanza di presidi medici o farmaci a bordo delle motovedette che stavano cercando di salvare i migranti di Lampedusa», così spiegano i medici del Cirm che aggiungono  «Il naufrago a bordo della Cp 304 soffriva di difficoltà respiratorie che si sarebbero risolvere in fretta grazie alla somministrazione di ossigeno che, purtroppo, non era disponibile sull’imbarcazione.»

Sempre i medici del Cirm spiegano: «Stavano davvero male. E quindi l’allarme era alto sia a bordo, che presso la nostra centrale operativa. Poi grazie all’esperienza maturata sul campo, ce la siamo cavata tutti. Un po’ di acqua e zucchero per il primo dei 3 superstiti del disastro, una fasciatura per il secondo e un semplice cucchiaio di acqua e sale per la ragazza disidratata hanno consentito agli sventurati di proseguire il viaggio verso la terra ferma in maniera migliore. Gli episodi – continuano dal Centro Internazionale Radio Medico che ha sede a Roma – pongono l’accento sulla necessità, stante la frequenza di operazioni in favore di profughi e naufraghi, di dotare i mezzi di soccorso di adeguate scorte di medicinali e di addestrare il personale a fare fronte ad emergenze mediche, magari sotto la guida del Cirm, da sempre custode della salute dei naviganti».

Così anche la 15enne probabilmente incinta è riuscita ad arrivare a riva grazie all’intervento dei “medici del mare”.

«Alcuni cittadini stranieri alle prese con queste traversate terribili e dolorose ci conoscono. Hanno il nostro numero e, se necessario, lo usano. Noi, pur essendo poco conosciuti dal grande pubblico e tanto scarsamente supportati da chi dovrebbe, continuiamo ad essere una eccellenza italiana e uno dei Centri di soccorso in mare più noti al mondo. Si potrebbe fare tanto di più», concludono dal Cirm.

Indagati i superstiti di Lampedusa

migranti-indagati-tuttacronacaLa procura di Agrigento indagherà per immigrazione clandestina i superstiti del naufragio di Lampedusa, dopo che gli stessi saranno stati identificati. Al momento non è ancora avvenuta alcuna iscrizione ma, spiegano i magistrati, ci sarà in quanto atto dovuto legato a una norma in vigore. Il reato prevede come pena massima una multa di 5 mila euro. Il ministro della difesa Mario Mauro, a margine della sua visita alla Spezia ha detto: “Dobbiamo aiutare questi paesi perché loro possano aiutarci a far fronte all’emergenza che arriva dal sud del mondo”. E ha continuato: “Serve tanta collaborazione perché siamo un paese che ha dato la sua disponibilità ad aiutare la Libia tramite aziende come Selex per procurare dei sensori in grado di monitorare i confini a sud della Libia stessa ma in questo momento la Libia ha un governo in difficoltà”. Per quanto riguarda la legge Bossi-Fini, il ministro, alla domanda di un giornalista, risponde: “Nella legge Bossi Fini ci sono aspetti normativi che potevano essere modificati sin dall’inizio, ma se si può intervenire per migliorare il sostegno ai processi di asilo ben venga”.

Polemiche sui filmati della tragedia di Lampedusa

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Polemiche nei soccorsi a Lampedusa. Dopo il giorno del pianto arrivano le indagini e non sono solo i migranti a essere stati iscritti nel registro degli indagati per immigrazione clandestina come previsto dalla Bossi – Fini.

Secondo il quotidiano La Sicilia, Vittorio Scarpa, generale dell’aeronautica militare in congedo, presenterà, invece, alla procura militare di Napoli, un’iniziativa per fare chiarezza su chi e perché non avrebbe avvertito la guardia di finanza del naufragio. Secondo la ricostruzione del giornale, infatti, due motovedette delle Fiamme gialle sarebbero rimaste attraccate al molo nelle ore immediatamente successive al naufragio.

Ora nel mirino ci sarebbero anche i filmati della tragedia:

«La gente bolliva in acqua ma questi pensavano a fare fotografie e video. Dovevano pensare a tirare su persone. Noi li facevamo salire quattro alla volta. Solo questo ci interessava e quando la mia barca era piena di migranti e chiedevamo ai finanzieri e alla guardia costiera di prenderli a bordo, dicevano che non era possibile e che dovevano rispettare il protocollo». Lo afferma Vito Fiorino, proprietario di uno dei motopesca che per primo è andato a soccorrere i naufraghi di Lampedusa. «Erano le 6.30, 6.40 quando ho dato l’ordine di chiamare la Guardia costiera, e questi sono arrivati alle 7.30», afferma ancora Fiorino, che racconta: «Noi ne avevamo presi a bordo 47, alla volta, loro erano troppo lenti. Si poteva fare di più e più rapidamente. Ora vogliono denunciarmi? Sequestrarmi la barca perché abbiamo salvato delle persone? Vengano pure, non vedo l’ora», conclude Fiorino.

+++ Filmato della tragedia, adatti solo a un pubblico adulto e consapevole +++

La procura di Agrigento tuttavia non ha aperto alcuna inchiesta sui soccorsi prestati in mare ai migranti che erano sul barcone naufragato due giorni fa al largo di Lampedusa. Lo si apprende da fonti giudiziarie sottolineando che alcun fascicolo è stato istruito né su civili né su militari e forze dell’ordine.

+++ Filmato della tragedia, adatti solo a un pubblico adulto e consapevole +++

I filmati presenti sulla pagina mostrano la tragedia, non sono quindi necessariamente quelli che hanno scaturito la polemica. 

Lampedusa: 35enne tunisino indagato ma non fermato. E’ uno degli scafisti?

lampedusa-tuttacronacaPotrebbero esserci ancora circa duecento cadaveri in mare, a Lampedusa. Corpi che, come racconta chi è sceso sott’acqua, sono “abbracciati” tra loro. Chi si trovava nella pancia dell’imbarcazione erano i più poveri, quelli in grado di pagare meno al capo degli scafisti, che si faceva chiamare “The Doctor”. Nel frattempo un 35enne tunisino, sospettato di essere uno degli scafisti, è indagato ma non fermato. Identificato e bloccato al suo arrivo sull’isola e sentito dalla polizia, davanti al procuratore aggiunto Ignazio Fonzo, assistito da un avvocato d’ufficio, e con la collaborazione di un interprete arabo, è stato interrogato venerdì: ha deciso non avvalersi della facoltà di non rispondere, e di dare invece la sua versione dei fatti. Ora bisognerà attendere anche le testimonianze di chi a quel tragico naufragio è sopravvissuto, per capire se davvero sia tra i colpevoli. Nel frattempo l’enorme bara di metallo giace a 47 metri di profondità in mare a un miglio e mezzo di distanza da Cala Croce, dagli scogli di Lampedusa. Al momento le ricerche subacquee restano ferme, a causa delle avverse condizioni del mare, mentre  la Guardia di finanza e  la Guardia costiera continuano a controllare lo specchio di mare attorno al punto in cui è avvenuto il naufragio con gli elicotteri.

Quei migranti che perdono la vita in mare e, al cimitero, diventano numeri

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Si attende il maltempo si plachi per ricominciare le ricerche e intanto l’imbarcazione attende sul fondo del mare, nel silenzio della morte. La tragedia che si è consumata ieri sulla riva di Lampedusa porta con sè tanti interrogativi. Come trovare una sistemazione per tutti i migranti? Ma anche, come dare riposo alle vittime? Nel naufragio del barcone, che un video dei Vigili del Fuoco mostra adagiato sul fondo, hanno perso la vita almeno 111 migranti. Troppi anche per il cimitero di Lampedusa. Dove le tombe non hanno nomi, ma numeri. Perchè spesso chi tenta di raggiungere i nostri lidi non ha documenti nè qualcuno che lo possa riconoscere…

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Le accuse shock di un marinaio “ci hanno impedito di salvarne altri”

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Lui si chiama Marcello Nizza, ha 41 anni ed è un marinaio o meglio il marinaio che ieri per primo all’alba è arrivato con la sua imbarcazione sul luogo del tragico naufragio. Le sue dichiarazioni destano immensa meraviglia, perché, secondo quanto ha dichiarato, gli è stato impedito di salvare altre persone a causa di un protocollo:

“Avevamo la barca con decine di immigrati, ci siamo avvicinati a un gommone della Guardia costiera chiedendo se potevamo trasbordarli sul loro natante per cercare di salvarne altri. Ci hanno risposto: dobbiamo rispettare il protocollo”.

La tragedia dei migranti: ex miliziani Gheddafi nuovi scafisti

migranti-lampedusa-tuttacronacaIl mare agitato non permette di proseguire con le ricerche dei sommozzatori impegnati nel recupero delle vittime del naufragio di Lampedusa, che sono pertanto state sospese. Non si ferma però il trasferimento degli immigrati, per consentire il rapido svuotamento del Centro di prima accoglienza dove in questo momento si trovano oltre mille persone a fronte di una capienza di circa 300 posti. Si cerca quindi di smistare ai vari centri quelle persone che hanno speso 2mila euro per vedere realizzato il sogno di fuggire dalla loro patria sperando in un futuro migliore. In soli quattordici giorni, via mare sono arrivati 5.583 migranti, di cui 3.807 uomini, 703 donne e 1.073 minori. Gli sbarchi sono stati 45, di cui 36 in Sicilia, 5 in Calabria, 3 in Puglia, 1 in Sardegna. In particolare a Lampedusa si sono verificati 13 sbarchi e sono giunti 1.998 persone (di cui 1.274 uomini, 274 donne e 450 minori). Tra le nazionalità dichiarate dagli immigrati al momento dello sbarco, i più numerosi sono i siriani (2.075); seguono eritrei (1.280); palestinesi (428); somali (317). Partono dalle coste libiche, dove nessuno controlla e i poliziotti corrotti sono stati sostituiti dagli ex miliziani del regime Gheddafi, con le organizzazioni criminali che regnano e che fanno partire grossi pescherecci dalla Tunisia. Il trasferimento degli immigrati, ammassati per giorni in depositi o sulle spiagge libiche, avviene spesso con piccole barche in alto mare, fatto che rende il rischio naufragio altissimo. Gli immigranti arrivano dal Kenya e dal Sudan, dove si trovano deicine di campi profughi dove i mercanti di morte reclutano i propri clienti, avvicinandosi ai rifugiati e promettendo la libertà in cambio di soldi. Ma altro fronte frequentato è anche la Tripolitania in Libia, meta dei profughi siriani. Resta comunque l’Eritrea il Paese dove avviene il maggior esodo. Visto il numero in costante aumento di chi tenta di lasciare la propria terra, ormai si tenta di attraversare il mare anche in mancanza di situazioni meteo favorevoli. E il viaggio si trasforma in tragedia.

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The aerial view: Lampedusa e il suo dramma visti dall’alto

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La Guardia Costiera ha realizzato delle immagini aeree che mostrano il momento dei soccorsi al barcone di immigrati che ha preso fuoco uccidendo oltre 100 somali. Le immagini sono state diffuse per mostrare dall’alto la zona in cui è avvenuto l’incidente che ha avuto una larga risonanza anche all’estero.

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Questa galleria d’immagini invece mostra l’interno di uno dei due barconi, a bordo del quale viaggiavano centinaia di migranti, approdato al Porto di Lampedusa.

L’altro barcone è, invece, affondato durante la navigazione e il bilancio provvisorio è di oltre cento morti e  più di 150 superstiti.

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Il tweet di Renzi, che augura al governo “buon lavoro”!

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Matteo Renzi ha twittato un messaggio di commento alla concitata giornata politica di ieri che ha visto consumarsi il dramma del Pdl spaccato e scisso e di un Silvio Berlusconi costretto per la priam volta ad adeguarsi alle decisioni dei “dissidenti” capitanati da Angelino Alfano.

Poco prima il pensiero del sindaco di Firenze però era andato all’immane tragedia che si è consumata a poche miglia dall’isoal di Lampedusa:

Le immagini del dramma e i 100 morti sotto lo scafo

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Seguitano a scorrere le immagini sui media mentre si scoprono almeno 100 morti sotto lo scafo del natante caduto a picco nella notte a circa mezzo miglio dall’isola dei conigli nei pressi di Lampedusa. I sommozzatori avrebbero localizzato il barcone a una quarantina di metri di profondità. I corpi sarebbero intorno e all’interno del natante, soprattutto donne e bambini.

Intanto ci sono anche le testimonianze dei primi soccorritori, come chi ha salvato 47 migranti:

 

Il Papa chiama Carlo Petrini: si parla di Terra Madre

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Oggi che c’è stata l’immane tragedia di Lampedusa quella telefonata avvenuta sabato 28 settembre tra Papa Francesco e Carlo Petrini, scrittore e fondatore di Slow Food in cui si è parlato di ambiente, immigrazione e degli umili del mondo, ora appare come un filo di Arianna al quale attaccarti per sperare in un “mondo più bello”. Quella telefonata infatti è connessa proprio a Lampedusa, quando il Papa si era recato nel mese di Luglio a far visita ai migranti nel centro di accoglienza dell’isola. In quel periodo Carlo Petrini aveva inviato al Pontefice il suo libro, Terra Madre, insieme a una lettera un articolo sui migranti piemontesi in terra d’Argentina, proprio come i genitori di Bergoglio.

“Sul cellulare mi è comparso all’improvviso un numero sconosciuto. Ho risposto, e dall’altra parte c’era Papa Bergoglio .- così Petrini racconta il suo “incontro” con il Papa –  Non ero affatto preparato, ma la semplicità con cui il pontefice è stato capace di instaurare un dialogo diretto mi ha messo subito a mio agio. Avevo inviato un libro al Papa…”.

Nell’articolo dei migranti Petrini raccontava come in un secolo, cioè dal 1876 al 1976, dal nostro Paese erano partiti per l’estero 24 milioni di migranti. Di questi, 3 milioni avevano trovato casa in Argentina. Ed è esattamente ciò che avviene oggi con i nostri neri d’Africa: gli italiani morivano allora, come costoro muoiono oggi.

Il Papa racconta a Petrini di suo padre: “Nell’articolo parlo di un bastimento, -dice il fondatore di slow food – il ‘Principessa Mafalda’, che nel 1927 partì da Genova e si inabissò poco lontano dalle coste brasiliane causando la morte di 314 migranti italiani. Bergoglio mi ha detto che suo padre sarebbe dovuto salire proprio su quella nave. Invece partì due anni dopo. Gli ho detto che io sono agnostico, ma che c’è un segno del destino se suo padre non salì sul Mafalda, di cui tutti, ancora oggi, in Piemonte hanno memoria”.

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Come riporta la Repubblica, nell’intervista a Carlo Petrini si scoprono a poco a poco i punti di contatto fra le due diversissime personalità:

Da piemontese a piemontese, cosa vi siete detti?
“Mi sono permesso una frase in piemontese… una frase che diceva mia nonna sui preti. Ma non dico quale… saggezza popolare. Lui si è messo a ridere”.

Nella lettera invece cosa scriveva al Papa?
“Nella lettera parlavo di Terra Madre, di questa rete di persone umili che difendono ovunque l’ambiente, la biodiversità, l’economia rurale. E a questo punto la chiacchierata è diventata più incisiva”.

Nell’intervista a Eugenio Scalfari, il Papa insiste sull’amore per il prossimo, sul lievito che serve al bene comune, e su come il liberismo selvaggio non faccia che rendere i forti più forti, i deboli più deboli e gli esclusi più esclusi. Avete riaffrontato il discorso? 
“Il ragionamento di fondo è ruotato attorno alla necessità di portare avanti un’economia agricola di sussistenza, e non di accaparramento. Lui ha concordato, e mi ha anche svelato che sua nonna era solita dire che quando si muore, nel sudario non ci sono tasche in cui portarsi dietro il denaro. Da qui, ha definito ‘stupefacente’ il lavoro che stiamo portando avanti come Terra Madre. Io allora mi sono anche permesso di invitarlo da noi, in Piemonte”.

Verrà?
“Nel 2014 ha in programma questo viaggio, e, se riuscirà, verrà anche a trovarci. Ci siamo trovati in piena sintonia sull’importanza di focalizzare l’attenzione sugli umili, e di come, grazie alla rete delle comunità del cibo, essi acquisiscano autostima e dignità col farne parte. E’ un mondo povero, che però difende il seme della propria terra, e in quanto tale propositivo”.

Cosa le ha lasciato questa telefonata?
“La fiducia in un mondo migliore fino a quando c’è gente come Papa Francesco, che sa dialogare in maniera affabile e gettare ponti. Una semplicità e un’empatia che nascondono un carattere straordinario. Ci siamo salutati augurandoci buona salute e un abbraccio virtuale… come con un amico. Non ho avvertito alcuna distanza, e so di aver conosciuto un personaggio straordinario. Tutto ciò è importante non solo per la storia della Chiesa, ma per la speranza di un dialogo e per la sostenibilità ambientale”.

I migranti accusano “i pescherecci non ci hanno soccorso”

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Il Corriere della Sera intitola a tutta pagina  “I pescherecci non ci hanno soccorso”, con la frase pronunciata da molti migranti. Un’accusa tremenda per i pescherecci italiani che invece viene spiegata dal sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini in un’intervista a Radio Capital:

“L’Italia ha normative disumane. Tre pescherecci sono andati via dal luogo della tragedia perché il nostro Paese ha processato i pescatori che hanno salvato vite umane per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. 

Ovvero chi salva vite finisce alla sbarra. La questione, se così stanno le cose, è sul tavolo di Enrico Letta, Angelino Alfano, l’Unione Europea, Papa Francesco e Ban Ki Moon. Tutti quelli che sull’incidente di Lampedusa si sono pronunciati. Chi soccorre viene processato.

Intanto aumenta ora per ora il numero delle vittime. I superstiti accertati sono 151 su circa 500 persone. Oltre novanta le vittime mentre la maggior parte degli immigrati risulta dispersa. Col passare delle ore il rischio che i morti alla fine saranno oltre 300 diventa sempre più concreto.

Parla il “medico dei migranti” Pietro Bartolo

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Ormai Pietro Bartolo lo si potrebbe chiamare il medico dei migranti. Le emergenze dei naufraghi toccano quasi sempre a lui che è pronto a rispondere con grande generosità e slancio a ogni chiamata. I suoi occhi hanno visto tanti drammi, uno dopo l’altro come gli sbarchi che continuano a getto continuo sull’isola. Così lui, oggi dopo una notte a lavoro si sfoga in un intervista rilasciata all’Huffington Post:

Com’è andata, cosa sta succedendo?
“E’ andata che è arrivata questa barca, ha preso fuoco e poi si è capovolta. A detta di quelli che si sono salvati, erano sopra in cinquecento. Al momento ne abbiamo recuperati 151 vivi e 94 morti, compresi due bambini piccoli piccoli”.

I dispersi sono tutti in acqua…
“Sott’acqua. Annegati”.

Come è possibile che siano arrivati senza che se ne accorgesse nessuno?
“Eeehhh, succede… ma non lo deve chiedere a me”.

I superstiti hanno spiegato come è bruciata la barca?
“Qualcuno ha raccontato che sono arrivati a mezzo miglio dall’Isola dei Conigli e siccome erano in avaria hanno dato fuoco a qualcosa per segnalare l’emergenza. Che è verosimile. Solo che poi è scoppiato un incendio ed è stata una catastrofe, la barca si è capovolta e sono finiti in mare. E’ tutta gente che non sa nuotare, e se non sai nuotare dopo un minuto che sei in acqua sei morto”.

Che altro raccontano?
“Poco e niente, sono tutti in stato di choc. Gente che ha visto morire il fratello, la sorella, i figli… ma se lo immagina?”.

Da dove venivano?
“Sono quasi tutti subsahariani”.

Partiti dalla Libia?
“Sì… ma non sanno neanche loro da quale punto della costa”.

Avete recuperato anche dei bambini?
“Tra quelli vivi, parecchi ragazzini”.

Ci sono molti feriti?
“No, solo tre gravi. Due donne, di cui una incinta, e una bambina di undici anni che durante il naufragio hanno ingerito acqua di mare e carburante. Le abbiamo rianimate qui al pronto soccorso e trasferite a Palermo. Ma avrei preferito più feriti e meno morti”.

Chi sono stati i primi ad arrivare sul posto?
“Dei lampedusani, poi sono uscite tutte le motovedette disponibili, tutte”.

La situazione com’è in questo momento? Perché il Centro d’accoglienza dovrebbe essere già pieno.
“Pieno significa 250 migranti. Ce ne sono più di mille”.

Di cosa avete bisogno?
“Di bare. Bare e carri funebri. Tra i morti recuperati e quelli che stanno ancora sotto… non è che sull’isola abbiamo centinaia di bare”.

Lei che da anni, ogni giorno, affronta questa emergenza, come pensa che si potrebbe risolvere?
“Nell’unico modo che dico da tempo, anche se qualcuno che non voglio nominare mi ha risposto pure male: facendo un cordone umanitario per andarli a prendere noi. Così sapremmo chi sono i rifugiati di guerra, i rifugiati politici, eviteremmo queste tragedie, i morti, e ci costerebbe un decimo di quello che spendiamo”.

La gente dell’isola come sta reagendo?
“Con la solita generosità. Sono stati loro i primi ad uscire e a rientrare coi vivi e coi morti. Come sempre. Sui lampedusani si può dire tutto quello che si vuole, ma di fronte a queste cose non si tirano mai indietro. Grande umanità e grande cuore. Ma anche le forze dell’ordine stanno facendo un lavoro straordinario, sono usciti in massa”.

Adesso bisogna recuperare i morti…
“Ci sono i sommozzatori della Guardia costiera insieme ai lampedusani, anche loro vanno giù a prendere questi poveri corpi”.

Alfano a Lampedusa: “non è un dramma italiano ma europeo”

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A Lampedusa il ministro degli interni Alfano ha detto: “Speriamo che l’Unione Europea si renda conto che non è un dramma italiano ma europeo” e poi ha aggiunto “Ho un appuntamento telefonico con il presidente della Commissione Europea, Barroso. Faremo sentire la nostra voce chiara e forte, l’Europa deve diventare protagonista nelle politiche dell’immigrazione”.

Kyenge ribatte a Pini, la tragedia diventa disputa politica?

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“Imputare la responsabilità morale di quanto sta succedendo a me e alla presidente Boldrini non solo è offensivo verso di noi ma lo è per le vittime. Il primo pensiero è per le vittime. È offensivo anche per la coscienza dei cittadini italiani, e degli abitanti di Lampedusa che si stanno prodigando. Questa è una mia presa di posizione, un punto di non ritorno verso questa forza politica. Non dobbiamo creare paura, ma avvicinare le persone”. Così il ministro dell’Integrazione Cecile Kyenge, nel corso di una conferenza stampa, risponde al deputato leghista Gianluca Pini che le aveva addossato la “responsabilità morale” della tragedia di Lampedusa.

“Venga a contare i morti con me” così il sindaco di Lampedusa a Letta

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“Venga a contare i morti con me”. Così il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, invia un telegramma al premier Enrico letta. Il primo cittadino ha proclamato per domani il lutto cittadino:

“Una tragedia infinita, un dramma inenarrabile”. Il mare di Lampedusa deve ancora restituire molte vittime dell’ultimo terrificante naufragio, e il mondo della politica – nazionale e internazionale – fa i conti con le sue responsabilità. E, soprattutto, con le sue incapacità. Tra i vari commenti spicca quello del ministro degli Esteri, Emma Bonino. “Gli esodi – ha detto il ministro a margine di un incontro con il suo omologo saudita – non hanno una soluzione miracolosa, altrimenti l’avremmo già trovata e perseguita”. Negli stessi minuti Papa Francesco lancia un grido: per i morti di Lampedusa “mi viene una sola parola: vergogna!”.

Soluzioni miracolose – ammette la Bonino – non ce ne sono. L’Europa, nel dubbio, ci addossa tutte le responsabilità. Solo ieri Strasburgo giudicava per l’ennesima volta “sbagliate o controproducenti” le misure prese in questi ultimi anni dall’Italia per gestire i flussi migratori.

Le dimensioni della tragedia, intanto, si fanno sempre più gravi. I soccorritori hanno finora recuperato  93 cadaveri, ma sul barcone viaggiavano circa 450-500 persone. Per ora ne sono state tratte in salvo circa 150. I dispersi sarebbero circa 250. Tra i morti anche quattro bambini.

“È una tragedia immane”, ha detto il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini. “Basta! Ma che cosa aspettiamo? Cosa aspettiamo oltre tutto questo? È un orrore continuo”, ha aggiunto Nicolini. “Non sappiamo più dove mettere i morti e i vivi”.

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, riferirà domani “in tarda mattinata” in Aula alla Camera sulla tragedia di oggi a Lampedusa e sul complesso del dramma umanitario che sta interessando le coste del nostro Paese. Lo ha annunciato in Aula la presidente della Camera, Laura Boldrini, dando conto di una conversazione telefonica di oggi tra lei e lo stesso Alfano.

Lampedusa shock, parla Pini e incolpa Kyenge e Boldrini

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«La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge. La loro scuola di pensiero ipocrita che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo porta a risultati drammatici come questi. Continuando a diffondere senza filtri messaggi di accoglienza si otterrà la sola conseguenza di mietere più vittime di una guerra. Tanto la Boldrini quanto la Kyenge hanno sulla coscienza tutti i clandestini morti in questi ultimi mesi». Così Gianluca Pini, vicepresidente del Gruppo Lega Nord a Montecitorio.

Alfano annulla la conferenza e va a Lampedusa, salta manifestazione di domani

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Lampedusa rivoluziona l’agenda di Alfano che vola immediatamente a Lampedusa, sul luogo della tragedia del barcone di immigrati. Annullata quindi la conferenza stampa che era annunciata per le 11.30 e che avrebbe dovuto “congelare”, la scissione del Pdl. Saltata anche la manifestazione di domani di protesta davanti alla Giunta del Senato, anti-decadenza.

I volti dei superstiti e i corpi delle vittime, dell’ennesimo sbarco tragico

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Venivano probabilmente dalla somalia i migranti del tragico sbarco a Lampedusa,  nei pressi dell’Isola dei Conigli. La tragedia si è consumata a circa un miglio e mezzo al largo della famosa spiaggia.

Il bilancio è ancora provvisorio e purtroppo sale di minuto in minuto. Al momento sono 62 i morti, ma ancora alcuni corpi devono essere recuperati. Sulla banchina, tra le vittime allineate, anche alcuni bambini e una donna incinta. 150 migranti invece sono stati tratti in salvo da una motovedetta della Guardia Costiera.

Sul barcone naufragato si è stimato che viaggiassero almeno 500 persone, sono quindi molti i dispersi ancora da ritrovare.

Secondo quanto riferiscono le fonti delle agenzie di stampa il barcone avrebbe preso fuoco dopo essersi rovesciato a poche miglia dall’isola di Lampedusa, secondo alcuni sarebbero stati anche i migranti a dar fuoco alle coperte, subito dopo la tragedia, per cercare di attirare l’attenzione dei soccorritori. Ancora però non si può capire l’esatta dinamica di ciò che è accaduto.

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L’allarme del naufragio è stato dato dall’equipaggio di due pescherecci che transitavano nella zona. Sul posto due motovedette, una della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza. Elicotteri e mezzi aerei stanno sorvolando sulla zona del naufragio.

«E’ una giornata triste, le vittime sono tre donne. L’imbarcazione trasportava circa 500 migranti», ha spiegato Antonino Candela, Commissario straordianario dell’assistenza sanitaria di Palermo. «I primi soccorsi sono stati quelli delle barche ad uso turistico. I corpi delle vittime sono state portate sulla banchina», ha aggiunto.

«Ci sono morti ovunque. È terribile». Non riesce a trattenere il pianto uno dei soccorritori che si trova su uno dei pescherecci che stanno recuperando i cadaveri dal mare. «Sono decine i morti, molti galleggiano – dice ancora tra le lacrime all’Adnkronos- Sembra un incubo».

Anche il Premier Enrico Letta è intervenuto sull’argomento parlando di “immane tragedia”. In Twitter, ha comunicato che è stato “fatto il punto (…) con Alfano e i vertici del ministero che si recheranno subito sul luogo del disastro per i primi interventi”.

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Aggiornamento 3 ottobre 2013, 12,45: Il bilancio provvisorio delle vittime sale a 90 vittime.

Rivolta al Centro di identificazione ed espulsione: in tre fuggono

evasi-centro-tuttacronacaE’ scoppiata una rivolta, la scorsa notte, all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Gradisca d’Isonzo, in provincia di Gorizia. Al culmine della violenta protesta, inscenata da una ventina di immigrati che hanno lanciato bottiglie e suppellettili contro gli agenti impegnati nel turno di guardia del perimetro esterno del centro, tre immigrati si sono dati alla fuga. Era l’alba quando, approfittando dei tafferugli e utilizzando corde improvvisate, si sono arrampicati sul muro di cinta e a scavalcandolo e facendo perdere le proprie tracce.

Laura Boldrini in visita all’Università di Foggia: flash mob e striscioni di protesta

flashmob-foggia-boldrini-tuttacronacaIl presidente della Camera Laura Boldrini è arrivata a Foggia in occasione dell’inaugurazione del Polo Bio-Medico e del dipartimento degli Studi Umanistici dell’università cittadina. Ad accoglierla, flash mob e striscioni affissi nelle vicinanze dell’Università di Foggia e all’ingresso del CUS di via Napoli. Sullo striscione preparato da militanti di Forza Nuova, Nuovo Ordine Nazionale e Lotta studentesca, la scritta: “La Boldrini pensa agli immigrati, ma i foggiani muoiono disoccupati”. I movimenti, riguardo l’inaugurazione, dicono: “Una bella notizia, seppur alla vigilia di due campagne elettorali, quella comunale e della regione Puglia, dove il Rettore Volpe si è autocandidato alla guida della città, e dove Vendola, suo concittadino di Terlizzi, dopo averlo messo di sana pianta a Foggia, ne sarà il suo sponsor naturale”. Da parte loro “dissentono dal tono adulatorio e servile di tutta la politica foggiana” e rincarano la dose “è la vecchia tattica democristiana di fare quattro anni di danni per mano della sanità pugliese, con scandali, sperpero di denaro pubblico, lista di attese annuali per esami di vitale importanza, aumenti dei ticket, e decine di disservizi, salvo poi gli ultimi mesi tagliare nastri con tanta bella gente che batte le mani, ma non è di questo che vogliamo parlare, perlomeno non ora”. Ecco quello che interessa loro: “Ognuno ha le sue priorità, le nostre sono quelle degli Italiani, delle famiglie italiane e quelle dei giovani una volta precari, ora solo disoccupati, quelle della Boldrini, è solo e comunque quella degli immigrati, altro non esiste, ed anche in occasione di inaugurazioni di un polo universitario, s’inventa un percorso tortuoso per ignorare i problemi italiani, ed ancor di più foggiani; La Boldrini rappresenta un autogol clamoroso per le istituzioni italiane, ed è comunque libera di dare le priorità che meglio crede. Noi dal canto nostro siamo altrettanto liberi di contestarne le scelte, in quanto lo stipendio del presidente della Camera è anche pagato con i nostri soldi, quelli degli italiani”

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Non solo la Concordia: lungo la costa calabrese giacciono le navi dei migranti

barconi-migranti-concordie-tuttacronacaE’ la giornata della rotazione della Concordia questa. Ma mentre si cerca di raddrizzare la nave, tante altre piccole imbarcazioni se ne restano da mesi sulla battigia, a parlare dei drammi del mare. Si trovano lungo le coste calabre, a Roccella Ionica, in provincia di Reggio Calabria e sono le barche utilizzate dai migranti per raggiungere il territorio italiano. Sono tante piccole “Concordie” che stazionano mesi sulla battigia. Le operazioni di rimozione non saranno costose come quelle per la nave da crociera naufragata all’Isola del Giglio, ma per rimuoverle occorrono 30-40 mila euro e le tempistiche non son da meno: si parla di almeno un anno.

Sbarco a Roccella Jonica: arrivati 130 migranti siriani e somali

migranti-roccella-jonica-tuttacronacaDopo cinque giorni di viaggio, sono sbarcati nel porto di Roccella Jonica, in provincia di Reggio Calabria, 130 immigrati, tra cui anche una donna al settimo mese di gravidanza assieme ad altre 20 donne e 28 bambini di eta’ compresa tra i 3 mesi ed i sei anni. Si tratta di stranieri provenienti da Siria e Somalia imbarcatisi in Grecia alla volta delle coste calabresi. Il peschereccio è stato notato a circa 225 miglia nelle acque internazionali da un aereo islandese del dispositivo di pattugliamento aeromarittimo dell’Agenzia Europea, per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne degli Stati membri dell’Unione Europea (Frontex). Una volta entrato nelle acque territoriali, è stato quindi intercettato dagli uomini della Capitaneria di Porto e della Guardia di Finanza al largo della costa della locride. Sulla vedetta sono stati fatti salire le donne, i minori e 4 uomi che necessitavano assistenza mentre gli altri sono rimasti sul motopesca che ha raggiunto stamattina il porto scortato dalle unita’ navali della Guardia di Finanza. Le prime notizie riportano che le loro condizioni di salute sono buone.

Immigrati assunti: “Ku Klux Klan unica via”. Frase shock in Facebook

sartorid-facebook-tuttacronacaCome riporta il Gazzettino.it, Sebastiano Sartori, professore di storia dell’arte e segretario provinciale di Forza nuova, non ha proprio digerito la notizia “Pubblica amministrazione. Da settembre assunti anche gli immigrati” e, dopo averla linkata sul suo profilo Facebook, è arrivato ad invocare il Ku Klux Klan. Giovedì, il professore ha scritto sulla sua pagina: “Gli amici degli allogeni li avete votati voi ed ora ce la mettono del c…o. Il cavallo di Troia lo avete trascinato voi dentro la città e ora siamo finiti. Ku Klux Klan unica via”. A tutt’ora, il post non è stato rimosso e continua a suscitare reazioni.

Chiuso il Cei di Crotone, devastato da una rivolta di migranti

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Ancora chiuso il Cei di Crotone dopo la devastazione a opera degli immigrati avvenuta il 10 agosto, quando un ospite marocchino era morto a causa di un malore. Gli immigrati avevano distrutto la struttura che ancora a distanza di 10 giorni resta chiusa a data da definirsi. I 51 profughi sono intanto stati trasferiti in altri centri di accoglienza. Perché il Papa, così vicino ai migranti, non aiuta lo Stato italiano a ripristinare la struttura per offrire migliori condizioni ai profughi che approdano ogni giorno sulle nostre coste?

Napolitano ringrazia Siracusa… Ma l’Ue sta a guardare?

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Giorgio Napolitano rende onore agli abitanti di Siracusa che hanno soccorso e nutrito gli immigrati sbarcati sulla costa il giorno di ferragosto.

”Le immagini trasmesse ieri dalla TV delle decine di bagnanti, sulla spiaggia di Morghella – Pachino, che si sono spinti generosamente in mare per aiutare profughi provenienti dalla Siria, in gran parte bambini, a raggiungere la riva mettendosi in salvo,sono di quelle che fanno onore all’Italia” scrive in una nota il Capo di Stato.

Le immagini, aggiunge ancora Napolitano, ”mostrano come – di fronte alla tragedia, quotidianamente vissuta a Lampedusa e altrove, di quanti cercano asilo fuggendo da guerre e persecuzioni – prevalga negli italiani un senso di umanità e solidarietà più forte di ogni pregiudizio e paura”.

Ma l’Ue sta a guardare? L’Europa non ha confini che dovrebbero essere tutelati da tutti gli stati membri? L’Ue non si dovrebbe far carico della migrazione?

Continuano gli sbarchi dei migranti: sei morti a Catania

migranti-catania-tuttacronacaUn’imbarcazione con una settantina di migranti è sbarcata questa mattina all’alba a Catania. Sei di loro sono morti e i corpi sono sulla battigia della spiaggia del lungomare Plaia, dove sono giunti Polizia, Carabinieri e Guardia Costiera. S’indaga per accertare l’accaduto, mentre al porto di Catania vengono prestati i primi soccorsi. Sono circa 580 i migranti arrivati sulle coste siciliane nelle ultime 48 ore. A Porto Empedocle sono giunti in 235, tra cui 9 bimbi e 43 donne. A Pozzallo in 110, di cui 3 donne, soccorsi quando erano al largo dalla Sicilia, da un peschereccio liberiano. A Lampedusa 85 a bordo delle motovedette della Guardia costiera dopo essere stati presi in carico dalla nave Asso30.  Ad Augusta 151, due dei quali sono stati trasferiti trasferiti in Sicilia con l’elicottero della Marina per essere sottoposti alle cure mediche. Era stata la nave “Libra” della Marina militare a prenderli a bordo ieri quando erano 16 miglia da Lampedusa.

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