Voleva dare fuoco alla moglie: incendia la palazzina!

incendio-palazzina-tuttacronacaI carabinieri di Bari hanno arrestato il 61enne Antonio Pelino dopo che ha tentato di uccidere la moglie dandole fuoco in casa. La donna, una 50enne, non è grave ma il marito è accusato di tentato omicidio e incendio doloso. Stando a una prima ricostruzione, Petino è uscito da un appartamento al quartiere Japigia, in via La Pira, per recarsi in caserma e raccontare di aver dato fuoco alla moglie. Forse credeva di averla uccisa ma quando i militari sono giunti sul posto, c’erano già i vigili del fuoco, che stavano spegnendo le fiamme, e il personale del 118. La vittima, infatti, era riuscita a mettersi in salvo uscendo di casa ma altri tre inquilini dell’edificio hanno riportato una lieve intossicazione da fumo. Il gesto dell’uomo sarebbe scaturito da un litigio con la moglie per motivi banali. Petino all’improvviso avrebbe cosparso di liquido infiammabile la coperta del letto su cui era la moglie, appiccando il fuoco e andando via da casa. L’appartamento è andato semidistrutto.

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Allarme bomba alla sede del Pd di Bari, in corso ci sono le primarie

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Il pacco sospetto è stato trovato questa mattina davanti al circolo Pd Giannini di via Giustino Fortunato 2, a Bari, dove si svolgono le primarie del centrosinistra. Sul posto sono arrivati carabinieri, polizia e gli artificieri. Ad allertare le forze dell’ordine sono stati gli stessi responsabili del circolo, che non ospita comunque alcun seggio. L’area è stata transennata. Diverse le scritte sulle saracinesce, tra cui No Tav Libera e la firma “Claun Army Bari”.

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Polemica su “Lady Mafia” è un inno alla criminalità o il nuovo Diabolik?

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E’ scoppiata la polemica su “Lady Mafia”, il primo fumetto, uscito in edicolom con protagonista una donna killer che uccide senza pietà per arrivare a scalare la gerarchia criminale e diventare la boss più temuta sul territorio. Si chiama Veronica De Donato, è una ragazza del sud cresciuta al nord a cui i clan hanno sterminato la famiglia e il suo unico obiettivo è quello di tornare a Foggia e vendicarsi. E’ uscito ieri in edicola e già la critica lo ha accolto a suoni di fanfara definendolo “il Diabolik in gonnella”, ma le associazioni che da sempre lottano contro la criminalità organizzata come l’associazione Libera per il  coordinamento per la cultura della legalità, ha trovato scandalosa l’uscita di un fumetto che inneggi alla mafia, con una protagonista che mira solo a diventare la più potente e rispettata boss della Puglia in uan regione appunto in cui il problema della criminalità è da sempre una piaga sociale contro la quale lottare ogni giorno. Il fumetto è stato boccaito anche dalla Commissione parlamentare antimafia. “Si sfrutta il “fascino” della mafia per un’attività commerciale che di educativo non ha nulla” attacca Libera. “Invitiamo la casa editrice a sospendere la pubblicazione: nel paese di Lea Garofalo e di tante donne che hanno scelto, a prezzo della vita, il coraggio della denuncia, Lady Mafia rappresenta un insulto alle vittime”. “È offensiva verso tutti coloro che non hanno cercato vendetta ma giustizia attraverso lo Stato” insiste Davide Mattiello della Commissione antimafia. “Un giudizio dato senza aver letto il fumetto, in base al titolo” si difende il creatore Pietro Favorito, proprietario della casa editrice Cuore Noir che pubblica la serie. “Ho riflettuto prima di sceglierlo, ma rappresenta una dichiarazione d’intenti: Lady Mafia incarna il male, e dà ribrezzo a chi si avvicina perché fa vedere a quale degenerazione si può arrivare quando la legge non garantisce la giustizia. Anche Diabolik, quando uscì, fu molto contrastato. Ma io nella storia denuncio brutalità come lo stalking, la violenza sulle donne, l’omofobia “

Voi che ne pensate?

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La parabola dell’addetta delle pulizie: dalle opere gettate a testimonial in uno spot

anna-macchi-tuttacronacaLa rassegna d’arte contemporanea “Display Mediating Landscape”, in scena a Bari, dovrà fare a meno di alcune opere. Sono quelle che l‘addetta alle pulizie Anna Macchi, scambiandole per spazzatura, ha gettato. La donna, ora, sta vivendo una favola moderna: dopo aver buttato quattro opere, infatti, ora diventerà testimonial di una campagna di sensibilizzazione sul decoro urbano e sul senso civico. Spiega Repubblica che lo spot, finanziato dal Comune e dall’azienda di igiene urbana Amiu, sarà curato dall’agenzia barese Promostudio e le riprese inizieranno già nei prossimi giorni. La 47enne è fiera del suo lavoro e non si pente del suo gesto, visto che l’ha fatto inconsapevolmente e ora le sue caparbietà e tenacia “hanno colpito gli addetti del settore tanto da ideare un promo nel quale la donna dovrà, molto probabilmente, vestire i panni della tata urbana che rimprovera i cittadini sporcaccioni e quelli che non rispettano la pulizia e il decoro dei monumenti. L’idea è nata dopo la visione dell’intervista rilasciata dalla signora a Repubblica e che ha fatto il giro del web con oltre 100mila visualizzazioni”. La Macchi non nasconde l’emozione e ammette di essere tuttora frastornata da tanto clamore per quello che, secondo lei, altro non era che il suo dovere. Del resto il suo gesto è finito sulle pagine online dei giornali esteri mentre diverse trasmissioni televisive la vorrebbero ospite in studio. Dal canto suo, l’unica cosa che desidera è incontrare privatamente il sindaco Michele Emiliano per raccontargli di persona ciò che è successo all’alba di quel 19 febbraio.

Ritrovato il direttore di banca, “ho fatto degli investimenti sbagliati”

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“Ho fatto degli investimenti sbagliati, non ho rubato niente. Al momento il buco è di 7 milioni”, questa sarebbe stata la giustificazione del direttore di banca Michele Scannicchio, la cui scomparsa era stata denunciata dalla moglie nella notte tra il 17 e il 18 febbraio “Non è rientrato più a casa e non so dove sia” aveva detto.  La Finanza poi lo ha trovato nascosto a Bari.

Dove sono finiti i soldi che due notissimi imprenditori della città erano convinti di avere nella propria disponibilità e invece si è scoperto non esistevano?

Ora bisognerà capire cosa è accaduto con i soldi, che l’uomo dice di ‘aver bruciato’ con operazioni sbagliate. Unicredit ha depositato dei documenti dal quale si evince che il controllo interno ha funzionato perché dai due conti correnti non si è mosso in euro. Gli imprenditori hanno in mano carte dellabanca create ad hoc dal direttore e quindi false, che invece dimostrano altre disponibilità. E’ possibile che i soldi siano spariti ma anche che il direttore abbia millantato interessi esagerati rispetto ad alcuni investimenti.

Giallo a Bari: sparisce direttore di banca e con lui 50 milioni di euro

unicredit-tuttacronacaE’ mistero a Bari dove sono spariti tanto il dirigente di una filiale di Unicredit, scomparsa denunciata dalla moglie dell’uomo, che 50 milioni di euro. Dell’uomo non si hanno notizie da ormai tre giorni e nel frattempo è arrivato anche l’allarme di due imprenditori locali che accusano: “Spariti anche i nostri soldi”. I documenti in mano ai facoltosi investitori accertano il versamento della somma. Dagli atti dell’istituto, invece, non risulta. Ad accorgersi della mancanza di soldi è stato uno degli imprenditori che, dovendo incassare un assegno da un milione di euro, ha trovato il conto scoperto. Chi l’aveva firmato, convinto delle sue disponibilità, ha così iniziato a chiamare il direttore della banca. Nessuna risposta: l’uomo non si era recato al lavoro e non era neppure rientrato a casa.  Il timore è che il direttore della filiale di Bari Poggiofranco, Michele Scannicchio, si sia dato alla fuga portando con sè tutti i soldi. L’istituto, nel frattempo, difende se stesso: “Noi siamo parte lesa”. Stando ai primi accertamenti effettuati all’interno della banca, non risulta alcun ammanco. Per Unicredit quei 50 milioni di euro non sono mai stati sottratti. Semplicemente, al contrario di quanto raccontano i documenti su carta intestata in mano ai due imprenditori, non risulta siano mai stati versati.

Le opere d’arte scambiate per spazzatura: la mostra inizia ma loro sono al macero!

arte-macero-tuttacronacaTragico destino per alcune opere d’arte che, invece di venire esposte alla rassegna d’arte contemporanea “Display Mediating Landscape”, iniziata oggi a Bari nella sala Murat di piazza del Ferrarese e organizzata dall’associazione Flip di Napoli. Le opere, che erano conservate in alcuni cartoni, sono state notate da un’addetta alle pulizie che ha raccolto il tutto per poi consegnarlo al camioncino dell’Amiu, l’azienda dei rifiuti, che stava passando tra i vicoli di Bari vecchia alle 5 del mattino. Le opere erano state realizzate con materiali essenziali e quotidiani.

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Rapina shock a Bari: con la pistola davanti a bimbo di 4 anni

rapina-bari-pistola-tuttacronacaRapina al Bar Savoia, nel centro di Bari, dove un malvivente, armato e con il volto parzialmente coperto da sciarpa e cappuccio, si è fatto consegnare i soldi dall’addetta alla cassa sotto minaccia. Nel locale, come mostra il filmato registrato dall’impianto di sicurezza, in quel momento si trovava anche un bimbo di 4 anni, il figlio del barista che, apparentemente incredulo e senza timore, ha poi raggiunto con calma il papà dietro il bancone una volta sentitosi chiamare. Mino D’Alonzo, gestore del bar, ha postato le immagini su Facebook spiegando: “Ho volutamente reso pubblico il video perché tutti potessero vederlo. Se una cosa del genere la subiamo in pieno centro vuol dire che nessuno è protetto. Abbiamo chiamato i carabinieri. Giovedì incontrerò il prefetto”. Dopo la rapina, il malvivente si è allontanato facendo perdere le proprie tracce.

Non solo il Pd, le tessere fantasma sono anche nel Pdl. Indagato Lettieri

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Lo scandalo delle tessere fantasma continua ma stavolta non colpisce il Pd, ma il Pdl. Come scrive “La Gazzetta del Mezzogiorno”, in particolare, nell’indagine bis della procura di Bari è entrato il senatore di Forza Italia Luigi d’Ambrosio Lettieri, che era già a giudizio nel primo troncone d’inchiesta relativo a 139 presunte false iscrizioni al Pdl per le quali sarà processato il 31 marzo prossimo. Ora però spunterebbero altre 300 presunte iscrizioni fantasma del Pdl. Proprio in questi giorni è stato recapitato al senatore del Pdl e ad altri 16 indagati, un avviso di proroga delle indagini per aver iscritto al partito di Berlusconi ”a loro insaputa” almeno altre 300 persone. I reati ipotizzati sarebbero violazione della privacy, appropriazione indebita e falso in scrittura privata.

 

Morgan si tuffa dal palco ma nessuno lo prende! VIDEO

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Morgan, ospite di un locale alle porte di Bari per un’esibizione dal vivo, ha improvvisato un tuffo dal palco. Il pubblico, impreparato, non lo ha sostenuto, lasciandolo cadere a terra. Il video mostra come il pubblico sorpreso dal gesto del cantante non fa nulla per evitare che Morgan finisca sul pavimento:

 

Shock ad Andria: artificieri ed esercito in piazza. Ma…

andria-saldi-tuttacronacaAllarme questa mattina ad Andria, nel Barese, dove i cittadini sono stati svegliati dall’arrivo di artificieri, polizia, militari dell’esercito, carabinieri del RIS, vigili del fuoco e ambulanze. Il tutto perchè è stato rinvenuto, in Piazza Catuma, un ordigno nascosto in un borsone abbandonato e trovato da due bambini che giocavano in compagnia del papà e della mamma. La zona è stata messa in sicurezza e poco dopo, sotto lo sguardo attonito dei passanti, l’ordigno è esploso. E’ stato allora che il bluff è venuto alla luce: si trattava infatti di una pubblicità per i saldi all’interno di un centro commerciale a Molfetta. Tutte le persone intervenute, circa una ventina, erano attori impegnati nelle riprese della pubblicità.

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Quando il semaforo… è appeso a un filo!

semaforo-appeso-tuttacronacaE’ Alessia De Pascale, su Repubblica, a parlare di quanto accade nel quartiere Japigia di Bari. Qui un semaforo, funzionante, si trova appeso a un filo. Funziona e dirime il traffico cittadino, pur dando l’effetto di un lume da comodino. Il precario semaforo si trova in questa posizione da quando è stato piegato il palo che lo reggeva.

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“Sono stato io”: uccide l’amante, ne abbandona il cadavere, poi confessa

carabinieri-tuttacronacaDalle 10 di sera del giorno di Santo Stefano della 42enne Francesca Milano, di Gioia del Colle (Bari), non si avevano più notizie. Il cadavere della donna, separata con due figlie, è stato rinvenuto di notte nelle campagne di Castellaneta. Stando alle indagini dei carabinieri del reparto operativo di Bari e della compagnia di Gioia del Colle, la vittima sarebbe stata strangolata a Putignano e il suo corpo senza vita abbandonato in campagna. Il 40enne Nunzio Proscia, il suo amante, interrogato per ore nella serata di ieri ha infine ammesso le sue responsabilità e  ha dato indicazioni sul luogo dove aveva abbandonato il cadavere.

Cie di Bari: la violenta notte di Natale

cie-bari-tuttacronacaMentre la notte di Natale scorreva serena in tutta Italia, al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati, è stato teatro di duri scontri tra immigrati, nella quasi totalità siriana, e le forze dell’ordine. Come riporta Repubblica:

Atmosfera surreale dopo una notte di Natale di terrore al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati. La struttura è blindata, non si può accedere. All’esterno è presidiata dalle forze dell’ordine e la direttiva è mantenere la calma. Si teme una recrudescenza degli incidenti dell’altra notte quando una trentina di ospiti della struttura ha allagato una sezione all’interno del centro che è alla sua massima capienza, 140 persone. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine perchè i manifestanti stavano tentando un’evasione in massa dal centro all’interno del quale ci sono anche persone la cui posizione è da approfondire secondo le forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e Guardia di finanza poco prima della mezzanotte sono stati allertati dai responsabili del Cie e si sono precipitati in massa.

Sono seguiti duri scontri con le forze dell’ordine anche perchè gli immigrati – nella quasi totalità siriani – si sono asserragliati all’interno di un reparto, dando fuoco a mobili, letti e altre suppellettili. E’ stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco per impedire che si propagasse un incendio dalle conseguenze inimmaginabili.

La situazione fino al pomeriggio sembrava tornata alla normalità, anche se le forze dell’ordine stanno presidiando il centro che è blindato. Sul Cie di Bari è in corso un’inchiesta penale sul trattamento riservato agli ospiti dopo che il giudice

civile si è già espresso sull’inadeguatezza delle procedure che violerebbero i principi di assistenza nei confronti degli immigrati. Alcuni rappresentanti di forze politiche di centrosinistra hanno più volte chiesto la chiusura della struttura. La protesta di stanotte, secondo gli investigatori, s’inserisce nell’ambito delle manifestazioni sorte nel resto d’Italia. Gli immigrati reclamano diritto d’asilo e la libertà di poter circolare liberamente nelle città.

Sassaiola degli immigrati al Cara di Bari: 10 rappresentati delle forze dell’ordine contusi

centro-cara-bari-tuttacronacaFeriti al Cara, Centro di accoglienza per i richiedenti asilo, di Bari, dove una trentina di immigrati hanno dato vita a una protesta contro, così sembra, il mancato riconoscimento dello stato di rifugiato politico ad alcuni ospiti del centro. Alla sassaiola hanno preso parte anche diverse donne. Il bilancio finale è di diverse persone contuse, si tratta di sette carabinieri, due agenti e un funzionario di polizia.

L’irruzione nei centri commerciali nel Barese: i forconi fanno evacuare le aziende

forconi-bari-tuttacronacaNella seconda giornata di protesta attuata dal movimento dei Forconi, la zona industriale di Molfetta è stata presa d’assalto dai manifestanti, che hanno fatto evacuare molte aziende della zona Asi. Sono chiusi Exprivia, Network Contacts, ‘Fashion District’ e il centro commerciale Mongolfiera e lo stesso dicasi per gli Ipercoop di Andria e Barletta. Per quel che riguarda questi ultimi, la loro chiusura è stata confermata dal direttore Ipercoop Puglia Antonio Bonucci. “Penso che questa forma di protesta – spiega Bonucci – stia ulteriormente penalizzando le imprese e il lavoro in Puglia, capisco il malumore e il disagio perchè si vuole difendere il lavoro ma non è così che si risolvono i problemi, perchè noi, in questo momento, siamo parte lesa”. “I manifestanti ci hanno detto di non perdere tempo e di chiudere – racconta una commessa di un negozio del centro commerciale ‘Mongolfierà di Molfetta – e hanno annunciato che torneranno domattina”.

Dai cortei alle schegge sciolte: le manifestazioni spontanee a Torino

forconi-tuttacronacaMariano Ferro, uno dei leader del Movimento dei Forconi, parlando della “marcia su Roma” aveva spiegato che “non è il momento“, aggiungendo: “Bisogna vivere qualche altro giorno di passione e far salire l’adrenalina degli italiani”. Nel frattempo, a Torino sono ripresi i cortei a cui hanno preso parte anche un migliaio di studenti che per tutta la mattina hanno intonato l’inno di Mameli di fronte al Palazzo della giunta regionale di Roberto Cota. Il gruppo, podo dopo le 11, si è sciolto e le persone hanno iniziato a spostarsi per le vie del centro. A questo punto, è difficile contare cortei e presidi, come conferma anche Andrea Zunino, portavoce del Coordinamento 9 dicembre: “Noi abbiamo dato il La ma adesso le manifestazioni non sono più organizzate dal Coordinamento 9 dicembre. Questa notte siamo stati convocati dai capi della Questura. Ci hanno detto che ieri si sono verificati troppi episodi di delinquenza di strada. Se oggi avessimo continuato ci avrebbero dato la responsabilità di tutto quanto avrebbe potuto succedere. È stata una sorta di ricatto, ma non lo dico in senso polemico, perché rispetto il lavoro che hanno fatto ieri. All’alba siamo quindi passati nei presidi per avvisare lasciando però le persone libere di scegliere se e come continuare a manifestare. Anche ieri d’altronde gli autotrasportatori che sono intervenuti qui a Torino, quando hanno visto che erano in pochi, hanno deciso da soli di spostarsi per unirsi ai colleghi che protestavano a Genova”. Azioni eclatanti in vista della fiducia di Letta? “Dal Comitato 9 dicembre no. Dal nostro punto di vista questo è un governo illegittimo. Con dei giuristi stiamo studiando per capire se esistono strumenti conformi alla Costituzione per destabilirlo. Senza ricorrere ad azioni militati: intenzione che non abbiamo mai avuto e che invece qualcuno ci ha attribuito”.

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Forconi: “marcia su Roma” in stand-by

forconi-tuttacronacaSono iniziate ieri le proteste del Movimento dei Forconi e mentre proseguono uno dei leader, Mariano Ferro, smentisce al momento l’ipotesi di una manifestazione nazionale nella Capitale, affermando che “Non è il momento della ‘marcia su Roma’”. E spiega: “Bisogna vivere qualche altro giorno di passione e far salire l’adrenalina degli italiani”. Per quel che riguarda la guerriglia di ieri, Ferro l’ha attribuita a “quattro scalmanati, la stragrande maggioranza era pacifica”. Le manifestazioni dovrebbero durare cinque giorni, ma sarà importante attendere di vedere cosa accadrà domani, quando si voterà per la fiducia al governo guidato da Enrico Letta: “Se i politici non andranno a casa e domani sarà votata la fiducia al governo Letta, ci sarà un’azione eclatante non violenta a Roma e forse in altre città: non ci arrendiamo” ha detto Danilo Calvani, uno dei coordinatori del movimento “9 dicembre”.

Protesta dei Forconi: a Torino si va avanti

Forconi-tuttacronacaLa protesta dei Forconi prosegue e nel Torinese i presidi del movimento proseguono. Nel capoluogo sono ancora presenti i blocchi di piazza Derna e piazza Pitagora, nella zona nord e sud della città.  Piccoli presidi si sono formati, lungo la tangenziale che oggi è interamente percorribile, fuori dallo svincolo Collegno-Pianezza, sulla circonvallazione di Avigliana e su quella di Pinerolo, con disagi per il traffico. Si tratta di trattori e camion che viaggiano a passo d’uomo. Ma anche a Imperia la protesta continua, con i manifestanti che hanno bloccato lo svincolo di Imperia Est dell’Autostrada dei Fiori, come nel pomeriggio di lunedì. Dei blocchi sono stati segnalati anche in vari punti della città ligure. Per quel che riguarda Savona, questa mattina le forze dell’ordine hanno allontanato i manifestanti che bloccavano il traffico sulla via Aurelia, nei pressi della Torretta. “La manifestazione ha superato i limiti della libertà di protesta – ha detto il prefetto savonese, Gerardina Basilicata – interferendo con la vita dei cittadini. E’ durata troppo a lungo e ha avuto forme intollerabili”. A Genova, infine, i manifestanti si stanno concentrando in zona Corvetto ed è possibile che un nuovo corteo sfili nelle vie della città.

Forconi in strada: disagi tra Bari e Foggia

forconi-tuttacronacaAnche a Bari si chiedono le dimissioni dei rappresentanti di governo. Qui gli esponenti del Movimento dei Forconi hanno bloccato il traffico sulla tangenziale di Bari, tra le uscite di Poggiofranco e Carrassi, dove i mezzi pesanti non possono passare mentre le vetture procedono con notevoli rallentamenti. Lo stesso accade sulla statale 231 in agro di Corato, in provincia di Bari. La protesta ha visto un gruppo di manifestanti radunarsi in piazza Libertà, davanti alla Prefettura, per dare vita ad un corteo, che è partito alle 10 per attraversare le strade del centro cittadino. In giornata, ad Andria i forconi hanno bloccato la linea ferroviaria che va da Barletta a Bari e viceversa mentre sulla provinciale 231, ex Ss98, al km 35+100 all’altezza di Corato, in direzione sud, una decina di mezzi pesanti è stata parcheggiata in un’area di servizio, dove si sono radunati circa 200 manifestanti. Come spiega il Corriere, la zona è presidiata dalle forze dell’ordine; il traffico è scorrevole e vengono utilizzate le complanari anche per i mezzi di soccorso. A Conversano, in piazza Castello, si è svolto un presidio pacifico al quale hanno partecipato circa 1.500 persone, con un corteo che ha percorso via Di Vittorio. Problemi anche in provincia di Foggiam dove sulla statale 16 c’è stato un blocco totale dei mezzi pesanti al km 670, con rallentamenti alla circolazione delle auto. Una quarantina di autotrasportatori si è concentrata in una piazzola di sosta, nei pressi di una stazione di servizio tra Foggia e San Severo. In mattinata, verso le 5, un centinaio di autotrasportatori aveva manifestato anche sulla statale 613 Lecce-Brindisi in direzione nord, rallentando e a tratti bloccando il traffico veicolare in prossimità dello svincolo per Surbo. Una protesta che si inserisce in quella nazionale ma che non era stata autorizzata, facendo subito scattare l’intervento delle forze dell’ordine.

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Ha un volto l’assassino di Bari: è un 18enne nigeriano

caterina-susca-omicida-bari-tuttacronacaNwajiobi Donald, 18enne nigeriano, ha confessato l’omicidio della 60enne Caterina Susca, strangolata l’11 novembre nella sua casa di Torre a Mare, a sud di Bari. A incastrarlo, in base alle prime indiscrezioni, anche i risultati degli accertamenti scientifici. Restano però non pochi dubbi sul movente e sulle dinamiche dell’omicidio. Al momento c’è anche un altro indagato. Si tratta di un 30enne ghanese che era stato trattenuto per accertamenti per 24 ore in questura e rilasciato martedì sera. Stando a fonti della procura, il ragazzo, regolarmente residente in Italia, ha confessato di aver compiuto il delitto nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto, durante il quale gli sono state contestate le “numerose prove a carico raccolte nelle ore immediatamente successive alla feroce aggressione”. L’autopsia e gli accertamenti utili a ricostruire la dinamica del delitto verranno compiuti venerdì. Secondo quanto dichiarato dal procuratore aggiunto Annamaria Tosto, determinante per la soluzione del caso è stata la collaborazione dei cittadini, con i vicini di casa della vittima che avevano chiamato le forze dell’ordine e con uno di loro che aveva anche scattato una fotografia a un uomo che stava scappando. “Per la rapida soluzione del caso – si legge in una nota della Procura di Bari – è stata determinante l’attività svolta, sotto la direzione del dott. Luigi Rinella, dalla Squadra Mobile della questura di Bari che, grazie anche alla fattiva collaborazione dei cittadini, ha sviluppato e verificato con tempestività ed intuito tutti gli spunti investigativi disponibili pervenendo all’identificazione del presunto autore del reato”.

“Peggio di un film horror”, così il marito della donna uccisa a Bari

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“Non avrei mai immaginato di vedere questo spettacolo. Peggio di un film horror. Hanno ucciso una donna, ma hanno ucciso anche un uomo. Posso capire un incidente, ma una cosa del genere… Non esiste una morte più balorda di questa. Che abbiamo fatto per meritare tutto il disastro che c’è? Una cosa assurda”, così il marito della vittima, Basilio De Sario in uno sfogo con gli amici e i parenti.

La vittima è Caterina Susca, di 60 anni, potrebbe  essere stata aggredita da qualcuno mentre rientrava a casa: la porta d’ingresso della villetta è stata infatti trovata socchiusa con le chiavi ancora infilate dall’esterno nella serratura. L’allarme è stato dato attorno alle 13.30. La donna è stata trovata sul pavimento dell’ingresso con il volto rivolto verso l’alto, la testa in una busta di plastica e i pantaloni semi abbassati. Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.A quanto si è appreso, gli investigatori avrebbero a disposizione delle immagini dell’aggressore mentre fuggiva dalla casa dopo l’omicidio.Intanto, secondo alcune indiscrezioni, la polizia avrebbe portato in questura un uomo per interrogarlo.

Nuda e incappucciata: misterioso omicidio a Bari

donna-morta-bari-tuttacronacaSi è tinta di mistero la periferia di Bari, nel quartiere Torre a Mare dove, all’interno del complesso residenziale Uliveto, è stato rinvenuto il corpo di una donna seminuda, incappucciata e strangolata. Stando alle prime informazioni, la donna aveva i pantaloni abbassati mentre la testa era avolta in una busta di plastica e il cranio fracassato. Sul posto è intervenuta la polizia che sta indagando sull’accaduto.

Per fare una rapina al bancomat… sventrano un palazzo!

bancomat-rapina-tuttacronacaScordatevi i ladri silenziosi che agiscono con il favore delle tenebre per non farsi notare. A Modugno, nel Barese, una banda di rapinatori ha preso di mira il bancomat del Monte dei Paschi di Siena e si sono mossi con insolita violenza: hanno infatti tentato l’assalto con una pala meccanica. Per intascare il bottino hanno iniziato ad abbattere la parete della banca ma non solo: la pala ha iniziato a colpire anche i balconi del primo piano del palazzo. A quel punto i condomini hanno allertato il 112 che è subito entrato in azione. I banditi, visti i lampeggianti, hanno aperto il fuoco costringendo i militari a rispondere con mitragliette e pistole. A quel punto i malfattori sono fuggiti a bordo di un’Audi.

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In quattro all’ospedale dopo aver consumato yogurt artigianale

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Sono ancora in corso da parte dei Nas e dell’Osservatorio epidemiologico della Puglia le cause che hanno portato, due notte fa, 4 persone all’ospedale di cui una in coma farmacologico, dopo il consumo di yogurt artigianale. Tutte le persone avevano consumato l’alimento in un bar a Bari e avevano poi accusato problemi gastro-intestinali. In particolare destano preoccupazione le condizioni di un’impiegata di un supermarket, svenuta per diverso tempo e ricoverata d’urgenza al Policlinico per arresto cardiocircolatorio.

 

Incidente in autostrada: si ribalta pullman, 5 feriti

autobus-incidente-tuttacronacaE’ sotto shock il 24enne che si trovava alla guida di un autobus che si è ribaltato questa mattina all’alba sull’autostrada A14, all’altezza del casello autostradale di Bari Sud. A bordo del pullman, proveniente da Reggio Emilia e diretto a Cutro, nel Crotonese, si trovavano 54 persone, cinque delle quali sono rimaste ferite in modo lieve. Ancora da chiarire la dinamica dell’incidente con il mezzo che è finito contro una cuspide del guard-rail in prossimità della rampa di uscita del casello Bari Sud, in direzione Taranto, proseguendo la corsa fuori carreggiata e ribaltandosi subito dopo. Il l mezzo, che appartiene alla ditta Fantini, era partito martedì alle 20.30 da Reggio Emilia.

La sfida di Renzi e la rivoluzione al contrario parte da Bari!

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Basta confrontare i loghi di Renzi dal 2012 al 2013 per capire quanta strada abbia fatto l’ex rottamatore per traghettarsi oggi a Bari e partire con la sua campagna elettorale in vista delle primarie.

Sono otto parole su sfondi colorati tra passato e futuro. Ogni parola un punto di programma, qualcosa da rivoluzionare per cambiare verso all’Italia.

«Cambiare-lamentarsi»: «non passeremo il tempo a recriminare su come potrebbero andare meglio le cose. Le cambieremo».

«Futuro-conservazione»: «se pensiamo solo a conservare quello che abbiamo, presto non avremo più nemmeno quello. Crescere vuol dire creare, innovare, cambiare».

«Coraggio-paura»: «paura degli extracomunitari, paura della recessione, paura di cambiare. Da oggi ci riprendiamo la fiducia, la voglia di fare, il futuro».

«La strada-il palazzo»: «conoscere il prezzo di un litro di latte, usare i mezzi pubblici, fare la fila alla posta. Tre ottimi modi per costruire un programma di governo».

«Gli italiani-il Cavaliere»: «da vent’anni la politica si occupa di una sola persona. Noi ci occuperemo di tutti gli altri».

«Vincere-perdere bene»: «l’importante, si sa, è partecipare. Ma per cambiare l’Italia bisogna fare qualcosa in più: vincere».

«Bravi-raccomandati»: «la meritocrazia è l’unica medicina per la politica, per l’impresa, per la ricerca, per la pubblica amministrazione. Gli amici degli amici se ne faranno una ragione».

«Semplicità-burocrazia»: «il rispetto delle regole non ha niente a che vedere con la tortura cui sono sottoposti cittadini e aziende per ottenere un banale permesso. Spenderemo quel tempo ritrovato per far crescere l’Italia».

Inizia il suo discorso con la chiarezza di pensiero che lo contraddistingue, in un giorno difficile in cui a Roma si sfila per la difesa della Costituzione e intanto i sondaggi vedono il nuovo sorpasso del Pdl sul Pd.

Renzi è sponsorizzato anche dal sindaco di Bari, Emiliano che esordisce dicendo:

“Sinceramente non so bene chi sia Cuperlo, non l’ho mai conosciuto, non ho mai avuto a che fare con lui e credo che questo sia un problema del 95% degli italiani. Per votare una persona bisogna conoscerla. Com Matteo ho avuto un sacco di scontri, anche molto duri ma lui è uno che impara dagli errori”.

Il sindaco di Firenze parte proprio dagli errori:

“Dobbiamo fare una lettura critica su ciò che è successo in passato” spiega Renzi nel suo intervento da Bari. E aggiunge: “Alle ultime elezioni abbiamo sbagliato un calcio di rigore. L’Italia in 20 anni non può che essere l’Italia che ha perso tempo con discussioni continue ma non ha risolto problemi, l’establishment ha fallito. Noi siamo qui per ridare speranza e per cambiare”.

Ma c’è anche un attacco diretto al Pd nelle parole del sindaco di Firenze:

“Qualcuno” – ha proseguito – sembra pensare che “dopo di me c’è solo il mago Otelma, poi le abbiamo provate tutte”.

E anche al Governo Letta:

“Il governo non si caratterizza per quanto dura ma per le cose che fa. Se fa le cose utili noi lo sosteniamo. Non vogliamo mettere bandierine come Brunetta ma fare in modo che le cose si facciano”.

E al M5S:

“Non ci sono alternative al Pd, lo dico con amarezza, non con soddisfazione. I cinque stelle intervengono per farci la morale, ma li perdiamo sui tetti di Montecitorio”.

E assicura che entro novembre ci sarà la proposta presentata dal suo gruppo per la riforma elettorale.

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Parla anche del problema di amnistia e indulto, indicandoli come un “clamoroso autogol”:

“Come facciamo a spiegare ai ragazzi il valore della legalità se poi ogni sei anni quando abbiamo le carceri piene buttiamo fuori qualcuno”, ha sottolineato il sindaco. “Si possono cambiare la Bossi-Fini e la Giovanardi. Bastano i cognomi per capire perchè…”, ha ironizzato. “Ma non è per quello che li cambiamo, le cambiamo perchè non hanno funzionato”, ha proseguito.

Torna anche sul tema delle pensioni d’oro e della sua proposta di abbassare l’assegno mensile attraverso un contributo significativo:

“Essere di sinistra non significa rinunciare al merito, il sistema non è inclusivo. Mi hanno criticato per la proposta di un contributo alle pensioni d’oro ma è un principio di giustizia in un momento di difficoltà per il paese. Per avere più stato non vuol dire avere ancora più macchina pubblica ma dobbiamo premiare le associazioni che lavorano per il bene comune”.

Cerca anche la strada di per la partecipazione popolare:

“Sembra che il Pd debba chiudersi ed invece noi i circoli dobbiamo aprirli, spalancarli. Noi vogliamo un Pd curioso che va incontra alle persone giudicandole interessanti per superare la crisi profonda degli iscritti”.

Su Twitter intanto il popolo della rete si scatena:

Scontri a Milano tra studenti e polizia: fumogeni e uova

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Sono 400 studenti appartenenti al centro sociale Cantiere si sono staccati dal corteo studentesco di Milano e hanno cercato di raggiungere la sede dell’Agenzia delle Entrate in via Manin. La polizia li ha bloccati e si sono generate tensioni con lancio di fumogeni e uova. Imbrattati anche alcuni edifici in zona.

Poco prima passando in prossimità della sede della Provincia di Milano, blindata per l’occasione, il corteo studentesco ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine in via Donizzetti. Per due volte la testa della manifestazione ha provato a superare gli agenti, venendo sempre respinti dagli scudi. Sono partiti anche alcuni colpi di manganello. Durante i due tentativi dal corteo è iniziato anche un fitto lancio di oggetti in direzione degli agenti, tra cui un espositore di riviste in ferro.

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Dopo qualche minuto di tensione in via Donizzetti, il corteo studentesco ha desistito dall’idea di sfondare il cordone di polizia per ‘assediare’ la Provincia di Milano e si è rimesso in cammino. Al momento gli studenti stanno marciando lungo i bastioni di Porta Venezia, con l’intenzione di arrivare quanto più possibile vicino alla sede della Regione Lombardia.

La scuola in piazza: in 80 città sfilano gli studenti

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Sono gli studenti di 80 città italiane a scendere in piazza in massa per una delle prime date della mobilitazione di quest’anno lanciata dall’Unione degli Studenti. Sotto lo slogan:

“Non c’è più tempo da perdere con le politiche di austerità”

tra quegli studenti c’è chi scende e con la testa già sa che vorrebbe essere all’estero, chi ancora ci crede che davvero si possa cambiare e chi forse ci scende con talmente tanta rabbia che ogni passo è davvero uno sfogo. I dati Ocse ci collocano in basso alla classifica per l’istruzione scolastica e c’è chi afferma che alcuni disoccupati sono “inoccupabili”, poi si corregge e dice che non si riferiva agli studenti e che verranno istituiti stage di formazione e borse di studio per ovviare al problema del gap formativo. Contraddizioni in termini che certo non passano inosservati tra i ragazzi che oggi tentano di gridare il loro disagio a  una classe politica impegnata in congressi, in primarie, in amnistie, in correnti, in indulti e nella questione immigrati.

“Da parte dell’attuale governo non c’è stata nessuna reale inversione di tendenza. Mentre alla scuola pubblica e al welfare vengono destinate poche briciole si sceglie di continuare a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell’immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni – dichiara in una nota l’Unione degli Studenti – Per questi motivi portiamo in piazza in tutta Italia le vere emergenze sociali del Paese, rivendicando il rifinanziamento totale dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio”

“Crediamo che l’attacco al sistema di formazione pubblica sia oggi generalizzato – dichiara Alberto Campailla, portavoce nazionale di Link Coordinamento Universitario – e vogliamo ribadire ancora una volta le vere emergenze del paese. Il calo delle immatricolazioni, le troppe borse di studio negate, i costi esorbitanti della vita per gli studenti universitari fuorisede, l’assenza di politiche abitative, il mancato finanziamento delle borse di studio come l’assenza di politiche generali di welfare e diritto allo studio, sono priorità di questo paese, è per questo che non c’è più tempo”.

“Domani inoltre parteciperemo alla mobilitazione nazionale per l’applicazione della Costituzione, convinti che da lì possa partire partire una battaglia di contro-attacco per costruire giustizia sociale, estendere i diritti, liberare i saperi” – dichiara Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza.

A Roma il concentramento è previsto in Piazza della Repubblica, a Milano in piazza Cairoli, a Napoli in piazza Garibaldi, a Torino in piazza Albarello, a Bologna in piazza San Francesco, a Reggio Calabria in piazza De Nava, a Bari in piazza Moro, a Venezia in piazzale Roma e a Genova in piazza Caricamento.

La testimonianza dell’Angelina Jolie di Bari e i dettagli intimi a processo

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Era il 30 settembre scorso e a essere convocata nell’ambito del processo a carico di Gianpaolo Tarantini è Graziana Capone , ovvero la cosiddetta Angelina Jolie di Bari. La testimonianza è riportata sulle pagine di Libero

GIUDICE: «Con quante persone? Più o meno ricorda quante persone c’erano?»

CAPONE: «Sì, beh, eravamo parecchie, non so se trenta o quaranta».

G: «Chi sono gli altri?»

C.: «Gli altri erano tutti gli altri invitati. Dei quali io però conoscevo soltanto Tarantini. Siamo rimasti lì fino alle… siamo rimasti tutti insieme fino alle tre e poi dopo via via la gente andava via, fino a che siamo rimasti veramente in pochi, tipo in quattro o cinque. Erano già le quattro e mezza, così. Poi io mi allontano per andare in toilette, quando rientro non c’era più nessuno, neppure Giampaolo, era andato via, tra l’altro senza neppure darmene avviso»

G.: «E quindi chi è rimasto?»

C: «Sono rimasta io e Berlusconi».

G.: «Alle quattro del mattino?»

C.: «Sì».

G.: «E poi fino alle sette del mattino che lei è andata via che cosa è successo?»

C: «Beh, ci siamo… lui mi ha raccontato tante cose, abbiamo, insomma, condiviso un momento, insomma, così, di intimità in camera sua, ma non abbiamo avuto rapporti sessuali. Per intimità intendo, insomma, un… così, un raccontarsi, io naturalmente ho raccontato di me, di quello che mi piaceva fare, ma senza francamente nessuna ambizione. Insomma, non mi aspettavo nulla da quell’incontro. In realtà era più lui a propormi, insomma, cose, ma io ero felice così».

G.: «Cioè lei dice che è stata solo una conversazione?»

C: «Beh, c’è stata una conversazione affettuosa, non so come dire».

G.: «Cioè che cosa intende per affettuosa?»

C: «Beh, nel senso che ci sono state delle carezze, ci sono state… insomma, non so che cosa vuole sapere».

G.: «Cioè non c’era nessun atto sessuale, secondo lei?»

C: «No».

G.: «Niente?»

C.: «No, assolutamente no, non ci sono atti sessuali».

G.: «Diciamo, le ha messo una mano sulla spalla così, amichevolmente?»

C: «Beh, no..».

G.: «Che cosa è successo?»

C.: «Beh, ci sono state delle… insomma, delle effusioni così, un po’ più che la pacca sulla spalla ecco, però, insomma..».

G.: «Vabbè, e lei come le definisce? Diciamo, è una cosa che lei fa normalmente quando le persone le capita…?»

C.: «E’ una cosa che faccio normalmente se un uomo mi piace».

G.: «Ah! Quindi – diciamo – c’era…?»

P.M.: «Giudice, vogliamo chiedere che cosa sono queste effusioni? Perché sennò non riusciamo neanche a capire di che cosa stiamo parlando».

GIUDICE: «C’è un concetto giuridico di queste situazioni ed un concetto materiale diverso. Lei che cosa intende? Così cerchiamo di intenderci prima sul piano materiale, poi vediamo sul piano giuridico».

CAPONE: «Beh, ci sono state delle carezze, non so, però io..».

G.: «Seduti, in piedi, su un divano?»

C.: «Sì, eravamo seduti sul letto».

G.: «Sul letto?»

C.: «Eravamo seduti sul letto, sì».

G.: «Vestiti?»

C.: «Beh, io ammetto che avevo..».

G.: «Eravate vestiti o vi siete alleggeriti?»

C.: «Ci siamo… sì, ci siamo alleggeriti».

G.: «Quanto vi siete alleggeriti?»

C.: «Beh…»

G.: «Si renda conto che la materia del processo è questa purtroppo».

C.: «Sì».

G.: «Siamo a porte chiuse, ma..».

C.: «Beh, ci siamo alleggeriti, ma è durato abbastanza poco, perché… insomma, io non ero particolarmente e propriamente a mio agio, diciamo così, perciò in qualche modo così, ci siamo coccolati».

G.: «Ed a che punto siete arrivati?»

C.: «…»

G.: «Cioè lei era vestita?»

C.: «Ero… ero… no, proprio vestita… si, insomma, avevo degli slip ed avevo un accappatoio…»

Poi la rivelazione GIUDICE: «Quindi lei dal 2008 al 2010 è stata assunta nell’ufficio stampa di Berlusconi? E lo ha frequentato?»

CAPONE: «Assolutamente sì, l’ho frequentato, abbiamo trascorso delle vacanze insieme, siamo stati parecchio tempo insieme. Poi devo ammettere che lui, insomma, desiderava convivere con me ed io devo ammettere invece che mi sono resa conto che era… c’era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell’amicizia o quello della stima, quello della… non so, così. Lui voleva delle cose da me che io non gli potevo dare».

Malasanità: muore a causa del cotone chirurgico dimenticato dai medici

malasanità-tuttacronacaSei medici, tre di Milano e tre di Bari, sono indagati per la morte di una donna avvenuta a causa di un pezzetto di cotone chirurgico in testa dimenticato dai medici che l’avevano operata cinque anni fa. Nell’aprile del 2008, al Besta di Milano, la donna era stata sottoposta a un intervento per l’esportazione di un piccolo tumore. A seguito dell’operazione, la paziente ha però continuato a soffrire d’inspiegabili disturbi. La causa dei problemi non è venuta alla luce neanche dopo innumerevoli visite ed esami effettuati al Policlinico di Bari, dov’era stata ricoverata. La donna è morta dopo poche ore e solo allora, con indagini più approfondite, è venuta alla luce la tragica verità.

Requiem per Trani, muore il dj che fece ballare 30 milioni di persone

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Marco Trani si è spento a 53 anni a causa di un’emorragia celebrale che lo aveva colpito qualche giorno fa. Il ricovero all’ospedale Sant’Andrea di Roma è stata l’ultima tappa di uno dei dj più acclamati d’Europa. Aveva iniziato a collaborare come fonico e poi come speaker nelle prime radio private di Roma. Aveva appena 18 anni quando nel 1978 approdò alla trasgressiva discoteca Easy Going. Poi dopo Roma arrivò Firenze,  Milano, Venezia, Bari, Bologna, Cortina d’Ampezzo, fino a giungere sulla costiera adriatica dove lo attende a braccia aperte il Pascià di Riccione che lo consacrerà definitivamente come il disc-jockey più talentuoso degli anni Ottanta.

E’ il 1988 quando Marco Trani si lascia affascinare dall’avvento delle nuove tecnologie (potenti sound system, campionatori, etc.) che lo proiettano nei migliori clubs europei: Ministry of Sound, London; Fabric, Queen Les Bains, Paris; Space, Manumission, Privilege, Pasha,Amnesia Ibiza; KM Disco, Costa del Sol; Penelope, Alicante; Titos, Palma de Mallorca e molti altri. C’è chi ritiene che Trani abbia fatto ballare almeno 30 milioni di persone.

Ma Trani è stato anche produttore discografico e di dj-remixer. In questa veste ha collaborato con artisti di spessore mondiale come Talk Talk, Amii Stewart, Blackbox, Linda Wesley, Mike Francis, Renato Zero, Tony Renis, Jovanotti, F.P.I. Project, Twilight ed altri. Nel 2010 insieme con Corrado Rizza, Marco Trani ha firmato il libro “I Love The Nightlife”, 350 pagine che raccontano la loro vita di disc-jockeys, con 700 foto inedite.

Infermiere picchiato da un paziente al Policlinico di Bari

infermiere-picchiato-bari-truttacronacaProtestava per una presunta lunga attesa prima di essere sottoposto a una visita un paziente che ha picchiato con calci e pugni un infermiere al Policlinico di Bari che ha riportato lesioni guaribili in 30 giorni e la frattura di alcuni denti. L’aggressione è avvenuta poco prima delle 11.30, per opera di Antonio Lovreglio, 30 anni, pregiudicato residente a Japigia. L’uomo si era presentato all’accettazione ma aveva un codice verde e, dopo una brevissima attesa, ha preteso di precedere altri pazienti. Quando l’infermiere gli ha spiegato che non era possibile, il 30enne ha risposto picchiandolo. Fermato dalla polizia presente al pronto soccorso, è stato quindi denunciato per violenza, lesioni e minacce.

Psichiatra uccisa dal paziente

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Una psichiatra di 53 anni,  Paola Labriola, in servizio presso il Sim (servizio di igiene mentale) di Bari è stata uccisa questa mattina con una coltellata all’addome da un paziente in cura presso la struttura sanitaria in cui lavorava la donna. L’omicidio è avvento questa mattina nei locali che ospitano il Sim, in via Tenente Casale, nel quartiere Libertà, a ridosso del centro cittadino. A quanto si è appreso, l’uomo è stato fermato da agenti della squadra volanti subito dopo l’omicidio

Continua l’emergenza Escherichia coli: NAS al lavoro e sequestri

escherichia-coli-tuttacronaca A seguito dell’infezione da Escherichia Coli che nelle ultime settimane si è verificata in Puglia, sono stati posti in essere dei controlli a opera del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in accordo con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il monitoraggio è stato esteso anche alla provincia di Foggia. Durante l’attività d’indagine, 42mila litri di latte all’origine fresco e arbitrariamente sottoposto a congelazione e oltre 130 tonnellate di alimenti sono stati sequestrati da dieci squadre dei Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Foggia, Bari e Taranto a seguito di ispezioni igenico-sanitarie che hanno coinvolto aziende agricole, ditte produttive, depositi, ingrossi e negozi alimentari. Nello specifico, come spiega FoggiaToday, si tratta di “oltre 48 tonnellate di pomodori posti all’essiccazione al sole su telai creati con tondini di ferro arrugginiti e reti in materiale plastico non idonei all’uso alimentare, esposti a diretto contatto con l’aria senza alcuna protezione dall’azione infestante di insetti ed animali, dalle intemperie e dalle contaminazioni di agenti atmosferici”. Ma sono state sequestrate anche circa 79 tonnellate  “di conserve di pomodoro e vegetali (tra cui peperoni e carciofi) ed alimenti vari confezionati e non (tra cui sacchi di riso e farina, peperoncino, pollo e pesce congelati, acqua e birra) prodotti o detenuti in precarie condizioni igienico-sanitarie ed in depositi non autorizzati”. Alimenti preconfezionati di varia tipologia, per il peso di una tonnellata, sono stati sequestrati in tre negozi, gestiti rispettivamente da un rumeno, un pachistano ed un bengalese. Motivazione: le confezioni erano sprovviste di etichette con informazioni in lingua italiana. Mezza tonnellata di pasta alimentare fresca all’uovo con ripieno a base di carne è stata invece sequestrata perchè conservata a temperatura ambiente anzichè a temperatura refrigerata. Due aziende agricole, una ditta di conserve vegetali e un deposito di alimenti etnici, tutti privi della prescritta dichiarazione di inizio attività e versanti in precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali, hanno invece dovuto sospendere l’attività.

Cadavere di una donna nudo nelle campagne di Bitonto

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E’ stato rivenuto, nelle campagne di Bitonto, in provincia di Bari, lungo la provinciale 231, il cadavere di una donna. Il corpo era quasi completamente nudo e presentava diverse ferite. Probabilmente ad uccidere la donna è stato il colpo di un arma da fuoco. Probabilmente si tratta di una prostituta dell’Est. Accanto al corpo è stato rinvenuta la borsetta di una donna contenente denaro contante.

 

Suora annega mentre fa il bagno in Puglia

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Francesca Carone, 74 anni, suora di Altamura (Bari), è annegata oggi, come riporta l’Ansa, mentre faceva il bagno lungo la costa vibonese, in località Le Grazie, tra Tropea e Parghelia. La religiosa durante l’anno gestiva un asilo privato a Tropea insieme ad alcune consorelle. Quando i medici del 118 sono arrivati non hanno potuto fare altro che constatare la morte della donna. Gli accertamenti sulle cause dell’annegamento sono condotti dalla guardia costiera.

Incendio in un quadro elettrico della centrale Enel di Bari

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Un principio di incendio ha interessato poco fa alcuni quadri elettrici della centrale a metano dell’Enel in via Bruno Buozzi, a Bari. Sul posto, per spegnere le fiamme, e’ intervenuto il personale della task force della sicurezza dell’azienda, coadiuvato dai vigili del fuoco. Secondo quanto si apprende da fonti dell’azienda l’incendio non riguarda le unità produttive ma una zona distaccata da queste ultime. L’intervento di spegnimento è in corso e la situazione sarebbe sotto controllo. A novembre scorso l’impianto era stato sequestrato per una presunta violazione della normativa sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti (soprattutto incendi) connessi con determinate sostanze pericolose, quella sulla tutela della salute e della sicurezza dei luoghi di lavoro.

16enne va in coma dopo aver fumato uno spinello

spinello-coma-tuttacronacaAveva preso parte a una festa di compleanno privata organizzata nel giardino di una nota struttura ricettiva di Brindisi un 16enne che, la notte scorsa, è stato ricoverato in ospedale in stato di coma dopo aver fumato uno spinello.  Sembrerebbe che l’adolescente, ora fuori pericolo, non fosse consapevole che si trattasse di uno spinello. Gli agenti della sezione volanti, che hanno avvertito il magistrato competente, stanno indagando. La struttura era stata presa in affitto da privati per organizzare un party.

Trasporto di materiale nucleare in Basilicata? L’M5S solleva il sospetto.

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Il M5S “chiederà immediatamente” ai Ministri dell’Interno e della Difesa di dare ”spiegazioni sullo schieramento di forze dell’ordine (circa 300 tra poliziotti, carabinieri e finanzieri)” che, la notte scorsa, hanno partecipato al trasferimento dal centro Itrec di Trisaia di Rotondella (Matera) di materiale ancora non precisato (secondo le prime informazioni, un serbatoio, forse danneggiato). Queste le affermazioni di Vito Petrocelli (M5S) che vuole far chiarezza su “contenuti e destinazione ignoti” di un carico che è stato trasferito nell’aeroporto militare di Gioia del Colle (Bari). La preoccupazione è plausibile perché nel entro di Rotondella sono custoditi “materiale radioattivi di seconda e terza categoria”, comprese 64 barre di uranio provenienti, alcuni decenni fa, dalla centrale statunitense di Elk River: “I Ministri della Difesa e dell’Interno – ha detto Petrocelli – devono dare risposte immediate al territorio e ai cittadini e non ci sarà segreto militare che tenga”. Il senatore del M5S, inoltre, ha annunciato di voler chiedere un incontro all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia “per trattare la restituzione agli Usa dello loro barre ‘lucane’ di Elk River”.

“Il senso dello Stato mi spinge a credere che se le notizie dovessero trovare effettivo compimento il Ministero dell’Interno e della Difesa avranno avuto i loro buoni motivi per agire e chiediamo che ce le spieghino in tempi rapidissimi”: lo ha detto il presidente della giunta regionale della Basilicata, Vito De Filippo, commentando quanto avvenuto la notte scorsa a Rotondella. Lo stesso Petrocelli ha poi aggiunto “…episodi come questi, con il mancato coinvolgimento dei territori interessati potrebbero minare quel rapporto di trasparenza e collaborazione tra diversi livelli dello Stato indispensabile per gestire una questione delicata come quella delle scorie nucleari, rischiando di riaprire la vecchia ferita di Scanzano”.

Aggiornamento – 30 luglio 2013

E’ di oggi la comunicazione di Sogin che rende noto che: “Si è concluso oggi il rimpatrio” negli Usa “di materiali nucleari sensibili di origine americana, che erano custoditi in appositi siti” in Italia “per attività di ricerca e di sperimentazione”. La spedizione – spiega la società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi – è avvenuta “in ossequio agli impegni presi dall’Italia in occasione del Vertice sulla Sicurezza Nucleare a Seoul nel marzo 2012” e “si inquadra nell’Accordo internazionale tra Usa ed Euratom sull’utilizzo dell’energia nucleare a scopi pacifici”.

Esplode un gommone e resta ferito un 36enne nelle acque di Santo Spirito

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L’esplosione di un gommone nelle acque di Santo Spirito (Bari), ha ferito un uomo di 36 anni, Nicola Patierno, originario di Bitonto. L’uomo è rimasto ustionato in volto e sul torace prima di trovarsi sbalzato in acqua. Immediati i soccorsi che hanno immediatamente trasportato il giovane al Policlinico di Bari. Sembra che l’esplosione si sia verificata perché  l’ambiente sotto il tendalino era saturo di gas uscito dal serbatoio della benzina. La polizia municipale e la Capitanera stanno ora accertando se oltre all’uomo sul gommone ci fossero altre persone.

Quelle belle ferie al mare… incubo tra liti e polizia!

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Doveva essere una tranquilla giornata di mare e si è trasformata in un incubo sulla spiaggia  cittadina di ‘Pane e Pomodoro’ a Bari  dopo che una donna di 48 anni ha gettato in mare l’asciugamano e una borsa contenente oggetti personali di un’altra bagnante, durante una lite furibonda scoppiata per futili motivi. Gli agenti chiamati sul posto hanno trovato una signora di 67 anni, residente a Japigia, in lacrime che ha raccontato di essere stata aggredita dalla 48enne che reclamava il posto occupato dalla signora. La donna più giovane in particolare avrebbe affermato che quel posto era il migliore per prendere il sole e avrebbe strattonato la 67enne per cercare di spostarla. A quel punto, alteratasi avrebbe gettato in acqua gli effetti personali della signora. La 48enne ha negato l’accaduto, ma molti bagnanti presenti hanno confermato quanto era accaduto.

Perché un ex ministro ha una doppia scorta in vacanza?

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Come è possibile che un ex ministro della Giustizia abbia una doppia scorta in vacanza? Sarebbe quasi incredibile la notizia eppure, Paola Severino, in ferie con la famiglia dall’11 luglio in una località brindisina ha una doppia scorta di polizia penitenziaria composta da quattro unità per turno e due mezzi protetti inviati dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Bari.

E’ stato il  segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Cosp, Mimmo Mastrulli, a denunciare il fatto preoccupato della carenza di organico e delle spese che bisogna sostenere per il “soggiorno della scorta in albergo e ristoro, strutture ristoranti, oltre all’utilizzo del budget per il lavoro straordinario e per il pieno trattamento missione”.

Gli ex ministri hanno diritto alla scorta per tutto l’anno successivo alla fine del mandato, ma perché concedere una doppia scorta? Se poi bisogna operare dei tagli perché non iniziare proprio dalle scorte? La Severino aveva dichiarato che avrebbe rinunciato alla scorta dopo 3 mesi dall’insediamento del governo, quindi bisognerà attendere fino al 28 luglio?

28enne ucciso davanti una sala giochi a Bari

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La sala giochi “Golden Gate Casino” è stata questa notte teatro di un accoltellamento in cui è rimasto vittima un 28enne, a Gravina di Puglia (Bari). Da una prima ricostruzione dei fatti, sarebbe scoppiata una lite davanti alla sala giochi che è degenerata poi nell’accoltellamento del giovane che aveva piccoli precedenti penali. Il ragazzo è morto sul colpo, le indagini sono in corso per trovare l’autore dell’omicidio.

 

Costa barese: 90 giorni di tempo per demolire le ville abusive

ville-abusiveLa Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto decine di decreti penali di condanna con obbligo di demolizione delle ville al mare abustive costruite sul litorale di Bari, sorte sulla costa tra Torre Mare e Monopoli. Le abitazioni sono state costruite a meno di 300 metri dal mare, violando le norme paesaggistiche. I responsabili sono stati condannati, dall’ufficio del gip del Tribunale, a pagare ammenda di 20mila euro con la pena sospesa “subordinatamente alla riduzione in pristino e alla demolizione delle opere abusive entro 90 gg”.

Il sindaco a luci rosse?

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Cosimo Mele, deputato ex-Udc, è diventato sindaco di  Carovigno, la sua città natale, in provincia di Brindisi. Forse non molti ricorderanno che proprio Cosimo Mele nel 2007 fu al centro di uno scandalo a sfondo sessuale legato al malore di una prostituta con la quale si trovava in compagnia e di un’altra ragazza all’Hotel Flora di via Veneto a Roma. La prostituta fu ricoverata in ospedale per quel malore causato probabilmente dal consumo di alcol e cocaina. Il parlamentare ha sempre negato l’uso di stupefacenti ed a seguito delle polemiche politiche si dimise dall’Udc senza tuttavia lasciare il suo scranno in Parlamento. Nel 2008 non venne ricandidato. Ancora oggi ci sono aperti due processi uno in cui Mele è imputato per cessione di stupefacenti e l’altro in cui è parte civile in quanto la ragazza che si era sentita male accusò il politico di avergli ceduto la droga e poi avrebbe cercato di estorcere denaro o un contratto televisivo a Mele, in cambio di una ritrattazione.

Il volo tarda e Al Bano canta

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Sarebbe dovuto partire per Bari alle 13,15, ma l’aereo è rimasto bloccato all’aeroporto di Fiumicino per diverse ore. Le lamentele dei passeggeri non sono mancate e quando la tensione si è fatta sentire Al Bano, che era fra i passeggeri, ha deciso di iniciare a cantare il suo storico brano Felicità per cercare di calmare gli animi. Così il comandante di volo ha anche commentato “Ma di che vi lamentate avete Al Bano che vi intrattiene”. 

 

Tentata rapina ad un portavalori a Bari

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Dei malfattori hanno tentato, stamattina, di rapinare un portavalori dell’istituto di vigilanza “Faro” nel quartiere Japigia di Bari. Il mezzo delle guardie giurate è stato assaltato in strada “Pezze del Sole”, quando un’auto con due persone a bordo lo ha affiancato aprendo il fuoco con dei fucili. I proiettili hanno infranto i vetri ferendo in modo lieve alla spalla l’autista. Non sono ancora stati identificati gli autori del tentativo non riuscito.

Cadavere impiccato in un parco divertimenti di Bari. Suicidio od omicidio?

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Alcuni bambini hanno ritrovato il corpo di un uomo di 30 anni impiccato a un albero al quale era stretto con un filo elettrico attorno al collo. Il cadavere si trovava all’interno del Gomma Park di via Ghandi, nel quartiere Poggiofranco di Bari. Ancora non si sa se trattasi di suicidio o di omicidio. La polizia municipale è stata allertata dai genitori dei bambini.

 

Agguato di stampo mafioso a Bari. Muore il figlio di un boss.

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Periferia di Bari. Pieno giorno. I colpi di una mitraglietta raggiungono Vitantonio Fiore, 22 anni con precedenti penali, figlio del boss del quartiere San Pasquale di Bari, Giuseppe Fiore, di 49 anni, che sta scontando in carcere una condanna definitiva a 25 anni per il duplice omicidio di Michele Cristallo e Salvatore Filograsso, avvenuto a Barletta nell’estate del 1991.  Nell’agguato restano ferite anche altre due persone, una delle quali muore poco dopo il ricovero in ospedale. Le generalità delle altre due persone coinvolte nell’agguato non sono state rese note.

 

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