Il Festival visto con gli occhi di Mengoni

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Staserà sarà proprio lui, Marco Mengoni, vincitore della passata edizione del Festival ad aprire la serata della musica d’autore. Ermetico ed enigmatico come sempre Mengoni non si è sbilanciato sul suo programma per questa sera e si è limitato a dire: “Sicuramente canterò”. Poi ha parlato della scenografia dell’Ariston che lo ha entusiasmato “Molti stili diversi, mi piace molto. Siamo nell’epoca dell’apparire, l’estetica fa parte del vivere, della televisione, dello show”. Il più bel ricordo di Sanremo? “Uscire dal palco arrabbiato con me stesso perché avevo sbagliato Ciao amore ciao di Luigi Tenco e scoprire che invece tutte le emozioni positive erano arrivate”. E questa sera ci sarà un nuovo omaggio a Tenco… una nuova emozione!
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L’omaggio a Tenco lo farà Mengoni, venerdì sul palco dell’Ariston!

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Salirà di nuovo sul palco di Sanremo Marco Mengoni, che l’anno scorso si impose con “L’essenziale”, poi divenuto un successo che ha riempito arene e palazzetti dello sport in tutta Italia. Venerdì invece, Mengoni calcherà di nuovo l’Ariston, ma per rendere omaggio a Luigi Tenco. Il cantautore del resto l’anno scorso in occasione della vittoria aveva dedicato la vittoria proprio a Tenco e  sempre nel nome del cantautore era stata la sua performance nella serata dedicata ai classici, con una una versione funk di ‘Ciao amore ciao’.

Rifiuta il videopoker ma ha un calcio balilla gratuito: multato!

CalcioBalilla-tuttacronacaNon ha voluto i videopoker nel suo locale a Mestre (VE) e per questo il proprietario del “Palco”, Stefano Ceolin, riceverà un premio. Nel frattempo, però, è stato multato di 1400 euro per un calcio balilla che campeggia nel suo bar e permette ai clienti di giocare gratuitamente. Il calcetto, secondo i vigili che hanno redatto il verbale, sarebbe privo di autorizzazione amministrativa che tuttavia non serve, come indicano le associazioni del commercio, se lo strumento, come in questo caso, è senza gettoniera e il gioco è libero. Ma Ceolin, in questi giorni, si è visto rigettare dal prefetto la sua denuncia che appare come un’incongruenza burocratica, perché “privo di valide argomentazioni”, il ricorso contro la sanzione applicatagli nel 2011 per quel gioco ‘antico’ sistemato senza fini di lucro. E’ La Nuova Venezia a riportare questa storia e a spiegare che l’esercente è noto per il suo impegno civile contro la droga e il prossimo aprile l’associazione Slot Mob gli consegnerà un riconoscimento per il suo impegno contro il gioco d’azzardo.

Morgan si tuffa dal palco ma nessuno lo prende! VIDEO

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Morgan, ospite di un locale alle porte di Bari per un’esibizione dal vivo, ha improvvisato un tuffo dal palco. Il pubblico, impreparato, non lo ha sostenuto, lasciandolo cadere a terra. Il video mostra come il pubblico sorpreso dal gesto del cantante non fa nulla per evitare che Morgan finisca sul pavimento:

 

Pupi Avati cade e si ferisce ad Ancona

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Brutta caduta per Pupi Avati ad Ancona. Ieri sera, il regista, davanti a una platea di industriali, riunitasi per ilForum Interregionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria alla Mole Vanvitelliana è caduto mentre saliva sul palco. E’ scivolato sui gradini e si è rialzato con un ginocchio dolorante. Ha comunque tenuto – in piedi, seppur toccandosi la gamba – un lungo e applaudito intervento, durante il quale ha anche scherzato sull’episodio: «A me piacciono i fallimenti, le brutte figure, come questa caduta – ha chiosato -. Vorrà dire che domenica non gioco…» e ancora «Pochi giorni prima – ha detto Avati – ero un venditore di prodotti surgelati, spinaci, merluzzi, e dopo un attimo ero un regista che ha fatto 56 film». «Mi credevo anche un clarinettista imbattibile e poi, invece, un piccoletto è sceso come lo spirito santo e mi ha portato via il sogno della mia vita. Era Lucio Dalla, un grande, straordinario poeta. Ho dovuto rinunciare. Ho provato a ucciderlo – ha scherzato il regista – buttandolo giù dalla Sagrada Familia».

Ma niente: «lui aveva più talento di me, e ho capito che senza talento la vita, il lavoro, non hanno senso. Ma dobbiamo essere riamati dal lavoro». «Il talento – ha continuato Avati – è in ognuno di noi, è la nostra identità. Se non facciamo coincidere il talento con ciò
che facciamo, trascorriamo i 30-40 anni più importanti della nostra vita attiva come in galera. Spesso mi sono incontrato-scontrato con persone che non hanno talento ma tantissima passione. Molti attori hanno cominciato con me ed erano pessimi. Lo sono tuttora: questo è un lavoro in cui l’apprendimento non conta».

Ma ciascuno ha il proprio talento: «Ai miei figli ho detto: dovete trovare un lavoro che vi riami. E dobbiamo cercare il nostro talento anche per avere un’interazione profonda con i nostri collaboratori». Fu Tognazzi – ha raccontato il Maestro, in un sapido aneddoto – a insegnarmi il modo di approcciare qualcuno al primo incontro: esordire con una prova di debolezza. Quando ci conoscemmo, mi disse come la sera prima, in un incontro (galante, ndr), e lui era un appassionato di incontri, non andò bene. Mi chiesi: perchè una persona che non mi conosce mi
racconta una cosa simile? Qual è il secondo fine? Poi ho capito che mi sarei dovuto intonare, raccontare a mia volta un fallimento. I fallimenti, le figuracce, come la caduta che ho fatto, mi danno ebbrezza. Con i miei collaboratori mi espongo totalmente: quando si respira tutti allo stesso ritmo, sento di essere riuscito nel mio ruolo».

«Nella cultura contadina da cui provengo – ha detto infine – la vita è una collina che tu sali senza sapere cosa c’è dall’altra parte. Quando sei arrivato sulla sommità ti giri e vedi quello che hai fatto, e davanti quello che ti aspetta, che è molto meno interessante. Questo è lo “scollinamento”. Io sono arrivato al quarto quarto del percorso, e alla nostalgia della giovinezza si è sostituita la nostalgia dell’infanzia. Cosa mi fa essere vicino ai bambini? La loro vulnerabilità», ha affermato il regista ricordando anche il suo ultimo tv movie, “Il bambino cattivo”.

«I bambini e gli anziani sono vulnerabili e quindi più sensibili. Viviamo in una società – ha concluso – in cui vincono le persone forti. Io sono attratto da quelle deboli, dagli sconfitti».

All’uscita si è accorto che aveva un dito sanguinante e così si è recato in farmacia.

Bieber colpito da una bottiglietta sul palco, se ne va

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Cosa sta succedendo a Bieber? Ieri la pop star mentre si stava esibendo in Brasile sul palco di San Paolo è stata colpita da una bottiglietta d’acqua e ha deciso di interrompere il concerto deludendo le fans che erano accorse per assistere all’evento. Per molto tempo hanno atteso che il cantante tornasse sul palco, ma il 19enne non si è fatto vedere. Solo qualche giorno prima Bieber era stato al centro di molti settimanali di gossip perché trovato all’interno di un bordello a Rio de Janeiro. Periodo decisamente difficile per l’idolo delle adolescenti.

Il mega concerto in Lego, ospita 20mila minifigure

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Un’opera monumentale, una vera e propria architettura riprodotta con il lego. I numeri parlano da soli: sono occorsi 13 trilioni di mattoncini Lego a Mario Fabrio per costruire un palcoscenico degno di uno stadio da 20mila minifigure. Che comprende backstage – con tanto di camion e ambulanze – team di lavoratori che hanno allestito la struttura, tecnici del suono, e pure un tappeto rosso per gli ospiti più esclusivi. E in scena non potevano mancare schermi video, schiere di altoparlanti, ma anche un tunnel sotterraneo con piattaforme idrauliche che fanno alzare il palco. Poi, ovviamente, una piattaforma rotante per portare il batterista al centro della scena.

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Terrore per Beyoncé, un fan la strappa dal palco in Brasile

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La cantante Beyoncé che si stava esibendo durante la notte, a San Paolo, in Brasile, è stata letteralmente strappata dal palco da un fan a torso nudo. Il 32enne, che con forza è riuscito a metterle le mani addosso e trascinarla tra la folla. Non è neppure dovuta intervenire la sicurezza, la cantante è riuscita a divincolarsi e a salire di nuovo sul palco. Nonostante l’incidente non ha mai smesso di cantare, dando prova di essere una grande professionista.

 

Marò… la manifestazione di Alemanno non è autorizzata!

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Palco non autorizzato, braccio di ferro fra istituzioni: e sulla manifestazione pro marò scoppia la polemica. L’installazione del palco a ridosso del Colosseo per la manifestazione di stasera a sostegno dei marò in India «non è autorizzata dalla Soprintendenza» ai Beni archeologici di Roma e «in contrasto con le esigenze di tutela del monumento». Lo afferma la stessa Soprintendenza in un comunicato.

«La posa in opera della struttura del palco, oggetto di ordinanza del Sindaco del 2 aprile e realizzato a ridosso delle arcate del Colosseo e dell’ingresso dei visitatori, non è autorizzata da questa Soprintendenza e risulta in contrasto con gli accordi intercorsi in merito alla sicurezza dell’area esterna all’Anfiteatro, generando una situazione di gravissimo disagio e rischio per il pubblico», si legge in una lettera inviata oggi al Campidoglio dal Soprintendente Mariarosaria Barbera e «condivisa con il Ministro Lorenzo Ornaghi e il segretario generale Antonia Pasqua Recchia». «Non è altresì autorizzata – prosegue la nota inviata anche al Prefetto di Roma e al comando provinciale dei Vigili del Fuoco -alcuna proiezione sulla facciata del Colosseo, nè lo spegnimento dell’illuminazione interna di sicurezza dell’Anfiteatro e del Foro Romano». La Soprintendenza infine ha invitato il Campidoglio a rimuovere al più presto il palco, anche per tutelare l’incolumità di turisti e visitatori.

Che vergogna Peter Sagan! Nel 2013 ancora offendiamo le donne?

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Un gesto vergognoso e becero che vorrebbero in molti far passare per scherzo e giustificare in nome dei “campioni” del ciclismo. Come si nota dalla foto, che sono ore che circola sul web, il gesto dello slovacco Peter Sagan, è certamente di pessimo gusto, degno forse delle peggiori battute di quei poveri repressi che pensano ancora che la donna, in questo caso una miss, sia lì, come un oggetto su cui poter allungare le mani ogni volta che si ha voglia. Passa in secondo piano anche la vittoria di Cancellara, dopo un gesto così volgare che mette in ombra la gara e in risalto la figura patetica di Sagan. Ma il ciclista si deve esser reso conto di aver superato il limite e a twittato: «Scusate, era uno scherzo, ovviamente non volevo offendere nessuno, tanto meno le donne”.

Strano modo di scherzare con un gesto che umilia e svilisce la figura femminile. Che vergogna, nel 2013 dobbiamo ancora insistere a questi gesti di impotenza virile.

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La retorica fascista nei filmati dell’allestimento del palco!

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Hanno un sapore di qualcosa di già visto e di molto sgradevole le immagini lanciate in rete per promuovere la manifestazione del Pdl a Piazza del Popolo. Ad osservarle bene c’è quel messaggio populista e retorico, quel sentimento venato, nel ritrarre gli operai al lavoro, di contenuti fascisti. Quell’esaltazione della forza, quasi una violenza che non si arresta, che contesta l’incontestabile. Quella crudeltà efferata che compare solo in chi ha torto, per affermare di aver ragione. Il sole, il sudore del lavoro, lo sforzo, e quell’idea dell’uomo “Dio” che può creare e distruggere a suo piacere. Sono ancora questi i valori che vogliamo passare alle nuove generazioni? Sono ancora questi i gesti che vogliamo vedere? E’ ancora questa vecchia politica paternalista che ci deve guidare?

AMO! E’ il ritorno di Zero.

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Torna Renato Zero dopo quattro anni di assenza dalle scene e lo fa con la convinzione di chi nel proprio lavoro ci crede e s’impegna quotidianamente per dare il meglio di sè. Lo fa anche con un omaggio a quello che per lui è sempre stato un grande amico, oltre che una “musa”: Lucio Dalla. Il brano che gli dedica è “Lu”, l’abbreviazione del nome del grande artista che ci ha lasciato un anno fa. Lo fa con un inedito scritto con Giancarlo Bigazzi. Lo fa con uno stile semplice ma efficace: uan cover bianca e la scritta “Amo” impressa nella ceralacca rossa.  Insomma torna e lo fa con la semplicità dei grandi artisti. C’è forza vitale, nuove enregie inq uesto album registrato tra Roma, Genova e Londra. Il disco uscirà il 12 marzo, mentre i concerti inizieranno il 27 aprile al Palalottomatica di Roma dove si fermerà per circa un mese.

«L’età avanza e sento il bisogno di stare sul palco e ritrovare il pubblico», dice l’artista romano. Le tematiche sono sempre quelle che ha portato avanti negli anni. Dalla falsa moralità, all’ipocrisia, alla bigottaggine che intrappola i cervelli in regole e schemi precostituiti da un sistema che non vuole far esprimere la vera personalità che ognuno sente dentro di sè.

Beppe Grillo a San Giovanni! Prime foto tra la folla…

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L’accesso al retropalco dello Tsunami Tour e’ stato aperto anche alla stampa italiana, dopo l’intervento della polizia. I cronisti italiani sono percio’ stati invitati a ritirare il pass dopo le normali procedure di accredito. Precedentemente, il palco era stato aperto esclusivamente ai cronisti stranieri.

La dura legge del palco!

crozza festival sanremo video

Comunque la pensiate e qualunque sia la vostra idea politica c’è una legge dello spettacolo che recita più o meno così “si resta sul palco fino al momento in cui si conserva il ‘patto’… con il pubblico”. Di cosa stiamo parlando? Il teatro, ancor più del cinema o della televisione, ha bisogno di “complicità”. Quando un attore recita Amleto su un fondo nero e il pubblico immagina il castello Elsinore è chiaro che il pubblico deve “credere” a quell’illusione. Ma come avviene questo processo? L’ 80% è affidato alla bravura dell’attore, ma sicuramente un 20% deve essere il pubblico ad “avere la disponibilità” intellettuale e seguire l’attore in quell’illusione visiva. L’attore che sale su un palco è “nudo”, perché deve essere vestito dall’immaginazione del pubblico. Amleto, anche se indossasse l’abito più consono a quel personaggio, non sarebbe Amleto finchè il pubblico non credesse che quell’attore, in quel momento è davvero Amleto. Il famoso essere o non essere, o ancora le raccomandazioni di Amleto agli attori non sono altro che la “costituzione” su cui si basa il mondo dello spettacolo. Quelle leggi imprescindibili tra psicologia, immaginazione e comunicazione che riescono per qualche ora ad alleviare le sofferenze dell’animo degli spettatori. Un momento ludico, capace di provocare emozioni reali negli spettatori, di farli immedesimare nel personaggio, di divertirsi e divertire o di soffrire e far soffrire.

Un patto, o meglio un contratto, dunque tra attore e pubblico, che permette all’attore di essere investito di quella credibilità che solo il pubblico gli può dare e che lui deve rendere al pubblico sotto forma di emozione.

Ed è questo che ieri sera è mancato all’Ariston, quando Crozza è stato contestato. Si è spezzato quel patto… tanto che l’attore stesso, un attore di eccezionale bravura, di esperienza, all’improvviso si è trovato “nudo” sul palco. Un attore che non era più personaggio, era un uomo denudato della credibilità della sua rappresentazione. L’intervento di Fazio non ha fatto altro che spezzare ancora più quell’illusione riportandoci alla realtà… per questo Crozza doveva abbandonare. Per questo Crozza doveva scendere dal palco perchè delegittimato dagli spettatori. Doveva scendere perchè si era spezzato quel “matrimonio” che se in un rapporto sentimentale si può, in alcuni casi ricucire, il rapporto attore e pubblico, una volta spezzato, è morto e sepolto. Quindi non ci poteva essere più satira, perchè non c’era più la complicità degli spettatori per accettarla e legittimarla.

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