‘ndrangheta: 7 arresti. Tra questi un giudice corrotto con il sesso

arresti-ndrangheta-tuttacronacaLa squadra mobile di Reggio Calabria ha eseguito ieri sette ordinanze di custodia cautelare nell’ambito dell’operazione, denominata “Abbraccio”, contro la cosca Bellocco, che opera nella Piana di Gioia Tauro. Tra le persone finite in manette anche l’ex gip Giancarlo Giusti, già sospeso dalle funzioni perché coinvolto in una precedente vicenda giudiziaria. Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di corruzione in atti giudiziari aggravata e di concorso esterno in associazione mafiosa. Come spiega TgCom24, Giancarlo Giusti, ex gip del Tribunale di Palmi, era già ai domiciliari per una condanna a 4 anni nell’ambito di una inchiesta della Dda di Milano sulla presunta cosca dei Valle-Lampada, in un filone relativo alla cosiddetta “zona grigia”, ed era stato sospeso dal Csm. Giusti dopo la condanna aveva tentato il suicidio in carcere. La Dda di Milano gli aveva contestato di essere sostanzialmente a “libro paga” della ‘ndrangheta. I Lampada infatti non solo gli avrebbero offerto “affari”, ma avrebbero appagato le ossessioni sessuali del magistrato, facendogli trovare prostitute in alberghi di lusso milanesi. Dall’inchiesta condotta negli anni scorsi dalla Dda di Milano a carico del giudice Giusti, è emerso un quadro che lo vedeva “ossessionato” dal sesso e anche capace di dire ”io dovevo fare il mafioso, non il giudice”. Agli atti dell’inchiesta milanese, che si era conclusa con una condanna in primo grado a 4 anni di reclusione, c’e’ una telefonata intercettata dagli inquirenti in cui Giglio, parlando con Giulio Lampada, dice: ”Non hai capito chi sono io… sono una tomba, peggio di … ma io dovevo fare il mafioso, non il giudice”. Giusti, secondo quanto scrisse il gip di Milano nell’ ordinanza di custodia cautelare, aveva inoltre ”l’ossessione per il sesso” e per ”divertimenti, affari, conoscenze utili”. In un ”diario informatico” sequestrato dagli inquirenti milanesi, in cui Giglio annotava tutto cio’ che faceva, sono state trovate varie annotazioni, tipo: “venerdì notte brava con (…) Simona e Alessandra. Grande amore nella casa di Gregorio”. L’accusa, formulata sulla base di intercettazioni telefoniche ed ambientali all’ex gip, è di aver incassato una somma di 100mila euro per disporre la scarcerazione di alcuni esponenti di spicco della cosca Bellocco.Il fatto, secondo l’accusa, risale al 27 agosto 2009 quando Giusti, in qualità di componente del Tribunale del riesame di Reggio Calabria, dispose la scarcerazione di alcuni esponenti dei Bellocco contribuendo, così “al rafforzamento del programma criminoso” della cosca.

Prende il sole nuda nel suo ufficio: giudice della Corte Suprema licenziata!

giudice_nudo-tuttacronacaE’ stata licenziata una donna giudice in Bosnia. La causa: si era spogliata nel suo ufficio per poi stendersi sulla scrivani a prendere il sole. La donna, membro della Corte Suprema, è stata immortalata in questa posa, mentre si trovava nel suo ufficio privato, da una persona dotata di macchina fotografica e posizionata nello stabile di fronte. Lo scatto ha fatto immediatamente il giro dei media locali facendo scattare un’indagine interna. L’identità del giudice è così venuta alla luce e la donna è stata licenziata per aver “danneggiato l’immagine della Corte Suprema”. Il fatto che la protagonista fosse un professionista ‘anziano’ con molta esperienza, ha pesato ancora di più sul provvedimento disciplinare.

Rubi dei melograni? Aspetti tre anni per essere assolto!

melograno-tuttacronacaUn minorenne moldavo aveva rubato, per festeggiare il suo compleanno, dei melograni dall’orto del vicino nel Padovano. Scoperto dal proprietario, è finito dai carabinieri e da là è partita la trafila di bolli, udienze, perizie psicologiche e parcelle degli avvocati. Tutto l’iter ha condotto, dopo tre anni, alla sentenza pronunciata da un giudice del tribunale dei minori di Venezia: assolto per “fatto irrilevante”. Un periodo di tempo incredibile per una bravata poi riconosciuta come, appunto, “fatto irrilevante”.

L’operato dell’Nsa è lecito: lo dice un giudice di New York

datagate-tuttacronacaWilliam Pauley, giudice della Corte distrettuale di Manhattan, ha stabilito che il programma di controllo delle telefonate private ad opera della Nsa sarebbe assolutamente lecito. In questo modo il giudice ha respinto il ricorso presentato dall’American Civil Liberties Union, organizzazione a difesa dei diritti civili, che ritiene non sia legale che un’agenzia federale possa sorvegliare milioni di telefonate di americani.

La bimba che ritrova la serenità grazie all’affidamento a una coppia lesbica

affido-coppialesbica-tuttacronacaNei giorni scorsi ha fatto discutere la decisione di un giudice di Bologna di affidare, su parere favorevole dei Servizi Sociali, a due uomini di mezza età, conviventi, con un buon reddito, una bimba di tre anni, che li ha sempre visti come “zii”. Eppure in Italia già in passato una simile decisione si è rivelata felice. Come dimostra una storia ripresa da Repubblica e che narra le vicende di una bambina che vive serenamente ormai da cinque anni con una coppia lesbica. Sono trascorsi quasi sei anni da quando la piccola è stata affidata a una vicina che lei considerava anche una sorta di baby-sitter, pronta a prendersi cura di lei “quando la mamma era incapace di seguirla, persa dietro ai suoi fantasmi. Così i giudici, quando hanno dovuto trovarle una famiglia, non hanno avuto dubbi. Il tribunale dei Minori di Genova e gli assistenti sociali nel cercare una famiglia o una persona cui affidare Marta – è un nome di fantasia così come quello di Paola – hanno pensato alla vicina. Ma il giorno in cui è stata convocata per la pratica di affido, Paola ha voluto chiarire una circostanza che riteneva importante: ‘Voglio che sappiate che io ho una relazione con una donna con la quale convivo da tempo’.”

Non fu un’informazione insignificante per i giudici e gli psicologi, perché nel momento in cui un bambino viene trasferito ad un’altra famiglia devono essere analizzati tutti i fattori potenzialmente traumatici, quelli che rappresentano un cambiamento significativo rispetto alla situazione originaria. Quindi una città diversa, consuetudini mutate, altri bambini presenti nel nuovo nucleo, e anche le abitudini, il carattere e lo stile di vita del genitore affidatario.

Marta ora ha 10 anni e in questi anni si è costruita un’ottima intesa affettiva con la coppia lesbica con cui vive. Paola e la compagna ne hanno l’affidamento reversibile, il che significa che qualora la madre naturale dovesse ritrovare il suo equilibrio, nonché una minima indipendenza economica, potrebbe riprendersi la figlia. Erano stati gli assistenti sociali a segnalare al Tribunale dei Minori il caso della bambina nel 2007. I genitori, con il padre quasi sempre assente, soffrono di gravi problemi di disagio e non sono in grado di occuparsi della figlia. Questo ha spinto Paola, che si era già occupata più volte della bimba, ad offrirsi per l’affido e il Tribunale, dopo aver istruito la pratica, decide che non ci sono ostacoli. La bimba incontra la madre periodicamente, alla presenza di una psicologa. Da parte sua, la donna non ha mai sollevato obiezioni nè mostrato conflittualità nei confronti della coppia che si sta prendendo cura della bimba. In questi anni, grazie alle periodiche verifiche cui vengono sottoposti tutti gli affidamenti. è emerso che non solo non sussistono problemi, ma anche che la piccola è molto affezionata a Paola e alla compagna: due genitori dello stesso sesso che sono stati in grado di offrire a Marta quella serenità che non poteva trovare con i genitori naturali.

Bimba affidata a una coppia gay, “benessere e serenità”

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In Italia l’adozione ai gay non è possibile, mentre l’affido è ammesso, anche se il caso di Bologna in cui il giudice, su parere favorevole dei Servizi sociali, è destinato a fare storia. Lei è una bambina di tre anni, loro due uomini di mezza età che convivono da tempo, serenamente, e hanno entrambi un buon reddito. La bimba è molto affezionata a loro e li chiama “zii” anche se non c’è nessun grado di parentela, ma un affetto sincero e profondo, così il giudice ha deciso di affidargli la bambina. Ora però la strada non è semplice perché la Procura emiliana, ha invece dato parere negativo all’affido ritenendo che i due non fossero all’altezza del compito. Il provvedimento quindi potrebbe anche essere impugnato. Ma la coppia è pronta a dare battaglia del resto, a gennaio, era stata addirittura la Cassazione a sancire il diritto di una coppia gay a ottenere in affido un minore, in quanto “sostenere che sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale è un mero pregiudizio”.

Meglio povero che versare gli alimenti… Getta i lingotti d’oro nella spazzatura!

lingotti-doro-spazzatura-tuttacronaca25 anni di matrimonio sfociati in una separazione che potevano costare a un ex marito 3mila dollari al mese di alimenti. Ma il 52enne Earl Ray Jones di Divide, in Colorado, non ha nessuna intenzione di  versare qualcosa a colei che per un quarto di secolo è stata la sua compagna… Così, secondo quanto riportano i media locali, arrabbiato per la richiesta del tribunale, ha preso 500mila dollari in lingotti d’oro e li ha buttati nalla spazzatura: meglio sbarazzarsi di tutti i suoi beni, e poter poi spiegare al giudice di non avere i mezzi, piuttosto che versare l’assegno di mantenimento.

Usa shock: si possono molestare gli stagisti? Per il giudice non è reato

molestie-lavoro-tuttacronacaUna sentenza del Tribunale distrettuale di New York è destinata a far discutere: afferma infatti che molestare gli stagisti non è reato. Già nel 1994 Bridget O’Connor, stagista infermiera, soprannominata “Miss Molestie Sessuali”, denunciò uno dei medici per cui lavorava per chiamarla in questo modo. La giovane si era appellata al capitolo VII del “Civil Right Act”, la legge sui diritti civili. Il giudice respinse la richiesta – e l’appello confermò tale decisione – con la motivazione che “non è una salariata”. A questa sentenza ha fatto ora riferimento il giudice responsabile del caso di Lihua Wang, che ha denunciato un manager della Phoenix Satellite Tv. La Wang, studentessa della Syracuse University venne presa come stagista nel 2009 dalla sede di New York della compagnia, appartenente al Phoenix Media Group di Hong Kong. Qui il capo della redazione di Washington, Zhengzhu Liu, l’avrebbe molestata attirandola con un pretesto in una camera di hotel. Secondo quanto racconta la ragazza, una volta soli l’uomo prima le parlò dell’ipotesi di un impiego fisso e poi le mise le braccia attorno al corpo, tentando di baciarla e “stringendole una natica con la mano sinistra”, secondo il testo della denuncia. La 22enne rifiutò le avances e lasciò l’albergo. Dopo pochi giorni Liu decise di non rinnovarle lo stage. Ora il giudice di New York, esaminati documenti e testimonianze, è giunto alla conclusione che la giovane non può avanzare alcuna richiesta di danni nei confronti del capo della redazione di Washington “perché non aveva lo status di impiegata a pieno titolo”. Si legge infatti nella sentenza: “Non c’è alcun dubbio su fatto che Wang non fosse remunerata per i suoi servizi lavorativi e dunque le leggi sui diritti umani che a New York proteggono i dipendenti non possono essere applicate a sua protezione”.

La testimonianza dell’Angelina Jolie di Bari e i dettagli intimi a processo

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Era il 30 settembre scorso e a essere convocata nell’ambito del processo a carico di Gianpaolo Tarantini è Graziana Capone , ovvero la cosiddetta Angelina Jolie di Bari. La testimonianza è riportata sulle pagine di Libero

GIUDICE: «Con quante persone? Più o meno ricorda quante persone c’erano?»

CAPONE: «Sì, beh, eravamo parecchie, non so se trenta o quaranta».

G: «Chi sono gli altri?»

C.: «Gli altri erano tutti gli altri invitati. Dei quali io però conoscevo soltanto Tarantini. Siamo rimasti lì fino alle… siamo rimasti tutti insieme fino alle tre e poi dopo via via la gente andava via, fino a che siamo rimasti veramente in pochi, tipo in quattro o cinque. Erano già le quattro e mezza, così. Poi io mi allontano per andare in toilette, quando rientro non c’era più nessuno, neppure Giampaolo, era andato via, tra l’altro senza neppure darmene avviso»

G.: «E quindi chi è rimasto?»

C: «Sono rimasta io e Berlusconi».

G.: «Alle quattro del mattino?»

C.: «Sì».

G.: «E poi fino alle sette del mattino che lei è andata via che cosa è successo?»

C: «Beh, ci siamo… lui mi ha raccontato tante cose, abbiamo, insomma, condiviso un momento, insomma, così, di intimità in camera sua, ma non abbiamo avuto rapporti sessuali. Per intimità intendo, insomma, un… così, un raccontarsi, io naturalmente ho raccontato di me, di quello che mi piaceva fare, ma senza francamente nessuna ambizione. Insomma, non mi aspettavo nulla da quell’incontro. In realtà era più lui a propormi, insomma, cose, ma io ero felice così».

G.: «Cioè lei dice che è stata solo una conversazione?»

C: «Beh, c’è stata una conversazione affettuosa, non so come dire».

G.: «Cioè che cosa intende per affettuosa?»

C: «Beh, nel senso che ci sono state delle carezze, ci sono state… insomma, non so che cosa vuole sapere».

G.: «Cioè non c’era nessun atto sessuale, secondo lei?»

C: «No».

G.: «Niente?»

C.: «No, assolutamente no, non ci sono atti sessuali».

G.: «Diciamo, le ha messo una mano sulla spalla così, amichevolmente?»

C: «Beh, no..».

G.: «Che cosa è successo?»

C.: «Beh, ci sono state delle… insomma, delle effusioni così, un po’ più che la pacca sulla spalla ecco, però, insomma..».

G.: «Vabbè, e lei come le definisce? Diciamo, è una cosa che lei fa normalmente quando le persone le capita…?»

C.: «E’ una cosa che faccio normalmente se un uomo mi piace».

G.: «Ah! Quindi – diciamo – c’era…?»

P.M.: «Giudice, vogliamo chiedere che cosa sono queste effusioni? Perché sennò non riusciamo neanche a capire di che cosa stiamo parlando».

GIUDICE: «C’è un concetto giuridico di queste situazioni ed un concetto materiale diverso. Lei che cosa intende? Così cerchiamo di intenderci prima sul piano materiale, poi vediamo sul piano giuridico».

CAPONE: «Beh, ci sono state delle carezze, non so, però io..».

G.: «Seduti, in piedi, su un divano?»

C.: «Sì, eravamo seduti sul letto».

G.: «Sul letto?»

C.: «Eravamo seduti sul letto, sì».

G.: «Vestiti?»

C.: «Beh, io ammetto che avevo..».

G.: «Eravate vestiti o vi siete alleggeriti?»

C.: «Ci siamo… sì, ci siamo alleggeriti».

G.: «Quanto vi siete alleggeriti?»

C.: «Beh…»

G.: «Si renda conto che la materia del processo è questa purtroppo».

C.: «Sì».

G.: «Siamo a porte chiuse, ma..».

C.: «Beh, ci siamo alleggeriti, ma è durato abbastanza poco, perché… insomma, io non ero particolarmente e propriamente a mio agio, diciamo così, perciò in qualche modo così, ci siamo coccolati».

G.: «Ed a che punto siete arrivati?»

C.: «…»

G.: «Cioè lei era vestita?»

C.: «Ero… ero… no, proprio vestita… si, insomma, avevo degli slip ed avevo un accappatoio…»

Poi la rivelazione GIUDICE: «Quindi lei dal 2008 al 2010 è stata assunta nell’ufficio stampa di Berlusconi? E lo ha frequentato?»

CAPONE: «Assolutamente sì, l’ho frequentato, abbiamo trascorso delle vacanze insieme, siamo stati parecchio tempo insieme. Poi devo ammettere che lui, insomma, desiderava convivere con me ed io devo ammettere invece che mi sono resa conto che era… c’era una differenza di età sensibile per la quale non sarebbe stato possibile provare un sentimento che non fosse quello dell’amicizia o quello della stima, quello della… non so, così. Lui voleva delle cose da me che io non gli potevo dare».

Giudice condannato a pagare 6mila euro: il processo era durato 9 anni

giudice-condanna-multa-tuttacronacaUn giudice del Tribunale di Firenze, Sabina Gallini, è stato condannato dalla Corte dei Conti della Toscana al pagamento di 6mila euro in favore del Ministero della Giustizia. La causa: la durata eccessiva, ben nove anni, di un processo per risarcimento danni legato ad una piscina. E’ Il Tirreno che ha ricordato oggi come il processo fosse iniziato davanti alla pretura di Castelfiorentino il 12 maggio 1997 e finito in primo grado il 29 maggio 2006, davanti al tribunale di Empoli, sezione distaccata di quello di Firenze.  Alla luce dei tempi troppo lunghi, una delle parti coinvolte aveva presentato ricorso alla corte d’Appello di Genova e aveva vinto, ottenendo un risarcimento danni di 6 mila euro dal Ministero della Giustizia. La Corte dei Conti ha ora condannato il giudice a restituire quella cifra allo Stato: “La lunghezza del processo – è scritto nella sentenza toscana, in cui si cita quella ligure – è principalmente ascrivibile a ritardi cagionati dai tempi troppo lunghi intercorrenti tra la fissazione di un’udienza e quella successiva, ed alla stasi della stessa per cinque anni imputabile all’ufficio giudicante”. La Corte dei Conti ricorda anche che “in conseguenza dei ritardi e delle inadempienze rilevate” anche in “tanti altri processi”, in passato il giudice è stato oggetto di sanzioni pure da parte del Csm.

Aperta una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia: rischio di sanzioni

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La Commissione Ue ha deciso oggi di aprire una procedura d’infrazione contro l’Italia per i limiti posti alla responsabilità civile dei giudici nell’applicazione del diritto europeo. Due sono i motivi che hanno portato a questa decisione:

  •  In primo luogo, osservano fonti europee, la legge nazionale esclude in linea generale la responsabilità dei magistrati per i loro errori di interpretazione e valutazione.
  •  la responsabilità dello Stato scatta solo quando sia dimostrato il dolo o la colpa grave. Secondo gli esperti Ue la Cassazione ha interpretato in maniera troppo restrittiva circoscrivendola a sbagli che abbiano un carattere ‘manifestamente aberrante’, mentre negli altri casi il giudice è sempre e comunque tutelato.

L’iniziativa nasce dal mancato rispetto della condanna decretata per lo stesso motivo dalla Corte di giustizia Ue nel novembre 2011. Secondo fonti comunitarie, “se entro i prossimi mesi l’Italia non si adeguerà alla prima sentenza della Corte sarà deferita nuovamente ai giudici europei. Con il concreto rischio, questa volta, di dover pagare anche sanzioni pecuniarie”.

In questo momento di fragilità assoluta del nostro Paese, l’ultima tegola in testa arriva dalla Comunità Europea. Si dovrà quindi correre ai ripari con un governo di larghe intese che è agli sgoccioli, immobilizzato dai partiti che sono già ampiamente in campagna elettorale.

Giallo su Swartz, spiato dai Servizi Segreti Usa

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E’ giallo su Aaron Swartz e ora si apprende anche che il giovane era  spiato dai Servizi segreti degli Stati Uniti. Ora dai documenti dei servizi segreti, rilasciati in base al Freedom of Information Act, emerge che l’ufficio dell’agenzia di Boston aveva messo al riparo le carte e la strumentazione elettronica sequestrata durante una perquisizione a casa di Swartz e nel suo ufficio all’Università di Harvard. Gli agenti poi avevano fatto squadra con la polizia locale che invece aveva raccolto le testimonianze dei colleghi di Swartz. Tra questi anche una donna a San Francisco che Swartz avrebbe chiamato dopo il suo arresto, chiedendole di chiamare il suo avvocato per provvedere alla cauzione. Cosa ha spinto Swartz al suicidio il processo o l’essere spiato dai servizi?

La Mussolini e le sue doti attoriali: imita Esposito. Era un casting?

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Alessandra Mussolini potrebbe essere la one show girl italiana. Oggi la parlamentare ha irriso il giudice Antonio Esposito in Aula e con queste parole ha concluso l’esame del decreto del Fare: “O’ sacc’ o nun ‘o ssaccio’…Tu si’ o titolare, come faje?”. Grande divertimento tra i banchi del Pdl, forse i politici respiravano già l’aria da ultimo giorno di scuola?

La Mussolini ha recitato in napoletano l’intervista a ‘‘Il Mattino” del giudice di Cassazione Antonio Esposito, uno dei magistrati che ha deciso di confermare la sentenza di condanna per la vicenda Mediaset nei confronti di Silvio Berlusconi.

Sicuramente un ottimo casting, peccato per la politica che di nuovo volendo far satira, fa male a se stessa e allontana ancora una volta gli italiani, ormai stanchi dell’esibizionismo di alcuni politici.

Scontri in Spagna: manifestanti chiedono le dimissioni del premier Rajoy

scontri-spagna-rajoy-tuttacronacaNottata caratterizzata da violenti scontri quella appena trascorsa sulle strade di Madrid invase da migliaia di manifestanti che hanno chiesto a gran voce le dimissioni del premier Mariano Rajoy. Lo riferisce il Guardian. Poco prima della mezzanotte sono scoppiati gli scontri che hanno visto  coinvolti i gruppi di dimostranti e gli agenti anti-sommossa. Diversi sono i manifestanti che sono stati arrestati mentre il numero dei feriti è ancora imprecisato.

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Bárcenas dal giudice e gli sms del premier. La conferenza stampa

sms-rajoy-tuttacronacaLunedì nero per il premier spagnolo Rajoy: non solo sono stati resi pubblici gli sms che dimostrano che fosse a conoscenza dei finanziamenti illegali all’interno del suo partito, ma Bárcenas ha trascorso oltre tre ore racocntando i fatti al giudice Pablo Ruz. L’ex tesoriere del Partito Popular ha ammesso per la prima volta che i documenti manoscritti, che contengono la contabilità B del partito ed erano stati pubblicati sia da El País che da El Mundo sono stati compilati da lui. Ma, stando al primo dei due quotidiani, avrebbe anche consegnato una ‘pen-drive’ contenente una documentazione che accuserebbe il PP. Nelle sue testimonianze precedenti, Bárcenas aveva sempre negato di essere stato lui l’autore degli appunti contabili, arrivando anche a modificare la sua scrittura durante un esame calligrafico. Intanto, il PSOE ha annunciato che la rottura delle relazioni con il PP è “totale” e si esigono le dimissioni immediata del premier. Per il PSOE, il partito socialista all’opposizione,  Rajoy ha coperto Bárcenas ed è totalmente coinvolto nel caso (“vi è dentro fino alle sopracciglia”).

Il premier, nel primo pomeriggio di oggi, ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il presidente Polacco. Dopo un’introduzione sui rapporti tra i due Stati, Rajoy si è quindi sottoposto alle domande dichiarando che “La prima cosa che voglio dire chiaramente è che lo stato di diritto non si sottomette al ricatto. Il punto essenziale è che ora l’amministrazione della giustizia sta facendo il suo lavoro in modo indipendente e con la piena collaborazione del governo . Non si è mai verificata, non si sta verificando nè mai si verificherà nessuna interferenza nè pressione alla giustizia”. Ha quindi spiegato che le istituzioni hanno sempre operato in modo indipendente e le cose non cambieranno “mentre io sono il presidente”. “Come sapete questa materia ha acquisito rilevanza nei media a fine gennaio. Ho spiegato il 3 febbraio la mia posizione.” Ribadisce dunque che non entrerà nel merito della questione ad ogni nuova dichiarazione che verrà esternata perchè, ripete: “Lo stato di diritto non si sottomette al ricatto”. “Per quanto riguarda la richiesta di dimissioni, l’opposizione è libera di agire come meglio crede.” Ma lui non intende entrare nel merito: “La spagna, in una situazione molto complessa, già sta dando buoni segnali per il superamento della crisi. Il grande valore del nostro Paese è la stabilità politica e io terminerò il mandato che mi è stato assegnato. Se ci sono altri che vogliono giocare a qualcos’altro, per una o un’altra ragione, è un loro problema.”

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Moro: aperto un nuovo fascicolo e Imposimato va a Un Giorno da Pecora

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L’ex giudice Ferdinando Imposimato, che indagò sulla morte di Aldo Moro, il presidente della Dc ucciso dalle Brigate Rosse nel 1978, a 55 giorni dal suo sequestro, ha presentato 15 giorni fa un esposto che ha dato l’avvio a un nuovo procedimento. Secondo Imposimato, le forze dell’ordine sarebbero state a conoscenza di dove si trovasse la prigione di Moro. Per valutare se esistano nuovi indizi per riaprire le indagini sulla morte del politico, è stato quindi aperto un fascicolo, senza ipotesi di reato nè indagati, dalla Procura di Roma. A darne notizia, La Repubblica.

Nel frattempo Imposimato è stato ospite della trasmissione “Un giorno da pecora”, dove ha spiegato perchè Andreotti e Cossiga sono dei ‘carnefici’ di Aldo Moro. “Questo è stato detto da tre persone, mettendo insieme tre testimonianze”, ha esordito l’ex giudice. Quali testimonianze? “Quella di Steve Pieczenik. Poi la dichiarazione testimoniale di Oscar Puddu, nome di copertura di un ufficiale dell’esercito che ha parlato di questa cosa, cioè dell’intervento di Andreotti e di Cossiga diretto a impedire al generale Dalla Chiesa di fare il blitz per liberare Moro”. Impedire? Si spieghi meglio. “Dalla Chiesa voleva andare, aveva già portato un nucleo di 9 persone del GIS dei Carabinieri, venuto da Milano. Uno dei partecipanti a questo gruppo mi ha detto queste cose”. Ma lei ci crede? “Io ci credo, sì. Comunque il procuratore della Repubblica di Roma, che è molto bravo, sta facendo le indagini e quindi accerterà i fatti. Ho grande fiducia, bisogna aspettare”. È giusto riaprire il processo, quindi? “Stanno accertando con intelligenza fatti successivi e ulteriori a quelli accertati. Si deve vedere se c’è responsabiltà di altre persone che sarebbero dovute intervenire ma non lo hanno fatto. C’è l’articolo 40 del Codice Penale, che dice che non impedire un evento che si ha il dovere giuridico di impedire equivale a cagiornalo”, ha concluso Imposimato.

CONDANNATO DELL’UTRI!

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Il senatore Marcello Dell’Utri è stato condannato dal giudice di Como a 9 mesi di carcere, pena sospesa, per abusivismo edilizio, violazione dei vincoli cimiteriali e alterazione delle bellezze paesaggistiche. Dell’Utri ha costruito una casa a tre piani su un albero per dedicarsi al birdwatching. Il tecnico del Comune e la Soprintendenza hanno sempre negato le irregolarità.

Un giudice mette ko il sindaco di New York!

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Un giudice dello Stato di New York ha sospeso il bando delle maxibibite, deciso dal sindaco Michael Bloomberg e che sarebbe dovuto scattare martedì. Per Bloomberg si tratta di una sconfitta dopo la sua battaglia per bibite più salutari. Secondo la corte, infatti, i limiti posti dalla normativa non sono legali.

Il primo cittadino presenterà appello contro la decisione presa dal giudice supremo Milton Tingling.

Un pranzo agli atti: Vendola, la sorella, il giudice De felice

vendola - sorella - giudice
E’ finito agli atti del procuratore generale della Cassazione il caso del pranzo della sorella di Nichi Vendola con il giudice di Bari Susanna De Felice. Il magistrato, che ha poi assolto il leader di Sel dall’accusa di abuso d’ufficio, era stato visto in un ristorante in compagnia della sorella del governatore pochi giorni prima del processo. E il pm Bretone ha riferito la circostanza al Csm, che ha a sua volta inviato gli atti in Cassazione.
Ascoltato dalla Prima Commissione di Palazzo dei marescialli il 12 febbraio, Bretone ha riferito che a raccontargli del pranzo era stata una giornalista informata a sua volta dell’accaduto da una collega, che aveva visto a pranzo De Felice con Patrizia Vendola. Ma il pm ha anche detto al Csm di non poter garantire sulla veridicità di quanto gli era stato comunicato.

Piuttosto che approfondire direttamente la questione i consiglieri hanno deciso di inviare gli atti al Pg della Cassazione Gianfranco Ciani, titolare dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati. Infatti, se effettivamente il giudice De Felice avesse incontrato la sorella del governatore della Puglia alla vigilia del processo a Vendola, si tratterebbe di un comportamento da valutare in sede disciplinare.

Coltiva marijuana nell’orto, arrestato… è un giudice!

marijuana - giudice

Un giudice della Virginia coltivava nel proprio orto marijuana. James H. Allamong Jr è stato condannato a 30 giorni di reclusione, e ad una multa di 500 dollari, ma dovrà anche fare 200 ore di servizi sociali e per due anni sarà sotto libertà vigilata. Una sanzione tutto sommato neppure pesantissima, ma che però rischia di comprometterne la credibilità come giudice. E solo per un po’ di “erba” nell’orto!

 

 

Ecco le foto di Vendola a pranzo con il giudice che lo ha assolto!

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Neppure più la sinistra ha il senso dell’etica, della giustizia e della morale. Neppure chi si schiera contro al grande Cavaliere Nero è candido, ma è solo l’altra faccia del lato oscuro… è il lato torbido! Vendola dopo l’assoluzione va a pranzo con il giudice che l’ha assolto, quindi amici per la pelle fin da prima? E noi disperati chi voteremo?

Panorama: foto di Vendola a cena con il giudice che lo ha assolto

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«Esiste la foto di Nichi Vendola seduto allo stesso tavolo del giudice barese che lo ha assolto». Lo pubblica il settimanale Panorama in un articolo che sarà in edicola nel numero di domani. Lo scorso 31 ottobre il governatore della Puglia e leader di Sel è stato assolto dal giudice monocratico del Tribunale di Bari Susanna De Felice dall’accusa di abuso di ufficio in un’inchiesta sulla sanità.
A mostrare la foto – è detto in una nota di Panorama – «è stata una degli invitati al party, una ventina in tutto. La donna ha spiegato che la fotografia risale all’aprile 2006 ed è stata scattata in occasione di un pranzo organizzato per festeggiare i 40 anni di Paola Memola, commercialista barese, cugina di Vendola e sua amica».
La festa si svolse in un ristorante sul mare di Savelletri di Fasano (Brindisi). «Nella foto – scrive Panorama – si vede una tavolata. A destra, in primo piano, spicca Nichi Vendola, vicino al compagno Ed Testa. Seduta un posto più in là c’è Susanna De Felice». Al tavolo, secondo il periodico, «sono presenti altri magistrati: Gianrico Carofiglio, ex pubblico ministero barese e oggi parlamentare del Pd; sua moglie Francesca Pirrelli, anche lei pm a Bari; il pm barese Teresa Iodice e il giudice del Tribunale civile di Trani Emma Manzionna».
«La testimone – conclude il comunicato – non ha voluto cedere lo scatto a Panorama e ha motivato così la sua decisione: pubblicarlo adesso, a pochi giorni dalle elezioni, sarebbe dirompente: è un’immagine dove si vede un’amicizia, una familiarità. Non posso renderla pubblica per ragioni affettive e ideologiche. Sono molto amica di Vendola e sono andata a votare per lui anche alle primarie».

Via il giudice! In 30 mila lo gridano a Obama per il suicidio di Swartz

Su internet si chiede che venga rimosso dal suo incarico il procuratore del Massachusetts Carmen Ortiz, colpevole a loro avviso di aver indotto Aaron Swartz al suicidio con accuse ingiuste.

VIA IL GIUDICE! VIA IL GIUDICE! VIA IL GIUDICE!

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"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

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