Tragedia a Milano: madre di tre gemelli uccisa in retromarcia

donna-schiacciata-milano-tuttacronacaAveva tre figli, tre gemellini, la donna che oggi è stata schiacciata da un furgone mentre prendeva la sua bicicletta dal box del condominio dove viveva. Il fatto è accaduto a Milano, dove il mezzo, “tipo Dodò” della Renault, è piombato in retromarcia sulla vittima mentre al volante c’era un conducente senza patente, come riferito dai vigili del fuoco. Il furgone appartiene a un’impresa edile che sta effettuando dei lavori nel palazzo e il conducente, egiziano di 36 anni, era salito a bordo solo per spostarlo di pochi metri, essendo privo del permesso di guida. Dalle prime ricostruzioni la donna stava slegando la propria bicicletta in compagnia di un’amica, rimasta illesa ma sotto shock, quando il furgone le è piombato addosso.

Ha un volto l’assassino di Bari: è un 18enne nigeriano

caterina-susca-omicida-bari-tuttacronacaNwajiobi Donald, 18enne nigeriano, ha confessato l’omicidio della 60enne Caterina Susca, strangolata l’11 novembre nella sua casa di Torre a Mare, a sud di Bari. A incastrarlo, in base alle prime indiscrezioni, anche i risultati degli accertamenti scientifici. Restano però non pochi dubbi sul movente e sulle dinamiche dell’omicidio. Al momento c’è anche un altro indagato. Si tratta di un 30enne ghanese che era stato trattenuto per accertamenti per 24 ore in questura e rilasciato martedì sera. Stando a fonti della procura, il ragazzo, regolarmente residente in Italia, ha confessato di aver compiuto il delitto nell’interrogatorio a cui è stato sottoposto, durante il quale gli sono state contestate le “numerose prove a carico raccolte nelle ore immediatamente successive alla feroce aggressione”. L’autopsia e gli accertamenti utili a ricostruire la dinamica del delitto verranno compiuti venerdì. Secondo quanto dichiarato dal procuratore aggiunto Annamaria Tosto, determinante per la soluzione del caso è stata la collaborazione dei cittadini, con i vicini di casa della vittima che avevano chiamato le forze dell’ordine e con uno di loro che aveva anche scattato una fotografia a un uomo che stava scappando. “Per la rapida soluzione del caso – si legge in una nota della Procura di Bari – è stata determinante l’attività svolta, sotto la direzione del dott. Luigi Rinella, dalla Squadra Mobile della questura di Bari che, grazie anche alla fattiva collaborazione dei cittadini, ha sviluppato e verificato con tempestività ed intuito tutti gli spunti investigativi disponibili pervenendo all’identificazione del presunto autore del reato”.

“Peggio di un film horror”, così il marito della donna uccisa a Bari

Caterina Susca-tuttacronaca

“Non avrei mai immaginato di vedere questo spettacolo. Peggio di un film horror. Hanno ucciso una donna, ma hanno ucciso anche un uomo. Posso capire un incidente, ma una cosa del genere… Non esiste una morte più balorda di questa. Che abbiamo fatto per meritare tutto il disastro che c’è? Una cosa assurda”, così il marito della vittima, Basilio De Sario in uno sfogo con gli amici e i parenti.

La vittima è Caterina Susca, di 60 anni, potrebbe  essere stata aggredita da qualcuno mentre rientrava a casa: la porta d’ingresso della villetta è stata infatti trovata socchiusa con le chiavi ancora infilate dall’esterno nella serratura. L’allarme è stato dato attorno alle 13.30. La donna è stata trovata sul pavimento dell’ingresso con il volto rivolto verso l’alto, la testa in una busta di plastica e i pantaloni semi abbassati. Gli investigatori stanno esaminando i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.A quanto si è appreso, gli investigatori avrebbero a disposizione delle immagini dell’aggressore mentre fuggiva dalla casa dopo l’omicidio.Intanto, secondo alcune indiscrezioni, la polizia avrebbe portato in questura un uomo per interrogarlo.

Nuda e incappucciata: misterioso omicidio a Bari

donna-morta-bari-tuttacronacaSi è tinta di mistero la periferia di Bari, nel quartiere Torre a Mare dove, all’interno del complesso residenziale Uliveto, è stato rinvenuto il corpo di una donna seminuda, incappucciata e strangolata. Stando alle prime informazioni, la donna aveva i pantaloni abbassati mentre la testa era avolta in una busta di plastica e il cranio fracassato. Sul posto è intervenuta la polizia che sta indagando sull’accaduto.

FERMATO! Il killer della gioielliera di Saronno ha confessato

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E’ Alex Maggio, disoccupato 32enne di Bollate, l’uomo che ha ucciso, all’interno del suo negozio, il 3 agosto, la gioielliera di Saronno, Maria Angela Granomelli. L’uomo avrebbe confessato l’omicidio e avrebbe dichiarato di aver avuto un raptus. Nei giorni scorsi era scoppiata anche la polemica e il comune di Saronno aveva negato l’autorizzazione al passaggio dei camion taglia: gli otto camion che comunicavano che per la cattura  dell’assassino della Granomelli era stata offerta una taglia da 50mila euro da parte di un imprenditore.

Offerta taglia per la cattura dell’assassino della gioielliera!

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Mirkoro, catena di negozi di compravendita di oro usato, ha offerto una taglia di 50mila euro “per la cattura dell’assassino” di Maria Angela Granomelli, uccisa lo scorso 3 agosto nella sua gioielleria a Saronno (Varese) da un uomo che l’ha colpita alla testa con un portagioie e ha infierito con calci e pugni per poi fuggire con monili di scarso valore. E’ una settimana che quattro camion con cartelli avvisano della taglia che pende sull’uomo mostrato dalle telecamere a circuito chiuso della gioielleria e diffuse dalla Procura di Busto Arsizio. Nei prossimi giorni si pensa anche che possano essere distribuiti anche volantini nella zona.

I titolari della catena, si legge in una nota, ”conoscevano personalmente la signora Maria Angela Granomelli e per questo motivo è stato deciso un gesto forte e significativo, al fine di aiutare e sostenere il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine”.

”Tale somma verrà erogata a colui o coloro che consegneranno alle forze dell’ordine l’individuo ritratto in fotografia – prosegue -, e nel caso in cui la cattura avverrà da parte delle forze dell’ordine tale somme verrà devoluta seguendo specifiche indicazioni da parte dell’arma”.

Uccisa a calci e pugni proprietaria di una gioielleria al centro di Saronno

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Aveva 62 anni, Mariangela Granomelli, trovata morta ieri nella sua gioielleria ‘Il dono di Tiffany’ nel centro di Saronno (Varese). Ad uccidere a calci e pugni la donna sarebbe stato un uomo che l’ha percossa ininterrottamente per 30 secondi prima di fuggire portando via con sé alcuni gioielli. L’uomo, che ha agito disarmato e a volto scoperto, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del negozio in Corso Italia.

Vestito con pantaloncini corti a quadri e una t-shirt l’uomo, secondo quanto è emerso dalle riprese, attorno alle 16.20 di ieri è entrato nel negozio comportandosi all’apparenza come un normale cliente. La negoziante ha chiuso a chiave la porta d’ingresso, come avviene sempre per ragioni di sicurezza, e per circa 45 minuti l’uomo si è fatto mostrare collane e braccialetti con un atteggiamento definito dagli investigatori che hanno visionato i filmati «tranquillo e rilassato».

Attorno alle 17 all’improvviso l’uomo ha afferrato un astuccio rigido e ha colpito in testa la donna, che si era piegata, continuando poi a infierire con calci e pugni su tutto il corpo per una trentina di secondi «con una violenza incredibile».

La donna si è accasciata a terra e sarebbe morta poco dopo l’aggressione. L’uomo è rimasto nel negozio fino alle 17.30, si è impossessato di alcuni gioielli nascondendoli nell’astuccio, poi è uscito da un ingresso sul retro del negozio facendo perdere le tracce. Durante l’aggressione la porta d’ingresso è sempre rimasta chiusa a chiave e i numerosi passanti non si sono accorti di quello che stava accadendo. Il cadavere, in una pozza di sangue, è stato ritrovato dopo le 20 dai familiari della donna, che sono arrivati alla gioielleria preoccupati perché non riuscivano a contattare la negoziante al telefono dopo l’orario di chiusura.

Cadavere in mare recuperato in Liguria

1laspezia-cadavere-tuttacronacaUna vedetta della capitaneria di porto di Santa Margherita ha recuperato un cadavere in mare tra Deiva Marina (La Spezia) e Moneglia (Genova). Al momento non si conosce in quali condizioni sia il cadavere nè se si tratti di un uomo o una donna. E’ il secondo intervento di recupero in due giorni, dopo che ieri a Camogli una donna ha perso la vita in acqua dopo essere stata travolta da un’imbarcazione.

Dramma d’estate: bagnante investita a Camogli da imbarcazione

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Tremendo incidente nautico a Camogli dove una bagnante, Vittoria Castellini, originaria di San Bartolomeo di Sori, è morta a circa trenta metri dal molo del porticciolo, intorno alle 17, dopo essere stata travolta da un’imbarcazione. La donna, vedendo sopraggiungere la barca avrebbe cercato di segnalare la sua posizione, ma il conducente non si è accorto della sua presenza e l’ha investita. Allertati i soccorsi purtroppo per la donna non c’era nulla da fare . Sul posto, oltre ai carabinieri, sono intervenuti i militari della capitaneria di porto e i sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Ora si cercherà di ricostruire l’esatta dinamica.  La donna era sposata e madre di due figli di 20 e 22 anni. E’ stata identificata dagli anziani genitori che si sono recati all’obitorio ancora increduli. Lavorava presso l’Hotel Continental di Santa Margherita Ligure, e, a quanto sembra, era solita fermarsi a farsi un bagno dopo il lavoro prima di rientrare a casa. I carabinieri e la capitaneria di porto sono risaliti alla sua identità dopo avere trovato una borsa sulla spiaggia dei Frati di Recco e un’auto rimasta parcheggiata tutta la notte nelle vicinanze.

Drammatico incidente a Milano: autobus travolge una donna uccidendola

autobus-investe-donna-milano-tuttacronacaTragedia a Milano, in via Arici, all’angolo con via Padova, dove un autobus ha investito, alle 10.45, una 42enne, Barbara Papetti, uccidendola. La donna, che è morta sul colpo, stava attraversando sulle strisce pedonali e con il semaforo verde quando il conducente dell’autobus della linea 51, anch’egli con il verde, ha svoltato non accorgendosi della donna. L’autista ha cercato di bloccare l’autobus, ma non ha fatto in tempo a fermarsi. L’uomo è stato portato per precauzione all’ospedale di Sesto San Giovanni. Il corpo della vittima è rimasto incastrato sotto il mezzo mentre decine di curiosi hanno seguito le operazioni del suo recupero tentando di scattare immagini del cadavere straziato. Mentre sono in fase di accertamento le modalità dell’incidente, l’Atm, che ha aperto un’inchiesta, nell’esprimere il “proprio cordoglio e il profondo dolore” si è messa a disposizione degli inquirenti. Sono due settimane che l’autobus ha modificato il tragitto, a causa del mercato rionale che si è spostato in via Placido Riccardi per consentire alcuni lavori stradali.  Racconta il titolare di due negozi della zona: “Quando mi sono reso conto che l’autista dell’autobus non si era accorto che la signora stava attraversando mi sono messo a gridare, ma era troppo tardi. Per un secondo il mio sguardo ha incrociato quello dell’autista e mi sono reso conto che non si era accorto di nulla”. L’uomo ha quindi rivolto le sue attenzioni all’autista, a cui ha portato una bottiglietta d’acqua: “Appena si è reso conto di quanto era successo l’ho visto sbiancato in volto e in preda a un profondo shock”, aggiungendo che “per un attimo ho avuto paura che i passanti potessero linciarlo”.

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Finisce nel sangue una lite tra marito e moglie

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Non è stato ancora chiarito il movente dell’omicidio avvenuto ieri sera a San Giovanni al Natisone, in provincia di Udine. Dopo una violenta lite, un albanese, ha ucciso la moglie nella loro abitazione, dove vivono anche i due figli minorenni. La coppia era giunta tempo fa nel paese ed entrambi avevano trovato lavoro. L’omicida, arrestato, sarebbe incensurato.

Una ragazza spunta dal cellulare di Carlo Mura…

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Sarebbe stata una ragazza l’ultima persona con cui Carlo Mura avrebbe parlato dopo essere stato ucciso (o suicidato, secondo un ipotesi che non trova molti riscontri). Ci sarebbe stata una telefonata una giovane e poi l’incontro, nella tarda serata di venerdì, sulle scale antincendio della scuola, non molto lontano dal luogo dove poi la bidella lo avrebbe trovato cadavere. Gli inquirenti sono giunti a lei tramite i tabulati telefonici del cellulare del giovane operaio, ma la donna al momento è ritenuta solo e unicamente una testimone.

Potrebbe essersi suicidato il ragazzo trovato morto a Mondovì?

mondovì

Continuano le indagini per chiarire il giallo della morte di Giovanni Carlo Mura, il 22enne trovato morto ieri mattina a Mondovì, vicino a una scuola, in località Passionisti. Ma sembrano il quadro si fa sempre più confuso. Il corpo bruciato, presentava ferite da taglio all’addome e segni di soffocamento da impiccagione, a pochi metri da lui, il coltello. Ma gli investigatori hanno rinvenuto anche il contenitore della sostanza usata, forse alcol; l’accendino; il telefono cellulare. Lo zaino di Mura si trovava invece all’ultimo piano delle scale anti-incendio dell’istituto agrario, a cento metri di distanza dalla stradina, vicino a una serra, dove, supino, è stato ritrovato il cadavere. Con i dovuti rilievi, si è accertato che il ramo dove è stato trovato un cavo elettrico con un cappio è troppo basso ripetto all’altezza del ragazzo per causare la morte per impiccagione. Poi  le tracce di sangue, in una linea diagonale sull’asfalto, lasciate a distanza regolare l’una dall’altra che sembrano confermare l’ipotesi che il 22enne, ferito e già ustionato, sia rimasto in piedi, prima di ricadere a faccia in giù nella roggia. Il ragazzo, che era stato visto per l’ultima volta, da solo, da un barista della zona che gli aveva servito quattro birra prima di vederlo allontanarsi, camminando, verso via Manera, aveva un fiscio robusto ed un carattere deciso. In base a questo, se si trattasse di un delitto, ci sarebbero volute almeno due o tre persone per riuscire ad ucciderlo con quella dinamica. Però resta il fatto che, sul luogo, sono rimasti il coltello, l’acendino e il cellulare. Carlo era incensurato e tutti parlano di lui come di una persona tranquilla e risevata, ma tutti negano la possibilità di un suicidio. Il titolare di un chiosco dove il ragazzo si recava tutti i giorni dopo il lavoro ne parla così:  “Un tipo silenzioso, educato, molto rispettoso. Con lui si scambiavano poche parole ma c’era un clima cordiale. L’ho visto venerdì, non posso credere al suicidio”. Sia i familiari che gli amici negano che nella sua vita privata ci possano essere elementi tali da condurre a uno scenario di violenza. I carabinieri stanno controllando tabulati telefonici e la memoria del suo pc. Alla ricerca di un indizio, di una frase, di un’immagine che possa dare un senso a quanto è accaduto.

Il cadavere nel cuneese ha un nome: Giovanni Carlo Mura

Giovanni Carlo Mura-tuttacronaca

Era un operaio 22enne di Mondovì, l’uomo trovato morto questa mattina, accoltellato e semi-carbonizzato, in una stradina della cittadina cuneese. Si chiamava Giovanni Carlo Mura. A identificarlo sono stati la madre e il fratello.

“Me l’hanno ammazzato, bisogna fare di tutto per trovare chi l’ha fatto’’, sono le poche parole della madre, Iolanda, 49 anni. ‘’Ieri sera Giovanni è uscito presto – ha dichiarato la donna – anche io sono uscita, e al mio rientro non c’era ancora. Stamattina non l’ho visto, ma non ero preoccupata, perché si alzava presto la mattina per andare al lavoro’’.

Il sostituto procuratore si limita ad affermare Riccardo Baudinelli: “Al momento è presto per fare ipotesi. Ci sono molti elementi sulla scena del crimine e non escludiamo nessuna pista’’.

In paese tutti dicono che il giovane aveva pochi amici, era timido e probabilmente, secondo alcuni, aveva tendenze omosessuali.

All’interno del suo zainetto, oltre i documenti, sono stati rinvenuti un berretto e un libro fantasy.

Ma come è avvenuto il delitto?

Prima la vittima è stata accoltellata, poi strangolata con il cavo della batteria che è stato trovato su un albero. Infine il corpo sarebbe stato trasportato dal lato opposto della strada e dato alle fiamme. Questa mattina infatti la bidella che ha lanciato l’allarme lo aveva trovato proprio su quel lato della strada, mentre l’albero a cui pendeva il cavo si trovava sul lato opposto. Una dinamica complessa per un omicidio che sembra voler cancellare l’identità della vittima, quasi renderlo irriconoscibile. La ricostruzione è stata fatta grazie alle macchie di sangue sull’asfalto. Sul corpo, rinvenuto a pancia in giù, e girato solo dal medico legale, erano evidenti i segni dello strangolamento e le numerose ferite d’arma da taglio concentrate nella zona tra il torace e l’addome.

Sul posto oltre all’arma del delitto, un coltello a lama corta, è stato trovato, in serata, anche il cellulare della vittima. Proprio sul telefonino ora si concentreranno le forze dell’ordine per ricostruire le ultime ore di vita del giovane. 

 

Il cadavere di Mondovì non è una donna, ma un uomo!

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Non è una donna di origine nordafricana, ma un uomo. L’uomo non è stato ancora identificato, ma si tratterebbe di una persona giovane almeno da quanto si apprende dalle prime indiscrezioni. Il sostituto procuratore di Mondovì, Riccardo Baudinelli, si è recato sul posto per raccogliere la testimonianza di Patrizia Icardi, la bidella che ha notato il cadavere e ha dato l’allarme. “Stavo andando a scuola – ha detto  la bidella – quando ho visto quel fagotto. Subito ho pensato a un sacco dell’immondizia, ma poi ho capito che si trattava di un cadavere. Ero spaventata, così ho chiamato il mio collega e insieme abbiamo avvisato le forze dell’ordine”.  Ora è stato rinvenuto anche l’accendino che, probabilmente, è stato usato per dar fuoco al corpo. Accanto al corpo anche uno zainetto con dei documenti, gli inquirenti non sanno se appartengono alla vittima o se sono stati abbandonati o persi.

Donna accoltellata e bruciata ritrovata in strada nel cuneese.

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Il corpo di una donna probabilmente di origini africane, è stato rinvenuto questa mattina in una stradina di Mondovì (Cuneo), nella zona delle scuole, nel rione Altipiano. A dare l’allarme una bidella. Sul posto i carabinieri hanno anche trovato un cavo da batteria appeso a un albero, non è chiaro se l’omicida l’abbia utilizzato per la vittima o perché intendesse usarlo per suicidarsi. La donna è certamente stata accoltellata, il coltello si trovava a pochi metri dal corpo, ma ciò non esclude che l’assassino, forse, avrebbe voluto farla ritrovare impiccata. L’omicida ha cercato anche di dare fuoco al corpo della donna. La polizia sta indagando.

 

Donna uccisa in casa in Brianza. L’ex-marito compie il gesto e poi si costituisce

Operatrice sociale afghana rapita e poi uccisa da talebani

Ancora violenza sugli anziani: 90enne uccisa in casa nel Pratese

Strangolata per voler cambiare scuola ai figli! Risolto il giallo di Montecatini

Beatrice Ballerini voleva cambiar vita, trasferirsi con i figli a Campi Bisenzio e vendere la casa di Nievole. Per l’ex marito, Massimo Parlato, questi motivi hanno scatenato la furia omicida.

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Si dipana forse il giallo di Montecatini: fermato l’ex-marito di Beatrice.

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Cellulare in un cassonetto… Vicini alla soluzione dell’omicidio di Montecatini?

Omicidio della Beatrice BALLERNI PARLANTI, nella villa della famiglia PARLANTI, in localià NIEVOLE.  -PT-

Il cadavere svela assassino! Beatrice ha pelle sotto le unghie. Via all’esame del dna!

Beatrice Ballerini, trovata morta strangolata ieri in una casa vicino Montecatini Terme ha forse rivelato il nome del suo assassino attraverso la pelle rinvenuta sotto le unghie della donna. Ora, attraverso l’esame del dna sarà probabilmente possibile ricostruire l’identità dell’assassino.

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Violenza sulle donne:42enne trovata morta a Montecatini Terme

Beatrice Ballerini, madre di due bambini separata dal marito, e’ stata trovata morta ieri sera intorno le 21,30. Le cause potrebbero essere un colpo alla nuca o  strangolamento.

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