Il legale del marito della Ragusa e l’opinione pubblica: “Ricordo il caso Tortora…”

roberta-ragusa-tuttacronacaAntonio Logli, il marito di Roberta Ragusa, scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, per ora si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il suo legale, Roberto Cavani, ha detto: “Aspettiamo di vedere cosa ha in mano la procura e semmai a quel punto chiederemo di farci interrogare, perchè l’esame dell’indagato è anche uno strumento difensivo”. Logli è accusato di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Spiega ancora il legale: “Lo accusano di avere ucciso una persona ma qui non c’è neppure il cadavere. Mi pare difficile in queste condizioni riuscire a provare che il mio assistito sia un assassino. Noi siamo sereni e abbiamo sempre collaborato con gli inquirenti, ora attendiamo di vedere che cosa hanno in mano e poi decideremo come difenderci”. Il difensore di Logli mette inoltre in guardia l’opinione pubblica da eventuali processi sommari e giunge a scomodare anche Enzo Tortora: “In questi due anni, Antonio è stato letteralmente massacrato: sul web, dalla stampa e dalle tv. È già stato messo in croce e condannato, ma non è l’opinione pubblica che può condannarlo al processo.  Ricordo il caso Tortora, tutti lo ritenevano un mafioso ma poi è stato assolto con formula piena”. Infine, conclude richiamando tutti a essere prudenti circa le rivelazioni del cosiddetto supertestimone Loris Gozi: “Da mesi frequenta le trasmissioni televisive e non si limita a riferire ciò che avrebbe visto, ma si lascia andare anche a giudizi personali. Vedremo se quello che ha dichiarato nel corso dell’incidente probatorio è davvero così credibile”.

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La scomparsa di Roberta Ragusa: dubbi sulle indagini

roberta-ragusa-tuttacronacaRoberta Ragusa scompariva nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 dalla sua casa di Gello di San Giuliano Terme in provincia di Pisa. Riguardo il mistero della sua sparizione, molte cose ancora non sono chiare ed è stata la trasmissione Chi l’ha visto, su Rai3, a tirare le somme delle indagini ponendo alcuni interrogativi. Tra questi, ci si chiede perchè non siano state controllate le telecamere di due negozi molto vicini alla casa di Roberta Ragusa? Uno dei proprietari spiega che si trattava di telecamere finte, tolte dopo la scomparsa di Roberta. Ma nessuno degli investigatori, secondo Chi l’ha visto, aveva mai chiesto informazioni su queste telecamere. Ma resta un punto interrogativo anche sulla storia del pozzo che si trova in un vecchio cascinale sempre nei pressi dell’abitazione della donna, pozzo che è stato chiuso con una grata dopo la scomparsa della donna e che, secondo le testimonianze raccolte, non è stato controllato.

“L’ho vista lì”, altra supertestimone nel caso Ragusa!

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L’ennesimo capitolo della storia della misteriosa scomparsa di Roberta Ragusa è andato in onda oggi, 30 gennaio, alle ore 17  durante il collegamento d’apertura della trasmissione Mediaset, Pomeriggio 5, condotta da Barbara d’Urso, che ha mostrato il video che ritrae un nuovo supertestimone del caso Ragusa. Il pubblico ha potuto vedere solo una donna che, seduta in motorino con in testa il casco, rilascia dichiarazioni all’inviata del programma di Canale 5. Barbara d’Urso, prima di mandare in onda il video, ha voluto specificare che è la prima volta che qualcuno riesce a intervistare la donna che sostiene di aver visto delle chiazze di sangue in Via Gigli mentre, col suo motorino, si recava in farmacia per prendere delle medicine che servivano al figlio. La nuova supertestimone afferma di aver visto il marito di Roberta Ragusa, Antonio Logli, quella notte in Via Gigli. Inoltre la signora ha detto di aver visto una signora con un pigiama rosa, lo stesso pigiama rosa della Ragusa sparito quella stessa notte del 13 gennaio 2012.

Le dichiarazioni della nuova supertestimone vanno dunque ad arricchire quella che era stata la tesi del primo supertestimone del caso Roberta Ragusa, Loris Gozi. Quest’ultimo nel settembre scorso ha rivelato di essere stato oggetto di pesanti insulti verbali da parte di Sara Calzolaio, l’amante di Antonio Logli, che avrebbe invaso la corsia stradale sulla quale viaggiava col proprio scooter costringendolo a compiere una manovra per poter evitare l’impatto con la macchina.

Roberta Ragusa, spunta un’altra super testimone. Anche lei abita nella stessa strada della mamma scomparsa, come l’altro super testimone. La teste ha detto a Pomeriggio 5, la trasmissione pomeridiana di Mediaset condotta da Barbara D’Urso, di aver visto una donna che correva con indosso un pigiama rosa nella via e ha parlato di uno scambio di auto.

“Era in un vicolo dove c’erano degli alberi. Ma io l’ho vista, lì ferma, questa signora”.

“E’ entrata in contatto con me”: il sensitivo indica dove cercare la Ragusa

roberta-ragusa-tuttacronaca“Roberta è entrata in contatto con me”. E’ quanto il sensitivo della Valdera, Anthony Michele Fois, ha riferito agli inquirenti indicando loro con precisione il punto in cui scavare. L’uomo, ascoltato alla Procura di Pisa dal pubblico ministero Aldo Mantovani ha spiegato che il corpo della Ragusa sarebbe molto vicino alla casa dove la donna abitava e lavorava in vita. La Nazione riporta che è arrivata una nuova richiesta di controlli: il cadavere sarebbe a Gello, vicino al campo sportivo. E il sensitivo, che ha già fatto un sopralluogo sul posto con un amico investigatore, avrebbe trovato “precisi riscontri a quello che avevo percepito nel contatto con l’entità”. Fois dice di esercitare la sua “arte” da quando, a 29 anni, si accorsi d “avere gli stessi poteri del nonno, cioè la facoltà di sentire, di entrare in contatto con l’aldilà”. Quella possibilità gli permette, dice, di “alleviare i problemi degli altri, e la gente ne ha davvero tanti”. Il sensitivo racconta di aver “incontrato” Roberta nella primavera del 2012, durante una trasmissione in tv sul giallo di Gello. “Mi è bastato cercare sul computer la mappa della zona in cui abitava Roberta per sentire una forte attrazione verso il campo sportivo di Gello”. E racconta la “visione”, in cui Roberta gli dice di cercare vicino a una pianta, vicino alla metna. Trova la pianta e il punto preciso. Poi rivede Roberta e qualcuno che la soffoca mettendole le mani al collo. Insomma, lui ne è sicuro: il corpo della donna si trovà la sotto.

Roberta Ragusa: una veggente dice di sapere dove si trova il corpo

roberta-ragusa-veggente-tuttacronacaCorteo organizzato in memoria di Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 con circa un centinaio di persone che ha sfilato in corteo da San Giuliano Terme (Pisa) fino alla parrocchia di Gello dove il parroco don Tomasz ha celebrato un breve momento di preghiera. Prima del corteo Tiziano Vason, volontario della protezione civile di Firenze, ha raccontato che una sensitiva, in mattinata, è stata accompagnata in un luogo boschivo dove dice di avere individuato il cadavere: “So dov’è il corpo di Roberta Ragusa”, ha detto la donna. Il volontario ha quindi aggiunto: “La donna ha individuato un canalone a circa 400 metri di distanza dal centro abitato di Castelvecchio Compito, sul versante lucchese del Monte Serra”. L’uomo ha poi sottolineato che la sensitiva “è fortemente provata dal punto di vista emotivo e nelle prossime ore deciderà in quale forma mettersi in contatto con le forze dell’ordine”.Ha quindi concluso: “Ora vuole mantenere l’anonimato e non vuole essere contattata dai mass media però noi eravamo con lei e ci ha detto che il corpo si trova a un metro di profondità nel sottosuolo e credo che valga la pena andare subito a controllare”. Insieme alla sensitiva è arrivata in Toscana anche Donatella Raggini, da Cesena (Forlì), volontaria del gruppo Facebook ‘Troviamo Roberta Ragusa’: “La conosco bene – ha detto – e non è una persona in cerca di pubblicità. Il posto lo ha individuato attraverso le sue ‘visioni’: un sasso particolare, un frammento di nylon blu e un albero tagliato. Tutti indizi che oggi erano presenti e ben visibili nel luogo dove siamo andati”.

Roberta Ragusa: “Contro Antonio Logli indizi convergenti”

Antonio-Logli-tuttacronacaNei confronti di Antonio Loglio, marito della scomparsa Roberta Ragusa, ci sarebbe un ”convergente quadro indiziario” del quale tenere conto per chiedergli di fornire spiegazioni su alcuni punti ancora oscuri. E’ quanto ritengono i carabinieri. Inoltre, se l’uomo dovesse avvalersi della facoltà di non rispondere sarebbe un punto a favore dell’accusa per chiederne il rinvio a giudizio e ottenere un processo a suo carico. Al momento attuale, e in assenza del corpo della donna e di altre prove schiaccianti, quello che si ha sono elementi indiziari significativi tra i quali due testimonianze che smentiscono la versione dell’uomo secondo la quale la notte della scomparsa della moglie lui stesse dormendo nel suo letto mentre uno dei testimoni, Loris Gozi, ha riferito agli inquirenti di averlo visto litigare furiosamente con una donna in una strada vicina all’abitazione della coppia. Il giorno successivo, inoltre, Logli si recò nella casa di Gozi per chiedere notizie della moglie: fu l’unica abitazione a cui fece visita. Inoltre, il marito, venuto a conoscenza della testimonianza, simulò con un amico la scena che lo stesso Gozi avrebbe potuto vedere di notte ma collocandosi nel punto esatto in cui il giostraio disse di vederlo e che, secondo gli inquirenti, era coperto da segreto. Ancora, una vicina di casa dei Logli ha raccontato di avere visto il marito della Ragusa più o meno nella stessa strada e alla stessa ora in cui lo avrebbe visto Gozi. Infine, a suffragare questa tesi ci sarebbe la testimonianza del vigile del fuoco, Filippo Campisi, che sostiene di avere visto uscire di notte una donna in pigiama dalla casa della coppia.

Caso Ragusa: il nuovo testimone è un Vigile del Fuoco

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I carabinieri volevano vederci chiaro sul nuovo testimone che è entrato dopo 20 mesi di silenzio all’interno del caso della scomparsa di Roberta Ragusa. Così si sono presentati sul posto di lavoro: nella caserma dove il Vigile del Fuoco presta servizio, ma oggi non era in turno. Gli investigatori vogliono mantenere il massimo riserbo e hanno solo dichiarato ”Abbiamo chiesto solo alcune precisazioni”.

Quello che gli inquirenti vogliono capire è come mai il Vigile, che vive a Gello, si è confidato solo con qualche conoscente. Questo tipo di condotta, stando alle indiscrezioni, gli avrebbe creato qualche grattacapo anche sotto il profilo professionale e al pompiere sarebbe già stato chiesto di chiarire i motivi della sua mancata presentazione spontanea agli inquirenti.

 

Uomo arrestato per aver picchiato un supertestimone del caso Ragusa

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E’ stato arrestato un uomo, con l’accusa di aver picchiato il proprio padre, che è diventato uno dei possibili supertestimoni del caso di Roberta Ragusa,  la donna scomparsa dalla sua casa di Gello di San Giuliano, nei pressi di Pisa, la notte del 13 gennaio 2012.  Il testimone scrive oggi il Tirreno, aveva riferito che una donna era salita sull’auto di Antonio Logli, dopo l’ora in cui il marito aveva dichiarato di essere andato a dormire. Il figlio del testimone era già stato arrestato un mese fa per stalking nei confronti della sua compagna. Questa volta i carabinieri lo hanno arrestato per le violenze sul padre.

Un nuovo supertestimone nel caso Ragusa, incastrerebbe Logli.

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Ci sarebbe un nuovo supertestimone nel caso Ragusa. A rivelarlo è un servizio del TgCom che parla di un uomo rintracciato dalla trasmissione Quarto Grado, in onda questa sera su Rete 4. Il testimone nella sua dichiarazione dice di aver visto Roberta Ragusa salire nell’auto del marito Antonio Logli, intorno all’1 di notte, la stessa sera della scomparsa della donna. Il supertestimone sembrerebbe, ma è un dato ancora da appurare, che era a bordo della sua bici e di aver notato la coppia. Un racconto che, dopo quello di Loris Gozi che disse di avere visto Logli fuori dalla sua casa più o meno alla stessa ora, smentirebbe la versione dei fatti del marito che ha sempre raccontato di essere andato a dormire prima di mezzanotte lasciando la moglie in cucina mentre compilava la lista della spesa e di non averla più vista fino al mattino dopo quando si è accorto che non si era coricata ed era sparita nel nulla.

Quanto è attendibile il nuovo testimone?

«Sappiamo chi è ma non è ancora stato preso a verbale – ha detto all’ANSA il procuratore Ugo Adinolfi – e lo ascolteremo presto, certo è che si è presentato soltanto ora dopo venti mesi e qualche perplessità ce l’abbiamo». L’uomo nell’intervista a Quarto Grado ha affermato di avere visto Roberta Ragusa attraversare la strada in pigiama mentre lui la percorreva in bicicletta: «Faceva un freddo cane e ho notato quella donna in pigiama, poco prima dell’una di notte. L’ha vista anche il conducente di un’altra auto che sopraggiungeva in quel momento e alla guida della quale c’era una persona che conosco». Insomma, i nuovi testi potrebbero essere due. «Verificheremo il racconto – ha precisato Adinolfi – ma è presto per dire se davvero si tratta di una svolta alle indagini o se invece è qualcuno che cerca pubblicità».

Logli accusa i giornalisti e i media.

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Antonio Logli, risponde ai media e ai giornalisti che non hanno “ritegno” per un uomo che è già stato provato dalla scomparsa della moglie e che vive nel terrore che possa succedere qualcosa anche ai suoi figli. Dai microfoni di Linea Gialla, Logli, unico indagato per l’omicidio della donna scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) le notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, ha affermato:

“Io voglio che mia moglie venga trovata ma ancora non si sa dove sia”. Logli lancia una frecciatina anche a tutte le signore che in questi mesi si sono dette amiche di Roberta: “Mia moglie aveva solo un’amica, adesso di lei tutti sanno tutto”. Logli si dice sconvolto per quello che è successo in particolare per come i media e i giornalisti hanno affrontato la vicenda. Non solo vive il dramma della scomparsa di sua moglie ma è costretto a vivere nell’incubo che ai suoi figli possa capitare qualcosa. Racconta infatti dell’insistenza dei giornalisti nel volere ascoltare i bambini tanto che davanti la scuola c’è sempre qualcuno. Racconta anche di come una maestra per mettere “in salvo” la sua bambina, l’abbia dovuta nascondere in bagno. Logli si dice deluso per l’atteggiamento della procura, dei carabinieri, dei magistrati e del sindaco. Nessuno ha fatto nulla per tutelare la sua privacy e quella della sua famiglia. In particolare c’è stato più interesse alla sua storia con Sara che alla ricerche per Roberta.

La golf bruciata intorno al caso Ragusa

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Si sta cercando di ovunque il corpo di Roberta Ragusa, ma nel frattempo, tra indagini e analisi di laboratorio, si lavora anche a ricostruire il profilo psicologico di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, unico indagato per l’omicidio della donna scomparsa. Mentre è in atto questa frenetica attività nella redazione di Chi l’ha Visto arriva anche una lettera “di una donna angosciata” che decrive che Antonio Logli è un uomo “manesco e vendicativo” e poi si aggiunge “Sono in grado di fornire dei dettagli che forse possono essere di aiuto alle indagini perché la scomparsa di Roberta è per me un tarlo”.

La donna misteriosa aggiunge che “quando era alla guida non tollerava di essere sorpassato da nessuno” e che se ciò accadeva era solito inseguire la persona che aveva osato un tale affronto, “era abilissimo nell’aprire serrature e maneggiava con destrezza gli strumenti per farlo”.

Nella puntata del 25 settembre, la redazione di Chi l’ha visto ha anche indagato sul caso di una macchina bruciata, una Golf che apparteneva a un conoscente di Antonio Logli. Il veicolo fu trovato bruciato all’interno di un garage e se in un primo tempo si ritenne che l’incendio poteva essere doloso, poi con il tempo la colpa fu attribuita a un guasto meccanico. L’episodio accaduto circa 30 anni fa è tornato alla ribalta quando si è appreso che quell’uomo, in quel periodo, era nel mirino di Logli che lo accusava di avergli fatto un torto.  Quella macchina nuova che andò a fuoco è riconducibile in qualche modo ad Antonio Logli? Per il momento sono solo ipotesi prive di fondamento, ma i dubbi ora aleggiano.

Caso Ragusa. Gozi: “Sara Calzolaio ha avuto atteggiamenti intimidatori”

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Loris Gozi, a Quarto Grado, ha fatto sapere che Sara Calzolaio avrebbe compiuto nei suoi confronti atti intimidatori. In particolare Gozi ha riferito che l’amante di Antonio Logli  avrebbe invaso la sua corsia stradale, mentre lui transitava con un motorino. La donna, a bordo della sua automobile, avrebbe insultato Loris Gozi e lo avrebbe costretto ad una manovra per evitare la vettura. Gozi dice di aver paura non tanto per sé quanto per la sua famiglia:

«La mia coscienza mi ha fatto dire tutta la verità. Pochi giorni fa, Sara Calzolaio mi viene incontro con l’auto, si scaglia parolacce. Ero in motorino. Ora ho paura», Gozi, ha affermato di assumersi la  responsabilità totale di ciò che stava dichiarando. Il testimone ha aggiunto che non ha sporto denuncia poichè la situazione potrebbe andare ad aggravarsi ulteriormente.

Roberta Ragusa: ora si cerca nel cimitero!

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Si è cercata ovunque Roberta Ragusa, ma forse, non si è cercato bene nel cimitero, tra le lapidi di San Giuliano Terme, non lontano dalla casa dove abitava con il marito Antonio Logli. Si torna indietro dopo gli esiti negativi sulle auto dell’amante e del padre di Logli nonché sul furgone che lo stesso marito della Ragusa usava per lavoro e nel quale una collega aveva ritrovato fazzolettini sporchi di sangue? Si va avanti con il georadar, ma si guarda laddove le analisi effettuate con altri mezzi non hanno avuto esito. Ancora nelle orecchie degli inquirenti non suona la giustificazione fornita proprio da Logli dopo che aveva denunciato la scomparsa della moglie affermando che la donna si era allontanata a seguito di un vuoto di memoria causato da un colpo che si era procurata in testa. Il marito affermò che si era recato, dopo la scomparsa della moglie, nel cimitero perché aveva ritenuto di poter trovare la donna accanto alla tomba della madre. Dopo la battuta d’arresto sulle nuove indagini che non hanno portato nessuna novità, si torna quindi ad analizzare meglio i dettagli già in possesso delle forse dell’ordine sperando che una scansione con il georadar capace di “vedere” fino a tre metri sotto terra possa dare esiti positivi e riaprire la strada alla speranza di trovare una spiegazione a un mistero sempre più fitto. 

 

Roberta Ragusa: traccia biologica nell’auto di Sara Calzolaio

ragusa-tracce-biologiche-tuttacronacaI carabinieri del Ris di Parma avrebbero trovato una traccia biologica sull’automobile di Sara Calzolaio, l’attuale compagna di Antonio Logli del quale, alcuni giorni fa, i militari avevano ispezionato il furgone in uso. Il marito di Roberta Ragusa, scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) la notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012, è indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. La Calzolaio ha ricevuto di recente l’avviso di garanzia con l’accusa di favoreggiamento, proprio per consentire l’ispezione della vettura mentre Valdemaro Logli è accusato di concorso in occultamento di cadavere. Sull’auto del suocero della Ragusa le analisi hanno escluso la presenza di tracce, mentre due reperti biologici sono stati trovati nel vano di carico del furgone di Antonio Logli e nell’auto di Sara Calzolaio. La prima però, stando a quanto si apprende da fonti investigative, è troppo piccola e dunque inutilizzabile. Gli accertamenti, quindi, si stanno effettuando su quella repertata su un tappetino dell’abitacolo dell’auto della Calzolaio. Nel frattempo, i carabinieri proseguono le loro indagini e stanno ultimando una mappatura di luoghi sui quali effettuare nuove ispezioni con il georadar alla ricerca del corpo di Roberta Ragusa.

Roberta Ragusa serve un’altra settimana prima di svelare il mistero?

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Sembra che occorra un’ulteriore settimana per avere i risultati dei tamponi effettuati dai Ris di Roma sul furgone della Geste in uso ad Antonio Logli e sull’auto della sua nuova compagna Sara Calzolaio nell’ambito delle indagini sul caso della scomparsa di Roberta Ragusa.

“Lo giudichiamo un fatto positivo ai fini dell’accertamento della verità – ha spiegato il procuratore Ugo Adinolfi – perché le tracce repertate sono piccolissime e i Ris ci avevano già detto che sarebbe stato difficile ricavare risposte utili. Tuttavia se ci chiedono altro tempo significa che possiamo sperare che quei minuscoli reperti possano comunque fornire indicazioni utili, pur se parziali, alle nostre investigazioni.”

CASO RAGUSA: trovate tracce biologiche nell’auto dell’amante di Logli

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Sembrava che i rilievi effettuati ieri (9 luglio) dai i Ris di Roma sui mezzi dell’amante di Logli, Sara Calzolaio e su quella del padre di Antonio Loglio, Valdemaro, non avessero portato a nulla. Invece è notizia delle ultime ore che i rilievi dei Ris di Roma avrebbero individuato macchioline sia nel vano di carico del furgone della Geste, usato da Antonio Logli, sia nell’auto di  Sara Calzolaio. Ora bisogna attendere gli esami di laboratorio che arriveranno nei prossimi giorni.

Antonio Logli è indagato nell’ambito dell’inchiesta per la scomparsa di Roberta Ragusa, insieme al padre e all’amante.

“In entrambi i casi tuttavia, spiegano gli inquirenti, si tratta di reperti molto piccoli dai quali non sara’ facile estrarre evidenze scientifiche utili alle indagini. Nelle prossime settimane saranno invece sentiti nuovi testimoni che potrebbero fornire indicazioni soprattutto sulla notte della scomparsa di Roberta Ragusa. I magistrati mantengono il massimo riserbo sulla loro identità, anche se non sembrano aspettarsi comunque rivelazioni decisive.”

Sono in corso i rilevamenti sui mezzi per far luce sul caso Ragusa

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Sono in corso da ore le ispezioni sui tre veicoli posti sotto sequestro nel caso Ragusa dopo la testimonianza di una dipendente della ditta in cui lavora anche Logli che ha raccontato, nei giorni scorsi, agli inquirenti di aver rinvenuto alcuni mesi fa dei fazzoletti sporchi di sangue in un mezzo usato per lavoro dal marito di Roberta Ragusa. Oltre al mezzo di lavoro, i Ris, stanno analizzando anche l’auto dell’amante di Logli, Sara Calzolaio, e quella del padre del principale indagato. Per poter effettuare queste analisi l’amante e il padre di Logli sono stati iscritti nel registro degli indagati.  

In particolare i Ris di Roma vogliono rintracciare tracce ematiche riconducibili alla donna scomparsa.

Sia il padre del principale sospettato che la sua attuale compagna stanno assistendo ai rilievi scientifici condotti dai Ris in compagnia dei loro avvocati.

Aggiornamento 9 Luglio 2013, 21,50: Sembrerebbero senza esito i rilievi compiuti oggi dai Ris, sulla  Mercedes grigia di Valdemaro Logli e la Ford Fiesta rossa di Sara Calzolaio. In particolare a risultare negativo sarebbe stato proprio l’esame del luminol che non avrebbe rilevato eventuali tracce di sangue. Stesso esito, per il furgone della Geste, la municipalizzata dei servizi del comune di San Giuliano Terme.

Il caso Ragusa rimane avvolto nel mistero.

 

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Svolta nel caso Ragusa: altri due indagati oltre il marito

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Si aggiungono al registro degli indagati per il caso Roberta Ragusa altre due persone. Si tratta di  Sara Calzolaio, amante di Logli, e del padre di quest’ultimo, Valdemaro Logli. La procura di Pisa sospetterebbe i due per favoreggiamento nel delitto. Ora è probabile che nei prossimi giorni le forze dell’ordine perquisiranno le auto del padre e dell’amante di Logli alla ricerca di nuovi indizi, anche alla luce di alcuni fazzoletti sporchi di sangue visti nel furgone, usato sul posto di lavoro dal marito della Ragusa. Questa potrebbe essere la svolta che si attendeva per trovare le risposte al mistero della donna scomparsa nel gennaio 2012.

I fazzoletti sporchi di sangue nel caso Ragusa

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Dopo i continui appelli degli investigatori e della famiglia di Roberta Ragusa a coloro che conoscono la verità ma che stanno tacendo per paura qualcuno sembra essersi fatto finalmente avanti.

«Non ce la faccio più a tenermi dentro questa cosa…» ha detto, lunedì scorso, una dipendente della Geste al suo direttore. La donna, sulla cinquantina, abita in un paese dell’hinterland pisano, è una collega di Logli che per la società di servizi comunali ha lavorato come elettricista a tempo pieno fino alla scomparsa della moglie, ora, invece, fa un part time. La donna ha preferito prima confidarsi con il dirigente, il quale ha avvisato immediatamente i carabinieri e martedì la donna è stata ascoltata in Procura dal magistrato che conduce l’inchiesta, il sostituto procuratore Aldo Mantovani. La deposizione è durata quasi due ore e in particolare la testimone ha raccontato che intorno a febbraio-marzo dello scorso anno, ha trovato  due fazzolettini di carta macchiati di sangue, mentre stava pulendo uno dei furgoncini della Geste. I fazzolettini sono poi stati buttati dalla testimone nella spazzatura. Si tratta di un Fiat Fiorino che fino al novembre del 2011 era solitamente usato per lavoro da Antonio Logli. Il quale, appunto un paio mesi prima della scomparsa della moglie, disse che quel furgoncino non andava più e, quindi, Geste gliene mise a disposizione un altro. In realtà quel Fiorino aveva bisogno solo di un intervento di manutenzione di poco conto, quindi chi aveva le chiavi o sapeva dove trovarle avrebbe potuto servirsene senza problemi. Quando il 29 febbraio 2012 i Ris dei Carabinieri di Roma vennero a Gello per la prima volta, quel veicolo non fu preso in considerazione, essendo ‘ufficialmente’ fermo da tre mesi. Ora il  furgoncino è stato posto sotto sequestro e sarà sottoposto agli accertamenti tecnico-scientifici del caso.

Costa barese: 90 giorni di tempo per demolire le ville abusive

ville-abusiveLa Procura della Repubblica ha chiesto e ottenuto decine di decreti penali di condanna con obbligo di demolizione delle ville al mare abustive costruite sul litorale di Bari, sorte sulla costa tra Torre Mare e Monopoli. Le abitazioni sono state costruite a meno di 300 metri dal mare, violando le norme paesaggistiche. I responsabili sono stati condannati, dall’ufficio del gip del Tribunale, a pagare ammenda di 20mila euro con la pena sospesa “subordinatamente alla riduzione in pristino e alla demolizione delle opere abusive entro 90 gg”.

La tecnologia al servizio del caso Ragusa: arriva il georadar

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Sarà un sistema georadar di ultima generazione a cercare i resti di Roberta Ragusa, la donna scomparsa dalla sua abitazione di Gello di San Giuliano Terme (Pisa) la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012, in alcune zone del territorio della provincia di Pisa. Le ricerche scatteranno nei prossimi giorni e saranno effettuate con uno strumento capace di ”vedere” in profondita’ variabili del sottosuolo fino a oltre 3 metri e con la capacita’ di penetrare qualsiasi terreno e materiali.

Nuova testimone per caso Ragusa “Logli fece sesso con me”

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Un matrimonio infelice e quello che confessò Logli a una partner con cui ebbe un rapporto sessuale,  tra il giugno e il settembre 2011, e che ora ha testimoniato in procura. La nuova testimone avrebbe dichiarato: “Antonio Logli confidò quasi un anno prima della scomparsa della moglie di vivere un matrimonio infelice e di avere anche un’amante, ma di non potersi separare per motivi economici”.

Al termine dell’interrogatorio, la notizia sarebbe stata confermata alla stampa dal procuratore della repubblica, Ugo Adinolfi: “Riteniamo credibile questa signora che si è presentata spontaneamente e non ha alcun motivo di mentire. Dice di avere riconosciuto Antonio Logli vedendo il caso in Tv e comunque ce lo ha descritto minuziosamente anche in sede di interrogatorio. Alla luce di questa testimonianza potremmo decidere di risentire anche l’amante di Antonio Logli“.

Caso Ragusa: in Procura una nuova testimone

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Potrebbe rivelare dettagli importarti sul rapporto di Roberta Ragusa e del marito la nuova testimone che verrà ascoltata oggi in Procura. Gli inquirenti sperano possano emergere nuovi particolari grazie alla donna, un’amica di Antonio Logli, dopo quasi 17 mesi d’indagini che non hanno portato a una soluzione definitiva al caso. La Nazione rende noto che, nel frattempo, sono già stati ascoltati i familiari della coppia, il collaboratore dell’autoscuola della Ragusa e Sara Calzolaio, l’amante (ex baby-sitter dei figli ed ex segretaria della stessa autoscuola) di Logli, indagato per omicidio e occultamento di cadavere.

Le cugine di Roberta Ragusa contro l’amante di Logli!

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Dramma e querele sembrano essere tutte in famiglia per il caso di Roberta Ragusa, la donna toscana scomparsa il 14 gennaio del 2012. Oggi c’è la risposta delle cugine di Roberta,  Sonia e Giovanna, che hanno giudicato infamanti le accuse rivolte alla loro famigliare da Sara Calzolaio, l’amante del marito della donna scomparsa. Sara infatti avrebbe affermato davanti agli inquirenti che Roberta sarebbe ancora viva, ma che non ha intenzione di tornare e che spererebbe che Antonio Logli venga condannato per il suo presunto omicidio. Secondo le cugine queste accuse minerebbero l’immagine di Roberta, prima di tutto davanti agli occhi dei figli e danneggerebbero anche i parenti della scomparsa. Secondo le cugine, Sara Calzolaio, sta cercando davanti agli inquirenti di alleggerire la posizione del suo amante e per farlo ha deciso di infangare la memoria di Roberta. Un caso che dopo un anno e mezzo non sembra essere arrivato a nessuna svolta e nel quale ancora i sospetti e i dubbi restano tali non trovando un vero riscontro nella realtà. Le prove in mano agli inquirenti sono poche, mentre sono tanti  i depistaggi che sono stati messi in atto durante le indagini.

 

Caso Ragusa: la testimonianza di Sara, l’amante di Logli

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Si torna a parlare del caso Ragusa, a Quarto Grado, e ci si sofferma sulla recente testimonianza di Sara Calzolaio in procura. La donna ha confermato in tutto e per tutto la versione del suo uomo, Antonio Logli, il marito di Roberta Ragusa. Parlando del testimone Loris Gozi, ha affermato che è tutto falso, tutto sbagliato, e che lui mente. Rifiuta di parlare con i giornalisti, perchè ha “parlato con chi di dovere”. Ha anche spiegato che le telefonate di quella notte erano la loro routine, prima una di 50 minuti, poi una di 40, infine una terza, di soli 17 secondi, “forse perchè è caduta la linea, forse è morta la batteria”. E per quel che riguarda Roberta? Ancora una volta appoggia la tesi di Logli, che la donna si sia allontanata e, anzi, si augura che torni presto. Da parte loro gli inquirenti si sono dettti soddisfatti dell’interrogatorio, durante il quale la donna si è mostrata a parte remissiva e altre più aggressiva. Il procuratore le ha chiesto se vivesse con Logli due volte, ricevendo risposta negativa. Quando le è stato ricordato che potrebbe essere incriminata di falsa testimonianza, la donna ha ammesso che sì, vivono assieme ha quando la madre l’ha cacciata da casa dopo la morte del padre per problemi circolatori e della quale la accusa. Sara ha anche dichiarato che Logli le sta preparando un appartamento dove lei si trasferirà. Si sono conosciuti nel 2005, lei e Logli, e per questa relazione è stata anche cacciata dalla sua comunità di Testimoni di Geova. Una sua amica racconta che lei era davvero innamorata di quest’uomo, che probabilmente per lei è stato il primo e che ora è l’unico affetto che le è rimasto. Così come lo sono i suoi figli, ai quali lei aveva fatto da baby-sitter diventando anche amica di Roberta.

Caso Ragusa: il giorno della testimonianza di Sara Calzolaio, l’amante di Logli

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E’ arrivata in procura stamattina alle 8.30, da sola e con un cappuccio in testa e un ombrello per coprirsi il volto e non essere così presa d’assalto da cameraman, giornalisti e fotografi, Sara Calzolaio. L’amante di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa e unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere per la scomparsa della moglie avvenuta la notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012 sarà ascoltata come testimone dal pm Aldo Mantovani e il suo è uno degli interrogatori più attesi perché dovrà rispondere sia sui rapporti familiari precedenti ai fatti sia su quelli successivi alla scomparsa di Roberta Ragusa. La donna, infatti, non solo continua ad avere una relazione sentimentale con Logli ma anche a frequentare la casa di famiglia e i figli della coppia. Il pm ha già ascoltato per quattro ore, lo scorso lunedì, il fratello e la cognata del marito di Roberta e, al centro dell’interrogatorio, c’è stata la figura dell’amante e della sua relazione con l’indagato. “Secondo le ipotesi degli inquirenti la scoperta del tradimento del marito e della giovane donna che lei stessa aveva assunto potrebbero essere all’origine della lite di quella notte.”

Quando l’orco è in casa: i nonni pedofili

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Hanno perpetrato orrendi abusi sui loro nipotini, un bimbo di sette anni e una bimba di otto i due nonni arrestati oggi: un uomo di 65 anni e una donna di 50. Con loro in manette anche una terza persona, un 30enne. Le piccole vittime sono state violentate, vendute per pochi euro ad amici, fotografate durante gli squallidi incontri e segregate in casa. La polizia di Messina ha posto infine termine a queste atroci sevizie, accusando i tre adulti di violenza sessuale, pedopornografia e riduzione in schiavitù. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Vermiglio su richiesta del pm Liliana Todaro e l’inchiesta ha messo in luce lo stato di miseria e profondo degrado in cui vivevano i due fratellini, affidati ai nonni nel 2009, dopo la morte della madre, mentre il padre aveva problemi di droga.

Caso Ragusa: si continua a cercare Roberta. Ma l’amnesia era reale?

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Alla trasmissione Quarto Grado il nuovo supertestimone del caso Ragusa racconta di aver visto due uomini portare un sacco nero in mezzo alla pineta, a circa 20 km da casa di Roberta. Il 26enne, tunisino, inizialmente aveva pensato si potesse trattare di una macchinetta del videopoker, che da poco era stato portato via in quel periodo da un locale. Il ragazzo stava tornando a casa con un amico dopo essere stato in discoteca quando ha visto queste due persone, una delle quali corrisponde alla descrizione di Logli. L’uomo, agli arresti domiciliari, non ha nessun motivo per esporsi e la sua testimonianza è al vaglio degli inquirenti, mentre lui confessa di non riuscire più a dormire pensando il fatto. Nel frattempo sono iniziate le ricerche nella zona da lui indicata.

Logli, fin dal primo giorno dopo la scomparsa, ha raccontato, anche al momento della denuncia della sparizione, di un problema di amnesia della moglie a seguito di un incidente domestico. Ma il medico dell’autoscuola, che l’aveva vista la sera prima, la ricorda lucida come sempre. Le ricerche di una persona affetta da perdita di memoria hanno sottratto tempo alle indagini, nel caso non fosse reale il fatto. Del resto contro Logli, tutt’ora, non risultano prove a carico. Certo che Roberta prima di sparire aveva scritto la lista della spesa, segno di una lucidità recuperata.

Il tunisino nel caso Roberta Ragusa

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E’ tunisino il nuovo testimone che entra nel caso Ragusa. Fin’ora non aveva mai parlato perché non vede la tv e non conosceva la storia.,Ma da qualche mese è costretto in casa agli arresti domiciliari e così ha visto una puntata di Chi l’ha visto e ha deciso di raccontare la sua verità. Si è ricordato di quella notte di gennaio dello scorso anno in cui rientrando con un suo amico da una discoteca ha visto due uomini nella pineta in  Bufalini-Migliarino, non molto lontano dall’abitazione della donna, che stavano bruciando un sacco di oltre un metro. Il testimone dice che non ha visto bene gli uomini anche perché era notte, ricorda solo che uno dei due era  alto e magro, con il volto lungo, un identikit che potrebbe ricordare la fisionomia di Antonio Logli. Interrogato l’amico si è avuto un riscontro immediato del racconto.

 

Ragusa una nuova verità?

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Il caso di Roberta Ragusa è forse giunto a una nuova verità dopo che la polizia ha ispezionato la C3 azzurra appartenuta alla donna. Vettura che è stata vista dal testimone Gozi allontanarsi a bordo con il marito della vittima e una donna, probabilmente proprio Roberta, la tragica notte della scomparsa. Ora l’accusa è di omicidio preterintenzionale per il marito. Probabilmente quella notte Roberta sbatte così forte la testa (forse a causa di una colluttazione con  il marito) che ne provocò poi il decesso. Un incidente durante una lite? Può essere che il colpo sentito da Gozi non fosse quello della portiera ma bensì il colpo della testa della Ragusa che sbatteva contro il parabrezza o all’interno della vettura?

La donna quindi sarebbe deceduta in seguito a quel colpo e il corpo sarebbe stato poi occultato in un luogo sicuro o come si è supposto addirittura cremato nel cimitero della zona. Solo ipotesi al momento, ma che aprono la pista a una nuova indagine che tuttavia rischia ancora di essere archiviata se il corpo della donna non viene rinvenuto. Intanto continuano le ricerche tra Migliarino e Torre del Lago, ma anche sul Monte Serra. Nei prossimi giorni verranno nuovamente ascoltati i figli minorenni della vittima, il padre , l’amante di quest’ultmo, i geologi e un collaboratore della scuola guida . Si parla anche, secondo alcune indiscrezioni, di un nuovo testimone che avrebbe visto Logli con un enorme sacco nero in spalla. Il nuovo supertestimone sarebbe ritenuto credibile in quanto, oltre alla testimonianza, ha presentato un’autoaccusa. Non ha chiesto facilitazioni in cambio del suo racconto: l’uomo, in quelle ore, avrebbe visto Logli, in compagnia di un’altra persona, intento a trasportare il sacco in una zona appartata che lui frequentava in quanto spacciatore. Sembra che la continua presentazione mediatica del caso lo abbia portato a rivangare nella memoria fino a ricordare quel dettaglio. Lo stesso Gozi aveva parlato di una persona che accompagnava il presunto colpevole la mattina dopo la scomparsa di Roberta.

Caso Ragusa analizzata l’auto della moglie di Logli

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Erano circa le 20.30 quando è finita l’ispezione dei Ris a casa Logli. In particolare la scientifica si è concentrata sulla Citroen C3 azzurra appartenuta a Roberta Ragusa. I Ris stavano esaminando qualcosa all’interno dell’abitacolo. L’auto è quella che è stata vista da Loris Gozi, il testimone-chiave dell’inchiesta, quando ha raccontato  di aver riconosciuto Antonio Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere ben oltre l’orario in cui invece il marito della donna aveva riferito agli inquirenti di essere andato a dormire. E’ quell’auto la protagonista accanto a cui litigavano Logli e sua moglie secondo Loris. Inoltre il supertestimone ha asserito, anche in incidente probatorio, di aver riconosciuto Logli, ma non la donna, mentre sbatteva con forza lo sportello dell’auto prima di allontanarsi proprio a  bordo di quell’autovettura.

La mamma di Logli sentita in procura… è ancora giallo sul caso Ragusa

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Un interrogatorio di più di un’ora per la madre di Logli, Giancarla Tabucchi, sentita in pprocura come persona informata dei fatti. Nessuna indiscrezione è trapelata sul colloquio che la donna ha avuto con il pm Aldo Mantovani. Quando è uscita dalla procura la mamma di Logli, accompagnata dall’avvocato Roberto Cavani, difensore dell’indagato, non ha risposto alle domande dei giornalisti.

 

Caso Ragusa… Logli non era solo?

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In un’intervista della tv pisana 50 Canale, il supertestimone Loris Gozi rivela: “Quando Logli venne a bussare alla mia porta era insieme a un altro: a questa persona dico di presentarsi agli inquirenti prima che loro arrivino a lui”. Il testimone si riferiva alla visita che il marito della donna scomparsa, indagato per omicidio e occultamento di cadavere, gli fece il giorno dopo la sparizione dell’imprenditrice.

 Nuovi misteri sul caso di Roberta Ragusa!

Ascoltato il supertest del caso Ragusa… Logli esce dal retro

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Il supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, all’uscita dal tribunale ha dichiarato che  «L’udienza? È andato tutto bene». Poi si è allontanato in fretta, in compagnia di sua moglie,  Natascia Marini, e del suo avvocato, per non ricevere altre domande dai giornalisti.  Anche il il procuratore capo Ugo Adinolfi, dopo circa un’ora e mezza di udienza, si è dichiarato soddisfatto dell’interrogatorio. E’ uscito invece dal retro del Tribunale, Antonio Logli, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ci sarà una svolta nei prossimi giorni?

Loris Gozi: il perno centrale del caso Ragusa

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Martedì Logli dovrà ripetere il suo racconto nel corso dell’incidente probatorio. Le informazioni che ha dato agli inquirenti riguardano gli avvistamenti fatti la notte di Roberta Ragusa. La prima volta, verso mezzanotte e mezza, ha visto Logli, marito di Roberta, da solo in un’auto parcheggiata lungo la strada mentre, più tardi, ha assistito ad un litigio tra una coppia, anche se, vista la lontananza, non è in grado di affermare si trattasse del principale indagato con la moglie. Gozi ha testimoniato solo 7 mesi dopo l’accaduto e, pur essendo attendibile come teste, non è obbligatorio che il suo racconto venga definito credibile.

Caso Ragusa: martedì l’incidente probatorio con Gozi

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A seguito della richiesta del pm Aldo Mantovani di far acquisire le dichiarazioni del giostraio Loris Gozi, il supertestimone che vide Logli per strada e poi udì una coppia litigare per strada la stessa notte in cui scomparve Roberta Ragusa, la procura di Pisa ha richiesto l’incidente probatorio, che si svolgerà martedì alle 10 di mattina. Gozi ha testimoniato di aver assistito alla lite intorno all’una di notte, orario in cui è scomparsa Roberta e che intacca l’alibi di Logli che ha sempre riferito di essere andato a dormire prima di mezzanotte. La scelta dell’incidente probatorio potrebbe essere frutto di una strategia processuale ben delineata e che prelude al successivo interrogatorio di Logli, che non è più stato sentito dagli investigatori da quando è stata formulata l’ipotesi accusatoria nei suoi confronti. Però sarà un banco di prova anche per Gozi, che dovrà confermare la solidità delle sue dichiarazioni agli inquirenti anche sotto la pressione delle domande della difesa di Logli e dei legali delle parti civili.

SCANDALO ITALIANO: L’ILVA CHIEDE LA CIGS! Il RICATTO CONTINUA

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Seimilacinquecento cassa integrati per il gruppo Ilva. E’ questa la richiesta dell’azienda. Si tratta di cassa integrazione straordinaria per ristrutturazione nell’ambito della procedura per la bonifica degli impianti. La cassa dovrebbe iniziare il 3 marzo e avere durata di 24 mesi. Il piano di ristrutturazione aziendale presentato oggi prevede anche la chiusura di alcune linee, in particolare l’altoforno 1 che è già chiuso, e l’altoforno 5.

«Non sono previsti esuberi almeno secondo quanto dichiara l’azienda e sono previsti investimenti per la bonifica», spiega Rocco Palombella, segretario generale della Uilm. «Si parla in particolare di due miliardi e mezzo di euro di investimenti». La cassa interesserebbe 6417 addetti nello stabilimento di Taranto su 6507, il totale della richiesta. Altri addetti andranno in cassa negli impianti di Novi Ligure e Pratica di Mare.

«Sono numeri drammatici. Adesso si aprirà la trattativa sindacali per attenuare la cifra per la rotazione, la formazione e eventuali contratti di solidarietà. Sono numeri che prevedono per due anni lacrime e sangue, ma è anche vero che investimenti per la bonifica significano che l’Ilva non chiuderà e quindi tra due anni ci sarà nuovo lavoro», dice Palombella. In questi due anni la produzione, che a regime ammontava a 30mila tonnellate giorno, e che attualmente è a 18mila tonnellate giorno con la chiusura dell’ altoforno 1. Con la chiusura dell’altoforno 5 passerà a diecimila tonnellate giorno.

Altre perquisizioni per Mps… si stringe il cerchio!

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BOMBA A OROLOGERIA PER IL PD! Perquisizioni disposte dalla procura di Siena sono in corso da parte del nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza a carico dell’ex presidente della Banca Monte dei Paschi Giuseppe Mussari e dell’ex direttore generale della Antonio Vigni.
Le perquisizioni a carico di Mussari e Vigni – da quanto si è appreso – riguardano le abitazioni private dei due. Perquisizioni da parte della Guardia di Finanza sono in corso anche nella sede di Mps a Siena, nell’ufficio dell’ex vicedirettore generale Davide Rossi.

SEGRETI E ANCORA SEGRETI SU MPS! Scandalo su scandalo…

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Nella cassaforte dell’ex direttore generale del Monte dei Paschi di Siena Antonio Vigni “c’era altra documentazione” oltre all’accordo con la banca Nomura per la ristrutturazione del derivato Alexandria. E’ quanto ha riferito ai magistrati di Siena il dg di MpsFabrizio Viola sentito lo scorso 30 ottobre. Un passaggio della sua audizione è contenuto nell’ordinanza d’arresto emessa dal Gip di Milano nei confronti di Gianluca Baldassarri.
“Preciso – si legge nel verbale sulle dichiarazioni di Viola – che ho rinvenuto l’originale dell’accordo nella cassaforte del Vigni. Mi sembra di ricordare che nella bozza consegnata da Contena ci fosse scritto ‘depositato in cassaforte’. Mi sono così messo alla ricerca della cassaforte, che ho trovato nell’ufficio già occupato da Vigni”.Secondo il direttore generale, la chiave della cassaforte “era, per quanto a mia conoscenza, in mano al solo segretario del collegio sindacale. Posso ragionevolmente ipotizzare che una chiave l’avesse anche Vigni perché la cassaforte nel suo ufficio ed al suo interno ho rinvenuto effetti personali del Vigni”. Inoltre, “oltre all’accordo cui faceva riferimento la bozza consegnata da Contena, c’era altra documentazione che ho messo in un pacco – conclude Viola – che poi ho sigillato, firmato e fatto firmare anche a Leandri (capo dell’audit) ed infine consegnato alla Gdf”.

Rizzi: “Vertici Mps sapevano dei derivati” – “Quando si parlava dell’operazione Alexandria, Baldassarri mi faceva intendere che i vertici della banca erano partecipi”. E’ quanto ha raccontato l’ex capo dell’area legale di Mps Raffaele Giovanni Rizzi ai magistrati di Siena lo scorso 8 febbraio. Rizzi è indagato in concorso per falso in prospetto, assieme a Mussari, Vigni e all’ex direttore finanziario Daniele Pirondini. Rizzi chiarisce ulteriormente cosa intende dire quando afferma che i vertici della banca “erano partecipi”: dal tenore delle affermazioni di Baldassarri si capiva in sostanza che sia Vigni sia Mussari “erano al corrente degli aspetti salienti dell’operazione e si tenevano regolarmente informati”.

Via libera alle merci dell’Ilva, ma l’incasso rimarrà vincolato!

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La Procura della Repubblica di Taranto ha dato oggi ordine di esecuzione ai quattro custodi giudiziari dei beni sequestrati all’Ilva per procedere alla vendita dei prodotti finiti e semilavorati sotto sigilli dal 26 novembre scorso e giacenti sulle banchine dell’area portuale, cosi’ come disposto con ordinanza dal gip Patrizia Todisco il 14 febbraio scorso. Il ‘controvalore’ dei prodotti, il denaro incassato dalla vendita, restera’ sotto sequestro, sempre per disposizione del gip.

L’Usb (Unione sindacale di base) ha proclamato uno sciopero a oltranza dei lavoratori dello stabilimento di Taranto a partire da oggi e sino a quando non sara’ revocato l’accordo Ilva-sindacati del 10 novembre 2010 relativo alla riorganizzazione del lavoro nel reparto Movimento ferroviario, dove il 30 ottobre scorso e’ morto il locomotorista Claudio Marsella.

La Consulta riunisce i ricorsi sull’Ilva per dare una risposta in tempi brevi

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Buffa e il suo urlo sull’Ilva all’inaugurazione dell’anno giudiziario

L’Ilva è un “avversario forte anche se non invincibile, è forte perché è riuscito a farsi fare in brevissimo tempo una legge ad aziendam, che si colloca nella scia delle leggi ad personam inaugurata negli ultimi 20 anni in Italia; una legge che riconsegna lo stabilimento a coloro che fingevano di rispettare le regole di giorno e continuavano ad inquinare di notte”. Così il presidente della Corte d’appello di Lecce, Mario Buffa.
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“Attenti ai cibi!” Il sindaco di Taranto, avverte la popolazione

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Nessun compromesso… La Procura non cede sull’Ilva!

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