12 dirigenti dell’Agusta indagati per l’amianto negli elicotteri delle Forze Armate

elicotteri-amianto-tuttacronacaLa Procura di Torino indaga per disastro colposo i vertici dell’Augusta. Nel mirino della giustizia una dozzina di persone, dirigenti che si sono succeduti nelle posizioni al vertice delle varie articolazioni di Agusta dagli anni Novanta al 2013. L’indagine è legata al problema dell’amianto presente in tutti gli elicotteri delle Forze Armate e di polizia. A coordinare l’indagine, che si concentra su quello che viene definito un “ritardo” nella segnalazione del problema da parte della società, è il pm Raffaele Guariniello. La segnalazione completa risale al settembre 2013, mentre in precedenza c’erano stati solo accenni parziali.

Shock ad Andria: artificieri ed esercito in piazza. Ma…

andria-saldi-tuttacronacaAllarme questa mattina ad Andria, nel Barese, dove i cittadini sono stati svegliati dall’arrivo di artificieri, polizia, militari dell’esercito, carabinieri del RIS, vigili del fuoco e ambulanze. Il tutto perchè è stato rinvenuto, in Piazza Catuma, un ordigno nascosto in un borsone abbandonato e trovato da due bambini che giocavano in compagnia del papà e della mamma. La zona è stata messa in sicurezza e poco dopo, sotto lo sguardo attonito dei passanti, l’ordigno è esploso. E’ stato allora che il bluff è venuto alla luce: si trattava infatti di una pubblicità per i saldi all’interno di un centro commerciale a Molfetta. Tutte le persone intervenute, circa una ventina, erano attori impegnati nelle riprese della pubblicità.

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Condannato docente dell’Accademia: nonnismo equiparato a violenza sessuale

nonnismo-abusisessuali-tuttacronacaUn anno e dieci mesi di reclusione. E’ questa la condanna emessa dalla Cassazione ai danni di un docente dell’Accademia militare di Modena. L’uomo è anche tenuto a risarcire a due suoi studenti i danni morali. La condanna è giunta perchè pacche sul sedere e toccamenti repentini dei genitali, anche se messi a segno senza l’uso della forza o della minaccia, sono sempre una forma di violenza sessuale. Anche se si tratta di allievi di una scuola che forma gli ufficiali dell’esercito e dei carabinieri. Scrive la Suprema Corte nella sentenza 38326: “Non vi è dubbio che il toccamento improvviso del gluteo con stretta della natica, da parte del professore all’atto di congedarsi dai suoi studenti, e i ripetuti repentini toccamenti dei genitali di un allievo, integrino quel requisito della repentinità ed imprevedibilità della condotta in presenza del quale è ugualmente ravvisabile il reato di violenza sessuale pur prescindendo da una violenza di tipo fisico”. E ancora rilevano gli ‘ermellini’:  “E non vi è dubbio che coscia e glutei costituiscano, secondo consolidato indirizzo di questa Corte, zone erogene di interesse sessuale”. E’ stato quindi respinto il ricordo del professore che aveva provato a mettere in discussione “la natura erogena della zona anatomica attinta” e a sostenere che non si può “qualificare” il gesto della ‘pacca’, e gli altri palpeggiamenti, come “atto sessuale” in quanto ‘espressioni ‘ di tipo “blando e poco significativo”, compatibili – semmai – “con un gesto amichevole di saluto e di commiato”. Secondo la Cassazione, inoltre, il comportamento del docente è stato caratterizzato dall’elemento della violenza “sia in relazione al suo ruolo e della condizione di suggestione psicologica degli allievi, sia per l’iniziale clima conviviale instaurato dall’imputato, tale da non consentire una efficace reazione, nè di manifestare il proprio preventivo dissenso”. Il verdetto, scritto dal consigliere Mariapia Gaetana Savino, presidente Aldo Fiale, ha confermato la pronuncia emessa dalla Corte di Appello di Bologna, il 15 novembre del 2011, a conferma della sentenza di primo grado decisa dal Tribunale di Modena il 14 marzo del 2008.

Tragico incidente in Repubblica Ceca: muore un militare italiano

roberto-selloni-tuttacronacaHa perso la vita a seguito di un drammatico incidente, di cui ancora non si conoscono le cause, avvenuto questa mattina attorno alle 6 lungo le strade della Repubblica Ceca il maresciallo del 152° Reggimento Fanteria Sassari Roberto Selloni, di 36 anni. Il sottoufficiale, con altri due militari che sono rimasti feriti, si stava recando al poligono di Bechyne, in Repubblica Ceca, dove dallo scorso 3 settembre è in corso un’importante esercitazione della Nato, la “Ramstain Rover 2013”. I sottoufficiali, subito soccorsi, sono stati immediatamente trasportati presso l’ospedale di Tabor, capoluogo dell’omonimo distretto, nella regione della Boemia meridionale, ma fin da subito le condizioni del maresciallo Selloni sono apparse critiche. A seguito dell’aggravamento del quadro clinico il sottufficiale è deceduto nella tarda mattinata. Claudio Graziano, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata, messo a conoscenza dell’accaduto, ha espresso, a nome dell’Esercito e Suo personale, “il partecipo cordoglio e vicinanza ai familiari del Maresciallo Ordinario Selloni, deceduto, prematuramente, in servizio”. Il militare era originario della provincia di Nuoro.

Stoccolma, percorsi di guerra per tutti alla “corsa vichinga”

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A Stoccolma ogni anno si tiene un’originale corsa di 12 chilometri, un vero e proprio percorso a ostacoli ideato dalle forze speciali dell’esercito. I 12 km sono disseminati di “trappole” che i podisti devono superare:  ghiaccio, fuoco, filo spinato, fango, reti e tunnel. Un vero e proprio percorso di guerra.

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L’arma segreta dell’esercito israeliano? Il viagra!

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L’ordine fatto di recente dal Ministero della Difesa israeliana comprendeva davvero molti prodotti: dai pneumatici, ai dispositivi per scaldare i feriti, sino alla salsa piccante e poi… c’era una fornitura curiosa, il Viagra.

L’ordine sotto esame è quello di 1.200 compresse da 100 mg. disildenafil, il principio attivo del Viagra, destinate ai soldati che soffrono di disfunzione erettile. La richiesta è firmata dalla divisione medica, quindi le compresse non sono in alcun modo riconducibili ai dipendenti del Ministero della Difesa oppure a feriti in riabilitazione, ma riservate proprio al corpo militare in attività.

Il ministero della Difesa preferisce per ora non commentare per problemi di privacy. I medici potrebbero aver usato la pillola blu per curare il mal di altitudine dei soldati. Pare infatti, che il preparato migliori le performance fisiche in alta montagna.

Soldati israeliani ballano a un matrimonio palestinese: sospesi

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Il filmato documenta i soldati israeliani che ballano a un matrimonio palestinese. Secondo i superiori questa è stata una grande offesa, tanto che i soldati che avevano preso parte al ballo in discoteca in occasione di un matrimonio sono stati sospesi. Non è la prima volta che i militari israeliani danno scandalo: qualche mese fa erano state le foto di alcune soldatesse in biancheria intima e armi in pugno a far scoppiare la polemica.

Elicotteri all’amianto, ecco la nostra difesa

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La nostra difesa è all’amianto? Secondo un’esclusiva dell’Huffington Post questa sarebbe l’ultima sconvolgente verità. Anche se poi leggendo meglio si apprende che già dopo il ’92 (anno in cui l’Italia ha bandito l’impiego dell’amianto), la controllata di Finmeccanica, l’AgustaWestland, avvertiva come avesse già debitamente e dettagliatamente provveduto a informare la difesa su quali e quanti velivoli da loro prodotti contenevano amianto, o meglio asbesto che poi è esattamente lo stesso gruppo cristallino. Le autorità hanno taciuto e per 15 anni nessuno ha preso provvedimenti. Dal carteggio che l’Huffington Post ha potuto visionare, redatto dalla controllata, che ora si trova in mano ai magistrati delle procure militari di Roma e Napoli, si sarebbe scoperto che:

“Sin dal 1996 [abbiamo] trasmesso l’elenco di tutti i materiali ‘pericolosi’ presenti [asbesto incluso, ndr] sui nostri elicotteri”, scrivono dall’AgustaWestland nella loro lettera del 6 giugno scorso al Segretariato Generale della Difesa e Direzione Nazionale degli Armamenti. Insomma – sostengono senza troppi giri di parole – il Ministero semplicemente non poteva non sapere. A riprova allegano un malloppo di oltre cinquanta pagine fra tabelle e parole inviate. Ricevute. E cadute nel vuoto.

Gli elicotteri a rischio, incrociando i dati trasmessi dall’azienda, sembrano davvero tanti. Basta leggere una tabella datata 6 aprile 2006. Per quanto riguarda i modelli AB 206, AB 205, AB 212, AB 212 AS, AB 412: “L’amianto può essere contenuto in guarnizioni, condotti, tubi, nonché pastiglie dei freni”. Negli elicotteri SH-3D; HH-3F: “L’amianto può essere contenuto nelle pastiglie dei freni, ruote e rotore, e nella frizione e nell’APU [cioè unità di potenza ausiliaria, ndr]”. Nel CH47: “L’amianto può essere contenuto nelle pastiglie dei freni”. Non va meglio all’A129: “L’amianto è presente nelle guarnizioni delle paratie parafiamma”. Né all’A109: “L’amianto può essere contenuto in guarnizioni, condotti, tubi, nonché pastiglie dei freni, rotore e ruote”. Ma in un’altra tabella del 13 febbraio 1996 (dieci anni prima) viene indicata la presenza di amianto anche a bordo dell’AB204, dell’SH-3DTS e dell’HH 500 (M, MC, MD, E). Ora, le pastiglie dei freni nel frattempo saranno anche state sostituite con altre prive di asbesto (“dal 1992 non sono state più prodotte o consegnate pastiglie contenenti amianto”, sostengono nella medesima corrispondenza quelli della compagnia anglo-italiana). Ma le guarnizioni, i tubi e tutto il resto?

Probabilmente abbiamo fatto volare i nostri militari con mezzi che contenevano un materiale altamente cancerogeno senza preoccuparci di cambiare la flotta e ora, in tempo di crisi, con le risorse che dovrebbero essere investite a sostegno della disoccupazione ci permettiamo di acquistare F35? Altri velivoli che non funzionano come dimostrato da molti studi? C’è forse qualcuno che guadagna sulle forniture militari e non garantisce la sicurezza ai nostri soldati?

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Ecco gli elicotteri che avrebbero componentistica fabbricata in amianto:

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Omicidio? Ritrovato un corpo alla periferia di Roma, indagini in corso

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Il corpo di un uomo è stato ritrovato nella periferia della capitale in via Carmelo Bene all’altezza del civico 481, zona Fidene, all’interno di un’area verde, Parco delle Sabine, sulla via che collega il Raccordo con i quartieri periferici di Casale Nei e Porta di Roma.  Il cadavere, che dalle prime indiscrezioni potrebbe essere quello di un 70enne sottoufficiale dell’esercito in pensione, risulta avere alcune ferite alla testa. Gli inquirenti che stanno svolgendo le indagini non escludono che possa trattarsi di un omicidio, ma si lasciano aperte altre ipotesi, anche perché sul posto sarebbe stata rinvenuta una pistola., ora al vaglio delle forze dell’ordine.

Si è anche raccolta una testimonianza di un residente in zona “Sono passato proprio da qui questa mattina, intorno alle otto e un quarto, e non ho visto assolutamente niente”.

  

Hazem Beblawi, è lui il nuovo premier egiziano.

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Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha scelto Hazem Beblawi come premier e gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei,è stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri. I salafiti hanno annunciato che avrebbero appoggiato la nomina di Beblawi e valutato quella di El Baradei, alla fine hanno votato anche il premio nobel.

Intanto in Egitto continuano gli scontri tra i militari e i Fratelli musulmani. Ora dopo ora sale il fronte dei sostenitori del destituito presidente Mohamed Morsi.

La Fratellanza ha respinto la dichiarazione costituzionale del presidente Mansour che fissa il calendario della transizione con elezioni politiche entro sei mesi. E ora si teme che la Giornata del milione dei martiri, come i Fratelli musulmani hanno ribattezzato le manifestazioni, produca nuove vittime.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Nuovo tragico bilancio in Egitto: 77 morti nelle ultime ore.

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Alle 13.25 sale il bilancio delle vittime negli scontri con l’esercito al Cairo. Secondo quanto riferito da fonti dei Fratelli musulmani, le vittime sarebbero almeno 77, tra cui 8 donne e 7 bambini, di cui 2 neonati. L’informazione naturalmente arriva dai sostenitori del destituito presidente Morsi è quindi plausibile che ci possano essere dati volutamente errati per fa propaganda e sollevare l’opione pubblica e internazionale. La polizia e l’esercito hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla che sta sfilando davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo rivendicando la vittoria alle passate elezioni del partito “Fratelli Musulmani”. Le protest, hanno annunciato i musulmani, che continueranno con il loro sit-in “a tempo indeterminato”. L’esercito intanto ha comunicato che nelle ultime ore sono state arrestate 200 persone per possesso di molotov, armi bianche e mitra.

Dalle foto al video, lo scandalo continua tra le soldatesse israeliane

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Dopo le foto in lingerie postate su Facebook, le soldatesse israeliane fanno ancora parlare di loro. E’ apparso in Rete infatti un video nel quale alcune giovani reclute in tanga ballano e si cimentano in alcune mosse da ballerine di lap dance…

L’esercito israeliano si continua a spogliare…

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Dopo le insegnanti 18enni dell’esercito israeliano che si erano fotografate nude… anche le reclute devono aver preso esempio e così dentro una camerata hanno deciso di mostrarsi in slip, casco e armi alla mano per emulare ciò che in precedenza avevano fatto le loro superiori!

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Naturalmente anche per loro sono scattati immediatamente dure sanzioni disciplinari… tra letti disfatti e pose volgari anche qui lo squallore non ha nulla da invidiare alle precedenti foto… chissà se anche questa volta lo scatto diventerà virale? Intanto però tutti gli scatti sono stati inseriti in un filmato e la raccolta completa è stata postata su Youtube…

Quelle soldatesse che fanno vergognare Israele!

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L’esercito israeliano non ha gradito la “bravata” di quattro giovani soldatesse 18enni, istruttrici della scuola di fanteria nel sud del Paese, che hanno deciso di posare in tanga davanti a un obiettivo e poi postare le foto sui loro rispettivi profili Facebook. Sotto la divisa… tanga! Pure se le foto hanno riscosso immediato successo sul web, l’esercito d’Israele ha aperto un inchiesta e in una nota ha fatto sapere che “si tratta di un comportamento che contraddice i valori dello Tsáhal (le Forze di Difesa d’Israele)”. Sicuramente la foto una buona dose di squallore indiscutibilmente ce l’ha… se non fosse altro per il bidone dell’immondizia accanto al quale le quattro ragazze si sono fatte ritrarre.

L’eroe o l’antieroe? Bradley Manning, un esempio!

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Dieci volte colpevole di aver violato i regolamenti militari, ma non le leggi federali sull’aiuto al nemico: il soldato Bradley Manning ha cercato di evitare il carcere a vita offrendo al giudice della Corte Marziale di Fort Meade in Maryland una dichiarazione di colpevolezza per dieci capi di accusa minori sui 22 spiccati nei suoi confronti.
Leggendo da una ‘memoria’ di 35 pagine, Manning ha dichiarato di aver agito di sua spontanea volontà, «non su pressioni di Wikileaks» quando ha passato al sito-anti segreti di Julian Assange centinaia di migliaia di documenti top secret del Dipartimento di Stato e del Pentagono. Il soldato ha rivelato di averlo fatto «perchè il pubblico doveva sapere», e solo dopo aver tentato di offrire lo stesso materiale al Washington Post e al New York Times senza ricevere risposta.
«Pensavo che se il pubblico avesse avuto accesso alle informazioni si sarebbe aperto un dibattito sul ruolo delle forze armate e della politica estera», ha dichiarato Manning. In licenza a Washington dalla ferma in Kuwait, il soldato aveva tentato di contattare il quotidiano della capitale con l’offerta di «materiale enormemente importante per il popolo americano».
Non fu preso sul serio dalla sua interlocutrice. Ancora più frustrante il contatto con il New York Times dove Manning era arrivato a parlare solo con tante segreterie telefoniche. «Non pensavo che avrei danneggiato gli interessi americani, solo messo in imbarazzo il governo rivelando i retroscena dei suoi contatti internazionali», ha spiegato a proposito del cosiddetto ‘Cablegate’. Quanto ai ‘warlog’ dell’Esercito da Iraq e Afghanistan, il movente della fuga di notizie era stato di spiegare «i veri costi della guerra».
Tante le gocce che avevano fatto traboccare il vaso, ma soprattutto il video dell’attacco di un elicottero Apache su civili iracheni: «La reazione dei militari americani a bordo mi sconvolse. Parlavano dei bambini uccisi come “bastardi mortì”». Spetta adesso al giudice militare, colonnello Denise Lind, decidere se accettare la dichiarazione di colpevolezza di Manning. Ma anche se la Lind accoglierà la richiesta del soldato, i procuratori militari potrebbero decidere di aprire una nuova corte marziale nei confronti della talpa di Wikileaks sui rimanenti capi di accusa, compreso quello di aiuto al nemico che ha il potenziale di far passare a Manning il resto dei suoi giorni in prigione.

Motovedetta militare in avaria finisce sugli scogli!

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Un’unità di stanza a Teulada, nella tarda mattinata,  è finita sugli scogli a causa di un avaria, 2 militari sono finiti in mare. Uno è ricoverato, in condizioni non gravi, all’ospedale di Carbonia per ipotermia.  La motovedetta, con a bordo quattro militari, stava raggiungendo il porto di Sant’Antioco.

Attacco hackers: Cina si discolpa e spunta la pista dell’est Europa

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Non sarebbe partito dalla Cina, ma forse dall’est Europa l’attacco degli hackers contro Twitter, Facebook e Apple. Dopo che la Cina ha negato qualsiasi suo coinvolgimento nella vicenda ed escluso che una cellula segreta dell’esercito cinese avesse messo a punto l’attacco informatico agli Usa, il dito si sposta verso l’Est Europa. Geng Yansheng, ha dichiarato che le forze armate cinesi non hanno mai appoggiato alcun attacco informatico, aggiungendo anzi che le leggi cinesi vietano qualsiasi attività che possa violare la sicurezza informatica. La denuncia contro Pechino è arrivata dalla società americana di sicurezza informatica Mandiant che, in 75 pagine, ha spiegato come i membri dell’Unità 61398 – corpo scelto dell’esercito cinese con sede a Shanghai – abbiano rubato dati e creato problemi ad industrie di ogni genere. Il portavoce del ministero cinese ha puntualizzato che il rapporto di Mandiant è da considerarsi privo di fondamento in quanto conclude che l’attacco informatico è venuto dalla Cina solo attraverso la scoperta del collegamento con indirizzi Ip in Cina.  “Per prima cosa – ha detto Yansheng – è noto a tutti che l’usurpazione degli indirizzi Ip altrui sia un metodo che viene utilizzato per condurre attacchi informatici. Accade ogni giorno. In secondo luogo non vi è stata alcuna definizione chiara e coerente su che cosa si intenda per attacchi informatici. Infine l’attacco cibernetico è transnazionale, anonimo e ingannevole e la sua vera fonte è spesso difficile da identificare”.

Apple in ogni modo rassicura che il numero di Mac dei suoi dipendenti colpiti dall’attacco è “limitato” e. non vi sono nemmeno le prove che “dati riguardanti Apple siano stati rubati”. Sul sito AllThingD del Wall Street Journal, la Apple “è in contatto con le forze dell’ordine nel tentativo di trovare la fonte della violazione al sistema”. Il gruppo di Cupertino ha anche aggiunto che renderà disponibile online un software per i Mac, dove è installato Java, che impedisca ai clienti di essere colpiti da attacchi informatici simili.

Eritrea. Ministrero Informazione circondato dall’esercito: rilasciate prigionieri politici

Esercito fa brillare una bomba, residuato bellico II guerra mondiale

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Nigeria: l’esercito dei “giustizieri”

 

Secondo le affermazioni dei residenti di quattro quartieri musulmani a Maidugori, nel nordest del Paese, l’esercito nigeriano avrebbe “giustiziato” almeno 40 giovani nel corso di un blitz. Arrivati sul luogo hanno ordinato alla gente di uscire e diviso giovani da anziani. In seguito si sono sentiti colpi di arma da fuoco. Fonti ospedaliere confermano l’arrivo di 39 cadaveri. Da parte di Amnesty c’è stata ieri una denuncia contro gli abusi dei militari nigeriani.

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