Gli Usa tuonano contro la Russia ma Putin ribatte: “Possibile uso della forza”

putin-ucraina-tuttacronacaGli Usa sostengono l’Ucraina promettendo a Kiev un pacchetto di aiuti destinato a sostenere il governo. Tra questi, un miliardo di dollari in garanzie sui prestiti. Nel frattempo, però, Barack Obama denuncia che sono state “Violate norme internazionali”. Il segretario di Stato, John Kerry, in visita nella capitale ucraina, rincara la dose: “Cercano pretesti per l’invasione”. Ma Putin non indietreggia: “Uso delle forze armate se richiesto dal legittimo presidente, Ianukovich”. Il presidente russo ha sospeso ma non cancellato la minaccia di un intervento armato in Ucraina, ha negato sfrontatamente la presenza di truppe russe (“sono milizie di autodifesa”) in una Crimea che ha giurato di non voler annettere e ha respinto i moniti di un Obama che gli ha dato del bugiardo: “Con le sue dichiarazioni non prende in giro nessuno”, ha tuonato il presidente Usa, tornando a condannare “l’aggressione russa”. Ai giornalisti presenti nella sua residenza di Novo Ogariovo, fuori Mosca, Putin ha ribadito che per lui Ianukovich è ancora il “presidente legittimo, anche se senza futuro politico”, ma Putin non riconosce i nuovi poteri di Kiev scaturiti da un “colpo di Stato armato”. Per quel che riguarda le sanzioni minacciate dagli Usa, e sollecitate anche da una rediviva Timoshenko, “sono un’arma a doppio taglio, i danni sono reciproci”, ha ammonito il presidente russo, rinfacciando inoltre agli Usa l’illegittimità dei loro interventi in Afghanistan, Iraq e Libia. E sul G8 di Sochi: “Se i nostri partner non vogliono venire, non vengano”. Del resto proprio sul piano economico lo scontro è più duro. I consigliere economico del Cremlino, Serghiei Glaziev, è stato mandato a profetizzare l’apocalisse economica per Washington in caso di sanzioni: la Russia annullerebbe la sua dipendenza finanziaria dagli Usa, abbandonerebbe il dollaro, anche nelle sue ingenti riserve di valuta straniera, venderebbe gli oltre 200 miliardi di dollari di obbligazioni Usa e non restituirebbe i crediti concessi dalle banche a stelle e strisce. Nella guerra economica il Cremlino ha già calato l’asso energetico che spaventa anche l’Europa: da aprile fine dello sconto sul gas all’Ucraina, dove transita l’80% del metano russo per il Vecchio continente. Mentre la diplomazia internazionale tenta di mantenere aperta una finestra di dialogo “che tra qualche ora o qualche giorno potrebbe essere chiusa”, come ha avvisato il ministro degli Esteri Federica Mogherini, sale anche la tensione militare.

Test in Russia: lancio di prova del missile Topol

russia_missile_topol-tuttacronacaMentre l’attenzione mondiale è rivolta alla situazione in Crimea, sembra di vivere in un clima da Guerra fredda. E oggi le forze russe hanno effettuato un lancio di prova di un missile balistico intercontinentale RS-12M “Topol”. L’ha riferito all’agenzia Ria Novosti il portavoce del ministero della Difesa di Mosca, Igor Iegorov. E’ stato inoltre precisato che il lancio è avvenuto dal poligono di ‘Kapustin Iar’, nella regione di Astrakhan, presso il Mar Caspio. Stando al portavoce, il test ha avuto esito positivo e il lancio è riuscito.

Stop alla cooperazione militare con la Russia: lo annuncia il Pentagono

militari-russi-in-ucraina_tuttacronacaDopo lo stop alle esercitazioni a ridosso dell’Ucraina ordinato da Vladimir Putin, gli indici della borsa di Mosca risentono di effetti benefici tornando in positivo mentre il rublo ha ripreso forza rispetto all’euro e al dollaro dopo il crollo di ieri. A seguito dell’intervento russo in Crimea, tuttavia, gli Usa, come ha reso noto nella notte il Pentagono, hanno “sospeso tutti i legami militari” tra Washington e Mosca. Questa decisione include “le esercitazioni e le riunioni bilaterali, gli scali delle navi e le conferenze di pianificazione militare”, ha affermato il portavoce della difesa americana, John Kirby, in un comunicato. Oggi, intanto, il segretario di Stato americano John Kerry sarà a Kiev per mostrare sostegno alle autorità ad interim ucraine, mentre le forze russe controllano completamente la Crimea ormai da tre giorni.

Russia-Ucraina: primi segnali di distensione?

ucraina-russa-tuttacronacaPrimo segnale distensivo da parte di Valdimi Putin? Il presidente russo ha ordinato che le truppe impegnate in una maxi esercitazione rientrino alle rispettive sedi permanenti entro il 7 marzo. I militari sono al momento dislocati nei distretti centrale e occidentale del Paese. Con una simile decisione, sembra allontanarsi il fantasma di un conflitto di vasta scala con Kiev. Fino a poco prima della decisione, del resto, con la Russia che aveva preso il pieno controllo della Crimea, la tensione con l’Ucraina era altissima e anche il G7, rinato sotto la spinta degli Usa, e dell’Ue, aveva duramente condannato Putin. Si era parlato anche di un ultimatum ma i russi hanno definito tale timore “una totale assurdità”. Sul fronte internazionale, Angela Merkel è stata assolutamente chiara: “Putin ha perso il contatto con la realtà”, avrebbe detto in preda all’ira la cancelliera parlando con Barack Obama, come riferisce il New York Times. Anche la Ue “condanna con forza” la “chiara violazione” della sovranità ucraina e “gli atti di aggressione” della Russia, ma dopo cinque ore di Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri non denuncia “l’invasione” e non ipotizza sanzioni a carico di Mosca. I 28 in sostanza cercano di dare spazio alla diplomazia in attesa che giovedì scendano in campo i leader, convocati da Herman Van Rompuy per un vertice d’emergenza a Bruxelles. Dal canto suo il presidente Usa pensa alle risposte all’azione russa e parla di “misure economiche” per isolare Mosca. Poi accusa Putin di essere “dal lato sbagliato della storia”. I toni erano tornati al alzarsi nella serata di ieri con un botta e risposta Russia-Usa degno quasi dei tempi della guerra fredda. L’ambasciatore russo, Vitaly Churkin, ha sparato a zero contro il nuovo ‘governo rivoluzionario’ di Kiev denunciando l’avvento di “estremisti” e “antisemiti” in Ucraina occidentale e difendendo come “legittimo” l’intervento russo sulla base di una richiesta d’aiuto di Viktor Ianukovich, che Mosca considera tuttora unico presidente legittimo del Paese. Mentre la collega americana Samantha Power ha replicato parlando di “atto di aggressione” russo che “deve finire”.

 

C’è tempo fino alle 5: Putin lancia l’ultimatum all’Ucraina

ultimatum-putin-tuttacronacaI militari ucraini lascino la Crimea entro le 5. E’ questo l’ultimatum che Mosca lancia a Kiev, che dal canto suo non è disposta a cedere la regione. Tensione alle stelle tra i sue Stati, con la Russia che tiene sotto controllo la regione di Sebastopoli. Nel frattempo il Paese di Putin e le sue azioni militari vengono condannati dal G7 annunciando che “per il momento viene sospesa la partecipazione alle attività connesse alla preparazione del G8 di giugno a Sochi”. Oggi il ministro degli Esteri polacco ha avvertito che saranno “gravi” le conseguenze per la Russia dell’azione che può essere ritenuta “un subdolo intervento militare contro un paese sovrano”. Radoslaw Sikorski ha parlato con i giornalisti a Varsavia prima della seduta del Consiglio di sicurezza nazionale con il presidente polacco Bronislaw Komorowski e i dirigenti di tutti i partiti oltre che con i capi di due rami del Parlamento. Nel frattempo il vicepresidente americano, Joe Biden, durante i colloqui telefonici con il premier russo, Dmitri Medvedev, ha esortato “la Russia a ritirare le forze militari e sostenere l’impiego immediato di osservatori internazionali in Ucraina e avviare un dialogo politico significativo con il governo ucraino”.

Libera! Francesca Commissari, la fotografa fermata in Venezuela, rilasciata

francesca-commissari-tuttacronacaVenerdì, mentre a Caracas infuriava la protesta antichavista, la Guardia Nacional bolivariana fermava la fotografa italiana Francesca Commissari, che si trovava a Caracas per seguire una manifestazione in Piazza Altamira. Con lei sono stati fermati altri 39 giovani. Ora tutti loro sono stati rilasciati. La Commissari ha avuto “la piena libertà” al termine di un’udienza presso il palazzo di giustizia.

Putin non desiste: venti di guerra in Crimea

crimea-guerra-putin-tuttacronacaE’ durata 90 minuti la telefonata intercorsa tra il presidente Usa Barack Obama e l’omologo russo Vladimir Putin, ma dalla Russia non cambiano idea, con Putin che ribadisce la necessità “di tutelare i propri interessi” e “la popolazione russa” che vive nella zona. La Casa Bianca ha condannato l’intervento militare e il segretario della Difesa americano, Chuck Hagel, ha tentato la mediazione con il suo omologo russo ma i venti di guerra paiono soffiare con sempre maggior potenza mentre in Ucraina ormai la tensione è elevatissima. Nel frattempo la Francia ha deciso di “sospendere” la sua partecipazione alle riunioni in vista del G8 di Sochi a giugno, a causa dell’escalation militare russa in Ucraina. Lo hanno detto fonti diplomatiche dell’Eliseo alla France Presse, precisando che la decisione è stata presa dal presidente Francois Hollande e il ministro degli esteri Fabius. Anders Fogh Rasmussen, segretario generale della Nato, ha intanto chiesto lo stop alle attività militari e alle minacce della Russia contro l’Ucraina: “Quanto sta facendo la Russia – ha detto – viola i principi della Carta Onu e costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza in Europa”.

La polveriera in Crimea: a rischio pace e sicurezza. Una seconda Sarajevo?

crimea-tuttacronacaGli occhi restano puntati sulla situazione in Crimea con il segretario di Stato americano, John Kerry, che ha avvertito Mosca che il dispiegamento di truppe russe in Ucraina minaccia “la pace e la sicurezza” nella regione e rischia di avere un impatto “profondo” sulle relazioni tra Stati Uniti e Russia. “A meno che la Russia non prenda misure immediate e concrete per far calare la tensione, l’effetto sulle relazioni tra Usa e Russia e sulla posizione internazionale di Mosca sarà profondo”. E mentre il Canada ha richiamato il suo ambasciatore a Mosca minacciando di non prendere parte al prossimo G8, miliziani armati hanno impedito l’accesso a diversi giornalisti stranieri al check-point nei pressi di Armiank, nel nord della Crimea. Tra le troupe respinte quelle di Bbc, della tv pubblica olandese Nos e di Mtv Finlandia. Ai reporter sono anche stati requisiti i giubbotti antiproiettile. Lungo la “linea di frontiera” i miliziani scavano buche per posizionare armamenti difensivi e cecchini. Nel frattempo, a Mosca si stanno organizzando due manifestazioni opposte, pro e contro “l’invasione” della Crimea. Ma anche in Italia se ne parla e Beppe Grillo, nel suo blog, ieri ha scritto un post che lancia un confronto forte: “Millenovecentoquattordici Sarajevo – 2014 Sebastopoli Ucraina”.

A furia di incidenti, di guerre provocate ad arte, di primavere improbabili, come quella fasulla in Libia, o come in Egitto dove ora comandano i militari dopo un colpo di Stato nel silenzio più assoluto delle cosiddette democrazie, a furia di nazioni usate come terreno di scontro di interessi internazionali a colpi di bombe e di disinformazione, come in Siria, la situazione potrebbe sfuggire a tutti di mano. Potrebbe scoppiare un incendio che brucia la casa come può succedere a un bambino che gioca con i fiammiferi. Andò così nel 1914, Sarajevo fu solo una scintilla.
In Ucraina sta succedendo qualcosa di grave, le cui conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Un governo odiato da una parte della popolazione e amato viceversa dagli ucraini russofoni, circa 14 milioni contro 32 milioni di ucraini, è stato deposto con la forza, dalla piazza. Il presidente Viktor Yanukovich, eletto in regolari elezioni, non un dittatore in termini politici, è fuggito in Russia ed è sotto la protezione di Putin. L’Ucraina è vitale per la Russia per ragioni geopolitiche. La sua flotta militare è ospitata a Sebastopoli in Crimea che appartiene all’Ucraina. La Crimea, per i russi è russa, ancorché ceduta da Krusciov all’Ucraina nel 1954 quando era ancora in vita l’Unione Sovietica. A Sebastopoli sono presenti, grazie a un accordo tra i due governi, circa 15.000 militari della Marina russa. Dopo gli scontri di Kiev, i russi sono entrati nello spazio aereo dell’Ucraina con 13 aerei da guerra e 2.000. paracadutisti. Il parlamento della Crimea è stato occupato da forze fedeli a Yanukovich che ha dichiarato di considerarsi comunque il presidente dell’Ucraina. Putin ha ordinato la più importante esercitazione militare sul fronte occidentale dalla caduta del Muro, ai confini ucraini, che coinvolgerà 150.0000 militari. Obama ha dichiarato che ci saranno “conseguenze” per queste azioni “siamo profondamente preoccupati e in contatto con la Russia. Ogni intervento in Crimea sarebbe una grave violazione del diritto internazionale e della sovranità ucraina”. La Gran Bretagna ha consigliato a tutti i suoi cittadini presenti in Crimea di lasciarla al più presto. L’Europa rischia di fare la fine del vaso di coccio tra due vasi di ferro, Russia e Stati Uniti, prigioniera delle sue divisioni. In Ucraina, di chiunque siano le ragioni, si è affermato il principio che un governo eletto in libere elezioni può essere rovesciato non da nuove elezioni, come sarebbe normale in democrazia, ma dalla piazza armata.Oggi l’Ucraina e domani? Quali altre piazze? Quali altre “primavere”?

Putin chiede il via libera al Parlamento per inviare truppe in Ucraina

esercito-russo-tuttacronacaLa situazione in Crimea precipita e il presidente russo Vladimir Putin ha presentato al Consiglio della federazione russa, la camera alta del Parlamento, “una richiesta di utilizzo delle forze armate in territorio ucraino per normalizzare la situazione socio-politica nel Paese, in relazione alla situazione che si è creata in Ucraina e ad una minaccia alla vita dei cittadini russi”.  Il premier si è richiamato alla costituzione russa, “punto G, parte prima, art 102”, giustificando la richiesta con la “situazione straordinaria che si è creata” in quel Paese e con le “minacce alla vita dei cittadini russi, dei nostri connazionali, dell’organico del contingente militare delle forze armate della Russia dislocato in conformità ad un accordo internazionale in territorio ucraino (repubblica autonoma della Crimea)”. Nel frattempo è stato preso d’assedio da 300 uomini armati il quartier generale della guardia costiera ucraina a Sebastopoli, in Crimea. Gli assalitori affermano essere stati inviati dal ministro della Difesa russo con l’ordine di occupare il sito. Già si contano decine di ferite e il ministro della Difesa ucraino ha riferito che Mosca ha inviato in Crimea 30 blindati e 6mila soldati. Non solo, il palazzo dell’amministrazione regionale di Kharkiv, nell’Ucraina orientale a prevalenza russofona è stato occupato da un gruppo di insorti filorussi.  Intanto il presidente ad interim ucraino Oleksandr Turcinov ha definito “illegale” l’elezione a premier della Crimea del leader del partito ‘Unità russa’ Serghiei Aksionov.

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Onu e Usa preoccupati per la situazione in Crimea: invasione russa

ukraine_tuttacronacaSi fa sempre più tesa la situazione in Crimea dove già nella mattinata di venerdì due importanti aeroporti della penisola russofona ucraina sono in mano ai miliziani filorussi: quello della capitale Simferopoli e quello di Belbek, a 20 chilometri da Sebastopoli, dove è di stanza la flotta russa del Mar Nero. Non è ben chiaro se gli autori di questi blitz siano paramilitari filorussi o truppe regolari di Mosca, sulle cui mimetiche non c’è alcun segno distintivo. La flotta di stanza nel Mar Nero ha negato qualsiasi coinvolgimento. Kiev ha denunciato anche la violazione dello spazio aereo da parte di elicotteri russi mentre il ministro dell’Interno ha accusato Mosca di “invasione armata”. E mentre le forze di Kiev non hanno più il controllo della penisola, il neopremier Oleksander Turchynov ha lanciato un appello a Putin affinchè venga fermata immediatamente l’aggressione che, secondo Kiev, avrebbe come fine quello di provocare una reazione ucraina e annettere poi con la forza la Crimea. Da parte sua il premier russo ha fatto sapere che l’appello non cadrà inascoltato. L’Onu ha nel frattempo tenuto un vertice di emergenza dove l’ambasciatore ucraino, Iuri Sergeyev ha chiesto “aiuto perché si preservi l’integrità territoriale”. L’ambasciatrice Usa, Samantha Power, ha chiesto che si attivi subito una “mediazione internazionale” per tutelare l’incolumità e la sovranità del territorio. Il presidente Usa Barack Obama, in un discorso dalla Casa Bianca ha sottolineato: “Un intervento militare avrebbe un costo”, aggiungendo: “La situazione è fluida, abbiamo contatti continui con le autorità russe ma  un intervento militare sarebbe una grave violazione del diritto internazionale”. Le indiscrezioni che filtrano attualmente rendono noto che “è altamente improbabile” che il presidente partecipi al G8 di Sochi. Ma intanto al Consolato Russo di Sinferopoli è giunta la direttiva da Mosca di rilasciare il passaporto russo ai Berkut, le teste di cuoio accusate di numerosi crimini per reprimere la rivolta filoeuropeista anti Yanukovich. Il premier deposto ha intanto parlato da Rostov, sul Don, dichiarando che continuerà a lottare per sconfiggere i “giovani neofascisti” e che non si candiderà alle presidenziali di maggio perchè le considera illegittime. Ha inoltre fatto sapere che “la Crimea deve rimanere parte integrante dell’Ucraina pur mantenendo legami con la Russia”. Il nuovo governo ucraino ha intenzione di chiedere alla Russia l’estradizione di Yanukovich mentre cerca i suoi uomini forti all’interno dei confini nazionali. La Procura Generale ucraina ha spiccato mandati d’arresto a carico di dieci esponenti del passato regime tra cui Viktor Pshonka, gli ex ministri dell’Interno e della Giustizia. L’accusa, per tutti, è di concorso in strage.

Fotografa italiana fermata in Venezuela: scattava foto degli scontri

scontri-caracas-tuttacronacaSi contano già 50 morti e 150 feriti in Venezuela, dove proseguono, intensificandosi, gli scontri che hanno portato anche a decine e decine di arresti. Ieri, nel quartiere chic di Chacao, a est di Caracas, 41 persone, tra cui otto stranieri, sono state arrestate. Tra loro anche la fotografa italiana, residente in Venezuela, Francesca Commissari, impegnata a scattare immagini degli scontri per il quotidiano El Nacional. Lo rende noto il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp) anche se le autorità non hanno ancora confermato questa notizia. Anche un giornalista americano del Miami Herald, Andrew Rosati, è stato arrestato e rilasciato mezz’ora più tardi, “Prima, però, è stato colpito alla testa e all’addome dalla Guardia nazionale”. Tutti i fermati sono accusati di terrorismo internazionale. L’Sntp ha annunciato l’arresto di Francesca Commissari con un tweet: la donna vive in Venezuela e si trova in un commissariato di polizia, dove è stata raggiunta da un avvocato mentre il consolato italiano a Caracas è già stato informato e si è attivato per avere maggiori informazioni sulle condizioni della connazionale e sui motivi che hanno spinto le autorità a metterla in stato di fermo. Spiega l’Indipendenza:

I giovani del movimento antigovernativo che sono scesi di nuovo in piazza, dopo aver boicottato la “conferenza per la pace e per la vita” promossa dal presidente Nicolas Maduro, non festeggeranno alcun carnevale (Maduro ha decretato due giorni di festa ad hoc). Dice una ragazza: “Il popolo venezuelano è qui per dimostrare che nessuno festeggerà il Carnevale, sarebbe irrispettoso per tutti coloro che sono caduti nella lotta per il loro paese. Siamo qui per dimostrare che noi non abbiamo nessuna intenzione di andare in vacanza”. Anche i filochavisti hanno fatto sentire la propria voce ovviamente, in sostegno del governo, che insiste nel denunciare un “golpe strisciante” sostenuto dalla “destra fascista”, che per Maduro corrisponderebbe a quella americana (alcuni senatori Usa han chiesto sanzioni contro il Venezuela) e colombiana. Argentina e Bolivia, da par loro, sostengono l’attuale presidente invece.

Sia Capriles che Lopez (ancora in galera) – entrambi membri dell’opposizione – tengono a ribadire che la protesta è lontano dal terminare e, ancor di più, che dialogare col governo sarebbe solo un passo indietro. Gli studenti hanno confermato che in questa fine di settimana non lasceranno le strade. La rivolta coincide con il primo anniversario della morte di Hugo Chavez, deceduto il 5 marzo dell’anno scorso (data in cui ufficialmente è stato dichiarato morto, mentre tentava di essere curato a Cuba).

Il Venezuela attraversa una forte crisi con inflazione altissima, mancanza dei beni di prima necessità, crescita del tasso di criminalità.

Mosca e Kiev ai ferri corti: la Russia prende il controllo di due aeroporti

russia-ucraina-tuttacronacaE’ il ministro dell’Interno ucraino ad accusare la Russia di “invasione armata”, con lo stesso politico che, su Facebook, scrive: “considero l’azione come un’occupazione”. Questo dopo che militari russi hanno preso, stando a quanto riporta l’agenzia di stampa Interfax, il controllo dell’aeroporto di Belbek, vicino a Sebastopoli, in Ucraina. Secondo fonti militari, l’azione serve per “prevenire l’arrivo di militanti”. Lo scalo, di proprietà dell’aeronautica ucraina, è presidiato lungo tutto il perimetro e si nota anche un blindato. In precedenza uomini non identificati avevano preso possesso, per poche ore, dell’aeroporto di Sinferopoli in Crimea, repubblica autonoma dell’Ucraina; a quanto pare, però, si è trattato di un errore di località. Successivamente, un altro gruppo armato ha occupato l’aeroporto di Belbek. E’ ancora da dimostrare, tuttavia, che si tratti davvero di militari russi e anzi una non meglio precisata fonte di Sebastopoli ha infatti precisato a Interfax che i militari russi non hanno nulla a che fare con l’occupazione degli aeroporti. Gli autori del blitz sarebbero invece attivisti dei reparti di autodifesa, e il loro obiettivo quello di impedire lo sbarco di forze legate alla protesta del Maidan. Poche ore dopo l'”invasione”, un portavoce dell’aeroporto di Sinferopoli, Ihor Stratilati, ha riferito a Radio Eco di Mosca che gli uomini armati autori del blitz nello scalo se ne erano andati. “Pensavano che le forze della protesta atterrassero qui, ma quando hanno visto essi stessi che non c’era nessuno, si sono scusati e se ne sono andati”, ha raccontato. La Crimea, penisola sul Mar Nero, nel sud dell’Ucraina, è popolata in maggioranza da russi. Si tratta in effetti di una regione russa annessa all’Ucraina nel ’54 da Krusciov. Mosca ancora oggi mantiene nella penisola la base della sua flotta del Mar Nero. Dopo la cacciata del presidente filo-russo Viktor Ianukovich e la presa del potere a Kiev da parte dell’opposizione nazionalista, in Crimea si sono accese tensioni separatiste da parte della popolazione russofona.

“Errore monumentale”: il Tribunale di Londra sotto attacco

john-downey-tuttacronacaEra il 1982 e l’Ira faceva esplodere un’autobomba di fronte alla caserma di Hyde Park, mentre passava un drappello a cavallo della Household Calvary. Nell’esplosione persero la vita quattro militari. Accusato dell’atto è il 62enne John Dowley, che oggi il Tribunale di Londra ha scagionato. Questo, naturalmente, ha fatto scoppiare la polemica in Gran Bretagna, con i media che parlano di “errore monumentale” commentando la decisione del Tribunale. Le autorità britanniche, a seguito degli accordi di pace in Irlanda del Nord, spedirono 200 “lettere di garanzia” promettendo ad altrettanti membri dell’Ira che che non sarebbero finiti in carcere o di fronte un tribunale per la loro attività paramilitare negli anni del conflitto tra repubblicani e unionisti. Anche Downey ne ricevette una. Ma il presunto terrorista, che ricercato per 30 anni è stato arrestato solo l’anno scorso all’aeroporto di Gatwick e a cui era stato concesso il rilascio su cauzione, non ne aveva diritto. Sulla sua testa pendeva già un mandato di cattura emesso da Scotland Yard.  La Old Bailey di Londra però ha affermato che la lettera non può essere ignorata e ha così permesso all’uomo di evitare il processo, scatenando le forti critiche dei familiari delle vittime. Come si legge sul Daily Telegraph, le famiglie si sono dette sconvolte per questo errore monumentale e abbandonate dalle autorità.

Caccia al premier ucraino destituito: “Spariti nel nulla 7 mld di dollari”

premier-ucraino-soldi-tuttacronacaViktor Yanukovich, presidente ucraino deposto, è in fuga da sabato e l’ultimo avvistamento è avvenuto in Crimea. Contro di lui, come ha spiegato iministro dell’Interno ad interim, è stato spiccato un mandato di cattura. L’ex premier è accusato di strage di massa. Ma non solo: i leader dell’opposizione, che hanno assunto il potere politico nei giorni scorsi, “avrebbero scoperto che dalle casse dello Stato, in un periodo molto breve, sono scomparsi sei o sette miliardi di dollari di riserve valutarie, che ora sarebbero a un minimo storico”. A renderlo noto l’eurodeputato croato, Tonino Picula, che lunedì mattina ha incontrato a Kiev il presidente ad interim, Oleksandr Turcinov. Nel frattempo la Russia ha richiamato in patria il proprio ambasciatore a Kiev. “La situazione in Ucraina rappresenta una minaccia per i nostri interessi e per la vita dei nostri cittadini”, ha detto il premier russo, Dmitri Medvedev. Il primo ministro di Putin non ha nascosto poi la sua preoccupazione per quel che concerne la situazione politica: “La legittimità di alcuni organi istituzionali dell’Ucraina suscita forti dubbi”. Il ministro russo all’Economia ha poi affermato: “Noi diciamo all’Ucraina: avete il diritto, ovviamente, di scegliere la vostra strada ma in questo caso saremo costretti ad aumentare le tariffe sulle importazioni”. Intanto Iuri Kolobov, ministro delle finanze ad interim in Ucraina ha spiegato che il Paese ha bisogno di 35 miliardi di dollari in due anni. Ha quindi proposto una conferenza internazionale dei finanziatori per risolvere la situazione. “L’ammontare degli aiuti macroeconomici di cui ha bisogno l’Ucraina potrebbe raggiungere i 35 miliardi di dollari nel 2014-2015. Abbiamo proposto ai nostri partner occidentali di organizzare una grande conferenza internazionale dei finanziatori”.

Il video della fuga in elicottero del premier ucraino destituito

presidente-ucraino-fuga-tuttacronacaE’ stato trasmesso dalla tv ucraina Canale 5 il video esclusivo che mostra il presidente Viktor Yanukovich che fugge in elicottero mentre l’ex premier Julia Timoshenko esce di prigione dopo 4 anni. Il premier destituito sarebbe fuggito nella notte tra venerdì e sabato accompagnato, così sembra, dagli uomini della scorta. Nel filmato si nota l’uomo salire su un furgone per poi allontanarsi definitivamente a bordo di un elicottero:

Il lunch match tra le acerrime rivali: Livorno – Verona 2-3!

livorno-verona-tuttacronacaIl lunch match della 25esima giornata di campionato si gioca in terra Toscana e vede in campo due squadre i cui tifosi sono da sempre acerrimi rivali sia dentro che fuori dallo stadio. I padroni di casa del Livorno si sono rigenerati dopo l’arrivo in panchina di Di Carlo e, grazie la vittoria di Cagliari, sono provvisoriamente usciti dalla zona retrocessione. I labronici sono obbligati a dare continuità di prestazioni e risultati per poter coltivare ancora il sogno europeo. Di Carlo schiera il classico 3-5-2 con Mesbah e Mbaye sugli esterni e il tandem Emeghara-Paulinho in avanti. Dall’altra parte, invece, Mandorlini sceglie Albertazzi in difesa a sinistra e Jankovic al posto di Juanito; Marquinho sostituirà lo squalificato Hallfredsson. Proprio i veneti passano in vantaggio al 33′ del primo tempo grazie a Jankovic che da sinistra mette dentro un pallone sul quale non interviene nessuno e che beffa Bardi. 0-1! Al 43′ arriva il raddoppio: Iturbe approfitta di un lancio dalle retrovie, allarga sulla destra per Toni, il quale la mette in mezzo all’area per Romulio che, tutto solo, controlla e supera Bardi. 0-2! L’Hellas non si accontenta e anche Toni vuole mettere la sua firma sull’incontro. Al 1′ di recupero il numero 9 viene servito in area da Iturbe e da due passi non sbaglia: 0-3! Meritato il netto vantaggio dell’Hellas al termine del primo tempo dopo aver dilagato all’Armando Picchi contro un Livorno mai pericoloso e che si è macchiato di diversi errori. Al 27′ della ripresa accade l’insperato per i tifosi livornesi: la partita viene riaperta da un incredibile uno-due dei padroni di casa nel giro di un minuto. Inizia Paulinho con un destro da fuori che batte Rafael. Subito dopo, Donadel perde palla a centrocampo, l’azione continua e Greco con un sinistro a giro da appena dentro l’area la mette nel sette. 2-3! Ha davvero del clamoroso la rimonta degli uomini di Di Carlo ma non basta: il Verona si aggiudica i tre punti raggiungendo temporaneamente l’Inter.

Continua la protesta in Brasile: si manifesta contro i Mondiali e finisce in scontro

protesta-mondiali-tuttacronacaIn Brasile si continua a manifestare contro i Mondiali di calcio del 2014 e a San Paolo è andata in scena, sabato sera, una nuova protesta, alla quale hanno perso un migliaio di persone. Quello che si contesta sono le ingenti spese per i lavori relativi agli impianti sportivi e la scarsa qualità dei servizi pubblici di base. Gli scontri con le forze dell’ordine sono proseguiti per tutta la serata, con la polizia che ha cercato di disperdere la folla con lacrimogeni e bombe assordanti mentre le vetrine venivano infrante e i cassonetti dati alle fiamme. Un portavoce dei manifestanti ha accusato la polizia di essere intervenuta con durezza prima che la manifestazione degenerasse, mentre la stampa brasiliana ha protestato perchè tra i fermati figurano diversi giornalisti, anche se chiaramente identificabili. Alla testa del corteo, numerosi militanti anarchici radicali dei Black Bloc vestiti di nero e con il volto coperto. Il bilancio finale è stato di cinque agenti feriti, due arresti e 230 fermi.

Esplosioni e spari in un mercato in Thailandia: muore una bimba, 34 feriti

thailandia-attacco-mercato-tuttacronacaAttacco con esplosivi e colpi di arma da fuoco, in Thailandia, dov’è stato sferrato un attacco nella serata di sabato contro una folla di manifestanti anti-governativi nella provincia di Trat, nell’est del Paese, riunitisi in un mercato serale. Al momento dell’attacco erano presenti circa 2mila persone, intervenute per ascoltare il comizio di un leader locale, schierato con la protesta anti-governativa di Bangkok. Il bilancio è di una bimba di otto anni morta e di altre 34 persone ferite. Alcuni testimoni hanno raccontato che gli uomini armati sono arrivati a bordo di due pick-up e hanno subito iniziato a sparare sulla folla, lanciando anche alcuni ordigni esplosivi. Cinque dei feriti sono in gravi condizioni. L’attentato porta a 17 morti e oltre 700 feriti il bilancio delle violenze da quando è iniziata la crisi politica che vede il governo di Yingluck Shinawatra assediato da più parti, con una protesta di piazza guidata dall’ex vicepremier Suthep Thaugsuban.

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Scontri al Dall’Ara tra romanisti e polizia: i tifosi volevano entrare senza biglietto

tifosi-roma-tuttacronacaScontri allo stadio Dall’Ara di Bologna dove ieri sera giocavano i giallorossi in occasione dell’anticipo della 25esima giornata di campionato di Serie A. Alcuni tifosi romanisti avevano infatti raggiunto lo stadio senza biglietto e hanno provato ad entrare nell’impianto sportivo con la forza. La polizia è immediatamente intervenuta nel tentativo di placare la tensione e individuare i colpevoli. Nessun problema di ordine pubblico invece nel post partita quando il deflusso dei tifosi è avvenuto regolarmente.

Yulia Tymoshenko è libera. E intanto l’Ucraina ha un nuovo premier ad interim

Yulia-Tymoshenko-tuttacronacaE’ tornata in libertà la pasionaria della Rivoluzione arancione Iulia Timoshenko, dopo che il Parlamento ucraino aveva votato la sua “liberazione immediata in base a una decisione della Corte europea per i diritti dell’Uomo”, senza quindi dover aspettare la firma del presidente Ianukovich. Nel frattempo l’ex capo dei servizi segreti Oleksandt Tucino, braccio destro della Timoshenko già eletto presidente del Parlamento, è stato anche eletto premier ad interim. Nuovo ministro dell’Interno ad interim è invece Arsen Avakov, altro politico vicino alla Rivoluzione arancione. E’ stata inoltre confermata la presenza del presidente ucraino Viktor Ianukovicha Kharkiv. A dirlo Anna Gherman, una deputata e consigliera del capo di Stato ucraino citata dall’agenzia di stampa Ukrinform. Secondo la parlamentare, oggi Ianukovich “incontrerà gli elettori” e parlerà a una tv locale, ma non parteciperà al congresso dei politici dell’Ucraina orientale e meridionale previsto a Kharkiv, al confine con la Russia. Il parlamento ucraino si pronuncerà su una richiesta di incriminazione nei confronti del presidente Viktor Ianukovich e sulla sua conseguente decadenza dalle funzioni di capo dello Stato. Lo ha detto il leader del partito nazionalista Oleg Tiaghnibok.

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Si placano le violenze a Kiev: trovato l’accordo. E il presidente lascia la città

kiev-scontri-fine-tuttacronacaStando a quanto sostiene una testata ucraina vicina all’opposizione, Zn.ua, che cita un non meglio specificato alto funzionario dell’amministrazione presidenziale, il presidente Viktor Ianukovich avrebbe lasciato ieri la capitale Kiev per raggiungere in aereo Kharkiv, città dell’Ucraina orientale russofona dove le proteste antigovernative hanno poco seguito. La fonte, che al momento non ha trovato conferme, avrebbe anche riportato che in compagnia di Ianukovich ci sarebbero il presidente del parlamento Volodimir Ribak, il capo dell’amministrazione presidenziale Andriei Kliuiev e il deputato Vadim Novinskii. La notizia è in attesa di conferme ma è giunta al termine di una giornata convulsa, con il governo e gli oppositori che hanno trovato un accordo che ha ricevuto la benedizione di Onu e Ue. Ci si augura che tale accordo possa porre un freno alle violenze di questi ultimi giorni, che hanno portato il Paese a un passo dalla guerra civile. Dopo la carneficina di questi giorni a Kiev, dove, secondo le stime ufficiali, hanno perso la vita almeno 80 persone, il presidente ucraino Viktor Ianukovich ha infatti trovato un compromesso con gli oppositori, che prevede elezioni presidenziali anticipate entro fine anno, una riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato, e la formazione di un governo d’unità nazionale. Tali concessioni puntano a evitare ulteriori scontri. Sembra inoltre che il parlamento abbia rovato il modo per far tornare in libertà Iulia Timoshenko, approvando degli emendamenti al codice penale che depenalizzano l’abuso d’ufficio, reato per il quale l’ex premier è stata condannata a sette anni di reclusione in un processo che molti ritengono di matrice politica. Ancora, è stata approvata dall’organo legislativo un’amnistia “incondizionata” per tutti i manifestanti e ha sollevato dall’incarico di ministro dell’Interno Vitali Zakharcenko, accusato dall’opposizione di essere tra gli artefici delle violenze della polizia contro i manifestanti antigovernativi. Sul fronte interno, il partito delle Regioni di Ianukovich intanto sembra iniziare a sgretolarsi, e sono almeno 28 i deputati che hanno abbandonato il gruppo parlamentare del partito di maggioranza. Già giovedì notte, del resto, il parlamento aveva condannato l’uso della forza da parte del governo anche con il voto di alcuni deputati “regionalisti”.

Livorno-Verona: la partita destinata a essere ricordata per gli scontri?

livorno-scontri-tuttacronacaSi prospetta una domenica violenta quella livornese, dove arriverà la squadra del Verona, da sempre grande rivale del club locale. E i tifosi del Livorno hanno già diffuso un volantino che vuole essere una chiamata alle armi proprio in vista del match. I nemici veneti lo sono sia in campo che sugli spalti, con due tifoserie che si scontrano soprattutto dal punto di vista politico, d’estrema destra quelli gialloblù, estrema sinistra gli amaranto.

Il volantino firmato Curva Nord Livorno inizia con il dare l’appuntamento: “Inutile prenderci in giro domenica non sarà una partita come le altre: il risultato, la classifica, gli schemi, saranno di contorno a una giornata che va ben oltre lo sport. L’appuntamento è per le 9 sotto la curva nord dello stadio Picchi”. E prosegue: ”Non possiamo restare indifferenti di fronte agli insulti sulle centinaia di migranti morti a Lampedusa, sull’apologia del fascismo e migliaia di altri episodi di razzismo”. Infine, avvertono: ”Non possiamo in nessun modo permettere loro di girare indisturbati per Livorno, né tanto meno sfilare in maschera”. I sostenitori gialloblù attesi in Toscana sono almeno 800 e arriveranno scortati da un imponente servizio d’ordine per evitare che le due tifoserie entrino in contatto tra loro sia allo stadio, nei dintorni e durante il tragitto dei pullman veneti in entrata e uscita dalla città.

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La trasferta in terra danese… che termina in manette per i tifosi viola

tifosi-viola-arresti-tuttacronacaDopo il tifoso arrestato e liberato ieri mattina dopo un processo e il pagamento di una sanzione pecuniaria, ecco un’altra notizia che parla di supporter viola finiti in manette. La polizia danese ha infatti arrestato tre tifosi italiani rimasti coinvolti in una rissa con gli steward al termine della partita, valida per i 16esimi di finale dell’Europa League, Esbjerg-Fiorentina. Due di loro, che dovranno pagare una multa, sono stati processati per direttissima e poi rilasciati. Il terzo, anche lui rilasciato, sarà processato a marzo. Il personale della Digos di Firenze, presente ad Esbjerg per il match, ha seguito la vicenda dei tre. Stando alle ricostruizioni, al termine dell’incontro, quando i giocatori della Fiorentina hanno gettato le maglie verso gli spalti, i supporter viola si sono sporti per raccoglierle facendo cadere un tabellone pubblicitario, invadendo il campo e innescando la reazione degli steward. Da qui la rissa.

Non c’è tregua per Kiev: slitta la firma dell’accordo

battaglia-kiev-tuttacronacaNonostante al termine di una lunga notte di negoziati, questa mattina fosse stato annunciato che il governo ucraino, l’opposizione, la Russia e l’Ue avevano trovato un accordo, da formalizzarsi oggi alle 11 ora italiana, al momento non è stata posta ancora nessuna firma.

wsjNel frattempo, inoltre, non si è fermata la violenza nella capitale ucraina, con la polizia che riferisce che, ancora questa mattina, i manifestanti hanno sparato contro i poliziotti vicino al Parlamento a Kiev. Nel frattempo l’agenzia Interfax ha resono noto che il tenente generale Iuri Dumanski, uno dei vice comandanti generali delle forze armate ucraine, si è dimesso perchè contrario all’intervento dell’esercito contro i manifestanti antigovernativi ventilato dal governo. Ancora, Euromaidan, che rappresenta gli attivisti in piazza a Kiev, ha respinto un possibile accordo con il presidente Viktor Yanukovich secondo quanto negoziato da Ue e Russia, rifiutando il compromesso di un voto presidenziale anticipata a settembre 2014. Lo ha indicato su Twitter la stessa Euromaidan, che pretende le dimissioni immediate di Yanukovich. Bruxelles è ancora in attesa di un annuncio formale sull’accordo di Kiev fra governo e opposizione su un processo politico democratico che consenta di interrompere l’escalation della violenza. Nonostante le dichiarazioni del presidente Yanucovich, infatti, dai due ministri degli esteri europei ancora impegnati nella mediazione, il polacco Radoslaw Sikorski e il tedesco Franz-Walter Steinmeier, non sono ancura giunte conferme ufficiali dell’accordo. “L’alto rappresentante Catherine Ashton è in costante contatto con loro – ha riferito la portavoce Maja Kocijancic – e segue le discussioni in corso. Stiamo trattando con tutte le parti, il presidente e l’opposizione, il processo è in pieno svolgimento e non vogliamo speculare sul suo esito”, ha aggiunto, rinviando ogni reazione al momento in cui ci sarà effettivamente un accordo. Anche Papa Francesco è voluto intervenire sulla questione ucraina, Padre Lombardi ha letto infatti ai giornalisti una dichiarazione che, come lui stesso ha precisato: “E’ il pensiero del Papa e dei cardinali riuniti nel Concistoro”. Il portavoce del Papa ha detto: “In queste ore desta una speciale apprensione il drammatico evolversi della situazione in Ucraina, per la quale si auspica che cessi prontamente ogni azione violenta e si ristabiliscano la concordia e la pace”.

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Trovato l’accordo a Kiev: ora si contano e si omaggiano le vittime

kiev-tuttacronacaDopo oltre 100 persone morte, stando alla stima dei manifestanti, negli scontri a Kiev tra forze dell’ordine e antigovernativi, il governo ucraino, l’opposizione, la Russia e l’Ue hanno trovato un accordo. Per raggiungere il risultato, è stata necessaria una maratona notturna di negoziati. L’annuncio è arrivato dalla presidenza ucraina, tramite comunicato. Stando a quanto anticipato dalla tv ucraina, l’intesa, che deve essere formalizzata alle 11 ora italiana nel palazzo presidenziale a Kiev, prevede elezioni presidenziali anticipate, un governo di coalizione e una riforma costituzionale. Nel frattempo il ministero dell’Interno ha reso noto che sono 16 i poliziotti morti nei violenti scontri degli ultimi giorni mentre sono rimasti feriti 565 agenti, di cui 410 sono stati ricoverati in ospedale. Inoltre, sarebbero ben 130 i poliziotti feriti da colpi d’arma da fuoco. Giovedì è stato un altro bagno di sangue, con 75 vittime ufficiali, oltre 100 secondo la piazza. Il Parlamento ucraino ha condannato ancora una volta  l’uso della forza contro i manifestanti.

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La Fiorentina impegnata in Europa: scontri e arresti per i tifosi

Fiorentina-europaleague-tuttacronacaInizia con gli scontri tra i supporters viola e quelli danesi la trasferta per l’Europa League della Fiorentina. Una rissa scoppiata presso un pub di Esbjerg ha portato, la scorsa notte, all’arresto di un tifoso della Fiorentina e di alcuni supporter del club danese. A renderlo noto fonti di polizia a Firenze, che segue le tifoserie delle squadre impegnate nelle partite valide per le coppe internazionali. Il tifoso viola è stato processato questa mattina davanti a un giudice danese che lo ha condannato al pagamento di una sanzione pecuniaria, quindi è tornato in libertà.

Scontri a Kiev: alcuni atleti ucraini abbandonano i Giochi Olimpici

bogdana-matsotska-tuttacronacaSi fa sempre più incandescente la situazione a Kiev, martoriata dai feroci scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti antigovernativi. E anche a Sochi, dove si stanno disputando le Olimpiadi Invernali, se ne risentono gli effetti. Alcuni dei 43 atleti che formano la delegazione ucraina, infatti, hanno deciso di lasciare i Giochi dopo le violenze e i morti negli scontri in patria. Mark Adams, portavoce del Comitato olimpico internazionale, ha spiegato: “Alcuni di loro hanno deciso di ritornare a casa. Sergei Bubka (presidente comitato olimpico ucraino, ndr) rispetta la loro decisione”. Nel frattempo la sciatrice Bogdana Matsotska ha annunciato su Facebook la propria decisione come forma di protesta contro il presidente Ianukovich e per solidarietà con i manifestanti di Kiev. “Mi rifiuto di gareggiare ancora”, ha scritto l’atleta, accusando il presidente di “irresponsabilità”.

Finisce la tregua a Kiev: si aggrava il bilancio dei morti

kiev-notte-tuttacronacaNonostante mercoledì il presidente Viktor Ianukovich avesse annunciato una tregua, i combattimenti tra la polizia e i manifestanti antigovernativi nel centro di Kiev sono già ripresi con i nuovi scontri che hanno incrementato il bilancio dei morti. Il ministero della Salute ucraino ritiene che le vittime siano 28 mentre in ospedale si trovano ancora 287 feriti, tra i quali anche quattro minorenni e due cittadini stranieri.

Tra i manifestanti ha fatto la sua apparizione anche un cecchino che spara sulla polizia dall’edificio del conservatorio di Kiev. In una nota, il ministero dell’Interno sostiene che abbia già ferito oltre 20 agenti. Il conservatorio si affaccia su Maidan, la piazza centrale della città.

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Il video dell’uomo che attraversa la violenza di Kiev suonando

kiev-cornamusa-tuttacronacaGli scontri impazzano in piazza a Kiev, in Ucraina, ma c’è chi sembra non accorgersene e incede tra il fuoco e la violenza. E’ un uomo che, nel mezzo della guerriglia, incede suonando la sua cornamusa, con le note che si confondono in mezzo ai rumori della lotta, tra pietre e veicoli in fiamme. Il video, ovviamente, corre rapido sul web:

Paura per il Valencia: trasferta per l’Europa League nella Kiev della violenza

kiev-tuttacronaca-partitaNel centro di Kiev la città è messa a ferro e fuoco: impazzano gli scontri tra i manifestanti oppositori del presidente Yanukovych e le forze dell’ordine e la situazione è precipitata in una guerriglia urbana, con già 25 persone morte e innumerevoli feriti. Proprio in questo contesto si giocherà, giovedì, il match dei sedicesimi di finale di Europa League tra la Dinamo Kiev e il Valencia. Gli spagnoli sono chiaramente preoccupati per il clima che troveranno al loro arrivo, previsto per oggi alle 18, nella città ucraina e già ieri mattina i responsabili del club iberico hanno avviato una serie di contatti con i colleghi ucraini della Dinamo, con la Uefa e con l’ambasciata spagnola a Kiev per capire se fosse il caso di annullare la trasferta. Spiega Calcioblog:

In primo momento il Valencia aveva avanzato la proposta di giocare la prima partita al Mestalla per poi temporeggiare in vista del ritorno (magari da disputare in un’altra città ucraina), ma i vertici del calcio europeo hanno insistito nel voler rispettare il calendario tranquillizzando i valenciani; anche l’ambasciata ha dato parere positivo affinché la gara venisse giocata senza problemi, al che dalla Spagna non hanno potuto che confermare il viaggio e domani saranno regolarmente in campo. Nonostante questo hanno preso delle precauzioni, una su tutte non effettueranno nessuna rifinitura della vigilia allo Stadio Olimpico, ma rimarranno asserragliati nell’hotel Opera Kiev, a due chilometri dal centro caldo della rivolta, dove il tecnico Pizzi terrà anche la consueta conferenza stampa; dopo la partita prenotato un volo immediato per Valencia, con rientro a casa nella notte.

Continuano gli scontri a Kiev: verso la guerra civile?

kiev-scontri-tuttacronacaNon si placa la situazione in Ucraina dove la polizia è impegnata in accesi scontri contro i manifestanti antigovernativi. Granate lacrimogene e un nuovo assalto sulla Maidan, la piazza centrale di Kiev, da parte delle truppe antisommossa ucraine, che si sono posizionate intorno al monumento al centro della piazza, cuore delle proteste antigovernative. Continuano gli scontri a Kiev dopo l’ultimatum rimasto inascoltato lanciato dalle autorità: nelle ultime ore il numero di morti è salito a 25 ma potrebbe essere destinato ad aumentare ulteriormente. Gli agenti delle forze speciali ‘Berkut’ sono tanti e ben equipaggiati ma trovano a fronteggiarli migliaia e migliaia di dimostranti, alcuni dei quali armati di spranghe, qualcuno anche di pistole. Alle granate lacrimogene della polizia i manifestanti rispondono con pietre, molotov e fuochi d’artificio, mentre centinaia di pneumatici vengono bruciati per creare una cortina di fuoco e fumo che freni l’attacco degli agenti. Questi ultimi hanno raggiunto Maidan aprendosi un varco nelle barricate costruite dai manifestanti a forza di manganellate e fucilate, per lo più con proiettili di gomma. Gli agenti sono però accusati di aver usato anche fucili caricati con proiettili convenzionali. Secondo il direttore sanitario del centro medico degli insorti, uno dei manifestanti morti è stato colpito alla testa da un colpo d’arma da fuoco. Nelle violenze si registrano circa 180 agenti feriti, 157 dei quali ricoverati in ospedale. I feriti tra i manifestanti, invece, secondo l’opposizione sono più di 150. Il timore, ora, è che la situazione si trasformi in una guerra civile mentre si sono segnalate violenze anche in alcune città dell’Ucraina occidentale, tra cui Leopoli, roccaforte dell’opposizione più nazionalista, dove circa 5.000 insorti si sono impossessati di un deposito di armi.

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Kiev: la città ridotta a un teatro di guerra

kiev-scontri-tuttacronacaViolenza a Kiev dove si sono acutizzati gli scontri tra la polizia e i manifestanti dopo che un cordone di agenti ha impedito a un corteo di avvicinarsi al Parlamento mentre era in corso la discussione di una riforma costituzionale per ridurre i poteri del presidente. A nulla è servito l’ultimatum del governo che ordinava ai manifestanti di ritirarsi. Si contano tredici i morti, sette civili e sei poliziotti, oltre 150 i feriti. Mentre i manifestanti antigovernativi occupano la piazza, gli agenti premono su due lati della piazza e nella zona si vedono fiammate di bombe molotov e si sentono scoppi di lacrimogeni. In un comunicato del ministero dell’Interno e dei servizi speciali si era letto: “Avvertiamo le teste calde dell’opposizione: il potere ha i mezzi per ristabilire l’ordine. Saremo costretti a ricorrere a misure più forti se le violenze non cesseranno entro le 18”.

Mentre la violenza invade la città, il ministro degli Esteri tedesco Frank-Walter Steinmeier mette in guardia Kiev su “possibili ripensamenti sulle sanzioni” da parte dell’Ue, secondo quanto si legge in una nota diramata dal ministero. A questo punto, dice il testo, punto non si possono escludere “sanzioni personali” contro i “responsabili” delle violenze in Ucraina. Anche la Casa Bianca ha esortato il presidente ucraino Viktor Ianukovich a fare di tutto per porre fine alle violenze. Anche la Nato è intervenuta, attraverso il suo segretario generale. “Sono gravemente preoccupato per il ritorno della violenza in Ucraina e per le notizie sui morti a Kiev”, ha detto Rasmussen, facendo “appello a tutte le parti” perché fermino la violenza e “riprendano urgentemente il dialogo” nonché “il processo parlamentare”.

Durante gli scontri sono stati utilizzati, da parte delle forze dell’ordine, manganelli, lacrimogeni, granate assordanti e proiettili di gomma, mentre i manifestanti hanno a loro volta utilizzato mazze e lanciato pietre. Almeno 150 manifestanti sono rimasti feriti, 30 in modo grave, mentre sono 37 gli agenti contusi. Secondo il Kyiv Post, alcuni dimostranti hanno spostato un mezzo della polizia che bloccava il passaggio al Parlamento e hanno iniziato gli scontri. Per quel che riguarda i danni, almeno tre camionette della polizia sono andate a fuoco. Gli incendi sono dovuti al lancio di molotov da parte dei dissidenti. Circa 5.000 manifestanti sono arrivati davanti alla sede dell’organo legislativo, il cui ingresso principale è a circa 200 metri dal luogo degli scontri. Alcune delle tende dei manifestanti in piazza Maidan sono in fiamme. I dimostranti rimasti continuano da parte loro a bruciare pneumatici all’imbocco della piazza,su via Institutska, per creare una sorta di cortina di fuoco e fumo. Il ministero degli Esteri russo ha affermato che il ritorno della violenza nelle strade del centro di Kiev è il “risultato diretto” della politica occidentale. In una nota vengono inoltre accusati “i politici occidentali e le organizzazioni europee di incoraggiare le provocazioni contro il potere legale” in Ucraina.

San Valentino di sangue a Parigi: uccide la fidanzata vicino all’Arco di Trionfo

omicidio-parigi-tuttacronacaE’ morta una donna, oggi, raggiunta da tre pallottole, due delle quali al torace. L’omicidio, avvenuto a Parigi sull’avenue de la Grande Armèe, a due passi dall’Arco di Trionfo, sarebbe avvenuto per mano del compagno della vittima, che alvorava in un bar. Il presunto assassino è stato fermato dalla polizia nei pressi del bar e ora si trova in stato di fermo. L’ipotesi è che l’uomo abbia agito per gelosia.

Trasferta? Meglio chiamarla Odissea: i tifosi giallorossi bloccati al San Paolo

TifosiRoma_SanPaolo-tuttacronacaNon solo la sconfitta della Roma per 3 reti a zero e la conseguente eliminazione dalla Coppa Italia, non solo gli scontri con i tifosi partenopei, ma anche tenuti “in ostaggio” allo stadio San Paolo. E’ Repubblica a spiegare che circa 500 tifosi giallorossi provenineti dalla capitale ieri sera si sono visti costretti a restare all’interno dell’impianto terminato il match. Questo perchè non era stata accolta da Trenitalia la richiesta inviata dalla Questura di Napoli di organizzare un treno speciale. I supporters hanno dovuto in tal modo attendere il primo treno della mattina per tornare a Roma, e fino alle 4 di notte non si sono potuti muovere dallo stadio in quanto non c’erano le condizioni di sicurezza per attendere la partenza in stazione.

Esponenti del movimento per la casa arrestati per episodi di violenza

arersti-moviemnto-casa-tuttacronacaSono finiti in manette 17 esponenti dei movimenti di lotta per la casa, tra cui due leader, a opera della digos e dei carabinieri di Roma. Gli arrestati sono considerati  responsabili degli episodi di violenza commessi contro le forze dell’ordine il 31 ottobre durante una manifestazione. In quella data si svolgeva la conferenza Stato-Regioni e in via del Tritone erano stati schierati agenti e militari per consentirne il regolare svolgimento ma si verificarono tensioni e l’assalto a un blindato dei carabinieri.

Forconi vicino a Montecitorio a Roma: cori contro il Governo e il Parlamento

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I Forconi sono arrivati nei pressi di Montecitorio, sventolando bandiere tricolori e si sono elevati cori contro il governo e il Parlamento. Il leader del  coordinamento 9 dicembre, Danilo Calvani, si è dissociato dal blitz, spiegando che quegli attivisti non fanno parte del suo coordinamento. “Ci dissociamo assolutamente da quel sit-in – dice al telefono – non ci rappresentano”. Probabilmente, secondo quanto sin apprende, si tratta di un’altra ala dei Forconi, più vicina ai movimenti di estrema destra. A questo punto una manifestante si è messa da sola a fronteggiare la polizia. La donna ha cominciato ad urlare agli agenti “voi da che parte state?”

 

Shock in Brasile: il reporter muore in diretta video colpito da un petardo

reporter-morto-tuttacronacaShock in Brasile dove il reporter della tv Bandierantes, per la quale lavorava da dieci anni, è stato colpito da un peterdo alla testa mentre stava filmando gli scontri avvenuti durante una manifestazione di protesta per l’aumento delle tariffe dei trasporti pubblici nella capitale carioca. Il reporter 49enne, Santiago Andrade, è stato dichiarato cerebralmente morto dai medici dell’ospedale “Souza Aguiar” di Rio de Janeiro. Il grosso petardo è stato molto probabilmente lanciato da un gruppo di black-bloc che si stavano scontrando con la polizia. Il cameraman aveva riportato lo sfondamento del cranio ed era in coma farmacologico dopo aver subito un intervento chirurgico. Il giovane che ha lanciato l’ordigno esplosivo è stato fotografato da un collega della vittima, che ha consegnato le immagini alla polizia che ha già identificato il 17enne. Il giovane ha ammesso di aver passato il petardo ad un altro manifestante, che lo ha lanciato contro il cameraman. Mancano ormai pochi mesi ai Mondiali di Calcio e il Paese è diviso a causa della polemica sulla sicurezza.

+++IMMAGINI SCONSIGLIATE A UN PUBBLICO SENSIBILE+++

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Follia ultrà Napoli: l’attacco alla polizia era stato pianificato

scontri-sanpaolo-tuttacronacaScontri ieri a Napoli, presso lo stadio San Paolo, prima del fischio d’inizio di Napoli Milan. E ora si scopre che l’agguato contro le forze dell’ordine faceva parte di un piano studiato a tavolino e programmato nei minimi dettagli. Gli scontri, quindi, non sono stati casuali. La strategia era stata messa a punto e ha portato a un bilancio pesante: cinque agenti finiti in ospedale e tre mezzi della Polizia danneggiati. A occuparsi delle indagini sono gli uomini della Digos della Questura di Napoli. Nelle prossime ore gli investigatori completeranno l’informativa che verrà spedita al procuratore aggiunto Gianni Melillo, che coordina il pool di pm che indagano sui cosiddetti reati da stadio. Per quel che riguarda i poliziotti feriti: uno di loro è rimasto ustionato dal lancio di un petardo che gli ha incendiato la divisa, un secondo è stato ricoverato per lesioni al timpano dell’orecchio. Una Fiat Punto della polizia è andata completamente distrutta dall’incendio causato dopo il lancio di alcune bombe carta, mentre altri due furgoni risultano seriamente danneggiati. 

Incidenti prima di Napoli-Milan: in fiamme auto della polizia

napoli-milan-polizia-tuttacronacaAnticipo della 23a giornata di campionato tra Napoli e Milan e nelle vicinanze del San Paolo,tra via Barbagallo e Via Terracina, un’auto della polizia ha preso fuoco poco prima del fischio d’inizio a causa degli scontri scoppiati nei pressi dello stadio 30′ minuti prima dell’inizio della sfida. I milanisti sono giunti scortati dalla polizia ma sono stati ugualmente accolti da un lancio di  pietre e petardi a opera di un centinaio di supporter del Napoli incappucciati in attesa all’angolo tra Via Nuova Agnano e via Terracina. La polizia si è frapposta tra le due fazioni per impedire il contatto ed ha effettuato una carica. Come spiega Il Mattino, una Fiat Punto della polizia è stata incendiata da un petardo ed è rimasta semi-distrutta dalle fiamme, spente dai vigili del fuoco. Tre agenti sono rimasti feriti lievemente dal lancio di pietre ed oggetti.

L’ incendio della «Punto» della polizia è stato spento dai vigili del fuoco, ma l’auto è andata distrutta. Le condizioni dei poliziotti rimasti feriti dai lanci di pietre e petardi non sono gravi. Il lancio di pietre e petardi contro la polizia è scattato quando la barriera di agenti del reparto mobile si è frapposta tra i milanisti ed i supporters del Napoli.

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Il video del cane-soldato prigioniero di guerra

taliban-captive-dog-tuttacronacaSono stati dei combattenti talebani che, via Twitter, hanno diffuso il filmato che mostra un cane catturato lo scorso dicembre durante un conflitto nella provincia afghana di Laghman. L’animale, spiegano, sarebbe appartenuto ai soldati occidentali. Si tratta di Colonel, un cane di razza malinois, un pastore belga, coperto con un giubbotto dotato di alcuni dispositivi militari, in particolare di una torcia, una telecamera e un congegno Gps. Nel video, dove ringraziano il loro dio per il successo ottenuto con le armi in pugno, il cane è mostrato come un bottino di guerra mentre l’animale sembra più confuso che spaventato dai ruoi rapitori, tanto da arrivare a scodinzolare senza mostrare agitazione particolare. Zabiullah Mujahid, uno dei portavoce dei talebani, ha spiegato che le immagini, diffuse questa settimana, sono state registrate nel distretto Alin Nigar a fine dicembre e che il cane catturato era dotato di sofisticati congegni elettronici. “I mujahidin hanno valorosamente fatto dura resistenza contro le truppe per ore”, ha poi affermato. E “il cane era di grande importanza per gli americani”, ha aggiunto. Stando a quanto riporta il Washington Post, tuttavia, Colonel non sarebbe un cane Usa: apparteneva ad un’unità dell’esercito britannico.

“Il video di Casaleggio sarebbe piaciuto a Goebbels”: e i grillini insorgono

philippe-devigne-tuttacronacaNuovo “nemico” per Grillo e il Movimento 5 Stelle, che hanno messo alla gogna mediatica Philippe Daverio dopo che il critico d’arte, ospite alla traasmissione Otto e mezzo, ha commentato così le esternazioni del leader 5 Stelle: “Continua il percorso inarrestabile verso la trashologia. Grillo già un po’ mi spaventa, per un certo verso”. Ancora più duro nei confronti di Casaleggio: “Quello che veramente mi inquieta è il socio, quello travestito da cieco di Sorrento, quello con gli occhialini scuri. Casaleggio, io lo pronuncio con un certo riserbo quel nome lì”. E prosegue commentando il video “Gaia – The future of politics”, il corto sperimentale del 2008 che ipotizza possibili scenari del futuro caricato su Youtube dalla CasaleggioAssociati: “Ho visto quel suo video, Gaia, e mi ricorda una certa propaganda degli anni ’30 che preferisco dimenticare e questo mi mette un po’… Quel video lì è una roba che sarebbe piaciuta molto a Goebbels, anzi se avesse potuto farlo lo avrebbe fatto lui. Siccome io vengo da quel mondo lì e conosco un po’ più di altri quanto è stato drammatico, in questo momento non lo auguro ai miei concittadini italiani.”

La risposta arriva durissima dal blog di Grillo, dove Daverio è “il giornalista del giorno”. Le parore sono pesanti nei commenti che vi si leggono: “Squallido analista politico, uno dei più indegni giudizi sul movimento di Grillo che abbia mai ascoltato o letto, fiancheggiato dall’inguardabile (anche dal punto di vista fisico, oramai) conduttrice Gruber” scrive Giorgio. “Sempre la solita storia, ma perché quando abbiamo paura di qualcuno tendiamo sempre a crocifiggerlo?” gli fa eco Massimo. E ancora “I media e la strategia del terrore”. “Un altro buffone da circo pseudo critico d’arte parassita dei cittadini e stipendiato rai che ha dato il meglio di se in un programma a senso unico. Basta è ora di finirla. Sparite e abbiate il buon gusto di stare zitti”.

Scontri all’Università al Cairo: muore uno studente

egitto_universita-tuttacronacaSono iniziati questa mattina gli scontri tra gli studenti che sostengono il presidente egiziano deposto Mohamed Morsi e le forze di sicurezza presso l’Università di al-Azhar al Cairo. Uno studente è morto negli scontri, come riferisce all’agenzia d’informazione “Anadolu” Mahmoud al-Azhari, portavoce del gruppo “Studenti contro il Golpe”, schierato con il movimento dei Fratelli Musulmani, al quale Morsi appartiene. La vittima è Khalid al-Haddad, ucciso da alcuni proiettili sparati dalla polizia davanti alla Facoltà di Economia e Commercio. Sempre stnado a quanto riferito dal portavoce ha quindi sottolineato che le forze di sicurezza hanno anche sparato lacrimogeni contro gli studenti pro Morsi che chiedevano ai loro colleghi di boicottare la sessione di esami. Con la morte dello studente sale a 6 il numero delle vittime in poco più di 24 ore, all’indomani dell’arresto di oltre 250 manifestanti islamisti. Il quotidiano governativo “al-Ahram” riporta che i disordini hanno preso l’avvio quando gli agenti hanno lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti, che stavano impedendo agli altri studenti di entrare nell’ateneo. I dimostranti hanno allora reagito scagliando sassi e incendiando cataste di pneumatici. Hanno quindi appiccato il fuoco alle facoltà di Commercio e Agricoltura, come mostrato in diretta dalla televisione statale. A quel punto la polizia ha cominciato a effettuare cariche per disperderli, ma senza grandi risultati. L’incendio, che si è esteso a due piani, è stato in seguito estinto dai pompieri.

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Cie di Bari: la violenta notte di Natale

cie-bari-tuttacronacaMentre la notte di Natale scorreva serena in tutta Italia, al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati, è stato teatro di duri scontri tra immigrati, nella quasi totalità siriana, e le forze dell’ordine. Come riporta Repubblica:

Atmosfera surreale dopo una notte di Natale di terrore al Cie di Bari, il Centro di identificazione ed espulsione degli immigrati. La struttura è blindata, non si può accedere. All’esterno è presidiata dalle forze dell’ordine e la direttiva è mantenere la calma. Si teme una recrudescenza degli incidenti dell’altra notte quando una trentina di ospiti della struttura ha allagato una sezione all’interno del centro che è alla sua massima capienza, 140 persone. Immediato l’intervento delle forze dell’ordine perchè i manifestanti stavano tentando un’evasione in massa dal centro all’interno del quale ci sono anche persone la cui posizione è da approfondire secondo le forze dell’ordine. Polizia, carabinieri e Guardia di finanza poco prima della mezzanotte sono stati allertati dai responsabili del Cie e si sono precipitati in massa.

Sono seguiti duri scontri con le forze dell’ordine anche perchè gli immigrati – nella quasi totalità siriani – si sono asserragliati all’interno di un reparto, dando fuoco a mobili, letti e altre suppellettili. E’ stato necessario anche l’intervento dei vigili del fuoco per impedire che si propagasse un incendio dalle conseguenze inimmaginabili.

La situazione fino al pomeriggio sembrava tornata alla normalità, anche se le forze dell’ordine stanno presidiando il centro che è blindato. Sul Cie di Bari è in corso un’inchiesta penale sul trattamento riservato agli ospiti dopo che il giudice

civile si è già espresso sull’inadeguatezza delle procedure che violerebbero i principi di assistenza nei confronti degli immigrati. Alcuni rappresentanti di forze politiche di centrosinistra hanno più volte chiesto la chiusura della struttura. La protesta di stanotte, secondo gli investigatori, s’inserisce nell’ambito delle manifestazioni sorte nel resto d’Italia. Gli immigrati reclamano diritto d’asilo e la libertà di poter circolare liberamente nelle città.

La polizia picchia furiosamente le donne che protestano contro una legge

polizia-picchia-manifestanti-tuttacronacaVenerdì, il governo conservatore di Mariano Rajoy ha approvato un progetto di legge sull’aborto più restrittivo delle norme in vigore dal 1985, modificate nel 2010 dalla maggioranza progressista di José Luis Rodriguez Zapatero, che pose la legislazione spagnola all’avanguardia in Europa. Se il progetto verrà approvato, com’è più che probabile sia, l’aborto sarà un reato, anche se solo per i medici e non per la donna, e potrà essere consentito solo in pochi casi e ben specificati. Il Pp aveva fatto di questa riforma uno dei punti salienti del programma elettorale con cui vinse le elezioni nel 2011. L’approvazione del progetto di legge viene però contestato dalle femministe e dal Partito socialista (Psoe) che lo definisce “cinico e ingiusto”. L’opposizione annuncia battaglia per cancellare una legge che colpisce “l’autonomia delle donne per esercitare liberamente la loro maternità”. Chiede il voto segreto e si appella alle 76 deputate del Pp per modificare il testo. Ma le possibilità che ciò avvenga sono molto scarse. La decisione non poteva non suscitare polemiche e proteste e la scorsa notte sono state tre le persone fermate, stando a quanto le fonti della polizia a EFE, con l’accusa di resistenza, disobbedienza e aggressione a tutori dell’ordine. Periodismo Humano ha pubblicato un video che mostra come la polizia abbia identificato e picchiato delle manifestanti. In seguito, il gruppo Nosotras decidimos ha convocato una nuova protesta per chiedere le dimissioni del ministro della Giustizia, Alberto Ruiz-Gallardón.

Corteo contro il lusso a Firenze: scontri tra antagonisti e polizia

scontri-firenze-tuttacronacaScontri a Firenze nel pomeriggio dove 200 antagonisti erano intenzionati a svolgere un corteo nelle strade del centro. Il bilancio, stando a quanto viene riportato, parla di cinque poliziotti rimasti feriti o contusi. Secondo quanto appreso uno è rimasto colpito al volto da un corpo contundente durante uno dei tafferugli mentre un agente è stato ustionato ad una mano da un candelotto fumogeno acceso dai manifestanti. Un altro si è fatto curare al pronto soccorso per un colpo al collo. Nessuno, comunque, risulta aver avuto bisogno di un ricovero in ospedale. La protesta contro il lusso ha portato ai contatti più intensi in via Cavour, all’altezza di piazza San Marco.

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La fontana di Milano tinta di rosso sangue

fontana-colorata-milano-tuttacronacaGiornata calda oggi a Milano, dove ha avuto luogo la manifestazione degli studenti per il diritto allo studio. Ma se davanti al Pirellone si sono avuti scontri tra i manifestnati e le forze dell’ordine con tanto di lancio di vernice, i colori hanno fatto la loro apparizione anche a largo Cairoli. Qui, nella fontana, gli studenti hanno versato della vernice rossa contro “il dissanguamento della scuola pubblica”. I giovani sono scesi in piazza contro i tagli alla scuola pubblica.

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Scontri a Milano tra studenti e polizia

scontri-milano-tuttacronacaScontri tra studenti e polizia a Milano, dove il bilancio è di quattro agenti medicati in ospedale, come dice la questura, e sei ragazzi contusi, come rispondono i manifestanti. La tensione è esplosa davanti alla sede del Consiglio regionale,  dove gli studenti sono giunti dopo aver attraversato le vie del centro. Il culmine di un corteo di protesta per il diritto allo studio si è avuto davanti al Pirellone, in piazza Duca d’Aosta, protetto da un cordone di polizia. Qui è partito un lancio di uova e bottiglie piene di vernice, con i giovani che hanno provato a forzare il blocco delle forze dell’ordine protetti dai libri-scudo di gommapiuma e che sono ripartiti in corteo dopo due cariche delle forze dell’ordine. Dopo aver ripercorso  via Vittor Pisani ed essersi diretti verso Porta Venezia, hanno bloccato al loro passaggio le vie del centro. Qui, in circa 300, hanno gridato slogan (“né Maroni né forconi” e “Maroni e forconi tutti fuori dai c…”) e inscenato un sit in al centro della carreggiata, mandando in tilt il traffico già messo a dura prova in mattinata dallo sciopero dei mezzi pubblici. Ma anche il Pirellone è stato coinvolto nella protesta. Qui, come spiega Repubblica, quattro studenti dell’associazione ‘Non uno di meno’ e due insegnanti, che si trovavano all’interno del palazzo con regolare autorizzazione, hanno interrotto i lavori del Consiglio regionale urlando dalla tribuna del pubblico all’indirizzo dei consiglieri. Come all’esterno del palazzo, anche all’interno, la protesta era contro “i soldi alle scuole private e i tagli alla scuola pubblica”. La seduta è stata sospesa. I consiglieri del Movimento 5 Stelle hanno abbandonato i loro banchi in segno di solidarietà.

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“Ridete di noi?” e scatta la rissa. Massacrati di botte quattro ragazzi

rissa-discoteca-tuttacronacaUna serata in discoteca, dopo di che un salto a Sacile, in provincia di Treviso, per mangiare un panino alla Salamella, un chiosco che resta aperto fino alle sette di mattina e “sfama” i giovani reduci dalle nottate in discoteca. Ma qui è accaduto il peggio, alle prime luci di domenica mattina. Quattro ragazzi tra i 17 e 18 anni, alcuni ancora studenti, che abitano a Godega Sant’Urbano e a Cordignano, sempre in provincia di Treviso, sono arrivati al chiosco, parlando e ridendo tra loro. A quel punto due giovani albanesi, che vivono in Provincia di Pordenone, si sono avvicinati e uno di loro ha chiesto: “Ridete di noi?”. La risposta “No, no, stiamo parlando tra di noi”. Ma non è bastato: gli albanesi hanno dato il via a una rissa, picchiandoli senza motivo, spaccando nasi e perfino continuando a prendere a calci in testa un 17enne quando ormai era già a terra: i colpi sono stati così violenti che ha avuto un’amnesia.

Fumogeni e bombe carta vs cariche e lacrimogeni: scontri a Venezia

scontri-venezia-tuttacronacaGiornata calda oggi a Venezia, in Piazzale Roma, dove erano in programma due manifestazioni contrapposte, una delle realtà antagoniste, l’altra di Forza Nuova. La polizia ha reagito al lancio di fumogeni e bombe carta con alcune cariche ed il lancio di lacrimogeni. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. E’ il Gazzettino a raccontare quanto accaduto nel capoluogo veneto dove, durante la fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell’ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola. Due giovani dell’area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Secondo le prime informazioni, nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato da fonti No Global, ci sarebbero 2-3 feriti alla testa, altri militanti con il naso rotto e due persone raggiunte da lacrimogeni all’addome. In seguito, la tensione è scesa con polizia e carabinieri che hanno ripreso il totale controllo dell’area ma la preocupazione è rimasta alta, perchè verso le ore 15 in Piazzale Roma era confluito anche il corteo di Forza Nuova, composto da 150 persone. A Venezia gli spiriti erano infervorati da giorni, come spiega ancora il Gazzettino. Doveva svolgersi un corteo di Forza Nuova, appuntamento alle 14.30 in piazzale Roma. In seguito la questura, proprio per evitare scontri, ha stabilito che quel corteo si sarebbe svolto al Tronchetto. I centri sociali hanno fatto la loro contromossa: stesso giorno, stesso luogo, appuntamento mezz’ora prima, obiettivo: impedire all’estrema destra di sfilare. Il gruppo dei centri sociali era formato da circa 250 persone, alcune con caschi in testa e con grossi scudi di protezione, per cercare di forzare il blocco di polizia e carabinieri alla base del ponte. I dimostranti intendevano avanzare verso l’area della stazione ferroviaria, interdetta dalla questura. Nel mezzo, però, si sono trovate le forze dell’ordine che hanno impedito ai centri sociali di raggiungere la stazione: si è scatenato il caos. In tutto questo c’è stato un fuggi fuggi generale, con molte persone in attesa degli autobus sul piazzale che sono fuggite per mettersi al riparo. L’Actv ha quindi deciso per motivi di sicurezza di deviare gli autobus di linea verso l’isola del Tronchetto. Tommaso Cacciari, portavoce dei “Disobbendienti veneziani”, ha accusato: “Ci hanno sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d’uomo: alcuni di noi, per questo, hanno ustioni allo stomaco e alla pancia”. Tra i dimostranti – ha riferito Cacciari – vi sarebbero diversi feriti, nessuno in gravi condizioni. “Ci hanno prima bloccato davanti al ponte della ‘Costituzione’ – racconta – con un numero di agenti pari solo a quelli utilizzati quando c’è stata la Lega, poi siamo stati caricati duramente. Il corteo si è difeso e ci sono state altre cariche”. In seguito agli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti il nodo di Piazzale Roma, unico punto d’accesso a Venezia per auto e pullman, è stato chiuso precauzionalmente al traffico. Tutti i mezzi su gomma in arrivo verso la città lagunare sono stati fatti deviare verso l’isola in cui si trova il grande parcheggio del Tronchetto. Sul Ponte della Libertà che collega Mestre a Venezia si è formata di conseguenza una lunga coda, che ha reso difficile anche il passaggio dei rinforzi delle forze dell’ordine. Verso le 17 piazzale Roma è stato riaperto e la situazione è cominciata a tornare alla normalità.

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Contestazioni a Milano 44 anni dopo piazza Fontana. Maroni: “i fascisti sono loro”

familiarivittime-tuttacronacaEra il 12 dicembre 1969 una bomba posta dentro la Banca dell’Agricoltura fece 17 morti e 84 feriti e ieri, a Milano, si sono avute le celebrazioni per il 44esimo anniversario di quella strage. E non sono mancate le contestazioni al presidente della Regione Roberto Maroni e al sindaco Giuliano Pisapia, entrambi nel mirino degli antagonisti nel corso della deposizione delle corone alle 16.37 (ora dell’ esplosione) davanti l’ingresso della Banca. Per quel che riguarda il leghista, è stato ricoperto da cori di “Fascista, vergognati. Fuori dalla piazza”. Ribatte il governatore: “Li compatiscono. Sono loro i veri fascisti”. Al primo cittadino del capoluogo lombardo non è andata meglio, visto che è stato accolto al grido di “Fascista. Smettila di stare con loro”. Una breve tregua c’è stata in occasione del minuto di silenzio, mentre per il resto del tempo la polizia è stata impegnata nel respingere i centri sociali che volevano superare le transenne che li dividevano dalle autorità. Pisapia ha espresso il suo pensiero in Facebook: “Passano gli anni, ma non la determinazione nel trovare giustizia e verità, perché la ferita è ancora aperta”. Senza proteste, invece, il corteo che da piazza Scala alle 17.30 ha raggiunto piazza Fontana dov’è stata letta una lettera del presidente della Camera, Laura Boldrini: “Comprendo il senso di disaffezione e di delusione dei familiari delle vittime, perchè lo Stato non può non dare risposta dopo 44 anni”.

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