L’atlantide asiatica, ecco le meraviglie del mondo sommerso!

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E’ una vera e propria Atlantide sommersa! La scoperta è stata fatta in Cina dove è stata individuata una città che si trova sul fondo di un lago artificiale nella provincia costiera dello Zhejiang nel sudest del Paese. La città è composta di strade, templi e case. Ora naturalmente si pensa come sfruttare turisticamente il sito che è praticamente intatto. I sommozzatori sono a lavoro e sicuramente si studierà il modo di renderlo fruibile il prima possibile. 

Torino di notte: il lato magico della città

torino-notturna-tuttacronacaLo scorso sabato sera Torino ha donato a chi attraversava le sue strade uno spettacolo che raramente si vede. Nel cielo terso non splendeva la luna, il fiume scorreva placido e una temperatura non proibitiva, di circa 3 gradi, ha permesso a Roberto Orlando di immortalare una città al suo massimo fulgore. La bellezza del capoluogo piemontese è riassunta in questi scatti:

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Uno sguardo dall’alto… a volo d’uccello

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Le grandi capitali sono affascinanti e le abbiamo spesso viste fotografate nei modi più originali e più eccentrici. Ora però abbiamo la possibilità di vederle con gli occhi di un uccello. Immaginandoci di essere un’aquila reale che vola sulle grandi metropoli e ci porta a scoprire geometrie e colori inimmaginabili. Ecco dunque una gallery delle più spettacolari viste dall’alto e delle architetture che difficilmente potrete vedere da questa prospettiva:

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Se non puoi ammirare un tramonto per il troppo smog… crealo!

smog-pechino-tuttacronacaA Pechino, dove la visibilità è molto ridotta e l’aria quasi irrespirabile a causa dello smog che invade la città, non hanno voluto rinunciare ad ammirare il tramonto e per questo, proiettato su un maxischermo, ha fatto la sua comparsa lo spettacolo del sole che scende all’orizzonte in mezzo a una fitta nebbia grigia. Nel frattempo prosegue l’emergenza inquinamento atmosferico in Cina, dove le polveri sottili hanno raggiunto nuovi record di concentrazione.

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Allarme Pechino, ancora smog in città

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Lo smog torna a terrorizzare Pechino e per i suoi oltre 20 milioni di abitanti è stato un risveglio con le polveri sottili che hanno superato di 25 volte il massimo consentito: 671 microgrammi contro i 500 microgrammi per metro gruppo legalmente sostenibili. Naturalmente ciò comporta danni per la salute e ormai è accertato che in Cina una delle principali cause di morte deriva dai problemi alle vie respiratorie.

Tra le principali cause che si rilevano c’è senza dubbio l’abbondante uso di carbone nelle centrali elettriche. La Cina, infatti, è al primo posto per l’utilizzo di questo combustibile. Ma tra le cause c’è ovviamente anche l’eccessivo utilizzo delle autovetture, a discapito dei mezzi pubblici. Una situazione che per anni è stata sottovalutata, sacrificando l’ambiente sull’altare della produttività. Ma qualcosa si muove.

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Tra le promesse lanciate dalla politica c’è quella di ridurre del 25% entro il 2017 la riduzione della concentrazione delle polveri sottile nei cieli della Capitale. Ma la misura appare riduttiva. Poco inferiore (circa il 20%) invece l’impegno di altre megalopoli cinesi, tra cui Shanghai e Guangzhou.

A Shanghai si è deciso addirittura di chiudere le scuole durante i giorni di inquinamento più intenso. Una direttiva, infatti, vieta alle scuole materne e alle scuole primarie di rimanere aperte durante i giorni in cui la qualità dell’aria viene giudicata da “bollino rosso”. Tra i divieti emessi dalla municipalità di Shanghai c’è anche quella di vietare le attività e all’aperto, ma anche quello del blocco delle attività produttive. Quest’ultima un vera novità.

Non sono solo gli abitanti a lamentarsi dell’eccessivo inquinamento. Anche i turisti iniziano a disertare la Cina e le sue principali città come meta da visitare. Secondo quanto riportano le agenzie molti addetti ai lavori si starebbero lamentando della situazione. Xiao Yan, una guida turistica, sostiene che i turisti a Pechino sono sempre meno: “ci sono sempre meno turisti, e ciò è del tutto normale dato che i cinesi si lamentano su Internet principalmente del problema relativo all’inquinamento”. Alcune stime parlano di un 10% in meno di turisti negli ultimi anni solo nella Capitale.

I nostri 7 giorni… andando di corsa!

7giorni-tuttacronacaDi corsa, in cerca di notizie diverse, interessanti, che diano un po’ di sollievo e magari strappino un sorriso. E sembra sempre più difficile perchè le “cose sbagliate” continuino ad accumularsi. Come ha detto Marco Travaglio: “L’intero cestino è marcio“. E non è chiaro se nel suo editoriale si riferisse solo a L’Aquila con il suo scandalo tangenti e il sindaco che si è dimesso o all’intero panorama politico. Del resto sempre più confuso. Abbiamo provato anche a catapultarci fuori dall’Italia, a provare a guardare il nostro Paese con uno sguardo diverso, da straniero, ed è difficile da capire quello che accade. Se non incomprensibile. Un segretario, Renzi, che sembra giocare al gatto e al topo con il premier, Letta, che è del suo stesso partito. Un ex senatore, ora decaduto, Berlusconi, che con una condanna da scontare mira ad essere eletto in Europa e ottenere quell’immunità. Un tribunale che, dopo anni, stabilisce che le elezioni per la Regione Piemonte vanno rifatte. Nulla di cui stupirsi del resto, per noi italiani, se la giustizia decide che la nostra legge elettorale è incostituzionale e quindi siamo governati in modo illegittimo ma il Capo dello Stato, che dagli “illegittimi” è stato eletto, dichiara il contrario. La certezza, ormai, è che non ci sono certezze, men che meno per il futuro. E non nel senso che vi dava Lorenzo il Magnifico. E’ proprio che non si vede futuro nè via d’uscita e questo perchè non si vede impegno al riguardo. Viene voglia di scappare? Correre lontano? Entrare nella schiera dei cervelli in fuga? Sì, certo. Via. Di corsa. Ma è un strada in discesa o… ?

7giorniE’ vero, non si vede futuro in Italia anche perchè mancano i punti di riferimento. Uno su tutti: la pensione diventa sempre più un’utopia. Se ne parla, si fanno supposizioni, ma alla fine sembra ormai l’oggetto del desiderio di tanti che non hanno altro a cui aggrapparsi. Anche a favore dei giovani che tentano invano di entrare nel mondo del lavoro. (Altra grande utopia del Belpaese) Mentre la disoccupazione cresce inesorabilmente (ma lo spread cala e Letta esulta, nonostante siano diverse le risposte che ci si aspetta da lui) si guarda all’estero quindi. Eppure… poi ci si spaventa per quell’ondata di gelo che stringe in una morsa mortale l’America ma ci si domanda pure come potremmo mai essere accolti noi italiani una volta varcati i confini nazionali. Perchè anche questa settimana è spuntato un altro, l’ennesimo, ristorante europeo che abbina l’italianità alla mafia. Si trova a Praga e si chiama Al Capone. Se questo è il biglietto da visita di una delle nostre eccellenze, la cucina, come potremmo venire apostrofati noi? Perdere la speranza e lasciare crollare il nostro umore così com’è crollata la palazzina a Matera? No! In fin dei conti ci sono anche segnali positivi che ci arrivano. Come il fatto che ora le voci a favore dei marò arrivano proprio dall’Unione Europea, che propone di fare quel passo che l’Italia non ha mai osato proporre. Per questo corriamo e andiamo avanti: perchè sappiamo che c’è sempre qualcosa che riesce a stupirci e a stamparci in volto un’espressione simile a quella di una bimba che vede per la prima volta il fratello gemello del papà. “Oibò!”, viene da esclamare. un po’ come quando la polizia conferma l’avvistamento di un ufo o un pilota di linea racconta il suo “incontro – quasi scontro – ravvicinato”. Continuiamo a muoverci perchè vogliamo continuare a stupirci, nella speranza di scoprire ricette nuove invece che riscaldare la solita, noiosa, minestra. In fin dei conti… a qualcosa bisogna pur credere e quindi tanto vale farlo nell’impossibile… tipo camminare sull’acqua!

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Lo scandalo delle tangenti a L’Aquila. Travaglio: “L’intero cestino è marcio”

travaglio-tuttacronacaE’ sdegnato per lo scandalo delle tangenti dell’Aquila Marco Travaglio che, in un editoriale, sostiene che “L’intero cestino è marcio”, pure senza chiarire se dentro tale cestino ci siano solo i casi abruzzesi o piuttosto non si trovi l’intero sistema politico amministrativo che succhia il sangue dell’Italia.

“L’assessore aquilano di centrosinistra Ermanno Lisi che, di fronte alla sua città in macerie, definisce il terremoto che l’ha distrutta una “botta di culo” per “le possibilità miliardarie” di “tutte ‘ste opere che ci stanno” e che “farsele scappa’ mo’ è da fessi, è l’ultima battuta della vita… o te fai li soldi mo’… o hai finito”, non è un fungo velenoso spuntato dal nulla. È la punta più avanzata di un sistema che chiamare corruzione è un pietoso eufemismo. […]

Non stiamo parlando di reati (per quelli c’è la giustizia, che con l’arrivo del procuratore Fausto Cardella è in buone mani anche all’Aquila). Ma di un’antropologia mostruosa che nessuno può dire di non aver notato.

Che pena il sindaco Massimo Cialente, quello che garantiva vigilanza costante sugli appalti e sfilava con la fascia tricolore alla testa dei terremotati puntando il dito contro i governi che lesinavano aiuti, e non riusciva neppure a liberarsi di politici, professionisti e faccendieri come il capo dell’ufficio Viabilità del suo Comune che affidava lavori alla ditta del suocero.

L’editoriale di Travaglio è un pezzo di retorica anti capitalista e parla di qualcuno

“che, ai livelli più alti come in quelli più bassi, pensa di poter fare soldi con i soldi e intanto annienta sentimenti, amicizie, affetti, famiglie, cultura, vite umane. Vite che, quando si spengono, vengono misurate anch’esse in denaro, col registratore di cassa, dunque non valgono più nulla”.

L’amara conclusione è condivisibile. Che poi il cambiamento possa venire dai descamisados di Beppe Grillo è un po’ più discutibile. Siamo al

“fallimento di un Paese ormai inutile, addirittura dannoso. Quello che si illudeva di chiudere il berlusconismo come fosse una parentesi e non lo specchio, […] una certa Italia che Berlusconi ha soltanto sdoganato e resa orgogliosa della sua mostruosità, ma che gli preesisteva e gli sopravviverà: nelle classi dirigenti di destra di centro di sinistra, ma anche in vaste aree della “società civile”.

“Ogni squalo che fa soldi sulla pelle della gente, ogni pirata che ruba sugli appalti, ogni vampiro che succhia il sangue ai morti del terremoto si regge sul silenzio complice di decine, centinaia di persone. Che, fatta la somma, sono milioni. Troppe per sperare in un cambiamento imminente. Ma non troppe per rinunciare a prepararlo subito”.

Le intercettezioni scandalo! Il terremoto dell’Aquila è stato un “colpo di c**o”

terremoto-l'aquila-tuttacronacaE’ Il Fatto Quotidiano a pubblicare le intercettazioni  sandalo, risalenti al 2010, tra Ermanno Lisi (Udeur) e un architetto, Pio Ciccone. Per l’ex assessore la calamità è stata un “colpo di c**o”, occasione ghiotta per guadagnare sulla pelle dei morti. Si continua quindi a parlare di quanto accaduto in quella tragica occasione e, soprattutto, in occasione della ricostruizione,con tanto di tangenti ed arresti di politici e funzionari.

Appalti-LAquila-terremoto-inchiesta-tuttacronacaOra il Fatto quotidiano ha pubblicato nuove intercettazioni vergogna, quelle che testimoniano la conversazione tra lo stesso Lisi e un architetto, Pio Ciccone (entrambi archiviati, ndr).  “Tu ancora non te ne stai a rende conto ma L’Aquila si è aperta…le possibilità saranno miliardarie. Da fessi farsi scappare ‘ste opere”. 309 morti, circa 1600 feriti e 70 mila sfollata: e c’era chi pensava ad approfittarne per arricchirsi. Le intercettazioni, che risalgono al 30 novembre 2010, a circa 18 mesi di distanza dal terremoto, mostrano come l’unico interesse fosse appunto quello di accaparrarsi gli appalti della ricostruzione. Si legge sul Fatto:

“Tu ancora non te ne stai a rende conto ma L’Aquila si è aperta… le possibilità saranno miliardarie. Io sto a cercà di prendere ste 160 case, se non lo pigli mo’ non lo pigli più, questo è l’ultimo passaggio di vita, dopo sta botta, hai finito, o le pigli mo’…”. “O gli pigli mo’ o non gli pigli più…”, risponde Ciccone. “Esatto”, continua Lisi, “abbiamo avuto il c**o di…”. “Del terremoto!”, interviene Ciccone. E Lisi conferma: “Il c**o che, in questo frangente, con tutte ste opere che ci stanno, tu ci sta pure in mezzo, allora, farsele scappà mo’ è da fessi… è l’ultima battuta della vita… o te fai gli soldi mo’…”. “O hai finito”, conclude.

Ma non solo sciacallaggio. Va sottolineata  la risposta che Lisi fornisce a Ciccone, quando questo si preoccupa di eventuali inchieste giudiziarie a loro carico: “Tengo paura, però fino ad un certo punto, lo sai perché? Perché sto con la sinistra e bene o male, penso che la magistratura c’ha grossi interessi a smuove”. Secondo il direttore Antonio Padellaro:

Pubblici amministratori diventati lupi famelici e che pur di rubare e spolpare non si fermano davanti a nulla. Una volta c’era la bustarella, poi venne la tangente. Oggi sembrano peccatucci di fronte all’orgia di una casta criminale e arrogante che sta vampirizzando un paese allo stremo. E quando i proventi delle rapine non bastano più, costoro sperano nei terremoti e se i morti sono tanti, meglio ancora. Che c**o!

E ancora, come spiega Antonio Massari, tra le conversazioni intercettate ci sono anche quelle che raccontano di lottizzazioni realizzate con pochi scrupoli. Il commissario Adriano Goio aveva spiegato all’assessore l’elevato rischio alluvione che presenta il capoluogo abruzzese e il progetto d’invaso per impedire l’eventuale allagamento, che è già stato approvato per 60 milioni di euro. Spiega il Fatto:

L’ex assessore con l’amico Mimmo Marchetti pensa di lottizzare immediatamente i terreni, per costruirvi dei capannoni, in modo da aumentarne il valore, in caso di esproprio: “Io mo non posso entrare per il conflitto d’interessi, però me ne può fregà di meno perché devo salvaguardà, tanto non è la mia la terra è di mio fratello, che ca**o me ne frega, però salvaguardo… un diritto, di tanta gente, in silenzio e salviamo anche le altre terre, perchè se riusciamo a fare la lottizzazione e farcela approvà… domani mattina, mettiamo i capannoni, mettiamo… o quantomeno se ci hanno approvato la lottizzazione, poi mi devono pagare la terra lottizzata, adesso mi sta a venì questa idea

Alla fine, sebbene fossero già stati stanziate le risorse, l’invaso non verrà più realizzato. Come sintetizza Giornalettismo:

Sono questi i personaggi dei quali si è circondato il sindaco Massimo Cialente, non indagato, ma affossato dallo scandalo politico. Il Fatto lo definisce un “cerchio marcio”, che comprende tra gli indagati anche il vice-sindaco Roberto Riga (con l’accusa di una presunta mazzetta da 30mila euro). Senza contare l’accusa di corruzione per l’ex consigliere comunale con delega Pierluigi Tancredi, (Pdl) accusato di corruzione: la stessa che pesa su un altro ex assessore (Vladimiro Placidi) e a un ingegnere del Comune (Mario Di Gregorio). Il Fatto spiega come, di certo, il sindaco Cialente non poteva non conoscere il modo in un cui si operava nell’ufficio Viabilità: fu preso in giro in due occasioni dallo stesso Ermanno Lisi a colloquio con il responsabile del reparto, il geometra Carlo Bolino (“Non dirlo al sindac”», ripetè, per un aumento dell’importo dei lavori). Ma Cialente era consapevole di come quest’ultimo avesse assegnato in passato un appalto (il rifacimento di Via Vicentini, ndr) alla ditta di un parente, senza gara. Eppure, Bolino restò al suo posto e non venne rimosso. Cialente ha per ora congelato le dimissioni, ma di fatto ha spiegato di essere stato già “delegittimato” dal governo, dopo la decisione del ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia di decurtare da 3 miliardi a 500 milioni, con l’emergere dello scandalo. Senza contare come , oltre al rapporto conflittuale con l’esecutivo sulle risorse per la ricostruzione, Cialente non potrà che essere travolto da un sensibile colpo di immagine, come hanno già dimostrato le numerose contestazioni di questi giorni, sia in rete che di fronte alla sede comunale.

Nuovo scandalo della ricostruzione de L’Aquila: 4 arresti

terremoto_l_aquila_tuttacronacaSi torna a parlare del disastro de L’Aquila e della ricostruzione della città e si viene a scoprire che le tangenti non si pagano più esclusvamente in contanti ma con moduli abitativi. Otto indagati, quattro dei quali posti agli arresti domiciliari: è l’esito dell’inchiesta “Do ut des” della procura de L’Aquila relativa ad appalti legati alla ricostruzione post-terremoto del 2009. Le accuse per le persone coinvolte sono, a vario titolo, di millantato credito, corruzione, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita. A finire in manette due politici: Pierluigi Tancredi, ex assessore di Forza Italia ed ex consigliere comunale Pdl alla ‘salvaguardia dei beni artistici dell’Aquila’ e Vladimiro Placidi, ex assessore comunale della giunta di centrosinistra, delegato alla ricostruzione dei beni culturali. Gli altri due arrestati sono Daniela Sibilla, socia di Tancredi e l’imprenditore abruzzese Pasqualino Macera. Quattro invece gli indagati, tra cui il vice sindaco dell’Aquila, Roberto Riga, sospettato di aver ricevuto una tangente di 10 mila euro, nascosta dentro un pacco dono con una confezione di grappa, per la promessa di un appalto. I reati, secondo l’accusa, sarebbero stati commessi nel capoluogo nel periodo che va dal settembre 2009, pochi mesi dopo il terremoto, al luglio 2011; l’entità delle presunte tangenti contestate è di 500mila euro, mentre è stata accertata l’appropriazione indebita di 1 milione e 268mila euro da parte di alcuni indagati attraverso la contraffazione della documentazione contabile relativa al pagamento di alcuni lavori. Secondo gli inquirenti a L’Aquila esisteva un sistema corruttivo in base al quale alcuni imprenditori interessati ai lavori per la ricostruzione post-terremoto pagavano tangenti, sia in denaro sia attraverso la consegna di moduli abitativi provvisori, a funzionari pubblici per aggiudicarsi appalti relativi a lavori di messa in sicurezza.Come spiega Repubblica, in un articolo a firma Giuseppe Caporale:

A mettere tutti nei guai è stato un imprenditore veneto, Daniele Lago, amministratore delegato della Steda spa. Messo alle strette dagli agenti della squadra mobile dell’Aquila rispetto a un presunto illecito per un valore superiore a un milione di euro (legato a un appalto), Lago ha deciso di confessare e raccontare al procuratore Fausto Cardella e ai pm David Mancini e Antonietta Picardi il sistema delle tangenti nella città del post sisma.

“Gli indagati hanno rivelato una dedizione costante ad attività predatorie in danno della collettività, arrivando a suggerire i metodi corruttivi, a costituire società ad hoc, a rappresentare realtà fittizie, anche in momenti (il post sisma) in cui il dramma sociale e umano avrebbe suggerito onestà e trasparenza. Da ciò si ricava la certezza della reiterazione di reati della stessa specie”, scrive il gip Romano Gargarella nell’ordinanza d’arresto motivando le esigenze cautelari.

“Tancredi anche in virtù del suo ruolo politico pubblico si è posto nel dopo-sisma, caratterizzato dalla fase dell’emergenza, come collettore di compensi di imprese in cambio di agevolazioni per il conferimento di lavori”, è scritto ancora nell’ordinanza. E sarebbe proprio Tancredi, oltre a farsi consegnare dalla Steda del denaro per il suo aiuto, a chiedere e ottenere, secondo la Procura – attraverso una società creata ad hoc per incamerare i proventi illeciti – anche cinque Map, cinque ‘Moduli abitativi provvisori’, del valore di 40 mila euro l’uno.

Moduli che poi, secondo l’accusa, provvederà in parte a rivendere.

Ma le tangenti – secondo quanto raccontato dall’imprenditore veneto – hanno riguardato anche il vertice dell’amministrazione comunale dell’Aquila nella personan della il vice sindaco Riga. Scrive il gip Gargarella: “L’amministratore della Steda spa ha riferito che uno degli appalti che gli vennero ‘offerti’ riguardava quello relativo all’esecuzione delle opere provvisionali di messa in sicurezza di un immobile della dottoressa Sabrina Cicogna, medico presso l’ospedale dell’Aquila. Dalle dichiarazioni del Lago emerge che l’assegnazione di quell’intervento gli venne garantita oltre che da Tancredi, anche da Riga, vicesindaco de L’Aquila”.

E per ottenere quell’appalto a Lago fu chiesto di finanziare con un contributo elettorale di 5mila euro il partito politico ‘La Destra’, di cui “la Cicogna era esponente locale”.

Quando il ghiaccio diventa arte

colosseo-ghiaccio-tuttacronacaErano state sufficienti alcune immagini del castello di ghiaccio all’ingresso per far capire che l’edizione del 2014 dell’Ice and Snow Sculpture Festival che si tiene ad Harbin, in Cina, avrebbe conquistato il mondo. E così sta avvenendo. Del resto come non farsi sorprendere dalla riproduzione gelata del Colosseo o non provare un brivido immaginando di scendere per degli scivoli di ghiaccio? Ecco alcuni scatti direttamente dal festival di neve e ghiaccio: 

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La città di ghiaccio che incanta il mondo!

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Il festival di neve e ghiaccio che ad Harbin in Cina si tiene ogni hanno sta incantando ancor prima di essere aperto. Il 5 gennaio sarà inaugurato, ma al momento le foto sul web stanno avendo un successo clamoroso, soprattutto grazie al castello di ghiaccio che è stato interamente realizzato da uno scenografo per l’edizione di quest’anno che si preannuncia ancora più sorprendente rispetto agli anni passati.

Freedom-Ship: la città galleggiante sempre in movimento

freedom-ship-tuttacronacaSembra aver ritrovato vitalità il progetto per la città galleggiante Freedom-Ship. Si tratta di una nave lunga 1.6 km che viaggerà perennemente intorno al mondo e che sarà in grado di ospitare 50mila persone, perlopiù miliardari residenti. Il progetto della città mobile, che era nato nei primi anni 2000 salvo poi essere abbandonato alla fine della scorsa decade, ha lo scopo di rivoluzionare il concetto di viaggiare per lavoro o di lavorare viaggiando. In questi giorni è stato ripresentato, in una nuova versione. Spiega il nuovo mentore, Roger Gooch, che l’intento è di trovare “50 mila persone interessate in un bacino di utenza di 3 miliardi”, anche se si dice fiducioso di riuscire a trovarne almeno il triplo. Costo dell’operazione, 10 miliardi di dollari (7-8 miliardi di euro).

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1000 assunti o vi “ammazziamo” il Natale

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I lavoratori auto organizzati dell’Atac protestano e questa volta la loro battaglia è dura. Mille nuove assunzioni, nuovi mezzi,  arretrati e sblocco degli scatti, promettendo per la settimana prima di Natale un blocco della città. Alla guida Micaela Quintavalle, autista 33enne a capo degli auto organizzati Atac e ribattezzata la “pasionaria”:

Altrimenti? V’ “ammazziamo” il Natale!

“Se all’Atac non verranno accolte tutte le nostre richieste  la settimana prima di Natale, di nuovo, garantiremo solo il lavoro ordinario. Ricordiamo che lo straordinario copre il 40% del servizio degli autisti. Inoltre, seguiremo alla lettera il codice della strada. Attraverso queste due vie legali Roma si bloccherebbe. Quindi se il sindaco Marino non ci ascolterà si troverà la città bloccata sotto Natale”.

“Ci teniamo, sin da ora, a scusarci con i cittadini per gli eventuali disagi ma lo faremo anche e soprattutto per loro, per un servizio migliore. La nostra protesta viene dal basso – ricorda Quintavalle -, quindi ricordo al sindaco Marino che in questo caso gli interlocutori non sono i sindacati, siamo noi. Il 27 novembre faremo la nostra prima assemblea – annuncia -. Il nostro nome sarà Cambia-Menti M410 (ovvero il movimento che per la prima volta si è fatto sentire dal 4 al 10 novembre) e contiamo di essere oltre 3000 persone”.

Poi, uno sguardo al panorama nazionale: “C’è lo spettro della privatizzazione in tutta Italia – conclude la Quintavalle-, siamo in contatto diretto con i lavoratori di Genova che stanno protestando in maniera grandiosa e vorremmo andare a sostenerli la prossima settimana. Sono stati precettati e noi auto-organizzati di Roma stiamo pensando di organizzare una colletta in tutta Italia per supportarli. Contro la privatizzazione delle municipalizzate risponderemo con un movimento nazionale”.

Il grattacielo… comunicativo!

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Questo edificio è situato nella città di Kunming, nella provincia dello Yunnan, in Cina. La struttura a forma di cellulare lo sta rendendo celebre. La facciata dell’edificio è coperta dai tasti, mentre lo “schermo” costituisce le finestre del piano superiore.

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“Uno stipendio da 1.600 euro? E’ da colf!”, così l’assessore del Pd

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In un’Italia con il laccio al collo c’è anche chi afferma “Uno stipendio da 1.600 euro? E’ da colf, ma accetto per fare un regalo alla città”. A parte la discriminazione sociale di paragonare 1600 euro a una collaboratrice domestica, stupisce che l’assessore al bilancio del Comune di Imola, il democratico Antonio De Marco, non abbia idea di quali stipendi esistano in Italia. De Marco, 65 anni, pensionato del gruppo Hera Comm srl, è subentrato nella giunta di Daniele Manca al posto di Marco Raccagna, che ha dato le dimissioni per diventare segretario della Federazione di Imola del Pd, forse non era a conoscenza degli stipendi dell’Amministrazione locale.

“Il sindaco guadagna 2.700 euro al mese, i consiglieri comunali 25 euro netti a seduta, che si traducono in “duecento euro al mese, quando va bene”, dice Claudio Frati, consigliere del Movimento 5 Stelle. “Eppure trovo che le parole di De Marco siano infelici. A questo punto se si tratta di avere persone preparate professionalmente non in età da pensione per prendere provvedimenti tecnici e non politici”.

Divampano le fiamme in Australia: un morto e centinaia di evacuati

australia-incendi-tuttacronacaE’ giunta prima del solito, in Australia, la stagione degli incendi, che si sta rivelando molto più distruttiva rispetto alla sua solita furia. Questo a causa di alte temperature, siccità e forti venti: le fiamme si propagano rapidamente e, stando alle prime stime, sarebbero 500 i km quadrati di territorio già divorati dal fuoco. Negli ultimi giorni le fiamme si sono propagate su ampie porzioni di territorio nel New South Wales, lo stato a sud-est con capitale Sydney, distruggendo numerose case e causando la morte di una persona. Per le autorità locali, sarebbe la peggiore serie di incendi degli ultimi dieci anni. Si stima che saranno necessarie intere giornate prima che i roghi siano messi sotto cotrollo. Nel frattempo sono centinaia le persone che hanno dovuto evacuare le loro abitazioni mentre in alcune zone le fiamme hanno raggiunto i 30 metri di altezza, come hanno spiegato alcuni pompieri.

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“Senza una città, i giovani aquilani non hanno un’identità”

terremoto-l'aquila-cialente-tuttacronacaMassimo Cialente, sindaco de L’Aquila, città ancora in ginocchio dopo il terribile sisma del 2009, ha inviato una lunga lettera a Enrico Letta per chiedere al premier di recarsi sul luogo a dire che “la ricostruzione si bloccherà”, “io non intendo farlo”. E’ il primo cittadino a scrivere “Con la mortificazione di essere un cittadino abbandonato dal Paese”. “Con il varo della legge di stabilità il Governo ha di fatto interrotto e rinviato la ricostruzione”, benché il Comune abbia già approvato progetti che attendono solo il contributo definitivo. Sempre nella missiva si legge: “Come in certe scene drammatiche di film, in cui in una cordata che arrampica su una parete rocciosa si decide di tagliare la fune dell’alpinista che ha perso l’appiglio, lasciandolo precipitare, il Governo ha deciso che questo pezzo d’Italia venga lasciato morire”. E ricorda “Per ottenere il miliardo e due, in un’unica somma peraltro già spesa nei fatti fui costretto a compiere un atto pesante per un uomo dell’ Istituzione quale credo di essere; fui costretto per protesta a spogliarmi della fascia da sindaco e ammainare il tricolore dagli edifici pubblici, fortemente criticato anche dal Presidente della Repubblica che non mancò di farmi conoscere la sua indignazione”. Nella lettera al premier scirve ancora: “Da una settimana i ragazzi delle superiori sono in mobilitazione e hanno organizzato una grande manifestazione, alla quale hanno partecipato dipingendo le loro guance con i colori della città: il verde e il nero. Sanno bene che, senza una città, non si ha neanche un’identità”. E per domani Cialente annuncia “un’assemblea con tutti i sindaci dei comuni di questo sfortunato pezzetto d’Italia. Forse decideremo di tornare a Roma per esprimere più che la nostra protesta, la nostra mortificazione e indignazione”. Ancora dichiara: “Gli studenti aquilani mi dicevano che in testa al corteo vorranno esserci loro, in migliaia, perché il futuro della Città è il loro futuro e non vogliono e non possono aspettare altri quindici/vent’anni per rifare L’Aquila. Non possono accettarlo e non vogliono emigrare. Sono preoccupato per loro, e vorrei provare a farli desistere perché tre anni fa, nella manifestazione romana, il Governo Berlusconi lasciò che le forze dell’ordine ci picchiassero, anche a sangue. Mi scusi ma vista la sensibilità che il Suo Governo ha mostrato in queste settimane temo che potrebbero essere picchiati, oggi, anche le ragazze e i ragazzi di 15-16 anni”. Scrive ancora il sindaco: “Il governo Letta è riuscito a portare a compimento la scelta iniziale di Berlusconi che era quella di inventare le famose new town: cioè non si ricostruiranno i centri storici almeno nei prossimi anni e ci lasceranno marcire in queste che non sono vere case”. Ma Cialiente ne ha anche per i vincoli di bilancio imposti dall’Ue, Cialente ha detto: “Trovo allucinante il fatto che l’Europa non permetta di sfondare il patto di stabilità del 3% neanche di fronte a calamità naturali riconosciuti dall’Europa stessa”.

Anche la senatrice Stefania Pezzopane, Pd, ha chiesto al Governo di non abbandonare la ricostruzione: “Niente gioco delle tre carte sulle pelle degli aquilani. Il ministro Trigilia sa bene che i 300 milioni stanziati dalla legge di stabilità per la ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere sono una goccia nel mare, a fronte di un fabbisogno stimato attorno ai 10 miliardi di euro in dieci anni. E che sono fondi già assegnati col decreto emergenza grazie al mio emendamento e alla battaglia parlamentare. Non sono fondi nuovi, si tratta dunque solo di un’anticipazione”. E puntualizza: “Sappiamo bene che l’Italia è in difficoltà ed è per questo che sono settimane che chiedo, anche attraverso un’interrogazione parlamentare sottoscritta da una cinquantina di colleghi e rivolta ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico, che il governo non abbandoni L’Aquila e la sua ricostruzione, cercando soluzioni alternative. In particolare, è necessario che l’Italia apra un negoziato con l’Unione europea perché si possa accedere al finanziamento della Cassa Depositi e Prestiti per la ricostruzione dei prossimi anni”. La senatrice conclude quindi sottolineando che “Inoltre ci sono risorse presso il ministero della Coesione territoriale, perché non si prende una parte di quelle risorse? Quel che è certo, e mi associo al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente è che i cittadini aquilani non possono accettare che la ricostruzione, a cantieri aperti e progetti avviati, venga bloccata perché non arrivano risorse. Forse è necessario che, a tal fine, il governo faccia scelte precise nella legge di stabilità, allocando in modo diverso le poche risorse disponibili”.

Il passaggio di Phailin in India: 10 le vittime, mentre si contano i danni

phailin-tuttacronacaSi è abbattuto con tutta la sua furia nella baia del Bengala il ciclone Phailin e ora sono a migliaia i dipendenti della Forza nazionale (Ndrf) al lavoro negli Stati indiani di Orissa e Andhra Pradesh. Secondo quanto si apprende, sarebbero una decina le vittime della sua furia, con la maggior parte della popolazione che si è messa in salvo grazie alla tempestiva allerta. Notevoli, invece, i danni materiali. Phailin, che è stato considerato il più spaventoso ciclone che si sia abbattuto in India negli ultimi 14 anni, Phailin ha raggiunto la costa accompagnato da piogge e venti con folate di 200 chilometri orari.

Dei 10 morti, otto erano stati segnalati già ieri, nelle ore precedenti all’impatto, a cause dei forti temporali accompagnati da violente folate di vento che hanno provocato numerosi danni, a causa anche della ceduta degli alberi. L’arrivo di Pailin ha provocato ingenti danni alle infrastrutture, l’interruzione dei trasporti aerei e ferroviari, e la sospensione dell’erogazione della corrente elettrica, che continuava stamani, anche a Bhubaneswar, capitale di Orissa.

Com’era stato previsto dall’Imd, il Dipartimento meteorologico indiano, il ciclone, giunto sulle coste indiane attorno alle 21.30 di ieri, ora locale, è avanzato all’interno dello Stato di Orissa ad una velocità di 200 chilometri orari, perdendo forza al punto da diventare una semplice depressione tropicale.

India terrorizzata: il ciclone Phailin è arrivato

phailin-tuttacronacaIl ciclone Phailin oggi ha toccato le coste degli Stati di Orissa ed Andhra Pradesh (India occidentale), con piogge battenti e venti superiori ai 200 km/h. Nonostante siano più di mezzo milione le persone evacuate, potenzialmente sono almeno 12 milioni quelle che vivono nella zona dove il ciclone, considerato della categoria massima e simile a Katrine che nel 2005 flagellò le coste della Florida, sprigionerà la parte più distruttiva della sua progressione. Rathore, direttore generale del Dipartimento di meteorologia indiano (Imd) che ha dato l’annuncio dell’impatto, ha aggiunto che l’oceano Indiano produrrà nel momento più acuto del fenomeno onde alte 3-3,5 metri, con un ingresso dell’acqua marina per almeno 600 metri all’interno del territorio. Oltre ad aver provveduto all’evacuazione, il governo centrale ha decretato l’allarme rosso per Orissa e Andhra Pradesh, ponendo in stato di allerta le forze armate, pronte ad intervenire in caso di necessità. Per quello che riguarda i danni, le autorità ritengono che la maggior parte si concentrerà nel distretto di Ganjam, in Orissa: qui si trova il 40% dei soccorritori dello Stato. Nel frattempo l’aeroporto di Bhubaneswar, capitale dell’Orissa, ha sospeso tutti i voli in arrivo ed in partenza. Cancellati anche decine di collegamenti ferroviari in arrivo o in partenza dalle localita costiere. Si è stimato che sono almeno otto le persone morte ancora prima dell’arrivo di Phailin sulla terra ferma. Questo a causa degli intesi temporali e delle forti raffiche di vento. Secondo la Protezione civile, sarà possibile procedere a una prima valutazione delle vittime e dei danni solo dopo l’alba di domani.

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Il super ciclone che spaventa l’India: 525mila evacuati

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Torna la paura in India per il super ciclone che si sta velocemente avvicinando nella Baia del Bengala verso le coste dell’India occidentale e toccherà terra nel tardo pomeriggio italiano. Il governo centrale ha lanciato un ”allarme rosso” per i due Stati di Orissa e dell’Andhra Pradesh: almeno 525.000 persone che vivono nelle città e nei villaggi della costa verso sono state evacuate verso i rifugi all’interno del territorio. Già tre morti sono stati registrati in Orissa a causa del forte vento che ha determinato la caduta degli alberi. I media stanno seguendo il fenomeno in diretta e si spera che questa volta il tifone non porti morte e distruzione come quello che si abbatté nel 1999 sulla città di Orissa e provocò 10mila morti. Secondo il Dipartimento meteorologico di New Delhi, Phailin produrrà anche onde alte 3-4 metri e le raffiche di vento saranno tra i  200-220 km/h, con punte di 240.

Scontri a Milano tra studenti e polizia: fumogeni e uova

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Sono 400 studenti appartenenti al centro sociale Cantiere si sono staccati dal corteo studentesco di Milano e hanno cercato di raggiungere la sede dell’Agenzia delle Entrate in via Manin. La polizia li ha bloccati e si sono generate tensioni con lancio di fumogeni e uova. Imbrattati anche alcuni edifici in zona.

Poco prima passando in prossimità della sede della Provincia di Milano, blindata per l’occasione, il corteo studentesco ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine in via Donizzetti. Per due volte la testa della manifestazione ha provato a superare gli agenti, venendo sempre respinti dagli scudi. Sono partiti anche alcuni colpi di manganello. Durante i due tentativi dal corteo è iniziato anche un fitto lancio di oggetti in direzione degli agenti, tra cui un espositore di riviste in ferro.

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Dopo qualche minuto di tensione in via Donizzetti, il corteo studentesco ha desistito dall’idea di sfondare il cordone di polizia per ‘assediare’ la Provincia di Milano e si è rimesso in cammino. Al momento gli studenti stanno marciando lungo i bastioni di Porta Venezia, con l’intenzione di arrivare quanto più possibile vicino alla sede della Regione Lombardia.

La scuola in piazza: in 80 città sfilano gli studenti

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Sono gli studenti di 80 città italiane a scendere in piazza in massa per una delle prime date della mobilitazione di quest’anno lanciata dall’Unione degli Studenti. Sotto lo slogan:

“Non c’è più tempo da perdere con le politiche di austerità”

tra quegli studenti c’è chi scende e con la testa già sa che vorrebbe essere all’estero, chi ancora ci crede che davvero si possa cambiare e chi forse ci scende con talmente tanta rabbia che ogni passo è davvero uno sfogo. I dati Ocse ci collocano in basso alla classifica per l’istruzione scolastica e c’è chi afferma che alcuni disoccupati sono “inoccupabili”, poi si corregge e dice che non si riferiva agli studenti e che verranno istituiti stage di formazione e borse di studio per ovviare al problema del gap formativo. Contraddizioni in termini che certo non passano inosservati tra i ragazzi che oggi tentano di gridare il loro disagio a  una classe politica impegnata in congressi, in primarie, in amnistie, in correnti, in indulti e nella questione immigrati.

“Da parte dell’attuale governo non c’è stata nessuna reale inversione di tendenza. Mentre alla scuola pubblica e al welfare vengono destinate poche briciole si sceglie di continuare a sprecare risorse per le spese militari, le politiche di respingimento dell’immigrazione, la tutela di speculatori e dei grandi patrimoni – dichiara in una nota l’Unione degli Studenti – Per questi motivi portiamo in piazza in tutta Italia le vere emergenze sociali del Paese, rivendicando il rifinanziamento totale dell’istruzione pubblica e del diritto allo studio”

“Crediamo che l’attacco al sistema di formazione pubblica sia oggi generalizzato – dichiara Alberto Campailla, portavoce nazionale di Link Coordinamento Universitario – e vogliamo ribadire ancora una volta le vere emergenze del paese. Il calo delle immatricolazioni, le troppe borse di studio negate, i costi esorbitanti della vita per gli studenti universitari fuorisede, l’assenza di politiche abitative, il mancato finanziamento delle borse di studio come l’assenza di politiche generali di welfare e diritto allo studio, sono priorità di questo paese, è per questo che non c’è più tempo”.

“Domani inoltre parteciperemo alla mobilitazione nazionale per l’applicazione della Costituzione, convinti che da lì possa partire partire una battaglia di contro-attacco per costruire giustizia sociale, estendere i diritti, liberare i saperi” – dichiara Federico Del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza.

A Roma il concentramento è previsto in Piazza della Repubblica, a Milano in piazza Cairoli, a Napoli in piazza Garibaldi, a Torino in piazza Albarello, a Bologna in piazza San Francesco, a Reggio Calabria in piazza De Nava, a Bari in piazza Moro, a Venezia in piazzale Roma e a Genova in piazza Caricamento.

Rincorrendo gli ultimi scampoli d’estate… in treno!

El-Transcantabrico-Gran-Lujo-tuttacronacaL’estate sta per finire ma dare l’arrivederci alle vacanze non è mai semplice, soprattutto se ancora non si ha avuto il tempo per godersi un po’ di meritato relax, magari scoprendo anche posti nuovi ma senza rinunciare ai comfort… Il Transcantábrico Gran Lujo, spettacolare hotel su rotaie a 5 stelle, è il treno più antico della Spagna ed è considerato uno dei cinque treni migliori al mondo. Composto da sette carrozze letto, quattro con saloni e una con cucina, è caratterizzato nelle zone comuni da ampie vetrate attraverso le quali ammirare le bellezze delle terre spagnole, dalla Castilla alla Galicia, dalle Asturie alla Cantabria, ai Paesi Baschi. E per appagare tutti i sensi, è possibile degustare la più selezionata gastronomia della zona percorsa mentre la notte si può ascoltare della buona musica dal vivo. Nelle 14 suites, singole o matrimoniali, tutti i dettagli sono ricercati ed eleganti e ci si può godere degli attimi di relax grazie alle saune di vapore e il bagno con la doccia idromassaggio.

Il Trancantábrico, da cui deriva questa nuova versione che ha fatto la sua apparizione nel 2011, ha iniziato a viaggiare su rotaie nel 1983, diventando il primo treno turistico spagnolo e percorrendo la stessa strada dello storico Ferrocarril de La Robla, che trasportava il carbone da León a Bizkaia.

mappa-treno-viaggio-tuttacronacaIl viaggio, della durata di 8 giorni e 7 notti, permette di conoscere la zona nord della Spagna, costeggiando il Mar Cantábrico, viaggiando tra Santiago de Compostela e San Sebastián in una vera crociera su rotaie per godersi la cultura, l’arte e il paesaggio di queste zone, scoprendo ogni giorno mete diverse in un vero e proprio viaggio nel tempo. Dalle grotte di Altamira e la città medievale al museo Guggenheim, dalla spiaggia de las Catedrales alla cattedrale di Santiago de Compostela al Pico de Europa. E’ il caso di dire… tutti in carrozza!

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Morte inspiegabile: baby sitter ferita e bimba uccisa in un parco

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Una tranquilla passeggiata che si trasforma in morte, quella di Londyn Samuels e della sua baby sitter 18enne che stavano attraversando un parco a New Orleans quando hanno sentto due spari. I proiettili hanno attraversato il corpo della baby sitter e poi hanno ucciso la bimba. Sgomento in tutto il quartiere per una morte inspiegabile condannata anche dal sindaco Mitch Landrieu che è stato presente alla veglia di preghiera che si è tenuta in memoria di Londyn. La baby sitter al momento si trova in condizioni stabili in uno degli ospedali della città.

Gli artisti di strada a Padova, tra stupore e sorrisi

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A Roma o nelle grandi capitali europee i giocolieri ai semafori della città non farebbero notizia, ma Bisenz, 23 anni nativo di Barcellona e Lucas 26, che arriva da Valencia, si sono esibiti a Padova riscuotendo stupore e sorrisi dei residenti, alcuni dei quali appena tornati dalle ferie, che hanno potuto assistere al loro “numero” all’incrocio tra via Sarpi e piazza Mazzini. I due ragazzi hanno raccontato di aver girato tutta Europa e hanno affermato che “a volte ci sono problemi con la polizia che non ci sono qui… In Italia le persone non si infastidiscono anzi si divertono”.

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Un’onda gigantesca in Cina fa almeno 30 feriti!

cina-fiume Quiantang-tuttacronaca

Un’onda alta 20 metri si è creata sul fiume Quiantang, vicino alla città di Haining, nella provincia dello Zhejiang, in Cina. L’onda, spaventosa, è stata causata dal tifone Trami , ha investito molte persone dopo aver distrutto un muro di protezione: almeno trenta feriti. Si tratta dell’onda più alta mai vista da dieci anni a questa parte sul fiume.

Milano da bere? Non più, c’è troppa violenza! La città è insicura.

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Milano non è più la città degli anni ’80 con i suoi vizi e le sue virtù. La città ormai è insicura e per una tunisina di 21 anni, la notte milanese è diventata un incubo. La giovane, in compagnia di due amici e un marocchino appena conosciuto,  in piazza IV novembre, di fronte alla Stazione Centrale di Milano, si è allontanata un attimo per andare a cercare un distributore di bibite. All’altezza di via Tonale l’uomo le si para di fronte, minacciandola con un coltello e strappandole un portafogli contenente 350 euro. Dopo la rapina scattano anche le minacce di natura sessuale: l’uomo conduce la vittima contro una siepe nei pressi della Stazione Centrale, si abbassa i pantaloni e le impone di fare lo stesso, sempre sotto la minaccia del coltello. La ragazza riesce a scappare e si rifugia in un hotel, dal quale riesce a chiamare le forze dell’ordine per chiedere soccorso.  Gli agenti hanno rintracciato il molestatore poco distante, basandosi tanto sulle descrizioni della vittima che sui filmati delle telecamere circostanti, che hanno confermato la versione della ragazza: si tratta di un cittadino marocchino, 32 anni, senza fissa dimora e senza documenti. Ora l’uomo è stato denunciato, con l’accusa di tentata violenza e rapina aggravata.

La piena di grasso che preme sulle fogne di Londra. Allarme in città!

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Una piena di grasso sta spaventando Londra. La massa, grande come quella di un autobus a due piani, sta intasando le fogne della città e minaccia di esplodere e invadere le strade. Il problema è stato riscontrato a Kingston, nel distretto sud di Londra, in cui i cittadini da giorni riscontravano l’impossibilità di tirare l’acqua nei wc. La società che si occupa delle fognature ha fatto la scoperta di un enorme ammasso di grasso che ostruiva le fogne, dovuto essenzialmente alla cattiva abitudine di buttare nel lavandino o nel wc gli avanzi di cibo, olii, grassi vegetali e ogni tipo di avanzo alimentare. 

Gli operai sono intervenuti prima che il sistema fognario implodesse creando disagi nelle strade. Ci hanno impiegato tre giorni e tre notti di lavoro di lavoro costante per rimuovere l’enorme ammasso. «Uno dei tubi del sistema fognario è stato ostruito da 15 tonnellate di grasso», ha detto Gordon Hailwood dalla società idrica Thames Water. Che ha aggiunto: «Mai prima d’ora abbiamo visto una cosa simile». Si tratta infatti della «più grande montagna del suo genere nella storia britannica».  

L’ammasso oltre che dal grasso era costituito da carne marcia, salviettine, pannolini, residui sanitari e quant’altro. Non solo è disgustoso a vedere, ma è anche un problema non indifferente da risolvere: «Ha danneggiato molti metri di tubo e le riparazioni richiederanno almeno sei settimane di lavoro», ha sottolineato Hailwood. 

Dramma della disoccupazione: Fabriano scende in piazza

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Dramma della disoccupazione! A Fabriano, in provincia di Ancona scende in piazza la disperazione contro il piano di riorganizzazione di Indesit Company. Non sono solo gli operai a far sentire la loro voce ma anche le famiglie, i figli, la città. Anche chi non lavora in quella Fabrica partecipa al dramma di quanti si vedono sull’orlo della miseria

«Io sono del settore pubblico – racconta una signora – ma sono qui, perché qui è in gioco il futuro di Fabriano, il futuro dei nostri figli». E un’altra racconta: «Anche io ho un posto sicuro, ma mio genero ha perso il lavoro».

Il governo intanto, nei giorni scorsi, ha sospeso i lavori per il processo Berlusconi e ora, che l’assoluzione sembra essere una certezza, si seguitano a fare annunci di possibili riprese e di probabili posti di lavoro…

Aggiornamento 12 Luglio 2013, ore 13,25: 

Scontri a Fabriano dove un gruppo di manifestanti sta cercando di entrare negli uffici della Indesit forzando un ingresso. Le forze di polizia stanno cercando di respingere i dimostranti, in un clima di tensione che di minuto in minuto sta aumentando.

Un’Italia in saldo: da domani via agli sconti

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Da domani i saldi saranno nelle vetrine di tutt’Italia e non più solo in Basilicata, Campania e Molise dove erano partiti già dal 2 luglio. Secondo le stime dell’Ufficio Studi di Confcommercio, ogni famiglia spenderà in media, per l’acquisto di articoli di abbigliamento e calzature in saldo, appena 229 euro per un valore complessivo di 3,6 miliardi di euro.

“Siamo consapevoli – sottolinea Renato Borghi, Vice Presidente di Confcommercio e Presidente di Federazione Moda Italia – delle difficoltà che attraversano le famiglie italiane dal punto di vista del reddito disponibile, pertanto è prevedibile un leggero calo rispetto all’anno scorso con uno scontrino medio intorno ai 100 euro” contro i 103 dell’anno precedente e i 117 del 2010.

“Siamo peraltro fiduciosi – afferma – che i saldi, che preferisco definire di ‘inizio stagione’, sapranno incontrare le più diversificate esigenze dei consumatori, sia per quantità, qualità e assortimento dei prodotti invenduti, che per gli sconti che prevediamo possano superare il 40% “Le vendite in questo periodo, insomma, pur in un contesto difficile, potranno dare effervescenza alle vendite e rappresentare per i consumatori italiani e i turisti stranieri un’occasione per acquistare quei capi d’abbigliamento desiderati nel corso della stagione”.

 

Uno sguardo a… maccheroni alla chitarra

La ricetta puoi trovarla QUI! 

maccheroni alla chitarra 1

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