Giuseppina, scomparsa a febbraio: il cadavere trovato presso il Lambro

pinuccia_mittino_scomparsa-tuttacronacaEra il 9 febbraio quando la casalinga 56enne Giuseppina Mittino si allontanava dalla propria abitazione a Monza lasciando dietro di sè solo un biglietto per il marito con il quale annunciava l’intenzione di volersi uccidere. Il cadavere della donna è stato rinvenuto nel pomeriggio di lunedì tre marzo sulle ponde del fiume Lambro, a Sesto San Giovanni, nel Milanese. Lo hanno reso noto i carabinieri, che hanno precisato che l’identificazione da parte dei famigliari è avvenuta grazie a un anello che portava al dito. Il corpo della donna, conosciuta anche con il soprannome ‘Pinuccia’, è stato rinvenuto nei pressi di una cava dismessa da una squadra dei vigili del fuoco in servizio di ricognizione con un elicottero. Erano alla ricerca di un uomo scomparso da Cologno Monzese sabato scorso, ma si sono imbattuti nel cadavere della Mittino.

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Cadavere di un uomo ripescato sull’Adda

trezzo-adda-tuttacronacaMacabro ritrovamento, questa mattina, lungo il fiume Adda. Degli operatori addetti alla manutenzione della diga hanno infatti rinvenuto il cadavere di un uomo incastrato tra le griglie di una diga lungo il corso d’acqua, all’altezza di Trezzo sull’Adda, nel Milanese. I carabinieri di Vimercate indagano ora sulle cause del decesso e sull’identità dell’uomo. Dai primi riscontri potrebbe trattarsi di un quarantenne scomparso dalla provincia di Bergamo a fine gennaio.

Ritrovato il corpo del geometra scomparso… Suicidio?

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Potrebbe trattarsi di suicidio ma è un’ipotesi ancora da confermare quella formulata dagli inquirenti dopo il ritrovamento del corpo di Antonio Falbo, geometra 37enne scomparso dal comune di San Marco Argentano, nel Cosentino, nella giornata di martedì.  Il cadavere è stato ritrovato questa mattina nella montagna di Fagnano Castello. Dopo la scomparsa il suo cellulare suonava a vuoto e aveva poi agganciato un ponte radio fisso. Per giorni i carabinieri e la protezione civile con i suoi volontari avevano setacciato la zona e questa mattina è avvenuta la macabra scoperta.

Il libro “Yara, orrori e depistaggi” in libreria, ma non a Bergamo

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E’ uscito i primi di febbraio il libro “Yara, orrori e depistaggi” di Salvo Bella, giornalista siciliano da sempre impegnato sul fronte della mafia, ed edito da Edicom. Nella città di Bergamo fra l’altro il libro era proposto con condizioni di favore, tuttavia nessun rivenditore ha accettato di esporre sui propri scaffali questo libro a eccezione de Il Libraccio di Curno, all’interno del  Centro commerciale Le Vele. Come mai nessuno lo ha voluto? L’autore ha rilasciato un’intervista al Giornale di Bergamo in cui spiega, secondo la sua opinione, quali sono stati i motivi :

“Proprio a Caltanissetta, con l’allora capo della mobile La Barbera, l’ex questore di Bergamo è coinvolto nel processo sui depistaggi per il delitto del giudice Borsellino – dice Bella, riferendosi alle false confessioni di un pentito che si era auto-accusato – depistaggi che per vent’anni nascosero la verità, che accollarono un omicidio a chi non l’aveva commesso  e che sollevano ora squarci inquietanti sui rapporti tra Stato e mafia. Non appena Yara sparì e per i tre mesi successivi – continua Bella – il questore continuò ad affermare in tv e sui giornali che avrebbe riportato a casa la ragazzina, viva, però sappiamo che invece era morta da tempo, probabilmente dalle ore immediatamente successive al rapimento. E’ innegabile che le indagini siano state indirizzate su una falsa pista, cercando una persona vivente, non un cadavere. Questo è solo un esempio e nel libro raccontiamo questi dati di fatto, con nomi e cognomi di uomini delle forze dell’ordine”. Circa l’atteggiamento delle librerie bergamasche, Salvo Bella racconta un aneddoto: “Quando negli anni Novanta pubblicai il libro “Il Padrono” su Michele Greco detto O’ Papa, non lo volle nessuna libreria di Palermo. Altri due libri in preparazione sul giallo di Yara Gambirasio che stavano vedendo la luce nel 2011 non furono in passato pubblicati. La parrocchia di Brembate di Sopra stava preparando un volume con l’aiuto del parroco don Corinno Scotti, che rinunciò all’iniziativa su espressa richiesta della famiglia. Nello stesso anno l’infermiere Alessandro Castellani di Castiglion Fiorentino in provincia di Arezzo non diede alle stampe un suo libro perché subito dopo l’annuncio fu addirittura sospettato, perché conosceva alcuni particolari non noti della vita di Yara”.

Il libro di Salvo Bella è l’unico uscito finora sull’uccisione di Yara. La notizia  del suo “blocco” è apparsa sul sito http://www.intopic.it, nel quale si legge che “la famiglia Gambirasio ha costretto la casa editrice a ritirarlo dal mercato”, ma la notizia è smentita dalla casa editrice Gruppo Edicom, che oggi ha diffuso una nota: “Il giornalista Salvo Bella ha compiuto un’analisi approfondita sul fallimento delle indagini e chiama in causa personaggi di apparati dello Stato che avrebbero commesso dei depistaggi. La particolarità del contenuto ha diffuso atteggiamenti reverenziali e posizioni di autocensura per non dispiacere dei potenti tirati in ballo con nomi e cognomi, cercando in tal modo di mettere tutto a tacere. Nella Bergamasca molte librerie hanno rifiutato il libro, ma la famiglia Gambirasio non c’entra e semmai avrebbe potuto adoperarsi per diffonderlo anziché per bloccarlo: né noi né l’autore del libro abbiamo avuto con loro, direttamente o indirettamente, alcun contatto”.

Suicida a 17 anni, si butta sotto il treno nel Padovano

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Un 17enne di Este, ha aperto le braccia sui binari e ha atteso che il treno, un Freccia Bianca, lo investisse. Non si conoscono i motivi del gesto del giovane, am sembra che avesse già tentato di togliersi la vita in passato. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Este e la Polfer di Rovigo. Gravi disagi su tutta la linea da Bologna a Mestre essendo l’incidente avvenuto fra Monselice e Rovigo. Solo dopo le 17 il traffico lentamente è tornato alla normalità.

Preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane

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E’ stato preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane. Emiliano Cerutti 36 anni è stato infatti fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il vicino di casa Roberto Colombo a Casalzuigno nel Varesotto. L’identificazione del killer è stata possibile grazie al ritrovamento del piccone di cui Cerutti si era servito per scavare la fossa e nascondere il cadavere. Colombo, invalido, era scomparso da casa insieme al suo cane lo scorso 24 settembre. Il cadavere dell’uomo, ucciso con due colpi di pistola alla testa e al torace, è stato ritrovato l’11 novembre sepolto in una zona boschiva vicina a casa, avvolto in alcuni sacchi di plastica e con i piedi legati con del nastro adesivo.  A poca distanza si trovava anche la carcassa del cane, ucciso a colpi di pistola. Determinanti anche alcuni vicini che hanno parlato dei dissapori che già in passato avevano creato tensioni fra Cerutti e Colombo. In particolare   Cerutti accusava l’invalido di avergli rubato un chilogrammo di marijuana che coltivava in un terreno vicino al luogo dove sono stati trovati i resti umani.

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Si suicida a 14 anni, un volo dal balcone di casa

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Un dramma che colpisce una famiglia il cui figlio a 14 anni senza una motivazione apparente ha deciso di lanciarsi durante la notte tra martedì e mercoledì dal balcone del quarto piano dell’abitazione in cui abitava con i genitori, a Veduggio con Colzano, in provincia di Monza e Brianza. A trovare il corpo senza vita del giovane è stata una donna che andava a lavoro. Nonostante i soccorsi siano stati chiamati immediatamente per il ragazzo non c’è stato niente da fare, è morto sul colpo.

 

Omicidio ad Alghero: cadavere con testa fracassata

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E’ mistero sul cadavere dell’uomo ritrovato con la testa fracassata ad Alghero nella borgata di Maristella, vicino al nuraghe Palmavera. Almeno stando ai primi accertamenti, si configura come un omicidio la morte di Agostino Salis, 46 anni, ritrovato riverso a terra con diverse ferite alla testa. Salis, noto  come «L’americano» aveva qualche precedente per reati contro i patrimonio e ultimamente era stato anche in carcere. A notare il cadavere un ragazzo che faceva jogging che ha immediatamente allertato le forze dell’ordine.

 

Giallo sulle sponde del Lago di Como: trovato in acqua il cadavere di una donna

-cadavere-lagodicomo-tuttacronacaMacabro ritrovamento oggi in località Malpensata di Lecco dove, dalle acque del lago di Como i vigili del fuoco hanno recuperato il cadavere di una donna. Sul luogo sono giunti anche investigatori della polizia con l’anatomopatologo per una prima ispezione esterna della salma. Al momento l’unico dettaglio noto è che si tratta di una donna di 63 anni ma non sono stati diffusi ulteriori dettagli.

Cadavere con un proiettile in testa a Teramo. Omicidio o suicidio?

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E’ stato ritrovato disteso sul sedile posteriore della sua auto, nascosto alla visuale esterna dai finestrini oscurati, il cadavere di Franco Morelli, chiamato da tutti Francuccio tanto che questo nomignolo lo aveva scelto anche per il suo profilo Facebook. Accanto a lui una pistola calibro 7.65 che potrebbe essere l’arma con cui l’uomo ha deciso di farla finita. Ma al vaglio degli inquirenti c’è anche l’ipotesi di un omicidio, ma gli inquirenti non si sbilanciano e per il momento resta il giallo. Il corpo è stato ritrovato grazie a un amico della vittima che non aveva notizie da tempo di Francuccio. La macchina era parcheggiata a ridosso di una siepe che costeggia una pineta, a sud della Torre di Cerrano, a Teramo, e chi vive di fronte, nell’unica abitazione occupata d’inverno, assicura che l’auto con il cadavere con la ferita alla testa era impossibile da vedere proprio per quei vetri oscurati. Quell’auto però era lì da tempo, sarà quindi l’autopsia, eseguita all’ospedale di Teramo.

Franco Morelli, disoccupato, viveva a Silvi Marina con il nonno acquisito. Sul luogo del ritrovamento, stamani, sono arrivati, oltre ai familiari, diversi amici. Gli stessi amici che ora lo ricordano su Facebook e sui social network condividendo le sue foto. Proprio su Facebook, ‘Francuccio’ – questo il nome scelto per il suo profilo – si era definito ‘ferito’. ”Crescendo da solo – aveva scritto – ho imparato che nella vita ti puoi aspettare di tutto e da tutti. Si fa fatica a crederci, su persone che aiuteresti con tutto il cuore. Sentirsi dire e fare cose che non ti saresti mai aspettato, minimamente. Non me lo merito”.

In mille ai funerali di Nadia, la 14enne suicida

funerali-14enne-tuttacronacaEra il 9 febbraio e la 14enne Nadia, stanca dei numerosi insulti che le arrivavano sul suto Ask.fm, ha deciso di compiere un gesto estremo gettandosi nel vuoto dal tetto dell’hotel Palace di Cittadella, nel Padovano. Oggi si sono tenuti i funerali della giovane e non sono mancati momenti di tensione anche durante la funzione. Mentre un’amica della ragazzina stava leggendo un messaggio, infatti, un parente di Nadia le ha urlato contro di stare zitta e di andarsene. La giovane è stata portata via sotto shock. La contestazione è giunta perchè i parenti della 14enne accusano gli amici di non aver segnalato quel che stava accadendo a Nadia. Tanti amici e compagni di scuola, compresi quelli delle medie, erano presenti oggi, i vecchi compagni con in mano una rosa bianca. La presidente della Camera Laura Boldrini ha inviato una corona di fiori non potendo partecipare alle esequie per impegni istituzionali a Roma.  Da parte sua il Vescovo di Vicenza, Beniamino Pizzol, ha inviato a don Gianni, parroco di Fontaniva, in occasione dei funerali, una lettera in cui si legge: “Vi invito a vivere la vita in pienezza, gustandone gioie e consolazioni, affrontando con coraggio e realismo le fatiche e le sofferenze, come anche le inevitabili sconfitte che tutti incontriamo nel faticoso cammino dell’esistenza”.

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Muore anziana, corpo nel congelatore di casa

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Shock a Reggio Calabria dove, su segnalazione anonima alle forze dell’ordine, i carabinieri hanno trovato durante una perquisizione in un’abitazione il cadavere di un’anziana signora. Il corpo è stato trovato nel congelatore della sua abitazione nella quale viveva con il figlio.

Ritrovato il cadavere di Christiane Seganfreddo, era in un ruscello vicino ad Aosta

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E’ stato ritrovato in un ruscello ad ad Arpuilles, frazione sulla collina di Aosta, il cadavere di Christiane Seganfreddo, insegnate di 43 anni di Aosta scomparsa di casa alla fine di dicembre.  Secondo il questore di Aosta, Maurizio Celia, “al 99% è il corpo di Christiane”. A scoprire il cadavere, in un terreno dell’Institut aagricole regional, è stato un addetto alla cura delle vigne verso le 11.30. Sul posto è giunto anche il pm, Pasquale Longarini.

Auto in un canale con due cadaveri in decomposizione

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Sono stati i carabinieri a ritrovare l’auto di Mauro Pane – 50enne scomparso domenica scorsa -, in un canale tra Tromello e Gambolò, nel Pavese, al cui interno vi erano due cadaveri, un uomo e una donna, in stato di decomposizione. L’uomo dovrebbe essere lo stesso Mauro Pane anche se le forze dell’ordine non si sbilanciano sin quando non saranno fatti i dovuti accertamenti e il corpo non verrà riconusciuto dai familiari. Per la donna al momento non ci sono ipotesi sulla sua identità. Il 50enne, pilota e collaudatore di auto, aveva pranzato domenica scorsa insieme ai genitori in un ristorante di Mezzana Bigli, in provincia di Pavia e poi aveva riaccompagnato in casa i suoi, spiegando che si sarebbe recato all’officina di famiglia per fare alcuni lavori. Poco prima delle 16 però il padre, Michele, aveva cercato sul cellulare il figlio, ma l’utenza risultava spenta o non raggiungibile. Appena due ore più tardi, il apdre preoccupato si era recato in officina e qui ha trovato le luci accese, ma nessuna traccia del figlio. A quel punto ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine per denunciare la scomparsa del figlio. Le ricerche di Mauro Pane sono proseguite per quattro giorni sino a oggi pomeriggio, quando la sua auto è stata ritrovata in un canale nelle campagne della Lomellina. Secondo il padre, Mauro era rimasto provato della scomparsa della moglie avvenuta un anno fa, ma ultimamente aveva ritrovato la serenità e la tranquillità.

 

Giallo in Ciociaria: cadavere di una donna rinvenuto in un pozzo

donna-pozzo-ciociaria-tuttacronacaGiallo in Ciociaria dove in una cisterna a Isola del Liri, in provincia di Frosinone, è stato rinvenuto il corpo di una donna di 60 anni che soffriva di depressione. Sul luogo, nella pertinenza dell’abitazione della donna, sono giunti i pompieri e lavorano i carabinieri. Si tratterebbe di un suicidio e, al momento, i carabinieri escludono altre ipotesi. Per recuperare il cadavere si è reso necessario l’intervento di un nucleo sommozzatori proveniente da Roma e una squadra del Distaccamento di Sora.

Si lancia nel vuoto a 14 anni! Shock nel Padovano

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Per togliersi la vita, una ragazzina di 14 anni ha scelto l’ex hotel Palace di Borgo Vicenza a Cittadella. l’hotel è chiuso da tempo ed è diventato rifugio per sbandati e senza tetto. Sembrerebbe che il nome dell’hotel sia comparso in alcuni biglietti che la teenager aveva lasciato in casa. Sono stati i genitori, stando alle prime indiscrezioni a ritrovare il corpo della ragazza. Già nel 2008 dalla terrazza dell’hotel, che era ancora aperto al pubblico, precipitò un altro minorenne.

 

Nell’auto in fiamme, c’è un cadavere!

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Un’auto ha preso fuoco in via Ripuaria, a Licola, sul versante giuglianese confinante con il Comune di Quarto, in provincia di Napoli e una telefonata anonima ha allertato i carabinieri di Giuliano che c’era una Renault Megane in fiamme. Ma quando gli agenti, insieme ai Vigili del Fuoco sono arrivati sul posto hanno costatato che all’interno della vettura vi era un cadavere, probabilmente un uomo con una protesi a una gamba. L’auto era a pochi metri da un locale, il “Blue Moon”.

“L’ho uccisa io”: confessa la coinquilina dell’iraniana uccisa

iraniana-uccisa-tuttacronacaGagandeep Kaur, la 30enne indiana accusata, assieme al fidanzato Rajeshwar Singh, dell’omicidio della stilista iraniana Mahfab Ahadsavoji, la giovane il cui corpo era stato portato, partendo da Milano, prima a Lecco e poi al Lido di Venezia all’interno di un trolley, ha detto agli inquirenti che ad uccidere la donna sarebbe stato il suo compagno, usando una corda poi fatta sparire. In seguito, la ritrattazione: “sono stata io, lui non è stato”. Un “pesantissimo quadro indiziario”, una confessione informale di lei a un agente di polizia e “la contraddittorietà e l’inverosimiglianza delle loro dichiarazioni” non hanno lasciato dubbi. E così oggi il gip Chiara Valori ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Rajeshewar Singh e Gagandeep Kaur, i due fidanzati di 29 e 30 anni.

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Anziani morti in casa, giallo a Milano

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Vivevano in modo riservato, con pochi contatti all’esterno e soprattutto nell’ultimo periodo avevano chiesto al portiere di non essere disturbati neppure per la corrispondenza. Queste sono state le ultime volontà della coppia di anziani,  Robert Duchmar e Clelia Fioroni rispettivamente di 71 e 68 anni trovati morti all’interno del loro appartamento in via Washington 71 a Milano. A dare l’allarme i vicini che lamentavano un cattivo odore provenire dall’appartamento della coppia senza figli. Un giallo quello di Duchmar e Fioroni perché all’interno dell’appartamento non è stato lasciato nessun biglietto d’addio, i corpi non presentano segni di violenza e i cadaveri sono stati rinvenuti in due stanze diverse: lui era steso in camera da pranzo e lei riversa davanti alla vasca da bagno. La casa era in buone condizioni, le luci erano accese e una stufetta era attiva. Si ipotizza anche che uno dei coniugi possa essere deceduto per cause naturali e l’altro abbia deciso di seguirlo. Nella borsa della moglie c’era un flacone di psicofarmaci, ma solo l’autopsia potrà ora chiarire le cause del decesso. Pare però che lo stato dei corpi fosse diverso e ciò potrebbe essere dovuto al microclima delle stanze in cui si trovavano, o allo scarto temporale della morte.

 

Uccisa e gettata nel Lido: risolto il mistero del cadavere della 29enne

mahtab_ahad_savoji-tuttacronacaLa mattina del 28 gennaio, in un canale del Lido di Venezia, era stato trovato il cadavere dell’iraniana 29enne Mahtab Ahad Savoji. Ora sono stati fermati i due presunti assassini della giovane: si tratterebbe di una coppia di indiani con i quali condivideva una delle tre stanze in un appartamento di Via Pericle a Milano. I due iraniani, lei 30enne e lui 29enne, dopo aver ucciso la giovane strangolandola e averla denudata, ne hanno messo il cadavere in un trolley trasportato in treno da Milano a Venezia, dove hanno gettato il cadavere in un canale prima di far rientro in taxi, spendendo 500 euro. I due sono stati sottoposti a fermo dal pm milanese Grazia Predella con l’accusa di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. Rajeshwar Singh, 29, fermato assieme alla fidanzata Gagandeep Kaur, 30, aveva fatto delle avance alla vittima, che lo aveva respinto. Quando il corpo, nudo, venne trovato nel canale al Lido, con solo una collana al collo, la polizia temette che sarebbe finita per diventare un ‘cold case’. L’autopsia stabilì che la donna era stata strangolata e poi gettata in acqua. Uccisa il giorno prima del ritrovamento, intorno alle 14. Le impronte digitali hanno portato poi a identificare la donna, una costumista conosciuta nel suo paese che era ritornata in Italia due mesi fa per fare un corso di specializzazione all’Accademia di Brera. Condivideva una stanza con la coppia indiana, che in Questura a Milano ha detto di aver lasciato Mahfab a letto che stava ancora dormendo. Data la piega che le indagini stava prendendo, i due indagati si sono presentati alla ‘mobile’ con un avvocato riferendo di aver trovato Mahfab morta perchè “aveva bevuto tanto whisky”, non sapendo che era stata già accertata la causa della morte per strangolamento. Messi alle strette dai poliziotti, i due sono crollati e hanno confessato. La ragazza avrebbe rifiutato delle avances da parte della coppia ma non solo, a giorni avrebbe anche lasciato la stanza che condividevano, stanca di quella convivenza a tre, per recarsi a casa di un’amica. Non poteva immaginare che quella casa l’avrebba lasciata solo una volta morta.

Commerciante trovato morto e legato al letto

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E’ avvolta nel mistero la morte di Paolo Tablò, commerciante noto nel Tigullio proprio per la sua attività nel settore calzaturiero. Oggi, il cadavere del 45enne è stato rinvenuto  legato al letto di casa, in via Vittorio Veneto, a Chiavari, con un sacchetto in testa. L’allarme è scattato intorno alle 12 di giovedì 30 gennaio, quando la compagna dell’uomo, Cecilia, è rientrata nel palazzo insieme alla madre, ma non è riuscita ad aprire la porta. A quel punto ha chiamato i vigili del fuoco che sono entrati nell’appartamento da una finestra e hanno scoperto il cadavere. Sul posto sono arrivati i carabinieri e la polizia scientifica.

Cadavere sulle scale: è giallo a Napoli

cadavere-scale-tuttacronacaE’ stato coperto con un telo il cadavere di un uomo trovato a Napoli, sulle scale di calata San francesco all’altezza di via Tasso, e vicino al quale si sono trovate tracce di sangue. Non ci sarebbero testimoni ma la polizia è sul posto. Al momento s’indaga su due piste: la caduta accidentale e l’aggressione. L’uomo ha un’età apparente di 50 anni ma non è stato ancora possibile risalire alla sua identità a causa della mancanza di documenti. Proprio l’assenza di portafoglio fa propendere le indagini verso la pista dell’aggressione che ha avuto un tragico epilogo con la caduta dell’uomo che ha battuto la testa sulle scale.

Strage di Caselle: fermata anche l’ex colf

strage-caselle-tuttacronacaIl tre gennaio erano stati uccisi, nella loro abitazione di Caselle Torinese, Claudio Allione, la moglie Maria Angela Greggio e la suocera dell’uomo Emilia Campo Dall’Orto. Per il triplice delitto, l’otto gennaio, è stato arrestato il 55enne Giorgio Palmieri, che aveva confessato. Ora però i carabinieri hanno fermato un’altra persona. Si tratta di Dorotea De Pippo, 52enne ex colf della famiglia Allione e convivente di Palmieri. Secondo i militari dell’arma, nei suoi confronti sono emersi “gravi e convergenti” elementi di responsabilità nel delitto.

Uccise la fidanzatina 16enne: scarcerato e condotto in clinica

fabiana-luzzi-tuttacronacaDavide M, il 18enne che lo scorso maggio accoltellò Fabiana Luzzi, la sua fidanzatina 16enne a Corigliano Calbro, in provincia di Cosenza, e poi ne bruciò il corpo, è stato scarcerato e condotto in una clinica dopo aver tentato due volte il suicidio. La decisione è stata presa dal Tribunale dei minorenni di Catanzaro. Il giovane aveva dichiarato agli investigatori che, dopo aver pugnalato la sua vittima al culmine di una lite, la diede alle fiamme mentre era ancora in vita.

Cadavere di donna trovato nel Veneziano

carabinieri-tuttacronacaE’ stato trovato a Caorle, nella zona del canale Palangon, in provincia di Venezia, il cadavere di una donna e, per il momento, si propende per escludere il coinvolgimento di altre persone nel decesso. Non viene però escluso che il corpo potrebbe essere quello di una donna scomparsa alcune settimane fa da Torre di Mosto. Prorpio per questo motivo, i parenti cui parenti sono stati convocati sul posto per procedere all’eventuale identificazione.

Cadavere in un cantiere nel napoletano: è di un imprenditore scomparso nel 2012

ferrara-cadavere-tuttacronacaSono stati rinvenuti oggi, nello scavo della zona industriale di Palma Campania carabinieri della compagnia di Nola, resti di ossa umane che sono risultati appartenere ad Antonio Ferrara, l’imprenditore scomparso il 9 dicembre del 2012. Il ritrovamento è avvenuto nella nuova zona industriale del Comune in provincia di Napoli, nei pressi dell’ex cava D’Ascoli, in località Novesche. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e gli specialisti della Scientifica.  Fin dall’inizio si era pensato potesse trattarsi del cadavere dell’imprenditore la cui auto, tra l’altro, fu trovata nelle campagne tra San Gennaro Vesuviana e Palma Campania a circa un chilometro dal luogo dove sono stati rivenuti i suoi resti. Al corpo di Ferrara i carabinieri diretti dal capitano Michele Capurso sono arrivato dopo una serie di indagini.

Mistero in provincia di Foggia: cadavere in un’auto data alle fiamme

cadavere-foggia-tuttacronacaSi trovava sulla provinciale 105, che collega Foggia ad Ascoli Satriano, l’auto data alle fiamme dentro la quale si trovava il cadavere di un’uomo, presumibilmente ucciso con colpi di arma da fuoco. Il ritrovamento è avvenuto ieri sera, giovedì 16, e sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri. La vittima non è stata ancora identificata.

Schiacciato dall’autobus mentre andava a scuola, morto 14enne

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Si sarebbe dovuto sedere su un banco di scuola il 14enne,residente a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, che questa mattina invece è stato investito da un autobus intorno alle 7.30 del mattino. L’impatto  è avvenuto sui viali di circonvallazione all’altezza di porta Santa Croce, nei pressi della fermata del bus che conduce al polo scolastico Makallè. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che l’autista del mezzo snodato non si sarebbe immediatamente accorto dell’incidente a causa dell’alto volume delle voci  e del caos che  gli studenti presenti sul pullman stavano facendo, come ogni mattina. Ma questo ed altri dati sono ora al vaglio degli inquirenti che dovranno anche ricostruire l’esatta dinamica nella quale ha perso la vita il ragazzo.

Scacco al re e ti mangio un polmone, la follia omicida di un italiano in Irlanda

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Saverio Bellante, italiano, 34 anni, originario di Palermo, è stato arrestato dalla polizia irlandese di Dublino con l’accusa di aver accoltellato a morte Tom O’Gorman, 39 anni. L’omicidio sarebbe maturato in seguito a una lite scoppiata nella notte fra sabato e domenica mentre i due stavano facendo una partita a scacchi. I particolari dell’omicidio non sono stati rivelati in quanto anche la polizia ha definito alcuni di essi come “troppo macabri” e ha descritto la scena del delitto, avvenuta in un abitazione alla periferia di Dublino, come “terribile”. Secondo quanto scrive ancorala stampa, Bellante avrebbe anche detto alla polizia di aver “mangiato il cuore” della sua vittima. Dalla autopsia risulta che l’organo fosse intatto ma che invece dal corpo di O’Gorman mancasse un polmone. L’italiano vive da due anni e mezzo in Irlanda dove lavora per una ditta farmaceutica e da qualche mese aveva preso una camera in affitto nella casa della vittima. O’Gorman era un giornalista e ricercatore per una organizzazione cattolica di Dublino, i cui membri si sono detti sconvolti per l’omicidio efferato nel quale ha perso la vita. Già oggi l’italiano comparirà in tribunale.

Treno deraglia e travolge un uomo: l’operaio muore sul colpo

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Un treno, durante la notte tra il 12 e 13 gennaio, è deragliato mentre effettuava una manovra nella stazione di Santa Maria Novella, a Firenze. Secondo una prima ricostruzione la manovra del treno doveva servire alla formazione del convoglio, ma una delle carrozze passeggeri è uscita dai binari, per motivi ancora da chiarire e ha travolto l’operaio, Fabrizio Fabbri, 34 anni, che è morto sul colpo. Fabbri aveva funzioni di pilotaggio e manovra e secondo i compagni di lavoro era molto esperto e prudente. L’incidente è accaduto dopo mezzanotte al binario numero due. Polizia e vigili del fuoco a lavoro per stabilire la corretta dinamica e attribuire le responsabilità.

Muore la madre della Ballarin, stroncata dal monossido di carbonio

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Una notizia che l’altra notte sembrava dovesse essere relegata alla cronaca locale. Una donna di 53 anni morta a causa di un’intossicazione provocata da monossido di carbonio sprigionato da una caldaia nella sua casa a Vergiate in provincia di Varese. La vittima però è Cristina Lonardoni, la madre di Elisabetta Ballarin, la ragazza condannata e detenuta nel carcere di Brescia dopo essere stata giudicata colpevole per i delitti della setta delle Bestie di Satana, avvenuti tra il 1998 e il 2004 nel Varesotto. Elisabetta Ballarin ha ricevuto la notizia della morte della madre dai parenti e dal suo legale Francesca Cramis. A chiamare i soccorsi, stamani, è stato un conoscente preoccupato perchè non riusciva a contattare la donna. I vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del 118, dopo avere sfondato la porta dell’appartamento hanno trovato il cadavere sul divano, nel soggiorno, davanti alla televisione ancora accesa. Secondo i primi accertamenti, il monossido si sarebbe sprigionato a causa del mal funzionamento della caldaia nella casa dove la donna viveva sola.

Giallo a Roma, recuperato cadavere di donna nel Tevere!

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Il cadavere di una donna anziana è stato ritrovato nel Tevere a Roma all’altezza del Lungotevere Michelangelo. La donna, non ancora identificata, potrebbe essere morta da circa una settimana e potrebbe trattarsi di una persona di cui era stata recentemente denunciata la scomparsa. Sulla vicenda indaga la polizia.

Giallo nel Pistoiese: trovato il cadavere di una donna

cadavere-pistoiese-tuttacronacaMacabro ritrovamento nel Pistoese dove alcuni cacciatori hanno trovato il cadavere di una donna nell’area del Padule di Fucecchio, in località Casin del Lillo ad Anchione. Il corpo non presenterebbe segni di violenza. Al momento la vittima non è stata ancora identificata: tra le ipotesi quella che possa trattarsi di una donna scomparsa nella zona poco più di un mese fa.

Aveva ucciso Fabiana Luzzi, ora ha tentato il suicidio in carcere

fabiana-luzzi-tuttacronacaEra il 25 maggio 2012 quando venira trovato, a Corigliano Calabro, in provincia di Cosenza, il corpo senza vita e carbonizzato della 16enne Fabiana Luzzi. La giovane era stata accoltellata dal fidanzatino Davide M., che prima di lasciarla tra le braccia della morte, agonizzante, l’ha data alle fiamme. Ora il giovane, 18 anni compiuti da poco, ha tentato d’impiccarsi nel carcere minorile di Torino. A salvarlo, come rende noto il sindacato Osapp, sono stati gli agenti della polizia penitenziaria. Trasportato in ospedale, il giovane non è in pericolo di vita.

Svolta sul delitto di Caselle: il compagno dell’ex domestica confessa

delitto-caselle-tuttacronacaE’ Giorgio Palmieri, pregiudicato torinese di 56 anni, convivente dell’ex domestica della famiglia, licenziata poco tempo fa perché accusata di aver rubato una collanina, il presunto assassino di Claudio Allione, della moglie, Maria Angela Greggio, e della suocera, Emilia Campo Dall’Orto. Stando a quanto si apprende, l’uomo avrebbe confessato nel corso di un lungo interrogatorio svoltosi nella notte. Gli inquirenti erano sulle tracce di Palmieri già da martedì quando, analizzando il traffico telefonico, avevano rilevato la sua presenza a Caselle, teatro dell’omicidio, nonostante vivesse a Torino. L’uomo è stato trovato nel capoluogo piemontese, a casa di un amico, e sulle mani recava ferite causate con ogni probabilità dall’arma del delitto, forse un punteruolo. Il nome dell’ex collaboratrice domestica, Dorotea De Pippo, era stato fatto dal figlio e nipote delle vittime, Maurizio Allione: “Mia madre l’aveva mandata via per il sospetto del furto di una collanina”, aveva detto agli inquirenti precisando che era stata la sua fidanzata, Milena, a svelarglielo. La De Pippo aveva riferito agli inquirenti di essere certa dell’innocenza di Maurizio Allione, smentendo voci di dissidi tra il 29enne e i genitori per questioni economiche. La Stampa riporta che avrebbe detto: “Ho letto sui giornali tante cose che non sono proprio vere. Ho sentito che ci sarebbero state questioni per dei soldi. Il ragazzo non ha mai avuto questi problemi, anche perché gli Allione sono una famiglia benestante e lui bastava che chiedesse”. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti. Ora Maurizio Allione, per voce del suo avvocato, Stefano Castrale, ha elogiato il lavoro degli investigatori: “I carabinieri e i magistrati hanno fatto un ottimo lavoro, non ho mai dubitato di loro. Sono sempre stato convinto che credessero nella mia innocenza”.

Delitto di Caselle: il figlio non è indagato. E spunta della refurtiva

delitto-caselle-tuttacronacaProseguono le indagini sul triplice omicidio di Caselle Torinese e il figlio della coppia uccisa, Maurizio Allione, i trova nella caserma con la fidanzata Mirella per essere interrogato nuovamente dal pm Fabio Scevola. Il suo avvocato, Stafano Castrale, ha spiegato che “Il signor Allione si trova in caserma come persona informata dei fatti. Al momento, non ho ricevuto nessun’altra comunicazione”. Nel frattempo i carabineri, su indicazione del giovane, hanno rinvenuto in un fosso poco distante dalla casa del delitto alcuni oggetti appartenenti alle vittime, Claudio Allione, 66 anni, la moglie Maria Angela Greggio, 65 anni, e la suocera, Emilia Campo Dall’Orto. Si tratta di tazzine da caffè, che sono state acquisite dai carabinieri per essere analizzate. Maurizio Allione ha raccontato di averle trovate per caso e di ritenere che appartenessero ai genitori. Nella villa del delitto, intanto, sono arrivati anche gli artificieri dei carabinieri che stanno scandagliando il giardino con un metal detector alla ricerca del coltello usato per il triplice omicidio.

Triplice omicidio di Caselle, interrogato il figlio: “Non sono stato io”

omicidio-caselle-tuttacronacaE’ stato interrogato per 10 ore dai carabinieri Maurizio Allione, figlio dei coniugi trovati uccisi nella loro abitazione di Caselle, nel Torinese, assieme alla madre della donna. Il 29enne ha un alibi di ferro: “Non sono stato io, venerdì ero fuori con alcuni amici e la mia fidanzata”, ha detto il 29enne. L’amico che ha scoperto i cadaveri aggiunge: “Ero al telefono con Maurizio quando ho trovato i loro corpi”. Al momento mancano certezze sul movente del triplice omicidio. “I miei non hanno mai subito minacce, ancora non posso crederci”, ha detto il giovane. “Mesi fa un vicino impresario aveva eseguito dei lavori in casa nostra e pretendeva più soldi del dovuto”, ricorda il figlio delle due vittime. “Sono andato con mia madre da un amico architetto che le ha consigliato di non pagare l’ultima fattura e di far fare una perizia. E’ una storia di qualche mese fa”, dice al quotidiano Repubblica. Tra i vicini di casa “ce n’è uno che ha litigato con mia madre, l’ha insultata. Lei lo ha portato in tribunale. ma lui ha pagato 200 euro e le ha chiesto scusa scrivendo una lettera. Mia madre sospettava anche che lui avesse tentato di bruciare una serra del giardino e ne avesse distrutta un’altra”. L’alibi del ragazzo è stato confermato dalla fidanzata Milena, con cui ha trascorso il Natale insieme alla famiglia: era con lui venerdì sera in un locale di Torino e poi sabato sono andati ad Aosta. E’ da lì che Maurizio ha chiamato Andrea Pagano, amico da una vita, per andare a casa sua, preoccupato perché i suoi genitori non rispondevano al telefono. A lui ha spiegato come poter entrare in casa senza chiavi. Nell’abitazione c’era infatti un “pulsante segreto” per aprire la porta in caso di necessità. “Quando ho trovato i corpi dei suoi genitori eravamo al telefono. L’ho sentito piangere”, dice il coetaneo. “Ho visto i corpi dei genitori di Maurizio riversi a terra. Erano vestiti. In giro non c’era molto sangue”. Nella villetta non c’era nessun segno di effrazione. I Ris sono al lavoro utilizzando anche il luminol per trovare qualsiasi traccia utile alle indagini. Allione, a La Stampa, ha riferito: “Non mi risulta che i miei genitori avessero dei nemici o persone intenzionate a far loro del male, né mi avevano mai detto di avere paura o di aver subito recentemente minacce da qualcuno”. E aggiunge: “Sapevo che nella zona erano avvenuti molti furti, ma la casa era protetta dai cani e dalle misure che avevano adottato i miei genitori”. Gli investigatori attendono ora che l’autopsia faccia luce sull’ora in cui sono morte le tre vittime prima di avanzare nuove ipotesi.

Lo strano caso di Caselle… ormai si parla di triplice omicidio!

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Dall’incidente, all’omicidio-suicidio, all’omicidio questa la strana evoluzione del caso di caselle nel Torinese, dove, intorno all’ora di pranzo del 5 gennaio, è stata uccisa una coppia di coniugi e la madre di uno dei due. L’arma del delitto, una lama che avrebbe ucciso i tre non è stata trovata, mentre il figlio della coppia di coniugi che aveva dato l’allarme, il 29enne Maurizio Allione, è stato denunciato dopo che nella sua abitazione è stata trovata della marijuana. Ora si indaga anche sugli operai che avevano fatto la ristrutturazione della casa. 

 Ieri notte gli investigatori hanno a lungo e ripetutamente ascoltato il figlio dei coniugi uccisi, Maurizio Allione, 26 nni, la sua fidanzata e l’amico cui il giovane aveva telefonato chiedendogli di andare a casa dei suoi genitori.

Sulla Stampa la ricostruzione dei fatti:

A dare l’allarme è stato proprio Maurizio, che ha telefonato a Rita Fornelli, una vicina di casa, una delle poche persone di Caselle che i genitori frequentavano. «Sono in Valle d’Aosta per una vacanza e da due giorni non riesco a mettermi in contatto con mamma e papà». Ma Rita aveva già notato qualcosa di insolito: il garage della villetta, contrariamente alle consuetudini, era stato lasciato aperto, e la luce era rimasta accesa. «Gli ho consigliato di rientrare», racconta la donna. Maurizio è rientrato, ma prima ha chiesto a un amico di dare un’occhiata: il ragazzo ha scavalcato il cancello, è passato per la rimessa, è entrato in casa e ha visto.

L’ipotesi di una rapina non viene trascurata anche se lascia perplessi la presenza, nella casetta degli Allione, di due cani, due pastori tedeschi in grado di scoraggiare qualsiasi malintenzionato. Quello che è certo è che l’aggressore voleva uccidere: ha cercato, braccato e attaccato Claudio, Maria Angela ed Emilia con furia e determinazione. Nell’alloggio non c’era sangue, come se qualcuno avesse deciso di pulire tutto. Al punto che, prima che l’esame dei corpi rivelasse i segni della lama, si era pensato a una fuga di monossido di carbonio.

Suicidio a Roma: un 21enne omosessuale si lancia da uno stabile

suicidio-tuttacronacaSi è gettato nel vuoto, lanciandosi dal settimo piano di uno stabile in via Casilina, nel quartiere di Tropignattara a Roma, un 21enne omosessuale. Al momento, dai carabinieri che indagano sul caso non viene esclusa nessuna ipotesi, neanche quella di un disagio legato alla sua omosessualità. Il giovane aveva iniziato una campagna per la legge contro l’omofobia su Facebook, dove si chiedeva anche perchè insultare un omosessuale non fosse ancora considerato un reato. Si tratta del quarto omosessuale che si toglie la vita nella Capitale, forse a causa della depressione, forse anche a causa delle pressioni della “società”. Ma i militari non sono certi, spiega il Corriere della Sera, che il giovane abbia deciso di compiere l’estremo gesto per via della sua omosessualità. Potrebbe anche trattarsi di una scelta fatta in seguito a una recente delusione d’amore che lo avrebbe portato verso la depressione, accentuata anche dai problemi con l’alcol. In casa, nel momento del suicidio, c’erano i genitori, il fratello gemello e la fidanzata di quest’ultimo. Tutti interrogati dai carabinieri.

Omicidio-suicidio? Nel Torinese morti tre anziani

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Sono tre gli anziani trovati morti a Caselle, nel Torinese. La prima ipotesi formulata dagli investigatori parlava di un incidente connesso a una fuga di monossido di carbonio, ma il medico legale intervenuto sul posto ha poi constatato ferite da taglio sui corpi delle due donne e dell’uomo che sono deceduti nella loro abitazione. Si è ipotizzato quindi che possa trattarsi di un caso di omicidio-suicidio.   A dare l’allarme è stato il figlio della coppia, che stamani, non avendo risposta al telefono, si è presentato a casa dei genitori Mariangela Greggio di 65 e Claudio Allione di 66 anni che vivevano con la madre 93enne di quest’ultimo.

Follia a New Orleans: uccide tre persone prima di togliersi la vita

omicidio-neworleans-tuttacronacaLa moglie, l’ex suocera e l’ex datore di lavoro: sono le vittime del 38enne Ben Freeman, che ha anche ferito altre tre persone prima di togliersi la vita. Gli omicidi sarebbero avvenuti a più riprese e in luoghi a decine di km di distanza l’uno dall’altro. Alla base del gesto dell’uomo, stando alle prime ricostruzioni degli inquirenti, ci sarebbe una battaglia legale per la custodia dei figli. Freeman, infermiere licenziato nel 2011, ha attaccato prima i genitori e la sorella della prima moglie, in una cittadina a circa 70 km a sud-ovest di New Orleans, in Louisiana, Usa, uccidendo la suocera e ferendo gli altri due, che ora si trovano in ospedale. L’uomo ha avuto quattro figli dalla prima moglie e contro di lui erano stati emessi dei provvedimenti restrittivi per molestie, poteva quindi vedere i figli solo sotto supervisione. Dopo il primo omicidio, l’uomo è andato verso l’abitazione del suo ex datore di lavoro, amministratore di un ospedale, e lo ha ucciso con un colpo a distanza ravvicinata, mentre ha colpito la moglie alle gambe.Nel corso della notte, la polizia ha poi rinvenuto nell’abitazione della coppia il cadavere dell’attuale moglie. Non è ancora chiaro come sia stata uccisa. Poco dopo Freeman è stato trovato morto sull’autostrada. Si era sparato un colpo alla testa.

Tragico Natale: un’etiope travolge e uccide un ragazzo napoletano

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E’ successo in via Colonne, il giorno di Natale, a Giuliano di Napoli. Un etiope a bordo della sua Peugeot 307, per schivare una Fiat Punto che stava effettuando un’inversione, ha perso il controllo della vettura e ha travolto Paolo Ianniello, un ragazzo di 25 anni che si trovava sul marciapiede, nei pressi di un supermercato. C’è da chiedersi a che velocità andassero sia la Punto che la Peugeot 307 per causare un incidente mortale nel cuore della città, dove la velocità  dovrebbe essere moderata proprio per evitare simili tragedie. Lo straniero è stato denunciato per omicidio colposo e il conducente della Fiat Punto per concorso in omicidio.

 

Shock in Messico: donna decapitata trovata dentro una valigia

messico-narcos-tuttacronacaMacabro ritrovamente della polizia messicana a Città del Messico: qui, sulla scala di accesso della stazione San Antonio è infatti stata rinvenuta una valigia con all’interno il corpo decapitato di una donna. Il bagaglio era stato notato nella notte di sabato da un poliziotto, come ha riferito la segreteria di Sicurezza Pubblica della Capitale. All’interno della valigia anche un messaggio scritto a mano su un cartoncino bianco: “Non rubare alla Familia Michoacana. Il prossimo sei tu, Jonas”. La Familia Michoacana è una organizzazione narco attiva nel centro del Paese. La donna -che apparentemente aveva dai 25 ai 35 anni- non è stata ancora identificata, tra l’altro perchè al cadavere sono state tagliate anche le mani.

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L’estetista uccisa nel Barese: una lettera con l’identikit del killer

bruna-bovino-tuttacronacaPotrebbe avere un volto l’assassino dell’estetista italo-brasiliana uccisa il 12 dicembre scorso all’interno dell’Arwen, in suo centro estetico a Mola di Bari. Alla redazione di un settimanale locale, infatti, è stata recapitata una lettera anonima contenente l’identikit dell’assassino, che è stato in seguito acquisito dai carabinieri. Da un nuovo sopralluogo nel centro estetico, i militari dell’arma hanno inoltre sequestrato altre due schede sim, oltre a quella già trovate nei sopralluoghi immediatamente successivi al delitto.  L’ipotesi degli investigatori è che l’assassino abbia rimosso le schede dai telefoni lasciandole nel locale prima di portarsi via i telefoni che, probabilmente, contenevano messaggi utili alla sua identificazione. Questo avvalorerebbe l’ipotesi che la vittima, la 29enne Bruna Bovino, conosceva l’omicida.

Bruna Bovino: l’autopsia conferma l’omicidio

brasiliana-morta_bari-tuttacronacaSi è svolta oggi l’autopsia sul corpo di Bruna Bovino, l’estetita trovata morta all’interno del suo centro estetico, Arwen di Mola di Bari, il 12 dicembre scorso. Al termine dell’esame, durato sei ore e compiuto dal professor Francesco Introna dell’istituto di medicina legale dell’università di Bari, è stata confermata la tesi dell’omicidio. Oltre alle lesioni lasciate dalle fiamme, sul corpo della vittima sono stati trovati numerosi segni di percosse e lesioni sul collo. Sulla natura e sul numero delle lesioni , tuttavia, gli inquirenti mantengono uno stretto riserbo. Il corpo della giovane mamma era stato trovato una volta spente le fiamme che erano divampate all’interno dell’istituto di belle e che non si esclude siano state appiccate anche per cancellare le tracce dell’autore del delitto e per rendere più complicato il lavoro degli inquirenti. Quello che resta ancora da stabilire è se la Bovino fosse viva quando l’assassino ha dato fuoco alla stanza dove si è consumato l’omicidio. All’esame hanno assistito l’avvocato della famiglia della donna, Massimiliano Carbonara, e il consulente di parte, Vito Borraccia.

La massaggiatrice brasiliana uccisa a Mola di Bari: indagini sugli ex

bruna-bovino-tuttacronacaSembra non ci siano più molti dubbi, Bruna Bovino, la 29enne brasiliana trovata morta all’interno del suo centro benessere a Mola di Bari con il corpo parzialmente carbonizzato, sarebbe stata uccisa. Gli inquirenti della procura di Bari sono al lavoro su questa ipotesi e al centro dei sospetti ci sono gli ex della ragazza. Fatto che spiegherebbe anche la scomparsa del cellulare della vittima. L’indagine punta sulla vita privata della donna che da meno di un mese si era trasferita nel paese dove aveva aperto il centro estetico “Arwen” di via Vitulli. Come scrive Repubblica: “Deve esserci stata prima una violenta colluttazione. Poi il killer ha colpito alla testa la giovane estetista, forse con uno sgabello o con un tavolino presente nel centro massaggi, e ha appiccato l’incendio avvolgendo il corpo della donna in una tendina. Sulle pareti e sul pavimento, hanno confermato i rilievi della sezione investigazioni scientifiche, c’erano macchie di sangue anche se diluite dall’acqua usata dai vigili del fuoco per spegnere il rogo.” Insomma, il suo assassino la conosceva. Ricostruisce ancora il quotidiano:

Bruna Bovino aveva sempre vissuto a Polignano a Mare ma aveva deciso di lasciarsi alle spalle il passato e di ricominciare. In un paese nuovo e in una casa nuova. Abitava in via D’Alba, a pochi isolati dalla piazza principale di Mola di Bari, da sola ma, raccontano i vicini, era spesso in compagnia di un uomo. E, proprio di recente, qualcuno l’aveva sentita discutere animatamente al telefono. I carabinieri sono stati in casa della donna e hanno acquisito alcuni effetti personali che potrebbero aiutare a dare un nome all’assassino.

Al vaglio della procura ci sono anche i tabulati telefonici per capire se aveva appuntamento con qualcuno al centro massaggi. Amici e parenti sono stati ascoltati. L’ex fidanzato, che “era molto geloso” dicono in paese, ha raccontato di essere stato con Bruna fino alle due e mezza del pomeriggio e di essere poi andato via. L’ex marito venerdì sera ha lasciato davanti alla saracinesca del locale un mazzo di fiori con un bigliettino: “Per una stella che non c’è più Bruna sei nel mio cuore”. I carabinieri hanno acquisito quel biglietto.

La donna, due figli di 10 e di 2 anni avuti da due diversi uomini, aveva interrotto da poco una relazione, ma forse frequentava un’altra persona. È tutto il circuito relazionale della 29enne ad essere sotto la lente di ingrandimento degli investigatori. Bruna inoltre il 25 febbraio prossimo avrebbe dovuto testimoniare in aula nel processo in cui si era costituita parte civile nei confronti del suo ex datore di lavoro, il titolare di un centro massaggi di Triggiano dove aveva lavorato fino all’aprile 2011, accusato di induzione e favoreggiamento della prostituzione. A proposito di vicende legali, la 29enne in passato aveva avuto problemi con un suo ex. “C’è un momento giusto per ogni cosa: per agire, per andarsene, per tornare” è uno degli ultimi post della giovane estetista su Facebook. E ancora. “Sarebbe tutto più facile se la gente si parlasse se mettesse da parte l’orgoglio e la piantasse di ingoiare parole. Dev’esserci ancora qualcuno in grado di spingerti contro uno schifoso muro e dirtelo. Ti amo. Ti odio. Guardami”.

Domani avrà luogo l’autopsia, che si terrà nell’istituto di Medicina legale del Policlinico di Bari. A effettuarla, il professor Francesco Introna. Lo scopo è chiarire le cause della morte e dare una parola definitiva sul fatto che si tratti di un omicidio e non di un incidente.

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Biellese sotto shock: caccia al killer di Vigliano

omicidio-vigliano-tuttacronacaIl 70enne Renato Doria, di Vigliano, nel Biellese, aveva trascorso il pomeriggio di ieri nella piccola azienda tessile di famiglia per poi trascorrere un po’ di tempo al circolo per giocare a carte con gli amici. Poco dopo le 17, rientrato a casa, però, la tragica scoperta: la moglie 63enne, Vanza Vazzoler, giaceva a letto, in posizione prona. Morta. L’omicidio è stato efferato: la donna è stata legata, imbavagliata e massacrata di botte. La polizia, come prima ipotesi, segue quella della rapina conclusa in tragedia. Nell’abitazione di via Dante Alighieri si trovavano una cassaforte e in un cassetto i soldi della pensione, ma nulla è stato toccato, così come non si riscontrano segni di effrazione sulla porta d’ingresso dell’appartamento. Come racconta La Stampa, la vittima era una donna schiva. “Riservata, poco incline a intrattenersi anche con gli altri residenti nel palazzo. Più popolare e conosciuta la sorella minore Cristina, 55 anni, consigliere comunale del Partito democratico a Vigliano e candidata a sindaco alle scorse elezioni. L’hanno avvisata dell’omicidio mentre stava partecipando a una riunione sulle ferrovie, con alcuni pendolari e con due consiglieri regionali. Ha ricevuto tre chiamate dal cognato, ma non ci ha dato peso. Poi le ha telefonato anche il marito, e a quel punto ha capito che era successo qualcosa di grave. Ha abbandonato la riunione e s’è precipitata a casa della sorella. Anche lei non sa spiegarsi l’accaduto, così come l’altro fratello Mirko già ascoltato ieri sera dai magistrati.”

Rogo nel centro benessere di Mola di Bari: s’infittisce il giallo

donna-bruciata-arwen-tuttacronacaSi chiamava Bruna Bovino, aveva 29 anni ed era nata in Brasile ma risiedeva in Puglia, la donna trovata morta ieri all’interno del suo centro estetico Arwen in via Vitulli a Mola di Bari. Il suo corpo è stato trovato semi carbonizzato su un lettino circondato da candele e ora verrà sottoposto ad autopsia. Nel frattempo, il medico legale ha riscontrato alcune lesioni sul cranio “che però potrebbero essere compatibili con una caduta”, spiegano i carabinieri. E gli investigatori aggiungono: “Una scena del delitto non chiara sulla quale sarà necessario fare ulteriori verifiche”.  Secondo quanto ricostruito finora, la donna, figlia di un italiano e di una brasiliana, era l’intestataria del contratto di affitto del centro di estetica. Al momento s’indaga per  ricostruire la vita della donna e le sue frequentazioni.

Rogo in un centro benessere: trovato il cadavere di una 24enne

carbonizzata-moladibari-tuttacronacaSono in corso, da parte dei Carabinieri, le indagini per accertare l’identità di una donna, sembra di nazionalità brasiliana, il cui cadavere in parte carbonizzato è stato rinvenuto in uno stabile di Mola di Bari, all’interno del centro massaggi Arwen di via Vitulli. La vittima aveva 24 anni e al momento sembra non ci siano segni di violenza sul corpo. I militari dovranno accertare anche le circostanze della morte. Il rogo è scoppiato prima delle 18.30, l’allarme è stato lanciato dai vicini che hanno sentito il forte odore di bruciato e sono arrivati sul posto insieme ai vigili urbani. Mistero sulle cause dell’incendio, anche se gli inquirenti pensano che le fiamme possano essere partite dalle candele ritrovate nel locale. Il cadavere è stato rinvenuto dopo che i vigili del fuoco hanno spento l’incendio e, secondo gli inquirenti e come riporta Faxonline, sembra che la giovane, titolare dell’attività, un centro specializzato in diversi tipi di massaggi, tra cui i “candle massage”, si fosse addormentata su un lettino nel pomeriggio: la candele rimaste accese potrebbero aver provocato l’incendio. Ma sull’accaduto indagano i carabinieri, che non escludono alcuna ipotesi.

Giallo nel Milanese: cadavere in un sacco

cadavere-milano-tuttacronacaUn sacco con dentro un cadavere. E’ questo il macabro ritrovamento avvenuto in via Trento a Cesano Boscone, in provincia di Milano. Il corpo è stato rinvenuto intorno alle 9 e il 118 ha solo potuto constatare che il corpo si trovava dentro un sacco da cui uscirebbero solo i piedi. Il cadavere, trovato per strada, era abbandonato all’esterno di un cantiere edile. Sul posto si trovano i carabinieri della Compagnia di Corsico, sempre nel Milanese, che stanno svolgendo i primi accertamenti in attesa del medico legale.

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