A Venezia donna aggredita e morsa al volto. Cannibali a Cannaregio?

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Le città italiane sono sicure? Ieri a Venezia una donna, in pieno giorno, alle 12,30, camminava da sola per le calli al centro della città lagunare quando è stata aggredita e morsa al volto da uno sconosciuto. I giornali lo definiscono “una sorta di zombie”. La 28enne aveva appena finito di lavorare e si era incamminata per calle Noal, a pochi passi da Ponte San Felice a Cannareggio quando qualcuno l’ha aggredita alle spalle e poi l’ha morsa in piena faccia prima di darsi alla fuga. A soccorrerla un collega che ha chiamato immediatamente il 118

Atto di terrorismo sventato? Esplosivo su un treno Parigi- Venezia

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E’ stata confermata dalla polizia francese la notizia che è stato fermato vicino al confine svizzero, un terrorista  egiziano di 33 anni che viaggiava sul treno da Parigi a Venezia. L’uomo che viveva in Italia, trasprotava all’interno del suo pagaglio dell’esplosivo contenuto in una bottiglia a sua volta inserita in un recipiente sotto pressione, poi messo in valigia. La presenza di quell’oggetto ha attirato l’attenzione dei doganieri francesi. Il 33 enne è stato posto in custodia cautelare per “trasporto e detenzione di prodotti esplosivi” e per disinnescare l’esposivo è intervenuta una squadra di artificieri arrivata in elicottero. Atto di terrorismo? Solo analisi più attente sul contenuto della bottiglia potranno accertare la pericolosità dell’ordigno.

Se il detenuto non ha lo spazio vitale, risarcito con 100 euro al giorno

carcere-sovraffollamento-tuttacronacaI magistrati degli uffici di sorveglianza di Venezia, che hanno parzialmente accolto i reclami giurisdizionali presentati da una quindicina di detenuti veneziani (all’esame c’è anche quello di un trevigiano), hanno stabilito che il carcere di Venezia Santa Maria Maggiore dovrà trovare celle più ampie, assicurando a ciascun detenuto almeno 7 metri quadri di spazio vitale. Qualora non lo facesse, dovrà risarcire i carcerati con 100 euro al giorno. Il pronunciamento dà applicazione a quanto previsto dal “decreto svuotacarceri”, il 146 del dicembre 2013. I dirigenti del tribunale di sorveglianza sottolineano: “Queste ordinanze sono tra le prime in Italia in materia”. Il reclamo può essere presentato quando inosservanze dell’amministrazione comportano “attuale e grave pregiudizio” ai diritti dei detenuti. Primo fra tutti il pregiudizio derivante dal sovraffollamento delle carceri, riconosciuto dalla Corte europea e dalla Corte Costituzionale. La Sorveglianza ha quindi accolto i reclami dei detenuti e ora il ministero può impugnare le ordinanze tramite l’Avvocatura dello Stato, entro il termine di 15 giorni. Se non lo farà la decisione “passerà in giudicato”.

Maltempo in Veneto… e acqua alta a Venezia!

venezia-acqua-alta-tuttacronacaTorna il maltempo e porta con sè l’acqua alta a Venezia, dove si è toccata una punta di un metro e 23 cm sul medio mare poco dopo le 22 di lunedì sera per poi iniziare a defluire ma non prima di aver allagato circa il 30% del centro storico con una marea “molto sostenuta”. Gli sms del Centro maree e le sirene del peggioramento del fenomeno, dovuto al rinforzo sciroccale che ha accompagnato la perturbazione, avevano allertato gli abitanti. Su Venezia poi ha prevalso nelle ultime ore il vento di bora, il che ha evitato alla citta’ lagunare guai peggiori, ma ha gonfiato invece la punta di marea fino a un un metro e 30 sulla cittadina di Chioggia (Venezia)..

“L’ho uccisa io”: confessa la coinquilina dell’iraniana uccisa

iraniana-uccisa-tuttacronacaGagandeep Kaur, la 30enne indiana accusata, assieme al fidanzato Rajeshwar Singh, dell’omicidio della stilista iraniana Mahfab Ahadsavoji, la giovane il cui corpo era stato portato, partendo da Milano, prima a Lecco e poi al Lido di Venezia all’interno di un trolley, ha detto agli inquirenti che ad uccidere la donna sarebbe stato il suo compagno, usando una corda poi fatta sparire. In seguito, la ritrattazione: “sono stata io, lui non è stato”. Un “pesantissimo quadro indiziario”, una confessione informale di lei a un agente di polizia e “la contraddittorietà e l’inverosimiglianza delle loro dichiarazioni” non hanno lasciato dubbi. E così oggi il gip Chiara Valori ha convalidato il fermo e disposto il carcere per Rajeshewar Singh e Gagandeep Kaur, i due fidanzati di 29 e 30 anni.

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Se i ghiacciai si sciolgono dovremmo dire addio a New York e a Venezia!

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Che succederebbe alla Terra se tutto il ghiaccio si sciogliesse? Questo è lo scenario catastrofico mappato da National Geographic e le notizie non sono buone. New York , San Francisco , New Orleans e tutta la Florida, Londra, Amsterdam, Venezia e gran parte della Pianura Padana scomparirebbero. Vita dura anche in Cina e India, con gravi ripercussioni in Giappone. Ma questa non è ancora la peggiore delle notizie, quella davvero pessima sarebbe, oltre alla massiccia perdita economica che si avrebbe in un primo momento, il flusso migratorio che un cambiamento delle linee costiere comporterebbero. La popolazione sarebbe costretta a restringersi in poche aree del pianeta e questo porterebbe a pestilenze, guerre, fame e morte. Meglio monitorare quindi i ghiacciai e il loro scioglimento… per evitare brutte sorprese! Queste le mappe della catastrofe:

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Uccisa e gettata nel Lido: risolto il mistero del cadavere della 29enne

mahtab_ahad_savoji-tuttacronacaLa mattina del 28 gennaio, in un canale del Lido di Venezia, era stato trovato il cadavere dell’iraniana 29enne Mahtab Ahad Savoji. Ora sono stati fermati i due presunti assassini della giovane: si tratterebbe di una coppia di indiani con i quali condivideva una delle tre stanze in un appartamento di Via Pericle a Milano. I due iraniani, lei 30enne e lui 29enne, dopo aver ucciso la giovane strangolandola e averla denudata, ne hanno messo il cadavere in un trolley trasportato in treno da Milano a Venezia, dove hanno gettato il cadavere in un canale prima di far rientro in taxi, spendendo 500 euro. I due sono stati sottoposti a fermo dal pm milanese Grazia Predella con l’accusa di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. Rajeshwar Singh, 29, fermato assieme alla fidanzata Gagandeep Kaur, 30, aveva fatto delle avance alla vittima, che lo aveva respinto. Quando il corpo, nudo, venne trovato nel canale al Lido, con solo una collana al collo, la polizia temette che sarebbe finita per diventare un ‘cold case’. L’autopsia stabilì che la donna era stata strangolata e poi gettata in acqua. Uccisa il giorno prima del ritrovamento, intorno alle 14. Le impronte digitali hanno portato poi a identificare la donna, una costumista conosciuta nel suo paese che era ritornata in Italia due mesi fa per fare un corso di specializzazione all’Accademia di Brera. Condivideva una stanza con la coppia indiana, che in Questura a Milano ha detto di aver lasciato Mahfab a letto che stava ancora dormendo. Data la piega che le indagini stava prendendo, i due indagati si sono presentati alla ‘mobile’ con un avvocato riferendo di aver trovato Mahfab morta perchè “aveva bevuto tanto whisky”, non sapendo che era stata già accertata la causa della morte per strangolamento. Messi alle strette dai poliziotti, i due sono crollati e hanno confessato. La ragazza avrebbe rifiutato delle avances da parte della coppia ma non solo, a giorni avrebbe anche lasciato la stanza che condividevano, stanca di quella convivenza a tre, per recarsi a casa di un’amica. Non poteva immaginare che quella casa l’avrebba lasciata solo una volta morta.

La famiglia vive in un’auto: il figlio si vergogna e non va a scuola

kia-tuttacronacaTutto quello che è rimasto a  S.B. (43 anni), al compagno A.D., guardia giurata rimasta senza lavoro, e al figlio sedicenne è un’uilitaria Kia. Unico bene di cui ancora dispongono dopo esser rimasti senza casa e senza reddito. E così l’auto è diventata la loro abitazione, nella quale si sono “trasferiti”, dopo aver trascorso l’estate e parte dell’autunno, pernottando tra le dune della spiaggia a Chioggia (VE). La donna, malata d’asma, spiega al Mattino: “Siamo stremati e pieni di acciacchi. Dovrei riposare sdraiata a letto ma i sedili non lo consentono. Con mio figlio ed il mio compagno, ora che è freddo, non possiamo far altro che rannicchiarci e cercare di dormire. Quasi tutte le sere scegliamo di appartarci in un luogo diverso. Migriamo da un quartiere all’altro perché temiamo che qualche balordo possa prenderci di mira”. La Caritas offre loro cibo e un minimo d’assistenza mentre il comune passa 388 euro e 31 centesimi al mese: cifra sicuramente inferiore rispetto al minimo necessario per il sostentamento. Per l’igiene quotidiana, la famiglia si serve dei bagni del Pronto soccorso. Si legge ancora sul sito del quotidiano:
Di tanto in tanto qualche amico consente loro l’uso della doccia. «Anche il sindaco Giuseppe Casson – prosegue la donna – ammette che la nostra è una condizione di vita inaccettabile. Si è informato; ce l’ha messa tutta. Alla fine, però, gli è stato riferito che non ci sono case. Eppure ci accontenteremmo di un tugurio. Qualsiasi genere di tetto sarebbe meglio della Kia. Nostro figlio ha smesso di frequentare la scuola perché prova vergogna. Siamo disperati – conclude – perché pare proprio che non ci sia speranza. Né casa e tantomeno lavoro per mio marito il quale, dopo aver a lungo prestato servizio come guardia giurata, si è sentito dire che la crisi ha falcidiato il numero delle aziende che si rivolgevano alle agenzie di vigilanza».

Il gadget che fa scoppiare la polemica a Venezia: PENNA-SIRINGA

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Una penna a forma di siringa con tanto di inchiostro rosso sangue, questo è il gadget oggetto delle polemiche che è stato distribuito nei giorni scorsi a Venezia da una sala giochi del luna park in riva Sette Martiri a Castello. Sono state due consigliere di municipalità, Enrica Berti e Chiara Marri (Federazione della Sinistra Veneta) a presentare un’interrogazione al loro presidente Erminio Viero sollevando il caso:

«Questo sgradevole premio-omaggio – dicono le due consigliere – viene donato a chiunque (in questo caso a un ragazzino di quinta elementare accompagnato da un genitore) totalizzi più di 100 punti in alcuni giochi presenti. Chiediamo al presidente di informarsi dall’assessora al Commercio per sapere: se sia a conoscenza della distribuzione di tali “premi” anche a bambini e adolescenti nella nostra città e quali azioni intenda intraprendere – anche sporgendo denuncia alle autorità competenti – per evitare che tali situazioni continuino a verificarsi».

Arriva il “Gioco del KO”: prendono a pugni i passanti

gioco-ko-tuttacronacaA Favaro Veneto, in provincia di Venezia, all’uscita del centro commerciale La Piazza, la scorsa domenica hanno avuto luogo due aggressioni insensate, nell’arco di mezz’ora, a danno di un tredicenne e di un ventenne, entrambi mestrini. I due si sono visti avvicinare, si sono sentiti chiedere “Hai problemi?” e poi hanno ricevuto un pugno in faccia. La colpa, sembra essere quella di essersi trovati a passare nel posto sbagliato al momento sbagliato. Al momento l’ipotesi è che siano stati coinvolti, loro malgrado, in quello che è un “gioco” che arriva dagli Usa, il “knockout game” o “gioco del ko”. Si avvicina un passante con un pretesto e lo si colpisce con un unico pugno al volto. Una moda pericolosa, che negli States ha visto già alcune persone anche morire.

Cadavere di donna trovato nel Veneziano

carabinieri-tuttacronacaE’ stato trovato a Caorle, nella zona del canale Palangon, in provincia di Venezia, il cadavere di una donna e, per il momento, si propende per escludere il coinvolgimento di altre persone nel decesso. Non viene però escluso che il corpo potrebbe essere quello di una donna scomparsa alcune settimane fa da Torre di Mosto. Prorpio per questo motivo, i parenti cui parenti sono stati convocati sul posto per procedere all’eventuale identificazione.

Dramma nel Veneziano: il dj che perde la vita in un incidente

incidente-stradale-tuttacronacaTragedia nella notte lungo la strada che da Caorle porta a San Donà, nel Veneziano, dove un’auto è uscita di strada finendo dentro un fossato. L’incidente, avvenuto attorno alle tre, è costato la vita al 28enne sandonatese Federico Buonavoglia, noto dj della zona. Con lui altri due amici che sono rimasti feriti. I tre, a bordo di una Toyota Yaris, stavano rientrando a casa dopo una serata tra amici quando, per cause ancora da accertare, l’auto è finita fuori strada e si è ribaltata. I giovani hanno tentato in tutti i modi di divincolarsi ed uscire dall’abitacolo, ma il 28enne non ce l’ha fatta ed è annegato. Inutili anche i tentativi degli amici di salvarlo.

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46enne muore nel Veneziano per un virus misterioso

luana-ormenese-tuttacronacaE’ il Gazzettino a parlare della morte della 46enne Luana Ormenese, di Vigonovo, in provincia di Venezia, dopo una quindicina di giorni trascorsi in ospedale a causa di continui attacchi di febbre altissima che ne hanno minato gravemente il fisico, già debilitato da problemi di carattere immunitario apparsi da circa tre mesi. La donna, un’operaia nel settore serigrafia dell’azienda di materie plastiche Lumson spa di via delle Industrie 3 a Santa Maria di Sala, è deceduta sabato mattina nel reparto di medicina dell’ospedale di Dolo per cause ancora tutte da chiarire. Spiega il quotidiano:
Inizialmente le era stata diagnosticata la malattia di Still (una variante dell’artrite reumatoide dell’adulto) e per tale motivo doveva prendere continuamente dei farmaci specifici. Per una ulteriore e più precisa diagnosi sulla sua infermità, però, avrebbe dovuto eseguire lo scorso 17 dicembre all’ospedale di Padova altri controlli medici. Per tale motivo e sempre su disposizione dei medici, ha sospeso prima a metà per una settimana e poi interamente per altri sette giorni la cura farmacologica.
Due giorni prima degli esami Luana ha iniziato a soffrire di febbre altissima e nonostante il ricovero all’ospedale di Dolo, dove i medici hanno tentato di tutto per vincere il male oscuro, è deceduta nel corso della mattinata di sabato senza mai perdere conoscenza.
Luana Ormenese era sposata e da 15 anni viveva a Santa Maria di Sala. Non aveva figli. Da quando tre mesi fa erano apparsi i primi sintomi della malattia era tornata a vivere con i suoi genitori a Tombelle di Vigonovo in via Piovego 7. La data dei funerali non è ancora stata fissata. Al momento si sa solo che le esequie religiose verranno eseguite nella parrocchia di Tombelle di Vigonovo.

Figlia accoltella la madre, a Venezia è shock

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Il corpo di una donna di 80 anni, Giuseppina Baiano, è stato ritrovato nell’abitazione di Venezia in cui la donna viveva con la figlia. I carabinieri. a seguito di una denuncia di un amico, sono intervenuti trovando il cadavere riverso nella sua camera da letto. Secondo il medico legale la donna sarebbe morta da circa due giorni e il corpo è stato poi coperto con due sacchi neri dell’immondizia. La casa era completamente sigillata e per entrare gli agenti hanno dovuto forzare la porta. Entrati nell’appartamento hanno trovato la figlia, la 52enne Cristina Corbetto, che alle domande dei carabinieri si è limitata a rispondere con un semplice “Mamma è andata via”, ma poi si è decisa a confessare l’assassinio. La figlia è ora in stato di arresto accusata dell’omicidio.

Michela Rocco di Torrepedula e la rivincita sul suo ex

michela-rocco-di-torrepadula-tuttacronacaSolo qualche giorno fa Michela Rocco di Torrepadula aveva pubblicato una foto che la ritraeva con le corna e ora torna con un nuovo capitolo dello scontro tra lei e il suo ex Enrico Mentana. E questa volta si prende una rivincita, parlando di un presunto scontro tra (così si crede) Mentana e la nuova fiamma: “Lite di un mio ex con l’attuale amante in pizzeria zona Prati. Urla solo lei e lo sfan***a lasciandolo solo al tavolo. Telefonata di lui: No…per carità! Non passo dalla Padula alla brace!” Michela conclude ironica: “Grazie per avermi citata ricordandomi dopo tanto tempo in questa occasione…TVB!”. Mentana non lo cita, ma il riferimento appare scontato…

Passa con il semaforo rosso: maxi multa per un ciclista e -6 punti sulla patente

ciclista-multato-tuttacronacaDisavventura per un ciclista che si è visto elevare una multa di 336 euro nonchè togliere 6 punti dalla patente per non essersi fermato a un semaforo rosso. L’infrazione era avvenuta a giugno a Prozzolo, nel Veneziano, dove un uomo di Camponogara, sempre in provincia di Venezia, stava percorrendo la strada che collega Campagna Lupia a lapese quando, all’approssimarsi del semaforo del centro del paese, ha notato la lanterna semaforica proiettare la luce verde e poi quella arancione. Il ciclista ha attraversato il crocevia, ma nel frattempo il semaforo era diventato rosso e, alle sue spalle, si trovava una gazzella dei carabinieri in attesa del verde. L’uomo è stato così rincorso dai militari che gli hanno comunicato che, per una simile infrazione,  è prevista la sanzione di 78 euro. “Io ho risposto – dice l’uomo – di non essermi accorto che il semaforo era diventato rosso. I carabinieri mi hanno chiesto di consegnargli la patente di guida comunicandomi che mi sarebbero stati decurtati sei punti con sospensione del permesso di guida in caso di reiterazione entro due anni dell’infrazione”.  L’uomo si è quindi visto notificare la sanzione, ma ha provveduto ad impugnarla di fronte al Prefetto. Ora è arrivata la risposta, amara sorpresa per il ciclista imprudente: non solo il Prefetto ha confermato la contravvenzione, anzi l’ha più che raddoppiata infliggendo al ciclista una multa di 324 euro oltre 12,20 di notifica per un totale di 336,20 euro, senza però dire nulla in merito ai punti. “Ho avuto la sensazione di essere un fuorilegge e questo mi ha lascia paralizzato e sgomento”, dice l’uomo. Ora resta aperta l’eventuale percorso dell’impugnazione davanti al Giudice di Pace.

L’autovelox che “diventa buono”: travestito da Babbo Natale!

autovelox-babbonatale-tuttacronacaQualche burlone ha pensato bene di fare un regalo inaspettato agli automobilisti che si trovavano a passare a Spinea, nel Veneziano, dove nel mese di dicembre sono stati posizionati sette autovelox nei punti cruciali della viabilità. E così uno dei tanti “Velo Ok” è stato travestito da Babbo Natale con una maschera che, almeno finché ha tenuto, ha oscurato il sensore dell’accertatore di velocità. Come spiega il Gazzettino, dalla mattina del 24 dicembre fino a sera inoltrata, infatti, barba, baffi e un maxi cappello dal Babbo Natale hanno ricoperto la colonnina temuta dagli automobilisti che superano i 50 chilometri orari, con l’ironica scritta “Oggi sono più buono”

Fumogeni e bombe carta vs cariche e lacrimogeni: scontri a Venezia

scontri-venezia-tuttacronacaGiornata calda oggi a Venezia, in Piazzale Roma, dove erano in programma due manifestazioni contrapposte, una delle realtà antagoniste, l’altra di Forza Nuova. La polizia ha reagito al lancio di fumogeni e bombe carta con alcune cariche ed il lancio di lacrimogeni. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. E’ il Gazzettino a raccontare quanto accaduto nel capoluogo veneto dove, durante la fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell’ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola. Due giovani dell’area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Secondo le prime informazioni, nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato da fonti No Global, ci sarebbero 2-3 feriti alla testa, altri militanti con il naso rotto e due persone raggiunte da lacrimogeni all’addome. In seguito, la tensione è scesa con polizia e carabinieri che hanno ripreso il totale controllo dell’area ma la preocupazione è rimasta alta, perchè verso le ore 15 in Piazzale Roma era confluito anche il corteo di Forza Nuova, composto da 150 persone. A Venezia gli spiriti erano infervorati da giorni, come spiega ancora il Gazzettino. Doveva svolgersi un corteo di Forza Nuova, appuntamento alle 14.30 in piazzale Roma. In seguito la questura, proprio per evitare scontri, ha stabilito che quel corteo si sarebbe svolto al Tronchetto. I centri sociali hanno fatto la loro contromossa: stesso giorno, stesso luogo, appuntamento mezz’ora prima, obiettivo: impedire all’estrema destra di sfilare. Il gruppo dei centri sociali era formato da circa 250 persone, alcune con caschi in testa e con grossi scudi di protezione, per cercare di forzare il blocco di polizia e carabinieri alla base del ponte. I dimostranti intendevano avanzare verso l’area della stazione ferroviaria, interdetta dalla questura. Nel mezzo, però, si sono trovate le forze dell’ordine che hanno impedito ai centri sociali di raggiungere la stazione: si è scatenato il caos. In tutto questo c’è stato un fuggi fuggi generale, con molte persone in attesa degli autobus sul piazzale che sono fuggite per mettersi al riparo. L’Actv ha quindi deciso per motivi di sicurezza di deviare gli autobus di linea verso l’isola del Tronchetto. Tommaso Cacciari, portavoce dei “Disobbendienti veneziani”, ha accusato: “Ci hanno sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d’uomo: alcuni di noi, per questo, hanno ustioni allo stomaco e alla pancia”. Tra i dimostranti – ha riferito Cacciari – vi sarebbero diversi feriti, nessuno in gravi condizioni. “Ci hanno prima bloccato davanti al ponte della ‘Costituzione’ – racconta – con un numero di agenti pari solo a quelli utilizzati quando c’è stata la Lega, poi siamo stati caricati duramente. Il corteo si è difeso e ci sono state altre cariche”. In seguito agli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti il nodo di Piazzale Roma, unico punto d’accesso a Venezia per auto e pullman, è stato chiuso precauzionalmente al traffico. Tutti i mezzi su gomma in arrivo verso la città lagunare sono stati fatti deviare verso l’isola in cui si trova il grande parcheggio del Tronchetto. Sul Ponte della Libertà che collega Mestre a Venezia si è formata di conseguenza una lunga coda, che ha reso difficile anche il passaggio dei rinforzi delle forze dell’ordine. Verso le 17 piazzale Roma è stato riaperto e la situazione è cominciata a tornare alla normalità.

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Ritrovata tela del ‘400: era stata rubata in un museo nel 1970

carabinieri-gazzella-tuttacronacaEra stato rubato nel settembre 1970 dal Museo della Collegiata di Santa Maria Assunta di Castell’Arcuato (Pc) un dipinto a olio, “Adorazione del Bambino”. Ora i Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio culturale di Venezia hanno recuperato l’opera attribuita inizialmente a Filippo Lippi (1406-1469) e successivamente alla produzione artistica del cosiddetto “pseudo Pier Francesco Fiorentino”, suo allievo. Il dipinto è stato individuato sul mercato antiquario internazionale, già nel catalogo di una casa d’aste toscana.

S’infittisce il giallo di Mestre: ipotesi omicidio

dennis-bolani-tuttacronacaDennis Bolani è stato trovato morto ieri mattina, poco prima dell’alba, a Mestre, in una pozza piena di sangue. Due sono le certezze: che è morto poco dopo essere arrivato in ospedale e che aveva una botta in testa. Il fatto che sia stato trovato alle 5 del mattino in via Ca’ Marcello fa pensare al peggio e tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella dell’omicidio. La zona è da sempre appannaggio di trans e giovani prostituti e nelle ultime settimane hanno fatto la loro apparizione anche facce nuove, portoghesi e albanesi. Quello che bisogna comprendere è che, se si tratta di una caduta, cosa l’abbia provocata. Si può pensare a un malore improvviso o una spinta, ma al momento l’ipotesi più accreditata è che il 35enne sia stato scaricato da un’auto in corsa. Questo significa che Bolani potrebbe essersi sentito male e la persona che si trovava con lui, presa dal panico, l’abbia lasciato sull’asfalto. Non si sa ancora perchè l’uomo, residente alla Giudecca in Campo Marte, si trovasse alle 5 del mattino in via Ca’ Marcello.

Giallo a Mestre: uomo trovato morto davanti alla stazione ferroviaria

Dennis-Bolani-tuttacronacaAveva 35 anni Dennis Bolani, veneziano residente alla Giudecca, (Campo di Marte) ed era dipendente della Veritas. L’uomo, separato, è stato rinvenuto senza vita verso le 4 di questa mattina a Mestre, in viale della Stazione davanti alla biglietteria Atvo, vicino al sottopasso della stazione. L’uomo, a una prima analisi, non presenterebbe segni di violenza e potrebbe trattarsi quindi di una morte naturale: il decesso potrebbe essere avvenuto a causa di un’aneurisma. Sarà l’autopsia a dire qualcosa di più sul decesso dell’uomo che non avrebbe sofferto di patologie particolari. La polizia sta indagando.

I “pittori” di piazza San Marco che vendono i quadri cinesi!

pittori-venezia-tuttacronacaSi era già parlato del fatto che a Venezia la polizia cerchi di capire se le opere vendute dai pittori di strada siano originali o si tratti piuttosto di lavori fatti in serie, ma venire a scoprire che “un souvenir origianle” della città lagunare potrebbe non essere altro che un quadro comprato all’ingrosso dai cinesi sicuramente fa perdere molta dell’aura degli artisti di piazza San Marco. Sono degli investigatori privati,  che hanno indagato per conto di due pittori di piazza che hanno depositato una denuncia, ipotizzano infatti che i quadri da vendere ai turisti spacciandoli come opera dei pittori della celebre piazza potrebbero invece arrivare da un deposito all’ingrosso cinese. La lotta all’illegalità è partita da qualche pittore che ha denunciato le irregolarità anche ma solo in due hanno continuato fino in fondo chiedendo l’aiuto degli investigatori per poi fare una denuncia. È proprio da quell’esposto ha preso avvio l’operazione di “intelligence” della polizia municipale veneziana: appostamenti fotografici, per vedere se tra i quadri dipinti dai “pittori di piazza” ce ne siano effettivamente di poco originali, o fatti in serie.

Arrampicata sul tettuccio: si salva una ragazza precipitata nel fiume

autonelDese-tuttacronacaDopo quanto accaduto oggi nel Veneziano, si può certo dire che il tettuccio ti salva la vita. E’ quanto dimostra la storia di una 26enne moldava che, a bordo della sua auto, è precipitata nel fiume Dese, che attraversa Martellago, dopo aver perso il controllo della sua Renault Mégane e aver sbandato sfondando il guardrail. La vettura stava venendo inghiottita dall’acqua gelida ma la giovane è riuscita a trarsi miracolosamente in salvo uscendo dal finestrino e arrampicandosi sul tettuccio.

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Addio originalità: anche i pittori di strada dipingono in serie

venezia-pittori-tuttacronacaA Venezia, spiega il Gazzettino, si parla di un’azione di intelligence della polizia municipale, con tanto di appostamenti fotografici. Nell’occhio del ciclone sono finiti i pittori di piazza che lavorano a San Marco. La questione è: disegni e/o dipinti sono originali o meno? Il dubbio è che i turisti, o chiunque voglia acquistare una veduta veneziana al tramonto, non acquistino altro che “croste” fatte in serie invece che un’opera unica in sè. Più di qualcuno di questi “artisti” potrebbe anche perdere la licenza visto che il presupposto fondamentale per il romantico ruolo di “pittore di piazza”, che gode di una concessione comunale per i plateatici con vista soprattutto su San Marco, sarebbe proprio quella dell’originalità, certo non della…replica. Che ci siano situazioni “taroccate” è noto da tempo, come insegna il settore del vetro artistico di qualità, spesso e volentieri in difficoltà, di fronte alla massiccia invasione di negozi di vetro ad un euro, che in realtà ben poco hanno a che vedere con la produzione artistica di Murano.

Il maltempo non lascia tregua: ora l’allarme riguarda il Veneto

allagamenti-tuttacronacaRischio idrogeologico nella maggior parte della regione per il Veneto a partire dalle 12 di giovedì e fino alle 16 di venerdì. Il rischio di attenzione riguarda in particolare l’Alto Piave in provincia di Belluno, l’Alto Brenta e Bacchiglione nelle province di Vicenza, Belluno e Treviso, il Basso Piave, il Sile e il bacino che scola in laguna, nelle province di Venezia, Treviso e Padova, la zona di Livenza, Lemene e Tagliamento nelle province di Venezia e Treviso. Come ricorda il Gazzettino, le amministrazioni locali dovranno porre in atto le procedure di allerta dovute a conclamate criticità o particolari sofferenze idrogeologiche e idrauliche presenti nel territorio di competenza. In particolare i Comuni caratterizzati dalla presenza di fenomeni di colate rapide dovranno attivare azioni di controllo del territorio in quanto tali fenomeni di dissesto sono particolarmente sensibili alle precipitazioni temporalesche intense.

270mila euro per pulire i vetri dell’ospedale… “basta sprechi!”, così Zaia

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270mila euro in quattro anni per pulire le vetrate dell’ospedale dell’Angelo di Mestre. Non basta infatti una normale ditta di pulizie per assicurare l’igiene delle vetrate dell’ospedale, ma si è ricorsi ai  rocciatori della società “Air process Méditerranée”. Professionisti della pulizia di grattacieli e aeroporti.

“E’ ora di abbandonare i progetti di edilizia ospedaliera che comportano sprechi inaccettabili, sostiene il presidente del Veneto, Luca Zaia. Mi riferisco per esempio alle grandi hall, agli spazi commerciali, alle vetrate dell’Angelo, che appunto dobbiamo pulire con i rocciatori. Non discuto la bellezza architettonica e non voglio andare contro gli archistar, ma solo puntualizzare che gli edifici pubblici devono essere semplici e fruibili.I progettisti devono essere vicini ai malati, costruire quello che serve loro, non puntare a centri mastodontici lontani dalle esigenze della gente”.

La Usl 12 si difende: “La pulizia viene ripetuta in base alle necessità, variabili a seconda degli eventi atmosferici, che possono influire sporcando o, al contrario, contribuendo a tenere pulita la vetrata. Nei primi anni è stata ripetuta anche tre volte l’anno, ma in seguito si è ritenuto che per le superfici esterne, mai a contatto con l’utenza, fosse sufficiente in media un intervento ogni 12 mesi. Nel quadro della revisione degli accordi sul project financing, in atto a Venezia, sta comunque per essere ridiscusso anche questo costo, nell’ottica di un complessivo sforzo di contenimento delle uscite”.

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Chi è la misteriosa FF, presunta amante di Mentana?

mentana-amante-tuttacronacaQualche giorno fa Michela Rocco di Torrepadula, moglie di Enrico Mentana e madre dei suoi due figli, aveva lanciato l’accusa in Twitter: “Schiena bloccata, Giulio a 48 ore dall’intervento, Vittoria con sbalzi glicemici e mio marito con FF a Venezia #bugieconlegambecorte”. Subito sono iniziate le ipotesi su chi potesse essere FF, la donna che, insinuatasi nella sua famiglia, le avesse rubato il marito. Sembra la donna sia una giornalista di La7 e subito Striscia la Notizia aveva fatto il nome di Flavia Fratello, collega di Mentana, che ha replicato: “Aiuto! Striscia ha appena insinuato che la FF con cui Mentana va a Venezia mentre la moglie lava i piatti sarei io! Che faccio querelo?”. E in effetti c’è un’altra donna che ha postato recentemente su Twitter foto che ritraggono i ponti della città lagunare: Francesca Fagnani. Per ora non sono giunte smentite, chissà…

Vaporetto distrugge gondola, tragedia sfiorata

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Ennesimo incidente a Venezia e tragedia sfiorata, intorno alle 16.00 di ieri, nel Canal Grande quando una gondola è stata urtata da un vaporetto appena dopo che i clienti erano scesi. L’imbarcazione ha subito ingenti danni. L’incidente è avvenuto proprio nel giorno di ripresa del lavoro da parte delle barche da trasporto e taxi acquei dopo una tre giorni di serrata contro i provvedimenti dell’amministrazione comunale per porre freno all’eccesso di mezzi nel trafficatissimo Canal Grande. Una serie di provvedimenti, in 26 punti, che il Comune ha stilato dopo l’incidente che sei mesi fa, con un vaporetto che ha centrato una gondola, era costato la vita ad un turista tedesco nei pressi del Ponte di Rialto proprio dove si è verificato l’incidente di ieri.

Venezia, placide acque

venezia-tuttacronacaUn piano del Comune di Venezia, che prevede limitazioni orarie del traffico, ha fatto scattare uno sciopero che coinvolge gondole, barche e taxi. E mentre vengono garantiti unicamente i servizi essenziali, quali il rifornimento del latte, di medicinali, del cibo per le mense delle scuole, che prevedono un impiego di poco più di una decina di barche, le vie d’acqua della città lagunare si sono svuotate. Donando una visione di Venezia che ha del surreale, con i suoi canali che nessuno solca.

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Il giallo degli stivaletti: a chi appartenevano? Il cadavere misterioso

stivaletti-venezia-tuttacronacaEra fine maggio quando, nel Canale della Giudecca, a Venezia, affiorò un cadavere senza testa. Ancora non è stato possibile risalire all’identità della vittima morta non per annegamento ma per asfissia meccanica, ossia strangolata. In cerca di risposte, Chi l’ha visto questa sera ha mostrato gli stivaletti indossati dalla donna. Di ottima fattura, rari, costosi, misura 34 e mezzo, forse realizzati su misura. La domanda è: sapete chi li indossava?

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La misteriosa macchia bianca di San Marco a Venezia

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Ieri nel tardo pomeriggio, un’enorme macchia bianca è stata vista dai gondolieri che con le loro imbarcazioni sostano nel Bacino  Orseolo a due passi da Piazza San Marco. Le cause di quella macchia che improvvisamente ha colorato l’acqua non si conoscono, probabilmente si attribuiscono allo scarico fognario di qualche edificio circostante. A poco a poco la macchia poi è stata dissolta dalla corrente.

Sassi sui treni della tratta Milano-Venezia, panico tra i passeggeri

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Attimi di panico questo pomeriggio sulla tratta Milano-Venezia dove due treni sono stati colpiti da sassi lanciati da ignoti. Gli incidenti si sono verificati sul Frecciabianca 9717 Milano – Venezia e sul Frecciabianca 9726 Venezia – Torino, nel tratto fra Lerino e Grisignano di Zocco nel Vicentino. Illesi viaggiatori e personale in servizio. Le pietre – rende noto un comunicato – hanno frantumato alcuni finestrini della vettura numero 4 del 9717 che, giunto a Padova con 20 minuti di ritardo, è stato poi cancellato per l’impossibilità di proseguire il viaggio. L’altro treno ha riportato danni alla terza vettura, ha accumulato 30 minuti di ritardo per le necessarie verifiche a Vicenza e una riduzione di velocità a 80 km/h fino a Verona da dove è ripartito alla volta di Milano – dopo una riparazione provvisoria – con 60 minuti di ritardo.

Fiamme sul Canal Grande: a fuoco una barca

Vigili_del_Fuoco-venezia-tuttacronacaFuoco sul Canal Grande, ieri sera, poco prima delle 20. A lanciare l’allarme alcuni giovani che si trovavano nei pressi della Pescheria all’altezza della Ca’ d’Oro, dall’altro lato della riva. Le fiamme, che si sono propagate da una barca, sono state avvistate sia dai ragazzi che dai battelli che in quel momento attraversavano il canale.

Ostaggi dei rom in treno: “Se protesti ti insultano e sputano”

treno-sporco-rom-tuttacronacaSono molti i pendolari che ogni giorno salgono in treno per recarsi al lavoro, così come tanti sono gli studenti che utilizzano questo mezzo per raggiungere la loro scuola. Anche a costo di sacrifici perchè, in un periodo di crisi, per permettersi biglietti e abbonamenti spesso bisogna rinunciare ad altro. Ma ci si aspetta anche che tutti paghino per usufruire del servizio, che i controllori svolgano il proprio dovere e che chi si muove su rotaie conosca le regole basi del rispetto. Ma siamo in Italia e sembra a volte chiedere la normalità sia troppo. E’ Facio Miotti, assessore allo sport e alle politiche giovanili di San Giorgio in Bosco, nel Padovano, a sfogarsi in Facebook con un lungo post. “Prendere il treno a Padova, non trovare posto e quindi sapere di dover stare in piedi per 40 minuti fino a Venezia. Alla stazione di Ponte di Brenta veder salire una famiglia di zingari che entrando sul treno in ciabatte e senza biglietto usa il bagno per lavarsi lasciando disordine ovunque, vedere che il loro cane sporcare e loro che non puliscono, vedere che usano le prese carica cellulare facendo spostare persone che come me pagano più di 600 euro di abbonamento all’anno…fa davvero innervosire. Così sono sceso dal treno e ho preso il successivo”. E incalza: “Sui treni regionali non vengono fatti sufficienti controlli e molte persone approfittano di ciò per viaggiare senza biglietto”. Secondo quanto riferisce l’assessore, questa famiglia di zingari (padre, madre, due ragazzi e un cane al seguito) sale ogni mattina in treno senza biglietto, cerca posto a sedere nelle carrozze centrali e dispensa foglietti ai passeggeri chiedendo l’elemosina. “Tempo fa una ragazza ha chiesto al controllore di far scendere questi zingari senza biglietto, ricevendo però in cambio dai nomadi insulti e sputi. Sono stanco di vedere controllori che chiedono i biglietti agli italiani e non agli stranieri. Se accadrà di nuovo chiederò nome e numero di matricola al controllore e lo segnalerò ai superiori. Il mio non è razzismo verso gli stranieri, è l’atteggiamento dei controllori che denota razzismo nei confronti di noi italiani. Le autorità competenti sanno benissimo dov’è il problema, e quindi possono risolverlo perché gli zingari di cui sto parlando sono sempre gli stessi che salgono a Ponte di Brenta. Dimostratemi che sbaglio e iniziate a verificare anche il loro di biglietto, non solo il nostro!”

Una donazione che diventa una rompicapo. Che ci farà Papa Francesco?

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Un rompicapo più che una donazione, quella eredità che Anna Maria Chiap, ricca possidente veneta morta a 92 anni ha lasciato in favore del Patriarcato di Venezia. Un patrimonio di gran valore che tuttavia non potrà essere rivenduto per poi usare il ricavato in attività benefiche, in quanto la donna ha lasciato vincoli precisi: lo si deve usare solo per “lo sviluppo del lavoro giovanile”. Che ci farà Papa Francesco con 16 fabbricati e 56 terreni per un valore complessivo di circa 40 milioni di euro?

Stop grandi navi a Venezia da novembre 2014

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Dal mese di novembre del 2014 le navi da crociera non potranno più transitare nella laguna di Venezia. Lo ha deciso Palazzo Chigi. Soddisfatto il sindaco del capoluogo veneto, Giorgio Orsoni: “Per la prima volta il governo è intervenuto concretamente sulla questione delle grandi navi. Basta mega crociere a due passi da San Marco, si imporranno infatti fin da subito limiti ben precisi sulle navi che potranno entrare”.

Cadavere alla Malcontenta, l’allarme dato da un pescatore

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Il cadavere di un uomo di colore è stato avvistato da un pescatore che si trovava a pesca nella zona del canale Bondante di Malcontenta di Mira, nel Veneziano. Il pescatore ha lanciato l’allarme e sul posto sono arrivati gli uomini del soccorso per il recupero del corpo. Dalle condizioni si ipotizza che la salma sia in acqua da almeno una settimana. Si stanno setacciando le denunce di scomparsa.

Salgono le polemiche per il parco divertimenti a Venezia a San Basilio

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Oltre le Grandi Navi ora i veneziani dovranno combattere contro il parco divertimenti. sembra infatti che Zamperla,  il colosso vicentino delle giostre e dei parchi divertimento, voglia installare, sull’isola di Sacca San Biagio, di fronte a San Basilio, un ibrido tra museo  interattivo e digitalizzato, con quelli che vengono definiti percorsi di “realtà aumentata” per gli studenti, ovvero l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi. Naturalmente sull’isola però non mancherebbero montagne russe, ruote panoramiche e scivoli… un progetto che sulla carta costerebbe almeno 80 milioni di euro. Si sono quindi accese le polemiche, soprattutto a protestare sono le associazioni ambientalistiche. Ma l’isola appartiene al demanio e può essere data in concessione e sembra proprio che il progetto è già stato presentato alle istituzioni locali e al magistrato delle acque che avrebbero già concesso l’isola per un periodo di 4 anni.

Secondo Zamperla, comunque, si tratta di un progetto che rivitalizzerà l’isolotto e valorizzerà la città galleggiante, con tanto di percorso culturale su flora, fauna e fondali della laguna. Come si legge su La Nuova Venezia: “Ci sarà un punto iniziale dedicato al recupero della storia di Venezia, utilizzando le ultime tecnologie, con una riproduzione della città, racconto di pezzi di storia attraverso un Doge che prenderà vita grazie alla “realtà aumentata”. Ci sarà un’area didattica dedicata agli studenti su ambiente, energie alternative e la possibilità di sperimentare la scienza. E ci sarà il momento ludico, con installazioni pensate per Venezia. tutto attorno al parco, un’area verde ad accesso libero”.

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L’arte si mette a nudo e la modella è sospesa su un lampione a Venezia!

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L’arte si mette a nudo e  Hikari Kesho, pseudonimo di un artista padovano, espone la sua opera d’arte a San Marco. La sua installazione prevede l’esibizione di una modella nuda nella piazza più famosa di Venezia. La ragazza volteggia su un lampione e l’artista riprende il “Falling angel” con una telecamera e poi il video del backstage finisce in rete. 

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«Venezia – spiega l’artista – l’ho scelta perché è uno sfondo privilegiato per le mie opere d’arte. Ho fatto cose simili anche in piazza delle Erbe o davanti alla Specola a Padova. Venezia però è una delle situazioni d’arte più belle al mondo. Da un paio di anni cercavo di organizzare qualcosa lì e finalmente ci sono riuscito». La tecnica con la quale la modella viene sospesa non è da sottovalutare infatti deriva dall’antica arte giapponese dello shibari, una forma di legatura molto sensuale il cui il corpo nudo è avvolto da una corda che disegna figure geometriche sulla pelle. «Fortunatamente non abbiamo avuto nessun problema: organizzandomi bene e muovendomi velocemente sono riuscito a fare questa incursione senza bisogno di autorizzazione, che di certo non mi avrebbero mai dato, ed evitando multe e sanzioni» ha concluso Hikari Kesho. L’artista non è la prima volta che sperimenta questa tecnica e questo tipo di installazione, girando in rete si possono trovare diversi video dell’artista. Noi abbiamo scelto questo:

 

Altro incendio a Venezia nello stesso stabile dell’altra notte!

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Spento un incendio, ne inizia un altro. Questa la triste storia dello stabile in cui i Vigili del Fuoco erano intervenuti l’altra notte. Un’alta colonna di fumo si è alzata dall’edificio che ospita al piano terra un negozio, al primo piano un salone di bellezza e ai piani secondo e terzo due appartamenti turistici. Il fatto è strano forse solo una coincidenza, ma certo che i pompieri appena arrivati sul posto hanno definito “importante” questo nuovo incendio che ha interessato il palazzo in zona Frezzeria. Questa volta l’incendio non si sarebbe sviluppato dentro al centro estetico già ampiamente distrutto dal precedente,  da quello che sembrava fosse stato un corto circuito, ma dal tetto.

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Nutrie tra i banchi di scuola e tra le tombe… a Venezia pesano 15 Kg

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Arrivano a pesare anche 15 Kg le nutrie di Venezia che sono state catturate tra le tombe del cimitero dell’isola di San Michele e in alcune scuole. Sono stati in particolare i genitori di una scuola elementare, la “Valeri”, a dare l’allarme. Così il Corpo provinciale munito di gabbie è riuscito a catturare due esemplari e a bonificare l’area. Poi l’altro avvistamento è avvenuto tra le tombe del cimitero di San Michele, dove riposano anche  Igor Stravinskij ed Ezra Pound, Emilio Vedova e Sergej Djagilev, Helenio Herrera e Luigi Nono. Qui le nutrie banchettavano con i fiori. Altri esemplari sono stati visti nel centro storico della città, nei pressi di un’altra scuola e nei prossimi giorni si provvederà a bonificare la zona. L’assessore alla polizia provinciale Giuseppe Canali ha lanciato un invito alla popolazione a segnalare eventuali altre presenze del roditore. 

”I cittadini tuttavia devono anche sapere – ha assicurato Canali – che la nutria non è un animale aggressivo, è erbivoro e non attacca l’uomo se non per difendersi. Purtroppo la nutria è un animale che si riproduce velocemente, una femmina appena nata riesce già entro l’anno a procreare una nidiata di piccoli, e dunque le nutrie stanno invadendo anche l’ambito lagunare per la loro capacità di adattamento che rende sempre arduo il contenimento della specie. La nostra attenzione è totale come dimostra la tempestività d’intervento dei nostri agenti che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente”.

Evacuato palazzo a Venezia: fiamme nel sestiere San Marco

incendio-venezia-tuttacronacaE’ stato necessario evacuare le famiglie che abitano in un palazzo del centro storico di Venezia questa notte, intorno alle due, a causa di un incendio che sarebbe partito da un negozio di parrucchiere per poi estendersi rapidamente ai quattro piani dell’edificio. Sul luogo, in Corte delle Colonne in Frezzeria nel centralissimo sestiere di San Marco, sono giunti i vigili del fuoco che hanno lavorato per ore prima di riuscire a domare le fiamme e mettere in sicurezza l’edificio. Ancora da stabilire le cause dell’incendio.

Lo sguardo al futuro: il progetto di Temor per il ponte della Libertà

ponte-libertà-temor-venezia-tuttacronacaPorta la firma di Mor Temor, architetto 39enne nato in Terra Santa, nell’Alta Gallilea (Israele) e laureato al Politecnico di Milano, il futuristico progetto per il ponte della Libertà, a Venezia, città a cui s’ispira per gli elementi architettonici decorativi. Il rendering del ponte, con cinque piazze sopraelevate e una pista ciclabile, potrebbe venir presentato alla città dallo stesso architetto, disposto a illustrarlo e a valutarne la fattibilità. Spiega Temor: “Ho ricevuto l’invito di progettare una pista ciclabile da un amico veneziano che lavorava nella comunità europea e aveva visto anni fa il mio progetto per lo Stretto di Messina. Sono venuto in città per due giorni, ho visitato il ponte della Libertà. E ho fatto il giro per Venezia cercando di mettere i pezzi del progetto, cercando gli elementi della tradizionale e della vita quotidiana”. Ma ci potrebbe essere un ostacolo alla realizzazione: i piloni di sostegno del tram. “Quando sono stato a Venezia ho notato che stanno lavorando per il tram, per questo ho preso nel progetto tale esigenza. Secondo me devono subito fermare la posa dei piloni che sostengono i cavi elettrici che sono di troppo, ho pensato ad una soluzione più intelligente che potrei presentare assieme al progetto”. Il ponte della Libertà, con i suoi elementi strutturali plasmati attraverso l’uso dell’acciaio, sarebbe anche una ode a Venezia: “Attraversando il percorso ci sembrerà di intravedere la gondola, il remo della gondola, le briccole ed infine il campanile di San Marco, tutti segni rubati alla singolare quotidianità veneziana e sapientemente trasformati in strutture. Unica nel suo genere in quanto sarà la passerella pedonale sospesa più lunga del mondo”.

L’inquilina del Comune che affitta la casa dell’Ater ai turisti

casa-ater-affittata-tuttacronacaVenezia, con la sua magia, attira innumerevoli turisti. Forse proprio questo ha fatto scattere l’idea a un’inquilina di una casa Ater che ha affittato il suo appartamento ai turisti finchè non sono intervenuti i condomini. Il “caso sociale” è una donna che ha approfittato di Internet per pubblicizzare l’abitazione su un sito specializzato in last minute. E per aumentare l’attrattiva dell’offerta, ha anche allegato all’annuncio le foto della magnifica visuale sul Canale della Giudecca che si può ammirare dal balcone. Non solo, ha anche descritto le due camere matrimoniali nel cui prezzo era compresa la prima colazione. Il tutto per 200 euro al week-end. Una buona entrata, almeno finchè i condomini non hanno deciso di mettere un freno al continuo via vai di gente sulle scale redigendo una lettera per chiedere che venisse verificata la situazione. La missiva è quindi giunta nelle mani di Insula, il braccio operativo del Comune di Venezia per la manutenzione urbana, le infrastrutture e l’edilizia. Scopo: rendere nota la sublocazione ad uso turistico, fatto che comportava anche il disturbo della quiete condominiale. Al momento il sito è stato cancellato e l’attività ha subito una battuta d’arresto, resta il fatto che l’inquilina del Comune ha accumulato un pesante debito nelle rate condominiali, creando così, otrletutto, svariate difficoltà per quel che riguarda la contabilità ordinaria. Sporcati, presidente di Insula, spiega: “Quando abbiamo ricevuto la lettera di protesta abbiamo immediatamente avviato la segnalazione all’amministrazione comunale che effettua le verifiche. Ma quando il controllo è stato effettuato la famiglia risultava regolarmente residente in quella abitazione”. Da Insula è stato anche precisato che, nel caso in cui venisse accertato un utilizzo non in regola con la richiesta di assistenza, potrebbe anche scattare la decadenza.

Affiora un cadavere nella laguna Veneta, nelle acque vicino a Sant’Erasmo

s_erasmo_cadavere-tuttacronacaMacabro ritrovamento questa mattina nelle acque vicino all’isola di Sant’Erasmo, nella laguna Veneta settentrionale, dove alcuni natanti hanno avvistato un cadavere. Erano circa le 9.30 quando è scattato l’allarme che ha dato il via alle operazioni dei vigili del fuoco e delle squadre del Suem per il recupero della salma. A quanto sembra, il corpo sarebbe in avanzato stato di decomposizione mentre sono ancora ignote le generalità e la causa della morte.

Spose senza abiti: “grazie ai nostri politici e alla giustizia italiana”

chiuso-furto-tuttacronacaA Olmo di Martellago, in provincia di Venezia, i ladri sono al lavoro. Alcuni giorni fa hanno fatto visita a un garage sotterraneo dove hanno aperto diverse auto e portato via bici, abbigliamento da montagna e un portatile. Il colpo più recente si è invece registrato nella notte tra giovedì e venerdì, ai danni della sartoria Barleduc dove, secondo una prima stima fatta dalla titolare Marilena Poglie, il bottino si aggirerebbe oltre i 10 mila euro e consiste di abiti da sposa, di cui tre già pronti, costumi storici da uomo e pronti per essere noleggiati, scarpe e un computer. Altri vestiti in esposizione sono invece “in salvo”: il ladro non è riuscito a sfilarli dai manichini. La telecamera della farmacia vicina ha immortalato un giovane alto, a volto scoperto, con un borsone – ma con almeno un complice nei pressi – aggirarsi sotto i portici tra le 3.20 e le 3.30 e poi forzare la porta della sartoria, al cui interno è rimasto mezzora. In questo lasso di tempo ha messo a soqquadro l’intero negozio, magazzino incluso. La titolare, che ora ha appeso in vetrina un cartello che recita: “Grazie ai nostri politici e alla giustizia italiana, chiuso per furto”, lamenta: “Sono troppo abbattuta. Sono episodi che ti fanno cadere le braccia. Non possiamo più andare avanti così. Lavori 14 ore al giorno con le tue mani, per guadagnare ciò che ti serve per vivere, e poi arriva questa gente e ti prende tutto. Ma che lavoriamo a fare? Il mio è un urlo di disperazione, come quello di tanti altri imprenditori, ma i nostri politici non sentono, né si mai fanno vedere”.

I nuovi ospiti della laguna veneziana: arrivano i pesci volanti

pesci-volanti-venezia-tuttacronacaE’ l’assessore all’Ambiente di Venezia, Gianfranco Bettin, a parlare dei nuovi inquilini delle acque della laguna di Venezia, parlando di “uno spettacolo meraviglioso e inquietante insieme”. Spiega l’assessore: “Meraviglioso perché, appunto, si tratta di creature meravigliose. Inquietante perché segnala, una volta di più, che alla laguna sta accadendo qualcosa di radicale, che ne sta cambiando la natura, trasformandola tendenzialmente in una sorta di baia di mare. I pesci volanti, di cui abbiamo visto le foto e verificato le osservazioni in laguna, anche da parte del Museo di Storia Naturale, e sui quali pubblicheremo nei prossimi giorni un articolo su EcoReport, il bollettino dell’Osservatorio della Laguna, sono proprio pesci d’alto mare.” Del resto le segnalazioni al Museo di Storia Naturale e all’Osservatorio della Laguna del Comune di Venezia di questi pesci si sono moltiplicate e non riguardano solo zone di laguna più prossime al mare: gli animali si sono infatti spinti anche nelle aree più interne, addirittura nei canali industriali di Marghera, e in Canal Salso a Mestre. Sembra che, nonostante non sia il loro ambiente naturale, il bacino interno si sia tuttavia rivelato adatto ad ospitarli. Al momento, esperti di biologia marina della comunità scientifica veneziana sono al lavoro e raccolgono dati per interpretare il fenomeno, nelle sue dimensioni e nelle sue possibili cause. Era già noto e documentato da svariati studi scientifici che nella laguna centrale, quella solcata dal “canale dei petroli” tra Malamocco e Marghera, fosse in atto una progressiva marinizzazione, anche a causa delle dinamiche erosive in corso, che portano all’aumento delle profondità dei fondali in quella parte di laguna, determinando modifiche alla componente biotica, sempre meno di tipo lagunare e sempre più simile a quella marina. L’arrivo dei pesci volanti, così come la presenza della foca monaca la scorsa estate, potrebbe quindi essere un nuovo segnale dell’evoluzione della laguna in uno scenario di baia marina.”Occorre studiare con grande attenzione il contesto ampio dell’alto Adriatico e lo scenario globale dei mutamenti climatici, nei quali inserire le dinamiche più tipicamente locali che, in laguna, tendono ad accentuare il fenomeno – conclude Bettin -. La laguna è da sempre un organismo che solo l’azione umana ha mantenuto in equilibrio, impedendone l’interramento o la trasformazione in braccio di mare. Evidentemente, oggi, è quest’ultimo rischio a dover richiedere le maggiori attenzioni”.

Il sindaco di Venezia che offende i mestrini: “campagnoli”

giorgio-orsoni-tuttacronaca-campagnoliIn Italia, le diatribe non sono solo fra Nord e Sud, fra città confinanti o tra tifosi di due squadre di una stessa località. Spesso le ruggini si trovano anche tra “centro” e “periferia/provincia”. E’ il caso di Venezia, dove i cittadini lagunari spesso si sentono superiori agli abitanti di Mestre. E proprio per questo pesa “l’insulto” che il sindaco della città ha rivolto ai mestrini, definendoli “campagnoli” (offesa principe dei veneziani in questi scontri). L’esclamazione di Orsoni, primo cittadino del capoluogo veneto, è arrivata alla fine di un concerto della Fenice al Duomo, tenutosi il 1 ottobre. Il sindaco si aspettava di prender posto in prima fila e al primo posto a sinistra, come da cerimoniale. Invece si è trovato sì in prima fila, ma sulla seconda sedia, visto che il posto che tanto desiderava era occupato dal padrone di casa, monsignor Fausto Bonini che, tra l’altro, ha ringraziato il vice del sindaco, cioè Sandro Simionato, per le manifestazioni di “Mestre in centro”. Del resto, era stato solo il vice ad organizzare la manifestazione. Ma questi sono dettagli rispetto alla “doppia offesa” arrecata a Orsoni che, forte del suo principio che bisogna essere sinceri, ha dato dei “campagnoli” a chi l’aveva ospitato. La ruggine tra il primo cittadino e i mestrini, spesso rappresentati dalla più alta carica religiosa di Mestre, non data da oggi.

Anziana derubata chiede aiuto al Papa: lui le spedisce 200 euro

papa_francesco_tuttacronacaSi trovava in un autobus diretto all’ospedale dove il coniuge si sottopone alle terapie, un’anziana che, a Marghera, Venezia, è stata derubata del portafoglio contenente 54 euro. La donna, in seguito, ha deciso di rivolgersi a Papa Francesco scrivendogli una lettera per chiedergli aiuto viste le sue difficoltà economiche. Ieri mattina, è suonato il campanello della canonica dei Santi Gervasio e Protasio, in via San Donà a Carpenedo: era il postino, con una raccomandata dal Vaticano indirizzata al parroco don Gianni Antoniazzi. All’interno della busta, un assegno non trasferibile del valore di 200 euro e la fotocopia della lettera del 10 settembre. “La prego di consegnare, nel modo che riterrà più opportuno, il relativo importo alla signora significandole che si tratta di un dono di Sua Santità, il Quale l’accompagna con la Benedizione Apostolica propiziatrice dei desiderati aiuti e conforti divini per essa e per il marito” si legge sulla missiva che riporta le volontà del Pontefice.

Scontri a Milano tra studenti e polizia: fumogeni e uova

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Sono 400 studenti appartenenti al centro sociale Cantiere si sono staccati dal corteo studentesco di Milano e hanno cercato di raggiungere la sede dell’Agenzia delle Entrate in via Manin. La polizia li ha bloccati e si sono generate tensioni con lancio di fumogeni e uova. Imbrattati anche alcuni edifici in zona.

Poco prima passando in prossimità della sede della Provincia di Milano, blindata per l’occasione, il corteo studentesco ha tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine in via Donizzetti. Per due volte la testa della manifestazione ha provato a superare gli agenti, venendo sempre respinti dagli scudi. Sono partiti anche alcuni colpi di manganello. Durante i due tentativi dal corteo è iniziato anche un fitto lancio di oggetti in direzione degli agenti, tra cui un espositore di riviste in ferro.

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Dopo qualche minuto di tensione in via Donizzetti, il corteo studentesco ha desistito dall’idea di sfondare il cordone di polizia per ‘assediare’ la Provincia di Milano e si è rimesso in cammino. Al momento gli studenti stanno marciando lungo i bastioni di Porta Venezia, con l’intenzione di arrivare quanto più possibile vicino alla sede della Regione Lombardia.

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