Viaggio in fabbrica… con le gifs animate!

IceCreamSandwichesMade-tuttacronacaSai cos’hai mangiato… ma hai idea di com’è stato fatto? Alcune gifs animate ci raccontano la storia dei donuts, delle patatine, anche dei wurstel e di altri prodotti di uso quotidiano che di solito troviamo nelle nostre case senza sapere da dove arrivano. Pronti per conoscere qualche dettaglio del loro passato?

Questo slideshow richiede JavaScript.

Annunci

L’Expo 2015 “fiorisce” nel logo

expo-logo-tuttacronacaE’ un fiore stilizzato, composto di cerchietti con i colori della bandiera italiana, il logo presentato ieri da Diana Bracco, commissario generale di sezione per il Padiglione Italia Expo 2015, e Marco Balich, consulente artistico. Il simbolo vuole incarnare il concept del Padiglione “Vivaio Italia” ed è stato realizzato da Carmi & Ubertis. Diana Bracco ha sottolineato: “La freschezza della nostra nuova immagine rende nel modo migliore l’entusiasmo con cui affrontiamo l’impegnativa sfida di Expo 2015 e l’orgoglio con il quale ci stiamo preparando a rafforzare nel mondo il ruolo dell’Italia. C’è in questo logo l’idea che il futuro si debba costruire con il contributo di tutti, che ognuno debba offrire il meglio di sé nell’interesse comune. Ecco perché oggi sono particolarmente soddisfatta di proporre questa nuova immagine della volontà di rilancio del nostro Paese”. Marco Balich, ha spiegato: “L’idea creativa del logo nasce dal concept ispiratore del Padiglione Italia, il vivaio, metafora di uno spazio protetto che aiuta i progetti e i talenti a “germogliare””.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Da mangiare… con gli occhi! La food art di Hong Yi

arte-piatto-tuttacronacaL’artista malesiana Hong Yi, nome d’arte Red, utilizza gli alimenti per creare le sue opere a misura di piatto e sbizzarrirsi con la fantasia. In questo modo del nero di seppia serve a riprodurre un graffito di Bansky e dei pomodirini si trasformano in palloncini. “Un giorno guardando gli avanzi in un piatto ho avuto l’impressione di scorgerci un volto, da lì è nata l’idea. Ho pensato che ogni pietanza avesse un colore e una forma che poteva diventare altro. Così ho deciso che per un mese avrei ‘costruito’ un piatto al giorno”, ha spiegato l’artista.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Disney italia disegna le mascotte di Expo 2015: manca solo il nome!

expo-mascotte-tuttacronacaE’ possibile partecipare anche online, sul sito di Expo, al concorso grazie al quale verrà assegnato il nome ai personaggi mascotte dell’evento milanese del 2015. Il simbolo della manifestazione è composto da undici alimenti, ognuno con la sua storia e le sue caratteristiche, che si uniscono ormando un volto sorridente che richiama le opere di Giuseppe Arcimboldo. Le mascotte sono state disegnate da Disney Italia e presentate a Milano di fronte ad una platea di bambini. Si tratta de: l’aglio, l’anguria, l’arancia, la banana, il fico, il mais blu, il mango, la mela, il melograno, la pera e i ravanelli. Gli alimenti, provenienti da tutto il mondo, avranno il compito di raccontare ed interpretare il tema dell’esposizione: ‘Nutrire il pianeta. Energia per la vita’.

Questo slideshow richiede JavaScript.

La Roma degli scandali: a Piazza Vittorio droga e alimenti sequestrati

mercato-esquilino_tuttacronaca

Il mercato di Piazza Vittorio era un vero e proprio fiore all’occhiello della Capitale. Prima con una vocazione di prodotti provenienti dai Castelli Romani, poi, trasferitosi e diventato il Nuovo Mercato Esquilino era diventato multietnico e abbandonato a se stesso, tanto da diventare una zona degradata. Alimenti di bassa qualità, spaccio e spesso condizioni igieniche molto scarse. Così nei blitz delle forze dell’ordine sono state identificate 307 persone, 22 denunciate e tre arresti per detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Inoltre ci son state 4 denunce e 350 kg di alimenti sequestrati, fra cui prodotti ittici sotto misura, ma anche profumi,trucchi e piccoli elettrodomestici. Sempre all’interno dello stesso parco sono state rinvenute e sequestrate circa 20 biciclette rubate. Nella stessa zona i controlli ad affittacamere e ad alcuni appartamenti ha riguardato 13 attività, da cui cinque appartamenti risultavano affittati abusivamente, tutti gestiti da cittadini cingalesi che ospitavano circa 18 stranieri a prezzi particolarmente esosi e in locali in pessime condizioni igieniche e sanitarie. Nei confronti dei responsabili sono state elevate sanzioni per un importo totale di oltre 144mila euro. Chi li pagherà?

Vongole con salmonella! Il comune ne vieta il consumo

vongole-salmonella-tuttacronaca

Vietato il consumo di vongole nel Comune di Ancona a causa della salmonella. In una nota emanata da Palazzo del Popolo si legge: «Essendo stata riscontrata la presenza di salmonella in seguito a controlli condotti dall’Asur-Area vasta n.2, Servizio Igiene alimenti di origine alimenti, si fa divieto del consumo umano diretto di vongole». La salmonella è stata riscontrata in vongole pescate e non quelle conservate in pescherie e supermercati, non è quindi dovuta alla conservazione, ma è un problema legato all’inquinamento.

L’arte di latta!

cancostruction-tuttacronaca

Riciclare le lattine di alimenti e bibite? Perché non farle invece diventare arte? Una mostra interattiva dove chiunque viene invitato a portare la propria lattina per poi vederla comporre, insieme a molte altre, una faccia di un personaggio, un movimento o anche un comics. Contribuire all’arte e ripulire il pianeta,  il tutto con premi “morali” agli artisti che producono le opere più originali e donazione delle componenti delle opere – lattine che l’organizzazione chiede vengano portate “di alta qualità, non deperibili” ad organizzazioni non profit che le distribuiscono ai bisognosi della città. A New York è in corso la 21ma edizione locale, ma il progetto Canstruction si dipana attraverso l’intero Nordamerica, Canada incluso.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Dimmi “da dove” mangi… etichette e tracciabilità

coop-etichette-tuttacronacaSarà perchè la crisi accentua la paura di subire una truffa, sarà perchè si è sempre più preoccupati per la propria salute, fatto sta che s’inizia a far sempre più attenzione a quanto riporta l’etichetta dei generi alimentari, per conoscere la provenienza di quello che si sta per portare in tavola. E proprio per questa trasparenza si sta combattendo in Italia, affinchè venga adottato il Regolamento Europeo 1169/2011 che ha l’obiettivo di armonizzare le normative europee in fatto di etichettatura alimentare. L’avvocato Valeria Graziussi, responsabile del settore agroalimentare del Codacons, ha spiegato all’Huffington Post: “Gli operatori del settore si dovranno adeguare entro e non oltre il 13 dicembre 2014 perché è indispensabile controllare in maniera più stringente l’intera filiera produttiva, modificando l’etichetta e introducendo non solo il luogo di ultima trasformazione del prodotto, ma quello di produzione dell’ingrediente primario”. E sottolinea quindi: “Una grossa battaglia innanzitutto a difesa del Made in Italy e contro la contraffazione alimentare”. Del resto che questo sia un problema con cui già si stanno fancedo i conti è risaputo: i dati provenienti dal Nucleo Agroalimentare e Forestale del Corpo Forestale, forniti dal commissario capo Lando Desiati, parlano infatti di 1180 sanzioni amministrative per un valore di circa 3 milioni di euro e della scoperta di oltre 105 reati su un totale di oltre 6.400 controlli effettuati solo nel 2012. E se il concumatore ne esce disorientato, almeno sa di poter fare affidamento sui controlli qualità che iniziano quando i prodotti arrivano alla frontiera. Sempre Desiati rende noto:  “Alla dogana vengono verificate le condizioni igienico sanitarie e la “carta d’identità”. Bidogna inoltre ricordare che sul territorio nazionale operano anche gli organi di sorveglianza, quali Nas, Ministero della Salute, Ministero delle Politiche Agricole, Corpo Forestale e altri ancora. Tutti questi effettuano controlli periodici. E se al consumatore non è dato conoscere la provenienza dei prodotti, gli organi di polizia non soffrono di questo handicap: “A meno che non si tratti di un prodotto Igp o Doc è praticamente impossibile per l’utente finale capire da dove proviene con esattezza quel che consuma. Per i prodotti non certificati, infatti, in etichetta viene indicato solo il territorio nazionale di provenienza, non l’area o la regione geografica”. Ma le forze dell’ordine possono far riferimento al codice di lotto, indicato obbligatoriamente sui preconfezionati della grande distribuzione, e da qui accedere ai registri delle aziende riuscendo a risalire addirittura al terreno da cui proviene l’ingrediente primario utilizzato. Senza contare che controlli a campione permettono di analizzare tutti gli ingredienti primari. Poi ci sono le segnalazioni che provengono direttamente dal consumatore finale: “Ne riceviamo” conferma Desiati, “prodotti scaduti, non buoni, mal conservati o con etichetta dubbia e poco trasparente. In tal caso ci muoviamo subito per condurre tutte le indagini necessarie a garantire la sicurezza alimentare”. Ma per il consumatore che non vuole attendere controlli a campione e saperne di più, ora ci pensa la Coop, con un portale dedicato, www.cooporigini.it, che permette di conoscere il paese di provenienza di almeno due ingredienti principali dei prodotti del marchio. Come spiega l’Huffington Post:

Il procedimento è semplice: basta scrivere il codice a barre o il nome del prodotto e compariranno subito le informazioni relative alle principali materie prime impiegate nelle produzioni. Per offrire un’informazione ancora più completa, oltre alla provenienza degli ingredienti, sarà indicato anche il Paese dov’è situato lo stabilimento di produzione. Realizzata anche un’App (disponibile su piattaforma iOS ed Android) che consente, semplicemente fotografando il codice a barre, di ottenere le stesse informazioni offerte dal sito. Infine, per i 4 italiani su 10 che non usano Internet (secondo dati Confindustria) ci saranno punti di accoglienza negli oltre 1400 punti vendita Coop, dove saranno messi a disposizione depliant, cartellonistica e, in alcuni, pc per una consultazione “in loco”. “Massimo sforzo di trasparenza e correttezza per dichiarare e far capire ai nostri soci e consumatori che cosa arriva dall’Italia e cosa non può arrivare per i motivi più vari a partire dalla scarsità di alcune materie prime del nostro Paese. Un progetto apripista che ci auguriamo altri seguano” dichiarano dalla Coop. “Questo dell’origine delle materie prime è un progetto a cui lavoriamo da tempo, con rigore e determinazione – spiega Marco Pedroni presidente di Coop Italia– ma essendo la materia complessa, non basta limitarsi a dire se il latte o i legumi in scatola sono italiani o vengono dall’estero. Il problema è anche cercare di fare in modo che si capisca il perché. Il 60% dei nostri prodotti alimentari oggi sono fatti con materie prime di origine italiana. Ma l’informazione che spesso manca a tante persone è che, per tanti altri prodotti, che pure sarebbe possibile coltivare o produrre nel nostro paese, non siamo autosufficienti”.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Meglio povero che versare gli alimenti… Getta i lingotti d’oro nella spazzatura!

lingotti-doro-spazzatura-tuttacronaca25 anni di matrimonio sfociati in una separazione che potevano costare a un ex marito 3mila dollari al mese di alimenti. Ma il 52enne Earl Ray Jones di Divide, in Colorado, non ha nessuna intenzione di  versare qualcosa a colei che per un quarto di secolo è stata la sua compagna… Così, secondo quanto riportano i media locali, arrabbiato per la richiesta del tribunale, ha preso 500mila dollari in lingotti d’oro e li ha buttati nalla spazzatura: meglio sbarazzarsi di tutti i suoi beni, e poter poi spiegare al giudice di non avere i mezzi, piuttosto che versare l’assegno di mantenimento.

La margarina è potenzialmente cancerogena per bambini e anziani

margarina-tuttacronaca

La margarina, cioè il grasso, succedaneo del burro, usato in molte preparazioni e che si trova all’interno di molti prodotti alimentari confezionati, può essere cancerogeno su bambini e anziani. La sostanza incriminata è il  3-Monochloropropane-1,2-diol (3-MCPD). Il 3-MCPD è un contaminante che si sviluppa durante la trasformazione di prodotti alimentari, contenenti grassi e sale, quando vengono esposti ad alte temperature di produzione.  Fu rinvenuto per la prima volta una quarantina di anni fa in alimenti come le proteine idrolizzate e la salsa di soia e, non poco tempo dopo, fu classificato, dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc), come “possibilmente cancerogeno per l’uomo”.

Nella maggior parte degli alimenti tale sostanza è in quantità trascurabili mentre è a livelli alti tra i “grassi e oli vegetali/animali“.

Come sottolinea il Fatto Quotidiano si trova in particolar modo nelle “margarine vegetali e affini”, a cui è dovuto il 70% dell’assunzione del contaminante, e nei “grassi e oli vegetali”, a cui è dovuto il 28% dell’assunzione (ad eccezione dell’olio di noci). Tale assunzione è risultata al sotto dei livelli raccomandati per la maggior parte della popolazione europea, tranne che per alcuni gruppi: i bambini da 1 a 3 anni e gli anziani oltre i 64 anni di età. Dunque per tali fasce di popolazione sarebbe potenzialmente cancerogeno il consumo abituale di prodotti contenenti margarina, largamente usata nell’industria alimentare. In particolare per prodotti da forno dolci e salati, e il consumo di prodotti contenti oli e grassi vegetali, non meno diffusi.

Continua l’emergenza Escherichia coli: NAS al lavoro e sequestri

escherichia-coli-tuttacronaca A seguito dell’infezione da Escherichia Coli che nelle ultime settimane si è verificata in Puglia, sono stati posti in essere dei controlli a opera del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute in accordo con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Il monitoraggio è stato esteso anche alla provincia di Foggia. Durante l’attività d’indagine, 42mila litri di latte all’origine fresco e arbitrariamente sottoposto a congelazione e oltre 130 tonnellate di alimenti sono stati sequestrati da dieci squadre dei Carabinieri del Nucleo Anti Sofisticazione di Foggia, Bari e Taranto a seguito di ispezioni igenico-sanitarie che hanno coinvolto aziende agricole, ditte produttive, depositi, ingrossi e negozi alimentari. Nello specifico, come spiega FoggiaToday, si tratta di “oltre 48 tonnellate di pomodori posti all’essiccazione al sole su telai creati con tondini di ferro arrugginiti e reti in materiale plastico non idonei all’uso alimentare, esposti a diretto contatto con l’aria senza alcuna protezione dall’azione infestante di insetti ed animali, dalle intemperie e dalle contaminazioni di agenti atmosferici”. Ma sono state sequestrate anche circa 79 tonnellate  “di conserve di pomodoro e vegetali (tra cui peperoni e carciofi) ed alimenti vari confezionati e non (tra cui sacchi di riso e farina, peperoncino, pollo e pesce congelati, acqua e birra) prodotti o detenuti in precarie condizioni igienico-sanitarie ed in depositi non autorizzati”. Alimenti preconfezionati di varia tipologia, per il peso di una tonnellata, sono stati sequestrati in tre negozi, gestiti rispettivamente da un rumeno, un pachistano ed un bengalese. Motivazione: le confezioni erano sprovviste di etichette con informazioni in lingua italiana. Mezza tonnellata di pasta alimentare fresca all’uovo con ripieno a base di carne è stata invece sequestrata perchè conservata a temperatura ambiente anzichè a temperatura refrigerata. Due aziende agricole, una ditta di conserve vegetali e un deposito di alimenti etnici, tutti privi della prescritta dichiarazione di inizio attività e versanti in precarie condizioni igienico-sanitarie e strutturali, hanno invece dovuto sospendere l’attività.

La mafia a tavola e cibo in mano ai clan, Legambiente lancia l’allarme.

mafia-a-tavola-tuttacronaca

Il nostro cibo sta subendo un attacco? Legambiente lancia l’allarme in occasione di “festambiente”, a Rispescia, Grosseto. Sarebbero circa 11 i reati al giorno che si consumano e oltre 3.000 denunce o arresti. Basta vedere il valore dei beni sequestrati che supera i 672 milioni di euro  per un giro d’affari gestito da 27 clan criminali. A tavola, “è seduto il gotha delle mafie: dai Gambino ai Casalesi, a Matteo Messina Denaro”. D’altra parte numerosi libri sono stati scritti sul fenomeno e molti articoli hanno da tempo riportato la notizia. Quello che spaventa è che il fenomeno non si argina, anno dopo anno arriva una nuova denuncia, ma il giro di affari continua.

Aragoste a volontà, l’effetto serra fa scendere il prezzo

aragosta-piatti-cala-prezzo-canada-tuttacronaca

L’effetto-serra, il drammatico riscaldamento degli oceani, porterà sulle nostre tavole più aragoste. Il prelibato crostaceo infatti ha visto un crollo verticale del prezzo, che ormai sta diventando appetibile per tutti. Pochi anni fa una libbra di aragosta costava quasi 5 dollari, oggi non arriva a 2,5. A sgonfiare quella che è stata definita la “bolla dell’aragosta” ci ha pensato proprio il cambiamento climatico del nostro pianeta. L’acqua tiepida dell’Atlantico favorisce la riproduzione di questi crostacei così che la sopra abbondanza ne fa calare il prezzo. Non solo. La “muta” della corazza, evento che una volta avveniva attorno al 4 luglio e segnava l’apertura della stagione di pesca, si è anticipata di molte settimane. E i pescherecci del Nord America sono così stracarichi di aragoste che valgono sempre meno.

Operazione “Ferie in sicurezza”: sequestrate 540 tonnellate di cibo scaduto

nas-sequestrati-cibo-tuttacronaca

Sono circa 540 le tonnellate di cibo scaduto sequestrate di Nas nell’operazione ‘Ferie in sicurezza’, per garantire la sicurezza alimentare anche in vacanza. Dopo 3400 ispezioni effettuate, su tutto il territorio nazionale, a bar, gelaterie, ristoranti, stabilimenti balneari, etc… sono state rilevate in media irregolarità almeno nel 30% delle strutture.per un totale di 1700 violazioni alle normative nazionali e comunitarie per un ammontare di sanzioni amministrative pari a 1 milione e 300 mila euro. Segnalate anche 1100 persone alle  Autorità Giudiziarie, Amministrative e Sanitarie. 

In particolare i controlli dei Nas si sono concentrati sul settore ittico, qui sono state sequestrate circa 344 tonnellate di pesce e molluschi. Ma se il pesce che spesso viene servito o venduto ai turisti è di pessima qualità, non migliora certo la situazione per altri prodotti. Sequestrati, infatti, 96 tonnellate di alimenti di varia natura tra cui gelati, dolci, miele, carne, formaggi, prodotti da forno, frutta, verdura, bibite e bevande di ignota provenienza, in pessime condizioni igienico-sanitarie, stoccati in ambienti non adeguati, con date di scadenza superate anche da diversi anni. Sono state accertate irregolarità igienico-sanitarie e documentali talmente gravi da rendere necessaria l’adozione di provvedimenti di sequestro o chiusura immediata di 27 ristoranti, 5 bar/gelaterie e 7 panetterie.

 

Altro che lavoro… in Italia è tornata la schiavitù?

lavoratori-riviera-tuttacronaca

La crisi è tangibile, ma sembrerebbe che ci sia anche chi, approfittando della mancanza di lavoro, costringe i lavoratori a vere e proprie “condizioni estreme”. Turni di 12 ore al giorno, tutti i giorni e per dormire stanze grandi come sgabuzzini o nel peggiore dei casi su brandine all’aperto. Naturalmente paghe da fame, contratti fasulli e nessun diritto sono pane quotidiano per questi “lavoratori”.  Questa è l’altra faccia del turismo di massa? Questa è l’occasione di guadagno offerta ai giovani (e non giovani) italiani? La “zona d’ombra” è formata da quello staff che ogni anno viene richiesto in Riviera per un lavoro stagionale nel settore alberghiero. A denunciarlo è una ragazza siciliana di 33 anni, Lucia, che è stata cacciata dall’hotel dove lavorava dopo essersi ribellata per aver percepito a fronte di 15 ore di lavoro giornaliero meno di 800 euro di stipendio. Ma la storia di Lucia non è un fatto isolato, sono decine i giovani che hanno trovato la forza di ribellarsi e di chiedere aiuto a sindacati e associazioni (fra queste Rumori sinistri che si occupa di storie come quelle di Lucia). In un clima di assenza istituzionale, dove l’unico incentivo è stato quello di varare un incentivo che discrimina chi studia e favorisce chi non ha un diploma, ci sono i gruppi di volontari che si organizzano in portelli mobili e forniscono assistenza ai lavoratori.

in questo periodo estivo i racconti arrivano dalle località simbolo del turismo a basso budget e servizi standard:  Cesenatico, Rimini, Riccione, Cervia, Milano Marittima. Città che nel tempo hanno fatto del turismo la loro fortuna, uno speciale marchio di fabbrica romagnolo, noto, non solo in Italia, per le vacanze del divertimento a costo contenuto, accessibile a tutti. “Provate a pensare che dietro le facce sorridenti di chi vi accoglie in albergo spesso si nascondono giornate di lavoro massacrante, privo di qualsiasi diritto di base”. Marco ha 35 anni e nella voce un accento che tradisce la sua provenienza lombarda.

A Bellaria è arrivato a marzo, rispondendo a un annuncio di lavoro trovato online per receptionist in un albergo a tre stelle. Si è ritrovato invece a fare il muratore e l’idraulico, per più di 12 ore al giorno, tutta la settimana, senza giorno libero. “Ho ricostruito interi bagni, completamente da solo. Veri e propri lavori edilizi, fisicamente molto pesanti, senza trovare un centesimo in più in busta paga. Ma la cosa peggiore era la pressione psicologica, che viene fatta anche con piccoli gesti. Per esempio, il divieto di mangiare dei pasti normali: noi avevamo diritto solo agli scarti lasciati dai clienti del ristorante”.

Ora Marco, dopo aver raccontato la sua esperienza all’ispettorato del lavoro, è alla ricerca di un altro posto. “Ho visto lavoratori umiliati e impiegati completamente in nero. A volte costretti a dormire su brandine messe fuori in cortile. Ora me ne voglio andare e di sicuro non farò mai più una vacanza in albergo, sapendo che dietro c’è tutto questo”. Con Marco c’è Marta, emiliana di 22 anni arrivata in Riviera fresca di una laurea in Lingue. Anche lei preferisce non mostrarsi: “Da marzo, sono impiegata nella reception di un albergo. Le prime settimane ho lavorato in nero, poi mi hanno fatto un finto contratto di apprendistato, che prevedeva 4 ore al giorno. Ma in realtà lavoro molto di più, almeno 6 o 8 ore al giorno, per tutta la settimana, senza pause”. Sul cellulare una foto della stanza che le hanno dato per dormire. Un tugurio di un metro e mezzo per un metro, con un letto a castello e senza aria condizionata, che divide con un’altra lavoratrice.

“Il lavoro gravemente sfruttato nel turismo ha origini lontanissime, ma oggi il fenomeno è peggiorato, ce ne accorgiamo dalle voci di chi arriva da noi”, spiega Manila Ricci di Rumori sinistri, che giovedì sera, sul lungomare di Rimini, ha organizzato uno sportello mobile per accogliere e informare stagionali alle prese con condizioni di lavoro insostenibili. “Raccogliamo sempre maggiori denunce – aggiunge la Ricci – di violenza fisica e psicologica”. Colpa anche della crisi. “Di certo la povertà ti spinge ad accettare anche condizioni di lavoro pesantissime, in una sorta di ricatto.  Una delle problematiche che ultimamente incontriamo in maniera sempre più frequente è quella legata all’alloggio del lavoratore. E quando parliamo di alloggi non parliamo delle stesse camere riservate ai turisti, ma di spazi angusti ricavate in zone di deposito del materiale alimentare, o scantinati. Un modo per calpestare il diritto alla salute e a vivere in luoghi sani”, conclude.

Si può ancora parlare di lavoro in Italia? Storie di ordinaria follia o drammatica realtà? Forse ai dati Istat che vengono forniti bisognerebbe anche aggiungere le situazioni estreme, ma i numeri non sono in grado di raccontare l’umiliazione e la sottrazione dei diritti… i dati ci raccontano che questi ragazzi sono occupati. Forse è ora di mettere la voce sfruttamento? O schiavitù? Possiamo parlare di ius soli quando non riusciamo a  garantire i diritti ai nostri giovani? Vogliamo mettere in “schiavitù” anche le nuove generazioni degli stranieri? Vogliamo strappare un occasione di futuro anche ai migranti che già hanno un passato di sofferenza relegandoli ai lavori in nero e sottopagati?

Le regole d’oro contro le intossicazioni

intossicazioni-alimentari-consigli-tuttacronaca

Il caldo è arrivato e el temperature delle ultime ore non hanno lasciato spazio a dubbi, ma è proprio quando le temperature salgono che i rischi alimentari aumentano. Nel mondo le intossicazioni alimentari note sono più di 250 e si manifestano con vari sintomi: dalla nausea alla febbre, dalla disidratazione alle reazioni cutanee. Per combatterle servono poche regole:

  • Fare attenzione a dove si compra la carne. Rivolgersi sempre ai negozi autorizzati per essere certi che la macellazione venga eseguita secondo le norme igieniche in vigore. Inoltre è preferibile la carne ben cotta, perché, come tutti sappiamo, i batteri muoiono ad alte temperature. Fare massima attenzione al barbecue che a volte non  fa cuocere la parte centrale del pezzo di carne. Bisogna essere sicuri che la carne arrivi almeno a 69° C.
  • Anche i pesci necessitano della massima attenzione e il primo avvertimento è sulla freschezza del prodotto. Non tutti sono in grado di riconoscere la freschezza di ogni specie di pesce, è quindi necessario fidarsi della pescheria dove lo si compra. Per mangiarli crudi o poco cotti è necessario andare nei ristoranti in cui è presente l’abbattitore. I batteri del pesce a bassissime temperature muoiono. Se lo si vuole consumare a casa, crudo è meglio parlarne preventivamente con la pescheria di fiducia. Il limone distrugge solo alcuni batteri, ma non tutti quindi non basta cospargere i crostacei di limone per evitare i rischi.
  •  Per la frutta e la verdura è necessario fare attenzione all’acqua con cui vengono lavate. In alcuni paesi è proprio l’acqua ha trasmettere alla verdura i batteri che sono causa poi delle intossicazioni. E’ una buona norma, anche in Italia, d’estate aggiungere all’acqua un disinfettante, anche del bicarbonato, per essere sicuri che si siano uccisi i batteri.
  • Fare attenzione all’acqua, essere certi che sia potabile e al minimo dubbio scegliere quella in bottiglia.
  • Attenzione anche alle uova. Il rischio di salmonellosi in questo prodotto è alto. E’ preferibile sempre mangiarle cotte, inoltre prima di rompere l’uovo sarebbe una buona norma passarlo sotto l’acqua per lavarlo. Attenzione però a non comperare le uova e lavarle prima che vengano usate, lavando l’uovo, infatti, si leva una pellicola che è presente sul guscio che serve invece per una migliore conservazione.
  • Forse non tutti sanno che uno dei prodotti a maggior rischio è il gelato. La prima regola è la conservazione e la data di scadenza.  Mai ricongelare un gelato squagliato.
  • Fare attenzione ai dolci soprattutto quelli a base di creme e e uova che andrebbero consumati entro 1 o 2 giorni.

Per evitare le intossicazioni bisogna stare attenti all’igiene, alla cottura e ai negozi dove la si acquista. Bastano poche attenzioni per non rovinarsi la vacanza!

Uova corrotte!

uovo-di-pasqua-tuttacronaca-nas

I carabinieri dei Nas di Lecce hanno sequestrato 5,5 tonnellate di cioccolato in polvere, destinato alla produzione di uova pasquali, detenuto in pessimo stato di conservazione. L’operazione del Nas si colloca nell’ambito dei controlli nel settore alimentare intensificati in prossimità delle feste pasquali, con particolare riferimento al settore dolciario. In particolare, nel corso di un’ispezione presso un’azienda cioccolatiera, i militari del Nucleo salentino hanno accertato che all’interno di 3 magazzini, annessi alla ditta, abusivi ed in pessimo stato igienico sanitario, erano stoccati numerosi sacchi da 25 kg di ‘cioccolato in polverè in evidente cattivo stato di conservazione. I locali, dove le materie prime erano tenute in promiscuità con materiale non alimentare, si presentavano notevolmente sporchi, con diffuse muffe ed infiltrazioni di acqua, dove le evidenti spaccature dei muri, della pavimentazione e della soffittatura avevano causato il percolamento di acqua piovana direttamente sui sacchi di cacao, numerosi dei quali scaduti anche da 3 anni. L’operazione ha consentito ai carabinieri del Nas di sequestrare oltre 5 tonnellate e mezza di cioccolato, destinato alla produzione delle tradizionali uova pasquali da distribuire ad esercizi commerciali delle provincie di Lecce e Brindisi, e in collaborazione con personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale disporre l’immediata chiusura dei locali non autorizzati e non idonei alla conservazione degli alimenti. Il titolare ed il gestore dell’azienda dolciaria sono stati denunciati per detenzione di alimenti in cattivo stato di conservazione.

Collezionisti di gelato, unitevi!!!

Winner-Taco-tuttacronaca

Non si capisce bene se sia uno scherzo, o se c’è qualcuno che davvero pensa di vendere un Winner Taco, un gelato di tanti anni fa, perfettamente congelato a ben 100.000 euro! Il gelato è del 1998, quindi è stagionato da ben 15 anni. Certo, dopo la carne congelata per 8 anni, non ci meravigliamo più di nulla, anche se questo sembra tanto uno scherzo. Perché alla fin fine, a chi interessa possedere un gelato di decine di anni fa? A cosa potrà mai servire? C’è qualche collezionista di gelati?

Dna di maiale nei cibi per gli islamici!

cibo - islamico- maiale-londra- tuttacronaca

Doveva esserci solo pollo nelle salsicce halal, con carne macellata secondo i dettami islamici, servita in una scuola elementare di Londra. Ma vi sono state ritrovate tracce di Dna di maiale. Oltreché una truffa alimentare anche una mancanza di rispetto religioso, poiché i seguaci di Allah non possono nutrirsi di carne suina. Altri test effettuati su millantata carne di manzo ha mostrato tracce di Dna di agnello e maiale.

Il Comune ha ritirato entrambi i tipi di alimenti dai menu scolastici. Venivano, infatti, serviti in una decina di mense. Un problema circoscritto ma grave che è venuto alla luce dopo che l’autorità ha deciso di effettuare delle analisi a seguito dello scandalo sulla carne di cavallo.

Benvenuti a Mozzarella-Land!

strade, mozzarella, roma

Countdown Paestum: con l’avvicinarsi dalla tre giorni dedicata alla Mozzarella di Bufala Campana DOP, dal 6 all’8 maggio nella localita’ campana, ‘Le Strade della Mozzarella’ fa tappa a Roma, con una conferenza stampa in uno dei nuovi indirizzi cult per i per i gourmet capitolini, Romeo.

La sezione ‘pizza’ delle Strade della Mozzarella diventa un evento nell’evento per raccontare uno dei prodotti più amati dagli Italiani, e una assoluta protagonista della ristorazione nazionale e internazionale. Tre testimonial d’eccellenza, insieme a Domenico Raimondo e Antonio Lucisano, rispettivamente Presidente e Direttore del Consorzio della Mozzarella di Bufala Campana Dop, hanno infatti presentato il programma del focus interamente dedicato alla pizza. Ed e’ cosi’ che maestri dell’arte bianchi come Franco Pepe, Lello Ravagan e Pierluigi Roscioli, coadiuvati dalla chef Cristina Bowerman, hanno raccontato tre storie differenti di pizza e tradizione, legate da un denominatore comune, la mozzarella, con omaggi allo street food di tradizione romana.

In programma per i giorni 6, 7 ed 8 maggio, ‘Le Strade della Mozzarella, si svolgera’ all’interno della tenuta Le Trabe, a Paestum e vanta un calendario ricco di eventi che si concludera’ proprio con un approfondimento su farine, lieviti, impasti e cotture di uno dei prodotti simbolo della cultura partenopea prima e italiana poi. Tre sessioni specifiche (impasto, farcitura e cottura) ripercorreranno, nell’arco dell’intera giornata, tutta la filiera produttiva della pizza, dal campo di grano sino al forno della pizzeria.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: