Sicilian Space Program: il cannolo siciliano lanciato nello spazio

CANNOLO-NELLO-SPAZIO-tuttacronacaCosa ci fa un cannolo siciliano a spasso nello spazio? E’ l’idea di tre ragazzi di Enna, Antonella Barbera, Fabio Leone e l’informatico Paolo Capasso, che hanno deciso di lanciare un pallone sonda pieno di elio nello spazio non prima di averbi posizionato il dolce tipico della Sicilia. Una microcamera posizionata a sua volta nel pallone ha documentato il successo dell’impresa. Prima di effettuare il lancio, i tre hanno richiesto l’autorizzazione al 41/o Stormo di Sigonella. Hanno poi messo in pratica la loro idea effettuando il lancio dalla Rocca di Cerere, la montagna che sovrasta Enna. Il cannolo ha raggiunto quasi 30 mila metri d’altezza. E ora il video sta facendo rapidamente il giro della rete!

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L’assessore che lamenta lo stipendio troppo basso: 5440 euro

bonafede-ester-tuttacronacaEster Bonafede, assessore al Lavoro nella regione Sicilia che nella giunta Crocetta rappresenta l’Udc, sostiene che lo stipendio da 5440 euro percepito per fare l’assessore regionale sull’isola non sia sufficiente. Commentando gli effetti della delibera applicativa della spending review in vigore dal primo gennaio che ha ridotto anche le indennità, la Bonafede ha detto: “È un paradosso che un assessore regionale guadagni meno del suo capo di gabinetto, meno di un deputato e, in certi casi, perfino di un commesso, ma è così”. E ancora: “Oltre ai tagli orizzontali, gli assessori subiscono la tassazione dell’unica indennità percepita per intero. Così per quanto mi riguarda, il mio stipendio netto, con la tassazione al 44%, è di 5.440 euro mensili”. Ha quindi concluso: “L’attività di assessore non prevede pause e vacanze, meriterebbe un riconoscimento economico proporzionato al lavoro svolto, ai risultati ottenuti e all’assunzione delle responsabilità connesse. Di conseguenza tutti gli assessori della giunta tecnica avvertono, dall’entrata in vigore della legge, di essere discriminati, perché non viene riconosciuto loro nemmeno lo stesso trattamento dei deputati”.

6 anni e 8 mesi all’ex governatore della Sicilia, condannato per mafia

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Condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e assolto per ilr eato di voto di scambio questa la sentenza con la quale Raffaele Lombardo è stato riconosciuto colpevole dal gup di Catania Marina Rizza che ha anche rinviato a giudizio suo fratello Angelo Lombardo, ex deputato nazionale del Movimento per le autonomie. Una condanna pesante anche se rispetto ai 10 anni che aveva chiesto l’accusa, Lombardo ha avuto un notevole sconto di pena.

Costretto dal padre a prostituirsi con un Prof a 8 anni in Sicilia

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Costretto a prostituirsi dal padre a 8 anni con un professore in pensione, questa la tragica storia di un bambino sorpreso insieme all’uomo davanti a una scuola media a Modica in provincia di Ragusa, in Sicilia. Dalle indagini è poi emerso che il prof aveva pagato il padre del bambino per avere rapporti sessuali con il figlio e che il genitore poi avrebbe ricattato il professore minacciando di pubblicare le foto compromettenti, così è scattato lo stato di fermo anche per il genitore del ragazzino.

 

Forte scossa di terremoto in Cina: magnitudo 6.8

terremoto-cina-tuttacronacaE’ stato l’istituto americano di geofisica Usgs a registrara la forte scossa di terremoto di magnitudo 6.8 che si è verificata oggi nella regione del Xinjiang, nel nord ovest della Cina. L’evento si è verificato alle ore 8 ora locale e ha avuto ipocentro a 12,5 chilometri di profondità ed epicentro a 269 km da Hotan, 493 da Leh e 903 km da Islamabad, in Pakistan.

Abbandona la scuola a 15 anni: troppi insulti in aula e su Facebook

cyberbullismo-tuttacronacaLo chiamavano “il sorcio” a causa dei suoi denti sporgenti e lui, dopo esser stato deriso tanto a scuola che su Facebook, non è più riuscito a sopportare il bullismo di cui era vittima ha deciso di abbandonare la prima liceo che frequentava. I genitori del 15enne, che vive a Rimini, una volta scoperto quanto stava accadendo, hanno sporto denuncia e quattro minori sono finiti sotto inchiesta per diffamazione. L’adolescente si era recentemente trasferito a Rimini dalla Sicilia e, se l’accoglienza non era stata delle migliori, è andata ancora peggio nella scuola che frequentava, con offese che dalle aule scolastiche sono rimbalzate su Facebbok. Non riuscendo più a sopportare le continue umiliazioni a cui veniva sottoposto dai coetanei, il giovane ha deciso infine di parlarne con i genitori che non solo lo hanno ritirato da scuola e denunciato gli aguzzini, ma hanno anche deciso di abbandonare la città.

Forte scossa di terremoto a Cefalonia: paura anche in Italia

terremoto-cefalonia-tuttacronacaNon si placa il pericoloso sciame sismico in atto da oltre un mese nell’isola greca di Cefalonia, dove questa mattina, alle 9.23, è stata registrata una nuova, forte scossa di terremoto. L’evento ha avuto magrnitudo di 4.8 ed epicentro in mare a una profondità di 10 km. Il terremoto è stato avvertito chiaramente nel sud Italia e in particolare a Taranto e Lecce dove molte sono state le telefonate di cittadini spaventati ai vigili del fuoco.

Torna la paura a Cefalonia: scossa di terremoto di magnitudo 6.1

terremoto-cefalonia-tuttacronacaContinua a tremare l’isola greca di Cefalonia dove all’alba di questa mattina si è verificata una forte scossa di terremoto, di magnitudo 6.1 gradi sulla scala Richter. L’evento è stato registrato alle 5.08 locali (le 4.08 in Italia). L’isola si trova a 12 chilometri dalla città di Lixourion, colpita da una scossa di intensità simile (di magnitudo 6.0) il 26 gennaio, danneggiando numerose strade e imbarcazioni. L’isola era stata messa in stato d’allerta e la settimana scorsa erano state registrate numerose repliche. Si contano dieci persone rimaste leggermente ferite.

La pioggia sferza il nord: criticità rossa in Friuli, Emilia e Veneto

Bacchiglione-piena-tuttacronacaLa Protezione Civile lancia l’allarme a causa delle forti piogge che stanno sferzando il nord Italia mentre in montagna sono previste ulteriori nevicate con quota neve in progressivo abbassamento fino a 1000-1200 metri sulle Prealpi e 800-1000 metri sulle Dolomiti, localmente più in basso in alcune valli. A Cortina in particolare erano anni che non si ricordava una nevicata così. Si teme per la tenuta delle strade e dei tetti, sovrastati da cumuli di neve alti più di un metro e sono stati già attivati i soccorsi per le case che sono rimaste isolate. Gli impianti sciistici sono stati chiusi. Nel frattempo si continuano a monitorare i fiumi, il cui ingrossarsi preoccupa i centri che attraversano. Se a Padova il Bacchiglione è costantemente monitorato a Vicenza il Comune ha diramato via sms il nuovo stato di preallarme per le zone della città soggette ad allagamento. Il Bacchiglione ha raggiunto i 4 metri e 80 centimetri a Ponte degli Angeli ma la situazione più grave appare quella dell’area di Sant’Agostino dove il Retrone sta allagando le principali arterie, già in parte chiuse, con gravi disagi per la circolazione.

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Sotto shock ma viva: trovata la donna dispersa nel Messinese

donna-dispersa-tuttacronacaLieto fine per la donna che ieri, attorno alle 17, era stata data per dispersa dopo che alcuni passeggeri di un treno in transito a Terme Vigliatore, in provincia di Messina, l’avevano vista scivolare in bicicletta nelle acque del torrente Patrì. Le ricerche avevano subito preso il via e la donna, una 45enne, è stata trovata attorno a mezzanotte: sotto shock, ma viva.

Torrente in piena travolge una donna: ricerche nel Messinese

donna-travolta-torrente-tuttacronacaIl maltempo continua a creare disagi sulla nostra penisola e anche a mettere in pericolo vite umane. Dopo che due donne e una bimba hanno perso la vita nel Siracusano, nella serata di domenica è stato reso noto che una donna sarebbe scomparsa dopo essere stata trascinata da un torrente in piena a Terme Vigliatore, nel Messinese. E’ stata vista da alcuni passeggeri di un treno in transito mentre con una bicicletta cercava di guadare il torrente Patrì che si era ingrossato per le abbondanti piogge. I carabinieri hanno avviato le ricerche con esito fino ad ora negativo. La bici della donna è stata trovata sulle sponde del corso d’acqua.

Dramma del maltempo: nel Siracurano perdono la vita due donne e una bimba

noto-maltempo-tuttacronacaL’allerta maltempo si è spostata al Sud e già si contano le prime vittime. A Noto, in provincia di Siracusa, due donne e una bambina di 7 anni sono morte dopo che l’utilitaria sulla quale viaggiavano è stata travolta da un torrente in piena a causa delle abbondanti piogge. Altre due persone sono riuscite invece a mettersi in salvo. L’incidente è avvenuto intorno alle 4 in Contrada Romanello, nel territorio di Noto. Sul posto sono al lavoro i vigili del fuoco.

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Ancora una notte di paura a Cefalonia: gli abitanti dormono in auto

sismografo-tuttacronacaNon si placa la terra a Cefalonia i cui abitanti hanno trascorso una nuova notte di paurda dopo la violenta scossa di terremoto della scorsa domenica. Nella notte si è registrato un nuovo sisma di magnitudo 4.3 e molti degli abitanti hanno dovuto trascorrere la notte lontano dalle loro case, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti. Molte abitazioni sono rimaste gravemente danneggiate e diverse sono crollate. Al momento, il 60% degli edifici di Lixouri è stato dichiarato inagibile e anche il cimitero della citadina è stato danneggiato.Nel capoluogo Argostoli un palazzo su quattro risulta inagibile e danni rilevanti sono stati riscontrati anche all’aeroporto di Cefalonia. Sull’isola si è fermato ieri notte anche il primo ministro Antonis Samaras nel suo viaggio di ritorno da Bruxelles per rendersi conto personalmente dei problemi causati dal sisma. “Ho voluto vedere da vicino le conseguenze del terremoto – ha detto Samaras -. Faremo una prima riunione e domani alla luce del sole vedremo meglio e potremo dire di più”.

Paura tra la popolazione a Cefalonia: ancora una forte scossa di terremoto

terremoto-cefalonia-tuttacronacaIn Italia erano le 4.12, le 5.12 in Grecia, quando l’isola greca di Cefalonia è stata scossa da un nuovo sisma. L’evento ha avuto magnitudo di 4.6 gradi sulla scala Richter. L’epicentro del sisma, stando ai sismografi dell’Istituto Euromediterraneo, è stato localizzato a nove km ad Ovest della città di Lixouri e a due km di profondità. Il geologo dell’Università di Atene Eftimios Lekkas, che si trova sull’isola, ritiene che le scosse continueranno ancora per qualche tempo, anche se nessuna dovrebbe superare i 5,4 gradi. Da parte sua, il direttore dell’Istituto Geodinamico di Atene, Gerassimos Papadopoulos, ha detto al settimanale To Vima che soltanto domani (mercoledì) gli scienziati saranno in grado di dire se la scossa di 5,8 gradi registrata domenica pomeriggio era quella principale. Molti abitanti dell’isola non hanno il coraggio di far rientro alla propria abitazione, la cui stabilità non è stata ancora accertata dai periti: sono diverse le persone che continuano a trascorrere la notte nelle loro auto. Nel frattempo circa la metà dei 2.000 residenti che hanno dovuto lasciare le loro abitazioni perchè lesionate dalle scosse hanno trovato sistemazione a bordo del traghetto Superfast arrivato ieri mattina a Cefalonia mentre oggi dovrebbe giungere anche il ferry Elefterios Venizelos, capace di ospitare 1.300 persone. Altri problemi, tuttavia, stanno sopraggiungendo: si prevede che le condizioni meteo peggioreranno nelle prossime ore con pioggia e vento forte.

I danni del terremoto, ma nessun morto, grazie alle case antisismiche

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Anche oggi una scossa di magnitudo 4.7 ha colpito l’isola di Cefalonia, intorno alle ore 14.05. L’isola interessata nelle ultime ore è stata interessata da diversi eventi sismici che si sono succeduti in sequenza oltre alle scosse di assestamento, ma pur riportando danni non si sono registrati morti. Non è stata però solo fortuna, ma è stato il piano messo in atto dopo il tremendo episodio del 1953 quando Cefalonia, Zante e Itaca furono devastate da un sisma di magnitudo 6.4  a cui ne seguì uno di magnitudo 7.2. I morti furono centinaia e l’isole in gran parte furono distrutte.  Da allora le abitazioni e i palazzi vengono costruiti secondo rigide norme anti-sismiche. All’Aquila con un terremoto di analoga magnitudo sono rimaste uccise 308 persone.

Niente pensioni e stipendi congelati per dipendenti Regione Sicilia

rosario-crocetta-tuttacronacaDopo l’impugnazione della Legge Finanziaria e la cancellazione di una buona parte degli articoli della Legge di Stabilità, i lavoratori della Regione Sicilia e quelli di tutte le società collegate dovranno attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale degli articoli che sono stati salvati dal Commissario dello Stato.Questo signica che oggi non sono state pagate le pensioni mentre sono congelati gli stipendi per oltre 30mila dipendenti della Regione Sicilia. Dopo l’impugnazione della Legge Finanziaria e la cancellazione di una buona parte degli articoli della Legge di Stabilità, i lavoratori della Regione Sicilia e quelli di tutte le società collegate dovranno attendere la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale degli articoli che sono stati salvati dal Commissario dello Stato.  Il bilancio non è ancora stato pubblicato in Gazzetta, mentre l’impugnativa della finanziaria ha lasciato senza fondi enti e consorzi regionali, con migliaia di persone che non sanno quando riceveranno il salario. Rosario Crocetta è a Roma per incontrare Letta.

Panico in Grecia: nuova, potente scossa di terremoto

terremoto-grecia-tuttacronacaDopo la fortissima scossa di magnitudo 6.3 registrata alle 14.55 sulla costa orientale greca, nel mar Ionio, alle 19.45 è stato rilevato un nuovo forte movimento tellurico di 5.5. Gli epicentri sono stati localizzati nel Mar Jonio, al largo delle coste greche. Anche in Italia si sono percepiti i movimenti della terra: entrambe le scosse sono state avvertite in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. Le onde  sismiche registrate nell’isola di Cefalonia (Grecia) sono avvenute in una zona nota per la sua sismicità. L’epicentro è stato localizzato nell’isola di Cefalonia, in una zona molto particolare. “È una zona molto vicina alla placca dell’Egeo, che è una microplacca che si insinua fra la placca Africana e quella Eurasiatica”, spiega il direttore del Centro Nazionale Terremoti dell’Ingv, Alberto Michelini. La microplacca Egea si trova nel punto in cui le due grandi placche continentali si muovono orizzontalmente l’una rispetto all’altra. Questo stesso tipo di movimento, rileva Michelini, caratterizza la faglia all’origine del terremoto di oggi.Un’altra scossa era stata registrata alle ore 15:08 locali. In questo caso l’evento ha avuto magnitudo 5 e si è verificato a una profondità di 12,8 km.

I danni del terremoto in Grecia: strade,edifici e rete elettrica

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Fortunatamente il terremoto che nel pomeriggio ha interessato l’isola di Cefalonia non ha provocato vittime, ma solo molti danni soprattutto alla rete stradale e agli edifici più vecchi. Il movimento tellurico ha causato numerose frane di rocce e pietrisco che hanno bloccato il transito su diverse strade e in molti punti il manto stradale è aperto da profonde fessure. Inoltre ci sono stati molti blackout alla rete elettrica. Sarebbero migliaia gli evacuati. La città più colpita è stata Argostoli, dove per giunta oggi imperversa il maltempo con pioggia e forte vento.

L’isola di Gonorrea che nasce in Sicilia… ma non è vero!

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Sul web se ne parla moltissimo: una nuova isola nata nel mar Tirreno che farà parte dell’arcipelago delle isole Eolie in Sicilia. L’isola sarebbe una conseguenza dell’attività vulcanica di cui è soggetta la zona e sarebbe stata chiamata “Gonorrea”, come la malattia sessualmente trasmissibile… ma è solo una bufala! Non c’è nulla di vero, tanto che associata a questa notizia sul web circola una foto che è quella relativa alla nascita di un’isola – nel Novembre scorso – nel cosiddetto “anello di fuoco” a sud di Tokyo in Giappone, a largo del litorale di Nishinoshima. Nulla di vero insomma, anche se la notizia continua a rimbalzare in rete.

Trema la Grecia, paura anche in Italia!

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Trema la Grecia, ma il terrore del terremoto arriva anche in Italia. Erano le 14.55 quando una scossa di magnitudo 6.3 è stata registrata sulla costa orientale greca, nel mar Ionio. dall’Istituto geologico americano Usgs a Lixourion. Il terremoto in particolare ha interessato l’isola di Cefalonia. Secondo quanto riferisce la stampa locale, al momento non ci sarebbero danni a cose o persone.
Il sisma è stato chiaramente avvertito in Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia. La scossa è stata avvertita chiaramente a Taranto e nel Salento dove i piani alti delle case hanno tremato.

Notte agitata alle Isole Eolie: due forti scosse di terremoto

terremoto-eolie-tuttacronacaL’Istituto Nazionale di Geofisica e Veulcanologia ha registrato due forti scosse di terremoto al largo delle isole Eolie, davanti le coste nordorientali della Sicilia nella notte. Il primo evento, di magnitudo 4, si è verificato alle 4:43 e ha avuto ipocentro a 12 km di profondità ed epicentro in prossimità di Lipari (Messina). Un’ora più tardi è stato registrato un nuovo sisma, sempre di magnitudo 4. In questo caso la scossa ha avuto ipocentro a 11 km di profondità ed epicentro tra l’isola di Lipari e Gioiosa Marea (Messina). Una prima scossa, più lieve, era stata registrata alle 21.16 nella serata di lunedì 13 gennaio. In questo caso l’Ingv aveva rilevato, sempre nel distretto sismico delle Isole Lipari, una magnitudo 2.4.

Scossa di terremoto in Sicilia: magnitudo 3.1

terremoto-enna-tuttacronacaL’istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha registrato, alle ore 19.01, una scossa di terremoto nel distretto sismico dei Monti Nebrodi. L’evento, di magnitudo 3.1 e con ipocentro a una profondità di 36.2 chilometri, è stato localizzato in provincia di Enna, in Sicilia, tra i comuni di Nicosia e Sperlinga.

Italia = mafia! Anche Praga sfrutta lo stereotipo

al-capone-pizzeria-praga-tuttacronacaLa scorsa estate il deputato regionale del Pd Fabrizio Ferrandelli aveva scoperto, a Copenaghen, il ristorante Mama Rosa, dove abbinano la Sicilia con Cosa Nostra sfruttando i soliti stereotipi mafiosi. Prima ancora dilagava lo scandalo di Don Panino, ristorante viennese che utilizza i nomi dei boss di Cosa Nostra, ma soprattutto delle vittime della lotta alla mafia, per dare il nome ai suoi panini. In Italia continuiamo a lottare contro la mafia, omaggiamo e ricordiamo i nostri eroi, organizziamo anche feste in occasione di ricorrenze importanti come il 15° anniversario dell’arresto di Totò Riina. Perchè il Belpaese è anche molto altro. Perchè c’è chi crede e lotta per una Nazione migliore, in grado di risollevarsi, dove la legalità la faccia da padrone e ci siano prospettive per il futuro. Eppure anche le nostre eccellenze vengono ricollegate alle pagine più oscure, al lato nero. E la nostra cucina, giustamente famosa in tutto il mondo, diventa un modo facile per sfruttare un “marchio” diffamatorio e stereotipato. L’ennesimo esempio arriva da Praga. Qui non solo ci si può imbattere nel ristorante e music club La Mafia, c’è anche una pizzeria Al Capone. Dov’è possibile consumare un intero pasto che “omaggia” questa figura. Gnocchi, insalata e l’immancabile pizza. E non manca il dessert. Un altro Paese dell’Unione Europea che dimostra di non conoscere i “Paesi amici”. Un altro esempio di come il razzismo scorra sotterraneo e diventi un modo per farsi pubblicità. E che gioca facile. Quanti saranno i locali che, per promuovere la propria presunta italianità, oltre a Rialto, Vesuvio e BelPaese, utilizzano nomi come Mafia, Camorra o altri facili riferimenti? Quando, magari con un po’ di nostalgia di casa perchè apparteniamo al gruppo “cervelli in fuga”, potremo gustarci un piatto italiano in un locale con un nome che davvero ci ricordi l’orgoglio di appartenere a questa Nazione? Quando ci sentiremo a “casa” in Europa?

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Rimborsi d’oro in Sicilia, l’Ue minaccia lo stop ai fondi

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I pensionati d’oro saranno costretti al contributo di solidarietà, ma i rimborsi d’oro ai forestali? Chi ci pensa a tagliare le spese? La minaccia di bloccare i fondi alla Regione Sicilia arriva dall’Ue, che si scaglia contro a quei rimborsi che appaiono davvero troppo eccessivi. Basterebbe la sola voce che fa riferimento alla benzina per gridare allo scandalo. Se i conti riportati dai media infatti sono esatti e non ci sono, al momento, prove per dubitarne sarebbero 20 milioni di euro all’anno stanziati per il carburante. “O tagliate la spesa per i rimborsi chilometrici o niente fondi”, tuona l’Ue davanti alle spese e alle richieste di rimborsi presentate dai dipendenti dell’Azienda foreste.

Sono 15mila i forestali in Sicilia, a cui vanno aggiunti gli operai antincendio per un totale di 26mila addetti, scrive Emanuele Lauria su Repubblica:

“Decenni di politiche clientelari, nell’Isola, hanno allargato gli organici sino a un livello che non teme confronti: in Piemonte, per dire, i forestali sono 406, meno del piccoloComune di Solarino in provincia di Siracusa. E alla fine la cassa della Regione siciliana si è svuotata. Anche perché si scopre ora, con una denuncia dell’assessore alle Risorse Agricole Dario Cartabellotta, che i salari sono stati irrobustiti in virtù di benefici concessiallegramente: basti pensare che, in media, al costo di ogni lavoratore (82 euro) la Regione somma ogni giorno altri 12 euro di rimborsi chilometrici”.

Il governatore siciliano Rosario Crocetta parla di “cattiva organizzazione” e “furbizie”:

“Di “furbizie” parla proprio il governatore Crocetta che ora — davanti al disco rosso alzato da Bruxelles — ha deciso di inserire nella legge finanziaria in discussione all’Ars un taglio agli appannaggi di forestali. Ponendo un limite di 15 chilometri alle trasferte rimborsabili, bloccando il turn-over e i rinnovi contrattuali. I sindacati sono in rivolta e oggi manifesteranno in piazza”.

Anche il Pd si è schierato coi forestali, con il segretario regionale Giuseppe Lupo che ha detto:

“«Se c’è una cattiva organizzazione la responsabilità è del governo. Giusto abolire i privilegi, ma se ci sono diritti contrattuali quelli vanno rispettati. Così dovrebbe ragionare un’amministrazione di sinistra»”.

Una dichiarazione a cui Crocetta ha replicato duramente:

“«Essere di sinistra non significa essere illegali e parassitari»”.

Bufera in Sicilia: i portaborse con contratto da colf

palazzo-dei-normanni-tuttacronacaDai portaborse alle ‘badanti’ dentro il Parlamento più antico d’Europa. In Sicilia, irredimibile terra del Gattopardo, l’ultima trovata degli inquilini di Palazzo dei Normanni è il collaboratore col contratto da colf.   Una ‘figura’ inedita, tirata fuori dal cilindro da alcuni deputati regionali, con l’avallo di qualche eccentrico commercialista, per approfittare di una ‘finestra’ concessa dalla legge sulla spending review, approvata dall’Assemblea siciliana appena due settimane fa. Non si sa ancora quanti siano i collaboratori inquadrati in questo modo ma è già polemica; anche altri deputati, come quelli del M5S, hanno provveduto ad assumere in extremis ma con contratti cocopro. Il Fatto Quotidiano ne parla così:

Si aggirano tra i corridoi di Palazzo dei Normanni in giacca e cravatta, sono spesso avvocati o commercialisti, collaborano alla stesura di disegni di legge e interrogazioni, ma per lo Stato dovrebbero stirare, lavare i piatti e rassettare le stanze. Accade in Sicilia, dove per risparmiare sui contributi contrattuali, alcuni deputati regionali hanno deciso di assumere assistenti parlamentari come se fossero colf: il risparmio in busta paga è garantito. A rendere noto lo strano trattamento contrattuale è stata la deputata dell’Udc Alice Anselmo, che a proposito degli assistenti assunti come colf ha candidamente ammesso: “Io e molti miei colleghi abbiamo scelto questa soluzione”. Il motivo? “l contratto delle colf – ha spiegato l’esponente dell’Udc al Giornale di Sicilia – è l’unico che prevede la tipologia utilizzabile da una persona fisica, qual è un deputato: si tratta genericamente di servizi alla persona e all’interno del contratto da colf è prevista anche una categoria di servizi amministrativi”.  I contratti fatti ai due portaborse sono a tempo indeterminato e per 40 ore settimanali. Contratti simili sarebbero stati stipulati da altri deputati per uno o più portaborse. Ma per la Fisascat-Cisl si tratterebbe di contratti illegittimi. “Se uno di questi collaboratori assunti come colf venisse da noi apriremmo subito una pratica per l’ispettorato del Lavoro”.

Parole che hanno gettato nel panico Palazzo dei Normanni. “Contratti da colf per i collaboratori dei deputati? Lo trovo di cattivo gusto”, ha commentato il presidente della regione siciliana, Rosario Crocetta, che aggiunge: “Io avevo assunto un collaboratore con un contratto giusto e ci rimettevo almeno 5mila euro”. “Otre che eccessivo, sarebbe ridicolo – ha replicato il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone – Ho chiesto spiegazioni all’onorevole Alice Anselmo. Mi ha assicurato che si tratta di contratti per assistente personale amministrativo e addetto di segreteria. Pertanto, l’ho invitata a dare, immediatamente, pubblica contezza dei contratti, evitando sterili e inutili polemiche su argomenti inesistenti”. All’onorevole Anselmo, dopo la strigliata di Ardizzone, non è rimasto che chiarire: “Nessuno di noi, singoli parlamentari, può procedere ad alcuna assunzione, se non nei termini di legge che sono, appunto, quelli che in queste ore qualcuno si diverte a fare apparire anomali: un contratto di servizi alla persona, che comprende varie categorie e varie mansioni. Si tratta di un contratto che, tra contributi e tfr, garantisce il lavoratore sotto ogni punto di vista, rispettando i ccnl”.

Il problema dei contratti degli assistenti parlamentari però rimane: il nodo della questione è la parte riservata ai contributi. La forma più adatta di assunzione sarebbe quella di praticare contratti da coadiutori amministrativi, inquadramento che però fa aumentare chiaramente le spese contributive. All’Ars, dopo un lungo tira e molla durato più di un anno, è stato approvato il decreto sulla spending review: i parlamentari potranno spendere al massimo 58mila euro lordi ogni anno per i loro collaboratori, che possono essere anche infiniti dato che nessuna norma ne individua il numero massimo da assumere. L’importante è che abbiano un regolare contratto: logico dunque che convenga praticare formule che facciano risparmiare sulle tasse in modo da potere assumere diversi collaboratori con lo stesso budget.

Una sorta di sanatoria, poi, prevede che tutti i collaboratori assunti al 31 dicembre 2013 rimarranno comunque in carica fino alla fine della legislatura. Ecco quindi che all’Ars si è aperta la corsa alle assunzioni dell’ultimo minuto. Nonostante il Parlamento siciliano sia l’unico consiglio regionale d’Italia che può contare su 85 collaboratori interni fissi (che cambiano gruppo parlamentare ad ogni legislatura a seconda delle necessità) a Palazzo dei Normanni sono comparsi durante il periodo natalizio nuovi assistenti parlamentari. Che siano assunti come coadiutori amministrativi o come colf non importa: l’importante è che il loro contratto sia stato firmato entro il 2013.

Forconi in piazza San Pietro: il Papa risponde

forconi-vaticano-tuttacronacaAlcuni dissidenti del coordinamento 9 dicembre, com’era stato anticipato nei giorni scorsi, si sono riuniti a San Pietro per assistere alla Santa Messa di papa Francesco. Per l’ala ‘dialogante’ del movimento è prevista, nel pomeriggio, una conferenza stampa in piazza di Castel Sant’Angelo. “Oggi siamo dal Papa per dire al mondo che la smetta di dipingerci come violenti – ha affermato il leader Mariano Ferro in una nota – per confermare quello che lui stesso ha dichiarato qualche giorno fa e cioè che ‘i poveri non possono aspettare’.” E Papa Francesco, dopo la recita dell’Angelus, si è rivolto sia ai fedeli che ai manifestanti: “A quanti dall’Italia si sono radunati oggi per manifestare il loro impegno sociale, auguro di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza e seguendo sempre la via del dialogo e difendendo i diritti”. Il Pontefice ha anche notato uno striscione esposto: “Lì è scritto – dice dalla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano – ‘i poveri non possono aspettare’. E’ vero. Questo mi fa pensare che Gesù è nato in una stalla, non è nato in una casa. Poi e dovuto fuggire, andare in Egitto per salvare la vita. Poi è tornato a casa sua, a Nazareth, e io oggi penso a tante famiglie senza casa, sia perchè mai l’hanno avuta, sia perchè l’hanno persa per tanti motivi”. E ancora: “Famiglia e casa vanno insieme è difficile portare avanti la famiglia senza abitare in una casa. In questi giorni di Natale invito tutti, persone, entità sociali, autorità, a fare tutto il possibile perchè ogni famiglia possa avere una casa”. Poi conclude con gli auguri: “Auguro a tutti una buona domenica e un Natale di speranza, di giustizia e di fraternità”

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Forconi, studenti, operai, Casapound… piazza del Popolo si tinge del Tricolore

forconi-roma-toiatti-tuttacronacaIl ritrovo per dare il via alla manifestazione a Roma era per le 15, a piazza del Popolo, ma fin da questa mattina drappelli hanno continuato a confluire. Alla manifestazione indetta dall’area intransigente guidata da Danilo Calvani, il contadino cinquantunenne di Pontinia, in provincia di Latina, si urla “Tutti a casa, tutti a casa” e “Libertà, libertà”. Diverse sono le delegazione giunte da tutta Italia, da Reggio Emilia, Firenze, Ivrea ed anche Aosta. Nel cielo sventolano le bandiere tricolore. Nel frattempo sono arrivate anche alcune decine di studenti ed operai, accolti dagli applausi dei manifestanti. I ragazzi hanno fatto il loro ingresso da piazzale Flaminio tenendo nelle mani fumogeni tricolore che hanno colorato la piazza. Intonando l’Inno di Mameli, gli studenti hanno esposto uno striscione con scritto ‘Studenti, braccianti, operai… il sole non sorge a Bruxelles’. Presi d’attacco, a livello di cori, anche i giornalisti, che sono stati definiti “terroristi”. Ma in piazza sono giunti, al grido di “Italia nazione rivoluzione” anche oltre 200 militanti di Casapound partiti in corteo a Roma dalla sede del movimento di estrema destra in via Napoleone III, per raggiungere il sit-in dei Forconi a piazza del Popolo. Anche per loro, bandiere tricolori. In testa al corteo il vice-presidente del Movimento Simone Di Stefano arrestato qualche giorno fa per aver rubato la bandiera dell’Unione Europea. E per ricordare quell’episodio tra i manifestanti spunta anche un manifesto che ritrae un ragazzo che “ruba” una bandiera dell’Europa. In testa alcuni manifestanti indossano maschere dipinte col tricolore dietro uno striscione con su scritto: “alcuni italiani non si arrendono”. Anche al loro arrivo, dalla piazza si sono alzati alcuni applausi.

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I Forconi a Roma: “Arrabbiati ma non violenti”. E spunta la cimice

Forconi-Roma-manifestazione-tuttacronacaI Forconi vicino a Danilo Calvani continuano a ripeterlo: “Siamo arrabbiati ma non violenti”. E mentre raggiungono piazza del Popolo a Roma, Aladino Castellani, uno degli esponenti del movimento, dice: “Chi oggi non è venuto ha già perso, noi siamo qui per combattere anche per loro che non hanno il coraggio di metterci la faccia”. Quello che i manifestanti, per la maggior parte over 40, si chiedono con maggiore frequenza è cosa accadrà in piazza.  Nota un ragazzo: “Dicono che ci saranno anche quelli di Casapound, saranno senza simboli e solo con il tricolore”. Gli rispondono: “Ma ci saranno 2.000 poliziotti in strada, speriamo vada tutto bene”. Il fatto è che ormai la gente ha paura: “È stato creato un clima mediatico di terrore, ora la gente ha paura”. “Non accetteremo atteggiamenti equivoci, quindi avvertiamo tutti che se mai qualcuno avesse intenzione di coprirsi il volto in piazza sarà denunciato da noi stessi alle forze dell’ordine, non accettiamo ingerenze nel movimento”, ha detto Aladino Castellani al momento della partenza. Intanto i manifestanti del presidio dei Forconi dei Partigiani a Roma mostrano un oggetto che hanno trovato: “Abbiamo trovato una cimice nascosta all’interno di un braccialetto di similpelle, che si trovava in terra nei pressi di un cassonetto dei rifiuti che era vicino al nostro presidio”. “La cimice – proseguono – era perfettamente funzionante ma noi abbiamo staccato i fili e l’abbiamo schiacciata. Fanno di tutto per controllarci, probabilmente è stata sistemata lì sotto richiesta del governo”.

Non solo Roma: manifestazioni anche in Sardegna

sardegna-forconi-tuttacronacaIn piazza d’Italia, a Sassari, si sta manifestando davanti al palazzo della Provincia con striscioni e finte bare. Quello che una cinquantina di forconi sardi, non legati direttamente al gruppo di protesta nazionale ma appartenenti al movimento Anti-Equitalia e al movimento per la Zona Franca in Sardegna chiedono, come spiegano gli organizzatori del sit-in, è “la ridiscussione di tutte le norme monetarie europee a partire dal Trattato di Maastricht, nell’ottica del riacquisto della sovranità finanziaria e monetaria”.  I rappresentanto del movimento hanno quindi aggiunto: “Senza la riconquista di una completa e operativa sovranità monetaria e di un ricollocamento dell’intero debito pubblico all’interno dell’economia italiana qualsiasi tentativo di uscire dalla crisi è destinato al fallimento”.

Treno bloccato nella notte a Pisa: Forconi sui binari

forconi-pisa-stazione-tuttacronacaManifestazione nel pomeriggio a Roma e già si sono contati i primi disagi in Italia. A Pisa, la scorsa notte circa 35 giovani hanno occupato per quasi un’ora i binari della stazione ferroviaria impedendo in questo modo a un intercity diretto a Salerno di riprendere la marcia dopo il suo arrivo in città. L’intenzione dei Forconi era di salire sul treno senza pagare il biglietto e raggiungere in questo modo la Capitale. Il convoglio aveva subito la stessa sorte accumulando un’altra ora di ritardo in partenza da Genova. Per quel che riguarda la stazione toscana, alla fine i manifestanti, provenienti da Viareggio, hanno acquistato un biglietto cumulativo e sono partiti poco prima delle sei per Roma con un treno interregionale. Come riporta la Nazione, secondo quanto appreso, sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri, non apparterrebbero a gruppi organizzati ma sarebbero simpatizzanti di estrema destra: qualcuno di loro sventolava il tricolore mentre non sono stati srotolati gli striscioni che avevano portato al seguito. I giovani hanno raggiunto Pisa con treni locali con l’obiettivo di salire proprio su quell’Intercity e le forze dell’ordine non escludono che fossero in contatto con qualcuno che già si trovava su quel convoglio che viaggiava con oltre un’ora di ritardo e il cui passaggio da Pisa, dove è giunto poco prima delle 4, era previsto alle 2.21.

Casapound pronta per Roma: “presidio statico”

manifestazione-casapound-tuttacronacaE’ Repubblica che intervista Simone Di Stefano, vicepresidente di Casapound, appena condannato a tre mesi con l’obbligo di firma per avere preso una bandiera Ue per sostituirla col tricolore. “Calvani dice che non ci vuole? E come ci impedirà di manifestare? Arriveremo in duemila in Piazza del Popolo. Il Coordinamento 9 dicembre ha chiamato tutti gli italiani e noi ci saremo, senza vessilli politici e con il tricolore”. E su quello che si aspetta dalla manifestazione di oggi a Roma: “Non credo che ci saranno scontri con la polizia. Noi non li vogliamo. Il presidio è statico, saremo lì con le maschere e il cappio al collo, per ricordare tutti i lavoratori e gli imprenditori che si sono suicidati per la crisi” e “rimarremo in Piazza del Popolo finchè la questione delle elezioni anticipate non diventerà una priorità nella discussione per giornalisti e politici”. In piazza, aggiunge, “accettiamo chiunque decida di manifestare senza vessilli politici. Anche sindacalisti e studenti di sinistra”. E i grillini “se sono davvero antisistema come dicono, devono lasciare 150 posti vuoti in Parlamento e scendere a manifestare con noi”.

Forconi in Vaticano: l’appuntamento è per domenica

forconi-vaticano-tuttacronacaNuovo appuntamento per il ‘popolo del 9 dicembre’: a segnarlo in agenda il leader dei Forconi siciliani Mariano Ferro che invita tutti domenica mattina in piazza San Pietro. Ritrovo alle 7. “Parteciperemo alla Santa messa. Vogliamo vivere un momento di serenità e di pace. Non possiamo rassegnarci, non vogliamo vedere violenza, non comprendiamo l’indifferenza del governo”. I Forconi ricordano: “I poveri non possono aspettare, ha detto qualche giorno fa Papa Bergoglio e noi che siamo i poveri ci affidiamo a lui ancor prima che agli uomini che decidono della nostra vita. Poveri ma ricchi, ricchi di voglia di vivere, ricchi di speranza, ricchi di voglia di serenita’, di pace e di giustizia. Ci piacerebbe se Papa Francesco lanciasse per noi un messaggio per quanto sta accadendo nel nostro paese”.

La settimana nera di Roma: la città in tilt

scioperi-roma-tuttacronacaE’ iniziato alle 8.30 lo sciopero dei mezzi, che durerà quattro ore, degli autisti dell’Atac e quello indetto al Cotral dalle segreterie regionali Filt-Cgil, Fit-cisl, Uil e Ugl Trasporti, Faisa Cisal e Sul Ct per il rinnovo del contratto scaduto nel 2007. Disagio quindi per la mobilità con la Capitale che deve fare i conti anche con le altre manifestazioni che si svolgeranno in città. Le difficoltà per la circolazione, infatti, proseguiranno domani e mercoledì, giorni nei quali la cittadinanza dovrà fare i conti con le targhe alterne. Ancora, ci sono i presidi e le manifestazioni. I militanti di Casapound si sono dati appuntamento per stamattina, alle 9, a piazzale Clodio, per chiedere la scarcerazione del loro vicepresidente, Simone Di Stefano, finito in manette sabato scorso dopo avere tentato di sostituire la bandiera europea con il tricolore nella sede della rappresentanza Ue in via IV novembre “Amare la nazione non è reato. Simone Libero”, è scritto sull’annuncio pubblicato sui social network, che in poco tempo si è diffuso a macchia d’olio. La notte scorsa uno striscione per la scarcerazione di Di Stefano è comparso anche nel presidio dei forconi a piazzale dei Partigiani. Ma non solo: mercoleì la protesta dei forconi arriverà a piazza del Popolo e già di parla di 40mila persone. Il prefetto Giuseppe Pecoraro, definisce inopportuno un accampamento nella piazza ma ritiene sarebbe invece possibile pensare ad un presidio ad oltranza “su altre piazze dove in genere si svolgono varie manifestazioni”. Come ad esempio piazza San Giovanni o in piazza Porta Pia. Un deciso no alla tendopoli in piazza del Popolo arriva anche dal sindaco Ignazio Marino. Oggi i forconi romani saranno di nuovo in Campidoglio, dovranno scegliere tra un’altra piazza, oppure insistere su piazza del Popolo e concludere la manifestazione la sera stessa. Il prefetto è ottimista, dice: “Troveremo una soluzione, è Natale, per i commercianti un’occasione importante”. Ma se intanto in casa degli stessi manifestanti il movimento si spacca, l’allerta resta alta per le forze dell’ordine, soprattutto per la possibilità di infiltrazioni. La Questura ha negato per mercoledì il corteo ai centri sociali in occasione della giornata per i migranti, ma loro dicono che sfileranno da piazza dell’Esquilino fino a Palazzo Valentini. “Mi auguro che ci sia un accordo” dice il Prefetto.

Roma sotto l’assedio di un movimento spaccato: Forconi a metà

forconi-roma-tuttacronacaIl 18 dicembre, a Roma, è prevista la manifestazione dei Forconi. Ma non sarà l’unica: il movimento si è infatti spaccato e i principali leader del gruppo, tra cui Mariano Ferro e Amedeo Chiavegato, sul loro sito ufficiale hanno detto di non riconoscere più quella manifestazione, annunciando peraltro che, nelle prossime ore, ne organizzeranno un’altra, che avrà luogo sempre nella Capitale. I leader, in questo modo, hanno preso le distanze da un’altra delle anime del movimento: Danilo Calvani. Afferma Lucio Chiavegato, leader veneto di quello che è stato definito il movimento dei Forconi: “La manifestazione dei ‘9 dicembre’ la faremo ma non adesso, non siamo organizzati e temiamo di non gestire la sicurezza”. Chiavegato rileva che il gruppo dirigente del movimento “non riconosce più Danilo Calvani e Gabriele Baldarelli”. “Non possiamo andare a Roma oggi – ha concluso – con il rischio di vedere tra le nostre fila chi viene per spaccare vetrine vestito da black block, soprattutto dopo che abbiamo conquistato la fiducia delle forze dell’ordine e che con loro abbiamo un ottimo rapporto”. Sulla stessa linea anche Mariano Ferro, che annuncia che non saranno “al raduno di mercoledì a Roma, per senso di responsabilità e per motivi di ordine pubblico: temiamo strumentalizzazioni”. Intanto sale la tensione nella Capitale, dopo che il prefetto, Giuseppe Pecoraro, ha definito “inopportuno” un eventuale accampamento a piazza del Popolo. Disagi in città e problemi al traffico si segnalano in molte zone del Paese.

Fumogeni e bombe carta vs cariche e lacrimogeni: scontri a Venezia

scontri-venezia-tuttacronacaGiornata calda oggi a Venezia, in Piazzale Roma, dove erano in programma due manifestazioni contrapposte, una delle realtà antagoniste, l’altra di Forza Nuova. La polizia ha reagito al lancio di fumogeni e bombe carta con alcune cariche ed il lancio di lacrimogeni. Il ponte di Calatrava è stato chiuso al transito. E’ il Gazzettino a raccontare quanto accaduto nel capoluogo veneto dove, durante la fase più cruenta degli scontri, i giovani dei centri sociali hanno lanciato verso le forze dell’ordine alcune transenne e bidoni dei rifiuti. La polizia ha risposto con cariche di alleggerimento e il lancio di lacrimogeni. Dal gruppo antagonista è partita quindi una sassaiola. Due giovani dell’area antagonista sono stati fermati dalla Questura dopo gli scontri con polizia e carabinieri in Piazzale Roma a Venezia. Secondo le prime informazioni, nei tafferugli avrebbero riportato leggere ferite e contusioni una decina di uomini delle forze dell’ordine. Stando a quanto riportato da fonti No Global, ci sarebbero 2-3 feriti alla testa, altri militanti con il naso rotto e due persone raggiunte da lacrimogeni all’addome. In seguito, la tensione è scesa con polizia e carabinieri che hanno ripreso il totale controllo dell’area ma la preocupazione è rimasta alta, perchè verso le ore 15 in Piazzale Roma era confluito anche il corteo di Forza Nuova, composto da 150 persone. A Venezia gli spiriti erano infervorati da giorni, come spiega ancora il Gazzettino. Doveva svolgersi un corteo di Forza Nuova, appuntamento alle 14.30 in piazzale Roma. In seguito la questura, proprio per evitare scontri, ha stabilito che quel corteo si sarebbe svolto al Tronchetto. I centri sociali hanno fatto la loro contromossa: stesso giorno, stesso luogo, appuntamento mezz’ora prima, obiettivo: impedire all’estrema destra di sfilare. Il gruppo dei centri sociali era formato da circa 250 persone, alcune con caschi in testa e con grossi scudi di protezione, per cercare di forzare il blocco di polizia e carabinieri alla base del ponte. I dimostranti intendevano avanzare verso l’area della stazione ferroviaria, interdetta dalla questura. Nel mezzo, però, si sono trovate le forze dell’ordine che hanno impedito ai centri sociali di raggiungere la stazione: si è scatenato il caos. In tutto questo c’è stato un fuggi fuggi generale, con molte persone in attesa degli autobus sul piazzale che sono fuggite per mettersi al riparo. L’Actv ha quindi deciso per motivi di sicurezza di deviare gli autobus di linea verso l’isola del Tronchetto. Tommaso Cacciari, portavoce dei “Disobbendienti veneziani”, ha accusato: “Ci hanno sparato addosso una pioggia di lacrimogeni ad altezza d’uomo: alcuni di noi, per questo, hanno ustioni allo stomaco e alla pancia”. Tra i dimostranti – ha riferito Cacciari – vi sarebbero diversi feriti, nessuno in gravi condizioni. “Ci hanno prima bloccato davanti al ponte della ‘Costituzione’ – racconta – con un numero di agenti pari solo a quelli utilizzati quando c’è stata la Lega, poi siamo stati caricati duramente. Il corteo si è difeso e ci sono state altre cariche”. In seguito agli scontri tra forze dell’ordine e manifestanti il nodo di Piazzale Roma, unico punto d’accesso a Venezia per auto e pullman, è stato chiuso precauzionalmente al traffico. Tutti i mezzi su gomma in arrivo verso la città lagunare sono stati fatti deviare verso l’isola in cui si trova il grande parcheggio del Tronchetto. Sul Ponte della Libertà che collega Mestre a Venezia si è formata di conseguenza una lunga coda, che ha reso difficile anche il passaggio dei rinforzi delle forze dell’ordine. Verso le 17 piazzale Roma è stato riaperto e la situazione è cominciata a tornare alla normalità.

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Scontri a Torino: contusi tra manifestanti e polizia

manifestazione-torino-tuttacronacaEra terminata senza incidenti la manifestazione dei sindacati a Torino ma in seguito, a quella degli studenti per il diritto allo studio, non sono mancati attimi di tensione in piazza Castello. Qui, alcuni studenti hanno lanciato uova di vernice colorata contro il Palazzo della Regione, imbrattandolo mentre le forze dell’ordine intervenivano per allontanarli.  Quattro ragazzi, di cui due minori, sono stati portati in Questura a Torino. Verranno identificati e probabilmente denunciati. In piazza è poi rimasto un presidio di studenti ma la situazione è stata riportata alla normalità. Si contano tuttavia quattro contusi: due tra le forze dell’ordine e due tra i manifestanti. Nella carica di alleggerimento della polizia contro i manifestanti che lanciavano uova di vernice verso il palazzo della Regione, due studenti sono rimasti contusi e, come denunciato dal segretario provinciale di Rifondazione Comunista, Sergio Locatelli, sono andati al pronto soccorso a farsi medicare per la sospetta frattura di due dita. Nella carica anche due agenti della Celere sono rimasti leggermente contusi. Nessuno è rimasto ferito. Nel corso della manifestazione organizzata dai sindacati un’autoambulanza è intervenuta per portare soccorso ad una donna incinta che era stata colta da un leggero malore.

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Protesta dei Forconi: sparo contro un manifestante!

sparo-manifestante-forconi-tuttacronacaDavanti alla rotonda di un centro commerciale a Termoli una manifestante di 21 anni era impegnata nel fermare gli automobilisti per consegnar loro i volantini della protesta del movimento dei Forconi. All’ennesima veuttura approcciata, tuttavia, l’amara sorpresa: è infatti spuntata una pistola ad aria compressa che ha sparato un colpo. La giovane vittima, fortunatamente, non ha riportato lesioni.

Non pietre, palloncini di vernice colorata: a Torino contro le spese pazze

manifestazioni-torino-cota-tuttacronaca“Da questa piazza vogliamo dire che condanniamo violenze, disordini e intimidazione, noi siamo una piazza civile e democratica”. E’ stato questo il messaggio lanciato a Torino, dove si è svolta una manifestazione di Cgil, Cisl e Uil. Il clima era quello del Primo Maggio alla quale hanno preso parte 10mila persone. “Dopo sei anni di crisi non c’è famiglia che non sia stata colpita, generando un dramma sociale, mentre il sistema industriale è in ginocchio. Sono 200 mila le persone che cercano lavoro, mentre i politici rimangono assenti e immobili. Basta con le spese ingiustificate, la credibilità della Regione è stata minata da spese che non c’entrano nulla con le spese pubbliche, mentre le famiglie hanno a che fare solo con rigore e austerità. A tutti non chiediamo più promesse, ma fatti”. Alberto Tomasso, segretario regionale del Pd, dice: “Siamo di fronte a tanti annunci, è ora di affrontare i problemi in ogni casa, in ogni famiglia, dove c’è malcontento e rabbia. Chiediamo un cambio di rotta, lavoro vero e buono, piani industriali, infrastrutture, rimettere in moto in Comune. Sulla Regione, io non credo che il problema siano le mutande verdi di Cota, o meglio, non solo questo. Certo, sarebbe l’ora di mettere in campo un briciolo di decoro, già solo per questo, per le mutande e per le gomme acquistate con i nostri soldi  bisognerebbe andare via. Ma non è solo per questo dire basta, bisogna dire basta perché le politiche della Regione non hanno portato a nulla”. E il segretario della Uil, Cortese, ha aggiunto: “Abbiamo sperimentato l’incapacità di governo della Regione. Non solo, chi ha preso soldi per cose personali dovrebbe essere sommerso dalla vergogna. Una raccomandazione a chi tornerà nelle province con i bus, se prendete un caffè all’autogrill non buttate lo scontrino per terra perché qualcuno potrebbe raccoglierlo e farselo rimborsare sempre con i nostri soldi”. Davanti al palazzo della Regione la polizia carica: i manifestanti lanciano palloncini pieni di vernice colorata.

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Il governo convoca i forconi… e nel movimento si spaccano

forconi-governo-tuttacronacaIl Coordinamento del 9 dicembre sta valutando se accogliere o meno la proposta avanzata dal governo: i Forconi sono infatti convocati a un tavolo negoziale a Palazzo Chigi. Si tratterebbe di un primo appuntamento per avviare un confronto sui temi del movimento. Il governo è infine pronto al dialogo e ora il movimento è con le spalle al muro, costretto a scegliere tra l’accettare il confronto o il radicalizzare lo scontro con le forze di polizia. Come riporta La Stampa, a metà giornata si svolgerà al presidio di Soave un incontro tra pezzi del movimento che sono pronti ad andare a scoprire le carte del governo. Ma già il leader che gira in Jaguar, Danilo Calvani ha espresso il suo parere negativo. Sulla pagina Facebook scrive: “Il governo ci ha convocati. Rigettiamo l’invito ed escludiamo qualsiasi trattativa. L’unica cosa che devono fare è dimettersi”.

“Effetto Forconi”: al mercato merce buttata e prezzi lievitati

forconi-torino-tuttacronacaA Torino si annunciano nuove proteste ma per il momento lo sciopero del Movimento dei Forconi è terminato. Così, ieri, il mercato è tornato ad aprire. E a fare i conti con quanto accaduto nei giorni precedenti: i prezzi all’ingrosso sono raddoppiati mentre non c’è stata la corsa agli acquisti e questo significa che, chi prima della protesta non aveva svuotato il banco  si è trovato a buttare la merce avenzata. Sono Fabrizio Assandri e Paolo Coccorese a spiegare, su La Stampa, che gli acquisti sono stati pochi, dopo il lungo sciopero, mentre i prezzi risultano più alti:

Il motivo dietro i cancelli del Caat, il mercato all’ingrosso. È stato liberato dai blocchi, ma i prezzi della verdura sono aumentati rispetto a venerdì, la merce era poca. Qualcuno azzarda che si tratti di speculazione, altri parlano del mix letale tra il maltempo al Sud e i disagi degli scioperi. C’è chi ha persino rinunciato a rifornirsi. Il banco di Angelo Arricale, al mercato di corso Sebastopoli, ieri era vuoto al 90 per cento, c’erano solo dei porri. «Clementine, carciofi, zucchine e peperoni sono aumentati dai 20 ai 50 centesimi al chilo rispetto a venerdì».

Chi non è riuscito a vendere prima della protesta ha dovuto buttare la merce:

Chi non era riuscito a fare fuori tutto prima della serrata (come ha fatto la maggior parte degli ambulanti) s’è trovato la merce in casa. «Abbiamo tenuto la frutta in frigo, ma molta era da buttare» dice Marco Franco dal suo banco in corso Racconigi. Quello che s’è salvato è stato riproposto ai clienti, in saldo.

Molti sono stati, inoltre, i cittadini che hanno dimostrato solidarietà alla protesta, preferendo il mercato ai supermercati:

Molti hanno appoggiato la protesta – in piazza Nizza c’è chi per solidarietà ha evitato di rifornirsi al supermercato -. Alcuni si sono lamentati. «Il 40%, quasi tutti pensionati, erano arrabbiati perché non sapevano dove fare la spesa», dice Giada Pagano in piazza Forconi.

Nuovi disagi sono già annunciati:

I blocchi stradali e il diffondersi della protesta al Sud, specialmente in Puglia, aumentano le difficoltà. Se si fermano i tir, i grossisti rischiano di rimanere all’asciutto di verdura, frutta e formaggi. E i prezzi sono destinati a salire.

Pronti a leccarvi i baffi? Il caviale diventa di… lumaca!

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Pronti a leccarvi i baffi? Il caviale ora è di lumaca e costa circa 1600 euro al kg una vera e propria prelibatezza, almeno secondo quanto affermano  Davide Merlino e Michelangelo Sansone che in Sicilia hanno messo in piedi il più grande allevamento di gasteropodi e lanciato l’idea del caviale di lumache, dalle loro uova che «profumano di erba e foglie ». Ma c’è anche il vino di giuggiole che oggi viene prodotto nelle Marche da Martina Buccolini, nelle stesse terre dove da anni i suoi genitori hanno cominciato a coltivare frutti selvatici dimenticati, dal gelso nero alle visciole, per creare prelibate conserve. Poi è arrivata lei, e da vecchi libri, antiche leggende e con molti tentativi, ha messo a punto il brodo di giuggiole: frutto selvatico dal sapore simile al dattero e al fico con un fondo di miele, pronto a da bere a 18 euro la bottiglia dopo quattro anni di lavorazione. Per gli allergici al latte vaccino, la sorpresa dagli Oscar alimentari arriva dalla Sardegna dove Maria Atzeni ha cominciato ad usare «il latte delle mie 500 pecore non per le solite ricotte o pecorini ». «Volevo qualcosa di diverso — racconta — e, a furia di tentativi, anche se nessuno ci credeva, sono riuscita a produrre una mozzarella che non ha nulla da invidiare a quelle di bufala e non fa male agli intolleranti». Cibo per gli allergici, nettare per i golosi e persino mobili per chi vuole rispettare la natura sino in fondo. Come il pugliese Marcello Rossetti che ha lanciato la prima linea di agrimobili, Skalindi, interamente rivestiti dalla fibra di fico d’India, che viene estratta dalle pale ancora verdi, senza utilizzo alcuno di prodotti inquinanti e che, stesa in lamine, crea un materiale resistente e bellissimo, ricco di venature. E se in Puglia hanno trovato un nuovo utilizzo per le foglie di fico una volta destinate dalla discarica, Daniele Gioia e Annarita Marchionna, entrambi laureati in tecnologie alimentari, hanno messo a punto la coltivazione i funghi recuperando fondi di caffè come nutrimento, come base. E quei funghi hanno conquistato gli acquirenti col loro sapore energetico. Innovazione e tradizione legano altri due concorrenti agli Oscar, dedicati alla vanità o alla cura del proprio corpo. Sono le creme create in Trentino da Marina Donati con le erbe delle sue montagne, dalla stella alpina fino all’arnica e all’artemisia (che poi sono vendute sul web), e le morbide spugne di zucca di Angelina Muzzu.

“Quando i forconi fanno oh”: quinto giorno di protesta… e l’ospite inatteso

forconi-modena-tuttacronacaE’ il quinto giorno di mobilitazione in Italia e a Modena i manifestanti si sono trasferiti al casello di Modena Nord, dove mantengono la promessa di procedere ad oltranza con il blocco del traffico. Come spiega ModenaToday,  da martedì ad oggi si sono svolti volantinaggi che hanno avuto il preciso obbiettivo di rallentare il flusso veicolare, senza tuttavia mai bloccare fisicamente i mezzi in transito. Nella giornata odierna è stata rallentata la circolazione tra il casello Modena nord e la rotatoria G.B. Marino, con molti  mezzi pesanti che formano lunghe code in ingresso. La Polizia Municipale ha deciso intorno alle ore 10 di sospendere momentaneamente il traffico della tangenziale di Modena verso il casello. I manifestanti hanno anche allestito un accampamento, dove trascorrono la notte mentre “forze nuove” arrivano da diverse zone della provincia. E ieri hanno avuto anche un ospite: il cantante Povia è infatti giunto al presidio dove si è intrattenuto con i manifestanti ai quali ha espresso la sua solidarietà. Ieri si è svolto anche un incontro tra una delegazione dei manifestanti e il Prefetto di Modena, Michele di Bari, che ha dato atto loro che “sino a questo momento la protesta si è svolta nel rispetto della legalità” e ha ribadito l’esigenza che tutte le iniziative in atto, espressione del diritto costituzionalmente garantito di manifestare, continuino nel segno “dell’osservanza delle regole e della salvaguardia dell’altrui diritto alla libera circolazione”. In Facebook, sono state pubblicate le foto di Christian Cestari e Anna Criscio che testimoniano quanto sta avvenendo nella manifestazione pacifica:

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Questa volta gli italiani restano proprio senza mutande… colpa dei forconi!

intimo-rosso-natale_tuttacronacaI Forconi proseguono la loro protesta e, tra gli effetti collaterali, anche il fatto che, a causa dei loro blocchi stradali, gli italiani rischiano di restare letteralmente senza mutande. Le manifestazioni stanno infatti mettendo a rischio gli approvvigionamenti dei negozi di intimo in tutto il Paese. Il pericolo che boxer, magliette, reggiseni non arrivino in tempo per Natale, periodo nel quale più si vendono capi di questo genere, è concreto. Lo spiega a Repubblica Gianluigi Cimino, amministratore delegato di Yamamay, azienda lombarda di biancheria intima: “Ci faranno perdere un’occasione di vendita che per molte aziende è vitale”. Secondo Cimino, tra l’altro, questa protesta rischia di mettere in ginocchio un’intera economia: “Abbiamo già perso quattro o cinque milioni di euro – spiega sempre l’Ad – capisco i motivi della loro protesta ma non si può bloccare un paese così” E aggiunge: “Abbiamo 100mila capi prodotti da terzisti italiani, in Lombardia e Puglia dove c’è un grande polo manifatturiero dell’intimo nella zona di Andria e Bitonto, che sono fermi sui camion lungo le strade e nei depositi perché fuori dai maggiori spedizionieri ci sono picchetti dei Forconi che bloccano il passaggio”.

E i Forconi raggiungono le sedi di Equitalia…

equitalia_verona-tuttacronacaI Forconi hanno mantenuto anche oggi i loro presidi in una decina di località venete dove stanno causando un forte rallentamento del traffico, specie in prossimità dei caselli stradali. Ma non solo, come spiega il Gazzettino, un gruppo di manifestanti questa mattina ha raggiunto la sede di Equitalia a Mestre, nel Veneziano, e il direttore ne ha ricevuto una delegazione. Un altro gruppo si è inoltre spostato presso quella di Verona. In entrambi i casi, la situazione è rimasta tranquilla.

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Bombe carta a Roma: la manifestazione a La Sapienza raggiunge i tetti

la sapienza-manifestazione-tuttacronacaNon si placano le proteste in Italia e oggi gli studenti de La Sapienza sono scesi in piazza. L’occasione è la manifestazione contro la Conferenza Nazionale sulla Green Economy che si svolge nell’aula magna. I giovani hanno sfondato le transenne e lanciato bombe carta mentre le forze dell’ordine difendono l’ingresso. All’interno dell’Aula magna sono presenti i ministri Saccomanni, Orlando, Lorenzin, Giovannini, e altri sono attesi. I lavori della conferenza nel frattempo proseguono ed è stato trasmesso anche un video messaggio del premier Enrico Letta. Alcuni studenti tra quelli che protestano all’Università la Sapienza sono anche saliti sul tetto della facoltà di Fisica esponendo uno striscione. Tra gli studenti in protesta anche diversi specializzandi di Medicina che lamentano i tagli alle borse di studio. “Questa è l’ennesima passerella odiosa – spiegano – un incontro vergognoso, mentre la ricerca è asservita agli interessi dei privati”.  Ma durante la manifestazione sarebbero anche stati fermati due studenti mentre la polizia avrebbe effettuato delle cariche, stnado a quanto raccontano gli stessi giovani mentre, in corteo, accerchiano l’Aula Magna dell’ateneo dove l’incontro si svolge. La polizia sta presidiando la zona ed il corteo è stato momentaneamente bloccato. Gli studenti urlano “bella scena la celere che carica gli studenti all’università. Non ce ne andiamo finchè non ci restituite i nostri compagni”.

Forconi, l’alba del quarto giorno da Ventimiglia alla Puglia

forconi-ventimiglia-tuttacronacaE’ arrivata al quarto giorno la protesta dei Forconi e ancora ci sono disagi in tutta Italia. In Puglia, all’altezza di Barletta, un presidio sulla statale 16 rallenta il traffico. Come riferisce polstrada, sono circa 25 i mezzi fermi su una corsia di marcia. Piccolo presidio anche sulla corsia di emergenza, direzione sud, della tangenziale di Bari che finora non crea disagi. Una decina di persone si è invece radunata in piazza prefettura, a Bari, con l’intenzione, a quanto riportano i social network, di sfilare in corteo. Per quel che riguarda Torino, una delle città più calde nei giorni scorsi, la situazione è tranquilla e “attentamente monitorata” dalla Questura: alcuni presidi sono presenti in città e nella provincia, con finalità informative, senza intralcio della viabilità. Il quarto giorno della protesta del Coordinamento 9 dicembre, a Roma, è iniziata all’alba a piazzale dei Partigiani dove i manifestanti si sono svegliati presto, mettendo a posto i sacchi a pelo e le tende per allestire la colazione. “E qui abbiamo intenzione di rimanere fino a quando tutti quelli al Governo non se andranno a casa”. A Ventimiglia, nella zona della rotonda della frazione Latte, poco prima delle 7 di questa mattina, un gruppo di manifestanti, che si è radunato in maniera spontanea, ha bloccato l’accesso alle frontiere mettendo di traverso alcune auto lungo la statale Aurelia. Il traffico è bloccato, con i mezzi che non possono raggiungere nè la frontiera di Ponte S.Ludovico nè quella di Ponte S.Luigi. I manifestanti hanno annunciato si sposteranno anche verso la barriera autostradale della A10. A Ventimiglia, in mattinata, è prevista anche una manifestazione di protesta da parte di frontalieri, studenti e commercianti.

Marino e la preoccupazione per la manifestazione dei Forconi a Roma

forconi-roma-tuttacronacaIl movimento dei Forconi ha indetto una grande manifestazione a Roma per la prossima settimana e il sondaco della Capitale Ignazio Marino ha detto di essere “preoccupato”. A New York, dove si trova, ai giornalisti ha spiegato che “E’ molto facile che si possano infiltrare persone violente”, sottolineando però come la Capitale abbia il dovere di ospitare le manifestazioni di carattere nazionale. Marino ha inoltre affermato che quella dei Forconi “è una protesta che nasce da legittime preoccupazioni generate dal profondo disagio economico che il Paese continua a vivere”. Quindi ha proseguito: “sì, sono preoccupato per Roma. Perchè è molto facile, come accaduto in passato, che in manifestazioni che esprimono con grande determinazioni un disagio si inseriscano persone violente che trasformano una protesta legittima in una situazione di pericolo per la popolazione e per la città”. Ma visto Roma è la capitale e “deve quindi necessariamente ospitare le manifestazioni di carattere nazionale”, l’assessorato al bilancio sta lavorando a un “documento tabellare che indichi gli extra-costi che Roma deve sopportare nello svolgimento del suo ruolo di capitale. Che si tratti di una manifestazione o della santificazione di due papi che si terrà nel 2014 e che attirerà nella Capitale 5 milioni di visitatori in una settimana, si tratta di eventi che richiedono un riconoscimento economico da parte del governo nazionale”.

“Devi saper tutto”: rispondere con una poesia alla violenza dei Forconi

libreria-forconi-tuttacronacaIeri l’assalto da parte di alcuni manifestanti appartenenti al Movimento dei Forconi, oggi la risposta. Alla libreria Ubik di Savona, martedì alcuni manifestanti erano entrati intimando di chiudere l’esercizio e di bruciare i libri: “Un gruppetto di loro si è fermato sulla soglia. Ci hanno urlato ‘Chiudete la libreria, bruciamo i libri'”. La risposta non ha tardato ad arrivare, via facebook,dove hanno preso una posizione netta.  Questo il post pubblicato accompagnato da una foto del rogo del 1933 ad opera dei nazisti, accompagnata da una poesia di Bertold Brecht.   libreria-forconi2-tuttacronacaAlcuni manifestanti della protesta dei “Forconi” un’ora fa sono entrati alla libreria Ubik di Savona, urlando davanti ai clienti “Chiudete la libreria !! Bruciate i libri!!”  E’ seguito un battibecco verbale, davanti anche a Andrea Chiovelli giornalista di Savonanews e alla tv dell’Università.  La frase “Bruciate i libri!!” fa venire i brividi. Riporta a periodi bui della storia.  Speriamo che la protesta si affranchi da chi pare la stia strumentalizzando e orientando in modo violento e quasi eversivo, in stile fascista.  Ai ragazzi che sono entrati urlando questa frase, regaliamo la foto dell’ultimo rogo del 1933, e una poesia di Brecht…  Meditate… 

DEVI SAPERE TUTTO 

Impara bambino a scuola
impara uomo in carcere
impara donna in cucina
frequenta la scuola,
senza tetto
procurati sapere
tu che hai freddo
affamato, impugna il libro
è come un’arma.
Non temere di fare domande
verifica le cose che leggi
ciò che non sai di tua scienza
in realtà non lo sai. 
(Bertold Brecht)

Forconi shock: “Bruciate i libri!”

forconi-savona-tuttacronacaE’ ArticoloTre che riporta il messaggio lanciato da alcuni manifestanti del Movimento dei Forconi a Savona. Entrati nella libreria Ubik della città ligure, avrebbero intimato: “Chiudete la libreria! Bruciate i libri!” Ieri le proteste avevano visto la città invasa dai manifestanti, tanto che si era creato anche un fronte politico e civile fortemente ostile ai “forconi”. Da qui la decisione di introdursi nell’esercizio e quella frase che è stata recepita dalla popolazione come un insulto. Lo stesso proprietario, Stefano Milano, ha spiegato come vi sia stato “un battibecco verbale, davanti anche a un giornalista di Savonanews e alla tv dell’Università”. L’uomo ha aggiunto che “La frase ‘Bruciate i libri!!’ fa venire i brividi”. La vicenda ha fatto il giro del web, dove molti paragonano l’accaduto al rogo dei libri voluto da Hitler nel 1933.

Protesta dei forconi, terzo giorno: l’appello della Boldrini ai politici

forconi-tuttacronacaSono stati annunciati presidi e blocchi stradali a Torino, all’alba del terzo giorno della protesta dei Forconi, quando nel capoluogo piemontese la polizia ha provveduto a sgomberare il presidio di piazza Derna. I manifestanti sono attivi anche in Veneto, dove per il momento il traffico è regolare. Le zone maggiormente interessate della manifestazione sono quelle dei caselli autostradali della A4 di Soave (Verona), Montecchio (Vicenza) e Vicenza Ovest. Nel frattempo, parlando di quanto sta accadendo, il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha lanciato il suo appello, chiedendo alla politica di dare risposte ai manifestanti: “Non ci devono colpire le proteste, perché si tratta di persone messe a dura prova. La protesta non deve essere ignorata, ma va ascoltata. Fare polemiche di palazzo non serve, la gente è stanca. Quello che proprio non va fatto, e ce lo insegna Mandela, è seminare odio”.

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