Restituita la scorta al Capitano Ultimo

capitano-ultimo-tuttacronacaNuovo cambio di decisione: oggi sarebbe dovuto essere il primo giorno senza scorta di Capitano Ultimo, il colonnello Sergio Di Caprio, l’ufficiale dei carabinieri, che assieme ai suoi uomini il 13 gennaio del 1993 ha arrestato Totò Riina, è stato condannato a morte da Cosa nostra. La notizia era circolata alcuni giorni fa, denunciata da Panorama e ricevuta con sdegno dai cittadini. Ieri sera, invece, lo stesso Comitato Provinciale per la Sicurezza che il 9 gennaio scorso aveva revocato la tutela all’eroe antimafia, è tornato sui suoi passi. Proprio in questi giorni il Capo dei Capi, dal carcere di Opera, ha pronunciato parole di minaccia per i magistrati e per le forze dell’Ordine. Marcia indietro, quindi, da parte del prefetto di Roma Pecoraro che nella riunione di ieri sera ha riconsiderato le posizioni assunte dalla struttura da lui presieduta. La decisione era stata commentata anche dalla figlia di Carlo Alberto Dalla Chiesa, Rita, che aveva stigmatizzato la decisione di annullare la tutela per un investigatore odiato da Cosa Nostra come De Caprio: “Difendendo Capitano Ultimo è un po’ come se difendessi mio padre – ha detto – perché anche a lui stanno facendo quello che fecero con mio padre: cercare di isolarlo non permettendogli neanche di fare carriera e di diventare generale. E’ un uomo libero, libero come mio padre: togliergli la protezione significa condannarlo a morte”. Nella giornata di mercoledì anche il senatore Aldo Di Biagio aveva detto la sua, presentando un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno affinché sollecitasse un intervento di rettifica della decisione del Comitato. Mancano tuttavia le risposte per quel che riguarda l’impossibilità di Capitano Ultimo di avere avanzamenti di grado. Anche in questo caso una notizia resa nota da Panorama che aveva scritto che l’ufficiale non è stato ammesso alla Commissione d’avanzamento per la promozione a generale, come avvenuto per i suoi compagni di corso. Secondo i vertici del Comando Generale, l’eroe antimafia non aveva i titoli necessari per essere valutato, poiché non ha mai retto il Comando Provinciale per il periodo di due anni, condizione necessaria ed imprescindibile per passare di grado. Lo stesso regolamento dell’Arma, però, prevede che certi investigatori, preziosi per la lotta alla criminalità, possano ugualmente essere valutati se – sempre per un periodo di due anni con il grado di colonnello – ricoprono un incarico all’interno del Ros, il reparto dell’Arma dedicato alla lotta alle mafie.

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Solo in Italia! Tolta la scorta al Capitano Ultimo

capitano-ultimo-tuttacronacaIl 15 gennaio 1993 il colonnello Sergio De Caprio, l’ufficiale dei carabinieri noto come Capitano Ultimo, arrestava, assieme ai suoi uomini, il boss della mafia Totò Riina. Ora, stando a quanto pubblicato da Panorama nel numero che uscirà questa settimana, all’eroe antimafia è stata tolta la scorta su decisione del Comitato per la sicurezza presieduto dal prefetto di Roma. Dal 24 gennaio quindi “il Capitano Ultimo si muoverà a bordo di un motorino per evitare di diventare un facile bersaglio”. E questo nonostante Riina, dal carcere, minacci, ordini e decida esecuzioni di servitori dello Stato. L’uomo condannato a morte da Cosa Nostra per avere messo le manette al Capo dei Capi, dopo 24 anni di latitanza, quindi, da venerdì prossimo dovrà rinunciare alla protezione. La notizia esce proprio a pochi giorni dalla pubblicazione delle conversazioni di Riina con un boss della Sacra Corona Unita. In quelle stesse intercettazioni, le parole pronunciate da Riina dimostrano come il boss sia ancora saldamente al vertice di Cosa Nostra. Non è la prima volta che il Capitano Ultimo, del quale non si conosce neanche il volto, resta senza protezione. Già nel 2009 la tutela armata gli fu sospesa per un errore, e lui, per evitare di diventare un facile bersaglio decise di muoversi in motorino nel traffico della Capitale, poi, dopo qualche giorno la scorta gli fu ripristinata. Ora questa nuova decisione non mancherà di creare polemiche. Arriva inoltre a pochi giorni dalla pubblicazione della notizia secondo cui l’erede di Carlo Alberto Dalla Chiesa non potrà essere promosso a causa di un cavillo nel regolamento dell’Arma che ne ha bloccato il passaggio di grado a generale.

Video shock, Babbo Natale e la “scorta” dei caccia

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Arriva, come ogni anno la possibilità di fare un tracciato della slitta di Babbo Natale, che consente ai bambini di tracciare il percorso, ma questa volta il Norad (North American Aerospace Defense Command, il Comando di difesa aerea del Nord America) ha introdotto una sorpresa, la slitta è scortata da due caccia. Immediate le reazioni

dei gruppi per la protezione dei bambini.

Non senza ironia, il Norad ha anche precisato che la slitta “non sarà soggetta alle stesse regole dei voli di linea che devono segnalare la loro presenza sul Mar della Cina”, dove Pechino ha recentemente introdotto una zona di difesa aerea (non riconosciuta dagli Stati Uniti) a difesa delle contese isole Senkaku.

Il Comando aereo ha quindi spiegato di aver affiancato il carico di regali trainato dalle renne con “un paio di F-18” perché “aggiungere i caccia è stato un tocco di realismo: volevamo farvi sapere che questo è un nostro video, siamo militari e questa è la nostra missione”.

Ma l’aggiunta non è piaciuta a tutti, tanto che Josh Golin, direttore della Campaign for a Commercial-Free Childhood ha deplorato l’iniziativa che “gioca sulle paure dei bambini che Santa Claus può essere vulnerabile a un attacco”.

L’assessore che porta la pistola in Regione Veneto: “non si sa mai”

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Dopo gli scontri non solo verbali, ma anche fisici avvenuti in Aula Giulio Cesare a Roma e nel Consiglio Regionale a Torino, ora emerge che c’è chi arriva in Consiglio con tanto di pistola. l’assessore Servizi sociali in Veneto passato al gruppo della rinata Forza Italia, Remo Sernagiotto, ha affermato:

“Porto la pistola in Regione Veneto e non ho mai sparato. E’ solo per difesa, qui non si sa mai”.

L’assessore ha poi precisato che lui non ha la scorta o l’auto blu: “Mi muovo con la mia mini per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati”.

Sernagiotto ha un regolare porto d’armi da 30 anni e comprò la pistola per difendersi da alcune minacce. Oggi la porta perché si muove spesso, da solo e fino a notte fonda, per partecipare ad incontri e riunioni: “Che ho la pistola lo sanno tutti, così come tutti sanno che non l’ho mai usata. Non vado al poligono e mica sono un pistolero. Sono un uomo pacifico, ogni tanto sparo qualche colpo nel bosco per evitare che si arrugginisca”.

L’assessore spiega: “Quando mi muovo vado sempre da solo con la mia Mini rossa per evitare di incidere sulle spese della Regione e l’arma la porto con me per difendermi dai malintenzionati. Non sarei mai in grado di sparare ad una persona, ma se fosse necessario magari con due colpi in aria eviterei il peggio. La pistola l’ho comprata non quando facevo politica ma da imprenditore su consiglio degli stessi carabinieri dopo che avevo subito una serie di furti”.

Lucio Tiozzo, capogruppo Pd nel consiglio regionale del Veneto, ha dichiarato: “Non è ammissibile entrare in Consiglio regionale con armi. Ci appelliamo al Presidente Clodovaldo Ruffato perchè faccia rispettare questo. Se dovesse servire, anche con l’installazione di metal detector”.

Tiozzo ha poi aggiunto: “Siamo contro i cittadini ‘fai da te’, devono essere le forze dell’ordine a difenderli. Nel caso, poi, siamo davanti ad un assessore ai Servizi sociali, che dovrebbe essere un segnale per una società più serena e più coesa”.

E proprio Ruffato si è detto “esterrefatto” per la vicenda: “Sono rimasto stupito, esterefatto. Non deve più succedere. Darò disposizioni perché nessuno possa più entrare con qualsiasi tipo di armi in Consiglio Regionale. Confido nel buon senso e nella maturità dei consiglieri – ed ha aggiunto scherzando -. In giunta non so se ha bisogno di protezione, qui in Consiglio sicuramente no”.

La scorta del Cavaliere placca “la Iena”

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Enrico Lucci, una de Le Iene, oggi si è presentato al Congresso Nazionale del Pdl e ha cercato di avvicinare Silvio Berlusconi mentre saliva in auto. Le guardie del corpo del Cavaliere lo hanno prontamente fermato. Ecco la sequenza di foto del “placcaggio” alla Iena:

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Matrimonio con la scorta!

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Vittima dello stalking dell’ex una donna pontederese, nel Pisano, è stata costretta a un matrimonio ‘blindato’ con tanto di scorta di una  decina di poliziotti in borghese fuori e dentro la chiesa. L’ex infatti l’aveva minacciata di gettarle l’acido in faccia così si sono rese necessarie misure di sicurezza eccezionali. Per fortuna alla fine lo spasimante respinto non si è visto e i fidanzati, emozionati e impauriti, sono riusciti a sposarsi. Nessuna traccia dell’ex minaccioso neppure all’uscita dalla chiesa e del tradizionale lancio del riso, pratica anche quella sorvegliatissima da parte degli agenti ‘di scorta’ in borghese.

Marino pedala da solo, dopo lo scandalo della nomina del capo della municipale

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Il sindaco e i vigili… forse per questo Marino passerà alla storia. Non per quelle sue pedalate spesso ritratte nelle foto a beneficio di un’immagine che promuova l’ecologia in città, non per la pedonalizzazione dei Fori che ha messo in ginocchio la zona commerciale poco distante dal Colosseo, non per per il suo sorriso pronto a scattare a ogni click, ma per quelle umiliazioni inflitte al corpo municipale della capitale. Che ci fosse bisogno di una rivoluzione questo era sotto gli occhi non solo dei romani, ma anche dei numerosi turisti che erano costretti a visitare una città degradata e invasa dalle infrazioni automobilistiche. Una città in cui la normalità era il caos e bastava qualche goccia di pioggia per bloccare interi quartieri… ma come in ogni cosa il modo deve essere adeguato per raggiungere il fine e forse questa volta Ignazio Marino ha superato il limite.

Il Messaggero riporta che gli agenti della Municipale:

“due per turno, che «scortavano» Ignazio Marino nelle sue pedalate istituzionali,non sono più al suo fianco” da lunedì.

E’ stato lo stesso sindaco a auto-sospendere il servizio e i ciclisti del corpo dei vigili urbani sono tornati a pedalare lungo i Fori, in via del Corso, fino alla Caffarella, ma non più al fianco del primo cittadino che ora pedala da solo.

Ma per capire la tensione che si respirava tra Ignazio Marino e i vigili urbani bisogna risalire al 10 ottobre quando alla festa del corpo c’erano davvero tutti, eccetto due presenze eccellenti: il sindaco e il capo della municipale, il cui posto ancora risultava vacante. Mai in 143 anni la municipale di Roma aveva festeggiato senza il Capo eppure al sindaco Marino l’impresa è riuscita. Come giustamente fa notare La Repubblica:

“è come se il ministro degli Interni mancasse la festa della polizia o il titolare della Difesa l’anniversario dell’esercito”.

Eppure, osserva ancora La Repubblica:

“Neanche la Madonna della Consolazione a cui è intitolata la chiesa dove alle nove di mattina si recita messa con tanto di banda ma nessun rinfresco, tanto c’è poco da festeggiare, ha indotto Marino a più miti consigli: i vigili hanno sabotato la nomina del colonnello Oreste Liporace, esponendolo a una figuraccia planetaria, e lui gliel’ha giurata, spedendo al posto suo l’assessore ai Lavori pubblici in fascia tricolore”.

“Uno schiaffo al quale i pizzardoni hanno risposto in massa, […] tra le navate e la piazzetta sotto la Rupe Tarpea, c’era un gran pienone: 27 comandant isu 27, un’infilata di ex (Giuliani, Renzi, Tozzi, Buttarelli), i leader dei sindacati e delle associazioni di categoria, una marea di vigili di strada venuti a difendere l’onore e applaudire la reggente, Donatella Scafati, lanciatasi in una sorta di invocazione laica dopo che pure il parroco li aveva esortati a farsi «coraggio, siete delle brave persone che non meritano di essere infangate né umiliate»”.

E ancora:

“Non abbiamo bisogno di un comandante che restituisca la dignità al Corpo perché il Corpo ha dignità ed integrità», scandisce la Scafati con la voce incrinata. «Noi siamo uniti, andiamo avanti nonostante le difficoltà e continueremo a lavorare come abbiamo sempre fatto”.

Ma cosa dicono i vigili?

Marino, “ha avuto paura”!

Slittano due date dello spettacolo di Giulio Cavalli: nuove minacce per lui

cavalli_minacciato-tuttacronacaNuove minacce per l’attore antimafia Giulio Cavalli: nel giardino della sua abitazione romana ieri è stata rinvenuta una pistola carica e il 36enne oggi è stato trasferito in una località protetta. Da tempo sotto scorta, l’attore doveva andare in scena oggi al Nuovo Teatro Sanità di Napoli con lo spettacolo “L’innocenza di Giulio – Andreotti non è stato assolto”, rappresentazione in programma anche domani a Caserta. Cavalli, vista la situazione, ha chiesto e ottenuto dal teatro partenopeo di procrastinare le date dei due spettacoli.

Incidente stradale per Crocetta, salvo il Governatore, grave la scorta.

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L’incidente stradale sull’autostrada Siracusa-Catania ha visto coinvolto il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta mentre si recava al congresso provinciale de Il Megafono nel capoluogo etneo. L’incidente sarebbe avvenuto nella zona di Cassibile, nel Siracusano, dove l’auto avrebbe perso il controllo e si sarebbe schiantata contro uno dei piloni di nuova costruzione. Al momento il tratto autostradale è stato chiuso per consentire di svolgere i rilievi da parte delle forze dell’ordine.

Il governatore è rimasto illeso, mentre sono feriti due agenti di Polizia della sua scorta, uno dei quali sembrerebbe gravi condizioni. Sono intervenuti anche i vigili del fuoco per estrarre  dalle lamiere della macchina incidentata, l’uomo della scorta che viaggiava vicino al conducente.

Annullati tutti gli appuntamenti della festa del Megafono di Catania. L’organizzazione del Megaforum su disposizione del coordinatore provinciale, Giuseppe Caudo, ha deciso di annullare il corso di formazione per gli amministratori del Megafono che si sarebbe dovuto tenere domani mattina, domenica 22 settembre e tutti gli spettacoli del Megaforum.

Crocetta è stato portato nel pronto soccorso dell’ospedale Umberto I di Siracusa per stare vicino ai due agenti di polizia e a un addetto della segreteria rimasti feriti nell’incidente. Il governatore ha anche inviato un breve annuncio da leggere al Megafono e la notizia è stata resa nota in sala.
Nel nosocomio si è recato anche il direttore sanitario della Asp aretusea, Anselmo Madeddu. E’ intervenuto anche Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando con un messaggio: “Sono vicino agli agenti coinvolti nell’incidente di oggi ed esprimo la mia solidarietà al Presidente Crocetta e alla Polizia di Stato. Aspetto con trepidazione notizie sullo stato di salute degli agenti, alcuni dei quali conosco personalmente”.
 Il sindaco di Gela Angelo Fasulo appresa la notizia dell’incidente stradale in cui sono coinvolti gli uomini della scorta del Presidente Crocetta affida a facebook ed a Twitter “un pensiero a loro ed alle loro famiglie ed augurio di pronta guarigione”. “Siamo vicini ai poliziotti della scorta del Presidente. Uomini validi che lavorano h24 spendendosi per lo Stato con alto senso del dovere, auguri per una pronta guarigione”, è invece il messaggio di Alessia Liardi, coordinatore del movimento “Il Megafono” di Gela.
Dichiarazione ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione Gianpiero D’Alia appena appresa la notizia ha commentato così: “Sono vicino agli agenti di scorta rimasti feriti nell’incidente stradale che ha coinvolto anche il Presidente Rosario Crocetta. Condivido l’ansia dei loro familiari e l’attesa di notizie sul loro stato di salute che auspichiamo siano positive”.
Vincenzo Zerbo, 50 anni, sarebbe il più grave tra i tre feriti della scorta presidente della Regione siciliana. Sottoposto a tac, i sanitari gli hanno riscontrato traumi cranico e toracico, con perforazione del polmone. Quando saranno stati completati gli accertamenti verrà ricoverato nella divisione di Rianimazione. I medici si sono riservati la prognosi.

Meno allarmante, anche se pure in questo caso la prognosi è riservata, le condizioni dell’altro agente di scorta, Antonio Grigoli di 41 anni: ha subito una frattura esposta alla caviglia destra e sarà ricoverato in ortopedia. La prognosi potrebbe essere sciolta una volta completati gli accertamenti.

L’addetto al seguito del Governatore, Giuseppe Comandatore, 52 anni, ha invece riportato una serie di forti contusioni. Le sue condizioni non destano particolare apprensione. In ospedale, dove il presidente della Regione si è voluto fermare per stare accanto ai suoi uomini, è giunto anche il sindaco di Siracusa Giancarlo Garozzo.

Perché un ex ministro ha una doppia scorta in vacanza?

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Come è possibile che un ex ministro della Giustizia abbia una doppia scorta in vacanza? Sarebbe quasi incredibile la notizia eppure, Paola Severino, in ferie con la famiglia dall’11 luglio in una località brindisina ha una doppia scorta di polizia penitenziaria composta da quattro unità per turno e due mezzi protetti inviati dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria di Bari.

E’ stato il  segretario generale del sindacato di polizia penitenziaria Cosp, Mimmo Mastrulli, a denunciare il fatto preoccupato della carenza di organico e delle spese che bisogna sostenere per il “soggiorno della scorta in albergo e ristoro, strutture ristoranti, oltre all’utilizzo del budget per il lavoro straordinario e per il pieno trattamento missione”.

Gli ex ministri hanno diritto alla scorta per tutto l’anno successivo alla fine del mandato, ma perché concedere una doppia scorta? Se poi bisogna operare dei tagli perché non iniziare proprio dalle scorte? La Severino aveva dichiarato che avrebbe rinunciato alla scorta dopo 3 mesi dall’insediamento del governo, quindi bisognerà attendere fino al 28 luglio?

“Lei se ne deve andare”: così Fuksas alla Finocchiaro

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Buon appetito? Difficile augurarlo ai politici di questi tempi: prima Franceschini contestato dai grillini mentre si trovava al ristorante, ora Anna Finocchiaro che riceve le urla dell’archistar vicina alla sinistra Massimiliano Fuksas. L’indignato architetto, in un impeto d’ira che l’ha colto in un ristorante romano, avrebbe urlato alla senatrice Pd: ” Lei se ne deve andare”. Stando a quanto riporta Dagospia, la signora avrebbe raccolto la sua borsa allontanandosi. Ancora non è certo il motivo di tanta acredine anche se s’ipotizza una scenata anticasta vista la presenza della scorta della Finocchiaro: dopo le foto pubblicate in precedenza della senatrice con i bodyguards all’Ikea potrebbe trattarsi di un moto di ribellione contro il loro uso disinvolto.

Busta sospetta recapitata al “Giornale”

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I Vigili del fuoco sono intervenuti nella sede del “Giornale”  dopo che una busta sospetta è stata recapitata alla redazione . Nel palazzo di via Negri, a Milano, si stanno eseguendo i rilievi del caso e, nel dubbio possa trattarsi di antrace, tutta la redazione è stata bloccata in via precauzionale, vista la facilità con cui queste spore si propagano. Sei persone sarebbero in ospedale per accertamenti. Proprio oggi Alfano ha annunciato la revoca della scorta per il direttore della testata, Alessandro Sallusti.

La Finocchiaro ribatte a Renzi: “miserabile”!

finocchiaro ikea renzi tuttacronaca

Sono ancora fresche le dichiarazioni di Matteo Renzi secondo il quale non è possibile proporre i nomi di Marini e Finocchiaro per la corsa al Colle perché non rispettano la condizione base di un candidato in grado di coinvolgere “la maggioranza più alta possibile”. Il primo è un senatore bocciato dagli elettori abruzzesi durante l’ultima chiamata alle urne mentre la seconda è semplicemente improponibile da quando si è recata all’Ikea per far compere accompagnata dagli uomini della scorta relegati al ruolo di “spingicarrello”.

La Finocchiaro, che quando le foto della sua incursione al punto vendita del colosso svedese sono state pubblicate ha reso una volta di più evidente come i soldi degli italiani siano trattati con il massimo disprezzo, non ha atteso molto per far pervenire la replica. “Non mi sono mai candidata a nulla. Conosco bene i miei limiti e non ho mai avuto difficoltà ad ammetterli. Ho sempre servito le istituzioni in cui ho lavorato con dignità e onore, e con tutto l’impegno di cui ero capace, e non metterei mai in difficoltà nè il mio Paese, nè il mio partito. Trovo che l’attacco di cui mi ha gratificato Matteo Renzi sia davvero miserabile, per i toni e per i contenuti”. In realtà sembra la senatrice del Pd stia scivolando sullo specchio che cerca invano di scalare, perché è quanto meno offensivo per l’intelligenza delle persone parlare di dignità dopo aver dimostrato come i soldi, che non ci sono per saldare i debiti alle aziende, possono essere spesi per recarsi a riempire un carrello presso il punto vendita di un’industria straniera. Ma forse è “miserabile” far presente agli italiani da chi potrebbero essere governati…

La Finocchiaro però, indignata, prosegue nel suo sfogo affermando di trovare “inaccettabile e ignobile” che sia un’esponente del suo stesso partito ad attaccarla. “Sono dell’opinione che chi si comporta in questo modo potrà anche vincere le elezioni, ma non ha le qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico e un uomo di Stato”. Certo, detto da uno degli esponenti di quello stesso partito che cerca in tutti i modi di tagliare fuori Renzi, iniziando con l’escluderlo dalla rosa dei grandi elettori, quanto meno fa riflettere. Spaventa che, foto in mano, ancora ci si rifiuti di ammettere la verità e c’è da dire che la senatrice ha perso una grande occasione per dimostrare le “qualità umane indispensabili per essere un vero dirigente politico ed un uomo di Stato”: ammettere di aver sbagliato invece di negare l’evidenza e, se proprio ritiene “miserabile” l’atteggiamento di Renzi, porsi su un piano diverso, magari di dialogo invece che sbarrare la porta subito dopo aver puntato il dito contro chi, anzi, ha evitato affermazioni ben più gravi nei suoi confronti. Come dimenticare infatti che il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio superiore della magistratura? Sarebbe “onesto” affidarle quell’incarico dopo che il 24 ottobre scorso il marito Melchiorre Fidelbo è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata e abuso d’ufficio e quindi dovrà nuovamente presentarsi di fronte alla giustizia? Fidelbo guida infatti la Solsamb srl, società che ha ottenuto, senza gara, a Catania, l’affidamento dell’appalto per l’informatizzazione del Presidio territoriale di assistenza (Pta) di Giarre ricevendo così un “ingiusto vantaggio patrimoniale”, secondo la Procura. Insomma, anche senza l’Ikea, la Finocchiaro non rappresenta la stella più fulgida verso cui guardare!

Il celeste Formigoni passa con il rosso!

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L’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni non ha più incarichi istituzionali imminenti e improrogabili, ma sembra comunque avere una gran fretta. Nel centro di Milano la sua auto con scorta al seguito sfreccia senza tenere conto degli altri automobilisti e delle regole della strada.

Grasso si dimezza lo stipendi e la sua scorta! Risparmio 111,960 euro.

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Ha dimezzato il suo stipendio, così come i membri della scorta, e ha rinunciato agli appartamenti romani il presidente del Senato Piero Grasso che lo ha annunciato in una nota. «Fatte salve le indennità irrinunciabili, ho deciso di tagliare tutto il resto (diaria, rimborso spese generali e rimborso spese per l’esercizio del mandato)» dello stipendio, ha scritto. «Per la scorta, che per me a partire dal maxiprocesso non è stata un privilegio ma una dolorosa necessità, ho stabilito di dimezzare quella prevista dal Ministero dell’Interno per il Presidente del Senato».
A seguito dei tagli decisi, il compenso mensile netto del presidente del senato passerà da 18.600 a 9mila euro netti. Su base annua, riferisce ancora Grasso, ci sarà un risparmio di 111.960 euro su 223.169,76.
«Si deve partire dando l’esempio: mi auspico che lo stesso metro possa essere adottato da tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza di un Senato che intendo convocare dal lunedì al venerdì. Stamattina leggendo i giornali ho visto che a seguito dei tagli annunciati alle spese del Parlamento si è scatenata una rincorsa di cifre: tante e tutte diverse. Nel mio primo discorso da Presidente ho auspicato che il Senato divenisse una ‘casa di vetro’», scrive il presidente del Senato in una nota.

NAPOLITANO RICORDA MORO!

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”Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel 35° anniversario del rapimento di Aldo Moro, ha disposto la deposizione di una corona di fiori in via Mario Fani dove le Brigate Rosse sequestrarono l’allora Presidente della Democrazia Cristiana uccidendo cinque agenti della sua scorta”. E’ quanto si legge in un comunicato della Presidenza della Repubblica.

La scorta di Monti e il delirio di Grillo! Ma quanto costa?

 

MA QUALE CAPO DI STATO NON HA LA SCORTA? IL PRESIDENTE AMERICANO AVRA’ LA SCORTA ANCHE MAGGIORE DI MONTI, MA NESSUNO DISCUTE SU QUANTI UOMINI. GRILLO E’ AL DELIRIO!

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