“Clap and jump per Renzi”: organizzata claque di bambini per il premier

clap-and-jump-per-renzi-tuttacronaca2Siracusa è la seconda città visitata da Matteo Renzi in veste di premier e in mattinata il presidente del consiglio si è recato alla scuola Salvatore Raiti. Qui, in precedenza, era stata organizzata una claque, con foglietti distribuiti agli alunni per fare “clap and Jump”. A renderlo noto è la giornalista di Agorà Cecilia Carpo che spiega che ai giovani studenti è stato dato un foglietto con le strofe della canzone da cantare al premier. Non è noto, al momento, chi abbia preso l’iniziativa e chi abbia distribuito materialmente i fogli ai bambini.

 Facciamo un salto… battiam le mani 

Ti salutiamo tutti insieme presidente Renzi 

Muoviam la testa, facciamo festa

A braccia aperte ti diciamo “benvenuto al Raiti”

L’effetto complessivo: organizzazione, bimbi che cantano, testo della canzone, è pessimo. Il tweet della giornalista è rimbalzato in rete e molti i commenti tra l’ironico e l’indignato, con chi scrive: “Questa è violenza su minore”.

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Continua il tour di Renzi. Da Siracusa: “mercoledì pacchetto per la crescita”

renzi-siracusa-tuttacronacaSeconda tappa del “Matteo Renzi premier tour” con il nuovo presidente del Consiglio che, dopo la visita a Treviso la settimana scorsa, oggi incontra gli studenti dell’istituto ‘Salvatore Raiti’ di Siracusa, una scuola elementare e media, per incontrare gli insegnanti e i bambini. La scuola, nel quartiere di Santa Lucia, è frequentata da molti figli di immigrati e accoglie tra gli studenti anche diversi disabili. Renzi, che al termine dell’incontro ha parlato in conferenza stampa, ha spiegato che “Mercoledì prossimo non farò la tappa in giro per l’italia perchè farò una corposa conferenza stampa a Roma di lancio di alcuni provvedimenti molto importanti” che riguardano le politiche di crescita del paese”. Nel dettaglio, il premier ha spiegato che presenterà “Il jobs act, gli interventi sulla scuola, interventi per il piano casa” sottolineando che “ci sono 2 miliardi di euro pronti per l’edilizia scolastica”. Ai bimbi il premier ha detto: “Tanti dei vostri genitori forse hanno difficoltà per il lavoro. È un momento molto difficile. Pensate, è il momento più difficile per il lavoro da 30 anni. Ma c’è adesso la possibilità di investire per nuovi posti di lavoro”. Ai sindaci, ha invece spiegato che “Fino a ieri ero anch’io un sindaco, ma ieri ho optato per la carica di premier”.

Insegnante sospesa: tappa la bocca agli alunni con il nastro adesivo

nastro-adesivo-ragazzo-tuttacronacaE’ stata sospesa un’insegnante 27enne, docente presso la Danesfield School in Williton, Somerset, che ha deciso di zittire la classe utilizzando il nastro adesivo. Priscila Davo Ortega, infatti, sosteneva che gli alunni erano troppo rumorosi e ridacchiavano nonostante i suoi continui rimproveri. I genitori hanno espresso subito il loro disappunto e si sono detti scioccati da quanto accaduto. Thomas Bradbury, uno degli alunni, ha raccontato al Mirror che una delle sue compagne dopo l’applicazione del nastro ha anche iniziato a sanguinare.

Vogliono difendere la figlia dalla bulla: finisce in rissa tra genitori

lite_donne-tuttacronacaPresunto bullismo in una scuola di Roma e i genitori accompagnano la figlia a scuola per denunciare la vicenda al preside. Ma una volta davanti all’edificio la famiglia incrocia proprio la sospetta bulla, anche lei accompagnata da madre e padre. A questo punto i genitori della presunta vittima scelgono di affrontare la ragazzina a parole, con le buone, ma l’adolescente aggredisce quella che per lei è un’aguzzina e le procura lesioni giudicate poi guaribili in pochi giorni. A quel punto scoppia la rissa: il papà della presunta bulla recupera nella sua auto un’ascia e interviene a sua volta provocando la fuga di genitori, figli e insegnanti che cercano riparo nella scuola. Tutti denunciati i protagonisti, con accuse diverse, dai danneggiamenti alle minacce.

Sballo prima delle lezioni: scoperto giro di spaccio nel Reggiano

canna-tuttacronacaE’ stato necessario che una studentessa minorenne si sentisse male a scuola, dopo aver assunto stupefacenti, perchè venisse alla luce quanto accadeva ormai da alcuni mesi a Castelnovo Monti, in provincia di Reggio Emilia. Degli adolescenti avevano dato il via a un riturale, che aveva luogo circa due volte alla settimana, che prevedeva di sballarsi prima delle lezioni. Alla procura reggiana e a quella dei minorenni di Bologna sono stati denunciati, dai Carabinieri, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti un 18enne e due minorenni, uno dei quali è anche accusato di lesioni come conseguenza di altro reato: sarebbe stato lui a procurare la “canna” fumata dalla studentessa che si è poi sentita male a scuola. Secondo i carabinieri, da alcuni mesi un gruppo di ragazze, tutte minorenni, prima di entrare a scuola faceva uso di stupefacenti forniti (a volte gratuitamente e in altri casi a pagamento) dai tre denunciati.

Il termosifone che travolge il bimbo a scuola

scuola-elementare-tuttacronacaErano circa le 8 di mattina mentre nell’androne di una scuola di Busseto, vicino Parma, dei bimbi giocavano tra di loro attendendo l’inizio delle lezioni. Ma un pesante radiatore in ghisa, che non era in funzione ed era appoggiato al muro in attesa di essere portato alla discarica, ha improvvisamente travolto un piccolo alunno di 7 anni che ha riportato una frattura al polso e a tre dita della mano.

La prima uscita ufficiale di Renzi: la giornata a Treviso del neo premier

renzi-tuttacronaca-uscitaufficialeMatteo Renzi, come aveva anticipato nei giorni scorsi, oggi è partito alla volta di Treviso per la sua prima uscita ufficiale da neo premier. Prima tappa: la scuola media Coletti a S.Liberale dove, ad attenderlo, ha trovato dei militanti di Forza Nuova con uno striscione: “Dopo Monti e Letta, ecco Renzi, la terza marionetta”. “Faremo il possibile”: Matteo Renzi ha risposto così a una rappresentante del comitato dei genitori delle scuole di Treviso, Maria Riso, che ha avuto modo di incontrarlo alla media Coletti e di sollecitargli “meno tagli alle scuole, anche se sappiamo che i problemi sono tantissimi”.

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“Se c’è qualcosa che non va poi me lo segnalate alla casella matteo@governo.it. Ogni settimana andrò nelle scuole ad ascoltare le richieste e poi torno a Roma con i compiti a casa”. Il premier Matteo Renzi si rivolge così ad insegnanti ed alunni della scuola Coletti di Treviso, annunciando nei prossimi giorni l’apertura di una casella di posta per ascoltare richieste e problemi. Renzi ha sottolineato più volte l’importanza dell’educazione scolastica come “punto di ripartenza del Paese”. Renzi ha incontrato per quasi un’ora ragazzi e insegnanti della scuola multietnica alla periferia di Treviso in un auditorium molto pieno insieme ai ministri dell’Istruzione Stefania Giannini e a quello del Lavoro Giuliano Poletti. “L’Italia – ha sostenuto Renzi – diventa grande ed importante solo se riesce ad investire nella scuola. Per questo noi abbiamo deciso di partire da qui dopo che negli ultimi anni gli insegnanti sono stati considerati un po’ poco”. Il presidente del Consiglio ha interagito con domande e risposte con gli studenti improvvisando una lezione di educazione civica su temi come l’arte e l’inquinamento sottolineando come “il presidente del Consiglio e il sindaco possono fare qualcosa ma non bastano per risolvere i problemi”. “Al governo – ha spiegato Renzi – dobbiamo guardare allo spread e ai mercati, ma poi i Paesi si salvano solo se le scuole funzionano”.

Schermata 2014-02-26 alle 17In seguito, il neo premier ha incontrato i sindaci a Santa Caterina, mentre alle 11:30 si è recato a Palazzo Rinaldi con gli imprenditori. Qui lo hanno “accolto” i Forconi con cartelli e striscioni durissimi, e anche con qualche arancia volata per aria. “Meglio un morto in casa che Renzi sulla porta”, “Quante croci ancora nel nostro territorio?”, “Via il governo delle banche, al voto subito”. Il neo premier, in una conferenza stampa lampo, commenta così le contestazioni: “È normale, e noi non facciamo passerelle o tagli di nastri, parliamo con il paese reale”. E ancora: “Siamo consapevoli del grandissimo lavoro che dobbiamo fare”. Si è trattato, ha detto, di incontri “molto belli”, in cui sono state raccolte “difficoltà, dolore, grande attenzione” perché “un tempo questo era un luogo di piena occupazione”, oggi non più. Oggi stiamo andando nelle scuole perché – ha spiegato – “sono il luogo di ripartenza del paese”.

La nota stonata arriva però dal mancato incontro con i delegati sindacali della Electrolux e il premier Matteo Renzi, che i lavoratori aspettavano oggi a Treviso. Fonti di Palazzo Chigi, hanno spiegato che il confronto non c’è stato perché c’è un tavolo aperto sulla vertenza al Ministero dello sviluppo economico. Precedentemente, i sindacati avevano sottolineato che intendevano chiedere a Renzi un intervento per la riduzione del cuneo fiscale “per non dare più alibi ad Electrolux riguardo alla sua permanenza in Italia”. Dopo la conferenza stampa, Renzi si è recato in visita ad H-Farm a Roncade, incubatore di start-up nato con l’obiettivo di aiutare giovani imprenditori nel lancio delle loro iniziative basate su modelli di business innovativi nel settore internet.

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Non voleva farsi interrogare: 13enne scappa e cade dalla finestra

interrogare-tuttacronacaCosa non fa fare la paura dell’interrogazione! Una 13enne, studentessa di una scuola media di Vigevano, in provincia di Pavia, ha cercato di calarsi da una finestra per fuggire da scuola prima di entrare in aula. La ragazzina, appesa al cornicione a un’altezza di circa 5 metri, ha cercato di saltare su un muretto alto circa 3 metri ma le braccia non l’hanno retta ed è caduta a terra riportando una slogatura a un piede. Risultato, una slogatura a un piede. In un primo momento i carabinieri pensavano che la 13enne avesse tentato il suicidio ma poi si è scoperto che la studentessa stava fuggendo da un’interrogazione programmata che non voleva sostenere: una “bravata” insomma.

La rivoluzione scolastica taglierà le pensioni? Scontro generazionale

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Lo si sapeva, ma ci si aspettava che la guerra generazionale fosse condotta dopo una attenta riflessione, invece il governo Renzi asfalta immediatamente i pensionati e mira dritto a scardinare i diritti acquisiti come gli scatti di anzianità dei professori. “Basta scatti” questa sarà la nuova bayyaglia che già dalle prime ore della sua investitura a ministro dell’Istruzione Stefania Giannini vuole portare avanti. Si punterà sul merito… ma come sarà rilevato questo merito? Si passerà a calcolare le attività extrascolastiche? Quindi una lezione preparata con attenzione che segue il programma ministeriale passerà in subordine a una visita al museo dove i ragazzi possono correre felici nel parco? Oppure si darà rilievo ai professori che usano la tecnologia nelle scuole all’avanguardia, mentre in periferia i professori non hanno i gessi per scrivere alla lavagna? Interrogativi che non sono nuovi, ma tornano di attualità anche alla luce delle parole della neoministro che in attesa della fiducia nei due rami del Parlamento già sentenzia”Un Paese che spende 265 miliardi in pensioni e solo 54 miliardi per scuola e ricerca – dice il neo ministro, segretaria di Scelta Civica – deve porsi qualche interrogativo”.  “Gli automatismi sono il frutto di un mancato coraggio politico del passato – dice Stefania Giannini -. Ma ovviamente sto parlando in modo generale, prescindendo da eventuali misure che ancora non ho neanche lontanamento concepito”.

Quindi non possiamo dire come secondo lei dovrebbe essere applicato il principio della valutazione meritocratica?

“C’è una terza parola fondamentale: autonomia – risponde il neo ministro dell’Istruzione -. La valutazione si collega all’autonimia e alla responsabilità di chi è autore del processo. Posso fare l’esempio delle università, che sono diventate responsabili di sé stesse da quando sono istituzioni con bilancio autonomo. Credo che anche nella scuola si debba introdurre questo concetto”.

Lei in passato ha detto che, a suo giudizio, nelle università andrebbero aboliti i concorsi.

«Ora però sono ministro e posso solo dire che questo capitolo va certamente rivisitato».

Ma qual è l’alternativa al concorso pubblico? L’assunzione per chiamata diretta

«No, non funzionerebbe in un sistema come quello italiano ed europeo».

E allora?

«E allora autonomia e responsabilità. Le università dovrebbero poter adottare il loro sistema valutativo, e rispondere del prodotto finale, dei risultati conseguiti».

E come si misurano i risultati raggiunti da un’università?

«Si possono seguire gli esempi di altri paesi che hanno fatto scelte politicamente diverse dalle nostre, più proiettate verso il futuro».

Quali paesi?

«Per esempio la Gran Bretagna. Dove sono passati da una valutazione dei risultati puramente quantitativa a una valutazione anche qualitativa».  

Il sistema inglese di valutazione è complesso e articolato. Le valutazioni dei professori avvengono durante l’arco della loro carriera e comportano una serie di controlli e verifiche date da corsi di aggiornamento e tecniche di insegnamento che vengono modificate in base alla scuola in cui insegnano. Chi può poi con assoluta sicurezza affermare che un professore con un ottimo curriculum sia il migliore per trasferire le sue nozioni ai ragazzi? Si può sapere molto, essere enciclopedie viventi ed essere totalmente incapaci di insegnare… pura demagogia e populismo o solo voglia di rivalsa contro i pensionati destinati a pagare gli sbagli di una classe politica incapace? Rottamare gli anziani per dare possibilità ai giovani? Questa è l’Italia dream?

Allieva si sente male, viene affidata a bidello che la palpeggia

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Una ragazzina di Como di 15 anni accusa un malore in classe e viene affidata a un bidello di 58 anni, padre di famiglia e nonno di due nipoti, che l’ha palpeggiata e baciata nonostante la ragazza cercasse di dincolarsi. Fortunatamente alla fine la 15enne riesce a tornare in classe e parla immediatamente con la compagna di banco e con altri amici. Tutti le dicono di raccontare il fatto in famiglia e poi di denunciare l’uomo. I genitori della giovane non perdono tempo e si presentano dai carabinieri di Cantù. Le indagini dei militari, condotte con la Procura di Como, sono andate avanti per quasi due mesi, il tempo di raccogliere tutti gli elementi. Ora il 58enne dovrà rispondere di violenza sessuale su minore.

Bulli contro 15enne, l’appello del padre “intervenite, altrimenti ci scappa il morto”

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Vittima a 15 anni dei bulli e il padre lancia un appello affinché qualcuno intervenga:

«Quanto accaduto a mio figlio non è una novità per Parma, ogni settimana succede qualcosa del genere e non se ne può più, ormai si tratta di un problema sociale su cui il sindaco deve intervenire perchè non si può solo pensare al cemento, e bisogna farlo subito altrimenti qui ci scappa il morto»,

Il ragazzo infatto sabato scorso a Parma è stato violentemente picchiato, con calci e pugni, da un branco di 5 bulli, alla fermata dell’autobus tra via Gramsci e via Osacca, intorno alle 16 del pomeriggio.  Il minore, ora in ospedale con una prognosi di 30 giorni per la varie lesioni e fratture riportate, tra cui una alla fronte, è stato letteralmente attirato in una trappola. Tutto è nato con un sms che il 15enne ha ricevuto intorno alle 14.30 dello stesso giorno sul suo cellulare. A inviarlo un coetaneo tunisino che gli chiedeva di presentarsi alla fermata del bus «da solo, per chiarire» un saluto e poche parole hce il giovane avrebbe scambiato con la fidanzatina del tunisino. Ad attenderlo alla fermata c’erano un gruppo formato da ragazzini stranieri e italiani che lo varebbero pestato a sangue e il pestaggio sarebbe continuato se non si fosse fermato un uomo alla guida di un auto che era in compagnia della moglie e del figlio che ha fermato l’auto e scendendo dalla vettura ha messo in fuga i bulli e ha chiamato il 118 per il ragazzo

Secondo alcuni testimoni, oltre ai 5, altri giovanissimi avrebbero assistito alla scena senza intervenire, ma facendo ‘muro’ per coprire l’accaduto. Tutti dettagli che saranno chiariti dagli investigatori dell’Arma. «Questa volta si è riusciti a contenere i danni perchè per mio figlio poteva anche finire peggio – aggiunge il padre – ma bisogna assolutamente intervenire su questi ragazzi perchè non pensino che il mondo sia fatto di scazzottate e perchè tutto ciò non si deve più ripetere».

In alto i calici: i prof e il “brindisi contro lo spreco”

brindisi-etilometro-tuttacronacaInusuale protesta al liceo linguistico Regina Margherita di Torino da parte dei professori che hanno manifestato contro il test dell’etilometro disposto per gli stessi docenti da una delibera regionale lo scorso ottobre. La protesta messa in atto è un “brindisi allo spreco” e vuole dire no a una “ridicola e umiliante visita medica”. I sindacali spiegano: “La visita di massa dei prof costerà più di 4mila euro solo al Regina,mentre la scuola cade letteralmente a pezzi”. E ancora: “Potevamo rifiutare l’obbligo di legge della visita, ma abbiamo scelto la strada della feroce ironia”.

La lettera aperta della Prof!

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Ecco la lettera di una professoressa, Giuseppina Tobaldi, pubblicata tre giorni fa dal sito viverefabriano.it:

“Ho sempre creduto nel motto di don Lorenzo Milani secondo cui ‘non c’è niente di più ingiusto che fare parti uguali tra disuguali’. La scuola costruisce la democrazia se riesce a colmare la disuguaglianza, a eliminare lo svantaggio, a far crescere tutti, ma soprattutto chi ha meno mezzi (sociali, economici, culturali). Non può adempiere al suo ruolo di educatore chi viene continuamente mortificato; non si può combattere contro questa cinica guerra alla cultura, all’istruzione, ai giovani, al futuro, alla democrazia, con l’individualismo, il menefreghismo e la rassegnazione di chi lavora nella scuola, di chi la frequenta e di chi ci manda i propri figli.

Sento un senso di nausea insopportabile ogni volta che all’improvviso qualcuno scopre che ‘bisogna rimettere al centro dello sviluppo del paese la scuola (quella pubblica, ca va sans dire), la ricerca e la cultura’: sono solo slogan, cari ragazzi e cari genitori, solo prese per il culo, di solito immediatamente smentite da votazioni in commissione contro il ripristino delle ore di storia dell’arte, da tagli del ministero alle risorse per il miglioramento dell’offerta formativa, dai soliti contributi alle scuole paritarie o dal mortificante trattamento ricevuto dai nostri ricercatori, veri talenti che appena possono ci abbandonano.

Io ho da poco saputo che quest’anno scolastico nè io nè i miei colleghi riceveremo un centesimo per i lavori già pianificati, programmati e soprattutto necessari, per più della metà già svolti, visto che siamo a metà anno scolastico (perché le istituzioni quelle che dovremmo insegnare a rispettare, sono talmente corrette e rispettose dei cittadini e dei lavoratori, che ce lo comunicano a fine gennaio). Mi riferisco alle attività dell’alternanza scuola lavoro, dell’orientamento professionale, delle attività pomeridiane di recupero e sostegno, di approfondimento disciplinare o di laboratorio.

Perché? Perché quei soldi servirebbero a coprire gli scatti di anzianità (peraltro dovuti) anche per il 2013. Hanno passato davvero il segno: ci chiedono di lavorare gratis, ce lo chiedono ad anno scolastico iniziato, senza il minimo rispetto per la nostra dignità umana e professionale. Così ho deciso di aderire alla protesta indetta dal sindacato Flc CGIL di astenermi dal 21 febbraio al 22 marzo da qualsiasi attività aggiuntiva.

E se alla data del 22 marzo niente sarà cambiato (come purtroppo credo) presenterò le dimissioni dai miei incarichi e rifiuterò di svolgere anche una sola ora di recupero pomeridiano o altre attività extra. Dovremmo farlo tutti in massa e mettere l’opinione pubblica e le famiglie in condizione di capire che il male lo stanno facendo a voi e al vostro futuro, senza contare che lo schiavismo è stato abolito da più di due secoli! Recentemente alcuni di voi, miei cari studenti, hanno svolto un saggio breve dal titolo “il lavoro: diritto, dovere, dignita’” o in alternativa un tema su libertà uguaglianza e fratellanza. Mi chiedo perché continuo a raccontarvi certe balle, ostinandomi a credere in certi principi e a pretendere di trasmetterli, costringendovi a riflettere sulla vostra vita. Presuntuosa vero?

A volte quando affermo queste cose con convinzione, mi sorge il dubbio se sto recitando, se le parole che dico corrispondono ancora alla mia convinzione di poter incidere sulla vostra formazione umana e civile o se sono solo un mero quanto inutile atto di volontà. Comincio a sentirmi inadeguata.

Amavo tanto questo lavoro, lo svolgevo con entusiasmo e creatività, con passione e la giusta dose di caparbietà. Ora no, lo svolgo solo per senso del dovere, quello che i miei genitori mi hanno trasmesso con il dna. E meno male che il sangue non è acqua. Così qualcosa, sebbene poco, posso ancora darvi. E scusate, davvero, se è poco”.

Amore adolescenziale: vuole farsi bocciare per andare in classe con la sua dolce metà

amore-adolescenziale-tuttacronacaIl polo liceale di Gubbio, che riunisce i licei scientifico, classico, artistico e di scienze umane, è al centro delle cronache di oggi, giorno di San Valentino, per una storia particolare che parla di amore adolescenziale. Lui è un minorenne che ama la sua fidanzatina di un anno più giovane tanto da decidere di farsi bocciare per poter frequentare la sua stessa classe. Per riuscire nell’impresa, sta accumulando assenze per raggiungere il limite che lo porterebbe a perdere l’anno, pari a 55 giorni, Al momento ha già saltato tre settimane e frequenta le lezioni a singhiozzo. Nessuno è riuscito a fargli cambiare idea, come spiega il Messaggero che riporta la vicenda, nè la preside Maria Marinangeli nè la famiglia. “Stiamo cercando di fargli capire – ha spiegato la docente al quotidiano – che questa decisione è dannosa e nessuno vuole frapporsi ai loro sentimenti”. Nel caso di bocciatura, oltretutto, il ragazzino dovrebbe cambiare indirizzo, visto che la fidanzatina segue un piano di studi diverso. All’Ansa, la professoressa Marinangeli lo definisce “in gambissima” e aggiunge: “Un ragazzo amorevole, studioso e senza alcun problema di profitto. Anche la sua fidanzatina è tranquilla e serena”. Nel giorno di San Valentino il polo liceale Mazzatinti si è intanto riempito di fiori che si scambiano i ragazzi. “C’è una forte riscoperta dei sentimenti» spiega la preside. «Una sensazione di bellezza e stupore – aggiunge – avvolge la scuola. Con il cuore che si riempie di speranza”.

“Nessuna violenza”, così i compagni dei 4 studenti accusati di aver stuprato una compagna

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«Ci teniamo a dire ancora una volta che qui non è successo nulla. Nessuno ha stuprato nessuno e quella ragazza si è inventata tutto», queste le parole dei compagni dei ragazzi accusati di aver abusato sessualmente di una compagnia di classe .

«Ci è spiaciuto leggere notizie inesatte e poco aderenti alla realtà rispetto ai fatti asseritamente accaduti a gennaio all’interno dell’istituto di Finale ligure, sui quali abbiamo un’indagine in corso.». Lo ha detto il procuratore della Repubblica presso il tribunale dei minori di Genova Cristina Maggia all’ANSA, rilevando che «una eccessiva enfatizzazione mediatica» contribuisce a accrescere il disagio e «stimola nei compagni condotte impulsive e non mediate che potrebbero avere anch’esse rilevanza penale».  «In particolare giova precisare che nel medesimo titolo di reato ‘violenza sessuale’ sono ricomprese condotte di diversa natura e portata più o meno grave», ha precisato il pm secondo la quale «una eccessiva enfatizzazione mediatica quale quella in atto contribuisce a accrescere il disagio dei giovani protagonisti e delle loro famiglie».

Crolla l’intonaco di una scuola elementare a Palermo, feriti 3 bimbi

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E’ crollato l’intonaco di una classe di scuola elementare in via Bragaglia, a Palermo e tre alunni di una quarta elementare sono rimasti feriti dopo essere stati colpi da alcuni pezzi d’intonaco. Sul posto il 118 li ha medicati. I carabinieri dovranno accertare la responsabilità.

Imbrattato il murales di Totti a Roma: il capitano chiazzato con vernice colorata

murales-per-francesco-totti-roma-tuttacronacaAppena comparso, già imbrattato. Il timore dei romanisti si è trasformato in realtà quando il murales in onore di Totti è stato sfregiato da dei vandali che hanno scagliato delle secchiate di vernice contro il dipinto. Ora il ritratto del Capitano è macchiato con chiazze colorate. Il murales, voluto da Nike e per il quale il Comune aveva dato la sua autorizzazione, non era stato digerito dai tifosi laziali: “Perché proprio Totti? Mica è Garibaldi”, si legge su uno dei blog più in voga tra i tifosi biancocelesti. “Il murales verrà ripulito”, fanno sapere dal municipio. Ma quanto durerà?

Nel frattempo, in rete spopolano i fotomontaggi:

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L’inferno a scuola… Ragazzina stuprata più volte!

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La scuola che si trasforma in un incubo per una ragazzina che proprio tra le mura scolastiche è stata violentata più volte da quattro studenti dopo essere stata trascinata negli spogliatoi dell’istituto Migliorini di Finale Ligura, in provincia di Savona. La ragazza ha poi confessato tutto ai genitori che hanno denunciato la vicenda ai carabinieri. I quattro ragazzi sono stati inviati in comunità distinte della Liguria e della Toscana.

Roma celebra il capitano giallorosso: nuovo murales per Totti

murales-monti-tuttacronacaIl murales storico di Francesco Totti si trova a rione Monti, a Roma, ma ora il capitano giallorosso ha una nuova opera dedicata a lui. Questa volta il suo volto dipinto è apparso a San Giovanni, su una facciata della scuola Pascoli, tra Via Sibari e Via Apulia, non lontano da Via Vetulonia, dove il numero 10 e capitano giallorosso è nato e cresciuto.

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Il bimbo eroe: a 9 anni salva tutta la famiglia da una fuga di gas

fuga-di-gas-tuttacronacaUna famiglia di Monfalcone, in provincia di Gorizia, è stata salvata da uno dei suoi membri: il piccolo Alessio, di 9 anni. Il bimbo ha evitato la tragedia perchè a scuola, durante una lezione, gli era stato insegnato a riconoscere una fuga di gas e a intervenire. La famiglia era stata allarmata dalla sorellina minore di Alessio Sanda: Noemi, di 3 anni, si era sentita male e presentava occhi girati, sangue e schiuda dal naso. Il padre Cristian, spaventato, ha chiamato il 118 salvo, poco dopo, perdere a sua volta i sensi assieme alla moglie. Gli adulti, infatti, non si erano accorti di quanto stava accadendo. L’unico in grado di prendere in mano la situazione è Alessio che, al Corriere della Sera, racconta la sua esperienza. “Venivo da una stanza pulita. Mi sono tappato il naso, ho aperto le finestre, ho portato fuori dalla cucina l’altra mia sorellina, Sabina, di tre mesi”.  Ha chiamato l’ambulanza, ha aperto le finestre ed è uscito di casa attendendo i soccorsi. “Mi sono solo ricordato di quello che ci aveva detto la preside in classe, a quella lezione”. Ha detto.

A 12 anni la morte lo colpisce tra i banchi di scuola!

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E’ morto in ospedale il ragazzino di 12 anni che oggi ha accusato un malore a scuola presso l’istituto Agnelli di Torino. I primi a soccorrerlo sono stati gli insegnanti che hanno cercato di rianimarlo e hanno immediatamente chiamato i soccorsi. Ieri il bambino aveva festeggiato i suoi 12 anni e oggi è morto davanti ai suoi compagni.  A ricostruire la tragedia è don Enrico Stasi, preside dell’istituto salesiano Agnelli di Torino. «Era un ragazzo che si faceva amare – dice – tutta la comunità salesiana e il personale scolastico è profondamente scossa da questa perdita». Il malore ha sorpreso il giovane all’improvviso. «Era in mezzo ai suoi compagni e agli insegnanti, che l’hanno soccorso immediatamente», racconta don Enrico, secondo cui sino a quel momento il dodicenne «non aveva manifestato nessun disturbo». «Aveva festeggiato in classe il suo compleanno – dice – regalando ai compagni delle caramelle». A soccorrerlo, quando si è sentito male, è stato l’insegnante responsabile delle pratiche di basic life support. «È stato prontamente assistito, in attesa dell’ambulanza, che non ha tardato ad arrivare», si limita ad aggiunge il preside della scuola, un istituto molto noto in città. «La scuola – conclude – è stata vittima di un’inaspettata disgrazia».

Lo studente che tiene in ostaggio i suoi compagni e uccide l’insegnante

sparatoria-scuola-mosca-tuttacronacaBlitz armato in una scuola alla periferia di Mosca durante il quale hanno perso la vita un docente di geografia e un poliziotto, mentre un altro agente sarebbe rimasto ferito. Ad aprire il fuoco e a prendere in ostaggio una ventina di studenti sarebbe stato uno degli allievi di quella stessa scuola che quest’anno voleva diplomarsi con il massimo dei voti in tutte le materie, aggiudicandosi così la medaglia d’oro. Secondo alcuni media russi, proprio l’insegnante di geografia non lo avrebbe aiutato a conquistare questo risultato e per questo motivo uno studente dell’undicesima classe avrebbe compiuto il blitz. A convincere il giovane ad arrendersi liberando tutti gli ostaggi è stato il padre.  Lo studente autore del blitz armato in una scuola di Mosca è stato catturato dalla polizia ed ora sotto interrogatorio. Lo riferisce il ministero degli interni. Secondo il sito del Kommersant, si chiama Serghiei Gordieiev, della nona classe (quindi ha 15 o 16 anni, ndr), e avrebbe ucciso, oltre ad un poliziotto, un insegnante di geografia, Nikolai Kirillov, 32 anni.

I bimbi che insegnano la solidarietà: la classe che si rasa a zero

bimbi-rasati-tuttacronacaUna misteriosa malattia ha colpito il piccolo Mahan Amiri, bimbo iraniano che si è trovato a perdere tutti i capelli. Per non farlo sentire diverso, il suo maestro e i suoi compagni di classe non si sono persi d’animo e hanno deciso di radersi tutti a zero per solidarietà verso l’amico e compagno di classe.

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Già si parla di esami di maturità: le materie per la seconda prova

maturità-tuttacronacaMercoledì 18 giugno 2014 e giovedì 19 giugno 2014: sono queste le due date che migliaia di studenti annoteranno sui loro diari: sono i giorni scelti per la prima e la seconda prova scritta dell’Esame di Stato 2013/2014. E oggi sono state rese note anche le materie per la seconda prova, contenute nel decreto firmato dal ministro Maria Chiara Carrozza. Tra le altre, Greco al Liceo classico, Matematica al Liceo scientifico, Lingua straniera al Liceo linguistico. Nel decreto, inoltre, vengono individuate le materie affidate ai commissari esterni nella scelta delle quali è stato seguito, laddove si è rivelato opportuno, il criterio della rotazione delle discipline. Anche quest’anno dirigenti scolastici e insegnanti presenteranno on line la domanda di partecipazione agli Esami di Stato in qualità di presidenti di commissione e di commissari d’esame.

Porno a scuola dalle suore!

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Un incidente davvero increscioso quello che è accaduto in una quinta elementare della scuola paritaria “Farina”, gestita dalle suore dorotee in centro a Vicenza. Sulla lavagna interattiva invece di essere messo in onda un concerto è apparso un film porno con una mega orgia. La colpa secondo la direzione sarebbe di una maestra laica che ha inserito la chiavetta usb sbagliata. Le suore poi si sono scusate con le famiglie dei 29 bambini che compongono la classe, ma alcuni genitori non hanno voluto “perdonare” l’errore e si sarebbero già recati da un legale. La maestra poi, si sarebbe giustificata, dicendo che quella chiavetta con la musica era stata prestata dalla mamma di un alunno e che lei non avrebbe mai immaginato di trovarci sopra un film per adulti.

Se questa è un’educatrice… la maestra che picchia gli alunni

scuola-tuttacronacaCosa potranno imparare a scuola dei bambini che vengono picchiati anche in viso, messi in punizione inginocchiati in un angolo, rinchiusi in uno stanzino o sul balcone. Tutto perchè gli alunni della scuola elementare di Palazzo Adriano, nel Palermitano, sarebbero stati “indisciplinati”. La denuncia per maltrattamenti è arrivata da una mamma preoccupata e il gip del tribunale di Termini Imerese ha sospeso la maestra dopo l’inchiesta della polizia. I riscontri dei poliziotti, verificati anche con il personale dello stesso istituto scolastico, hanno messo in luce come la mancata trascrizione di avvisi sul diario o banali monellerie scatenavano le furie dell’insegnante. Stando a quanto riportano gli inquirenti, gli alunni venivano percossi, sottoposti a castighi ingiustificati e sproporzionati, spesso collocati in castigo in uno stanzino della scuola o sul balcone con l’anta chiusa dall’interno con pericolo per la loro stessa incolumità. In una circostanza sarebbe emerso che l’insegnante avrebbe dato uno schiaffo a un bambino lasciandogli sul viso il segno dell’anello e gli avrebbe poi consigliato di alleviare il dolore con un panno bagnato.

Dramma nel palermitano, 16enne tenta il suicidio a scuola

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Aveva lasciato un messaggio per i genitori «Andrò in un posto migliore» e poi arrivato a scuola ha tentato il suicidio lanciandosi dalla finestra del Liceo Scientifico Santi Savarino. Il ragazzo, 16enne, che questa mattina si è lanciato nel vuoto, si trova ora ricoverato nell’ospedale di Partinico, in prognosi riservata.

 

Il padre muore d’infarto e i tre figli lo vegliano

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La triste storia arriva da un piccolo paese dell’est della Francia. Tre bimbi di 4,9 e 11 anni sono rimasti un giorno intero a vegliare la salma del loro papà. L’uomo probabilmente è rimasto vittima di un attacco cardiaco e il figlio più grande ha portato a scuola le sorelline come se nulla fosse accaduto per paura che il giudice decidesse di separarli. Al termine delle lezioni i tre bambini sono tornati a casa e hanno passato la serata accanto al corpo del padre, solo il giorno dopo una delle due bambine tornando a scuola ha deciso di raccontare la storia alla maestra che ha dato l’allarme. I tre bambini sono stati affidati all’assistenza sociale con la promessa – ha assicurato il magistrato – di «non essere separati», anche poiché già reduci dalla separazione dalla madre che ha deciso di andare via dalla casa sei mesi fa. Il procuratore ha fatto appello alla madre, attraverso i media, a farsi viva.

 

Istituti colabrodo e presidi in piazza. La rivolta della scuola

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A Montecitorio per la prima volta non ci sono gli studenti, ma i presidi delle scuole. Sfilano protestando  “La nostra è una categoria bistrattata, siamo il parafulmine del sistema scuola. Abbiamo sempre più responsabilità e siamo appesantiti». A parlare in occasione della protesta nazionale, è la preside del Newton di Roma, Ivana Uras, che, interpellata sulla situazione del suo istituto, risponde: «al Newton, come in altre scuole, ci sono problemi di edilizia e sicurezza. Noi li segnaliamo a Comune e Provincia ma troviamo un muro e gli utenti se la prendono con noi».

«Ad esempio – racconta ancora la preside del Newton di Roma, Ivana Uras – il nostro ascensore è rotto da ottobre. Fortunatamente nel plesso centrale non abbiamo persone in carrozzina, ma abbiamo avuto ragazzi con le stampelle che hanno avuto problemi». La dirigente del Newton non è l’unica a lamentarsi della situazione del suo istituto: Anna Rita Tiberio, dirigente dell’Istituto comprensivo di via Poseidone, sempre a Roma a chi glielo chiede riferisce che «dentro le aule piove. Il Municipio purtroppo non ha nulla per la manutenzione ordinaria. Noi ripariamo le porte con i contributi delle famiglie e ci sono i secchi perchè piove dal tetto. Ma questo capita in diverse scuole». Il collega dell’Istituto comprensivo di via Marelli, Enrico Farda, infatti, le fa eco: «Il mio edificio, della scuola primaria, è un colabrodo. Sono intervenuti i vigili del fuoco e l’ufficio tecnico del VI Municipio è venuto tante volte. È venuto anche l’assessore ai Lavori pubblici di Roma Capitale che si è interessato alla vicenda ma concretamente nulla si muove. La cultura – aggiunge Farda – è un investimento e invece noi ci troviamo ogni anno a fare i conti della serva». Silvia Sanseverino del liceo classico Aristofane sostiene: «Il problema della sicurezza accomuna le scuole di ogni ordine e grado. E il lavoro di preside e molto complesso. Ma a questo complessità non corrisponde la necessaria attenzione da parte del ministero e non corrisponde un’adeguata retribuzione».

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Tutti fanno parte della dirigenza pubblica, a livello gerarchico sono sullo stesso gradino, ma tra i presidi che guidano le scuole italiane e i dirigenti amministrativi di seconda fascia che lavorano a viale Trastevere o negli uffici scolastici regionali, c’è un profondo gap, di responsabilità e soprattutto di retribuzione. A sostenerlo è Tuttoscuola, sulla base di una tabella comparativa e proprio mentre oggi i presidi sono scesi in piazza per la prima volta proprio per denunciare un aumento del carico di lavoro e delle responsabilità a fronte di retribuzioni bloccate. Il dato che balza immediatamente all’occhio è il diverso peso della busta paga: 55.000 euro è la retribuzione media annua lorda dei dirigenti scolastici, 110.000, e dunque esattamente il doppio, quella dei dirigenti amministrativi di seconda fascia. Eppure, a scorrere la tabella di Tuttoscuola, le responsabilità dei presidi non paiono poche: contabili, erariali, previdenziali, per la sicurezza degli edifici scolastici, nei confronti di personale e studenti e poi ancora per l’assunzione dei supplenti, la gestione degli appalti. Naturalmente anche i dirigenti amministrativi di seconda fascia hanno il loro bel carico di impegni e competenze, ma – fa notare Tuttoscuola – «la parola ‘responsabilita» è dirimente«. Senza contare – sottolinea la stessa testata – che un preside ha un numero medio di dipendenti intorno al centinaio mentre in genere un dirigente amministrativo di seconda fascia ha sotto di sè in media cinque persone.

Schiacciato dall’autobus mentre andava a scuola, morto 14enne

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Si sarebbe dovuto sedere su un banco di scuola il 14enne,residente a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, che questa mattina invece è stato investito da un autobus intorno alle 7.30 del mattino. L’impatto  è avvenuto sui viali di circonvallazione all’altezza di porta Santa Croce, nei pressi della fermata del bus che conduce al polo scolastico Makallè. Da una prima ricostruzione sembrerebbe che l’autista del mezzo snodato non si sarebbe immediatamente accorto dell’incidente a causa dell’alto volume delle voci  e del caos che  gli studenti presenti sul pullman stavano facendo, come ogni mattina. Ma questo ed altri dati sono ora al vaglio degli inquirenti che dovranno anche ricostruire l’esatta dinamica nella quale ha perso la vita il ragazzo.

La studentessa fa lo spogliarello a scuola

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In un liceo scientifico di Forlì, una studentessa forse per una sfida, o per un atto goliardico, o una scommessa persa ha improvvisato uno spogliarello nei corridoi dell’istituto. Il video poi è stato postato in internet. La ragazza balla anche in topless mentre c’è chi cerca di ricorrerla invitandola a rivestirsi. 

Per festeggiare le vacanze… porta in classe la torta all’hashish

torta-hashish-tuttacronacaEra il 21 dicembre e una studentessa di Adria, in provincia di Rovigo, voleva festeggiare l’arrivo delle vacanze natalizie con i suoi compagni di classe. Come farlo se non con una torta, letteralmente, “da sballo”? La studentessa, al quinto anno, si è infatti presentata in classe con un dolce all’hashish ma è stata scoperta dalla docente d’inglese. Appena maggiorenne, è così finita dai carabinieri. “La nostra amica – commenta un compagno – a nostra insaputa ha deciso di festeggiare con la torta all’hashish”.

La bimba di 11 mesi e il test autovalutativo che fa il giro del web

test-autovalutativo-tuttacronacaHa fatto la sua comparsa su Reddit, attirando la subito l’attenzione, un test di autovalutazione di una bimba di 11 mesi. La piccola si è vista consegnare dalle insegnanti un questionario nel quale doveva indicare i suoi pregi, i punti di forza e il suo modo di essere. Non sapendo la bimba scrivere, le hanno permesso di portarlo a casa per essere aiutata da un genitore e il padre ha così deciso di raccontare in maniera ironica le caratteristiche della figlia Emma, inserendo tra gli interessi il cibo, l’arte, le lunghe grida sulla spiaggia e il tirare il pelo del cane, ma anche esplorare il suo naso con le dita e svegliarsi regolarmente all’alba ogni mattina. Uno dei punti di forza di Emma, inoltre, è la digestione rapida, ma anche la capacità di far perdere ore di sonno ai genitori fino a quando non ottiene quello che desidera.

Niente prelievo sugli stipendi dei prof? Il governo ci prova con i bidelli

bidello-tuttacronacaIl governo non metterà le mani in tasca agli insegnanti… ora ci prova con il personale non docente, ossia soprattutto bidelli e chi nella scuola fa lavoro di segreteria. La denuncia arriva dai sindacati che fanno riferimento a una circolare del ministero dell’Istruzione nella quale si chiede la restituzione al personale ausiliario, tecnico e amministrativo della scuola dell’incentivo economico, stabilito con un accordo del 2011, per mansioni che vanno oltre i normali compiti. Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola, ha affermato: “Noi impugneremo questo provvedimento perché  ingiusto, iniquo e offensivo. Riguarda il personale Ata, personale che ha delle retribuzioni tali che gridano vendetta al cielo!” Quello che prevede la circolare è il prelievo degli aumenti contrattuali legati alla professionalità (incentivi che vanno da un minimo di 600 a un massimo di 1.800 euro annui che si tra traducono mensilmente in una cifra che va dai 50 ai 150 euro). Ad essere interessate potrebbero essere 8mila persone e nel frattempo la Uil scuola ha già inviato una lettera al ministro Carrozza nella quale viene sollecitato il ritiro del provvedimento. “Va evitato – dice – un altro pasticcio”.

Precipita nel vuoto: studente 17enne muore

studente-precipita-tuttacronacaE’ morto intorno alle 14, in ospedale, il 17enne Andrea De Gabriele, studente del liceo scientifico Cosimo De Giorgi di Lecce, che alle 13 è precipitato in un pozzo di luce nel cortile della succursale della scuola. Il giovane era con i compagni e stava per far rientro in aula dopo una lezione di educazione fisica quando ha deciso di arrampicarsi su una grata che delimita l’ area utilizzata dagli studenti, probabilmente per recuperare il giubbotto e  aiutandosi con una sedia. E’ stato allora, mentre si trovava sulla recinzione, che è precipitato sfondando la rete metallica di protezione del pozzo e compiendo un volo di almeno 10 metri. I poliziotti della squadra mobile di Lecce hanno ascoltato i presenti, per ricostruire quanto accaduto e il sostituto procuratore Giuseppe Capoccia all’esito dei primi accertamenti valuterà se sia necessario iscrivere qualche nome nel registro degli indagati.

Marcia indietro sugli insegnanti! Il governo ha rischiato di farsi male da solo

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Gli insegnanti non restituiranno i 150 euro”: il Governo fa marcia indietro. Alla fine il Governo ha fatto marcia indietro sugli insegnanti: dalla riunione a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio, Enrico Letta, il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza è arrivata la decisione di sospendere il provvedimento che imponeva la restituzione degli scatti di anzianità del 2012. Il flash dell’Ansa è delle 10 e un quarto, a inizio mattinata il vicepremier Angelino Alfano aveva già rassicurato gli insegnanti e, di riflesso, l’alleato di maggioranza, il Pd che storicamente rappresenta la categoria: ”In questo modo il governo rischia di farsi male da solo. Entreremo nel merito della vicenda, i cui dettagli ancora non conosciamo, per evitare che si verifichi il prelievo”, aveva affermato Alfano, intervenuto alla “Telefonata” su Canale 5.

Tagli allo stipendio degli insegnanti: 150 euro in meno

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Ritorno amaro tra i banchi per gli insegnanti italiani che si sono trovati di fronte al taglio di 150 euro di stipendio. Il taglio è stato operato dal ministero dell’Economia  che chiede la restituzione degli scatti stipendiali già percepiti nel 2013 con una trattenuta appunto di 150 euro mensili, a partire da gennaio. Immediata l’ira dei docenti che si vedono così negare un diritto già acquisito, ma soprattutto la richiesta ha fatto anche sorgere un vero scontro all’interno del governo con il ministro dell’Istruzione, Maria Chiara Carrozza, che si è schierata al fianco degli insegnanti e ha scritto immediatamente al collega Saccomanni.  Ma se i membri di un esecutivo si scontrano tra loro come è possibile governare un Paese ed effettuare delle riforme? Se non c’è coesione e un indirizzo unitario come si riesce a trovare un’intesa che consenta di dettare un agenda sul prossimo anno? Intanto al fianco dei lavoratori della scuola si sono schierati anche i sindacati che minacciano lo sciopero.

I sindacati già da giorni protestano con forza. «Le istruzioni impartite dal Ministero dell’Economia per un graduale recupero degli scatti maturati nel 2012 costituiscono una decisione inaccettabile che va bloccata, una vera e propria provocazione che se attuata non potrà rimanere senza risposta» ha tuonato il segretario generale della Cisl Scuola Francesco Scrima. E dalla Gilda è arrivato un aut aut: «Siamo stanchi di aspettare: vengano restituiti ai docenti gli scatti stipendiali 2012 o sarà sciopero generale». Per la Flc-Cgil si assiste «ancora una volta a un pesante intervento sui diritti acquisiti dei lavoratori della scuola, che saranno costretti a restituire le somme legittimamente e giustamente percepite». «La scuola – ricorda il sindacato guidato da Mimmo Pantaleo – ha già contribuito pesantemente al risanamento dei conti pubblici, finanziandolo con i tagli di personale (8 miliardi di euro), con il blocco del contratto di lavoro, con il taglio del salario e con l’aumento dei carichi di lavoro». Il segretario generale della Uil scuola, Massimo Di Menna, parla di «situazione gravissima, mai accaduta prima». La nota del ministero dell’Economia del 27 dicembre – ricorda – «produce come effetto che, senza che nessuno sia stato avvertito, senza che sia stata fornita nessuna spiegazione, si procede con il prelievo nello stipendio. Come a dire, poichè la scuola è centrale nelle scelte di Governo, apriamo il nuovo anno togliendo parte della retribuzione di quelli che l’avevano legittimamente percepita, perchè le regole sono cambiate. Il decreto, che viene interpretato in modo retroattivo, è di novembre e decide di togliere gli aumenti maturati a gennaio. Ed è qui il pasticcio vero, con un Governo che, in questa vicenda, infila un errore dopo l’altro, trattando il personale della scuola anziché come lavoratori titolari di diritti, come sudditi».

Quando il pranzo… lo disegna papà!

panini-tuttacronacaDavid Laferriere, illustratore del Wheaton College nel Massachusetts, prepara con amore i panini ai propri figli, disegnando ogni giorno un soggetto diverso sui sacchetti in cui li ripone. L’uomo ha deciso di condividere le sue crazioni su Flickr: ”Ecco i sandwitch bag che condivido con i miei ragazzi”, scrive. E spiega: ”Un’abitudine nata per rallegrare la loro pausa pranzo a scuola”. E che regala sorrisi anche agli utenti che lasciano commenti toccanti online da altri genitori, che dimostrano come l’affetto per i propri figli passi anche dalle piccole cose

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Sorpresa natalizia per 16 scuole romane: sospeso servizio mensa

mensa-scolastica-tuttacronacaSorpresa amara sotto l’albero in sedici istituti comprensivi, che ospitano classi dell’infanzia, primaria e media, della Capitale: il giorno della Vigilia è infatti arrivata una nota in cui il Comune, nello specifico il Dipartimento servizi educativi e scolastici, avvisa che sospenderà il servizio mensa dal 7 gennaio, vale a dire in piena riapertura delle scuole. Gli alunni, al rientro, si vedranno quindi sospeso, o messo a serio rischio, il normale servizio di mensa. Laura Larcan per Il Messaggero scrive:

Il motivo sta tutto «concentrato» in un passaggio della nota protocollata dal dipartimento capitolino il 23 dicembre in cui si fa presente che «con il prossimo 31 dicembre cesseranno gli effetti dei previgenti affidamenti centralizzati e che, con decorrenza 7 gennaio 2014, si presenterà la necessità di rendere concretamente effettivo il passaggio all’autogestione». La risposta alla nota era richiesta entro il 24 dicembre. Peccato che le scuole coinvolte non hanno ancora concluso tutte le procedure di gara per il passaggio dall’appalto centralizzato a quello in autogestione. Un disagio che peserà su migliaia di bambini: basti solo considerare che gli istituti comprensivi protagonisti prevedono una media di mille pasti al giorno. A fare luce su una situazione che sta creando un subbuglio tra i vari dirigenti scolastici, è l’Asal, l’Associazione scuole autonome del Lazio.

«La gravità della nota del Comune sta nel fatto che a tali 16 scuole il 25 ottobre scorso il Comune aveva dichiarato che in caso di mancato espletamento della gara entro il 31 dicembre si sarebbe proceduto ad “ulteriore affidamento” alle ditte attualmente in servizio, a carico del Dipartimento», spiegano dall’Asal. Inoltre, «Tra il 16 e il 19 dicembre scorsi – continuano dall’associazione – tali 16 scuole sono state convocate dal Dipartimento, e hanno sottoscritto di concerto un verbale di accordo in cui veniva ribadita la necessità di rinnovo da parte del Comune dell’affidamento del servizio in corso».

Quelle verità su Adam Lanza a un anno dalla strage di Newtown

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A più di un anno di distanza, l’inspiegabile strage di Newtown, avvenuta nella scuola elementare Sandyhook, torna nelle cronache ed emergono particolari inquietanti sul figlio di Nancy, uccisa anche lei nella furia omicida di Adam. Mentre guidava verso la scuola, il giovane ascoltava musica rock e portava con sé oltre a dieci chili di munizioni, prelevate dall’armadio che la madre avrebbe dovuto tenere sottochiave. Ma nelle 7mila pagine dell’inchiesta c’è ben altro: un ritratto di una crescente follia. Testimonianze,foto, diari. Gli stessi scritti di Adam da bambino. Ad appena 7 anni il figlio di Nancy  scriveva un inno alla violenza: una vecchietta girava con un bastone che conteneva una mitragliatore con cui poteva uccidere tutti quelli che non le piacevano, soprattutto bambini. Ma oltre al racconto è stato reso noto anche il grafico che il ragazzo aveva realizzato con tutti i principali massacri nelle scuole da quello della Columbine a quelli più recenti. I segni c’erano anche solo ad ascoltare il fratello che ha dichiarato che Adam non voleva essere neppure sfiorato, non voleva che nessuno entrasse nella sua camera, non toccava le maniglie delle porte e continuava ossessivamente a cambiarsi i vestiti più volte al giorno. Nelle pagine della polizia spunta anche lo strano comportamento del ragazzo durante l’uragano Sandy, un mese e mezzo prima del massacro, quando Adam si era rifiutato di voler andare in hotel con la madre ed era rimasto al buio nella sua stanza per giorni.

Era davvero imprevedibile la strage?

 

Meno compiti per le vacanze, più lettura. L’appello del ministro Carrozza

leggere-scuola-tuttacronacaL’appello arriva dal ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza che, durante una manifestazione a Pisa, ha invitato gli studenti  “a convincere gli insegnanti a non farsi dare troppi compitiper le vacanze estive per trovare il tempo di dedicarsi alla lettura”. Il ministro ha partecipato insiema a duemila studenti alla catena umana che ha composto la scritta “L’alcool non fa miracoli”. Per l’occasione, ha aggiunto: “Leggere un libro significa avere consapevolezza verso la cultura e che può essere un gesto d’evasione importante per la crescita degli individui senza ricorrere a scorciatoie come lo sballo per sentirsi più grandi o stare meglio insieme agli altri”. Il ministro si era già schierata contro l’eccessiva mola di compiti per le vacanze che piomba addosso agli studenti. La scorsa estate aveva affermato al Messaggero: “Non serve a niente imporre tonnellate di versioni di latino o decine di problemi da risolvere. Vengono smaltiti meccanicamente, senza concentrazione. Meglio vacanze più brevi, ma vere vacanze. Con il piacere di leggere, questo sì. Un bravo insegnante è quello che stimola la curiosità e incoraggia la scelta. Sarebbe bello che ad ogni ragazzo fosse fornita una lista di libri perché selezioni le sue letture delle vacanze. Dobbiamo insegnare il valore della scelta”.

Paura in aula: crolla il tetto di una scuola

crollo-tetto-scuola-tuttacronacaE’ previsto un intervento per domani nell’istituto Pietro Maffi a Torrevecchia, dopo che oggi si è verificato un crollo di una porzione di tetto.  Il cedimento è avvenuto durante dei lavori di manutenzione ed un operaio è caduto su un banco vuoto di una classe che stava svolgendo la normale lezione.  “Voglio rassicurare le famiglie sul fatto che il Municipio, con cui sono in contatto costante, è immediatamente intervenuto – dice lì’assessore alla scuola Alessandra Cattoi – Non risultano danni rilevanti e nessuna bambina o bambino è rimasto coinvolto. Si è trattato di un incidente durante una verifica da parte di un tecnico che, mettendo un piede in fallo, ha provocato il cedimento del controsoffitto. Il Municipio ha già verificato che non vi sono problemi di stabilità o di altri cedimenti. Nei prossimi giorni saranno effettuati ulteriori controlli per garantire la piena sicurezza degli alunni e delle alunne al ritorno dalle vacanze”.

Bacio saffico nei corridoi della scuola: studentesse richiamate

bacio-saffico-scuola-tuttacronacaBaci e carezze lungo i corridoi della scuola. Le effusioni in pubblico sono costate a due studentesse un richiamo della preside del liceo Duca Degli Abruzzi di Treviso, insieme all’invito a mantenere un comportamento più rispettoso del contesto scolastico. La reazione della dirigenza, secondo i rappresentanti degli studenti, sarebbe stata determinata soprattutto dalla natura omosessuale delle effusioni. Renata Moretti, vicepreside dell’istituto, ha spiegato che richiami di questo tipo vengono fatti comunemente agli studenti notati in gesti e atteggiamenti eccessivi nei corridoi, in violazione del regolamento disciplinare. Tutto ciò non avrebbe quindi  nulla a che vedere con l’orientamento sessuale dei ragazzi. La Moretti ha aggiunto ancora:”La nostra è una scuola aperta e plurale, rispettosa dei diritti di ciascuno. Mi pare invece che in questo caso si cerchi solo di strumentalizzare l’episodio”. Le effusioni tra le due ragazze sarebbero state segnalate in modo anonimo alla direzione scolastica.

La scuola corre ai ripari: troppi bimbi obesi e ipertesi

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Dilaga l’obesità tra i bambini, a essere colpiti sono soprattutto gli under 10, ma i dati non migliorano molto neppure crescendo. Così la scuola italiana corre ai ripari e cambia la dieta delle mense:  più cibi integrali, prodotti biologici e a km zero, meno zuccheri e carne rossa. Queste le linee guida del decreto del ministero dell’Istruzione appena varato. Si riuscirà a contenere il dilagare dei bambini obesi e ipertesi alle elementari?

Scrive Carla Massi sul Messaggero:

Dettati dall’allarme per l’obesità infantile (uno su tre dai 6 agli undici anni pesa troppo), per l’ipertensione già alle elementari tra i sovrappeso, per la glicemia alta e per il diffuso disagio relazionale dovuto proprio alle grandi forme.

Nuove linee guida, si legge nel comma 5 bis, «per disincentivare, nelle scuole di ogni ordine e grado, la somministrazione di alimenti e bevande sconsigliati, ossia contenenti un elevato apporto totale di lipidi per porzione, grassi, zuccheri semplici aggiunti, alte quantità di sodio, nitriti o nitrati utilizzati come additivi, alte quantità di teina, caffeina, taurina e per incentivare la somministrazione di alimenti per tutti coloro che sono affetti da celiachia». Anche per loro il governo ha deciso che vada ritagliata una quota nel bando delle gare d’appalto. Certo è che qualsiasi cambiamento nei pasti quotidiani non deve far «derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica». Si prevede anche l’attribuzione di un punteggio per «le offerte di servizi e forniture rispondenti al modello nutrizionale denominato dieta mediterranea». Si ridurrano, così, le proposte di pasti etnici che negli ultimi anni sono stati introdotti soprattutto nelle scuole elementari.

Nuovi approvvigionamenti, dunque, di alimenti ricchi di fibre, dalla pasta al pane ai cereali all’orzo ai fagioli alle lenticchie ai carciofi, che regalano una sensazione di sazietà e fanno mangiare il giusto. Che creano massa nell’intestino e facilitano le funzioni fisiologiche. Nessuna preclusione per il pesce condito, è specificato, con olio extravergine di oliva. Come le verdure, i sughi e le zuppe. Via libera per uova, latte e yogurt. Due sole limitazioni, appunto: carni rosse (bue e cavallo) e zuccheri semplici (…)

Sandy Hook, un anno dopo. Niente celebrazioni a Newtown

sandy-hook-tuttacronaca14 dicembre 2012: alla scuola elementare Sandy Hook il 20enne Adam Lanza aprì il fuoco uccidendo 26 persone, tra le quali 20 bambini. Dopo di che, si tolse la vita a sua volta. A Newtown, in Connecticut, quest’anno, in occasione del primo anniversario, non si terrà alcuna cerimonia ufficiale:  le autorità della cittadina del Connecticut non vogliono vedere di nuovo un esercito di giornalisti e chiedono che venga rispettata la privacy degli abitanti e dei parenti delle vittime.

Niente scuola e sola a casa a 9 anni, padre denunciato

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E’ stata la scuola ad allertare le Forze dell’ordine, visto che un’allieva era assente da 10 giorni. Il fatto è avvenuto in provincia di Treviso dove il direttore di una primaria ha allertato i carabinieri. Così i militari sono andati a casa della bambina che vive con il padre a cui era affidata dopo la separazione dalla moglie e nella quale vive con un’altra donna. L’uomo non era in casa e la bimba era da sola nell’abitazione. I militari hanno così atteso insieme alla piccola il ritorno del genitore. L’uomo, un italiano, ha affermato che la figlia stava male, ma nell’abitazione non c’erano farmaci, inoltre la bambina non era stata visitata da nessun dottore. Così i militari lo hanno denunciato per abbandono di minore e la bimba è stata affidata temporaneamente alla zia che ne ha anche garantito l’immediato rientro a scuola.

Altro che cervelli in fuga, ormai lo fanno anche i lavapiatti

annuncio_kijiji-tuttacronacaFuturo? Quale futuro? I giovani non ne vedono e se anche la legge di Stabilità propone un reddito minimo, i ragazzi vogliono costruirsi un domani con il loro lavoro. Che nel nostro Paese manca. E ora che il peso della disoccupazione si fa sempre più insostenibile, non resta che guardare all’estero. Se una volta era la terra promessa, un El Dorado dove spiccare finalmente il volo, ora non si riesce neanche più a sognare, perchè si è troppo impegnati a sopravvivere. E così non sono più solo laureati a fuggire, ma tutti quelli che trovano una possibilità. Del resto partire non equivale obbligatoriamente a successo, a volte è pura e semplice indipendenza. Quindi va bene anche un lavoro da lavapiatti. Una simile offerta, infatti, ha fatto registrare adesioni da record sul portale Kijiji, dove un ristoratore tedesco ha posto un annuncio con il quale ricerca un aiuto cuoco e lavapiatti: secondo quanto riportato dal sito di annunci del gruppo eBay, in due giorni l’offerta è stata visualizzata 13mila volte e in 250 hanno risposto. Tutti disposti a trasferirsi all’estero, soprattutto considerando che vitto e alloggio sono compresi.

La maestra che sputa contro l’alunno

maestra-sputo-tuttacronacaNella classe seconda della scuola primaria Andrea Palladio di Castelnovo, frazione di Isola Vicentina, in provincia di Vicenza, un bimbo, durante un diverbio con la maestra, le ha sputato contro. L’insegnante, a quanto pare esasperata, ha risposto allo stesso modo. Un atteggiamento che ha spinto la madre dell’alunno a presentarsi in Procura per denunciare la maestra, C.C., di 58 anni. L’insegnante rischia di essere indagata per abuso di mezzi di correzione nei confronti del bambino. La querela è – come spiega Il Giornale di Vicenza – all’attenzione del procuratore. La maestra, secondo alcuni testimoni, dopo aver sputato contro l’alunnoavrebbe esortato i compagni di classe a fare lo stesso. Ma gli inquirenti devono ancora verificare questo particolare.

Bambino di 10 anni troppo violento: interviene la polizia

iperattività-infantile-tuttacronacaPericoloso per i compagni e le insegnanti a causa dei suoi momenti di iperattività che sfociavano anche in atti violenti. E’ la storia di un bimbo di 10 anni che vive nella provincia di Treviso che ha visto, ad un tratto, la sua aula scolastica svuotarsi. I genitori dei suo compagni, infatti, hanno deciso da un giorno all’altro di non mandare più i propri figli a scuola, temendo per la loro incolumità. Il bambino, che si è ritrovato unicamente in compagni di un insengante di sostegno, ha iniziato a lanciare tutto per aria costringendo anche la maestra ad allontanarsi dall’aula, ferendo sia lei che un bidello e un’altra bambina. Tutti e tra sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso. Lo scatto d’ira del piccolo si è placato solo in seguito all’intervento della polizia e all’arrivo dei genitori e a quel punto è stato possibile recuperarlo dall’aula. I suoi genitori chiedono di essere capiti, spiegando che non è una situazione facile da gestire nemmeno per loro ma vogliono comunque che il figlio non diventi un emarginato, ma gli altri parenti dal canto loro definiscono la situazione “insostenibile”.

La strage alla scuola elementare Sandy Hook: caso chiuso

newtown-lanza-tuttacronacaEra il 14 dicembre 2012 e Adam Lanza, 20 anni, uccise 26 persone, tra le quali 20 bambini, aprendo il fuoco alla Sandy Hook Elementary School di Newtown, in Connecticut. Ora l’inchiesta su quella strage è considerata un “caso chiuso”. a stabilirlo, il rapporto investigativo. Sul movente che ha spinto il giovane a compiere il massacro, eecondo gli inquirenti, non ci sarà mai una risposta definitiva. “La domanda ovvia è: perché? Purtroppo, tale questione non potrà mai essere risolta definitivamente nonostante le tantissime informazioni raccolte”, si legge nel rapporto. Nel documento viene confermato che Lanza ha agito da solo: prima ha ucciso la madre, poi si è recato alla scuola elementare armato del suo fucile Bushmaster per poi suicidarsi con una pistola Glock 20. Tutte le armi erano state regolarmente acquistate dalla madre di Lanza. Il rapporto spiega ancora che il ventenne aveva pianificato la strage, ma aveva mantenuto i suoi progetti segreti. Il giovane – si legge – aveva “significativi problemi mentali”, ma la mattina del 14 dicembre ha agito “intenzionalmente e consapevolmente”.

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